Roma Fumettara – Celebra con una mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma il 25^ compleanno della Scuola Romana del Fumetto.

Donatello Urbani

I fumettari della Scuola Romana del Fumetto, avevano già richiamata su di loro l’attenzione dei francesi con una mostra a Parigi e proprio grazie a questa attenzione è nata la mostra romana. Partecipano con le loro opere più significative circa 70 autori ispirate, meglio ancora dettate o suggerite, dalla città di Roma.

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Significativa in proposito è la locandina dell’evento, opera di Massimo Rotundo, dove un Super Eroe sta per lanciarsi  sulla città dall’alto del Colosseo nel tentativo, speriamo non velleitario, di risolvere le numerose difficoltà in cui versa la città. Su questa falsa riga si muovono tutti gli artisti presenti in mostra, alcuni, i più ottimisti, esaltano le bellezze di Roma, altri, i più pessimisti, mettono in primo piano le tante criticità, peccato che in questi ultimi due anni siano in numero superiore alle bellezze, ricorrendo anche al sarcasmo, altri, infine, assumono un atteggiamento imparziale all’invito della locandina ricorrendo alla storia con illustrazione di alcuni eventi significativi , come Romolo e Remo allevati dalla Lupa oppure al mito di Capitan Totti.  Dietro tutte queste opere c’è una prestigiosa realtà: la Scuola Romana del Fumetto, dove tutti gli artisti si sono formati ed hanno appreso l’arte di parlare per immagini.

STEFANO SIMEONE - TUTTIGIUSEPPE DI MAIO - VACANZE ROMANE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le parole di Massimo Rotundo, socio fondatore, inquadrano bene questo fenomeno nella sua complessa realtà : “Così se Milano, dalla seconda metà del 900, si è affermata come la capitale economica del fumetto, Roma è senza dubbio la capitale del fumetto d’autore”.  In questa rassegna la Scuola Romana è l’indiscussa protagonista e in questa occasione celebra i suoi primi 25 anni di gloriosa attività  ponendo all’attenzione dei visitatori una caratteristica importante dei romani:  lo spirito “rugantineggiante” che in tutte le epoca ha caratterizzato la meravigliosa popolazione di questa città.- Prezioso per una visita esauriente il catalogo a cura di Alessandro Ruggeri con la collaborazione di Stefano Santarelli e Massimo Vincenti ricco d illustrazioni pag. 100  €.14,50.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Milano, n.11 (traversa di Via Nazionale) fino al 6 gennaio 2019 con ingresso gratuito. Informazioni al n. tel. 06.3996.7500 – www.palazzoesposizioni.it

Lu Song: “ Interni romani” – Come ci vedono dalla Cina

Testo e foto di Donatello Urbani

Il padiglione 9A del Mattatoio che recentemente ha abbandonato il veccio nome Pelanda, ospita la prima mostra in Europa del pittore cinese Lu Song (Pechino, 1982), curata da Ludovico Pratesi che in proposito scrive: “La sua pittura, di matrice figurativa, s’ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa. Tele di grandi dimensioni riprendono tematiche presenti della pittura romantica tedesca, da Gaspar David Friedrich ad Arnold Bocklin, che ha vissuto a Roma e ha interpretato con una sensibilità nordica le suggestioni del mondo classico romano. Lu Song si ricollega a questa tradizione e presenta al Mattatoio  una serie di dipinti recenti, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, con colori bronzei e quasi metallici, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente”.

20181030_123814                                                                                  Lu Song: “Immerso nella stanza” – 2018

All’occhio attendo di un artista non possono sfuggire i caratteristici colori della città sia per i fabbricati quanto per i paesaggi. Uno studio recente ha scientificamente attestato che l’azzurro del cielo romano è fortemente influenzato dal gran numero di alberi presenti nel territorio urbano che lo rendono unico e diverso da tutti gli altri delle varie città. Avviene altrettanto anche per i fabbricati e tutto questo contribuisce a definire una precisa connotazione urbana che, malgrado l’indifferenza dei romani, non passa inosservata a quanti, come nel caso dei pittori, hanno una particolare sensibilità verso tutti i colori.  Altrettanto significative sono le opere che riproducono gli interni di abitazioni dove le forme, oltre i colori degli arredi e delle pareti, sono determinanti nello stabilire la provenienza. Questo ha visto ed impressionato tanto di riproporcelo nelle proprie opere pittoriche, un giovane di  provenienza e formazione artistica cinese. Una rassegna che forse supera queste considerazioni e offre uno sguardo sulle nuove tendenze artistiche presenti in territori e culture fino a ieri molto lontani dai nostri e come il vecchio continente europeo sia ancora presente nella cultura mondiale tanto da far scrivere al curatore: Letteratura, cinema, storia dell’arte, fotografia. Le fonti di ispirazione della ricerca dell’artista cinese Lu Song sono immagini di varia provenienza che l’artista reinterpreta attraverso una pittura solo apparentemente classica ma in realtà ricca di riferimenti simbolici, scaturiti dall’incontro tra le tradizioni artistiche orientali e occidentali”.

