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Campus Peroni- Dal campo al consumatore

Fra le varie eccellenze dell’agricoltura italiana, quella promossa dalla Peroni, principale produttore di birra in Italia – che va sotto il nome “Campus Peroni” assume un particolare valore. L’iniziativa infatti vuole mettere in contatto diretto produttori agricoli e consumatori. Dopo un primo anno di applicazione si è tenuto a Roma il primo convegno sulle attività svolte in questo periodo che ha visto la partecipazione dello staf dirigenziale della Birra Peroni,  di Saplo,  di CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – e dei Dipartimenti di Scienze Agrarie degli Atenei di Teramo, Perugia, Firenze, Tuscia, Padova e Salerno. Campus Peroni, nato per sostenere la cultura della qualità e della sostenibilità in ambito agricolo e cerealicolo, promuove iniziative di formazione dedicate sia agli studenti delle università coinvolte sia agli imprenditori agricoli della filiera Birra Peroni che quotidianamente lavorano per la produzione della migliore qualità di orzo da birra.

sdr                                    L’intervento della Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova.

E’ stata questa l’occasione per porre all’attenzione dei consumatori un messaggio salutistico e “per discutere e confrontarsi sull’impatto e lo sviluppo che l’innovazione tecnologica apporta alla filiera agricola e i benefici che genera in termini di competitività economica e sostenibilità ambientale, accrescendo costantemente la consapevolezza dei consumatori verso scelte sempre più informate” come affermato dai vari relatori, fra i quali la Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova. “La tracciabilità e la trasparenza della filiera produttiva sono la nostra priorità” – dichiara Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne di Birra Peroni. “Campus Peroni è un luogo di condivisione d’intenti, d’interessi e di risorse che può contribuire in termini di sistema all’evoluzione del comparto agricolo e cerealicolo italiano. È un luogo aperto alla creazione di partnership che possano contribuire a innovare il settore agricolo. Uno dei compiti fondamentali di Campus è quello di anticipare i tempi e guardare al futuro per illustrare alla filiera quali sono le tematiche trasversali che influiranno e influenzeranno il settore e incideranno sulla qualità delle materie prime e del Made in Italy”.

davFederico Sannella, al centro, saluta insieme al Prof. Michele Pisante, Università di Teramo, di spalle, l’ex Ministro delle Risorse Agricole Maurizio Martina.

A queste sono seguite le dichiarazioni di Enrico Galasso, Amministratore Delegato Birra Peroni  che ha affermato:“Il mercato nel quale opera Birra Peroni è in costante evoluzione, segue le trasformazioni delle abitudini di consumo dei clienti che sono sempre più informati sulla qualità dei prodotti e sulle innovazioni aziendali. I prossimi anni saranno determinanti per rispondere ai nuovi bisogni dei consumatori e quindi ai nuovi trend di mercato, continuando a produrre birre di eccellenza in modo sempre più trasparente e sostenibile”.Per tutte le news su Campus Peroni, da oggi è possibile visitare il blog  Campus.birraperoni.it

