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Jago in mostra al Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino con un’installazione dal titolo; “Apparato circolatorio- Sei cuori un solo battito”

Donatello Urbani

“……continuiamo a investire per offrire a chi transita in aeroporto un ambiente accogliente, che celebri la straordinarietà e l’eccellenza dell’arte italiana valorizzando al massimo questa infrastruttura…..”. Le affermazioni dell’Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone trovano ampio riscontro in varie e molteplici iniziative, fra le quali occupano una posizione privilegiata quelle a carattere culturale artistico come l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Attualmente l’attenzione si è concentrata su Jago, scultore italiano tra i più affermati sulla scena internazionale.

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All’interno dello scalo, – Terminal 1, – viene presentata l’installazione “Apparato circolatorio – sei cuori un solo battito” opera originaria di Jago del 2017 dall’alto valore simbolico: uguaglianza, empatia, memoria, accoglienza, speranza e coraggio. Da comunicato stampa: “I cuori, in ceramica rossa, sono disposti in cerchio – figura geometrica senza inizio né fine – e accompagnati da una videoproiezione che ne riproduce la pulsazione ritmica e rappresentano un invito per i viaggiatori a ritrovare, anche solo per un istante, il senso profondo dell’essere parte di un’umanità condivisa.

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Apparato Circolatorio sarà visibile a tutti i passeggeri e rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys, per trasformare lo scalo di Roma Fiumicino in una vera e propria piattaforma culturale – già arricchita negli anni da capolavori come il Salvator Mundi di Bernini e le tre vetrate attribuite a Giotto della Basilica di Santa Croce. Una progettualità che si fonda sulla volontà di integrare stabilmente l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali, rendendola accessibile, fruibile e parte integrante dell’esperienza di viaggio”.

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Questa iniziativa ha, come affermato dall’A.D. di ADR,  Marco Troncone, un duplice significato perché coincide nel momento;”….. in cui Roma Fiumicino supera i 50 milioni di passeggeri annui e si conferma nell’élite degli hub a livello globale per qualità e connettività. In questa direzione, l’obiettivo di ADR è ridefinire il ruolo dell’aeroporto come infrastruttura viva, in cui anche il tempo dell’attesa si trasforma in un’occasione di scoperta, bellezza condivisa e valorizzazione del Made in Italy……

“Fausto Pirandello. La magia del quotidiano” – Mostra a Roma, Accademia Nazionale di San Luca, fino al 28 febbraio 2026 con ingresso gratuito

Donatello Urbani

Accademico di San Luca fin dal 1948, questa istituzione lo ricorda oggi nel cinquantesimo dalla scomparsa avvenuta a Roma il 30 novembre 1975, e intervento della Prof. Flavia Matitti, curatrice insieme a Fabio Benzi di questa iniziativa, “offre l’occasione per riportare al centro dell’attenzione pubblica una figura fondamentale della pittura italiana del XX secolo: artista, figlio del grande drammaturgo e Premio Nobel Luigi Pirandello, di radici siciliane e formazione romana e parigina, capace di attraversare con originalità il passaggio dal realismo esistenziale degli esordi all’intenso linguaggio “astratto-concreto” del dopoguerra”

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La mostra riunisce circa trenta dipinti, selezionati tra i maggiori capolavori dell’artista, e un nucleo di opere su carta, con un focus sui pastelli, tecnica prediletta da Pirandello nel secondo dopoguerra, e si sviluppa in due sedi: all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dal 19 dicembre 2025 al 28 febbraio 2026 e a Villa Aurea, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi ad Agrigento dal 20 marzo al 2 giugno 2026.

