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Rientrato in Italia dagli Stati Uniti d’America il gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene insieme ad altri reperti archeologici.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Artefici di questa brillante, quanto complessa operazione, sono stati i Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, in collaborazione con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – U.S.A.) e lo Homeland Security Investigations (H.S.I.). Il gruppo in terracotta, a grandezza quasi naturale, del IV secolo a.C, trafugato negli anni ‘70 da un sito archeologico tarantino e acquistato successivamente dal The Paul Getty Museum di Malibu (LosAngeles – U.S.A.), tornerà dopo l’esposizione romana nella sua terra d’origine ed entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Archeologico di Taranto (MArTA).

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Una grande vittoria questa che oltre le istituzioni coinvolte vede primeggiare l’arte, quella pura, intangibile, testimone ineguagliabile della bellezza e della cultura di una popolazione. Boris Pasternak, uno fra i maggiori scrittori russi e premio Nobel per la Letteratura, fa commentare in proposito al Dottor Zivago nell’omonimo romanzo: “L’arte non mi è mai sembrata un oggetto o un aspetto della forma, ma piuttosto una parte nascosta e misteriosa del contenuto. Per me questo è chiaro come la luce del giorno, lo sento con tutto me stesso, ma come esprimere e formulare questo concetto?  Le opere d’arte parlano in tanti modi: con l’argomento, la tesi, le situazioni, i personaggi. Ma soprattutto parlano per la presenza dell’arte……”. Scrivono in proposito i curatori del Museo dell’Arte Salvata: “ Il gruppo scultoreo in terracotta raffigura Orfeo – il mitico cantore che, con la sua voce, poteva domare persino Cerbero, il feroce cane degli Inferi – e due Sirene – spaventosi esseri mitologici dalla voce così incantevole da far impazzire i marinai che passavano accanto a loro. Secondo il mito, Orfeo avrebbe sconfitto le Sirene durante il viaggio di ritorno degli Argonauti, nei pressi di un’isola della Sicilia o dell’Italia del Sud. La vittoria di Orfeo sulle Sirene rappresenta simbolicamente il trionfo dell’armonia musicale, un concetto chiave del pensiero filosofico e politico pitagorico, particolarmente diffuso nelle città della Magna Grecia. L’opera è stata prodotta proprio in questo ambiente greco d’Occidente, più precisamente in un atelier di Taranto, dove in effetti sarebbe stata scoperta. Proveniente forse da un monumento funerario o da un santuario, si data alla fine del IV secolo a.C.” La dichiarazione di Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei completa quanto sopra: “….Il gruppo scultoreo rappresenta un mito antico e, forse, adornava la tomba di un adepto ai misteri orfici, colui che, conducendo una vita in purezza, assicurava all’anima una sopravvivenza ultraterrena. Le sirene, che guardano Orfeo, non sono come le immaginiamo oggi, ovvero donne con il corpo di pesce. Sono rappresentate come figure ibride di donna e di uccello, secondo l’iconografia più antica, che verrà superata da quella a noi più familiare soltanto nel Medioevo. Il gruppo era originariamente dipinto, e possiamo ipotizzare che, grazie alla pittura, vi fosse un intenso gioco di sguardi tra le sculture, che costituiscono davvero un esemplare unico perché raramente una scena mitica come questa veniva rappresentata in terracotta, non abbiamo paralleli nel mondo antico”.

