“Il Tesoro di Santa Rosa – Un monastero di Arte, Fede e Luce.” – In mostra a Viterbo

Donatello Urbani

Non sono molte le città che possono vantare una patrona autoctona, nata ed operante per tutta la vita sempre nella propria città. Viterbo è una di queste con Santa Rosa. Il 3 settembre di ciascun anno si festeggia la ricorrenza con una processione che coinvolge l’intera città accompagnata, lungo le strade cittadine, da una spettacolare macchina processionale del peso di varie tonnellate, alta decine di metri, trasportata a spalla da un gruppo di cittadini noti come “I Facchini di Santa Rosa”.

viterbo-1                                                                                                                Viterbo: Scorcio panoramico presente nel sito del Comune

In occasione dei festeggiamenti di quest’anno 2017 a cura della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, insieme al Comune di Viterbo e varie istituzioni private, fra le quali la Fondazione Carivit – Cassa di Risparmio di Viterbo- e il Centro studi Santa Rosa, è stata allestita nell’antico monastero, che ospita i resti mortali della Santa, una mostra nell’intento di esporre, insieme per la prima volta consegnandoli al godimento pubblico, preziosi manufatti tra cui manoscritti,documenti, dipinti, ceramiche e argenti sacri che intendono ricostruire la vita della Santa e le vicende meno note del monastero. Se nella lettura del testo ci fermassimo alla prima parte di presentazione della mostra: “Il Tesoro di Santa Rosa”, potremmo aspettarci un’esposizione di oggetti preziosi dal grande valore economico; niente di tutto questo! In realtà, come ha tenuto a precisare la Sovrintendente Alfonsina Russo: “Il tesoro di Santa Rosa è un patrimonio culturale e spirituale diffuso su tutta la popolazione della Tuscia e del Viterbese”. Questa, senza dubbio, è la maggiore caratteristica presente nell’importante rassegna che, in assoluto per la prima volta, svincola i valori economici da quelli intellettivi e spirituali a tutto vantaggio del vivere civile in armonia con i veri valori che dovrebbero essere presenti, purtroppo non sempre, nella nostra società.

Il percorso espositivo si articola in  quattro aree tematiche che presentano oggetti che narrano l’antico monastero e la sua decorazione; la vita di Santa Rosa e la sua canonizzazione; le monache di Santa Rosa e la vita nel monastero e, per finire, la devozione popolare con gli ex voto.

Balletta        Francesco d’Antonio Zacchi, detto Il Balletta (Viterbo, notizie dal 1430, + prima del 1476): “La Madonna del latte”. Affresco su laterizio

Fra i tanti oggetti esposti rivestono particolare importanza la teca contenente il corpo della santa insieme ad alcuni dipinti di grande interesse storico artistico, come quelli restaurati appositamente per l’esposizione dalla Carivit, quali la quattrocentesca Madonna del Latte, opera dell’artista viterbese Balletta, dipinta su una tegola e un olio su tela del XVI secolo raffigurante Sant’Orsola. Particolarmente interessanti sono il bozzetto di Marco Benefial (gentilmente concesso da Intesa San Paolo) con “La prova del fuoco”; le riproduzioni degli acquerelli secenteschi del Sabatini con la storia della Santa, dipinta a metà del Quattrocento da Benozzo Gozzoli nell’antica chiesa andata distrutta; i preziosi documenti relativi alla santificazione, fra i quali il manoscritto del 1457 contenente il processo di canonizzazione e le cosiddette “Lettere patenti” di 13 comunità limitrofe che lo sostenevano. Ciascuna lettera è munita di sigillo e si ritiene che siano i più antichi (1457) finora noti per quei comuni.

refUltCena                      Scuola del Cavalier d’Arpino: “L’ultima cena”. Dipinto murale presente nel Refettorio del Convento. 1612 rilevata dal cartiglio.

Nella sala del refettorio, dove dipinti murali appena restaurati consentono di calarsi nella vita del monastero, sono esposti gli antichi “Abadessati”, documenti conventuali che testimoniano i periodi delle varie Badesse insieme a ceramiche antiche ed elaborate oreficerie. Alcune ceramiche recano il nome per esteso della monaca che, messo in relazione con i nomi presenti nei registri dei Capitoli, ha permesso di attribuire con esattezza l’oggetto alla religiosa e di ricostruire uno spaccato della storia del monastero compreso tra la fine del XVI e il XVIII secolo. Infine gli ex voto, esposti anche virtualmente grazie ad una nuova postazione multimediale, testimoniano la devozione popolare verso la Santa e, nello stesso tempo, offrono uno spaccato sull’arte pittorica popolare nel viterbese.

Una visita a questa rassegna offre veramente una preziosa opportunità per godere di opere d’arte  che sono accompagnate anche da una profonda ispirazione per la fede e la spiritualità.

“Rosa” tiene a precisare il Prof. Attilio Bartoli Langeli, Presidente del Cenrtro Studi Santa Rosa di Viterbo, nel presentarci la figura della Santa, “ è una Santa giovane, povera e rivoluzionaria i cui resti, dal Tredicesimo secolo, sono ospitati nel Monastero posto nel cuore della città di Viterbo. Attorno al suo culto patronale, la Città dei Papi si stringe in una celebre festa incentrata sulla processione della statua con la luminosa macchina di S. Rosa, che esprime, in momenti di grande suggestione, il calore dei fedeli e l’attualità di una lunga storia”.

del_piombo_sebastiano_511_pieta                                                                                                         Sebastiano Luciani detto Del Piombo: “Pietà” – Museo Civico di Viterbo

