Jeff Bark in mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma con “Paradise Garage”

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani- donatello.urbani@gmail.com 

Quante volte vi siete chiesti: “Che fine fanno i souvenir acquistati dai turisti?”. La mia personale esperienza vuole che salvo alcuni acquistati, spesso a prezzi di affezione, da antiquari seri quasi tutti sono riposti un po’ ovunque negli angoli più impensati nella malcelata speranza che il loro inaspettato ritrovamento mi riporti indietro nel tempo al bel momento dell’acquisizione effettuata spesso da rigattieri improvvisatisi collezionisti pentiti. Anche il fotografo statunitense Geff Bark non è riuscito a sfuggire alla dura legge che grava sul turista, ed ha trasformato il suo garage in suo personale ripostiglio di souvenir.

20190607_103641

20190607_101631

 

 

 

 

 

                                                I souvenir nella sinistra che hanno ispirato la foto, a destra, dal titolo “The Battle” 2018

Nella convinzione che la soluzione trovata sia quella giusta, ha voluto allargare la conoscenza di questa sua raccolta prestandosi nell’allestimento di mostre in varie nazioni, come avviene, fino al prossimo 28 luglio, al primo piano del Palazzo delle Esposizioni nella rassegna dal titolo “Paradise Garage”. Scrivono in proposito i curatori: “Il titolo della mostra allude allo spazio che – come un vero e proprio set – è stato di volta in volta montato con elementi diversi e trasfigurato dall’uso magistrale della luce e della perizia nelle inquadrature” . Lo stesso artista, muovendosi su questa linea, non nasconde di aver voluto evocare: “atmosfere della cinematografia di Fellini e Visconti” nell’intento di coinvolgere i visitatori nel mondo onirico delle sue fotografie.

20190607_105437

L’ispirazione, sempre nelle parole di Jeff Bark, è nata nel corso di un breve soggiorno a Roma. Così il progetto espositivo realizzato  vuole che le fotografie presenti nelle quattro sale del percorso corrano tutte sulla sottile linea che separa la realtà dalla finzione; identica a quella che, a suo tempo, fu seguita dagli artisti rinascimentale e barocchi, principalmente nella realizzazione di opere scultoree. Dalla raccolta dei più disparati oggetti della prima sala, si giunge nella seconda che presentando ritratti femminili gioca sui temi del grottesco, del doppio senso e della metamorfosi, in cui  è lo stesso fotografo ad assumere le più comuni identità di donne. La terza sala è un omaggio al “Grand Tour” esponendo affascinanti fotografie che lo stesso artista presenta come suggerite dai giardini all’italiana, in particolare delle Ville Gregoriana e D’Este a Tivoli.

20190607_105626

Fotografie ispirate a nature morte sono il tema presente nell’ultima sala. Di queste scrivono i curatori: “rimandano a composizioni di fiori e suppellettili, che richiamano le vanitas fiamminghe, e una scena conviviale”. La conclusione del bel percorso espositivo, richiamandosi al titolo della rassegna, presenta una installazione che porta il visitatore all’interno del garage dell’artista nell’intento di regalargli uno spicchio di quel paradiso che invade il turista prima nel momento dell’acquisto e prosegue fino al dolce ricordo che produce il souvenir una volta recuperato fra i tanti, a distanza di tempo.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Nazionale, 194 fino al 28 luglio 2019 con orario nei giorni di domenica, martedi, mercoledi e giovedi dalle 10,00 alle 20,00,  venerdi e sabato fino alle 22,30. Biglietto d’ingresso intero €.10,00, ridotto €.8,00. Informazioni e prenotazioni: tel. 06.39967500, sito web: www.palazzoesposizioni.it

Mostre in Mostra, Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila – Il Palazzo delle Esposizioni di Roma rende omaggio al talent-scouting

Testo di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani- donatello.urbani@gmail.com 

Se dovessi individuare le due maggiori caratteristiche proprie delle Gallerie d’Arte, non avrei dubbi nell’indicare in “Scopritori di talenti” e nella “ricostruzione del momento specifico in cui l’opera diventa momento collettivo”, come messo in luce dalla curatrice della mostra “Mostre in mostra”, Daniela Lancioni,  i due più importanti  fra i tanti meriti degni di plauso. In questo “progetto raffinato”, come osserva Cesare Pietroiusti, Presidente dell’Azienda Palaexpo, nel presentare la rassegna allestita al primo piano del Palazzo delle Esposizioni di Roma, sono presenti circa 60 opere d’arte tra dipinti, scultura e installazioni, già esposte in sei diverse gallerie d’arte romane e realizzate, a partire dagli anni Cinquanta dello scorso secolo per arrivare ai primi dell’era corrente, da altrettanti artisti, alcuni agli inizi della loro carriera artistica.

20190530_103046                                                                                       Titina Maselli: “Camion” – 1953

Coinvolti in questa rassegna sono: Titina Maselli – Galleria La Tartaruga 1955 -; Giulio Paolini – 1964 Galleria La Salita -; Luciano Fabro – 1967/71 Incontri internazionali d’arte -; Carlo Maria Mariani – 1981 Galleria Gian Enzo Sperone -;Jan Vercruysse – 1990 Galleria Pieroni -; Myriam Laplante – 2004, Fondazione Volume e The Gallery Apart. Il percorso espositivo parte dal salone centrale, allestita come un’agorà dalla quale dipartono le sei sale che accolgono le opere dei sei artisti. S’inizia con Titina Maselli che ci presenta delle visioni notturne di una New York ricolma di scheletri d’impalcature messe in luce dai fari dei camion. Nella sala successiva, curata di persona dall’artista, sono presenti le opere di Giulio Paolini che per la prima volta si cimentava in una personale –  Galleria d’arte La Salita di Gian Tommaso Liverani – . Di lui, nobiluomo, ci dice la curatrice: “…non era un compagno di strada dei pittori, ma possedeva grande intuito…”. Luciano Fabro è presente grazie al supporto dell’Archivio Carla e Luciano Fabro e, a seguire, incontriamo l’interessante tela di Carlo Maria Mariani – in evidenza di questo articolo – che ci presenta personaggi del mondo artistico quali Achille Bnito Oliva, Luigi Ontani, Vettor Pisani e molti altri.

