Gelato Festival 2019, arriva a Roma nel Parco di Villa Borghese nei giorni di Sabato 13 e domenica 14 aprile

Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

arrivo della primavera di quello che può offrire un buon gelato seduti su una panchina del più bel parco urbano della città? Le buone occasioni offerte dal Gelato Festival 2019, manifestazione dove la CarpigianiItalian Exhibition Group, fiera leader internazionale del gelato, del dolciario artigianale, del caffè e della panificazione per il canale foodservice, hanno un ruolo di primo piano, non si limitano solo a questo ma si estendono alle tante opportunità di poter assaggiare in anteprima i gusti che i migliori maestri gelatieri italiani hanno preparato per le successive stagioni, in particolare quella estiva dove il gelato artigianale è il re incontrastato fra le delizie gastronomiche.

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Sarà questa una vera gara che va sotto il nome di “Next Generation” e che vede i migliori 16 gelatieri artigianali “under 30” al mondo  sfidarsi fino all’ultima coppetta per aggiudicarsi l’ambito inserimento fra i 36 finalisti del Gelato Festival World Masters 2021, sfida per i migliori gelatieri artigianali del pianeta. Si tratta del principale torneo internazionale di categoria che prevede un percorso con centinaia di prove in quattro anni su cinque continenti, con giurie tecniche e popolari per aggiudicarsi il titolo di campione mondiale – ma anche un progetto di posizionamento strategico del gelato artigianale e di tutta la filiera.

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Questo evento che per due giorni trasformerà la nostra Città in capitale del gelato si terrà in via delle Magnolie all’interno di Villa Borghese nei giorni di sabato 13 e domenica 14 aprile, dalle ore 11 alle 19. Ciascuno dei 16 giovanissimi gelatieri, provenienti da 8 Paesi: Belgio, Bulgaria, Croazia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Ungheria, porterà in assaggio un gusto inedito. Tra i più curiosi di questi il gelato al popcorn, alla pesca e basilico, al lampone speziato fermentato, il cheesecake, all’arancia rossa, quello con limone e carote, al biscotto e caramello. E ancora: gelato alle mandorle caramellate e vaniglia, oppure alla mandorla e albicocca, occasione unica per scoprire i segreti del mondo del gelato fra assaggi, iniziative a tema e laboratori didattici allestiti all’interno dei tre grandi food truck da 13 metri, incluso il “Buontalenti” che rappresenta il più grande laboratorio mobile di produzione di gelato al mondo.

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Un biglietto da 10 euro (ridotto per i bimbi sotto il metro di altezza) disponibile anche in prevendita sul sito www.gelatofestival.it, darà diritto all’assaggio di tutti i gelati in gara, più quelli della tradizione siciliana di Elenka e uno speciale creato ad hoc dallo chef Massimiliano Scotti per Air Italy, nonché alla partecipazione alle attività del villaggio. Tutto questo certamente offrirà un dolcissimo fine settimana.

Aqua Film Festival – La quarta edizione alla Casa del Cinema di Roma dall’11 al 13 aprile 2019 con ingresso gratuito

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

“L’acqua è un incantesimo che da la vita”. Merce sempre più rara rischia di divenire l’acqua e cosa tragica, in tutto questo, è che rappresenta l’elemento indispensabile alla vita umana. Questa realtà è al centro della quarta edizione dell’Aqua Film Festival e si rispecchia nella parole di Eleonora Vallone, “deus ex machina” di questa bella iniziativa che viene presentata con queste parole: “Il corpo umano è composto al 70% di acqua, il resto è cinema”.

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Inoltre è preoccupante il fatto che non tutti hanno piena coscienza della gravità di questa situazione malgrado le voci preoccupate di tante persone ed altrettante istituzioni, prova ne sia gli oltre 200 film arrivati per partecipare alle selezioni di questo festival provenienti da tutto il mondo, da paesi quali: Italia, Iran, Venezuela, Irlanda, Spagna, Svizzera, Portogallo, Brasile, Cile, Francia, Messico, Nepal, Perù, Colombia, Russia e Sud Africa. Venti di questi sono stati selezionati per la proiezione nelle varie sezioni: Corti, Cortini e Cortini Aqua&Students, nella quale sono accettati anche filmati realizzati con smartphone.

