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Il Teatro Brancaccio di Roma – Presentata la stagione 2026/2027 ricca di musical, concerti e spettacoli di prosa, con appuntamenti imperdibili da ottobre 2026 a maggio 2027.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Cerchiamo di essere costruttori di emozioni mediando tra i vari generi”.  (Alessandro Longobardi – Direttore artistico del Teatro Brancaccio di Roma).

Un cartellone di tutto rispetto in perfetta linea con i festeggiamenti del 90^ compleanno. Correva l’anno 1936 quando il nonno dell’attuale Direttore artistico Alessandro Longobardi battezza da Morgana il corrente Teatro Brancaccio.

La prossima stagione, come scrive Alessandro Longobardi nel comunicato stampa: “mantiene costante la sua linea editoriale che tiene conto, sia del numero dei posti in sala, che del valore condiviso che esalta il teatro popolare nella sua accezione più nobile, per accogliere tutti ed incrementare il pubblico teatrale attraverso un percorso che si snoda tra i vari generi come la commedia musicale, la prosa, il musical, la danza, i concerti, i grandi mattatori, le irriverenti stand up comedy. Le inchieste dal vivo. Godetevi la magia dello spettacolo dal vivo”.

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Da tenere presente che gli spettacoli di seguito riportati non completano l’intera programmazione in quanto una parte di questi è al momento in corso di definizione e quanto prima verranno pubblicate note aggiuntive.

Musical e grandi produzioni

  • Il Principe d’Egitto – Il Musical: dal 29 ottobre all’8 novembre 2026, con oltre cinquanta interpreti e orchestra dal vivo, tratto dal celebre film DreamWorks con musiche di Stephen Schwartz. www.romaperte.it.
  • Raffaella – Il Musical: dal 10 al 21 febbraio 2027, omaggio a Raffaella Carrà, Elvis Il Musical: dal 6 all’11 marzo 2027, con Joe Ontario e Michel Orlando nei panni di Elvis giovane e anziano www.romaperte.it.
  • Robin Hood il Musical: dal 16 al 25 marzo 2027, spettacolo adatto a tutta la famiglia con coreografie e musiche dal vivo www.romaperte.it.
  • SpalmAlot: dal 13 al 18 febbraio 2027, musical tratto da “Monty Python e il Sacro Graal” con la partecipazione di Elio www.romaperte.it.
  • Altri musical in programma includono Hairspray: grasso è bello e Cantando sotto la pioggia, con date distribuite tra febbraio e aprile 2027 www.romaperte.it.

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Concerti e spettacoli musicali

  • Deva Premal & Miten – Singing our Prayers: 24 settembre 2026.
  • Roberto Vecchioni – Tra il silenzio e il tuono Tour: 30 settembre 2026.
  • Francesco Renga Live Teatri 2026: 9 ottobre 2026.
  • Mr. Rain – Nei Teatri: 11 ottobre 2026.
  • Benji & Fede – Sempre in due: 13 ottobre 2026.
  • Arisa Live Première: 7 dicembre 2026.
  • Giorgio Montanini – Nuovo spettacolo: 2 maggio 2027.
  • Katia Follesa – No Vabbè Mi Adoro: 14 maggio 2027 teatrobrancaccio.it.

Prosa e spettacoli teatrali

Il cartellone include anche spettacoli di prosa e reading, come:

  • Giuseppe Giacobazzi – Io ci sarò: dal 26 marzo 2027.
  • Real Illusion – Gaetano Triggiano: dal 27 al 29 marzo 2027.
  • Andrea Pucci – In… Tolleranza Zero: 6 aprile 2027.
  • Angela Finocchiaro e Laura Curino – Calendar Girls: dal 12 al 15 aprile 2027 www.romaperte.it.”

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Informazioni pratiche: Indirizzo: Via Merulana 244, 00185 Roma. Biglietteria: aperta dal martedì al sabato 16:00–19:00, domenica un’ora prima dello spettacolo. Prenotazioni online disponibili tramite il sito ufficiale del teatro. Abbonamenti e card: disponibili con opzioni infra-settimanali e weekend, con possibilità di scegliere posti fissi o liberi e combinazioni di spettacoli tra gruppi verdi e blu circoloroma.unicredit.it. Posti e prezzi: platea, balconata, II balconata e galleria, con tariffe intere e ridotte, e sconti per prenotazioni entro il 30 maggio 2026 circoloroma.unicredit.it.
La stagione 2026/2027 del Teatro Brancaccio offre quindi un mix di musical internazionali, produzioni italiane, concerti e spettacoli di prosa, adatti a tutti i gusti e fasce d’età, confermandosi uno dei punti di riferimento culturali più importanti di Roma. Sito web per maggiori informazioni www.romaperte.it.

Buon teatro e tutti

 

 

 

“Lazio Danza e Teatro” – Progetto per la valorizzazione, la formazione e la professionalizzazione dei giovani talenti del territorio nei settori della danza classica, della danza contemporanea e del teatro, promosso dalla Regione Lazio e realizzato attraverso Lazio Innova

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

L’iniziativa presentata lo scorso 4 giugno al Teatro dell’Opera di Roma, come affermato dall’Assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre: “rappresenta un intervento strategico in grado di coniugare cultura e politiche giovanili, concepito per selezionare e accompagnare giovani ballerini, performer e attori di età compresa tra i 14 e i 35 anni in un percorso strutturato di crescita artistica e professionale, dalla scoperta del talento fino all’esperienza diretta del palcoscenico e al confronto con i principali contesti nazionali e internazionali”.

