Assarmatori: annual meeting 2023 a Roma, Grand Hotel Parco dei Principi

Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio Stampa e Donatello Urbani

I puristi della lingua italiana consigliano di sostituire la parola “Marina” con “Marineria” per significare tutto il servizio navale che si svolge a bordo delle splendide imbarcazioni che da sempre hanno dato lustro e prestigio alla nostra nazione. Tanto con le grandi o con le piccole navi puoi scoprire il viaggio perfetto per ogni emozione perché la cosa più bella è quella di rendere gli altri felici. In questa ottica sono state esaminate le tante difficoltà che in questi anni attendono il superamento da parte di singoli armatori.

“Il PNRR non è un toccasana” parole del Ministro Musumeci che validamente sintetizzano le volontà del Governo, espresse nell’occasione anche dai Ministri Salvini, Fitto e Santanchè.

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Da comunicato stampa: “Costi contenuti, servizi regolari ed efficienti, una funzione essenziale al servizio dell’economia del Paese. Il mare è e resta la modalità di trasporto strategicamente più importante per l’Italia, ma sul futuro della flotta nazionale incombono gli extra costi legati alle normative per la transizione energetica e le problematiche quotidiane derivanti da una macchina burocratica che non trova riscontro negli altri Paesi europei. E da questo discende il pericolo di una progressiva perdita di competitività della bandiera italiana e quindi di uno spostamento delle navi di armatori nazionali sotto bandiera di altri Stati, anche comunitari”.

È questo l’allarme lanciato oggi da Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, l’Associazione aderente a Conftrasporto-Confcommercio che riunisce armatori italiani, europei e di Paesi terzi che operano regolarmente in Italia, aprendo l’Annual Meeting 2023, che si è svolto al Grand Hotel Parco dei Principi di Roma.

Il titolo dell’Assemblea è di per sé emblematico del rischio che il sistema Paese corre: “Al servizio dell’Italia”. Perché al servizio dell’Italia sono i gruppi armatoriali che assicurano funzioni sempre più strategiche per il sistema Paese, quali l’approvvigionamento delle materie prime, dell’energia, dei passeggeri, i collegamenti con le isole.

Stefano Messina si è rivolto direttamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, presente all’assemblea: “Ammainare la bandiera italiana significa ammainare una parte importante dell’italianità del mondo, è una cessione di sovranità, significa mettere in discussione una parte consistente dell’occupazione marittima italiana, spostare all’estero centri decisionali dai quali dipendono gli approvvigionamenti, i servizi svolti oggi da aziende italiane”.

“A breve – ha aggiunto Messina – il nostro Paese sarà chiamato a dare attuazione a quanto ci chiede la Commissione europea, ovvero estendere i benefici previsti dal nostro regime di aiuto anche alle attività esercitate su navi che battono bandiere europee. A quel punto, gli armatori potrebbero optare per altre bandiere, che garantiscono alle compagnie di navigazione una burocrazia semplice, intuitiva, moderna e digitalizzata, immediata nelle risposte e soprattutto improntata al pragmatismo”.

Nella sua relazione il Presidente di Assarmatori ha fornito anche la ricetta per scongiurare questo rischio e far ritrovare competitività al tricolore: “Un’opera di strutturale semplificazione non è più rinviabile – il monito di Messina – ed è attuabile a costo zero, mentre l’eccesso di burocrazia ha un costo, anche in termini di perdita di competitività. Il motto di questo Governo è ‘non disturbare chi lavora’ e per questo ci aspettiamo molto. Vogliamo preservare la bandiera italiana ma dobbiamo essere messi nelle migliori condizioni per competere in un settore, come quello dello shipping, che è per definizione internazionale”.

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Vari panel di esperti hanno, inoltre, posto vari accenti in particolare sulla transazione energetica nel settore marittimo, le principali direttrici che attendono sollecite risoluzioni entro l’anno 2023, le tematiche del momento nell’interfaccia porto nave, le nuove regole per i marittimi e passeggeri extra UE”.

A margine di tutto questo l’impressione generale ricavata dai vari interventi è stata la comune richiesta di un piano per il mare, di sollecitudine e chiarezza nelle decisioni che i nostri governanti sono chiamati ad assumere.

