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Ip lancia “OPTIMO” – Il carburante Premium ecosostenibile al prezzo del normale.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le ultime limitazioni sulla circolazione dei veicoli privati a motore, imposte da varie amministrazioni comunali preoccupate di salvaguardare  la salubre vivibilità nelle proprie città, hanno richiamato le generali attenzioni pubbliche e private e posto alla ribalta la commercializzazione di questo nuovo carburante, – Optimo –  frutto di una attenta ricerca scientifica promossa dalla IP – Italiana Petroli S.p.A. -, che pur garantendo una basso livello di emissione di particelle inquinanti non grava nelle tasche degli automobilisti.

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Significative in proposito le dichiarazioni dell’AD Daniele Bandiera: “La transizione della mobilità non è più un lusso per pochi. Una rivoluzione tecnologica in casa IP, un cambio di paradigma che permetterà ai milioni di automobilisti che fanno rifornimento presso le stazioni di servizio del Gruppo (oltre 800.000 rifornimenti al giorno) non solo di ridurre consumi, emissioni e spese di manutenzione grazie a un carburante tracciabile e senza maggiorazioni di prezzo, ma anche di essere protagonisti della transizione energetica da subito con la propria attuale vettura. Fare il pieno con OPTIMO permette di ottenere benefici in tre ambiti: la cura e l’efficienza del motore, l’impatto ambientale e la tracciabilità del prodotto.”. Finalità confermate anche nell’intervento del Presidente Italiana Petroli, Ugo Brachetti Peretti:

  • Entro il 2020 nelle oltre 5000 stazioni IP si venderanno solo carburanti premium al prezzo di quelli normali
  • Obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di oltre 300.000 tonnellate all’anno
  • Riduzione dei consumi di almeno il 2%, migliori prestazioni ed efficienza del motore. Carburanti tracciabili anti-truffa

Gli innovativi carburanti OPTIMO benzina e diesel, che sostituiranno completamente i prodotti tradizionali nelle oltre 5000 stazioni di servizio del Gruppo in tutta Italia, saranno venduti al prezzo dei carburanti normali e sono già disponibili, a partire da gennaio, nelle stazioni di rifornimento di Lazio, Marche e Umbria e Abruzzo. Entro marzo arriverà in Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e nel secondo semestre del 2020 su tutto il territorio nazionale.

Il Gruppo api, che fa capo alla famiglia Brachetti Peretti, è attivo dal 1933 nel settore dei carburanti e della mobilità. Con circa 1300 dipendenti, una rete di oltre 5000 punti vendita a marchio IP e una logistica distribuita in tutto il Paese, è il primo operatore privato del settore. Il lancio di OPTIMO sarà accompagnato da un nuovo spot pubblicitario in programmazione a partire dai prossimi giorni sulle principali tv, radio, siti web e social media.

 

 

VISIONAREA ART SPACE PRESENTA LIAO PEI LA PRIMA MOSTRA ITALIANA DELL’ ARTISTA CINESE TRA LE PIÙ SEGUITE SULLA SCENA INTERNAZIONALE

Roma – Auditorium della Conciliazione fino al 5 marzo 2020 –

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le opere  di Liao Pei catturano lo spazio come una costellazione omogenea e orchestrale…. frammenti fluidi che galleggiano nel bianco amniotico della galleria. Sono il taglio della nostra attuale società, di quella borghesia abituata a lavorare in silenzio. Gianluca Marziani, uno dei due curatori dice: ”L’idea è di portare alcuni artisti che rappresentino l’attività artistica cinese”. Liao Pei dipinge volti, corpi, spiriti, fantasmi, anime… ogni quadro racchiude idealmente tutte queste identità ma nessuna supera le altre per evidenza figurativa.

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Il fantasma diventa solido, il volto cattura l’evanescenza, l’anima trattiene qualcosa del corpo, lo spirito poggia i piedi al suolo: ogni apparizione pittorica è il senso di un controsenso, le semplici categorie si sfaldano, gli stati fluttuanti della materia trasformano la narrazione lineare e il suo contenuto simbolico. Commenta il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale: «Con Liao Pei prosegue il focus sull’arte cinese di nuova generazione, quella finora sconosciuta in Italia ed in Europa, che si propone d’inaugurare un nuovo dialogo con l’Oriente, parallelo a quello di natura economica o diplomatica intrapreso dal nostro Paese, ma non per questo meno efficace, in quanto sicuramente con risvolti in campo sociale di portata universale. Ciò, nel segno del percorso da sempre intrapreso dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che vede nell’osmosi fra le culture lo strumento privilegiato per un proficuo e costruttivo confronto, nonché per il superamento, attraverso la conoscenza, dei conflitti e la caduta di barriere ed ostacoli alla comprensione reciproca.».