Altrettanto interessante è il percorso turistico che affianca quello espositivo di questa rassegna in una simbiosi tale da raggiungere il reciproco completamento. A breve distanza dal Monastero di Santa Rosa si trova il Museo Civico, dove sono esposti, insieme ad alcune opere di grande valore artistico quali la “Pietà” di Sebastiano del Piombo, alcuni bozzetti delle antiche macchine processionali di Santa Rosa. Lasciato questo Museo, si può raggiungere il vicino Museo Archeologico dove sono esposte uniche testimonianze di arte etrusca recuperata prevalentemente nelle vicine necropoli della Tuscia quali Vulci, Tarquinia, Cerveteri e molte altre. Qualora si voglia prolungare la permanenza di un giorno, in un qualunque fine settimana, Viterbo offre di tutto e di più per soddisfare anche i palati più raffinati ed esigenti, sono solo in senso enogastronomico. Il bellissimo Duomo, vero scrigno di molteplici capolavori artistici è una meta obbligata. Inoltre in vari fine settimana a cura dell’Ufficio Turistico Comunale vengono organizzate delle passeggiate fra le strade cittadine che non hanno tutt’ora tradito l’originale aspetto medievale narranti la storia d’importanti figure femminili vissute quì fra quelle antiche pietre di tufo.  Per un’assistenza turistica diretta e ricevere informazioni sulle varie iniziative culturali si può contattare telefonicamente l’Ufficio Turistico Comunale al numero 0761.226427. Un valido aiuto su come muoversi in città è offerto dall’app “Viterbo ART City”, realizzata da ARM23 in partenariato con la locale amministrazione comunale, che porta tanto i turisti che la popolazione locale alla scoperta delle bellezze di Viterbo. “L’applicazione nasce al fine di regalare a quanti visitano la città, in forma del tutto gratuita, un valido strumento in grado di far godere le bellezze artistiche e culturali che Viterbo custodisce in maniera coinvolgente e innovativa” dice Luisa Ciambella, Vice Sindaco di Viterbo, che prosegue affermando: “L’app, disponibile per dispositivi iOS e Android, permette agli utenti, attraverso un sistema di geolocalizzazione, d’individuare l’esatta posizione della Macchina di Santa Rosa durante tutte le tappe previste in tempo reale. Inoltre consente ai visitatori di scoprire, in maniera interattiva, i punti d’interesse artistico e culturale presenti nelle vie della città, corredati da dettagliate informazioni in una realtà aumentata da esclusivi audio immersivi appositamente realizzati. L’app, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile dagli store Android e iOS e prevede la possibilità di acquisti in-app per accedere ai contenuti speciali di alcuni punti d’interesse”.

Viterbo – Monastero di Santa Rosa – Via di Santa Rosa, n.33 dal 2 settembre 2017 al 6 gennaio 2018, con ingresso gratuito e Orario dalle 9.30-12.30; 15.30-20 (fino al 13 settembre) e a partire dal 14 settembre dalle ore 15.30-19.00. Info: Tel. 0761 342887;  e-mail: monasterosantarosa@alice.it  – www.sabap-rm-met.beniculturali.it

 

SPONZFest 2017. – All’incontré – Яivoluzioni e mondi al Яovesvio

Donatello Urbani

L’Alta Irpinia, per la quinta volta, in festa dal 21 al 27 agosto con il festival “SponzFest” ideato e voluto da Vinicio Capossela, uno dei maggiori interpreti della cultura musicale italiana, che mette insieme, come usa fare a Calitri, sua cittadina natale in provincia di Avellino, e nell’Alta Irpinia i saporiti minestroni di verdure, le tradizioni musicali e folcloristiche di questa terra, con gli eventi storici e politici accaduti negli anni ad iniziare dalla rivoluzione bolscevica dell’ottobre 1917. Proprio quest’anno ricorre il centenario della rivoluzione russa del ’17, uno dei maggiori eventi storici dello scorso secolo, che è miseramente caduto insieme al muro di Berlino nella tarda primavera del 1989. Il breve lasso di tempo che ci separa dalla fine della rivoluzione russa, impedisce agli storici attuali di emettere un serio giudizio critico sull’intero evento, in particolare sui principi che lo ispirarono 100 anni fa e come questi si siano modificati nel corso degli anni grazie principalmente all’opera dei successori di Lenin, che ne fu il padre e l’iniziatore. Questo riferimento “all’incontrè” come si usa comandare ai ballerini nel corso di una danza popolare locale, è senza dubbio un primo giudizio critico, nato forse oltre le intenzioni degli organizzatori, ed emesso dalla saggezza popolare dei “proletari”, la classe sociale che più delle altre era al centro delle attenzioni e delle azioni di questa rivoluzione.

Calitri Via-A.-del-Re1                                                    Calitri (AV): Scorcio del paese in Via A. del Re. Foto courtesy del sito presente in Google

Altro evento storico legato all’anno 17 è la riforma luterana del 1517. Di questa riforma, invece, abbiamo studi interdisciplinari, giudizi critici e storici emessi da eminenti studiosi, molto consolidati, ed il comando “all’incontrè” può essere solo richiamato se abbinato al pensiero religioso e culturale della popolazione dell’Alta Irpinia. La vera intenzione primaria degli organizzatori, al di la dei giudizi critici sugli eventi storici, è stata proprio quella di proporre un festival che fosse rovesciato nell’organizzazione ma non nei contenuti. Infatti basta dare uno sguardo ai protagonisti ed interpreti dei principali spettacoli per accorgersi che avranno un ruolo di primaria importanza i maggiori animatori della cultura e dell’intrattenimento dei nostri giorni, non solo nazionali,  quali, oltre Vinicio Capossela, Erri De Luca, Massimo Zamboni, Emir Kosturica con la No Smoking Band, e molti altri.

Calitri rovescioVirginia Zanetti: Performance collettiva 2017 “I Pilastri della Terra”. Foto courtesy presente sul programma ufficiale del Festival

Il primo giorno, 21 agosto 2017, tanto per restare in chiave “incontré”, inizia con il risposo, proprio come Nostro Signore fece al termine del settimo giorno della creazione. Così a Calitri s’inizia con la ri-creazione ed il bello avverrà tutto nei sei giorni successivi dal 22 al 27 agosto.

