Matteo Maria Zuppi: Commemorazione funebre di Francesco Guccini

Donatello Urbani

Devo confessarlo: sono un fans tanto di S.E. Cardinale di Santa Romana Chiesa Matteo Maria Zuppi  quanto del poeta/cantautore Francesco Guccini, agnostico possibilista, per sua definizione. Questa “affinità elettiva” che ho scoperto fra due personaggi che apparentemente appaiono diversi è stata confermata nell’amicizia intercorsa in vita tra i due ed ha trovato un profondo riscontro nella commemorazione funebre che il Cardinale ha rivolto all’amico Francesco in occasione del suo funerale laico tenuto nel paese natale alla presenza di soli familiari e amici.

Qui di seguito il testo pronunciato dal cardinale Zuppi.
«Non era un accordo così definito come quello che Francesco stabilì con Piero, circa l’impegno a tornare e a dare informazioni di prima mano sul dopo ma, una sera, parlando dell’ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me. Credo, però, che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco: non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realtà hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita.
Dicevi di te di essere “agnostico possibilista”. In ricerca. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l’assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po’ più soli. Assenza ma anche presenza. Abbiamo letto tante osservazioni, emozioni, tutte personali e positive, piene di umanità. Avviene sempre così nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all’interiorità. La poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore. Te ne sei andato nelle «stanche, lunghe e oziose ore di agosto» (Canzone dei dodici mesi), con la discrezione e la riservatezza che sono sempre state tue, nascondendo in due sciocchezze quanto sei commosso e poi, in realtà, facendoci commuovere per come ti racconti. Abbiamo capito anche quello che stava urlando dentro di te per uscire, e abbiamo capito che bisogna scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà.
Anche il Signore non sopportava i dogmi e i pregiudizi che colpivano il prossimo, i nuovi protagonisti, i rampanti, i furbi e i prepotenti, i re, i militanti severi, la gente vuota, i preti che non sanno guardarsi nel cuore, i materialisti col chiodo fisso che Dio è morto e che l’uomo è solo in questo abisso, ma anche i giacobini visionari e i martiri dell’odio e del terrore, quelli che ti paralizzano dicendo che è per amore, i manichei che gridano o con noi o contro di noi. Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione. Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia è sempre regalare tutto di sé. Discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza ma radici di sapienza antica, “cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia”.
Alieno all’esibizione, eppure delicatissimo nel comunicare. Parlando e riparlando del tempo e dei giorni andati, e del mistero del tempo che ha una spiegazione nei nostri legami di amore per cui è sempre vero per tutti che “io non sono quando non ci sei”. È la migliore definizione di Dio, perché Dio si capisce solo nell’amore, interrogandoci su quale sapore nuovo abbia l’universo, perché la domanda della vita è sempre proprio questa. Che l’oggi restasse senza domani o che domani potesse tendere all’infinito? Non si è rassegnato ad essere cattivo e non hai smesso di sognare e di cercare le ali. Questa domanda per Francesco, e per tutti, è l’intuizione che è porta apertissima nel cuore: Dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto e dove troveremo il per sempre.
«E la mia vita cade in altra vita ed io mi sento solamente un punto, lungo la retta lucida e infinita di un meccanismo immobile e presunto» (Vite). In questi termini amavi parlare della tua vita, ma non era retorica, era l’umiltà, contrario dell’hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l’arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall’andatura precaria. Ci hai parlato dell’«eterno gocciolare del tempo», del «rintocco scaglioso dei momenti» (Vite), della «musica dell’oggi che se n’è andato dove è andato l’ieri» e non sapremo mai dove (Un altro giorno è andato). Il tempo è «come quel male a cui non si dà il nome, un’ossessione circolare fra la volontà ed il non potere» (Canzone per Anna). Ti sei domandato – e tutti noi con te – «ma il tempo, il tempo chi me lo rende?» (Lettera) e anche come essere nel tempo, ad esempio quando l’uomo deve imparare a vivere senza ammazzare, amarissima considerazione che ha trovato drammaticamente in questi tempi tante ulteriori domande. La precarietà della storia e del tempo ti ha sempre arrovellato, mistero e tormento, come l’orologio che enfatizza ogni secondo. Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive: ogni giorno, dicevi, «son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male» (Canzone per Piero).
L’etica dell’umano, la dignità della politica, allergica ai dogmatismi vuoti, proprio perché etica e con al centro l’umano, per non avere «paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare, paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera» (Canzone per Silvia); con il tuo don Chisciotte tu “fiero del mio sognare e di questo eterno mio incespicare”, ci hai costretto a chiederci «dovrei tirarmi indietro perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità e accettare che sia questa la realtà?» per poi invitarci a «sputare il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte». Non smette di stupirci la vita, com’è fatta e come uno la gestisce, e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità. Ora Francesco, come hai detto con parole struggenti a Van Loon – babbo Ferruccio, avrai «tanto tempo per pensare»; avevi «i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente», troverai un tuo luogo, una tua storia, i tuoi libri, i vecchi amici e, finalmente, l’infinito (Van Loon).
Ma non ti mancherà il controcanto ironico che ti è sempre appartenuto e ti permetteva di comunicare leggerezza anche nelle circostanze più buie; e sorriderai ricordando agli amici che ritroverai e ti faranno una gran festa le parole che tu, come pochi altri, riuscivi a pronunciare con spirito pungente e insieme con garbo: «se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale, ma il bere non si paga e non fa male». E che Dio «ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, cosa che a questo mondo han fatto in pochi» (Gli amici). Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell: sono le voci che hai fatto tue, brusìo e infinita eco di Dio. È la nostra realtà: sospesa tra la notte che sta per finire, vegliare sempre, insistere, ridomandare, senza stancarci. “Ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, che la risposta sull’avvenire è in una voce che chiederà: Shomèr ma mi-llailah”. Oggi incontri la risposta, che in realtà era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l’umanità che hai descritto nei tanti personaggi e incontri che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell’umano, scopre sempre la presenza di Dio. Traina, che so cara a Raffaella, agnostico lascio questa poesia postuma, che è anche una confessione di fede: “Quando starò davanti a te, Signore, se non perdonerai chi non si è unito al coro degli osanna, forse perdonerai chi ha confessato, Signore, di soffrire la tua assenza”. “Bisogna continuare a domandarsi, anche quando non c’è una risposta», dicevi. “Starem a veddre”.
Mi aiutano queste parole: “Stamane pensavo: il bambino nel ventre della madre sta caldo e probabilmente è felice. Crede che quel breve spazio tiepido sia un universo, ove nulla gli manchi. Dell’universo che conosciamo noi, che sospetto può avere lui? Nessuno? Ammettendo che ci si possa mettere in comunicazione col bambino che ancora non è nato, che nozioni potremmo dargli di quello che è un libro, una casa? Nemmeno la più piccola. Ci troviamo nella stessa situazione in rapporto al mondo dell’aldilà che si stende intorno a noi e che non raggiungiamo se non con la morte. In realtà stiamo anche noi dentro una cavità buia ove ci parliamo e noi non nasceremo che gridando, quando morremo. Allora scopriremo un universo d’una bellezza indicibile e passeggeremo liberamente in mezzo agli astri”.
Ecco, la fede dà parole e certezza a quell’intuizione dell’amore, del cuore, tutt’altro che palliativo, per cui “vogliamo ricordarti com’eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti. Che come allora sorridi”. La risposta è Dio che non solo è dentro di noi ma anche fuori, è un Tu, è l’amore senza il quale non siamo e che oggi nel suo mistero si rivela.
 “Tu sei, lo so, ma dove, chi può dirlo?  In me ti rassomiglia ciò che vedo…. Lasciamo creder dunque che sei qui.  E quando verrà l’ora del timore chiuderà questi miei occhi umani, aprimene, Signore, altri più grandi per contemplare la tua immensa face e la morte mi sia un più grande nascere”. (Eugenio Montale)
Francesco è morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell’umano, nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell’orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perché dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare. È anche il giorno della morte di Paolo VI. “Ecco, mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata dall’infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così incomplete, così nostalgiche e così chiare ormai per denunciare lì loro passato irrecuperabile e per irridere al loro disperato richiamo. La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, di un Dio creatore, che si chiama il Padre Nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a te, o Padre in quest’ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica luce; è una rivelazione naturale di una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell’invisibile Sole”. (Paolo VI)

