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	<title>Europe journal &#187; arte</title>
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		<title>Arezzo – Mostra “L’immagine di Francesco &#8211; Dal Medioevo al Novecento” dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 alla Galleria d’Arte Contemporanea ed ex chiesa di Sant’Ignazio Dal Medioevo al Novecento</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[soggiornare]]></category>
		<category><![CDATA[Arezzo – Mostra “L’immagine di Francesco - Dal Medioevo al Novecento” dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 alla Galleria d’Arte Contemporanea ed ex chiesa di Sant’Ignazio Dal Medioevo al Novecento]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani ed Ufficio stampa Villaggio Globale Per chi giunge ad Arezzo dalla Via Aretina, 500/600 metri prima dell’ingresso in città dalla porta San Lorentino, alzando lo sguardo, si trova di fronte allo stesso panorama della città immortalato da Giotto negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi. In questi il maestro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani ed Ufficio stampa Villaggio Globale</p>
<p>Per chi giunge ad Arezzo dalla Via Aretina, 500/600 metri prima dell’ingresso in città dalla porta San Lorentino, alzando lo sguardo, si trova di fronte allo stesso panorama della città immortalato da Giotto negli affreschi della Basilica Superiore di Assisi.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20171125130503_zhotgdug.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11616" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20171125130503_zhotgdug-937x1024.jpg" alt="20171125130503_zhotgdug" width="669" height="731" /></a></p>
<p>In questi il maestro rappresenta S.Francesco che caccia i diavoli dalla città. Questo legame di Francesco con Arezzo ed il suo territorio non si è mai interrotto: nella città di Cortona fondò il convento di Celle, sul monte de La Verna ricevette le stigmate, ed il prossimo 4 ottobre, ottavo centenario della sua morte, verrà ricordato con la grande mostra sull’iconografia del santo attraverso i secoli “L’immagine di Francesco &#8211; Dal Medioevo al Novecento” come presente nella sua fisicità, in carne ed ossa: un passante nelle stesse vie che lo accolsero otto secoli fa.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11617" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/2-2-396x1024.jpg" alt="2 (2)" width="396" height="1024" /></p>
<p><em>Maestro di Figline: &#8220;San Francesco&#8221; &#8211; 1340 &#8211; Tempera all&#8217;uovo su foglia d&#8217;oro su tavola &#8211; Worcester Art Museum</em></p>
<p>Le quasi 80 opere d’arte, realizzate dai maggiori pittori dal Medioevo al Novecento quali Margarito, Maestro del Crocifisso, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gio Ponti, esposte insieme a testimonianze e preziosi documenti, provengono per la maggior parte dal territorio e dimostrando la lunga e costante devozione per san Francesco.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/3-1-e1790516687533.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11619" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/3-1-1024x860.jpg" alt="3 (1)" width="669" height="562" /></a></p>
<p><em>Beato Angelico: &#8220;San Francesco riceve le stimmate&#8221; &#8211; Tempera e oro su tavola &#8211; Pinacoteca Musei Vaticani &#8211; Citta&#8217; del Vaticano</em></p>
<p>Da comunicato stampa: “….Per questo il territorio aretino è percorso dai cammini detti “Le vie di Francesco” promossi dalla Regione Toscana, che ripercorrono gli itinerari toccati dal Santo e dai suoi confratelli nei loro spostamenti…..</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/9-1-e1790517040985.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11621" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/9-1-683x1024.jpg" alt="9 (1)" width="669" height="1003" /></a></p>
<p><em>Andrea della Robbia: &#8220;San Francesco&#8221; &#8211; 1495 &#8211; Terracotta invetriata &#8211; Ferrara, Musei Civici di Arte Antica, Palazzo Schifanoia</em></p>
<p>Questa importante rassegna, allestita in due diverse sedi cittadine: la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4), confinante con la Basilica di San Francesco, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della “Vera Croce” affrescato da Piero della Francesca, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci, 7), esempio straordinario di barocco aretino.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/16-e1790517269183.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-11622" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/16-633x1024.png" alt="16" width="633" height="1024" /></a></p>
<p><em>Luca Giordano: &#8220;San Francesco Stimmatizzato&#8221; &#8211; 1688 &#8211; Olio su tela &#8211; Montelupo Fiorentino (Firenze) Chiese di Santi Quirico, Lucia e Pietro d&#8217;Alcantara, detta &#8220;L&#8217;Ambrogiana&#8221;</em></p>
<p>Arezzo &#8211; Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea – Ex chiesa di Sant’Ignazio. Date: 03 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 &#8211; Giorni e orari di apertura: Lun, Mer, Gio, Ven: 10.00 &#8211; 18.00 Sab, Dom: 10.00 &#8211; 20.00 &#8211; Chiuso Martedì &#8211;  Biglietti e Riduzioni Intero € 15,00 <em><span style="text-decoration: underline;">- Ridotto € 10,00: se acquistato prima del 2 ottobre p.v. &#8211; </span></em> Giovani dai 18 ai 26 anni &#8211; Over 65 &#8211; Residenti nel Comune di Arezzo &#8211; Soci Coop, ACI, CartaEffe, Possessori di biglietto LFI o Trenitalia, Intestatari di bollette ESTRA &#8211; Ridotto Young (6-18 anni) € 6,00 &#8211; Gratuito / Omaggio Bambini fino a 6 anni non compiuti &#8211; Persone con disabilità e rispettivo accompagnatore, Giornalisti con tesserino dell’Ordine (previo accredito), Guide turistiche abilitate &#8211;  Visite Guidate e Gruppi Ufficio prenotazioni e informazioni gruppi: Dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00 +39 0575377437 – 0575377436 – email: sanfrancesco800@fondazioneguidodarezzo.com</p>
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		<title>Fabriano- Il Polo museale di Zona Conce a Fabriano e il Centro Culturale San Francesco di Arcevia ospitano fino al 10 gennaio 2027  la mostra Mannucci “Fuoco e genesi”</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 14:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fabriano- Il Polo museale di Zona Conce a Fabriano e il Centro Culturale San Francesco di Arcevia ospitano fino al 10 gennaio 2027 la mostra Mannucci “Fuoco e genesi”]]></category>

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		<description><![CDATA[Redazione Questa rassegna nasce, come scritto sul comunicato stampa: “con l’obiettivo di documentare il percorso artistico di Edgardo Mannucci lungo tutta la sua vita, dalla formazione a Roma nel primo dopoguerra alla scelta del post-cubismo della fine degli anni ’40, fino all’affermazione e consacrazione tra i protagonisti della scultura informale nazionale e internazionale. Nato a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Redazione</p>
<p>Questa rassegna nasce, come scritto sul comunicato stampa: “con l’obiettivo di documentare il percorso artistico di Edgardo Mannucci lungo tutta la sua vita, dalla formazione a Roma nel primo dopoguerra alla scelta del post-cubismo della fine degli anni ’40, fino all’affermazione e consacrazione tra i protagonisti della scultura informale nazionale e internazionale.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/unnamed-2-e1790261565230.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11601" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/unnamed-2-1024x682.jpg" alt="unnamed (2)" width="669" height="446" /></a></p>