Riapre al pubblico l’Area Sacra di Largo Argentina

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La meraviglia è in ogni angolo, in ogni reperto marmoreo se la sappiamo vedere e cercare. La collaborazione tra pubblico e privato, in questo caso, si è resa determinante. Sponsor la Maison Bulgari, sempre sensibile a tutto quello che è cultura, motivo d’ispirazione per molte loro creazioni, famose in tutto il mondo.  Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato del Gruppo Bulgari nel suo intervento: “Siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere finalmente fruibile ai cittadini e ai turisti questo gioiello archeologico e architettonico, preziosa testimonianza dell’affascinante sovrapposizione di epoche e stili che rende la Città Eterna unica al mondo. Un progetto che ci ha consentito di onorare, ancora una volta, il profondo legame che abbiamo con Roma, da sempre inesauribile fonte di ispirazione e crocevia millenario di arti, culture e tradizioni. Nell’Area Sacra si percepisce il respiro della Storia. Queste maestose vestigia – che da oggi potremo ammirare da vicino – raccontano la grandezza di un impero che ha forgiato la nostra civiltà”. Vogliamo restituire a Roma qualcosa dei nostri introiti.

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Il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce dichiara: “Il prezioso lavoro dei tecnici dalla Sovrintendenza ha restituito alla città un’area importantissima, consentendo a tutti di ammirare uno spaccato di storia di oltre due millenni: dalla Roma repubblicana a quella degli imperatori, dal riutilizzo delle strutture come dimore di famiglie aristocratiche, chiese e monasteri fino alle demolizioni degli anni Venti del ‘900.”

Da comunicato stampa: La storia millenaria dell’Area Sacra di Largo Argentina, dal 20 giugno, si offre al pubblico con un nuovo percorso che per la prima volta consente di accedere al sito e visitarlo in modo sistematico, leggendone le fasi di vita dall’età repubblicana attraverso l’epoca imperiale e medievale, fino alla riscoperta avvenuta nel secolo scorso con le demolizioni degli anni Venti.

La maestosità dei resti dei templi dell’Area Sacra si può ora cogliere a distanza ravvicinata, apprezzandone i dettagli, le fasi costruttive e i materiali, camminando allo stesso livello di strutture che per decenni cittadini e turisti hanno osservato dal piano stradale.

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I lavori sono stati realizzati ponendo attenzione ai criteri che hanno consentito di rendere il sito facilmente accessibile a tutti. Da via di San Nicola de’ Cesarini il visitatore ha la possibilità di scendere e visitare l’area archeologica grazie a un percorso su passerella completamente privo di barriere architettoniche. Una piattaforma elevatrice consente l’accesso alle persone con mobilità ridotta, mentre all’interno sono stati eliminati tutti i dislivelli e salti di quota, rendendo agevole la visita anche in sedia a rotelle o con passeggini.

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Elemento di grande novità sono le due aree espositive nel portico della medioevale Torre del Papito e nei locali al di sotto del piano stradale di via di San Nicola de’ Cesarini. Gli spazi sono stati allestiti con una selezione dei numerosi reperti provenienti dagli scavi e dalle demolizioni del secolo scorso, tra cui frammenti di epigrafi, sarcofagi, decorazioni architettoniche e due teste di statue colossali appartenenti a divinità venerate nell’area.

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Per raccontare al meglio la storia del sito e delle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, l’intero percorso di visita è dotato di una serie di pannelli illustrativi con testi in italiano e in inglese e di un ricco corredo fotografic0

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Per le persone ipovedenti e non vedenti sono stati realizzati due grandi pannelli tattili, in italiano, inglese e braille con le indicazioni dell’intero complesso e dei singoli monumenti e con la lettura tattile di due reperti scansionati in 3D – un frammento di lastra con uccellino che becca un frutto e la testa colossale di statua di culto femminile.

È stata realizzata una nuova illuminazione su tutta la passerella e gli espositori situati nello spazio museale, mentre a livello stradale è stato illuminato il portico della Torre del Papito.