 

Il Teatro Brancaccio di Roma – Presentata la stagione 2026/2027 ricca di musical, concerti e spettacoli di prosa, con appuntamenti imperdibili da ottobre 2026 a maggio 2027.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Cerchiamo di essere costruttori di emozioni mediando tra i vari generi”.  (Alessandro Longobardi – Direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma).

Un cartellone di tutto rispetto in perfetta linea con i festeggiamenti del 90^ compleanno. Correva l’anno 1936 quando il nonno dell’attuale Direttore artistico Alessandro Longobardi battezza da Morgana il corrente Teatro Brancaccio.

La prossima stagione, come scrive Alessandro Longobardi nel comunicato stampa: “mantiene costante la sua linea editoriale che tiene conto, sia del numero dei posti in sala, che del valore condiviso che esalta il teatro popolare nella sua accezione più nobile, per accogliere tutti ed incrementare il pubblico teatrale attraverso un percorso che si snoda tra i vari generi come la commedia musicale, la prosa, il musical, la danza, i concerti, i grandi mattatori, le irriverenti stand up comedy. Le inchieste dal vivo. Godetevi la magia dello spettacolo dal vivo”.

20260603_130326

Da tenere presente che gli spettacoli di seguito riportati non completano l’intera programmazione in quanto una parte di questi è al momento in corso di definizione e quanto prima verranno pubblicate note aggiuntive.

