“Sposarsi in Italia” – Nel nuovo rapporto presentato dal Convention Bureau Italia e Italy for Weddings

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Ciascun territorio porta con se le proprie differenze ed  ognuno dispone di un suo potenziale……

La ricerca commissionata al Centro Studi Turistici di Firenze dal Convention Bureau Italia e Italy for Weddings, presentata a Roma, presso il The St. Regis Hotel da Carlotta Ferrari e da Tobia Salvadori, rispettivamente direttore e presidente di questo Convention, ha evidenziato innanzitutto una crescita record dell’indotto. “Il 2025 segna un traguardo storico per il settore, che ha superato la soglia di 1,1 miliardi di euro di fatturato, registrando un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente. Le coppie straniere che scelgono l’Italia come destinazione d’elezione per sposarsi sono salite a circa 16.700 eventi (+9,8%), generando oltre 3 milioni di pernottamenti. Numeri che certificano il ruolo di Italy for Weddings non solo come osservatore, ma come acceleratore di un driver turistico fondamentale, capace di attivare una filiera complessa che va dall’accoglienza di lusso ai servizi professionali specializzati”.

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Punti salienti del rapporto – da comunicato stampa – :

  • “La domanda estera si conferma estremamente solida. Gli Stati Uniti consolidano la loro posizione di leader assoluto, rappresentando da soli il 31,7% delle richieste totali, seguiti da Regno Unito e Germania. Sebbene il mercato americano rimanga trainante, è fisiologico attendersi una stabilizzazione. Per questo, l’ente sta guidando gli operatori verso i mercati a lungo raggio alternativi: segnali estremamente positivi arrivano infatti da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina, nazioni su cui Italy for Weddings sta concentrando le azioni promozionali per intercettare un nuovo dinamismo verso il Bel Paese;
  • La Toscana rimane la regione più ambita, seguita nell’ordine da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le aree specifiche, il podio spetta al Lago di Como, alla Costiera Amalfitana e al Chianti. A differenza del turismo di massa, il destination wedding valorizza le destinazioni secondarie e il sistema diffuso di alta gamma: borghi medievali, ville in campagna e vigneti vengono preferiti ai centri urbani affollati, portando ricchezza sui territori in modo capillare. Interessante notare anche i frutti del lavoro sulla destagionalizzazione: sebbene i mesi estivi restino dominanti, crescono le celebrazioni nei periodi alternativi. In particolare, l’ultimo trimestre dell’anno ha registrato un sensibile aumento della quota di eventi, dimostrando che l’Italia è attrattiva tutto l’anno;
  • Metà delle coppie ricorre al Wedding Planner. L’eccellenza del servizio è garantita da una filiera sempre più qualificata. Quasi la metà delle coppie straniere (46,8%) decide di affidarsi a un Wedding Planner professionista per gestire la complessità organizzativa. Per quanto riguarda la tipologia di rito, la celebrazione simbolica resta la formula più amata (65,4%), seguita dai riti civili e religiosi, permettendo una maggiore libertà creativa nella scelta di location uniche. La spesa media per evento ha raggiunto i 67.000 euro (+8,9%), confermando il posizionamento high-spending del settore;
  • Il rapporto analizza anche il “Domestic Destination Wedding”, ovvero i matrimoni degli italiani celebrati fuori dalla propria regione di residenza. Questo segmento ha generato un fatturato di 369 milioni di euro (+6,5%), coinvolgendo circa 800.000 persone per un totale di 8.500 eventi. Con un budget medio di 43.400 euro, anche gli italiani riscoprono i borghi e le eccellenze dei territori limitrofi”.

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Non sono mancati riferimenti anche a specifiche caratteristiche quali l’avvento dell’intelligenza artificiale già comunemente usata come strumento operativo: il 66% delle DMO la usa per la creazione di contenuti e il 51% per l’analisi dei dati oltre un approfondito esame sulle attuali sfide finanziarie presenti nel contesto economico nazionale. Dagli interventi del Ministro del Turismo Daniela Santanchè, e dall’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, sono state poste in evidenza alcune future iniziative quali una diversificazione delle residenze comunale utilizzate nelle cerimonie civili ed una sempre maggior ruolo delle istituzioni culturali in questo settore.

Aeroporti di Fiumicino e Ciampino eccellenze italiane

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo: “Per il nono anno consecutivo l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma Fiumicino si conferma al vertice in Europa per la qualità dei servizi offerti ai viaggiatori nella categoria dei grandi hub con oltre 40 milioni di passeggeri. A decretarlo, attraverso gli Airport Service Quality (ASQ) Customer Experience Awards 2025, è stata l’associazione internazionale di categoria Airports Council International (ACI) World, che ha premiato, per il terzo anno consecutivo, anche l’aeroporto “Giovan Battista Pastine” di Ciampino, nella categoria degli scali tra i 2-5 milioni di viaggiatori. Con questi due nuovi primati, l’Italia vede confermata la leadership a livello europeo attraverso il sistema aeroportuale della Capitale, gestito da Aeroporti di Roma, società del Gruppo Mundys che consolida il proprio posizionamento e guarda con necessità alla messa a terra del Piano di Sviluppo aeroportuale del “Leonardo da Vinci”, cruciale per garantire standard di servizio e capacità adeguati alla domanda crescente.

