Roma Jazz Festival dall’1 al 24 novembre all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” ed altre location laziali.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani e Ufficio Stampa Alessandro Gambino

Vengono celebrati i primi 50 anni di questa importante rassegna in compagnia di artisti di grande livello, dalla “Quercia del Tasso” di Roma, dove tutto è iniziato, ai giorni nostri.

Da comunicato stampa:” In una sala allestita come un vero jazz club – con tanto di aperitivo servito ai tavoli durante gli interventi e brevi performance live ed immagini storiche che scorrono sullo schermo”, si e’ tenuta il 29 settembre u.s. la presentazione alla stampa della 50° edizione del Roma Jazz Festival. E’ stata l’occasione per celebrare insieme i 50 anni di storia del festival: mezzo secolo di concerti, di scelte coraggiose e di ricerca.

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Da comunicato stampa: “Era il 1976, sul Gianicolo, alla Quercia del Tasso. Il Roma Jazz Festival mosse i suoi primi passi quasi in sordina, e nessuno poteva immaginare cosa stesse cominciando. Oggi, alla sua cinquantesima edizione, è uno degli appuntamenti più longevi del panorama europeo” afferma senza nascondere un certo orgoglio il direttore artistico Mario Ciampà. “La storia del festival è, in parte, la storia del jazz stesso” continua Ciampà. “I nomi che hanno attraversato questi cinquant’anni formano una mappa sonora del Novecento: Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan, Miles Davis, Sonny Rollins, Wayne Shorter, McCoy Tyner, Pat Metheny, Ray Charles, Herbie Hancock, Chick Corea, fino a Esperanza Spalding e Kamasi Washington, per citarne soltanto alcuni.”

Un traguardo importantissimo dunque che, magicamente, coincide con il centenario della nascita di Miles Davis cui l’edizione è dedicata, a partire dal titolo: Rileggere Miles, ripensare il jazz.

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“Con Miles il festival condivide una storia concreta, fatta di incontri reali: lui salì su questi palchi più volte, portando ogni volta una musica diversa dalla precedente. L’ultimo concerto romano — 23 luglio 1991, Stadio Olimpico, ventimila persone — rimane tra gli eventi più memorabili di questa storia comune” ricorda il direttore che sottolinea: “Non una commemorazione, ma una rilettura affidata a chi con Davis ha condiviso la visione: Jason Miles, produttore e arrangiatore di Tutu e degli album che segnarono la svolta elettrica degli anni ottanta; Paolo Fresu, la voce della tromba europea che più di ogni altra ha saputo portare quell’eredità verso altri orizzonti; Gregory Hutchinson, Jeremy Pelt, Erik Truffaz — musicisti di generazioni diverse, uniti da un rapporto non reverenziale con quella musica, capaci di rileggerla senza nostalgie.”

A questo nucleo di grandi artisti che celebrano il “Principe delle Tenebre”, il Roma Jazz Festival 2026 presenta in programma ulteriori nomi altisonanti del panorama jazz internazionale come Kurt Elling insieme agli Yellowjackets,  Steve Coleman con la formazione Five Elements e l’originale duo latin jazz composto dal virtuoso mandolinista Hamilton de Holanda e il pluripremiato Gonzalo Rubalcaba; ma anche esponenti della nuova scena come il quintetto polacco Omasta.

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Decisamente folta la presenza di artisti italiani: da Rosa Brunello a Enzo Favata, da Chiara Civello in compagnia di Clap! Clap! all’Eiden Inverted Collective guidato da Zoe Pia, passando da due formazioni in trio – quello di Eleonora Strino e quello di Domenico Rizzuto; fino ad arrivare ai giovani partenopei Nexus Quartet e alla Casa del Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini con Javier Girotto nelle vesti di special guest.

Poi, i concerti speciali, a partire dall’omaggio all’ultimo dei giganti del jazz, Sonny Rollins, recentemente scomparso che fu tra i protagonisti dell’edizione 2009 del festival; e due appuntamenti fuori dalla Capitale per celebrare un altro centenario importante che cade nel 2026, quello dell’immenso John Coltrane:  il concerto della Priverno Jazz Orchestra all’Abbazia di Fossanova e quello della Rieti Jazz Orchestra, attesa alla Chiesa di San Domenico a Rieti.