<p>Nato a Fabriano nel 1904 e morto ad Arcevia nel 1986, Mannucci è stato uno dei più importanti scultori italiani della metà del secolo scorso, il cui apporto è stato rilevante non solo in ambito nazionale ma anche europeo, con una costante predilezione per la lavorazione del metallo, che ha trovato una significativa espressione anche attraverso l’arte orafa. Non a caso, il titolo che guida questo progetto intende evocare il patrimonio genetico della sua poetica e della feconda ricerca artistica, con un naturale riferimento alla sua plastica dei metalli: la ricerca ancestrale, vivificante e creatrice del fuoco e, attraverso questo, la genesi della forma nello spazio.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11602" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/unnamed-6-889x1024.jpg" alt="unnamed (6)" width="669" height="771" />La Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ha da sempre dimostrato l’interesse a tenere viva la memoria del celebre concittadino fabrianese: negli ultimi trent’anni ha sviluppato una costante e oculata politica di acquisti delle opere di Mannucci, allestite proprio a Zona Conce, sede della mostra, che comprende anche la ricca esposizione permanente a lui dedicata. Infatti, già nel 2005, grazie al professor Enrico Crispolti la Fondazione promosse la mostra “Mannucci e il Novecento. L&#8217;immaginario atomico e cosmico”, che per la prima volta dalla scomparsa dell’artista ne celebrava la vita e le opere nella città natale: a distanza di vent’anni dal successo di quel progetto culturale, la mostra Mannucci. “Fuoco e genesi” ne riprende le fila, ampliandone la riflessione e il confronto”.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/unnamed-e1790261707510.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11603" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/unnamed-1024x682.jpg" alt="unnamed" width="669" height="446" /></a></p>
<p>Un evento, questo, che amplia le finalità culturali: Fabriano, con il suo affascinante interland, è il più classico esempio di turismo esperienziale offrendo quanto di meglio questi può offrire: dall’enogastronomia all’emozione del colori defogliage autunnale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’indovino di Mouna Rebeiz – Mostra sui tarocchi Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma fino al al 29 novembre 2026.-</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 15:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[L’indovino di Mouna Rebeiz – Mostra sui tarocchi Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma fino al al 29 novembre 2026.-]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani Ventidue carte che rappresentano gli arcani maggiori compongono l’installazione “L’indovino” (The Soothsayer), di Mouna Rebeiz, artista di origini libanesi, realizzata in chiave site-specific per la sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Concepita tra la globalizzazione dell’Intelligenza Artificiale e le tradizioni simboliche dei tarocchi, già presentata a Venezia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani</p>
<p>Ventidue carte che rappresentano gli arcani maggiori compongono l’installazione “L’indovino” (The Soothsayer), di Mouna Rebeiz, artista di origini libanesi, realizzata in chiave site-specific per la sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Concepita tra la globalizzazione dell’Intelligenza Artificiale e le tradizioni simboliche dei tarocchi, già presentata a Venezia nel2022, in occasione della 59ª Biennale d’arte presso il Padiglione della Repubblica di San Marino, come riportato sul comunicato stampa, l’opera vuole: “…..interagire direttamente con il visitatore, indicando un percorso di conoscenza più profonda del sé.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_115014-e1789832072525.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11568" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_115014-891x1024.jpg" alt="20260915_115014" width="669" height="769" /></a></p>
<p>L’Indovino trae ispirazione dal Giulio Cesare di Shakespeare, dove l’aruspice etrusco Spurinna ammonisce Cesare a non recarsi il 15 marzo al Senato, predicendogli in caso contrario la morte. Ignorando la rivelazione dell’indovino, Cesare verrà ucciso nella più celebre congiura della storia romana. Proprio il legame con la tradizione divinatoria etrusca è all’origine dell’idea della curatrice Robert Semeraro di portare il progetto a Roma, collocandolo negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’arte della divinazione occupava infatti un ruolo centrale nella cultura etrusca e il Museo conserva ancora oggi importanti testimonianze e reperti legati alle pratiche degli aruspici e degli indovini.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123420-e1789832182547.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11569" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123420-768x1024.jpg" alt="20260915_123420" width="669" height="892" /></a></p>
<p>Il dialogo tra l’opera contemporanea di Mouna Rebeiz e il patrimonio archeologico del Museo assume inoltre un significato ancora più profondo alla luce della storica acquisizione da parte dello Stato Italiano della Tomba François di Vulci, uno dei più straordinari capolavori della pittura etrusca. Nei celebri affreschi della tomba compaiono infatti figure legate al tema della profezia e della divinazione, come Anfiarao e Cassandra, insieme a riferimenti alla pratica dell’ornitomanzia, a testimonianza della centralità che il rapporto con il sacro e con la previsione del fato rivestiva nel mondo antico. Centrata sulle potenzialità della mente umana di esplorare ciò che sfugge al controllo della ragione e degli algoritmi attraverso cui opera l’Intelligenza Artificiale, l’installazione sarà allestita nella sala semicircolare del museo in dialogo con i reperti archeologici che testimoniano l’antico sapere etrusco al quale appartenne Spurinna.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123403-e1789832253713.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11570" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123403-768x1024.jpg" alt="20260915_123403" width="669" height="892" /></a></p>
<p>L’indovino con il quattordicesimo arcano, mostrerà ai visitatori la propria profezia nel suggestivo Ninfeo sorto sull’antico acquedotto romano. La Temperanza, rappresentata da una donna che travasa l’acqua, offrirà ai visitatori uno spettacolo unico e irripetibile di pittura e musica ispirato all’opera Mythodea di Vangelis, alla quale Rebeiz ha dedicato un dipinto di più di sedici metri di altezza. Mythodea fu composta dal grande musicista greco per ricordare l’esplorazione della NASA su Marte, l’unico pianeta dove grazie alla presenza dell’acqua sembra esserci stata nel passato qualche forma di vita e che potrebbe rappresentare in futuro un rifugio per gli esseri umani. Il percorso di conoscenza terminerà nella sala dello zodiaco dove saranno allestiti pannelli esplicativi sulla Transizione Ecologica e informazioni sul risparmio delle risorse energetiche.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123452-e1789832361569.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11571" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260915_123452-768x1024.jpg" alt="20260915_123452" width="669" height="892" /></a></p>