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L’Airport Service Quality, indagine internazionale di misurazione della customer experience in ambito aeroportuale, si è basata quest’anno sulle valutazioni espresse su più di 30 indicatori da oltre settecentomila passeggeri in quasi 400 aeroporti in tutto il mondo. Con il punteggio record di 4,64 (su una scala di valutazione che va da 1 al massimo di 5), nel 2025 Roma Fiumicino si posiziona al primo posto tra tutti i 124 aeroporti europei e tra i grandi hub europei e nord americani partecipanti al sondaggio, mentre si aggiudica tutte le categorie di premi: l’aeroporto ha infatti confermato, oltre al Best Airport, i riconoscimenti per Most Dedicated Staff, Easiest Airport Journey, Most Enjoyable e Cleanest Airport in Europa, primeggiando per la customer experience, dall’efficienza del viaggio all’accoglienza, fino a pulizia e comfort complessivo. Ciampino, invece, è stato premiato come miglior aeroporto nella categoria tra i 2 e i 5 milioni di passeggeri e come Most Dedicated Staff.

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“Questo riconoscimento è innanzitutto un’ulteriore conferma del grande lavoro quotidiano delle nostre persone e di tutta la comunità aeroportuale”, ha dichiarato Marco Troncone, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma. “Ed è il frutto di una convinta politica di investimento nelle infrastrutture e di internalizzazione e governo delle attività operative più sensibili per la nostra utenza. Con lo scenario di traffico in costante crescita, confermare per il nono anno consecutivo la leadership europea significa ora assumersi una responsabilità ulteriore: continuare su questa strada, investendo in innovazione, processi e infrastrutture. Per valorizzare al meglio l’attrattività della nostra destinazione, che nel 2025 ci ha già portato alla cifra record di oltre 55 milioni di passeggeri complessivi tra gli scali di Fiumicino e Ciampino, è necessaria una visione di evoluzione infrastrutturale di medio-lungo periodo. È per questo che riteniamo fondamentale e urgente proseguire nel percorso previsto dal nostro Piano di Sviluppo aeroportuale: si tratta di una scelta non più rimandabile per rafforzare la connettività internazionale del Paese, sostenere turismo ed economia e rendere il Leonardo da Vinci sempre più una piattaforma strategica per i flussi di transito globali.”

L’annuncio di questi importanti riconoscimenti per i due scali romani sarà successivamente celebrato in una cerimonia di premiazione prevista nell’ambito dell’ACI World Airport Experience Summit, in programma dal 31 agosto al 4 settembre a Istanbul, in Turchia.”

 

 

“Treno del Ricordo” – Da Trieste a Siracusa per ricordare l’esodo degli italiani Istriani-Fiumani-Dalmati

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Un periodo di dolore per gli italiani, una storia sepolta per anni nel magazzino 18 di Trieste. La stazione ferroviaria di Roma Ostiense ha accolto nel giorno di venerdi 20 febbraio scorso la sesta tappa del “Treno del Ricordo” dopo Trieste, Pordenone, Bologna, Pescara e L’Aquila.

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Cinque carrozze per conoscere e approfondire come riportato nel comunicato stampa: “la tragedia delle foibe e dell’esodo attraverso un percorso multimediale, in cui si alternano pannelli informativi, immagini di repertorio e testi originali recitati da una voce narrante. La mostra è arricchita dall’esposizione di alcune delle masserizie degli esuli, conservate e custodite dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata nel Magazzino 18 di Trieste. La quinta carrozza, novità dell’edizione 2026, è dedicata alla trasmissione del ricordo alle giovani generazioni. È allestita in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fornito una selezione degli elaborati degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”, e con l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che ha realizzato “Il Viaggio del Ricordo” nei luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata.

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Le prossime tappe del Treno del Ricordo saranno quelle di Latina (21 febbraio), Salerno (22 febbraio) e Reggio Calabria (24-25 febbraio). Il Treno si sposterà poi in Sicilia, dove toccherà prima Palermo (26-27 febbraio) per poi concludere il suo viaggio a Siracusa (28 febbraio-1° marzo). Particolarmente significativa la presenza nell’itinerario di Pordenone e L’Aquila, entrambe proclamate “Capitale Italiana della Cultura”: il capoluogo abruzzese per il 2026 e Pordenone per il 2027. Il Treno del Ricordo traccerà quindi anche un simbolico “passaggio di consegne” tra le due città, per unire memoria, identità e futuro……

Il “Treno del Ricordo” rientra nell’ambito delle commemorazioni programmate dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri”.

