Aquileia – Roma celebra un’amicizia lunga 2200 anni con una mostra al Museo dell’Ara Pacis

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La mostra, allestita nell’area espositiva dell’Ara Pacis a Roma, vuole celebrare i 2200 anni dalla fondazione di Aquileia e, nello stesso tempo, raccontare le tappe salienti della storia di questa città attraverso preziosi reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, prestatore di molte opere d’arte di eccezionale valore,  e dal Museo della Civiltà Romana. Focus centrale di questa rassegna é la presentazione di Aquileia  quale  Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente  ripercorrendo le numerose “trasformazioni” della Città nei suoi momenti storicamente più significativi: l’antica città romana, l’Aquileia bizantina e medioevale e il Patriarcato, sino a giungere al periodo in cui fu parte dell’Impero Asburgico e  agli anni della Prima Guerra Mondiale e del successivo dopoguerra con il ruolo primario avuto in occasione delle celebrazioni riservate al Milite Ignoto.

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Pietro e Paolo- Rilievo in calcare del IV^ sec. d.C.                          Scena di fondazione – Calco in gesso di originale del 1^ sec. a.C.

Nel corso della conferenza di presentazione di questa rassegna è stato posto in rilievo il grande valore scientifico che riveste insieme all’affascinante percorso, curato da Cristiano Tiussi, Direttore della Fondazione Aquileia, e da Marta Novello, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, con un contributo di don Alessio Geretti, curatore delle iniziative culturali di Illegio, i cui interventi hanno posto l’accento sull’importanza del rapporto Aquileia-Roma e sulla straordinaria capacità della città di rigenerarsi:  più volte risorta dopo invasioni, spoliazioni, guerre e terremoti. Fondata nel 181 a.C., Aquileia fu concepita sia come avamposto di Roma nel lembo estremo nord-orientale della penisola, sia come centro d’irradiazione del Cristianesimo nell’Italia Settentrionale e nelle regioni del Centro ed Est Europa.

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Concetti presenti anche nelle parole dell’Ambasciatore Antonio Zanardi Landi, Presidente della Fondazione Aquileia: “Per secoli Aquileia è stata porto commerciale di primissimo piano dell’intero Mediterraneo e ha costituito la porta d’entrata non solo di derrate e di merci, ma anche di arte e idee provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che, rielaborate e metabolizzate, si sono poi diffuse nell’Italia Settentrionale, nei Balcani e nel Noricum. Fu anche sede di un Principato Ecclesiastico e di uno Stato Patriarcale, a partire dal 1077 e fino alla conquista veneziana nel 1420, mentre il Patriarcato come entità ecclesiastica fu soppresso solo nel 1751, avendo come eredi le Arcidiocesi di Udine, per la parte veneta, e di Gorizia, per la parte imperiale”.

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Friuli: terra di tradizioni enologiche- Pigiatura delle uve nel II/III^ sec. d.C.                                                           Oggetti in ambra

Per mettere in rilievo tutte queste unicità di Aquileia, a livello nazionale ed europeo, gli organizzatori sono ricorsi all’esposizione di preziose testimonianze del passato attraverso un percorso espositivo che offre ”una suggestiva selezione di calchi in gesso, modelli e preziosi pezzi originali, avvalendosi anche del supporto di strumenti multimediali”. Fra gli oltre 30 reperti esposti in originale, ha un ruolo primario la “Testa di Vento”, fusione bronzea di ascendenza ellenistica, la Testa di Vecchio, improntata a forte realismo, la bellissima stele funeraria del gladiatore, due eccezionali mosaici (raffiguranti uno “pesci adriatici”, l’altro uno stupendo pavone), rilievi marmorei e statue. È inoltre presente un’ampia e preziosa collezione di oggetti in ambra, espressione di quell’artigianato artistico che si era sviluppato nella città, punto d’arrivo dell’antichissima “Via dell’Ambra” proveniente dal Baltico, dove la resina fossile era raccolta. Mettendo in secondo piano i 23 calchi di reperti aquileiesi realizzati nel 1937 in occasione della Mostra Augustea della Romanità, le 43 splendide fotografie del grande Maestro friulano Elio Ciol, presenti al centro del percorso espositivo e un bassorilievo in pietra calcarea del IV secolo raffigurante l’abbraccio tra Pietro e Paolo nella sezione cristianesimo, non può passare senza citazione la commovente testimonianza sul Milite Ignoto.

