Oltre la notte

Mariagrazia Fiorentino

Un film di Fatih Akin, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero. La vita di Katja viene improvvisamente sconvolta dalla morte del marito Nuri e del figlioletto Rocco, rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba. Grazie al sostegno di amici e familiari, Katja riesce ad affrontare il funerale e ad andare avanti. Ma la ricerca ossessiva degli assassini dei suoi cari e le ragioni di quelle morti insensate la tormenta. Danilo, avvocato e migliore amico del marito rappresenta Katja nel processo contro i due sospetti: una giovane coppia appartenente ad un’organizzazione neonazista.

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Il processo è un’esperienza durissima per Katja, che però non si vuole arrendere. Quando la legge trova i cavilli per non fare giustizia,  si arriva alle conseguenze estreme come viene narrato in questo film “un thriller affascinante”. L’interpretazione di Diane Kruger è magistrale, l’attrice è stata premiata per la migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes 2017. In uscita nelle sale cinematografiche nel mese di marzo.

Italia – Germania – Insieme per una politica della memoria.

Testo e foto di Donatello Urbani

La Storia, quella che si scrive con la “S” maiuscola, è la vera protagonista di questa interessante rassegna voluta dall’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia ed allestita nella propria sede romana di Via Labicana. Dietro le scarne e formali parole del linguaggio burocratico che testimonia  l’evento che ha segnato profondamente la storia nazionale, s’intravedono anche tante situazioni  che hanno investito e spesso colpito tragicamente i nostri connazionali.

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Trovarsi di fronte, esposta in una bacheca, la lettera in cui Mussolini confessa di aver inviato in Germania soldati italiani per essere addestrati con l’intento di essere successivamente inquadrati nell’esercito tedesco  e finiti, invece, ai lavori coatti e trattati disumanamente, stringe profondamente il cuore in una ribellione  che segna anche la nostra coscienza di uomini liberi. Non è sufficiente dire che eravamo in guerra per tacitare tutto.

IMG_20180221_180059Uno spettacolo all’interno di un campo di concentramento. Significativo il commento: “Donne? Ma no solo I.M.I.tazione (la sigla I.M.I. sta per Internati Militari Italiani)

Lungo tutto il percorso espositivo si possono osservare reperti originali provenienti dai campi di concentramento, molti donati dai reduci o conservati  fra le memorie affettive della famiglia, insieme a  documenti inediti ritrovati presso l’archivio storico del Ministero degli Affari Esteri. Fra questi non sono mancate testimonianze di tentativi, purtroppo senza ottenere buoni  esiti, da parte della Repubblica Sociale di Salò di aiutare ed intercedere presso i Tedeschi i nostri soldati prigionieri e sfruttati nei lavori coatti.

Un passato che non può essere dimenticato e rende lodevole l’opera di quanti ne conservano la memoria, sia pure con dolore.

Anche senza di te

Mariagrazia Fiorentino

Il film è in uscita l’8 marzo. Scrive Francesco Bonelli, che ne firma anche la regia: “E’ una commedia sentimentale a sfondo sociale, i temi sono l’emancipazione femminile, il nepotismo nel lavoro, la fuga all’estero dei cervelli, lo stato dell’educazione nella scuola per l’infanzia,  il ruolo dell’insegnante nella nostra società.” Il film parla a una parte di noi stessi, a un disagio che a volte nemmeno ammettiamo.

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A un passo dalle nozze con Andrea, medico in carriera che antepone il lavoro alla propria vita privata, Sara viene lasciata e comincia a soffrire di attacchi di panico. Solo insegnando l’educazione motiva ai bambini, capirà come creare un nuovo rapporto con se stessa e con gli altri e vedrà come tutti nella società vivono un profondo disagio di non essere mai se stessi nelle relazioni e nelle scelte più importanti nella vita. Complice di questo percorso sarà il collega Nicola. Il film conferma quanto sia giusto che vinca l’amore su tutto. Intepreti principali: Myriam Catania (Sara), Nicolas Vaporidis (Nicola), Matteo Branciamore (Andrea).