“Il Principe D’Egitto – il Musical” – Anteprima: Teatro Rossetti Trieste dal 14 al 17 maggio 2026 – Première Nazionale: Teatro Brancaccio – Roma – dal 29 ottobre 2026

Donatello Urbani

Un pezzo dell’Egitto faraonico sembra che in questi giorni sia sbarcato a Roma. Oltre 250.000 visitatori hanno varcato la soglia delle Scuderie del Quirinale per la mostra “Il tesoro dei Faroni” ed il Teatro Brancaccio si prepara ad accogliere dal 29 ottobre al 15 novembre 2026 in premiere nazionale “Il Principe d’Egitto – il Musical”,  kolossal teatrale tra epica, musica e pathos.

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Da comunicato stampa: “……tratto dall’omonimo film d’animazione della DreamWorks, la casa di produzione di Steven Spielberg, che ha fatto la storia del cinema. Prodotto da Broadway Italia Srl, lo spettacolo rappresenta un vero e proprio kolossal, con un imponente allestimento, con ben 50 persone in scena, con l’obiettivo di portare sul palcoscenico una narrazione universale, capace di unire spettacolarità, emozione e profondità tematica.

..Opera dal respiro internazionale questo musical si avvale delle musiche di Stephen Schwartz, compositore vincitore di tre Premi Oscar e autore di alcune tra le colonne sonore più celebri del panorama internazionale (Pocahontas, Il Gobbo di Notre Dame, Wicked). Tra i brani iconici spicca “When You Believe”, vincitore dell’Oscar per la Miglior Canzone Originale, resa celebre dalle interpretazioni di Whitney Houston e Mariah Carey.

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                                                              Michelle Pereira ( in scena Yocheved-Miriam, madre di Mose’)

Debuttato nel West End di Londra nel 2020, Il Principe d’Egitto – Il Musical arriva ora in una nuova edizione italiana, ancora più spettacolare, pensato per il grande pubblico e per tutte le generazioni.

La regia è di Federico Bellone, tra i più autorevoli registi del musical contemporaneo, già protagonista dei successi italiani de Il Fantasma dell’Opera e Anastasia il Musical. Gli effetti speciali, elemento centrale dell’allestimento, sono curati da Paolo Carta, professionista di riferimento nel settore, che firma qui un utilizzo inedito di arti sceniche per ricreare le celebri piaghe d’Egitto. Ogni scena un’opera d’arte visiva che rispecchia l’emozione e la grandezza della storia narrata. L’impatto visivo e sonoro accompagnerà il pubblico in un viaggio immersivo nell’antico Egitto, restituendo tutta la potenza cinematografica dell’opera originale attraverso il linguaggio del teatro”.

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                                                              Matilde Guidotti ( in sena Nefertari, (regina d’Egitto)

La storia ruota interno all’episodio biblico della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitu’ ad opera di Mose’ ed e’, come affermato da Federico Bellone: “un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento, invitando tutti a riflettere su temi di grande rilevanza umana”. Uno spettacolo che raffronta, in un allestimento kolossal, temi come la libertà, l’identità e il sacrificio, riuscendo a toccare le corde più sensibili di ognuno di noi.

“Esteban Vicente. Il pittore della realtà” (1903 – 2001 in mostra all’Instituto Cervantes di Roma nella sede della Sala Dalí fino al 2 maggio 2026.

Redazione

Da comunicato stampa: La curatrice Ana Doldán de Cáceres, Direttrice Conservatrice del Museo d’Arte Contemporáneo Esteban Vicente di Segovia, evidenzia come il titolo della mostra faccia riferimento ad alcune dichiarazioni dello stesso Esteban Vicente raccolte dal critico mIrving Sandler nel 1968: “la vera differenza tra la cultura spagnola e quella francese o italiana è un profondo senso della realtà. È difficile comprendere il significato del termine “realtà” nel contesto in cui lo utilizzo’. È una qualità presente in tutta la letteratura spagnola, in contrasto con la letteratura italiana o francese. Basta guardare Cervantes, ad esempio. La sua opera si caratterizza, soprattutto, per questa impressionante percezione della realtà. La si ritrova anche in Zurbarán. E credo di possedere qualcosa di questo: un particolare senso di rifiuto per l’eccessivo.

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Come sottolinea Ana Doldán de Cáceres, “fedeli alle parole di Vicente, la selezione delle opere esposte, si basa sull’idea di rifiuto dell’artificioso a favore della vera realtà della pittura che è, in definitiva, sensuale. Anche sulla necessità dell’ordine come base della creazione e sull’austerità della materia.”

