“Contenuti per la cura” Opere di Cecilia Cocco e Daniela Flores in mostra a Palazzo Merulana – Roma – fino al 15 marzo 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Uno stretto legame intercorre tra bellezza e salute fisica in un sottile feeling già da molto tempo consolidato e accertato da entrambe le discipline. “Con linguaggi diversi le due artiste invitano a rallentare e a riconoscere valore anche in ciò che è fragile e imperfetto rivelando la cura come gesto quotidiano e come spazio possibile dell’arte”.

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Questa esposizione nelle parole della curatrice Giovanna Zabotti, vuole “sensibilizzare il pubblico sull’idea che la bellezza possa essere una forma di cura. Un binomio complesso, quello tra bellezza e cura, che apre alcuni interrogativi: possono davvero procedere insieme? In che modo la bellezza agisce come pratica di cura? Più che offrire risposte, la mostra invita a sostare in queste domande, esplorando le tensioni e le possibilità che emergono dal loro incontro”.

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Da comunicato stampa: “Nel lavoro di Cecilia Cocco, la cura si manifesta come un atto estetico radicale, applicato ai corpi, umani e animali, e a frammenti selezionati con estrema precisione. Capelli, schiene, posture, ornamenti, piccoli gesti o accessori diventano il centro della composizione, caricandosi di un’attenzione quasi maniacale. Qui la bellezza non è mai neutra: è un esercizio di controllo, di desiderio, di messa in scena. La pittura dell’artista si muove in equilibrio tra sogno e realtà, costruendo immagini silenziose e sospese, in cui l’intimità convive con una sottile inquietudine. “La cura, in questo caso, non coincide con il conforto, ma con l’atto stesso di guardare, selezionare, rifinire: un prendersi cura che passa attraverso l’estetica, rendendo visibile l’ambiguità del gesto e il confine fragile tra attenzione e ossessione” spiega la curatrice Giovanna Zabotti. Cecilia Cocco sviluppa un linguaggio artistico sospeso tra sogno e realtà, dove l’ambiguità diventa strumento di suggestione. Le sue opere non raccontano, ma evocano: mondi silenziosi abitati da figure enigmatiche e oggetti fuori uso, diventati poetici proprio perché privati della loro funzione. Il passato non è per lei nostalgia, ma una fonte di grazia perduta. Oggetti e situazioni inusuali, isolati dal loro contesto, si trasformano in simboli di una realtà amplificata dove piccoli dettagli confondono l’ordinario e aprono a nuove possibilità percettive. “Non dipingo ciò che comprendo, ma ciò che mi somiglia”, afferma l’artista. Il suo lavoro vive nel contrasto tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e il surreale. L’incomprensibile non è un limite, ma una presenza poetica che invita lo spettatore a rallentare e a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile, misteriosa e inattesa.

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Nel lavoro di Daniela Flores, la cura si configura come una pratica dello sguardo e come un esercizio di attenzione consapevole. Il suo intervento nasce dall’ascolto dei luoghi e della loro memoria materiale: superfici, frammenti architettonici e dettagli segnati dal tempo vengono osservati come corpi sensibili, portatori di una storia visibile. La fotografia diventa così uno strumento di relazione, capace di rallentare l’atto del vedere e di restituire dignità a ciò che normalmente resta ai margini. Crepe, fratture e segni non sono letti come difetti da correggere, ma come tracce da accogliere. In questo senso, la cura non coincide solo con la riparazione né con l’occultamento, ma con il riconoscimento. Attraverso la fotografia l’artista indaga il tema della cura come attenzione al dettaglio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che normalmente sfugge. Guardare il mondo da diverse prospettive, aiuta ad allargare gli orizzonti, a valutare le cose in modo diverso, ad osservare e guardare con occhi attenti, anche quelle parti che spesso sottovalutiamo. Guardare in modo diverso aiuta a trasformare le crepe, da distruzione a possibilità, ricompone i pezzi, lasciandone le giunzioni: esse sono parte della storia, parte del tempo. “La cura è proprio questo, avere la premura attraverso il silenzioso ma potente sostegno del tempo, di tutte quelle cose che basterebbe osservare con prospettiva diversa per rendersi conto di essere potenzialità, di essere nascita, di essere nuovo o semplicemente altro. Proprio come avvenne per Palazzo Merulana, da palazzo d’igiene demolito a museo, da cura del corpo a cura dell’anima. Il mondo è in continuo movimento e lo sguardo segue il viaggio” sottolinea la curatrice Giovanna Zabotti.

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“Contenuti per la cura”, con le due artiste Cecilia Cocco e Daniela Flores, mette in relazione due pratiche artistiche profondamente diverse, ma accomunate da uno sguardo concentrato sul dettaglio e sul tempo dell’osservazione. Due modalità autonome e originali di intendere la cura, che non si sovrappongono ma si interrogano reciprocamente.

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“In questa mostra la cura non si presenta come gesto risolutivo né come risposta univoca, ma come una postura dello sguardo. Tra estetica e attenzione, tra controllo e ascolto, le opere delle due artiste tracciano un loro spazio in cui la cura emerge come atto ambiguo, silenzioso, mai definitivo. È in questo spazio di relazione tra le opere che il linguaggio delle due artiste si fa esperienza: l’esplorazione di due modalità differenti, due ‘ricette’ autonome per indagare il tema della cura” dichiara la curatrice Giovanna Zabotti”.