Musical e grandi produzioni

  • Il Principe d’Egitto – Il Musical: dal 29 ottobre all’8 novembre 2026, con oltre cinquanta interpreti e orchestra dal vivo, tratto dal celebre film DreamWorks con musiche di Stephen Schwartz. www.romaperte.it.
  • Raffaella – Il Musical: dal 10 al 21 febbraio 2027, omaggio a Raffaella Carrà, Elvis Il Musical: dal 6 all’11 marzo 2027, con Joe Ontario e Michel Orlando nei panni di Elvis giovane e anziano www.romaperte.it.
  • Robin Hood il Musical: dal 16 al 25 marzo 2027, spettacolo adatto a tutta la famiglia con coreografie e musiche dal vivo www.romaperte.it.
  • SpalmAlot: dal 13 al 18 febbraio 2027, musical tratto da “Monty Python e il Sacro Graal” con la partecipazione di Elio www.romaperte.it.
  • Altri musical in programma includono Hairspray: grasso è bello e Cantando sotto la pioggia, con date distribuite tra febbraio e aprile 2027 www.romaperte.it.

20260603_131246

Concerti e spettacoli musicali

  • Deva Premal & Miten – Singing our Prayers: 24 settembre 2026.
  • Roberto Vecchioni – Tra il silenzio e il tuono Tour: 30 settembre 2026.
  • Francesco Renga Live Teatri 2026: 9 ottobre 2026.
  • Mr. Rain – Nei Teatri: 11 ottobre 2026.
  • Benji & Fede – Sempre in due: 13 ottobre 2026.
  • Arisa Live Première: 7 dicembre 2026.
  • Giorgio Montanini – Nuovo spettacolo: 2 maggio 2027.
  • Katia Follesa – No Vabbè Mi Adoro: 14 maggio 2027 teatrobrancaccio.it.

Prosa e spettacoli teatrali

Il cartellone include anche spettacoli di prosa e reading, come:

  • Giuseppe Giacobazzi – Io ci sarò: dal 26 marzo 2027.
  • Real Illusion – Gaetano Triggiano: dal 27 al 29 marzo 2027.
  • Andrea Pucci – In… Tolleranza Zero: 6 aprile 2027.
  • Angela Finocchiaro e Laura Curino – Calendar Girls: dal 12 al 15 aprile 2027 www.romaperte.it.”

20260603_122102

Informazioni pratiche: Indirizzo: Via Merulana 244, 00185 Roma. Biglietteria: aperta dal martedì al sabato 16:00–19:00, domenica un’ora prima dello spettacolo. Prenotazioni online disponibili tramite il sito ufficiale del teatro. Abbonamenti e card: disponibili con opzioni infra-settimanali e weekend, con possibilità di scegliere posti fissi o liberi e combinazioni di spettacoli tra gruppi verdi e blu circoloroma.unicredit.it. Posti e prezzi: platea, balconata, II balconata e galleria, con tariffe intere e ridotte, e sconti per prenotazioni entro il 30 maggio 2026 circoloroma.unicredit.it.
La stagione 2026/2027 del Teatro Brancaccio offre quindi un mix di musical internazionali, produzioni italiane, concerti e spettacoli di prosa, adatti a tutti i gusti e fasce d’età, confermandosi uno dei punti di riferimento culturali più importanti di Roma. Sito web per maggiori informazioni www.romaperte.it.

Buon teatro e tutti

 

 

 

Irex Annual Report 2026. – Rinnovabili e accumuli sono la soluzione alla crisi energetica globale nel report 2026 di Althesys (TEHA Group).

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Cosa vuol dire condividere valore?“ Unire innovazione e capacità di sviluppo per anticipare i nuovi trend nel settore per le scelte di consumo.

20260519_110720

Il rapporto IREX di Althesys, svoltosi a Roma lo scorso 19 maggio 2026 nella prestigiosa sede del GSE – Gestore servizi elettrici -, ha evidenziato la tenuta degli investimenti nelle rinnovabili, nel 2025 arrivati a 51 miliardi di euro, seppur in fisiologico rallentamento dopo il picco toccato nell’anno precedente, accompagnati dal boom di quelli nelle batterie utility scale. Oltre il 40% degli investitori sono esteri malgrado l’accettabilità sociale e la burocrazia restino gli ostacoli da superare. Per Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e capo del team di ricerca: “La congiuntura difficile non frena la transizione energetica, che anzi va accelerata. Flessibilità, reti e accumuli saranno sempre più strategici”.