Da comunicato stampa: “Il programma si articola in tre call:

  • Danza classica (10 ballerini): curata dal Teatro dell’Opera di Roma, prevede una masterclass di 6 giorni diretta da Eleonora Abbagnato, un periodo di formazione di 5 giorni presso l’Hong Kong Ballet e una residenza artistica di perfezionamento di 6 giorni;
  • Danza contemporanea (1 coreografo e 19 danzatori): a cura della Fondazione Romaeuropa, include un percorso di mentoring di 3 settimane in collaborazione con la Peparini Academy e una residenza formativa di 6 giorni a Londra, presso lo Studio Wayne McGregor;
  • Teatro (1 regista e 9 interpreti/performer): prevede una residenza formativa e un percorso di mentoring di 2 settimane con la Fondazione Romaeuropa con la guida della regista Fabiana Iacozzilli, una masterclass di 6 giorni sul teatro di prosa e musicale con la direzione artistica di Serena Autieri, una masterclass con 2 appuntamenti tenuta da Daniele Cipriani, impresario e produttore nonché direttore artistico del Festival dei Due Mondi e uno stage formativo a Spoleto nel dietro le quinte del Festival, ove sperimentare i diversi linguaggi artistici dello spettacolo dal vivo.

Dopo una prima fase di scouting e costruzione di una rete di partnership con accademie, teatri, festival, compagnie di prestigio in Italia e all’estero e artisti di fama internazionale, finalizzata ad attivare collaborazioni e scambi di alto livello, si è conclusa con successo la fase di selezione dei giovani talenti.

Le audizioni e i provini per danza classica e contemporanea, insieme alle selezioni per il teatro, hanno coinvolto numerosi candidati e confermato l’elevato livello qualitativo dei partecipanti. Le selezioni, condotte da comitati tecnici e artistici composti da professionisti ed esperti del settore, hanno portato all’individuazione dei giovani più meritevoli sulla base di rigorosi criteri tecnici, espressivi e interpretativi.

I giovani selezionati accedono ora a percorsi formativi d’eccellenza che includono, per la danza, masterclass e training intensivi anche in ambito internazionale con étoile, coreografi, maestri e produttori di fama mondiale, favorendo l’incontro tra culture e linguaggi artistici differenti; e, per il teatro, residenze ed esperienze formative oltre a masterclass in Italia con grandi nomi dello spettacolo volte a rafforzare le capacità interpretative degli attori e le competenze direzionali del regista.

Elemento centrale del programma è rappresentato dalle esperienze artistiche e formative all’estero e dagli scambi internazionali, che consentono ai partecipanti di confrontarsi con modelli formativi avanzati, ampliare il proprio orizzonte professionale e costruire reti di relazioni fondamentali per lo sviluppo della carriera, rafforzando al contempo il ruolo del Lazio nel dialogo culturale internazionale.

Il percorso si completa con la realizzazione di eventi e spettacoli finali, che vedranno i giovani protagonisti calcare palcoscenici di prestigio con spettacoli di danza classica, contemporanea e teatrali inseriti in festival e rassegne di rilievo nazionale e internazionale quali il Romaeuropa Festival, offrendo concrete opportunità di visibilità davanti a operatori, istituzioni e stakeholder”. Dall’8 settembre al 15 novembre 2026  dove la cultura s’incontra insieme alla tradizione e all’innovazione. Per saperne di piu’ Romaeuropa.net

 

 

 

Festival Collega-Menti – IV edizione dal 2 al 4 ottobre 2026 – Udine, Gorizia, Pordenone, Gemona – a cura dell’Università di Udine. Lo stress da lavoro e la trappola digitale: alla ricerca dell’equilibrio perduto.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“E’ fantasia dei friulani che la loro terra, con le montagne della Carnia, le colline dell’udinese, la pianura, i paesaggi lagunari, lungo la costa, le diverse razze (etnie) e i colori vivaci di un tempo più antico del nostro sia per sé stessa un universo nella sua varietà”. Scriveva Guido Piovene nel 1957 nel suo “Viaggio in Italia”

Da comunicato stampa: “Ogni società si distingue per la sua intelligenza collettiva e per la capacità di progettare il proprio futuro: una sfida continua che richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità da parte di tutti. Collega-menti propone una lettura della realtà incrociando saperi e discipline, prospettive e punti di vista diversi, chiamando la scienza a confrontarsi con un presente in continuo movimento e in continua trasformazione. E le chiede di farlo in modo chiaro, aperto e trasparente, perché la scienza o è di tutti o non è. Da un’idea di Multiverso. Comitato di coordinamento: Monica Anese, Andrea Lucatello, Laura Morandini, Maria Cristina Nicoli, Elisabetta Scarton, Norma Zamparo.

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L’equilibrio non è uno stato statico ma il risultato di una conquista quotidiana e faticosa, costantemente messo sotto pressione. Questo non vale solo per l’uomo, ma per tutto ciò che lo circonda: “sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta” spiega la giornalista e divulgatrice Barbara Gallavotti nella sua veste di direttrice scientifica del Festival Collega-Menti che si svolgerà a Udine, Gemona, Pordenone e Gorizia dal 2 al 4 ottobre prossimi. “Lo sanno bene medici e biologi, che puntano i riflettori sull’equilibrio ormonale, su quello tra attività fisica e sedentaria, fra sonno e veglia, nell’alimentazione e in molto altro. Gli ecologi ci dicono che un ecosistema è sano quando le specie che lo abitano sono in equilibrio tra loro, cosi come devono essere in equilibrio molti fattori perché il pianeta sia accogliente per tutti i viventi che lo abitano.

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Il Friuli Venezia Giulia, un viaggio nella bellezza da tanti punti di vista, per scoprire un mondo di prospettive, sguardi e approfondimenti dalla scienza all’antropologia all’ambiente e alla tecnologia, una creatività interna unica di idee, sorprese, talento.” Mandi…Mandi .