In sintesi il programma:

21-22 agosto Gears (Ingranaggi) Installazione-performance di Michele Giangrande. Stazione di Conza – Cairano – Andretta;
23-24 agosto Gears (Ingranaggi) Installazione-performance di Michele Giangrande. Calitri;
Dal 21 agosto Teatro Degli Alberi Uomo e Degli Uomini Cervo di Michele Mariano. Località Santa Lucia Calitri (ogni sera dal tramonto alle 23.00 ca.);
Dal 21 Sciopero alla rovescia Murales a cura del Collettivo Fx. Calitri;
Dal 23 agosto I pilastri della terra Installazione di Virginia Zanetti. Calitri;
23 agosto The Prince of Venusia. Proiezione del cortometraggio di Silvio Giordano. Borgo Castello;
24 agosto ЯICAVATO Performance di Andrea d’Amore. Grotte – Calitri;
25 agosto Omaggio a Pippa Bacca. Proiezione del film La Sposa di Joël Curtz. Incontro con Mariangela Capossela, Tommaso Evangelista e Bahar Adan della galleria G-art di Istanbul. Ex-cinema Rossini Calitri;

26 agosto- Al mattino, come nei precedenti giorni a partire dal mercoledi, lezione della Libera Università per Ripetenti, mentre in prima serata ci sarà la Grande Parata del 17, spettacoli ed intrattenimenti con grandi interpreti, alla quale seguirà La Grande Notte, con il concerto di Alessio Franchini e del Circolo dei Baccanali fino alle luci dell’alba;

27 agosto- Verso sera ci sarà la Festa inaugurale con lo spettacolo teatrale a tema sul mondo di sotto, quello infernale nell’antichissimo loco dove Virgilio pose le bocche dell’Ade: la Mefite – Rocca San Felice – Villa Maina –. L’inaugurazione vera propria sarà all’Abbazia del Goleto – Sant’Angelo dei Lombardi-  con intervento introduttivo, canti e danze medievali ed il gran finale con la presentazione ufficiale della quinta edizione dello “SPONZFest 2017” .

hqdefaultLocomotiva D345 in livrea d’origine trainante le carrozze “Corbellini”. Foto courtesy della Fondazione  FS. Italiane

Di non minor interesse sono alcune attività collaterali quali quelle programmate  con la Fondazione F.S. Italiane e la Regione Campania nei giorni 25, 26 e 27 Agosto per consentire anche quest’anno un viaggio su treno storico in occasione dello Sponz Fest di Calitri. Un’esperienza di viaggio unica viaggiando a bordo di carrozze passeggeri degli anni ’50 “Corbellini” trainate da locomotiva diesel di fine ’60 D.345 in livrea d’orgine.I biglietti sono in vendita su tutti i canali Trenitalia a partire dal 22 Giugno 2017: sito web www.trenitalia.com , app per smartphone Trenitalia, biglietterie e self service in stazione, agenzie di viaggio abilitate.

Altrettanto importanti e di notevole interesse sono alcune attività stanziali, così definite dagli organizzatori, quali:

Ciclo-officina “BiciSponziamo”, destinata a bambini e adulti, aperta tutte le mattine, dalle 9:30 alle 12:30. Guidata dal ciclo-nauta Claudio Ferraro (consigliere FIAB Avellino Senza Rotelle).Temi delle singole giornate: Essere un ciclo-nauta (21 agosto), mini-percorso ludico educativo; La bici del ciclo-nauta (22 agosto), ovvero manutenzione della bicicletta, da come si ripara una camera d’aria, come si regolano i freni a come si oliano gli ingranaggi;
Come guida un ciclo-nauta (23 agosto), ovvero come si conduce la bicicletta, come si sta in sella, come si evitano eventuali ostacoli, come si riducono gli sforzi, si evitano gli infortuni. Come si nutre un ciclo-nauta (24 agosto), con tema principale della giornata l’alimentazione più adeguata per l’uso quotidiano della bicicletta. Il riposo della bici del ciclo-nauta (25 agosto), con tema principale della giornata il lavaggio della bici e la sua sistemazione per lunghi periodi di inutilizzo.

Calitri Arco-di-Zampaglione1                              Calitri: Arco di Zampaglione. Foto courtesy del sito presente in Google

Libera università per ripetenti:

Conferenza/lezione di  Domenico D’Alelio, scienziato ecologo e presidente FIAB Avellino Senza Rotelle (22 agosto) con tema: “Ma ‘sta natura poi a che serve? Scopriamolo insieme, pedalando all’incontrer”;  Cosimo Chiffi, economista e associato FIAB Avellino Senza Rotelle (24 agosto): portavoce del Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto ed esperto di bikenomics che parlerà sui mille guadagni generati dall’utilizzo della bicicletta, per fini ludici e non.

Pedalando sull’acqua: Info point permanente sul lavoro condotto negli ultimi anni dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto per la promozione di questa “greenway”, con storie, immagini e sensazioni riportate dai “ciclo-esploratori dell’Acquedotto”. “Ciclo-vagazioni” o escursioni giornaliere in bicicletta, con andatura rilassata e sensoriale, con partenza scenografica dal centro di Calitri alle ore 9:30, condotte da FIAB in conformità alle proprie norme di sicurezza (utilizzo casco, guanti e corpetto rifrangente, bici in buono stato e sottoscrizione di assicurazione RC e infortunio in loco); le visite turistiche saranno svolte in collaborazione con il Touring Club Italiano. E’ bene dotarsi di mezzo proprio, sebbene potrebbe essere possibile affittare bicicletta in loco (anche a pedalata assistita), in base alla disponibilità. Programma delle ciclo escursioni (Per informazioni e prenotazioni: fiabavellino@gmail.com)

 

– Calitri-Aquilonia (21 agosto), ca. 40 km, difficoltà media, secondo gli standard FIAB;

– Calitri-Bisaccia (23 agosto), ca. 50 km, difficoltà media, secondo gli standard FIAB;

– Calitri città (25 agosto), < 10 km, difficoltà facile, secondo gli standard FIAB;

– Calitri- Atella, sui ponti dell’Acquedotto (26 agosto), ca. 80 km, difficoltà elevata,secondo gli standard FIAB. Escursione guidata dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto, con la partecipazione di FIAB Avellino Senza Rotelle.

Calitri, interessante cittadina dell’Alta Irpinia in provincia di Avellino al confine con la regione Basilicata, propone un fine agosto all’insegna del divertimento e della cultura con il SponzFest2017, un interessante evento  che può essere sintetizzato nelle parole del suo ideatore e Direttore Artistico,Vinicio Capossela: “Partiamo dalla fine e arriviamo all’inizio. Ecco vi aspettiamo dalla fine”

Villa Adriana grande riapertura del Teatro Marittimo e della Sala dei Filosofi.

