About Donatello Urbani

This author has not yet filled in any details.
So far Donatello Urbani has created 734 blog entries.

Roma – Museo dell’Ara Pacis 6 marzo 2023 – Presentazione ricerca DiSI Young e 10 anni EY Foundation

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Quale sarà il ruolo del digitale nella costruzione di un futuro più sostenibile? La percezione dei giovani”. L’occasione del convegno è stata per celebrare i 10 anni della EY Foundation Onlus, e per presentare la nuova analisi inedita “Digital Sustainability IndexTM (DiSITM) Young. La sostenibilità digitale per i giovani” insieme a Fondazione per la Sostenibilità Digitale. L’interessante dibattito ha voluto appronfondire insieme a esponenti del terzo settore e del mondo universitario il tema sulla correlazione tra trasformazione digitale e sviluppo sostenibile in particolare sulla generazione Z

dig

Ogni relatore ha esposto le proprie esperienze nei campi di competenza e come si stanno muovendo nei vari settori nel nostro paese, in Europa e nel mondo offrendo spunti di riflessione e approfondimento, documenti, rumors e anticipazioni.

dav

I lavori si sono conclusi con alcuni brani musicali a cura di AYSO String Quintet.

Vital Spaces, Sodexo – Foto che raccontano l’innovazione di spazi e modalità di lavoro nelle aziende italiane.

Testo e foto Donatello Urbani –Mariagrazia Fiorentino

Sodexo, multinazionale francese leader nei servizi di ristorazione, di cura e manutenzione degli spazi, quasi esclusivamente rivolti ad aziende, ha allestito nella sede romana del proprio cliente, Toyota Italia, una mostra fotografica dall’emblematico titolo: “Lavorare per cambiare”.

20230307_115314

Titolo oltremodo propiziatorio alla presentazione di nuovi posizionamenti in linea con la trasformazione in atto nel mondo del lavoro e gestione del personale, come avvenuto in occasione dell’inaugurazione, con l’organizzare un convegno al quale hanno partecipato molti dei 1300 clienti italiani.

20230307_105452

Le opere esposte hanno espresso in immagini un’Italia nuova e in rinnovamento in linea con quanto il Direttore Segmento Aziende Sodexo Italia, Enrico Bartoli, ha confermato in parole:” “Il concetto di lavoro è mutato progressivamente nel tempo. Si è passati dal vivere per lavorare al lavorare per vivere, ben rappresentato dagli anni ‘80 e ’90. Oggi la nuova frontiera è il lavorare per cambiare: andare a lavorare per cambiare noi stessi e cambiare il mondo in meglio. Per questo anche a Roma, come a Milano e in altri territori dello stivale, abbiamo riscontrato importanti evoluzioni e concrete innovazioni nelle modalità di lavoro e nell’organizzazione degli spazi di lavoro. Abbiamo inoltre notato che l’attenzione e la cura nei confronti dei collaboratori, inteso come equilibrio personale ed efficienza lavorativa, è un aspetto già molto presente nelle aziende della Capitale e del Lazio. È in questo nuovo scenario che Sodexo ha deciso di annunciare Vital Spaces, la nuova proposta di valore per le aziende che vogliono intraprendere questo percorso di sperimentazione e innovazione - prosegue -. Sodexo è un’azienda di servizi a valore aggiunto: il servizio di ristorazione, storicamente il nostro core business, oggi incide per il 70% del fatturato mentre gli altri servizi Soft & Hard FM, che portano un valore all’esperienza del dipendente in azienda tramite la gestione e la cura degli spazi, pesano per il 30%. La nostra previsione è quella di una crescita nei servizi FM (Facilities Management) che porteranno nel prossimo triennio ad una suddivisione del fatturato rispettivamente al 60% per il servizio di ristorazione e al 40% per gli altri servizi.”