 

L’arte contemporanea raccontata dall’archeologia – “Apparizioni” 21 sculture di Claudio Palmieri in mostra alle Case Romane del Celio fino al 22 Marzo 20256.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Dialogo impossibile tra arte contemporanea e archeologia? Lo scopo primario di Claudio Palmieri nell’esporre le sue opere in uno spazio cosi’ particolare e’ quello di avvicinare le persone all’arte contemporanea. Il filo conduttore e’ lo spazio che offre vari punti di vista in un linguaggio unico creando forte curiosita’ perche’ la liberta’ nell’arte e’ fondamentale.

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Nel complesso archeologico delle Case Romane del Celio, che si estende sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma, l’Antico e il Contemporaneo s’incontrano in un dialogo intenso e inatteso, grazie alla mostra Apparizioni, 21 sculture di Claudio Palmieri che sarà raccoglie ,, come affermato dallo stresso artista: “un’importante selezione delle opere scultoree offrendo un’importante lettura sull’evoluzione della ricerca e il potenziamento delle abilità tecniche ottenuti in quaranta anni di affermata carriera”.

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Da comunicato stampa: “La storia delle Case Romane del Celio e di Claudio Palmieri è antica: la prima visita alle Domus da parte del Maestro accadde in adolescenza. L’energia dell’incontro sembra celebrarsi oggi, dopo oltre 50 anni, con l’inaugurazione della mostra Apparizioni:

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“Quando mi fu proposto di installare le mie sculture verticali nelle Case Romane al Celio, non avevo inizialmente realizzato che quel luogo lo avevo già attraversato, molti anni prima, in un’esplorazione giovanile e avventurosa. Avevo sedici anni, una candela in mano nel buio ignoto e l’incoscienza come guida: fu un viaggio ancestrale attraverso le Cave del tempio di Claudio i loro passaggi stretti e le grandi grotte dal fascino quasi esoterico (…).

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Forse non si è trattato solo di un invito, ma di una chiamata simbolica, un ritorno magico a reinterpretare, attraverso la materia e la forma, quella mia remota esperienza giovanile — un incontro tra memoria, tempo e creazione”. Claudio Palmieri”.

 

Zanabazar in mostra a Roma apre le attivita’ culturali della Galleria Borghese per il 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La mostra dal titolo “Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al barocco globale” pone il visitatore di fronte ad un’inedita quanto affascinante relazione tra Oriente e Occidente nel segno del “barocco globale”. L’operazione inizia nel secolo di Gian Lorenzo Bernini (1598- 1680), ingegno assoluto del Barocco europeo, mentre negli stessi anni in Asia si afferma la figura di Öndör Gegeen Zanabazar (1635-1723), parimenti prodigiosa.

Dal comunicato stampa: “…..Nato nel cuore della steppa asiatica, all’interno di uno dei più vasti imperi mai edificati dall’umanità, Eshidorji apparteneva alla nobile discendenza di Gengis Khan. Divenuto celebre con il suo nome spirituale, Zanabazar, fu riconosciuto come Öndör Gegeen, “Sua Santità l’Illuminato”: primo Khutuktu Jetsundamba, titolo della massima autorità religiosa della scuola Gelug del buddismo tibetano in Mongolia, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha.

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Capo spirituale di eccezionale carisma, Zanabazar fu anche un brillante linguista e, soprattutto, il più grande scultore mongolo dell’età moderna. A lui e ai suoi discepoli si devono opere profondamente ispirate a viaggi e soggiorni nei monasteri tibetani, venerate come oggetti sacri nei luoghi di culto e nei templi da lui fondati in tutta la Mongolia. Tra queste, le raffigurazioni delle Tara si distinguono per l’altissimo valore estetico: manifestazioni femminili del Buddha, divinità legate alla protezione, alla liberazione e agli stati interiori dell’essere.

Zanabazar seppe diffondere il buddismo in Mongolia su una scala senza precedenti, rendendolo accessibile ai fedeli comuni. Il suo intento era quello di creare sculture capaci di parlare direttamente allo sguardo e all’animo: forme naturali, armoniose, “calde alla vista”, come le definirebbero i mongoli.

Bernini e Zanabazar hanno lasciato un’impronta indelebile nelle rispettive culture, l’uno in Europa, l’altro in Asia. Entrambi hanno inaugurato nuovi linguaggi artistici, elaborando visioni innovative e metodi inediti per reinterpretare temi e soggetti tradizionali, dando vita a modelli destinati a influenzare profondamente le generazioni successive. Due mondi lontani, un’unica forza creativa capace di cambiare la storia dell’arte.

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Le due opere in mostra – una raffinata Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono – provengono dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator e sono presentate al pubblico in un contesto di dialogo e confronto senza precedenti. Per la prima volta opere di questo artista raggiungono l’Europa e l’Italia, per la prima volta nella storia i visitatori di un museo occidentale possono godere di queste presenze e della loro contiguità estetica e formale con il nostro patrimonio artistico, testimoniando un incontro inedito e pieno di potenzialità.

Il progetto nasce idealmente dalla mostra “Barocco Globale. Il mondo a Roma all’epoca di Bernini” (4 aprile-13 luglio 2025), realizzata in collaborazione con le Scuderie del Quirinale e curata da Francesca Cappelletti e Francesco Freddolini. L’esposizione aveva messo in luce il carattere profondamente transculturale della Roma seicentesca, plasmata da scambi commerciali, relazioni diplomatiche e viaggi di artisti e religiosi, rivelando una fitta rete di connessioni che anticipava la globalizzazione contemporanea.