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Le ombre, i corpi, i volti liquidi in una delle artiste contemporanee cinesi. Questa è Liao Pei!

Alla mia piccola Sama – di Waad al-Kateab e Edward Watts. Nominato nella sezione “Miglior documentario agli Oscar 2020 in sala dal 13 febbraio p.v.

Mariagrazia Fiorentino

Il documentario intitolato semplicemente “Alla mia piccola Sama”, è un viaggio intimo nell’esperienza femminile della guerra, una lettera d’amore di una giovane madre a sua figlia. Il film racconta la storia di Waad al-Kateab, attraverso gli anni della rivolta di Aleppo in Siria, quando s’innamora, si sposa e da alla luce Sama, il tutto mentre intorno esplode il conflitto.

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La sua telecamera raccoglie storie incredibili di morte, risate e sopravvivenza, mentre Waad  si domanda se  è meglio fuggire o meno dalla città, insieme al marito,  per proteggere la vita di sua figlia in un momento in cui partire significava abbandonare la lotta per la libertà, per la quale ha già sacrificato molto. Sama così diventa un simbolo di amore e di speranza, che la violenza degli uomini non potrà distruggere.

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Un documentario che fa riflettere e pensare,  è il 1 gennaio del 2016 quando nasce Sama e ci troviamo a meno di due ore di volo dall’Italia

Roma – Palazzo Bonaparte – Mostra “I love Lego” fino al 19 aprile 2020

Mariagrazia Fiorentino

La mostra della Lego ci fa sentire tutti un po’ sognatori, tanto i bambini, come quelli che non lo sono più. In un gioco di colori e prospettive tra spettacolari diorami e creazioni artistiche con scenari minuziosamente riprodotti e ambienti realizzati in decine di metri quadrati con i mattoncini più famosi del mondo. Costruzioni e non solo. Attraverso una “caccia al personaggio” tra edifici e palazzi, tra galeoni e templi, il visitatore è invitato a cercare personaggi celebri e non, nascosti all’interno delle installazioni: da Harry Potter a Dart Fener.

Una mostra per tutta la famiglia per trascorrere insieme qualche ora spensierata in un mondo immaginario e contemporaneo al tempo stesso. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.mostrepalazzobonaparte.it

Roma – Palazzo della Cancelleria – Mostra di Leonardo

Mariagrazia Fiorentino

Nell’ambito della mostra di Leonardo – Il Genio e le Invenzioni – “Natale con Leonardo”  ben 65 macchine accompagnano i visitatori in questo luogo affascinante dove é conservata nei sotterranei una parte della falda acquifera che scorreva in questa zona e che veniva alimentata dal Canale Euripus. Nell’acqua é presente un sepolcro del 43 a.C. appartenuto ad Aulo Irzio, un tesoro nascosto della Roma sdotterranea visibile grall’apertura di questa mostra.

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Tra le macchine presenti il paracadute, i galleggianti, fatti di otri di pelle gonfi d’aria, la vita di Archimede, il rivoluzionario carro armato, la camera degli specchi, la città ideale, il progetto di Leonardo di una città conmoda e spaziosa caratterizzata da architetture razionali e funzionali, strade ordinate, alte e forti mura, con lo spazio cittadino articolato su diversi livelli. Due nuove grandi attrazioni sono state aggiunte: la realtà aumentata ed il video mapping in 3D sulle invenzioni e sull’affascinante mondo dell’autonomia. Il 2019 é l’anno centenario della morte di un grande italiano così scriveva Padrea Mariano da Torino, uno dei primi divulgatori scientifici della nascente televisione italiana. “Egli  ebbe una personalità veram,ente spiccata, vulcanica che spinta da un ardente ansia di conoscere si é rivolta ad ogni campo dello scibile e dell’operabile: dalla pittura alla meccanica, dall’industria , ast5ronomia, anatoomia e fisiologia, zoologia e botanica, lasciando attonito chiunque lo studi per la genialità delle sue invenzioni e per aver saputo conciliare im modo unico e singolare sciena ed arte”.  Al via la settima edizione el concorso scolastico 201\972020 “Sfida il grande genio”, organizzato dall mostra di Leonardo. IL concorso che da anni viene indetto al fine di dare uno stimolo creativo ai giovani é riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che hanno visitato la mostra. Le domande di partecipazione potranno essere inviate a info@mostradiloenardo.com entro il 31 gennaio 2020.