Testo di Giorgia Lattanzi – Foto courtesy Wikipedia – Enciclopedia web

Lo scorso venerdì 28 luglio si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione e riapertura al pubblico del Teatro Marittimo; presenti il Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali  e del Turismo On. Ilaria Borletti Buitoni, Andrea Bruciati Direttore Istituto Villa Adriana  e Villa D’Este, Alfonsina Russo, Soprintendente per l’Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

I restauri, iniziati nel 2014 sono terminati nel 2016, eseguiti su finanziamento del CIPE, per un valore di 1.200.000 euro, hanno risolto i problemi statici degli edifici e ripulito le intere strutture dai segni del tempo, dalle spoliazioni e dal degrado, in particolare nel Teatro Marittimo e nella Sala dei Filosofi.

Canopus_vanaf_serapium                                            Tivoli: Villa Adriana: “Il canopo”. Uno degli angoli di maggior fascino dell’intero complesso

Restituire a Villa Adriana due luoghi così preziosi permette di reintegrare la lettura complessiva di questo luogo considerato una delle più belle ville archeologiche del mondo. Si getta così una  nuova luce sugli intenti dell’Istituto di Villa Adriana e Villa D’Este che in occasione del biennio dedicato ad Adriano intende proseguire l’ampliamento delle zone aperte al pubblico.

Il Teatro Marittimo é definito “VILLA nella VILLA” da Andrea Bruciati, luogo che meglio riflette la figura intellettuale dell’Imperatore, personalità amante della meditazione, della conoscenza, così attento a mantenere viva la cultura greca,  di cui ne praticava i rituali. Il carattere di Adriano viene così descritto dagli storici: “Egli fu insieme austero e faceto, serio e giocoso, temporeggiatore e affrettato, avaro e liberale, simulatore e aperto, crudele e elementare e sempre vario in tutto”. (S.H.A. HADR – 14.11).  Proprio in questi luoghi può essere definito il suo pensiero urbanista,  che traduce  in architettura gli aspetti del suo intelletto e della sua politica.

Il monumento è datato al 118-125 d.C.  da una testimonianza trovata impressa sui mattoni utilizzati nelle costruzioni murarie. Qui l’Imperatore Adriano aveva la sua Domus, è qui che si ritirava. Il Teatro Marittimo concepito come luogo di snodo, dal quale era possibile accedere alle diverse zone della villa e fungere da ritiro privato dell’Imperatore, è  formato da un ambulacro coperto con volte a botte, parzialmente ricostruito con un diametro complessivo di m 43. Da un lato è costituito dalla parete perimetrale e dall’altro da uno splendido colonnato con capitelli del periodo ionico in marmo cipollino,(solo in parte originali), lo stesso marmo utilizzato per la scultura del coccodrillo che si trova nel canopo. Le colonne affacciano sul canale profondo m 1,5 ed attraversabile da ponti di legno azionati dall’interno. Oltre il canale si trovava l’isola, una villa in miniatura dotata di tutti gli ambienti che caratterizzavano le abitudini del tempo. Terme, camere residenziali e corte interna. I rivestimenti erano unicamente marmorei, lo testimoniano i solchi rimasti sui pavimenti all’interno dell’isola.

Villa_adriana_canopos

Una delle pietre utilizzate fu il Bekhen, molto simile al basalto, di colore grigio scuro, di provenienza egizia, utilizzata anche in scultura nella ritrattistica. Dopo il periodo di Adriano non ci sono più testimonianze del suo utilizzo. Anche il Verde Antico, che venne introdotto a Roma proprio durante il regno di Adriano proveniva dalla Tessaglia, regione greca, la cui provenienza era testimoniata da iscrizioni  rupestri sui blocchi. Proprio ad Adriano si deve la risistemazione della rete viaria che permetteva il trasporto dei marmi dalle cave dell’Asia Minore e della Grecia al porto da cui partivano le navi statuarie dirette a Roma.

Ligorio, architetto della vicina Villa D’Este, fu il primo a scoprire  questo luogo e lo denominò Teatro Marittimo proprio per la presenza dell’acqua nel canale e dei bassorilievi degli architravi raffiguranti  animali marini. L’acqua è un elemento importante, vicino scorre l’Aniene ed  è uno dei motivi per cui  Adriano scelse di edificare qui la sua Villa. La suggestione suscitata da questi luoghi, arriverà ad influenzare gli stili  delle architetture barocche e  delle Ville Venete.

Gli interventi di restauro si sono concentrati sulle pareti perimetrali e la difficoltà iniziale è stata quella dell’innalzamento dei ponteggi che non potevano poggiare sulle pareti per non comprometterne la stabilita in quanto strutture autoportanti.

Thermae_Villa_Adriana(1)

La sommità delle pareti era molto danneggiata e garantirne la conservazione  e il loro consolidamento è uno degli obbiettivi raggiunti. Inoltre sono state reintegrate le trame murarie mediante la pulizia

e l’ inserimento di elementi in tufo o di mattoni a cortina. In alcuni punti sono state utilizzate barre d’acciaio per ancorare le pareti là dove erano più sottili.

Una delle porte situate lungo l’anello centrale dava l’accesso all’adiacente Sala dei Filosofi a alla biblioteca di Adriano.

La vasta aula rettangolare absidata (m17x14, alt.  13) si presenta come una vera basilica con copertura a capriate.

Il materiale utilizzato per la costruzione è il tufo visibile nell’opus reticulatum delle pareti. Le cave di tufo erano all’interno della Villa a differenza di quelle di travertino che invece si trovavano fuori.  L’ambiente è caratterizzato dalle sette nicchie inserite negli absidi che contenevano i volumina, rotoli dove era possibile leggere i testi scritti sia in latino che in greco. Anche in questo stupendo ambiente i lavori di restauro si sono concentrati sul consolidamento delle pareti mediante iniezioni di resine e bande metalliche.

Tutto questo contribuisce ad aggiungere fascino ed attrazione ad un luogo dove ancora é possibile  avvertire le intenzioni che a suo tempo ispirarono Adriano: “Qui si governa l’intero mondo conosciuto”.