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A queste proiezioni si affiancano due lungometraggi sul tema dell’acqua, due anteprime assolute e quattro film denuncia, nella sezione fuori concorso, “Fratello Mare”, “Amico Lago”, “Caro Fiume” e due film musicali sul tema dell’acqua “Arabian Nights” di Alessandro Orlandi e “Floating Concert” di Anna Scalfati. Inoltre, in questa operazione di promozione della gravità del fenomeno di carenza di acqua che già si manifesta, rivestono particolare importanza vari reportage di denuncia quali quelli presentati da Assonautica sulle Condizioni del Ponte Romano sulla Via Ostiense, insieme alla proiezione dei corti documentari di Massimo Bevacqua “Finchè c’è acqua c’è speranza” e di Dario Vassallo, fratello del Sindaco Pescatore Angelo, ucciso dalla mafia nel 2010, “Progetto di pulizia dei fondali marini” sull’indifferenza dell’uomo di fronte al mare di plastica. Interessante sarà anche il workshop intensivo gratuito “Filmare con lo smartphone” che strizza l’occhio in particolare ai giovani visitatori.

Roma – Casa del Cinema – Largo Marcello Mastroianni (Villa Borghese).

Butterfly – Con Irma Testa in uscita il 4 aprile al cinema di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman

Mariagrazia Fiorentino

Il film documentario è tratto da una storia realmente accaduta di cui l’interprete è la vera protagonista nella realtà. E’ la rivalsa di una giovane di Torre Annunziata verso una società che non lascia spazio e possibilità a determinati ceti sociali. Tra successi e sconfitte, una ragazza in cerca di se stessa. Ne è venuto fuori un film documentario molto umano vicino alla realtà, ma con la leggerezza del sogno. Bellissima la figura del maestro, (l’allenatore). Un film da non perdere, sarebbe auspicabile che venisse proiettato anche nelle scuole.

“Irma Testa nel suo palmarès un argento alle Olimpiadi giovanili di Nanjing del 2014 e le medaglie d’oro ai Mondiali e agli Europei Juniores 2015. Prima pugile italiana a disputare una Olimpiade Rio 2016. Attualmente lavora alla preparazione di Tokyo 2020.”

Roma – Città del Vaticano – Braccio di Carlomagno – Colonnato Berniniano – Mostra “Leonardo – Il San Girolamo dei Musei Vaticani”.

Testo e Foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Malgrado il lungo soggiorno a Roma, circa tre anni, Leonardo non ha lasciato nella città nessuna opera pittorica; l’unica esistente è quella che ha dato origine a questa rassegna dal titolo “Leonardo – Il San Girolamo dei Musei Vaticani”, allestita nei prestigiosi spazi del Braccio di Carlomagno in Piazza San Pietro. Un documento dell’Archivio Storico della Fabbrica di San Pietro in Vaticano apre il percorso espositivo di questa rassegna, testimoniando la permanenza di Leonardo in un appartamento per lui allestito nel Belvedere Vaticano presso l’originario nucleo storico dei Musei Vaticani. “Sono gli stessi anni in cui è certa la presenza contemporanea nell’Urbe pure di Bramante, Michelangelo, Raffaello e di numerosi altri eminenti protagonisti della storia dell’arte”, come ha rilevato la Dott.ssa Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani che ha concluso il suo intervento affermando:San Girolamo nel deserto” di Leonardo è certamente un capolavoro assoluto, ma anche un’opera che esalta la spiritualità di un grande Padre e Dottore della Chiesa”.

