Capodanno Cinese (農曆新年T, 农历新年S, nónglì xīnniánP) – Le celebrazioni per l’anno del maiale simbolo di prosperità e fortuna (豬,亥 Hai) a Roma dal 2 al 10 febbraio 2019.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Rome Chinese New Year Celebration è un’iniziativa ideata e organizzata da Andrea Amoruso Manzari per KRT™, in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Italia, Comune di Roma Municipio I Roma Centro, Fondazione Italia – Cina, BoxArt,  Moutai,  Arthemisia,  Grand Hotel Plaza, 88 Baijiu, Associazione via Condotti, Valverde, Carpineto Grandi Vini Toscana. L’innovazione non ha solo cambiato il modo di produrre cultura, ma anche quella di consumarla. L’intervento dei privati da la possibilità di avere un’offerta culturale che in precedenza era molto lontana, dando nuovo spazio all’educazione e al bello per vivere in un ambiente ricco di sollecitazioni culturali. Queste sono le finalità perseguite da Andrea Amoruso Manzari, promotore di questo secondo format legato al mondo del lusso. Lunedi 4 febbaio dalle 10 alle 13 presso il Grand Hotel Plaza di Roma, hotel 5* lusso, (dove la cortesia e la professionalità sono al primo posto), sono stati predisposti dei pacchetti speciali per i visitatori cinesi così viene affermato da Xiaolei  Zhang, Senior Sales Manager. Roma e Milano sono le due città più importanti per conoscere la cultura cinese, queste sono le parole della Sig.ra  Peng Xiao, Secondo Segretario dell’Ufficio Culturale  nell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.

IMG_20180210_155637                                                       Il drago Nian nelle celebrazioni  del Capodanno Cinese dello scorso anno

Le origini del Capodanno Cinese si collegano alla leggenda di un mostro chiamato Nian che usciva dalla  terra una volta ogni 12 mesi, a primavera, per questo la ricorrenza è anche Festa della Primavera (春節, 春节, chūnjié), per predare gli esseri umani, con una particolare predilezione per i bambini. L’unico modo per sfuggire a questo tributo di sangue era quello di spaventarlo. Il mostro era sensibile ai rumori forti e terrorizzato dal colore rosso. Per questo motivo ogni 12 mesi, si festeggia l’anno nuovo con canti, strepitii e fuochi d’artificio e indumenti rossi.  Nel calendario cinese i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. A partire da questa data, le festività durano per quindici giorni, concludendosi con la tradizionale Festa delle Lanterne (元宵節, 元宵节, yuánxiāojié).

Per saperne di più sugli eventi in corso aprire la pagina FB: Rome Chinese New Year
Pagina IG:  Romechineseny Infoline: eventi@krt.agency/info@krt.agency – +39 06 45582490

Concorso Lirico Internazionale Gigli-Franci e il progetto “Beniamino Gigli: La Grande Occasione”. Premiazione con un “en plein” di concorrenti coreani. – Premiazione con un “en plein” di concorrenti coreani.

 

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il bel canto si conferma sempre ed in ogni occasione il fiore all’occhiello nazionale. Così è avvenuto anche in occasione della serata finale del concorso lirico internazionale Gigli-Franci  facente parte del più ampio progetto che va sotto il nome di “Beniamino Gigli: La Grande occasione”.

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Le parole del Presidente dell’Associazione lirico-musicale Benaimino Gigli Jr. hanno illustrato finalità e modalità di partecipazione a questo concorso lirico: “Il Concorso Gigli-Franci fa parte della sezione “Ricorda” del più ampio progetto “Beniamino Gigli: La Grande Occasione” ed ha l’obiettivo di RICORDARE i nostri talenti italiani del passato. Il concorso è aperto a cantanti lirici di ogni età e vocalità ed è dedicato alla memoria dei Grandi Maestri Beniamino Gigli e Benvenuto Franci, amici e colleghi di Conservatorio. Alla chiusura delle prime selezioni, avvenute on line, si è arrivati a 46 semifinalisti  in una esibizione svoltasi nel giorno 19 gennaio a porte chiuse di fronte ad una prestigiosa Giuria Internazionale, contendendosi i 16 posti per la finale del 20 gennaio in programma al Conservatorio di Santa Cecilia”.  La serata finale alla quale ha partecipato un folto numero di amanti della musica lirica ha visto l’esibizione dei finalisti  che si sono contesi i premi messi in palio consistenti in borse di studio da parte di: Pio Sodalizio dei Piceni –  primo premio euro 3000; Comune di Recanati – secondo premio euro 1000; Comune di Cerveteri – terzo premio euro 500; Showroom di Design e Arredamento Frattali – quarto premio euro 500; alle quali si sono aggiunte delle menzioni speciali da attribuire ai: Miglior Tenore – un weekend a Recanati sulle orme di Beniamino Gigli gentilmente offerto dall’Associazione Beniamino Gigli di Recanati; Miglior Baritono – un weekend a Pienza sulle orme di Benvenuto Franci ; Miglior Voce femminile – la partecipazione ad una serata nell’ambito della prestigiosa stagione concertistica dell’Università della Tuscia gentilmente offerto dall’Acea e Miglior Diplomando – riconoscimento.