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Cenni storici: Tra il 1926 e il 1929 i lavori di demolizione del quartiere compreso tra via del Teatro Argentina, via Florida, via S. Nicola de’ Cesarini e corso Vittorio Emanuele II per la costruzione di nuovi edifici, riportarono alla luce una vasta piazza lastricata su cui sorgono quattro templi, comunemente indicati con le prime quattro lettere dell’alfabeto in assenza di identificazione certa: il tempio C (inizi III sec. a.C.), dedicato probabilmente a Feronia; il tempio A (metà III sec. a.C.) in onore di Giuturna; il tempio D (inizi II sec. a.C.), dedicato alle Ninfe o ai Lari Permarini; e il tempio B (fine II sec. a.C.), dedicato alla Fortuna huiusce diei.

Alla metà del I sec. a.C. si data il complesso dei Portici di Pompeo, adiacente all’area sacra, nella cui Curia (di cui è ancora visibile il basamento in tufo alle spalle dei templi B e C) ebbe luogo l’assassinio di Giulio Cesare.

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                                                                                                             Fondamenta  in tufo della Curia di Pompeo

L’incendio dell’80 d.C. che devastò gran parte del Campo Marzio portò a una profonda trasformazione dell’area sotto l’imperatore Domiziano, con la realizzazione di una nuova pavimentazione in lastre di travertino, ancora visibile, e la ricostruzione degli alzati dei templi.

Con il V secolo ha inizio il processo di abbandono e trasformazione degli edifici. Si ipotizza che l’area venne occupata da un complesso monastico, mentre successivamente, tra l’VIII e il IX secolo, vennero realizzate strutture forse pertinenti a case aristocratiche. Sempre al IX secolo appartengono anche le prime testimonianze dell’impianto di una chiesa all’interno del tempio A, che nel 1132 fu dedicata a San Nicola, con la denominazione prima de’ Calcarario e poi de’ Cesarini. In età barocca sulla chiesa medievale si impostò un nuovo edificio sacro, distrutto completamente durante le demolizioni del Governatorato.

Per ulteriori informazioni, orari di apertura, biglietti d’ingresso, prenotazioni: call center 060608 dalle 9 alle 19 tutti i giorni – www.sovraintendenzaroma.it

Pane e Panettieri d’Italia – Presenti nella nuova Guida Gambero Rosso 2024

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Fare cultura con il pane. In Italia ci sono oltre 200 tipi di pane, pizze e dolci che documentano come la felicità è un ricordo sensoriale e il profumo del pane appena sfornato è questo.

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La parola d’ordine che lancia la Nuova Guida Gambero Rosso: “Pane e Panettieri d’Italia 2024”, bando allo spreco, è scritta nella prefazione che la Direttrice della collana, Laura Mantovano, rifacendosi ad un pensiero dello chef Massimo Bottura, presenta questa interessante guida: “Il Pane è oro: un invito a non sprecare e ad utilizzare la propria creatività, dando forma a un futuro migliore in cui etica ed estetica siano una cosa sola. Mettendo quindi al centro sostenibilità ambientale, economica e benessere di chi opera, con passione, cultura e profondo rispetto in questo mondo sacro”.

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“Panem et circenses” – Giovenale – “Pane buono e Giochi divertenti” – Tommaso e Matteo del Forno Veneziano – Pieve di Sacco (Padova)n – Tel.049.5840278 – info@fornpoveneziano.it – Produttori, oltre pane, pizze e dolci, del “Panbiscotto” vera delizia. Spedizioni in tutta Italia

Come nelle precedenti edizioni il massimo riconoscimento è conferito con i Tre pani partendo da uno per i meritevoli di segnalazione e due per un successivo livello di perfezione qualitativa. Sono 61 quest’anno i Tre Pani che suddivisi per regione, hanno meritato la più alta menzione che, nello stesso tempo, attesta di quanto il pane sia un valore equamente distribuito in tutto il territorio nazionale anche come tradizione, ricerca del buono, sperimentazione ed innovazione.

