Achille Funi – ‘900 Classico e Rinascimentale – Dipinti, disegni e cartoni alla Galleria del Laocoonte Via di Margutta, 53/B e Nuovo spazio espositivo, Via Margutta, 81 fino al 28 aprile 2024

Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

“Lei non può entrare”. Il mio tentativo di visitare di persona gli affreschi realizzati da Funi negli anni 1930 nella Cattedrale di Tripoli in Libia, trasformata successivamente in moschea, falli miseramente. Questo episodio mi ha lasciato una certa curiosità su questo artista tanto che non ho perso occasione di approfondirne la conoscenza, ogni qual volta il ristretto tempo disponibile me lo ha concesso. L’occasione offerta da Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli, titolari della Galleria del Laocoonte, di organizzare una mostra su Achille Funi era un’occasione unica da non lasciarsi sfuggire. L’interessante catalogo messo a disposizione dei visitatori curato da Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli con schede di Nicoletta Colombo, Luca Esposito e Vincenzo Mazzarella,: “Virgilio Socrate Funi, in arte Achille, nasce a Ferrara il 26 febbraio 1890. Nella città natale compie i primi studi di disegno, decorazione e modellazione alla Scuola d’arte «Dosso Dossi». Nel 1906 si trasferisce a Milano dove segue fino al 1910 i corsi di Pittura di Figura all’Accademia di Brera con Cesare Tallone”.

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Achille Funi: “La Battaglia” – 1949/&1950 – Tempera su cartone preparatoria all’affresco “La battaglia di Legnano” – Bergamo. Municipio. Sala Conciliare. Opera di grande attualità e modernità che pone in evidenza i peggiori istinti dell’uomo e dove nessun contendente è il reale vincitore della guerra.

Nel 1922 dopo le prime esperienze pittoriche con i Futuristi e la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale incontra Margherita Sarfatti e Lino Pesaro.  Con loro ed insieme ad altri artisti fondarono il gruppo di “Novecento”  volto ad un recupero della tradizione classica italiana rivisitata alla luce delle esperienze delle avanguardie degli inizi del secolo. Così la critica d’arte: “Le sue figure femminili, le nature morte, i ritratti, al di là dell’esplicita aspirazione neoclassicistica, stabiliscono un’eclettica gamma di riferimenti culturali, in parte connessi alla tradizione artistica ferrarese. L’interesse per la figura come fulcro ideale e soggetto principale dell’opera è, insieme con l’attenzione al mestiere, la caratteristica dominante del classicismo degli anni venti. Si era ormai spenta l’eco delle dichiarazioni futuriste del Manifesto tecnico (aprile 1910). Nel 1925 la Sarfatti, in una monografia su Funi, considerava l’artista erede della tradizione classica e rinascimentale ferrarese, ritenendo profeticamente che i caratteri di essenzialità e di grandezza del comporre che Funi dimostrava avrebbero potuto tradursi in efficaci soluzioni ad affresco”. Gli anni successivi videro l’artista impegnato sui fronti sia di pittura che di affresco pur nella diversità delle due tecniche. Mentre la pittura su cavalletto richiede prolungate riflessioni e molteplici prove prima di realizzare il segno sulla tela, quella murale è caratterizzata da veloci esecuzioni prima che l’intonaco sul quale è realizzata si prosciughi e non sia più idoneo a ricevere il colore. Questa attività proseguirà fino alla sua morte avvenuta ad Appiano Gentile (Como) il 26 luglio 1972.

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Come ricordato dai curatori nel catalogo: “Dal 1939 al 1960 è stato titolare della Cattedra d’Affresco all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove suoi allievi sono stati Giuseppe Ajmone, Valerio Pilon, Oreste Carpi. Alla sua carriera di insegnamento aggiungerà una breve parentesi all’Accademia Carrara di Bergamo, con una cattedra in pittura nel 1945….. E’ giusto che anche Funi possa rivedere le sue opere: perciò dalla collezione romana “Facce del Novecento” abbiano tirato fuori un autoritratto ad olio estivo del 1955. Il rosso di una fetta d’anguria, le rosse righe della maglietta a maniche corte, il cappello di paglia in capo, le iridi scure a pallottola, fanno pensare per un attimo a Picasso in Costa Azzurra. E invece è proprio lui, Socrate Virgilio Funi, detto Achille, nel suo villino di Forte dei Marmi…..”