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Il buon successo ottenuto in questa edizione è stata la premessa offerta, tanto agli organizzatori quanto agli sponsor, per indirizzarli verso successive edizioni, sia pure apportando qualche correzione, che oltre ad esaltare un’eccellenza della cultura italiana offrono un notevole richiamo turistico ed un forte incentivo alla conoscenza della provincia italiana, territorio che da sempre  ha visto nascere e coltivare personaggi che hanno dato fama e lustro alla nazione.

 

Teatro Argot – Stagione 2019 – Seconda parte. – Il teatro del futuro

Testo di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Lo spazio Argot rappresenta un valore aggiunto storico, sociale, culturale, incalcolabile per il primo municipio di Roma. L’Argot è un teatro che pensa, una palestra per dei nomadi che non hanno un teatro di riferimento.

Ad aprire la stagione, dal 31 Gennaio al 3 Febbraio, tre performances e uno spettacolo in anteprima di Margine Operativo, progetto artistico che muovendosi da sempre in più campi d’azione ha stimolato negli anni l’interesse del pubblico e della critica. Proprio a loro, il critico teatrale Andrea Pocosgnich ha dedicato il libro I teatri di Margine Operativo, che verrà presentato il 2 Febbraio all’Argot. Il 31 Gennaio 2019,Vita D’Artisti,Conferenza/Performance sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo,ideazione Alessandra Ferrero e Pako Graziani, drammaturgia e regia Pako Graziani,con Tiziano Panici. Sempre il 31  gennaio,Beatiful Borders,ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro, regia Pako Graziani,coreografie Francesca Lombardo,performer Francesca Lombardo,sound designer Dario Salvagnini,voce  Tiziano Panici.I confini intorno a noi sono convenzionali e geografici, astratti e reali, fisici e mentali. Lo “sconfinamento” è un processo indefinitamente (ri)costituente, capace di porre in discussione gli ordini consolidati. Quindi a chiudere la serata, Odissea Furiosa, ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro,regia Pako Graziani,coreografie Francesca Lombardo ,performer Francesca Lombardo. Prendendo le mosse dal poema omerico, un’avventura fatta di bellezza, di coraggio, ma anche d’inganni, di condizioni avverse e di guerre, si guarda a Ulisse come avido assaltatore di città, seminatore di guerre perfino fra gli innocui ciclopi che si cibano di api e parlano ai fiori.

Dal 1 al 3 Febbraio 2019 anteprima di La Frontiera,ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
drammaturgia e regia Pako Graziani, liberamente tratto da testi di Alessandro Leogrande, Annalisa Camilli, Cormac McCarthy,con Tiziano Panici. Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell’arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità.

Merolli - Stranieri                                                            Da “Stranieri” – Foto courtesy dell’Ufficio stampa Maurizio Quattrini

Si prosegue, dall’8 al 10 Febbraio, con uno spettacolo di Davide Carnevali che vede in scena Fabrizio Martorelli, Peppa Pig prende coscienza di essere un suino + Performance, un’amara riflessione sulla perdita del valore del gesto artistico nella nostra società.

Fresca del successo di Romaeuropa Festival 2018, Fabiana Iacozzilli sarà in scena nel mese di Febbraio, dal 12 al 17 e poi dal 22 al 24, con La classe – un docupuppets per marionette e uomini, intenta a indagare il rapporto tra l’ infanzia e il diventare adulti attraverso una riflessione sul senso profondo del ricordo.

La classe- Fabiana Iacozzilli                           Da “La classe” Regia e con Fabiana Iacozzilli – Foto courtesy dell’Ufficio stampa Maurizio Quattrini

Dal 16 al 21, poi, un progetto speciale in collaborazione con l’Odin Teatret vedrà l’Argot animato da un ciclo di incontri/riflessioni e spettacoli sull’esperienza teatrale, immaginato da uno dei gruppi teatrali che più ha ispirato le ultime generazioni artistiche e che è stato motore, in Italia e nel mondo, di un pieno rinnovamento dei linguaggi scenici attivando una vera e proprio rivoluzione che ha messo al centro della creazione artistica l’uomo/attore/creatore.