20230307_104811

Nuove tecnologie hanno aperto scenari che nei vicini anni preCovid-19 consideravamo del tutto impensabili. Si può essere nella propria postazione in ufficio ed aggiornare le competenze e mansioni in un percorso storico/archeologico, per un dipendente amante dell’archeologia e della storia, oppure fra le galassie interplanetarie per gli amanti della fantascienza. Sarà sufficiente entrare in uno specifico “Dome” per realizzare un’esperienza nel metaverso e un percorso in realtà virtuale in multiplayer grazie a dei visori innovativi. In questa direzione l’intervento di Alexis Lerouge, Direttore Marketing Aziende di Sodexo Italia: “Ora si vedono sempre più spesso i nuovi “phone booth” per isolarsi e lavorare nelle aree comuni oppure divani con scrivanie e pannelli insonorizzanti per riunioni e video meeting con poche persone, spazi fruiti sia fisicamente che virtualmente. Ma anche parcheggi dedicati al car sharing o alla ricarica elettrica. Lavorare per cambiare mostra insomma come – da una parte – una migliore vivibilità dell’impresa può fare la differenza sulla qualità della vita e sull’esperienza di benessere del posto di lavoro e dall’altra mette in evidenzia il bisogno che le aziende hanno di trasformare gli spazi perché si prestino alla sperimentazione e alla creatività per innovare e restare rilevanti in futuro”.

20230307_104751

Di grande interesse gli interventi proposti ai presenti dai vari specialisti e ricercatori interpellati da Sodexo Italia: Carmelo di Bartolo, Docente di Creatività e Progettazione Iulm e di Ergonomia Cognitiva Unisob, Gianandrea Ciaramella Architetto e professore associato del Politecnico e l’esperto di smartworking di Workitect Luca Brusamolino, che hanno. animato il convegno.

20230307_142115 (1)

“Il ruolo dei servizi si sta trasformando perché sta cambiando il modo in cui si utilizzano gli spazi. Gli spazi degli uffici sono sempre più spesso oggetto di una trasformazione che comporta una loro riduzione o rimodulazione per un impatto più sostenibile dell’impresa nell’ambiente. Sono spazi sempre più flessibili e polifunzionali perché le medesime aree devono essere destinate ad accogliere diversi tipi di attività durante la giornata o diverse tipologie di lavoro: di gruppo o individuale. Sono spazi che devono permettere l’incontro delle persone, indispensabile per favorire la creatività e il senso di appartenenza all’azienda. Il lavoro da remoto, infatti non è parimenti efficace quando è necessario stimolare la creatività e l’attaccamento all’azienda. Quello che le aziende stanno sperimentando sono soluzioni e servizi per far vivere bene le persone in spazi gradevoli e facili da usare. Soluzioni che permettano di avere a disposizione aree di dimensioni e con caratteristiche adatte agli obiettivi dell’attività dei lavoratori: una postazione individuale insonorizzata o un ambiente ampio dove riunirsi o ancora una sala dove lavorare senza distrazioni. Ancora, aree per dare prestigio all’azienda e messe a disposizione dei collaboratori così da valorizzarli e farli sentire strategici”.

Nella Vita e nel Hanji – Le arti visive tradizionali coreane rivisitate con la carta Hanji nelle opere del maestro Lee Seung Chul esposte a Roma presso l’Istituto Culturale Coreano

Donatello Urbani

Il momento di grande gloria tra la carta coreana Hanji e la pittura fu vissuto nel 1994 in occasione della fine dei lavori di restauro, pulitura e conservazione dell’intero ciclo pittorico della Cappella Sistina. Si parlò allora di une vero matrimonio e di una fortunata unione, dove solo le peculiari caratteristiche della carta Hanji, senza provocare alcuna alterazione, consentirono, una volta applicata sui preziosi quanto delicati affreschi, la loro ripulitura e ricostituzione degli originali pigmenti già vecchi di quasi 500 anni.

20230222_193149

La carta tradizionale Hanji, antica manifattura coreana denominata anche “carta dei mille anni” per la sua durata e resistenza nel tempo, è prodotta dalla sola corteccia della pianta del gelso attraverso un procedimento esclusivo e del tutto artigianale. “La capacità orientale di tradurre la corteccia del gelso in fogli di carta richiede una manualità sviluppata nel corso di molti secoli. Le strumentazioni, i gesti, la sapienza sono aspetti antropologici plasmati dalla conoscenza dei maestri cartai grazie alla loro perseveranza e volontà”, come riportato nel prezioso catalogo che accompagna le opere del maestro Lee Seung Chul, realizzate tutte in carta Hanji e presenti in questa mostra allestita, fino al 21 aprile 2023, nelle sale dell’Istituto Culturale Coreano In Italia.

