Il 70^ Anniversario dei Patti Bilaterali tra l’Italia e l’Indonesia ricordato con una sfilata di moda degli allievi del terzo anno di corso all’Accademia Koefia di Roma

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Memorabilia: Guardaroba impossibile, così è stato battezzato l’evento nella sede diplomatica della Repubblica Indonesiana di Roma voluto per ricordare non solo un evento diplomatico, avvento 70 anni fa con la firma dei Patti Bilaterali tra Italia e Indonesia, ma, allo stesso tempo, rappresentasse anche un prezioso testimone delle rispettive culture. L’evento ricordato  per l’occasione, visto con gli occhi di oggi, può apparire come uno dei tanti accordi diplomatici stipulati dalle due Repubbliche. In effetti l’Indonesia era  uscita, da poco tempo, da una lunga e difficile lotta con l’Olanda per conquistare l’indipendenza e l’Italia, ancora ferita dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale, cercava di ristabilire buone relazioni con gli Stati Europei in vista di una possibile unione  sfruttando un comune sentire presente in alcuni stati, Olanda compresa.

20190710_203908S.E. l’Ambasciatrice della Repubblica Indonesiana in Italia, Sig,ra Esti Andayani,  prepara il piatto di “Tumpeng” da offrire agli ospiti d’onore della serata: Direttore e Docenti dell’Accademia Koefia di Roma. Il “Tumpeng”, piatto a base di riso dalla forma conica, è composto da insieme varie pietanze provenienti da ogni elemento del creato: patate dolci e noccioline,  cresciute dentro il terreno; verdure, fuori dal terreno, mondo vegetale; bestiame quali polli, manzo e uova, mondo animale e frutti di mare, acciughe e gamberetti, provenienti dalle acque. La tradizione vuole che sia servito in tutte le celebrazioni, anche in preghiere religiose, e la forma conica simboleggia la sacralità, il santuario (pagoda) e la gratitudine verso l’Onnipotenza Divina.

L’evento in questione, festeggiato anche con un buffet di piatti tradizionali indonesiani, era, quindi, meritevole della massima attenzione da entrambe le parti, proprio nel ricordo di quello iniziale. I due Stati, insieme, hanno contribuito al suo buon successo: l’Italia con l’Accademia di Moda Koefia, la più antica presente a Roma e senza dubbio anche una delle più prestigiose, e l’Indonesia, attraverso la propria Ambasciata, mettendo a disposizione degli allievi del terzo anno di corso, quello finale, i tessuti “Batik”, dichiarato bene intangibile e patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, per la realizzazione di modelli, interpreti degli stili sartoriali di entrambi gli Stati. La migliore presentazione delle realizzazioni si trova nelle parole di Bianca Lami, “deus ex machina” dell’Accademia Koefia: “ …la sfilata, Memorabilia: Guadaroba impossibile, vede in passerella 50 creazioni degli studenti del III^ anno, realizzate a mano come nella storica tradizione dell’Accademia e con in più la consapevolezza che il tessuto, come l’abito, sono portatori di una memoria storica e culturale fatta di continuità e d’innovazione, di gesti, di procedure, di significati condivisi che lo stilista, come fosse un curatore museale, attinge continuamente dal Guardaroba della memoria per rianimare oggetti di culto del passato e farli (ri)vivere comodamente nel presente ….”.

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Una nota interessante quanto curiosa è offerta dai tessuti utilizzati: Batik, provenienti da vari territori indonesiani quali Madura e Jombang, Giava orientale, da Semarang, Giava centrale, caratterizzati dal colore giallo utilizzati tanto la mattina che la sera. Oltre questi sono stati utilizzati tessuti Tenun, realizzati con colori naturali derivati dalla corteccia degli alberi a Nusa Tenggara Barat, Nusa Tenggara Occidentale, e da Nusa Tenggara Timur, Nusa Tenggara Orientale. Il Tenun realizzati a Padang e a Buton, sud-est Sulawesi, sono tessuti con fili metallici e sono utilizzati per abiti indossati nei matrimoni. Proprio questi tessuti, utilizzati insieme a quelli di lino, cotone, seta e tulle, stampati con i motivi dei Batik hanno contribuito alla originalità della collezione esposta nelle varie sale. Significative in proposito le parole di Gianfranco Ferré, firma prestigiosa del fashion internazionale: “Credo di poter dire che il mio stile senza l’Oriente sarebbe stato profondamente diverso”.