Anche quest’anno, inoltre, il jazz che guarda ai più piccoli con il consueto appuntamento con il format Fiabe Jazz.

In occasione della sua 50° edizione, infine, il Roma Jazz Festival ha realizzato un catalogo, in collaborazione con Artribune, dal titolo Roma Jazz Festival – Jazz, Arte e Grafica (2002/2026).

Il calendario dei concerti:

1 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Sinopoli ore 18: PAOLO FRESU Kind of Lives;

4 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: KURT ELLING & YELLOWJACKETS Celebrate Weather Report

5 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: STEVE COLEMAN AND FIVE ELEMENTS

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6 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: HAMILTON DE HOLANDA & GONZALO RUBALCABA Collab

7 novembre – Casa del Jazz ore 19.30: EIC EDEN INVERTED COLLECCTIVE di ZOE PIA Atlantidei

8 novembre – Casa del Jazz ore 18: DOMENICO RIZZUTO TRIO Disastri Quotidiani

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13 novembre – Casa del Jazz ore 19.30: ELEONORA STRINO TRIO

14 novembre – Casa del Jazz ore 19.30: NEXUS QUARTET Appunti di Viaggio

15 novembre – Chiesa di San Domenico ore 18, Rieti: RIETI JAZZ ORCHESTRA – Focus Coltrane

16 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: ENZO FAVATA Atlantico Reunion

17 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: ERIK TRUFFAZ & ANTONIO LIZANA New Sketches of Spain

18 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: GREGORY HUTCHINSON Kind of Now – The Pulse of Miles Davis

19 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: CDJO – CASA DEL JAZZ ORCHESTRA di MARIO CORVINI con JAVIER GIROTTO Tenor Madness

20 novembre – Alcazar ore 21: OMASTA

21 novembre – Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 20: JEREMY PELT QUINTET

22 novembre – Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 11.00: FIABE JAZZ Musicanti di Brema Swing Band / Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 18.00:
ROSA BRUNELLO We are Surging Waters – Abbazia di Fossanova ore 18, Priverno (LT): PRIVERNO JAZZ ORCHESTRA – Focus Coltrane

23 novembre – Auditorium Parco della Musica – Teatro Studio Borgna ore 18.00: CHIARA CIVELLO e CLAP! CLAP! CCCC

24 novembre – Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi ore 20: JASON MILES 100 Miles for Miles Davis

LUOGHI

Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” – viale Pietro de Coubertin, 30 – Roma

Casa del Jazz – viale di Porta Ardeatina 55 – Roma

Alcazar – via Cardinale Merry del Val – Roma

Piccolo Teatro Cavour – Corso Cavour, 51 – Bolsena (VT)

Abbazia di Fossanova – Via San Tommaso d’Aquino, 1 – Priverno (LT)

Chiesa di San Domenico – via Giordano Bruno, 2-3 – Rieti

INFO – https://www.romajazzfestival.it – https://www.ticketone.it/artist/roma-jazz-festival/-

https://www.instagram.com/romajazzfestival/   https://www.facebook.com/romajazzfestival/

 

Feudo Stagnone & Cantine Birgi |- Masterclass esclusiva “Mar Sale – Il Mediterraneo nel bicchiere visto dallo Stagnone”, organizzata da Gambero Rosso in collaborazione con Cantine Birgi

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Esiste un luogo la Sicilia “Le saline di Marsala – Il territorio dello Stagnone” in cui il vino non è semplicemente un prodotto é paesaggio, territorio, tradizione e cultura. Uno stile di vita distribuito e arricchito dai dettagli: cura e capacità di persone che hanno appreso che il frutto del loro lavoro è più prezioso se condiviso.

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L’incontro avvenuto nella sede romana del Gambero Rosso il 28 settembre u.s., ed ha rappresentato, come riporta il comunicato stampa: “un’occasione per approfondire il progetto Feudo Stagnone, il brand di eccellenza di Cantine Birgi nato per valorizzare i vigneti coltivati all’interno della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone di Marsala, uno degli ecosistemi più affascinanti del Mediterraneo, dove mare, vento, saline e viticoltura convivono da secoli dando origine a vini di forte identità territoriale.