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Girolamo nacque a Stridone verso il 347 da una famiglia cristiana, che gli assicurò un’accurata formazione, inviandolo anche a Roma a perfezionare i suoi studi. Da giovane sentì l’attrattiva della vita mondana ma prevalse in lui il desiderio e l’interesse per la religione cristiana. Ricevuto il Battesimo verso il 366, si orientò alla vita ascetica e, recatosi ad Aquileia, si inserì in un gruppo di ferventi cristiani, da lui definito quasi «un coro di beati», riunito attorno al Vescovo Valeriano. Partì poi per l’Oriente e visse da eremita nel deserto di Calcide, a sud di Aleppo dedicandosi seriamente agli studi. Questa è l’immagine ritratta da Leonardo nello straordinario dipinto conosciuto soprattutto per la sua tecnica esecutiva caratterizzata da un diffuso “non finito” presente in ampie parti dell’opera, che permette di analizzare le modalità esecutive dell’artista. In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci (1452-1519), il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e la Direzione dei Musei Vaticani offrono la possibilità di ammirare il celebre dipinto,normalmente custodito nella Pinacoteca Vaticana. Come affermata dalla Dott.ssa Barbara Jatta: “La speciale esposizione consente di contemplare da vicino, fuori dai ritmi frenetici dei circuiti turistici, una delle poche creazioni del genio vinciano la cui autografia non è mai stata messa in discussione. Per questi motivi, l’allestimento è stato ideato per favorire il contatto diretto con il capolavoro, custodito per l’occasione all’interno di una teca climatizzata ad alta tecnologia”.

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In mostra, una serie di pannelli didattici consentono di conoscere meglio la figura di Leonardo da Vinci e la congiuntura storica e culturale nella quale vide la luce il dipinto esposto: lo straordinario contesto storico di Roma nel secondo decennio del Cinquecento, durante il quale l’artista visse e soggiornò in Vaticano. Uno specifico approfondimento è dedicato alla grandiosa figura di San Girolamo (347–419/20), tratteggiata dalle sapienti parole del Papa Emerito Benedetto XVI. Completa l’esposizione un video realizzato dalla Direzione dei Musei Vaticani.

Roma – Citta del Vaticano – Piazza San Pietro Braccio di Carlomagno fino al 22 giugno 2019 con ingresso Gratuito ed orario: Lunedì – martedì – giovedì – venerdì – sabato: dalle ore 10,00 alle ore 18,00 (ultimo ingresso alle ore 17,30) – Mercoledì: dalle ore 13,30 alle ore 18,00 (ultimo ingresso alle ore 17,30) Domenica e festività religiose chiusa Informazioni: www.museivaticani.va

Ferrovie dello Stato Italiane presenta il nuovo Polo Mercitalia

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le Ferrovie dello Stato Italiano presentano il primo servizio al mondo di alta velocità dedicato alle merci. Il Polo Mercitalia nasce nel 2017 quale Gruppo FS Italiane che operano nel “business” del trasporto delle merci e nella logistica con finalità indirizzate nell’ottimizzazione dei servizi del trasporto delle merci e relativi servizi.

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Ad oggi si compone di sette società che hanno in Mercitalia Logistics, la capogruppo e alla quale si riferiscono Mercitalia Rail, trasporto merci in Italia; TX Logistik, trasporto merci in Germania e in diversi paesi europei; Mercitalia Intermodal, trasporto combinato Strada/Rotaia in Italia; Mercitalia Shunting & Terminal, attività di primo e ultimo miglio ferroviario e uno dei maggiori gestori di “inland” in Italia; Mercitalia Maintenance, specializzata nella manutenzione di carri ferroviari; TERALP (Terminal Alp Transit), società che ha come finalità la realizzazione di infrastrutture terminalistiche all’avanguardia.

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Al momento il fatturato consolidato di questo Polo è di oltre un miliardo di euro l’anno ed occupa più di 5 mila addetti sia in Italia che all’estero e dispone, inoltre, di una delle flotte più importanti di locomotori e carri in Europa. Importante è anche l’investimento previsto che ammonta ad un miliardo di euro per i prossimi cinque anni. In relazione al piano d’investimenti previsti è stata presentata la prima di 40 locomotive E494 di ultima generazione, costruita negli stabilimenti di Vado Ligure (SV) da Bombardier, con una potenza di 6,4 MW ed una velocità massima di Km.140 orari dotata dei più moderni sistemi di sicurezza e confort per il personale.