 

Assemblea Nazionale dei Produttori di Federbio – Approvato il Manifesto con le richieste per rafforzare l’intero settore biologico e biodinamico

Donatello Urbani

L’agricoltura biologica e biodinamica continua a crescere: in Italia conta quasi 93.000 operatori, più di 82.000 produttori e una superficie agricola utilizzata del 18,7%. Un trend che conferma la leadership in Europa per l’agricoltura biologica nazionale. Un modello di produzione sostenuto dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork, le cui indicazioni mirano a superare l’attuale agricoltura intensiva e a promuovere la transizione agroecologica nei sistemi agricoli europei.

Contro altare a tutto questo due grandi ostacoli: la semplificazione burocratica e l’abbattimento dei costi a carico degli agricoltori come ha rilevato la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini.

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L’ Assemblea Nazionale dei Produttori di Federbio, in rappresentanza di 50.000 agricoltori raccolti in 16 associazioni, in sinergia con la Coldiretti Bio, ha esaminato le varie problematiche presenti attualmente nei settori bio e biodinamici in Italia ed ha provveduto a redigere un manifesto riepilogativo delle richieste indispensabili alla vita delle due filiere.

  • - Riformare il sistema di certificazione e semplificare la burocrazia.

All’agricoltura biologica serve un sistema unico di certificazione, anche se affidato a più organismi privati, ma con piani di controllo standard e tariffe uniformi approvati dall’Autorità nazionale competente. È necessaria una formazione obbligatoria per gli operatori e il personale degli organismi di certificazione, con gli stessi standard di certificazione per gli ispettori e gli addetti. Per semplificare la burocrazia, gli agricoltori bio chiedono l’integrazione delle informazioni aziendali tramite piattaforme digitali per lo scambio di dati tra le Autorità e i soggetti coinvolti nel sistema di certificazione. Vogliono anche favorire l’implementazione di sistemi di autocontrollo sia verticali che territoriali, oltre al sistema di certificazione di gruppo, più adatto a realtà di Paesi Terzi.

  • - Riconoscere un giusto prezzo per gli agricoltori nel mercato dei prodotti biologici.

Gli agricoltori biologici chiedono maggiore trasparenza riguardo ai costi di produzione necessari per produrre il biologico e vogliono che il prezzo dei prodotti bio sia stabilito in modo autonomo rispetto a quelli convenzionali. Per fare questo, è necessaria l’istituzione di una Commissione Unica Nazionale (CUN) per i prezzi dei prodotti biologici, basata sui costi di produzione aggiornati e raccolti da ISMEA. Gli agricoltori biologici ritengono importante favorire accordi di filiera per garantire un giusto reddito che tenga conto delle specificità e vincoli propri del metodo biologico che devono essere comunicati ai cittadini in modo più efficace per far comprendere i valori e i benefici del bio, partendo dal lavoro degli agricoltori e allevatori.

  • - Fissare norme e standard di autoproduzione per i mezzi tecnici per l’agricoltura bio.