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Qui è esposto per la prima volta il tricolore, recentemente donato allo Stato, che avvolse, nella cerimonia in Basilica ad Aquileia nel 1921, il feretro di un soldato caduto e disperso, in rappresentanza di tutte le vittime disperse in guerra. “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente” è anche l’occasione, come ha rilevato il Sindaco Emanuele Zorino, per aprire una finestra sulla città e richiamare l’attenzione, anche turistica, dei visitatori. In tal proposito due significative campagne promozionali coinvolgeranno i visitatori nelle giornate del 23 e 24 novembre offrendo loro le specialità enogastronomiche del territorio, alle quali si aggiunge, nella giornata del 20 novembre 2019, la proiezione del film sulle tre vite di Aquileia. Quanto di meglio per dare un sapore  e visibilità ad una città che apre le braccia per mostrarsi al meglio senza limitazioni e reticenze.

Roma – Museo dell’Ara Pacis – Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) fino al 1 dicembre 2019 tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 19,30. Biglietto d’ingresso integrato:Museo dell’Ara Pacis più Mostra, intero €.13,00, ridotto €.11.00. Sono previste facilitazioni e gratuità. Informazioni tel. 060608 – sito www.arapacis.itwww.museiincomune.itwww.zetema.it

 

La Casa del Bicentenario di Ercolano – Riaperta al pubblico dopo 36 anni di chiusura

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La casa del Bicentenario, ubicata in prossimità del Decumano Massimo, vanta numeri di tutto rispetto come indica il suo titolo “Bicentenario”. Venne alla luce grazie ad una campagna di scavi – 1937/1939 –  condotta dall’allora Soprintendente Amedeo Maiuri, nume tutelare dell’archeologia campana, a suggello dei 200 anni dalla scoperta del sito di Ercolano.

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Oggi ad ottant’anni di distanza ritorna fruibile dopo una chiusura lunga 36 anni grazie ad una campagna di restauro e conservazione finanziata sia con fondi pubblici che privati. Numeri e finanziamenti a parte, l’evento è degno della massima attenzione, come rilevato dal Sindaco di Ercolano nel corso della cerimonia di riapertura, quale ulteriore veicolo di turismo che può portare la cittadina a percorrere strade oneste e legali.

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Attualmente la casa non è ancora completamente restaurata e questa anticipata riapertura sul fine lavori, è un invito rivolto ai visitatori per entrare a “far parte di un delicato processo che normalmente è gestito solo da specialisti”, come ha rilevato Francesco Sirano, Direttore del Parco Archeologico di Ercolano. Questo però non toglie niente alla comprensione della vita domestica antica che si svolgeva all’interno di una casa nel I^ secolo a.C. Importante conferma è quella offerta dai restauratori che scrivono: “Dopo 2000 anni, un’abitazione di lusso, affacciata sul Decumano Massimo e vicina alla principale piazza cittadina, apre i suoi battenti, svelando la propria storia, ma anche il volto della città e dei suoi abitanti negli anni che precedettero l’eruzione grazie ad alcune straordinarie scoperte. Il racconto di questa vicenda era stata affidata dal tempo alla struttura della casa con le sue trasformazioni, al pavimento e alle raffinate pittura del tablino, al ritrovamento di un pannello di porta con grata scorrevole carbonizzato e alla scoperta di una serie di tavolette cerate in un ambiente al piano superiore della casa, la cui lettura avrebbe ampliato di molto la conoscenza su i suoi proprietari, ma in definitiva sull’intera compagine cittadina”.

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Completa il tutto le netta sensazione che il visitatore coglie a Ercolano fin dal primo momento: quella di trovarsi di fronte ad un sito archeologico che racconta anche i sentimenti e  l’intimità degli antichi abitanti della casa. In proposito una preziosa prova di quanto affermato ci è offerta da una croce disegnata su una parete in una stanza del piano superiore. In questo caso non si può escludere di trovarsi di fronte ad una delle prime testimonianze che attestano l’affermarsi fra la popolazione di una nuova religione che in seguito sarà quella dominante: il cristianesimo. Ercolano è veramente un sito che sa parlare anche all’intimità dell’anima del visitatore.

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Ercolano (NA) – Il Parco Archeologico è aperto dalle ore 8,30 alle 17,00. Da aprile ad ottobre la chiusura è alle ore 19,30. Biglietto d’ingresso €.13,00 – previste gratuità ed agevolazioni varie:  – cittadini Unione Europea, giovani tra i 18 e 25 anni, ecc – nonché ingressi gratuiti come prevede la legge. Informazioni sul sito www.ercolano.beniculturali.it – tel.+39.081.7324315.

Pompei e Santorini – L’Eternità in un giorno

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Due catastrofi rilette in chiave attuale. Dal giorno in cui avvennero, a Pompei ed Akrotiri, nell’isola greca di Santorini, ad oggi sono trascorsi molti secoli e quelli che allora furono luoghi di tragedia, oggi sono delle attrazioni, anche turistiche, tanto da meritare una mostra come quella allestita alle Scuderie del Quirinale.

