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Arte Calligrafica, Danza del Pennello, Eco dell’inchiostro che risuona.

Testo e foto di Donatello Urbani

Un proverbio fra i più diffusi in Corea dice : “Chi ha bella calligrafia ha buon cuore”.  E’ il Direttore dell’Istituto Coreano di Cultura a Roma, Lee Soomyoung, a riferirlo nel corso dell’inaugurazione di una interessante mostra sull’arte calligrafica nazionale con l’esposizione di varie opere del maestro Kim Byeong-gi, vero luminare quanto famoso nella Corea del Sud. Questo spiega l’importanza che riveste il saper scrivere bene e come l’insegnamento delle bella scrittura sia molto seguito fra la popolazione coreana, indipendentemente dallo stato sociale rivestito.

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Il maestroKim Byeong-gi offre una dimostrazione della sua arte e mentre spiega l’alfabeto  Hangeul con le 3 vocali e le 5 consonanti

“La calligrafia si è sviluppata in Asia orientale, per circa tremila anni,  e trova le sue radici nei caratteri ideografici utilizzati in Corea, Cina e Giappone. La scrittura di ogni paese presenta i propri tratti distintivi e un arte calligrafica particolare”, sono le parole del direttore dell’Istituto di Cultura Coreano, Lee Soomyoung, che afferma inoltre: “ Il 2018 segna il 600° anniversario dell’alfabeto Hangeul, introdotto ad opera del Re Sejong, Per commemorare tale evento, sono state presentate in questa mostra opere di arte calligrafica in Hngeul del maestro Kim Byeong-gi, oltre a lavori in caratteri Hania di numerosi artisti Italiani. L’alfabeto Hangeul, originario della Corea, incontrando l’arte calligrafica, detiene una delicata estetica, in cui ogni segno si adatta agli altri, in armonia ed equilibrio.” E’ lo stesso maestro Kim Byeong-gi a presentarci i valori insiti in questo modo di scrivere: “Mi sto impegnando nella scrittura cercando d’infondervi naturalmente questo mio spirito, ma ho ancora molta strada da fare. L’Hangeul non è solo la scrittura più scientifica al mondo (proprietà riconosciuta dall’UNESCO-n.d.a.), ma anche la più bella”. A seguire sono stati presentati i caratteri salienti di questo alfabeto coreano. Così abbiamo appreso che è composto da 3 vocali che unite fra loro creano 10 caratteri, mentre aggiungendo uno o due tratti alle 5 consonanti si ottengono 14 caratteri. Nel complesso le lettere che compongono questo alfabeto sono 24.

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                                       Il maestro Silvio Ferragina con alle spalle una sua opere realizzata in alfabeto cinese

Il gruppo di calligrafi italiani che ha partecipato alla Biennale Mondiale di calligrafia del Jeonbuk non è uno sparuto manipolo e a 7 di loro  è stato affidato l’incarico di rappresentare tutti  degnamente in questa rassegna. La loro presenza conferma un avvicinamento ad un’arte fino ad oggi distante dalla nostra cultura  che  si estrinseca anche con mostre e rassegne organizzate anche al di fuori delle istituzioni culturali di altre nazioni come nel caso di quella che aprirà i battenti a Milano dal 21 marzo al 28 aprile 2018 nella Biblioteca Nazionale Braidense – sala Maria Teresa – dove le opere calligrafiche del maestro cinese Luo Oi e del nostro Silvio Ferragina dialogheranno con i fondi cinesi della Braidense. Nel periodo di apertura della mostra sono state organizzate conferenze, spettacoli e concerti  tutti con ingresso gratuito previa prenotazione telefonica allo 331.6872532 o e.mail: info@tadaam.it.

Capriccio architettonico con astanti – Ritorna fruibile grazie al recupero dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Testo e foto di Donatello Urbani

Il recupero di questo dipinto: olio su tela, conosciuto come “Capriccio Architettonico con astanti”, la cui attribuzione è contesa ad oggi tra due dei massimi esponenti del periodo vedutista italiano, ovvero Giovanni Paolo Pannini (1691-1765) e Andrea Locatelli (1695-1741), da parte delComando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è avvenuto dopo aver consultato la Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti,  che ha confermato la corrispondenza dell’opera con quella rubata e ha consentito di accertare che il dipinto era stato consegnato, da un antiquario, alla filiale romana della casa d’aste di Londra che, a sua volta, ne aveva chiesto e ottenuto l’attestato di libera circolazione.