Trenitalia – Gruppo FS – : Dieci anni ad Alta Velocità

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Dieci anni fa partiva dalla Stazione Ferroviaria di Torino la prima Freccia in direzione di Milano. Fu questo l’inizio di un nuovo sistema di mobilità che ha cambiato il paese movimentando trecentocinquanta milioni di viaggiatori in 10 anni, 380 milioni di chilometri percorsi e oltre 80 città collegate, nel 2019, con una flotta di 144 Frecce. Cinque nuove stazioni alta velocità progettate da grandi architetti, 500mila posti di lavoro creati fra il 1998 e il 2018. E soprattutto la sostenibilità ambientale: 20 milioni di tonnellate in meno di anidride carbonica emessi in atmosfera fra il 2008 e il 2018, grazie allo shift modale dall’auto privata e dall’aereo verso il treno, mezzo ecologico per eccellenza. Sono alcuni tra i più importanti risultati ottenuti dal sistema Alta Velocità Ferroviario Italiano dalla nascita del Frecciarossa 10 anni fa illustrati nel sito industriale Scalo San Lorenzo, a Roma, da Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e Gianluigi Castelli, Presidente del Gruppo FS Italiane. Sono dati di tutto rispetto e quanto mai giustificata è stata la soddisfazione dei due dirigenti nel presentarli al pubblico e alla On.le  Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica e On.le Paola De Micheli, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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La soddisfazione per i  prestigiosi traguardi raggiunti è stata accompagnata da altra ancor maggiore nell’annunciare i prossimi dove Trenitalia – Bruppo FS – è impegnata a conseguire. A partire dalla Gran Bretagna dove Trenitalia, tramite la controllata Trenitalia UK, dall’8 dicembre gestirà i servizi InterCity da Londra a Glasgow/Edimburgo (Avanti West Coast), la linea ferroviaria principale del Regno Unito. In Spagna il consorzio Ilsa, composto da Trenitalia e Air Nostrum, è stato selezionato da ADIF, il gestore dell’infrastruttura spagnola, come primo operatore privato ad accedere al mercato iberico. Il consorzio, per 10 anni, offrirà collegamenti alta velocità Madrid – Barcellona, Madrid – Valencia/Alicante e Madrid – Malaga/Siviglia. In Francia sono in corso i test per il collegamento internazionale alta velocità Milano – Parigi con il Frecciarossa 1000. L’inizio del servizio è previsto per il prossimo anno. In Tailandia il Gruppo FS Italiane si è aggiudicato il progetto High Speed Rail Linking 3 Airports, gestione e manutenzione di infrastruttura, flotta treni, stazioni e depositi della linea ferroviaria alta velocità che collegherà i tre principali aeroporti del Paese.

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I mercati internazionali riconoscono i risultati che, in 10 anni, il sistema Alta Velocità ha ottenuto in Italia producendo effetti tangibili per l’economia. I 32 miliardi  d’investimenti sul sistema rete AV hanno avuto un’incidenza annua media sul PIL dello 0,15%, fra il 1998 e il 2018. L’AV da un lato ha cambiato il concetto di viaggio consentendo la nascita di un nuovo pendolarismo, dall’altro ha dato il via alla rigenerazione dei grandi centri urbani. E soprattutto, riducendo le emissioni di CO 2 di 20 milioni di tonnellate, ha creato importanti benefici per la sostenibilità ambientale, uno dei pilastri del Piano industriale del Gruppo FS Italiane 2019-2023. Il Frecciarossa 1000 di Trenitalia è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale perché costruito con materiale la cui percentuale di riciclabilità è vicina al 100%. In 10 anni sono raddoppiati i chilometri percorsi dai collegamenti ferroviari, da 35 a 70 milioni. Le stazioni dell’Alta Velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Con Torino Porta Susa, Milano Centrale, Reggio Emilia AV Mediopadana, Bologna Centrale AV, Roma Tiburtina e Napoli Afragola è stato ridefinito anche il concept di stazione. Non più solo luoghi di passaggio dove iniziare e finire un viaggio ma una vera e propria piazza urbana dove incontrarsi, fare acquisti, riappropriarsi del proprio tempo. Dati questi, come ha riferito l’On. Ministro Paola De Michele che non possono essere trascurati e passare inosservati  da tutti i cittadini italiani

Fellini 100. Genio Immortale. La Mostra – Omaggio della città natale al grande regista, in occasione dei 100 anni della nascita.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Grazie a Federico Fellini se l’Italia è conosciuta in tutto il mondo quale paese della “Dolce Vita”. Ancor oggi una moltitudine di locali, prevalentemente condotti da italiani, si fregia di questa etichetta nell’intento di fornire ai clienti un pizzico di italianità, siano esse culturali o enogastronomiche, eccellenze per le quali il “Bel Paese” è conosciuto in tutto il mondo.

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“A 100 anni dalla nascita, Rimini, – nelle parole del Sindaco Andrea Gnassi, –  si prepara a celebrarlo per un intero anno con una serie d’iniziative che partiranno a metà dicembre con una grande mostra nelle sale di Castel Sismondo, (antica residenza dei Malatesta, signori di Rimini) e proseguiranno per  tutto il prossimo anno per culminare  con l’apertura, a dicembre 2020, del più grande progetto museale a lui interamente dedicato.” Il percorso espositivo della mostra, che verrà inaugurata il 14 dicembre 2019 e si protrarrà fino al 15 marzo 2020”, si articola in tre sezioni. La prima racconta la storia d’Italia a partire dagli anni Venti/Trenta del secolo scorso fino agli anni Ottanta, passando per il dopoguerra, come descritta nell’immaginario dei film di Fellini. La seconda sezione è dedicata ai compagni di viaggio del regista: collaboratori o non, realmente esistiti oppure solo immaginati. Infine la terza sezione è interamente dedicata ad illustrare il progetto, del Museo Internazionale  Permanente Federico Fellini, che verrà inaugurato nel dicembre 2020.