Tommaso_Bianco_Maurizio_Sguotti_CANNIBALI_KRONOTEATRO_ foto Nicolò_Puppo_4                            Tommaso Bianco e Maurizio Squatti: da “I Cannibali” – Foto courtesy dell’Ufficio stampa Maurizio Quattrini

Quindi dal 27 Febbraio al 2 Marzo, due messe in scena della compagnia Menoventi, uno dei collettivi artistici più interessanti, attivo negli ultimi dieci anni nel panorama nazionale; dall’8 al 10 Kronoteatro, reduce dalla presentazione della propria teatrografia alla Biennale di Venezia 2018, con lo spettacolo Cannibali, un lavoro su due differenti abitudini e prospettive di praticare e percepire il potere.

Si prosegue, sempre a Marzo, dal 12 al 17 con Itaca per sempre di Trento Spettacoli, che ribalta e umanizza, come l’omonimo romanzo di Luigi Malerba da cui è tratto, il mito di Ulisse e Penelope.

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Dal 26 al 31 Marzo The dead dogs, un testo di Jon Fosse, portato in scena dalla compagnia Dellavalle/Petris e prodotto dalla Corte Ospitale: un giovane uomo uccide il suo vicino di casa perché quest’ultimo ha ucciso il suo cane, una violenza cieca che esplode nel quotidiano e che finisce per sembrare così vicina a noi.

Ad Aprile, dal 3 al 7, è in scena Stranieri un testo di Antonio Tarantino con la regia di Gianluca Merolli, che vede in scena un uomo barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque, persino dalla moglie e dal figlio, cittadini del regno dei morti.

A concludere il mese, dal 12 al 14, L’ospite – una questione privata- di Oscar De Summa, regia di Ciro Massella, spettacolo intento a scoprire i limiti e i confini della giustizia e della libertà personale, quindi i comportamenti umani e il loro sconfinamento nell’inumano.

Dal 23 al 30 Aprile Argot sarà casa per la residenza del NEST, a lavoro su Non plus ultras, progetto d’indagine teatrale firmato da Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano, che nasce dall’esigenza di comprendere i meccanismi di uno dei più grandi fenomeni di aggregazione sociale degli ultimi 50 anni: le tifoserie calcistiche, nello specifico il fenomeno Ultras. La restituzione della settimana di residenza avverrà il 2 Maggio così da aprire OVER – rassegna di teatro emergente, in scena fino al 12 Maggio e targata Argot Produzioni e Dominio Pubblico, un progetto quest’ultimo di audience development, nato tra le pareti di questa casa e di quelle del teatro dell’Orologio. Ad abitare e animare la seconda parte anche tante realtà da sempre affini ad Argot, declinate in forme diverse: laboratori, festival e premi. Non manca, infatti, il laboratorio di visione e scrittura critica Il falso specchio, tenuto da Teatro e Critica, il festival di teatro off Inventaria, le selezioni per il premio Hystrio e ancora il laboratorio di recitazione Zappattori, seguito da Lucrezia Coletti e il corso di tecnica Meisner guidato da Laura Nest.  Infine, la rinnovata e storica presenza nella piazza di San Cosimato con il progetto Il Banditore di Trastevere, creato e immaginato con la complicità di quattro giovani associazioni del territorio: Il Ventriloco, Picaro e Zalib – I ragazzi di via della Gatta e sostenuto e accompagnato dall’assessorato alla cultura del Municipio Roma I – Centro Storico.

Teatro Argot Studio Via Natale Del Grande, 27| 00153 Roma- Orario spettacoli:ì dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17.30. Info: Tel. 06/5898111 info@teatroargotstudio.com

www.teatroargotstudio.com

 

FIGLI DEL DESTINO – Regia di Francesco Miccichè e Marco Spagnoli in onda in prima serata su Rai1 mercoledi 23 p.v.

Mariagrazia Fiorentino

Scriveva (P.P.Pasolini) “Il nostro paese è un paese senza memoria”. La docu-fiction Figli del destino, intreccia le ricostruzioni storiche e le immagini di archivio di vari filmati dell’epoca e nuove emozionanti interviste dei quattro protagonisti che raccontano il loro rapporto con le leggi razziali fratricide.