La cerimonia di conferimento dei premi che si è svolta lo scorso 8 giugno al Palazzo delle Esposizioni di Roma con il conferimento delle menzioni speciali: Brescia merita il riconoscimento speciale di Bakery dell’anno con l’ottimo lavoro del Forner con i due fratelli Andrea e Paolo Piantoni. Dalla Lombardia, si arriva al Veneto con il secondo riconoscimento speciale: Panettiere emergente è Giulia Busato di Tocio, che ha portato un profumo nuovo di pane molto speciale nelle vie di Noale (Ve). Chiude la Campania con il nuovo scudetto biondo grano del premio Pane e Territorio dell’Antica Forneria Molettieri al Vomero: un panificio nato nel ‘59 alle pendici del Vomero.

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Panetteria “TuLiPane” – Via del Pavone,28 –  Tel. 06,01903840 – Roma. Un pane vivo quello di Sara Bonamini, ex giornalista gastronomica, anima panificatrice di questo salotto aperto nel cuore della città……sono la prime parole riportate nella guida Gambero Rosso. Il seguito è solo da provare.

Di seguito si sono presentati a ritirare i premiati con i tre pani suddivisi in gruppi regionali e, con l’occasione, hanno rilasciato tutti vari commenti sulle condizioni che attualmente attraversa la loro attività. Osservazione ricorrente in tutti: I prodotti proposti alla clientela dai vari laboratori, sono il risultato di una ricerca accurata svolta oltre le frontiere territoriali in forma globale e di uno studio particolare subentrato a quello tradizionale svolto precedentemente “ad occhio” dove fare e disfare, provare e riprovare, spesso con la preziosa assistenza della moderna tecnologia, è un canone imprescindibile.

Gambero Rosso – Guida: Pane e Panettieri d’Italia – 2024 – La classifica dei migliori panificatori italiani – Pagine 336 costo €.9,90-

 

 

 

Nuovo tratto per le “Guide del Gambero Rosso” – Nuova livrea con un formato più smart nel ricordo di quarant’anni di brillante attività

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La bella location di Palazzo Brancaccio a Roma ha ospitato la presentazione della nuova veste, non solo tipografica, di Gambero Rosso. Questa importante iniziativa coincide con una nuova gestione manageriale dell’intera istituzione, fondata nel 1986 da Stefano Bonilli con l’etichetta “Gambero Rosso” in ricordo della locanda dove il Gatto e la Volpe avevano invitato lo sprovveduto Pinocchio.

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“Iniziamo con uno dei nostri asset più forti, le guide,” parole del nuovo Direttore Marco Mensurati. “Così come in cucina non si può generare vera innovazione senza radicarla nella tradizione, abbiamo scelto di ribattezzarle con una grafica vintage, che parte da un segno originale degli esordi del Gambero”. Sarà proprio il tradizionale cartiglio raffigurante un gambero a segnare in formato tridimensionale il nuovo corso del prodotto perché la storia delle guide, dirette da Laura Mantovano, coincide quasi totalmente con quella dell’istituzione.

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Attualmente le guide edite da Gambero Rosso hanno raggiunto il ragguardevole numero di 12. Partendo da “Vini d’Italia”, uscita nel novembre 1987; a seguire troviamo: “Guida di Roma”, strumento indispensabile per il consumatore curioso e goloso; “Ristoranti d’Italia” disponibile dal novembre 1990 insieme a “Bere bene”; nel 1991 debutta “Lombardia” seguita nel 2004 da “Bar d’Italia; nel 2011 debuttano “Pasticceri e Pasticcerie” e “Oli d’Italia”, nel 2013 “Street Food” e “Pizzerie d’Italia”, nel 2017 “Gelaterie d’Italia” e nel 2019 l’ultima nata “Pane e Panettieri”.  “Ogni guida ha una sua precisa identità, garantita da una continua e costante ricerca in ogni settore dei migliori artigiani di chi ha davvero fatto della qualità il loro tratto distintivo,” tiene a precisare Laura Mantovano. Inoltre le guide, indipendentemente dall’oggetto trattato, riescono a facilitare incontri individuali e non attraverso conoscenze scientifiche elaborate ma in una sintesi personale che unisce saldamente al centro l’uomo e la natura.