20181030_115151                                                                              Lu Song: “Bloccato nel tempo” – 2018

Roma – Piazza Orazio Giustiniani, 4 – (Testaccio) Mattatoio, Padiglione 9A,  fino al  al 6 gennaio 2019.  Orario al martedì alla domenica dalle 14.00 alle 20.00. Lunedì chiuso. Costo dei biglietti d’ingresso intero € 6,00 – ridotto € 5,00  possibile solo con ritiro biglietto in cassa – Diritto di prenotazione € 2,00 Info  tel. 06 39967500 – www.mattatoioroma.it Per ulteriori informazioni: www.massimodecarlo.com

Antonio Fraddosio. Le tute e l’acciaio – Una rassegna antiretorica dedicata agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto in esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Testo e foto di Donatello Urbani

Una tuta dismessa che per l’occasione si veste d’acciaio vuole raccontarci, con le parole di un artista pugliese di nascita, ansie, preoccupazioni e disagi che vivono oggigiorno tanto i cittadini quanto gli operai dipendenti dall’Ilva di Taranto. Antonio Fraddosio,  negli spazi del chiostro-giardino della Galleria d’Arte Moderna, espone dieci grandi lamiere lacerate e contorte, potenti e misteriose, come scrivono i curatori, “che richiamano le tute che dovrebbero proteggere gli operai dell’Ilva dai tumori, depositate, al termine del turno di lavoro e prima di andare alle docce, in una specie di camera di compensazione”.

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In dieci contenitori, uno per ciascuna opera, possiamo confrontarci con l’universale aspirazione presente in ciascuno di noi , particolarmente sentita in questo preciso momento dagli operai Ilva di Taranto, contro tutte le situazioni in cui il diritto al lavoro si guadagna dando in cambio la propria salute, la propria vita. Come scrive in catalogo Gabriele Simongini, curatore insieme a Claudio Crescentini di questa rassegna: “…..in questi sudari di ferro resta l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione ma sopravvive una sorta di speranza affidata all’arte, alle sue possibilità catartiche. Nelle lamiere, ciascuna diversa dall’altra, affiorano spesso i colori velenosi, mortali ispirati al manto di ruggine, alla polvere pesante, rossastra, dalle sfumature marroni e nere, che avvolge e soffoca la città colpendo soprattutto il rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva”. Tutte le opere hanno uno sviluppo verticale, contrariamente a quanto accade nella realtà dove le tute una volta dismesse e lasciate cadere in terra di adagiano orizzontalmente. Si può spiegare? Significativo sarebbe il pensiero dell’artista che può essere letto come il desiderio di far uscire fuori dal ristretto luogo di lavoro. I tanti problemi che genera un insediamento industriale, purtroppo quello Ilva non è il solo presente nelle immediate vicinanze, all’interno del centro abitato.

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E’ lo stesso artista che scrive in proposito: “Se camminando per il quartiere Tamburi ti guardi intorno, non dimentichi più. Di quel camminare mi è rimasta forte l’immagine di quegli spazi che rappresentano una condizione e il suo opposto, si chiamano ‘spazi di transizione’ e ‘ai Tamburi’ gli spazi di transizione sono la drammatica immagine del violento impatto tra dentro e fuori, tra privato e pubblico, tra luce e ombre. Sono le logge scavate sulle facciate degli edifici popolari, chiuse da una vetrata, protette da un tendone, mai adorne di fiori. Povere barriere poste nel tentativo inutile di contrastare un’aria malata e sulla parete di fondo la porta-finestra come vetrina d’esposizione di vite difficili. E, così, i 10 cassoni che ho realizzato in acciaio Cor-Ten ossidato altro non sono che le logge ‘dei Tamburi’, rosse di polveri velenose. Sulla parete di fondo ho posto altrettanti pannelli su cui è deposta una lamiera lacerata, sporcata e incendiata. Sono le tute degli operai. Ho trattato la lamiera modellandola in modo da farla apparire come un grossolano panneggio antropomorfo ma anche come l’elegante, delicata, innocente, straziata anima di chi indossa quelle tute e di chi, suo malgrado, indossa quelle polveri. Infatti a Taranto si ammalano gli operai ma anche i bambini”.

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Nel periodo di esposizione del site specific alla GAM previsti eventi di danza, readings e incontri. Inoltre è disponibile un volume che accompagna la mostra, pubblicato da La Casa Usher,  che oltre ai saggi dei curatori e alle foto dell’installazione in situ, contiene i testi di Michele Ainis, noto giurista e costituzionalista e di  Giuse Alemanno, operaio all’Ilva e scrittore, insieme ad alcuni scatti del reportage “Rosso Tamburi” realizzato dal fotografo barese Cristian Mantuano.

Roma – Galleria d’Arte Moderna di Roma Via Francesco Crispi, 24 fino al 3 marzo 2019 con orario dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: € 7,50 intero e € 6,50 ridotto, per i non residenti; € 6,50 intero e di € 5,50 ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici l’ingresso alla mostra è gratuito. Info: 060608 (dalle ore 9:00 alle 19:00) www.museiincomune.it;  – www.galleriaartemodernaroma.it

 

Scoperta la firma di Filippo Rusuti nella tavola raffigurante la Madonna di San Luca in Santa Maria del Popolo a Roma.- Allestita per l’occasione una mostra a Castel Sant’Angelo.