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Nel 1936, Esteban Vicente (Turégano, Segovia, 1903 – Long Island, New York, 2001), contemporaneamente allo scoppio della Guerra Civile spagnola, decise di trasferirsi a vivere negli Stati Uniti, paese che non avrebbe più lasciato fino alla fine della sua vita. Lì, nel corso di più di sessant’anni, fu in grado di tessere relazioni umane e professionali che gli permisero di far parte della corrente dell’Espressionismo Astratto Americano, frequentando i suoi principali rappresentanti ed essendo apprezzato dai critici e dai galleristi più importanti. A questa rete di contatti si aggiunse il suo bagaglio di artista spagnolo; prima della partenza, era riuscito a visitare alcune delle capitali più importanti dell’arte in Europa, come Parigi e Londra, dove stabilì relazioni significative, riuscendo allo stesso tempo ad assimilare le più avanzate tendenze artistiche del suo tempo. Grazie a tutto ciò le creazioni artistiche di Vicente costituiscono un’opera singolare e piena di interesse e qualità sia nell’ambito della produzione nordamericana sia dell’arte spagnola della seconda metà del XX secolo.
Sebbene Vicente cominci la sua carriera nel contesto di una figurazione  rinnovata che, gradualmente, andava diluendo la mera imitazione della realtà per avvicinarsi all’astrazione, dopo una fase segnata da un richiamo cubista, il percorso [della mostra] inizia con Untitled, 1950, un piccolo e delicato collage, punto di partenza di quello che sarebbe stato il suo stile maturo, vicino all’espressionismo astratto americano.

EnMttihwPer Vicente, la pratica del collage rappresentava un mezzo per cercare l’essenza della pittura. I pezzi di carta suggeriscono la sensazione del materiale e, la sovrapposizione della carta, gli permette di creare sensazioni di trasparenza, luminosità e profondità.

Luce e colore sono infatti elementi centrali dell’opera di Esteban Vicente fin dall’inizio della sua carriera. Le vivide forme astratte di Vicente sono al tempo stesso illimitate, prive di demarcazione basata sulla linea e, come lui stesso osserva, “austere”. Quest’ultimo tratto tradisce la profonda convinzione di Vicente secondo cui le scelte di tavolozza di un artista dovrebbero essere decise e dense. Nonostante la sua opposizione a circoscrivere i passaggi pittorici, Vicente cercò di fondere le sue pennellate in forme unificate piuttosto che in tratti delimitati dal gesto, distinguendo i suoi campi di colore contenuti attraverso il contrasto tonale. I bordi avvolgenti non rivelano mai la pittura sottostante. Nel saggio dell’artista del 1964, “La pittura dovrebbe essere povera”, Vicente scrive di mirare a “raggiungere la luminosità attraverso il colore opaco”, prima di notare di rifiutare “l’idea del colore trasparente”. Vicente osserva inoltre che “nessun dipinto è completamente separato dagli altri che lo hanno preceduto o seguito. L’artista deve essere parte di qualcosa”. Per Vicente, questo “qualcosa” appartiene al colore in quanto colore, un fenomeno che, nel migliore dei casi, equivale al colore in quanto forma.

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Gli anni Ottanta segnano un ritorno alla natura come principale fonte di ispirazione; le forme organiche, ampie e diverse, conquistano la superficie del quadro sulla quale l’artista lavora con maggiore libertà, con una maggiore ricchezza e variazione nella tavolozza dei colori. Durante gli anni Novanta, combina l’aerografo con lo stencil e i gesti del pennello. I colori sono più intensi e vari e da essi emana una luce ardente in un’atmosfera serena. Dal 1996 abbandona l’aerografo e progressivamente sperimenta un leggero ritorno alla figurazione. Il pigmento si va diluendo fino a diventare quasi trasparente. “Lungo il percorso dell’esposizione si potranno ammirare alcuni disegni in cui Vicente traccia la realtà e la cattura attraverso la linea, il tratto e la creazione di texture. Alla fine della mostra, il visitatore potrà immergersi in un bosco di sculture di piccolo formato, chiamate toys o divertimenti. Queste opere sono realizzate dall’artista con pezzi riciclati trovati nel suo studio tra il 1968 e il 1997. Sono giochi di equilibrio, di relazione tra forme, di colori, di poetica intima e, allo stesso tempo, libertà di espressione.” (A. Doldán de Cáceres)……….

Instituto Cervantes di Roma, Sala Dalí, Piazza Navona 91, Roma fino al 2 maggio 2026 Orario: da martedì a venerdì dalle 14.00 alle 20.00; sabato dalle 12.00alle 20.00; domenica e lunedì chiuso Ingresso libero. Per informazioni: tel +39 06 6861871 Sito: https://roma.cervantes.es/it/

Fiumicino aeroporto – Inaugurata con Plaza Premium Group una nuova ospitalità per i viaggiatori dell’area Schengen

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Plaza Premium Group (PPG), leader mondiale nel settore dell’ospitalità aeroportuale per servizi ai passeggeri, ha inaugurato, prima in Europa, La Plaza Premium First Lounge d’Europa all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino in una formula seducente in cui si da spazio al talento unito alla qualità in un’atmosfera moderna in piena libertà.