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Il potenziamento ferroviario del trasporto merci riveste una particolare importanza per le sue caratteristiche di sostenibilità e ridotta emissione di CO 2 nell’atmosfera. E’ questo l’argomento principe in questi giorni dibattuto e supportato da manifestazioni tornate di grande attualità e che confermano, tra l’altro, anche la grande importanza delle scelte aziendali compiute dalle Ferrovie dello Stato Italiane.

Roma – Ministero dei Beni e le Attività Culturali – Firma del protocollo per la restituite al Messico 594 tavolette votive trafugate dai luoghi di culto.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Gli ambienti monumentali della “Crociera” del Collegio Romano, sono stati la cornice ideale per esporre i 594 dipinti ex voto, illecitamente sottratti al patrimonio culturale messicano ed esportati illegalmente in Italia.

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Con una cerimonia ufficiale il 6 u.s. è stato firmato il protocollo di restituzione alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturale Alberto Bonisoli e della Segretario della Cultura Dottoressa Alejandra Frausto Guerrero degli Stati Uniti Messicani.

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Nelle raffigurazioni pittoriche la Madonna viene rappresentata in mille modi diversi, perché di lei non possediamo alcun ritratto iconografico sicuro.

20190306_120537                                                                    Nostra Signora di Guadalupe Patrona del Messico

Eppure a un certo momento, questa mancanza venne sentita e la pietà popolare pur di avere l’effige “vera” di Maria immagini ideali: ma non per questo meno care al nostro cuore, care anche se non siano uscite da pennelli celebri, perché non è il valore artistico a determinare la venerazione verso un’immagine mariana, bensì la copia delle grazie che la fede impreta dall’onnipotenza divina e come ci sono quadri famosi, che noi ammiriamo nelle sale di un museo senza che essi ci suggeriscano un solo palpito di devozione, esistono invece a centinaia, nei santuari di tutto il mondo cattolico, immagini senza alcuna pretesa artistica attorno alle quali è un plebiscito di fede e di gratitudine che si rinnova di secolo in secolo.

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Le opere restituite per l’occasione, furono asportate tra il 1960 ed il 1970 da vari luoghi di culto del Messico.Individuate grazie all’archivio della Banca Dati del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, furono da questi sequestrate nel giugno del 2016, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. Erano tutte esposte in due musei, uno lombardo e l’altro piemontese, ove erano giunte a seguito di una donazione da parte di un noto collezionista milanese, nel frattempo deceduto.

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“Grazie all’esperienza dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale”, come ha rilevato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, “supportati dagli esperti del Ministero per i beni e le attività culturali, è stato possibile, sulla base dell’analisi iconografica e delle iscrizioni presenti, ricondurre i dipinti al Messico. I successivi accertamenti, esperiti sul canale diplomatico, hanno permesso di acquisire, dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Segretariato della Cultura messicana di Città del Messico, la conferma dell’appartenenza degli ex voto al patrimonio culturale del Paese centroamericano.

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La cerimonia odierna, che segue quelle avvenute nel 2014 e nel 2016 in cui sono stati restituiti agli Stati Uniti Messicani molti altri reperti archeologici provenienti da scavi illegali, testimonia la proficua e consolidata collaborazione tra l’Italia e il Messico nella lotta al traffico illecito di beni culturali, ulteriormente qualificata dall’istituzione, nel marzo 2018, della “Unidad de Tutela del Patrimonio Cultural” della Divisione di Gendarmeria della Policía Federal de México. Il reparto, che è nato sul modello dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, anche a seguito della sensibilizzazione prodotta, in ambito internazionale, dall’iniziativa italiana della Task Force “Unite4Heritage”, si occuperà di tutelare il ricchissimo patrimonio culturale di quel Paese”.