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Pompei: affresco “Nozze di Alessandro e Rossane o Marte e Venere”       –                Pompei: “Ermafrodito aggredito da satiro”

Il percorso espositivo ricostruisce attraverso l’esposizione di preziosi reperti archeologici e opere d’arte che nei vari secoli hanno attirato le attenzioni di molti artisti,  “un viaggio nel tempo alla scoperta delle due antiche città. Accomunate da un’identica fine e preservate nei millenni dalle ceneri vulcaniche”.  Gli oltre 300 oggetti esposti fra statue, vasi, affreschi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri vogliono richiamare l’attenzione del visitatore sia sulle catastrofi naturali,  che per  raccontare oltre tremila anni di storia dall’età del bronzo ai nostri giorni.

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Akrotiri: Affresco dei giovani pescatori-Tarda età del bronzo -Akrotiri: Brocca con decorazione pittorica- Media età del bronzo

L’esposizione offre un confronto inedito fra due siti antichi: Pompei, investita dall’esplosione del Vesuvio nel 79 d.C. riscoperta nella prima metà del Settecento, e Akrotiri, sull’isola di Santorini, distrutta a metà del secondo millennio a.C. da una spaventosa eruzione e riportata alla luce nella seconda metà del Novecento.  Sono questi luoghi unici che “occupano una posizione incomparabile nella coscienza collettiva, perché offrono un’immagine viva dell’antico, spesso difficilmente leggibile nella stratificazione storica”, come scrivono i curatori.

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Ricostruzione di ambiente pompeiano                                                             Renato Gottuso: “Eruzione dell’Etna” – Olio su tela 1983

Interessanti attività divulgative e didattiche, rivolte anche ai giovani e ragazzi, che prevedono laboratori, incontri  e appuntamenti, alcuni al Teatro Argentina, condotti da archeologi, intellettuali e giornalisti, approfondiscono  e indagano il fenomeno eruttivo dal punto di vista scientifico, geologico e sociale, oltre a proporre una sorta di passeggiata virtuale all’interno delle sale della mostra.

Roma – Scuderie del Quirinale – Mostra “Pompei e Santorini – L’Eternità in un Giorno” fino al 6 gennaio 2020 con orari: dalla domenica al giovedi dalle 10,00 alle 20,00 – venerdi e sabato fino alle 22,30. Costo del biglietto d’ingresso,. Inclusa audio guida: €.15,00 intero ed €.13,00 ridotto. Sono previste gratuità ed agevolazioni varie. Informazioni e prenotazioni tel. 02.92897722 – email info@scuderiedelquirinale.itgruppi@scuderiedelquirinale.it-  web www.scuderiedelquirinale.it

Il Giardino delle Meraviglie – Opere dell’artista canadese Garth Speight in mostra fino al 19 gennaio 2020 alla Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia

Testo e foto di Donatello Urbani

Chi meglio di un artista con origini canadesi può parlarci delle bellezze della natura? Le opere di Garth Speight hanno per obbiettivo proprio l’esaltazione delle bellezze della natura e quelle esposte alla Casina delle Civette hanno  tutte soggetti naturalistici molti dei quali ispirati al Parco di Villa Torlonia e alla location stessa che le ospita.

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L’ispirazione infatti non si limita al solo parco ma si estende anche alla Casina stessa che a sua volta ospita al proprio interno opere vitree della scuola romana del liberty floreale. Le vetrate volute dal principe Alessandro Torlonia per abbellire la sua dimora, ordinate a Duilio Cambellotti, Paolo Paschetto ed altri e realizzate nella vetreria romana Cesare Picchiarini, trovano un loro corrispondente nelle opere di Garth Speight e completano il percorso museale all’interno di uno stile artistico che, per una serie di ragioni avverse, ha avuto in Italia vita difficile e breve.

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Delle opere in esposizione, scrivono i curatori: “Le superfici incise a dare un effetto di rilievo e il colore che avviluppa le linee quasi geometriche sono gli ingredienti dei quadri, che con la luce possono apparire come delle vetrate multicolori o intricati mosaici. L’artista non propone solo dipinti ma anche ciò che li racchiude, le cornici che lui crea ad hoc per ogni quadro con il quale divengono un tutt’uno. E’ lui stesso ad affermare di voler pensare ai suoi quadri come finestre attraverso le quali guardare e non solo vedere”.

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Strumento indispensabile per una lettura precisa dell’esposizione è il catalogo, ricco di immagini a colori, pagine 50, edito da Edizione Athena Parthenos.  Nell’ambito della mostra ci saranno alcune lezioni sulla storia e la coltivazione di piante e fiori presenti nel parco della villa e nelle opere dell’artista a cura di esperti e collezionisti. Inoltre si terranno una serie di laboratori didattici per adulti e bambini su stampe vegetali. Kokedama e micro giardini tutte in date e orari indicati sul sito del museo.