Muovendo da questa intuizione, la Galleria Borghese ha sviluppato un progetto che non ha precedenti e che esplora la complessità delle relazioni tra figure e manufatti apparentemente lontanissimi per contesto storico, geografico e tecnico, ma sorprendentemente affini nello spirito creativo e nella capacità di incidere sul futuro delle arti in questi due remoti quadranti del mondo: anche e soprattutto questo è lo spirito del “barocco globale”.

Per il pubblico si tratta di un’occasione unica: ammirare opere solitamente conservate a decine di migliaia di chilometri di distanza, riunite per la prima volta come espressioni di un medesimo momento storico.”

Nel corso  della conferenza stampa, la Dott.ssa Francesca Cappelletti espone il programma culturale della Galleria Borghese per l’anno 2026. Forte di un grande successo di pubblico che nel 2025 ha registrato 630.759 biglietti venduti e sottolineando l’impegno dell’Istituzione a rendere sempre piu’ accessibili a pubblici ampi e diversificati la sua straordinaria collezione e i suoi spazi unici al mondo, conferma il proprio ruolo nella ricerca storico-artistica nell’innovazione e accessibilita’ culturale.

La Galleria Borghese va in tante direzioni dalle mostre dossier, progetti di ricerca dedicati e dopo la mostra dedicata al maestro mongolo Zanabazar, il programma 2026 proseguirà con una grande mostra realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di AmsterdamMetamorfosi. Ovidio e le arti (dal 23 giugno, al 20 settembre 2026), indagando il mito ovidiano come principio universale di trasformazione attraverso opere dal Rinascimento al Novecento, mettendo in dialogo capolavori di Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens e Poussin fino a Rodin e Brancusi, in stretto rapporto con i celebri gruppi berniniani della collezione Borghese e molto altro. Per saperne di piu’ consultare il sito www.galleriaborghese.beniculturali.it

Roma – Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese, n.5 – Mostra “Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco Totale” fino al 22 febbraio 2026 dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00. Obbligatoria la prenotazione del biglietto d’ingresso al n. 06.32810 dal lunedi al venerdi dalle 9,30 alle 18,00 – nel sito web www.galleriaborghese.it – I turni d’ingresso sono ogni ora.

Jago in mostra al Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino con un’installazione dal titolo; “Apparato circolatorio- Sei cuori un solo battito”

Donatello Urbani

“……continuiamo a investire per offrire a chi transita in aeroporto un ambiente accogliente, che celebri la straordinarietà e l’eccellenza dell’arte italiana valorizzando al massimo questa infrastruttura…..”. Le affermazioni dell’Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone trovano ampio riscontro in varie e molteplici iniziative, fra le quali occupano una posizione privilegiata quelle a carattere culturale artistico come l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Attualmente l’attenzione si è concentrata su Jago, scultore italiano tra i più affermati sulla scena internazionale.

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All’interno dello scalo, – Terminal 1, – viene presentata l’installazione “Apparato circolatorio – sei cuori un solo battito” opera originaria di Jago del 2017 dall’alto valore simbolico: uguaglianza, empatia, memoria, accoglienza, speranza e coraggio. Da comunicato stampa: “I cuori, in ceramica rossa, sono disposti in cerchio – figura geometrica senza inizio né fine – e accompagnati da una videoproiezione che ne riproduce la pulsazione ritmica e rappresentano un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa.

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Apparato Circolatorio sarà visibile a tutti i passeggeri e rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, per trasformare lo scalo di Roma Fiumicino in una vera e propria piattaforma culturale – già arricchita negli anni da capolavori come il Salvator Mundi di Bernini e le tre vetrate attribuite a Giotto della Basilica di Santa Croce. Una progettualità che si fonda sulla volontà di integrare stabilmente l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali, rendendola accessibile, fruibile e parte integrante dell’esperienza di viaggio”.

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Questa iniziativa ha, come affermato dall’A.D. di ADR,  Marco Troncone, un duplice significato perché coincide nel momento;”….. in cui Roma Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri annui e si conferma nell’élite degli hub a livello globale per qualità e connettività. In questa direzione, l’obiettivo di ADR è ridefinire il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura viva, in cui anche il tempo dell’attesa si trasforma in un’occasione di scoperta, bellezza condivisa e valorizzazione del Made in Italy……

“Fausto Pirandello. La magia del quotidiano” – Mostra a Roma, Accademia Nazionale di San Luca, fino al 28 febbraio 2026 con ingresso gratuito

Donatello Urbani

Accademico di San Luca fin dal 1948, questa istituzione lo ricorda oggi nel cinquantesimo dalla scomparsa avvenuta a Roma il 30 novembre 1975, e intervento della Prof. Flavia Matitti, curatrice insieme a Fabio Benzi di questa iniziativa, “offre l’occasione per riportare al centro dell’attenzione pubblica una figura fondamentale della pittura italiana del XX secolo: artista, figlio del grande drammaturgo e Premio Nobel Luigi Pirandello, di radici siciliane e formazione romana e parigina, capace di attraversare con originalità il passaggio dal realismo esistenziale degli esordi all’intenso linguaggio “astratto-concreto” del dopoguerra”

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La mostra riunisce circa trenta dipinti, selezionati tra i maggiori capolavori dell’artista, e un nucleo di opere su carta, con un focus sui pastelli, tecnica prediletta da Pirandello nel secondo dopoguerra, e si sviluppa in due sedi: all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dal 19 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026 e a Villa Aurea, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi ad Agrigento dal 20 marzo al 2 giugno 2026.