 

Tivoli (RM) – Largo Marguerite Yourcenar 1, Tivoli (RM) – Area Archeologica di Villa Adriana è aperta tutti i giorni dalle ore: 9.00-17.00 dal 2 gennaio al 31 gennaio- 9.00-18.00 dal 1 febbraio al 29 febbraio – 9.00–18.30 mese di marzo  – 9.00–19.00 dall’ultima domenica di marzo al 30 aprile – 9.00–19.30 dal 1 maggio al 31 agosto – 9.00–19.00 dal 1 settembre al 30 settembre – 9.00–18.30 mese di ottobre  – 9.00-17.00 dall’ultima domenica di ottobre al 31 dicembre. La biglietteria chiude un’ora e mezza prima. Costo del biglietto d’ingresso €. 8 intero – €.4,00 ridotto. Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese

L’ Ospitale Santa Francesca Romana insieme al Giardino delle Delizie di Donna Olimpia Maidalchini trova la sua sistemazione definitiva nell’Hostello Borgo Ripa, in contemporanea al ritorno alla piena fruibilità della chiesa di Santa Maria in Cappella.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le tante vicende che hanno fatto la storia della città di Roma molto spesso sono legate a luoghi che li hanno visti fare da cornice, se non addirittura esserne protagonisti, accumulandosi spesso una a ridosso dell’altra in modo tale da formare delle vere e proprie stratificazioni così come avviene per il suolo.

CAM09883Roma: Chiesa di Santa Maria in Cappella: Lapide che ricorda l’editto di Papa Urbano II^  la costruzione e l’apertura al culto della chiesa.

La sponda sinistra del fiume Tevere quasi a ridosso del ponte Sulplicio, proprio quello che riporta alla memoria personaggi quali Porsenna e Muzio Scevola, può dire di avere tutte queste prerogative. Qui, infatti, nell’anno 1087 nelle vicinanze della ripa dove era il porto fluviale di Roma, fu costruita, per volere di papa Urbano II^, una chiesa, o meglio una cappella, con il preciso scopo di fornire il servizio religioso, ruolo non di secondo piano, ai crociati in partenza per la Terra Santa. Un lapide posta subito dopo la porta d’ingresso della cappella, ricorda questa consacrazione  che viene indicata come sorta nel luogo chiamato “ad pinea”,  forse per la presenza di una pigna.                                    CAM09879                                          Chiesa di Santa Maria in Cappella: Crocifisso in micromosaico opera di Francesco Borromini,

Nell’anno 1425, quando la chiesa era già conosciuta come Santa Maria in Cappella, dedica che conserva tutt’ora, su iniziativa della nobildonna Francesca Ponziani, figura di primo piano nella storia della città con il nome di Santa Francesca Romana, nella chiesa furono ospitati i malati di peste e proprio qui iniziarono i primi passi di quella che in futuro sarà la Fondazione Santa Francesca Romana. Il 9 marzo di ciascun anno, giorno della morte di Santa Francesca Romana, avvenuto nell’anno 1440- sia in questa cappella che nel convento di Tor de Specchi, dove si trova la casa madre della congregazione religiosa fondata dalla Santa, si svolgono delle partecipate cerimonie religiose nel ricordo di una pagina di storia di primaria importanza nella vita della città tanto che Francesca Ponziani, nata a Trastevere nel 1384, sarà per sempre Francesca Romana, santa e patrona, insieme ai Santi Pietro e Paolo, della città di Roma. Come per il 29 giugno, giorno di festa a Roma in ricordo dei Santi Pietro e Paolo, anche il giorno 9 marzo meriterebbe identico trattamento, anche perché nella tradizione popolare è considerato giorno di precetto e contrassegnato da eventi di grande interesse culturale. Fra i tanti festeggiamenti meritano un posto di primo piano la cerimonia in Santa Maria in Cappella e l’apertura al pubblico del convento di Tor de Specchi, evento eccezionale perché sede dell’Ordine di Clausura delle Oblate di Santa Francesca Romana.

AntoniazzoRomanoRoma: Convento delle Oblate di Santa Francesca Romana. Affresco di Antoniazzo Romano – Foto courtesy Enciclopedia Wikipedia

L’interno di questo convento fu affrescato da Antoniazzo Romano con episodi della vita della Santa e, cosa interessantissima, sotto ogni riquadro  affrescato una didascalia in volgare, raro esempio di scrittura in italiano, in ambiente religioso, presente a Roma, città del Papa, dove la lingua ufficiale, almeno sui documenti scritti, non poteva essere che in lingua latina.

CAM09896CAM09853

 

 

 

 

 

 

 

 

Abside della Chisa S:Maria in Cappella  –                                                                          Acquasantiera composta con materiali  di recupero.        

Le attività filantropiche della Fondazione Santa Francesca Romana furono riportate in vita nel 1859 con l’Ospitale Santa Francesca Romana per vecchi indigenti, dal Principe Filippo Andrea V^ Doria Pamphjli. I discendenti di questa nobile famiglia erano gli eredi di Donna Olimpia Maidalchini, originaria proprietaria in città del vasto territorio di Ripa Grande dove sorgeva, insieme  al giardino delle delizie, la sua magnifica residenza. Donna Olimpia Maidalchini era la Pimpaccia per i romani a causa dei suoi commerci a carattere speculativo e dell’agire privato alquanto disinvolto ritenuto disdicevole, specie per la cognata di Papa Innocenza X^. Negli anni successivi sono intervenute varie modifiche nella vita dell’Ospitale fino a quando, di recente, la Regione Lazio lo obbligò alla riduzione del numero degli assistiti, dagli oltre cento iniziale, ad un numero che non doveva superare i 40. Si sono così liberati  locali non più utilizzati dai ricoverati che, su iniziativa di un imprenditore alberghiero trasteverino, titolare della catena alberghiera Eitch,  sono stati trasformati in “Eitch Borgo Ripa”, un nuovo ostello nel cuore di Trastevere che con stile raffinato e prezzi contenuti é in grado di offrire ospitalità  ed esperienza di viaggio nell’atmosfera caratteristica di un quartiere della città dove la romanità si respira in ogni angolo. A questa ospitalità non potevano mancare i piatti della tradizione enogastronomica romana. Questo importante incarico è stato affidato a Luciano, uno dei più noti ristoratori di Trastevere che ha impiantato di sana pianta il Ristorante “Da Luciano a Borgo Ripa”, utilizzando sia il giardino, quello che ospitava nei primi anni del 1600 il giardino delle delizie di Donna Olimpia, che parte dei locali dell’ex Ospitale, tanto suggestivi quanto carichi di fascino sono quelli dell’ex lavatoio trasformati in sala ristorante.