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Dal Generale B. Roberto Riccardi, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, veniamo a conoscenza, nel corso della conferenza stampa, delle varie fasi di questa operazione denominata “Orpheus”.  “L’indagine, mirata a contrastare il traffico illecito di beni archeologici di provenienza italiana in ambito internazionale, è stata sviluppata a più riprese dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC. Lo spunto si è avuto quando i militari hanno scoperto che un noto indiziato di reati contro il patrimonio culturale aveva messo in atto una serie di traffici di reperti archeologici, provento di scavo clandestino nella provincia di Taranto, avvalendosi di un’organizzazione con propaggini internazionali. Nel corso delle attività investigative si appurava che il noto trafficante aveva avuto un ruolo nelle vicende relative allo scavo clandestino e all’esportazione illecita del gruppo scultoreo denominato Orfeo e le Sirene avvenuto negli anni ‘70. In effetti, dalla documentazione individuata e dagli accertamenti svolti, veniva assodato che i preziosi reperti erano stati scavati e rinvenuti in frammenti presso un sito tarantino da alcuni tombaroli del posto, i quali li avevano ceduti ad un noto ricettatore locale, con contatti con la criminalità organizzata, che, a sua volta, li aveva ceduti ad un altro ricettatore, con contatti internazionali e titolare di una galleria d’arte in Svizzera. Le sculture, in frammenti, vennero affidate ad un altro soggetto specializzato nel trasferire beni culturali all’estero, che effettuò il trasporto in Svizzera, dove vennero affidati ad un restauratore che li ricompose e ridiede forma alle opere. Dopo un periodo di giacenza in Svizzera, in attesa di un compratore, le sculture furono acquistate (per 500 mila dollari) dal The Paul Getty Museum di Malibu (Los Angeles – U.S.A.) grazie all’intermediazione di un funzionario di una banca svizzera. Con Orfeo e le Sirene sono tornati a casa in questi giorni 142 oggetti recuperati negli Stati Uniti d’America, dei quali si era avuta la restituzione lo scorso luglio. Si tratta di beni databili tra il 2500 a.C. e il VI secolo d.C. risalenti alle civiltà romana, etrusca, apula e magnogreca. In occasione del viaggio che ha visto i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale toccare New York e Los Angeles, il 6 settembre ne sono stati restituiti all’Italia altri 58 che rientreranno nei prossimi mesi. Si tratta di un flusso importante di archeologia trafugata. Nello stesso filone ulteriori 201 reperti erano stati rimpatriati dagli USA a partire dallo scorso dicembre, una parte di essi costituisce l’esposizione con la quale il 15 giugno è stato aperto il Museo dell’Arte Salvata”.

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Roma – Museo dell’Arte Salvata, (all’interno del Museo Nazionale Romano) Via G. Romita (ex Planetario), dal 18 settembre al 15 ottobre 2022 per raggiungere definitivamente il Museo Archeologico di Taranto dove faranno parte delle collezioni esposte in maniera permanente.

PRIMI D’ITALIA – Festival nazionale dei primi piatti – Foligno (PG) da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre 2022

Donatello Urbani – Foto Donatello Urbani e  Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

La promozione del territorio affidata al principe della gastronomia italiana: “Il primo piatto”. Un week end di quattro giorni da leccarsi i baffi attende Foligno con degustazioni no stop nei Villaggi del gusto, chef stellati e tanti eventi dedicati ai buoni sapori accompagnati da quanto di meglio offre la produzione agricola della regione umbra, dai vini al tartufo, dagli olii ai tanti prodotti di nicchia.

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L’Umbria, una terra dove tutto il paesaggio agricolo è dominato dalle forme dell’olivo e dalla cultura della vite. La coltivazione dell’olivo ha radici millenarie, che ha saputo mantenere nel tempo il livello qualitativo del prodotto. Il dolce paesaggio collinare formato da boschi, querce è punteggiato da borghi, monasteri e castelli, invita alla scoperta delle tradizioni, delle bellezze artistiche e naturalistiche. In questo contesto vive Foligno con la Quintana e il Festival Nazionale dei Primi Piatti, giunto alla 23esima edizione.

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Circa 40 eventi collaterali accompagneranno questa manifestazione che vedrà inoltre la presenza di personalità di primo piano in vari settori dallo tre stelle Michelin Mauro Uliassi, all’attrice e modella Eleonora Pieroni, dal giornalista   e   conduttore Tiberio Timperi al frate influencer padre Enzo   Fortunato; passando per le pallavoliste di A1 della Bartoccini-Fortinfissi Perugia fino all’attrice Eleonora Giorgi. A illustrare i principali appuntamenti della kermesse e presentare le grandi stelle che giungeranno nella città umbra di Foligno è stato Aldo Amoni, presidente di Epta   Confcommercio Umbria, la società di servizi che da sempre promuove e organizza la manifestazione de I Primi d’Italia. Con lui anche Eleonora Pieroni, il Sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, il presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio umbre Giorgio Mencaroni.