L’agricoltura biologica si basa sull’agroecologia e sulla circolarità, di fatto limitando l’uso di mezzi tecnici come i fertilizzanti e i biostimolatori. Per garantire rese produttive adeguate e requisiti qualitativi, è necessario l’uso di questi mezzi, sia tramite autoproduzione aziendale o in circuiti organizzati di agricoltori biologici, per aumentare la circolarità della pratica del metodo biologico nel pieno rispetto della sicurezza e della legalità, sia attraverso regole chiare e certezza nell’utilizzo di mezzi tecnici acquistati anche in relazione al rischio di contaminazioni con sostanze non ammesse. Nel contesto della strategia Farm to Fork, gli agricoltori biologici e biodinamici chiedono un quadro normativo coerente e stabile, che semplifichi le condizioni e garantisca parità a livello europeo. Vogliono utilizzare mezzi tecnici verificati senza contaminazioni non ammesse e senza costi aggiuntivi a carico degli stessi agricoltori. I principi della riduzione degli input esterni, della circolarità e delle filiere corte dovrebbero essere applicati anche all’uso dei mezzi tecnici, con possibilità di deroga in caso di assenza di rischi sanitari e ambientali.

  • - Fare dell’allevamento biologico il modello di riferimento della zootecnia italiana

Il Green Deal europeo e la crescente sensibilità dei cittadini verso il benessere animale e il contrasto al cambiamento climatico stanno ridimensionando l’allevamento intensivo. L’allevamento biologico certificato rappresenta la forma più avanzata e sostenibile, ma alcune sfide minacciano la sua crescita, come le dinamiche di prezzo dei prodotti convenzionali, la confusione informativa e la scarsa presenza nella GDO. Gli agricoltori chiedono che l’allevamento biologico diventi il modello di riferimento per l’intera zootecnia italiana, in linea con le politiche europee e la transizione ecologica e sociale. Ritengono che il metodo di allevamento biologico sia e debba rimanere lo standard più elevato di benessere animale. Chiedono inoltre una campagna di comunicazione pubblica per evidenziare i vantaggi dell’allevamento biologico e prevenire confusione tra i consumatori riguardo ad altri standard di sostenibilità.

 

 

 

 

 

 

 

Assaggi – Salone dell’Enogastronomia Laziale – Viterbo Palazzo dei Papi dal 19 al 22 maggio 2023 – Degustazioni – Show Cooking – Street Food – Eventi serali nei centri storici e nella provincia

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Il viterbese, una terra generosa, mutevole nell’aspetto naturale, con laghi e dolci colline, fitte macchie e tagliate etrusche, stagni, distese di verde a questa rara bellezza si accompagna una multiforme e sincera cucina. L’olio, un’eccellenza assoluta del viterbese dal colore verde brillante, un sapore fruttato adatto a tutte le preparazioni sia crude che cotte. La cucina semplice e saporita lasciataci in eredità dai pastori e dai macellatori di carne. Le pappardelle al sugo di cinghiale con la pasta lavorata da mani sapienti, le fettuccine ai funghi porcini, l’acqua cotta, il coniglio al forno innaffiato con un greghetto, sono da considerarsi beni immateriali dell’umanità.

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Una visita non può assolutamente mancare al Museo Nazionale (Rocca Albornoz), dove la  documentazione archeologica sull’architettura etrusca nel viterbese è un “unicum” assoluto.

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Tutto questo sarà possibile a Viterbo nel cuore della città. Maggiori informazioni email info@assaggisalone.com – oppure consultare il sito www.assaggisalone.com/programma  per tutte le manifestazioni in programma e “Buon appetito”.

Bassano del Grappa ricorda con la mostra “Io Canova – Genio europeo” il grande scultore

Donatello Urbani

Quindici kilometri, circa, separano Possagno, cittadina veneta che ha dato i natali nel 1757 ad Antonio Canova e qui ricordato con una vasta quanto importante gipsoteca, da Bassano del Grappa, dove é conservato presso la Biblioteca Civica il più cospicuo “corpus” di documenti: 6685 manoscritti e circa 2000 disegni riguardanti questo grande artista. Una sinergia fra queste due cittadine, voluta da entrambe anche in funzione turistico/culturale, ha dato vita alla mostra “Io Canova – Genio europeo”, allestita nei Musei Civici di Bassano del Grappa, che, fra l’altro, cade nel duecentesimo anno dalla scomparsa dell’artista ed integra, come ha ricordato Vittorio Sgarbi, nel corso della conferenza stampa di presentazione, anche quella non avvenuta del centenario a causa di eventi politici e della marcia fascista su Roma.