20230222_192727

E’ lo stesso artista a presentarci in occasione dell’inaugurazione della mostra le varie opere affermando che: “Per un artista un’opera d’arte è traccia e risultato della propria vita. Il modo in cui ogni artista da voce alla propria esistenza varia a seconda della tipologia di lavoro e di immagine selezionata……Punto fondamentale delle opere presentate in questa mostra è il legame tra la tradizione e l’essenza della carta Hanji…” In questa ottica sono state selezionate le opere presenti lungo il percorso espositivo sia che esse facciano precisi riferimenti alla vita quotidiana con le casse tradizionali “bandaji”, nella realtà realizzate in legno di pino, le giare, queste realizzate in terracotta, oppure le varie religioni presenti nella popolazione siano esse di natura buddista che cristiana. “In altre parole”, scrive sempre l’artista,“ questi manufatti artigianali sono espressione dell’esistenza stessa di un individuo”.

Roma – Istituto Culturale Coreano – Via Nomentana,12 – Fino al 21 aprile 2023 con ingresso gratuito

LuceLabCinecittà – Nuovi strumenti di formazione e aggiornamento per lavoratori e aspiranti professionisti nel settore dell’audiovisivo inserito nel PNRR 2022/2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Cos’è il cinema? Quanto lo fai un baraccone …- talvolta però diventa poesia.” Lina Wertmüller,

Proprio  per consentire alla cinematografia  italiana, dal baraccone fino alla poesia, di conservare il buon nome e il grande prestigio che gode in tutto il mondo che Cinecittà e Archivio Luce, sotto il coordinamento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, hanno messo a punto un nuovo progetto, sotto il nome di LuceLabCinecittà, rivolto alla formazione e aggiornamento per lavoratori, manager, studenti e aspiranti professionisti del settore.

Il progetto interesserà:

Corsi di alta formazione per figure manageriali altamente specializzate e capaci di operare a livello internazionale destinati a giovani
laureati e giovani professionisti che vogliono aggiornare o raffinare le proprie competenze.
Dipartimento tecnico con l’obiettivo di preparare giovani artigiani sugli importanti mestieri tradizionali per formare nuove maestranze tecnico-artistiche in grado di soddisfare i crescenti volumi produttivi degli Studi, del mercato nazionale dell’audiovisivo e dello spettacolo attraverso l’istituzione di 8 botteghe:
Nel 2023:
Bottega artigiana falegnameria
Bottega artigiana di pittura e decorazione
Bottega make-up and hair
Bottega sartoria e taglio costume
Nel 2024:
Bottega artigiana di carpenteria metallica
Bottega artigiana di tintura, invecchiamenti, elaborazione costumi
Bottega artigiana attrezzeria e props
Bottega artigiana laboratorio plastico

Master in virtual production: due edizioni di uno stesso master, per un totale di 30 studenti che partiranno nel 2023. Il corso avrà una durata di circa 8 mesi per 510 ore complessive di formazione, I master sono rivolti alla formazione delle seguenti figure:

Ad artist,
Background,
Motion capture technician,
Unreal specialist,
Unreal technical artist,
Ledwall in-camera background artist,
Media producer

Valorizzazione degli archivi storici. Il progetto formativo, che sarà attivato nel 2024 mira ad aggregare conoscenze eterogenee, partendo da discipline tradizionali, per la valorizzazione della conoscenza.

Conservazione e restauro. I corsi sono finalizzati alla formazione di professionisti nel campo della tutela del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Queste, le figure professionali oggetto dei corsi:
Archivista di audiovisivi
Ricercatore documentalista
Ripresa e montaggio di materiali audiovisivi
Contenuti per la comunicazione in rete: Content manager, Curator, social
Media manager
Commercializzazione e gestione diritti: Business Developer
Tecnico della pellicola
Operatore allo scanner
Tecnico del suono

Corso specialistico di conservazione e documentazione videoarte. Obiettivi del corso, in partnership con il Museo MAXXI,
professionisti e la formazione di neoprofessionisti su conservazione,
restauro, documentazione, archiviazione e gestione dati nelle opere a
matrice analogica e digitale.