“Afro: Dalla meditazione su Piero della Francesca all’informale”. In mostra ad Arezzo alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea fino al 22 ottobre 2023.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Nei cinquecento anni che separano Piero da Afro, salvo brevi periodi in cui le attenzioni artistiche si sono rivolte prima a Parigi e successivamente a New York, l’Italia ha giocato un ruolo da assoluta protagonista nelle arti visive. Nell’ottica di una continuità artistica vissuta e interpretata dagli artisti italiani, ciascuna nei  personali linguaggi, in questo contesto deve essere letta la bella mostra “Afro: Dalla meditazione su Piero della Francesca all’Informale”, curata da Marco Pierini con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, allestita nelle ristrutturate sale della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo.

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                                                                         Afro Basaldella: “Si fondano le città” – 1939 – Olio su tela

Significativo in proposito quanto scrive Afro: “Dimentica i pieni, cioè le figure, e osserva la perfezione delle forme dei vuoti. Impara a leggere i quadri antichi prescindendo dalla figura e imparerai a trovare gli stessi valori nei quadri moderni che all’apparenza non hanno un rapporto naturalistico. I miei quadri contengono abbastanza vita atmosferica e fantastica per non aver bisogno di un’illuminazione semplice, chiara e diretta. I miei quadri dovrebbero essere illuminati direttamente dalla luce del cielo, il mio museo ideale è un edificio senza tetto. Cruda e semplice come la luce del cielo dovrebbe essere la parete dove il quadro si appoggia: un timbro neutro ed esaltante; il più “vero” possibile, appunto per circondare ed isolare la pittura che è la cosa più “falsa” perché è quella che assomiglia di più alla coscienza”.

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                                                                    Afro Basaldella: “Ragazzo con il toro” – 1954 – Tecnica mista su tela

Nell’opera di Piero di Piero della Francesca il realismo ed il plasticismo si traducono nel rigore geometrico delle composizioni e delle singole figure che le compongono in favore di un’immagine razionale e intellettuale costruita anche attraverso la luce.

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                                                                    Afro Basaldella: “Cristo morto da Mantegna” – 1932 – Olio su tela

Il percorso espositivo, adiacente alla Chiesa di S.Francesco che conserva il famoso ciclo delle “Storie della Vera Croce” di Piero della Francesca, inizia con i primi disegni di Afro appartenenti ai primi anni 30 ispirati a Rubens, El Greco, Velasquez e con le sue pitture di esordio quali “Il Cristo morto” di Andrea Mantegna ed i grandi cartoni preparatori, rappresentanti le Scienza e le Arti, che, realizzati in mosaico, avrebbero trovato posto nel Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi dell’Esposizione Universale di Roma – E42-.

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                                 Afro Basaldella: “Senza titolo” – 1938 – Temperra su tavola – Museum of Modern Greek Art di Rodi 

Di rilievo internazionale alcuni dipinti, tra cui il “Ciclo delle Stagioni” in prestito dal Museum of Modern Greek Art di Rodi realizzati da Afro nel 1938 ed alcuni documenti e bozzetti preparatori al murales realizzato nel 1958, anno in cui Afro era da vario tempo uno dei massimi esponenti della pittura informale, per la sede dell’UNESCO a Parigi.

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                                                            Afro Basaldella: “Minotauro” – 1949 – Tecnica mista su carta intelata.

Una mostra questa che per essere vissuta e goduta nella sua pienezza non può prescindere da una visita alla Cappella Bacci nella Chiesa di S.Francesco ad Arezzo e confrontare di persona come i due percorsi artistici, di Piero e di Afro, si colleghino artisticamente fondendosi entrambi idealmente alla storia di una città aperta alla bellezza come dimostrano le tante iniziative culturali ed istituzioni museali testimoni di una vitalità che supera abbondantemente quelle economica.

Arezzo – Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea – Piazza S.Francesco, n.4 – mostra “Afro: Dalla meditazione su Piero della Francesca all’informale” fino al 22 ottobre 2023 nei giorni di lunedi, mercoledi, giovedi e venerdi dalle ore  11,00 alle 19,00, sabato, domenica e festivi dalle ore 10,00  alle 20,00. Costo biglietti d’ingresso: €. 8,00 intero, per la mostra Afro – €.14,00 intero, per la mostra Afro + Cappella Bacci. Informazioni: Fondazione Guido d’Arezzo – Francesca Ceccarelli tel.333.5317547 – email comunicazione@fondazioneguidodarezzo.it – sito web www.fondazioneguidodarezzo.com