Manifesto – Julian Rosefeld in mostra al Palazzo delle Esposizioni

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Gli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale, con l’affermarsi in pittura delle avanguardie, per poi proseguire negli anni successivi, abbiamo assistito ad una controversia fra gli studiosi, non solo accademica, di come, quanto e se le arti visive, non solo nella pittura, dovessero rappresentare le istanze politiche, civili e sociali presenti nelle varie società, indipendentemente dal sistema politico al potere. Significativo in proposito quanto scritto da Giulio Carlo Argan su l’arte del XX secolo: “…L’arte costituisce dunque un problema, uno dei grandi problemi del secolo. Forma l’oggetto di ricerche filosofiche, storiche, scientifiche, operative, sperimentali; determina tutto un insieme di attività collaterali, anche sul piano economico e politico, miranti a proteggerla e promuoverla; è argomento di dibattiti dottrinali, formulazioni teoriche, programmi di azione e animate polemiche ….”

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Per molti aspetti, sia pure in forme molto diverse, tutto questo ce lo siamo portato dietro anche noi nel successivo XXI secolo. Su questo retaggio è stata allestita la rassegna di Julien Rosefeld nel salone principale del Palazzo delle Esposizioni dal titolo “Manifesto”, articolata in 13 grandi schermi che narrano altrettanti diversi contesti che hanno caratterizzato i primi anni di questo secolo. Lo stesso cineasta tiene a precisare il titolo di questa sua mostra: “L’opera è un omaggio alla pratica novecentesca dei Manifesti, quei testi diffusi come proclami categorici con i quali gli artisti distruggevano il passato per difendere – con parole incise come quelle di una poesia – una nuova visione dell’arte che fosse specchio di un mondo nuovo”.

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Ciascun video, della durata massima di 10 minuti e 30 secondi, vede come protagonista assoluta Cate Blanchett, attrice australiana due volte premio Oscar, che presta la propria immagine per interpretare magistralmente tredici diverse situazioni legate ad altrettante correnti di fare e narrare l’arte. Nel primo video, che funge da prologo introduttivo agli altri 12, si ascoltano, in inglese come in tutti i commenti sonori dei successivi video, le parole del Manifesto del Partito Comunista scritte nel 1848 dal Karl Marx e Friedrich Endels. Scelta voluta dallo stesso Rosefeld per “ … sottolineare la comune matrice rivoluzionaria di queste dichiarazioni di poetica”.

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Il secondo video ci presenta un senzacasa vittima delle crisi economiche, con un riferimento esplicito ai manifesti di Lucio Fontana, Constan Nieuwennhuys, Aleksander Rodchenko e Guy Debord che proprio come scrive quest’ultimo ci rimandano al “Situazionismo” e al “Suprematismo”, due avanguardie pittoriche molto importanti negli anni fra le due guerre mondiali. Un Broker presenta il “Futurismo”, con il commento audio del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti ed altri artisti di varie discipline da Balla, Carrà e Severini fino a Guillaume Apollinaire.

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Ad un’operaia, in un inceneritore di rifiuti, è affidato l’incarico di commentare la nuova “Architettura” che “deve bruciare” come scritto nel manifesto della Coop Himmelb e di altri. Un’Amministratrice delegata di una società è chiamata a presentarci “Vorticismo”, “Cavaliere Azzurro” e l’”Espressionismo astratto” con le parole di vari artisti fra cui Vasilij Kandiskij, Barnett Newman e Wyndham Lewis. “Stridentismo” e “Creazionismo” sono affidate alle parole di una Ragazza punk tatuata; mentre a quelle di una scienziata fanno riferimento le avanguardie del “Suprematismo” e” Costruttivismo”. Il “Dadaismo” invece è affidato ad una oratrice di un funerale, “Surrealismo” e “Spazialismo” ad una burattinaia così come la “Pop art” ad una Madre tradizionalista che insieme alla famiglia recita la preghiera di ringraziamento al Signore prima d’iniziare il pranzo.

