Umbria Jazz Winter 26 – Orvieto. Nel ricordo di Fabrizio De Andrè dal 28 dicembre 2018 al 1 gennaio 2019

Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Da vari anni le festività di fine anno vedono protagonista la città di Orvieto, meta turistica di primo piano nel vasto scenario delle offerte italiane, con una delle manifestazioni jazzistiche più importanti che vengono programmate il Italia. E’  il Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, che nel corso della conferenza stampa tiene a presentarle: “Questa è la manifestazione più importante non religiosa per Orvieto e il suo territorio. Si sono messi insieme 20 comuni in un circuito presepiale capace di far vivere a pieno i luoghi degli etruschi. Inoltre la città di Orvieto sarà illuminata artisticamente grazie alla Prima Rassegna di ligth art durante tutto il periodo delle festività”. E’ indubbio il notevole richiamo turistico che sposa queste iniziative in aggiunta alle interessanti offerte  di ospitalità alberghiera ed enogastronomiche  presenti sia on città che nell’immediato interland. E’ sufficiente allontanarsi qualche kilometro dal centro cittadino per avere a disposizione un’ampia scelta di agriturismi, molti dei quali offrono una cucina con piatti di squisite ricette.

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Da non mancare una sosta all’Azienda Agricola “Janas”, gestori della “Locanda di Colle Ombroso” al km. 4,8 della strada provinciale 55 in località Porano (TR) – tel.340.2714727 / 0763.616588; e.mail info@locandacolleombroso.com; sito web www.locandacolleombroso.com –  venerdi sera, sabato e domenica aperti pranzo e cena, che hanno specializzato la loro produzione agricola nella coltivazione di grani  e cereali antichi con i quali realizzano ottimi quanto insoliti prodotti dalla panificazione alle paste ed un’eccellente birra artigianale che vengono proposte ai clienti e commercializzati anche on line. Orvieto poi è famosa in tutto il mondo per i suoi vini. Una valida conferma è possibile trovarla nella cantina Cardèto nella vicina località Sferracavallo – tel.0763.341286 – fax. 0763.344123; e.mail info@cardeto.com –  punto vendita anche a Roma Via di Tor Vergata – che oltre ai propri prodotti, fra quali spiccano per qualità un Sangiovese in purezza vendemmia 2015 ed un passito “Donna Armida”  prodotto da vitigno Orvieto Nobile in vendemmia tardiva con uve attaccate da muffe nobili, commercializza  quanto di meglio offre il mondo enologico.

20181205_132055                     Il sommelier Giorgio Tarparelli presenta alcune bottiglie prodotte dalla Cantina Cardèto- Foto Donatello Urbani

La manifestazione clou di questo periodo festivo è senza dubbio Umbria Jazz Winter  che lo scorso anno ha festeggiato il quarto di secolo di vita. E’ una delle manifestazioni italiane del settore più longeve e questa ventiseiesima edizione, per qualità, è senza dubbio degna di un anniversario che merita una menzione tutta particolare. Nel cartellone compaiono i più bei nomi del jazz italiano (da notare la partecipazione dei quattro più importanti trombettisti: Rava, Fresu, Bosso, Boltro) e personaggi di culto del jazz americano, esponenti di generazioni diverse come Ethan Iverson e Barry Harris. Dalle dichiarazioni degli organizzatori scopriamo che questa: “È una edizione che si segnala per un grande numero di proposte interessanti dal punto di vista progettuale, con alcune esclusive.

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Molti artisti presenti quest’anno a Orvieto hanno voluto approfondire aspetti particolari di quell’universo variegato che oggi è il jazz oppure della sua storia, dalle musiche del cinema italiano all’arte di Bud Powell e al bebop, dall’omaggio alla leggenda di New Orleans, la città culla del jazz, al ricordo di Fabrizio De André a vent’anni dalla morte con uno spettacolo tra jazz e canzone, ma anche letture e documenti originali. Il programma conferma l’identità di una manifestazione colta ma non elitaria!  che privilegia un rapporto profondo e motivato con la musica”.

Il calendario degli eventi in programma prevede:

28 Dicembre  2018 – venerdi –  Ore 13,00 Il Malandrino Bistrot – Jazz Lunch 13,00 Il Malandrino Bistrot – Jazz Lunch: ANDREA POZZA, piano; alle 16,00 Palazzo del Popolo – Sala Expo ALEX HITCHCOCK QUINTET BERKLEE/UMBRIA JAZZ CLINICS 2018 AWARD GROUP con ingress libero; alle  18,00 Centro Storico – Street Parade FUNK OFF; alle 20,30 Ristorante Al San Francesco- Jazz Dinner WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA; alle 20,30 Il Malandrino Bistrot – Jazz Dinner THE HOUSE QUINTET PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO ANDREA POZZA, ALDO ZUNINO ANTHONY PINCIOTTI; alle 21,00 Teatro Mancinelli “MARE NOSTRUM” PAOLO FRESU, RICHARD GALLIANO JAN LUNDGREN “LA DOLCE VITA” ENRICO RAVA, DANILO REA GIOVANNI TOMMASO, ROBERTO GATTO ’round midnight Il Malandrino Bistrot – Jam Session THE HOUSE QUINTET + ospiti;