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La rassegna, come scrivono i curatori, vuole restituire: “un’immagine inedita del grande scultore, affascinante ed attualissima, svelando l’uomo, il collezionista, il diplomatico, il protettore delle arti: una tra le personalità più significative del mondo culturale e politico a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.” Il linguaggio artistico canoviano svolto nei due secoli che videro profonde ed importanti trasformazioni, superò i ristretti confini nazionali ed ebbe notevole riscontro nel mondo intero, dalle Americhe alla Russia. Da non far passare inosservato anche il rapporto di Canova con Roma. La città lo accolse ventenne, lo ospitò per quasi tutti i restanti anni della vita colmandolo di onori e gloria.

 

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                                  Francois-Xavier Fasbre: “Ritratto di Antonio Canova” – 1812 ca. olio su tela- Musée Fabre – Montpellier

L’arte romana, prevalentemente antica, ebbe una grande influenza sull’artista e nella realizzazione di una delle più significative opere scultoree: “Le tre grazie”, Canova s’ispirerà a una scultura del II secolo d.C. che, sapientemente restaurata, viene in questi giorni esposta nei Musei Vaticani.

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                 Antonio Canova: “Endemione dormiente”- 1819/1822 – Gesso e base in legno – R%avenna, Accademia di Belle Arti

L’intero percorso espositivo si articola in tre diverse prospettive che ci presentano questo personaggio in “L’uomo e l’artista”, “Canova e l’Europa”, “Canova nella storia”, quest’ultimo dedicato al rapporto con Napoleone e i Bonaparte ed i viaggi compiuti nel 1815 a Parigi per recuperare le opere d’arte trafugate da Napoleone nel corso della campagne militari in Italia e a Londra, per giudicare i marmi del Partenone e la loro esatta attribuzione  al grande scultore greco Fidia.

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                                                 Antonio Canova: “Autoritratto” – 1812 – gesso – Bassano del Grappa – Museo Civico

Evento importante questo che gli amanti del turismo esperenziale non possono assolutamente mancare. L’occasione offerta da questa rassegna, infatti, giustifica un’escursione in una terra dove sono presenti eccellenti servizi turistici abbinati ad un evento culturale di primaria importanza.

Bassano del Grappa – Mostra nei Musei Civici – P.za Garibaldi, 34 – “Io Canova – Genio Europeo” dal 15 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023. Ingressi €.12,00 intero ed €.10,00 , ridotto. Prenotazioni ed acquisto biglietti shop.midatiket.it/iocanova. Info: tel.+39.0424.519 901, sito www.museibassano.it

 

 

 

PRIMI D’ITALIA – Festival nazionale dei primi piatti – Foligno (PG) da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre 2022

Donatello Urbani – Foto Donatello Urbani e  Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

La promozione del territorio affidata al principe della gastronomia italiana: “Il primo piatto”. Un week end di quattro giorni da leccarsi i baffi attende Foligno con degustazioni no stop nei Villaggi del gusto, chef stellati e tanti eventi dedicati ai buoni sapori accompagnati da quanto di meglio offre la produzione agricola della regione umbra, dai vini al tartufo, dagli olii ai tanti prodotti di nicchia.

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L’Umbria, una terra dove tutto il paesaggio agricolo è dominato dalle forme dell’olivo e dalla cultura della vite. La coltivazione dell’olivo ha radici millenarie, che ha saputo mantenere nel tempo il livello qualitativo del prodotto. Il dolce paesaggio collinare formato da boschi, querce è punteggiato da borghi, monasteri e castelli, invita alla scoperta delle tradizioni, delle bellezze artistiche e naturalistiche. In questo contesto vive Foligno con la Quintana e il Festival Nazionale dei Primi Piatti, giunto alla 23esima edizione.