Le parole conclusive della presentazione alla stampa che meglio rappresentano questa nuova forma di ospitalità nella nostra città, la offre Marco Scaffardi, della Eitch: “Al rientro, dopo una giornata di piacere o di lavoro, vi aspettiamo nel Borgo per degustare prelibatezze tipiche romane, sorseggiare uno dei tanti cocktail, creati da prestigiosi barman, serviti nei nostri corner elegantemente incastonati sotto gli archi del giardino. Inoltre Borgo Ripa offre per matrimoni, disponibile anche una cappella privata oltre la magnifica chiesa di Santa Maria in Cappella, eventi privati, meeting aziendali, seminari, con uno sguardo interessato anche al turismo di gruppo, un salone con una capacità fino a 250 persone, un giardino bellissimo e ampi locali appositamente attrezzati, il tutto all’insegna di raffinata ospitalità ed un’ampia scelta enogastronomica”.

Un angolo suggestivo quanto storicamente importante ritorna con Borgo Ripa in tutto il suo splendore nella vita culturale e turistica romana come un acquarello di Pinelli.

Roma – Chiesa di Santa Maria in Cappella – Via di Santa Maria in Cappella. Aperta al culto tutte le domeniche alle ore 9,00 celebrazione della S. Messa, nel pomeriggio recita del S. Rosario.

-Hostello “Borgo Ripa” – Lungotevere Ripa, n.3 . Sito web www.borgoripa.it – Per contatti con Marco Scaffardi, telefonare al n° 366.6454880 – e.mail: marco.scaffardi@borgoripa.it

Guida Roma 2018 del Gambero Rosso – Un riferimento indispensabile tanto per il turista quanto per il buongustaio

Testo di Mariagrazia Fiorentino e foto di Donatello Urbani

Una guida che propone locali al vertice nell’offrire specialità enogastronomiche presenti in una città come Roma, incluso l’entroterra, che, malgrado i tanti difetti e carenze resta ai vertici del turismo internazionale, non è certamente un’impresa facile.

                                                                                           GR26062017-2362

In 288 pagine e in un formato tascabile ci sono raggruppati quanto di meglio può offrire il territorio laziale non solo in termini di eccellenze territoriali quanto in cucina, dove, nelle prime 138 pagine, ai locali recensiti è attribuito un punteggio  rappresentato, a seconda del grado di eccellenza, da una a tre di forchette ai ristoranti, da uno a tre gamberi alle trattorie, da una a tre bottiglie ai wine bar, da uno a tre boccali alle birrerie, da uno a tre mappamondi ai locali etnici, e da una a tre cocotte ai bistrot.

Nelle successive 38 pagine, in una sezione dal significativo titolo “Mangiarsempre” sono riportati locali dove è possibile sostare e rifocillarsi a tutte le ore quali: aperitivi & dopocena, panetterie, pausa gourmet, pescherie e cucina, pizze a taglio e street food.

Inoltre, in una successiva sezione dal titolo “Comprare”, particolarmente utile a quanti soggiornano in B&B o in residence sono stati selezionati punti vendita di alimenti naturali,birroteche, caffè e bar, carni e salumi, catering & delivery, cioccolato, enoteche, formaggi, frutta e verdura, specialità alimentari, gelaterie, mercati, olio, panetterie, pasta fresca, pasticcerie, tè e torrefazioni, tavola & dintorni, mentre le ultime pagine sono riservate a dove dormire.

                                                                                                IMG_20170626_120916

Come si conviene ad una guida che si rispetti la presentazione ufficiale è stata accompagnata dalla premiazione dei locali che hanno riportato i migliori punteggi nelle varie categorie con una cerimonia che, tralasciando formalità e convenevoli, ha avuto per i premiati il sapore di un “Bravo, prosegui in questa buona strada” con tanto di pacca sulle spalle.

Birra Peroni – Al via la raccolta dell’orzo. Dai campi dell’Umbria la festa della trebbiatura nella tradizione della migliore cultura contadina

Testo e foto di Donatello Urbani

Per il terzo anno consecutivo, Birra Peroni inaugura la raccolta dell’orzo insieme agli agricoltori ai quali ha affidato la fornitura della materia prima che dà vita all’ingrediente principale alla base nella produzione delle birre della Famiglia Peroni: il Malto 100% Italiano.

IMG_20170622_123902

Sono oltre 1.500 gli agricoltori che seminano su una superficie di ben 16.000 ettari 3.000 tonnellate di seme di orzo distico – caratterizzato da una spiga con due file di chicchi – per  un raccolto che si attesta sulle 50.000 tonnellate, quantità capace di soddisfare l’intera produzione di Birra Peroni. Significativo in proposito di attenzioni riservate dalla Peroni all’agricoltura  è il nuovo spot predisposto a sostegno delle proprie birre, in particolare della nuova linea “Gran Riserva”, dove si richiama l’attenzione dei consumatori sul prestare tempo ad una buona birra così come richiesto e voluto dalla natura per far germogliare un seme e ottenere un buon raccolto dopo varie attese per i tempi spesi nella cura del campo.

IMG_20170622_122219

“Quest’anno i primi passi della raccolta 2017 sono stati mossi dal Cuore Verde dell’Italia l’Umbria, in particolare a Deruta in Provincia di Perugia.” Tiene a precisare Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne Birra Peroni. “Una scelta non affatto casuale. E’ a Deruta, infatti, che ha sede l’azienda agricola di Paolo Palmerini, agricoltore della filiera Birra Peroni che quest’anno ha prestato il suo volto al nuovo spot Peroni Gran Riserva, oltre che alla Campagna Peroni, ultima sfida della nostra azienda, direttamente nei campi di orzo. Tutti insieme, dai campi di Marche, Molise, Umbria, Toscana e Lazio gli agricoltori della filiera hanno brindato l’inizio della stagione con la birra più amata dagli italiani. E’ sempre un piacere condividere con gli uomini e le donne che attraverso il loro lavoro garantiscono prodotti e materie prime di altissima qualità.”