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L’intera collezione, che con molta probabilità dopo Roma prenderà la via per l’Indonesia, ha fatto parte delle sfilate di AltaRoma –  Luglio 2019, ottenendo un notevole successo in particolare da parte della stampa specializzata che ha posto in evidenza come, pur interpretando due culture, profondamente diverse e apparentemente distanti, sia riuscita a contaminarsi in una reciproca rigenerazione.

Presentato a Roma il primo Osservatorio Italiano del Destination Wedding Tourism

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

I mille volti del turismo. Uno di grande importanza che ha richiamato su di se fascino e interesse  da parte dei vari operatori turistici, è legato al “fenomeno wedding” in tutti i suoi elementi, sia di valore che di conoscenza intrinseca del fenomeno,  tanto da meritarsi l’istituzione di uno specifico osservatorio, dell’intero settore, capace di porsi quale obiettivo primario quello di fornire informazioni utili al sistema nazionale (operatori, enti, giornalisti, esperti, etc.). Momento importante capace di aprire una fase nuova per questo comparto turistico in continua crescita, che sinora ha fruito di dati e rilevamenti parziali ed insufficienti, per inquadrare bene tale segmento nel mondo del turismo italiano, è stata la nascita del Primo Osservatorio Italiano del Destination Wedding Tourism – curato da JFC e promosso da ‘Buy Wedding in Italy’ .

0Dalla sinistra: Massimo Ferruzzi, Bianca Trusiani e Valerio Schönfeld – Foto courtesy dell’Ufficio Stampa EdiHouse di Giulio Biasion

Nell’intervento di Valerio Schönfeld, fondatore e direttore di BWI, si conoscono le finalità di questa iniziativa che: “A differenza dei vari sistemi di monitoraggio ed osservatori già attivi su altri segmenti di mercato e che già altri enti realizzano, la metodologia qui adottata non si limita alla pura analisi statistica, ma si sviluppa attraverso varie fasi di studio realizzate durante diversi periodi dell’anno, concentrandosi su fattori fenomenologici, economici, sociologici, di forte interesse. Riteniamo che ciò che realmente serve a tutti coloro che si occupano di questa tematica non sia la sola verifica “a posteriori” di ciò che è stato, quanto invece un continuo monitoraggio durante tutto l’anno ed il confronto con il territorio, le indicazioni degli operatori, il mercato, il tour operating, i referenti, i giornalisti, le aziende di servizio, i wedding planner, gli stakeholders internazionali, etc.

Per questo motivo l’Osservatorio Italiano del Destination Wedding Tourism è costruito in base alle esigenze reali di conoscenza delle tematiche d’interesse, in quanto:

  1. analizza il prodotto turistico wedding e ne valuta le potenzialità di sviluppo sul mercato globale;
  2. sonda il mercato per verificare costantemente il livello di appeal e di penetrazione commerciale delle offerte delle singole destinazioni, il loro valore sul mercato e l’interesse futuro;
  3. segnala le novità più interessanti, location e destinazioni, che investono verso questo segmento;
  4. propone l’intersecazione tra mercato e prodotto, indica i possibili investimenti di prodotto/servizi;
  5. mantiene un contatto periodico e diretto con i più significativi stakeholders del settore;
  6. fornisce indicazioni sull’andamento annuale fornendo la base statistica sviluppata sul rapporto diretto con gli stessi operatori (sistema integrato di rilevazione diretta);
  7. oltre al “contatto” con gli operatori del settore ricettivo, sviluppa l’analisi in tutti gli ambiti di interesse per il segmento wedding: dalla ristorazione/catering alle location private e pubbliche, dal settore del wedding fawors all’entertainment, dagli abiti da sposa al noleggio auto, etc.

L’Osservatorio, seppure relativo al “Wedding Tourism in Italia”, fornirà una serie di indicatori – sociologici, tendenziali ed economici – sulla congiuntura economica del settore wedding”.