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Circa 40 eventi collaterali accompagneranno questa manifestazione che vedrà inoltre la presenza di personalità di primo piano in vari settori dallo tre stelle Michelin Mauro Uliassi, all’attrice e modella Eleonora Pieroni, dal giornalista   e   conduttore Tiberio Timperi al frate influencer padre Enzo   Fortunato; passando per le pallavoliste di A1 della Bartoccini-Fortinfissi Perugia fino all’attrice Eleonora Giorgi. A illustrare i principali appuntamenti della kermesse e presentare le grandi stelle che giungeranno nella città umbra di Foligno è stato Aldo Amoni, presidente di Epta   Confcommercio Umbria, la società di servizi che da sempre promuove e organizza la manifestazione de I Primi d’Italia. Con lui anche Eleonora Pieroni, il Sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, il presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio umbre Giorgio Mencaroni.

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“Tre momenti caratterizzeranno la prossima edizione dei Primi d’Italia. L’evento alla Caserma ‘Generale Ferrante Gonzaga del Vodice’, un luogo simbolico e fondamentale per la città di Foligno, anche dal punto di vista economico. Poi il G20 della pasta   durante il quale il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro coordinerà un incontro per riflettere sullo stato di salute del prodotto simbolo del Made in Italy: la pasta, al quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, delle più importanti aziende. E ancora il ritorno, dopo anni delle varie specialità regionali con undici villaggi del gusto. I quattro giorni dei Primi d’Italia offriranno agli ospiti che verranno a Foligno un panorama completo di tutto ciò che in qualche modo è legato a questo mondo” ha dichiarato Aldo Amoni. Pasta, riso, zuppe, gnocchi, polenta ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un gustoso primo, sono i protagonisti della maratona culinaria più appetitosa d’Italia. Per questo è attesissimo il ritorno dei Villaggi del gusto regionali. Quest’anno sono ben undici, di cui uno interamente gluten free. Qui si potranno assaggiare tantissime   ricette di primi piatti, tipiche delle varie regioni italiane, servite a costi contenuti: €.5,00 a porzione e orario continuato nelle suggestive taverne barocche cittadine sparse in tutto il centro storico. Le specialità pugliesi si potranno assaggiare alla taverna La Mora, i piatti sardi alla taverna Cassero. Con un grande spirito di solidarietà, il Lazio   sarà rappresentato dalla città di Amatrice, presente con suoi   primi alla Taverna Giotti. Ma i piatti romani saranno serviti anche alla taverna Contrastanga. E ancora: le specialità mantovane si potranno degustare alla Ammanniti; le umbre alla Pugili; quelle della costa marchigiana alla Spada; le maremmane alla Morlupo; le piemontesi alla Croce bianca; quelle della Alpi e le gluten free alla Badia.

Per saperne di più visitare il sito www.iprimiditalia.it

AUGURI Infiniti per un Santo Natale ed un Felicissimo Anno Nuovo 2022

Tra Munari e Rodari – Un omaggio a due grandi protagonisti della cultura per l’infanzia del Novecento.

Donatello Urbani

Dopo la condivisione nello spazio virtuale arriva a Roma al Palazzo delle Esposizioni la mostra Tra Munari e Rodari, iniziativa proposta dal Comitato promotore per le celebrazioni dell’Anno Rodariano istituito da Biblioteche di Roma. Il progetto, in collaborazione con Corraini Edizioni con cui Bruno Munari ha sempre lavorato stabilmente nel corso degli anni, vuole essere un omaggio ai due artisti e celebrare il loro incontro, umano e intellettuale. Già varcato l’ingresso dell’unica sala che accoglie la rassegna ci troviamo immersi nell’immaginifico mondo delle buone intenzioni dove le parole di Rodari risuonano forti e imperiose: “Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.  Non un formale tributo reso solo ai più piccoli, ma un piccolo dono a due “scorpioni”, come li definisce il Presidente di Biblioteche di Roma, Paolo Fallai, che “hanno preso molto sul serio la giocoleria della vita. E facendoci dolcemente sanguinare, hanno cercato di aprirci un cammino di libertà.”