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Attraverso una degustazione guidata di otto referenze, i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta di un percorso che racconta il territorio dello Stagnone, la filosofia produttiva di Cantine Birgi e l’evoluzione del progetto Feudo Stagnone, nato per esprimere il legame tra paesaggio, biodiversità e cultura vitivinicola.
La Masterclass è stata condotta da un esperto della redazione Vini del Gambero Rosso, insieme al rappresentante di Cantine Birgi, che hanno accompagnato i partecipanti nell’assaggio dei vini e nel racconto della storia e della visione della cantina”.

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I vini in degustazione, accompagnati da alcune prelibatezze preparate dallo chef  Marco Brioschi dell’Accademia di cucina del Gambero Rosso, sono stati:
Feudo Stagnone – Lucido Brut 2025
Feudo Stagnone – Blanc de Blancs Dosaggio Zero Metodo Classico 2020
Feudo Stagnone – Sicilia Giallo Trisole 2025
Feudo Stagnone – Sicilia Grillo Feudo Stagnone 2023
Feudo Stagnone – Sicilia Nerello Mascalese Trisole 2024
Feudo Stagnone – Sicilia Perricone Feudo Stagnone 2023
Feudo Stagnone – Sicilia Kinisia Rosso Riserva 2022
Feudo Stagnone – Unico Bianco (vino bianco tipo Marsala, di gran pregio).

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Caratteristiche e prezzi di tutti i prodotti sono consultabili cosi come i possibili acquisti sul sito del Feudo Stagnone – Cantine Birgi. Da tenere presente che sono possibili visite con degustazioni al territorio e alle cantine.

 

“Veracruz jesta de moda in Italia!”

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Roma – Ambasciata del Messico in Italia – Si è svolto il 17 settembre u.s. alla presenza di S.E. l’Ambasciatore Genaro Lozano, un seminario di promozione turistica dal titolo “VERACRUZ” jesta de moda in Italia!”.

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Nel suo intervento S.E. l’Ambasciatore ha messo in evidenza che Veracruz, (Patrimonio dell’Umanità), è uno degli Stati più belli del Messico: “cultura, tradizioni, arte musicale e gastronomia accompagnano scenari naturalistici di gran fascino, dalla montagna al mare con i suoi 740 kilometri di costa sul Golfo del Messico”.

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“La ruta della vaniglia” e “La ruta del cafè” , con il “Gran cafè de la Parroquia”, simbolo di Veracruz dal 1808, accompagna ad un raffinato “Artesianas” l’artigianato tessile fatto a mano.

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“Gli italiani che visitano il Messico non lo dimenticano piu’ ed amano ritornarci, un paese che mostra un volto nuovo in ogni viaggio perche’ LA NOTTE BRILLA SUL CIELO DI VERACRUZ”.

Roma Storia Festival – 16 lezioni magistrali, inedite e gratuite, per raccontare la storia della Capitale

Redazione

Dal 24 al 27 settembre, il Roma Storia Festival dedica quattro giornate al grande racconto della storia nella Capitale con 16 lezioni magistrali, inedite e gratuite, tenute dai più autorevoli storici italiani, scrittori e studiosi.

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Da comunicato stampa: ““I giorni di Roma” è il tema di questa quinta edizione, un’altra importante occasione per ricordare il ricco e vitale intreccio tra le storie minute dei singoli protagonisti e la Storia nel suo più ampio dispiegarsi nei secoli; tra le vicende di una singola città e il respiro del mondo. La suggestiva cornice di piazza di Pietra, la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano e la Sala del Consiglio della Camera di Commercio ospiteranno gli appuntamenti in programma.