Roma – Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia – Via Nomentana, 70 fino al 19 gennaio 2020 dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00. Biglietto d’ingresso intero €.6,00 – ridotto €.5,00. Sono previste gratuità ed agevolazioni varie riportate sul sito www.museivillatorlonia.itwww.museiincomune.it –  tel.060608.

Officine Fluviali – Un nuovo spazio socio/culturale sorto in città nel quartiere “Ostiense” dal recupero di un insediamento industriale.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Nell’arco di pochi decenni il quartiere “Ostiense” di Roma, conosciuto per la presenza del mercato generale all’ingrosso di generi alimentari, del porto fluviale, del mattatoio comunale e di alcuni insediamenti industriali, ha cambiato radicalmente le proprie connotazioni ed è divenuto un insediamento culturale di grande eccellenza ospitando la Terza Università cittadina intorno alla quale ruotano una moltitudine d’iniziative culturali, determinante il dinamismo di un giovane Presidente di Municipio, nonché una infinità di attività artigianali, offerte commerciali e ospitalità turistica sorte tutte sulle ceneri delle precedenti destinazioni.

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Nell’area che fin dai primi anni del secolo scorso accoglieva lo stabilimento industriale Sonnino per la lavorazione della lana grezza, principali fornitori i pastori sardi e scozzesi, in particolare in quel settore dove era la lavanderia, è sorto, per iniziativa di una star up, uno spazio con specifica destinazione sociale e culturale senza trascurare anche l’aspetto turistico. La denominazione rimanda proprio alla precedente destinazione “Officine Fluviali”:  un opificio dove l’acqua attinta dal fiume era determinante per la lavorazione. Gli spazi ceduti in locazione alla Coop.Pingo dal proprietario, gli eredi Sonnino, in parte sono utilizzati coworking da varie società e star up di creativi in vari settori e in parte sono utilizzati dalla cooperativa stessa Pingo  nello svolgimento di un ricco calendario di eventi che vanno da insolite cene al buio per esperienze plurisensoriali, fino a varie attività rivolte all’infanzia oppure all’accoglienza di esposizione temporanee di arte.

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Anche queste iniziative presentateci da Maria Teresa Diodati e Federico d’Orazio, rispettivamente  Presidente e Vice Presidente di Pingo, sono in coworking  con altre star-up sotto un’unica stella battezzata per l’occasione: “Industrie Fluviali – Ecosistema Cultura”. Altra caratteristica comune a tutti è la presenza predominante di donne e  persone con ridotte capacità, spesso confinati ai margini della nostra società con la qualifica di down. Così il lavatoio della lana grezza dove hanno lavorato per un secolo circa 100 lavoratori è divenuto un centro di aggregazione sociale, parte integrante di quella politica di riqualificazione del territorio, come ha tenuto a precisare il Presidente dell’ VIII Municipio.

La foto in testa all’articolo presenta una delle due terrazze dove, in epoca recente, è stato girato il film “Le fate ignorante” per la regia di Ferzan Ozpetek, sono, oggi, a disposizione per feste, conferenze e attività sociali sia di privati che d’istituzioni pubbliche.

Roma – Via del Porto Fluviale, 35 dal 25 ottobre 2019. Informazioni sulle attività inserite nel ricco programma consultare il sito www.industriefluviali.it

 

“Mangia, Gioca, Ama COREA” – WebToon” – Immersione nel fumetto digitale inaugura la settimana della Cultura Coreana al Centro Culturale della Repubblica Coreana

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Già da qualche anno, a fine settembre/prima settimana di ottobre, il Centro Culturale Coreano bandisce a Roma la settimana della cultura coreana.

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Una interessante iniziativa che nell’edizione 2019 oltre la scoperta di una civiltà raffinata dove una cucina dai sapori nuovi per i romani, quanto eccellente, ha presentato un gioco di gran fascino il “WebToon”.  Il WeTonn – formato dalla combinazione delle parole World Wide Web e Cartoon – è un fumetto digitale nato nel 2003 dall’attivazione di servizi mobili a pagamento previsti nel sistema internet.

20190930_200655Il Direttore dell’Istituto Culturale Coreano a Roma saluta gli ospiti e presenta i 9 webtoon in esposizione presentati da 3 diverse piattaforme

La giovane tutor che il Centro Culturale Coreano ha messo a disposizione dei visitatori ci dice che: “diversamente dal Comic Book americano, il WebToon presenta la caratteristica di essere  pubblicato regolarmente da un unico autore e,  diversamente dai manga giapponesi e dai nostri sistemi di scrittura, si sviluppa da sinistra a destra”.  Attualmente in Corea i vari webtoon sono seguiti da oltre 10 milioni di persone dove su 40 piattaforme, settimanalmente, vengono caricati oltre 5 mila nuovi episodi realizzati da oltre 4 mila autori.