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Sono le storie di quattro bambini italiani ebrei in quattro città italiane diverse vittime dell’orrore e delle vergogna delle leggi razziali emanate nel 1938: “Liliana Segre, Lia Levi, Tullio Foà e Guido Cava”. Conoscere la storia è di fondamentali importanza per poter proseguire nella costruzione del proprio paese. Scrivono i registi: “Questa docu-fiction intende ricostruire, per la prima volta, la storia di quegli anni dal punto di vista dei bambini descrivendo come si sono sentiti e quello che hanno vissuto in quei terribili sette anni che hanno sconvolto le loro vite e, in senso più generale, la storia così come la conosciamo oggi”. Tutti attori straordinari nei vari ruoli da: Massimo Poggio, Massimiliano Gallo, Valentina Lodovini, Yesus Emiliano Coltorti, Silvia Choen, Giuseppe Pestillo, Patrizio Rispo, Rosa Diletta Rossi, Diego Verdegiglio  e i bambini Chiara Bono, Lorenzo Ciamei, Catello Alfonso Di Vuolo, Giulia Roberto. Bisogna ricordare che l’indifferenza è un pericolo sempre dietro l’angolo.

Flashdance – Un grande ritorno al Teatro Olimpico

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La bellezza non invecchia! Per questa nuova versione del Musical Flashdance, già cult movie della Paramount Pictures, la saggezza popolare trova la sua completa conferma. Prova ne siano i molteplici successi ottenuti a Milano nella stagione 2017/2018 con oltre 70 mila spettatori tanto da spingere gli organizzatori di Ventidieci ad una tournée nel corrente anno nei teatri italiani e fra questi, anche il Teatro Olimpico di Roma dove sarà presente da martedì 5 a domenica 10 febbraio 2019. Teatro che già lo aveva ospitato una decina di anni fa.

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Lo spettacolo, come nelle precedenti versioni, s’ispira alla memorabile pellicola del 1983 intitolata “Flashdance” e diretta da Adrian Lyne, con la sceneggiatura di Tom Hedley e Joe Eszterhaz e la protagonista Jennifer Beals nel ruolo di Alex. Il film è stato il più visto in Italia in quello stesso anno, con 20 milioni di copie vendute, una colonna sonora da Oscar e un incasso al box office di 100 milioni di dollari. In questa nuova versione teatrale ad interpretare Alex, una metalmeccanica che la sera si esibisce nei night, sarà Valeria Belleudi, allieva della Scuola di “Amici” di Maria De Filippi nel 2004, già attrice di first class musical come “Sister Act”.

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La regia è affidata alla brillante Chiara Noschese – affermata attrice di teatro, casting director e regista di family show quali “Il Piccolo Principe” e “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” – che con “Flashdance il Musical” firma la sua prima regia di un importante titolo internazionale. Anche in questa occasione giocheranno un ruolo di primaria importanza le hit più famose in lingua inglese “What a feeling”, “Maniac”, “Gloria”, “Man Hunt”, “I love Rock’n Roll”, raccordate da altrettante in lingua italiana tutte con interpretazione life in cui la scrittura originale del film resta fedele alla versione musical. Tutto questo ha trovato conferma nelle parole degli organizzatori nella  presentazione dello spettacolo nel corso della conferenza stampa: “Coreografie, musica e canzoni di Robert Cary e Robbie Roth, proiezioni e luci faranno da cornice ad una grande storia d’amore, di amicizia e di riscatto personale, la storia di un sogno e del coraggio di poterlo realizzare. Uno spettacolo ricco di grandi temi universali senza tempo, portati in scena da un cast di straordinari performer”.

Roma – Tatro Olimpico. Info biglietti e promozione gruppi +39 0632659917 www.teatroolimpico.it  e.mail comunicazione@teatroolimpico.it. Biglietti disponibili su ticketone.it  e in tutti i punti vendita Ticketone e le prevendite autorizzate. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

Mathera – L’ascolto dei sassi

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La civiltà dei sassi rivive in questo film e, nello stesso tempo, rende omaggio alla città capitale europea della cultura per il 2019. I sassi di Matera, veri protagonisti di questa pellicola, non sono solo una soluzione abitativa ma una vera e propria civiltà, con proprie regole e proprie relazioni sociali fra gli abitanti dove il senso di vicinanza e solidarietà erano le colonne portanti su cui poggiava l’intero sistema. Il documentario Mathera, per la regia di Francesco Invernizzi prodotto da Magnitudo Film Mathera, presentato alla stampa internazionale presso il The Space Cinema Moderno di Roma il 15 gennaio u.s, è al contempo un esempio di rinascita per il nostro paese e uno scambio di cultura per chi viene e chi va. La finalità é documentare la rinascita di questo luogo e farlo rivivere in un racconto che gli stessi abitanti narrano con l’orgoglio di chi è nato nei sassi o vissuto in quel contesto, testimoni diretti della sua rinascita.