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Il percorso espositivo romano propone una lettura cronologica e critica dell’intera produzione di Fausto Pirandello, restituendone la complessità e la continua tensione innovativa e, come riportato nel comunicato stampa: “si apre con i lavori degli esordi degli anni Venti, segnati da un crudele e stupefacente realismo, che sembra anticipare, per intensità e taglio visivo, l’impietosa oggettività di Lucian Freud. Seguono le opere del periodo parigino (1928–1930), dove si innestano suggestioni surrealiste e atmosfere enigmatiche e i grandi capolavori degli anni Trenta, con composizioni di forte impianto plastico e drammatico, che collocano Pirandello tra i maggiori interpreti dell’arte europea tra le due guerre (la sua opera ebbe un posto privilegiato in seno alla mostra Realisme al Centre Pompidou nel 1980). L’ultima sala presenta la stagione del dopoguerra, animata da un rinnovamento profondo delle forme e del colore, che ebbe riconoscimenti in Italia e all’estero (in particolare negli Stati Uniti) nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta.

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Nella grande sala del primo piano sarà esposta una selezione di opere su carta, insieme a un solo dipinto, un Autoritratto: un nucleo di opere che rivela il laboratorio intimo dell’artista, il suo incessante lavoro sulla forma, la sua visione oggettiva e insieme drammatica della realtà.

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Durante l’orario di apertura della mostra sarà possibile visitare anche la Galleria accademica, che custodisce capolavori, tra gli altri, di Gianlorenzo Bernini, Antonio Canova, Francesco Hayez, Peter Paul Rubens e Raffaello Sanzio.

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Per la prima volta sarà inoltre aperta al pubblico la nuova sala dedicata alla prestigiosa donazione Gian Enzo Sperone che riunisce 33 opere d’arte firmate da alcuni tra i più significativi protagonisti del Sei-Settecento, dei primi del Novecento e della contemporaneità, tra cui Vincenzo Camuccini, il Guercino, Anton Raphael Mengs, Filippo de Pisis e Giulio Paolini”.

Roma –  Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma fino al 28 febbraio 2026 con Orari: dal martedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) | sabato, dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) |chiuso la domenica e il lunedì. Chiuso 24, 25, 26, 31 dicembre 2025, 1° e 6 gennaio 2026, Ingresso gratuito.Info: www.accademiasanluca.it; tel. 06 6798848-06 6798850 selezionando l’interno della portineria Facebook:@accademianazionaledisanluca|Instagram: @accademiadisanluca|Threads: @accademianazionaledisanluca

Fare del Bene fa Bene -Nasce il Consorzio della Bella Gente – La bellezza, quando è condivisa diventa grande comunità

Redazione

Un adagio vuole che a Natale ci sentiamo tutti più buoni, Il 10 dicembre 2025, alle ore 10, la Camera dei Deputati ospiterà nella Sala Matteotti la giornata costituente del Consorzio della Bella Gente, un’iniziativa promossa dall’Associazione Una Nuova Agorà che punta a riportare al centro della vita pubblica e privata quei valori semplici, ma decisivi, che dovrebbero guidare ogni comunità: la solidarietà, l’onestà, la responsabilità sociale, la cura dell’altro e la capacità di riconoscere la bellezza come fondamento di convivenza e di crescita. È una risposta a un tempo che corre veloce, spesso distratto, come emerge chiaramente anche dal concept ufficiale dell’evento, dove si afferma che oggi, in un’epoca segnata da indifferenza e smarrimento, esistono ancora valori immutabili capaci di orientare le persone verso un futuro migliore.

La mattinata si aprirà con i saluti di Luca Russo, responsabile della comunicazione di Una Nuova Agorà, affiancato dalla presentatrice Laura Freddi, che accoglieranno i partecipanti prima di lasciare spazio agli interventi. L’On. Maria Grazia Brandara, Presidente nazionale dell’associazione, illustrerà le ragioni che hanno portato alla nascita del Consorzio della Bella Gente, un progetto che vuole mettere insieme imprenditori, professionisti, personalità del mondo culturale e sociale, realtà no profit e figure impegnate quotidianamente a servizio degli altri. Sarà poi Mariella Lo Bello, del Direttivo di Una Nuova Agorà, a presentare ufficialmente la Carta dei Valori, il documento fondativo del Consorzio, che definisce l’identità e il cammino di questa nuova comunità nel segno della bontà, dell’onestà, della trasparenza, della bellezza e della responsabilità sociale, come contenuto nelle pagine centrali della Carta stessa.