Per saperne di più http:// qui.uniud.it – www.festivalcollega-menti

 

“Happy Stecco” – 28 maggio 2026 – nascita degli Stati Generali del Gelato Confezionato. Il dolce sinonimo di festa, spensieratezza e allegria diventa questa volta il festeggiato.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Circa sessanta anni fa, estate 1948, grazie ad Angelo Motta, nasceva il primo gelato su stecco al fiordilatte. un punto d’incontro tra tradizione e innovazione. Da comunicato stampa: …..“ capostipite di una vastissima gamma di variazioni sul tema che hanno trasformato il dolce freddo simbolo del caldo e dell’estate in un piacere-alimento accessibile a tutti e da consumare tutti i giorni e in ogni momento della giornata. Un prodotto alla portata di tutte le tasche che portava con sé il sapore di uno stile di vita nuovo, evocato dall’ice-cream americano che all’epoca significava benessere e ricchezza economica. Dopo Motta è la volta dei vari Sammontana, Sanson, Tanara, Soave, Algida, Chiavacci, Eldorado, Alemagna e Tre Marie… Complice l’ingresso del frigorifero nei bar e nei caffè, in molti intuiscono le potenzialità di questo nuovo mercato dando vita a storie esemplari nel panorama industriale italiano”.

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La conferenza stampa tenuta lo scorso 28 maggio ha segnato la nascita degli stati generali del gelato confezionato. Da comunicato stampa: …..“Il gelato confezionato italiano ha da oggi il suo appuntamento annuale di riferimento e una giornata nazionale dedicata. In occasione dell’evento organizzato a Roma dall’Istituto del Gelato Italiano (IGI), presso Spazio Esposizioni, prendono ufficialmente il via gli Stati Generali del Gelato Confezionato, il primo forum nazionale pensato per riunire aziende, esperti, nutrizionisti, giornalisti e stakeholder del comparto.

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Nel corso della mattinata, oltre all’analisi degli ultimi dati di settore, le principali tendenze di consumo, le proprietà nutrizionali e le novità per la stagione estiva alle porte, l’IGI annuncia l’istituzione dell’Happy Stecco Day, la Giornata Nazionale del Gelato Confezionato, che sarà celebrata ogni anno per valorizzare un prodotto che accompagna da generazioni gli italiani nei momenti di convivialità o di relax in solitaria e che rappresenta oggi un settore dinamico, innovativo e sempre più attento alla sostenibilità.

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Happy Stecco Day: una giornata per celebrare il gelato confezionato

Con l’istituzione dell’Happy Stecco Day, il gelato confezionato vanterà una sua giornata dedicata, in qualità di prodotto iconico, capace di unire gusto, innovazione e socialità.

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Dallo stecco ai coni, dalle coppette ai sandwich gelato, il comparto rappresenta una parte importante della cultura alimentare italiana e continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, con proposte sempre più varie, attente agli ingredienti e alla sostenibilità degli imballaggi e dei processi produttivi.

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L’Happy Stecco Day nasce con l’intento di celebrare un alimento radicato nella memoria di grandi e piccoli, che profuma di mare e di giornate all’aperto, ma evoca anche la sensazione di benessere legata a un pomeriggio d’inverno sul divano, davanti a un film o un buon libro, o la spensieratezza di una serata di chiacchiere e confidenze tra amici”.

Maggiori notizie e informazioni sull’utilizzo del gelato confezionato in ricette gastronomiche sul sito www.istitutodelgelato.it

Matera e la “Festa della Bruna 2026”

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

L’identità di una città riepilogata in una festa. La “Festa della Bruna 2026” ha le sue fondamenta sulla fede religiosa per poi spaziare su tutto quanto rappresenta e si condensa su una città già proclamata capitale della cultura europea. “Un appuntamento di rilievo nazionale per una delle celebrazioni popolari più antiche e identitarie del Mediterraneo. Un momento dal forte valore simbolico e istituzionale che accompagna il cammino verso il 2 luglio, giorno in cui Matera rinnova da 637 anni il proprio legame con Maria SS. della Bruna” nella dichiarazione rilasciata dal presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna Bruno Caiella nel corso della conferenza stampa tenuta alla Cancelleria Vaticana con la presentazione nazionale del programma e alla quale hanno partecipato le maggiori autorità cittadine e della regione.

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Da comunicato stampa: “L’appuntamento romano assume un significato ancora più importante nell’anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e in cui si è ufficialmente aperto il percorso verso la candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Un riconoscimento, quello per la festa, che guarda non soltanto alla continuità storica della celebrazione, ma anche al suo valore culturale, sociale e identitario, capace ancora oggi di coinvolgere un intero popolo attorno ai simboli mariani”.

La Festa della Bruna è la principale ricorrenza religiosa e folkloristica di Matera, celebrata in onore della Madonna della Bruna, patrona della città. Nata nel 1389 a seguito del rinvenimento di una immagine della Vergine Maria dipinta su lastra di rame, annerita nel tempo e da qui il termine la Bruna. La festività mescola fede e antichi riti di ringraziamento, fondendosi con la celebrazione della Visitazione di Maria ad Elisabetta.