<p>Il progetto tecnico dell’allestimento è affidato allo Studio Palinsesto di Londra di Simonpietro Salini e Federico Lippi, mentre l’installazione Mythodea avrà la regia dell’artista visivo e regista sloveno Atej Tutta. La mostra avrà anche una propria dimensione virtuale attraverso il profilo Instagram @lindovino.exhibition. Il canale non si limiterà ad anticipare i contenuti dell’esposizione, ma consentirà di interagire con i Tarocchi di Mouna Rebeiz. L’intento della curatrice Roberta Semeraro è osservare, attraverso l’interazione dei followers, come l’Intelligenza Artificiale, programmata secondo logiche algoritmiche, si confronterà con un sapere fondato sulla casualità. Ogni mese verrà elaborato un report sull’interazione dei followers con l’account i cui risultati saranno condivisi con i visitatori nel corso della mostra, offrendo uno spunto di riflessione sull’influenza dell’Intelligenza Artificiale nei processi decisionali individuali e sul ruolo dei pregiudizi algoritmici nella formazione delle scelte.”</p>
<p>Roma &#8211; Museo Nazionale Etrusco – Info tel. 06 3226571-  Orari Martedì – domenica 8:30 – 19:30 (chiusura sale ore 19:00 &#8211; ultimo ingresso ore 18:30) Biglietto d’ingresso Intero € 13. Ridotto € 2 -</p>
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		<title>All That Changes You. Metamorphosis – Installazione filmica di Isaac Julien in mostra alla Galleria Borghese fino al 25 ottobre 2026 (data valida anche per la mostra “Metamorfosi”)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 15:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[All That Changes You. Metamorphosis – Installazione filmica di Isaac Julien in mostra alla Galleria Borghese fino al 25 ottobre 2026 (data valida anche per la mostra “Metamorfosi”)]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani Voluta in origine per gli spazi dell&#8217;Uccelliera della Galleria Borghese, la videoinstallazione dell&#8217;artista e regista britannico Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis,  protagoniste le attrici di fama internazionale Sheila Atim e Gwendoline Christie che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche, s’ispira al ciclo di affreschi realizzato da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani</p>
<p>Voluta in origine per gli spazi dell&#8217;Uccelliera della Galleria Borghese, la videoinstallazione dell&#8217;artista e regista britannico Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis,  protagoniste le attrici di fama internazionale Sheila Atim e Gwendoline Christie che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche, s’ispira al ciclo di affreschi realizzato da Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova, ampliando il percorso espositivo della mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” in corso alla Galleria Borghese, attraverso il linguaggio immersivo dell&#8217;immagine in movimento.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_104007-e1789745200434.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11551" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_104007-1024x884.jpg" alt="20260914_104007" width="669" height="578" /></a></p>
<p>Da comunicato stampa: “ Concepita originariamente come un&#8217;installazione a dieci schermi, All That Changes You. Metamorphosis prende avvio dalla straordinaria architettura di Palazzo Te per svilupparsi attraverso una costellazione di luoghi che attraversano tempi e immaginari differenti: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra alle foreste secolari del Redwood National and State Park in California, fino ad alcuni significativi esempi di architettura contemporanea. Ogni spazio diventa un dispositivo narrativo che mette in dialogo storia, paesaggio e visione, facendo emergere la metamorfosi come principio che accomuna il mondo naturale, quello culturale e quello tecnologico.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_103659-e1789745405417.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11552" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_103659-1024x814.jpg" alt="20260914_103659" width="669" height="532" /></a></p>
<p>La costruzione del film attinge inoltre a un articolato universo di riferimenti letterari e filosofici. Le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni multispecie, la narrativa visionaria di Naomi Mitchison e la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler alimentano un racconto che supera una prospettiva esclusivamente antropocentrica, aprendo lo sguardo a forme di convivenza e immaginazione capaci di ripensare il rapporto tra il vivente e il pianeta.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_103738-e1789745480471.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11553" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_103738-1024x756.jpg" alt="20260914_103738" width="669" height="494" /></a></p>
<p>Per la presentazione alla Galleria Borghese, Isaac Julien ha concepito una nuova configurazione dell&#8217;opera, adattata agli spazi dell’Uccelliera. Edificata nel XVII secolo come padiglione destinato a ospitare gli uccelli esotici della Villa, l’Uccelliera costituisce un luogo in cui architettura, giardino e paesaggio dialogano in modo inscindibile. In questo contesto, l&#8217;artista presenta una versione a canale unico dell&#8217;opera, nella quale l&#8217;immagine si moltiplica attraverso un sistema di specchi che ne frammenta e riflette continuamente la visione. L&#8217;intervento trasforma l&#8217;ambiente espositivo in uno spazio percettivo dinamico, dove il principio della metamorfosi si manifesta non solo nel racconto filmico ma anche nell&#8217;esperienza stessa dello sguardo, che si confronta con immagini in costante duplicazione, rifrazione e mutamento.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_102920-e1789745593932.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11555" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260914_102920-665x1024.jpg" alt="20260914_102920" width="665" height="1024" /></a></p>
<p>La nuova installazione stabilisce così un dialogo inedito con il contesto della Galleria Borghese e prolunga idealmente il percorso della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti. Se il poema di Ovidio individua nella trasformazione una legge universale che attraversa uomini, divinità, animali e paesaggio, il lavoro di Isaac Julien ne propone una rilettura contemporanea, mostrando come il cambiamento continui a rappresentare una delle categorie fondamentali attraverso cui interpretare il presente e immaginare il futuro.</p>
<p>Roma – Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese, n.5 – Prenotazione obbligatoria al n. 06.32810 – <a href="http://www.galleriaborghese.it">www.galleriaborghese.it</a>  &#8211; dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00</p>
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		<title>RE41F – 41^ Edizione di Romaeuropa Festival – 8 settembre/15 novembre 2026 – Tre mesi di teatro, danza, musica e creazioni per l’infanzia in 18 spazi, con 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[con 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[dall’Europa e dal mondo.]]></category>
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		<category><![CDATA[musica e creazioni per l’infanzia in 18 spazi]]></category>