All’importante evento che affonda da secoli le sue radici nella cultura contadina, hanno partecipato il Sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, il Direttore di Confagricoltura Umbria, Cristiano Casagrande  e Giuseppe Perretti, Direttore del Cerb (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra) che nel suo intervento ha richiamato l’attenzione dei presenti sull’importante ruolo che riveste l’orzo  nell’alimentazione dell’uomo in presenza dei nuovi scenari climatici che caratterizzano il nostro pianeta. Le caratteristiche intrinseche dell’orzo gli consentono di crescere, svilupparsi e produrre anche in terreni con gradi di siccità ed aridità proibiti ad altri cereali quali il grano.

IMG_20170622_132720

L’importanza della filiera, della sua sostenibilità e dei controlli sulla qualità delle materie prime è stato l’argomento trattato da Fabio Scappaticci, Responsabile Produzione e Qualità della Malteria SAPLO, che ha concluso il suo intervento affermando: “La produzione complessiva dell’orzo in Italia si è attestata negli ultimi anni su valori pari a circa 950 mila tonnellate, di cui il 10% costituito da orzo distico per malto da birra. Il malto 100% italiano è il valore aggiunto del nostro “terroir” – eccellenza territoriale- e costituisce il pilastro della qualità della nostra birra. La festa della raccolta dell’orzo è il momento durante il quale possiamo condividere la nostra esperienza e il lavoro che ci permette di poter contare su un prodotto di assoluta qualità. Il raccolto di orzo di questa stagione 2017, caratterizzato da un prodotto di elevata qualità per le favorevoli condizioni climatiche e territoriali, sarà a partire dal prossimo mese di ottobre impiegato nella produzione delle birre Peroni che, grazie proprio anche a questa favorevole combinazione di eventi, saranno ancor più eccellenti”.

La festa della trebbiatura dell’orzo, come tutte le feste che si rispettano, si è conclusa con specialità della cucina locale, accompagnate dalle Birre Peroni, e predisposte nel ristorante “Il Chicco di Grano” – località La Torre, telefoni 370.3452142 e 329.2770293 –  dagli chef Gaetano Esposito e Michele Sgarra

BORGIO VEREZZI – PRESENTATA LA 51^ EDIZIONE DEL FESTIVAL TEATRALE DALL’8 LUGLIO AL 24 AGOSTO 2017

Donatello Urbani – Foto dal sito web del Comune di Borgio Vereggi

Dieci spettacoli, otto dei quali in “prima nazionale”, un’anteprima e un evento speciale all’interno delle grotte, coronano un programma articolato in 22 serate che propongono drammi e commedie il cui filo conduttore é il potere, inteso nelle sue più svariate accezioni. Sono queste le principali caratteristiche che fanno  del Festival di Borgio Verezzi (Savona), la più importante rassegna teatrale estiva in Italia da ben oltre cinquant’anni con un incremento di presenze costante in ciascun anno tanto da renderla autonoma anche economicamente.  Una tangibile dimostrazione è offerta dal passato festival del Cinquantennale archiviato con eccellenti risultati  di pubblico aumentato del 16,1% (oltre 11 mila i paganti dello scorso anno) e incassi cresciuti del 19,8%, e un elevato indice di gradimento con un largo seguito sui mass media e rinnovato interesse della critica. Anche quest’anno questa 51 edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi è stata  presentata nella bella sede romana della Banca Passadore. “Una banca la nostra” afferma il direttore della filiale romana Dott. Paolo Lastrico, “ che vanta un antico e radicato rapporto con la popolazione ligure essendo stata fondata a Genova e, da sempre, ha dimostrato sensibilità ed interesse verso tutte le manifestazioni presenti nei territori dove opera, nessuna esclusa, a partire proprio da quelle turistico culturali, come in questa occasione”.

Gli attori presenti alla conferenza stampa, tutti protagonisti della manifestazione presentata, sono stati Fabio Ferrari, Renato Cortesi, Lorella Cuccarini, Giampiero Ingrassia, Miriam Mesturino, Massimo Dapporto, Paola Quattrini, Vanessa Gravina, Emanuela Grimalda, Luca Giordana, Roberto Ciufoli, Alessandro Benvenuti, Gianluca Ramazzotti, Maurizio Donadoni, Emanuele Salce, Giacarlo Ratti, Silvia Siravo, Gianluca Guidi, Fabrizio Coniglio, Giancarlo Fares, Gabriele Pignotta, Stefano Artissunch. Presenze così importanti sono ancora una volta di più testimoni del grande valore artistico e un valido richiamo turistico culturale di questa manifestazione.

Tiene a precisare il direttore artistico Stefano Delfino, in carica dal 2002 e da poco tempo riconfermato per altri cinque anni, che: “Superata la boa del mezzo secolo, l’edizione 2017 si proietta verso il futuro. E lo fa, ancora una volta, all’insegna del rinnovamento nella tradizione, puntando cioè su testi contemporanei, spesso inediti o stranieri, senza trascurare però i classici, caratteristica delle sue origini, e coinvolgendo, oltre alla sede storica di Piazza Sant’Agostino, anche la suggestiva location delle Grotte di Borgio Verezzi, preziosa risorsa naturale e turistica del territorio comunale”.

