Kurdistan Iracheno – Nuove scoperte della Missione archeologica dell’Università di Udine sulle tracce di Alessandro Magno

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Oltre la barbarie e la guerra. E’ stata questa la mia prima intenzione per titolare l’articolo, poi è stato vincente il desiderio di rendere omaggio a quanti, nel più assoluto disprezzo della loro incolumità, hanno reso vincente un messaggio di cultura e civiltà insito nella campagna di scavo intrapresa, già da vari anni nel Kurdistan Iracheno, in un’area che conserva tutt’ora un sistema d’irrigazione del territorio risalente a oltre 3mila anni fa.

001Mappatura dei 1100 siti individuati dalla missione dell’Università di Udine. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Infatti oltre alle scoperte sulla battaglia di Gaugamela e Alessandro Magno, nelle ricerche della missione archeologica in Kurdistan Iracheno condotta dal prof. Daniele Morandi Bonacossi dell’Università di Udine  nell’ambito del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive, è particolarmente interessante il lavoro di valorizzazione dei primi acquedotti in pietra della storia, la formazione di restauratori, nonché l’allestimento di un primo laboratorio di restauro al museo di Dahuk e la conseguente  preparazione di un dossier per la candidatura a Bene Culturale universale protetto dall’ UNESCO per l’intero parco archeologico.

DCIM100MEDIADJI_0069.JPG                                   Cantiere di scavo a Tell Gomel. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Un ulteriore approfondimento sul lavoro svolto si ha nelle parole del prof. Daniele Morandi Bonacossi  che afferma:  “La spedizione archeologica dell’Università di Udine, che coinvolge ogni anno circa 25 specialisti (archeologi, topografi, restauratori, archeobotanici, palinologi, esperti GIS,…) e diversi studenti, indaga la trasformazione del territorio dal Paleolitico al periodo islamico (da un milione di anni fa ad oggi) grazie ad una concessione di ricerca che copre un’area di 3.000 kmq, una delle più ampie mai rilasciate in Iraq, che ha consentito al team di scoprire e mappare ben 1100 siti archeologici. Grazie alle riprese con droni, a ortofoto, allo studio della ceramica e agli scavi stratigrafici, è stata ricostruita la storia dell’insediamento e della demografia della regione, che risulta essere una delle zone della Mesopotamia con la più alta densità di siti archeologici (0,7 per chilometro quadrato)”.

003Divinità assire rappresentate nei rilievi rupestri del sito monumentale di Maltai. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Una scoperta interessante ha interessato l’individuazione del luogo della battaglia che, sempre nella parole del prof. Morandi Bonacossi “segnò la storia e i rapporti tra le civiltà d’oriente e d’occidente: nel 331 a.C., sul campo di battaglia di Gaugamela, dove le truppe guidate da Alessandro Magno sconfiggono l’esercito del re dei re persiano Dario III (immagine di apertura dell’articolo- n.d.r.): uno dei momenti cruciali in cui un mondo finisce e inizia una nuova era, l’Ellenismo. L’impero di Alessandro Magno si forma e si espande in una regione enorme (che va dalla Macedonia all’Asia centrale e fino alla valle dell’Indo nell’odierno Pakistan), in cui si realizza uno straordinario, fecondissimo momento di incontro culturale tra Oriente e Occidente”. L’Irak risorge con la cultura! E’ il messaggio che è prevalso negli interventi di tutti i partecipanti alla conferenza di presentazione degli importanti risultati ottenuti nelle varie campagne di scavo ad iniziare dall’ambasciatore della Repubblica dell’Iraq in Italia Ahmad Bamarni, per giungere al direttore della missione archeologica  Daniele  Morandi Bonacossi, all’ assessore all’Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia  Alessia Rosolen  e  Andrea Zannini , direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Udine.

027Dettaglio delle divinità assire rappresentate nei rilievi rupestri del sito monumentale di Maltai. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Anche questa redazione vuole esprimere un desiderio: Poter quanto prima presentare un percorso turistico culturale sulla presenza di Alessandro Magno in Irak accessibile a tutti gli uomini amanti della cultura.

Monte Porzio Catone (Roma) – Si veste a nuovo il Parco Archeologico e Culturale di Tuscolo, il luogo primitivo dell’anima.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it – Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Si vuole che l’antica città latina di Tusculum, fondata secondo la leggenda da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, nel XV secolo a.C., fosse il cuore antico dei Castelli Romani, meta preferita dai romani per i loro relax. Non per niente l’etologo Fosco Maraini lo definì “luogo primitivo dell’anima” proprio per sottolinearne il valore storico e naturalistico rivestito dall’intero territorio che vanta inoltre eccellenze enogastronomiche di tutto rispetto tanto in antico come adesso. Nel 496 a.C. Tusculum, dopo una fiera opposizione, cadde sotto il dominio romano residenza estiva prediletta d’imperatori, senatori e letterati e la sua fama si mantenne viva fino all’epoca medievale quando, il Comune di Roma, nel 1191 ne decise la distruzione definitiva.

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Dopo un periodo di abbandono e di saccheggio di reperti, nel 1984 la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini acquista dai Principi Aldobrandini un lotto di terreno di circa 50 ettari comprendente l’intero sito archeologico. Nel 1994 a seguito di un accordo fra la Comunità Montana e la Escuela Espanola de Historia Y Arqueologia en Roma –CSIC– iniziarono i lavori di recupero e valorizzazione dell’area archeologica. Grazie ad oltre 20 campagne di scavo inserite in un progetto multidisciplinare che prevede una stretta collaborazione tra la Scuola Spagnola e numerosi enti di ricerca e università di entrambe le nazioni, una parte importante dell’area archeologica torna alla piena fruibilità del grande pubblico di turisti ed amanti della natura, della cultura e dell’archeologia.

20190411_113531                                                                                                    Il Tempio di Mercurio

Il percorso di visita si articola attraverso una parte degli edifici appartenuti all’area pubblica quali il Foro, il Tempio di Mercurio, la Basilica, l’area dei tempietti, la Fontana Arcaica ed il Teatro, risalente al 75 a.C., mirabile esempio di architettura romana e simbolo del  Parco che ha mantenuto la struttura primaria con la cavea a semicerchio divisa in quattro settori e che può ospitare, attualmente, fino a 350 spettatori. Fuori dall’area del foro sono fruibili, dopo aver percorso la via dei Sepolcri, i resti dell’edificio termale, recentemente scavato, e del santuario extraurbano.