Questo è  Aero Bar con piatti che hanno attraversato il tempo ed altri che s’inventano in ogni momento. Una nuova cucina portatrice di saperi e professionalità con personale internazionale professionalmente preparato e accudente ne fanno un vero unicum.

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Come affermato nel corso della conferenza stampa dal Sig. Song Hoi See, fondatore e CEO di Plaza Premium Group: “……Questo evento è una pietra miliare che sottolinea l’impegno di PPG a valorizzare l’esperienza aeroportuale in uno degli hub di viaggio più iconici al mondo e nel rafforzare la presenza del Gruppo nel segmento premium a livello europeo. Questo lancio rafforza la nostra mission di offrire servizi di ospitalità aeroportuale d’eccellenza caratterizzati da attenzione al design, servizi innovativi e autenticità culturale. In un settore in continua evoluzione, ascoltiamo le esigenze dei viaggiatori più esigenti che oggi cercano personalizzazione e raffinatezza in ogni fase del loro viaggio. L’indiscusso successo della nostra pluripremiata Plaza Premium Lounge Rome riflette una domanda orientata all’ospitalità d’eccellenza. L’introduzione del concept Plaza Premium First all’aeroporto di Roma Fiumicino rafforza ulteriormente la nostra vision condivisa, che mira a offrire esperienze che vanno oltre il semplice comfort: lounge che fondono armoniosamente cura del design, innovazione dei servizi e valorizzazione dell’autenticità locale, a rispecchiare appieno i nostri valori, per migliorare l’esperienza di viaggio nella sua interezza”.

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“L’apertura della nuova Plaza Premium First Lounge presso il nostro aeroporto, la prima in Europa, riflette il costante impegno di Aeroporti di Roma nel migliorare la passenger experience, impegno riconosciutoci anche dalle 5 stelle Skytrax”, ha dichiarato Marco Troncone, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma. “Il debutto europeo di questo concept d’eccellenza presso Roma Fiumicino ribadisce ulteriormente come il nostro aeroporto sia capace di attrarre i principali operatori mondiali. Inoltre, rafforza il posizionamento di Roma come hub strategico nella rete globale dei viaggi aerei, dove l’eccellenza del servizio, il comfort e l’identità locale si fondono per offrire un’esperienza aeroportuale di alta qualità e sempre più personalizzata”.

Da comunicato stampa: “La lounge è situata nel Terminal 1 Partenze, ha una superficie di 700 metri quadrati ed è stata progettata per accogliere 115 persone. Il nuovo concept di lounge di fascia alta rappresenta un’evoluzione trasformativa nella mission di Plaza Premium Group, che si propone di ridefinire l’esperienza di viaggio, offrendo ai viaggiatori più esigenti una combinazione senza precedenti di ospitalità personalizzata, proposte gastronomiche su misura, cocktail curati, vini e distillati selezionati, ambienti di lusso ed esperienze culturali immersive.

Il design s’ispira concettualmente all’iconica Dolce Vita italiana, uno stile di vita caratterizzato dal piacere, dalla leggerezza e dal gusto del viver bene, mantenendo al contempo il linguaggio globale tipico di Plaza Premium Group. Gli interni armonizzano luci, texture e forme, creando ambienti lussuosi e confortevoli, catturando l’eleganza senza tempo dello stile romano in un connubio di luce naturale, tonalità calde e texture artigianali. Gli ambienti si caratterizzano per le proporzioni classiche, e con la pietra di travertino, il legno di quercia e gli elementi di bronzei rendono omaggio all’artigianato locale e al design sostenibile. Le decorazioni spaziano da fotografie artistiche a opere astratte che esprimono lo spirito dell’artigianato italiano e la cultura del viaggiare. Ogni elemento, dai tocchi biofilici all’illuminazione ad alta efficienza energetica, è studiato con cura, per promuovere comfort e benessere e rispecchiare la vocazione di Plaza Premium Group a un design e a un’ospitalità che mettono sempre al centro l’essere umano”.

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“Ad attendere gli ospiti c’è anche un viaggio gastronomico tra squisitezze italiane, specialità romane, piatti internazionali con ingredienti locali e una selezione di aperitivi d’autore. La Primo Dining Room è uno spazio esclusivo che propone un menù à la carte estremamente raffinato. Plaza Premium First ridefinisce gli standard dell’ospitalità aeroportuale, offrendo esperienze uniche che celebrano l’arte del viaggio. Ogni visita è arricchita da dettagli pensati, come un servizio di concierge personalizzato che anticipa ogni esigenza del viaggiatore. Suite private per il riposo e la produttività, ricarica wireless senza sforzo per un viaggio agevole e fluido, e visori per realtà aumentata 3D che trasportano gli ospiti tra le strade senza tempo di Roma o dietro le quinte dei leggendari studi cinematografici di Cinecittà. Oltre ai suoi eleganti interni, la lounge accoglie gli ospiti nel patio all’aperto, dove set musicali in continua rotazione e DJ set dal vivo trasformano questo spazio in un punto d’incontro vivace e perfetto per gustare un drink e rilassarsi prima del volo. Ad accogliere le famiglie c’è l’area Nursery, dove ogni dettaglio è studiato per offrire comfort immersivo e intrattenimento agli ospiti di tutte le età, rispondendo alle esigenze di viaggio di ogni membro della famiglia”.