Palazzo dei Sette – Meeting Point – Bar –  Snacks – Piadineria –Enoteca – Non Stop Music:

alle 19,00 THE ALLAN HARRIS BAND; alle 20,30 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert una cenetta con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 22,30 NICK THE NIGHTFLY QUINTET; alle 24,00 FILIPPO BIANCHINI QUARTET

29 Dicembre  2018 – Sabato: alle ore 20,30 Il Malandrino Bistrot – Jazz Dinner THE HOUSE QUINTET PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO,  ANDREA POZZA, ALDO ZUNINO, ANTHONY PINCIOTTI; alle 21,00 Teatro Mancinelli BARRY HARRIS TRIO feat. BEN STREET & LEWIS NASH “BUD POWELL IN THE 21st CENTURY” UMBRIA JAZZ ORCHESTRA arrangiamenti e direzione ETHAN IVERSON feat. DAYNA STEPHENS, INGRID JENSEN BEN STREET, LEWIS NASH ’round midnight Il Malandrino Bistrot – Jam Session THE HOUSE QUINTET + ospiti;

Palazzo dei Sette – Meeting Point – Bar –  Snacks – Piadineria –Enoteca – Non Stop Music:

alle13,00 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert light lunch con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 15,00 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; 16,30 THE ALLAN HARRIS BAND; 18,00 FILIPPO BIANCHINI QUARTET; 19,30 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert una cenetta con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 21,30 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; alle 23,00 NICK THE NIGHTFLY QUINTET; alle 00,30 WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA;

30 Dicembre 2018 – Domenica:   alle ore11,30 Centro Storico – Street Parade FUNK OFF;

ore 12,00 Museo Emilio Greco “CINEMA ITALIA” ROSARIO GIULIANI, LUCIANO BIONDINI ENZO PIETROPAOLI, MICHELE RABBIA; alle 12,00 Palazzo del Popolo – Sala Expo FLAVIO BOLTRO BBB TRIO con MAURO BATTISTI & MATTIA BARBIERI; ore 13,00 Ristorante Al San Francesco – Jazz Lunch THE ALLAN HARRIS BAND; ore 13,00 ANDREA POZZA, piano 15,30 Palazzo del Popolo – Sala Expo CLAUDIO JR DE ROSA QUARTET; ore 16,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 “MARE NOSTRUM” PAOLO FRESU, RICHARD GALLIANO, JAN LUNDGREN; alle 17,00 Teatro Mancinelli BARRY HARRIS TRIO feat. BEN STREET & LEWIS NASH UMBRIA JAZZ ORCHESTRA arrangiamenti e direzione ETHAN IVERSON feat. DAYNA STEPHENS, INGRID JENSEN BEN STREET, LEWIS NASH; ore18,00 Centro Storico – Street Parade FUNK OFF; sempre alle  18,00 Palazzo del Popolo – Sala Expo “STORYVILLE STORY” MAURO OTTOLINI, FABRIZIO BOSSO VANESSA TAGLIABUE YORKE, PAOLO BIRRO GLAUCO BENEDETTI, PAOLO MAPPA¸alle 19,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 “LA DOLCE VITA” ENRICO RAVA, DANILO REA GIOVANNI TOMMASO, ROBERTO GATTO; alle 20,30 Ristorante Al San Francesco – Jazz Dinner; alle 20,30 Il Malandrino Bistrot – Jazz Dinner THE HOUSE QUINTET PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO ANDREA POZZA, ALDO ZUNINO ANTHONY PINCIOTTI; alle 22,30 Teatro Mancinelli “GOSPEL EXPLOSION” NEW DIRECTION TENNESSEE STATE GOSPEL CHOIR ’round midnight Il Malandrino Bistrot – Jam Session THE HOUSE QUINTET + ospiti

Palazzo dei Sette – Meeting Point – Bar –  Snacks – Piadineria –Enoteca – Non Stop Music:

alle ore 13,00 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert light lunch con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 15,00 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; alle 16,30 NICK THE NIGHTFLY QUINTET; alle 18,00 FILIPPO BIANCHINI QUARTET; alle 19,30 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert una cenetta con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 21,30 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; alle23,00 THE ALLAN HARRIS BAND; alle 00,30 NICK THE NIGHTFLY QUINTET;

31 Dicembre 2018 – Lunedi: alle ore 11,30 Centro Storico – Street Parade FUNK OFF; alle 12,00 Museo Emilio Greco “CINEMA ITALIA” ROSARIO GIULIANI, LUCIANO BIONDINI ENZO PIETROPAOLI, MICHELE RABBIA; alle12,00 Palazzo del Popolo – Sala Expo THE BIG EASY TRIO KARIMA, MAURO OTTOLINI OSCAR MARCHIONI; alle 13,00 Ristorante Al San Francesco – Jazz Lunch WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA; 13,00 Il Malandrino Bistrot – Jazz Lunch ANDREA POZZA, piano; alle 15,30 Palazzo del Popolo – Sala Expo FABRIZIO BOSSO/JULIAN OLIVER MAZZARIELLO DUO; alle16,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 FLAVIO BOLTRO BBB TRIO con MAURO BATTISTI & MATTIA BARBIERI; alle 17,00 Teatro MancinelliBARRY HARRIS TRIO feat. BEN STREET & LEWIS NASH UMBRIA JAZZ ORCHESTRA arrangiamenti e direzione ETHAN IVERSON feat. DAYNA STEPHENS, INGRID JENSEN BEN STREET, LEWIS NASH; alle 19,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 “MARE NOSTRUM” PAOLO FRESU, RICHARD GALLIANO JAN LUNDGREN