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Monte Porzio Catone (Roma) – Parco Archeologico Culturale di Tuscolo – Strada Provinciale 73/b – consigliabile l’accesso da Frascati per quanti provengono da Roma – fino a settembre tutti i sabati e le domeniche dalle 9,30 alle 19,30, solo domenica: in ottobre fino alle 16,30, novembre fino alle 13,30 e nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio solo per gruppi su prenotazione. Info su costi dei biglietti d’ingresso,  per le attività culturali, didattiche e utilizzo dei bracieri nell’area pic-nic su www.tuscoloparcoercheologicoculturale.it

Roma: Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento nella Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini .

Testo e foto di Donatello Urbani

La gestione delle istituzioni museali ha interessato fin dagli anni della metà del secolo scorso l’intero settore dei responsabili della divulgazione culturale con il notevole apporto, spesso non privo di note polemiche, di storici e critici d’arte.  Significativo quanto scriveva in proposito Giulio Carlo Argan: “ I musei si sono moltiplicati e non si presentano più come luoghi di raccolta di opere d’arte, ma come organismi scientifici e didattici, dotati di attrezzature per la ricognizione, l’analisi, la classificazione, la conservazione e la presentazione critica di manufatti artistici di ogni genere.” Seguendo questo percorso si è mossa la direttrice della Gallerie Barberini Corsini, Flaminia Gennari Santori , quando ha ereditato le 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini, restituite tre anni fa dal Ministero della Difesa che le aveva in gestione da più di ottant’anni, per un totale di 750 mq di spazio espositivo.

20190412_114826                                               Mattia Preti .”La resurrezione di Lazzaro” – 1655- 1660 – Olio su tela

Importante in questa operazione è stato l’apporto offerto dalla staff dirigenziale locale, Maurizia Cicconi e Michele Di Monte nel ridisegnare un nuovo percorso museale che ha interessato l’area del piano nobile con l’esposizione di 78 opere secondo un progetto allestitivo che prevede un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie, riservando la parte del piano superiore alle attività didattiche, ricerca, tutela e conservazione delle opere d’arte.

20190412_122456Giovanni Antonio Canal detto Canaletto: “Veduta di Venezia con Piazza San Marco e le Procuratie” – 1735 / 1740 – Olio su tela

In questo nuovo percorso espositivo si possono vedere opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme. “Sarà l’occasione per scoprire o riscoprire capolavori che non si vedevano da tempo”, ha affermato la direttrice delle Gallerie Barberini/Corsini, “opere recentemente restaurate e dipinti esposti raramente come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini, le monumentali tele degli Apostoli realizzate da Carlo Maratti per il Cardinal Antonio Barberini, le vedute di van Wittel, appena restituite alla loro originaria, smagliante luminosità. Inoltre alcune sale, in particolare quella della Pittura napoletana e quella dedicata a Pompeo Batoni con un avvicendamento semestrale di alcune opere:  Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Pompeo Batoni, Pierre Subleyras, al fine di esporre più opere.  Si potrà ammirare nella sua completezza la raccolta di dipinti donata da Fabrizio e Fiammetta Lemme nel 1998: una serie notevole e coerente di 21 modelli di presentazione (i bozzetti finali che i pittori presentavano ai committenti per l’approvazione, prima dell’esecuzione materiale dell’opera vera e propria) di opere realizzate per alcune tra le più importanti imprese decorative della Roma del XVIII secolo, con opere, fra gli altri, di Giuseppe Chiari, Sebastiano Conca, Domenico Corvi e Pier Leone Ghezzi”.

20190412_121650                                                          Pierre Sobleyras: “Nudo femminile di schiena” – 1740 – Olio su tela

La ventata di aria nuova, insolita anche se del tutto pertinante ad una Pinacoteca d’Arte Antica, che si respira nelle Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini, offre ai visitatori un nuovo respiro e un rinnovato equilibrio  a tutto l’apparato che va dallo scalone di Bernini a quello di Borromini. Molte anche le iniziative collaterali previste che includono visite animate ai capolavori dell’Ala sud per bambini di 5-12 anni e famiglie, tutte le domeniche alle ore 11.30  fino al 30 giugno, incluso il giorno del 1° maggio, nello stesso orario. Inoltre l’11 maggio, alle ore 16.30, alcune delle opere esposte saranno oggetto dell’iniziativa Museo Adagio, un progetto di slow art per vivere l’arte con lentezza, contemplazione e condivisione, per osservare i capolavori con maggiore attenzione e consapevolezza. Questo è solo un inizio, in attesa del prossimo autunno che prevede l’apertura anche delle sale dei pittori caravaggeschi. Informazioni per e.mail:  didattica@barberinicorsini.orgcomunicazione@barberinicorsini.org www.barberinicorsini.org

20190412_122651Gaspar van Wittel: “Veduta di Roma dalla Piazza del Quirinale” – Datato e firmato 1684 – . Olio su tela. Acquisto Odescalchi

Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13 dal  martedì alla domenica dalle 8.30  alle 19.00. Biglietto di’ingrasso intero 12 € – Ridotto 2 € (per i giovani dai 18 ai 25 anni , è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi del Museo: Palazzo Barberini e Galleria Corsini. Gratuito per le categorie previste dalla legge.

Tutti Principi e Principesse per un giorno a Buonvicino (Cosenza) con Seduzioni & Gusto Festival

Mariagrazia Fiorentino  (press.eurintuni@virgilio.it) – Donatello Urbani (donatello.urbani@gmail.com)

Chi non ha sognato di essere trasformato nel corso della notte, da una Fatina Buona o da un Mago dai poteri soprannaturali, in un principe o in una principessa? Sono questi i personaggi protagonisti di molte favole e  che hanno occupato più di tutti gli altri  i desideri ed i sogni di tutti noi bambini. Il tempo che con il suo lento incidere ha segnato, più o meno velocemente, i nostri giorni non è riuscito a cancellare del tutto questi sogni e desideri infantili che in parte, sia pure in un angolo remoto e quasi impercettibile, continuano a vivere nel nostro cuore nel malcelato desiderio che una Fatina o un Mago lo facciano rivivere nuovamente. Gli psicologi hanno classificato scientificamente questo fenomeno con il nome “Complesso di Peter Pan”, il bambino che non voleva crescere nella continua ricerca dell’isola che non c’é. Non facciamoci fuorviare dalla scienza. Un passo contro corrente può segnare un attimo felice nella nostra vita.