20190530_102359                                                                                            Myriam Laplante: “Elisir”

“Una sensibilità diversa” come rilevato sempre dalla curatrice, è presente nei Tombeaux del belga Jan Vercruysse prima d’incontrare le opere di Myriam Laplante che concludono il percorso.  Caratteristica comune in molte opere pittoriche e che non può assolutamente essere taciuta, é, unita al  senso profondo avvertito nel recupero delle immagini umane, la gioia dei colori e la poesia dei valori propria nella pittura dei veri pittori, i quali si fanno sempre più rari anche per il prevalere di una falsa modernità pittorica.

20190530_102645                                                            Carlo Maria Mariani: “Amore e Psiche” – 1979. Collezione Privata

Una serie di fotografie di Sergio Pucci, riprese a partire dalla metà degli anni Cinquanta negli studi degli artisti o in occasione di varie mostre, accompagna le narrazioni della rassegna e fornisce un “importante contributo alla rievocazione storica del periodo in esame” come ha rilevato il Direttore dell’Azienda Palaexpo. Senza cadere in una banale generalizzazione, se avvertita è comunque non voluta, in tutta la rassegna è presente e si respira il mondo delle gallerie d’arte, motore culturale rivolto anche alla scoperta, prima, e all’affermazione, poi, dei nostri migliori interpreti dell’arte contemporanea.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Nazionale, 194 – fino al 28luglio 2019. Biglietto d’ingresso intero €.10,00 ridotto €.8,00. Informazioni e prenotazioni sito www.palazzoesposizioni.it tel.06.39967500

In mostra i borsisti dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici –.

Testo di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani- donatello.urbani@gmail.com

Un pino marittimo caduto dopo una bufera di vento è il tema trattato in quasi tutte le opere dei borsisti dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici -.  La monumentale pianta, vecchia di oltre 200 anni era l’indiscusso simbolo del bel giardino della villa e la sua caduta ha avuto un’infinità di interpretazioni come attestato dai sedici borsiti presenti con le loro opere nella mostra dal significativo titolo “Si alza il vento” curata da Hou Hanru e Evelyn Jouanno presente nei locali al piano terra fino al prossimo 18 agosto. Su questa linea s’inserisce l’opera a quattro mani di Gaëlle Gabillet e Stéphane Villard che espongono in un tappeto di moquette variopinto parti del tronco del pino caduto dipinte nell’intento di donarle una seconda vita sulla falsariga di quanto disse Claude Lèvi-Straus riguardo la pittura che alcuni popoli applicano sul proprio corpo: ”Dovevi essere dipinto per essere un uomo”.

20190524_122623                                                               Gaëlle Gabillet e Stéphane Villard presentano la loro opera

Il percorso espositivo prosegue, come hanno dichiarato i curatori nel corso della conferenza stampa, con: “…. le realizzazioni dei pensionnaires che operano nel vasto campo della creazione e in discipline varie come le arti visive, il design, l’architettura, la musica, il cinema, la letteratura e la storia dell’arte. L’insieme dei progetti presentati è il frutto delle loro ricerche e attività durante la loro residenza di un anno a Villa Medici”. L’ispirazione di questi contenuti è in diretta interpretazione con le loro esperienze vissute a Roma e in Italia lette però con la sensibilità artistica individuale formata e cresciuta in una nazione diversa, sia pure vicina per confini e cultura.

20190524_125507

Significativo in proposito è quanto scrive Riccardo Venturi, storico dell’arte, italiano trasferito a Parigi,  in un interessante trattato a corredo delle sue riproduzioni delle stampe di Piranesi conservate nella biblioteca dell’Accademia di Francia: “….Certo, si trattava di un falso storico: la città di Roma non era mai stata così come la vedevo, con quelle rovine sparse qui e là, né allora, quando gli edifici erano interi – come nelle pagine trasparenti delle guide turistiche che lasciano apparire una città sontuosa sopra un paesaggio di rovine –, né oggi che le rovine erbose convivono coi palazzacci della speculazione edilizia. La cosa non mi preoccupava molto, e mi ero convinto che vedevo quello che vedeva Piranesi quando realizzava i suoi scorci. Non come nel più spettacolare spioncino di Roma, il buco della serratura che incornicia prospetticamente la cupola di San Pietro a piazza Santa Maria del Priorato, unica architettura realizzata da Piranesi. Ma come nelle sue vedute di una città che genera storia attraverso i frammenti o quelli che l’artista chiamava “avanzi”. Quegli “avanzi delle antiche fabbriche di Roma, sparsi in gran parte per gli orti ed altri luoghi coltivati”, che spariscono non solo per l’usura del tempo ma anche “per l’avarizia de’ possessori”. A questo servono le stampe: a conservare una traccia, come scrive Piranesi nella prefazione a Le antichità romane. Gli avanzi degli antichi edifizi di Roma (1756)”.

20190524_132545

Un omaggio musicale alle sua città natale è quello offerto da Clara Iannotta, compositrice musicale, che con uno strumento di sua invenzione – pale in legno ed elestico fatte ruotare da un motore elettrico – ci trasmette le sue idee e le sue percezioni attraverso un suono che ci rimanda al ruolo che hanno le piante sul verde cittadino specie quando vengono meno come accaduto in questo inverno nel giardino di Villa Medici e nell’attiguo  parco urbano di Villa Borghese. Ciascuna opera in esposizione è degna di un’approfondita presentazione e, in proposito, si rimanda al prezioso catalogo trilingue (francese, italiano, inglese) che propone un percorso aperto e poetico nel cuore dei progetti in mostra, come scrivono i curatori di questa esposizione all’Accademia di Francia – Villa Medici, prima residenza d’artista fondata da Luigi XIV nel 1666, che si attesta come una delle istituzioni più attive e aperte alla sperimentazione e al dialogo nella creazione contemporanea a Roma e nel mondo.