Testo e foto di Donatello Urbani

Nel corso dei lavori di restauro e conservazione sulla tavola della Madonna di San Luca custodita a Roma sull’altar maggiore della Basilica di Santa Maria del Popolo in Piazza del Popolo è venuta alla luce una firma apposta nella parte alta che indica l’autore del dipinto.

20181018_122819                                  La firma di Filippo Rusuti riportata sulla parte alta della tela sopra l’aureola della Madonna

La preziosa tavola con l’immagine della Vergine Maria con in braccio il figlio Gesù Bambino, Odigitria nella venerazione popolare,  fu voluta dal Senato Romano e per questo è conosciuta come Santa Maria del Popolo. Nel corso dei secoli le furono riconosciuti vari episodi miracolosi attribuendo, inoltre, la realizzazione  dell’opera a San Luca apostolo. Nel 1235 Papa Gregorio IX  fece trasferire il dipinto da San Giovanni in Laterano  nella cappella di Piazza del Popolo e da allora “è una delle immagini più venerate nella storia della città, quella con cui si è manifestata una singolare devozione, documentata non solo dalla fama di immagine miracolosa, ma anche dagli atti ufficiali della storia della chiesa”, come ha precisato la Dott.ssa Edith Gabrielli, Sovrintendente del Polo Museale del Lazio.

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    Particolari dell’abito e deigioielli indossati dalla Madonna. In entrambi è possibile rilevare l’accuratezza del restauro effettuato

Nel 2017 la preziosa opera è stata sottoposta ad un intervento di restauro conservativo e proprio in questa occasione sulla parte alta del dipinto è venuto alla luce la firma di Filippo Rusuti, artista appartenente, insieme a Cavallini e Torriti, alla scuola romana di fine 1200 inizi 1300. Rusuti è conosciuto per essere l’autore dei mosaici della facciata della Basilica di Santa Maria Maggiore, parzialmente coperti dall’attuale successiva facciata e grazie a questo evento è stato possibile attribuire a lui anche gli affreschi della chiesa di San Saba, sul colle Aventino per la presenza di una immagine della Vergine simile a quella della tavola di Santa Maria del Popolo.

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L’importanza di questa scoperta è stata posta in risalto con l’allestimento di una mostra all’interno di Castel Sant’Angelo che consente di poter ammirare da vicino la preziosa immagine compresa la firma dell’autore, cosa non facilmente osservabile una volta ritornata nell’originale destinazione.

Roma – Castel Sant’Angelo – fino al 18 novembre 2017 tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00. Biglietto d’ingresso unico per Castel Sant’Angelo (con la mostra di San Luca) e Palazzo Venezia intero €.15,00, ridotto €.7,50.  Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese. Per informazioni e prenotazione telefonare al 06.31810410, consultare il sito web www.art-city.it.

Marcello Mariani “Il Tempo dell’Angelo 1956/2014” – In mostra al Vittoriano – Ala Brasini (Lato Fori Imperiali).

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Un’occasione più unica che rara è presente nelle tre aree espositive del Vittoriano per scoprire il profondo legame tra due avanguardie statunitensi fra le più importanti sorte nel dopoguerra: Pop Art e Action Painting, nei suoi massimi esponenti, Andy Warhol e Jackson Pollock, e la pittura informale italiana, rappresentata da uno dei suoi massimi esponenti Marcello Mariani.

IMG_20181001_185321                                                           Senza titolo – 1956. Tecnica mista e collage su tela applicata su tavola

La rassegna che espone le opere pittoriche di Mariani, promossa dalla Regione Abruzzo, curata dalla storico dell’arte e saggista Gabriele Simongini, ripercorre i 60 di carriera di questo artista, tutti improntati su una costante personale ed autonoma riflessione sull’arte informale in controtendenza con quella seguita da troppi artisti italiani che furono  seguaci  imitatori dell’arte d’oltre oceano. Significativo in proposito quanto scrive il curatore Simongini: “La sua formazione era stata influenzata, per certi aspetti, dall’esempio e dall’opera di certi artisti come Licini, Burri, Fontana, Beuys e Raushenberg che lo indussero a sviluppare una visione sempre più poetica, intensa ed anarchica del mondo. La pittura come territorio magico in cui ripercorre le fratture, le divisioni, le separazioni come rito di passaggio dal visibile all’invisibile, come lavorio inesausto di purificazione interiore in contatto con i sommovimenti segreti del mondo”.