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Una coreografa è chiamata a presentarci “Fluxus”, “Merz” e “Happening”; ad un telecronista e reporter sono affidate “Arte concettuale” e il “Minimalismo” e un’insegnate ci fa assistere ad una lezione sul “Cinema” . Il tredicesimo video “Epiliogo” è un collage di manifesti sul cinema che ha come commento audio quanto scrive Lebbeus Woods nel suo Manifesto.

Accompagna la mostra una preziosa pubblicazione che facilita la lettura e la comprensione di quanto illustrato sui video.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Nazionale, 194, fino al 22 aprile 2019. Biglietto d’ingresso intero €.10,00, ridotto €.8,00. Informazioni tel.06.39967500 e sul sito www.palazzoesposizioni.it

Premiazione progetti del bando Fondazione Roche per l’emofilia.

Mariagrazia Fiorentino

Roma 15 febbraio 2019. Nella splendida cornice della Biblioteca Angelica, dove l’alta cultura è presente in ogni suo sapere, si è svolta la premiazione del bando della Fondazione Roche per l’emofilia. L’emofilia è un grave disturbo emorragico ereditario caratterizzato da un’alterazione del processo della coagulazione che, in casi gravi, comporta sanguinamenti incontrollati spontanei o conseguenti a traumi di lieve entità. Essendo una malattia ereditaria, l’emofilia viene trasmessa dai genitori ai figli come tratto recessivo legato al cromosoma X, per cui la trasmissione avviene solitamente dalla madre ai figli maschi.

Mariapia Garavaglia nel suo intervento sottolinea che la: “ricerca è il miglior servizio ai pazienti, sostenere i ricercatori giovani è un ponte fra noi, le istituzioni e le aziende”. Paola Binetti ricorda il “bisogno dell’informazione per una ricerca che metta in gioco la solidarietà”. Il dottor Ceriotti annuncia i sei vincitori del bando con un premio che ammonta per un totale di 120.000 euro. Sono stati presentati 24 progetti e ne sono stati scelti sei.

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Si sono aggiudicati il premio da 20.000, euro ciascuno:

  • A.E.L. (Associazione Emofilici del Lazio) di Roma
  • A.R.L.A.F.E. (Associazione Regionale Ligure Affiliata alla Federazione Emofilici) di Genova
  • A.S.E. (Associazione Siciliana Emofilici) di Catania
  • ASSOCIAZIONE EMOFILICI E TROMBOEMOFILICI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA di Udine
  • ASSOCIAZIONE PER L’EMOFILIA E COAGULOPATIA DELLE TRE VENEZIE di Padova
  • A.V.E.S. (Associazione Volontariato Emofilici e Similemofilici) di Parma
  • Si tratta di un riconoscimento importante a sostegno delle famiglie che convivono con una diagnosi di emofilia, una malattia del sangue rara ed ereditaria che colpisce circa 4.000 persone in Italia, che dedicano gran parte delle loro giornate alle cure dei propri cari e a tutte quelle attività che ruotano attorno ad esse. I servizi di assistenza ai malati e alle famiglie che se ne prendono cura sono uno dei punti cruciali a cui il mondo della salute deve trovare risposte al più presto. Questo è ancora più vero nel panorama delle malattie rare, dove quotidianamente decine di associazioni di pazienti e di volontari s’impegnano ogni giorno su tutto il territorio italiano per essere concretamente al fianco di chi ne ha bisogno, affrontando e superando numerosi ostacoli.

Trenitalia Gruppo FS Italiane: In un Book Neve e Parchi a portata di treno

Mariagrazia Fiorentino

Il viaggio con il treno in Italia è una raccolta di emozioni, entusiasmi, canti antichi, infinito azzurro in una terra che profuma di sogni, sole, di amore e con tutto quello che ci circonda. E’ stato presentato a Roma presso la sede istituzionale Trenitalia di Villa Patrizi – Auditorium – il vademecum del viaggiatore leisure in versione double face digitale e cartacea otto destinazioni sciistiche e otto oasi naturali, con percorsi di trekking e cycling, da raggiungere in treno. Crescono i numeri del trasporto ferroviario in termini di gradimento rispetto al 2018. Sfiorano il 30% i passeggeri che usano i regionali Trenitalia per turismo e nel tempo libero. Nel suo intervento Serafino Lo Piano, Responsabile Vendite della Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia, evidenzia l’importanza di queste iniziative per il trasporto regionale che raggiunge il 40% delle località turistiche e ricorda che questo vengono festeggiati i 10 anni dell’alta velocità.

