Puglia “a way of life” presentato alla stampa romana

Testo e Foto Donatello Urbani

Ricordi scolastici: Puglia tacco, Calabria punta dello stivale Italia. Entrambe le regioni pur non potendo modificare la loro posizione geografica offrono, non solo ai propri abitanti e specialmente ai turisti, uno stile di vita di tutto rispetto: attrattivo, innovativo, sostenibile. Afferma in proposito Luca Bianchi, Direttore Generale SVIMEZ esperto in economia e politiche di sviluppo territoriale: ”E’ questa la Puglia che si afferma come brand riconoscibile a livello nazionale e internazionale sostenuta da valori come qualità della vita, autenticità e identità. Un modello virtuoso di progresso economico e sociale che si consolida grazie alla valorizzazione delle attività culturali e alla gestione strategica del turismo”.

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Un panel di esperti e personalità politiche ha approfondito questi concetti con il supporto di dati statistici, rilevazioni “in situ” sulle realtà economiche e produttive della regione e possibili futuri interventi legislativi da parte dell’Istituzione Regione Puglia su uno stile di vita, appunto “a way of life”, che, come riportato sul comunicato stampa, “s’indirizza verso il benessere inteso in senso ampio, favorendo uno stretto legame con il territorio. L’utilizzo strategico delle risorse comunitarie, la valorizzazione della cultura, il posizionamento alto delle attività produttive, una comunicazione efficacie sono i punti principali di un’attrattività che coinvolge residenti e turisti”.

Il collegamento con la nave scuola della Marina Militare Italiana “Amerigo Vespucci” che sta compiendo il giro del mondo toccando ben 28 nazioni ha concluso questo interessante workshop

Risorsa o rifiuto? Priorità, cantieri, strumenti per raggiungere gli obiettivi europei sulle varie gestioni ecosostenibili ed ecocompatibili con Economia 2030.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

L’edizione XI di Ecoforum Nazionale, organizzato da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club, svoltosi a Roma nei giorni 3 e 4 luglio 2024, ha dovuto confrontarsi, fra i tanti e vari temi dibattuti (rinnovabili ed economie circolari), proprio sul tema rifiuti è stato posto il quesito sono scarti oppure, opportunamente trattati, vere e proprie risorse economiche?

“Per centrare gli obiettivi Ue al 2030 – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – servono politiche e interventi coraggiosi che permettano di accelerare il passo e di contrastare la crisi climatica. Mancano solo sei anni al 2030…..occorre accelerare lo sviluppo e la realizzazione di nuovi impianti a fonti pulite e lavorare sulle filiere strategiche dell’economia circolare a partire dal riciclo dei RAEE. Per far ciò occorre rimuovere quegli ostacoli burocratici e tecnologici che oggi ne rallentano lo sviluppo, perseguire la strategia “Rifiuti zero, impianti mille”, puntare ad un modello di gestione sempre più ottimale, basato su raccolta porta a porta, tariffazione puntuale, impiantistica diffusa e capillare sul territorio e nuove campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini”.

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Significativo l’intervento non banale e non da passarella istituzionale di Paolo Contò, Direttore Consiglio di Bacino Priula che afferma: “… la pianificazione e la regolamentazione del servizio prevede una gestione integrata dei rifiuti secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità ottenibile solo consorziando i Comuni aderenti”.

Dichiara Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club. “Economia circolare e transizione energetica da fossili a rinnovabili non sono più solo un must per affrontare la crisi climatica che si è fatta drammatica realtà, ma anche la chiave per fare una politica industriale che consenta al nostro sistema economico di giocare un ruolo da protagonista e non solo in difesa nello sconvolgimento geopolitico cui stiamo assistendo. Siamo quindi preoccupati per gli errori che si stanno facendo sul fronte delle rinnovabili, con un decreto “aree idonee” che non “idoneizza” nulla e che anzi complicherà il permitting, e sul fronte dell’economia circolare, per esempio o sui ritardi che si accumulano sulle discipline end of waste che consentirebbero di uscire dal ciclo dei rifiuti a materiali che farebbero risparmiare tanta materia prima”.

“Dalle nuove capsule compostabili in polpa di carta al riciclo dell’alluminio, per raccontare il proprio impegno per la circolarità con le capsule di caffè, attraverso il progetto di economia circolare “Da Chicco a chicco” presentato da Silvia Totaro, Manager Nespresso Italiana.