20260519_110710

Sta all’Europa battere un colpo per riportare il clima al centro delle relazioni internazionali, per portare il risultato a dama

Da comunicato stampa: “…in sintesi, il quadro delineato dall’Irex Annual Report 2026, è stato riepilogato nello studio di Althesys (TEHA Group) che, come ogni anno, monitora il settore elettrico, analizzando le strategie, delineando le tendenze future e suggerendo policy. Il report è stato presentato nel corso dell’evento “Liberare l’energia. Rinnovabili, reti, accumuli oltre la crisi globale” alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Gse Vinicio Mosè Vigilante e del direttore di Irena Francesco La Camera”.

Principali temi discussi; da comunicato stampa:

“Le tendenze strategiche: Nel 2025 il mercato italiano delle rinnovabili ha segnato un calo fisiologico dopo il boom del 2024, ma ancora numeri importanti: 1.365 operazioni, 37,1 GW e 51 miliardi di euro.

Le autorizzazioni, avanti piano: Il permitting, nonostante i numerosi interventi normativi, resta un passaggio critico. Nel 2025 sono stati autorizzati 915 impianti per 17,5 GW (+4% sul 2024), mentre i nuovi progetti in iter calano del 31%, soprattutto per eolico onshore e agrivoltaico.

Accettabilità sociale e compensazioni: Oltre alle complessità autorizzative, i progetti sono frenati dall’accettabilità sociale, critica in vari territori. Il coinvolgimento delle comunità e la condivisione di valore a livello locale sono essenziali. Strumenti economici, come le compensazioni, il crowdfunding, la riduzione dei costi dell’energia (anche con un reale trasferimento ai consumatori dei prezzi zonali), sono alcune possibili vie, oltre alle mitigazioni ambientali.

I costi di produzione: L’aumento dei Capex e le difficoltà del permitting sono i fattori che hanno contribuito a rallentare le rinnovabili in Europa nel 2025 (installati 80,2 GW, -2% sul 2024). A dominare sono le aste, mentre cala l’interesse per i PPA.

Sicurezza elettrica: L’evoluzione della struttura industriale del settore, con le possibili dismissioni future di capacità flessibile, metterà a rischio l’adeguatezza del sistema elettrico italiano? Le simulazioni indicano un rischio di uscita dal mercato di 26,3 GW termoelettrici entro il 2030, perché non più economicamente sostenibili, rendendo determinante il capacity market.

Prezzi negativi e rendite di congestione: L’evoluzione industriale, con la crescita delle rinnovabili, e infrastrutturale del settore elettrico sta cambiando anche il funzionamento del mercato, con l’emergere dei prezzi negativi.

20260519_123005

In conclusione, il settore elettrico italiano sta cambiando sempre più rapidamente e la transizione verso le rinnovabili è la via per assicurare competitività e sicurezza in un contesto geopolitico e macroeconomico sempre più incerto e volatile. Il mercato italiano continua ad attrarre investitori, oggi in particolare nelle batterie, ma la sfida è accelerare, non solo mettendo in campo rapidamente strumenti come le aste del Fer-X e Fer-Z, ma migliorando ancora il permitting e l’accettabilità sociale degli impianti. L’adeguatezza del sistema, investendo nelle reti e negli accumuli, resta un elemento chiave per abilitare la trasformazione.

Che cos’è IREX - L’Irex è il think tank italiano di riferimento per l’industria delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica: dal 2008 analizza l’evoluzione dell’industria italiana delle rinnovabili nel contesto internazionale, esaminando le strategie aziendali, individuando i trend dei mercati, valutando le strategie-Paese e formulando proposte ai policy maker. L’osservatorio monitora il settore delle rinnovabili con il proprio Annual Report e realizza l’Indice Irex, che traccia le small-mid cap pure renewable quotate in Borsa. 

 Althesys è una società professionale di TEHA Group specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza. Opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.”

 

Buonvino – Misteri a Villa Borghese – Dai Romanzi di Walter Veltroni alla Fiction su RAI 1 in prima serata subito dopo il TG1 il 7 e 14 maggio 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La varie fiction, quelle trasmesse dalla RAI, hanno sempre dato grande importanza alle location, ed anche questa non fa eccezione. Roma è la coprotagonista nelle due serate di trasmissione delle indagini del commissario Buonvino – Giorgio Marchesi –  presentate in due episodi: Buonvino e il caso del bambino scomparso – giovedì 7 maggio 2026 e “C’è un cadavere al bioparco”- giovedì 14 maggio 2026.

20260424_114612

Da comunicato stampa: “Fin da piccolo a Giovanni Buonvino è stato insegnato che la giustizia trionfa sempre, che il bene vince sul male. Per questo, da grande, ha deciso di entrare in polizia. Per realizzare il suo sogno ha rotto anche con la famiglia, che gli aveva inculcato quei principi di giustizia e pulizia morale ma non certo perché diventasse uno sbirro. Giovanni ha fatto una bella carriera, arrivando al grado di vicequestore, ma durante un blitz per catturare un importante latitante commette un errore grave: per punizione viene relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante….. Nessuno scommetterebbe un centesimo su quei poliziotti, ma a modo suo, con il suo talento nelle indagini e la sua forte umanità, Buonvino saprà guidare questa sua nuova “famiglia” facendo sì che ognuno degli altri riesca a dare il meglio di sé. E col nuovo incarico Buonvino troverà – o ritroverà – anche l’amore, grazie alla sua vice, Veronica Viganò. Con l’arrivo del commissario Buonvino, scopriremo che non è vero che Villa Borghese è un posto bellissimo dove non accade mai niente. Solo che adesso, grazie al nuovo commissario, i misteri che si nascondono fra palme, pini e abeti sono destinati a essere risolti”.