Palazzo Brancaccio, ospita la XXII edizione di World of Fashion chiudendo di fatto la settimana romana dedicata alla Moda.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino – press.eurintuni@virgilio.it – e Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Comunque la si voglia vedere ed attribuirgli infiniti valori e significati, il Mondo della Moda – World of Fashion –  come ha battezzato la sua rassegna di modelli, Nino Graziano Luca, resta tutt’ora ancorato saldamente alla definizione che a suo tempo gli attribuì Giulio Carlo Argan: “…si tratta di opere d’arte o di manifatture dell’antico artigianato (il cui livello non è sempre inferiore a quello delle opere d’arte propriamente dette)…”. La XXII edizione di World of Fashion che si è svolta nei magnifici saloni liberty di Palazzo Brancaccio, ha percorso proprio il sentiero dell’antico mestiere dell’artigianato sartoriale con una piccola deviazione verso la “wearable tecnology”, l’abito 4.0 realizzato con materiali di riciclo, già pronto, in un prossimo futuro, ad accogliere sensori led che rilevano dati corporei, dalla pressione sanguigna al rispetto degli orari nelle terapie farmacologiche.

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Abito in seta di Leucio  – Abito realizzato in materiale riciclato. Notevoli le fasce bianche realizzate con la tecnica dell’Origami

Seguendo questa linea si sono mossi, nel realizzare i loro capi, gli stilisti James Dimech (Malta), noto per la sua “Wearable Art” fatta di splendidi abiti realizzati principalmente con materiali di riciclo ecosostenibili; e, a chiudere la sfilata, Eva Scala (Repubblica Ceca) che, dopo aver lavorato con Alexander Mc Queen a Londra, ha presentato in anteprima una collezione realizzata con le sete di San Leucio, l’antico opificio fondato nel 1821 da Ferdinando IV di Borbone. Futuro e antica manifattura hanno avuto un ulteriore riscontro nella folta partecipazione di giovani stilisti, ed insieme, non solo in questo evento, hanno caratterizzato l’ultima rassegna di AltaRoma.

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Da segnalare, inoltre, in questa XXII edizione del World of Fashion, lo spazio riservato al Progetto M.I.A. (Moda incontro aperto) di Maurizio Passeri ed Ino Mantilla che, in un unico blocco moda, ha presentato le creazioni di tre stilisti provenienti dal Messico, dall’Italia e dalla Colombia. Nel corso dell’evento, come avvenuto nelle precedenti edizioni, sono stati consegnati i World of Fashion Award agli stilisti partecipanti, agli Enti e personalità impegnati nella promozione della moda, dell’arte e di progetti etici. I premi come sempre sono stati realizzati dal Maestro Orafo del Festival di Sanremo Michele Affidato. «Il World of Fashion – ha commentato Nino Graziano Luca – lancia un messaggio di speranza: il dialogo tra le culture è possibile se si usano i linguaggi della moda e più in generale delle arti». “Una filosofia, come rilevato nel corso della serata, confermata sia dal backstage che dalla scena e dalla perfetta interazione tra gli stilisti e l’atmosfera in platea”.

AltaRoma apre le manifestazioni con i colori dell’Amecica Latina

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino – press.euurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Il buondì si vede dal mattino. Anche in questa occasione il vecchio adagio non si è smentito. I ritmi ed i colori della moda latino americana sono sbarcati a Roma per dare inizio alla rassegna di AltaRoma con un importante evento patrocinato da CNA Federmoda e da diverse ambasciate dei Paesi centro/sud americani. La manifestazione, articolata su due giornate nel calendario dell’Alta Moda Capitolina,  si è svolta a Palazzo Ferrajoli, una delle più prestigiose dimore storiche di Roma, in Piazza Colonna, ed ha avuto per protagonisti alcuni stilisti provenienti dal Brasile, Cuba, Ecuador e dal Messico. Tutto questo è il frutto del lavoro diplomatico di Elsy Aparicio, responsabile del progetto Latin American Fashion, che ha saputo raccordare fra loro le varie sedi diplomatiche di questi paesi, presenti in Italia, con il fondamentale supporto istituzionale dell’IILA – Istituto Italo Latino Americano – di Roma, dell’Ambasciata  del Messico in Italia e dell’incaricata culturale Maria Teresa Ceron.

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Le nuove professionalità sartoriali nate in terra latino americana fanno perno sulla grande cultura indigena che seppur coltivata con un diverso approccio etico e filosofico, ci offre una moda che nasce dalla gioia di vivere, dal rispetto per la natura, dalla voglia di sorridere alla vita con un approccio creativo estremamente professionale. La creatività di questi designer, come affermato nel corso della presentazione dei modelli, si è sviluppata velocemente, fino a raggiungere capacità costruttive e realizzative assolutamente in linea con quelle degli omologhi occidentali, dimostrando, inoltre,  di saper fare la differenza attraverso elementi creativi di assoluto valore e fuori dai canoni tradizionali, testimoni della cultura e del sentimento Latino Americano.