IMG_20181001_185636                                                                       Forma archetipa 91 – 2010. Olio e tecnica mista su tela

Sempre Simongini ci offre una spiegazione del titolo della rassegna: “ Il Tempo dell’Angelo fa riferimento al fatto che spesso nelle opere di Mariani affiorano con forza abbagliante, da dimensioni sovrumane,  presenze angeliche che sono anche scariche di energia catartica, epifanie luminose e portatrici di un vento di rinnovamento”.  Le opere presenti lungo tutto il percorso espositivo ci offrono uno spaccato di tutta la carriera artistica di Mariani, lunga quasi sessant’anni, in cui l’artista si è imposto tanto in ambito nazionale quanto internazionale per la costante “riflessione sulla pittura informale, evoluta poi in un linguaggio libero da qualsiasi definizione precostituita”, come scrive il curatore. Di particolare intensità sono le opere che Mariani creò dopo la terribile esperienza  del terremoto che nel 2009 distrusse L’Aquila. In quella circostanza l’artista, fra le altre cose, perse il suo atelier e questo, non avendo più un riferimento dove creare le proprie opere, fu certamente la molla che lo spinse a girovagare fra le macerie e da queste trarre ispirazione e stimoli per le proprie opere. Altrettanto significativa è la produzione del post terremoto quando tolte le macerie fonte d’ispirazione furono le prime ricostruzioni.  Ulteriore testimonianza di questa tragedia sono le fotografie di Gianni Berengo Gardin con uno speciale reportage sull’amico di sempre Marcello Mariani. “20 scatti, come scrivono i curatori, realizzati prima del sisma dal grande maestro della fotografia che ci restituiscono uno spaccato di vita intima e potente di Mariani”.

Roma – Complesso del Vittoriano – Via San Pietro in Carcere – Ala Brasini (Lato Fori Imperiali) fino al 4 novembre 2018 con ingresso gratuito con orari; dal Lunedi al Giovedi 9,30/19,30 – Venerdi e Sabato 9,30/22,00 e Domenica 9,30/20,30

Settimana del Pianeta Terra dal 14 al 21 ottobre – L’Italia alla scoperta delle Geoscienze. Una società più informata è una società più coinvolta.

Mariagrazia Fiorentino

Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima” (Dalai Lama).

Martedi 2 ottobre presso il Senato della Repubblica – Palazzo Madama – in Roma, è stata presentata la sesta Settimana del Pianeta Terra con interventi di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Silvio Seno, co-responsabile della Settimana del Pianeta terra, Professore Ordinario di Geologia strutturale presso l’Università degli Studi di Pavia, Rodolfo Coccioni, co-responsabile della Settimana del Pianeta Terra, Professore Ordinario di Paleontologia presso l’Università degli Studi di Urbino.

Dal Nord al Sud del paese è rappresentato il grande patrimonio culturale ancora non del tutto conosciuto del nostro paese. Piccoli e medi comuni che esprimono, nel loro insieme, un sistema di cultura che rappresentano le vera autenticità ed identità forte della nostra Italia. La settimana del Pianeta Terra nel Lazio si aprirà a Roma domenica 14 ottobre con la mostra dal titolo “Terra che sorpresa” Ospitata nella nuovissima sala espositiva Atrium del Museo Universitario di Scienze della Terra (MUST) dell’Università La Sapienza di Roma, il percorso espositivo introdurrà i visitatori direttamente all’interno del sistema solare con grandi immagini tra cui la più grande meteorite marziana del mondo, la più grande d’Italia, ma anche i-sense room per sperimentare l’interazione con la Terra. E ancora, saranno esposti minerali giganti, fossili, un sismometro e la collezione della dactyliotheca di Papa Leone XII. La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno 2019.

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Di seguito, il dettaglio dei Geoeventi nel Lazio

Domenica, 14/10/2018 – Domenica, 21/10/2018 – Ore 9.00-13.00 – MostraMuseo Universitario di Scienze della Terra, Dipartimento di Scienze della Terra, Piazzale Aldo Moro 5, Roma. Iscrizione obbligatoria entro il 12/10/2018, gratuita

Domenica, 14/10/2018 – Ore 9.30-17.30 – Escursione Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani”, Piazza Jean Coste, Montecelio, Guidonia Montecelio (RM). Iscrizione obbligatoria entro il 12/10/2018, a pagamento

Domenica, 14/10/2018 Ore 9.30 – Visita guidata. Museo Geologico e delle Frane, Piazza S. Donato, Civita di Bagnoregio, Bagnoregio (VT) Iscrizione obbligatoria entro il 13/10/2018, a pagamento

Venerdì, 19/10/2018 – Ore 18.30 – Mostra e conferenzaLiceo Ginnasio Statale “Orazio”, Via Alberto Savinio 40, Roma. Iscrizione obbligatoria entro il 19/10/2018, gratuita

Venerdì, 19/10/2018 – Ore 17.00-21.00 – Visita guidata. Museo di Casal de’ Pazzi, Via Egidio Galbani 6, Roma. Iscrizione obbligatoria entro il 16/10/2018, gratuita

Sabato, 20/10/2018 – Ore 9.00-14.00 – Escursione Ponte di Mezzocammino e ansa morta di Spinaceto del Fiume Tevere, Via dell’Equitazione snc, Roma. Iscrizione obbligatoria entro il 12/10/2018, gratuita