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Il percorso espositivo romano propone una lettura cronologica e critica dell’intera produzione di Fausto Pirandello, restituendone la complessità e la continua tensione innovativa e, come riportato nel comunicato stampa: “si apre con i lavori degli esordi degli anni Venti, segnati da un crudele e stupefacente realismo, che sembra anticipare, per intensità e taglio visivo, l’impietosa oggettività di Lucian Freud. Seguono le opere del periodo parigino (1928–1930), dove si innestano suggestioni surrealiste e atmosfere enigmatiche e i grandi capolavori degli anni Trenta, con composizioni di forte impianto plastico e drammatico, che collocano Pirandello tra i maggiori interpreti dell’arte europea tra le due guerre (la sua opera ebbe un posto privilegiato in seno alla mostra Realisme al Centre Pompidou nel 1980). L’ultima sala presenta la stagione del dopoguerra, animata da un rinnovamento profondo delle forme e del colore, che ebbe riconoscimenti in Italia e all’estero (in particolare negli Stati Uniti) nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta.

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Nella grande sala del primo piano sarà esposta una selezione di opere su carta, insieme a un solo dipinto, un Autoritratto: un nucleo di opere che rivela il laboratorio intimo dell’artista, il suo incessante lavoro sulla forma, la sua visione oggettiva e insieme drammatica della realtà.

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Durante l’orario di apertura della mostra sarà possibile visitare anche la Galleria accademica, che custodisce capolavori, tra gli altri, di Gianlorenzo Bernini, Antonio Canova, Francesco Hayez, Peter Paul Rubens e Raffaello Sanzio.

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Per la prima volta sarà inoltre aperta al pubblico la nuova sala dedicata alla prestigiosa donazione Gian Enzo Sperone che riunisce 33 opere d’arte firmate da alcuni tra i più significativi protagonisti del Sei-Settecento, dei primi del Novecento e della contemporaneità, tra cui Vincenzo Camuccini, il Guercino, Anton Raphael Mengs, Filippo de Pisis e Giulio Paolini”.

Roma –  Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma fino al 28 febbraio 2026 con Orari: dal martedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) | sabato, dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) |chiuso la domenica e il lunedì. Chiuso 24, 25, 26, 31 dicembre 2025, 1° e 6 gennaio 2026, Ingresso gratuito.Info: www.accademiasanluca.it; tel. 06 6798848-06 6798850 selezionando l’interno della portineria Facebook:@accademianazionaledisanluca|Instagram: @accademiadisanluca|Threads: @accademianazionaledisanluca

“Restituzioni 2025″ – Beni culturali in mostra a Roma -Palazzo Esposizioni – fino al 18 gennaio 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello

Restituzioni 2025”,  e’ un programma di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Banca  Intesa Sanpaolo conduce da oltre trentasei anni in collaborazione con gli organi territoriali del Ministero della Cultura: Soprintendenze, Direzione regionali Musei nazionali, Musei autonomi. Questa esposizione e’ l’edizione XXV e presenta lungo un percorso realizzato all’ultimo piano dell’edificio con 120 opere provenienti da tutta Italia selezionate da 51 enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei Nazionali e Musei autonomi) e appartenenti a 67 enti proprietari, tra musei pubblici e diocesani, chiese, luoghi di culto, siti archeologici.

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Importante, inoltre, la collaborazione internazionale tra Italia-Belgio per il recupero del Retablo con la Adorazione dei Magi della chiesa milanese dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore, operato dall’IRPA – Institut Royal du Patrimoine Artistique (IRPA) di Bruxelles.

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Da comunicato stampa: “In mostra sono presenti grandi nomi dell’arte e opere inattese, come Giovanni Bellini, Giulio Romano, Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mario Sironi, Pino Pascali, insieme alla draisina ottocentesca (antenata della bicicletta) da Gallarate (VA),, la macchina planetaria da Milano, l’arco da samurai e la barca siamese da Aglié (TO), gli abiti “Charleston” e ), la pianeta e la stola di manifattura messicana in penne di colibrì – chiesa della Vallicella di Roma.

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“La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalla Società Editrice Allemandi. Sul sito “restituzioni.com” è disponibile la nuova sezione “Restories”,  nuovo hub editoriale digitale che unisce storie, interviste e narrazioni immersive che approfondiscono e valorizzano il patrimonio culturale restaurato e per raccontare in modo coinvolgente l’eccellenza delle competenze messe in campo per restituire le opere alla collettività,

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Anche attraverso dei QR-CODE presenti alla mostra, ogni visitatore potrà accedere a questi racconti ed esplorare e navigare la mappa interattiva che permette di collocare ciascuna opera sul proprio territorio e ottenere maggiori informazioni.” E’ una mostra altamente consigliata, da non perdere.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Nazionale, 194 – www.palazzoesposizioni.it – fino al 18 gennaio 2026 con orari: dal sabato al giovedi dalle ore 10,00 alle 20,00. Venerdi dalle ore 10,00 alle 22,00, Lunedi chiuso, Biglietto d’ingresso intero Euro 12,50 – ridotto Euro 10,00, sono previste riduzioni, gratuita’ e facilitazioni. Ingressi vari privi di barriere architettoniche.