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Un gioco in più disponibile sul cellulare o vari device? Non solo e non proprio perché sono fonte d’ispirazione e d’interazione per chiunque che tramite una lavagna digitale può seguire e imitare i vari beniamini dei webtoon.  In sintesi, con un po’ di approssimazione, si può identificare sia come un programma cartoon che come un cosplay grafico digitale, facendo prendere parte attiva ai lettori alle avventure dei propri beniamini, nel webtoon preferito, volendo anche con la propria immagine. La presentazione di questo nuovo gioco per noi italiani sarà presente fino al 13 novembre 2019 all’interno dell’Istituto Culturale Coreano – Via Nomentana, 12 – dove è possibile prendere visione anche delle numerose attività – corsi di lingua e letteratura coreana, corsi di cucina, concerti, conferenze, ecc. –  promosse da questa prestigiosa Istituzione Culturale.

Per saperne di più: www.culturacorea.it – e.mail: info@culturacorea.it – fb: /istitutoculturalecoreano

Carthago – Il mito immortale- In una grande mostra al Colosseo e Foro Romano fino al 29 marzo 2020

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

“Carthago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta). Questa proposta fu approvata nel 147 a.C. dal Senato Repubblicano romano e fu affidato a Publio Cornelio Scipione Emiliano il compito di attuarla. Cartagine fu presa dopo un assedio di due anni  a data alle fiamme. Bruciò per 17 giorni consecutivi e la leggenda vuole che sopra le macerie fumanti i Romani cospargessero sale nell’intento d’impedire che sopra di esse  sorgesse una nuova città.

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La gioielleria e oroficeria puniche sono state ereditate dall’oriente. Le lavorazioni si concentarono in prevalenza su martellatura, sbalzo, granulazione e filigrana, oltre l’intaglio di pietre dure, gemme, osso avorio e conchiglie.

A distanza di oltre 21 secoli Roma rende omaggio all’antica rivale con una bellissima mostra che prende il nome di “Carthago”, allestita in due diverse “location”: Colosseo e  Foro Romano (Rampa imperiale del palazzo di Domiziano e Tempio di Romolo). Oltre quattrocento reperti, alcuni di gran pregio, ci coinvolgono nelle rilettura di quelle vicende storiche che coinvolsero nell’arco di oltre un secolo (dal 246 al 146 a.C.) le due maggiori potenze militari e commerciali  negli anni che precedettero l’avvento di Cristo.

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Busto di Annibale e riproduzione di un conducente di elefante con i quali attraversarono le Alpi con relativo armamento e bordature

Il confronto fra le due antagoniste non si limitò alle sole vicende belliche ma coinvolse anche gli scambi commerciali e culturali che, come scrivono i curatori, partono proprio dalle guerre puniche che passando per  l’età augustea giungono “alla complessità del processo di romanizzazione che ha portato Roma ad annientare nella battaglia delle Egadi (241 a.C.), quella che era ormai divenuta l’unica temibile rivale per il controllo del mare”. E proprio dalle Egadi: rostri delle navi che i  romani contrapposero  agli elefanti di Annibale, provengono reperti, mai esposti prima, quali risultato della campagna di ricerca subaquea condotta dalla Soprintendenza del Mare siciliana. Esperti di campagne militari indicano sul predomino del mare la vittoria di Roma su Cartagine.

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Busto di Publio Cornelio Scipione Emiliano, detto l’Africano, e originale di un rostro, l’arma vincente dei romani nella seconda guerra punica

L’ampio percorso espositivo si completa nel Foro Romano coinvolgendo prima il Tempio di Romolo “con i casi di studio di Nora e Pantelleria e prosegue nella rampa imperiale dove è ampiamente illustrata la rifondazione della nuova Colonia Concordia Iulia Carthago che nel corso dell’intera età imperiale, con un’estensione di oltre 200 ettari, divenne una città monumentale dotata di edifici da spettacolo e lussuose abitazioni private famose ovunque per la ricchezza dei loro mosaici policromi, alcuni dei quali esposti in questa rassegna”, nelle parole dei curatori. Di grande effetto alcuni mosaici provenienti da vari luoghi di culto del nascente cristianesimo, di cui Cartagine è stata uno dei principali centri propulsivi.