Nome di Donna

Mariagrazia Fiorentino

Sceneggiatura di Cristiana Mainardi e Marco Tullio Giordana che ne firma anche la regia. Un film attualissimo, che esce, non per caso l’8 marzo, il giorno della festa della donna. Un film che racconta la realtà con leggerezza. Nina (Cristiana Capotondi), si trasferisce da Milano in un piccolo paese della Lombardia dove trova lavoro in una residenza per anziani facoltosi. Un mondo elegante, quasi fiabesco.

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Che cela però un segreto scomodo e torbido. Quando Nina lo scoprirà sarà costretta a misurarsi con le sue colleghe, italiane e straniere, per affrontare il dirigente della struttura, Marco Maria Torri (Valerio Binasco) in una appassionata battaglia per far valere i suoi diritti e la sua dignità di donna. Scrive Cristiana Mainardi: “Mi auguro che questa storia, pur non tacendo del prezzo alto che comporta ogni ammutinamento alle cattive regole, possa alimentare la speranza che le cose non restino così per sempre”.

Ottime le interpretazioni di Cristiana Capotondi, e della sempre verde Adriana Asti.

Puoi baciare lo Sposo

Mariagrazia Fiorentino

Regia di Alessandro Genovesi nelle sale da giovedi 1 marzo. Il film affronta un tema attualissimo: le unioni civili tra persone dello stesso sesso con leggerezza e responsabilità,  ispirato alla commedia teatrale “My big gay italian wedding”, scritto da Anthony  J. Wilkinson. Scrive il regista: “Desideravo realizzare una storia brillante di taglio anglo-sassone. Ho richiesto perciò a tutti gli interpreti un assoluto realismo in modo che non ci fosse mai distanza tra attore e personaggio”.

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Antonio (Cristiano Caccamo) ha finalmente trovato l’amore della sua vita: Paolo (Salvatore Esposito), un attore talentuoso che sa interpretare ruoli molto diversi. Nell’entusiasmo di una tenera dichiarazione d’amore Antonio chiede a Paolo di sposarlo, ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. Decidono quindi di partire insieme da Berlino, dove vivono, per l’Italia, destinazione Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio: la madre Anna, (Monica Guerritore) ed il padre Roberto (Diego Abatantuono), sindaco progressista del paese che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica.

Fra colpi di scena e sorprese, con un super cast, lo spettatore viene completamento catturato fino alla fine del film. Bravi a tutti!

Capriccio architettonico con astanti – Ritorna fruibile grazie al recupero dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Testo e foto di Donatello Urbani

Il recupero di questo dipinto: olio su tela, conosciuto come “Capriccio Architettonico con astanti”, la cui attribuzione è contesa ad oggi tra due dei massimi esponenti del periodo vedutista italiano, ovvero Giovanni Paolo Pannini (1691-1765) e Andrea Locatelli (1695-1741), da parte delComando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è avvenuto dopo aver consultato la Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti,  che ha confermato la corrispondenza dell’opera con quella rubata e ha consentito di accertare che il dipinto era stato consegnato, da un antiquario, alla filiale romana della casa d’aste di Londra che, a sua volta, ne aveva chiesto e ottenuto l’attestato di libera circolazione.