I protagonisti e i titoli delle lezioni magistrali sono: Luciano Canfora “7 dicembre 43 a.C. L’uccisione di Cicerone, quando il potere prescrive i suoi nemici”, Alberto Mario Banti “20 settembre 1870. La breccia di Porta Pia”, Benedetta Tobagi “1 marzo 1968. Valle Giulia”, Andrea Carandini “21 aprile 121 d.C. Adriano rifonda Roma e l’impero”. Un dialogo con Paolo Conti. Andrea Riccardi “16 ottobre 1978. L’elezione di Papa Wojtyla”, Lisa Roscioni “20 dicembre 1655. Cristina di Svezia, una regina alle porte di Roma, Fulvio Delle Donne “22 novembre 1220. L’incoronazione imperiale di Federico II”, Francesca Sgorbati Bosi “I giorni del Grand Tour”, Antonio Forcellino “20 settembre 1526. Il Sacco dei Colonnesi”, Andrea Giardina “28 ottobre 312 d.C. La battaglia di Ponte Milvio”, Amedeo Feniello “16 aprile 1209. San Francesco al Laterano”, Valeria Palumbo “10 marzo 1946. Il voto alle donne”, Giulia Albanese “31 ottobre 1922. La marcia su Roma”, Miguel Gotor “16 marzo 1978. Il sequestro Moro”, Francesca Cenerini “17 gennaio 38 a. C. Le nozze politiche tra Ottaviano e Livia”, Michela Ponzani “23 marzo 1944. Via Rasella”. Tutti gli incontri sono introdotti da Marta Bulgherini.

Venerdì alle 10.30 nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio è inoltre previsto un vivace momento di dibattito tra gli studenti del Liceo scientifico “Plinio Seniore” e quelli del Liceo scientifico “S. Cannizzaro” di Roma sul tema “25 dicembre 800 d.C. L’incoronazione di Carlo Magno, l’inizio dell’Europa?”. Introduce Graziano Perillo, coordina Chiara Mancini.

Gli eventi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per un ingresso prioritario, è possibile registrarsi sul sito www.romastoriafestival.it e presentarsi nei luoghi del Festival con un anticipo di almeno 15 minuti.”

Il programma completo e’ disponibile sul sito: www.romastoriafestival.it

 

 

 

 

 

RE41F – 41^ Edizione di Romaeuropa Festival – 8 settembre/15 novembre 2026 – Tre mesi di teatro, danza, musica e creazioni per l’infanzia in 18 spazi, con 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Il passo del mondo”. Il titolo riepiloga per intero finalità e contenuti di questo spazio internazionale ed europeo d’incontro, visione e immaginazione condivisa perché la cultura è un volano economico di occupazione e di ricerca essendo un bene comune che appartiene a tutti e l’arte e la musica sono belle e non hanno età, questa è   Romaeuropa Festival.

L’8 e il 9 settembre, all’Auditorium Conciliazione, l’opening di questa edizione prende forma in due serate, come riporta il comunicato stampa: “con due artiste italiane protagoniste della scena internazionale che rappresentano alcune delle traiettorie più interessanti della creazione italiana nel mondo.

Prima la danza (8 settembre) con Sofia Nappi e la sua compagnia KOMOCO; poi la musica (9 settembre) con Caterina Barbieri, ONCEIM – Orchestra di Nuova Creazione, Sperimentazione e Improvvisazione Musicale e Christian Marclay. Romaeuropa Festival prosegue per oltre due mesi in 18 spazi, presentando a Roma 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo, per arrivare il 15 novembre al suo gran finale con un’intera giornata dedicata alla musica che culminerà nel Classical Rave Party di Enrico Melozzi. Un progetto speciale che parte dal mattino con i 100 Cellos fondati da Melozzi e Giovanni Sollima e prosegue fino alla notte con l’Orchestra Notturna Clandestina e una costellazione di musicisti, artisti e ospiti: da Niccolò Fabi, ad Alessandro Baricco, da Giovanni Sollima alla Banda dell’Esercito Italiano insieme a Giuseppe Andaloro, Alessandro Carbonare, Gloria Campaner, Marta Sollima, Miriam Prandi e Carlotta Dalia, fino alle incursioni di Elsa Lila, Anastasio, Fasma e tanti altri.

20260907_124949 Sofia Nappi e Enrico Melozzi presentano – centro della foto – nel corso della conferenza stampa i loro spettacoli di apertura e chiusura festival 

Fra gli eventi di rilevanza internazionale merita una particolare segnalazione  quello in programma all’Auditorium Conciliazione, dove il coreografo francese Benjamin Millepied, 14 settembre, nell’ambito delle celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, presenta in prima nazionale Summerland, nuova creazione per le danzatrici e i danzatori di Paris Dance nata dall’incontro con la cantautrice francese November Ultra con la sua voce e il suo universo musicale, sospeso tra bedroom pop, R&B, folk ed elettronica.

