Guercino. Il Mestiere del pittore – In mostra oltre 100 opere dal 23 marzo al 28 luglio 2024 a Torino, Musei Reali – Sale Chiablese

Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666)  ha un posto di primo piano nelle grandi esposizioni previste per l’anno 2024, grazie anche a nuovi ed importanti studi compiuti in questi ultimi anni. All’indomani della riapertura della Pinacoteca Civica di Cento, è stata presentata al Ministero della Cultura a Roma la ricchissima esposizione che i Musei Reali di Torino hanno organizzato nelle Sale Chiablese per giungere a Roma nel prossimo autunno – Scuderie del Quirinale con temi diversi.

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Nel suo intervento Massimo Osanna, Direttore Generale dei Musei, afferma: ”questa esposizione torinese sarà una mostra eventi del 2024 e avrà un notevole successo perché è una mostra di grande rilievo con prestiti internazionali che fa riflettere sull’importanza della stessa.”…. Questa esposizione torinese vuole riservare una particolare attenzione al mestiere del pittore che nel Seicento si esprime in maniera oltremodo significativa sulla figura del Guercino, uno dei maggiori protagonisti della scena artistica dell’epoca.  Scrivono le curatrici: “Ripercorrendo temi e aspetti che attraversano tutta la carriera del Maestro, grazie a capolavori di primo piano, la mostra intende dare conto più in generale della professione del pittore a quel tempo: le sfide del mestiere, i sistemi di produzione, l’organizzazione della bottega, le dinamiche del mercato e delle committenze….. Le importanti opere riunite a Torino nell’occasione – inclusi due dipinti inediti di collezioni private e le tele che permettono lo straordinario ricongiungimento dopo 400 anni del ciclo Ludovisi – sono dunque particolarmente significative per questo racconto, sviluppato in 10 sezioni tematiche tra confronti, parallelismi, testimonianze.

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Il percorso espositivo inizia con la presentazione dell’autoritratto dell’artista. Qui Guercino ci appare, circa quarantenne, e con gli strumenti del mestiere per svilupparsi nelle successive sezioni dove partendo dalla fase della formazione, definite dalle curatrici: debitrice, come per tutti i pittori, dello studio di opere di grandi maestri e dell’incontro con personalità che incidono nella maturazione di un artista: per Guercino punti di riferimento furono in particolare Ludovico Carracci, ammirato a Bologna ma anche a Cento…. Quindi l’incontro con la realtà e la spiccata vocazione per il quotidiano, che nei primi anni apre alle opere di paesaggio in analogia con quanto proposto da altri artisti come Annibale Carracci, Domenichino e Agostino Tassi di cui la mostra dà testimonianza insieme a importanti disegni di Guercino della Biblioteca Reale di Torino e alle pitture murali di Casa Pannini, che il giovane pittore realizza a Cento tra il 1615 e il 1617 insieme a collaboratori”. L’ Accademia del nudo ”sarà la fase successiva: Guercino ormai famoso in patria, apre la sua Accademia nel 1616 – così come era uso per i migliori -, facendone un punto di riferimento per molti giovani artisti. Prima di affrontare il tema della bottega e delle sue dinamiche, la mostra ricorda le fasi dell’affermazione del pittore e la geografia delle committenze, che sempre nella carriera di un artista rivestono un ruolo centralIn questo contesto, fondamentale risulta la figura di Alessandro Ludovisi, arcivescovo di Bologna e dal 1621 papa Gregorio XV. Questi aveva già conosciuto Guercino grazie alla mediazione di padre Mirandola, grande promotore dell’artista di Cento, e all’apprezzamento di Ludovico Carracci folgorato, come sappiamo, dalla pittura del giovane artista e chiamato dall’arcivescovo Ludovisi a valutare il costo delle opere da lui commissionate.

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                                                                    Guercino – “Susanna ei vecchioni” – 1617 – Museo del Prado Madrid

Tra il 1617 e il 1618 Guercino realizza infatti per Alessandro Ludovisi e il nipote Ludovico, quattro grandi tele, eccezionalmente riunite dopo quattro secoli nella mostra di Torino: Lot e le figlie proveniente da San Lorenzo a El Escorial, Susanna e i vecchioni prestata dal Museo del Prado, la Resurrezione di Tabita dalle Gallerie degli Uffizi- Palazzo Pitti e Il Ritorno del figliol prodigo dei Musei Reali. Un’infilata di preziosi disegni del centese racconta dell’iter creativo e del momento fondamentale dell’invenzione tramite l’opera grafica: emblematico il “caso” della Vestizione di San Guglielmo ricordato grazie a tre degli oltre venti disegni preparatori originali. Le ultime tre sezioni della mostra sono dedicate ad alcuni dei temi e dei soggetti più aderenti alla realtà del tempo o di particolare successo e dunque maggiormente indagati dal pittore e dalla bottega.
E’ il caso delle novità scientifiche legate al rivoluzionario pensiero galileiano, che accendono l’interesse di committenti, intellettuali e artisti compreso Guercino, il quale su richiesta dei Medici dipinge il famoso Atlante che regge il globo (Museo Bardini di Firenze) e con sguardo disincantato disegna invece il Mago Brumio, testimonianza delle credenze popolari ancora diffuse. Quindi, il “gran teatro della pittura barocca” con altri capolavori, tra cui Il ritorno del figliol prodigo (1627-28) della Galleria Borghese proveniente dalla collezione romana dei Lancellotti, o Amnon e Tamar dalla Galleria Estense di Modena.