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Premiazione del Sindaco di Formia per la buona raccolta e riciclo dei metalli

“Dai numerosi rapporti sui rifiuti e sull’Economia Circolare – dichiara Riccardo Piunti, presidente del CONOU – emerge un dato: siamo spesso più bravi a raccogliere che a riciclare. Questo, se vale per molti rifiuti urbani e no, tuttavia non vale per l’olio minerale che (dallo studio UE della fine del 2023) pone l’Italia in prima fila nella raccolta (100%) e nella rigenerazione (98%) rispetto all’82% e 61% della media UE. Paradossale che proprio (e forse solo) in questo settore l’Europa non abbia fissato obiettivi, nonostante riconosca l’importanza di rigenerare questo rifiuto pericoloso. La Raccolta, che spesso si avvale della efficacia del modello consortile italiano, si trova ora dinanzi a una prospettiva di evoluzione, dalla piccola impresa familiare a quella parte di grandi gruppi, magari stranieri, con tutte le differenze del caso”.

«Il nostro Paese ha superato gli obiettivi complessivi di riciclo chiesti dall’Europa al 2030, quando ogni Stato dovrà riciclare almeno il 70% dei suoi rifiuti di imballaggio» spiega Fabio Costarella, vicedirettore generale CONAI. «Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’Italia è leader per riciclo pro-capite di imballaggi in un testa a testa con la Germania: lo scorso anno, infatti, la Commissione Europea ci ha inserito fra le nove nazioni non a rischio per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo, nella sua relazione di segnalazione preventiva sull’attuazione delle Direttive sui rifiuti. Dobbiamo continuare a impegnarci, però. Il nuovo Regolamento europeo chiederà tassi di intercettazione dei pack sempre più alti: occorre lavorare per aumentare quantità e qualità delle raccolte differenziate degli imballaggi, anche attraverso lo strumento delle raccolte selettive, ove opportune. Ma per migliorare saranno importanti anche le innovazioni a monte, per progettare pack sempre più riciclabili, e a valle, cercando tecnologie di riciclo capaci di recuperare materia dalle frazioni ancora difficili da riciclare».

Per restare in tema e dare corpo e forma alle varie proposte nella giornata successiva – 4 luglio –  per iniziativa di Legambiente sono state premiate le Amministrazioni comunali  – XXXI Edizione dei  Comuni Ricicloni – che hanno messo in pratica validi sistemi di raccolta rifiuti al fine di privilegiare, nel loro trattamento, il riutilizzo.

L’Italia sempre più “Rifiuti Free”: sono 698 (+11% rispetto alla scorsa edizione) i comuni virtuosi nella gestione dei rifiuti urbani, di cui 450 sono i “piccoli comuni” sotto i 5.000 abitanti Il Nord si conferma campione con 434 comuni ma è inarrestabile la rimonta del Sud  (231 comuni, +23,8% rispetto alla scorsa edizione). Fermo il Centro con 33 comuni. Tra le regioni “fuoriclasse” il Veneto (173 comuni), Lombardia (101 comuni) e la Campania (83). Arretrano Trentino-Alto Adige- (9 comuni) e Piemonte (-10), sono 13 i consorzi “Rifiuti Free” premiati: medaglia d’oro per il Veneto con 4, seguono con 3 Trentino-Alto Adige e Sardegna.

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Primi cittadini di popolosi capoluoghi si sono alternati ad altri di minuscoli centri con poche centinaia di abitanti tutti indossando la fascia tricolore nella convinzione di aver reso con le loro buone pratiche un utile servizio all’intera società così come si conviene ad un pubblico amministratore. “Sicuramente il miglior rifiuto è quello non prodotto”

 

 

Driverso – Global meeting della prima piattaforma digitale europea per il noleggio auto premium

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Servizio indispensabile del luxury travel, il car hiring d’alta gamma è un comparto in grande espansione a livello europeo, (perché il combinato disposto di una domanda esponenziale e l’offerta è l’energia che le società possono spendere per alimentare il proprio metabolismo sociale ed economico). Ammonta a 169 milioni di euro il fatturato del 2023 realizzato da 192 imprese attive con un parco auto di 3.456 unità. I dati presentati da Pierluigi Galassetti, cofondatore di Driverso, ed elaborati da Driverso’s Analysis Lab, prevedono che il fatturato del settore per l’anno corrente raggiunga i 195 milioni di euro per poi salire via via fino ai 714 milioni previsti nel 2030. Il bacino di mercato potenziale, comunque, è in forte espansione, dato che il giro d’affari del luxury travel è calcolato oggi a livello mondiale in 1.380 miliardi di euro. Sono circa 40 le aziende, che, nel rispetto di standard di qualità predefiniti, operano in questo settore utilizzando Driverso, la prima piattaforma digitale europea nata in Italia nel marzo 2017 dalla visione e dalla passione di Saverio Castellaneta e Pierluigi Galassetti.