20260424_120110

Pini, palme ed abeti hanno da sempre avuto un ruolo importante per Roma ed anche in queste occasioni sono i primi responsabili del bellissimo cielo azzurro romano, ed in queste due puntate offrono scenari incomparabili.

 

 

Roma e il meglio del Lazio nella guida 2026 del Gambero Rosso

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Indirizzi e storie che raccontano una città e una regione al centro di uno dei maggiori distretti di flussi turistici mondiali. Quasi 1100 i locali (120 le novità), come affermato in conferenza stampa di presentazione, sono stati inseriti nell’edizione 2026 della guida Roma e il meglio del Lazio di Gambero Rosso. Con l’occasione, seguendo i criteri già adottati nelle precedenti edizioni e dopo una selezione rigorosa, sono stati premiati  ristoranti e trattorie, bistrot e pizzerie, wine bar, insieme a “insegne di tradizioni creative e di cucina internazionale, ma anche luoghi del mangiare che non rientrano nei tradizionali binari della ristorazione e propongono formule smart, inconsuete, originali per ambiente, orari e proposta gastronomica, siano essi street food, botteghe con cucina, bakery, chioschi a cui si aggiunge un elenco di negozi e botteghe del gusto di ogni genere”.

20251124_121346 - Copia

                                                          Premiazione del Wine Bar Trimani di Roma

Da comunicato stampa: “Sono i molti volti di una città grande, con molte contraddizioni in cui però abbiamo visto e vediamo emergere insegne che meritano di essere portabandiera del buono e del bello di questa città. Lo vediamo nell’alta cucina come nelle formule più casual e anche nella neonata categoria degli agriturismi che offre un’ospitalità a tutto tondo”.

20251124_115545

                                              Premio Speciale “Novità dell’anno” a “Tante Care Cose” di Roma

Al vertice degli oltre mille indirizzi riportati in guida troviamo i locali segnalati con: Tre forchette – ristoranti; Tre gamberi – trattorie; Tre Mappamondi – cucine da tutto il mondo.

Questa edizione 2026 della guida Roma e il meglio del Lazio di Gambero Rosso segnala come degni di attenzione – da comunicato stampa -: “l’ingresso di un nuovo Tre Forchette, ed è un locale che sa distinguersi in un quartiere preda di un afflusso turistico talvolta soffocante con conseguente offerta limata verso il basso. Zia è l’espressione dello chef Antonio Ziantoni che è anche patron, insieme a Ida Proietti. di questo posto che non ha bruciato le tappe ma è cresciuto consolidando ogni passo con saggezza e maturità e che oggi vanta una continuità davvero rara.

20251124_124108

                                                             Premiazione della Trattoria del Cimino 1895

Due locali entrano invece nel novero dei Tre Gamberi, uno è Santo Palato che nel cambio di sede ha saputo fare un salto in avanti per ambiente, cucina, cantina interpretando con intelligenza una nuova idea di trattoria, l’altro è un’insegna che porta magnificamente i suoi anni, trovando nelle rughe un’espressione intensa del territorio. Parliamo della Trattoria del Cimino dal 1895. Salutiamo con piacere anche un nuovo ingresso tra i migliori ristoranti di cucina internazionale ed è Nomisan, izakaya di Mezzocammino, a conferma che le strade per la buona cucina sono tante e differenti e spesso toccano aree decentrate.

20251124_124903

                                                   Premiazione della Izakaya “Nomisa” di Mezzocamino – Roma – 

Sono decentrate anche due delle migliori aperture dell’anno ed entrambe vanno ad alimentare dei distretti gastronomici grazie al lavoro di professionisti di lungo corso. Uno è Ippolito di Luca Pezzetta, in quella strada delle meraviglie che è via di Torre Clementina di Fiumicino (dove lo scorso anno premiavamo Mare), l’altro Al Madrigale di Tivoli (che inaspettatamente scopre un’anima gourmet), frutto del lavoro di un team ben rodato: Benito Cascone/Daniele Lippi che hanno affidato a Gian Marco Bianchi le redini di questa nuova cucina rurale. E Roma? Ci sono belle novità anche nella Capitale, ma sfuggono ai canoni ristorativi tradizionali: ci sono Tante Care Cose, che incarna alla perfezione un moto di decrescita felice, e Shell Libreria Bistrot, ibrido che convince sotto ogni aspetto”.