IMG_20190115_113228                                                              Fra i protagonisti del film anche il Sindaco della città di Matera

Dalla prima visita nel lontano 1902 del Presidente Giuseppe Zanardelli che pur di conoscere “de visu” la tragica realtà di una remota regione del mezzogiorno d’Italia, affrontò un viaggio a tratti “avventuroso”. Da quella visita maturò la legge speciale per la Basilicata e in particolare per Matera. Da “vergogna nazionale”, come la definì nel 1948 Palmiro Togliatti e quattro anni dopo nel 1952 fu erogata una legge speciale voluta da Alcide De Gasperi e dal Ministro Emilio Colombo (di origine lucana) che impose a 17 mila persone di abbandonare le case grotta e di trasferirsi in nuovi rioni. Dopo circa 70 anni quella stessa Matera viene celebrata in tutto il mondo come capitale europea della cultura. Scriveva Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli nel 1945: “… dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevi i letti, le misere suppellettili. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali…Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi, sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste….”. Il docfilm sarà proiettato in 220 sale italiane e in 74 paesi del mondo.

IMG_20190115_114715                                                               Altro protagonista della pellicola é l’Arcivescovo di Matera

Poi nel prossimo aprile andrà negli Stati Uniti in occasione dei festeggiamenti per gli 80 anni del regista premio Oscar Francis Ford Coppola (di origine lucana).

I sassi “vanno ascoltati e non c’è bellezza senza memoria ci sono momenti di poesia, per me questo film è il giusto prodotto che merita Matera”, queste sono le parole di Antonio Acito, architetto ed urbanista nato a Matera.

IMG_20190115_114017_BURST004                Alcuni affreschi (IX/X sec. d.C.) del ciclo pittorico presente per un totale di mq.500 nella Grotta del Purgatorio

Per la sorprendente somiglianza con i paesaggi della Terra Santa Matera e il parco delle chiese rupestri sono stati trasformati nel tempo in set per la produzione d’importanti opere cinematografiche come il Vangelo secondo Matteo di P.P.Pasolini, The Passion of the Christ di Mel Gibson e molti altri. Matera è una storia di 8 mila anni un crocevia di culture, un viaggio romantico nei sentimenti.

Io sono Mia – Nelle sale dal 14 al 16 gennaio prima di approdare a febbraio in prima serata su Rai1 dopo Sanremo e on-line su Rai Play

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Se dovessi identificare le sorelle Bertè, unite non solo per il vincolo familiare ma anche artistico, con una delle loro tante interpretazioni canore non avrei dubbi nello scegliere per Mia Martini “Minuetto”, sulle orme di Franco Califano che scrisse il testo proprio per lei, mentre per Loredana la scelta presenta molte difficoltà con una forte opzione per “Sei Bellissima” nel ricordo tutt’ora indelebile della bella Loredana agli inizi della carriera.

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La pellicola “Io sono Mia” che propone la storia di Mia Martini: un’artista dalla voce inimitabile, in parallelo con quella di una “donna appassionata che ha amato fino in fondo con ogni fibra del suo essere”, come scrivono di lei, termina con la sua scomparsa avvenuta 24 anni fa. Mentre per le interpretazioni canore abbiamo un ampia  e puntuale documentazione, la ricostruzione di quelle personali, in parte, sono legate alle cronache dell’epoca, con qualche ritocco fantasioso per dare interesse alla vicenda, in parte dipendono anche dai ricordi della sorella, qui in veste di consulente insieme alla sorella Olivia. Siamo a Sanremo per l’edizione del Festival della Canzone Italiana del 1989. Mia Martini (Serena Rossi)  rientra nel mondo della musica leggera dopo anni di assenza proponendo il pezzo che Bruno Lauzi le ha offerto “Almeno tu nell’Universo”.