Sabato, 20/10/2018 – Ore 17.00 – Visita guidata, presentazione e degustazione. Museo Geologico e delle Frane, Piazza S. Donato, Civita di Bagnoregio, Bagnoregio (VT). Iscrizione obbligatoria entro il 19/10/2018, a pagamento

Sabato, 20/10/2018 – Ore 9.30-17.30 – Visita guidata ed escursione Piazza Belvedere A. Nardi, Sant’Angelo Romano (RM). Iscrizione obbligatoria entro il 18/10/2018, a pagamento

Domenica, 21/10/2018 – Ore 9.00-18.00 – Visita guidata ed escursione. Geosito Sant’Angelo in Fortunula, Via Madonna delle Grazie, Villa Santa Lucia (FR). Iscrizione obbligatoria entro il 14/10/2018, a pagamento

Le altre regioni interessate con 140 eventi in totale sono: Abruzzo, Valle d’Aosta,  Lombardia, Piemonte, Toscana, Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Sicilia, Trentino Alto Adige e Sardegna con un viaggio emozionante alla scoperta dell’oro nero del neolitico (ossidiana) il  21 ottobre alle ore 10,30. Merita una segnalazione particolare l’ iniziativa programmata dalla regione Puglia sulle Cave Ipogee di Cutrofiano domenica 21 ottobre alle ore 8,30. Un sistema di emozioni che è capace di trasmettere e di far vivere nel quotidiano, Annotazioni, riflessioni, racconti, immagini di esperienze sorprendenti e coinvolgenti che raggiungono ogni parte del nostro paese.

Per conoscere tutti gli eventi, visitare il sito www.settimanaterra.org. Maggiori informazioni: sul Sito: www.settimanaterra.org – Facebook: Settimana del Pianeta Terra – Twitter: @SettimanaTerra – Hashtag ufficiale: #SettimanaTerra

Romics – Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games – dal 4 al 7 ottobre 2018 alla Nuova Fiera di Roma.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Da vari anni Romics è l’evento più atteso da una grande fascia di romani, in particolare giovani e giovanissimi che in due diverse edizioni richiama un grande pubblico alla Nuova Fiera di Roma. Significative in proposito di questa edizione autunnale che occuperà interamente le giornate dal 4 al 7 ottobre 2018, sono le parole del Direttore Artistico Sabrina Perucca:”  “La magia grafica, le grandi storie, i temi dell’attualità, queste le parole chiave della XXIV edizione di Romics”. Punto di partenza sono le mostre dedicate alle opere di originali dei Romics d’Oro assegnate ai  Grandi autori  internazionali premiati con questo prestigioso riconoscimento alla carriera.

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Charlotte Gastaud Romics d’Oro nella sessione autunnale di Romics 2018. A destra la copertina di “Giselle”

Questo ambito premio, in questa occasione, sarà assegnato a Charlotte Gastaut, illustratrice francese, e a  Marco Gervasio, romano e autore delle avventure Disneyane di Topolino, Fantomius e Papertotti. L’arte pittorica raccontata a fumetti con le biografie di Schiele e Basquiat completano la pagina artistica della rassegna insieme  all’attesa anteprima di Mirai, il nuovo lungometraggio di Mamoru Hosoda. A tutto questo si aggiungono gli omaggi a Diabolik visto da Sergio Zaniboni  e a un percorso visivo  con Live Performance dedicato ai 25  Anni della Scuola Romana dei Fumetti attraverso l’esposizione di una selezione delle opere testimoni di collaborazioni eccellenti che vanno dai fumetti al teatro, fino al cinema, alle istituzioni, ai cartoni animati e alle performances di disegno dal vivo realizzate dai diversi autori della scuola. Location di tutto questo sarà la Comics City, la casa del fumetto e uno spazio sempre più ampio dedicato ai grandi incontri del fumetto, dove saranno ospitate anteprime e presentazioni in diretta degli autori con disegni, murales e attività in cui prenderanno vita tutte le espressioni della creatività. Fra le tante novità Il lancio della terza edizione del Concorso nazionale “I linguaggi dell’immaginario per la Scuola” realizzato col Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca rivolto alle scuole di ogni e ordine e grado con l’obiettivo di creare occasioni di approfondimento sulla promozione del linguaggio e della cultura del fumetto, dell’illustrazione, dell’animazione e dei games come strumenti di supporto alla didattica ed espressione della creatività degli studenti. Come cambia l’illustrazione grafica, il fumetto, i costumi, la musica saranno al centro degli interventi di Stefano Casini, che presenterà il suo libro “Gli anni Migliori” (Tunuè) ambientato negli anni 70 e Gianfranco Manfredi, autore, tra le sue numerose opere, di Cani Sciolti (Sergio Bonelli Editore), intervistati da Luca Valtorta. Come nelle precedenti edizioni una grande attrattiva, specie sui giovani, sarà offerta dal Romics Cosplay Award, con le selezioni internazionali per le grandi gare mondiali del World Cosplay Summit di Nagoya (Giappone) e la Yamato Cosplay Cup International di San Paolo (Brasile). Appuntamento importante anche quello riservato per i più piccoli con il Cosplay Kids, in compagnia di Fiore di Luna (Francesca Pace), Jack Sparrow (Andrea Franchini) e dell’immancabile Lupics, la mascotte di Romics.