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Da comunicato stampa: “Numerose sono inoltre le collaborazione internazionali e i progetti speciali di questa edizione, tra cui il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, frutto della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto Culturale Coreano, Ambasciata di Norvegia, Institut Français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. E non ultimo Lazio Danza e Teatro, il progetto realizzato da Lazio Innova rivolto a danzatrici e danzatori under35 e promosso dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile –  e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento, RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un’occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni”.

Promozione e Box Office: Romaeuropa.net – 06.4555305 – email: promozione@romaeuropa.net

Italian Tourism Awards 2026 – The night of excellence – Teatro dell’Opera di Roma 2 dicembre 2026.

Testo e Foto Donatello Urbani

Giovedì 9 luglio 2026 a Roma, all’Hotel Quirinale, sono stati presentati gli Italian Tourism Awards: il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle eccellenze del comparto turistico: “dall’ospitalità alla ristorazione, fino all’innovazione digitale, il tour operating e alla promozione delle destinazioni che valorizzano il Sistema Paese”, come riportato nel comunicato stampa. Particolare attenzione è stata riservata alle nuove categorie inserite nella premiazione, ai riconoscimenti speciali e alla presentazione della Giuria e del Comitato Tecnico, tra cui erano presenti importanti personalità di settore, alcune delle quali presenti in sala.

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Da comunicato stampa: “La settima edizione degli Italian Tourism Awards si terrà il prossimo 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di Mhr, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e network territoriale, avrà la conduzione di Gabriella Carlucci nella serata definita “The night of excellence”. La presidenza di giuria è affidata a Palmiro Noschese che guiderà un gruppo di giurati di eccellenza tra cui Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef Carlo Cracco, la vice presidente della Andrea Boccelli Foundation, Veronica Berti Boccelli.

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Il mondo dell’hotellerie, dell’impresa e dei media è rappresentato da Aldo Melpignano, managing director Borgo Egnazia, da Giuseppe De Martino, general manager The St. Regis e Westin Excelsior Rome, da Carmela Colaiacovo a.d. di Tourist Spa che gestisce il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio, da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School.

Insieme a loro ci saranno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, l’ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS Media Group. Il premio vanta prestigiosi patrocini tra cui quello dell’Enit, del Comune di Roma e della Regione Lazio oltre a numerosi sponsor, partner e partner tecnici.

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Deborah Garlando ha auspicato molte candidature al premio, che prevede 13 categorie oltre a 3 premi speciali. “La mia passione per il turismo – ha rimarcato la manager – è evidente anche per il grande impegno profuso in questa organizzazione. Questo premio è nato con l’intento di dare voce a un palcoscenico d’eccellenza a chi, ogni giorno, costruisce il valore del nostro sistema paese. Mi auguro che la serata finale non sia solo una celebrazione, ma una vera e propria mappa del turismo del futuro”. Per Palmiro Noschese, l’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere. “Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci ha sottolineato che gli Italian Tourism Awards premiano chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro paese: accoglienza, bellezza, autenticità ed eccellenza”.

Un appello a non mancare la notte della premiazione: 2 dicembre 2026 – Teatro dell’Opera di Roma ha concluso l’incontro.

 

Roma -1 e 2 luglio 2026 – L’ EcoForum promosso da Legambiente premia i Comuni campioni nel riciclaggio nel corso di un interessante confronto con i principali attori coinvolti oltre il PNRR sull’economia circolare.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La raccolta differenziata non va in vacanza.

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L’economia circolare rappresenta, al momento attuale, una delle leve strategiche della politica governativa nell’intento di ridurre la dipendenza dalle materie prime, affrontare la transizione ecologica e rafforzare l’autonomia del Paese. Questi sono stati i temi nei quali si è incentrata la discussione nelle tavole rotonde della prima giornata di questa XIII edizione di EcoForum, manifestazione promossa da Legambiente, mentre la seconda giornata è stata riservata esclusivamente alla premiazione di una folta rappresentanza dei 675 comuni che hanno raggiunto l’ambita meta del 65% di riciclo dei rifiuti urbani su 7894 comuni presenti nel territorio nazionale.

20260702_134256 Percentuale, come ha ricordato nel suo intervento il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, è ancora lontana per molte, troppe, amministrazioni comunali, in particolare nei grandi comuni. Il Veneto si classifica al primo posto nella classifica con 165 comuni (rifiuti free). Anche la Campania occupa una posizione di prestigio con 73 comuni ricicloni.