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Dal Messico sono arrivati Manuel Rodriguez, couturier che ha vestito le star del mondo dello spettacolo del suo Paese e la linea Tirza della stilista Sara Garcia Meza. Dall’Ecuador sono giunti: la stilista Gabriela Guasgua con la linea GiBAG – Handbags and Accessories che combina tessuti con materiali misti elaborati dagli artigiani della città di Otavalo e  dal Brasile Napoleao Cesar  i cui modelli sono una fusione di più stili e colori  con una predominante caraibica presente anche nei modelli degli stilisti Cubani Jacqueline Fumero, Ismael De la Caridad e Yosmany Larrea, in un tripudio di estro, energia, colori e vitalità.  A tutti gli stilisti partecipanti alla sfilata è stata consegnata una targa ricordo dell’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le nuove professionalità sartoriali nate in terra latino americana fanno perno sulla grande cultura indigena che seppur coltivata con un diverso approccio etico e filosofico, ci offre una moda che nasce dalla gioia di vivere, dal rispetto per la natura, dalla voglia di sorridere alla vita con un approccio creativo estremamente professionale. La creatività di questi designer, come affermato nel corso della presentazione dei modelli, si è sviluppata velocemente, fino a raggiungere capacità costruttive e realizzative assolutamente in linea con quelle degli omologhi occidentali, dimostrando, inoltre,  di saper fare la differenza attraverso elementi creativi di assoluto valore e fuori dai canoni tradizionali, testimoni della cultura e del sentimento Latino Americano. Dal Messico sono arrivati Manuel Rodriguez, couturier che ha vestito le star del mondo dello spettacolo del suo Paese e la linea Tirza della stilista Sara Garcia Meza. Dall’Ecuador sono giunti: la stilista Gabriela Guasgua con la linea GiBAG – Handbags and Accessories che combina tessuti con materiali misti elaborati dagli artigiani della città di Otavalo e  dal Brasile Napoleao Cesar  i cui modelli sono una fusione di più stili e colori  con una predominante caraibica presente anche nei modelli degli stilisti Cubani Jacqueline Fumero, Ismael De la Caridad e Yosmany Larrea, in un tripudio di estro, energia, colori e vitalità.  A tutti gli stilisti partecipanti alla sfilata è stata consegnata una targa ricordo dell’evento.

 

Alla tenuta La Tacita riflettori accesi sulle bellezze di Miss Mondo

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La luna è sogno. Splendeva nel parco il 25 u.s. Era una di quelle notti in cui pallida, fantasima, la luna splende nel buio come un cielo in un cielo. Che emozione per queste 25 ragazze che partecipano per le selezioni regionali di Miss Mondo.

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Fascino ed eleganza in passerella sposano l’incanto dei luoghi della prestigiosa struttura, ospitata all’interno di un parco naturalistico. Presso la Tenuta La Tacita Country Weddings, elegante e prestigiosa location nel cuore della Sabina, tra Roma e Rieti e spettacolare scenario d’incantevoli matrimoni e prestigiosi eventi, si è tenuta la selezione Finale per la Regione Lazio di “Miss Mondo”, imperdibile appuntamento con la bellezza femminile.Una qualificata giuria di giornalisti, esperti del settore hanno fatto da cornice fra cui Monica Indaco, manager della struttura, Roberto Carosi, titolare dell’omonima sartoria maschile, Barbara Vissani Wedding Planner e Wedding Designer.

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Le giovani partecipanti si sono espresse nel portamento, nelle arti e non solo. “Ho accolto con piacere la possibilità di ospitare questo evento che pone al centro dell’attenzione la bellezza e l’eleganza femminile – afferma Monica Indaco – decisamente in armonia con il fascino di questo luogo incantevole in cui si respira l’amore per l’ambiente e il gusto del bello, in un’equilibrata alternanza tra le maestose ed eleganti costruzioni e le incantevoli meraviglie della natura. La nostra Tenuta è infatti un’armoniosa composizione di più location immerse in un paesaggio superbo di 130 ettari in cui si alternano lo chalet delle rose, la piscina scenografica, il vigneto, la tartufaia, gli uliveti secolari, le sequoie importate dal Nord America, migliaia di piante di lavanda e, soprattutto, Vacunae Rosae, uno dei roseti più importanti al mondo. Una ricchezza di ambientazioni che accoglie con la medesima eleganza ricevimenti di nozze ed unioni civili con una analoga varietà che troviamo anche nella proposta enogastronomica, potendo scegliere tra la nostra prestigiosa ristorazione stellata, capitanata dal Maestro Antonio Sciullo – già insignito di 2* Michelin – e la possibilità di accogliere la cucina di catering esterni, avvalendosi di tutti i servizi offerti dalla Tenuta”.