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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani “Il passo del mondo”. Il titolo riepiloga per intero finalità e contenuti di questo spazio internazionale ed europeo d’incontro, visione e immaginazione condivisa perché la cultura è un volano economico di occupazione e di ricerca essendo un bene comune che appartiene a tutti e l’arte e la musica sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani</p>
<p>“Il passo del mondo”. Il titolo riepiloga per intero finalità e contenuti di questo spazio internazionale ed europeo d’incontro, visione e immaginazione condivisa perché la cultura è un volano economico di occupazione e di ricerca essendo un bene comune che appartiene a tutti e l’arte e la musica sono belle e non hanno età, questa è   Romaeuropa Festival.</p>
<p>L’8 e il 9 settembre, all’Auditorium Conciliazione, l’opening di questa edizione prende forma in due serate, come riporta il comunicato stampa: “con due artiste italiane protagoniste della scena internazionale che rappresentano alcune delle traiettorie più interessanti della creazione italiana nel mondo.</p>
<p>Prima la danza (8 settembre) con Sofia Nappi e la sua compagnia KOMOCO; poi la musica (9 settembre) con Caterina Barbieri, ONCEIM &#8211; Orchestra di Nuova Creazione, Sperimentazione e Improvvisazione Musicale e Christian Marclay. Romaeuropa Festival prosegue per oltre due mesi in 18 spazi, presentando a Roma 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo, per arrivare il 15 novembre al suo gran finale con un’intera giornata dedicata alla musica che culminerà nel Classical Rave Party di Enrico Melozzi. Un progetto speciale che parte dal mattino con i 100 Cellos fondati da Melozzi e Giovanni Sollima e prosegue fino alla notte con l’Orchestra Notturna Clandestina e una costellazione di musicisti, artisti e ospiti: da Niccolò Fabi, ad Alessandro Baricco, da Giovanni Sollima alla Banda dell’Esercito Italiano insieme a Giuseppe Andaloro, Alessandro Carbonare, Gloria Campaner, Marta Sollima, Miriam Prandi e Carlotta Dalia, fino alle incursioni di Elsa Lila, Anastasio, Fasma e tanti altri.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11535" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260907_124949-1024x683.jpg" alt="20260907_124949" width="669" height="446" /><em> Sofia Nappi e Enrico Melozzi presentano &#8211; centro della foto &#8211; nel corso della conferenza stampa i loro spettacoli di apertura e chiusura festival </em></p>
<p>Fra gli eventi di rilevanza internazionale merita una particolare segnalazione  quello in programma all’Auditorium Conciliazione, dove il coreografo francese Benjamin Millepied, 14 settembre, nell’ambito delle celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, presenta in prima nazionale <em>Summerland,</em> nuova creazione per le danzatrici e i danzatori di Paris Dance nata dall’incontro con la cantautrice francese November Ultra con la sua voce e il suo universo musicale, sospeso tra <em>bedroom pop</em>, R&amp;B, folk ed elettronica.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260907_115057-e1789056285438.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11537" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/09/20260907_115057-1024x713.jpg" alt="20260907_115057" width="669" height="466" /></a></p>
<p>Da comunicato stampa: “Numerose sono inoltre le collaborazione internazionali e i progetti speciali di questa edizione, tra cui il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, frutto della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto Culturale Coreano, Ambasciata di Norvegia, Institut Français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. E non ultimo Lazio Danza e Teatro, il progetto realizzato da Lazio Innova rivolto a danzatrici e danzatori under35 e promosso dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile –  e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento, RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un&#8217;occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni”.</p>
<p>Promozione e Box Office: Romaeuropa.net – 06.4555305 – email: <a href="mailto:promozione@romaeuropa.net">promozione@romaeuropa.net</a></p>
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		<title>“Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna” – Fino al 27 settembre 2026 in mostra nei musei cittadini: VIVE &#8211; Vittoriano e Palazzo Venezia &#8211;   Parco archeologico del Colosseo &#8211;  Museo Nazionale Romano.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 18:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio stampa Esseci e Donatello Urbani Reperti antichi, testimonianze di civiltà lontane incontrano una pittura frutto di un lavoro di vita dedicato allo studio di una forma, del colore, della luce e del movimento. Un confronto che invita il visitatore ad una riflessione profonda sul valore del passato e sulla continuità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio stampa Esseci e Donatello Urbani</p>
<p>Reperti antichi, testimonianze di civiltà lontane incontrano una pittura frutto di un lavoro di vita dedicato allo studio di una forma, del colore, della luce e del movimento. Un confronto che invita il visitatore ad una riflessione profonda sul valore del passato e sulla continuità del pensiero artistico del presente. Comprendere un reperto significa conoscerne la storia, le circostanze del ritrovamento e il suo utilizzo come mezzo di scambio; allo stesso modo scoprire un’opera d’arte significa entrare nelle motivazioni per cui è stata generata, nel percorso intellettuale e umano dell’artista.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/20260701_120217-e1783533193944.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11486" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/20260701_120217-1024x666.jpg" alt="20260701_120217" width="669" height="435" /></a></p>
<p>Questa rassegna come ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli:…”è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale”.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/1-e1783533276794.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11487" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/1-817x1024.jpg" alt="?????????????" width="669" height="839" /></a></p>
<p>Da comunicato stampa: “Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/3-e1783533400351.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11488" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/3-1024x856.jpg" alt="3" width="669" height="559" /></a></p>
<p><em>Lastra di coronamento raffigurante Vittoria in volo con palma e trofeo, argilla rosata con rari inclusi di pozzolana, terzo venticinquennio del I secolo a.C., Roma, Museo Nazionale Romano &#8211; Palazzo Massimo</em></p>
<p>Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. Un biglietto integrato, valido per tutta la durata della mostra, consentirà al pubblico di accedere ai tre siti e di attraversare in modo organico oltre due millenni di storia della città.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/4-e1783533550249.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11489" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/4-975x1024.jpg" alt="4" width="669" height="703" /></a></p>
<p><em>Medaglione commemorativo del restauro della Curia Iulia a tre anni dalla proclamazione dell’impero, fusione / bronzo, 1939, Roma, collezione Amico Caporale Aurelio Mistruzzi</em></p>