078e962c-a0ee-46f2-83eb-749e301e29df                                                            Foto Courtesy dell’Ufficio Stampa Licia Gargiulo

La Pro Loco di Buonvicino, comune calabrese in provincia di Cosenza membro dell’Associazione dei  Borghi più Belli d’Italia, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, organizza nel mese di luglio, già da dodici anni, la manifestazione “Seduzioni & Gusto Festival” che nel corso del suo svolgimento consente ai partecipanti di vivere per tre giorni una realtà in chiave aristocratica. Per l’occasione nelle vesti del Mago onnipotente si è calato Nino Graziano Luca che in fatto di organizzazione eventi ha poteri soprannaturali,  mentre le vesti della Fatina Buona sono state indossate dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica. Completano il tutto gli affascinanti scenari paesaggistici naturali del parco del Pollino insieme a quelli dell’immediato retroterra della costa ionica calabrese.

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A questi si aggiungono  l’impareggiabile enogastronomia che trova nelle oltre mille ricette riportate nel trattato Cucina Teorico Pratica di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino il suo completamento, senza dimenticare la buona quanto economicamente favorevole offerta di vari B&B, agriturismi, locande a gestione familiare, camping e vari hotel tanto in città quanto nella vicina cittadina di Diamante, distante solo pochi kilometri da Buonvicino. Il vero punto di forza comunque è il programma che ruota intorno al Gran Ballo, sapientemente condotto da Nino Graziano Luca e curato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica dove circa 100 danzatori in Costume dell’800, provenienti da molte città italiane e da alcune capitali europee, accompagneranno il pubblico, con eleganza e maestria, in quadriglie, valzer, contraddanze, polche e mazurche.

45a7b908-4f79-42b1-afe1-09892e0bd180Gli attori Giorgia Ferrero e Luca Avallone, aprono il “Gran Ballo di Primavera 2019″. Foto Courtesy dell’Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Sono proprio queste danze che caratterizzeranno l’intera manifestazione“Seduzioni & Gusto Festival 2019” con un tocco di eleganza e raffinatezza segnando e aprendone la porta, anche all’Evento Moda che vede la partecipazione di numerosi stilisti emergenti finalisti del concorso internazionale di Moda Movie insieme a stilisti di Alta Moda. Tutto questo sarà accompagnato da spettacoli musicali, laboratori creativi dedicati ai più piccoli sulla moda e sulla gastronomia, premiazioni delle eccellenze di Calabria, Show coking, degustazioni, mostre artistiche, proiezioni di film e convegni. Una particolare menzione meritano le offerte enogastronomiche proposte dai vari ristoranti dove, in alcuni operano chef premiati in prestigiose competizioni culinarie, che propongono buffet ispirati al celebre trattato di Cucina Teorico Pratica di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino, largamente diffuso nel XIX secolo in tutto il Sud Italia.

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Pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837 presenta numerose ricette dell’epoca provenienti dalle diverse classi sociali. Dal 1837 al 1865 se ne stamparono nove edizioni abbastanza diverse fra di loro in quanto venivano continuamente ampliate dall’autore. La Cucina teorico-pratica è un compendio di cucina tradizionale napoletana con alcune ricette d’ispirazione francese, in quanto la cucina d’Oltralpe era all’epoca molto presente sulle mense dell’aristocrazia o dell’alta borghesia. L’appendice ci riporta invece alla cucina casereccia in uso all’epoca presso il popolo.  Questa tredicesima edizione di Seduzione & Gusto Festival 2019 si terrà a Buonvicino (Cosenza) dal 12 al 14 luglio.

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In anticipo sull’evento di Buonvicino si è tenuto a Roma nell’elegante Palazzo Rospigliosi il Gran Ballo di Primavera organizzato da Nino Graziano Luca che ha visto la partecipazione della Compagnia Nazionale di Danza Storica con un ricevimento, finale, ispirato all’arte culinaria del Duca di Buonvicino.

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Ospiti della serata gli attori Giorgia Ferrero e Luca Avallone nonché lo stilista Massimiliano Giangrossi “che disegna e realizza da vero artista artigiano le creazioni sposa e haute couture nel suo atelier di San Benedetto del Tronto, seguendo l’alta tradizione sartoriale italiana con un’approfondita conoscenza delle più raffinate tecniche di consulenza d’immagine” come affermato nel corso della presentazione.

Città di Castello pone in primo piano i giovani, piccoli produttori di vino con Only Wine Festival 2019

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Quello che differenzia questa rassegna enologica da tutte le altre è rappresentato dall’esclusivo coinvolgimento di produttori di vino sotto i 40 anni che abbiano un esperienza di non oltre 15 anni nella gestione sia della propria cantina che nella coltivazione della vite su un territorio di estensione massima di 7 ettari. Volendo riassumere queste caratteristiche in un solo concetto si può identificare questa iniziativa, voluta del Comune di Città di Castello in collaborazione con l’AIS dell’Umbria (Associazione di Sommelier),  riservata ai soli “artigiani del vino” come se fosse un abito cucito su misura per i buongustai. In questa edizione – la prima risale al 2014 – il visitatore troverà il meglio della produzione enologica nazionale, e non solo, rappresentata dai 100 migliori produttori under 40 con oltre 500 etichette, ed avere la possibilità di tante degustazioni libere e guidate dai migliori sommelier AIS. Il programma prevede i seguenti incontri:

20190314_191511 SABATO 27 APRILE 2019:

Alle ore 12:00 degustazione gratuita denominata “stortignaccolo aureo”. Info e prenotazioni: 348 6030025 – 338 7516561; alla quale seguirà alle ore 14,00: Apertura dei siti espositivi;

alle 14,30, Sala degli Specchi – Palazzo Bufalini – Piazza Matteotti, costo € 50,00, la masterclass ice wine “L’anima del ghiaccio” condotta da Roberto Anesi Miglior Sommelier d’Italia 2017. I Vini in degustazione sono:

ITALIA: CAVE MONT BLANC CHAUDELUNE VIN de GLACE (prié blanc)

GERMANIA: SILVANER EISWEIN LOUIS GUNTRUM (silvaner)

U.S.A.: WASHINGTON STATE Dr. L. by Ernst Loosen (riesling)

CANADA: INNISKILLIN GOLD 2016 (vidal)

ISRAELE: YARDEN ICE WINE 2016 (riesling)

AUSTRIA: WILLY OPITZ (pinot nero).