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Marco Gervasio, premiato con il Romics d’Oro nell’edizione autunnale di Romics 2018. A sinistra i personaggi di “Fantomius”

Meritano una particolare segnalazione le nuove aree, di cui una denominata Pixar, interamente dedicata all’animazione e alla narrativa per ragazzi con la partecipazione delle maggiori case editrici del settore e l’altra Romics Narrativa, che propone nuovi importanti appuntamenti con i maggiori protagonisti del panorama letterario italiano confermando quindi la grande attenzione di Romics alla promozione della lettura. Sarà dato particolare risalto alle biografie dei grandi artisti a fumetti; alle presentazioni delle opere a fumetti di Egon Schiele, di Otto Gabos, di Basquiat e di Paolo Parisi.  Da tenere presenti. infine, anche le iniziative che si propongono di richiamare le attenzioni sui:

– L’iIlustrazione in chiave interpretativa senza tempo e senza confini, dalla narrativa, al cinema, ai games con Paolo Barbieri che festeggia quest’anno 10 anni di libri illustrati, raccontando le sue esperienze e il suo approccio a questa arte.

– Le edicole ai tempi delle librerie: Gli editori italiani si confrontano sulle nuove dinamiche del mercato del fumetto italiano.

–  La Salvezza (Feltrinelli Comics) di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso: l’odissea della Acquarius a fumetti. Conduce Pietro Melati.

– Trincee e nuvole: la Grande Guerra nel fumetto. Ad un secolo di distanza la guerra continua a vagare nel mondo. Il fumetto ha narrato gli orrori e le tragedie della guerra fin dalla Prima Guerra Mondiale.

– La Street Art, grandi talenti al lavoro nelle nostre città. La Street Art è divenuto un fenomeno culturale e artistico d’impatto globale.

– Movie Village, largo alla fantascienza, all’horror e al “new cult”. Tra i film in uscita e le serie del prossimo autunno-inverno e tra i suoi maggiori protagonisti The Predator, Venom e i grandi cult Universal . Le anteprime e gli incontri speciali su film e serie ispirate a fumetti, romanzi, giochi e videogames si sommano alle installazioni delle principali fandom italiane e a un’inedita, spettacolare mostra del pluripremiato studio di effetti speciali e visivi dell’anno: Makinarium, intitolata Sogni e incubi del grande cinema di genere: fantascienza, fantasy e horror.

– L’area Kids&Junior si rinnova ed attende nuovamente il pubblico dei più piccoli con un ampio programma ricco di attività ludiche e d’intrattenimento, workshop e incontri, organizzati in collaborazione con le Scuola Romana dei Fumetti, con la Scuola Internazionale di Comics e Bugs Comics.

– Spazio anche alle mostre con la Scuola Internazionale di Comics che esporrà al pubblico in una mostra dal titolo “Mettiamo in luce i nostri talenti”  i lavori prodotti, attraverso diverse tecniche (dall’acquerello alla tempera, passando attraverso l’acrilico e l’adigraf, fino alla lavorazione in digitale), lavori di non professionisti del fumetto. A decorare l’area dedicata ai bambini, per la prima volta da questa edizione, un Wall Kids dove i giovani visitatori più estrosi potranno disegnare e liberare pienamente la loro vena artistica.

– Un Pala Games sempre stellare grazie alla presenza dei grandi nomi del gaming italiano e mondiale.

Tutte queste iniziative vedranno la presenza di numerosi importanti ospiti nella veste di Special Guest.

Nuova Fiera di Roma – Dal 4 al 7 ottobre 2018. Sul sito www.romics sono riportate tutte le novità insieme ai costi dei biglietti d’ingresso e al programma. Info per i visitatori tel.06.9396007 – 06.93956069 oppure per e.mail info@romics.it

I Primi d’Italia pronti alla XX edizione. Dal 27 al 30 settembre a Foligno

Mariagrazia Fiorentino

Un territorio quello del folignate pronto a massimizzare le potenzialità non solo del ricco capitale storico/artistico, ambientale, enogastronomico, ma soprattutto quello sociale. I primi d’Italia, giunta alla ventesima edizione è tutto questo. I bringoli, le ciriole, i pici, gli strangozzi, gli umbricelli, sono alla base di gustosi primi piatti con sughi a base di magro o di sugo d’oca, per non parlare di quelli a base del pregiato tartufo. Sedici villaggi del gusto allestiti nelle taverne della “Giostra della Quintana”.

Primi d'Italia - Patrizia                                 Un brindisi augurale per “I primi d’Italia” con la chef Cristina Bowerman- Foto courtesy Patrizia Vitale

La pasta dice  Cristina Bowerman: “è la vera protagonista della cucina italiana che può essere un grande volano per la nostra economia”. Un villaggio dei vini d’Italia accoglie gli ospiti e come scrisse il grande poeta Dante Alighieri nel Purgatorio – canto XV – “…e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino giunto all’amor che della vite cola”. Il centro storico di Foligno – dichiara Aldo Amoni – “offrirà a tutti un’esperienza imperdibile, tra spettacoli, ottimo cibo, cultura, arte e intrattenimento per grandi e piccoli.