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“Tre momenti caratterizzeranno la prossima edizione dei Primi d’Italia. L’evento alla Caserma ‘Generale Ferrante Gonzaga del Vodice’, un luogo simbolico e fondamentale per la città di Foligno, anche dal punto di vista economico. Poi il G20 della pasta   durante il quale il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro coordinerà un incontro per riflettere sullo stato di salute del prodotto simbolo del Made in Italy: la pasta, al quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, delle più importanti aziende. E ancora il ritorno, dopo anni delle varie specialità regionali con undici villaggi del gusto. I quattro giorni dei Primi d’Italia offriranno agli ospiti che verranno a Foligno un panorama completo di tutto ciò che in qualche modo è legato a questo mondo” ha dichiarato Aldo Amoni. Pasta, riso, zuppe, gnocchi, polenta ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un gustoso primo, sono i protagonisti della maratona culinaria più appetitosa d’Italia. Per questo è attesissimo il ritorno dei Villaggi del gusto regionali. Quest’anno sono ben undici, di cui uno interamente gluten free. Qui si potranno assaggiare tantissime   ricette di primi piatti, tipiche delle varie regioni italiane, servite a costi contenuti: €.5,00 a porzione e orario continuato nelle suggestive taverne barocche cittadine sparse in tutto il centro storico. Le specialità pugliesi si potranno assaggiare alla taverna La Mora, i piatti sardi alla taverna Cassero. Con un grande spirito di solidarietà, il Lazio   sarà rappresentato dalla città di Amatrice, presente con suoi   primi alla Taverna Giotti. Ma i piatti romani saranno serviti anche alla taverna Contrastanga. E ancora: le specialità mantovane si potranno degustare alla Ammanniti; le umbre alla Pugili; quelle della costa marchigiana alla Spada; le maremmane alla Morlupo; le piemontesi alla Croce bianca; quelle della Alpi e le gluten free alla Badia.

Per saperne di più visitare il sito www.iprimiditalia.it

Una svolta per il mondo della musica: Nascono i Centri di Produzione Musica. Cinque sono di estrazione jazzistica.

A cura della Redazione

Il finanziamento Fus prevede sette Centri di Produzione Musica di cui cinque operano prevalentemente nell’ambito della musica jazz. Come affermato in conferenza stampa: “é un passaggio che rappresenta anni di confronto e dialogo con il Ministero della Cultura da parte degli organismi coinvolti e delle maggiori realtà di rappresentanza del settore, in primo luogo l’Associazione I-Jazz e la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano”.  Le istituzioni coinvolte sono: Centro Adriatico Produzione Musica Ets di stanza a Pescara, We-Start – Piemonte Orientale Music per iniziativa di Associazione Rest-Art di Novara, il Centro diretto dall’Associazione Time in Jazz di Berchidda, il Centro Produzione Musica di Roma, con Casa del jazz ed Auditorium Parco della Musica (Fondazione Musica per Roma), Toscana Produzione Musica Ets sull’asse Firenze-Pisa.

Alla Casa del Jazz, gestita dalla Fondazione Musica per Roma, spetta il compito di attivare il coordinamento dei cinque Centri, e sarà, quindi, il fulcro della rete del mondo del jazz italiano che si unisce e continua a fare sistema.

Gli interventi che si sono succeduti nel corso della conferenza di presentazione hanno tutti posto in risalto come :”la nascita di luoghi strettamente impegnati sulla produzione di opere nuove, infatti, avrà un impatto sulla qualità e quantità di nuovi progetti artistici, con una auspicabile e crescente presenza di nuovi talenti. La previsione che tutti i soggetti coinvolti fanno è quella di Centri forti e stabili nello strutturare spazi residenziali, supporto alla produzione e capacità di promuovere i nuovi progetti in Italia e all’estero, attenzione ai vari linguaggi musicali e artistici e alla multidisciplinarietà.