<p>“Con Roma in moneta intendiamo sperimentare un nuovo modello di accesso al patrimonio. Il biglietto integrato tra tre musei dello Stato è concepito come uno strumento di valorizzazione: consente di attraversare tre collezioni e tre fasi della storia di Roma come parti di un’esperienza culturale coordinata. È una formula che potrà aprire la strada a ulteriori progetti condivisi tra gli istituti statali, rafforzando il ruolo del Dipartimento come spazio di coordinamento, progettazione e innovazione al servizio dei pubblici”, afferma Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/23b-e1783533686687.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11490" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/23b-1021x1024.jpg" alt="23b" width="669" height="671" /></a></p>
<p><em>100 lire d’oro del 1923, per commemorare il primo anniversario della Marcia su Roma. Dritto/ VITTORIO EMANVELE III RE D’ITALIA. Testa nuda del re a sinistra; sotto il collo, il nome dell’autore A(ttilio) MOTTI, OTTOBRE 1923, Roma    Banca d&#8217;Italia &#8211; Palazzo Koch</em></p>
<p>“Questo complesso e articolato progetto espositivo prende avvio dal Medagliere custodito a Palazzo Massimo e dalla sede delle Terme di Diocleziano dove viene approfondito il periodo compreso tra la costruzione dell’identità repubblicana e l’autorappresentazione imperiale; attraverso il dialogo tra monete e testimonianze archeologiche, viene restituito oltre un millennio della storia di Roma”, dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/8a-e1783533862658.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11491" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/8a-1024x969.jpg" alt="8a" width="669" height="633" /></a></p>
<p><em>Tremisse di Giustiniano, moneta, 537-542 d.C., Roma, Museo Nazionale Romano &#8211; Palazzo Massimo &#8211; Medagliere</em></p>
<p>“Il Tempio di Romolo al Foro Romano ospita una parte molto particolare della mostra, indagando l’eredità medievale della monetazione romana che dal solidus, denarius e aes si evolve nelle più disparate forme, pur mantenendo a lungo, almeno per tutto l’Alto Medioevo, l’originaria denominazione imperiale. Un fenomeno di lunga durata lessicale che ha proprio qui le sue origini, se si pensa che la zecca di Roma si trovava a pochi passi dal tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio”, afferma Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/17-e1783533977673.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11492" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/17-683x1024.jpg" alt="17" width="669" height="1003" /></a></p>
<p><em>Untitled, 2000. Resina poliestere, cera, pigmenti e tuta. Vista dell&#8217;installazione: Non aver paura dell&#8217;amore alla Monnaie de Paris, dal 21 ottobre 2016 all&#8217;8 gennaio 2017. Foto, Zeno Zotti. Per gentile concessione, Archivio di Maurizio Cattelan</em></p>
<p>“Untitled di Maurizio Cattelan è la spettacolare conclusione della mostra nella sezione del Vittoriano. Ovviamente non è tutto qui, anzi, gli altri periodi, dal Rinascimento al Barocco, fino al Novecento, godono di pari spazio e importanza. D’altro canto, la presenza di Cattelan e di altri grandi artisti contemporanei chiude il cerchio tra lo ieri e l’oggi, restituendo l’immagine di una città ancora capace di immaginare il futuro”, osserva Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE &#8211; Vittoriano e Palazzo Venezia.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/9-e1783534093525.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11493" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/9-1024x727.jpg" alt="9" width="669" height="475" /></a></p>
<p><em>Fibula gota, fusione, niello, doratura, Prima metà o secondo terzo VI secolo, Roma, Museo Nazionale Romano &#8211; Crypta Balbi</em></p>
<p>Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/10-e1783534205634.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11494" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/10-608x1024.jpg" alt="10" width="608" height="1024" /></a></p>
<p><em>Maestro di Velletri, Madonna con Bambino, tempera su tavola, inizio XV secolo, Roma, VIVE &#8211; Vittoriano e Palazzo Venezia</em></p>
<p>La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla Soprintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.”</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/20260701_111458-e1783534293154.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11495" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/07/20260701_111458-1024x612.jpg" alt="20260701_111458" width="669" height="400" /></a></p>
<p>Accompagna la mostra una pubblicazione (tre volumi in cofanetto) che racconta Roma attraverso uno dei suoi strumenti più significativi: la moneta; edito da Silvana Editoriale a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.</p>
<p>Una rassegna assolutamente da non perdere</p>
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		<title>Raffaello e Pontormo in mostra “La Visitazione all’Aquila” fino al 27 settembre 2026 – Castello cinquecentesco – Museo Nazionale d’Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 14:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaello e Pontormo in mostra “La Visitazione all’Aquila” fino al 27 settembre 2026 – Castello cinquecentesco – Museo Nazionale d’Abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Redazione Da comunicato stampa: “L&#8217;Aquila si prepara a vivere uno dei momenti più significativi del suo percorso di Capitale della Cultura 2026 grazie al Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo….. L&#8217;evento espositivo, sostenuto dal Comune dell&#8217;Aquila, avrà la durata di 3 mesi, e costituisce uno dei principali progetti scientifici e culturali del 2026. Dal punto di vista museografico, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Redazione</p>
<p>Da comunicato stampa: “L&#8217;Aquila si prepara a vivere uno dei momenti più significativi del suo percorso di Capitale della Cultura 2026 grazie al Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo….. L&#8217;evento espositivo, sostenuto dal Comune dell&#8217;Aquila, avrà la durata di 3 mesi, e costituisce uno dei principali progetti scientifici e culturali del 2026.</p>
<p>Dal punto di vista museografico, la mostra sarà integrata all&#8217;interno del percorso espositivo del Castello cinquecentesco, con l&#8217;allestimento di due sale dedicate. L&#8217;inserimento all&#8217;interno del percorso permanente consentirà di stabilire un dialogo diretto tra l&#8217;evento temporaneo e le collezioni del Museo, rafforzando la coerenza narrativa complessiva dell&#8217;itinerario di visita…..</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260626-WA0000.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11456" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260626-WA0000-768x1024.jpg" alt="IMG-20260626-WA0000" width="669" height="892" /></a></p>
<p>Si tratta di un appuntamento dalla portata internazionale e di grande valore scientifico. Il capolavoro del maestro urbinate, oggi custodito al Museo del Prado di Madrid, viene esposto al fianco della celebre “Visitazione di Carmignano” del Pontormo, di proprietà della Diocesi di Pistoia.</p>
<p>La mostra nasce dall’esigenza di riportare idealmente dopo quasi 400 anni all’Aquila uno dei capitoli più significativi della storia artistica e di mecenatismo cittadina, l’opera realizzata da Raffaello per la cappella Branconio della chiesa di San Silvestro…..,”</p>
<p>Un evento culturale assunto come emblema da una città, prossima capitale della cultura 2026, votata alla rinascita dopo il terribile terremoto già collocato nell’archivio dei ricordi.</p>