Guida Roma e il meglio del Lazio 2026 del Gambero Rosso – pagine 455 costo €.9,90 in libreria e tramite sito web

Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria – Roma EUR – Nuvola di Fuksas – dal 4 all’8 dicembre 2025

Maria Eleonora Lizzi – Foto Donatello Urbani

Cinque giorni dedicati ai libri e alla lettura per un evento che coinvolgerà 569 editori da tutta Italia, con 700 appuntamenti e scrittori e scrittrici da tutto il mondo per un evento che vuole aprire le porte a tutte e tutti gli amanti dei libri, ai lettori forti così come a quelli occasionali: per questo il costo del biglietto di ingresso sarà di 10 euro e sarà attiva la “Tariffa Family” per le famiglie, che consentirà al secondo figlio di entrare gratuitamente in fiera.

20251117_115404

Tema di questa edizione 2025 è “Ragioni e sentimenti”, un modo per celebrare il 250° anniversario della nascita di Jane Austen con un riferimento esplicito al romanzo che ha aperto la strada alla narrativa moderna. Caratterizzeranno questi cinque giorni una serie di eventi, spettacoli teatrali ed incontri con personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione che si alterneranno sul palco da Jovanotti ad Alessandro Barbero ci porterà dentro le tante versioni della vita di San Francesco d’Assisi, al giornalista Marco Travaglio che tratterà la tensione contemporanea tra guerra, pace e trasformazioni globali. In un periodo di stravolgimenti politici internazionali e di tensioni globali, la piccola e media editoria conferma la propria vocazione a riflettere sul presente, a farsi luogo di incontro e di confronto su temi complessi come guerre e conflitti. Più libri più liberi vuole ricordare i personaggi che hanno animato con coraggio il dibattito pubblico e dato un contributo essenziale alla cultura del nostro Paese. Uno tra tutti, Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Tra riflessioni, memorie e nuove visioni, la fiera accenderà i riflettori sui grandi temi del nostro tempo attraverso tante novità della saggistica. Dalla letteratura alla poesia, dal cinema alla musica, con un viaggio nelle idee che illuminano il presente attraverso le voci dei maggiori esperti italiani.

Quest’anno Più Libri TV sarà accessibile gratuitamente e permetterà al pubblico di seguire in diretta o on demand gli eventi principali della fiera. La manifestazione sarà online anche attraverso il sito www.plpl.it e i canali social ufficiali, con video, approfondimenti e contenuti extra. Dal 17 novembre sarà inoltre disponibile la nuova app di Più libri più liberi per dispositivi iOS e Android, aggiornata con funzionalità che consentono ai visitatori di pianificare la propria esperienza in fiera: consultare la mappa, individuare gli editori preferiti e aggiungere al calendario personale gli eventi da non perdere.

L’hashtag ufficiale della manifestazione è #piulibri25. -Per informazioni e dettagli sui singoli eventi: www.plpl.it

 

 

 

Sushi – Presentata a Roma la nuova “Guida Sushi 2026”: terza edizione con 230 indirizzi e oltre 50 novità.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una simpatica pausa di sapore orientale ha accompagnato la presentazione a Palazzo Brancaccio –  Roma – della nuova Guida Sushi 2026 con a Napoli  la Novità dell’Anno e a Roma e Milano (che si conferma la città più premiata) gli esercizi promotori del sake. Di notevole importanza  è l’aumento del numero dei premiati con le Tre Bacchette (42), oltre i  4  premi speciali e la nuova sezione dedicata a take away (a portar via), botteghe specializzate e izakaya (locali informali).

20251111_115219

Come affermato in conferenza stampa si è consolidato filo rosso che unisce la cucina italiana a quella nipponica: l’amore per la materia prima, il rispetto per l’ingrediente e la ricerca costante per esaltarne le peculiarità. La passione degli italiani per la tradizione gastronomica giapponese è evidente in tutta la Penisola, con il fiorire dei banchi dedicati all’omakase, la crescita costante degli eleganti locali di fine dining, il boom delle izakaya e un’attenzione sempre maggiore nei confronti del sake e della mixology del Sol Levante.

20251111_111305

Gli esercizi recensiti in questa terza edizione della Guida Sushi Gambero Rosso, come riportato nel comunicato stampa: “….sono stati 230, in netto aumento rispetto allo scorso anno. Si arricchisce anche la rosa dei premiati con le Tre Bacchette – massimo rating in termini di eccellenza – che passano a 42, con 11 nuovi ingressi distribuiti lungo tutto il territorio. Quattro i Premi Speciali: novità dell’anno (Ruri Kaiseki a Napoli), valorizzazione del sake (Iyo Omakase a Milano ed Enosake a Roma), miglior carta dei vini (Uni Restaurant a Cervia) e miglior proposta di bere miscelato (Sentaku Izakaya a Bologna). Novità assoluta di questa edizione è l’appendice dedicata non solo ai migliori take-away, ma anche alle botteghe specializzate e gli izakaya, per chi cerca un tipo di esperienza autentica e informale, senza rinunciare alla qualità…..”