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La serata del concorso, organizzato dallo stilista di Miss Mondo Lazio, Erasmo Fiorentino e dal coreografo Maurizio Serafini, si è aperta con la presentazione delle concorrenti e la selezione delle tre finaliste di “Model Lazio 2019” per l’assegnazione delle fasce “Talent” e “Beach Lazio 2019 con una selezione di combinati da spiaggia.  Eleganti abiti da sera sono stati indossati in occasione dell’uscita finale delle modelle, che ha decretato la vincitrice di “Model Lazio 2019”, Diana Giacometti. La vincitrice è stata insignita con la corona realizzata da Federica Galletti per la gioielleria Boccacci.

Per ulteriori informazioni sulla location “La Tacita” consultare il sito www.latacita.it oppure e.mail: info@latacita.it

Tutti Principi e Principesse per un giorno a Buonvicino (Cosenza) con Seduzioni & Gusto Festival

Mariagrazia Fiorentino  (press.eurintuni@virgilio.it) – Donatello Urbani (donatello.urbani@gmail.com)

Chi non ha sognato di essere trasformato nel corso della notte, da una Fatina Buona o da un Mago dai poteri soprannaturali, in un principe o in una principessa? Sono questi i personaggi protagonisti di molte favole e  che hanno occupato più di tutti gli altri  i desideri ed i sogni di tutti noi bambini. Il tempo che con il suo lento incidere ha segnato, più o meno velocemente, i nostri giorni non è riuscito a cancellare del tutto questi sogni e desideri infantili che in parte, sia pure in un angolo remoto e quasi impercettibile, continuano a vivere nel nostro cuore nel malcelato desiderio che una Fatina o un Mago lo facciano rivivere nuovamente. Gli psicologi hanno classificato scientificamente questo fenomeno con il nome “Complesso di Peter Pan”, il bambino che non voleva crescere nella continua ricerca dell’isola che non c’é. Non facciamoci fuorviare dalla scienza. Un passo contro corrente può segnare un attimo felice nella nostra vita.

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La Pro Loco di Buonvicino, comune calabrese in provincia di Cosenza membro dell’Associazione dei  Borghi più Belli d’Italia, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, organizza nel mese di luglio, già da dodici anni, la manifestazione “Seduzioni & Gusto Festival” che nel corso del suo svolgimento consente ai partecipanti di vivere per tre giorni una realtà in chiave aristocratica. Per l’occasione nelle vesti del Mago onnipotente si è calato Nino Graziano Luca che in fatto di organizzazione eventi ha poteri soprannaturali,  mentre le vesti della Fatina Buona sono state indossate dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica. Completano il tutto gli affascinanti scenari paesaggistici naturali del parco del Pollino insieme a quelli dell’immediato retroterra della costa ionica calabrese.

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A questi si aggiungono  l’impareggiabile enogastronomia che trova nelle oltre mille ricette riportate nel trattato Cucina Teorico Pratica di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino il suo completamento, senza dimenticare la buona quanto economicamente favorevole offerta di vari B&B, agriturismi, locande a gestione familiare, camping e vari hotel tanto in città quanto nella vicina cittadina di Diamante, distante solo pochi kilometri da Buonvicino. Il vero punto di forza comunque è il programma che ruota intorno al Gran Ballo, sapientemente condotto da Nino Graziano Luca e curato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica dove circa 100 danzatori in Costume dell’800, provenienti da molte città italiane e da alcune capitali europee, accompagneranno il pubblico, con eleganza e maestria, in quadriglie, valzer, contraddanze, polche e mazurche.