Palazzo dei Sette – Meeting Point – Bar –  Snacks – Piadineria –Enoteca – Non Stop Music:

Alle ore 13,00 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert light lunch con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 15,00 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; alle  16,30 FILIPPO BIANCHINI QUARTET; alle 18,00 CLAUDIO JR DE ROSA QUARTET; alle 20,30 Ristorante Al San Francesco Gran Cenone di Fine Anno ROSARIO GIULIANI QUARTET THE ALLAN HARRIS BAND WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA; alle 21,00 Il Malandrino Bistrot Gran Cenone di Fine Anno THE HOUSE QUINTET PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO ANDREA POZZA, ALDO ZUNINO ANTHONY PINCIOTTI; alle 22,00 Gran Cenone di Fine Anno CLAUDIO JR DE ROSA QUARTET NICK THE NIGHTFLY QUINTET FILIPPO BIANCHINI QUARTET; alle 23,15 Palazzo del Popolo – Sala Expo THE BIG EASY TRIO KARIMA, MAURO OTTOLINI OSCAR MARCHIONI FUNK OFF ON STAGE;

1 Gennaio 2019 – Martedi – alle 01,00 Teatro Mancinelli “GOSPEL EXPLOSION” NEW DIRECTION TENNESSEE STATE GOSPEL CHOIR; alle 01,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 “LA DOLCE VITA” ENRICO RAVA, DANILO REA GIOVANNI TOMMASO, ROBERTO GATTO; alle 01,00 Il Malandrino Bistrot – Jam Session THE HOUSE QUINTET + ospiti

1° Gennaio 2019 – Martedì:  alle ore 12,00 Museo Emilio Greco“CINEMA ITALIA” ROSARIO GIULIANI, LUCIANO BIONDINI ENZO PIETROPAOLI, MICHELE RABBIA; alle 12,00 Palazzo del Popolo – Sala Expo ETHAN IVERSON, piano; alle 13,00 Ristorante Al San Francesco – Jazz Lunch WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA; alle 13,00 Il Malandrino Bistrot – Jazz Lunch ANDREA POZZA, piano; alle 15,30 Palazzo del Popolo – Sala Expo GIOVANNI GUIDI QUINTET con FRANCESCO BEARZATTI ROBERTO CECCHETTO JOE REHMER, JOÃO LOBO; alle 16,00 Palazzo del Popolo – Sala 400 FABRIZIO BOSSO/JULIAN OLIVER MAZZARIELLO DUO; alle 17,00 DUOMO – Messa della Pace & Gospel NEW DIRECTION TENNESSEE STATE GOSPEL CHOIR; alle 17,30 Teatro Mancinelli PAOLO FRESU/DANILO REA DUO VIVA/DE ANDRÉ in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Fabrizio De Andrè; alle 18,00 Centro Storico – Street Parade FUNK OFF; alle 20,30 Ristorante Al San Francesco Cenone di Fine Festival THE ALLAN HARRIS BAND WEE WILLIE WALKER & THE ANTHONY PAULE SOUL ORCHESTRA; alle 20,30 Il Malandrino Bistrot – Jazz Dinner THE HOUSE QUINTET PIERO ODORICI, DANIELE SCANNAPIECO, ANDREA POZZA, ALDO ZUNINO ANTHONY PINCIOTTI

Palazzo dei Sette – Meeting Point – Bar –  Snacks – Piadineria –Enoteca – Non Stop Music:

alle ore 13,00 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert light lunch con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico + wine tasting, cheese etc…; alle 15,00 FABIO ZEPPETELLA QUARTET; alle 16,30 THE ALLAN HARRIS BAND; alle 18,00 FILIPPO BIANCHINI QUARTET; alle 19,30 SPAGHETTI SWING – A Cooking Concert una cenetta con spaghetti cotti “ON STAGE” e serviti al pubblico+ wine tasting, cheese etc…; alle 21,30 CLAUDIO JR DE ROSA QUARTET; alle 23,00 NICK THE NIGHTFLY QUINTET

BIGLIETTI TICKETS – Info e prevendite on line  www.umbriajazz.com oppure al TEATRO MANCINELLI Corso Cavour, 122 – Orvieto telefono +39 0763340493 dal 27 dicembre dalle 10.00 alle 13.00 – dalle 15.00 alle 19.00-

 

MuseImpresa – La cultura industriale si mette in mostra con un ricco calendario di manifestazioni per la 17^ volta