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                    Paolo Antonio Barbieri e  Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino – “L ‘Ortolana” – 1655 – Collezione Privata   

Il Seicento porta all’estremo il gusto per la rappresentazione degli affetti, la gestualità accesa, la visione ravvicinata e coinvolgente degli eventi e Guercino è un vero maestro in questo, sia nelle resa delle figure che nel dipingere l’apparato scenico ricco di particolari. La resa teatrale delle tensioni e delle psicologie, dei drammi e delle passioni si coglie anche in uno dei soggetti più amati e di successo dell’arte del tempo e della  produzione guerciniana. Guercino mette magistralmente in scena l’ultimo atto della tragedia, rendendo partecipe lo spettatore e trasportandolo nella sublime emozione dello spettacolo barocco”.

Torino –  Musei Reali – Sale Chiablese Torino – Piazzetta Reale, Dal 23 marzo al 28 luglio 2024. Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00. Costo del biglietto d’ingresso: Intero mostra: 15 € Ridotto mostra: 13 € (gruppi con prenotazioni, insegnanti, 18 – 25 anni, convenzioni partner mostra: ARCI, NOVACOOP) Ridotto mostra: 7 € (visitatori da 12 a 17 anni) Integrato Mostra + Musei Reali Intero: 25 € Integrato Mostra + Leonardo Intero: 25 € Tour Reale intero: 30 € (Mostra + Musei Reali + Leonardo) Tour Reale ridotto: 15 € (18-25 anni) Gratuito (0-11 anni, Abbonamento Musei Piemonte, Torino Piemonte Card, Royal Pass, 1 accompagnatore per disabili; Giornalisti; Dipendenti MIC; 2 accompagnatori per gruppi scolastici; soci ICOM) Prevendita biglietto mostra online: 2 € Prenotazione turno gruppo mostra: 15 € Prenotazione turno scuola mostra: 10€ INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI T +39 0111 9560449 info.torino@coopculture.it Gruppi: tour@coopculture.it Scuole: edu@coopculture.it www.coopculture.it

 

 

 

Antonio Donghi a Palazzo Merulana con la mostra “La magia del silenzio” fino al 26 maggio 2024

Redazione

Quanto mai appropriata la presentazione del curatore di questa mostra, Fabio Benzi, che scrive: “ Trentaquattro opere, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, che nel loro insieme rappresentano l’intero percorso di uno dei più grandi esponenti del Realismo magico. Una mostra “inclusiva” che offre nuove chiavi di lettura della poetica donghiana: da un lato la ricerca delle ragioni della sua improvvisa svolta artistica negli anni 22-23 e i suoi riferimenti all’arte antica; dall’altro una riflessione sul suo modello di “narrazione gentile” della romanità e della nuova condizione di modernità borghese”.

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Politici, saltimbanchi, giocolieri, cacciatori, pescatori, fanciulle, paesaggi e nature morte popolano il mondo pittorico di Antonio Donghi protagonista di questa interessante rassegna allestita nelle sale di Palazzo Merulana a Roma, Via Merulana, 121. Il percorso espositivo offre ai visitatori un ampio sguardo di carattere generale sull’opera e la personalità di Donghi anche attraverso diversi piccoli quadri che parlano un linguaggio efficace, raccontando piccole realtà: Donghi, infatti, non mira al risultato plateale ma, il suo obiettivo è carpire la realtà e lo fa dipingendo donne che ci stupiscono per la loro precisione e per la capacità dell’artista di cogliere l’insieme.

Donghi_PalazzoMerulana-52 La moderna critica d’arte vuole i quadri di Antonio Donghi, inseriti in un “universo apparentemente quotidiano ma, in realtà, specchio di una realtà “altra” straniante, magica, quasi allucinata. Il suo realismo pittorico, infatti, si fa ovunque esasperatamente preciso, sia nella resa levigata dei particolari, che nella definizione geometricamente esatta delle coordinate spaziali. Attraverso i suoi quadri, scopriamo che la banalità non è quello che sembra, perché Donghi ha la rara capacità di alterare la percezione della realtà e, in questo, risiede la sua contemporaneità”.

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Con l’occasione è stato presentato anche un interessante progetto culturale con il nome: “Open Merulana”, che grazie alla partecipazione al bando del Ministero della Cultura per l’accessibilità nei luoghi della cultura, finanziato dal PNRR, Palazzo Merulana ha potuto usufruire di risorse finanziarie per completare un percorso di buone pratiche per la creazione di un vero e proprio “Museo Gentile”. Tra le varie azioni un posto speciale è riservato alle istallazioni artistiche di Gaia Riposati e Massimo Di Leo, Nuvola Project, che animano alcune delle opere della mostra e altre tra le più significative della Collezione Cerasi, che è permanente ed esposta al secondo e terzo piano del museo. Attraverso un’applicazione dedicata, scaricabile da qr code, le opere prenderanno vita “magicamente” in un’installazione artistica in interazione fra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, una vera e propria drammaturgia a cui gli autori hanno lavorato con la consulenza scientifica degli storici dell’arte del museo. L’operazione integra in realtà aumentata anche l’interpretazione di una attrice segnante in LIS per la perfetta accessibilità dell’esperienza di fruizione alle persone sorde e si è avvalsa per questi a spetti della consulenza e collaborazione dell’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi. Lo scopo è garantire un’esperienza culturale non residuale ma intensa e piena. Le opere animate saranno otto, di cui cinque finanziate dal MIC e tre finanziate da Unicredit che ha destinato parte delle risorse del progetto “Carta Etica” alla realizzazione di tre opere della Collezione Cerasi: Le Lavandaie e Gita in barca di Antonio Donghi e Primo Carnera di Giacomo Balla.