Alle ore 15,00: CERIMONIA D’ INAUGURAZIONE, alle quale seguiranno alle 15,30 “Wine amarone speed” Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae, costo € 10,00;

alle ore 15,30 una degustazione del Mastro Tornabuoni affinato, gratuita. Info e prenotazioni: 3486030025 – 338 7516561;

alle 17:30: speed wine “Montefalco Sagrantino” Condotto da Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria, costo € 10,00;

alle 17:30 un viaggio alla scoperta del passato dei migliori Chateau.Palazzo Bufalini – Sala degli Specchi “Only wine prestige” con i vini in degustazione:

CHATEAU CHEVAL BLANC – ST EMILION – 1976

CHATEAU LATOUR – PAUILLAC – 1976

CHATEAU MOUTON – PAUILLAC – 1979

CHATEAU HAUT BRION – GRAVES – 1975

CHATEAU LA CONSEILLANTE – POMEROL – 1979

CHATEAU L’EVANGELIE – POMEROL – 1976;

alle17:30: masterclass “PERLAGE ITALIANO”Degustazione guidata di spumanti provenienti da varie regioni italiane e prodotti con vitigni autoctoni, condotta da Andrea Galanti Miglior Sommelier D’Italia 2015 Sala degli Specchi, Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti, costo € 40,00;

alle 18:30: Speed wime “Champagne” Condotto da GianLuca Grimani referente regionale della Guida vitae;

alle 18:30: Degustazione di sigaro cubano “LA GLORIA CUBANA INVICTOS” Ed. Regionale 2017 e Champagne, guidata da Luca Martini, miglior Sommelier del Mondo 2013 e da Catadores del Cigar Club Valtiberino, costo €30,00. Info e prenotazioni: 348 6030025 – 338 7516561;

alle 21:00 “The big surprise”: La degustazione non guidata alla cieca di 6 etichette con la presenza di Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria, Luca Martini Miglior Sommelier del Mondo 2013, Roberto Anesi Miglior Sommelier d’Italia 2017, Chiara Giannotti. Sala degli Specchi – Palazzo Bufalini – Piazza Matteotti, costo € 40,00, da prenotare:

Alle 21:00 CHIUSURA SITI ESPOSITIVI

20190314_194441                                                                                                 I produttori laziali

DOMENICA 28 APRILE 2019 –

Alle ore 11,00 APERTURA SITI ESPOSITIVI alla quale seguiranno alle ore 13:30: “Only wine masterclass gourmet”: “IL SALENTO NON SARA’ PIU’ LO STESSO” a cura di Isabella Potì – ristorante Bross e Luca Martini Miglior Sommelier del Mondo 2013 Sala degli Specchi , Palazzo Bufalini, Piazza Matteotti costo €40,00;

alle 15:00 degustazione guidata di pipa condotta dal Prof. Gianluca Grassigli, costo €20,00 Info e prenotazioni: 348 6030025 – 338 7516561;

alle15:30 speed wine Aglianico Condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae, costo € 10,00,

alle 15:30: presentazione del libro “ LA CANTINA PERFETTA- Grandi vini da Collezione “ di Chiara Giannotti;

alle 16:30: only wine prestige: “Storia, territorio ed eccellenza – degustare la leggenda” posti limitati prenotazione obbligatoria. Vini in degustazione:

SELOSSE LE BOT DU CLOS AMBONNAY- NV

CLOS DE TART – 1990

RICHEBOURG-DRC – 1976

UNICO VEGA SICILIA-RIBERA – 1982

CH MARGAUX- MARGAUX – 1970

EGON MÜLLER SPATLESE – 1983

alle16:30 – Speed wine Barolo condotto da GianLuca Grimani referente regionale Guida Vitae costo € 10,00;

alle 17,00 la masterclass: “Lazio- Carattere antico”. Degustazione nella Sala degli Specchi, Palazzo Bufalini, di n. 5 vini che esprimono la tipicità della regione Lazio condotta da Maurizio Dante Filippi , miglior Sommelier d’Italia 2016 e Chiara Giannotti direttore editoriale e curatore di vino.tv. Da prenotare, costo € 30,00. Vini in degustazione:

NETHUN (vermentino) – Cantina Muscari Tomajoli

CLETO (grechetto) – Cantina Emiliano Fini

BELLONE (Bellone) – Cantina Sanvitis

CESANESE DI OLEVANO – Cantina Sanvitis SE BO BE BI (malvasia puntinato passito) – Cantina Le Macchie;

Alle ore 18,00 Speed wine Champagne “52 METRI SOTTO IL MARE” Il romanzo dello Champagne che affina sui fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino tra aneddoti, misteri e curiosità.Condotto da Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria.

ORE 19:00 CHIUSURA SITI ESPOSITIVI.

20190314_192235                                                         Alcuni vini laziali che saranno presenti a Only Wine Festival 2019

In anteprima sono state presentate a Roma le quattro cantine laziali partecipanti a questa manifestazione nell’accogliente enoteca “Gran caffè – Rione VIII”- Via S.Maria del Pianto,59, dove tanto la pasticceria da forno quanto le prelibatezze della classica cucina romana sono di casa insieme a tanta professionalità. Tutti i giovani produttori e gestori di cantine hanno tenuto a precisare le caratteristiche fondamentali dei loro prodotti, tutti biologici o biodinamici, molti derivati da antichi cultivar laziali, alcuni a piede franco dall’attacco di fillossera, miracolosamente salvatasi dall’infezione provocata da un insetto dal nome scientifico Daktulosphaira vitifoliae, volgarmente conosciuta come fillossera, che colpì nella seconda metà dell’ottocento (1880 la sua prima apparizione in Italia) l’intera coltivazione vitinicola italiana annientandola completamente nel corso di vari anni. Da questa infezione si salvarono pochi vigneti quali quelli coltivati dai vignaioli del reatino alle pendici del Monte Terminillo.