Conversation Piece / Part VI – La realtà è ciò che non scompare quando smetti di crederci. – Mostra di artisti contemporanei di passaggio a Roma

Testo e foto di Donatello Urbani

La mostra “Conversation Piece / Part VI – La realtà è ciò che non scompare quando smetti di crederci”, curata da Marcello Smarrelli e allestita negli spazi espositivi romani della Fondazione Memmo, Scuderie di Palazzo Ruspoli, presenta opere realizzate da artisti stranieri presenti temporaneamente a Roma che gli stessi artisti dedicano ai colleghi italiani con l’intento d’invitarli, come dice il titolo, a conversare con loro. La mostra, come ha affermato il curatore, oltre a rappresentare un’occasione di confronto e di dialogo con Roma, si offre come momento di discussione tra personalità artistiche differenti tra loro nell’intento di far convergere energie, saperi e metodi diversi in un unico evento espositivo. Protagonisti dell’esposizione sono Corinna Gosmaro (artista, CRT Italian Fellowship in Visual Arts presso l’American Academy in Rome) Philippe Rahm (architetto, borsista presso l’Accademia di Francia – Villa Medici nel 1999/2000 e attualmente residente a Roma) e Rolf Sachs (artista e designer svizzero, che ha da poco stabilito il proprio studio a Roma).

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La mostra, nata da una serie di conversazioni del curatore  con Philippe Rahm (Pully – Svizzera, 1967) e dalla sua ricerca tra architettura, arte e design (che l’autore stesso indica come vicina alle teorie del “nuovo realismo”), testimonia, anche attraverso le opere degli altri artisti coinvolti, una fiducia negli oggetti come possibili agenti di cambiamento.

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Rahm, noto per le sue innovative teorie sull’architettura, in linea con i principi della termodinamica, presenta Climatic Apparel, due capi d’abbigliamento unisex, due prototipi di quella che l’artista definisce “moda del Nuovo realismo”. I due abiti – realizzati in collaborazione con la socia Irene D’Agostino e con il brand francese About a Worker – capaci di reagire alle condizioni atmosferiche, richiamano il tema dei cambiamenti climatici, campo di ricerca dell’artista da diversi anni.

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Corinna Gosmaro (Savigliano – Italia, 1987) sperimenta come il dato reale possa costituire il senso più profondo di un’opera d’arte attraverso l’installazione Aria calda. In un perimetro delimitato da un tappeto rosso sono esposte due tipologie di lavori: dipinti realizzati su filtri per l’aria e sculture prodotte con dei corrimani in ottone.

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Spiazzante e non privo d’ironia, scrive il curatore, l’intervento di Rolf Sachs (Losanna – Svizzera, 1955), che presenta opere realizzate a partire da oggetti di uso quotidiano o elementi naturali, trasformati e riassemblati, capaci di manifestare lo spiccato interesse dell’artista per la componente manuale e la sperimentazione sui materiali.

Roma – Fondazione Memmo, via Fontanella Borghese 56/b, fino al 22 marzo 2020. Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00 (martedì chiuso). Ingresso libero

 

1917 – Una pagina di storia riletta dal cinema

A cura della redazione

Corsi e ricorsi storici. Anche in questo caso la storia non fa eccezioni e su quanto narrato nel film “1917” – episodio accaduto realmente nel corso della prima guerra mondiale, si possono leggere gli eventi attuali: L’inutilità della guerra, il prezzo pagato tanto dai militari che dai civili, fino ad arrivare a quelli a noi vicini quali la Brexit, presente in un commento di un militare inglese, condiviso dai commilitoni, che vede questa guerra una“vicenda che non ci tocca”.

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Di grande suggestione la ricostruzione della terra di nessuno attraversata da due militari inglesi incaricati di portare, in una corsa contro il tempo, un contrordine di attacco alle linee tedesche, così come il comune sentire da entrambe le parti, immortalato in alcune toccanti scene, che la guerra sarà vinta solo da chi sopravviverà. Un inconsueto film di guerra in uscita il prossimo 23 gennaio.

Eden – Piano per la valorizzazione dei territori e per la promozione di un turismo lento. Le mete eccellenti wellness italiane selezionate dall’Europa con Mibact ed Enit

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima” – Dalai Lama.