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Nel novembre 2017, durante l’attività di monitoraggio del mercato delle opere d’arte, i militari della Sezione Antiquariato hanno individuato, in una importante casa d’asta londinese, l’opera raffigurante Capriccio Architettonico con astanti, in procinto di essere messa in vendita, con un prezzo di partenza di 40.000 sterline, pari a circa 50.000 euro.  La richiesta di restituzione è stata immediatamente formulata, insieme alla documentazione che ne attestava la proprietà,  hanno consentito che il dipinto venisse rimpatriato; cosa avvenuta, in questi giorni, una volta esperite le formalità da parte della Procura della Repubblica di Roma. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha consentito che le collezioni d’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini e Galleria Corsini,  rientrassero in possesso di un’opera loro appartenuta a seguito di una donazione avvenuta nel 1892 da parte della famiglia nobiliare Torlonia. Le vicende successive dicono che Il 1° gennaio 1925 fu data in deposito a Palazzo Venezia dopo essere stato in mostra a Castel Sant’Angelo nel 1911 e nel 1920. Il 20 febbraio 1958 è stato ceduto in deposito temporaneo all’istituto culturale “delegazione opere d’arte astalli” – Archivio Siviero – Delegazione per le Restituzioni del MAE (Ministero Affari Esteri). Il 1° gennaio 1994 è stato rubato. Durante l’attività d’indagine è emersa nella monografia di Andrea Locatelli a cura di Andrea Busiri Vici del 1976, nella scheda n. 11, una attribuzione non a Panini ma a Locatelli.

Roma – Galleria d’Arte Antica di Palazzo Barberini – Via Quattro Fontane

“Turismo Italia”: Le proposte di Fiavet – Associazione Laziale Imprese Viaggi e Turismo – e Federturismo Confindustria in occasione delle elezioni politiche.

Donatello Urbani

Le domande che entrambe le associazioni si pongono hanno identica formulazione: “Chi ci governerà saprà affrontare le problematiche regionali e nazionali che affliggono il turismo?” Una risposta é  stata espressa nel corso di un conferenza/convegno convocata per far conoscere principalmente ai futuri governanti, ed in seconda battuta sia ai propri affiliati che alla stampa quanto atteso al fine di gestire al meglio questo importante comparto economico. L’occasione è stata buona per proporre alcuni provvedimenti che devono essere assunti per risolvere alcune difficoltà che, da tempo, affliggano gli operatori turistici sia nazionali che laziali.

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Riconoscere il turismo come un settore industriale strategico, ridefinire il sistema di competenze tra Stato e Regioni, puntare su investimenti e innovazione, sostenibilità, riduzione delle barriere burocratiche, accessibilità, digitalizzazione e formazione sono le principali proposte su cui si basa la visione per il futuro dell’industria turistica italiana. Il turismo è un settore economico fondamentale per l’Italia che negli ultimi anni ha vissuto  un trend di forte crescita. Nel 2017, secondo le recenti rilevazioni di Eurostat, l’Italia  si è posizionata terza in Europa con 424 milioni di notti  trascorse presso le strutture turistiche superando con il 5,4% il dato complessivo europeo pari al 5,1%. L’incidenza sul PIL si attesta sul 10% con più di 160 miliardi di euro di contributo. A fronte di questi numeri tuttavia il turismo non è ancora considerato un vero settore industriale, come negli altri Paesi competitor, che in quanto tale richiede una struttura di Governo dedicata, sia essa un Ministero con competenza diretta dotato di portafoglio o, in alternativa, una Direzione Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico. Per poter competere a livello internazionale è, inoltre, urgente semplificare e ridefinire il sistema di competenze tra  Stato e Regioni  in modo da poter costituire una governance multilivello, con coordinamento centrale, efficiente ed efficace. La promozione del nostro Paese, e la visione di un’Italia nuovamente competitiva nel mercato del turismo, richiede necessariamente un modello di promozione unitario del brand Italia e dei suoi prodotti turistici. Per questo sono imprescindibili l’uniformità di trattamenti fiscali, dei costi sul lavoro con una seria campagna contro l’abusivismo nonchè rafforzare il ruolo strategico dell’ENIT per il quale viene suggerita una vera riforma strutturale in grado di garantirne efficienza e coordinamento con il settore privato nelle scelte strategiche. E’ giunto infatti il momento di fare scelte innovative puntando sulla digitalizzazione dell’offerta turistica perché solo investendo nello sviluppo delle competenze e degli strumenti di marketing digitale si può mantenere alto il livello di competitività. Per un settore come il turismo, in competizione globale, è fondamentale  la velocità di reazione da parte di tutti gli attori.