Maggiori dettagli ed informazioni sul sito Fondazione Musica per Roma

 

Arabia Saudita – Meta turistica per viaggiatori esigenti amanti dell’arte e della cultura.

Donatello Urbani

Migliore occasione non poteva esserci per una ripartenza turistica del dopo pandemia che presentare mete relativamente nuove, quali l’Arabia Saudita.

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Meta questa che rappresenta una vera novità in un contesto relativamente diverso da quelli presenti nelle precedenti proposte, considerando che è stata aperta al turismo solo nel 1998 in tutte le sue molteplici forme: da quello religioso al culturale, dal camping al naturalistico, solo per citarne alcune.

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Un’offerta di soggiorni ed escursioni dettagliate sono oggi reperibili nel catalogo di Kel12, decisamente il più attento tour operator italiano nel soddisfare le esigenze e i desideri dei viaggiatori post Covid 19. I notevoli introiti in valuta pregiata derivati dalle estrazioni petrolifere, hanno consentito ai governanti dell’Arabia Saudita investimenti importanti in moderne ed efficienti infrastrutture ed in servizi sociali tali da considerare questa nazione fra le mete meglio disponibili e più aperte al turismo, specie quello di alta classe.

digPer molti anni il turismo nell’Arabia Saudita è stato esclusivamente quello religioso e riservato ai soli fedeli islamici, ed ancor oggi alcune mete quali La Mecca e Medina hanno l’accesso precluso ai non seguaci del Profeta. Malgrado queste limitazioni le mete di maggior interesse che nel loro insieme rappresentano delle vere eccellenze turistiche, sono disponibili ai visitatori che possono cogliere sia testimonianze culturali di antiche civiltà, quella nabatea, oppure balneari con le splendide spiagge del Mar Rosso.

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Il pianeta “Arabia Saudita” malgrado si presenti oggi come qualcosa di diverso da quello europeo, può essere considerato un paese chiave per la conoscenza della vita e della mentalità presenti nelle varie realtà che stiamo vivendo.

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Per saperne di più consultare il sito web oppure il catalogo del Tour Operator Kel12 presente nelle agenzie di viaggio.

Gocce nell’oceano – Mostra di Artisti coreani all’Istituto di Cultura Coreano a Roma

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“ARCOI”, – Associazione Artisti Coreani in Italia – ha promosso questa mostra con l’intento di offrire uno sguardo sull’arte dell’est asiatico, non solo quella presente in Corea, area in cui in aprile, come ha affermato la Direttrice del Centro Culturale Coreano di Roma, Ye Jin Chun, fioriscono i ciliegi mentre l’Europa si colora di verde. “Arte Meticciata”, come l’avrebbe definita Achille Bonito Oliva, nata all’ombra dei colori e dei profumi asiatici confusi con quelli presenti in Europa.

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Dalla sinistra la Presidente ARCOI che illustra l’esposizione alla Direttrice dell’Istituto Culturale Coreano e a S.E l’Ambasciatore della Repubblica Corea del Sud in Italia. 

Ancora più appropriate sono le parole della Direttrice dell’Istituto Culturale Coreano di Roma, Ye Jin Chun, che nel suo intervento inaugurale tenuto alla presenza del nuovo ambasciatore della Repubblica del Sud Corea e di un folto gruppo di persone, ha definito le opere esposte:” Singole gocce d’acqua che si uniscono per dar vita ad un immenso oceano, è questo il significato che si cela dietro il titolo della mostra, Gocce nell’Oceano”.