Primi d'Italia_pasta ripiena

Nato nel 1999 con il preciso obiettivo di promuovere e valorizzare il Primo Piatto in tutte le sue forme e varietà, il Festival, è ormai considerato un dei più grandi eventi della cultura alimentare italiana. La presenza  di grandi Chef come Gualtiero Marchesi, Alfonso Iaccarino, Enrico Cerea, Pietro Leemam e Cristina Bowerman saranno i veri protagonisti insieme tanti altri”. La XX edizione, dedicata alle donne, vedrà la partecipazione di personalità eccellenti del mondo dello spettacolo, della musica e, naturalmente, dell’arte culinaria. Tre le chef stellate presenti agli appuntamenti di A Tavola con le Stelle: Viviana Varese di Alice ristorante presso Eataly a Milano (27 settembre), Cristina Bowerman della Glass Hostaria di Roma (28 settembre) e Silvia Baracchi del Relais Il Falconiere di Cortona (29 settembre). Grandi nomi e grandi donne, come Anna Tatangelo che aprirà la manifestazione salendo sul palco giovedì 27 alle ore 22.00.  Il Festival veste così a festa l’intero centro storico, promuovendo la cultura del primo piatto in tavola dal cous cous, gluten free, polenta, primi di mare e all’erbette selvatiche, , amatriciana, gnocchi, tartufo, riso e tortello mantovano, tipicità locali di pasta fresca e ripiena.-

Primi d'Italia 2018

Il Villaggio di Anna Moroni e le Food Experience dell’Auditorium Santa Caterina ospiterà domenica 30 un appuntamento per i più piccoli: Il Pranzo con Masha di Masha & Orso, alle ore 13.00 e alle 16,00 presso l’auditorium  di San Domenico con un divertentissimo spettacolo . I nostri obbiettivi continuano a crescere, così come il nostro Festival, ormai appuntamento imperdibile per migliaia di persone tanto che gli alberghi della zona hanno registrato il tutto esaurito già da giorni”. Un accordo è stato raggiunto con Trenitalia per promuovere ed incentivare l’utilizzo del treno a costi contenuti.

Per prenotare i tanti appuntamenti visitate il sito: www.iprimiditalia.it. Per restare aggiornati: facebook: @festivaliprimiditalia; twitter: @IPrimidItalia; instagram: @iprimiditalia; youtube: @iprimiditalia

Pomezia light festival – Per tre giorni – 21/23 settembre – Pomezia si veste di luce.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’effimero che già nei secoli scorsi si era ritagliato spazi importanti, torna con prepotenza nei giorni nostri con vesti e contenuti nuovi, come è avvenuto a Pomezia, dove anche  l’effimero, come l’industrializzazione, quì aveva trovato una casa che la popolazione si augurava invece duratura. Nell’occasione del “Pomezia light festival” il nuovo effimero si è presentato proponendo videomapping, light art, digital performance. Il passato di questa “città di fondazione”, ultima nata nell’era fascista, è riproposto e rivisitato con giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare  quello che lo circonda con occhi nuovi.

20180921_210558Luca Maugeri – Jacopo Rachlik: “Shishi Odoshi” – Opera generata con il vapore e ispirata alla cultura orientale. Rappresenta una fontana di bambù giapponese usata solitamente come spaventapasseri (come dice il titolo dell’opera) e presentata in questa occasione come ornamento da giardino. Un contenitore mobile di acqua, una volta pieno, si rovescia e versa il contenuto in una pentola posta sopra un fornello che, a sua volta, emette una colonna di fumo a forma di figura umana. L’opera vuol far riflettere sulla percezione del tempo (un itervallo di circa 3 minuti separa una figura dall’altra) che scandisce la vita della societa odierna.

La smart city che si fa avanti é la città intelligente che subentra in una linea di continuità a quella ideale che gli artisti ed architetti già nel rinascimento proponevano in alternativa al borgo fortificato medievale. Infatti oggi, come nel rinascimento, A Pomezia sono stati chiamati intellettuali ed artisti – 27 di cui 8 internazionali –  alla rivisitazione della nuova città che si propone in  oltre quindici interventi distribuiti in un percorso di un kilometro e mezzo illuminato da ben mille metri quadri di luce, dando vita ad una città che dall’idealità scende nella realtà sia pure nel limitato tempo di tre giorni dal 21 al 23 settembre. L’iniziativa si articola  in ben cinque sezioni: “Around the city” strade e piazze  della città accolgono installazioni luminose video animate da un’interattività tra artisti e pubblico. A questa seguono: “Eyes Up Tower”, la torre civica accoglie video e live mapping che vanno installazioni luminose al neo ad opere realizzate con stampante in 3/D; “Fun At The Beach”, esibizioni da veri artisti; “Pomezia Light Festival Under 35”, riservata ad artisti italiani di età inferiore ai 35 anni; infine “Pogetto Collapse” uno spazio che elabora il tempo di un possibile collasso al progetto utopico di smart city “…un controcanto necessario per presa di coscienza del fatto che anche il progetto più forte può essere fragile”, come affermato da uno degli organizzatori che al loro interno  hanno offerto un valido contributo oltre 50 universitari e liceali di Pomezia. A tutto questo fanno da corona  incontri e letture nella biblioteca civica.