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I momenti salienti della celebrazione si susseguono secondo un programma secolare:

  • La Processione dei Pastori: Inizia alle 04:30 del mattino con la celebrazione della messa. Successivamente il quadro in rame raffigurante la Madonna attraversa i rioni antichi, accompagnato dal suono festoso di bande musicali e petardi.
  • La Cavalcata: In mattinata, i “Cavalieri della Bruna”, adornati con armature e mantelli sgargianti, scortano l’Arcivescovo e l’effige di Gesù Bambino dalla Cattedrale fino alla Chiesa parrocchiale del rione Piccianello.
  • Il Carro Trionfale: A Piccianello l’effige della Madonna viene collocata su un monumentale e colorato carro in cartapesta, realizzato in questa occasione dall’artista Francesca Cascione che evidenzia il tema evangelico: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14).
  • Lo “Strazzo” (Assalto al Carro): È il momento più intenso e spettacolare dell’evento. A tarda sera, dopo aver compiuto tre giri cerimoniali in Piazza Duomo, il carro viene letteralmente preso d’assalto e distrutto dalla folla in Piazza Vittorio Veneto. I frammenti del carro in cartapesta vengono contesi e portati a casa come simbolo di buon auspicio per l’anno a venire.

Oltre un mese di celebrazioni tra tradizione, riti popolari e nuove forme di partecipazione con inizio Venerdì 12 Giugno Ore 20.30 presso il Cineteatro “Gerardo Guerrieri” – Piazza Vittorio Veneto – Matera per concludersi il successivo 6 luglio con la processione per il ritorno dell’immagine della Bruna nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Da comunicato stampa: “Il programma 2026 comprenderà oltre un mese di appuntamenti religiosi, culturali e popolari dedicati alla tradizione mariana e alla valorizzazione del patrimonio immateriale legato alla Festa. Accanto ai momenti più solenni della tradizione troveranno spazio anche iniziative rivolte alle nuove generazioni e nuovi strumenti di coinvolgimento della comunità, in un dialogo continuo tra memoria, partecipazione popolare e linguaggi contemporanei. Tra gli appuntamenti in calendario la “Bruna Passion Week”, contenitore culturale dedicato ai più giovani tra podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”. Spazio anche al ritorno del “Fantabruna”, il gioco online ispirato ai protagonisti della festa, e all’avvio dell’app “La mia Bruna”, segno di quanto le nuove generazioni continuino a vivere la Festa in maniera autentica e profondamente identitaria anche attraverso linguaggi contemporanei. Confermata inoltre la rassegna “Storie di donne”, dedicata alle esperienze, al lavoro e alle iniziative delle donne che contribuiscono ogni giorno alla crescita culturale e sociale di Matera, ampliando ulteriormente il significato della Festa come momento collettivo di partecipazione. Nel calendario 2026 anche un percorso dedicato a “Maria, Madre dell’incontro” che attraverso appuntamenti musicali e culturali intende proporre la Festa della Bruna come occasione di dialogo, accoglienza e incontro tra popoli e culture diverse. Tra gli eventi previsti l’esibizione della “Bondeko Chorale”, espressione della comunità congolese, la Festa dei Popoli con la musica dei “Balkan Lab” e il musical “Forza Venite Gente” dedicato alla figura di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario del suo transito”.

Per maggiori informazioni consultare il programma dettagliato, gli orari delle messe e gli eventi collaterali direttamente sul portale ufficiale della Festa della Bruna.

 

Irex Annual Report 2026. – Rinnovabili e accumuli sono la soluzione alla crisi energetica globale nel report 2026 di Althesys (TEHA Group).

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Cosa vuol dire condividere valore?“ Unire innovazione e capacità di sviluppo per anticipare i nuovi trend nel settore per le scelte di consumo.

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Il rapporto IREX di Althesys, svoltosi a Roma lo scorso 19 maggio 2026 nella prestigiosa sede del GSE – Gestore servizi elettrici -, ha evidenziato la tenuta degli investimenti nelle rinnovabili, nel 2025 arrivati a 51 miliardi di euro, seppur in fisiologico rallentamento dopo il picco toccato nell’anno precedente, accompagnati dal boom di quelli nelle batterie utility scale. Oltre il 40% degli investitori sono esteri malgrado l’accettabilità sociale e la burocrazia restino gli ostacoli da superare. Per Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e capo del team di ricerca: “La congiuntura difficile non frena la transizione energetica, che anzi va accelerata. Flessibilità, reti e accumuli saranno sempre più strategici”.

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Sta all’Europa battere un colpo per riportare il clima al centro delle relazioni internazionali, per portare il risultato a dama

Da comunicato stampa: “…in sintesi, il quadro delineato dall’Irex Annual Report 2026, è stato riepilogato nello studio di Althesys (TEHA Group) che, come ogni anno, monitora il settore elettrico, analizzando le strategie, delineando le tendenze future e suggerendo policy. Il report è stato presentato nel corso dell’evento “Liberare l’energia. Rinnovabili, reti, accumuli oltre la crisi globale” alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Gse Vinicio Mosè Vigilante e del direttore di Irena Francesco La Camera”.

Principali temi discussi; da comunicato stampa:

“Le tendenze strategiche: Nel 2025 il mercato italiano delle rinnovabili ha segnato un calo fisiologico dopo il boom del 2024, ma ancora numeri importanti: 1.365 operazioni, 37,1 GW e 51 miliardi di euro.

Le autorizzazioni, avanti piano: Il permitting, nonostante i numerosi interventi normativi, resta un passaggio critico. Nel 2025 sono stati autorizzati 915 impianti per 17,5 GW (+4% sul 2024), mentre i nuovi progetti in iter calano del 31%, soprattutto per eolico onshore e agrivoltaico.

Accettabilità sociale e compensazioni: Oltre alle complessità autorizzative, i progetti sono frenati dall’accettabilità sociale, critica in vari territori. Il coinvolgimento delle comunità e la condivisione di valore a livello locale sono essenziali. Strumenti economici, come le compensazioni, il crowdfunding, la riduzione dei costi dell’energia (anche con un reale trasferimento ai consumatori dei prezzi zonali), sono alcune possibili vie, oltre alle mitigazioni ambientali.