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Sai la gente è strana prima si odia poi si ama” è la prima strofa di una sua canzone che riflette anche quella della sua nuova vita che nel film é ripercorsa in una intervista rilasciata alla giornalista Sandra (Lucia Mascino). Si parte dall’amore per la musica leggera di Mimì, così è conosciuta Mia in famiglia. Un amore caratterizzato da un rapporto complesso con il padre che, pur amandola, la ostacola in questa sua passione fino a farle male e segnare anche il suo destino sentimentale. Ai difficili inizi caratterizzati da un’impronta bohémienne, succedono i primi importanti successi giunti dopo la vittoria al Festivalbar del 1972 con “Piccolo Uomo”, in Francia la posero in parallelo con Edith Piaf , per giungere al marchio infamante di iettatrice “che le si attacca addosso come la peste condizionando la sua carriera con alti e bassi vertiginosi e il buio, della nuova dimensione di vita più pacificata”.

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Una vita intensa e una personalità sincera e autentica, come è stato scritto su quella di Mia Martini, che ha saputo tenere testa a pregiudizi emarginanti e che non ha voluto scendere a compromessi, neppure nella vita sentimentale, pagando a duro prezzo le proprie scelte artistiche e personali. Una pellicola che propone un racconto umano e attuale e assesta un pugno in faccia alle maldicenze e ai troppi pregiudizi presenti nella nostra società ed in particolare nel mondo dello spettacolo. Significative, a conclusione della conferenza stampa, le parole della sorella Loredana: “Ora grazie a questo film Mimì rivive, anche se dentro di me e dentro il cuore dei suoi fan non è mai morta e non lo sarà mai.”

Una Notte di dodici anni – In programmazione dal 10 gennaio.

Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

Una notte lunga quanto la prigionia scontata da tre Tupamaros uruguaiani nelle peggiori carceri del paese. Da oltre un anno, settembre 1973, la guerriglia dei Tupamaros è stata annientata; l’Uruguay è sotto lo stretto controllo di una dittatura militare che si arroga il diritto d’imprigionare e torturare quanti avevano fatto parte delle bande rivoluzionarie armate, uccidevano senza guardarli negli occhi come se fossero fantasmi.

dba21321-b8ee-4d89-beb2-06b192fc3424Il regista Alvaro Brechner insieme a due interpreti: Antonio De La Torre (Josè “Pepe” Mujica) e Alfonso Tort (Eleuterio Fernamdez Huidobro)

Una notte di autunno, nove prigionieri sono prelevati dalle loro celle, nell’ambito di un’operazione militare segreta che durerà 12 anni, per essere trasferiti in varie carceri sparse nel Paese per assoggettati a un macabro esperimento: una nuova forma di tortura mirata ad abbattere le loro capacità di resistenza psicologica. L’ordine dell’esercito confermato dalle parole di un ufficiale è chiaro: “Visto che non possiamo ammazzarvi, vi condurremo alla pazzia.” Il film è basato sulle testimonianze di come tre di loro siano riusciti a sopravvivere a tante brutalità scritte nel libro da, Mauricio Rosencof, scrittore e poeta di fama, già assessore alla cultura del Comune di Montevideo insieme ad Eleuterio Fernández Huidobro, ex Ministro della difesa, in cui narrano le loro esperienze vissute insieme a José “Pepe” Mujica, ex Presidente dell’Uruguay. Il film rappresenta un valore storico e sociale incalcolabile.

“Le stagioni Russe” si chiudono a Roma con due grandi mostre: “Trilogia dantesca”,di Alexey Blagovestnov e “Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevic” a Piazza San Pietro

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le stagioni russe è un progetto culturale internazionale che partito dal Giappone nel 2017 arriverà in Germania nel 2019 passando in questo anno 2018 per l’Italia. L’apertura delle Stagioni Russe che  si sono  svolte in Italia è avvenuta il 14 gennaio 2018 a Roma in occasione della tournée  del Teatro accademico statale Mariinskij diretto dal maestro V.A. Gherghiev. Le manifestazioni culturali  inserite nel calendario italiano sono state seguite da oltre sei milioni di persone ed hanno interessato spettacoli che hanno coinvolto compagnie russe di rilievo: musicali (che variano da musica classica al jazz), liriche, di balletto, drammatiche e tradizionali; mostre di opere provenienti dalle più importanti collezioni museali russe; programmi russi da presentare alle più grandi fiere e i festival; performances organizzate per le occasioni particolari e molto altro.