L’Italia vola nei paesi baschi – Presentata a Roma – Centro Multimediale Interattivo di Turespaña – il nuovo collegamento della compagnia low-cost spagnola Volotea: Roma Fiumicino/ Aeroporto Internazionale di Bilbao.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Paesi baschi: Ultima riserva indiana della Comunità Europea” parole del Promotion manager di Bilbao Turismo, Dott. Juan Baliño, in occasione della presentazione della destinazione città di Bilbao ai giornalisti.  Il gruppo etnico basco (Euskara in lingua locale), localizzato nei Pirenei Occidentali, Golfo di Biscaglia, in Spagna ed in minima parte in Francia (Navarra), ha proprie caratteristiche somatiche e culturali delle quali sono orgogliosamente fieri e che trovano proprio nelle antiche origini della lingua una delle massime espressioni.

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Bilbao, è qui che la bellezza della natura rigenera l’animo e lo spirito, la città ci abbraccia con le sue vele al vento e l’architettura dall’antico al moderno; ogni angolo sembra un luogo dell’infinito. Le potenzialità di Bilbao, motore economico e città più grande della regione, sono di tutto rispetto, specie nel settore turistico che nel 2022 ha raggiunto quota 3,3 milioni di visitatori. Il capoluogo della provincia di Biscaglia è infatti un punto di riferimento a livello mondiale per eventi come il festival BBK Live o il Grand Depart del Tour di Francia che partirà proprio da Bilbao a luglio, senza dimenticare l’importante punto di riferimento e partenza offerto ai pellegrini che intraprendono il “Cammino di Santiago”.

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La Regione spicca inoltre per i borghi marinai e le spiagge atlantiche che, insieme alla frastagliata costa e il verde paesaggio, creano un ambiente estremamente unico e suggestivo. Il Dott. Baliño ha concluso sottolineando la fama mondiale della gastronomia basca e l’elevata quantità di ristoranti con stelle Michelin.

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A seguire la presentazione la Dott.ssa Rebasti, International Market Director Italy , che ha spiegato il modello di business della compagnia aerea spagnola nata nel 2012 e che mira a collegare città medie e piccole europee con voli diretti con particolare attenzione a quelli delle isole. Motivo d’orgoglio aver raggiunto quest’anno il 50 milionesimo passeggero trasportato. La compagnia, premiata con il World Travel Awards 2022 quale Migliore compagnia aerea low-cost in Europa, collega l’Italia con 5 destinazioni spagnole: Barcellona, Bilbao, Oviedo, Valencia e Madrid. Il collegamento Roma-Bilbao è stato inaugurato ad aprile ed è una delle 6 città italiane dalle quali si può raggiungere Bilbao (Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Olbia e Cagliari).

Per saperne di più sulla vita culturale della città, visitare i siti:

www.spain.infowww.guggenheim-bilbao.ruswww.museobilbao.comwww.bizkaikoa.bizkaia.euswww.azkunazentroa.euswww.bilbaoartdistrict.com

Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo accoglie dal 29 giugno al 21 settembre 2023 la III edizione di “Sotto l’Angelo di Castello, rassegna di danza, musica e spettacolo

Donatello Urbani

La location fonte d’ispirazione per l’arte. Questa terza edizione di “Sotto l’Angelo di Castello, rassegna di danza, musica e spettacolo”, come affermano gli organizzatori, “crea geometrie di relazioni inusuali offrendo spazi di creazione artistica e percorsi di fruizione inaspettati che cattureranno il pubblico in racconti di fascinazione in cui molti progetti site-specific metteranno in relazione e dialogo il luogo e la sua storia con la creazione contemporanea. Il risultato sarà tutto da vivere”.