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“In Italia, l’arte è un vero e proprio stile di vita. La lounge di Roma lo rispecchia proponendo mostre permanenti e installazioni artistiche che arricchiscono la lounge experience. In collaborazione con una rinomata galleria locale, gli ospiti sono invitati a scoprire e persino ad acquistare le opere esposte: è la rara e preziosa opportunità di portare in viaggio con sé una scintilla di arte italiana”.

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“L’Aero Bar è un vivace punto d’incontro, all’interno della lounge, dove il mixologist propone cocktail selezionati, vini regionali accuratamente scelti e caffè espresso, per coccolare e stimolare lo spirito del viaggiatore; il tutto è ulteriormente arricchito da un’area dessert con tante sfiziosità. Plaza Premium First Signature Cocktail Programme: analcolico di benvenuto per rinfrescarsi e selezione di cocktail pluripremiati e d’ispirazione locale. La cultura dei cocktail della lounge s’incentra su una selezione di creazioni artigianali, tra cui il Nebula Plaza, un mix d’autore proudly local che esalta i sapori e la storia d’Italia. Il whisky di segale e il Barolo Chinato sono speziati e stratificati, con la complessità erbacea del Cynar e l’eleganza agrodolce dell’Aperol, per una profondità intrigante a ogni sorso. Il cocktail Dolce Peccato abbina rum scuro a un delicato coulis di pera, idromele e un tocco di sciroppo allo zafferano: un profilo di gusto lussuoso per i viaggiatori amanti della raffinatezza”.

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“Le sale riunioni private, finemente arredate, offrono un’esperienza di alto livello, con allestimenti personalizzati e una gamma di opzioni che spazia dalla cucina gourmet ai piatti italiani d’autore fino ai classici internazionali, con una selezione di drink e bevande di qualità premium. L’attenzione alla personalizzazione assicura a chi viaggia per affari tutto il necessario per riunioni produttive in un ambiente sofisticato e riservato. Restroom, toilette e doccia sono arredati con cura e gusto, offrono una selezione di prodotti premium dai marchi iconici e set completi di asciugamani, accappatoi e pantofole, per il massimo comfort. Gli asciugacapelli supersonici assicurano una cura impeccabile della capigliatura; a completare l’esperienza di benessere, mini prodotti di skincare, set da barba e kit dentali. Gli ospiti possono inoltre usufruire di servizi di stiratura rapida e lucidatura delle calzature e di una selezione di fragranze extralusso per una travel experience rilassante e senza pensieri.

La Plaza Premium First Lounge Rome definisce un nuovo standard di ospitalità aeroportuale, con prodotti e servizi ad hoc ed elementi distintivi ispirati al carattere unico di Roma, pensati per i viaggiatori più esigenti e per tutta la famiglia. La Plaza Premium First Lounge Rome è la nuova gemma dell’esclusiva collezione di Plaza Premium First Lounge, operative nelle capitali cosmopolite di Hong Kong, Kuala Lumpur, Giacarta, Macao, Vancouver e, da poco, Phnom Penh; altre saranno presto realizzate a Riyadh, Dallas e New York. Le Plaza Premium First Lounge sono aperte a tutti i viaggiatori, a prescindere da compagnia aerea e classe di viaggio, con diverse opzioni di ingresso, previa iscrizione su Smart Traveller, prenotazione online o acquisto in loco.”

 

 

Jago in mostra al Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino con un’installazione dal titolo; “Apparato circolatorio- Sei cuori un solo battito”

Donatello Urbani

“……continuiamo a investire per offrire a chi transita in aeroporto un ambiente accogliente, che celebri la straordinarietà e l’eccellenza dell’arte italiana valorizzando al massimo questa infrastruttura…..”. Le affermazioni dell’Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone trovano ampio riscontro in varie e molteplici iniziative, fra le quali occupano una posizione privilegiata quelle a carattere culturale artistico come l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Attualmente l’attenzione si è concentrata su Jago, scultore italiano tra i più affermati sulla scena internazionale.