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Il filo conduttore presente nei dieci pannelli: la scuola, il rispetto, giocare è una cosa seria e che, come scrivono i curatori, restituiscono, inoltre, “un continuo gioco di rimandi tra immagini e parole, i nodi in comune tra due protagonisti unici del panorama artistico del ‘900 italiano: la creatività come pensiero divergente, la serietà del gioco, il potere dello straniamento”. In questa occasione gli organizzatori si sono rivolti a 5 illustratori e illustratrici: Andrea Antinori, Marianna Coppo, Mariachiara Di Giorgio, Massimiliano Di Lauro e Alessandro Sanna – a interpretare con il proprio segno le filastrocche del maestro di Omegna e a suggerire a bambini e bambine tecniche e strumenti originali per realizzare i propri disegni.

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Le tavole degli artisti e i loro video-tutorial assieme alle decine di lavori realizzati dai più piccoli arricchiscono la mostra con una propria sezione. La mostra proseguirà fino a ottobre per chiudersi con il doppio festeggiamento del compleanno dei due protagonisti, vicini anche nel giorno della nascita: Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni il 23 ottobre, Bruno Munari 113 il 24. Bruno Munari (1907-1998) è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del ‘900. Ha sempre dedicato la propria attività creativa alla sperimentazione, con un’attenzione particolare al mondo dei bambini e dei loro giochi. Le sue creazioni nei campi della pittura, scultura, design, fotografia e didattica ne attraversano le diverse poetiche seguendo il filo della sua personalissima originalità. Gianni Rodari (1920-1980) è stato maestro, giornalista, pedagogista e scrittore, a partire dagli anni Cinquanta ha iniziato a pubblicare le sue opere per bambine e bambini, che hanno ottenuto fin da subito un enorme successo di pubblico e di critica. I suoi libri, tradotti in molte lingue, hanno meritato nel 1970, il prestigioso premio «Hans Christian Andersen», considerato il «Nobel» della letteratura per l’infanzia. La sua Grammatica della fantasia è diventata fin da subito un punto di riferimento per quanti si occupano di educazione alla lettura e di letteratura per ragazzi.

Roma: Palazzo delle Esposizioni –Via Nazionale 194 – fino al 24 ottobre 2020 con ingresso gratuito e orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10.00 alle 20.00 venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 I visitatori sono tenuti a rispettare tutte le misure previste dal Piano sicurezza disponibile sul sito www.palazzoesposizioni.it scaffaledarte@palaexpo.it

AUGURI Per un Santo Ntale ed un Felice Anno Nuovo

Miniatura tratta dal “Libro d’Ore di Carlo de Angouleme” . Courtesy Editore M.Moliero – Pubblicazioni d’Arte e Ristampe Codici Antichi – Barcellona (Spagna) – Sito web moliero.com

DOP e IGP italiane trovano una qualificata presentazione nell’Atlante Qualivita 2020.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

E’ stato presentato a Roma il 12 c.m. l’Atlante Qualivita 2020, (per la prima volta a cura dell’Enciclopedia Italiana Treccani), alla sua decima edizione. Primo e unico volume a livello europeo dedicato alle produzioni certificate, (800 prodotti tipici, novità assoluta alcuni liquori e 35 bevande spiritose).

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Alla presenza di autorità specifiche del settore, il Ministro Bellanova nel suo intervento ricorda che: “… abbiamo un sistema tra i migliori al mondo per il controllo alimentare….”. L’On.le De Castro, della Fondazione Qualivita Treccani, sottolinea: “…l’importanza di collegare la cultura al cibo….”. Tutti questi prodotti DOP e IGP, nascono nei 5500 comuni italiani e fanno parte integrante del suo patrimonio culturale  immateriale.  Far conoscere chi produce e rende unici questi prodotti è uno degli scopi principali, insieme a coniugare e valorizzare la coltura è cultura. Perché conoscere la propria terra la si ama e la si rispetta di più. L’Atlante Qualivita si pone come sintesi profonda  di una ricchezza variegata. Edito da Treccani pag.1015 costo €.100,00.