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Dopo Rimini la mostra si trasferirà prima a Roma, nei saloni di Palazzo Venezia a partire dal prossimo aprile 2020, per proseguire successivamente a Los Angeles, Mosca e Berlino. Il Museo Fellini ruoterà intorno a tre poli:  nelle sale di Castel  Sismondo, al piano terra di Palazzo Valloni che ospita il mitico Cinema Fulgor, dove Fellini vide i primi film, mentre il terzo ed ultimo polo ospita in una grande area urbana una vera e propria “Piazza dei sogni – come affermato dai curatori – che, attraverso un percorso d’installazioni e scenografie felliniane, farà non solo da tessuto connettivo ma da creativo fil rouge tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico”.

Rimini – Fellini  100. Genio Immotale. La Mostra – dal 15 dicembre 2029 al 15 marzo 2020 a Castel Sismondo. Info 0541.53399 / 704494 – mostrafellini100.it

Il Sassoferrato di Casperia. Restauro aperto.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le operazioni di restauro e conservative predisposte e volute  dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Frosinone Latina e Rieti, diretta dalla Dott.ssa Paola Refice, sulla tela dell’ Annunciazione dipinta da Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato, hanno visto il coinvolgimento totale dell’intera comunità di Casperia, borgo gioiello della Sabina/Tiberina  in provincia di Rieti.

                                     Porta Reatina nella prima, epoca medievale, e nella seconda cinta muraria, rinascimentale.

Gli eventi capaci di richiamare le attenzioni dell’intera popolazione, nonché delle istituzioni pubbliche,che accadono in una piccola comunità, come quella di Casperia, non sono molti.La vita dei borghi cammina sui binari di una bonaria tranquillità che tutti sono chiamati a rispettare e renderla fruibile per lungo tempo. Il cantiere aperto, condotto sotto gli occhi di tutti, anche se non residenti, si è inserito a pieno titolo su questa realtà. E’ sufficiente camminare per le strade del borgo per constatare come proprio sul selciato, privo di sporcizia ed abbellito con fiori posti dai privati cittadini lungo il percorso, si trovi la migliore testimonianza del sentire comune per aver una vita dove l’ordine e la bellezza sono saldamente radicati, voluti e conservati.

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L’opera che da tempo immemorabile orna l’altar maggiore della chiesa parrocchiale dell SS.Annunziata di Casperia, ritrae l’episodio evangelico dell’ “Immacolata Concezione”. Fu dipinta dall’artista marchigiano Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato nei decenni centrali del XVII secolo su commissione di Girolamo Saraceni di Astra, antico nome di Casperia, che la volle per essere posta sull’altar maggiore della chiesa che lui stesso aveva fatto costruire. Non era la prima volta, come affermato nel corso della conferenza stampa voluta per comunicare l’apertura del cantiere aperto,  che: “il Sassoferrato dipinge questo soggetto, ma la tela di Casperia si distingue per l’estrema raffinatezza della gamma cromatica utilizzata e per le diverse tonalità che creano nella scena assonanze e contrasti. L’annunciazione sembra segnare uno dei momenti più alti nella carriere del pittore, consapevolmente svincolato sulle scelte formali dai suoi contemporanei, pur rimanendo protagonista di primo piano del clima culturale ed artistico della Roma del Seicento”.

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La tela è stata coinvolta, nel corso degli anni, da vicende che ne hanno compromesso una buona fruibilità, rimanendo fortemente danneggiata nel corso di un incendio. Alla Dott.ssa Chiara Arrighi è stato affidato il compito insieme a  un gruppo di  esperti, restauratori, architetti e storici dell’arte, di dirigere le operazioni di restauro che presumibilmente termineranno nel prossimo mese di marzo 2020.Il Comune di Casperia e la Parrocchia della SS. Annunziata, come rilevato dalla stessa Soprintendente, hanno contribuito in misura sostanziale all’organizzazione dell’iniziative mettendo a disposizione le proprie risorse per l’allestimento degli spazi all’interno della chiesa e per la gestione delle visite guidate gratuite, da prenotare obbligatoriamente sul sito www.visitcasperia.it- email culturaturismo.casperia@gmail.com

Casperia (Rieti) – Chiesa della SS.Annunziata Via O.Valeriani, 2. Info: responsabile  Cominicazioni Comune di Casperia: Dott. Lorenzo Capanna, è auspicabile che la sensibilità dimostrata nel coinvolgere in questa iniziativa sia la popolazione che la stampa, sia ripetuta anche in altre occasioni.