Per maggiori informazioni vai al sito: www.cinecitta.com

 

“Pietro Cascella Inedito – Le opere degli esordi a Roma (1938/1961)” – Roma Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 19 marzo 2023 -

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La mostra racconta un capitolo poco noto della storia dell’artista abruzzese attraverso più di cento opere, molte delle quali inedite.

dav

                                                                       Pietro Cascella: “Il cinghiale” – 1941 – Tempera su tela

“Io non ammiro il quadro, ma ammiro l’uomo …..” Paul Gauguin – 1903; niente di più calzante per le opere di Pietro Cascella (Pescara 1921/Pietrasanta 2008).

dav

                                                        Pietro Cascella: “Studio di volti” – 1938/39 – Pastello e tempera su carta

Questa mostra, allestita in occasione dei cento anni dalla nascita dell’artista, può essere letta come veicolo per creare un rapporto tra l’arte contemporanea e il cittadino, molte volte distratto dal mondo del bello che lo circonda. Scrive Cascella: “Ero badato ed educato dai colori dei cieli, dalle stagioni, dalle masse poderose dei buoi, dal volgere delle stagioni, ma anche dai piccoli uccellini rapidi che appena li guardi scompaiono dalla grandiosità del mare…….Stavo sempre attorno a mio padre, lo aiutavo a preparare i colori, a tendere  le tele. Lui dipingeva e noi, Andrea ed io, si rimaneva ore e ore a guardarlo…..Sono diventato pittore, quasi senza accorgermene, sotto il suo sguardo.”

bst

                                                                          Pietro Cascella: “Crocifissione” – 1942 – Olio su tela

Come da comunicato:

Pietro Cascella è stato un grande scultore italiano del Novecento, ma prima di giungere a quella che lui stesso chiamava la “vera scultura”, quella in pietra, che lo ha reso riconoscibile agli occhi del mondo, egli ha percorso la strada che muove dal disegno alla pittura, con immediati riconoscimenti pubblici, tra cui la partecipazione alla IV Quadriennale romana nel 1943, e alla Biennale di Venezia nel 1948. Circa un decennio, il primo dell’attività del giovane abruzzese, in cui egli si presenta essenzialmente come pittore. Una pittura certamente non di segno costante, identificativo di un carattere in formazione, ma che bene ha saputo cogliere gli umori del momento e recepire le rapide evoluzioni linguistiche che andavano susseguendosi lungo il corso degli anni Quaranta. Un percorso che in mostra è visibile attraverso i primi disegni di soggetto rurale che rimarcano il legame dell’artista con la propria terra, fino alle tele in cui sperimenta i diversi linguaggi da quello espressionista della Crocifissione del 1942 a quello più propriamente post cubista visibile in Donna d’Abruzzo del 1948.

dav

                                                                              Pietro Cascella: “Senza titolo” – 1961 – alluminio

Un capitolo al quale seguirà, dal 1949, la stagione della lavorazione della ceramica e il primo approccio alla scultura modellata, assieme al fratello Andrea, la moglie Anna Maria Cesarini Sforza e Fabio Rieti, nell’evocativa fornace di Valle dell’Inferno a Roma…”.

dav

                                                                  Pietro Cascella: “Ragazza di Rapino” – 1951 – Ceramica policroma

Come scrivono i curatori nel catalogo: “Valle dell’Inferno, borgata di fornaciari alle porte di Roma. Una famiglia di pittori ha scelto la creta. Emigrati da Via Margutta Pietro Cascella e Compagni si sono messi a modellare personaggi d’argilla in mezzo ai fornaciari.

dav

I mattonari vi si aggiravano accaldati, seminudi, veramente simili alle anime dannate di una bolgia dantesca, da cui era derivato il nome evidentemente fantasioso…..Agli operai non piaceva il realismo gli piacevano di più queste cose colorate, allegre. E d’altra parte erano più giuste. E l’allegria veniva anche dalla fine della guerra, dalla coscienza di essere scampati alla morte.”

dav

                                                                   Pietro Cascella: “Campo chiuso” – 1959/60 – Sabbia e tempera su tela

La produzione del decennio successivo, si caratterizza con una serie di opere definite “sabbie” realizzate in una innovativa tecnica in cui respira il clima dell’Informale materico di quegli anni spatolando su grandi tele talvolta assemblate insieme, polveri di mattone o di marmo in cui affiorano motivi antropomorfici sintetizzando le strutture anatomiche di un corpo.