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                               L’artista Chun Mi Jin fotografata con  la sua opera: “Scattering n^1″ – tecnica mista su tela – cm.100 X 100

Diciassette artisti che dopo una prima formazione in patria sono partiti alla ricerca di una identità e di un linguaggio artistico capace di unire culture e tradizioni diverse. Nasce così un’arte dai colori delicati dei fiori di ciliegio fusi nel prorompente verde della primavera europea e significativamente espressi anche nell’opera “Scattering n^1” presentata dalla giovane artista Chun Mi Jin, laurea in Architettura all’Università di Stoccarda dopo l’altra conseguita alla Hong-ik University di Seul, che in proposito scrive: “Nel mio lavoro, colore e forma si soprappongono costantemente. Trasparenza, tenerezza e delicatezza rafforzano le illusioni del passato e del presente. Spazio, colore e forma sono separati ma sovrapposti, mescolati e combinati per mostrare un aspetto diverso dell’essenza originale. Le sottili emozioni ed i ricordi percepiti in uno spazio tridimensionale sono condensati su una tela bidimensionale per mostrare l’eternità mutevole”.

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 Shim Eun Ha: “Nuvola 3″ – 2020 – Marmo di Carrara – cm.30 X 37 X 45h – Interessanti le venature del marmo che offrono una vera animazione all’opera oltre la staticità propria della scultura.

Interessanti le opere che rimandano sia all’uso di materiali propri della nazione ospitante, quali il marmo di Carrara, contrapposte a quelle che ripensano materiali e forme artistiche della tradizione culturale della nazione d’origine. Due gli esempi più significativi. Il primo lo offre la scultrice Shim Eun Ha. Laurea in Scultura all’Hongik Università – Corea del Sud e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, con la sua opera “Nuvola 3” che lei stessa definisce: “Volevo raffigurare un’espressione religiosa, naturale e umana attraverso la semplicità del corpo femminile. Cerco di rappresentare le linee originali della donna che racchiudono valori come la calma, l’attesa, l’amore, la pace e l’abbondanza. Sarei felice se il pubblico, a seconda del proprio stato d’animo, riuscisse a sentire una nuova forma naturale e simbolica oltre che la semplice forma fisica della donna.”

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                                                            Shin Yoo Sun: “Lucernario” 2021 – Cotone e viscosa – cm.60,5  X 155 

Diversa invece è l’opera di Shin Yoo Sun “Lucernario”, Università Femminile Ducksung – Moda e Costume- Istituto per l’Arte e il Restauro di Firenze e Laurea in Archeologia all’Università di Firenze, che lei stessa presenta come: “facente parte della serie di cornici, di porte e di finestre tradizionali, iniziata da qualche anno, che è stata realizzata con una rivisitazione del motivo decorativo tradizionale coreano “guyghyeopsal” combinata con la tecnica del “yeouijumumbo”, la cosiddetta “cathedral windows” e quella del “jogakbo”. L’opera ha una forma orizzontale, diversamente dalle precedenti, ispirandosi a un lucernario e riporta alla mente anche un soffitto a cassettoni italiano. A prima vista tale caratteristica potrebbe dare una doppia sensazione e creare vari sentimenti in base alla capacità d’immaginazione e alle esperienze   di ogni persona”.

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                           Hwang Da Sol: “Empty 1″ – 2020 – Acrilico, inchiostro di china su tela, luce di LED – cm.90 X 113 tela 70 X 100

Ciascuna opera comunque racchiude motivi d’interesse tanto artistici/culturali che sociali nell’intento non solo di esprimere un proprio linguaggio quanto un desiderio nel voler stabilire un punto di pacifica convivenza e convergenza e fondersi con culture e persone di altre terre come le gocce di un acquazzone primaverile cadute in pieno oceano.

Roma – Istituto Culturale Coreano – Via Nomentana n.12 – Mostra “Gocce nell’Oceano” dall’8 aprile al 13 maggio 2022 con ingresso gratuito dal lunedi al venerdi dalle ore 9,00 alle 17,00. Info sulle molte iniziative e attività programmate tel. 06.441633 e mail: info@culturacorea.it – sito web: www.culturascorea.it

Agricoltura Biodinamica: perché é una cosa seria. Il sistema agroecologico che può contribuire all’autosufficienza alimentare e alla mitigazione dei danni climatici.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Noi abbiamo avuto la terra in eredità dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”

La sede romana dell’Associazione Stampa Estera ha accolto l’8 aprile u.s. una conferenza stampa intesa alla presentazione da parte di autorevoli personalità del mondo scientifico e agricolo dell’iniziativa: “’Progettiamo il Futuro” come percorso d’innovazione e preparatorio al centenario della nascita dell’Agricoltura Biodinamica ad opera di Rudolf Steiner nel giugno1924.