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Modalità di visita. La mostra è inclusa nel biglietto di ingresso di Palazzo Merulana, che comprende la visita alla Collezione Cerasi. E’ aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica ore 12-20. Biglietti: Intero € 12,00, Ridotto € 10,00 (Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth card). Ridotto Scuole € 4,00. Gratuito (bambini e ragazzi under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Pass Palazzo Merulana e Pass Palazzo Merulana Young, membri ICOM, guide turistiche con patentino). Maggiori informazioni: www.palazzomerulana.it

Rubens ospite a Roma dopo quattrocento anni con una mostra alla Galleria Borghese: “Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma” fino al 18 febbraio 2024.

Testo e foto Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

In questa mostra il soggiorno romano di Peter Paul Rubens (dal 1600 al 1608 e fino al 1620 in un successivo salvo brevi soggiorni in altre città italiane e spagnole) appare nelle sue opere ancora più evidente. Le otto sezioni in cui si articola il percorso espositivo sono legate fra loro da un “file rouge” che vuole presentare ai visitatori la nascita di una pittura europea insieme al contributo straordinario offerto dalle sue opere d’arte realizzate, “alle soglie del Barocco, a una nuova concezione dell’antico e dei concetti di naturale e d’imitazione, mettendo a fuoco la novità dirompente del suo stile e come lo studio dei modelli costituisca un’ulteriore possibilità per un nuovo mondo d’immagini”, come scrivono i curatori.

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                                                                            Peter Paul Rubens: “Prometeo incatenato” – 1611/1612 – Olio su tela

“Calamita per gli artisti del Nord Europa fin dal Cinquecento, la Roma di Rubens, fra i pontificati Aldobrandini e Borghese, è il luogo dove studiare ancora l’antico, di cui si cominciano a conoscere i capolavori della pittura, con il ritrovamento nel1601 delle Nozze Aldobrandini –sottolinea Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese e curatrice della mostra. È il momento della Galleria Farnese di Annibale Carracci e della cappella Contarelli di Caravaggio, di cui si stordisce una generazione. Attraverso gli occhi di un giovane pittore straniero come Peter Paul Rubens guardiamo ancora una volta all’esperienza dell’altrove, cerchiamo di ricostruire il ruolo del collezionismo, e della collezione Borghese in particolare, come motore del nuovo linguaggio del naturalismo europeo, che unisce le ricerche di pittori e scultori nei primi decenni del secolo”.

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Leonardo da Vinci – “Due mischie tra fanti e cavalieri” – Probabilmente, secondo molti studiosi, si tratta di uno studio preparatorio alla “Battaglia di Anghiari”, opera andata perduta. Penna e inchiostro bruno su carta imbrunita.

Questo è il contesto che il giovane Rubens trova al suo arrivo a Roma e qui s’inserisce la “sua capacità di osservazione e il suo desiderio d’interpretare gli antichi maestri, I suoi disegni rendono vibranti le opere che studia, aggiungendo movimento e sentimento ai gesti e alle espressioni. Rubens mette in atto nelle storie quel processo di vivificazione del soggetto che utilizza nel ritratto. In questo modo marmi, rilievi ed esempi celebri di pittura rinascimentale escono ravvivati dal suo pennello, come anche le vestigia del mondo antico. Un caso esemplare è quello della famosa statua dello Spinario che Rubens disegna, a sanguigna, e poi con carboncino rosso, riprendendo la posa da due punti di vista diversi. In questo modo il disegno sembra eseguito da un modello vivente invece che da una statua, tanto da far immaginare ad alcuni studiosi che il pittore abbia utilizzato un ragazzo atteggiato come la scultura. Questo processo di animazione dell’antico, per quanto eseguito nel primo decennio del secolo, sembra anticipare le mosse di artisti che, nei decenni successivi al suo passaggio romano, verranno definiti barocchi.”

 

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Lo studio del corpo umano è alla base della produzione rubensiana attraverso una meticolosa indagine sulle testimonianze antiche, come il “Torso del Belvedere”, per giungere a quelle più recenti lasciateci da Leonardo, prima, e Michelangelo, poi. In questo caso le stesse saranno fonte d’ispirazione per il “San Sebastiano curato dagli angeli” della Galleria Corsini di Roma e come a questa opera pittorica, a sua volta, abbia guardato l’artista tedesco Georg Petel nella scultura in avorio del “San Sebastiano”. Significativo, in proposito, quanto affermato dai curatori nel corso della presentazione di questa rassegna: “Nelle sue morbide gradazioni tonali l’avorio del piccolo San Sebastiano di Petel compete con gli incarnati perlacei dei protagonisti rubensiani dai quali ha tratto evidente ispirazione per posa e modellazione della muscolatura”.

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Come indicato nel titolo di questa mostra, il riferimento a Pigmalione, il mitico scultore che ottiene dagli dei il potere di dar vita ad una sua statua di cui si era innamorato, deve intendersi riferita, come scrivono i curatori alla, “capacità di Rubens di trasformare nei suoi disegni e nelle sue tavole l’inerte marmo antico in vibrante materia pittorica” mediante un processo di trasposizione di valori formali da una scultura a una pittura.

Roma – Galleria Borghese – Piazzale Scipione Borghese, n.5. Mostra “Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma” fino al 18 febbraio 2024 tutti i giorni dal martedi alla domenica, dalle ore 9,00 alle 19,00. Chiuso tutti i lunedi. Biglietto d’ingresso intero €.13,00 – ridotto, 18/25 anni, €.2,00. Prenotazione obbligatoria tel. 06.32810 – sito web: www.galleriaborghese.beniculturali.it. Per gruppi e scuole email: info@tose.it . La visita dura due ore e i turni d’ingresso sono ogni ora.