20260702_131530In relazione a questa tendenza ci sono alcune iniziative di grande interesse messe in opera da pubbliche amministrazioni in collaborazioni con istituzioni private che testimoniano la notevole importanza che riveste il riciclo dei rifiuti nella vita quotidiana della cittadinanaza. In questa edizione è stato premiato con una menzione speciale BEE il cane puliziotto, un labrador retriever addestrato nella raccolta della plastica dispersa nel territorio del Comune di Castelbuono (Palermo). I cani non sono nè uno “status simbol” nè un oggetto da esibire ma esseri viventi dotati di motivazioni e necessità che vanno rispettate e valorizzate. Le coppie composte da un conduttore umano e dal suo fedelissimo cane vengono impiegate in varie attività sia in ambito urbano che in ambienti naturali, come boschi che ne sono l’esempio concreto. Un progetto pilota che può essere replicato anche in altri comuni.

La prossima edizione di Ecomondo si svolgerà a Rimini – Expo Centre –  dal 3 al 6 novembre 2026. Per saperne di più consultare il sito web eco-forum.it

 

 

Air China celebra 40 anni della sua rotta storica Roma-Pechino

Redazione – Foto courtesy Ufficio Stampa S.p.A. ADR

Riceviamo e pubblichiamo: “Era il 30 giugno 1986 quando la compagnia di bandiera cinese inaugurava il volo Pechino-Roma con l’iconico Jumbo Jet, il Boeing 747-400 che ha segnato la storia dell’aviazione civile negli anni ’80. Questa storica rotta ha segnato un passo importante nei rapporti internazionali tra Italia e Cina, collegando le due capitali di antiche civiltà, Roma e Pechino.Le relazioni tra Italia e Cina affondano le loro radici sin dal II sec a.C., attraverso la Via della Seta e la complessa rete di carovane che testimoniano l’esistenza di scambi commerciali e culturali tra l’Impero Romano e la dinastia Han.

Air_China_1Da sinistra verso destra: Federico Scriboni, Director Aviation Business Development Aeroporti di Roma; Yan Zhifeng, General Manager Air China Roma; Li Xiaoyong, Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata Cinese in Italia; Xu Yuhong, Consigliera dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata Cinese in Italia

Air China in questi 40 anni ha incrementato costantemente l’offerta di voli e destinazioni.

Mr. Yan ZhiFeng, General Manager Air China Roma ha dichiarato: “Questo 2026 è segnato dall’energia dinamica del segno zodiacale del cavallo. L’operativo da Roma Fiumicino per la stagione estiva incrementerà l’offerta arrivando a circa 4000 posti settimanali in partenza. La connettività con il resto d’Italia risulta inoltre rafforzata grazie all’accordo con Ita Airways, il cui ingresso in Star Alliance – di cui Air China è membro dal 2007 – favorirà lo sviluppo di sinergie e un ampliamento del network, anche grazie alla consolidata Joint Venture tra Air China e Lufthansa Group”.

“Il 40° anniversario del collegamento Roma–Pechino di Air China rappresenta un importante traguardo che testimonia il valore di una collaborazione storica rafforzatasi anno dopo anno – ha dichiarato Federico Scriboni, Director Aviation Business Development di Aeroporti di Roma –. In questo lungo lasso di tempo il servizio ha accompagnato la crescita degli scambi tra Italia e Cina, contribuendo a rafforzare un legame profondo tra due Paesi ricchi di storia e cultura. Proseguiamo con entusiasmo lungo questo percorso, continuando a sostenere il collegamento attraverso un’esperienza aeroportuale di eccellenza, in grado di sorprendere giorno dopo giorno i nostri clienti”.

In aeroporto i passeggeri di Air China potranno usufruire dei servizi di eccellenza accedendo alle lounge Prima Vista e Ita Airways-Star Alliance.

Sul fronte sostenibilità il vettore di bandiera promuove e investe attivamente nel carburante sostenibile (SAF). In stretta collaborazione con l’Amministrazione dell’aviazione civile cinese AIR CHINA partecipa a programmi pilota volti ad aumentare la produzione e l’utilizzo di SAF, riducendo le emissioni di carbonio e raggiungendo gli obiettivi globali di sostenibilità.