20180921_205654Fanni Iseppon – Davide Giaccone: “Scatole del vento”. L’opera consiste in un tour in più tappe fra le strade della città tramite una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari. Il titolo indica la velocità con cui le immagini cambieranno. Grazie all’ausilio di un anemometro si potrà misurare la velocità del vento i cui valori saranno elaborati dall’applicazione “Pure data Extended”

Maggiori notizie, informazioni e prenotazioni alle visite guidate si  hanno sul sito web www.pomezialightfestival.it – oppure httpswww.facebook.com/PomeziaLF/

Inaugurata la fontana “Venezia sposa il mare” nel giardino del Palazzo di Venezia a Roma grazie alla Rigoni di Asiago, azienda leader nella produzione bio di miele e confetture di qualità

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani.

Nessun festeggiamento poteva eguagliare per  imponenza e importanza quella della “Senza” nella  ricorrenza di “Venezia sposa il mare”, tanto che nella prestigiosa sede diplomatica a Roma della Repubblica veneta l’evento fu ricordato con una fontana posta  nel centro del giardino del Palazzo, opera dello scultore Carlo Monaldi che ricordava questo evento. Non meraviglia quindi che un veneto DOC; Andrea Rigoni, titolare della omonima ditta di Asiago, famosa per l’eccellenza del miele e della trasformazione della frutta bio in confetture, si sia interessato a restituire l’originaria bellezza alla fontana che immortala Venezia a Roma con un nuovo ed affascinante zampillio di acqua.

Sensa - Ascensione

Venezia nell’atto di sposare il mare con il lancio dell’anello. La foto della statua è stata ripresa prima degli interventi di conservazione e restauro sponsorizzati dalla Rigoni di Asiago

Certamente oltre le origini hanno giocato un ruolo di primaria importanza nello sponsorizzare questa iniziativa anche  le caratteristiche affinate nel lavoro quotidianamente tutte protese nella ricerca del buono e del bello. Di questo abbiamo avuto conferma nelle dichiarazioni dello stesso Andrea Rigoni nel suo intervento nel corso della conferenza ha affermato: “Dove sono i tuoi tesori metti il tuo cuore. Fedele a questo principio ho posto la natura nel cuore di Roma. Questa frase é identificativa del progetto, non solo di una sponsorizzazione, bensì di una vera e propria operazione culturale che lega i nostri temi propri della politica imprenditoriale  al più ampio progetto di sviluppo di Palazzo Venezia”.

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La scelta della fontana, come ha dichiarato la Direttrice del Polo Museale del Lazio, Dott.ssa Edith Gabrielli,  “…..ha rappresentato un’occasione per il Polo Museale del Lazio e per la Direzione del Palazzo di consolidare quel senso di progressiva riappropriazione culturale del luogo da parte della collettività, suscitato dagli interventi in corso. Si è partiti nel giugno 2016 con il restauro del giardino, che era stato ridotto a parcheggio, ora piazza aperta all’accoglienza: un primo importante traguardo, un gesto forte d’inclusione urbana, che si concretizza nell’apertura al pubblico dei tre ingressi di Via del Plebiscito, Via degli Astalli, Piazza San Marco”. Per quanti attraversano Piazza Venezia, una sosta al giardino con la fontana riportata all’originario splendore, rappresenta,  come affermato dalla stessa Direttrice del Museo Dott.ssa Martone, “….un perno compositivo, visibile da tutti gli ingressi, un punto di attrazione che accoglie durante il giorno centinaia di visitatori e per molti significa una sosta, un momento inaspettato di pace che si presenta nel cuore più caotico della città. Il suo restauro rientra negli interventi che il Polo aveva già previsto nella sua attività di programmazione a medio termine e che, grazie a questa opportunità, è diventato immediatamente eseguibile”. L’intervento è durato sette mesi e si è articolato in diversi stati di avanzamento. Grazie alla moderna tecnologia, nel corso dei lavori, è stato possibile mantenere un filo diretto con la cittadinanza e con i turisti raccontando e rendendo visibili le operazioni sia in situ che attraverso una webcam, che a sua volta alimentava in tempo reale sulla piattaforma web skylinewebcams.com una pagina creata appositamente. Tutto questo è stato concepito come un cantiere aperto, secondo i desideri dello stesso sponsor, che ha permesso sia di apprezzare la progressione delle fasi lavorative che l’organizzazione di visite guidate in contemporanea ai lavori stessi di conservazione e restauro.

Roma – Museo Nazionale di Palazzo Venezia Via del Plebiscito, 118 –  tel. +39 0669994284; sito web http://museopalazzovenezia.beniculturali.it