 

Roma Arte in Nuvola: la fiera internazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma – Nuvola di Fuksas -. EUR – fino al 26 novembre 2023

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La Nuvola è già di grandissima attrazione ed è la degna cornice ad un’esposizione carica di suggestione e bellezza. Significative le parole di Alessandro Nicosia, ideatore e direttore di Arte in Nuvola, che, in occasione dell’inaugurazione ha affermato: “oltre 150 gallerie d’arte nazionali ed estere di altissimo livello che propongono al pubblico un’offerta artistica poliedrica, in grado di coinvolgere tutte le discipline, tramite un ricco programma di talk, esposizioni, performance ed installazioni. Un equilibrio significativo tra l’aspetto commerciale e la forte impronta curatoriale e divulgativa che, da sempre, costituisce la cifra distintiva della fiera”

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Da comunicato stampa: “Nata come punto di riferimento per le gallerie del Centro-Sud, andando a valorizzarne l’alto potenziale, l’edizione 2023 registra una crescente presenza delle gallerie del Nord Italia e di quelle internazionali: da Tel Aviv a Dubai, passando per Londra, Parigi, Barcellona, Knokke fino a New York e Osaka. Un’offerta espositiva completa e di alto profilo che caratterizza gli oltre 14.000 metri quadri di spazio espositivo, suddivisi fra arte moderna e contemporanea, rispettivamente al general floor (piano terra) e al forum (primo piano), creando un proficuo dialogo fra le diverse espressioni artistiche. Fiore all’occhiello della terza edizione è la partecipazione attiva del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero della Cultura, con Regione Lazio e Roma Capitale. Una collaborazione significativa, indice di una spiccata capacità di fare sistema fra istituzioni pubbliche intorno ad una fiera come avviene da tempo nelle maggiori città del mondo: da Firenze a Londra a Armony Show a New York fino a Paris par Art Basel…. Dopo aver ospitato Israele nella prima edizione e l’Ucraina nella seconda, la Fiera ha scelto di consolidare la propria vocazione internazionale ospitando, quest’anno, l’Australia come Paese straniero presentando un’offerta espositiva contemporanea che trova nell’arte aborigena la propria vocazione. Il padiglione ospiterà la mostra d’arte aborigena “Threads and Lands”: pittura, scultura, lavorazione del legno e arazzi compongono una collezione dinamica, la cui narrazione curatoriale si ispira alla materialità fisica delle opere d’arte e ai processi di creazione. Tra gli artisti in mostra Witjiti George, Nyunmiti Burton, Yaritji Heffernan e Zaachariaha Fielding. Torna il programma dei talk, ospitati al piano N3 della Nuvola, incentrato su temi quanto mai attuali anche nel settore dell’arte – dalla sosteniblità all’intelligenza artificiale fino al ruolo degli art influencer – su cui si confronteranno voci di primo piano, italiane e straniere, tra artisti, curatori e collezionisti

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Si rinnova, anche quest’anno, l’assegnazione di importanti premi nell’ambito della fiera (“The best”, “Young” e “Discovery”), a testimonianza della grande attenzione che la fiera riserva nei confronti della cura e dell’originalità con cui le gallerie allestiscono i propri stand, riconoscendone la professionalità e la capacità di reinventare la propria proposta. Un’ulteriore dimostrazione dell’alto riconoscimento che Roma Arte in Nuvola manifesta nei confronti delle gallerie, da sempre i primi interlocutori di una fiera”.

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                                     Carla Accardi (1924/2014): “Cornici e corde” – 1997 – Collezione del Ministero degli Affari Esteri

In mostra insieme ai grandi del ‘900 sono presenti anche giovani artisti che vanno premiati, insieme ai galleristi, per il loro impegno perché qui ogni idea trova la casa giusta.

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                                            A.T.Anghelopoulos: “Frammenti XXI Sec. d.C.” – Sezione Presenze Speciali del Ministero della Cultura”

Roma – La Nuvola Viale Asia 40/44 – (Eur) – fino al 26 novembre 2023 (apertura al pubblico) dalle ore 10:30 alle ore 20:30. Info 06 85353031 – info@artenuvola.eu. Biglietti Intero € 15,00 – Ridotto under 26 e over 65 € 10,00

Dacia. L’ultima frontiera della romanità – Affascinante mostra archeologica al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano – Roma fino al 21 aprile 2024.

Testo e foto Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Definire mostra questa esposizione di oltre mille reperti archeologici è, senza dubbio, alquanto riduttivo, abituati a definire di alto livello quelle che ne espongono qualche centinaio. Tema della mostra è la costruzione della Romanità nel territorio dell’attuale Romania, lungo un percorso temporale di oltre millecinquecento anni, dall’VIII sec. a.C. all’VIII sec. d.C., raccontando i numerosi contatti e scambi avvenuti in questa regione, grazie all’abbondanza di risorse e alla posizione tra l’Europa e l’Asia.

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                                                   Placchette votive in oro rinvenute nelle sorgenti termali di Germisara – II sec. d.C.