Seguirà un intervento dedicato al significato della bellezza quando diventa bene condiviso, affidato a Enza Clementi, mentre Monsignor Vincenzo Paglia offrirà una riflessione che riprende il cuore dell’iniziativa: fare del bene fa bene, sempre, e la comunità cresce solo quando si nutre di gesti concreti, non di dichiarazioni. Al termine degli interventi istituzionali sarà firmata la Carta dei Valori e verranno ufficialmente riconosciute le Personalità della Bella Gente, donne e uomini che, con il loro lavoro e la loro dedizione, testimoniano ogni giorno cosa significhi contribuire al bene comune. La consegna delle pergamene sarà curata dall’On. Brandara.

Il Consorzio della Bella Gente nasce per creare una rete che unisce e valorizza chi si impegna nella propria professione, nella propria comunità o nella propria attività culturale con spirito costruttivo e senso di responsabilità. La Carta dei Valori, che rappresenta il cuore dell’iniziativa, mette insieme i principi che dovrebbero guidare ogni società: l’umanità, la bontà, l’onestà, la trasparenza, la solidarietà attiva, il riconoscimento della diversità come ricchezza, la bellezza intesa non solo come estetica ma come modo di stare nel mondo, la sostenibilità, la responsabilità sociale, il coraggio e la perseveranza. È un impegno comune, un patto morale che chi aderisce sceglie di rispettare per contribuire a un futuro più giusto e più vivibile per tutti.

Il messaggio centrale dell’iniziativa, “La bellezza, quando è condivisa, diventa grande comunità”, racchiude l’essenza del progetto: la convinzione che il bene, quando si fa insieme, genera più bene; che la bellezza, quando non resta privilegio di pochi, diventa forza sociale; e che le comunità si costruiscono con gesti concreti, non con slogan. È da qui che il Consorzio della Bella Gente intende partire per costruire un percorso nuovo, capace di unire persone diverse ma animate dallo stesso desiderio: contribuire, nel proprio ruolo, a rendere migliore il Paese.

Roma e il meglio del Lazio nella guida 2026 del Gambero Rosso

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Indirizzi e storie che raccontano una città e una regione al centro di uno dei maggiori distretti di flussi turistici mondiali. Quasi 1100 i locali (120 le novità), come affermato in conferenza stampa di presentazione, sono stati inseriti nell’edizione 2026 della guida Roma e il meglio del Lazio di Gambero Rosso. Con l’occasione, seguendo i criteri già adottati nelle precedenti edizioni e dopo una selezione rigorosa, sono stati premiati  ristoranti e trattorie, bistrot e pizzerie, wine bar, insieme a “insegne di tradizioni creative e di cucina internazionale, ma anche luoghi del mangiare che non rientrano nei tradizionali binari della ristorazione e propongono formule smart, inconsuete, originali per ambiente, orari e proposta gastronomica, siano essi street food, botteghe con cucina, bakery, chioschi a cui si aggiunge un elenco di negozi e botteghe del gusto di ogni genere”.

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                                                          Premiazione del Wine Bar Trimani di Roma

Da comunicato stampa: “Sono i molti volti di una città grande, con molte contraddizioni in cui però abbiamo visto e vediamo emergere insegne che meritano di essere portabandiera del buono e del bello di questa città. Lo vediamo nell’alta cucina come nelle formule più casual e anche nella neonata categoria degli agriturismi che offre un’ospitalità a tutto tondo”.

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                                              Premio Speciale “Novità dell’anno” a “Tante Care Cose” di Roma

Al vertice degli oltre mille indirizzi riportati in guida troviamo i locali segnalati con: Tre forchette – ristoranti; Tre gamberi – trattorie; Tre Mappamondi – cucine da tutto il mondo.