Guida Sushi 2026 – Edizioni Gambero Rosso – pagine 187 costo €.9,90 – in libreria e sul sito gamberorosso.it

Andrea Camilleri in mostra a “La Dante” – Palazzo Firenze – Piazza di Firenze n.27 Roma – fino 9 novembre 2025 con ingresso gratuito – per ricordarlo nei 100 anni della nascita.

Redazione – Foto Donatello Urbani

Da comunicato stampa: “La mostra è parte del progetto di celebrazioni dei cento anni dalla nascita dello scrittore ed è a cura dello storico della letteratura italiana Giulio Ferroni. Realizzata dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con il Fondo Andrea Camilleri, con la produzione di Arthemisia, l’esposizione è accompagnata da un’audioguida con la voce di Marco Presta, già allievo di Camilleri all’Accademia nazionale d’arte drammatica.

20251022_110049
La mostra intende indagare la figura dello  – scrittore siciliano andando ben oltre il suo ruolo di “inventore” del celebre Commissario Montalbano, grazie a un percorso suggestivo tra documenti originali, fotografie, lettere, copioni, edizioni rare e materiali audiovisivi organizzato in sei sezioni tematiche a ripercorrere la vita e l’opera di uno degli autori più amati del Novecento.
Camilleri, come già Pirandello, ha concepito il mondo come un grande palcoscenico dove voci, accenti e scritture si sono intrecciate in un teatro infinito. Delle voci e delle pronunce in cui detto teatro si manifestava, del diverso disporsi e intrecciarsi di linguaggi in situazione, degli accenti e posture dei diversi personaggi, persone o marionette che tutti siamo, Camilleri è rimasto sempre in ascolto, con “onnivora” partecipazione a tutti gli aspetti della vita del mondo.
Se il suo universo creativo non può essere confinato in una sola disciplina, altrettanto vasta e fitta è stata la rete di contatti e rapporti personali, amicizie, conoscenze, frequentazioni e scambi intessuti da Camilleri con numerosi protagonisti della vita culturale dell’Italia. La mostra di Palazzo Firenze percorre e svela la profonda coerenza di un impegno culturale e artistico, quello dell’autore, dalla sua formazione giovanile alla consacrazione internazionale, attraversando il suo intenso impegno per il teatro, la radio, la televisione, la narrativa e l’arte visiva dalla metà del Novecento per approdare ai primi operosi lacerti del nuovo secolo/millennio.
Il percorso espositivo si chiude con gli anni della definitiva affermazione di Andrea Camilleri e con la rievocazione del monologo Conversazione su Tiresia, da lui stesso pronunciato nel 2018 nel Teatro Greco di Siracusa un anno prima della sua scomparsa. In questa occasione, l’autore ha suggellato la trasformazione della sua voce e del suo pensiero, sempre lucidi e critici, nel simbolo stesso di una vitalità rimasta creativa e brillante fino alla fine”.

Roma – Palazzo Firenze = Piazza di Firenze, 27 -  fino al 9 novembre 2025, ingresso gratuito con il seguente orario: dal lunedì al venerdì (ore 10:00-18:00), sabato e domenica (ore 10:00-14:00) chiusi sabato 1 e domenica 2 novembre.  Per informazioni: http://www.dante.global | Per prenotazioni: eventi@dante.global

La Guida “Ristoranti d’Italia 2026 – Gambero Rosso” – Presentato a Roma il racconto del sapore e del sapere italiano.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La cucina è un patrimonio culturale della nostra nazione e si deve valorizzare in tutte le sue espressioni e forme. Per effetto della crisi economica l’incessante aumento dei prezzi delle materie prime che incidono sul bilancio delle famiglie, un consumismo eccessivo appare sempre più sproporzionato rispetto alle esigenze di ognuno di noi. Rivalutare l’importanza della sacralità del cibo è sempre più attuale riducendo lo spreco riutilizzando gli scarti. La sapienza delle nonne che avevano imparato ad utilizzare il meglio degli avanzi e i recenti modelli di consumo delle nuove generazioni sempre più attente ed orientate verso altri stili di vita ne sono d’esempio.

20251020_125606

Ben 55 ristoranti hanno ottenuto le Tre Forchette. Da comunicato stampa: “In testa alla classifica ci sono Osteria Francescana dello chef Massimo Bottura, Piazza Duomo con Enrico Crippa e Ristorante Reale di Niko Romito che svettano a 97/100. Cinque sono le nuove Tre Forchette: Contrada Bricconi e Il Luogo Aimo e Nadia, Villa Maiella, Zia e Marotta”.