Ad aprire il percorso espositivo, come scrivono i curatori: “il calco di una scena scolpita sulla Colonna Traiana (scena XXXII, spirale V), che ritrae tre arcieri Daci che tengono sotto tiro i Romani assediati all’interno di una città e che l’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli fece colorare agli inizi degli anni ’70, dimostrando così l’esistenza del colore nell’architettura dell’antichità imperiale romana. Accanto sono esposti capolavori come il Serpente Glykon da Tomis, raffigurazione in marmo di un ‘demone buono’ che guarisce dalle epidemie; il magnifico elmo d’oro di Cotofeneşti di manifattura tracia, con varie scene di sacrificio; l’elmo celtico di bronzo da Ciumeşti, col sorprendente cimiero a forma di aquila che stupisce per l’unicità della fattura e progettualità; il tesoro gotico di Pietroasele del IV secolo d.C. con l’eccezionale phiale (coppa) d’oro lavorata a sbalzo e le grandi fibule; e ancora alcuni bracciali d’oro daci, le tavolette in bronzo della Lex Troesmensium e il donarium di Biertan.

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                                                                          Testa dell’Imperatore Traiano Decio – 249/251 d.C. – 

In mostra anche un’ampia selezione di importanti reperti – tra cui armi, vasi, ceramiche, monete, gioielli e corredi per i riti di magia – attraverso i quali è possibile scoprire la religione, l’arte, l’artigianato, il commercio e la vita quotidiana della antica Dacia. Come un viaggio millenario durante il quale vedere l’evoluzione degli antenati geto-daci verso i popoli geti e daci; la trasformazione di una parte della Dacia in provincia romana; l’integrazione di questo spazio nel mondo romano; la sopravvivenza della civiltà anche dopo l’abbandono del territorio dacico da parte dell’esercito e dell’amministrazione di Roma; la convivenza degli abitanti del territorio con le popolazioni migranti.

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                                                                            Elmo di tipo Illirico IV-V sec. a.C.

Il fascino della mostra emerge dall’intreccio e dall’influsso reciproco delle civiltà, dalle trasformazioni profonde, dal processo di formazione e adattamento che ha portato alla creazione di un’identità culturale, per un lasso di tempo che va dalla fine della prima età del ferro e fino agli albori della civiltà europea attuale, in uno spazio percepito dai contemporanei del millennio delle migrazioni come “ultima frontiera della Romanità”, luogo dove il fondamento linguistico gettato dalla lingua latina e il nome dei romani sono sopravvissuti, nonostante le vicissitudini, fino ai nostri giorni”.

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                          Statuetta di ambra raffigurante il dio Eros su un carro trainato da una colomba -. II sec. d.C.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni: la prima è dedicata alla Dacia romana e illustra la conquista del territorio all’epoca dell’imperatore Traiano (101-106 d.C.) con le guerre daciche che segnano la conquista romana e l’annessione all’Impero, evidenziando anche ‘un prima’ e ‘un dopo dove emerge prepotentemente una romanità di frontiera e l’intreccio di culture, che si rispecchia nei numerosi contesti presentati. La seconda sezione racconta, come posto in risalto dai curatori: “la formazione della cultura dacica nell’età del Ferro con l’influsso dei Traci, degli Sciti e dei Greci delle colonie sul Mar Nero, e la terza sezione illustra il confronto tra civiltà urbane mediterranee e civiltà tribali e nomadi continentali e l’inserimento della Dacia nelle reti culturali ellenistiche mediterranee, dell’epoca di Alessandro Magno, e continentali, con nuove popolazioni centro europee quali i Celti, i Geto-Traci, i Bastarni di origine germanica. È il momento in cui Roma, a partire dalla conquista della Macedonia (con la battaglia di Pidna nel 168 a.C.), comincia ad avere un peso politico sulla regione.

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                                        Selezione di artefatti in oro e gemme dal ripostiglio di Pietroasele – V sec. d.C.

La quarta sezione si concentra sull’epoca della dissoluzione dell’Impero, con le difficoltà a mantenere sicuri i confini, le mescolanze di genti e l’emergenza di popoli come gli Unni, mentre il potere di Roma si sposta a Oriente con Bisanzio. In questa sezione viene sottolineato anche il ruolo della cristianizzazione e della diffusione della lingua latina, punti forti dell’eredità di Roma ed elementi federatori che preannunciano la Romania attuale.

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                                      Selezione di artefatti di oro e gemme delle tombe principesche di Gpidiche di Apahida – V sewc. d.C.

La mostra è curata da Ernest Oberlander, direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania, e di Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano, e si riallaccia alle esposizioni di Madrid (Museo Archeologico Nazionale, 2021) e Bucarest (Museo Nazionale di Storia della Romani, 2022), ampliandone il percorso con la presentazione di circa 1000 oggetti provenienti da 47 musei rumeni, oltre che dal Museo Nazionale di Storia della “Dacia. L’ultima frontiera della Romanità.

Supporto indispensabile per una lettura completa della rassegna il bellissimo catalogo, italiano/inglese, ricco di immagini a colori edito da MNIR – Bucarest 2023

E dopo tanto splendore non resta che visitare la Romania con la Capitale europea per la cultura 2023 Timisoara, una città che ha saputo mostrare la sua capacità di accogliere la cultura a tutti i livelli, dove si respira l’Europa moderna con le sue storie di sovrapposizioni culturali e di migrazioni sospese tra epoche e territorio.

Roma – Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano – Via Enrico De Nicola, 65 (Stazione Termini) fino al 21 aprile 2024  dal martedi alla domenica dalle ore 9,30 alle 19,30. Info per costo biglietti, prenotazioni ed iniziative collaterali tel. 06.684851, tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00 – sito www.museonazionaleromano.beniculturali.it/terme-di-diocleziano/

 

Luminita Taranu – Al Museo Nazionale Romano con l’installazione “Columna mutatio – LA SPIRALE”

Testo e foto Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Questa opera ispirata alla mostra archeologica “DACIA. L’ultima frontiera della romanità”, presente nello stesso complesso museale, è l’espressione di una storia a noi conosciuta che viene raccontata attraverso delle immagini in un ambiente capace di illustrare l’opera esposta, quali le Terme di Diocleziano, chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli, dove allo spettatore accade qualcosa di inspiegabile ed emozionante.