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All’interno dello scalo, – Terminal 1, – viene presentata l’installazione “Apparato circolatorio – sei cuori un solo battito” opera originaria di Jago del 2017 dall’alto valore simbolico: uguaglianza, empatia, memoria, accoglienza, speranza e coraggio. Da comunicato stampa: “I cuori, in ceramica rossa, sono disposti in cerchio – figura geometrica senza inizio né fine – e accompagnati da una videoproiezione che ne riproduce la pulsazione ritmica e rappresentano un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa.

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Apparato Circolatorio sarà visibile a tutti i passeggeri e rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, per trasformare lo scalo di Roma Fiumicino in una vera e propria piattaforma culturale – già arricchita negli anni da capolavori come il Salvator Mundi di Bernini e le tre vetrate attribuite a Giotto della Basilica di Santa Croce. Una progettualità che si fonda sulla volontà di integrare stabilmente l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali, rendendola accessibile, fruibile e parte integrante dell’esperienza di viaggio”.

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Questa iniziativa ha, come affermato dall’A.D. di ADR,  Marco Troncone, un duplice significato perché coincide nel momento;”….. in cui Roma Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri annui e si conferma nell’élite degli hub a livello globale per qualità e connettività. In questa direzione, l’obiettivo di ADR è ridefinire il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura viva, in cui anche il tempo dell’attesa si trasforma in un’occasione di scoperta, bellezza condivisa e valorizzazione del Made in Italy……

Fare del Bene fa Bene -Nasce il Consorzio della Bella Gente – La bellezza, quando è condivisa diventa grande comunità

Redazione

Un adagio vuole che a Natale ci sentiamo tutti più buoni, Il 10 dicembre 2025, alle ore 10, la Camera dei Deputati ospiterà nella Sala Matteotti la giornata costituente del Consorzio della Bella Gente, un’iniziativa promossa dall’Associazione Una Nuova Agorà che punta a riportare al centro della vita pubblica e privata quei valori semplici, ma decisivi, che dovrebbero guidare ogni comunità: la solidarietà, l’onestà, la responsabilità sociale, la cura dell’altro e la capacità di riconoscere la bellezza come fondamento di convivenza e di crescita. È una risposta a un tempo che corre veloce, spesso distratto, come emerge chiaramente anche dal concept ufficiale dell’evento, dove si afferma che oggi, in un’epoca segnata da indifferenza e smarrimento, esistono ancora valori immutabili capaci di orientare le persone verso un futuro migliore.

La mattinata si aprirà con i saluti di Luca Russo, responsabile della comunicazione di Una Nuova Agorà, affiancato dalla presentatrice Laura Freddi, che accoglieranno i partecipanti prima di lasciare spazio agli interventi. L’On. Maria Grazia Brandara, Presidente nazionale dell’associazione, illustrerà le ragioni che hanno portato alla nascita del Consorzio della Bella Gente, un progetto che vuole mettere insieme imprenditori, professionisti, personalità del mondo culturale e sociale, realtà no profit e figure impegnate quotidianamente a servizio degli altri. Sarà poi Mariella Lo Bello, del Direttivo di Una Nuova Agorà, a presentare ufficialmente la Carta dei Valori, il documento fondativo del Consorzio, che definisce l’identità e il cammino di questa nuova comunità nel segno della bontà, dell’onestà, della trasparenza, della bellezza e della responsabilità sociale, come contenuto nelle pagine centrali della Carta stessa.

Seguirà un intervento dedicato al significato della bellezza quando diventa bene condiviso, affidato a Enza Clementi, mentre Monsignor Vincenzo Paglia offrirà una riflessione che riprende il cuore dell’iniziativa: fare del bene fa bene, sempre, e la comunità cresce solo quando si nutre di gesti concreti, non di dichiarazioni. Al termine degli interventi istituzionali sarà firmata la Carta dei Valori e verranno ufficialmente riconosciute le Personalità della Bella Gente, donne e uomini che, con il loro lavoro e la loro dedizione, testimoniano ogni giorno cosa significhi contribuire al bene comune. La consegna delle pergamene sarà curata dall’On. Brandara.

Il Consorzio della Bella Gente nasce per creare una rete che unisce e valorizza chi si impegna nella propria professione, nella propria comunità o nella propria attività culturale con spirito costruttivo e senso di responsabilità. La Carta dei Valori, che rappresenta il cuore dell’iniziativa, mette insieme i principi che dovrebbero guidare ogni società: l’umanità, la bontà, l’onestà, la trasparenza, la solidarietà attiva, il riconoscimento della diversità come ricchezza, la bellezza intesa non solo come estetica ma come modo di stare nel mondo, la sostenibilità, la responsabilità sociale, il coraggio e la perseveranza. È un impegno comune, un patto morale che chi aderisce sceglie di rispettare per contribuire a un futuro più giusto e più vivibile per tutti.