Roma – Accademia di Francia – Villa Medici – Viale Trinità dei Monti, n.1., fino al 18 agosto 2019 dal martedi alla domenica con orario 10,00/19,00. Costo del biglietto d’ingresso: valido per la mostra e la visita guidata al giardino, intero €.12,00 – ridotto €.6,00; valido solo per la mostra, intero €.6,00 – gratuito sotto i 18 anni. Ulteriori notizie sul sito www.villamedici.it oppure per telefono +39.06.61503

 

I vetri storici dell’Antica Vetreria Fratelli Toso in mostra alla Casina delle Civette

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La lavorazione del vetro “Murrina” ha reso famose in tutto il mondo una città: Venezia e un isola della laguna veneta: Murano. La fama dei maestri vetrai veneziani, per la verità, si perde nella notte dei tempi, molto prima di quando  nel 1854 i sei fratelli Toso fondano la loro vetreria con il preciso intento di produrre oggetti  di grande raffinatezza, unici nelle forme e, come li definiremo noi oggi, di design.

20190518_113615

I vasi Toso furono creati con tecniche varie ma su tutte prevalse la murrina, recuperata nell’antica tecnica e diventata vero marchio di fabbrica dell’azienda. La murrina é una delle lavorazioni più anrtiche, risalente all’epoca romana. Infatti murrina deriva da “murrino”, termine introdotto nel 1878 dall’abate muranese Vincenzo Zanetti e utilizzato per indicarevasi e ciotole realizzate dagli antichi romani usando un mosaico di piastrelle di vetro. Già nel XVI secolo vennero realizzate opere che imitavano e riproducevano il vetro mosaico romano; ma é dopo la meta dell’ottocento che i vetrai veneziani riprendono la tecnica della murrina, reinterpretandola e attualizzandola, fino a farle raggiungere l’apice nel corso del ‘900. La Fratelli Toso é stata una delle maggiori vetrerie nella produzione di murrina tra la fine dell’0tt0cento e il novecento tanto da guadagnarsi a Murano il soprannome di “murrinari”.

20190518_113630

Da Ferdinando, Carlo Francesco Nicolò, Liberato, Angelo, Giovanni e Gregorio, figli di Pietro del ramo del Toso Cangioro, sono discesi tutti i protagonisti della storia della Vetreria Fratelli Toso fino ai nostri giorni. Alla Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia, fino al 15 settembre 2019, è presente la mostra: “La Fratelli Toso: i vetri storici dal 1930 al 1980”, con un’esposizione di circa 50 opere in vetro, tutti pezzi unici e rari provenienti direttamente dalla collezione privata dei Fratelli Toso.  Il percorso della mostra, come scrivono i curatori,  inizia dall’anno più significativo per lo sviluppo della manifattura, il 1930, e arriva al 1980, anno della sua chiusura; un lasso di tempo che ha visto grandi successi segnare la storia del design del vetro in Italia che si sono rispecchiati nell’evoluzione artistica e del gusto. L’excursus cronologico presenta opere meravigliose realizzate in numero sempre limitato, se non esemplari unici; opere moderne le cui radici trovano comunque ispirazione nella tradizione tecnica dell’antica vetreria. La raccolta comprende molti esempi della produzione in murrine di fine ’800, i capolavori tra gli anni ’30 e gli anni ’60 e un vasto archivio cartaceo e fotografico che attesta la produzione realizzata in Azienda dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’80 del Novecento.

20190518_120628

Di tutto questo é significativa la presentazione che ci lascia Caterina Toso, quando, con un malcelato orgoglio, parlando di questa esposizione dice: “Un viaggio alla scoperta di una vetreria che ha fatto parte della storia di Murano da metà ‘800 fino agli anni ’80 del ‘900, la cui vita è sempre stata completamente legata a quella della mia famiglia, i Toso Cangioro. Il percorso espositivo é arricchito da alcune riproduzioni di storici disegni scelti nel vastissimo archivio della vetreria, dove sono tutt’ora conservati più di 30 mila disegni, migliaia di foto, cataloghi e documenti relativi alla vita dell’azienda. Sono felice di poter portare avanti questo importante progetto che parla della storia della Fratelli Toso e di chi, come mio padre Arnoldo, ha fatto in modo che questa meravigliosa collezione sia ammirabile ancora oggi”. A questa bella presentazione fanno riscontro le affermazioni della Direttrice della Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia -, Maria Grazia Massafra: “La mostra romana é in uno splendido connubio con la Casina delle Civette dove sono presenti, nel magnifico stile liberty, molte opere d’arte realizzate in vetro , che ben testimoniano la storia e le peculiarità della Fratelli Toso tra gli anni Trenta e Ottanta del Novecento”.

20190518_120550Da sinistra: Caterina Toso; Ivano Balestrieri, curatore; Maria Grazia Massafra, Direttrice della Csina delle Civette – Musei di Villa Torlonia

L’occasione per visitare questa bella mostra è giustificata anche dalla numerose iniziative collaterali quali, sabato 15 giugno e sabato 14 settembre alle ore 11.00 visita della mostra con Caterina Toso, storica del vetro ed erede dell’Archivio della Fratelli Toso, per approfondire la storia della manifattura e del vetro muranese. Le iniziative sono gratuite. È necessario essere in possesso del biglietto del museo da acquistare presso il Casino Nobile. Gratis per i possessori della MIC card. Sabato 22 giugno ore 15.30 e sabato 7 settembre ore 11.00 laboratorio didattico rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni dedicato ad una tecnica antichissima: il vetro murrino. Prenotazione obbligatoria al cell. 393/5119290. Laboratorio gratuito per i bambini mentre eventuali accompagnatori possono entrare nel museo e alla mostra con il biglietto acquistato presso il Casino Nobile

Accompagna la mostra un interessante catalogo bilingue – italiano e inglese – edito da Itasystem s.r.l. pag. 139.