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“Il messaggio che l’artista intende trasmettere”, come scrivono i curatori: “è la mutazione di significato che avviene nel volgersi della storia considerando l’opera come un sentito omaggio alla memoria di quel passato rivissuto nel presente, nel dialogo tra il valore storico, artistico e archeologico della Colonna Traiana e il nostro mondo contemporaneo. Nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame artistico tra l’Italia e la Romania…”

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L’opera è composta da un nastro in alluminio largo cm.90 e lungo m.34,05 e si sviluppa su una lunghezza di circa m.12,50 con un diametro di m.1,40. L’intento di questa artista romena, dal 1987 presente con le sue opere in Italia, è riproporre il concetto di serialità, già presente nell’arte contemporanea come in epoca romana, attraverso la ripetizione ritmica di icone protagoniste, scegliendo come tecnica la pittura serigrafica a strati in entrambe le parti, interna e esterna.

Catalogo Gangemi Editori (in italiano ed inglese) con testo critico di Alessandro Masi, storico e critico di Arte Moderna e Contemporanea, Segretario Generale della Società Dante Alighieri in Italia.

Roma – Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano – Chiostro Piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli – Viale Enrico De Nicola, 65 (Stazione Termini), fino al 21 aprile 2024 dal martedi alla domenica dalle ore 9,30 alle 19,30. Informazioni su costi del biglietto d’ingresso, attività didattiche e paralleli all’evento tel. 06.684851, tutti i giorni dalle ore 9,00 alle 19,00 – sito web: www.museonazionaleromano.beniculturali,it/terme-di-diocleziano/

Esquilino Comunità “ES.CO” – La Porta di Roma – Una DMO per la promozione turistica del quartiere

Testo e foto Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

A Roma è stato presentato presso il Museo di Palazzo Merulana un interessante progetto di riqualificazione del quartiere Esquilino, già iniziato da tempo e in questo contesto fortemente ampliato. Il museo raccoglie opere di artisti della scuola romana dei primi anni ‘900, fortemente voluto dai coniugi Cerasi.

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Nel museo inoltre è presente una zona ristorazione con prodotti di altissima qualità dalla colazione al pranzo alle happy hours con oltre 20 postazioni gratuite, accessibili anche nelle ore serali e nei giorni festivi, per lavorare e studiare, una libreria, il tutto in un ambiente elegante ed accogliente dove sono esposte opere di Raphael, Mafai, Pericle Fazzini ed altri artisti che hanno gravitato intorno alla scuola romana nei primi decenni del ‘900.Da comunicato stampa:….”Roma ha nei quartieri una enorme potenzialità per differenziare la sua offerta turistica, e radicate comunità locali: ogni quartiere è diverso e particolare, ma queste tante facce di Roma, conosciute da chi ci vive, sono ancora poco note in particolare ai turisti internazionali. Per questo si è coltivata l’idea di fare all’Esquilino un laboratorio per uno sviluppo turistico locale, valorizzando il capitale culturale ed insieme il capitale umano, fatto di tante associazioni che contraddistinguono in modo così forte la vita di questo rione…. Sono quindi i soci della DMO i protagonisti di questo laboratorio del turismo che produrrà altre esperienze simili a quelle presentate oggi proponendo itinerari inediti, alcuni dei quali guidati, dedicati alla scienza, agli imperatori romani, oppure rivolti alle donne. Tour che mettono al centro le botteghe storiche, dolci romanissimi e ricette del mondo, e ancora attività outdoor per muoversi nei parchi e nei giardini, fino a quei cammini tra le Basiliche organizzati in vista del Giubileo 2025. La DEMO ES.CO (– 5 Enti Pubblici, 15 soggetti privati, 3 Km. di estensione, 1 comunità internazionale, 4 cluster tematici, 1 stazione hub turistico, 7 musei, 3 centri di produzione – ) si fa promotrice di un turismo sempre più sostenibile nel senso di durevole: capace di soddisfare le esigenze dei turisti e insieme di rispettare chi ci abita, consapevoli che nella bellezza dei quartieri del centro storico ci sono anche persone che lo vivono”.

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L’autunno ha il sapore della vendemmia, la stagione ideale per dedicarsi al trekking, alle escursioni, mountaine bike oppure inseguendo i caldi colori della natura per dedicarsi al foliage lungo i tanti sentieri del Lazio, accompagnati da un ottimo calice di vino d’autore, prodotto da esperti viticultori. In questa ottica si sono mossi dieci produttori di vino riuniti nel Consorzio Atina Cabernet DOP per valorizzare al meglio le loro produzioni vinicole che hanno trovato nel cultivar “cabernet” il loro punto di forza e nello stesso tempo abbinare all’attività agricola quella enoturistica ed escursionistica, avvalendosi della vicinanza al Parco Nazionale dell’Abruzzo.