Non solo Cina, molti passeggeri scelgono Air China anche per destinazioni su Estremo Oriente e Oceania.

In quest’ottica, buone nuove anche sul turismo «outgoing»: quest’anno infatti è stata confermata la proroga dell’esenzione del visto di ingresso in Cina per Italiani e altre nazionalità consolidando così l’apertura al turismo internazionale.”

 

 

 

 

Made in China – Documentario realizzato nella Cina dell’AI dalla Fondazione Innovation Bridge per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni.

Donatello Urbani

Se avessi avuta l’opportunità di dare un titolo al documentario “Made in China”, sarebbe stato “Il Milione 2026” sulla falsariga di quello scritto con lo stesso titolo da Rustichello da Pisa (1296/1298). Il titolo originale dato da Rustichello all’opera fu “Le Devisement dou Monde” ed è un resoconto dei viaggi in Asia di Marco Polo  intrapresi, tra il 1271 e il 1295, insieme al padre Nicolò e allo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori veneziani, nella Cina – il Regno di mezzo – di Kublai Kan, al quale prestarono servizio per quasi 17 anni.

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Il documentario “Made in China”, è stato promosso da Innovation Bridge, Fondazione frusinate guidata da Giancarlo De Leonardo, per l’occasione nelle vesti di Marco Polo, nell’intento di promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni, è stato realizzato dal regista Fabio Masi, nuovo Rustichello, e racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese.

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Il Presidente Giancarlo De Leonardo, il regista Fabio Masi (RAI) e Corrado Tatangelo (testo e riprese)

Da comunicato stampa: “….Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione.

In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.

Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.

“La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale”, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge”.

A questa si è aggiunta l’osservazione del regista Fabio Masi: “Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”.

Una stretta relazione intercorre tra il documentario e l’opera letteraria: entrambi sono pervasi da una profonda ammirazione per un mondo di li a qualche anno sarebbe entrato nella vita quotidiana della popolazione anticipandone usi, costumi e cultura.

Il documentario andrà in onda su RAI 3 Blob l’11 luglio 2026 alle ore 20,00.

*Fonte: Aon, Human Capital Trends Study 2026

**Fonte: Politecnico di Milano, Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI

“Dicolab. Cultura al digitale” – Il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale. Eredità, traiettorie e strumenti presentati dalla scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali a Roma Martedì 23 giugno 2026 presso la Biblioteca Nazionale Centrale.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una continua attività di ricerca, una giornata ricca di idee, confronto e iniziative: “digitization, digitalization, transformation, sono le tre parole chiave della cultura al digitale”. Da comunicato stampa, “…..gli esiti di quattro anni di lavoro e di un investimento di 20 milioni di euro nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Accanto al bilancio delle attività svolte, l’incontro ha proposto una riflessione sulle traiettorie future del digitale applicato al patrimonio culturale e sulle competenze per cogliere le opportunità per il settore.

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Un appuntamento per orientarsi nelle trasformazioni in corso e conoscere il patrimonio di risorse che Dicolab lascia a disposizione della comunità professionale: un patrimonio costruito superando i target europei con attività online e diffuse su tutto il territorio nazionale, che hanno coinvolto migliaia di professionisti della cultura e contribuito allo sviluppo di competenze, strumenti e pratiche sempre più centrali per il futuro del settore”.

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I risultati, di tutto rispetto, sono stati:

  • 300.000 iscrizioni ai corsi:
  • 175 corsi multimediali sulla piattaforma di formazione a distanza della Scuola;
  • 500 attività formative in presenza realizzate in 69 città italiane, per un totale di 6.500 presenze;
  • 150.000 corsi completati;
  • 700 istituti culturali che hanno collaborato alle realizzazione del progetto e delle sue iniziative;
  • 200 docenti ed esperti coinvolti;
  • 4,5 milioni di euro investiti in borse di ricerca negli istituti culturali;
  • 500 esperienze di digitalizzazione censite.

Per maggiori notizie: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it

Foto in evidenza: Lectio magistralis di Gino Roncaglia, professore ordinario di Editoria Digitale, Digital Humanites e Filosofia dell’informazione Università Roma Tre