Il progetto europeo Eden, il più grande al mondo nel settore del turismo sostenibile ,vede la Valdichiana Senese quale destinazione numero uno in Italia affiancata dalle nuove località più salutari selezionate dall’Europa con Mibact ed Enit: Alto Reno Terme, Duino Aurisina, Frasassi/Genga, Manciano. Nell’intervento della Sottosegretaria al Ministero MIBAC, Lorenza Bonaccorsi,  si  possono avere notizie sull’importanza che riveste questo progetto per il turismo italiano ritenuto: “Un’iniziativa importante nel solco del percorso che stiamo portando avanti come Mibact, legato alla valorizzazione dei territori, alla promozione di un turismo lento e in grado di aiutare a diffondere i flussi su tutto il territorio nazionale, mantenendo un’elevata qualità dell’offerta. Il Progetto Eden è l’esempio del livello di qualità diffusa raggiunto dal turismo italiano e in particolare parliamo dei piccoli centri, i borghi d’Italia, che sempre più puntano sulle esperienze del benessere, sulle attività all’aperto e sull’enogastronomia”.  Sotto la sigla Eden (European Destinations of Excellence Network), si nascondono tante buone  occasioni per porre all’attenzione degli operatori turistici le mete di wellness italiane eccellenti.  Al primo posto si sono classificati i Comuni che compongono la Valdichiana Senese, che entreranno a far parte del circuito che promuove le nuove località salubri. Nelle posizioni ‘top five’ delle nuove destinazioni più salutari, selezionate dall’Europa con Mibact ed Enit, si sono collocati anche Alto Reno Terme (Bo), Duino Aurisina (Ts), Frasassi/Genga (An), Manciano (Gr). “Questo progetto ha sviluppato la voglia di molte località anche minori di mettersi in gioco nel mondo del turismo – ha sottolineato Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo Enit -, consentendo di mostrare quello che si ha e di delineare i progetti futuri. Il turismo è bellezza ed anche economia: svilupparlo nei centri minori serve anche a contrastare lo spopolamento e a creare occasioni soprattutto per i giovani. Il progetto crea nuovi flussi turistici e consente di sviluppare le peculiarità di ogni territorio, spingendo ogni dimensione locale a valorizzare le proprie tradizioni mettendole a sistema”.

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Il Comitato Nazionale di Valutazione, presieduto dal Dipartimento del Turismo e costituito da ENIT, Anci e Coordinamento Regionale per il Turismo, ha esaminato le candidature pervenute sulla base di criteri europei e nazionali, nonché attraverso visite sul territorio per poi selezionare le destinazioni Eden (1 vincente e 4 classificate) da segnalare alla Commissione Europea. Il processo di selezione delle destinazioni turistiche di eccellenza nel campo del turismo del benessere genererà un circuito virtuoso con effetti moltiplicatori connessi ad un incremento dei flussi turistici. Alla conferenza stampa svoltasi al MIBAC erano presenti numerosi sindaci, tutti nei loro interventi, seguiti alla consegna di attestato e della bandiera, hanno rilevato la caratteristiche principale delle loro attività rivolte al turismo ed improntate sempre più sulle esperienze messe a disposizione dei visitatori con servizi ineccepibili accompagnati da iniziative rivolte al benessere, alle attività all’aperto e sull’enogastronomia. Molte di queste località sono attualmente raggiungibili con il treno come riportato sul travel book “Wellness” edito da Trenitalia che indica come affrontare il viaggio fin dal primo momento per vivere un’esperienza unica.

 

Il restauro della Basilica ipogea degli Statili a Porta Maggiore

Testo e foto di Donatello Urbani

“La Basilica sotterranea di Porta Maggiore è, nelle parole della Soprintendente Daniela Porro, uno dei luoghi più magici e intrisi di mistero di Roma”. Infatti  a partire dalla sua scoperta avvenuta casualmente nel 1917 nel corso dei lavori di costruzione del viadotto ferroviario di Roma Termini, agli ultimi interventi di restauro e conservativi voluti e finanziati dalla Fondazione Svizzera Evergète, tutto appare come improntato alla casualità. Costruita nel I^ secolo a.C. dalla famiglia degli Statili, legata all’imperatore Ottaviano Augusto,  volutamente ipogea, cioè sottoterra, è un monumento unico nel suo genere per la ricchezza delle decorazioni a stucco e mosaico.