Per quanto attiene ai problemi che affliggono localmente il turismo è stata avvertita la necessità di nuove norme regionali ed inoltre è stata posta in rilievo l’emergenza  che affligge la città di Roma relativa alla mancanza di decoro, pulizia e problemi di viabilità. L’obiettivo che quanto dibattuto divenga quanto prima la base per future richieste d’interventi ai prossimi governanti per promuovere le politiche necessarie a sviluppare tutto il potenziale del settore del turismo, con una panoramica sulle leve fondamentali per lo sviluppo.

Looking forward. Olivetti: 110 anni d’immaginazione

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Tutto iniziò 110 anni fa con una dichiarazione d’amore che Camillo Olivetti scrisse alla moglie con la prima macchina che di li a qualche giorno avrebbe prodotto in serie. Looking forward, guardare avanti è quanto viene  proposto al visitatore di questa mostra oltre essere stato l’obbiettivo perseguito dalla Olivetti  in questi 110 anni.

IMG_20180219_123652                          Modello M1, primo modello prodotto nel 1908 da Camillo Olivetti, fondatore dell’omonima industria

Massima che trova conferma anche nelle parole dei curatori nel presentare quesrta mostra: “Il racconto si compone di due parti. La prima, Raccolta visiva, a cura di Manolo De Giorgi, è un viaggio sintetico nel progetto Olivetti attraverso una trentina di temi che hanno per filo conduttore la modernità. La seconda, Disegnare la vita, a cura di Ilaria Bussoni e Nicolas Martino, è una narrativa che utilizza scatti fotografici, manifesti pubblicitari e parole ed usa l’archivio dell’Associazione Storico Olivetti come un materiale vivo a partire dal quale guardare non solo la storia, ma il presente e il futuro possibile. La narrativa visuale presenta più di 150 scatti (stampe fotografiche originali, inedite e in maggior parte mai esposte prima) di alcuni dei maestri della fotografia del secolo scorso quali Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Francisc Català Roca, Fulvio Roiter. Oltre a una selezione di decine di manifesti tra i più sorprendenti della produzione mondiale di Olivetti e una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60”.

IMG_20180219_114324                                                   Giovanni Pintori: Annunci pubblicitari realizzati per la Olivetti negli anni 1958/62

A queste si accompagnano una selezione di prodotti iconici del marchio Olivetti- dalla M1, la prima macchina per scrivere del 1908 che apre il percorso espositivo, fino alla Lettera22,nata nel 1950 su progetto di Marcello Nizzoli, e passando  per la P101, primo personal computer progettato nel 1965 da Pier Giorgio Perotto (amabilmente ribattezzata “Perottina”), si arriva alla Valentine, macchina da scrivere manuale portatile del 1969.  Un ruolo importante è stato ricoperto nella produzione Olivetti anche da alcuni degli oltre 20 oggetti in mostra, senza trascurare gli ultimi arrivati che hanno inaugurato il nuovo corso digitale instaurato dall’azienda, come nel caso del Form200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie al concorso Olivetti Design Contest promosso dall’azienda tra le maggiori università europee di design.

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Olivetti: Modello P101, primo personal computer                       Macchina da scrivere eletrrica modello Praxis 48, prodotta nel 1964                                                             

E’ a fine percorso che s’incontra  la vera “star” della rassegna: la nuova Olivetti APA, una macchina per processare big data caratterizzata dalle molteplici funzioni. “Recentemente è stata prestata”, afferma Riccardo Delleani, amministratore delegato della Olivetti, “alla Questura di Roma che l’ha utilizzata in occasione di una importante manifestazione, che ha visto la partecipazione di un gran numero di persone, quale conta persone e loro classificazione. La bellezza degli oggetti e delle immagini presenti in questa  mostra rappresentano una delle forme più visibili dei valori di questa esperienza con l’obbiettivo di dare ai visitatori stimoli vitali per guardare avanti – lookin forward –  con l’aiuto di una grande storia”.