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le due settimane centrali del mese di novembre di ciascun anno sono occupate, già da vari anni, da un nutrito numero di manifestazioni curate dalle imprese che vantano una decennale esperienza di vita industriale nel nostro territorio nazionale. In questa importante iniziativa culturale sono stati coinvolti anche piccoli centri di provincia da Cucciago in provincia di Como – Tessitura Zanchi / Rubelli –  a Rossano in provincia di Caserta – Fabbrica di liquirizia Amarelli – , passando per Scarperia in provincia di Firenze, oppure Fabriano in provincia di Ancona, anche se in maggioranza si sono svolti nelle grandi città che sono state sedi di vari insediamenti industriali,quali Milano, Torino, Roma e Napoli. Protagonisti delle manifestazioni romane due università: del “Sannio” e “La Sapienza”, insieme alla Birra Peroni: visita guidata nei luoghi della città che accolsero i loro primi importanti insediamenti produttivi e  Fintecna S.p.A. – finanziaria della Finmeccanica S.p.A. – che insieme alla Cassa Depositi e Prestiti hanno proposto una mostra dal 10 al 23 Novembre dal significativo titolo  “MATERIA PRIMA”  nel bellissimo Auditorium Via Veneto Spazio Cultura di Via Veneto, 89 – Roma, sede permanente di un prezioso museo che espone opere d’arte che nel periodo della ricostruzione dal dopoguerra fino ai primi anni ottanta del passato secolo, hanno abbellito le grandi navi italiane famose in tutto il mondo per le loro raffinate decorazioni e arredi. Curatrici di questa mostra sono state un gruppo di storiche dell’arte del GMGPROGETTOCULTURA: Sabrina Fiorino, Nicoletta Provenzano, Claudia Canalini, Caterina Salvagno. Che in proposito hanno scritto: “….in occasione della Settimana della Cultura d’Impresa, l’associazione Museimpresa ha dedicato una sezione speciale alla tematica del “Cibo Italiano”, dando risalto a tutte le iniziative degli associati legate a questa importante proclamazione. Fintecna, società del Gruppo CDP, da tre anni parte del prestigioso circuito nazionale Museimpresa, che persegue la valorizzazione e la diffusione del patrimonio artistico e della cultura d’azienda, propone la mostra temporanea Materiaprima. L’esposizione di quest’anno nasce dal desiderio di narrare una delle mission di interesse generale per cui Fintecna oggi é chiamata ad operare: la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del centro-Italia del 2016. Materiaprima, metterà in dialogo le installazioni site-specific dell’artista Tanio Liotta con le immagini del reportage “Mai+” del fotografo Claudio Colotti.

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I due artisti – Le foto a destra propone un’immagine delle distruzioni causate dal sisma ed in basso un’installazione  che consente l’ascolto della terra con il fonendoscopio.

Ricucire lo strappo dato dal trauma del sisma attraverso il recupero dell’identità gastronomica locale è l’obiettivo dell’elaborazione artistica: un processo culturale collettivo che consente di mettere in luce le “materie prime”che gli artisti utilizzano per creare novi nutrimenti: l’etica, la cura e la qualità. Attraverso sette installazioni impermanenti, Tanio Liotta analizza, indaga e ricerca, come un chirurgo delle emozioni, una via per ricucire l’identità alle materie prime del territorio e, insieme alla Natura, compie uno sforzo per recuperare la memoria: semi estinti, germogli sensoriali, terra pulsante, legumi ricuciti, diventano strumenti chirurgici di guarigione.

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Composizione con fave secche e, sulla destra,  foto e composizione con fiori di zafferano, eccellenza e prodotto tipico del territorio abruzzese

Il lavoro di Liotta entra in dialogo con il reportage fotografico che Claudio Colotti realizzò nel 2016 subito dopo il terremoto che colpì Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Un viaggio che racconta il radicato contatto relazionale che gli uomini hanno con la propria terra, con la memoria e la cultura.Il cibo é la trama narrativa per una seconda vita dei luoghi colpiti dal sisma, con particolare riferimento alla terra quale fonte inesauribile di rinascita. La mostra Materiaprima avrà come obiettivo l’approfondimento del legame tra Fintecna e il suo ruolo di supporto delle attività di ricostruzione delle zone colpite dal terremoto; e al contempo, ravviverà l’interesse e la riflessione del pubblico circa questa realtà, ove occorre accelerare la soluzione delle complesse problematiche del post-sisma, a favore degli abitanti di quei luoghi”. Questa rassegna si è avvalsa anche della presentazione nel corso dell’inaugurazione avvenuta il 20 novembre scorso, del prof. Claudio Strinati, che ha analizzato dal punto di vista etico e artistico il complesso rapporto  che unisce arte e cibo tanto nelll’iconografia, quanto  nella cultura.

Berverly Pepper – Tra Todi ed il mondo- 8 dicembre 2018 / settembre 2019

Mariagrazia Fiorentino

La città di Todi celebra per un intero anno l’instancabile attività della grande scultrice americana “quale ambasciatrice dell’arte contemporanea nel mondo”, con mostre,eventi ed un parco di sue sculture.

IMG-20181129-WA0062-500x667Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, con l’artista Beverly Pepper nel corso della conferenza stampa nella sede della Stampa Estera

Un anno magico che darà alla città di Todi un gusto particolare, tiene a precisare Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria. Beverly, emozione, manualità ed interpretazione espressiva così l’artista diventa  padrona della materia di cui si serve a tal punto da poterla trattare come meglio gli aggrada, arrivando a raggiungere una sensazione d’inspiegabile libertà e d’immenso assoluto. Nelle opere di Beverly Pepper si avverte il vibrare e il pulsare sotto le dita che l’artista ha percepito nel realizzare il respiro e gli odori come se la materia prendesse vita.