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Tanto per le decorazioni che il suo essere ipogea e destinata alla sepoltura della “gens” della famiglia, è stata ritenuta sede di culti misterici. Questa ipotesi potrebbe essere avvalorata dalle vicende che hanno coinvolto un importante componente della famiglia: Tito Statilio Stauro, seguace di culti misterici e vicino agli ambienti del Neopitagorismo romano, che adibì la basilica a luogo di ritrovo e ritenuto, per questa nuova destinazione, il rinnovatore delle decorazioni  a stucco che ornano le tre navate.

digIl bianco avvolgente delle decorazioni e degli stucchi presenti negli ambienti, in particolare il grande abside centrale, ci dicono del suicidio della poetessa Saffo nelle acque di un mare evocato dalle tracce blu che rivestono la parete dell’abside, unica nota di colore insieme alla fascia rossa che circonda tutte le pareti. Saffo comunque sarà accolta nell’aldilà da una Vittoria con una palma in mano, inviata da Apollo e testimone di un passaggio dalla vita materiale ad una spirituale presente nella filosofia neopitagorica, come precisato dalla Soprintendente Daniela Porro.

dig I culti che lì si svolgevano furono dichiarati fuori legge nel 52 d.C. dall’Imperatore Claudio che esiliò anche i cosi detti “matematici” e tra questi i neo pitagorici. Da questo clima d’intolleranza giunse allora il pretesto per la denuncia di superstizione a Tito ed il suo conseguente suicidio per non subire l’onta del processo, forse gettandosi  in mare, come immortalato negli stucchi. L’ipogeo a Porta Maggiore, fu abbandonato anche a causa della decadenza della gens Statilia, che forse costituì per il potere imperiale una minaccia concreta, è così cadde nell’oblio fino alla sua casuale riscoperta.

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I lavori di restauro e conservativi finanziati dalla Fondazione Evergète hanno, al momento, interessato la parete della navata sinistra e comunque proseguono per restituire, in un prossimo futuro, la piena fruibilità dell’intero complesso al momento visitabile solo su prenotazione telefonica al n. 06.3996.7702.

digMaggiori informazioni sulle aperture al pubblico www.coopculture.it

C’era una volta Sergio Leone – Una mostra all’Ara Pacis ricorda il registra dei film Western all’Italiana

Testo e foto di Donatello Urbani

A ben guardare i film diretti da Sergio Leone non ebbero solo soggetti western come testimonia la sua ultima regia “C’era una volta in America” il cui titolo offre anche lo spunto per questa bella mostra presente nell’area museale dell’Ara Pacis fino al prossimo 3 maggio che lo vuole ricordare in occasione sia del suo novantesimo compleanno sia nel trentesimo della sua scomparsa.

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Il percorso espositivo, curato dal Direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini – racconta di un universo sconfinato, quello di Sergio Leone, che affonda le radici nella sua stessa tradizione familiare: il padre, regista nell’epoca d’oro del muto italiano, sceglierà lo pseudonimo di Roberto Roberti, e a lui Sergio strizzerà l’occhio firmando a sua volta “Per un pugno di dollari” con lo pseudonimo anglofono di Bob Robertson.

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La mostra C’era una volta Sergio Leone si suddivide in diverse sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America,  e si conclude con Leningrado, dedicata all’ultimo progetto incompiuto. Un’ulteriore sezione, riepilogativa di tutte le altre, posta nell’ultima sala, é “L’eredità Leone”,  quasi un testamento che il maestro lascia per gli studenti di cinema di tutto il mondo come avvenuto già per molti dei registi contemporanei, da Martin Scorsese a Steven Spielberg, da Francis Ford Coppola a Quentin.

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Ripercorrendo oggi, anche con l’aiuto offerto da questa rassegna, le regie di Sergio Leone, come riconosciuto dai maggiori critici, dobbiamo riconoscere che il loro culmine si trova nel progetto di una vita: C’era una volta in America. A questo sarebbe seguito sulla sua falsariga un altro film di proporzioni grandiose, dedicato alla battaglia di Leningrado, del quale rimangono, purtroppo, solo poche pagine scritte prima della sua scomparsa. Leone, infatti, come scrivono i curatori, non amava scrivere. Era, piuttosto, un narratore orale che sviluppava i suoi film raccontandoli agli amici, agli sceneggiatori, ai produttori, all’infinito, quasi come gli antichi cantori che hanno creato l’epica omerica. Ma ciò nonostante, il suo lascito è enorme, un’eredità creativa di cui solo oggi si comincia a comprenderne la portata.

Roma – Museo dell’Ara Pacis – Via di Ripetta n.180 fino al 3 maggio 2020, tutti i giorni con orario dalle 9,30 alle 19,30 Informazioni sul costo del biglietto d’ingresso, gratuità e riduzioni, telefoniche 060608 e sul sito www.arapacis.itwww.museiincomune.it –  www.zetema.it