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Tutto questo è stato presentato nello splendido edificio dell’Acquario Romano, recentemente restaurato, che non è un museo ma un luogo di apprendimento culturale, un gioiello unico nel suo genere costruito nel 1889, e dal 2003 Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti a Roma. In questo contesto dieci produttori laziali si sono confrontati. L’AIS Lazio – Associazione Italiana Sommelier – ha organizzato un “Corso professionale primo livello per sommelier” a partire dal 23 novembre p.v. ogni giovedi dalle ore 16,00 alle 18,30. Informazioni e iscrizioni tel.334.3938848 – 06-81921205 email segreteria@aislazio.it – www.aislazio.it

 

Roma – Cinecittà – In mostra le nuove acquisizioni per il costituendo Museo dell’Audiovisivo e del Cinema ( MIAC)

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Questa esposizione, come affermato in conferenza stampa, “….intende valorizzare il patrimonio audiovisivo di Cinecittà, da un lato in ottica conservazione, dall’altro di attenzione alle nuove forme espressive con uno sguardo rivolto alla contemporaneità e al futuro. Il MIAC – il Museo dell’Audiovisivo e del Cinema di Cinecittà – muove quindi i primi passi per costituire una collezione permanente, innanzitutto con un nucleo di nuove opere appositamente realizzate nel corso del 2022”. Le attività promosse da Cinecittà a Roma con l’apertura al pubblico di parte del Museo Italiano Audiovisivo e Cinema – MIAC – rappresentano un fiore all’occhiello per questa Istituzione e testimoniano l’impegno culturale della stessa e della città di Roma, soprattutto a livello nazionale e internazionale.

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                                                                             Roma Termini – Ala mazzoniana

Negli spazi che un tempo hanno ospitato il laboratorio di sviluppo e stampa delle pellicole che la moderna tecnologia ha reso inservibili, oltre gli stessi macchinari, oggi veri reperti di archeologia audiovisiva, sono esposte le nuove acquisizioni costituite da 21 fotografie dell’artista Anna Prospero, un unicum nel loro genere, realizzate in occasione della mostra “La memoria delle stazioni” dell’Archivio Storico Luce, che da 8 foto ed un video dell’artista Vanessa Beecroft già facenti parte della straordinaria performance VB93 realizzata nell’ottobre 2022 con 300 modelle nello studio 5 di Cinecittà.

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Al di fuori di questi locali si trova l’altra importante acquisizione costituita dal patrimonio dello studio EL – iniziali dei nomi dei vecchi proprietari Ettore Scola, regista, e Luciano Riccieri, scenografo. Proprio la particolare natura dell’esposizione di questo patrimonio, fortemente voluta dagli stessi assistenti Cinzia Lo Fazio ed Enzo di Monte, trova, come affermato in conferenza stampa: “…nello spazio fisico che lo ha sempre ospitato…..Lo studio EL raccoglie moltissimi disegni, bozzetti, prospetti originali di Luciano Ricceri, appunti fotografie documentazioni, condivisi con Ettore Scola, oltre a maquette, modellini, oggetti di scena, accessori per costumi e abiti, arredi, che raccontano capolavori come “La Famiglia”, “Il viaggio di Capitan Fracassa”, “Splendor”, “Concorrenza Sleale”, oltre ad essere testimonianza di grande sodalizio umano e professionale tra il regista e lo scenografo”. Una vera curiosità è la slitta presente nel film di Luchino Visconti “Ludwig” realizzata su disegno dello scenografo Mario Chiari e completamente realizzata per l’occasione.

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Roma – Via Tuscolana 1055 – Mostra MIAC “Nuove acquisizioni”. Già fruibile con visite calendarizzate tutti i giorni, tranne il martedi, dalle ore 10,00 alle 18,00, chiusura biglietteria ore 16,30. Biglietto d’ingresso €.10,00 – ridotto €.7,00 per under 18 e over 65, sono previste facilitazioni e gratuità varie, informazioni: tel. 06.72293269 email visit@cinecittà.it.

Escher – A distanza di 100 ritorna a Roma con un’importante mostra a Palazzo Bonaparte

Testo e foto di Donatello Urbani

Mark Veldhuysen – Presidente M.C. Escher Foundation: “Questa mostra è interamente dedicata alla tecnica, alla bellezza, alle illusioni e ai sogni di uno tra i più celebri artisti grafici del mondo”: Maurits Cornelis Escher (1898-1972).

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La rassegna, aperta fino al 1 aprile 2024, è  la più grande mai realizzata sinora ed accoglie circa 300 opere.  Scrivono di questo artista i curatori: “Olandese inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher è l’artista che, con le sue incisioni e litografie, ha avuto e continua ad avere la capacità unica di trasportarci in un mondo immaginifico e impossibile, dove si mescolano arte, matematica, scienza, fisica e design. Artista scoperto in tempi relativamente recenti, Escher ha conquistato milioni di visitatori nel mondo grazie alla sua capacità di parlare ad un pubblico molto vasto. Escher è amato da chi conosce l’arte, ma anche da chi è appassionato di matematica, geometria, scienza, design, grafica. Nelle sue opere confluiscono una grande vastità di temi, e per questo nel panorama della storia dell’arte rappresenta un unicum”. Preziosa anche la testimonianza dello stesso artista: “Se una persona usa la grafica come mezzo espressivo fin dalla giovinezza; se per molti anni crea immagini impiegando invariabilmente strumenti come matrici di legno, lastre di rame e pietre litografiche, oltre al torchio, all’inchiostro e a ogni tipo di carta per la stampa, alla fine questa tecnica diventa la sua seconda natura.”

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Il percorso espositivo suddiviso su due piani, si articola in 8 sezioni: il primo è interamente dedicato alle opere di Escher mentre nel secondo sono ospitate le opere di quanti a lui si sono ispirati. Di grande fascino le 13 installazioni interattive che rendono più facilmente comprensibile il pensiero artistico di Escher e nello stesso tempo aggiungono vivacità e vitalità all’intero percorso espositivo.