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Frecce dirette con Roma Fiumicino collegate con Cortina, Madonna di Campiglio, Selva di Val Gardena, Canazei, Courmayer. Otto milioni di clienti iscritti a Trenitalia. Maria Annunziata Giaconia, Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, fa presente che l’obbiettivo del Travel Book è soprattutto per i pendolari, con una quota in crescita del più 8% per dare loro uno strumento per il tempo libero. Otto impianti sciistici e altrettante oasi naturali da raggiungere comodamente in treno racchiuse nel nuovo travel book realizzato da Trenitalia (Gruppo FS Italiane). Il progetto editoriale presentato mira ad incentivare l’utilizzo del trasporto regionale verso i viaggi di piacere, per un turismo sempre più confortevole, sostenibile e sicuro, attento alle esigenze di spostamento delle persone nel tempo libero. Il nuovo vademecum del viaggiatore leisure “Neve&Parchi” di Trenitalia – in versione double face digitale e cartacea – riporta, da un lato, le descrizioni dei luoghi e il modo per arrivare direttamente in treno, con oltre 400 collegamenti al giorno, presso otto impianti sciistici rappresentando il valore aggiunto di andare a sciare in treno e lasciare l’auto a casa e, dall’altro, le mete di otto incantevoli Parchi, nazionali e naturali, servite dai regionali Trenitalia, dalle cui stazioni partono percorsi di trekking e cycling di ogni livello di difficoltà.

Località neve interessate:

– Valle d’Aosta: Aosta – Telecabina Aosta-Pila.

– Piemonte: Bardonecchia; Beaulard – Parco delle Manavelle; Limone Piemonte; Riserva Bianca Lift.

– Trentino Alto-Adige: Impianti di risalita di Dobbiaco; Versciaco –

Comprensorio Tre Cime; San Candido – Baranci.

– Veneto: Cortina d’Ampezzo.

Località parchi interessate:

– Liguria: Parco Nazionale Cinque Terre.

– Lombardia: Parchi Oltrepò Mantovano.

– Veneto ed Emilia Romagna: Parco Naturale Delta del Po.

– Toscana: Parco Nazionale Foreste Casentinesi.

– Umbria: Parco Nazionale Dei Monti Sibillini; Parco Naturale Fonti del Clitunno.

– Lazio: Bosco Macchia Grande.

– Puglia: Area marina protetta Torre Guaceto.

L’impegno del Gruppo FS Italiane vuole offrire un servizio capace di rispondere alle esigenze delle persone che utilizzano i treni regionali anche nel tempo libero e si accompagna agli oltre 280 collegamenti quotidiani effettuati con Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca che accorciano le distanze da Nord a Sud dello Stivale e ai collegamenti Freccialink, il servizio intermodale di Trenitalia che amplia il network delle Frecce con servizi dedicati, realizzati con autobus moderni e confortevoli, verso alcune delle più affascinanti località d’arte e dei più bei comprensori sciistici in Italia. I formati sfogliabili di questo e degli altri travel book Trenitalia, tra cui si ricordano le precedenti edizioni Borghi, Mare, Grandi Giardini Italiani e Siti UNESCO, sono disponibili sul sito web di Trenitalia nell’apposita sezione – vedi l’articolo pubblicato nel mese di gennaio 2019 dal titolo “Con Trenitalia alla scoperta del patrimonio mondiale UNESCO”. I travel book raccolgono cenni storici, curiosità, attrazioni storiche e artistiche, i prodotti e gli eventi tipici delle località trattate, oltre che il dettaglio sulla tratta ferroviaria interessata. Visibilità e spinta commerciale a questo progetto editoriale verrà data anche dal vasto network delle agenzie di viaggio partner di Trenitalia, attraverso iniziative che includono più di 6.500 punti vendita in Italia e oltre 18mila all’estero. Dai mercati esteri si registra infatti un incremento costante dei volumi di vendita, con quasi 8 milioni di turisti stranieri in visita nel nostro Paese che hanno viaggiato con Trenitalia nel corso del 2018, in crescita del 19% rispetto all’anno precedente. Nel 2019 si registrano segni di ulteriore crescita nel numero dei passeggeri dall’estero, per i quali sarà prevista la versione inglese dei travel book, per portare anche oltre confine la bellezza e il fascino delle città e delle particolarità del Belpaese. Trenitalia è inoltre attiva nel segmento turistico attraverso la partecipazione al consorzio Eurail/Interrail che da 40 anni promuove l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto privilegiato per visitare l’Italia e l’Europa. Il Pass Italia è il più venduto in tutto il mondo nell’ambito dei prodotti One Country.