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Nel novembre 2017, durante l’attività di monitoraggio del mercato delle opere d’arte, i militari della Sezione Antiquariato hanno individuato, in una importante casa d’asta londinese, l’opera raffigurante Capriccio Architettonico con astanti, in procinto di essere messa in vendita, con un prezzo di partenza di 40.000 sterline, pari a circa 50.000 euro.  La richiesta di restituzione è stata immediatamente formulata, insieme alla documentazione che ne attestava la proprietà,  hanno consentito che il dipinto venisse rimpatriato; cosa avvenuta, in questi giorni, una volta esperite le formalità da parte della Procura della Repubblica di Roma. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha consentito che le collezioni d’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini,  rientrassero in possesso di un’opera loro appartenuta a seguito di una donazione avvenuta nel 1892 da parte della famiglia nobiliare Torlonia. Le vicende successive dicono che Il 1° gennaio 1925 fu data in deposito a Palazzo Venezia dopo essere stato in mostra a Castel Sant’Angelo nel 1911 e nel 1920. Il 20 febbraio 1958 è stato ceduto in deposito temporaneo all’istituto culturale “delegazione opere d’arte astalli” – Archivio Siviero – Delegazione per le Restituzioni del MAE (Ministero Affari Esteri). Il 1° gennaio 1994 è stato rubato. Durante l’attività d’indagine è emersa nella monografia di Andrea Locatelli a cura di Andrea Busiri Vici del 1976, nella scheda n. 11, una attribuzione non a Panini ma a Locatelli.

Roma – Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini – Via Quattro Fontane

“Turismo Italia”: Le proposte di Fiavet – Associazione Laziale Imprese Viaggi e Turismo – e Federturismo Confindustria in occasione delle elezioni politiche.

Donatello Urbani

Le domande che entrambe le associazioni si pongono hanno identica formulazione: “Chi ci governerà saprà affrontare le problematiche regionali e nazionali che affliggono il turismo?” Una risposta é  stata espressa nel corso di un conferenza/convegno convocata per far conoscere principalmente ai futuri governanti, ed in seconda battuta sia ai propri affiliati che alla stampa quanto atteso al fine di gestire al meglio questo importante comparto economico. L’occasione è stata buona per proporre alcuni provvedimenti che devono essere assunti per risolvere alcune difficoltà che, da tempo, affliggano gli operatori turistici sia nazionali che laziali.

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Riconoscere il turismo come un settore industriale strategico, ridefinire il sistema di competenze tra Stato e Regioni, puntare su investimenti e innovazione, sostenibilità, riduzione delle barriere burocratiche, accessibilità, digitalizzazione e formazione sono le principali proposte su cui si basa la visione per il futuro dell’industria turistica italiana. Il turismo è un settore economico fondamentale per l’Italia che negli ultimi anni ha vissuto  un trend di forte crescita. Nel 2017, secondo le recenti rilevazioni di Eurostat, l’Italia  si è posizionata terza in Europa con 424 milioni di notti  trascorse presso le strutture turistiche superando con il 5,4% il dato complessivo europeo pari al 5,1%. L’incidenza sul PIL si attesta sul 10% con più di 160 miliardi di euro di contributo. A fronte di questi numeri tuttavia il turismo non è ancora considerato un vero settore industriale, come negli altri Paesi competitor, che in quanto tale richiede una struttura di Governo dedicata, sia essa un Ministero con competenza diretta dotato di portafoglio o, in alternativa, una Direzione Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico. Per poter competere a livello internazionale è, inoltre, urgente semplificare e ridefinire il sistema di competenze tra  Stato e Regioni  in modo da poter costituire una governance multilivello, con coordinamento centrale, efficiente ed efficace. La promozione del nostro Paese, e la visione di un’Italia nuovamente competitiva nel mercato del turismo, richiede necessariamente un modello di promozione unitario del brand Italia e dei suoi prodotti turistici. Per questo sono imprescindibili l’uniformità di trattamenti fiscali, dei costi sul lavoro con una seria campagna contro l’abusivismo nonchè rafforzare il ruolo strategico dell’ENIT per il quale viene suggerita una vera riforma strutturale in grado di garantirne efficienza e coordinamento con il settore privato nelle scelte strategiche. E’ giunto infatti il momento di fare scelte innovative puntando sulla digitalizzazione dell’offerta turistica perché solo investendo nello sviluppo delle competenze e degli strumenti di marketing digitale si può mantenere alto il livello di competitività. Per un settore come il turismo, in competizione globale, è fondamentale  la velocità di reazione da parte di tutti gli attori.