20190926_141247Mosaico con “La Dama di Cartagine”. L’attribuzione è attualmente contesa fra gli specialisti, molto probabilmente riproduce S.Monica, madre di S.Agostino, originaria di Ippona, città vicina a Cartagine

Le parole del Direttore del Parco Archeologico del Colosseo,  Dott.ssa Alfonsina Russo,sono quanto mai esplicative sull’esatta lettura di questa rassegna definita come: “Un’esposizione che restituisce la forza e la fortuna dell’incontro delle diverse culture insediate lungo le rive del nostro mare”.-

Roma – Colosseo – Foro Romano fino al 29 marzo 2020. Informazioni sugli orari e costi del biglietto d’ingresso, previste varie facilitazioni e gratuità, sul sito www.parcocolosseo.it – prevendita e prenotazione di visite guidate tel. 06.39967700 – www.coopculture.it

 

MIRABILIA URBIS – Roma dal 7 al 13 ottobre 2019

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il progetto vuole sensibilizzare la presenza nei Rioni Parione e Regola delle attività culturali, artigianali e abitative che rischiano di scomparire, insieme agli abitanti che un tempo caratterizzavano questi Rioni creando un file rouge tra passato e presente. Le ottobrate romane sono famose in tutto il mondo e ancora una volta, Roma diventa ogni giorno un po’ più magica “Mirabilia Urbis” e sul finire delle giornate estive, ancora lunghe, in qualche modo perfette. per visitare questi luoghi.

20191007_195922                                                                         Jonathan Monk: “Untitled”. 2019 . Scrittura al neon

“Il progetto espositivo ideato da Carlo Caloro e prodotto da artQ13 è curato da Giuliana Benassi vede coinvolti circa venti artisti italiani e internazionali: Alterazioni Video, Josè Angelino, Elena Bellantoni, Tomaso Binga, Carlo Caloro, Federica Di Carlo, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Flavio Favelli, Grossi Maglioni, Hortensia Mi Kafchin, Britta Lenk, Via Lewandowsky, Girolamo Marri, Diego Miguel Mirabella, Jonathan Monk, Matteo Nasini, Lulù Nuti, Giuseppe Pietroniro, Calixto Ramirez, Julian Rosefeldt, Corrado Sassi, Alice Schivardi, Lamberto Teotino.

20191007_192837(0) Lulù Nuti: “Giocattolo animato”. L’artista che vive a Parigi ha voluto ristabilire un collegamento con il rione della sua l’infanzia

 La mostra Mirabilia Urbis si configura come un particolare cammino che attraversa tappe dislocate in diversi spazi, sia commerciali che istituzionali, tra i Rioni Parione e Regola: dedalo di vie e vicoli che caratterizzano una delle aree del centro più peculiari di Roma.

Il titolo, preso in prestito dalle antiche guide turistiche per pellegrini nate nel Medioevo, nasce dalla necessità di tracciare e mappare un percorso inedito e inaspettato proponendo al visitatore un’esperienza di avvicinamento al luogo totalmente nuova. Attraverso le opere degli artisti, la mostra intende analizzare le trasformazioni di questa zona di Roma, registrando i mutamenti che hanno portato al cambiamento di strutture sociali, economiche, amministrative, politiche, culturali e artistiche su cui poggiano i valori fondanti della realtà contemporanea.

20191007_194012Elena Bellantoni: “. Brainwah”. 2019. Performace. Sulle mantelle utilizzate dai parrucchieri nel lavaggio della testa sono riportate frasi pronunciate dall’On.le Matteo Salvini nel corso dell’ultima campagna elettorale.

 Gli artisti, tramite le loro esperienze artistiche, costruiscono un percorso inedito caratterizzato da una grande varietà di linguaggi espressivi: dal video alla performance, dall’installazione ambientale alla fotografia, pittura e scultura, disegnando percorsi paralleli e sovrapposti capaci di offrire una lettura nuova della geografia culturale e storica dell’area. Le opere incontano gli spazi interpretandone la storia, mettendosi in dialogo con le caratteristiche peculiari di un luogo o provocando contrasti visivi, in alcuni casi diventando mimetiche e in altri ancora provocatorie o celebrative.

20191007_200846                                                           Laboratorio del liutaio Michel Eggiman (originario della Svizzera)

 Tra gli spazi coinvolti nel progetto, solo per citarne alcuni, il Cinema Farnese, la storica libreria Fahrenheit 451, Palazzo Falconieri sede dell’Accademia d’Ungheria in Roma, lo storico esercizio Hollywood, la bottega del liutaio e la sede di Colli Independent Art Gallery.

 Il visitatore, con mappa alla mano, potrà sentirsi “pellegrino contemporaneo” e immergersi nel percorso a piedi o a bordo di una navetta messa a disposizione dall’organizzazione, scegliendo autonomamente i vari itinerari e la durata delle soste”.