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“Le celebrazioni della città a Beverly Pepper avranno infine il loro culmine il 14 settembre 2019 con l’inaugurazione del Parco di Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista nel mondo. Si tratta di un percorso naturalistico-urbano immerso nel verde, che collegherà il Tempio di Santa Maria della Consolazione con il centro storico, disegnato e progettato appositamente dall’artista e costellato da una serie di sue sculture donate alla città. Il progetto comprende la bonifica del parco e l’installazione definitiva delle sculture, per consentire l’interazione costante delle opere d’arte con il contesto paesaggistico.  Oltre alle venti sculture monumentali (realizzate in diversi materiali e in diversi periodi artistici) donate da Beverly Pepper alla città, non mancheranno le San Martino Altars e la riedizione delle Todi Columns. Le celebrazioni saranno accompagnate da due pubblicazioni: un catalogo che racconta la storia e la nuova installazione delle Todi Columns e un libro sul Parco di Beverly Pepper.”

Per saperne di più su tutti gli eventi in corso consultare il sito www.fondazioneprogettibeverlypepper.com

Marcello Mariani – Il tempo dell’Angelo – 1956/2014 – A cura di Gabriele Simongini

Mariagrazia Fiorentino

Il catalogo vuole proporre al pubblico un’appassionante lettura del lavoro di questo straordinario artista italiano come sostenuto da importanti studiosi italiani e si avvale dei contributi di:

Danilo Maestosi “La vita che riprende a respirare”;

Claudio Strinati “Nel cuore della materia. L’espressionismo astratto di Marcello Mariani – 1957/2007”:

Sergio Zavoli “A Marcello Mariani”;

Enrico Crispolti “Memoria e lirismo nel percorso di Mariani”;

Marcello Mariani visto da Gianni Berengo Gardin.

Marcello Mariani è una delle figure più interessante e originali della pittura italiana ed europea, la mostra “Il Tempo dell’Angelo – 1956/2014” allestita nel Complesso del Vittoriano a Roma ha avuto un successo di pubblico con oltre 40 mila visitatori. Come scrive il curatore, Gabriele Simongini, Marcello Mariani “incastona a sbalzo frammenti e polveri d’intonaco, schegge polvere di mattoni, cornici scoperte e recuperate tra i detriti. Finestre di una tragedia che si ribalta in speranza, ritagli di carta o di pagine di antichi diari incollati sullo sfondo, ragnatele di reti, segni, colature …”.

IMG_20181001_185321                            Senza titolo – 1956 tecnica mista e collage su tela applicata su tavola – Foto courtesy Donatello Urbani                          

Un’artista mai eccedente, con una genialità soffusa, lenticolare e tenace come era nel suo carattere, con una serietà espressiva inattaccabile figlia di una tecnica singolare e precisa, di riflessioni profonde ed elaborazioni, sempre anticipatrici per quanto al passo con il correre del suo tempo.

Catalogo a cura di Skira Editore pag. 79.

Dalla Terraferma alla Terra Promessa. Aliya Bet dall’Italia a Israele, 1945/1948.

Mariagrazia Fiorentino

Nel cuore del quartiere ebraico di Roma presso la Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia, 28, alla presenza del Ministro Plenipotenziario, Vice Ambasciatore di Israele in Italia, Ofra Farhi, del Ministro degli Esteri Italiano, Moavero  e del Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Mario Venezia, è stata inaugurata questa rassegna, curata da Fiammetta Martegani e  Rachel Bonfil con l’allestimento dello studio Nicosia. “Per questi reduci, ricordare è un dovere, essi non vogliono dimenticare e soprattutto non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che la loro esperienza non è stata priva di senso e che i lager non sono stati un incidente, un imprevisto della storia. “Primo Levi Se questo è un uomo 1976” -. La mostra racconta attraverso circa 70 fotografie la storia dei profughi sopravvissuti alla shoah e il loro viaggio, che passa per l’Italia, per raggiungere la terra promessa, ovvero il nascente stato d’Israele.

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Nella mostra é raccontato il ruolo dell’Italia che risultò essere la principale terra di partenza europea per le navi dei migranti verso la Terra d’Israele; questo avvenne anche grazie al beneplacito e al sostegno diretto e indiretto di figure di rilievo, a vari livelli, delle gerarchie istituzionali italiane. “In coda al treno viaggiava con noi verso l’Italia un vagone nuovo, stipato di giovani ebrei, ragazzi e ragazze, provenienti da tutti i paesi dell’Europa Orientale…….Una nave li attendeva a Bari…..ci sentivamo immensamente liberi e forti, padroni del mondo e del loro destino:” – Primo Levi La tregua, 1963 –

La mostra dopo Roma andrà in diverse città italiane. Catalogo Gangemi Editore International . pag.159.

Roma – Casina dei Vallati, fino al 13 gennaio 2019 con ingresso gratuito. Dalla domenica al lunedì ore 10.00 – 17.00; venerdì ore 10.00 – 13.00; chiuso sabato e festività ebraiche.

Ennio Calabria: Verso il tempo dell’essere – In mostra a Palazzo Cipolla – Fondazione Roma – opere dal 1958 al 2018-

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’uomo è il tema dominante, salvo rare eccezioni, delle circa ottanta opere in mostra nel bellissimo spazio espositivo di Palazzo Cipolla in Via del Corso a Roma, sede della Fondazione Roma, realizzate in sessant’anni ,1958 al 2018, da Ennio Calabria . In tutte, infatti, si percepisce, oltre la costante ricerca della forma, l’intenzione dell’artista di rappresentare la figura umana, dalla solitudine individuale rispetto al tempo e alla società fino ad arrivare, come ha affermato il curatore Gabriele Simongini: “a una lucidissima speculazione filosofica e antropologica”.