45a7b908-4f79-42b1-afe1-09892e0bd180Gli attori Giorgia Ferrero e Luca Avallone, aprono il “Gran Ballo di Primavera 2019″. Foto Courtesy dell’Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Sono proprio queste danze che caratterizzeranno l’intera manifestazione“Seduzioni & Gusto Festival 2019” con un tocco di eleganza e raffinatezza segnando e aprendone la porta, anche all’Evento Moda che vede la partecipazione di numerosi stilisti emergenti finalisti del concorso internazionale di Moda Movie insieme a stilisti di Alta Moda. Tutto questo sarà accompagnato da spettacoli musicali, laboratori creativi dedicati ai più piccoli sulla moda e sulla gastronomia, premiazioni delle eccellenze di Calabria, Show coking, degustazioni, mostre artistiche, proiezioni di film e convegni. Una particolare menzione meritano le offerte enogastronomiche proposte dai vari ristoranti dove, in alcuni operano chef premiati in prestigiose competizioni culinarie, che propongono buffet ispirati al celebre trattato di Cucina Teorico Pratica di Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino, largamente diffuso nel XIX secolo in tutto il Sud Italia.

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Pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1837 presenta numerose ricette dell’epoca provenienti dalle diverse classi sociali. Dal 1837 al 1865 se ne stamparono nove edizioni abbastanza diverse fra di loro in quanto venivano continuamente ampliate dall’autore. La Cucina teorico-pratica è un compendio di cucina tradizionale napoletana con alcune ricette d’ispirazione francese, in quanto la cucina d’Oltralpe era all’epoca molto presente sulle mense dell’aristocrazia o dell’alta borghesia. L’appendice ci riporta invece alla cucina casereccia in uso all’epoca presso il popolo.  Questa tredicesima edizione di Seduzione & Gusto Festival 2019 si terrà a Buonvicino (Cosenza) dal 12 al 14 luglio.

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In anticipo sull’evento di Buonvicino si è tenuto a Roma nell’elegante Palazzo Rospigliosi il Gran Ballo di Primavera organizzato da Nino Graziano Luca che ha visto la partecipazione della Compagnia Nazionale di Danza Storica con un ricevimento, finale, ispirato all’arte culinaria del Duca di Buonvicino.

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Ospiti della serata gli attori Giorgia Ferrero e Luca Avallone nonché lo stilista Massimiliano Giangrossi “che disegna e realizza da vero artista artigiano le creazioni sposa e haute couture nel suo atelier di San Benedetto del Tronto, seguendo l’alta tradizione sartoriale italiana con un’approfondita conoscenza delle più raffinate tecniche di consulenza d’immagine” come affermato nel corso della presentazione.

Hermès dietro le quinte- Gli spazi del Museo dell’Ara Pacis ospitano un incontro con gli artigiani di Hermès

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Non solo bellezza, raffinatezza, eleganza, caratteristiche che tutti riconoscono ai prodotti con marchio Hermès; dal 9 marzo molti romani potranno affermare che a queste si aggiungano una grande manualità artigianale nella realizzazioni di tutto quanto è presente nel mercato della “fashion” con questo marchio.

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L’incontro, è stato affermato nel corso della sua presentazione alla stampa, è un “Festival itinerante dei savoir-faire creato nel 2011”, già presentato in 35 paesi prima di fermarsi a Roma. In questa occasione, gli artigiani di dieci mestieri della “maison” parigina incontrano il pubblico per mostrare e condividere la loro maestria, il loro sapere, la loro esperienza e la loro passione per il lavoro che eseguono.

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In uno spazio di circa 1.000 m2, è stato allestito un percorso di dieci moduli in cui è possibile scoprire il talento delle mani sapienti di altrettanti abili artigiani che trasformano la materia creando borse, selle, carré, cravatte, gioielli, orologi, guanti, foulard e porcellana.

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Dalla nascita di Hermès, avvenuta nel 1837, sei generazioni di artigiani intraprendenti e appassionati  si sono alternati, fino ad oggi, nei ruoli dirigenziale della “maison” e hanno contribuito alla diffusione dei suoi valori: un savoir-faire frutto del culto per i materiali migliori lavorati con eccellenza e amore per gli oggetti belli creati per durare nel tempo nello spirito d’innovazione. Alla fine del 2018, Hermès conta 13.764 dipendenti dei quali più di 4.500 sono artigiani.

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In un contesto come questo non poteva mancare la raffinatezza dell’alta qualità della cucina italiana affidata al servizio catering dell’Enoteca La Torre di Roma.