La rassegna apre il 29 giugno con un appuntamento d’eccezione: WE, the Angel, un viaggio di danza creato appositamente per Castel Sant’Angelo da Emio Greco e Pieter C. Scholten, Tre repliche al giorno: 29 giugno ore 18.30–19.30–20.30; 30 giugno e 1 luglio ore 19.30–20.30–21.30). Spettacolo itinerante per 30 spettatori a recita. In collaborazione con l’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi

In collaborazione con Fuori Programma Festival, saranno presentati due lavori in prima assoluta nati anch’essi dal rapporto con Castel Sant’Angelo. Thomas Bradley, artista multidisciplinare, presenta un’installazione ispirata ad un testo inciso sotto la statua di uno degli angeli collocati sul lato occidentale di Ponte Sant’Angelo di Roma: “Super vestimentum meum miserunt sortem” (Sulla mia veste gettarono la sorte).

Michele Di Stefano, Leone d’Argento per la Danza2014, e Lorenzo Bianchi Hoesch firmano Veduta Roma: un progetto dal formato modulare dedicato alla città e alla visione prospettica del paesaggio urbano.

Spettacolo itinerante per 50 spettatori a recita. Hernán Genovese, uno dei cantanti, autori e compositori più importanti dell’attuale scena del tango argentino, arriva per la prima volta a Roma accompagnato da Roger Helou (pianoforte), Damian Foretic (bandoneon) e dai Maestri e ballerini Paola Palaia e Marco Evola con il concerto La voce del tango (4 luglio ore 21.00).

David Trio& friends(Claudio Trovajoli-pianoforte, Nikita Boriso-Glebsky-violino e David Cohen-violoncello) insieme a William Chiquito Henao al violino e Raffaele Mallozzi alla viola, presentano due capolavori di fine Ottocento della letteratura cameristica con pianoforte: A. Arensky, Trio n. 1 op. 32e A. Dvorák, Quintetto op. 81 che coinvolgeranno l’ascoltatore in un viaggio interiore di forti emozioni (11 luglio ore 21.00).

Segue La delicatezza del poco e del niente, produzione Fortebraccio Teatro Compagnia Lombardi-Tiezzi.  Roberto Latini, Premio Ubu 2014-2017legge e interpreta alcune delle più belle confidenze della meravigliosa poetessa cesenate Mariangela Gualtieri. Un concerto poetico di parole lucciole, tenerezze, incanti e quella capacità che hanno i poeti di stare nei silenzi intorno alle parole.

Musica e suono a firma di Gianluca Misiti, Premio Ubu 2015-2017 (19 luglio ore 21.00). Post Piano Sessionè l’ultimo progetto discografico di Davide ‘Boosta’ Dileo, tastierista dei Subsonica e cofondatore.

Dialogo Terzo: IN A LANDSCAPE, lavoro site-specific, è il terzo capitolo del progetto Dialoghi della compagnia Collettivo Cinetico, guidata da Francesca Pennini, con un invito, questa volta, rivolto al pluripremiato coreografo Alessandro Sciarroni (tra tutti Leone d’Oro per la Danza 2019).

Caribe è il nuovo progetto discografico della giovane cantante e violoncellista cubana Ana Carla Maza, un mélange energico di jazz, musica classica e ritmi latini, accompagnata dai suoi musicisti (8 agosto ore 21.00).

Due appuntamenti riservati ai più piccini e alle famiglie: Michele Cafaggi ed il suo Fish&Bubbles, con la regia di Ted Luminarc, spettacolo adatto ad un pubblico dai 3 ai 103 anni di clownerie, giochi con l’acqua e bolle di sapone giganti (13 agosto ore 21.00), ed Esercizi di fantastica di Sosta Palmizi, storica compagnia di danza diretta da Giorgio Rossi, spettacolo ispirato al lavoro letterario e creativo di Gianni Rodari, vincitore del Premio della Giuria e del Pubblico del Vimercate Ragazzi Festival 2021 dai 4 anni in su (1 settembre ore21.00).

Take me up, take me higher di Enzo Cosimi è un progetto site-specific, visivo e coreografico su quattro figure iconiche dell’oscurità romana e delle sue prigioni: Beatrice Cenci, Cagliostro, l’Arcangelo Michele e Tosca (23e 24 agosto ore 19.30–20.30–21.30).

Spettacolo itinerante per 20 spettatori a recita. Tatiana Eva-Marie soprannominata “l’usignolo gypsy-jazz” dal New York Times è conosciuta per il suo lavoro alla guida della Avalon Jazz Band, gruppo dallo stile vintage che ha raggiunto più di 70 milioni di visualizzazioni su YouTube. L’artista presenta il suo ultimo album Djangology, che celebra la musica del chitarrista Django Reinhardt, inventore de Gypsy Jazz(29 agosto ore 21.00).