 

 

Movie Icons – In mostra a Roma Trastevere di oggetti originali dai set di Hollywood al WeGil, polo culturale della Regione Lazio – Via Ascianghi, n.5 fino al 3 maggio 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La mostra e’ un percorso del cuore, molto piu’ di una semplice rassegna, ogni stanza e’ un piccolo incantesimo; pezzi originali usati per film-video. Un mondo che parla a generazioni diverse. E’ una mostra nel suo genere che unisce piu’ generazioni e i ricordi affiorano in ognuno di noi,  ciascun oggetto ci ricorda emozioni perche’ il cinema crea emozioni uniche.

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Più di 100 oggetti originali di scena, costumi e memorabilia, provenienti dai set cinematografici hollywoodiani, come ricordato in conferenza stampa: “ci accompagnano in un viaggio nella storia del cinema, nell’evoluzione dei mestieri e della produzione cinematografica e del costume”.

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Da comunicato stampa: …….“MOVIE ICONS è un itinerario che percorre e attraversa il cinema; dalla piuma di Forrest Gump alla bacchetta magica di Harry Potter, dal casco degli Stormtrooper di Guerre stellari fino alla pallottola di Matrix: sono questi solo alcuni degli oggetti di scena originali che si potranno ammirare al WeGil e che hanno plasmato l’immaginario cinematografico negli ultimi 40 anni.

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MOVIE ICONS è un tragitto che passa attraverso il cinema hollywoodiano, fatto di oggetti di scena utilizzati e provenienti dai set di alcuni fra i più grandi e popolari successi, la cui forza evocativa, l’iconicità, sono in grado di suscitare quelle emozioni come solo i film sanno trasmettere.

Dal caschetto di Jurassic Park, al leggendario costume di Leonardo delle Tartarughe Ninja, a quelli di Batman e dei tanti supereroi Marvel, alle futuribili spade laser della saga di Guerre Stellari, al temibile guanto di Freddy Krueger, ai costumi di Man in black, La Cosa, Armageddon, Robocop e Io Robot, passando per le maschere di film horror o per i caschi degli Avengers, i guantoni di Rocky, il martello di Thor, la pallottola di “Matrix”, il visore VR di “Ready Player One”.

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E, ancora, il sogno di Hugo Cabret, la magia della bacchetta di Harry Potter, la paura con “Lo squalo”. L’iconicità, la visione reale, per appropriarsi di un universo magico: questo l’obiettivo della mostra…….”

Roma (Trastevere) – WeGil –  Largo Aschianghi,5 – Con orario tutti i giorni, dalle 10:00 alle 19:00. Aperture straordinarie con gli stessi orari (dalle 10,00 alle 19,00) anche i giorni 25 dicembre 2025 e 1° gennaio 2025 e nel giorno di Pasqua 2026. Previsto Servizio Audioguide. Costo biglietti: Intero: 15 euro = Ridotto: 13 euro. Informazioni www.wegil.it
info@wegil.it  +39 334 6841506

“Dalí. Rivoluzione e Tradizione” in mostra a Roma – Museo del Corso Palazzo Cipolla – fino al 1 febbraio 2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Viva l’arte moderna a condizione che si dipinga a partire da Raffaello – Salvator Dalí

Oltre sessanta opere tra dipinti, disegni, documenti e materiali audiovisivi per ripercorre, come affermato in conferenza stampa, “l’intera traiettoria creativa: dagli anni dell’esplosiva adesione alle avanguardie europee al dialogo intenso e personale con i grandi maestri della storia dell’arte”.

Da comunicato stampa: “Le opere provengono dalla Fundació Gala-Salvador Dalí, che ha collaborato al progetto con un nucleo straordinario di capolavori, e da alcuni dei più importanti musei internazionali e italiani: il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museu Picasso di Barcellona, le Gallerie degli Uffizi di Firenze.

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Il percorso espositivo si apre con un’introduzione che delinea sin da subito questa dialettica tra rivoluzione e tradizione. È proprio questa tensione che ha segnato tutta la traiettoria creativa di Dalí, sospesa tra il desiderio di sovvertire e il bisogno di radicarsi nella grande pittura europea. Già nei suoi autoritratti giovanili, come Autoritratto con il collo di Raffaello (1921), emerge la volontà di dialogare con i giganti del passato, accostando la propria immagine a quella di un maestro del Rinascimento.

Tutta la parabola di Salvador Dalí è attraversata da una tensione profonda, quasi drammatica, fra due poli apparentemente inconciliabili: la rivoluzione e la tradizione. È questa dialettica, continuamente rilanciata e mai risolta, a costituire la cifra più autentica della sua arte.

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Negli anni della giovinezza, Dalí si getta con entusiasmo nelle avanguardie storiche – cubismo, dadaismo, surrealismo – assimilando e rielaborando i linguaggi più radicali del suo tempo. L’incontro con Pablo Picasso, avvenuto a Parigi nel 1926 e vissuto come un pellegrinaggio devozionale, segna un punto di svolta: da lì in poi, Picasso diventa per lui modello e antagonista insieme. Se inizialmente lo ammira come incarnazione della modernità, ben presto lo trasforma in un termine di confronto necessario: un rivale ideale, lo specchio in cui misurare la propria grandezza. Da questa dialettica nasce il celebre “metodo paranoico-critico”, con cui Dalí dà forma visiva ai pensieri irrazionali, generando immagini doppie e ambigue che diventano la sua cifra più nota.