Roma:  Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea –  Via Gramsci, 69/73 – ingresso diosabili al n.71 – fino al 1 maggio 2018 con ingresso gratuito ed in orari dalle ore 10,00 alle 18,00 dal martedi alla domenica. Informazioni: lagallerianazionale.com – #LaGalleriaNazionale – #Olivetti – telefono +39.06.32298221

Elogio della carta – Le opere di tre artisti contemporanei, acquisite dal Polo Museale del Lazio, entrano nella prestigiosa collezione del Museo Hendrik Christian Andersen.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le nuove acquisizioni del Polo Museale del Lazio realizzate  grazie a un finanziamento della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane per l’anno 2016 per arricchire la collezione delle opere d’arte del Museo  Hendrik Christian Andersen, hanno interessato tre artisti contemporanei: Alfonso Filieri, Matteo Montani e Nello Sonego. Caratteristica comune a queste opere è avere la carta come vera protagonista delle creazioni tanto da dare il titolo alla mostra “Elogio della carta”.

IMG_20180215_190924                                                                                       Matteo Montani – 201

Il percorso espositivo si articola in due sezioni. Al  pianterreno, nel Salone dei Gessi, sono state collocate le opere della prima sezione che si apre con l’opera a sei mani Libro della leggenda del rosso (2018), ispirato a frammenti del libro” Il mio nome è Rosso” di Orhan Pamuk, che comprende libri d’artista e opere a muro, su carta e su tela.  A queste si aggiungono anche una parte delle opere acquisite dal Museo H. C. Andersen a seguito di un bando, e successiva selezione, conclusasi con l’acquisto dell’installazione di Matteo Montani, ”Essere viventi” del 2014.

Nel primo piano sono presenti le opere della seconda sezione  tutte realizzate dai tre artisti per questa mostra  insieme a 11 libri d’artista di Alfonso Filieri e Nelio Sonego, anch’essi acquistati dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane sul Piano per l’Arte Contemporanea dell’anno 2016 per il Museo Andersen. A questa acquisizione si collega la presentazione di altri 13 libri d’artista della collezione “Orolontano” donati da Alfonso Filieri al Museo.

IMG_20180215_190821                                                                                          Alfonso Filieri – 2016

La Direttrice del Polo Museale del Lazio, Dott.ssa Edith Gabrielli, in occasione della presentazione di questa rassegna, ha voluto precisare le preminenti caratteristiche: “Una mostra dedicata alle immagini e alle parole che, nel loro teso e avvincente contrappunto, riportano in auge il più antico e affascinante degli adagi, l’oraziano ut pictura poesis, rimarcando il carattere sinestetico e metaforico dell’esperienza artistica. Libri d’artista che diventano così vere e proprie scatole magiche, raccolte di testi e immagini poetiche in cui i caratteri a stampa si mescolano con le tracce, le macchie e le campiture che gli artisti creano utilizzando le carte più diverse, dalle trame spesse o sottili, quasi trasparenti filigrane dove colori dalle mille sfumature si alternano alle pieghe e alle naturali crespature della carta generando un’altra scrittura e una sorprendente e singolare grammatica”.

Roma- Museo Hendrik Christian Andersen – Via Pasquale Stanislao Mancini, n.20 – fino al 6 maggio 2018 con ingresso gratuito. Orario museo tutti i giorni 9.30–19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00; chiuso il lunedì. Info: tel 06 3219089–Andersen-161429973926958/timeline  pm-laz.museoandersen@beniculturali.it https://twitter.com/MuseoAndersen – https://www.facebook.com/Museo-Hendrik-Christian

Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla – L’arte in cento capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca in esposizione a Perugia.