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La presentazione è stata curata da Carlo Triarico, Presidente  dell’Associazione Biodinamica, che ha affermato: ”Abbiamo ritenuto opportuno avviare un itinerario d’incontri di studio e di co-progettazione in giro per l’Italia per determinare insieme agli agricoltori e ai cittadini   come   l’agricoltura biodinamica possa contribuire efficacemente all’autosufficienza alimentare. Partendo dalle tecniche fondanti che la rendono un sistema produttivo a bassissimo impatto ambientale e un metodo che contribuisce alla mitigazione dei danni climatici e dei rischi ambientali”.

L’agricoltura biodinamica è il metodo fondatore dell’agricoltura biologica (gli standard biodinamici hanno anche ispirato il Regolamento CE n. 2092/91 sull’agricoltura biologica). Sempre Triarico sottolinea che “ … la   biodinamica offre una via sostenibile, basata sull’economia circolare, le filiere corte e organiche. È un metodo agroecologico caratterizzato da bassa intensità energetica in grado di ripristinare terreni asfittici restituendo loro la fertilità, d’incrementare la biodiversità agraria e naturale, di migliorare ambiente e alimentazione, di favorire il benessere animale e di coltivare anche aree marginali e aride, portandole alla produttività. Tutto questo è alla base dell’autosufficienza alimentare italiana ed europea”. Le esperienze biodinamiche nel Sud del mondo hanno permesso la rinascita d’intere   aree desertificate. Non solo, la biodinamica contribuisce a un settore, quello del biologico, che vede l’Italia in posizione avanzata rispetto al resto d’Europa, con il 16% di coltivazioni contro l’8% della media UE. Un settore che merita di essere sostenuto anche in virtù della   sua forza di volano economico.

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La conferenza ha voluto dar voce anche  alle testimonianze d’imprenditori del settore biodinamico che hanno portato esempi di applicazioni biodinamiche di successo in Italia e in aree di crisi, talvolta in collaborazione e sinergia con la FAO. “La Transizione agricola che ci attende è verso un’economia generativa e circolare, in cui si garantiscono ecosistemi e comunità verdi. Molto di quanto descritto si ritrova già nell’approccio biodinamico che, al pari del biologico, rientra nel filone dell’agro-sostenibilità e rispecchia molto quell’ecologia integrale richiamata dall’enciclica papale, d’interconnessioni tra uomo e natura“ dichiara Raffaella Pergamo, ricercatrice CREA, centro di Politiche e Bioeconomia.

Una sana agricoltura sarà possibile solo se ci saranno bravi e coscienti agricoltori, sostenuti da un commercio lungimirante ed equo e da consumatori consapevoli e attenti.

Il tour “Progettiamo il Futuro”, che prevede una serie d’incontri di studio e di coprogettazione, toccherà Roma, Milano, Padova, Torino, Bologna, Bolzano, Firenze, Napoli, Pescara, Bari, Palermo e altre città ancora. La prossima tappa sarà a Roma il 9 aprile, presso l’azienda agricola Agricoltura Nuova, via Val di Perna n. 315. La partecipazione è gratuita, è necessario iscriversi tramite invio di e-mail a: info@biodinamica.org.

 

 

“Luce e Salute” – Evento promosso a Roma dalla Fondazione Salmoiraghi & Viganò

Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

La Fondazione ha promosso il 7 aprile c.m. un nuovo appuntamento, nell’ambito del programma “Incontriamo l’oculista”, la pluriennale campagna d’informazione scientifica e prevenzione che ha lo scopo di diffondere la cultura della salute degli occhi.