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Ma proprio mentre la sua fama cresce come surrealista, Dalí sente il bisogno di andare oltre. Negli anni Quaranta e Cinquanta proclama apertamente il desiderio di “diventare classico”: non un ritorno nostalgico, ma una nuova sfida. Studia con rigore i grandi maestri europei – Velázquez, Vermeer e Raffaello – e ne fa i pilastri di una riflessione teorica che culmina nel trattato 50 segreti magici per dipingere (1948), le cui illustrazioni sono esposte per la prima volta in Italia in questa mostra. Con Velázquez, di cui riprende persino i baffi e l’ossessione per Las Meninas, esplora lo spazio, la luce e l’aria come materia pittorica. Con Vermeer, maestro della calma e della precisione, scopre nella Merlettaia la spirale logaritmica, che diventa la chiave della sua “mistica nucleare”, una fusione di scienza moderna e spiritualità. Con Raffaello, infine, dialoga sulla perfezione e l’armonia, rielaborando temi religiosi con geometrie atomiche e figure scomposte in particelle, dove il Rinascimento incontra la fisica contemporanea.

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Il percorso è arricchito da materiali documentari, fotografie e rare edizioni originali. Tra questi spiccano gli scatti di Francesc Català Roca e Juan Gyenes, che ritraggono Dalí immerso nello studio dei suoi maestri, intento a codificare la propria visione nei “segreti magici” della pittura.

Dalí. Rivoluzione e Tradizione restituisce così il ritratto complesso e affascinante di un artista che ha attraversato il XX secolo come un meteorite, fondendo provocazione e rigore, genio e disciplina. Un Intellettuale capace di unire il Rinascimento e la scienza nucleare, la devozione e la provocazione, restituendo un’idea di arte che è al tempo stesso classica e assolutamente moderna”.

Roma Palazzo Cipolla – Via del Corso 320 – Maggiori informazioni sul sito web: www.museodelcorso.com/dali-rivoluzione-e-tradizione/

 

“Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” – In mostra a Roma dall’8 ottobre 2025 a Palazzo Bonaparte.

Mariagrazia Fiorentino  – Foto Donatello Urbani

L’arte non è solo da osservare, ma da vivere

Venere, in tutte le sue sfacciettature di bellezza, fascino e seduzione è la protagonista assoluta di questa rassegna che presenta lungo tutto il percorso espositivo, con oltre 150 opere, un omaggio al fascino femminile e alla meraviglia delle immagini, “capaci di oltrepassare epoche e confini e di creare ponti di dialogo universali”, come affermato in conferenza stampa dalle curatrici Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti.

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                                 Sandro Filipepi detto Botticelli: “Venere” 1485/1490  – olio su tela

Nelle 7 sezioni che racchiudono le opere esposte in mostra, si narra la vita artistica ed umana di Alphonse Mucha – Ivancice 24 luglio 1860/ Praga 14 luglio 1939 – . Come riportato nel comunicato stampa:” La mostra “Alphonse Mucha. Un trionfo di Bellezza e seduzione” non si limita a raccontare l’evoluzione dello stile di Mucha: invita il visitatore a entrare nel suo mondo, restituendo l’atmosfera vibrante della sua epoca.

20251007_114706                                            Alphonse Mucha: “Autoritratto con tavolozza” – 1907 – Olio su tela

L’allestimento sarà un’esperienza avvolgente, in cui ambienti, luci, profumi, musiche e cromie condurranno il pubblico in un vero e proprio passaggio temporale, riportandolo indietro nel tempo.
Ospite d’onore della mostra è la Venere di Botticelli (1485-1490), prestata in via del tutto eccezionale dai Musei Reali – Galleria Sabauda di Torino, perfetta sintesi del concetto di bellezza e seduzione.
La Venere, icona e testimonial mondiale del fascino senza tempo, stabilisce un ponte ideale tra l’arte rinascimentale e l’Art Nouveau. Il capolavoro quattrocentesco, recentemente oggetto di approfondite indagini diagnostiche, dialoga sorprendentemente con le figure femminili di Mucha, rivelando come l’ideale di bellezza attraversi i secoli con continuità straordinaria.

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                                                              Alphonse Mucha: “Médée” – 1898 – Litografia a colori

A Palazzo Bonaparte, Mucha viene raccontato attraverso i suoi celebri manifesti teatrali, pannelli decorativi, calendari e illustrazioni, testimoni di un’epoca in cui l’arte si fondeva con la vita quotidiana e ne impreziosiva ogni gesto.

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                                              Alphonse Mucha: “Testa di ragazza” – 1900 – Bronzo, argento, doratura

Ma, su tutto, Mucha è colui che ha saputo reinventare l’immagine femminile nell’arte, trasformandola in icona di grazia e forza, protagonista indiscussa di un linguaggio decorativo – tra fiori, linee morbide e atmosfere oniriche – che ancora oggi ispira moda, grafica e design contemporaneo, fino ad influenzare il mondo dei più moderni tatuaggi dove i suoi soggetti sono diventati uno dei temi più ricorrenti e richiesti al mondo.
Mucha è stato molto più di un artista. È stato un innovatore, un comunicatore visivo capace di dare una forma seducente e riconoscibile all’immaginario della Belle Époque. I suoi celebri manifesti pubblicitari – come quelli dedicati a Sarah Bernhardt o ai profumi e ai liquori parigini – non solo resero popolare l’arte grafica, ma trasformarono il linguaggio visivo del suo tempo, anticipando i principi del design moderno.

20251007_120417                                               Alphonse Mucha: “Primerose” – 1899 – Cromolitografia

La donna di Mucha, con le sue linee flessuose, i capelli fluenti, le vesti leggere e gli elementi naturali che la circondano, è diventata l’icona universale della femminilità Art Nouveau, movimento che ha rivoluzionato le arti applicate e la visione estetica tra fine Ottocento e inizio Novecento”.