20190314_192627                                                                             Gli organizzatori del Only Wine Festival 2019

Il Biglietto d’ingresso con degustazione libera è acquistabile con un ticket al prezzo di euro 25, on line ridotto ad € 20,00 se prenotato tramite sito www.onlywinefestival.com comprensivo di assaggi illimitati incluso un calice e porta calice. Opzionalmente è possibile acquistare le fantastiche degustazioni guidate in programma, condotte dai migliori sommelier d’Italia e del mondo oppure partecipare agli Speedwine, interessanti corsi della durata di 30 minuti, per imparare le regole base della degustazione.

Le sculture di Andrea Spadini in mostra nelle tre sedi della Galleria d’Arte Laocoonte fino al 16 maggio 2019 .-

Testo e foto a cura di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Un vecchio adagio vuole che nessuno sia profeta nelle propria patria. Molti i personaggi caduti vittime di questa esperienza e fra questi anche Andrea Spadini – Roma 1912/1983 – , scultore di scuole romana che deve la sua notorietà alla predilezione che gli riservarono star di Hollywood come Lauren Bacall, Henry Fonda, Douglas Fairbanks jr, ma anche, successivamente, dai più celebri personaggi del mondo del cinema, della moda e della mondanità italiana, tra cui Alberto Sordi, gli stilisti Alberto Fabiani e Simonetta Colonna di Cesarò, o la contessa Cicogna, per la quale assieme a Fabrizio Clerici decorò la bizzarra villa di Venezia.

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                                                        “Le Muse” – Bozzetti per il Piccolo Teatro Sordi – 1957 – Ceramica.

Le più autorevoli critiche d’arte vogliono “Andrea Spadini scultore fuori tempo e anticonformista per la scelta d’ispirarsi ai modelli della classicità, incurante delle mode e dell’influenza esercitata dalle avanguardie. Negli anni Sessanta, quando sulla scena dell’arte soffiava il vento dell’Informale, lui guardava al Seicento, e a Bernini in particolare”.

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                                       “Leda e il Cigno” – Ritratto di Simonetta Fabiani Colonna – 1959 Ceramica invetriata

Le cronache anagrafiche riportano che Andrea Sopadini, sul finire degli anni Cinquanta si affermò nella cerchia dell’aristocrazia e della mondanità americana grazie al conte Lanfranco Rasponi che espose a New York le ceramiche dell’artista nella sua Galleria Sagittarius. Il conte aveva una passione maniacale per le scimmie, tanto da averne una addomesticata, e Spadini creò per lui una serie di ceramiche in cui le ritraeva in varie situazioni: ballerine, vanitose, in canoa. Da quel momento i vip e le star del cinema cominciarono ad appassionarsi alle sue opere.

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                                      “Scimmia”Modello per l’orologio musicale di Central Park1964/1965 – Terracotta

Nel 1960 Spadini firmò un contratto con Tiffany, che prese ad esporre nella sede prestigiosa della Quinta Strada ceramiche, bronzi e centrotavola in argento di stampo seicentesco, tutti pezzi unici. Oltre ai grandi attori, a commissionargli oggetti, fontane e statue per le loro residenze erano magnati, miliardari e nuovi ricchi americani. Nel 1965 il suo orologio musicale con figure animali, voluto dall’editore George Delacorte, venne collocato all’ingresso dello Zoo di Central Park, a Manhattan. Lo scultore era conosciuto nel bel mondo italiano, ma a far crescere le sue quotazioni fu senza dubbio la notorietà ottenuta negli States.

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                                                      “Cariatidi” – Bozzetti per il Casinò di Las Vegas – 1965 – Ceramica

uomo. La storia che ha per protagonisti un cane: Lampo ed un Vice Capostazione , Elvio Barlettani e la figlia Virna, ci porta negli Anni Cinquanta, quando il cane Lampo apparve per la prima volta nella stazione di Campiglia Marittima. La giovane innamorò del cane e questi divenne anche il suo miglior amico. Lampo, così battezzato per il suo fulmineo arrivo in famiglia Barlettani, aveva imparato gli orari dei treni e a riconoscere le loro destinazioni; accompagnava tutti i giorni a scuola la piccola Virna fino a Piombino, per riprenderla, e riaccompagnarla a casa alla fine delle lezioni.

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                                                                        “Il Cane Ferroviere” – 1962 – Ceramica invetriata

Riferiscono le cronache che un giorno “il cane rimane intrappolato in una porta del treno in partenza che deve essere fermato per liberarlo. Un ispettore, presente all’accaduto, ordinò di farlo sparire: Lampo venne caricato su un treno per il lontano sud, con le istruzioni di abbandonarlo in aperta campagna, lontano da ogni stazione. Dopo cinque mesi, malato e ferito, Lampo tornerà. Diventerà famoso e finirà sui giornali nazionali ed esteri. Sarà anche filmato da diverse troupe televisive. Morirà nel 1961 e alla stazione di Campiglia Marittima sarà eretta una statua in suo onore.

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                                         Foto courtesy di LapoRello – opera propria tratta dalla Enciclopedia Web Wiikipedia

Elvio Barlettani, il vice capostazione, ha scritto un libro sulla sua storia intitolato “Lampo il cane viaggiatore” edito dalla casa editrice La Bancarella di Piombino. E’ catalogato fra le letture per l’infanzia, ma è un’iniezione di poesia ed energia raccomandabile anche agli adulti. Esiste anche un libro a fumetti in inglese intitolato “Famous dogs: Lampo the travelling dog” realizzato da James E. McConnell e pubblicato dalla Look and Learn”.

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                                                                              Il Congo – 1960 – Argento massiccio

La mostra, meglio ancora le tre mostre allestite nelle sedi romane della Galleria d’Arte Laocoonte, curate da Monica Cardarelli , rendono oggi tardiva giustizia a questo artista, purtroppo ingiustamente caduto, come tanti, nell’oblio dei pubblici amministratori, esponendo oltre ottanta sculture – marmi, pietre di grandi dimensioni, bronzi, terrecotte, argenti e maioliche smaltate – e altrettanti disegni. “Andrea Spadini era geniale, fantasioso e pieno di talento – dice Monica Cardarelli – ma è stato, soprattutto, capace di seguire coraggiosamente con risultati straordinari una propria strada nel momento in cui il mondo dell’arte era rivolto verso altre direzioni”.