                                                                                              presepe

Un ventaglio di proposte diversificate, con la speranza di soddisfare i gusti degli spettatori, fra cui anche molti turisti in vacanza. Aggiunge Delfino: “Ideato nel segno del sorriso anche quando affronta temi più profondi e impegnativi (la leggerezza della pensosità, citata da Italo Calvino nelle Lezioni americane) spazia tra autori di vari Paesi, propone – com’è sua consuetudine – qualche titolo noto anche per la trasposizione cinematografica e conferma come il Festival sia ormai diventato la ‘vetrina’ estiva di alcune delle novità che, nell’invernale, andranno in tournée, esportando quindi in tutta Italia il nome di Borgio Verezzi”. Rispetto alle ultime edizioni, tra tanti nomi eccellenti, accanto a qualche gradito ritorno, figurano anche numerosi debuttanti al Festival. Molto importante sarà nell’edizione di quest’anno il duplice omaggio che verrà reso a Vincenzo Cerami, quattro anni dopo la scomparsa con la prima versione teatrale del suo romanzo “Un borghese piccolo piccolo”, tradotto in cinematografia quarant’anni fa da Monicelli con Alberto Sordi, interprete principale. Questa rappresentazione sarà impreziosita dalle musiche appositamente composte dal maestro Nicola Piovani. Completa l’omaggio a questo grande maestro l’edizione italiana de “Le repasdes fauves” (La cena delle belve), commedia francese dell’armeno Vahè Katcha, nella traduzione di Cerami, fatta pochi mesi prima della morte.

Borgio Verezzi (Savona)– Ufficio Festival Teatrale– Notizie ed informazioni  contattare la Direzione amministrativa: festival@comuneborgioverezzi.it. – www.festivalverezzi.it. Biglietteria: telefono 019.610167- e.mail biglietteria@comuneborgioverezzi.it

VINI SUDAFRICANI A ROMA – Una bella opportunità per gli amanti dell’enologia

Dai francesi abbiamo appreso di come e quanto il vino testimoni la radice dove è nato e prodotto. “Terroir” è stata chiamata questa testimonianza e noi in Italia l’abbiamo sposata con piacere, dandogli anche una traduzione, non troppo letterale, in “biodiversità”. Proprio le biodiversità, non solo italiane, saranno uno dei principali temi che verranno dibattuti e su cui poggia l’ossatura principale di EXPO 2015.

Scoprire territori lontani attraverso un bicchiere di vino é quanto avvenuto nella residenza dell’Ambasciatore della Repubblica Sudafricana a Roma che in collaborazione con l’importatore italiano Afri Wines- www.afriwines.com- ha messo in degustazione i prodotti di due case vinicole, fra le circa 15 da lui rappresentate in Italia: “Cape Dreams” con Shiraz e Pinotage, entrambi  con oltre i 14 gradi a testimoniare i colori forti e le spettacolari asperità presenti nel paesaggio di origine e un eccellente Chardonnay / Sauvignon, prodotto dalla casa Linton Park Wines, significativamente battezzato “white Rhino” i cui proventi di vendita, nella misura del 10%, sono devoluti alla salvaguardia del rinoceronte delle praterie africane a rischio d’estinzione.

www.savetherhino.org

I vini di produzione Linton Park Wines con etichetta Rhino Park sono ben sei, tra bianchi e rossi, e tutti partecipano con l’identico contributo derivante dalla loro vendita, alla campagna promossa dall’associazione “Save The Rhino” in favore del rinoceronte delle praterie africane. In tutti i vini posti in assaggio, però, si sono avvertiti i profumi e i sapori di origine tropicale in maniera così forte ed evidente da avere netta la sensazione di bere un sorso di Africa.

L’occasione è stata buona per presentare anche i diversi punti di vendita ed assaggio dei vini sudafricani in Roma, che si trovano sparsi in tutta la città. Così in centro città si trova il Josephine Bistrot mentre ai Parioli zona nord ci sono:

The Dukes International Cafè  e il Larys  insieme ai ristoranti Il Garigliano  e Alghero .

Nella zona di Piazza Fiume si trovano i ristoranti:

Il Fellini, il Tribeca Cafe  , nonché il Ristorante Costa Paradiso .

In zona Eur:

Ristorante Il Fungo , L’Edera , Caffe
Tortuga , ai Fienaroli  , Ristorante Patanegra   e Ristorante Trecca

Quanto prima sarà possibile trovare nella Carta Vini anche quelli sudafricani negli uvaggi:
Chemin Blanc, Sauvignon Blanc, Cape Blend, Pinotage nei seguenti ristoranti: Enopoli srl , H10 Roma , Pinciano .

Sahara Ristorante, Enoteca e Prodotti Tipici, Clemente alla Maddalena, Il Ceppo, Il Vero Alfredo, Ristorante Maharaj, Ristorante Il Caminetto, Taverna Rossini, Insalata Ricca, Hostaria
Po.

“Affermarsi nel mercato enologico italiano è tanto affascinante quanto difficile”, sono le parole di Giuseppe Sorgini della Bottiglieria Romana  che proseguendo nel suo parere, ci dice: “Nel mercato italiano sono presenti  quanto di meglio per qualità e convenienza esista al mondo per riuscire a ritagliarsi uno spazio nella commercializzazione occorre avere prodotti  che abbiano un valido rapporto qualità/prezzo come è stato riconosciuto ai nostri vini, con varie menzioni, in occasione di rassegne enologiche internazionali malgrado la mancanza di un accordo commerciale tra Unione Europea e Sudafrica, che c’impone il pagamento di dazi dogali d’importazione”. Qui s’inserisce il sorriso di Jacqueline Ntombentle Mpongoshe, assistente nell’Ufficio Politico dell’Ambasciata Sudafricana a Roma, che, per l’occasione, in assenza per impegni istituzionali di S.E. l’Ambasciatore, svolge anche il ruolo di padrona di casa con quella grazia e fascino che conferisce quel tocco di attrazione tutta africana presente anche nei vini. Non pensavo che il terroir si estendesse anche alle persone.

Note: In prima pagina foto del territorio sudafricano. Foto courtesy dell’importatore Afri Wines

INDIA E BUTAN – ESCURSIONE DEL 2012

india_buta_escursioni

Lorem ipsum dolor sit amet, consetetur sadipscing elitr, sed diam nonumy eirmod tempor invidunt ut labore et dolore magna aliquyam erat, sed diam voluptua. At vero eos et accusam et justo duo dolores et ea rebum. Stet clita kasd gubergren, no sea takimata sanctus est Lorem ipsum dolor sit amet. Lorem ipsum dolor sit amet, consetetur sadipscing elitr, sed diam nonumy eirmod tempor invidunt ut labore et dolore magna aliquyam erat, sed diam voluptua. At vero eos et accusam et justo duo dolores et ea rebum. Stet clita kasd gubergren, no sea takimata sanctus est Lorem ipsum dolor sit amet.