Mostra di Giovanni Anselmo all’Accademia di San Luca – Palazzo Carpegna – fino al 31 gennaio 2020

Donatello Urbani

L’occasione del conferimento del Premio Presidente della Repubblica 2016 per la Scultura a Giovanni Anselmo, ha spinto l’Accademia Nazionale di San Luca per allestire nella propria sede di Palazzo Carpegna a Roma una retrospettiva che ripercorre gli oltre cinquanta anni della sua attività artistica. Il prestigioso Premio venne istituito dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nell’ottobre 1948 e da allora attribuito a personalità che si sono particolarmente distinte nei diversi campi della cultura, dell’arte, della musica e delle scienze. Alle tre Accademie Nazionali (Lincei, San Luca e Santa Cecilia) il compito della segnalazione, a cadenza annuale, dei nominativi.

p (5)“Torsione” – 1968. Ferro e Stoffa. Torino Gam-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea. Fondazione Guido e Ettore De Fornaris

Per l’Accademia Nazionale di San Luca, le tre classi accademiche di Pittura, Scultura e Architettura designano a rotazione il premiato.  In questa occasione scrivono i curatori: “La vicenda artistica di Giovanni Anselmo ha seguito un tragitto lineare quanto particolare: grande protagonista dell’Arte Povera, Anselmo non ha mai frequentato specificatamente scuole d’arte. Alla fine degli anni cinquanta inizia a lavorare come grafico in uno studio pubblicitario e, parallelamente, si esercita autonomamente nelle tecniche della pittura. Verso la metà degli anni Sessanta, abbandona le sperimentazioni pittoriche, per concentrarsi in quei primi lavori che mostrano linee di tensione, realizzate con tondini di ferro in stretta relazione con l’energia della forza di gravità e l’equilibrio, che si rivela se appena solo sfiorate. Da quel momento, costante nella sua opera è l’attenzione verso l’energia, la gravitas, la posizione spaziale, la parte per il tutto e l’esprimersi attraverso tensioni di spinte opposte. Concetto e contenuto reale si congiungono in un’unione non narrativa, tra finito e infinito, tra visibile e invisibile in una costante dimensione poetica dell’esperienza assolutamente non retorica e candidamente umana”.

pEntrare nell’opera” – 1971. Fotografia con autoscatto riprodotta su tela. MART. Museo d’Arte Moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Collezione privata

Il percorso espositivo presenta 27 opere, per la maggior parte di grandi dimensioni,  appositamente selezionate dall’artista, tra le più significative dell’intera sua ultracinquantennale produzione.

Roma – Accademia Nazionale di San Luca – Palazzo Carpegna – Piazza dell’Accademia di San Luca, n.77, fino al 31 gennaio 2020. Ingresso gratuito dal lunedi al sabato salle ore 10,00 alle 19,00. Info www.accademiasanluca.eu/it

Giovani Creativi – Le origini del Genio – In mostra al Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – Roma fino al 31 gennaio 2020.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il messaggio archeologico può ritenersi attuale nella nostra società? Le risposte che ci forniscono i dodici creativi con le loro opere esposte al Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – fino al 31 gennaio 2020 dimostrano che tra i talenti dell’era digitale ed alcune tra le più straordinarie opere dell’arte antica esiste un profondo legame indipendente dal vincolo temporale. “Dopo aver rotto il tabù dei luoghi della cultura come spazi non vissuti dalle nuove generazioni, vogliamo intercettare la matrice del genio creativo nella storia dell’Italia e trasmetterla attraverso i Millesimals. Per questo – affermano Nicola Brucoli e Carlo Settimio Battisti – i giovani creativi in questa occasione, sono ritratti nei siti archeologici più significativi di Roma”. Questa iniziativa ha una doppia valenza, sia per il Museo Nazionale Romano che si propone come istituzione al passo con i tempi sia per il gruppo di creativi “TWM Factory” che accoglie al suo interno creativi e professionisti under 30, che ha come obbiettivo la promozione e la diffusione del Talento Made in Italy.