Roma – Casina delle Civette – Via Nomentana, 70, fino al 15 settembre 2019 dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00- Biglietto d’ingresso: intero €.6,00 ridotto €.5,00, per i residenti nel territorio di Roma Capitale, ulteriore riduzione. Intero €.5,00, ridotto €.4,00, ed ingresso gratuito in ciascuna prima domenica del mese.

La guida “I Borghi più belli d’Italia” nell’edizione 2019

Testo di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani- donatello.urbani@gmail.comFoto courtesy dell’Ufficio Stampadell’Assiciazione I Borghi più belli d’Italia

Voli nell’aria, sembra che non tocchi la terra, senti le tue radici anche se sei nato in una grande città piena di storia e di bellezze artistiche. Andare per borghi significa staccarsi dalla terra, un rifugio dal rompere e dalla confusione. Una ricerca del silenzio fisico, ma anche metaforico  “alzi gli occhi e abbassi la voce”. Il fascino dell’Italia nascosta, recita il sotto titolo della guida edita dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia per l’anno 2019 , però interpreta in senso assoluto il contenuto di quanto è dettagliatamente descritto 704 pagine che descrivono e promuovono la vera bellezza della nostra nazione portando inoltre il turista ad incontrare al kilometro zero le nostre eccellenze enogastronomiche.

20190510_112309                                   Roma – Sede dell’ENIT. conferenza stampa di presentazione della guidaFoto Donatello Urbani

Nell’anno dedicato al turismo lento, afferma il Presidente dell’Associazione fra i Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi, mettiamo a segno tre importanti traguardi: l’ottenimento della certificazione ISO 9001, l’uscita della nuova guida del Club e i dati in forte crescita del turismo nei Borghi più belli d’Italia. Un ruolo importante ed insostituibile nella promozione turistica, è svolto dalla guida I Borghi più belli d’Italia in uscita in questi giorni in edicola, in libreria e on-line,  edita dalla SER – Società Editrice Romana, è arrivata quest’anno alla quattordicesima edizione. Rappresenta lo strumento di comunicazione più tradizionale dell’Associazione, un prestigioso biglietto da visita che da anni presenta l’enorme patrimonio storico, artistico, culturale ed eno-gastronomico dei piccoli gioielli dell’Italia Nascosta.

5.0                                                                                                Castel’Arquato (Piecenza)

Sono 293 i borghi inclusi in questa edizione, illustrata da oltre 200 fotografie e rinnovata nella veste grafica, pur se in continuità con le precedenti edizioni. Vi si trovano tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio in uno dei meravigliosi “borghi certificati”, pronti a mostrare al visitatore le loro bellezze, i paesaggi, l’arte, la storia, i piaceri della tavola e il fascino delle tradizioni. Attraverso la guida il visitatore potrà vivere un’esperienza nel borgo a 360°, grazie anche alle numerose strutture ricettive e commerciali che sono segnalate.

Monte Isola per twitter ph @antocadei                                                                                                     Monte Isola (Brescia)

La Guida opera in sinergia con gli altri elementi di comunicazione dell’Associazione: il portale www.borghipiùbelliditalia.it, che ogni anno registra oltre 1,3 milioni di visitatori unici, le pagine social dell’Associazione, con oltre 350.000 follower, e la rivista Borghi Magazine, distribuita per abbonamento e in edicola in 30.000 copie, disponibile anche nell’edizione digitale. A margine alla presentazione della guida sono stati illustrati i risultati, molto confortanti, sul turismo nei Borghi più belli d’Italia, rilevati dalla Direzione Centrale per le Statistiche Ambientali e Territoriali ISTAT, da cui emerge che il segmento Borghi è in forte crescita: nel 2017 sono circa 3,7 milioni gli arrivi (+ 7,5% – +12,2% stranieri e +4,5% italiani); 14,3 milioni sono le giornate di presenza (+7,9% – +9,5% stranieri e +6,7% italiani), 12,3 giornate per abitante, contro una media nazionale di 7,0. Più elevata nei Borghi la permanenza media nelle strutture (3,9 giorni) rispetto alla media nazionale (3,4 giorni), ambedue i valori sono ovunque in leggero ma costante calo. Infine, i turisti stranieri contribuiscono per il 45% del totale delle presenze. L’offerta ricettiva con circa 216mila posti letto in 10.335 esercizi ricettivi è in crescita rispetto agli anni precedenti.

LoroCiuffennaRoccaRicciardaBorgo3                                        Loro Ciuffenna (Arezzo) -Frazione di Rocca Ricciarda – Foto dall’archivio della redazione

La campagna promossa fra i comuni aderenti all’Associazione fra i Borghi più belli d’Italia per l’anno 2019 è improntata al “plastic free”, bandire in tutto il territorio, in senso assoluto, la plastica in tutte le sue forme e in tutti i suoi usi.

Guida “I Borghi più belli d’Italia” edizione 2019 pagine 704 in formato 14 X 22,5 costo €.14,90 in edicola e nelle librerie. Disponibile la versione on-line su www.borghipiubelliditalia.it

Eva VS Eva – La duplice valenza femminile in mostra a Tivoli – Villa d’Este e Tempio di Ercole Vincitore

wwwTesto e foto di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani- donatello.urbani@gmail.com

Nell’immaginario maschile i colloqui banali iniziano con: “Parliamo di donne”. In antitesi, la mostra Eva Vs Eva – la duplice valenza femminile nell’immaginario occidentale – allestita negli splendidi saloni di Villa d’Este e nell’altrettanto affascinante Tempio d’Ercole Vincitore a Tivoli, parla proprio di donne e, nell’intento di nobilitare l’argomento, pone, come affermato dal direttore Andrea Bruciati: “un dialogo con il visitatore, per fornirgli strumenti di lettura attraverso l’arte non banali e validi anche al giorno d’oggi”.

Venere con la pipa

Michelangelo Pistoletto: “Venere con la pipa”- 1973- Serigrafia su specchio in acciaio inox. 