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L’Uomo e la Croce – 2016 – Acrilico, Tecnica mista su tela                        Una vittoria del Vietnam in Occidente- 1973. Olio su tela

In una carrellata lunga sessant’anni si ritrovano, tradotte per immagini su tela oppure su carta per i pastelli e manifesti, le vicende storiche e sociali che furono parte integrante della vita dei giovani ventenni nel 1958: dal desiderio di ricerca di un lavoro giusto ed onesto espresso nelle Feste del Primo Maggio, ai primi approcci alla vita politica nelle manifestazioni contro la guerra in Vietnam fino all’incontro con “L’uomo e la Croce” del 2016 dove Cristo, solo e senza la presenza della Madre, o della Maddalena e S.Giovanni, come vuole l’iconografia ufficiale,  si contrae negli spasmi della sofferenza sia per il dolore fisico che psicologico per una morte immeritata. “Dare valore alla dimensione sovrastrutturale” è la versione espressa con le parole che lo stesso artista ci offre per immagini nelle sue opere. Sempre Simongini afferma in proposito: “In pratica Calabria con sorprendenti ed altissimi scatti inventivi, in quest’ultimo periodo, ha dipinto e sta dipingendo quadri che riescono a dare immagine al processo di mutamento della nostra società e dell’uomo di oggi, indicando quasi profeticamente le sue possibili metamorfosi future”. Questa importante rassegna, promossa dalla Fondazione Internazionale Terzo Pilastro e realizzata da Poema in collaborazione con l’Archivio Calabria, si avvale di una esposizione in senso cronologico molto particolare: parte dalle opere più recenti per arrivare a quelle realizzate per prime. Questo percorso artistico a ritroso facilita enormemente il visitatore nella comprensione delle opere stesse ed un meritato plauso va rivolto al curatore Gabriele Simongini per l’intuizione offerta.

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L’intervento del curatore Gabriele Simongini                                              Giovannu Paolo II^. Il vero nel falso. 2005. Acrilico su tela

Un valido apporto alla comprensione delle opere è offerto dal catalogo pubblicato da Silvana Editoriale con apporti, oltre quello del curatore Gabriele Simongini, del Prof. Emmanuele F.M. Emanuele,  di Claudio Crescentini, Paola Di Gianmaria, Ida Mitrano e un’intervista all’artista realizzata da Marco Bussagli insieme alla riproduzione, molte in tavole a colori, di tutte le opere esposte e una selezione di scritti commentati da Tiziana Caroselli – pag.255 costo €.28,00 in mostra €.24,00. Un evento culturale questo che va oltre la solita mostra d’arte e che, come si usa dire in tante occasioni per sottolinearne l’eccezionalità, “vale la pena di un viaggio a Roma”.

Roma – Palazzo Cipolla – Via del Corso, 320, fino al 27 gennaio 2019 tutti giorni, escluso il lunedi, dalle ore 10,00 alle 20,00. Costo del biglietto d’ingresso intero €.7,00 ridotto €.5,00

Roma Fumettara – Celebra con una mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma il 25^ compleanno della Scuola Romana del Fumetto.

Donatello Urbani

I fumettari della Scuola Romana del Fumetto, avevano già richiamata su di loro l’attenzione dei francesi con una mostra a Parigi e proprio grazie a questa attenzione è nata la mostra romana. Partecipano con le loro opere più significative circa 70 autori ispirate, meglio ancora dettate o suggerite, dalla città di Roma.

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Significativa in proposito è la locandina dell’evento, opera di Massimo Rotundo, dove un Super Eroe sta per lanciarsi  sulla città dall’alto del Colosseo nel tentativo, speriamo non velleitario, di risolvere le numerose difficoltà in cui versa la città. Su questa falsa riga si muovono tutti gli artisti presenti in mostra, alcuni, i più ottimisti, esaltano le bellezze di Roma, altri, i più pessimisti, mettono in primo piano le tante criticità, peccato che in questi ultimi due anni siano in numero superiore alle bellezze, ricorrendo anche al sarcasmo, altri, infine, assumono un atteggiamento imparziale all’invito della locandina ricorrendo alla storia con illustrazione di alcuni eventi significativi , come Romolo e Remo allevati dalla Lupa oppure al mito di Capitan Totti.  Dietro tutte queste opere c’è una prestigiosa realtà: la Scuola Romana del Fumetto, dove tutti gli artisti si sono formati ed hanno appreso l’arte di parlare per immagini.

STEFANO SIMEONE - TUTTIGIUSEPPE DI MAIO - VACANZE ROMANE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le parole di Massimo Rotundo, socio fondatore, inquadrano bene questo fenomeno nella sua complessa realtà : “Così se Milano, dalla seconda metà del 900, si è affermata come la capitale economica del fumetto, Roma è senza dubbio la capitale del fumetto d’autore”.  In questa rassegna la Scuola Romana è l’indiscussa protagonista e in questa occasione celebra i suoi primi 25 anni di gloriosa attività  ponendo all’attenzione dei visitatori una caratteristica importante dei romani:  lo spirito “rugantineggiante” che in tutte le epoca ha caratterizzato la meravigliosa popolazione di questa città.- Prezioso per una visita esauriente il catalogo a cura di Alessandro Ruggeri con la collaborazione di Stefano Santarelli e Massimo Vincenti ricco d illustrazioni pag. 100  €.14,50.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Milano, n.11 (traversa di Via Nazionale) fino al 6 gennaio 2019 con ingresso gratuito. Informazioni al n. tel. 06.3996.7500 – www.palazzoesposizioni.it