<p>Da non perdere, insieme alle varie attività collaterali predisposte anche per i più piccoli,  la visione dell’apparato multimediale, realizzato dalla s.r.l. Kaos, che offre una chiave di lettura innovativa della mostra, restituendo al pubblico, come scritto nel comunicato stampa: “….il contesto storico, familiare e culturale nel quale nacque uno dei più importanti capolavori del Rinascimento legati alla città dell’Aquila.”</p>
<p>Info: Mostra: &#8220;La Visitazione all&#8217;Aquila. Raffaello e Pontormo&#8221; fino al 21 settembre 2026. Nelle giornate di lunedi sono previste aperture straordinarie. Costo biglietto d&#8217;ingresso al Museo e mostra: intero €.12,00 &#8211; ridotto gruppi €.10, 00 &#8211; minimo 10 &#8211; massimo 25 partecipanti &#8211; €.2,00  come da agevolazioni d&#8217;ingresso previste dalla normativa per determinate categorie.</p>
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		<title>“Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” &#8211; Musei Capitolini – Villa Caffarelli fino al 13 dicembre 2026</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[“Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo” - Musei Capitolini – Villa Caffarelli fino al 13 dicembre 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani “La presenza europea degli artisti messicani non rappresenta soltanto uno spazio di rottura e sperimentazione di avanguardia ma anche un ritorno al confronto con la tradizione classica……”.  Diego Rivera (1886/1957): &#8220;Autoritratto&#8221; presentato da S.E.  Genaro Lozano &#8211; Ambasciatore del Messico presso la Repubblica Italia La mostra “Diego Rivera e la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani</p>
<p><em>“La presenza europea degli artisti messicani non rappresenta soltanto uno spazio di rottura e sperimentazione di avanguardia ma anche un ritorno al confronto con la tradizione classica……”. </em></p>
<p><em><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_125841-e1781163734416.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11390" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_125841-458x1024.jpg" alt="20260608_125841" width="458" height="1024" /></a> </em></p>
<p><em>Diego Rivera (1886/1957): &#8220;Autoritratto&#8221; presentato da S.E.  Genaro Lozano &#8211; Ambasciatore del Messico presso la Repubblica Italia</em></p>
<p>La mostra <em>“Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”</em>: è un significativo documento di un periodo storico e politico come ha dichiarato nel suo intervento l’Ambasciatore del Messico S.E. Genaro Lozano: “….il Messico ha saputo affermarsi come una delle nazioni più presentì nella cultura messicana, indigena, industriale…..”, oggi riconosciuto come “Rinascimento messicano”.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11391" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_125507-871x1024.jpg" alt="20260608_125507" width="669" height="787" /></p>
<p><em>                                                 Diego Rivera: Lucila y los judas (fantocci di carta pesta) &#8211; 1954 Olio su tela</em></p>
<p>Il percorso espositivo comprensivo di oltre 140 opere d’arte di cui ben trenta di Diego Rivera, come da comunicato stampa: “…..restituisce la complessità di un processo le cui radici affondano nella nascita del Messico indipendente nel 1821, quando si afferma l’esigenza di un’identità culturale in grado di rappresentare un Paese nuovo, eterogeneo e in continua trasformazione…. nonché… un’intensa retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano, la cui opera rappresenta una cerniera tra tradizione e futuro, capace di dare vita a un linguaggio visivo autonomo e distintivo dell’arte moderna messicana.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11393" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124744-1024x675.jpg" alt="20260608_124744" width="669" height="441" /></p>
<p><em>Frida Kahlo (1957/1954): &#8220;Naturaleza muerta con perico (pappagallo) y bandera (bandiera)&#8221; &#8211; 1951 Olio su masonite.- N.B. &#8211; Motivo ricorrente nella produzione di Frida è la rappresentazione in frutta degli organi genitali maschili e femminili specie quest&#8217;ultimi in frutti con semi, elementi riproduttivi.</em></p>
<p>Accanto alle opere di Diego Rivera, l’esposizione presenta capolavori di artisti straordinari come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl, Saturnino Herrán e molti altri. Ad arricchire il percorso alcuni video e scatti suggestivi, tra cui le fotografie di Rivera, immortalato da Tina Modotti.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124534-e1781164007894.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11394" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124534-870x1024.jpg" alt="20260608_124534" width="669" height="787" /></a></p>
<p><em>                                       Manuel Rodriguez Lozano (1896/1971): &#8220;Compartiendo el dolor&#8221; &#8211; 1936 Olio su tela</em></p>
<p>Un gruppo di artisti che ha saputo intrecciare tradizione, avanguardia e pluralità di linguaggi estetici. Il percorso espositivo permette così di ripercorrere le genealogie della modernità messicana, collocando la figura di Rivera al centro di una trama visiva e concettuale in cui la formazione accademica dialoga con la sperimentazione e con una profonda attenzione al presente sociale.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_125427-e1781164168955.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11395" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_125427-1024x824.jpg" alt="20260608_125427" width="669" height="538" /></a></p>
<p><em>                                                        Diego Rivera: &#8220;Mujer sentada con flores&#8221; &#8211; 1944 Olio su tela</em></p>
<p>L’esposizione è curata da Miguel Fernández Félix<em> </em>(direttore del Museo Kaluz) e<em> </em>Alberto González Torres<em> </em>(direttore del Museo Robert Brady) si articola in 4 sezioni tematiche di cui:</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11397" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124310-702x1024.jpg" alt="20260608_124310" width="669" height="976" /></p>
<p><em> Diego Rivera: &#8220;Fuseliero marino (o Marinero almozando)&#8221; (Fuciliere di marina o marinaio a pranzo) &#8211; 1914 Olio su tela</em></p>
<p><em>Accademia e tradizione – La formazione di Rivera: </em>esplora il confronto con l’eredità ottocentesca e le genealogie del mestiere, tra accademie e scuole di belle arti, per comprendere le radici tecniche e culturali della modernità messicana.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124457-e1781164368403.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11398" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124457-572x1024.jpg" alt="20260608_124457" width="572" height="1024" /></a></p>
<p><em>Diego Rivera: &#8220;Epicuro&#8221; &#8211; Opera realizzata dall&#8217;artista nel corso della sua visita ai Musei Capitolini di Roma nel 1920</em></p>
<p><em>Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee</em> <em>– Gli anni europei</em>: focus sui dialoghi con cubismo e avanguardia, e sull’apporto originale degli artisti messicani alla scena internazionale attraverso una sintassi visiva nuova.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124959-e1781164467673.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11399" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124959-686x1024.jpg" alt="20260608_124959" width="669" height="999" /></a></p>