Queste affermazioni sono convalidate da oltre 160 testimonianze che vanno dalle opere pittoriche e scultoree, fino a documenti letterari e reperti archeologici nell’intento di richiamare l’attenzione dei visitatori sulla rivoluzione di genere operata in occidente nel XX secolo che ha profondamente innovato il ruolo della donna sia nella famiglia che nella società pur lasciando inalterata la fascinazione antropologica ed estetica nei confronti dell’eterno femminino. Significativa in proposito la dichiarazione rilasciata dal direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, Andrea Bruciati: “Il progetto espositivo si fonda su una duplicità, che è solo apparente: gli aspetti luciferini ed ambigui della donna si legano inscindibilmente a quelli più luminosi ed idealizzati per restituire spessore e poliedricità a figure femminili che la storia, l’immaginario collettivo e l’interpretazione hanno appiattito in un ruolo ….”

Beatrice Cenci

                                 Guido Reni (attrib.): “Beatrice Cenci”

Il variegato ed affascinante percorso espositivo sul mondo della donna attraverso opere d’arte di grande interesse riporta in primo piano figure che vanno da Beatrice Cenci, vittima di carnefici uomini nella bella raffigurazione di Guido Reni, a Penelope con la sua estenuante lotta in difesa della casa e di un ideale di civiltà, a Saffo dai capelli viola che nella sua infinita lirica ama e soffre fuori da ogni potere, e poi Livia, Agrippina, Giulia Domna, donne di potere, non più austere matrone romane, ma eccezionali protagoniste della storia imperiale, per concludere con il dipinto del Guercino: “Maria Maddalena che medita sulla corona di spine”.

Matrone

Che dire della due sedi espositive? Villa d’Este con il suo affascinante “Giardino d’acqua” è il simbolo per antonomasia della residenza di delizia, luogo dove  tutto è in funzione per ritemprare fisico e mente. Fu voluta dal Cardinale Ippolito d’Este con l’intento di emulare le principali residenze principesche dei più prestigiosi regni europei reclutando quanto di meglio esisteva sia in architettura, idraulica ed arti visive. Oggi è stata dichiarata bene culturale protetto dall’UNESCO.

rosa

Di non minor fascino é la seconda sede espositiva. Il Tempio di Ercole Vincitore. Ubicato, ora come allora, fuori porta è stato di recente oggetto di accurati lavori di restauro e conservativi ed offre una chiara lettura della sua originaria struttura risalente a più di due millenni fa. L’intera grandiosa struttura, a picco su un dirupo di oltre 100 metri sovrastante il fiume Aniene, oltre al culto per la divinità, svolgeva un ruolo fondamentale, per le sue peculiari caratteristiche, per le imprese del territorio sia agricole che artigianali e successivamente anche industriali. Questa vocazione è, nelle intenzioni del direttore Andrea Bruciati, da riproporre oggi con l’intento di promuovere e valorizzare le produzioni agricole del territorio che può vantare delle vere eccellenze nell’uva da tavola pizzutello, nel miele – una squisitezza assoluta se abbinato ai formaggi, freschi o stagionati dei vicini pascoli nei Monti Tiburtini – ed olio extravergine di oliva. Un primo approccio con queste specialità si può trovare nei vari ristoranti della zona.

Donna con satiro

Figura femminile che si svela davanti a un Satiro – I^ secolo d.C. – Provenienza dal sito archeologico di Pompei.

Per esperienza personale merita una segnalazione il Ristorante “Cavallino Rosso”- Pizza Massimo, 4 8pressi di Villa Gregoriana) tel. +39.0774.335106 – mobile +39.345.8535759 – e.mail ristcavallinorosso@libero.it . Un esercizio a conduzione familiare – Curci – dove la maitre Lucia, insieme al fratello Michele, chef, mettono a disposizione dei clienti la loro migliore professionalità per accoglierli al meglio e per valorizzare queste eccellenze.

20190514_122201_001

Questa interessante rassegna ha offerto l’opportunità a due iniziative parallele: la presentazione di un nuovo ibrido di rosa e inoltre ricordare il cinquecentesimo anniversario della scomparsa di Lucrezia Borgia, madre del Cardinale Ippolito d’Este, originario ideatore e padrone di casa di Villa d’Este. Il nuovo ibrido nacque 15 anni fa su iniziativa della s.r.l. Grandi Giardini  Italiani nell’intento di far conoscere e riscoprire, come affermato dalla Presidente Judith Wade, “importanti collezioni di rose antiche e moderne”. Ai Vivai Barni di Pistoia fu affidato di tradurre in realtà l’ambizioso progetto che oggi si è materializzato con la Rosa Grandi Giardini Italiani. Alcune piante di questa rosa hanno trovato dimora nello splendido giardino di Villa d’Este, proprio nel settore più scenografico e attraente quello prospiciente la monumentale grande fontana dalle cento cannelle. Per informazioni sull’acquisto della Rosa Grandi Giardini Italiani, telefono +39.0573.380464 – e.mail info@rosebarni.it  –  sito www.rosebarni.it

Tivoli (Roma) – Villa d’Este e Santuario di Ercole Vincitore – Mostra Eva Vs Eva fino al 1 novembre 2019. Biglietto d’ingresso €.13,00 inclusa la mostra. Informazione su orari di apertura, attività didattiche ed eventi collaterali per e.mail va-ve.promozione@beniculturali.it – sito www.villaadriana.benicultuirali.it – Le attività escursionistiche/culturali della s.r.l. Grandi Giardini Italiani sono disponibili nelle agenzie di viaggio e degli operatori turistici; inoltre sono riportate sull’omonima guida in vendita nelle librerie al costo di €.10,00 nonché sul sito www.grandigiardini.it .