“In me volgeva sue luci beate”  (Ugo Foscolo)

Il tema centrale svoltosi all’Harry’s Bar Hotel e Restaurant ha interessato il rapporto tra luce solare e salute del nostro corpo in particolare gli occhi e la pelle incluso il suo impatto sulla rappresentazione di ciò che vediamo attraverso la creatività e i linguaggi artistici come il cinema e la fotografia. Sono presenti il Dott. Luigi Mele, medico chirurgo oculista, la dermatologa Dott. Annalisa Pizzetti, Enrico Vanzina, regista cinematografico e Adolfo Franzò, fotografo ritrattista autore della mostra, divenuta poi un libro catalogo “Shut Close Your Eyes” che, come scrive nell’incipit dello stesso, “…un sogno che non si legge è come una lettera che non viene aperta”. La fotografia è un procedimento ottico-meccanico e chimico mediante il quale si ottengono immagini dovute alle variazioni prodotte dalla luce. Nel suo intervento il Dott. Mele ricorda che l’occhio è una macchina fotografica. La luce è una forma di energia che causa delle sensazioni nella vista diretta. “Il sole, tanto importante quanto pericoloso”. La Dott. Pizzetti fa presente che la cute è la parte più estesa degli organi e l’esposizione del corpo o di parte di esso alla luce del sole o artificiale, ha anche uno scopo terapeutico. Infine Vanzina, afferma: “…il cinema è un racconto per immagini, i brutti film sono quelli in cui ci sono troppe parole, le luci più belle sono quelle del mattino e della sera, questa è la magia del cinema”.

Per saperne di più sugli scopi e attività della Fondazione, consultare il sito www.fondazionesalmoiraghievigano.it.

 

 

Sadhguru, fondatore della Isha Foundation e noto autore di best seller per il New York Times, è giunto a Roma nel corso del suo viaggio in moto in 24 nazioni per promuovere la campagna ‘Save Soil’ .

Mariagrazia Fiorentino –  Foto Donatello Urbani

Bisogna viaggiare per capire, l’avventura della conoscenza non finisce mai.

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Isha Foundation, organizzazione senza scopo di lucro gestita da volontari fondata nel 1992, opera a livello globale in oltre 300 centri supportati da oltre nove milioni di volontari ottenendo uno speciale status consultativo con il Consiglio sociale ed Economico delle Nazioni Unite.  Attraverso la sua fondazione, Sadhguru ha  avviato diversi progetti sociali in India e nell’autunno del 2017,ha lanciato Rally For Rivers, una campagna nazionale per attuare cambiamenti politici sostenibili e a lungo termine per rivitalizzare i fiumi dell’India gravemente impoveriti. È diventata la più grande campagna ambientale della storia con oltre 162 milioni di sostenitori.

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Attualmente, Sadhguru e la Isha Foundation sono impegnate in un nuovo progetto: “Conscious Planet”, con lo scopo di creare un mondo in cui un gran numero di persone spingano comunità e governi verso politiche ambientalistiche e sostenibili. Per rendere popolare la causa ambientale, e dare voce al movimento globale per affrontare la crisi del suolo, Sadhguru guiderà una moto per oltre 30.000 chilometri, attraverso 24 nazioni, dal Regno Unito, all’Europa, il Medio Oriente per concludersi in India. La tappa romana con relativi incontri, conferenze e interviste è stata organizzata dalla Rappresentanza Diplomatica Indiana in Italia. Quello che uno porta nella propria vita sono esperienze uniche, maturate nelle persone che s’incontrano

Vincitori Premio Italive 2021 -Roma – 28 marzo 2022 – Piazza Navona – Stadio di Domiziano area archeologica

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“ITALIVE.it” è un’iniziativa avviata nell’aprile del 2011 dalla Markonet, per offrire agli automobilisti informazioni sulle attività che animano il territorio attraversato, per garantire esperienze di viaggio   originali e coinvolgenti e per promuovere il turismo di qualità, valorizzando lo straordinario patrimonio di arte, cultura, paesaggio, tradizioni popolari, agroalimentari ed enogastronomiche del nostro Paese.