<p><em>                                                           Diego Rivera: &#8220;Desnudo de Frida Kahlo&#8221;  &#8211; 1930 Litografia</em></p>
<p><em>Il Rinascimento culturale messicano </em>analizza la stagione successiva alla Rivoluzione quando arti visive, letteratura, architettura e musica convergono nella definizione di una moderna identità nazionale, fondendo retaggio precolombiano, tradizioni popolari e istanze sociali.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124009-e1781164539158.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11400" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/06/20260608_124009-860x1024.jpg" alt="20260608_124009" width="669" height="797" /></a></p>
<p><em>                                            Diego Rivera: &#8220;Adoracion de la Virgen&#8221; &#8211;  1912/1913 Olio su tela</em></p>
<p><em>Oltre il Realismo sociale: </em>esamina la disseminazione di modelli e idee oltre i canoni del muralismo, verso ricerche che ampliano il lessico dell’arte moderna messicana e ne attestano la vitalità nel lungo periodo&#8221;. Una mostra assolutamente da non perdere.</p>
<p>Ogni sezione riunisce opere emblematiche tra XIX e XX secolo, accompagnate dai contributi critici di autorevoli storici dell’arte raccolti nel catalogo della mostra, edito da <em>Gangemi Editore</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Dalla testa ai piedi – Il corpo nella collezione Würth” – Mostra all’Art Forum Würth di Capena fino all’11 settembre 2027 con ingresso gratuito.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[“Dalla testa ai piedi – Il corpo nella collezione Würth” – Mostra all’Art Forum Würth di Capena fino all’11 settembre 2027 con ingresso gratuito.]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani Una mostra ad ampio respiro progettata per guidare il visitatore all’interno di uno spazio immersivo capace di attivare un’esperienza di osservazione lenta, riflessiva e sensoriale. L&#8217;esposizione vuole essere uno spazio di ascolto, riflessione e meditazione culturale; una lettura privilegiata per comprendere la complessità del presente.         [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani</p>
<p>Una mostra ad ampio respiro progettata per guidare il visitatore all’interno di uno spazio immersivo capace di attivare un’esperienza di osservazione lenta, riflessiva e sensoriale. L&#8217;esposizione vuole essere uno spazio di ascolto, riflessione e meditazione culturale; una lettura privilegiata per comprendere la complessità del presente.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_124159-e1779102788752.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11283" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_124159-897x1024.jpg" alt="20260515_124159" width="669" height="764" /></a></p>
<p><em>                                      Alfred Hrdlicka  (1928-2009): &#8221; Ritratto di Reinhold Würth&#8221; &#8211; ll versione &#8211; 1996</em></p>
<p>L’Art Forum Würth giunse a Capena nel 2006 insieme al centro logistico e distribuzione di prodotti destinati ai professionisti nei settori del’automotive, dell’artigianato, dell’edilizia e dell’industria. L’iniziativa nasce dalla visione del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth, figura guida che, come si legge nel comunicato stampa: “….ha trasformata l’azienda fondata dal padre Adolf nel 1945 in un gruppo internazionale leader nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio e il montaggio…..Fin dalla sua apertura (l’Art Forum Würth – n.d.r.) è stato concepito come uno spazio aperto e permeabile in cui l’arte diventa parte della vita quotidiana e dove la cultura è accessibile a tutti. Mostre, programmi didattici, laboratori creativi, percorsi di arteterapia, concerti ed eventi hanno contribuito a renderlo un luogo riconosciuto per la capacità di favorire un dialogo costante tra impresa, arte e societa’…”</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_123223-e1779102897631.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11284" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_123223-1024x653.jpg" alt="20260515_123223" width="669" height="427" /></a></p>
<p>Il corpo umano assunto a soggetto della rassegna testimonia quanto l’essere umano fosse al centro delle attenzioni nelle dinamiche commerciali, sociali e culturali del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_120610-e1779102968902.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11285" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_120610-810x1024.jpg" alt="20260515_120610" width="669" height="846" /></a></p>
<p><em>                                                   Alberto Magnelli (1888 &#8211; 1971): &#8220;Gli sposi&#8221; &#8211; 1914 &#8211; olio su tela </em></p>
<p>L’esposizione vuole illustrare le dinamiche del collezionismo nel mercato internazionale avvenute nel 20^ secolo sullo sfondo dei cambiamenti radicali avvenuti.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11286" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_120702-1-856x1024.jpg" alt="20260515_120702 (1)" width="669" height="800" /></p>
<p><em>                                               Wilhelm Thony (1888 &#8211; 1949): &#8220;Nudo femminile&#8221; &#8211; 1914 &#8211; olio su tela</em></p>
<p>Da comunicato stampa: “ … “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, è una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_121322-e1779103105690.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11287" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_121322-915x1024.jpg" alt="20260515_121322" width="669" height="749" /></a>                      G<em>iorgio De Chirico (1888-1978) &#8211; &#8220;Metamorfosi&#8221; 1929 &#8211; Porfolio di 4 (in mostra 6) litografie a colori</em></p>
<p>La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_121430-e1779103211971.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11288" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_121430-1024x830.jpg" alt="20260515_121430" width="669" height="542" /></a></p>
<p><em>Katsura Funakoshi (1951-2024): &#8220;Parole trasmesse&#8221; &#8211; 2006 e  &#8220;Non immagine di corna&#8221; 2007  &#8211; Legno di canfora verniciato</em></p>
<p>A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-11289" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_115230-1024x1021.jpg" alt="20260515_115230" width="669" height="667" /></p>
<p><em>                                                        Sandro Chia (1946): &#8220;Ozio bucolico&#8221;  1996  &#8211; Olio su tela</em></p>
<p>Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_123651-e1779103368957.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11291" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260515_123651-947x1024.jpg" alt="20260515_123651" width="669" height="723" /></a></p>
<p><em>                                            Andreas Lau (1964 &#8211; 2024): &#8220;M8&#8243;   2015 &#8211; Tempera all&#8217;uovo su tessuto di ortica</em></p>
<p>Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.</p>
<p>L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio&#8221;.</p>