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Durante il periodo di apertura della mostra si svolgeranno  diverse iniziative collaterali, quali incontri/confronti tra giovani ed archeologici dei musei, insieme a workshop ed un interessante evento di chiusura il prossimo 31 gennaio 2020, tutte con l’intento di “raccontare il processo creativo e spiegare come dar vita a un progetto integrato di comunicazione culturale”, come ha tenuto a precisare la Dott.ssa Angelina Travaglini, addetta stampa del Museo Nazionale Romano. I giovani coinvolti in questa iniziativa sono: Federica Sofia Zambeletti / Kozarch (Architettura), Giovanni Vetere (Arte), Alain Parroni (Cinema), Burro Studio (Comunicazione Visiva), Michele Lazzarini (Cucina), Susanna Salvi (Danza), Antonio Facco (Design), Sofia Podestà (Fotografia), Davide Dattoli (Imprenditoria), Marzia Sicignano (Letteratura), Davide Gallo / Programma (Moda), Yakamoto Kotzuga / Giacomo Mazzucato (Musica). La mostra è gratuita all’interno della bigliettazione ordinaria di Palazzo Massimo che permette di accedere alla collezione del Museo.

Roma . Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – Largo di Villa Peretti, n.2 – fino al 31 gennaio 2020 con orai dal martedi alla domenica dalle 9,00 alle 19,45. Info: www.museonazionaleromano.beniculturali.it – email: mn-rm@beniculturali.it – 

Roma il recupero della storia nazionale attraverso la creazione di un polo archivistico museale unico dell’archivio storico delle carte valori e del museo storico della comunicazione

Mariagrazia Fiorentino

Il progetto è stato presentato presso il Museo della Zecca per il recupero e la valorizzazione di questo importante patrimonio artistico e culturale. Arte e ambiente vantano un rapporto simbiotico da coprotagonisti principali in questo luogo unico.

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In questa occasione è stata inaugurata una nuova sezione del museo, con materiale filatelico, pesi e misure che costituiscono un primo nucleo espositivo della “Fabbrica delle Arti e dei Mestieri”, la cui sede,  (ultimati i lavori di riqualificazione), sarà presso il palazzo storico della prima Zecca dell’Unità d’Italia in via Principe Umberto a Roma

Nel realizzare i lavori sulla via Salaria è stato scoperto un Mausoleo di età Imperiale della metà del II^ sec. a.C. La struttura muraria e i materiali lapidei associati ad esso riconducono il mausoleo al tipo architettonico a tempietto con pronao colonnato, ovvero con la camera funeraria contenente il sarcofago, al di sopra della quale si sviluppava una cella con pronao tetrastilo che ospitava l’altare funerario ornato, con ogni probabilità, dalla statua del defunto. Questi era di certo un membro della magistratura urbana, a giudicare dal blocco marmoreo qui rinvenuto che mostra in rilievo una sella curulis, simbolo del potere giurisdizionale. Pertinente alla decorazione del mausoleo è un blocco angolare che rappresenta una sfinge, oltre ad alcune colonne in granito e cornici in marmo lunense”. La scoperta ha rappresentato una grande opportunità per l’arricchimento e la conoscenza del territorio, reperti in straordinario stato di conservazione, sapientemente restaurati e studiati, donano a questo luogo un fascino unico.

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Uno straordinario museo dove l’arte cammina di pari passo a quella classica-archeologica.

L’arte deve essere promossa e sostenuta con la riqualificazione di spazi da consegnare alla collettività, quale mezzo per ridisegnare la vita di un luogo. In questa occasione è stata presentata la pubblicazione “Il Recupero della Storia”, edito dal Poligrafico e Zecca dello Stato

Per saperne di più www.museodellazecca.ipzs.it Sono previste visite guidate gratuite e laboratori per le scuole su prenotazione  con email info_museodellazecca@ipzs.it

 

Dal Cichorium intybus alla Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco – Interessante proposta di turismo esperienzale.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La Strada del Radicchio Rosso di Treviso, messa in piedi vari anni fa dall’omonima associazione, può essere definita, usando un termine di uso comune, ad alta frequentazione. Prova ne siano i numerosi turisti che di questa sono assidui frequentatori, principalmente di lingua tedesca, attratti dalle eccellenze offerte dal territorio sia turistiche/culturali che enogastronomiche.