Pietro Cascella scriveva nel 1992 di Picasso: E’ stato il più grande di tutti in assoluto, ci siamo incontrati per strada a Roma tanti anni fa. Svoltavo e ho visto Picasso…..

La mostra è un viaggio nell’arte e nella bellezza

Lo splendido catalogo che accompagna questa rassegna con contenuti culturali, scientifici e fotografici di alto valore è edito da Edizioni Cervo Volante pag. 184 costo €.30,00.

Per saperne di più Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museivillatorlonia.it -www.museiincomuneroma.it  – www.pietrocascella.it

 

 

 

Anatar – Ritorno al passato con la parodia

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Un film dove il sogno, l’amore e i sentimenti prevalgono su tutto, una colonna sonora affascinante non mancano creature magiche e sorprendenti, un film da non perdere, in uscita il 1 dicembre 2022. La parodia. Molti attori si sono confrontati con la parodia a cavallo tra gli anni ’50 e ’80, trent’anni di successi che hanno decretato la fama di grandi attori come Totò, Franco e Ciccio, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Macario, Vittorio Gassman.

dig

 “Anatar è una commedia fantascientifica che nasce come parodia del kolossal Avatar, prendendo come riferimento i film dei Monty Python e la comicità di titoli quali Una pallottola spuntataRobin Hood – Un uomo in calzamaglia e Scary movie. Rispetto al kolossal di James Cameron, Anatar ribalta i ruoli all’interno della storia. Sono infatti gli alieni ad essere tecnologicamente avanzati e a mettersi in viaggio attraverso lo spazio a causa dei problemi di abitabilità col proprio pianeta. Gli umani, rozzi e violenti, sono il popolo inferiore da conquistare. Il popolo degli Anatar, alieni umanoidi che si sono evoluti dalle anatre, dopo aver portato al collasso il proprio pianeta è alla ricerca di un nuovo corpo celeste da chiamare nido. Nel loro pellegrinaggio spaziale approdano su Pandoro, un luogo dove esseri viventi e natura hanno trovato il proprio strano equilibrio. Amore, guerra, astronavi e papere spaziali sono gli ingredienti di questa grottesca fiaba moderna sull’accettazione di ciò che è diverso da noi”.

dav

Il film è stato girato nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diana e Alburni e nel Comune di Roscigno con panorami e vedute aeree mozzafiato con effetti digitali realizzati per il grande schermo.

Diretto da Alan Smithee, vede nel cast Azzurra Rocchi, Raffaele De Vita, Ciro Villano, Walter Lippa, Paolo Perinelli, Giancarlo Del Diavolo e Davide Marotta.

The European Pavilion – La ricerca di un tetto comune per i cittadini europei.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Uniti o separati? Il vento”exit” da vario tempo spira nelle nazioni della comunità europea spingendole fuori dalle quattro mura della casa comune.

dav

The European Pavilion vuole offrire una riflessione sull’Europa sia ai romani che a quanti si trovano in città dal 17 al 19 novembre p.v. In un arco di tre giorni “artisti pensatori e ricercatori provenienti da tutto il continente si sono riuniti in un programma che prevede tavole rotonde, conferenze e workshop, performance musicali, un ambiente di realtà virtuale, installazioni plastiche e multimediali. Il pavilion ha una funzione artistica, culturale e politica che serve ad affrontare le sfide di oggi. Un lavoro di pensiero che è durato quattro anni. La città di Roma e i suoi numerosi istituti di cultura, nati come Accademie Nazionali per consentire agli artisti di avvicinarsi al passato classico e che al tempo stesso hanno accompagnato la costruzione delle nazioni europee, offrono un contesto particolarmente adatto a discutere e immaginare forme transnazionali di appartenenza collettiva”.

dav

In questo progetto sono state interessate sette istituzioni: Accademia di Francia a Roma – Villa Medici-, Bibliotheca Hertziana, German Academy – Roma Villa Massimo -, Goethe Institut Rome, Museo delle Civiltà, Istituto Svizzero, Nero. “Nel corso della storia la cultura è stata fonte d’ispirazione vitale per la nostra vita quotidiana. The European Pavilion è una piattaforma artistica europea per ripensare e sfidare continuamente ciò che l’Europa significa oggi e ciò che può diventare domani”.

dav

Fra i tanti temi trattati uno che ha richiamato particolare attenzione è stato quello del cambiamento climatico. Come sarà l’agricoltura di domani? Significativa è stata la risposta offerta da alcuni vignaiuoli francesi, spagnoli e italiani che insieme, coordinati da una casa enologica francese, hanno prodotto unendo vari loro uvaggi, a partire dal 2020, una etichetta ”Oenope” per un vino comune bianco e rosso: “The Borderless European Wine”. Un mondo di antichi saperi, sapori e sensazioni che si racchiudono in un calice di vino.