Lu Song: “ Interni romani” – Come ci vedono dalla Cina

Testo e foto di Donatello Urbani

Il padiglione 9A del Mattatoio che recentemente ha abbandonato il veccio nome Pelanda, ospita la prima mostra in Europa del pittore cinese Lu Song (Pechino, 1982), curata da Ludovico Pratesi che in proposito scrive: “La sua pittura, di matrice figurativa, s’ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa. Tele di grandi dimensioni riprendono tematiche presenti della pittura romantica tedesca, da Gaspar David Friedrich ad Arnold Bocklin, che ha vissuto a Roma e ha interpretato con una sensibilità nordica le suggestioni del mondo classico romano. Lu Song si ricollega a questa tradizione e presenta al Mattatoio  una serie di dipinti recenti, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, con colori bronzei e quasi metallici, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente”.

20181030_123814                                                                                  Lu Song: “Immerso nella stanza” – 2018

All’occhio attendo di un artista non possono sfuggire i caratteristici colori della città sia per i fabbricati quanto per i paesaggi. Uno studio recente ha scientificamente attestato che l’azzurro del cielo romano è fortemente influenzato dal gran numero di alberi presenti nel territorio urbano che lo rendono unico e diverso da tutti gli altri delle varie città. Avviene altrettanto anche per i fabbricati e tutto questo contribuisce a definire una precisa connotazione urbana che, malgrado l’indifferenza dei romani, non passa inosservata a quanti, come nel caso dei pittori, hanno una particolare sensibilità verso tutti i colori.  Altrettanto significative sono le opere che riproducono gli interni di abitazioni dove le forme, oltre i colori degli arredi e delle pareti, sono determinanti nello stabilire la provenienza. Questo ha visto ed impressionato tanto di riproporcelo nelle proprie opere pittoriche, un giovane di  provenienza e formazione artistica cinese. Una rassegna che forse supera queste considerazioni e offre uno sguardo sulle nuove tendenze artistiche presenti in territori e culture fino a ieri molto lontani dai nostri e come il vecchio continente europeo sia ancora presente nella cultura mondiale tanto da far scrivere al curatore: Letteratura, cinema, storia dell’arte, fotografia. Le fonti di ispirazione della ricerca dell’artista cinese Lu Song sono immagini di varia provenienza che l’artista reinterpreta attraverso una pittura solo apparentemente classica ma in realtà ricca di riferimenti simbolici, scaturiti dall’incontro tra le tradizioni artistiche orientali e occidentali”.

20181030_115151                                                                              Lu Song: “Bloccato nel tempo” – 2018

Roma – Piazza Orazio Giustiniani, 4 – (Testaccio) Mattatoio, Padiglione 9A,  fino al  al 6 gennaio 2019.  Orario al martedì alla domenica dalle 14.00 alle 20.00. Lunedì chiuso. Costo dei biglietti d’ingresso intero € 6,00 – ridotto € 5,00  possibile solo con ritiro biglietto in cassa – Diritto di prenotazione € 2,00 Info  tel. 06 39967500 – www.mattatoioroma.it Per ulteriori informazioni: www.massimodecarlo.com

Antonio Fraddosio. Le tute e l’acciaio – Una rassegna antiretorica dedicata agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto in esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Testo e foto di Donatello Urbani

Una tuta dismessa che per l’occasione si veste d’acciaio vuole raccontarci, con le parole di un artista pugliese di nascita, ansie, preoccupazioni e disagi che vivono oggigiorno tanto i cittadini quanto gli operai dipendenti dall’Ilva di Taranto. Antonio Fraddosio,  negli spazi del chiostro-giardino della Galleria d’Arte Moderna, espone dieci grandi lamiere lacerate e contorte, potenti e misteriose, come scrivono i curatori, “che richiamano le tute che dovrebbero proteggere gli operai dell’Ilva dai tumori, depositate, al termine del turno di lavoro e prima di andare alle docce, in una specie di camera di compensazione”.

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In dieci contenitori, uno per ciascuna opera, possiamo confrontarci con l’universale aspirazione presente in ciascuno di noi , particolarmente sentita in questo preciso momento dagli operai Ilva di Taranto, contro tutte le situazioni in cui il diritto al lavoro si guadagna dando in cambio la propria salute, la propria vita. Come scrive in catalogo Gabriele Simongini, curatore insieme a Claudio Crescentini di questa rassegna: “…..in questi sudari di ferro resta l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione ma sopravvive una sorta di speranza affidata all’arte, alle sue possibilità catartiche. Nelle lamiere, ciascuna diversa dall’altra, affiorano spesso i colori velenosi, mortali ispirati al manto di ruggine, alla polvere pesante, rossastra, dalle sfumature marroni e nere, che avvolge e soffoca la città colpendo soprattutto il rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva”. Tutte le opere hanno uno sviluppo verticale, contrariamente a quanto accade nella realtà dove le tute una volta dismesse e lasciate cadere in terra di adagiano orizzontalmente. Si può spiegare? Significativo sarebbe il pensiero dell’artista che può essere letto come il desiderio di far uscire fuori dal ristretto luogo di lavoro. I tanti problemi che genera un insediamento industriale, purtroppo quello Ilva non è il solo presente nelle immediate vicinanze, all’interno del centro abitato.