Testo e foto di Donatello Urbani

Una stagione ricca di grandi attrazioni per gli amanti dell’arte e del bello. Varie rassegne  sono state programmate in numerose città italiane da Brescia a Palermo, passando per Milano, Treviso, Forlì, Firenze, Roma, Napoli,  e tante altre. Ultima nata, ma non per importanza, ha interessato la città di Perugia dove la Fondazione CariPerugia Arte, con la curatela di Vittorio Sgarbi, ha esposto oltre 120 opere d’arte, tra dipinti, disegni e sculture, gelosamente custodite nei depositi dell’Accademia di San Luca e, per alcune, mai prima d’ora mostrate in pubblico. Gran parte di queste sono state interessate da una vasta campagna di restauri promossa e supportata dall’Associazione Forte di Bard che le ha recentemente presentate presso la sua sede in Valle d’Aosta. La Fondazione CariPerugia Arte, che ha ricevuto il testimone, contribuisce alla salvaguardia delle opere stesse attraverso un sostegno per la sistemazione e ristrutturazione dei depositi dell’Accademia. “Dopo un impegnativo lavoro di scavo, ricognizione e studio – afferma Vittorio Sgarbi – siamo riusciti ad ottenere un risultato egregio. I depositi dell’Accademia hanno rivelato un patrimonio artistico d’immenso valore, con molte opere che sono ancora sconosciute e in attesa di essere sistemate in modo congruo. La mostra di Aosta e questa di Perugia rappresentano un antefatto della creazione di una Galleria nuova e strutturata all’interno dell’Accademia che permetta di valorizzare tale patrimonio facendolo uscire dai depositi e rendendolo fruibile al pubblico”. Questa rassegna si sviluppa nelle due prestigiose sedi di Palazzo Baldeschi e Palazzo Lippi Alessandri, edifici storici di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia situati nel centro storico cittadino e adibiti a spazi museali.

davTavolo con i partecipanti alla conferenza stampa- Alle spalle il dipinto attribuito a Raffaello che ritrae l’apostolo San Luca che ritrae la Vergine Maria.

Scrivono i curatori: “Il percorso inizia da Palazzo Baldeschi, dove nella prima sala è possibile ammirare il Putto reggifestone di Raffaello Sanzio, affresco staccato appartenuto a Jean-Baptiste Wicar e donato dallo stesso artista, è una delle opera tra le più prestigiose della mostra. Percorrendo gli spazi si incontrano dipinti di Bronzino, Pietro da Cortona, Paris Bordon, Jacopo da Ponte detto il Bassano, che convivono con terrecotte di Vincenzo Danti e del fiammingo Giambologna. Ancora per il Seicento – molto ben rappresentato nell’Accademia Nazionale di San Luca – ecco tra gli altri il Cavalier d’Arpino con la sua teatrale interpretazione della Cattura di Cristo, Peter Paul Rubens con il notevole bozzetto Le ninfe che incoronano la dea dell’abbondanza, Anton Van Dyck con la Madonna con il Bambino fra gli angeli musicanti accompagnata dal relativo disegno, Sassoferrato con l’assoluta espressione di una pittura senza tempo nella purissima Madonna con il Bambino e poi Pier Francesco Mola, Swerts, Borgianni e tanti altri. La sesta sala è un tripudio di capolavori tra i quali campeggiano la compostezza di Amore e Venere del Guercino, il mondo del visionario pittore fiammingo Jan de Momper, Pietro da Cortona, Maratti, per arrivare ad un Settecento fortemente europeista che si caratterizza per la presenza di maestri come Angelika Kauffmann, Jan Frans Van Bloemen, il pittore di marine Claude Joseph Vernet e con i prestigiosi gessi del grande scultore danese Thorvaldsen e di Antonio Canova, l’idolo che, omaggiato dalle corti internazionali, reinventa il monumento funebre e di cui è esposto un gesso di un dettaglio del Monumento a Papa Clemente XIII in San Pietro datato 1784, il tutto insieme alle due splendide vedute antiquarie del Pannini.
Una delle sale è dedicata ai disegni di architettura – di cui la collezione dell’Accademia è ricchissima – tra i quali sono stati scelti gli spettacolari progetti per un Regio Palazzo in Villa di Filippo Juvarra e il rinnovamento di Roma nei progetti del Panteon e di Piazza del Popolo dell’architetto Giuseppe Valadier”.

La città di Perugia, incluso il retroterra ad iniziare da Assisi, Gubbio, Todi e tante altre cittadine, ha molto da offrire al turista interessato alla cultura, in più abbina a questa un’enogastronomia di tutto rispetto, non per niente è conosciuta come capitale del cioccolato. Questa iniziativa voluta dalla Fondazione CariPerugia Arte è un ulteriore invito a programmare un soggiorno in Umbria approfittando anche delle facilitazioni concesse dai vari enti locali di trasporto pubblico, da albergatori e ristoratori nell’intento di promuovere una ripresa economica dopo il terremoto di questi ultimi anni.