Per saperne di più contattare i siti delle varie istituzioni

Roma – “Eternal struggle of my desire“- Museo Nazionale Romano fino all’11 dicembre 2022.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Nuove luci su antiche pietre nella Crypta Balbi con la mostra “Eternal struggle of my desire“  (L’eterna lotta del mio desiderio).

dig

La toponomastica è uno strumento cartografico un pittogramma che aiuta la conoscenza dei luoghi nel loro contesto storico/culturale.

mde

I nomi delle strade ci guidano in un luogo ben definito “Via delle Botteghe Oscure”. In questo contesto già nel periodo medievale si formano botteghe artigiane sopra le rovine romane delle Cripta Balbi costituite da artigiani che realizzano funi dando nome di nuovo alla toponomastica “Via dei Funari”. In uno dei luoghi più magici e sconosciuti della città negli antichi laboratori è stata allestita questa mostra che vuole stabilire un legame tra l’antico e il presente in una contaminazione tra arte contemporanea e archeologia. La rassegna presenta, nelle aree archeologiche sotterranee della Crypta Balbi, una serie di arazzi messi in relazione con uno stretto, inedito dialogo con la storia del luogo e la sua particolare morfologia architettonica. L’allestimento e il percorso di visita previsto consentono di percepire l’articolazione degli antichi edifici e le vie di comunicazione originarie. Come scrivono i curatori: “All’interno degli ambienti sotterranei del Museo sono disposte, nascoste e inserite ulteriori opere di diverse dimensioni con contenuti testuali che, come entità autonome, si rivolgono direttamente all’osservatore. Il racconto si sviluppa proprio a partire dai sotterranei dové si trovano i resti del portico del Teatro costruito da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C. e della Porticus Minucia Frumentaria, proseguendo lungo i diversi piani attraverso i complessi fortificati e le abitazioni altomedievali e medievali dei mercanti, fino a giungere all’età moderna, con il dormitorio seicentesco del monastero di Santa Caterina, in cui sono state ricavate le sale museali. Le opere e gli oggetti esposti nelle sale – provenienti anche da altri siti della città di Roma – restituiscono l’immagine della città dall’età romana al XX secolo”.

burst

Il suggestivo titolo della rassegna ci mette in stretta relazione con il concetto di amore negato, condizione propria delle ragazze, figlie di prostitute o di famiglie in condizioni di estrema miseria, rinchiuse in questi sotterranei dalla Confraternita delle vergini miserabili di Santa Caterina dei Funari, fondata nel 1543 dai Gesuiti di Sant’Ignazio di Loyola, alle quali venivano insegnate alcune attività manuali tra le quali il ricamo e il cucito, per trasformarle in “donne oneste e timorate di Dio”.

mde

Una mostra da non perdere sia per i romani che per tutti i turisti che vengono a Roma.

Museo Nazionale Romano Crypta Balbi – via delle Botteghe Oscure 31, 00186 Roma. Il Museo Nazionale Romano è aperto dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 18.00. Le biglietterie chiudono alle 17.00.  Per le modalità di visita e acquisto biglietti tutte le informazioni sul sito: www.museonazionaleromano.beniculturali.it e.mail: mn-rm@cultura.gov.it

 

Vicino/lontano – Viaggio alla scoperta del Patrimonio Culturale e Naturale dell’Immigrazione in Italia- Roma Palazzo delle Esposizioni fino al 27 novembre 2022- Ingresso gratuito da Via Milano, 13

Mariagrazia Fiorentino – Foto cu0rtesy Ufficio Stampa Palazzo delle Esposizioni

Questi artisti attraverso la pluralità dei loro sguardi hanno avuto la capacità di fotografare liberamente temi e sensibilità della nostra epoca, con la solo forza delle idee e della passione portando uno sguardo costruttivo nel mondo in cui viviamo.