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                  Radicchio rosso di Treviso: a sinistra la specie tardiva            –             a destra la specie precoce

Il radicchio rosso di Treviso nelle due specie oggi commercializzate, precoce e tardiva,  è una pianta appartenente alla grande famiglia delle “cichorium” conosciute fin dai primi tempi della storia umana, come ricordato sia nel papiro egiziano di Ebers (circa 1550 a.C.), che, in epoca romana, da Plinio il Vecchio nei suoi scritti, e dal medico greco Galeno che ne consigliava l’uso contro le malattie del fegato. Il passaggio dalla commercializzazione generica alla consumazione in loco, in modo da ottenere anche un ritorno economico grazie alla presenza di turisti, si deve proprio all’Associazione Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco che ha saputo mettere insieme produttori di eccellenze, operatori economici locali e istituzioni pubbliche. Finalità comuni a tutti  possono essere riassunte nell’antica politica perseguita dai mercanti veneziani e tradotta in: “saver far e far saver”.

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Vasca di affinamento del radicchio da verde diviene rosso- Punto vendita dell’Az. Agricola Nonno Andrea-Via Campagnola,74-Villorba

In quest’ottica si sono mossi  sia i Soci che l’Associazione della Strada del Radicchio nel presentare agli operatori turistici una forma di turismo “esperienzale” dove il turista è coinvolto a tutto tondo sulle realtà locali,  sia esse di natura, culturale, enogastronomica, ecc.  Indispensabile in questa operazione è il coinvolgimento dei singoli soci che sono chiamati non solo a presentare i loro prodotti, bensì a presentarsi essi stessi quali componenti determinanti dell’offerta turistica. Nel corso del mio tour il giovane coltivatore che ci presenta il lungo processo di lavorazione utile per ottenere il buon prodotto commercializzato  in tutto il mondo con il marchio “Radicchio Rosso Tardivo di Treviso”, ce lo presenta come “Frutto della fame”; proprio quella sofferta dai suoi antenati che, grazie alla presenza di acqua sorgiva, avevano messo a punto una lavorazione necessaria alla sua conservazione in modo da poterlo consumare nel periodo di freddo e di fame nei lunghi inverni.

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Storione albino-Troticultura S.Cristina-Via Chiesa Vecchia-Quinto di Treviso –  Torta al radicchio della Pasticceria/Cioccolateria Max

L’ingegno culinario poi di tante cuoche/pasticcere ha consentito l’utilizzo del radicchio rosso in una grande quantità di gustosi piatti inclusi alcune specialità di pasticceria come la “torta al radicchio” della Pasticceria/Cioccolateria Max – project manager Lorella Zizzari,  Via Canova, 10- Treviso, che si sposa perfettamente, in inverno,  con una tisana , sempre al radicchio rosso. Le attrattive e  le curiosità varie che si possono incontrare lungo i vari percorsi di questa strada sono tanto variegate quanto interessanti. L’azienda agricola “La Perla”, condotta dal giovane Loris Dal Zotto, segnalata dallo Slow Food di Treviso, produce un’ottima mozzarella con latte  delle proprie mucche Sorana. Oltre alcuni caratteristici formaggi locali, vende, inoltre, nel proprio spaccio carni, latte fresco attinto da un distributore e alcuni salumi lavorati tradizionalmente.

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Formaggi del caseificio dell’Az.Agricola”La Perla”-Ponzano Veneto   –    Punto ristorazione Az.Agricola “Ca Mauro”- Silea Treviso

Caratteristica comune a molti coltivatori agricoli è lo spaccio aziendale dove oltre l’immancabile radicchio rosso è possibile acquistare salumi, confetture, vini fermi  e spumanti e fermarsi per consumare un pasto oppure essere ospitati con la formula dell’agriturismo. In una zona ricca di acque non poteva mancare l’allevamento di pesce di acqua dolce: trote, carpe e storioni e produzione di caviale. Un fascino tutto particolare è offerto dalle Ville Venete. Costruite, moltissime sulle falsariga proposta  dall’architetto Palladio, negli ultimi secoli di vita della Repubblica Veneziana, non sono solo monumenti architettonici protetti dall’UNESCO.