Pasticceri. Io e mio fratello Roberto con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano, che il pasticcere l’ha fatto davvero. “I due attori giocano a fare i fratelli gemelli nati da madri diverse, in un rapporto simbiotico pieno di piccoli conflitti e grandi tenerezze” (6 settembre ore 21.00).

L’Architettura del suono. Il violoncello, la “voce umana” tra nuove e antiche strutture formali, concerto con Gaetano Simone che suonerà musiche di J.S.Bach Xenakis, G.Crumb, con il suo splendido violoncello italiano del 1700 attribuito a David Tecchlr (14 settembre ore 21.00).

Chiude la rassegna Satirila nuova produzione di Virgilio Sieni, danzatore e coreografo italiano, vincitore 3 volte Premio Ubu, artista attivo in ambito internazionale per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e Musei.

Roma – Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo – Passetto di Borgo Lungotevere Castello, 50. L’ingresso agli spettacoli è consentito ai visitatori fino ad esaurimento dei posti disponibili ed è incluso nel costo del biglietto del Museo richiedendo, al momento dell’acquisto, la formula “museo + spettacolo”. È possibile acquistare i biglietti sia online al sitohttp://www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo, che tramite call center Ticketone allo 06/32810 o direttamente al botteghino del Museo. Costi: Intero € 12,00 Ridotto € 2,00 per i cittadini europei tra i 18 ed i 25 anni Gratuità di legge

 

EY Energy Summit 2023 – Energy Reset: uno sguardo sulla produzione di energia rinnovabile nel paese nei prossimi anni

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Il nostro Paese sta portando avanti un percorso positivo per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di efficienza energetica per il 2030 così come le nostre aziende che hanno saputo ancora una volta navigare nella non linearità, rivedendo il loro mix energetico in anticipo rispetto alle aspettative. Tutto questo cercando di non perdere la fiducia dei consumatori, fondamentale per un’implementazione di successo della transizione e continuando a investire in competenze per far sì che il mondo del lavoro risponda alle esigenze del mercato. Ha dichiarato Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West, nel suo intervento di apertura dell’EY Energy Summit 2023 – Energy Reset svoltosi a Roma il 18 maggio u.s. alla presenza di rappresentanti del mondo istituzionale e delle imprese.

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I principali temi di discussione hanno interessato i nuovi modelli di business e accelerazione verso la transizione energetica, con la fiducia dei consumatori al centro ed un particolare focus su: 25% l’attuale peso della CO2 sul prezzo finale di dove si produce energia (Centrali termoelettrica a ciclo combinato o CCGT) a causa dell’aumento di oltre 10 volte dei costi della CO2 rispetto a 10 anni fa. Si stima che i consumi di energia elettrica aumenteranno di 50 TWh per via dello switch a veicoli elettrici dovuto allo stop europeo al 2035 per auto a benzina e diesel. Il consumo in più per i veicoli elettrici sarà pari al 15-20% dell’attuale la domanda di energia elettrica in Italia. Solo 4 su 10 vedono un impegno concreto dei player del settore energetico: la fiducia dei consumatori vacilla visti anche i prezzi dell’energia in forte oscillazione (+1100% negli ultimi due anni per poi ridursi a solo un 300).

Oltre le sfide che caratterizzano l’attuale panorama energetico da affrontare per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione le attenzioni sulle quali si sono maggiormente incentrati i vari interventi hanno interessato la discontinuità delle forniture, principalmente russe, e le opportunità offerte da questa nuova situazione; lo stop alla produzione di nuove auto a benzina e diesel a partire dal 2035, con l’eccezione delle auto e-fuel. Questa graduale eliminazione avrà un notevole impatto sul consumo di energia elettrica. Infine le politiche da perseguire per riconquistare la fiducia delle persone. In questa ottica le aziende sono chiamate a mettere al centro il proprio purpose, mantenendo l’agenda strategica in cima alle priorità e permettendo al consumatore di identificarsi con valori chiari, concreti e sostenibili.