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Roma – Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta fino al 16 marzo 2019 con ingresso libero ed orario dalle 12.00 alle 20.00

World of Fashion chiude la XXI edizione di Alta Roma nelle splendide sale di Palazzo Brancaccio

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

“Finis coronat opus”. Mai come in occasione della serata finale della XXI edizione di Alta Roma tenutasi a Palazzo Brancaccio, l’antica massima latina trova la sua migliore traduzione. Le belle sale di rappresentanza in stile “art decò”, hanno offerto il degno coronamento all’evento esaltando sia le collezioni di moda presentate da cinque stilisti sia l’affascinante presentazione di Nino Graziano Luca, vero “deus ex machina” della serata e perfetto “storyteller” delle collezioni nel migliore dello stile John Berger (scrittore, pittore, critico d’arte e autore di pregevoli saggi sui “nuovi linguaggi  per parlare d’arte”). Nessuno me ne voglia se il riferimento chiama in causa la critica d’arte. Già da tempo immemorabile  ago e filo convivono nella cassetta degli attrezzi con pennelli e colori, spatole e scalpelli. Prova ne sia l’interesse crescente d’importanti poli museali quali quelli di Firenze e Roma che hanno riservato alla collezioni di grandi maestri sarti ampi spazi museali. Ultimo nato il Museo Boncompagni Ludovisi di Roma (via Boncompagni con ingresso gratuito) dove sono presenti capi realizzati dai primi pionieri che segnarono il percorso di Alta Roma.  L’immagine femminile, da sempre, è l’oggetto prediletto della creatività e modello di bellezza; la modella diviene la musa ispiratrice per molti stilisti.

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Due realizzazione dello stilista Addy Van Den Krommenacker: a sinistra un modello indossato dall’attrice Michelle Carpente già presente in precedenti sfilate a destra un modello dell’evento corrente.

In passerella sono sfilate per prime le collezioni di Addy Van Den Krommenacker – olandese -, con tessuti realizzati dallo stesso stilista ed ispirati, in un messaggio ecologico, ai paesaggi africani e alla sua fauna continuamente minacciata da una caccia spietata.

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Le collezioni di Azzurra Di Lorenzo, Italia, si sono ispirate alle ninfee di Monet e, a seguire, quella realizzata dalla spagnola Marcela De Cala con ampi rimandi all’architettura in stile composito di Gaudy. Marina Corazziari Gioielli, Italia, ha presentato le sue ultime creazioni in fatto di gioielli alla quale hanno fatto seguito i modelli realizzati dalla stilista libica Rujji by Raja El Rayes, nei quali non è stato difficile leggere un messaggio di speranza per i tempi nuovi che attendono questa nazione. La chiusura della serata è stata affidata alla lingerie Giorgia.

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Il prossimo evento, curato con la solita maestria da Nino Graziano Luca, è previsto a Palazzo Brancaccio sempre nell’ambito della XXII edizione di Alta Roma che si svolgerà nei giorni 7 e 8 luglio 2019.

La fotografia in apertura dell’articolo é stata pubblicata in courtesy dell’Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Buy Wedding in Italy – Il meglio sul ‘destination wedding’ presentato a Roma nella sede ENIT

Donatello Urbani – Testo e foto

La quarta edizione di Buy Wedding in Italy, importante borsa del turismo matrimoniale che si terrà a Bologna il 13 e 14 Novembre 2018, vuole essere ricca d’importanti novità nell’intento di sfruttare al meglio la grande attrazione di cui gode l’intero territorio italiano che va ben oltre le solite ricercatissime quanto sfruttate destinazioni.  Sono le parole di Valerio Schönfeld, titolare di ‘bussolaeventi’ ad illustrare le principali caratteristiche di questa rassegna: “Si tratta d’una manifestazione professionale che deve tenersi in due giorni feriali e, nel caso del wedding, in un periodo di basso carico di lavoro: novembre, quindi, per potere fare decollare definitivamente questo evento e far sì, come del resto lo è già, che sia il punto di riferimento del Destination Wedding in Italia. Per questa nuova edizione 2018 Buy Wedding in Italy – ha proseguito Valerio Schönfeld – editeremo un magazine accattivante, glamour e tecnico al tempo stesso, distribuito nelle più importanti Conferenze e Fiere del Turismo e del Wedding nel mondo, proponiamo un workshop dal formato completamente rinnovato, che farà incontrare in una sola giornata i seller con i migliori wedding planner e tour operator provenienti da ogni angolo del pianeta. Questo format permette alle aziende di gestire meglio le proprie risorse economiche e di tempo. Ciò consente un impegno di una sola giornata per potere incontrare tutti i clienti stranieri”.  Per questo evento sono state invitate  ben 30 delegazioni di operatori buyer  provenienti da USA, Canada, India, Cina, Brasile, Russia, Irlanda, Inghilterra, Germania, Paesi Scandinavi solo per citarne alcuni che si confronteranno con oltre 70 seller che, dopo avere passato l’‘esame’ di una apposita commissione, sono stati ammessi alla manifestazione.