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Infatti esse s’immedesimano nella storia sia delle famiglie dei vari committenti, nobili e ricchi mercanti, che in quella dell’arte e dell’architettura grazie alla presenza d’importanti architetti, pittori e scultori. Si vuole differenziarle dalle altre ville presenti nel territorio nazionale  in quanto esse sono vere e proprie aziende agricole, anche se oggi molte si sono trasformate in bed and breakfast, costituite da un corpo centrale riservato alla residenza e lunghe barchesse laterali dove trovavano spazio gli attrezzi da lavoro, cantine e magazzini. Tutto intorno i campi e i vigneti propri dell’affascinante paesaggio veneto.

Prenotazioni di soggiorni ed escursioni:  info@stradadelradicchio.it –  www.stradadelradicchio.it

Tivoli Villa d’Este: Villae Film Festival – Primo festival cinematografico in un sito UNESCO dal 2 all’8 dicembre 2019

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Utbani

La politica intrapresa dal Ministero dei Beni Culturali  – MIBAC  –  da vari anni, purtroppo non molti, rivolta a fornire con iniziative culturali “a la page”, una visione diversa  sui beni culturali – musei, biblioteche, siti archeologici, naturalisti e quant’altro – ritenuti ingiustamente raccolte di anticaglie e di polvere, trova con questo festival cinematografico organizzato dal 2 all’8 dicembre 2019  all’interno di Villa d’Este a Tivoli un’importante conferma. Il legame fra arte cinematografica e arte in generale è da sempre molto stretto entrambe, proiezione della pellicola e location che le ospita,  adottano l’identico linguaggio, quello delle immagini capaci di suscitare meraviglia e suscitare emozioni sugli spettatori/visitatori.

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Questa interessante iniziativa, che verrà duplicata a Villa Adriana nella prossima stagione estiva, si deve al Direttore di entrambe le istituzioni, Andrea Bruciati, che ha assunto l’onore d’introdurre e presentare le pellicole in proiezione anche attraverso colloqui con i vari registi ed interpreti come avvenuto nella serata inaugurale del 2 dicembre per l’opera “Middle of Beyond” della regista Keren Cytter,  che ha condiviso la presentazione con l’attore Fabian Stumn e il critico d’arte  Antonio Grulli.

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La pellicola, coproduzione USA/Germania,  come tutte le altre in programma, ha nell’arte il tema su cui ruota l’intera trama. Il giovane berlinese trentenne, Malte Krumn, vuole essere un poeta e trovare tramite la poesia notorietà e stabilire un rapporto con i suoi concittadini che invece preferiscono rivolgersi ai social piuttosto che alla letteratura. Malte, sotto altro nome, George, tenterà la sorte altrove alla ricerca di una fama e una diversa socializzazione alle quali solo lo spettatore è chiamato a fornire una risposta facendo appello  anche alle proprie esperienze personali. La rassegna, come affermato in conferenza stampa, “prosegue nei giorni successivi con altri cinque film realizzati da registi che sono anche artisti visivi. Il connubio arte e cinema è il tema ispiratore anche dell’evento conclusivo: l’omaggio, con la proiezione di Giulietta degli Spiriti, a Federico Fellini, il grande disegnatore, prima ancora che regista, di cui ricorrerà, nel 2020, il Centenario della nascita e la cui arte ha parlato a tutto il mondo”.

Per maggiori notizie ed informazioni rivolgersi all’ Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – Villae – Piazza Trento, 5 – 00019 Tivoli (Roma) – email: va-ve@beniculturali.it – sito web:  www.villaadriana.beniculturali.it. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Antichità Moderna in mostra a Villa Medici – Accademia di Francia a Roma – fino al 1 marzo 2020

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Un’osservazione, banale quanto si vuole ma possibile in molti romani, potrebbe ritenere inutile, o comunque superfluo, visitare una mostra di calchi quando si possono incontrare nella stessa città gli originali. La mostra “Un’Antichità Moderna” allestita nei prestigiosi spazi espositivi di Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma – presenta 87 calchi d’importanti opere della Grecia Classica ed Ellenistica, oggi scomparse e riesumate dalla Roma Imperiale e successivamente riscoperte durante i grandi lavori effettuati nella Roma del Rinascimento.