I costi di produzione: L’aumento dei Capex e le difficoltà del permitting sono i fattori che hanno contribuito a rallentare le rinnovabili in Europa nel 2025 (installati 80,2 GW, -2% sul 2024). A dominare sono le aste, mentre cala l’interesse per i PPA.

Sicurezza elettrica: L’evoluzione della struttura industriale del settore, con le possibili dismissioni future di capacità flessibile, metterà a rischio l’adeguatezza del sistema elettrico italiano? Le simulazioni indicano un rischio di uscita dal mercato di 26,3 GW termoelettrici entro il 2030, perché non più economicamente sostenibili, rendendo determinante il capacity market.

Prezzi negativi e rendite di congestione: L’evoluzione industriale, con la crescita delle rinnovabili, e infrastrutturale del settore elettrico sta cambiando anche il funzionamento del mercato, con l’emergere dei prezzi negativi.

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In conclusione, il settore elettrico italiano sta cambiando sempre più rapidamente e la transizione verso le rinnovabili è la via per assicurare competitività e sicurezza in un contesto geopolitico e macroeconomico sempre più incerto e volatile. Il mercato italiano continua ad attrarre investitori, oggi in particolare nelle batterie, ma la sfida è accelerare, non solo mettendo in campo rapidamente strumenti come le aste del Fer-X e Fer-Z, ma migliorando ancora il permitting e l’accettabilità sociale degli impianti. L’adeguatezza del sistema, investendo nelle reti e negli accumuli, resta un elemento chiave per abilitare la trasformazione.

Che cos’è IREX - L’Irex è il think tank italiano di riferimento per l’industria delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica: dal 2008 analizza l’evoluzione dell’industria italiana delle rinnovabili nel contesto internazionale, esaminando le strategie aziendali, individuando i trend dei mercati, valutando le strategie-Paese e formulando proposte ai policy maker. L’osservatorio monitora il settore delle rinnovabili con il proprio Annual Report e realizza l’Indice Irex, che traccia le small-mid cap pure renewable quotate in Borsa. 

 Althesys è una società professionale di TEHA Group specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza. Opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.”

 

Bioviversita’: tema centrale nel Museo Civico di Zoologia di Roma con l’apertura al pubblico due nuovi spazi espositivi dedicati alla biodiversità in collaborazione con Sapienza Università.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Terroir”: amore per il territorio. Così i francesi interpretano la biodiversita’.

Un progetto per la digitalizzazione delle materie scientifiche per un’esperienza sensoriale unica. L’occasione dell’apertura delle nuove sale ha coinciso anche con un vero e proprio lifting  che ha interessato l’intero museo ed in particolare molti reperti già esposti e facenti parte della collezione permanente.

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                            Alcuni reperti di recente opera di restauro e manutenzione

Le due  nuove Sale della Biodiversità sono, come scritto nel comunicato stampa: “ vere e proprie wunderkammer (camera delle meraviglie), dove il visitatore potrà osservare una selezione dell’immenso patrimonio delle collezioni del Museo: si tratta di reperti mai esposti che rappresentano una ricchezza impareggiabile, sia per numero che per biodiversità, delle specie esistenti sulla terra. In cinque grandi vetrine sono allestiti esemplari appartenenti alla collezione malacologica (conchiglie marine), alla collezione ornitologica (uccelli), alla collezione erpetologica (pesci, anfibi e rettili) e a quella teriologica (mammiferi), mentre una parete della sala espone la collezione entomologica (insetti). Pannelli didattici completano l’esposizione.

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Innovativo è poi l’allestimento della nuova sala multimediale interattiva, denominata “Bioverso”, che attraverso proiezioni immersive, sottofondi sonori e paesaggi virtuali, è in grado di proiettare il visitatore in una dimensione sensoriale, cognitiva e dal contenuto emozionale, consentendogli di connettersi e di esplorare virtualmente le collezioni del museo, la loro storia e peculiarità.

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Con le sue importanti collezioni scientifiche e l’intensa attività di ricerca e didattica che svolge, il Museo Civico di Zoologia rappresenta un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità. Termine, quest’ultimo, coniato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, per indicare la natura vivente e la sua diversità a tutti i livelli di organizzazione biologica, dalle molecole agli organismi, fino agli ecosistemi. Conservare la biodiversità del Pianeta, con i circa 1,8 milioni di specie animali attualmente conosciute, significa assicurare la stessa sopravvivenza dell’uomo.

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Le raccolte del Museo, che comprendono circa quattro milioni di esemplari, documentano infatti la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. La diversità nel mondo animale è anche il filo conduttore del percorso espositivo del museo, che attraverso le varie sezioni tematiche che caratterizzano le sue sale, corredate da varie ricostruzioni ambientali e con la possibilità di utilizzare strumenti interattivi, mette in gioco le capacità di osservazione e riflessione del visitatore.

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Il percorso esplora il ruolo della riproduzione sessuale come motore della biodiversità, analizzando gli adattamenti strutturali, fisiologici e comportamentali che permettono alle specie di sopravvivere in ambienti estremi. Si passa poi ad analizzare alcuni ecosistemi, come le barriere coralline, così ricche di diversità, e di come gli ambienti più vicini a noi abbiano sviluppato molte forme di vita. Ed ancora come gli organismi vengono classificati e rappresentati in base a un ordine tassonomico. Approfondisce inoltre l’anatomia scheletrica e le strategie di nutrimento e movimento, sottolineando l’urgenza di conservare le specie più minacciate del pianeta. Del percorso fa parte anche la spettacolare Sala della Balena, situata al piano inferiore dell’edificio, con il grande scheletro di balenottera lungo 16 metri. La sala è utilizzata anche per ospitare mostre temporanee ed eventi.