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                                                                         L’intervento di Pierluigi Galassetti

“Questa proposta di mobilità – ha aggiunto Galassetti – è apprezzata sia dai visitatori nazionali che da quelli internazionali e si inserisce in un contesto in cui la clientela ricerca non solo comfort ed esclusività, ma richiede esperienze immersive e personalizzate in ogni dettaglio del soggiorno, dalla cucina all’alloggio, fino agli spostamenti in auto, che completano la gamma dei servizi. Nell’ambito   del settore lusso, fortemente in crescita la mobilità di alta gamma beneficia di un’ulteriore spinta propulsiva derivante dalla novità del servizio ancora poco conosciuto dalla maggior parte dei potenziali clienti”.

Da comunicato stampa: “Varie aziende, esperti, stakeholder qualificati e appassionati provenienti da tutta Europa si sono ritrovati nel suggestivo scenario del Museo Maxxi di Roma per il secondo global meeting di Driverso, da cui sono emersi numeri, scenari e tendenze di un ramo dell’automotive che incrocia i temi del lusso, del lifestyle, dell’economia digitale e soprattutto le sempre mutevoli abitudini di consumo turistico. Il servizio, infatti, si rivolge soprattutto a un target di clientela legata al tempo libero e alla ricerca di un’esperienza esclusiva di viaggio e di mobilità del tutto customizzata.

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La piattaforma – www.driverso.com – si caratterizza come benchmark di eccellenza per la sua semplicità di fruizione e per la ramificata rete logistica che consente di soddisfare tutte le esigenze di mobilità dell’utenza. La piattaforma è infatti end-to-end, per cui permette di aprire e concludere la prenotazione del veicolo desiderato in maniera semplice, trasparente e istantanea, senza passaggi intermedi verso altri siti web o comunque senza dover attendere che la richiesta venga elaborata off line e riceva poi un feedback via mail o telefono. Le vetture sono sempre nuove, il modello è garantito, le flotte costantemente aggiornate e ogni cliente si vede consegnata l’auto realmente scelta al momento della prenotazione. L’estrema flessibilità contrattuale consente una risposta ‘tailor-made’ rispetto a qualsiasi tipo di esigenza”.

La tecnologia applicata il design e la promozione turistica danno un contributo essenziale al “made in Italy”.

 

I Nuovi treni Rock e Blues per il trasporto ferroviario nella Regione Lazio con un occhio attento sia per i pendolari che al turismo slow.

Testo e foto a cura della Redazione

Da comunicato stampa: “Presentati il 20 novembre 2023 al binario 1 della stazione di Roma Termini i nuovi treni Blues e Rock per il Lazio della flotta del Regionale Trenitalia (società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS Italiane). Come previsto dal Contratto di servizio con le Regione Lazio, con i nuovi convogli, l’età media dei rotabili in circolazione in regione passerà da 14 a 6 anni.

I nuovi treni sono stati presentati da Fausto Del Rosso, Direttore Regionale Lazio Trenitalia e Fabrizio Ghera, Assessore ai Trasporti della Regione Lazio.

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Il treno Blues, il terzo che completa la fornitura per il Lazio, entrerà in servizio sulla linea Terni – Rieti – L’Aquila, mettendo a disposizione dei viaggiatori 300 posti a sedere (circa 100 posti in più rispetto ai tradizionali modelli Aln, che saranno gradualmente eliminati dalla circolazione). Il Blues è un treno ibrido di ultima generazione capace di viaggiare con motori diesel su linee ferroviarie non elettrificate, con motore elettrico e batteria su quelle elettrificate, consentendo non solo di ridurre le emissioni inquinanti e ma anche quelle acustiche. La flotta di Blues nel Lazio sarà composta di treni a 4 carrozze, con 8 posti bici con ricarica e dotati di batterie potenziate.