Perugia – Mostra “Da Raffaello a Canova, da Valadier a Balla. L’arte in cento capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca”, fino al 30 settembre 2018. Biglietto d’ingresso unificato €.7,00 – ridotto €.4,00 – sono previste agevolazioni e gratuità. Per saperne di più consultare il sito web: www.fondazionecariperugiaarte.it

Treno Verde 2030 – Trentasimo viaggio verso un futuro rinnovabile al 100%.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’anno 2030 deve essere quello  in cui l’Italia sarà un paese rinnovabile al 100% segnando la fine dell’era fossile. A questo scopo una sinergia tra Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane ha programmato una campagna di sensibilizzazione al problema dell’opinione pubblica con un  viaggio sui binari d’Italia in 12 tappe, da Siracusa a Trento, per raccontare attraverso la voce dei protagonisti la transizione energetica già in atto verso un modello più giusto e sostenibile per combattere i cambiamenti climatici.

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A questa campagna ha  partecipato anche il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,  con il preciso intento di aggiungere la sua voce autorevole per raccontare, come ha dichiarato l’On.le Sottosegretario di Stato, Barbara Degani: “….  le esperienze di enti locali, aziende, famiglie che già hanno attuato la rivoluzione energetica rinnovabile. Questo percorso che unisce  12 città italiane vuole, inoltre,  chiedere all’Europa obiettivi più stringenti e sfidanti nel Pacchetto Energia e Clima 2030, ancora in fase di discussione, e all’Italia di svolgere un ruolo da leader sul clima, con politiche più ambiziose, per dare maggiore concretezza e solidità al cambiamento già in atto per traghettare il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico”.  Questa 30esima edizione del Treno Verde ha tenuto a precisare Gioia Ghezzi, Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane: “…farà tappa nelle stazioni di Siracusa (23, 24, 25 febbraio); Foggia (27, 28 febbraio); Potenza Centrale (2, 3 marzo); Napoli – Campi Flegrei (6, 7, 8 marzo); Grosseto (9, 10 marzo); Ancona (12, 13 marzo); Ravenna (15, 16, 17 marzo); Vercelli (19, 20 marzo); Savona (22, 23, 24 marzo); Rovigo (26, 27 marzo); Trieste (29, 30 marzo); Trento (4, 5, 6 aprile). In ogni tappa, ha dichiarato, nel corso della conferenza stampa, Stefano Ciafani, Direttore generale di Legambiente: “ si assegnerà il premio “I RinnovABILI”: ad amministrazioni comunali, aziende, cittadini, associazioni, start up che hanno scommesso su nuovi modelli energetici attraverso rinnovabili, efficienza, nuove forme di mobilità sostenibile e che fanno a meno di petrolio, gas e carbone. In questi anni le fonti rinnovabili, infatti, hanno non solo superato il 32% del fabbisogno elettrico nazionale, ma grazie al milione di impianti di tutte le taglie e distribuite su tutto il territorio italiano, hanno rivoluzionato il sistema energetico del nostro Paese. Già dal 2015, infatti, il 100% dei Comuni italiani possiede almeno un impianto da fonte rinnovabile e in poco più di dieci anni la produzione da energie pulite è passata da 51,9 a 103,5 terawattora (TWh), facendo registrare un incremento nella produzione del 99%.

dav                                                                            Esempi di riutilizzo di pneumatici fuori uso

In quattro carrozze sono riportate in forma gradevole e simpatica tutte le notizie utili per essere un cittadino virtuoso. Infatti: Nella prima carrozza, si parla dei cambiamenti climatici e degli effetti dell’utilizzo delle fonti fossili e di come al contrario sia possibile la produzione integrata e distribuita da fonti pulite, dal sole, dal mare, dal vento e dall’energia del sottosuolo. Nella seconda carrozza é invece possibile toccare con mano l’importanza dell’efficienza energetica e il mondo della mobilità sostenibile ed elettrica. La terza carrozza “Ecopneus per il clima” é dedicata interamente al consorzio in prima linea nel recupero e riciclo dei pneumatici fuori uso in un approfondito rapporto tra l’energia e il riciclo, mettendo così in luce lo strettissimo legame che esiste tra energia, materiali e nuove tecnologie.

dav                                       Carrozza per dibattiti, conferenze, laboratori e degustazione di prodotti 100% rinnovabili

Infine, nella quarta carrozza – dove come ogni anno sono ospitate conferenze, dibattiti e laboratori – é possibile anche degustare squisiti prodotti e cibi realizzati a emissioni zero: qui, infatti, saranno accolte le aziende del “Cibo rinnovabile”, aziende che producono e trasformano prodotti alimentari 100% rinnovabili. Per i visitatori inoltre è previsto un test sul proprio stile di vita e una parete interattiva realizzata dal museo MACA di Torino per imparare a gestire le nostre risorse.