Questa edizione 2026 della guida Roma e il meglio del Lazio di Gambero Rosso segnala come degni di attenzione – da comunicato stampa -: “l’ingresso di un nuovo Tre Forchette, ed è un locale che sa distinguersi in un quartiere preda di un afflusso turistico talvolta soffocante con conseguente offerta limata verso il basso. Zia è l’espressione dello chef Antonio Ziantoni che è anche patron, insieme a Ida Proietti. di questo posto che non ha bruciato le tappe ma è cresciuto consolidando ogni passo con saggezza e maturità e che oggi vanta una continuità davvero rara.

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                                                             Premiazione della Trattoria del Cimino 1895

Due locali entrano invece nel novero dei Tre Gamberi, uno è Santo Palato che nel cambio di sede ha saputo fare un salto in avanti per ambiente, cucina, cantina interpretando con intelligenza una nuova idea di trattoria, l’altro è un’insegna che porta magnificamente i suoi anni, trovando nelle rughe un’espressione intensa del territorio. Parliamo della Trattoria del Cimino dal 1895. Salutiamo con piacere anche un nuovo ingresso tra i migliori ristoranti di cucina internazionale ed è Nomisan, izakaya di Mezzocammino, a conferma che le strade per la buona cucina sono tante e differenti e spesso toccano aree decentrate.

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                                                   Premiazione della Izakaya “Nomisa” di Mezzocamino – Roma – 

Sono decentrate anche due delle migliori aperture dell’anno ed entrambe vanno ad alimentare dei distretti gastronomici grazie al lavoro di professionisti di lungo corso. Uno è Ippolito di Luca Pezzetta, in quella strada delle meraviglie che è via di Torre Clementina di Fiumicino (dove lo scorso anno premiavamo Mare), l’altro Al Madrigale di Tivoli (che inaspettatamente scopre un’anima gourmet), frutto del lavoro di un team ben rodato: Benito Cascone/Daniele Lippi che hanno affidato a Gian Marco Bianchi le redini di questa nuova cucina rurale. E Roma? Ci sono belle novità anche nella Capitale, ma sfuggono ai canoni ristorativi tradizionali: ci sono Tante Care Cose, che incarna alla perfezione un moto di decrescita felice, e Shell Libreria Bistrot, ibrido che convince sotto ogni aspetto”.

Guida Roma e il meglio del Lazio 2026 del Gambero Rosso – pagine 455 costo €.9,90 in libreria e tramite sito web

Tarquinia candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028: una sfida in sinergia con 25 città del territorio per un prestigioso riconoscimento

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

 

“Non so dove i gabbiani abbiano il nido

ove trovino pace,

io son come loro

in perpetuo volo” (Vincenzo Cardarelli – poeta originario di Tarquinia)

 

Anche le città più piccole debbono pensare in grande.

Come affermato in conferenza stampa tenuta nella prestigiosa sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma questa candidatura nasce da un percorso iniziato nel 2022 grazie alla Destination Management Organization Etruskey, – DMO – che mette in rete istituzioni pubbliche e private impegnate nella valorizzazione del patrimonio etrusco. Negli ultimi anni la DMO ha costruito una struttura stabile e operativa, concentrata sullo sviluppo sostenibile del territorio.

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Accanto al Comune capofila di Tarquinia partecipano i Comuni di Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa. La grande partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nasce da un coinvolgimento di tutto il territorio.

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Come ha sottolineato il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti, la forza della candidatura risiede nella governance già attiva e nella collaborazione tra enti locali. Alla presentazione hanno partecipato anche rappresentanti del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, del Museo Nazionale di Villa Giulia e altri soggetti istituzionali, a conferma del sostegno al progetto, depositato al Ministero della Cultura lo scorso 25 settembre.

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Le molteplici iniziative incluse nel programma sono tutte rivolte alla valorizzazione di un territorio dove la cultura si esprime in svariate forme incluse le attività artigianali – lavorazione del cuoio – e dell’enogastronomia – carciofo romanesco, conosciuto come “mammola”, coltivato già in epoca etrusca come ci riferisce lo storico Teofrasto e immortalato in varie pitture nella necropoli di Tarquinia.

Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria – Roma EUR – Nuvola di Fuksas – dal 4 all’8 dicembre 2025

Maria Eleonora Lizzi – Foto Donatello Urbani

Cinque giorni dedicati ai libri e alla lettura per un evento che coinvolgerà 569 editori da tutta Italia, con 700 appuntamenti e scrittori e scrittrici da tutto il mondo per un evento che vuole aprire le porte a tutte e tutti gli amanti dei libri, ai lettori forti così come a quelli occasionali: per questo il costo del biglietto di ingresso sarà di 10 euro e sarà attiva la “Tariffa Family” per le famiglie, che consentirà al secondo figlio di entrare gratuitamente in fiera.

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Tema di questa edizione 2025 è “Ragioni e sentimenti”, un modo per celebrare il 250° anniversario della nascita di Jane Austen con un riferimento esplicito al romanzo che ha aperto la strada alla narrativa moderna. Caratterizzeranno questi cinque giorni una serie di eventi, spettacoli teatrali ed incontri con personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione che si alterneranno sul palco da Jovanotti ad Alessandro Barbero ci porterà dentro le tante versioni della vita di San Francesco d’Assisi, al giornalista Marco Travaglio che tratterà la tensione contemporanea tra guerra, pace e trasformazioni globali. In un periodo di stravolgimenti politici internazionali e di tensioni globali, la piccola e media editoria conferma la propria vocazione a riflettere sul presente, a farsi luogo di incontro e di confronto su temi complessi come guerre e conflitti. Più libri più liberi vuole ricordare i personaggi che hanno animato con coraggio il dibattito pubblico e dato un contributo essenziale alla cultura del nostro Paese. Uno tra tutti, Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Tra riflessioni, memorie e nuove visioni, la fiera accenderà i riflettori sui grandi temi del nostro tempo attraverso tante novità della saggistica. Dalla letteratura alla poesia, dal cinema alla musica, con un viaggio nelle idee che illuminano il presente attraverso le voci dei maggiori esperti italiani.

Quest’anno Più Libri TV sarà accessibile gratuitamente e permetterà al pubblico di seguire in diretta o on demand gli eventi principali della fiera. La manifestazione sarà online anche attraverso il sito www.plpl.it e i canali social ufficiali, con video, approfondimenti e contenuti extra. Dal 17 novembre sarà inoltre disponibile la nuova app di Più libri più liberi per dispositivi iOS e Android, aggiornata con funzionalità che consentono ai visitatori di pianificare la propria esperienza in fiera: consultare la mappa, individuare gli editori preferiti e aggiungere al calendario personale gli eventi da non perdere.

L’hashtag ufficiale della manifestazione è #piulibri25. -Per informazioni e dettagli sui singoli eventi: www.plpl.it

 

 

 

Sushi – Presentata a Roma la nuova “Guida Sushi 2026”: terza edizione con 230 indirizzi e oltre 50 novità.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una simpatica pausa di sapore orientale ha accompagnato la presentazione a Palazzo Brancaccio –  Roma – della nuova Guida Sushi 2026 con a Napoli  la Novità dell’Anno e a Roma e Milano (che si conferma la città più premiata) gli esercizi promotori del sake. Di notevole importanza  è l’aumento del numero dei premiati con le Tre Bacchette (42), oltre i  4  premi speciali e la nuova sezione dedicata a take away (a portar via), botteghe specializzate e izakaya (locali informali).

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Come affermato in conferenza stampa si è consolidato filo rosso che unisce la cucina italiana a quella nipponica: l’amore per la materia prima, il rispetto per l’ingrediente e la ricerca costante per esaltarne le peculiarità. La passione degli italiani per la tradizione gastronomica giapponese è evidente in tutta la Penisola, con il fiorire dei banchi dedicati all’omakase, la crescita costante degli eleganti locali di fine dining, il boom delle izakaya e un’attenzione sempre maggiore nei confronti del sake e della mixology del Sol Levante.