Piazza di Siena – 87^ CSIO Roma 2019 “Master D’Inzeo” dal 23 al 26 maggio 2019

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Piazza di Siena: un luogo dove tutt’ora Roma e Grande Bellezza formano un tutt’uno. Non è un’esagerazione se gran merito di questo spetta al cavallo che lasciandosi montare dal CONI hanno insieme restituito alla città un angolo dove sentirsi fieri d’essere romani. Sentimento che va oltre l’appartenenza al “cives romanus”. Certamente Umberto Eco, piemontese di nascita, milanese di adozione, nel suo interessante trattato sulla bellezza aveva ben presente questo prezioso angolo della città eterna. In occasione poi del Concorso Ippico allo scenario naturale si aggiunge il fascino del cavallo, sinonimo di bellezza come hanno testimoniato le innumerevoli opere pittoriche di tanti artisti non ultimo Leonardo da Vinci che nel cinquecentesimo anno della sua scomparsa sarà ricordato con quattro riproduzioni del leggendario Cavallo  Leonardesco reinterpretate da altrettanti artisti italiani nell’ambito del Leonardo Project promosso da Snaitech. Nei pressi dell’Ovale di gara saranno collocate quattro riproduzioni del leggendario Cavallo di Leonardo reinterpretate da quattro grandi artisti italiani. Leonardo a Piazza di Siena s’inquadra nella delicata fibra che CONI, FISE e istituzioni cittadine, stanno tessendo con il fine di dare vita a nuovi modelli virtuosi di sostegno al patrimonio culturale e artistico della città.

20190507_124556

L’intera area è un concentrato d’arte e di cultura grazie alla presenza d’importanti  pinacoteche: La collezione d’Arte acquisita dalla famiglia Borghese ospitata nell’omonima Villa; la Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, i Musei Canonica e Bilotti, la Casa del Cinema oltre annoverare la presenza di numerose accademie  di stati esteri che accolgono i più geniali talenti nazionali giunti in Italia per sostenere corsi e master specialistici sulla falsariga seguita fin dal 1711 dalla Repubblica Francese con l’istituzione nella vicina Villa Medici della propria Accademia di Francia. Tutto sommato il Parco di Villa Borghese con la presenza della Piazza di Siena sono una cornice unica al mondo che annualmente accoglie i migliori cavalieri e cavalli del panorama internazionale. Emozioni a non finire per un evento che è da sempre l’appuntamento sportivo per eccellenza della primavera romana come ha rilevato il Presidente del CONI Giovanni Malagò. Il Concorso Ippico Internazionale Ufficiale di Roma – Master d’Inzeo, che si svolge da giovedì 23 a domenica 26 Maggio, si presenta anche quest’anno con un programma tecnico ricco e di alto profilo, ed è punta di diamante e momento finale di una settimana di grande spettacolo che già da lunedì 20 aprirà il sipario. Il palinsesto delle competizioni internazionali prevede infatti, ad anticipare le gare che si svolgeranno a Piazza di Siena, sia un concorso internazionale riservato ai cavalli giovani (CSI/YH), sia gare nazionali aperte a giovani e giovanissime promesse e amatori.

Premiazione 2018Un momento della premiazione della squadra italiana, vincitrice dell’edizione 2018 del Gran Premio delle Nazioni, al quale nell’edizione 2019 assisterà anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e verrà inauguarato dall’esibizione delle Frecce Tricolori

Il Concorso Ippico Internazionale Ufficiale di Roma (CSIO) taglia quest’anno il traguardo delle 87 edizioni e, al contempo, quello dei 90 anni della sua prima volta a Piazza di Siena. Solo gli eventi bellici e le Olimpiadi di Roma del 1960 hanno infatti interrotto questo legame che è uno dei più longevi al mondo. Quattro le giornate di gara dello CSIO – da giovedì 23 a domenica 26 Maggio – con 11 competizioni internazionali che hanno in palio un montepremi complessivo di 900 mila euro, ulteriormente lievitato rispetto alle passate edizioni (più 65 mila rispetto al 2018 e più 300 mila rispetto al 2017!). Si tratta di una delle dotazioni più alte del circuito internazionale del salto ostacoli oltre che della più alta di sempre nella storia di Piazza di Siena. Le gare clou dello CSIO saranno la Coppa delle Nazioni Intesa Sanpaolo di venerdì 24 Maggio dotata di 250 mila euro di montepremi, l’atteso Trofeo Loro Piana (ostacoli da 1.50/1.55 – Piccolo Gran Premio) il sabato e il Rolex Gran Premio Roma (ostacoli da 1.60) la domenica che spicca con i suoi 400 mila euro in palio. Sempre sabato è in calendario la Loro Piana Six Bars, spettacolare categoria sei barriere. Come nel 2018, alcune delle gare dello CSIO – la prima categoria delle giornate di giovedì, venerdì e sabato – si disputeranno nel campo in sabbia del Galoppatoio di Villa Borghese. Tutte le altre, invece, sul campo in erba di Piazza di Siena.

In parallelo il vicino Galoppatoio  si aprirà al polo mentre saranno ospitate alcune scuole di quartiere (una trentina considerando tutte quelle limitrofe ai margini di Villa Borghese) che, contattate, hanno aderito con entusiasmo al programma e che saranno a Villa Borghese con diverse classi. Vivranno programmi dedicati al mattino, dal martedì al venerdì. Tutti i pomeriggi, e fino alla domenica compresa, le iscrizioni a ‘Piazza di Siena Junior Camp’ saranno invece aperte a tutti. Al tempietto di Diana sarà allestito un Info Point che riceverà esclusivamente in loco le prenotazioni per le singole attività:
– Pony City
– Laboratori Casina di Raffaello (Filo di Vento, Zang Tumb Tumb, Bomba di Semi, Circo in scatola)
– Laboratori Floreali Flority Fair
– Casa del Cinema (due spettacoli di differenti film ogni pomeriggio)
– Cinema dei Piccoli (due spettacoli di differenti film ogni pomeriggio)
– Museo Bilotti
– Museo Canonica
– Art Safari
– Teatro

Maggiori informazioni su l’intera manifestazione sul sito web www.piazzadisiena.it

 

Kurdistan Iracheno – Nuove scoperte della Missione archeologica dell’Università di Udine sulle tracce di Alessandro Magno

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Oltre la barbarie e la guerra. E’ stata questa la mia prima intenzione per titolare l’articolo, poi è stato vincente il desiderio di rendere omaggio a quanti, nel più assoluto disprezzo della loro incolumità, hanno reso vincente un messaggio di cultura e civiltà insito nella campagna di scavo intrapresa, già da vari anni nel Kurdistan Iracheno, in un’area che conserva tutt’ora un sistema d’irrigazione del territorio risalente a oltre 3mila anni fa.