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Nel corso dell’evento non mancheranno i numerosi convegni, focus e talk show che toccheranno i temi più importanti sia per i buyers, sia per i seller condotti da nomi prestigiosi quali Angelo Garini, Erika Gottardi, Antonio Percario, Mauro Santinato, Viola Tarantino, Alessandro Tortelli, coordinati da Bianca Trusiani. La conferenza stampa di presentazione del Buy Wedding in Italy è servita anche per gettare uno sguardo generale su questo mercato. “Negli ultimi anni in Italia si è registrata una crescita sostenuta del fenomeno e in questo senso i numeri dello studio lo confermano – afferma il direttore del CST Alessandro Tortelli – nel 2016 i matrimoni delle coppie di stranieri che hanno scelto come scenario una località italiana hanno generato circa 408 mila arrivi e oltre 1,3 milioni di presenze. Il “classico” matrimonio delle coppie straniere in Italia è quello celebrato in un Luxury Hotel, in estate e con rito civile. Nel 2016 la regione più richiesta per le cerimonie è stata la Toscana, seguita da Lombardia, Campania, Veneto e Lazio.” Il mercato del wedding tourism coinvolge circa 52.00 operatori del settore a cominciare dagli wedding planner (3.200), alcuni operano all’estero, e fotografi (7.350). Secondo i dati indicati nella ricerca, 50 è il numero medio degli invitati e 54.516 € la spesa media per matrimonio, per un fatturato totale stimato di € 440,8 milioni. Le coppie sono arrivate in prevalenza dal Regno Unito (27,6%, per 132.5 milioni di euro stimati), seguito da Usa (21,2%, per 76.8 milioni), Australia (8,9%, per 36.2 milioni euro), Germania (5,3%, per 21,4 milioni euro), Canada (4,5%), Irlanda (4,1%), Russia (3,9%), Francia (3,5%),  Svizzera (1,8%) e Brasile (1,7%).

Nicole – Si affida a Giulietta e Romeo per presentare le sue collezioni 2019

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Testimonial eccezionali per la presentazione del Nicole Fashion Show l’abito bianco di Giulietta che ha aperto la sfilata e segnato il percorso seguito anche nelle creazioni successive: Collezioni Bridal, Evening e Red Carpet 2019 dovute alla mano della maison Nicole. Amore, musica, moda, letteratura, danza. Suggestioni e forme d’arte s’intrecciano, la bellezza prende forma sul catwalk. Emozione pura e nervi a fior di pelle: ecco il Nicole Fashion Show, Romeo & Juliet Edition. Protagoniste della sfilata le linee Nicole e Alessandra Rinaudo, con un omaggio alla Collezione Colet, rappresentata da un raffinato abito indossato soavemente da Giulietta, sulle note di “Ama e cambia il mondo”.

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Gettando uno sguardo particolare  sulle collezioni, hanno destato particolare attenzione la “Collezione Nicole 2019”, disegnata per una donna internazionale e glamor, che ha presentato creazioni dalle linee aggraziate e fluttuanti realizzate con tessuti leggeri, per passare attraverso la “Nicole Luxury”, nata per ricordare il ventennale della nascita della Maison italiana, e giungere alla “Cocktail & Evenig Collection”, voluta, come affermato in occasione della presentazione: “Per dare voce alla gioia di vivere delle donne per rendere indimenticabile un giorno da damigella, per esaltare la raffinatezza delle mamme degli sposi, per vestire di sensualità una cena romantica”. Abiti voluti per le spose in stretta connessione con il ricordo nel tempo di un evento importante sono quelli delle collezioni “Colet”, per una sposa che si veste di fiori e profuma di freschezza; “Jolies”, per stupire e farsi ricordare; infine “Romance”, dalle linee sensuali che seducono, arricchite da preziosi ricami floreali, sorprendentemente sfarzosi, fiabeschi, voluti proprio per far breccia sui cuori più romantici.

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Presenti all’evento buyers da tutto il mondo che sono stati premiati, successivamente, con il Nicole Awards nell’area showroom del Marriot Park Hotel di Roma.