<p>Art Forum Würth Capena &#8211; Viale della Buona Fortuna, 2 &#8211; 00060 Capena (Rm). Info:  Tel. +39 0690103800 &#8211; Cell: +39 3317541611 &#8211;  email <a href="mailto:art.forum@wuerth.it">art.forum@wuerth.it</a> &#8211; sito web <a href="http://www.artforumwuerth.it">www.artforumwuerth.it</a> &#8211; Tutte le attività dell&#8217;Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl. Ingresso gratuito &#8211; Orario di apertura al pubblico: lunedì &#8211; venerdì: 10.00 &#8211; 17.00 sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi &#8211;  festivi chiuso.</p>
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		<title>World Press Photo 2026 &#8211; In mostra le foto vincitrici della 69° edizione &#8211; Palazzo Esposizioni Roma fino al 29 giugno 2026</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatello Urbani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[World Press Photo 2026 - In mostra le foto vincitrici della 69° edizione - Palazzo Esposizioni Roma fino al 29 giugno 2026]]></category>

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		<description><![CDATA[Donatello Urbani La vincitrice dell’edizione 2026, selezionata tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi   provenienti da 141 Paesi, é quella della statunitense Carol Guzy con lo scatto “Separati dall’ICE” per il Miami Herald. Protagonista il momento in cui Luis, un migrante ecuadoriano, viene fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) dopo l’udienza presso il tribunale per l’immigrazione dello Jacob K. Javits Federal Building di New [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Donatello Urbani</p>
<p>La vincitrice dell’edizione 2026, selezionata tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi   provenienti da 141 Paesi, é quella della statunitense Carol Guzy con lo scatto “Separati dall’ICE” per il Miami Herald. Protagonista il momento in cui Luis, un migrante ecuadoriano, viene fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) dopo l’udienza presso il tribunale per l’immigrazione dello Jacob K. Javits Federal Building di New York del 26 agosto 2025.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/001-World-Press-Photo-of-the-Year-Carol-Guzy-ZUMA-Press-iWitness-for-Miami-Herald-e1778229448220.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11229" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/001-World-Press-Photo-of-the-Year-Carol-Guzy-ZUMA-Press-iWitness-for-Miami-Herald-1024x690.jpg" alt="?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????" width="669" height="451" /></a></p>
<p>Le figlie sconvolte di Luis si aggrappano al padre mentre viene arrestato.</p>
<p>Da comunicato stampa: “Insieme alla foto vincitrice, sono stati selezionati i due progetti finalisti. La foto Emergenza umanitaria a Gaza di Saber Nuraldin, (EPA Images), scattata il 27 luglio 2025, mostra civili palestinesi che si arrampicano su un camion di aiuti umanitari nel tentativo di procurarsi della farina. Il camion è entrato nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Zikim, durante quella che l’esercito israeliano ha definito una “sospensione tattica” delle operazioni per consentire il passaggio degli aiuti.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260506_131332-e1778229528247.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11230" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260506_131332-1024x667.jpg" alt="20260506_131332" width="669" height="436" /></a></p>
<p>Per la giuria questa immagine rende visibile la portata e l’urgenza della carestia nel secondo anno di questa guerra a Gaza. La composizione diretta costringe lo spettatore a fermarsi, offrendo una prova visiva della fame e della distruzione che circonda la scena. La fotografia mette lo spettatore di fronte alla realtà della situazione, evidenziandone al tempo stesso le implicazioni collettive e globali.</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260506_131026-e1778229641961.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11232" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/20260506_131026-688x1024.jpg" alt="20260506_131026" width="669" height="996" /></a></p>
<p>Il secondo finalista è Victor J. Blue con lo scatto &#8220;I processi delle donne Achi&#8221; per The New York Times Magazine.</p>
<p>Doña Paulina Ixpatá Alvarado, una delle querelanti, detenuta e aggredita per 25 giorni nel 1983, è ritratta insieme ad altre donne Achi fuori da un tribunale a Città del Guatemala il 30 maggio 2025. Quel pomeriggio, tre ex membri delle pattuglie di autodifesa civile sono stati condannati a 40 anni di carcere per stupro e crimini contro l’umanità.</p>
<p>Per oltre quarant’anni, un gruppo di donne indigene Maya Achi di Rabinal ha continuato a vivere nelle stesse comunità degli uomini che le avevano violentate, talvolta come vicine di casa. La guerra civile in Guatemala ha portato al genocidio di migliaia di persone Maya Achi per mano dell’esercito e di forze paramilitari locali sostenute dallo Stato, che hanno utilizzato la violenza sessuale come arma sistematica per sottomettere le comunità indigene.</p>
<p>Nel 2011, 36 donne hanno rotto il silenzio, avviando e vincendo una battaglia legale durata 14 anni contro i loro aggressori. La loro resilienza collettiva sta trasformando un’eredità di impunità legata alla guerra in una storica conquista di giustizia….</p>
<p><a href="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/004-Africa-STO-Chantal-Pinzi-Panos-Pictures-e1778229783889.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-11233" src="http://www.europejournal.eu/wp-content/uploads/2026/05/004-Africa-STO-Chantal-Pinzi-Panos-Pictures-1024x820.jpg" alt="??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????" width="669" height="536" /></a></p>
<p>Chantal Pinzi, unica fotografa italiana tra i premiati quest’anno, ha conquistato il premio nella categoria Stories per la regione Africa. Il suo progetto, ‘Farīsāt: Gunpowder’s Daughters’, racconta di un gruppo di donne in Marocco che partecipano alla Tbourida, una storica tradizione equestre patriarcale. Per secoli, la Tbourida è stata un&#8217;attività esclusivamente maschile, ma le cavallerizze hanno lottato costantemente per l&#8217;inclusione da quando la riforma del codice di famiglia marocchino ha rafforzato i diritti legali delle donne.</p>
<p>Oggi, sette gruppi interamente femminili si esibiscono su un totale di circa 300 partecipanti. Queste farīsāt (cavaliere) sostengono costi personali significativi, finanziando i propri cavalli, i costumi e i permessi per la polvere da sparo. La loro perseveranza è una potente affermazione del giusto posto delle donne nel patrimonio culturale marocchino.”</p>
<p>Una rassegna che offre uno sguardo sul nostro tempo, storie familiari e “momenti ed eventi che hanno fatto notizia tra prospettive globali e punti di vista profondamente personali e intimi, offrendo una comprensione stratificata del mondo in cui viviamo”, come affermato in conferenza stampa.</p>
<p>INFORMAZIONI: Palazzo Esposizioni Roma Via Nazionale 194, Roma www.palazzoesposizioniroma.it Facebook: @PalazzoEsposizioni | Instagram: @palazzoesposizioni | Twitter: @Esposizioni. Fino al 29 giugno 2026 con orari dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. BIGLIETTI Intero € 15,00 &#8211; ridotto dai 19 ai 26 anni e over 65 € 12,00 &#8211; ragazzi dai 7 ai 18 anni € 7,00 Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni. Il biglietto è valido per tutte le mostre in corso. Primo mercoledì del mese: ingresso gratuito per gli under 30 (dalle 14.00 a chiusura). Il Palazzo Esposizioni Roma è accessibile alle persone con ridotta capacità motoria o sensoriale da tre ingressi privi di barriere architettoniche.</p>
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