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Roma – Palazzo Bonaparte Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 – Fino al 1° aprile 2024. Biglietto d’ingresso intero € 16,00 con audioguida inclusa (ad eccezione dei biglietti Ridotto Gruppi e Ridotto Scuole). Sono previste varie riduzioni e gratuità, consultare il sito www.mostrepalazzobonaparte.it  – www.arthemisia.it  – www.mostraescher.it valido anche per informazioni e prenotazioni. Oppure Tel: + 39 06 87 15 111.  L’accesso alla mostra è contingentato e la prenotazione, tramite il preacquisto del biglietto, è fortemente consigliata. È possibile acquistare i biglietti di ingresso anche in sede: in questo caso l’ingresso alla mostra potrebbe comportare delle attese per rispettare le capienze di sicurezza delle sale.

TRECCANI – Treccani Arte – Uno spazio in più a Roma per l’arte e la cultura.

Testo e foto Donatello Urbani

L’arte come forma d’ispirazione creativa e ingegno per pensare il domani. In questa ottica l’Enciclopedia Italiana Treccani ospita nella propria sede storica di Roma, Palazzo Mattei/Capranica, mostre, incontri e presentazioni dedicate all’arte contemporanea. Quattro sale per circa 300 mq., accessibili al pubblico gratuitamente, interamente dedicate a mostre, incontri e alle attuali forme artistiche. Rinnovando l’impegno nella ricerca e nella divulgazione della cultura, nel 2018, l’Istituto da vita a Treccani Arte, con l’obiettivo di promuovere una diffusione universale della conoscenza in ambito artistico attraverso la produzione di multipli d’artista e pubblicazioni dedicate all’arte contemporanea italiana e internazionale. Questa lodevole iniziativa si apre con una mostra curata da Iacopo Ceni, dedicata alle opere di oltre 30 artisti contemporanei. Sarà così possibile vedere le edizioni limitate del progetto Treccani Arte/MAXXI, nato per celebrare il decennale del Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, attraverso la realizzazione di 10 opere, in edizione limitata, commissionate ad altrettanti artisti italiani e internazionali, i cui soggetti hanno segnato la storia del Museo.

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Opere (da sinistra) di: Bruna Esposito “Lungimiranti” – Alfredo Iaar “Antonio Gramsci è vivo” – Marzia Miglio0ra “You are here” – Tecniche varie

In mostra, come scrivono i curatori “anche i poster firmati e numerati del progetto UTOPIA, nel quale è stato chiesto a ciascun artista invitato di scegliere una parola del Vocabolario della lingua italiana e di associare ad essa un’immagine, realizzata ad hoc, selezionata dal proprio corpus di opere, rielaborata o appropriata.

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Carlo Benvenuto: “Senza tyitolo” – 2023 – Edizione da 15+7 PdA – Stampa Fine Art 64X51 cm.

Sono, inoltre esposti i multipli di Alfabeto Treccani, collana nata dalla collaborazione con Artissima, che propone una ricognizione dell’arte italiana contemporanea a partire dalle ventuno lettere dell’alfabeto, ciascuna delle quali è rappresentata da artisti il cui cognome comincia con la stessa: Giorgio Andreotta Calò (1970), Giovanni Anselmo (1934), Massimo Bartolini (1962), Rossella Biscotti (1978), Loris Cecchini (1969), Piero Golia (1974), Paolo Icaro (1936), Luisa Lambri (1969), Marisa Merz (1926-2019), Maurizio Nannucci (1939), Ornaghi e Prestinari (Valentina Ornaghi, 1984 e Claudio Prestinari, 1986), Diego Perrone (1970), Marinella Senatore (1977), Gian Maria Tosatti (1980), Francesco Vezzoli (1971).

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 Francesco Vezzoli: “Take My Tears” -. 2018 – Edizione di 50+10 PdA – Serigrafia con applicazioni di glitter color oro giallo – 50X70 cm.

Si può ammirare, inoltre, la Psicoenciclopedia possibile di Gianfranco Baruchello (1924-2023), monumentale opera/volume, capace di mettere in questione tutte le forme tradizionali del sapere e di creare inedite connessioni tra parola e immagine; i 58 volumi della Grande Enciclopedia disegnata da Ettore Spalletti (1940-2019); l’opera serigrafica Venti voci per la Treccani e dieci virgole per il mondo di Emilio Isgrò, realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dalla storica esposizione (1970) presso la Galleria Arturo Schwarz”.

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Piero Golia: “Assenza” – 2022 – Edizione di 100 esemplari – Stampa offset – 50X70 cm.

Spazio Treccani Arte è solo l’ultimo progetto, in ordine di tempo, promosso dall’Istituto nato a Roma nel 1925, su iniziativa del Senatore Giovanni Treccani degli Alfieri e del filosofo Giovanni Gentile, con l’obiettivo di dare anche all’Italia una grande enciclopedia nazionale. Sono innumerevoli infatti le attività proposte dal 1929, anno di pubblicazione del primo volume della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, a oggi, ognuna delle quali ha contribuito a far divenire Treccani, ente di interesse nazionale e punto di riferimento per la vita culturale del nostro Paese.

A partire dall’inizio del 2024 lo spazio ospiterà nuove mostre temporanee, oltre ad una serie di incontri e presentazioni con gli artisti che hanno già collaborato con Treccani Arte o con coloro i quali lo faranno in futuro.

Roma, Palazzo Mattei di Paganica, piazza della Enciclopedia Italiana, fino al 22 dicembre 2023 dal lunedì al venerdì, ore 10.00 – 18.00 /sabato solo su appuntamento. Ultimo ingresso ore 17.30. Ingresso gratuito Informazioni: http://www.treccaniarte.cominfo@treccaniarte.com | tel. 06-68982118 Instagram: @treccaniarte | Facebook: @treccaniarte