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Gli esercizi recensiti in questa terza edizione della Guida Sushi Gambero Rosso, come riportato nel comunicato stampa: “….sono stati 230, in netto aumento rispetto allo scorso anno. Si arricchisce anche la rosa dei premiati con le Tre Bacchette – massimo rating in termini di eccellenza – che passano a 42, con 11 nuovi ingressi distribuiti lungo tutto il territorio. Quattro i Premi Speciali: novità dell’anno (Ruri Kaiseki a Napoli), valorizzazione del sake (Iyo Omakase a Milano ed Enosake a Roma), miglior carta dei vini (Uni Restaurant a Cervia) e miglior proposta di bere miscelato (Sentaku Izakaya a Bologna). Novità assoluta di questa edizione è l’appendice dedicata non solo ai migliori take-away, ma anche alle botteghe specializzate e gli izakaya, per chi cerca un tipo di esperienza autentica e informale, senza rinunciare alla qualità…..”

Guida Sushi 2026 – Edizioni Gambero Rosso – pagine 187 costo €.9,90 – in libreria e sul sito gamberorosso.it

Giornata Mondiale del Diabete -L’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta ha presentato il convegno: “Diabete 2025: Innovazione, integrazione, nuovi orizzonti di prevenzione e cura”

Redazione

L’incontro tenuto nella prestigiosa sede romana – Piazza del Grillo –  del Sovrano Militare Ordine di Malta ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti del mondo clinico e accademico, società scientifiche, industria e associazioni di pazienti per affrontare in una sinergia comune le sfide future della gestione del diabete e delle malattie metaboliche, dove innovazione e prossimità diventano leve fondamentali per migliorare la qualità della cura e la sostenibilità del sistema.

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Significativo in proposito l’intervento Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute: “Il farmaco deve raggiungere il cittadino, non il contrario” rilanciando la sanità di prossimità: “Cure più vicine, meno burocrazia e più prevenzione per rendere sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale”.

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Ad aprire il convegno sono stati Antonio Aurigemma – Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e Paolo Trancassini – Questore della Camera dei Deputati. A seguire gli interventi di varie personalità’. Da comunicato stampa: “ Sottolinea Edoardo Bellomo, direttore generale delle strutture sanitarie dell’Ordine di Malta in Italia: “Negli ultimi anni l’Associazione ha sviluppato progetti innovativi che uniscono telemonitoraggio, infusori di nuova generazione e dispositivi digitali per seguire i pazienti a distanza, migliorando il controllo glicemico e riducendo accessi impropri alle strutture sanitarie. Al tempo stesso, ha avviato un percorso unico in Italia in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù per accompagnare i giovani con diabete nel delicato passaggio all’età adulta, garantendo continuità terapeutica e supporto personalizzato. Grande attenzione è riservata anche alla prevenzione su larga scala, con screening territoriali e campagne di sensibilizzazione, in particolare sulle correlazioni tra diabete, oncologia ed epatopatie.

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Questa visione va di pari passo con un cambiamento organizzativo più ampio. L’Ordine di Malta sta infatti costruendo nuove reti territoriali integrate, capaci di armonizzare l’offerta plurispecialistica e garantire percorsi personalizzati e replicabili in tutta Italia, riducendo l’abbandono delle cure e le disuguaglianze di accesso. «Crediamo nella medicina personalizzata: trattare il paziente quando è ancora in fase preclinica è l’obiettivo ideale – aggiunge Bellomo –. Solo unendo le forze è possibile organizzare screening su vasta scala, raggiungere centinaia di migliaia di persone e fare davvero la differenza per il Servizio Sanitario Nazionale».

Con oltre 1,5 milioni di prestazioni sanitarie erogate ogni anno e un piano di sviluppo 2025-2029 che punta a rafforzare tecnologie, unità operative e centri ambulatoriali, l’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta conferma così il proprio ruolo di laboratorio di innovazione sanitaria e presidio per la salute pubblica.”

 

“Le ferrovie d’Italia (1861-2025) – Dall’unità nazionale alle sfide del futuro” in mostra a Roma fino all’11 gennaio 2026 nel complesso del Vittoriano, Sala Zanardelli – Palazzo Venezia, Giardino grande

Redazione – Foto Donatello Urbani

Da comunicato stampa: “…. Un viaggio lungo oltre un secolo e mezzo, tra binari e trasformazioni sociali, artistiche e culturali, innovazioni tecnologiche e grandi sfide del Paese: è questo il racconto al centro della mostra Le ferrovie d’Italia (1861-2025). Dall’unità nazionale alle sfide del futuro, promossa e organizzata da VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane…..