L’arte da sempre esplora il tema dell’esilio quanto esso impatti profondamente l’animo di chi lo subisce, l’arte ha il potere di creare un dialogo universale. Il crescente interesse e la curiosità di conoscere questi paesi così lontani ma così vicini che sanno unire la tradizione con il moderno.

StreamImmagineOriginale (1)

Ryan Ahmed – Festival tradizionale Rakher upobas – Bangladesh

In occasione del Cinquantesimo Anniversario della Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale sono stati esposte in cinque diverse sedi oltre 400 foto realizzate da fotografi provenienti dai Paesi con il maggior flusso migratorio verso l’Italia. Gli autori hanno voluto raccontare attraverso le immagini, il patrimonio culturale e naturale dei loro paesi di origine, costruendo un dialogo con le fotografie istituzionali dei siti del Patrimonio Mondiale e del Patrimonio Culturale, Immateriale dell’UNESCO. Iniziative sono proposte a partire dal 3 novembre fino al 18 novembre presso varie biblioteche romane.

Per maggiori dettagli www.bibliotechediroma.it – info www.palazzoesposizioni.it

 

Pier Paolo Pasolini: “TUTTO E’ SANTO” – Il Corpo poetico – In mostra a Roma Palazzo delle Esposizioni fino al 26 febbraio 2023

 

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Pier Paolo Pasolini, un grande intellettuale del ‘900, un uomo dal pensiero libero che sapeva unire la curiosità alla passione, sempre con estrema gentilezza.

dav

 

La mostra allestita nel Palazzo delle Esposizioni “parte dall’idea che mai un poeta, uno scrittore, un regista, un intellettuale è stato così corpo incarnazione della parola. In questa mostra Pasolini è visto in una dimensione radicale di autore, sempre vissuta con la totalità di un corpo che attraversa il mondo e sperimenta la dimensione della fisicità come pienezza, splendore e tragedia, in un amore estremo per la vita e per la realtà e in una opposizione irriducibile e profetica alla sottomissione dei corpi e dei volti prima ancora e delle menti, alle convenzioni e alle normalizzazioni omologanti, volte ad annullare le caratteristiche dei singoli e le diverse, sorprendenti, incontrollate forme dell’eros.” (Catalogo curato da Giuseppe Garrera, Cesare Pietroiusti e Clara Tosi Pamphili – pag. 256 costo €.28,00). L’inconsueto titolo della rassegna s’ispira alla frase pronunciata dal saggio Chirone nel film “Medea” (1969) che evoca  la misteriosa sacralità del mondo del sottoproletariato, arcaico e religioso, in netto conflitto con gli eroi di un mondo razionale, laico e borghesi. 

dav

                                          Costume di Chirone (Medea 1969) realizzato da Piero Tosi – Archivio Tirelli Trappetti – Roma

Così come l’oggetto – libro si fa incarnazione della parola, l’abito, il costume per l’attore è lo strumento potente di narrazione fra storia e corpo, fra la parola e la costruzione della sua rappresentazione ….. I costumi dei film di Pasolini realizzati da Danilo Donati sono in mostra come si trovano nei magazzini che li conservano, come testi da consultare e non da indossare, come opere dell’archivio di un museo dedicato al suo cinema. Solo due sono su manichino di Piero Tosi per Medea e per Chirone che, al contrario degli altri, sono opere scultoree che non consentono un contatto, impongono una distanza come dal sacro o dal mito.

dav

                           Costume Medea per Maria Callas (Medea 1969) realizzato da Piero Tosi – Archivio Tirelli Trappetti – Roma

Pasolini a Roma non scopre Roma ma scopre la gente di Roma, e scopre uno spazio nomade contrapposto in quello ingabbiato nella griglia del controllo sociale e politico. Le periferie sono il luogo barbarico che precede la “civiltà” borghese; luogo vibrante, odoroso, sonoro, vitale, mistico, popolare; segnato dalla gioia della festa. Il modello urbanistico di Pasolini è popolare il suo centro è la strada, i suoni, le urla e la puzza, tutto ciò che la borghesia odia: essa non tollera più ne la pressione della folla ne il contatto con il popolo: tutta gente da igienizzare con i detersivi e da “ripulire” attraverso l’emancipazione economica……

dav

Per saperne di più su orari, costi e prenotazioni consultare il sito www.palazzoesposizioni.it