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                                                                         “Fanciulla e scimmia” – 1970 / 1975 – Tufo

La mostra, la seconda in venti anni dopo quella del 1989 alla Galleria de’ Serpenti, si articola in tre sezioni. In via Margutta 53, nella sede della Galleria Apolloni (nelle sale create per essere gli studi di scultura di Palazzo Patrizi, dove Picasso abitò e lavorò nel 1917) sono esposte le sculture di grandi dimensioni e i loro disegni. In Via Monterone 13, nella Galleria del Laocoonte, la produzione giovanile con i marmi e i peperini che l’artista recuperava tra i ruderi di Roma sui quali dava il suo segno particolare lasciando le figure volutamente abbozzate “come se non di un’opera moderna si trattasse, ma di un reperto archeologico consunto o spezzato”. Bronzi e ceramiche di dimensioni più contenute occupano lo spazio espositivo di via del Babuino 136.

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                                   “Amaca Zanardo” – Bozzetto per villa Zanardo a Roma – 1953 / 1954 – Terracotta dipinta

“Spadini era uno scultore assoluto, dall’oreficeria raffinatissima alle grandi opere in marmo – sottolinea Cardarelli -. Tutti gli oggetti in mostra sono di grande pregio non solo per la specifica bellezza ma anche per gli straordinari clienti e collezionisti che li hanno commissionati”.

Nuovi interessanti percorsi turistico/culturali offerti dalla città di Roma a cittadini e turisti con l’apertura al pubblico della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Sconosciuta anche a gran parte dei cittadini italiani, la tenuta di Castelporziano, ha da sempre rappresentato nell’immaginario collettivo il luogo di svago e di ricreazione dei governanti italiani, prima reali, che nel 1871 l’acquistarono, e successivamente di molti Presidenti della Repubblica. Si deve all’attuale Presidente, On.le Sergio Mattarella, l’apertura a tutti, cittadini italiani e turisti, organizzata in percorsi guidati ben definiti e in due diversi periodi dell’anno, di questo angolo naturalistico rimasto tutt’ora ben conservato e di grande interesse non solo turistico/culturale.

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La tenuta Presidenziale di Castelporziano dista dal centro di Roma solo 25 kilometri e si estende su una superficie di oltre 6 mila ettari nell’area sud/occidentale della città fino a lambire la costa del Mar Tirreno. Oggi, come riportato su un depliant che illustra parte dei percorsi di visita, “oltre ad essere un importante sito archeologico, è un sistema ambientale di straordinario interesse biologico”. Tanto nelle dune presenti sulla spiaggia quanto nelle zone forestali di pianura e nelle zone umide ricoperte in prevalenza dalla macchia mediterranea vivono un elevato numero di specie vegetali, circa mille, ed animali, ben oltre 3 mila, oltre ad ospitare importanti testimonianze archeologiche di cui, le più significative, risalgano al terzo secolo d.C. relative alla villa marittima dell’imperatore Commodo.

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I percorsi di visita, della durata media ciascuno di circa due, massimo tre ore, appositamente studiati e assistiti da specialisti, interessano tre diverse specie: uno naturalistico con cinque diverse escursioni sul territorio, un altro archeologico che prevede, assistita da archeologi, la presentazione e descrizione non solo dei resti della villa marittima di Commodo, incluso lo spazio occupato dalle terme imperiali, ma anche ad altre testimonianze sparse sul territorio ed una visita al piccolo quanto significativo Museo Archeologico ed un terzo, di grande interesse turistico, che prevede la visita alla residenza presidenziale vera e propria, dove sono presenti anche testimonianze sulla presenza dei Re d’Italia e relative famiglie, al giardino ed al museo delle carrozze, usate, in maniera esclusiva, dalle famiglie reali durante i loro soggiorni in questa tenuta. Importante il collegamento con la rete urbana cittadina che permette di raggiungere l’ingresso sulla Via Cristoforo Colombo con le linee 070 e 928.

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La partecipazione può essere prenotata on line sul sito dell Presidenza della Repubblica Italiana; oppure tramite il Call center, tel. 06 39.96.75.57 dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00. Altra possibilità recandosi al Centro Informazioni e Prenotazioni, Salita di Montecavallo 15 (Roma), adiacente Piazza del Quirinale, operativo nei giorni di martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, dalle 9.00 alle 17.00. Le prenotazioni di istituti scolastici in visita alla Tenuta di Castelporziano solo contattando il tel. 06.51098316, tenuta@quirinale.it. Non è consentito accedere allaTenuta con veicoli privati. I visitatori, muniti del titolo di accesso e di un documento di riconoscimento in corso di validità, dovranno presentarsi all’orario di inizio della visita presso il parcheggio di via Erminio Macario, all’altezza del civico n.60 (capolinea navetta), ovvero presso l’ingresso della Tenuta di Via Cristoforo Colombo n. 1671, incrocio Via di Malafede (ingresso pedonale, senza possibilità di parcheggio nelle aree adiacenti).

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Qualora i dati anagrafici dei visitatori, indicati al momento della prenotazione, non coincidano con i dati risultanti dai documenti, non sarà consentito l’accesso.

Romics – La Fiera di Roma ospita dal 4 al 7 aprile 2019 la XXV^ edizione del Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’evento primaverile più atteso, non solo dai giovani e giovanissimi, è senza dubbio l’annuale edizione di Romics, Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, che da quando è ospitato nei nuovi padiglioni della Fiera di Roma, ha trovato un richiamo di ampio respiro, anche internazionale, come riportato nell’intestazione ufficiale di questa bella iniziativa. Basta scorrere il calendario degli eventi per constatare di persona che sono stati accontentati i più svariati gusti: dagli artistici ai culturali, passando per i ludici a quelli didattici indirizzati non solo a quanti hanno da tempo superato l’età scolastica. Tra i maggiori eventi inseriti nel ricchissimo programma di questa edizione, segnaliamo:

– L’assegnazione dei Romics d’Oro, prestigioso riconoscimento assegnato ai maggiori disegnatori di fumetti internazionali, che in questa 25^ edizione verranno assegnati a Reki Kawahara, scittore giapponese di light novel e manga e all’italiano Alessandro Bilotta, autore, sceneggiatore, soggettista e story editor delle più famose serie di fumetti da Giulio Meraviglia a Dylan Dog.