La mostra allestita a bordo treno sarà visitabile dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 14 per le scuole prenotate e dalle 16 alle 19 per tutti i visitatori. Di domenica il Treno Verde è, invece, aperto dalle 10 alle 13. Ulteriori notizie sul sito www.legambiente.it

Soglie di Luce – Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000 in mostra nella Casina delle Civette- Parco di Villa Torlonia, Roma

Testo e foto di Donatello Urbani

Un sottile legame, impalpabile come la luce, lega le opere di Pietro Gentili, presenti nella Capitale per la prima volta dopo la scomparsa dell’artista, con quelle della collezione permanente di questo particolare museo che ha nelle vetrate il nucleo principale delle opere d’arte esposte. Entrambe infatti hanno in comune proprio la luce come soglia verso un’altra dimensione.

IMG_20180216_170722                                                 Pietro Gentili: Polimaterico 1969 – Tempera, specchi su legno

Infatti nell’affascinante Casina delle Civette, raro esempio di stile liberty a Roma, sono ospitate, fino al 27 maggio 2018, ben 50 opere tra quadri, sculture, gioielli, moduli tridimensionali realizzate utilizzando tempera, foglia d’oro e d’argento, sabbia, polvere di specchio, plexiglass, realizzate da Pietro Gentili dal 1970 al 2000, con l’intento di fare conoscere l’insolito universo artistico che ha caratterizzato tutta la produzione di questo artista.

dav                          Pietro Gentili: “Angeli” – 1986. Tempera, specchio, foglia d’argento su legno.

Come affermato dal curatore Claudio Cerritelli: “ Tra scudi di angeli, cieli stellati, porte aperte su di uno spazio e giochi di superfici riflettenti, filo conduttore dell’esposizione è la luce come soglia verso un’altra dimensione. L’immagine della “porta” si pone come luogo del mistero conoscitivo dell’arte, soglia dove si avverte il desiderio e la ricerca della luce spirituale, percepita nella vastità senza fine del tempo. Il percorso creativo di Pietro Gentili ha un carattere talmente singolare da escludere ogni possibile appartenenza al gioco delle tendenze artistiche contemporanee a causa della sua visione trascendente di spazio e tempo, per la sua autonoma ricerca di valori esistenziali che presuppongono una dimensione cosmica. Il mondo di astrazione del suo lavoro ha, tuttavia, attinenze dirette con tutto un filone di arte contemporanea di carattere mistico-simbolico-spiritualistico che si rifà al mondo orientale, alla religione e alla filosofia Zen. Secondo Pietro Gentili ogni artista dovrebbe, con generosità, donare al mondo la bellezza del proprio cuore e non i suoi disagi, la poesia struggente della propria anima e non le sue pene”.

11Pietro Gentili: “Collana in legno” – 1972. Legno, foglia d’oro e argento, tempera e filo di cuoio. Foto Courtesy Ufficio stampa Paola Saba.

Questa comunanza di linguaggio artistico cementato anche da un comune senso religioso, in particolare con le vetrate di Paolo Paschetto, pastore valdese, ha trovato la sua ragion d’essere nei gioielli che sono immaginati per essere indossati da una figura di donna stilizzata, estranea alla celebrazione della sua immagine di massa e tutta concentrata nel sogno dei valori interiori. Come scritto nel prezioso catalogo, edito in italiano ed inglese,:”… le ricerche plastico-pittoriche, nel caso del gioiello, tutto è immaginato in relazione a un corpo legato alla dimensione sacrale della bellezza di cui Gentili interpreta l’aspetto mistico e spirituale. Per Gentili l’immagine della bellezza che trapassa l’anima è legata alla luce, all’aspetto immateriale della creazione, all’immediatezza dell’eterno presente”.