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Calco in gesso dell’Ercole Farnese                                                                                        Calco in cera, detta in forma buona o a tasselli

Opere provenienti per la maggior parte dalla collezione dell’Accademia di Francia a Roma, dal Museo del Louvre ed altre prestigiose istituzioni, che sono fedeli testimoni di una cultura che vide nella classicità greca e romana un modello da cui trarre ispirazione e un’idea di una “Antiquité blanche”, come affermato dai curatori Jean-Luc Martinez – Presidente e Direttore del Louvre – ed Elisabeth Le Breton – Conservatrice del Patrimonio. Sono gli stessi curatori che scrivono: “Durante i grandi lavori di urbanizzazione nella Roma del Rinascimento, il recupero di centinaia di sculture romane – copie degli originali greci scomparsi – fece rinascere in Italia e in Francia il fascino suscitato da questa particolare Arte. La rarità di questi marmi condusse Luigi XIV a moltiplicare a Roma la produzione di calchi in gesso di questi prestigiosi modelli.

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Complesso marmoreo di “Niobe”, in copia presente nel giardino: Il figlio maggiore – Le figlie: Psiche sulla sinistra e Trophos sulla destra.

Diverse centinaia di gessi e le loro matrici (rilievi e statue) sono quindi state riunite al Louvre durante il regno del Re Sole”. Calcando questa falsa riga si dipana l’intero percorso espositivo che partendo dalla prime acquisizioni  presenti conservate a Palazzo Mancini, allora sede dell’Accademia di Francia, giunge alla metà del XVIII secolo e proseguire successivamente negli anni quando la scoperta dei siti di Pompei ed Ercolano rafforza l’interesse degli studiosi arricchendo le collezioni con riproduzioni di nuovi modelli. E’ infatti nel  XVIII secolo che si concentrano le attenzioni sulla statuaria antica e l’interesse dei francesi anche per la scultura che in quegli anni si produceva in Italia.

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Calco in gesso a sinistra:”Galata morente”. La statua, copia in marmo di originale greco, si trova nella collezione dei Musei Capitolini

Un esempio ne sono i modelli in gesso di Michelangelo e del Bernini richiesti da Luigi XIV che sono stati riprodotti e inviati in Francia dove, ancora oggi, sono stati fonte d’ispirazione per diverse generazioni di artisti. Attenzioni che proseguiranno anche nel XIX secolo con l’Accademia di Francia a Roma che conosce l’ultima grande campagna di presa d’impronte. In proposito i curatori scrivono: “Il museo degli Studi  e la Scuola di Belle Arti di Parigi, affidano a Jean-Auguste-Dominique Ingres, Direttore dell’Accademia di Francia, il compito di inviare – a Parigi (n.d.a.) – da Roma i modelli antichi più prestigiosi. In questo periodo inoltre grazie ai lavori degli archeologi aumenta considerevolmente la conoscenza dell’antica Grecia, proprio in virtù di ciò, nel 1845, l’Accademia dona ai suoi borsisti la possibilità di recarsi sui luoghi di scavo per studiare i nuovi modelli. La Scuola Francese di Atene nasce infatti l’anno seguente, nel 1846. I modelli greci arrivano dunque a Roma dove gli studi del filellenista Jean Gaspard Félix Ravaisson-Mollien cercano di ritrovare la Grecia in Italia”. Un progressivo disinteresse per l’attività di riprodurre modelli di gesso caratterizza gli anni del XX secolo, sia a Roma che a Parigi, mettendo in disparte le collezioni di gessi. In entrambi i casi, i modelli vengono messi nei depositi e non sono più accessibili né visibili. Il Direttore ad interim dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Stéphane Gaillard, consapevole dell’importanza rivestita da queste collezioni che dopo importanti interventi  conservativi e di restauro, condotte durante gli ultimi vent’anni,  sono oggi pronte per essere esposte in questa mostra “Un’antichità moderna”, che ha come scopo principale quello di riproporne la memoria e di riscriverne la storia che parte dal XVII  ed arriva ai giorni nostri.

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma – fino al 1 marzo 2020 con orari da martedì alla domenica, chiuso il lunedì, dalle 12 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30).Biglietto doppio per la mostra e la visita guidata dei giardini e di Villa Medici: €.12,00 – ridotto €.6,00. Biglietto solo per la mostra: €.6,00; accesso gratuito per persone sotto i 18 anni. Info T +39 06 67611 www.villamedici.it