Per quanto attiene ai problemi che affliggono localmente il turismo è stata avvertita la necessità di nuove norme regionali ed inoltre è stata posta in rilievo l’emergenza  che affligge la città di Roma relativa alla mancanza di decoro, pulizia e problemi di viabilità. L’obiettivo che quanto dibattuto divenga quanto prima la base per future richieste d’interventi ai prossimi governanti per promuovere le politiche necessarie a sviluppare tutto il potenziale del settore del turismo, con una panoramica sulle leve fondamentali per lo sviluppo.

Looking forward. Olivetti: 110 anni d’immaginazione

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Tutto iniziò 110 anni fa con una dichiarazione d’amore che Camillo Olivetti scrisse alla moglie con la prima macchina che di li a qualche giorno avrebbe prodotto in serie. Looking forward, guardare avanti è quanto viene  proposto al visitatore di questa mostra oltre essere stato l’obbiettivo perseguito dalla Olivetti  in questi 110 anni.

IMG_20180219_123652                          Modello M1, primo modello prodotto nel 1908 da Camillo Olivetti, fondatore dell’omonima industria

Massima che trova conferma anche nelle parole dei curatori nel presentare quesrta mostra: “Il racconto si compone di due parti. La prima, Raccolta visiva, a cura di Manolo De Giorgi, è un viaggio sintetico nel progetto Olivetti attraverso una trentina di temi che hanno per filo conduttore la modernità. La seconda, Disegnare la vita, a cura di Ilaria Bussoni e Nicolas Martino, è una narrativa che utilizza scatti fotografici, manifesti pubblicitari e parole ed usa l’archivio dell’Associazione Storico Olivetti come un materiale vivo a partire dal quale guardare non solo la storia, ma il presente e il futuro possibile. La narrativa visuale presenta più di 150 scatti (stampe fotografiche originali, inedite e in maggior parte mai esposte prima) di alcuni dei maestri della fotografia del secolo scorso quali Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Francisc Català Roca, Fulvio Roiter. Oltre a una selezione di decine di manifesti tra i più sorprendenti della produzione mondiale di Olivetti e una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60”.

IMG_20180219_114324                                                   Giovanni Pintori: Annunci pubblicitari realizzati per la Olivetti negli anni 1958/62

A queste si accompagnano una selezione di prodotti iconici del marchio Olivetti- dalla M1, la prima macchina per scrivere del 1908 che apre il percorso espositivo, fino alla Lettera22,nata nel 1950 su progetto di Marcello Nizzoli, e passando  per la P101, primo personal computer progettato nel 1965 da Pier Giorgio Perotto (amabilmente ribattezzata “Perottina”), si arriva alla Valentine, macchina da scrivere manuale portatile del 1969.  Un ruolo importante è stato ricoperto nella produzione Olivetti anche da alcuni degli oltre 20 oggetti in mostra, senza trascurare gli ultimi arrivati che hanno inaugurato il nuovo corso digitale instaurato dall’azienda, come nel caso del Form200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie al concorso Olivetti Design Contest promosso dall’azienda tra le maggiori università europee di design.

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Olivetti: Modello P101, primo personal computer                       Macchina da scrivere eletrrica modello Praxis 48, prodotta nel 1964                                                             

E’ a fine percorso che s’incontra  la vera “star” della rassegna: la nuova Olivetti APA, una macchina per processare big data caratterizzata dalle molteplici funzioni. “Recentemente è stata prestata”, afferma Riccardo Delleani, amministratore delegato della Olivetti, “alla Questura di Roma che l’ha utilizzata in occasione di una importante manifestazione, che ha visto la partecipazione di un gran numero di persone, quale conta persone e loro classificazione. La bellezza degli oggetti e delle immagini presenti in questa  mostra rappresentano una delle forme più visibili dei valori di questa esperienza con l’obbiettivo di dare ai visitatori stimoli vitali per guardare avanti – lookin forward –  con l’aiuto di una grande storia”.