davLa convergenza strategica e la promozione combinata di questi comparti ottimizza una sinergia per  valorizzare il sistema turistico nazionale coordinandole con gli eventi che animano il territorio:  sagre, rievocazioni storiche, tradizioni popolari, mercati, manifestazioni sportive, agriturismi. In Italia si organizzano oltre 25.000 eventi l’anno; occorre valorizzare quelli più rappresentativi dei territori che sono meno conosciuti, raccontarli anche attraverso le esperienze dei diretti fruitori. I migliori dieci eventi, votati direttamente dagli automobilisti, ricevono ogni anno il Premio   ITALIVE, giunto alla decima edizione; l’obiettivo è mettere in luce e gratificare i migliori eventi organizzati nel corso dell’anno. La parola chiave del Premio è Genius Loci, la capacità di estrarre la sintesi dei valori identitari di un Territorio e della sua gente (tradizione, cultura e talenti).

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La XIV Edizione della cerimonia di premiazione, con la consegna “Targa d’Onore”, presieduta dal Dott. Tamburella, ha interessato:

  • Premio Il Paniere d’Italia – Gusto per la tradizione;
  • Premio Itaslive.it – Il territorio del vino;
  • Campionato Italiano del salame

Un meraviglioso viaggio tra i sapori della tradizione e del territorio; lungo tutto lo stivale, con le diverse stagionalità, ma con lo stesso amore.

Nel suo intervento il dott. Tamburella specifica: “Questo riconoscimento viene dato per la prima volta con un attestato che certifica l’autenticità dello stesso riscontrabile anche negli anni futuri, cerchiamo di premiare l’impegno delle persone nei luoghi meno conosciuti”.

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Molti i premiati nelle varie categorie da segnalare il Comune di Montechiarugolo (Parma) dove nei suoi 11 caseifici da oltre mille anni viene prodotto un’eccellenza unica “Il parmigiano”, conosciuto in tutto il mondo. La prima settimana di settembre viene ancora di più esaltato agli onori del palato (ritira il premio il Sindaco l’Ing. Daniele Friggeri)

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Sana Bio Fiere – Bologna, il prossimo appuntamento è il 12 e 13 aprile p.v. dove s’incontreranno i piccoli produttori con la grande distribuzione. Ritira il premio Francesca Puglisi

Valorizzare le aziende locali, scegliere e sostenere le realtà produttive a filiera corta, significa valorizzare il lavoro e le tradizioni del nostro paese, questo è uno degli obiettivi di questo premio.

L’augurio è che queste piccole realtà territoriali possano diventare un’attrattiva come la luce delle falene.

Per saperne di più consultare il sito www.italive.it

 

FIAVET (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) – 1961/2021 – Sessantesimo compleanno

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“L’arte più nobile è quella di rendere gli altri felici”, slogan preso a prestito da uno sponsor della festa voluta dalla FIAVET per il 60^ compleanno e che rende bene l’impegno che vogliono raggiungere tutti gli operatori di viaggi e turismo.

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“I compleanni sono sempre un momento di festa”, sono le parole iniziali dell’intervento della Presidente Ivana Jelinic, e tutto questo ha trovato ampio riscontro nella bella e simpatica festa organizzata a Roma nelle ex Officine Farneto animata dall’intervento di artisti, illusionisti, maghi ed acrobati. L’importanza che riveste questa istituzione è stata messa in ampia evidenza sia da vari sponsor dell’iniziative che dai molteplici messaggi augurali giunti alla presidenza nazionale, nonché dalla presenza di personalità politiche quali l’On.le Antonio Tajani.

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Tuttavia non può passare inosservato quanto ha osservato Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio nel proprio messaggio augurale, “…..proprio il settore dei viaggi e turismo vive con particolare intensità questa perdurante incertezza, che ha imposto sacrifici e un profondo ripensamento. In questo contesto, e proprio l’associazionismo è la risposta ad una domanda di senso: dalle crisi si esce più forti se si esce insieme”. La festa è proseguita fino alle ore piccole sulle note di tanta musica presa a pretesto per risaldare la buona socialità e amicizia in vicendevole allegria.