Beni culturali ecclesiastici: tutela e protezione tra presente e futuro . Illustrate le conclusioni e le decisioni scaturite al termine di un ciclo d’incontri e conferenze fra le parti in causa.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’argomento trattato è senza dubbio di primaria importanza, non per niente alla conferenza conclusiva del ciclo d’incontri e conferenze sui “Beni culturali ecclesiastici, tutela e protezione tra presente e futuro” hanno preso parte sia il Dottor Alberto Bonisoli, Ministro per i beni e le attività culturali e Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana nonché varie Soprintendenze, Uffici diocesani per i beni culturali e l’edilizia di culto e i più alti gradi del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. “I beni culturali rappresentano il petrolio per il nostro paese e i luoghi di culto si confermano gli obbiettivi più colpiti”, è quanto affermato dal Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante il Nucleo dei Carabinieri T.P.C. e questo giustifica le iniziative proposte che sono tutte indirizzate a focalizzare l’attenzione sul fenomeno dei furti e dei danneggiamenti in danno di chiese e luoghi di culto ove la fragilità del patrimonio culturale è ulteriormente messa a repentaglio dalla fruizione devozionale e liturgica degli stessi beni.

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Le decisione assunte dopo 19 eventi, tenutisi da Bolzano a Monreale (PA) tra il 10 ottobre 2018 e il 1° febbraio di quest’anno, è stato deciso di assumere, come affermato dal Ministro del Beni Culturali On.le Alberto Bonisoli:“ una qualificata occasione per incentivare le attività di catalogazione del patrimonio culturale ecclesiastico e rivolgere alla Cei l’istituzione di un tavolo di confronto permanente sui Beni culturali ecclesiastici”. Proposta che il presidente della Cei, Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti ha accolto con grande favore. Oltre questa importante iniziativa le future attività di tutela e conservazione dei beni culturali s’incentreranno, sempre nelle parole del Ministro dei Beni Culturali: “L’Italia quest’anno ha assunto la leadership della task force Copernicus. Si tratta di una grande iniziativa europea che prevede l’utilizzo dell’osservazione satellitare per la conservazione dei beni culturali. Con dati immediatamente fruibili potremmo intervenire in modo tempestivo e risolvere problemi”.

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Nel corso del suo intervento, il ministro ha ricordato, infine, il 50/mo anniversario della costituzione del Comando tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri, che ricorre quest’anno. “Il nostro Ministero – ha concluso – collabora con loro con grande efficacia. E in vista di questa importante ricorrenza, stiamo organizzando un ciclo di celebrazioni. L’ evento culmine sarà la mostra  organizzata al Quirinale con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica”.  I’incontro che ha visto nel suo proseguo altri pregevoli interventi sia di autorità ecclesiastiche,che militari e civili, ha trovato un unanime consenso sull’importanza che riveste la sensibilizzazione della popolazione sulla presa di coscienza sul patrimonio dei beni culturali e come questi sia un bene comune da difendere e tutelare indipendentemente dal titolare che ne vanta il diritto di proprietà.