Il messaggio centrale dell’iniziativa, “La bellezza, quando è condivisa, diventa grande comunità”, racchiude l’essenza del progetto: la convinzione che il bene, quando si fa insieme, genera più bene; che la bellezza, quando non resta privilegio di pochi, diventa forza sociale; e che le comunità si costruiscono con gesti concreti, non con slogan. È da qui che il Consorzio della Bella Gente intende partire per costruire un percorso nuovo, capace di unire persone diverse ma animate dallo stesso desiderio: contribuire, nel proprio ruolo, a rendere migliore il Paese.

Tarquinia candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: una sfida in sinergia con 25 città del territorio per un prestigioso riconoscimento

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

 

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido

ove trovino pace,

io son come loro

in perpetuo volo” (Vincenzo Cardarelli – poeta originario di Tarquinia)

 

Anche le città più piccole debbono pensare in grande.

Come affermato in conferenza stampa tenuta nella prestigiosa sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma questa candidatura nasce da un percorso iniziato nel 2022 grazie alla Destination Management Organization Etruskey, – DMO – che mette in rete istituzioni pubbliche e private impegnate nella valorizzazione del patrimonio etrusco. Negli ultimi anni la DMO ha costruito una struttura stabile e operativa, concentrata sullo sviluppo sostenibile del territorio.

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Accanto al Comune capofila di Tarquinia partecipano i Comuni di Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa. La grande partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nasce da un coinvolgimento di tutto il territorio.

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Come ha sottolineato il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti, la forza della candidatura risiede nella governance già attiva e nella collaborazione tra enti locali. Alla presentazione hanno partecipato anche rappresentanti del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, del Museo Nazionale di Villa Giulia e altri soggetti istituzionali, a conferma del sostegno al progetto, depositato al Ministero della Cultura lo scorso 25 settembre.

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Le molteplici iniziative incluse nel programma sono tutte rivolte alla valorizzazione di un territorio dove la cultura si esprime in svariate forme incluse le attività artigianali – lavorazione del cuoio – e dell’enogastronomia – carciofo romanesco, conosciuto come “mammola”, coltivato già in epoca etrusca come ci riferisce lo storico Teofrasto e immortalato in varie pitture nella necropoli di Tarquinia.

Giornata Mondiale del Diabete -L’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta ha presentato il convegno: “Diabete 2025: Innovazione, integrazione, nuovi orizzonti di prevenzione e cura”

Redazione

L’incontro tenuto nella prestigiosa sede romana – Piazza del Grillo –  del Sovrano Militare Ordine di Malta ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti del mondo clinico e accademico, società scientifiche, industria e associazioni di pazienti per affrontare in una sinergia comune le sfide future della gestione del diabete e delle malattie metaboliche, dove innovazione e prossimità diventano leve fondamentali per migliorare la qualità della cura e la sostenibilità del sistema.

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Significativo in proposito l’intervento Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute: “Il farmaco deve raggiungere il cittadino, non il contrario” rilanciando la sanità di prossimità: “Cure più vicine, meno burocrazia e più prevenzione per rendere sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Ad aprire il convegno sono stati Antonio Aurigemma – Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e Paolo Trancassini – Questore della Camera dei Deputati. A seguire gli interventi di varie personalità’. Da comunicato stampa: “ Sottolinea Edoardo Bellomo, direttore generale delle strutture sanitarie dell’Ordine di Malta in Italia: “Negli ultimi anni l’Associazione ha sviluppato progetti innovativi che uniscono telemonitoraggio, infusori di nuova generazione e dispositivi digitali per seguire i pazienti a distanza, migliorando il controllo glicemico e riducendo accessi impropri alle strutture sanitarie. Al tempo stesso, ha avviato un percorso unico in Italia in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù per accompagnare i giovani con diabete nel delicato passaggio all’età adulta, garantendo continuità terapeutica e supporto personalizzato. Grande attenzione è riservata anche alla prevenzione su larga scala, con screening territoriali e campagne di sensibilizzazione, in particolare sulle correlazioni tra diabete, oncologia ed epatopatie.

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Questa visione va di pari passo con un cambiamento organizzativo più ampio. L’Ordine di Malta sta infatti costruendo nuove reti territoriali integrate, capaci di armonizzare l’offerta plurispecialistica e garantire percorsi personalizzati e replicabili in tutta Italia, riducendo l’abbandono delle cure e le disuguaglianze di accesso. «Crediamo nella medicina personalizzata: trattare il paziente quando è ancora in fase preclinica è l’obiettivo ideale – aggiunge Bellomo –. Solo unendo le forze è possibile organizzare screening su vasta scala, raggiungere centinaia di migliaia di persone e fare davvero la differenza per il Servizio Sanitario Nazionale».

Con oltre 1,5 milioni di prestazioni sanitarie erogate ogni anno e un piano di sviluppo 2025-2029 che punta a rafforzare tecnologie, unità operative e centri ambulatoriali, l’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta conferma così il proprio ruolo di laboratorio di innovazione sanitaria e presidio per la salute pubblica.”