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                                                 Foto Ufficio stampa Zetema

Breve storia del Museo:

Istituito nel 1932, il Museo Civico di Zoologia è parte integrante del Sistema Musei Civici di Roma Capitale. Ha sede nell’edificio, completato nel 1910, che ospitava il ristorante dell’allora Giardino Zoologico. Il Museo custodisce collezioni di rilievo internazionale, costantemente preservate e arricchite, che rappresentano un patrimonio scientifico in continua evoluzione, reso pubblico e condiviso attraverso un’intensa opera di divulgazione e formazione. Da circa vent’anni, grazie a un dipartimento educativo dedicato, il Museo ha consolidato un legame privilegiato con le scuole, diventando una tappa fondamentale dei loro percorsi didattici. L’offerta culturale, che include mostre temporanee, incontri e presentazioni, è pensata per un pubblico eterogeneo (famiglie, bambini, anziani e persone con disabilità), con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica e sensibilizzare alla tutela della natura”. Un museo da assaporare lentamente per i visitatori da uno a cento anni,

Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18 – 00197 Roma. Informazioni  Tel. 060608 – www. Musei in Comune

 

Festival delle Destinazioni – 1^ Edizione – Nasce il turismo 5.0 –: nuovo hub per la promozione del territorio italiano con l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori del sistema turistico nazionale per adottare un nuovo messaggio “Humanitas”.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Roma , 19 maggio 2026, Nazionale Spazio Eventi,  prima edizione del Festival delle Destinazioni.

Perchè partendo dal micro si arriva al macro. 

Da comunicato stampa: “L’evento, nato dalla visione dell’ideatore Paolo Garlando, marketing e project manager dedito a turismo, sport ed eventi, rappresenta il primo appuntamento internazionale di carattere B2B interamente dedicato alla costruzione e alla promozione dell’identità dei territori italiani attraverso le azioni sinergiche di istituzioni, enti di promozione, DMO e aziende. Ad aprire la riflessione è stato il senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di dialogo tra privati e apparato pubblico. Sul fronte delle misure governative, l’onorevole Gianluca Caramanna, del ministero del Turismo, ha illustrato i provvedimenti più recenti legati al territorio seguita da un’analisi netta sulla gestione dei presentata da Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale. Altrettanto centrale è il ruolo dei grandi eventi regionali nello sviluppo a lungo termine, come evidenziato da Debora Massari, assessore al turismo della regione Lombardia, quanto un approccio integrato che richieda una pianificazione condivisa, auspicata da Paolo Giuntarelli, della direzione affari della presidenza turismo della regione Lazio, che ha annunciato: “Il prossimo 3 giugno verrà lanciata una nuova campagna di comunicazione insieme al nuovo brand Lazio”. A dare solidità a questa visione d’insieme è stata Alessandra Priante, presidente di Enit, la quale ha ricordato che la stabilità del comparto si fonda sul capitale umano”; punto centrale per un nuovo volto del turismo 5 punto zero rivolto tanto ai clienti, collaboratori e quanti gravitano su questo settore.

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Su questo fronte, Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways, ha illustrato i piani di espansione e la gestione delle criticità internazionali, al quale ha fatto seguito l’intervento di Tommaso Tanzilli, presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha illustrato come lo sviluppo delle rotte interne e del turismo a passo lento trovi un pilastro nel trasporto ferroviario.