Roma – Palazzo Bonaparte – Piazza Venezia, n.5 Fino all’8 marzo 2026 dal lunedi al giovedi dalle 9,00 alle 19,30 – venerdi, sabato e domenica dalle 9,00 alle 21,00.  Costo biglietto d’ingresso intero €.18,00 – ridotto €.17,00 . Sono previste riduzioni ed agevolazioni varie. Consultare il sito web www.mostrepalazzobonaparte.itwww.arthemisia.it – tel.06.6715111- email info@arthemisia.it
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ROMICS -35^ Edizione – Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games dal 2 al 5 ottobre 2025 alla Nuova Fiera Roma

Redazione – Foto Courtesy Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

Corto Maltese, nel trentennale della scomparsa di Hugo Pratt, e i personaggi di Charles M. Schulz, in occasione del 75° anniversario, saranno i protagonisti della 35^ edizione di Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, si terrà in Fiera Roma dal 2 al 5 ottobre. Gli eventi previsti per questa occasione hanno la punta di diamante in una grande mostra dove saranno esposte tavole originali, omaggi d’autore e memorabilia, allestita in collaborazione con il Charles M. Schulz Museum e Peanuts Worldwide.

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                                                                                                Corto Maltese

Saranno insigniti del prestigioso Romics d’Oro domenica 5 ottobre. Fabio Civitelli, Ron Clements, Oscar Martín e Kevin Pike.

Tra gli ospiti d’onore di questa edizione emergono quattro grandi protagonisti della scena internazionale: Francesca Baerald, Meredith McClaren, Carmine Di Giandomenico e Valerio Schiti.

Ad essere insigniti del Romics Special sono Jason Shiga, Martin Quenehen e Bastien Vivès.

Le mostre di questa edizione:

BUON COMPLEANNO PEANUTS! In collaborazione con Charles M. Schultz Museum, Peanuts Worldwide e Graffiti srl. Incontro celebrativo il 4 ottobre.

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                                                                                                             Peanuts

FABIO CIVITELLI. L’ELEGANZA DEL SEGNO, DALL’ILLUSTRAZIONE A TEX. La mostra celebra l’arte di Fabio Civitelli, attraverso una selezione di tavole originali che ripercorrono l’intera sua carriera.

LA GEOGRAFIA DELL’IMMAGINARIO E DEL SOGNO. L’ARTE DI FRANCESCA BAERALD. Le opere di Francesca Baerald sono manufatti “ritrovati” da mondi lontani che invitano a perdersi nel viaggio e a riscoprire la meraviglia.

LUPO SOLITARIO “QUI COMINCIA LA TUA AVVENTURA”. Un percorso espositivo in forma di game interattivo per i 40 anni di Lupo Solitario in Italia per raccontare come Joe Dever.

MUTANTI E METAUMANI. Creature aliene, divinità umanizzate, esseri dal genoma alterato fin dalla nascita o scienziati trasformati da incidenti in laboratorio e avventure spaziali. Un evento che vuole celebrare con tavole e illustrazioni originali, albi rari e preziose statue da collezione, la dimensione sociale di alcuni tra i principali beniamini del fumetto superomistico classico e contemporaneo.

OSCAR MARTÍN. DA TOM & JERRY ALL’EPICA DI SOLO. Il percorso espositivo racconta la versatilità e la forza narrativa di un autore unico.

PAOLO MOTTURA: MATERICAMENTE. Mostra realizzata in collaborazione con Cart Galley.

QUENTIN BLAKE: DARE VITA ALL’IMMAGINAZIONE. Mostra dedicata a uno dei più grandi e raffinati illustratori inglesi di tutti i tempi: Sir Quentin Blake attraverso un percorso che ripercorre la sua carriera, dall’illustrazione alla serie animata L’exhibit è realizzato in collaborazione con Cartoons on the bay (RAI Com), Eaglet Films e RAI Kids. Incontro celebrativo sabato 4 ottobre.

Gli eventi speciali:

MUSICOMICS – Premio Romics Musica per Immagini.

TOPOLINO E LA VIA DELLA STORIA – SULLA VIA DELLA ROMA ANTICA. Incontro con gli autori Francesco Artibani e Alessandro Perina in collaborazione con Giunti Editore domenica 5 ottobre.

FANTASY VS FANTASY – INCONTRO TRA MONDI E NUOVE VIE. Venerdì 3 ottobre un incontro con le autrici fantasy Cecilia Randall e Francesca Tamburini moderato da Chiara Cecilia Santamaria per riflettere su come il genere continui a reinventarsi, aprendo nuove prospettive narrative e creative.

TRA MENTE E CUORE. LE EMOZIONI NEL NOSTRO TEMPO: RISPETTO E DESIDERIO, STORIE DI LIBERTÀ. Un viaggio tra i libri e i loro autori, che con le loro opere ci fanno riflettere sulle dinamiche emotive del presente e sulla nostra società.

MANGA ISSHO – L’EUROPA ALLA CONQUISTA DEL MANGA. In collaborazione con Star Comics, Manga Issho è un progetto editoriale europeo che unisce autori e autrici da Italia, Francia, Germania e Spagna per creare manga originali con vocazione globale.

DARK LINES – DELITTI A MATITA. Un importante incontro sull’ l’innovativa serie true crime “Dark Lines-Delitti a Matita”, una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali per RaiPlay.