001Mappatura dei 1100 siti individuati dalla missione dell’Università di Udine. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Infatti oltre alle scoperte sulla battaglia di Gaugamela e Alessandro Magno, nelle ricerche della missione archeologica in Kurdistan Iracheno condotta dal prof. Daniele Morandi Bonacossi dell’Università di Udine  nell’ambito del Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive, è particolarmente interessante il lavoro di valorizzazione dei primi acquedotti in pietra della storia, la formazione di restauratori, nonché l’allestimento di un primo laboratorio di restauro al museo di Dahuk e la conseguente  preparazione di un dossier per la candidatura a Bene Culturale universale protetto dall’ UNESCO per l’intero parco archeologico.

DCIM100MEDIADJI_0069.JPG                                   Cantiere di scavo a Tell Gomel. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Un ulteriore approfondimento sul lavoro svolto si ha nelle parole del prof. Daniele Morandi Bonacossi  che afferma:  “La spedizione archeologica dell’Università di Udine, che coinvolge ogni anno circa 25 specialisti (archeologi, topografi, restauratori, archeobotanici, palinologi, esperti GIS,…) e diversi studenti, indaga la trasformazione del territorio dal Paleolitico al periodo islamico (da un milione di anni fa ad oggi) grazie ad una concessione di ricerca che copre un’area di 3.000 kmq, una delle più ampie mai rilasciate in Iraq, che ha consentito al team di scoprire e mappare ben 1100 siti archeologici. Grazie alle riprese con droni, a ortofoto, allo studio della ceramica e agli scavi stratigrafici, è stata ricostruita la storia dell’insediamento e della demografia della regione, che risulta essere una delle zone della Mesopotamia con la più alta densità di siti archeologici (0,7 per chilometro quadrato)”.

003Divinità assire rappresentate nei rilievi rupestri del sito monumentale di Maltai. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Una scoperta interessante ha interessato l’individuazione del luogo della battaglia che, sempre nella parole del prof. Morandi Bonacossi “segnò la storia e i rapporti tra le civiltà d’oriente e d’occidente: nel 331 a.C., sul campo di battaglia di Gaugamela, dove le truppe guidate da Alessandro Magno sconfiggono l’esercito del re dei re persiano Dario III (immagine di apertura dell’articolo- n.d.r.): uno dei momenti cruciali in cui un mondo finisce e inizia una nuova era, l’Ellenismo. L’impero di Alessandro Magno si forma e si espande in una regione enorme (che va dalla Macedonia all’Asia centrale e fino alla valle dell’Indo nell’odierno Pakistan), in cui si realizza uno straordinario, fecondissimo momento di incontro culturale tra Oriente e Occidente”. L’Irak risorge con la cultura! E’ il messaggio che è prevalso negli interventi di tutti i partecipanti alla conferenza di presentazione degli importanti risultati ottenuti nelle varie campagne di scavo ad iniziare dall’ambasciatore della Repubblica dell’Iraq in Italia Ahmad Bamarni, per giungere al direttore della missione archeologica  Daniele  Morandi Bonacossi, all’ assessore all’Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia  Alessia Rosolen  e  Andrea Zannini , direttore del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Udine.

027Dettaglio delle divinità assire rappresentate nei rilievi rupestri del sito monumentale di Maltai. Foto courtesy Ufficio Stampa Fondazione Aquileia

Anche questa redazione vuole esprimere un desiderio: Poter quanto prima presentare un percorso turistico culturale sulla presenza di Alessandro Magno in Irak accessibile a tutti gli uomini amanti della cultura.

Monte Porzio Catone (Roma) – Si veste a nuovo il Parco Archeologico e Culturale di Tuscolo, il luogo primitivo dell’anima.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino- press.eurintuni@virgilio.it – Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Si vuole che l’antica città latina di Tusculum, fondata secondo la leggenda da Telegono, figlio di Ulisse e della Maga Circe, nel XV secolo a.C., fosse il cuore antico dei Castelli Romani, meta preferita dai romani per i loro relax. Non per niente l’etologo Fosco Maraini lo definì “luogo primitivo dell’anima” proprio per sottolinearne il valore storico e naturalistico rivestito dall’intero territorio che vanta inoltre eccellenze enogastronomiche di tutto rispetto tanto in antico come adesso. Nel 496 a.C. Tusculum, dopo una fiera opposizione, cadde sotto il dominio romano residenza estiva prediletta d’imperatori, senatori e letterati e la sua fama si mantenne viva fino all’epoca medievale quando, il Comune di Roma, nel 1191 ne decise la distruzione definitiva.

20190411_112358

Dopo un periodo di abbandono e di saccheggio di reperti, nel 1984 la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini acquista dai Principi Aldobrandini un lotto di terreno di circa 50 ettari comprendente l’intero sito archeologico. Nel 1994 a seguito di un accordo fra la Comunità Montana e la Escuela Espanola de Historia Y Arqueologia en Roma –CSIC– iniziarono i lavori di recupero e valorizzazione dell’area archeologica. Grazie ad oltre 20 campagne di scavo inserite in un progetto multidisciplinare che prevede una stretta collaborazione tra la Scuola Spagnola e numerosi enti di ricerca e università di entrambe le nazioni, una parte importante dell’area archeologica torna alla piena fruibilità del grande pubblico di turisti ed amanti della natura, della cultura e dell’archeologia.