Per l’occasione sono state programmate interessanti iniziative turistico-culturali a partire da: Domenica 4 marzo – ore 17.00 “Soglie di luce: dialoghi sull’uomo e sull’artista Pietro Gentili” Incontro – Intervista con Emanuela Gentili, figlia dell’artista, a cura di Maria Grazia Massafra, cocuratrice della mostra insieme a  Claudio Cerritelli

Mostra: “Soglie di Luce. Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000” Musei di Villa Torlonia, Museo della Casina delle Civette, via Nomentana 70, Roma fino al 27 maggio 2018. Orario mostra: dal martedì  alla domenica  9.00 – 19.00. Informazioni tel. 060608

Il JAZZ JTALIANO

Mariagrazia Fiorentino

Doppio passaggio storico per il jazz: nasce la Federazione Nazionale il Jazz Italiano e firma con il MIBACT un protocollo d’intesa per la promozione della cultura jazzistica.

Questa giornata è un evento storico, il jazz italiano non è d’importazione, ci sono molte espressioni, molti colori.

Jazz - tavolo

E’ la prima volta che viene firmato un protocollo in tal senso, e il successo di oggi è una vittoria collettiva, perchè il mondo del jazz è un mondo di solisti.

Il Ministro Dario Franceschini: “……l’Italia ha molto da imparare dal jazz……Non suonare quello che c’è, ma quello che non c’é…..”,.

Jazz Franceschini 1

Sempre il Ministro Franceschini afferma:”Il jazz è ora pienamente riconosciuto tra i generi musicali promossi e sostenuti dallo Stato, un atto che corona un lungo percorso intrapreso in questi anni con le principali realtà del jazz italiano a partire dai primi bandi promossi con le risorse individuate all’interno del FUS per arrivare alle maratone per l’Aquila e Amatrice”. A questa dichiarazione ha fatto riscontro quella di Paolo Fresu, presidente Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano” (IJI): “La nascita della Federazione IJI e la firma del protocollo d’intesa con il MIBACT e con  il Ministro Franceschini rappresentano un momento storico per il jazz italiano e per la cultura del nostro Paese. Se da una parte raccontano il fruttuoso cammino di questi anni – merito di un dialogo tra le differenti realtà jazzistiche e di una nuova intesa con le istituzioni –  pongono tra l’altra le basi per la costruzione di un percorso futuro che sia capace di narrare la ricca realtà nazionale ed ascoltare le molteplici istanze”.

Il 30 aprile 2018 sarà la giornata internazionale Jazz Day.

Caravaggio – L’anima e il sangue

Mariagrazia Fiorentino

Un film documentario, un viaggio emozionante Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Un rapporto intenso e nuovo sulla figura di Caravaggio, uomo istintivo anche a rischio della propria vita. Di forte impatto emotivo il personaggio di Caravaggio viene interpretato, con grande pathos, con i suoi tormenti interiori, da Emanuele Marigliano, un attore non attore perché fa un altro lavoro nella vita. Emozionante la voce narrante dell’IO interiore caravaggesco da parte di Manuel Agnelli, artista multiforme e talentuoso, rivoluzionario e originale, impulsivo e profondo. Un alter ego capace come Caravaggio di emozionare e sconvolgere.(Leader degli afterhours) la consulenza scientifica è affidata al prof. Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio.

Caravaggio San Francesco                                                                                    Caravaggio: S.Francesco

Dice Strinati: “Caravaggio rispetto ad altri artisti, ha questa caratterizzazione: è un personaggio ricchissimo, è stato raccontato molte volte, questo film da una chiave di lettura diversa. Caravaggio assomiglia a Batman senza super poteri entrambi assistono alla morte dei genitori, orfani giovanissimi sono ossessionati dal male e dal buio. Molti sfondi delle sue opere sembrano gotham city”. L’uomo ed artista Caravaggio viene raccontato attraverso una approfondita indagine investigativa effettuata attraverso documenti originali preziosissimi, tra cui quelli custoditi nell’Archivio di Stato di Roma, verbali, processi denuncie, mostrati per la prima volta sul grande schermo. La narrazione si sviluppa su due livelli innanzitutto quello della digressione artistica con il racconto dei luoghi e delle opere dell’artista. Mentre l’uomo Caravaggio viene esplorato attraverso scene (fotografiche), rievocative e simboliche, che diventano metafore della condizione esistenziale dell’artista, consentendo di entrare in contatto con la sua mente, i suoi impulsi irrefrenabili, il suo vissuto interiore.

Regia di Jesus Garces Lambert. Una delle prime produzioni in Italia girata in 8 K. Uscirà in 300 copie in Italia prima di andare nelle 2.500/3.000 sale nel mondo