Il Vittoriano, concepito nel 1878, all’indomani della scomparsa di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, e cuore simbolico della Nazione, costituisce il luogo ideale per accogliere la visione di Cavour e tradurla in un racconto espositivo. Gestito dal VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, istituto autonomo del Ministero della Cultura, il Vittoriano è luogo di arte, di memoria e insieme uno spazio vivo, dove riflettere sul processo risorgimentale e sui valori fondativi della Nazione: libertà della patria e unità dei cittadini, ora in un contesto democratico ed europeo.

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                                                       Angelo Morbelli: “Alla stazione centrale ” (Milano) – 1887 – Olio su tela

L’iniziativa s’inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905. Da allora, le Ferrovie dello Stato hanno accompagnato ogni fase cruciale della storia italiana, dalla ricostruzione postbellica al boom economico, fino all’Alta Velocità e alla transizione digitale di oggi.

La storia dell’unità nazionale e la storia delle ferrovie risultano pressoché inseparabili: i binari hanno reso concreta la geografia politica italiana, collegando territori divisi da secoli, favorito scambi economici e culturali, ridotto distanze, creato opportunità di lavoro e di mobilità sociale. I treni e le stazioni hanno anche contribuito a plasmare una nuova identità collettiva, fatta di viaggi, incontri, pendolarismi, emigrazioni, ritorni. In questo processo ormai ultrasecolare, le ferrovie sono state fonte d’ispirazione per letterati e artisti, diventando metafora potente della modernità, della velocità e del progresso, talvolta anche delle loro innegabili contraddizioni.

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La storia delle ferrovie italiane si articola in quattro sezioni cronologiche, una sezione immersiva e infine una sezione didattico-dimostrativa. La prima sezione, dal 1861 al 1904, racconta la difficile trasformazione delle prime reti regionali in un sistema effettivamente nazionale. La seconda sezione, dal 1905 al 1944, affronta l’età della gestione statale, con la fondazione di FS, delle innovazioni tecniche, dell’uso politico e militare della ferrovia, fino al regime fascista e alla Seconda guerra mondiale. La terza sezione, dal 1945 al 1984, vede al centro la ricostruzione postbellica, il boom economico e il ruolo dei treni nelle grandi migrazioni interne e nel pendolarismo quotidiano. La quarta sezione, dal 1985 a oggi, verte sull’Alta Velocità, la digitalizzazione e le sfide della sostenibilità, aprendo uno sguardo al futuro. La sezione immersiva, posta sempre nella Sala Zanardelli, consente attraverso la più avanzata tecnologia digitale di fruire del racconto anche in termini emotivi e multisensoriali. La sezione didattico-dimostrativa si trova nel Giardino grande di Palazzo Venezia: due monumentali riproduzioni in scala permettono di apprezzare le qualità estetiche del “Settebello” e dell’“Arlecchino”, icone del design italiano del dopoguerra.

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La mostra, che parte da un impianto storico rigoroso, affronta il tema con un accentuato carattere interdisciplinare. Quattro in ogni sezione gli assi principali di lettura, che si concretizzano in altrettanti pannelli informativi. Questi assi mettono in luce l’impatto delle ferrovie e, insieme, la loro capacità di trasformazione. Oltre che mezzo di trasporto, il treno era ed è un dispositivo capace di mutare la percezione del tempo, ridefinire il concetto di distanza e ispirare nuove visioni del lavoro, dell’identità e della comunità.

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Per tutta la durata dell’esposizione il team didattico del VIVE propone un ricco programma di attività rivolte a bambini, famiglie, utenti con esigenze specifiche scuole di ogni ordine e grado.”