20190411_113531                                                                                                    Il Tempio di Mercurio

Il percorso di visita si articola attraverso una parte degli edifici appartenuti all’area pubblica quali il Foro, il Tempio di Mercurio, la Basilica, l’area dei tempietti, la Fontana Arcaica ed il Teatro, risalente al 75 a.C., mirabile esempio di architettura romana e simbolo del  Parco che ha mantenuto la struttura primaria con la cavea a semicerchio divisa in quattro settori e che può ospitare, attualmente, fino a 350 spettatori. Fuori dall’area del foro sono fruibili, dopo aver percorso la via dei Sepolcri, i resti dell’edificio termale, recentemente scavato, e del santuario extraurbano.

20190411_113258

Monte Porzio Catone (Roma) – Parco Archeologico Culturale di Tuscolo – Strada Provinciale 73/b – consigliabile l’accesso da Frascati per quanti provengono da Roma – fino a settembre tutti i sabati e le domeniche dalle 9,30 alle 19,30, solo domenica: in ottobre fino alle 16,30, novembre fino alle 13,30 e nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio solo per gruppi su prenotazione. Info su costi dei biglietti d’ingresso,  per le attività culturali, didattiche e utilizzo dei bracieri nell’area pic-nic su www.tuscoloparcoercheologicoculturale.it

Roma: Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento nella Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini .

Testo e foto di Donatello Urbani

La gestione delle istituzioni museali ha interessato fin dagli anni della metà del secolo scorso l’intero settore dei responsabili della divulgazione culturale con il notevole apporto, spesso non privo di note polemiche, di storici e critici d’arte.  Significativo quanto scriveva in proposito Giulio Carlo Argan: “ I musei si sono moltiplicati e non si presentano più come luoghi di raccolta di opere d’arte, ma come organismi scientifici e didattici, dotati di attrezzature per la ricognizione, l’analisi, la classificazione, la conservazione e la presentazione critica di manufatti artistici di ogni genere.” Seguendo questo percorso si è mossa la direttrice della Gallerie Barberini Corsini, Flaminia Gennari Santori , quando ha ereditato le 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini, restituite tre anni fa dal Ministero della Difesa che le aveva in gestione da più di ottant’anni, per un totale di 750 mq di spazio espositivo.

20190412_114826                                               Mattia Preti .”La resurrezione di Lazzaro” – 1655- 1660 – Olio su tela

Importante in questa operazione è stato l’apporto offerto dalla staff dirigenziale locale, Maurizia Cicconi e Michele Di Monte nel ridisegnare un nuovo percorso museale che ha interessato l’area del piano nobile con l’esposizione di 78 opere secondo un progetto allestitivo che prevede un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie, riservando la parte del piano superiore alle attività didattiche, ricerca, tutela e conservazione delle opere d’arte.

20190412_122456Giovanni Antonio Canal detto Canaletto: “Veduta di Venezia con Piazza San Marco e le Procuratie” – 1735 / 1740 – Olio su tela

In questo nuovo percorso espositivo si possono vedere opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme. “Sarà l’occasione per scoprire o riscoprire capolavori che non si vedevano da tempo”, ha affermato la direttrice delle Gallerie Barberini/Corsini, “opere recentemente restaurate e dipinti esposti raramente come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini, le monumentali tele degli Apostoli realizzate da Carlo Maratti per il Cardinal Antonio Barberini, le vedute di van Wittel, appena restituite alla loro originaria, smagliante luminosità. Inoltre alcune sale, in particolare quella della Pittura napoletana e quella dedicata a Pompeo Batoni con un avvicendamento semestrale di alcune opere:  Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Pompeo Batoni, Pierre Subleyras, al fine di esporre più opere.  Si potrà ammirare nella sua completezza la raccolta di dipinti donata da Fabrizio e Fiammetta Lemme nel 1998: una serie notevole e coerente di 21 modelli di presentazione (i bozzetti finali che i pittori presentavano ai committenti per l’approvazione, prima dell’esecuzione materiale dell’opera vera e propria) di opere realizzate per alcune tra le più importanti imprese decorative della Roma del XVIII secolo, con opere, fra gli altri, di Giuseppe Chiari, Sebastiano Conca, Domenico Corvi e Pier Leone Ghezzi”.

20190412_121650                                                          Pierre Sobleyras: “Nudo femminile di schiena” – 1740 – Olio su tela

La ventata di aria nuova, insolita anche se del tutto pertinante ad una Pinacoteca d’Arte Antica, che si respira nelle Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini, offre ai visitatori un nuovo respiro e un rinnovato equilibrio  a tutto l’apparato che va dallo scalone di Bernini a quello di Borromini. Molte anche le iniziative collaterali previste che includono visite animate ai capolavori dell’Ala sud per bambini di 5-12 anni e famiglie, tutte le domeniche alle ore 11.30  fino al 30 giugno, incluso il giorno del 1° maggio, nello stesso orario. Inoltre l’11 maggio, alle ore 16.30, alcune delle opere esposte saranno oggetto dell’iniziativa Museo Adagio, un progetto di slow art per vivere l’arte con lentezza, contemplazione e condivisione, per osservare i capolavori con maggiore attenzione e consapevolezza. Questo è solo un inizio, in attesa del prossimo autunno che prevede l’apertura anche delle sale dei pittori caravaggeschi. Informazioni per e.mail:  didattica@barberinicorsini.orgcomunicazione@barberinicorsini.org www.barberinicorsini.org

20190412_122651Gaspar van Wittel: “Veduta di Roma dalla Piazza del Quirinale” – Datato e firmato 1684 – . Olio su tela. Acquisto Odescalchi

Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13 dal  martedì alla domenica dalle 8.30  alle 19.00. Biglietto di’ingrasso intero 12 € – Ridotto 2 € (per i giovani dai 18 ai 25 anni , è valido dal momento della timbratura per 10 giorni in entrambe le sedi del Museo: Palazzo Barberini e Galleria Corsini. Gratuito per le categorie previste dalla legge.