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Il Teatro russo “Bol’shoj” dopo più di 10 anni è tornato con la tournée alla Scala di Milano dove ha presentato due spettacoli: “La Bayadère” e “La bisbetica domata”. I più memorabili eventi sono stati anche: esposizione delle opere di Marc Shagall provenienti dalla Galleria Tret’jakov, mostra “Il secolo dei musei. 100 capolavori delle residenze degli imperatori russi: Peterhof, Tsarskoje Selo, Gatcina, Pavlovsk”, per la prima volta il pubblico italiano ha assistito allo spettacolo sul ghiaccio “Romeo e Giulietta” andato sul palco storico dell’Arena di Verona e a una serie di eventi e mostre allestite dall’Accademia delle Belle Arti a nome di I.E. Repin. Il 19 dicembre 2018 si è tenuta una conferenza stampa presso il Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Roma, dedicato alla chiusura delle “Stagioni russe” in Italia.

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All’evento hanno partecipato il Ministro della Cultura della Federazione Russa Vladimir Rostislavovich Medinsky, Ministro per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana Alberto Bonisoli, Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro, direttore principale dell’Orchestra Sinfonica del Bol’shoi di P.I. Čajkovskij, artista popolare dell’URSS Vladimir Ivanovich Fedoseev, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Federazione russa nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino, in sostituzione Sergey Sergeyevich Razov. Il seguito internazionale di questa iniziativa avverrà in Germania e in Russia il 7 gennaio 2019.  Alle 20, 00 si svolgerà la cerimonia d’apertura del progetto culturale internazionale «Le Stagioni Russe» alla Filarmonica di Berlino e alle 14:00, stessa location, avrà luogo la conferenza stampa dedicata all’apertura del progetto nella Repubblica Tedesca. Il seguito italiano, comunque, è di grande interesse culturale. Due importanti mostre saranno ancora visibili in particolare per i romani.

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La prima di queste è presente nella bella sede di Palazzo Santa Croce a Piazza Cairoli del Centro Russo di Scienza e Cultura con una mostra che espone le sculture di Alexey Blagovestnov con 15 opere  di grandi dimensioni tra gessi e bronzi che illustrano un tema particolarmente caro a noi italiani: la “Trilogia dantesca, Inferno, Purgatorio, e Paradiso”. Primo tema affrontato è il «Paradiso» (Roma) ha precisi riferimenti al rinascimento italiano (Masaccio, Paolo Uccello, Cosmè Tura e Giorgione).

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Scrivono i curatori: “Le sculture esposte fanno parte della serie Boustrophedon  esaltano l’unione armoniosa tra l’uomo, l’arte e la natura”. Secondo tema proposto è il «Purgatorio» (Parigi), In questa seconda sala sono esposte le opere eclettiche come «Basilio il Benedetto», ispirate all’arte plastica di Rodin e Giacometti. Di queste opere scrivono i curatori: “Così anche  Il cavaliere di Khvalynsk ci ricorda Il cavaliere rosso di  Petrov-Vodkin, e Fra’ Angelico che rende omaggio al Beato Angelico”. Ultimo tema presente nella terza sala l’“Inferno” (Mosca) illustra un mondo di contrasti, tra colori e materiali diversi, come gesso e metallo («Caravaggio»).

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La seconda mostra di dipinti russi (Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevich) è stata allestita nel Braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani e presenta ben 54 opere tra le più famose dell’arte russa, fino al prossimo 16 febbraio 2019. La mostra è in parallelo con quella dei Musei Vaticani del 2016 con l’esposizione a Mosca di 42 quadri di straordinario valore  in una rassegna che prese il titolo di “Roma Aeterna. I capolavori della Pinacoteca Vaticana. Bellini, Raffaello, Caravaggio”. In questa  mostra sono presenti opere di proprietà della Galleria Tretjakov. Il percorso espositivo,  oltre a una selezione di pregevoli antiche icone,  presenta alcune delle più famose opere pittoriche che hanno fatto la storia  della cultura russa dell’Ottocento e inizio Novecento con autori quali Kramskoj, Perov, Ge, Nesterov, Vrubel’, Petrov-Vodkin, Kandinskij, per finire con il celebre Quadrato Nero di Malevich, l’opera che nel 1915 inaugurò la corrente astrattista dell’arte contemporanea russa.