20191007_195206Carlo Caloro (Lupa) e Via Lewandowsky: “Natura expelles furca tamen usque recurret (Potrai scacciare la natura col forcone tuttavia sempre tprnerà)”. Installazione 2019

Un libro-catalogo, edito da Viaindustria e publishing, pieno di spunti, mappe e contenuti, accompagna queste passeggiate come i pellegrini di un tempo. Pagine 319 €.10,00 (se ne consiglia l’acquisto!). Ai visitatori sarà distribuita gratuitamente una mappa dei tre itinerari  previsti con  varie performance che incotreranno durante i percorsi,

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Enoteca Regionale VyTa – Via Frattina – Roma – Iniziative promosse ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricolutra del Lazio: Tarquina, nuovo marchio “STREATRUSC0” – Valmontone con : “Armonie di ottobre. Il territorio nel bicchiere e nel piatto”.

Testo e foto di Donatello Urbani

Il bando promosso dall’ARSIAL, agenzia che promuove lo sviluppo e l’innovazione del sistema agricolo e agro-industriale del Lazio, consentirà la promozione ai fini commerciali delle eccellenze territoriali di dieci comuni laziali nell’enoteca di Roma – Via Frattina, 94 –  gestita dalla stessa Arsial. Nelle parole del suo Presidente  Antonio Rosati si trovano tutte le finalità che si vogliono raggiungere con questo bando: “Stimolare e far conoscere, principalmente oltre i confini territoriali nazionali, i prodotti agroalimentari  tipici e di qualità del Lazio, offrire una opportunità commerciale ai soli produttori di qualità anche in funzione di un ritorno economico con il turismo”.

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Il primo comune vincitore del bando è stato Tarquinia che ha presentato un proprio marchio con cui valorizzare, promuovere e  commercializzare le eccellenze agroalimentari e le specialità culinarie del proprio territorio. Per tutto questo gli onori sono stati riservati al Sindaco che ha messo in risalto la buona occasione offerta che l’Amministrazione Comunale a girato sia ai produttori che ai ristoratori ed operatori turistici locali con la precisa condizione che “facciano rete” per il raggiungimento di un unico obbiettivo: incrementare il valore economico del territorio e offrire opportunità di occupazione ai giovani. Dal canto suo l’Amministrazione Comunale sta realizzando un’enoteca in una località strategica e di facile accesso tanto per la popolazione locale quanto per i turisti occasionali, di passaggio sulla Via Aurelia e stagionali, balneari in particolare, la cui inaugurazione, nelle parole del Vice-Sindaco, dovrebbe avvenire entro il prossimo 2020. Una prima dimostrazione è stata offerta dagli chef e ristoratori locali che hanno offerto ai presenti una degustazione di prodotti cucinati nel rispetto delle antiche ricette gastronomiche locali : In degustazione:

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  • Ferlenghi fritti con crema di pecorino di Tarquinia;
  • Supplì Etrusco con orzo della Turchina, Ferlenghi e pecorino di Tarquinia;
  • Orto Casaro (giardiniera di verdure del territorio e mozzarella di bufala)
  • Frangipane: (dolce con farina di mandorle e farro con confetture)
  • Clafoutis Vignaiolo (dolce con uva Alicante Bouschet di Muscari Tamajoli);

In abbinamento:

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  • Aperitivo con bollicine di Puscè;
  • Vino: Sant’Isidoro;
  • Vino: Muscari Tomajoli;
  • Vino: Etruscaia (di cui una riserva di grande eccellenza);
  • Vino: Giorgini;
  • Vini della Valle del Marta;
  • Vini: Poggio Nebbia;
  • Brandy Superbo della Valle del Marta (etichetta NUMA prodotto di gran pregio).-

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Sabato 12 – Domenica 13 e Lunedi 14 ottobre 2019 Valmontone offre un week end eccezionale con una rassegna di grande interesse che non si limita solo alle “Armonie di ottobre. Il territorio nel bicchiere e nel piatto”, grazie alla presenza di un grande centro commerciale “OutLet, (fuori tutto) uno dei maggiori nel Centro Italia, come ha voluto porre in evidenza l’Assessore Comunale al Commercio e Attività Produttive, Pizzuti Giulio, che per l’occasione ha condotto la presentazione  dell’evento nell’Enoteca Regionale VyTa. Proprio l’Assessore Pizzuti ha tenuto a precisare che le peculiari caratteristiche del loro bando, forse determinanti per l’accettazione da parte dell’Arsial, l’aver a disposizione nel centro cittadino un complesso di grande rilevanza quale il Palazzo Doria Pamphjli per attività culturali e promozione, nonché l’aver individuato e posto in evidenza commerciale (la presenza dell’OutLet è contagiosa) alcune specialità agroalimentari territoriali quali il tartufo bianco e nero, un eccezionale vitigno: il Cesanese ed alcuni grani, forse autoctoni, con i quali si realizza il piatto tradizione della gastronomia valmontonese: gli gnocchi di tritello.