BLACK PHONE 2, il sequel del supernatural horror per la regia di Scott Derrickson, in sala dal 16 ottobre.

THE TOXIC AVENGER, superhero black comedy per la regia di Macon Blair.

LA VALLE DEI SORRISI, il nuovo horror di Paolo Strippoli, con Michele Riondino e Luca Feltri, sarà protagonista di un incontro con regista e cast, in collaborazione con Fandango e Vision Distribution.

I GRANDI ANNIVERSARI E TRIBUTI. Sabato 4 ottobre i trenta anni di Toy Story con il libro di saggistica di Christian Uva e Martina Vita e i 50 anni delle colonne sonore di Febbre da Cavallo e Fantozzi con gli autori Vince Tempera, Fabio Frizzi e Franco Bixio. Domenica 5 ottobre i novant’anni di Braccio di Ferro in Italia con Fabrizio Mazzotta, Marco Gervasio, Raggi Fotonici e Andrea Leggeri, la speciale reunion del gruppo “Il Mago, la Fata e la Zucca Bacata” oltre all’Harry Potter Tribute con un quartetto d’archi de l’Orchestra Italiana del Cinema che interpreta i temi musicali più conosciuti della saga cinematografica, in attesa del cineconcerto Harry Potter e i doni della morte che si terrà all’Auditorium della Conciliazione di Roma il 6 e 7 dicembre.

IL CONCERTO DI CRISTINA D’AVENA E I GEM BOY. sabato 4 ottobre Cristina D’Avena, voce simbolo delle sigle dei cartoni animati in Italia, unisce la sua energia alla verve comica e all’originalità musicale dei Gem Boy, per un tripudio di musica, risate e puro divertimento.

L’ARTIST ALLEY E LA SELF AREA. l’Artist Alley accoglierà oltre cinquanta artisti, con ospiti di rilievo nazionale e internazionale e occasioni di incontro diretto con il pubblico; tra i presenti Marco Gervasio, Paolo Mottura, Otto Gabos, Wally Pain, il duo Carpita a tutti, Eva Villa, Adriana Farina e Sergio Algozzino.  La Self Area ospiterà invece oltre quaranta autori e autrici indipendenti e tredici collettivi, diventando la vetrina delle autoproduzioni tra fanzine, stampe, edizioni limitate e progetti originali.

TRA GLI HIGHLIGHTS DA NON PERDERE

Dr. Pira presenta il suo nuovo libro Gatto Mondadory. Paolo Barbieri racconta le sue recenti pubblicazioni con Draghi. I custodi delle stelle (Sergio Bonelli Editore), Gatti – Leggende e Misteri (Lo Scarabeo) e il suo lavoro su Dracula (Sergio Bonelli Editore). Illustrazione, arcano e videogiochi si incontrano nell’arte di CKibe, disegnatrice e streamer su Twitch che racconta nel suo esclusivo Artbook Arckade (GigaCiao) il viaggio che ha fatto per creare i suoi tarocchi da collezione. In collaborazione con saldaPress l’incontro dedicato al volume Il Cavaliere del drago con l’autore dei disegni Emanuele Tanzillo. Boban Pesov e il creator Doppelgänger dialogano sul fumetto C’era una volta l’Est (Tunuè). Sio, Dado e Fraffrog, (Gigaciao) con Beatrice Lorenzi per raccontare il nuovo Evviva che bello!.

Torna il Romics Cosplay Award, la gara cosplay che, tra i tanti premi in palio, selezionerà la nuova coppia di cosplay che rappresenterà l’Italia al World Cosplay Summit di Nagoya 2026.

Si arricchisce di appuntamenti l’Area Kids, lo spazio dedicato alle famiglie e ai più piccoli con tantissimi laboratori di disegno realizzati in collaborazione con Giunti Editore, Tunué, GigaCiao, Gallucci Editore e Edizioni BD. Romics si conferma punto di riferimento per videogiochi e card games, tra escape room, puzzle game, retrogaming e ampie aree gioco con titoli in anteprima. Free play con postazioni Nintendo Switch 2 su Mario Kart World, il nuovo Hunter x Hunter, ideale per tornei 1vs1, PlayStation5 con il nuovo Gears of War e i tornei su League of Legends, Ea Sports Fc 26 e Super Smash Bros. Tra i Creator, solo per citarne alcuni, presenti anche Cicciogame, Roby, Jenny e LorenzIST, che attenderanno i più giovani per sessioni di meet&Greet.

INFORMAZIONI IN BREVE
Quando: da giovedì 2 a domenica 5 ottobre dalle ore 10:00 alle 20:00.
Dove: Fiera Roma, Via Portuense 1645, 00148 Roma (RM), ingresso Nord ed ingresso Est (tutti i giorni), Ingresso: L’accesso alla manifestazione sarà consentito esclusivamente ai visitatori che avranno acquistato preventivamente il biglietto. I biglietti sono acquistabili esclusivamente dal sito www.romics.it o presso i rivenditori autorizzati Vivaticket.

Costo dei biglietti:

Giovedì e venerdì € 12.00 (+ € 1.50 di commissione)

Sabato e domenica € 15.00 (+ € 1.50 di commissione)

Abbonamento 4 giorni € 40.00 (+ € 1.50 di commissione)

Aggiornamenti:www.romics.it https://www.facebook.com/RomicsOfficial –    https://www.instagram.com/romicsofficialhttps://www.tiktok.com/@romicsofficial