Roma:  Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea –  Via Gramsci, 69/73 – ingresso diosabili al n.71 – fino al 1 maggio 2018 con ingresso gratuito ed in orari dalle ore 10,00 alle 18,00 dal martedi alla domenica. Informazioni: lagallerianazionale.com – #LaGalleriaNazionale – #Olivetti – telefono +39.06.32298221

Elogio della carta – Le opere di tre artisti contemporanei, acquisite dal Polo Museale del Lazio, entrano nella prestigiosa collezione del Museo Hendrik Christian Andersen.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le nuove acquisizioni del Polo Museale del Lazio realizzate  grazie a un finanziamento della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane per l’anno 2016 per arricchire la collezione delle opere d’arte del Museo  Hendrik Christian Andersen, hanno interessato tre artisti contemporanei: Alfonso Filieri, Matteo Montani e Nello Sonego. Caratteristica comune a queste opere è avere la carta come vera protagonista delle creazioni tanto da dare il titolo alla mostra “Elogio della carta”.

IMG_20180215_190924                                                                                       Matteo Montani – 201

Il percorso espositivo si articola in due sezioni. Al  pianterreno, nel Salone dei Gessi, sono state collocate le opere della prima sezione che si apre con l’opera a sei mani Libro della leggenda del rosso (2018), ispirato a frammenti del libro” Il mio nome è Rosso” di Orhan Pamuk, che comprende libri d’artista e opere a muro, su carta e su tela.  A queste si aggiungono anche una parte delle opere acquisite dal Museo H. C. Andersen a seguito di un bando, e successiva selezione, conclusasi con l’acquisto dell’installazione di Matteo Montani, ”Essere viventi” del 2014.

Nel primo piano sono presenti le opere della seconda sezione  tutte realizzate dai tre artisti per questa mostra  insieme a 11 libri d’artista di Alfonso Filieri e Nelio Sonego, anch’essi acquistati dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane sul Piano per l’Arte Contemporanea dell’anno 2016 per il Museo Andersen. A questa acquisizione si collega la presentazione di altri 13 libri d’artista della collezione “Orolontano” donati da Alfonso Filieri al Museo.

IMG_20180215_190821                                                                                          Alfonso Filieri – 2016

La Direttrice del Polo Museale del Lazio, Dott.ssa Edith Gabrielli, in occasione della presentazione di questa rassegna, ha voluto precisare le preminenti caratteristiche: “Una mostra dedicata alle immagini e alle parole che, nel loro teso e avvincente contrappunto, riportano in auge il più antico e affascinante degli adagi, l’oraziano ut pictura poesis, rimarcando il carattere sinestetico e metaforico dell’esperienza artistica. Libri d’artista che diventano così vere e proprie scatole magiche, raccolte di testi e immagini poetiche in cui i caratteri a stampa si mescolano con le tracce, le macchie e le campiture che gli artisti creano utilizzando le carte più diverse, dalle trame spesse o sottili, quasi trasparenti filigrane dove colori dalle mille sfumature si alternano alle pieghe e alle naturali crespature della carta generando un’altra scrittura e una sorprendente e singolare grammatica”.

Roma- Museo Hendrik Christian Andersen – Via Pasquale Stanislao Mancini, n.20 – fino al 6 maggio 2018 con ingresso gratuito. Orario museo tutti i giorni 9.30–19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00; chiuso il lunedì. Info: tel 06 3219089–Andersen-161429973926958/timeline  pm-laz.museoandersen@beniculturali.it https://twitter.com/MuseoAndersenhttps://www.facebook.com/Museo-Hendrik-Christian