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Per l’occasione dell’evento “Armonie di Ottobre” al piano terra di Palazzo Doria Pamphjli  i turisti potranno assaggiare i piatti realizzati dai ristoratori locali, con la presenza degli allievi dell’Istituto Alberghiero,  con esclusivo utilizzo di prodotti del territorio, mentre al piano nobile saranno  ospitati alcune cantine e produttori di vino e derivati sia locali che dei territori confinanti. Uno speciale spazio è stato riservato ai cercatori di tartufo con i loro prodotti.

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Rocher di porchetta con crostino, pancetta e ricotta                                                        Gnocchi di tritello

La degustazione di specialità culinarie locali offerte per questa occasione prevedeva:

  • Baccalà sotto cenere, cipolla caramellata, crema acida e crumble di ciambelle salate all’anice di Valmontone;
  • Gnocchi di tritello (il tritello è il residuo di grano dopo la terza macinatura), (gli amanti di prodotti integrali per eccellenza non possono assolutamente mancare questo piatto);
  • Taco di manzo al cesanese e stracchino;
  • Salsiccia secca e coppa di testa;
  • Pancetta tesa, salsicce e guanciali;
  • Assortimento di formaggi;
  • Focaccia alle patate dolci e salame piccante; Focaccia al rosmarino;
  • Dolce di castagne e mandorle; Raviolo fritto alle nocciole e vino passito, Rocher di porchetta; Ricotta di Valmontone aromatizzata al tartufo con ciambella scottolata di Valmontone.

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In abbinamento vini: Olivella e San Marco.

Per i successivi otto giorni, partendo da oggi, nell’Enoteca Ragionale VyTa – Roma, Via Frattina, 94 –  si possono degustare tanto i vini che la specialità culinarie sopra descritte.

Bacon/Freud e La Scuola di Londra

Testo e foto di Donatello Urbani

Fino a quando il Chiostro del Bramante, dopo un accordo con la Tate Gallery, non si è fatto promotore di questa mostra “Bacon e Freud, il lato oscuro di Londra”, a Roma era avvertita, in particolare fra gli amanti delle arti figurative, fatti salvi alcuni specialisti, la scarsa conoscenza della Scuola Pittorica di Londra.

20190925_135919                                                                       Francis Bacon: “Seated figure” – 1961 olio su tela

Solo Bacon poteva vantare una certa presenza a Roma, l’ultima sua apparizione risaliva all’ottobre 2009 con una mostra alla Galleria Borghese che lo metteva a confronto con Caravaggio. Oggi questa lacuna viene colmata con grande soddisfazione. Scrive nella presentazione di questa rassegna la curatrice Elena Crippa: “Nei due decenni successivi alla seconda guerra mondiale, alcuni pittori che diverranno noti con il nome collettivo di Scuola di Londra s’incontrano ed iniziano ad esporre le proprie opere in una capitale britannica ancora straziata dai bombardamenti. Accumunati dall’importanza accordata alla figura umana, di cui esplorano forma e fragilità e a cui dedicano potenti rappresentazioni, questi artisti scrivono uno dei capitoli più significativi dell’arte moderna britannica, in cui la pittura si fa testimonianza di un’esperienza di vita personale, sensuale e spesso violenta”.

20190925_141354Lucian Freud: “David and Eli”. 2003/2004 olio su tela. Contrariamente a Bacon che si serviva della macchina fotografica, Freud ritraeva solo dal vivo.

Tanti i temi affrontati: gli anni della guerra e del dopoguerra, storie d’immigrazione, tensioni, miserie e, insieme, desiderio di cambiamento, ricerca d’introspezione, ruolo della donna, dibattito culturale e riscatto sociale. Il percorso espositivo ci presenta oltre quaranta opere fra dipinti, incisioni, disegni, –  insieme a Bacon e Freud, Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossof e Paula Rego -, ed offre uno sguardo esaustivo su una pagina importante della storia dell’arte internazionale del secolo scorso.

20190925_140349                                                                 Paula Rego: “The Dance” . Pittura acrilica su carta e su tela

Roma – Chiostro del Bramante – Via Arco della Pace fino al 23 febbraio 2020 con orari dal lunedì al venerdì 10.00 – 20.00 Sabato e domenica 10.00 – 21.00. Costo del biglietto d’ingresso intero €.15,00 – ridotto €.12,00. Maggiori notizie e informazioni su aperture straordinarie, prenotazioni e facilitazioni nell’acquisto tel. + 39 06 68 80 90 35 – sito web: www.chiostrodelbramante.it