IMG_20190320_123728                                                                             Foto Courtesy Ufficio stampa Maurizio Quattrini

– Celebrazione dell’80esimo anniversario di Batman con una mostra di tavole originali realizzate da artisti internazionali e italiani, statue ufficiali, omaggi d’autore installazioni e contenuti trans mediali dedicati all’Uomo Pipistrello comparso per la prima volta sulla rivista Detective Comics il 30 marzo 1939. E’ questa la prima tappa ufficiale in Italia di una serie di celebrazioni inziate ad Austin (USA) il 15 marzo scorso al grido di “Long Live Batman”, volute e promosse dalla Warner Bros.

– Mostre ed eventi speciali, rubriche che da sempre caratterizzano questa manifestazione, rivestono particolare importanza quelle che accolgono le opere di Reiki Kawahara, Giorgio Cavazzano, della Scuola Romana del Fumetto e della Scuola Internazionale di Comics che con una life performance rende omaggio al 50esimo anniversario dello sbarco sulla luna.

– Area Romics e Kids&Junior che nel proprio palcoscenico accoglie il Cospay Kids.

– Confronti ricchi di stimoli fra quattro grandissimi autori: Giorgio Cavazzano, Luciano Gatto, Carlo Panaro e Marco Gervaso, animano l’area dedicata all’Officina del Fumetto e a Romics Narrativa.

– Movie Village, spazio interattivo con anteprime ed incontri speciali su film e serie ispirate a giochi e viodeogames fumetti, romanzi, accompagnate dalle installazioni delle principali fandom italiane.

– Pala Games e Card Games, vera Game Town al quale è stato riservato l’intero padiglione 9 della Fiera di Roma.

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– Eventi vari di grande impatto sul pubblico caratterizzano, come nelle precedenti edizioni, l’intera manifestazione quali il Gran Galà del Doppiaggio e il Romics Cosplay Award, dove sono chiamati a sfidarsi sul palco di Romics i cosplayer italiani per rappresentare l’Italia nella gara mondiale del Cow’s Cosplay Cup 2019 che si terrà ad Animecon in Olanda.

Fiera di Roma – Via Portuense 1645 dal 4 al 7 aprile 2019. Collegamento con treno per Fiumicino, fermata Fiera di Roma. Informazioni e acquisti di biglietti d’ingresso, previste numerose riduzioni e facilitazioni, sul sito www.romics.it tel.06.9396007 – 06.93956069 – e.mail info@romics.it

Walkart – L’arte del cammino e della riscoperta delle antiche vie di pellegrinaggio tra Carinzia e Friuli Venezia Giulia

Testo e foto di Donatello Urbani

L’arte di Camminare. E’ del tutto simile alle arti in genere, alla stregua di quelle del dipingere, dello scolpire o saper lavorare materiali quali l’oro l’argento e molti altri anche di minor pregio.

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In questo spirito e con identiche finalità è stato presentato a Roma a cura dell’Ufficio Turistico della Regione Friuli Venezia Giulia il progetto Interreg Italia – Austria WalkArt – L’arte del cammino , che coinvolge questa Regione e quella della Carinzia nella strutturazione, valorizzazione e promozione di una nuova offerta transfrontaliera, per un turismo sostenibile, slow alternativo a quello di massa.

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“Il progetto” è stato affermato in conferenza stampa, “si pone l’obiettivo di attirare i turisti amanti dei viaggi a piedi con lo zaino in spalla e offrire loro la possibilità di immergersi nella eclettica biodiversità del Friuli Venezia Giulia e nella natura sfaccettata della vicina Carinzia attraverso la scoperta di otto itinerari tracciati lungo le antiche vie di pellegrinaggio. Quattro sono i percorsi che si snodano sul territorio italiano del Friuli Venezia Giulia: il Cammino Celeste da Aquileia a Maria Saal, il Cammino delle Pievi in Carnia , la Via del Tagliamento (da Coccau a Latisana, per qui congiungersi con Romea Aquileiense) e la Via Flavia (da Trieste ad Aquileia, per qui congiungersi con Romea Aquileiense) . Tre sono i tracciati che percorrono la regione Carinziana: il Marienpilgerweg , l’ Hemmapilgerweg e lo Jakobsweg , mentre un ultimo sentiero è quello che coinvolge entrambi i territori ed è la nuova tratta transfrontaliera sviluppata nell’ambito del progetto”.

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Questa presentazione ha trovato riscontro nelle parole della responsabile marketing, Valentina Colleselli, che ha affermato come: “Scoprire un territorio vivendo e assaporando con lentezza il suo prezioso patrimonio ambientale, culturale, storico e umano è l’emblema del turismo slow, uno degli asset strategici del piano di sviluppo dell’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia che vede nel posizionamento della destinazione, nella destagionalizzazione e nella delocalizzazione i principali obiettivi. La regione, grazie alla conformazione del territorio, non intaccato da grandi centri urbani e di grande valore naturalistico, e a un patrimonio di tradizioni preservato negli anni, si adatta infatti perfettamente alla sempre più crescente richiesta di un turismo lento, esperienziale o, anche, spirituale. Il ricco insieme di attività messe in atto dal Friuli Venezia Giulia e dalla Carinzia per lo sviluppo del progetto coinvolge molteplici settori: la strutturazione dei percorsi attraverso la riqualificazione e la tabellazione, l’allestimento dell’arredo per l’ accoglienza dei pellegrini nell’Hospitale di San Tomaso di Majano e St. Oswald, l’organizzazione di eventi come il recente Festival transfrontaliero dei Cammini e l’apertura di luoghi d’interesse turistico e religioso come le antiche Pievi in Carnia”.

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Certamente la motivazione religiosa è un valore aggiunto di grande importanza che si aggiunge a tutti gli altri grazie alla sua vicinanza con quello culturale. Valori questi presenti nei secoli e giunti a noi nella loro interessa. Tante testimonianze passate che spinsero schiere di pellegrini ad intraprendere un cammino che da sempre ha avuto come meta finale un’affermazione spirituale che veniva ad aggiungersi a quella culturale entrambe attraverso una sperimentazione vissuta di persona anche in situazione di rischio fino alla perdita della vita.

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Oggigiorno il nostro cammino è tutto all’impronta della sicurezza e della tranquillità grazie ad opportuni accorgimenti come la possibilità di una programmazione anticipata delle tappe e delle aree di sosta riportate nel sito web che consente anche la possibilità di servirsi di specifici operatori turistici e di addetti all’accoglienza. In ogni situazione è comunque valida la massima: “Su tutte le strade del mondo c’è un uomo che inventa una storia di gioia, di pianto o d’amore. Sono io, sei tu, siamo noi”.