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E’ lo stesso artista che scrive in proposito: “Se camminando per il quartiere Tamburi ti guardi intorno, non dimentichi più. Di quel camminare mi è rimasta forte l’immagine di quegli spazi che rappresentano una condizione e il suo opposto, si chiamano ‘spazi di transizione’ e ‘ai Tamburi’ gli spazi di transizione sono la drammatica immagine del violento impatto tra dentro e fuori, tra privato e pubblico, tra luce e ombre. Sono le logge scavate sulle facciate degli edifici popolari, chiuse da una vetrata, protette da un tendone, mai adorne di fiori. Povere barriere poste nel tentativo inutile di contrastare un’aria malata e sulla parete di fondo la porta-finestra come vetrina d’esposizione di vite difficili. E, così, i 10 cassoni che ho realizzato in acciaio Cor-Ten ossidato altro non sono che le logge ‘dei Tamburi’, rosse di polveri velenose. Sulla parete di fondo ho posto altrettanti pannelli su cui è deposta una lamiera lacerata, sporcata e incendiata. Sono le tute degli operai. Ho trattato la lamiera modellandola in modo da farla apparire come un grossolano panneggio antropomorfo ma anche come l’elegante, delicata, innocente, straziata anima di chi indossa quelle tute e di chi, suo malgrado, indossa quelle polveri. Infatti a Taranto si ammalano gli operai ma anche i bambini”.

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Nel periodo di esposizione del site specific alla GAM previsti eventi di danza, readings e incontri. Inoltre è disponibile un volume che accompagna la mostra, pubblicato da La Casa Usher,  che oltre ai saggi dei curatori e alle foto dell’installazione in situ, contiene i testi di Michele Ainis, noto giurista e costituzionalista e di  Giuse Alemanno, operaio all’Ilva e scrittore, insieme ad alcuni scatti del reportage “Rosso Tamburi” realizzato dal fotografo barese Cristian Mantuano.

Roma – Galleria d’Arte Moderna di Roma Via Francesco Crispi, 24 fino al 3 marzo 2019 con orario dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: € 7,50 intero e € 6,50 ridotto, per i non residenti; € 6,50 intero e di € 5,50 ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici l’ingresso alla mostra è gratuito. Info: 060608 (dalle ore 9:00 alle 19:00) www.museiincomune.it;  – www.galleriaartemodernaroma.it

 

Scoperta la firma di Filippo Rusuti nella tavola raffigurante la Madonna di San Luca in Santa Maria del Popolo a Roma.- Allestita per l’occasione una mostra a Castel Sant’Angelo.

Testo e foto di Donatello Urbani

Nel corso dei lavori di restauro e conservazione sulla tavola della Madonna di San Luca custodita a Roma sull’altar maggiore della Basilica di Santa Maria del Popolo in Piazza del Popolo è venuta alla luce una firma apposta nella parte alta che indica l’autore del dipinto.

20181018_122819                                  La firma di Filippo Rusuti riportata sulla parte alta della tela sopra l’aureola della Madonna

La preziosa tavola con l’immagine della Vergine Maria con in braccio il figlio Gesù Bambino, Odigitria nella venerazione popolare,  fu voluta dal Senato Romano e per questo è conosciuta come Santa Maria del Popolo. Nel corso dei secoli le furono riconosciuti vari episodi miracolosi attribuendo, inoltre, la realizzazione  dell’opera a San Luca apostolo. Nel 1235 Papa Gregorio IX  fece trasferire il dipinto da San Giovanni in Laterano  nella cappella di Piazza del Popolo e da allora “è una delle immagini più venerate nella storia della città, quella con cui si è manifestata una singolare devozione, documentata non solo dalla fama di immagine miracolosa, ma anche dagli atti ufficiali della storia della chiesa”, come ha precisato la Dott.ssa Edith Gabrielli, Sovrintendente del Polo Museale del Lazio.

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    Particolari dell’abito e deigioielli indossati dalla Madonna. In entrambi è possibile rilevare l’accuratezza del restauro effettuato

Nel 2017 la preziosa opera è stata sottoposta ad un intervento di restauro conservativo e proprio in questa occasione sulla parte alta del dipinto è venuto alla luce la firma di Filippo Rusuti, artista appartenente, insieme a Cavallini e Torriti, alla scuola romana di fine 1200 inizi 1300. Rusuti è conosciuto per essere l’autore dei mosaici della facciata della Basilica di Santa Maria Maggiore, parzialmente coperti dall’attuale successiva facciata e grazie a questo evento è stato possibile attribuire a lui anche gli affreschi della chiesa di San Saba, sul colle Aventino per la presenza di una immagine della Vergine simile a quella della tavola di Santa Maria del Popolo.

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L’importanza di questa scoperta è stata posta in risalto con l’allestimento di una mostra all’interno di Castel Sant’Angelo che consente di poter ammirare da vicino la preziosa immagine compresa la firma dell’autore, cosa non facilmente osservabile una volta ritornata nell’originale destinazione.

Roma – Castel Sant’Angelo – fino al 18 novembre 2017 tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00. Biglietto d’ingresso unico per Castel Sant’Angelo (con la mostra di San Luca) e Palazzo Venezia intero €.15,00, ridotto €.7,50.  Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese. Per informazioni e prenotazione telefonare al 06.31810410, consultare il sito web www.art-city.it.