Roma:  Centro Russo per la Scienza e la Cultura – Palazzo Santa Croce – Piazza Benedetto Cairoli,6;

Roma: Città del Vaticano – Braccio di Carlo Magno – Fino al 16 febbraio 2019 nei giorni giovedì e venerdì dalle ore 9,30 alle ore 17,30. Mercoledì dalle ore 13,30 alle ore 17,30. Sabato dalle ore 10,00 alle ore 17 domenica chiuso.  Ingresso gratuito

OPERA GOURMET A WEGIL: lo spazio creativo voluto dalla Regione Lazio per progetti culturali innovativi, eventi e mostre ha ospitato sabato 23 u.s. una cena gourmet ispirata a La Traviata di Giuseppe Verdi

Testi e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

A un anno dalla sua apertura questo nuovo hub culturale  voluto dalla Regione Lazio che ha riportato a nuova vita  un edificio di Trastevere in avanzato stato di decadenza grazie all’Art Bonus voluto dal precedente Ministro dei Beni Culturali e Turismo con il preciso intento di dare spazio a mostre , spettacoli, eventi enogastronomici, incontri e conferenze, ha offerto i suoi spazi a una riduzione dell’opera originale di Giuseppe Verdi “La Traviata” raccontata per flashback, nel rispetto del filo drammaturgico, in cui le parti ridotte sono raccontate dalla voce narrante del Dottore Grenvil attraverso le fonti letterarie. Il programma è iniziato,  alle 20.00, con un cocktail in attesa  delle 20,30, ora d’inizio dello spettacolo  diretto dal  maestro concertatore Andrea Deutsch Gottfried.

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Tutto parte con il ritrovamento da parte del dott. Grenvil di alcune lettere che lo portano a ricordare la storia struggente di Violetta, donna anticonformista, e del suo amore per i Germont: quello appassionato per Alfredo e quello filiale per il padre Giorgio. L’opera che ci ha presentato la compagnia FuoriOpera (fondata a Milano nel 2015) presenta, per la prima volta a Roma, pur in formato ridotto non ha perso niente in termini di accessibilità popolare, anzi ha aggiunto alle caratteristiche originali un’esperienza immersiva e coinvolgente, in cui il pubblico siede tutto intorno alla scena, senza barriere.

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Non si possono lasciar passare inosservate le valide interpretazioni degli artisti principali in cui Emanuela Eyebename Scirea, nelle vesti di Violetta, carica il personaggio di un fascino esotico quanto raffinato alla quale si accompagna la non minor interpretazione di Alessandro Mundula in Alfredo per il suo struggente romanticismo. Di tutti sono state apprezzate le eccellenti doti canore con frequenti applausi fuori scena protratti a fine rappresentazione per molto tempo che hanno coinvolto, meritatamente, anche il maestro concertatore Andrea Deutsch Gottfried a la pianista Yuka Gohda.

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Così, senza barriere, la serata “Opera Gourmet” si è conclusa con una cena ispirata a “La traviata”, con il preciso intento di tradurre la musica nel piatto grazie a un vario quanto saporito menu della cucina giudaico-romanesca, pietanze tutte gluten free e tutte vegetariane, escluso il tortino di aliciotti con indivia, preparato da Le Bonton Caterig,  alle quale hanno partecipato anche gli artisti offrendo ai partecipanti l’occasione d’intrattenersi con i personaggi per un corale brindisi e prolungare così piacevolmente questa bella l’esperienza.

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Anche i locali WeGil di via Ascianghi, 5 meritano una segnalazione: entro settembre 2019 sarà completata la prima fase dei lavori di ristrutturazione del piano interrato e del secondo piano, dove avrà sede la Scuola d’Arti Cinematografiche Gian Maria Volonté, un polo di formazione triennale gratuita dedicato ai ragazzi tra i 18 e i 29 anni che coinvolgerà importanti personalità del mondo del cinema e i cui allievi saranno selezionati tra giugno e settembre 2019 per avviare le attività tra settembre e ottobre. Saranno realizzate aule interdisciplinari, aule di montaggio audio/video, una sala mix cinematografica e un’aula magna per incontri e proiezioni. I lavori saranno completati entro marzo 2020 e nei nuovi spazi troverà sede il Polo di Formazione per i dipendenti regionali e per gli stakeholder della Regione Lazio come i comuni, le ASL e gli enti locali e la Scuola di Formazione Enogastronomica gestita daArsial con il supporto tecnico di Agro Camera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Quest’ultima sarà un polo di eccellenza nella formazione eno-gastronomica per i ragazzi degli istituti tecnici professionali e per l’aggiornamento degli addetti ai lavori e degli appassionati per valorizzare il paniere delle eccellenze del territorio, la cultura del cibo e la biodiversità della regione. Saranno realizzati: cooking show, laboratori tecnici, percorsi formativi e percorsi di aggiornamento per addetti ai lavori e operatori.

Maggiori informazioni sulle attività della Compagnia Fuori Opera su Facebook Fuori Opera   ed e.mail info@fuoriopera.it