Per maggiori informazioni: https://vive.cultura.gov.it/it – Orari Dalle ore 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.45 – Biglietti https://vive.midaticket.com/categoria/mostra-le-ferrovie-ditalia-1861-2025/

 

Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro – Presentata a Roma a cura di Confeuro un’indagine – “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro” – sulla professione dell’agricoltore oggi

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Colui che piante degli alberi ama gli altri oltre se stesso –  “Thomas Fuller”

 

La coltivazione della terra offre un futuro ad un giovane under 35 che vuole intraprendere la professione di agricoltore? Vivere in campagna è qualcosa che fa bene alla mente, senza agricoltura e allevamento non ci sarebbe la vita, ne l’uomo sulla terra.

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Da comunicato stampa: “Nel mese di settembre 2025, Istituto Piepoli ha realizzato per Confeuro – la Confederazione Agricoltori Europei, presieduta da Andrea Tiso – un’indagine sui giovani italiani volta a comprendere le loro opinioni sull’alimentazione e la loro percezione del futuro dell’agricoltura e del cibo artificiale. L’indagine in particolare ha coinvolto 500 giovani tra i 18 e i 35 anni, con quote proporzionali per genere, fasce d’età, grandi ripartizioni geografiche e ampiezza del comune di residenza. Il Report Confeuro/ Piepoli è stato presentato mercoledì 5 novembre al Momec, a Roma, alla presenza di autorità istituzionali ed esponenti del settore primario”.

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Questa indagine ha riservato una particolare attenzione all’importanza del cibo, della sua provenienza e della buona qualità – 9 giovani su 10 affermano infatti di fare la spesa personalmente o di cercare, in ogni caso, di mangiare bene – focalizzandosi sui “nuovel food” e cibi artificiali.

Inoltre “Sostenere i giovani in agricoltura significa sostenere il futuro del Paese. Per farlo, occorre agire subito, abbattendo le barriere economiche, burocratiche e culturali che oggi impediscono a migliaia di ragazzi e ragazze di trasformare una vocazione in un’impresa”. (Da indagine Confeuro a cura dell’Istituto Piepoli)

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Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei commenta così i dati: “L’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro mette in luce un dato fondamentale: i giovani italiani sono tutt’altro che disinteressati ai temi dell’alimentazione, agricoltura e futuro del cibo. Al contrario, mostrano sensibilità spiccata, forte consapevolezza culturale e capacità di valutazione matura, che non si limita a semplici scelte di consumo, ma si estende a una visione complessiva del rapporto tra uomo, natura, cibo e società. Confeuro ritiene che il quadro emerso dall’indagine dunque rappresenti un importante segnale di fiducia nel futuro dell’agricoltura italiana. La consapevolezza dei giovani, la loro sensibilità verso la qualità, il rispetto per il lavoro agricolo e l’apertura verso l’innovazione delineano un orizzonte fertile per costruire una nuova stagione del settore primario. È ora fondamentale investire nella formazione, nell’accesso alla terra e nelle politiche di incentivo, affinché il potenziale espresso da questo 15% si trasformi in realtà concreta. Solo così si potrà garantire quel ricambio generazionale che oggi è la vera sfida – e la più grande opportunità – per l’agricoltura italiana. E ruolo fondamentale dovranno averlo anche la politica e le istituzioni nella consapevolezza maturata che sostenere i giovani in agricoltura significa sostenere il futuro del Paese. Per farlo, occorre agire subito, abbattendo le barriere economiche, burocratiche e culturali che oggi impediscono a migliaia di ragazzi e ragazze di trasformare una vocazione in un’impresa. E serve una strategia nazionale, che non si limiti a misure spot o incentivi temporanei, ma strutturale e di ampio respiro, che riconosca il valore sistemico dell’agricoltura nella transizione ecologica, nella lotta alla crisi climatica, nella sicurezza alimentare, nella rigenerazione dei territori, e nel ricambio generazionale nel mondo del lavoro”.

Infine, sempre a cura del presidente Tiso: “Non dobbiamo arrivare a stringerci nel dolore dei funerali di vittime innocenti, se possiamo stringerci la mano nel siglare accordi che possano impedire le morti sul lavoro”.