Da comunicato stampa: “Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha fatto notare che il turismo rappresenta l’industria più digitalizzata in assoluto, spiegando che l’utente oggi dialoga direttamente con i sistemi di intelligenza artificiale superando i tradizionali motori di ricerca. Sul piano operativo, Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo Confindustria, ha anticipato che la rivoluzione tecnologica ridurrà la centralità delle competenze puramente tecniche, premiando invece le soft skills provenienti da percorsi di studi umanistici. L’evoluzione richiede un’infrastruttura digitale diffusa, elemento evidenziato da Pietro Piccinetti, presidente di Infratel, il quale ha insistito sulla necessità di attivare le reti esistenti in sinergia con le comunità locali per ottimizzare la gestione dei dati territoriali. A chiudere il quadro della percezione dell’esperienza è stata Alice Ungaro per Bes Time Tourism Plan Machine, che ha illustrato un modello innovativo incentrato sulla valorizzazione e condivisione del tempo del viaggio. Sostenibilità, turismo lento e benessere. Il rispetto dell’ambiente e il benessere della persona ridefiniscono l’attrattività delle destinazioni. Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente della rete comuni sostenibili, ha evidenziato come siano già 200 i comuni italiani associati che applicano strategie mirate a valorizzare l’autenticità locale. Un successo analogo è registrato dal comparto open air, con Ubaldo Fusco, vice presidente nazionale di FAITA-Feder Camping, che ha quantificato il settore in 68 milioni di presenze, sottolineando l’evoluzione dei campeggi verso formule premium come il glamping. Le aree protette dimostrano un’analoga capacità di dialogo, come raccontato da Guido Guarino, consulente CETS per l’ente parco nazionale del Vesuvio, che ha descritto la creazione di un forum permanente per coinvolgere la popolazione residente. Il benessere si conferma una leva economica fondamentale, con Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, che ha valutato in 2,5 miliardi di euro il fatturato delle strutture termali, richiamando gli operatori alla trasparenza e alla qualità dell’offerta. A sostenere questa rete diffusa intervengono i presidi territoriali descritti da Pasquale Ciurleo, presidente nazionale di EPLI (Ente Pro Loco Italiane), il quale ha evidenziato il bisogno di formare e professionalizzare i volontari delle 7000 pro loco italiane. Infine, il turismo attivo trova la sua massima espressione nelle parole di Luigi Menna, presidente FIAB, che ha ricordato il primato europeo dell’Italia nel cicloturismo, sollecitando un adeguamento delle competenze ricettive per l’accoglienza su due ruote. Borghi e destinazioni minori come volano economico. Le mete interne e i piccoli centri rappresentano la vera sfida per il futuro economico del paese. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha ricordato che le imprese turistiche garantiscono un gettito fiscale di 4,8 miliardi di euro alle casse comunali, auspicando che le istituzioni supportino l’integrazione infrastrutturale tra grandi attrattori e aree interne. Un esempio di questa progettualità è l’inaugurazione del primo borgo artituristico in provincia di Macerata, annunciata da Irene Floris, portavoce di Confartigianato turismo organizzato, volto a tutelare le antiche tradizioni artigiane. Anche la micro-economia fieristica gioca un ruolo cruciale, come rilevato da Renato Pujatti, vice presidente di AEFI, che ha ricordato come le fiere territoriali generino 22,5 miliardi di fatturato occupando 90 mila persone. Per garantire la sostenibilità di questi flussi, Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha spiegato che le imprese alberghiere devono agire insieme per stimolare la ripetibilità del viaggio nelle mete meno congestionate, assecondando una domanda flessibile. La necessità di infrastrutture adeguate all’accesso a queste aree è stata ribadita dall’esperto Giancarlo Dell’Orco, mentre Antonio Bufalari, segretario generale di Assonautica Italiana, ha indicato nell’economia del mare (un comparto da 216miliardi di valore aggiunto) e nella mappatura dei percorsi nautici una straordinaria opportunità di riscatto per i piccoli borghi costieri. Alleanze pubblico-privato e sviluppo locale. Il superamento dei vecchi modelli di promozione richiede una forte sinergia operativa. Francesco Tapinassi, direttore Toscana Turistica, ha evidenziato lo scollamento tra la promozione pubblica dell’ispirazione e la conversione in prodotto reale, indicando in organismi come Toscana Promozione l’anello di congiunzione ideale. In tal senso, Giancarlo De Venuto, presidente Assohotel Confesercenti Puglia, ha identificato nelle DMO il braccio operativo fondamentale per dare concretezza a queste visioni. La stabilità di queste relazioni poggia sulla capacità imprenditoriale locale, come sottolineato da Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo Langhe Monferrato Roero, mentre Josep Ejarque, ceo di FTourism, ha lanciato una provocazione ricordando che la bellezza da sola non è più sufficiente e che la separazione tra pubblico e privato va definitivamente superata per competere in un mercato dominato dagli algoritmi.

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Senza figure professionali adeguate non è possibile attuare alcuna strategia di sviluppo. Claudio Pisapia, segretario generale Federcomtur, ha delineato i tratti del manager di destinazione come perno della pianificazione locale, mentre Giulio Contini, direttore di scuola italiana di ospitalità, ha difeso la validità dei percorsi formativi basati sull’apprendimento pratico. Anche il settore MICE richiede un forte aggiornamento, come spiegato da Gabriella Gentile, presidente Federcongressi & eventi, focalizzata sulla necessità di formare specialisti nell’analisi dei dati. La mediazione culturale e sociale resta l’obiettivo primario per il mondo accademico: se Paolo Casetti, docente di destination management, ha ricordato la comune necessità di scambio tra residenti e viaggiatori, Carmen Bizzarri, professoressa di geografia economica all’università europea di Roma, ha chiarito che la formazione deve comporre le esigenze delle comunità con quelle dei turisti. Un concetto riaffermato da Palmiro Noschese, presidente di confassociazioni tourism food hospitality, il quale ha ribadito che l’eccellenza nell’ospitalità e l’intercettazione dei nuovi trend legati alla longevità dipendono interamente dalla centralità del capitale umano. Passioni verticali, grandi eventi e culturaI segmenti tematici ad alta specializzazione e le passioni personali muovono flussi economici di enorme rilievo. Serena Ranieri, presidente Federmep, ha illustrato lo sviluppo del destination wedding, arrivato a superare il miliardo di euro di fatturato nel 2025 con una crescita del 19,6%. Il prestigio del made in Italy è stato riaffermato da Massimo Cicatiello, delegato Mille Miglia negli USA, che ha descritto la storica corsa come uno strumento di promozione globale pronto a espandersi in Brasile. La combinazione tra congressi e attività all’aria aperta si rivela altrettanto vincente nelle parole di Onorio Rebecchini, consigliere del Convention Bureau Roma e Lazio, così come la ricerca di esperienze genuine viene promossa da Nevio D’Arpa, ceo di BTM Italia, attraverso l’organizzazione di fam trip dedicati. Lo sport attivo genera ricadute quantificabili, come spiegato da Giuseppe D’Amico, vice presidente della federazione italiana vela, che ha stimato in 200 milioni di euro l’indotto delle regate. Questa valorizzazione dell’identità nazionale passa anche attraverso l’agroalimentare, con Marco Bruschini, direttore comunicazione, promozione e valorizzazione al Ministero dell’Agricoltura, che ha annunciato la mappatura di percorsi Dop e Igp e una campagna internazionale contro l’italian sounding. Infine, il potere dell’audiovisivo come generatore di flussi è stato analizzato dal produttore Guglielmo Ariè, che ha citato il caso del commissario Montalbano, capace di aumentare del 60% i turisti italiani e dell’87% gli stranieri nei luoghi delle riprese.  La chiusura dei lavori è stata affidata alla sintesi dell’ideatore del festival, Paolo Garlando, il quale ha tracciato il bilancio dell’evento e gli obiettivi tecnologici futuri del comparto.”