Turismo & Shopping – Global Blue presenta la propria posizione nel Tax Free Shopping nella Capitale

Mariagrazia Fiorentino – press.eurintuni@virgilio.it  e Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Roma  attraversa in questo momento un trend positivo per il Tax Free Shopping. Considerando che proprio in questi giorni siamo in piena “AltaRoma” questo trend acquista una particolare importanza. Global Blue, in questo settore del Tax Free Shopping,  è stato un precursore vantando una presenza sul mercato da ben 40 anni con una posizione di leader mondiale confermata dalla presenza in 52 paesi con oltre 1.900 dipendenti.  Questo gli consente di mettere a disposizione dei clienti e dei turisti un’ampia gamma di prodotti e servizi che vanno dal “Tax Free Shopping”, che  permette a migliaia di rivenditori, tra cui i più importanti nomi al mondo del lusso e della moda, di offrire ai turisti stranieri la possibilità di ricevere rapidamente, e in totale sicurezza, il rimborso dell’IVA, risparmiando fino al 20% sui beni acquistati in oltre 305.000 negozi nel mondo; insieme a  soluzioni  quali il Dynamic Currency Conversion che permettono ai commercianti o ai gestori di ATM di 123.000 punti vendita nel mondo di offrire ai viaggiatori stranieri un modo semplice per pagare o per essere rimborsati nella propria valuta;  fino ai Servizi Intelligence & Marketing che consentono ai commercianti di aumentare la riconoscibilità del proprio marchio e attrarre un maggior numero di visitatori nei propri negozi usando analisi dei dati e sviluppando campagne di marketing mirate.

Secondo i dati di Global Blue, infatti, come affermato nel corso del recente incontro, nei primi cinque mesi del 2019, grazie, in particolare, ai tassi di cambio favorevoli per le principali valute, le vendite esentasse nel Bel Paese sono cresciute del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018, trainate dai turisti cinesi (con un peso del 29% sul totale degli acquisti tax free), russi (12% del totale) e statunitensi (8%). In aumento anche lo scontrino medio dei Globe Shopper, con un rialzo complessivo del 9%, arrivando a 943 euro. Roma, in particolare, nel periodo gennaio-maggio 2019 ha registrato un +10% di acquisti tax free rispetto allo stesso periodo di un anno fa e un +8% del valore dello scontrino medio, che ha raggiunto quota 940 euro. A trainare gli acquisti rimangono i cinesi che, con un peso del 27% sul totale delle vendite nella Capitale, detengono anche il primato dello scontrino medio più alto: 1.425 euro.

Seguono, con un peso del 13% sul totale, i turisti russi, che hanno fatto segnare un +25% negli acquisti tax free nei primi cinque mesi del 2019 rispetto al 2018, spendendo in media 734 euro, e gli statunitensi, che, con un peso del 10% sul totale del Tax Free Shopping a Roma, hanno speso mediamente 1.069 euro. Dai dati Global Blue su Roma emerge anche un interessante trend dei turisti provenienti dai cosiddetti “Oil Countries” (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Quwait) e dai Globe Shopper in arrivo dal Giappone. Infatti, se pur con un peso ridotto sul mercato del tax free shopping della capitale, rispettivamente del 6% e del 7%, queste due nazionalità hanno fatto registrare un incremento delle vendite del 45% e del 31%, con i turisti mediorientali che hanno fatto staccare uno scontrino medio di valore inferiore soltanto a quello dei cinesi, a quota 1.329 euro.

Per maggiori informazioni visitate www.corporate.globalblue.com