20251020_122047

Le migliori trattorie d’Italia, contraddistinte dai Tre Gamberi, hanno spaziato nell’intero territorio nazionale – da  Nerodiseppa  a Trieste ai 4 Archi di Catania, inclusa anche fra i 7 nuovi ingressi insieme a Trattoria Del Cimino dal 1895, Osteria La Grandissima, Osteria dei Maltagliati, Santo Palato, I sapori di Marianna, Villa Rosa – La Casa di Lella.

20251020_121143

Da comunicato stampa: “….sono 9 i locali di ispirazione internazionale che hanno ottenuto i Tre Mappamondi e 14 wine bar premiati con le Tre Bottiglie, vero e proprio omaggio ai locali dove vino e cucina dialogano, creando nuove occasioni d’incontro, di gusto e di sperimentazione. Forte rilancio anche per il premio Tre Tavole, assegnato a 13 bistrot dislocati lungo lo Stivale che sanno mescolare rigore e spensieratezza, inglobando gastronomie, pescherie e macellerie con format innovativi.

20251020_105749

Tra le 19 categorie – premi speciali n.d.r. – spicca il premio Ristorante dell’Anno che va alla Trattoria La Madia a Brione, in Lombardia, dove Michele Valotti si è fatto portavoce di una trattoria che diventa pura avanguardia e ricerca; mentre il premio Menù Degustazione è stato assegnato a Jacopo Ticchi (Da Lucio), grazie ad un’idea che rompe le formalità e rimette al centro la necessità di condividere il piacere della tavola.

20251020_115624

Tra le novità di quest’anno, anche l’inserimento degli agriturismi, che sempre più spesso celano grandi trattorie, inaspettati fine dining o raffinati bistrot, così come una sezione di consigli di viaggio a inizio regione completamente rinnovata per orientare il lettore. Una sezione speciale viene riservata, per la prima volta, alla ristorazione italiana all’estero, portavoce di un’identità gastronomica semplice, unica e riconoscibile ovunque ci si trovi: in questo senso spicca Clara a Bangkok dello chef Christian Martena, il cui premio come Miglior ristorante italiano all’estero è stato consegnato da Kimbo.

20251020_110838

Un racconto unico del sapore italiano. La Guida Ristoranti d’Italia 2026 accompagna il lettore tra locali d’autore, trattorie, bistrot, wine bar, recensendo ben 2.600 indirizzi lungo tutta la Penisola: città d’arte, strade secondarie e piazze di provincia. E lo fa con scelte nette, coraggiose a partire dai Premi Speciali che sintetizzano un anno di lavoro di oltre 100 professionisti indipendenti, coordinato da Valentina Marino e Annalisa Zordan.“

Gambero Rosso – “Ristoranti d’Italia 2026” pagine 1008 costo €.22 in libreria e sul sito web: www.gamberorosso.it

Pane e Panettieri d’Italia 2026 nella VII Edizione della Guida di Gambero Rosso

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Due mondi diversi anche se uniti dallo stesso prodotto: il pane. Modello di vita che mette in discussione i principi presenti nella società per gli uni, espressione di bontà e punto di riferimento per l’altro.

20250623_110805(0) Il pane sostanza terrena e divina. Nei Vangeli nell’ultima cena è un simbolo di condivisione, unità, famiglia.

20250623_110135

Lo scenario attuale della panificazione nazionale, scrive il comunicato stampa, ce lo racconta la Settima Edizione della Guida Pane e Panettieri d’Italia del Gambero Rosso, realizzata in collaborazione con Petra Molino Quaglia e presentata all’Hotel Cardo Roma. I panifici recensiti lungo la penisola sono stati 614, in aumento rispetto all’edizione precedente. Si è impreziosita anche la rosa dei Tre Pani – massimo riconoscimento considerando materia prima, lavorazione e concept – che passano a 65, con 3 nuovi ingressi. Aumentano anche i Premi Speciali, passando dai precedenti 3 agli attuali 5: Panettiere emergente, Pane e Territorio, Bakery dell’anno, Pane tipico e Pane dell’anno.

In dettaglio: I Tre Pani. In testa alla classifica dei 65 premiati il Piemonte  con 10 esercizi, di cui 3 new entry. Seguono la Lombardia (9) e il Lazio (8). I 3 nuovi ingressi sono: Ribotta – Barge (CN) – Piemonte – Tocio di Giulia Busato – Noale (VE) – Veneto – Farina del mio sacco – Atessa (CH) – Abruzzo.

20250623_113235

                                                                 Premiazione della Panettiera Emergente

Panettiera emergente: Chiara Regattieri di Tipo Due Forno Contemporaneo – Mantova – Lombardia

Pane e territorio: Il Forno di San Leo – San Leo (RN) – Emilia-Romagna

Bakery dell’anno: Coce – Parma – Emilia-Romagna

Pane tipico: Panequaglia – Sant’Urbano (PD) – Veneto

Pane dell’anno: Frangipane forno e cucina – Milazzo (ME) – Sicilia