Info su www.festivaldelledestinazioni.it

 

“Dalla testa ai piedi – Il corpo nella collezione Würth” – Mostra all’Art Forum Würth di Capena fino all’11 settembre 2027 con ingresso gratuito.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una mostra ad ampio respiro progettata per guidare il visitatore all’interno di uno spazio immersivo capace di attivare un’esperienza di osservazione lenta, riflessiva e sensoriale. L’esposizione vuole essere uno spazio di ascolto, riflessione e meditazione culturale; una lettura privilegiata per comprendere la complessità del presente.

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                                      Alfred Hrdlicka  (1928-2009): ” Ritratto di Reinhold Würth” – ll versione – 1996

L’Art Forum Würth giunse a Capena nel 2006 insieme al centro logistico e distribuzione di prodotti destinati ai professionisti nei settori del’automotive, dell’artigianato, dell’edilizia e dell’industria. L’iniziativa nasce dalla visione del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth, figura guida che, come si legge nel comunicato stampa: “….ha trasformata l’azienda fondata dal padre Adolf nel 1945 in un gruppo internazionale leader nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio e il montaggio…..Fin dalla sua apertura (l’Art Forum Würth – n.d.r.) è stato concepito come uno spazio aperto e permeabile in cui l’arte diventa parte della vita quotidiana e dove la cultura è accessibile a tutti. Mostre, programmi didattici, laboratori creativi, percorsi di arteterapia, concerti ed eventi hanno contribuito a renderlo un luogo riconosciuto per la capacità di favorire un dialogo costante tra impresa, arte e societa’…”

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Il corpo umano assunto a soggetto della rassegna testimonia quanto l’essere umano fosse al centro delle attenzioni nelle dinamiche commerciali, sociali e culturali del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth.

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                                                   Alberto Magnelli (1888 – 1971): “Gli sposi” – 1914 – olio su tela 

L’esposizione vuole illustrare le dinamiche del collezionismo nel mercato internazionale avvenute nel 20^ secolo sullo sfondo dei cambiamenti radicali avvenuti.

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                                               Wilhelm Thony (1888 – 1949): “Nudo femminile” – 1914 – olio su tela

Da comunicato stampa: “ … “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, è una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità.

20260515_121322                      Giorgio De Chirico (1888-1978) – “Metamorfosi” 1929 – Porfolio di 4 (in mostra 6) litografie a colori

La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario.

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Katsura Funakoshi (1951-2024): “Parole trasmesse” – 2006 e  “Non immagine di corna” 2007  – Legno di canfora verniciato

A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.

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                                                        Sandro Chia (1946): “Ozio bucolico”  1996  – Olio su tela

Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.

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                                            Andreas Lau (1964 – 2024): “M8″   2015 – Tempera all’uovo su tessuto di ortica

Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.

L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio”.

Art Forum Würth Capena – Viale della Buona Fortuna, 2 – 00060 Capena (Rm). Info:  Tel. +39 0690103800 – Cell: +39 3317541611 –  email art.forum@wuerth.it – sito web www.artforumwuerth.it – Tutte le attività dell’Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl. Ingresso gratuito – Orario di apertura al pubblico: lunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi –  festivi chiuso.

Rose e Rosè per una pausa sensoriale e artistica a Roma fra le boutique di Via Borgognona

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Anche in questa occasione la quarta edizione di Rose Rosè trasforma Via Borgognona, come afferma Licia Gargiulo, addetta stampa della rassegna, “in un elegante percorso sensoriale dove il lusso incontra la cultura contemporanea”.

L’iniziativa è dovuta all’Associazione Matrix e da MKTG Advisor  che presenta, da comunicato stampa:”un programma ricco di appuntamenti pensati per offrire ai visitatori un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e sofisticato. Il cuore del progetto resta il fascino del vino rosé, raccontato nelle sue molteplici sfumature e interpretazioni attraverso un format innovativo che ridefinisce il concetto stesso di spazio retail: non più semplice luogo commerciale, ma ambiente di relazione, esperienza e cultura.

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                                                                    Foto: Courtesy Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Protagonista assoluto sarà il Cerasuolo d’Abruzzo, prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010 e oggi protagonista di un momento di grande valorizzazione nazionale e internazionale. Freschezza, profumi fruttati, versatilità e identità territoriale accompagneranno gli ospiti in un percorso sensoriale capace di raccontare tutta la contemporaneità del vino rosé italiano”.

Diciotto cantine: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Ciavolich, Talamonti, Cantina Dazio, Torre Zambra, Marramiero, Guardiano Farchione, Barone Cornacchia, Citra, Casal Thaulero, Valle Martello, Colle Moro, Tenuta I Fauri, Biagi, Terre D’Erce e Tenuta Terraviva, tutte appartenenti al Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, sono state ospitate, dal 13 al 17 maggio 2026, in altrettante boutique che a loro volta si sono trasformate non solo in semplice luogo commerciale ma ambienti di relazione, esperienza e cultura.

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In una sala del Ristorante Nino espone una serie di opere ispirate al mondo animale, la pittrice Betta – Elisabetta Serena di Lapigio – che rimandano al vivere libero e ai colori presenti natura  come i due fenicotteri rosa con un preciso rimando al Cerasuolo d’Abruzzo, vino simbolo per eccellenza dei rosè.

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Nel variegato percorso espositivo sono presenti, come scrive, Barbara Di Castri: “….. numerosi ritratti di cani, in diverse pose, accanto a una più ampia  rappresentazione del mondo animale raccontato con sensibilità e rispetto…..”.

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Bellisima iniziativa che accompagna una passeggiata nel cuore di Roma con un sorso di un ottimo vino ed il fiore regina della primavera: la rosa.