 

Per saperne di più e prenotare la partecipazione ad eventi e fiere, visitare il sito www.turismofvg.it

Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti – Uno sguardo sulla bottega dei fratelli Preti: Gregorio, il maestro e Mattia il discepolo

 

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

 

Come si addice alle migliori favole, il discepolo, fratello minore di circa 10 anni, supera il maestro e grazie a quanto appreso sull’arte pittorica dagli insegnanti del fratello maggiore, intraprenderà il volo verso una notorietà che andrà oltre i confini nazionali. L’esposizione voluta dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica, allestita in due splendide sale di Palazzo Barberini, esamina la prima attività di Mattia Preti e la sua formazione nella bottega romana del fratello Gregorio. Il tutto ruota attorno alla monumentale tela d’impronta caravaggesca: “Allegoria dei cinque sensi” delle Gallerie Nazionali, rimasta per anni nascosta nel deposito del Circolo Ufficiali delle Forze Armate, cofruitore del monumentale edificio.

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Gregorio e Mattia Preti, Allegoria dei cinque sensi, 1642-1646 ca., Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, olio su tela, 200 x 396 cm.

Sono gli stessi curatori, Alessandro Cosma ed Yuri Primarosa, a presentare il dipinto che, attrazione in più, ha mostrato anche interessanti novità sia sulle tecniche pittoriche nonché alcuni riferimenti storici legati all’attività artistica dei due fratelli. Questa tela che insieme ad altre undici costituisce l’intero corpo espositivo, fu, come scrivono i curatori nel catalogo per De Luca Editori d’Arte, pagine 184 costo €.35,00: “Realizzata dai due fratelli negli anni Quaranta del Seicento, è ricordata nel 1686 nella collezione di Maffeo Barberini junior come un quadro “per longo con diversi ritratti: chi sona, chi canta, chi gioca, chi beve e chi gabba il compagno”, in una descrizione che sottolinea la complessa articolazione del dipinto dove, secondo un modello molto in voga nel Seicento, diversi gruppi di personaggi intenti in attività quotidiane diventano immagine allegorica dei cinque sensi”.

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Gregorio e Mattia Preti, Cristo guarisce l’idropico, 1630 ca., Milano, Courtesy Matteo Lampertico, olio su tela, 122 x 170 cm.

Lungo il percorso espositivo sono presenti anche importanti dipinti inediti di Mattia: primo fra tutti il monumentale “Cristo e la Cananea”, in origine nella collezione dei Principi Colonna, opera capitale del periodo romano del pittore, databile su base documentaria al 1646-1647. La scoperta dello straordinario dipinto – il primo dell’artista fornito di una data certa – ha permesso di precisare la cronologia della sua prima produzione. Inoltre sono esposti dipinti che permetteranno al giovane talentuoso Mattia di porsi in evidenza su quella del fratello, quali quelle esposte per la prima volta, come “L’Archimede”, oggi a Varese, e un Apostolo proveniente da una collezione privata torinese, autentiche testimonianze della precoce riflessione di Mattia sulla pittura di Caravaggio e di Jusepe de Ribera.

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Gregorio Preti, Cristo mostrato al popolo, 1645-1655, Torino, collezione privata, olio su tela, 113 x 157 cm.

I riconoscimenti che meritatamente vengono attribuiti a Mattia, gli consentiranno di ottenere l’importante commessa di affrescare il Duomo de La Valletta nell’isola di Malta, da parte dei Cavalieri di San Giovanni, oggi presenti come Cavalieri di Malta. In quest’isola Mattia otterrà ampie soddisfazioni e riconoscimenti e qui rimarrà fino alla fine dei propri giorni. Chiude il percorso una mirabile Testa di bambina, ritrovata nei depositi della Galleria Corsini, ulteriore nuova testimonianza degli anni romani in cui l’artista si formò, grazie principalmente agli insegnamenti del fratello maggiore, che lo indirizzeranno verso la meritata fama di “magister pictorum”.

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Mattia Preti, Testa di bambina con collana di corallo, 1645-1650 ca         Mattia Preti, San Bonaventura, 1637-1645

ELENCO DELLE OPERE ESPOSTE:

  1. Gregorio e Mattia Preti, Concerto con scena di buona ventura (Allegoria dei cinque sensi), 1630-1635, Torino, Accademia Albertina, olio su tela, 195 x 285 cm
  2. Gregorio e Mattia Preti, Cristo guarisce l’idropico, 1630 ca., Milano, Courtesy Matteo Lampertico, olio su tela, 122 x 170 cm
  3. Gregorio e Mattia Preti, Pilato che si lava le mani (Cristo dinanzi a Pilato), 1640 ca., Roma, Confederazione Nazionale Coldiretti, olio su tela, 131 x 295 cm
  4. Gregorio e Mattia Preti, Allegoria dei cinque sensi, 1642-1646 ca., Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, olio su tela, 200 x 396 cm.
  5. Gregorio Preti, Cristo mostrato al popolo, 1645-1655, Torino, collezione privata, olio su tela, 113 x 157 cm
  6. Mattia Preti, Archimede, 1630 ca., Varese, Pinacoteca Larizza, olio su tela, 130 x 95,5 cm
  7. Mattia Preti, Negazione di Pietro, 1635-1640 ca., Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, olio su tela, 126 x 97 cm
  8. Mattia Preti, Fuga da Troia, 1635-1640, Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, olio su tela, 186 x 153 cm
  9. Mattia Preti, Apostolo, 1635 ca., Torino, Galleria Giamblanco, olio su tela, 97 x 73,5 cm
  10. Mattia Preti, San Bonaventura, 1637-1645, Ariccia, deposito da collezione inglese, olio su tela, 71 x 58,5 cm.
  11. Mattia Preti, Testa di bambina con collana di corallo, 1645-1650 ca., Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, olio su tela, 32 x 28,5 cm.
  12. Mattia Preti, Cristo e la Cananea, 1646-1647, collezione privata, olio su tela, 235 x 235 cm.

Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13 fino al 16 giugno 2019 con orario dal martedì alla domenica 8.30 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00. Biglietto d’ingresso unico inclusivo anche delle Gallerie d’Arte Antica Barberini a Corsini – Via della Lungara – valido tre giorni: Intero 12 € – Ridotto 6 €. Agevolazioni ed ingressi gratuiti come indicati dalla legge.