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Il treno Rock, il terzo consegnato in queste ultime settimane, sarà impegnato sulle linee FL1 Orte – Fiumicino Aeroporto, FL3 Roma – Viterbo e FL5 Roma – Civitavecchia. Il treno a 6 casse, studiato per offrire una moderna esperienza di viaggio, è già conosciuto dai pendolari del Lazio, dove ne sono già stati consegnati e circolano regolarmente altri 28. Quando la fornitura dei convogli sarà completa andranno a sostituire completamente i TAF.

Rock è un treno a doppio piano, ad alta capacità di trasporto, con prestazioni paragonabili a quelle di una metropolitana. Può raggiungere i 160 km/h di velocità massima con un’accelerazione di 1,10 m/sec2 e ospitare fino a 1600 persone, con 700 posti a sedere. Un treno dalla forte impronta ecologica, riciclabile fino al 97% e con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni precedenti”.

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Prosegue l’impegno di Trenitalia per rinnovare la flotta dei treni regionali e garantire così, ai nostri viaggiatori, un’esperienza di viaggio sempre più confortevole e sostenibile. I treni Blues e Rock che consegniamo oggi fanno parte dei 72 treni previsti nel contratto di servizio, del valore complessivo di 6,5 miliardi. Siamo orgogliosi di poter far viaggiare la nostra clientela a bordo di treni così innovativi, capaci di migliorare la mobilità quotidiana, con sensibili benefici oltretutto per l’ambiente grazie alle ridotte emissioni inquinanti e acustiche” ha dichiarato Maria Giaconia, Direttore Business Regionale e Sviluppo dell’Intermodalità di Trenitalia.

La consegna di questi nuovi treni è sicuramente una bella notizia per tutti i pendolari del Lazio che meritano di viaggiare su convogli più efficienti e confortevoli. La Regione, attraverso finanziamenti importanti, sta facendo il massimo per assicurare un servizio all’altezza a chi si sposta quotidianamente sul territorio. Per questo è fondamentale che vengano mantenuti i tempi di consegna da parte di Trenitalia. Noi come amministrazione continueremo nel nostro lavoro di controllo perché tutti gli impegni vengano rispettati in favore di chi viaggia ogni giorno nella nostra regione”, la collaborazione tra la Regione Lazio e le Ferrovie dello Stato va incrementata, abbiamo bisogno di attrarre i turisti e non solo, pendolari e italiani che visitano i giorni festivi le nostre città d’arte”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità, ai Trasporti, alla Tutela del territorio, al Ciclo dei rifiuti, al Demanio e al Patrimonio della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.

Assemblea Nazionale dei Produttori di Federbio – Approvato il Manifesto con le richieste per rafforzare l’intero settore biologico e biodinamico

Donatello Urbani

L’agricoltura biologica e biodinamica continua a crescere: in Italia conta quasi 93.000 operatori, più di 82.000 produttori e una superficie agricola utilizzata del 18,7%. Un trend che conferma la leadership in Europa per l’agricoltura biologica nazionale. Un modello di produzione sostenuto dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork, le cui indicazioni mirano a superare l’attuale agricoltura intensiva e a promuovere la transizione agroecologica nei sistemi agricoli europei.

Contro altare a tutto questo due grandi ostacoli: la semplificazione burocratica e l’abbattimento dei costi a carico degli agricoltori come ha rilevato la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini.

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L’ Assemblea Nazionale dei Produttori di Federbio, in rappresentanza di 50.000 agricoltori raccolti in 16 associazioni, in sinergia con la Coldiretti Bio, ha esaminato le varie problematiche presenti attualmente nei settori bio e biodinamici in Italia ed ha provveduto a redigere un manifesto riepilogativo delle richieste indispensabili alla vita delle due filiere.

  • - Riformare il sistema di certificazione e semplificare la burocrazia.

All’agricoltura biologica serve un sistema unico di certificazione, anche se affidato a più organismi privati, ma con piani di controllo standard e tariffe uniformi approvati dall’Autorità nazionale competente. È necessaria una formazione obbligatoria per gli operatori e il personale degli organismi di certificazione, con gli stessi standard di certificazione per gli ispettori e gli addetti. Per semplificare la burocrazia, gli agricoltori bio chiedono l’integrazione delle informazioni aziendali tramite piattaforme digitali per lo scambio di dati tra le Autorità e i soggetti coinvolti nel sistema di certificazione. Vogliono anche favorire l’implementazione di sistemi di autocontrollo sia verticali che territoriali, oltre al sistema di certificazione di gruppo, più adatto a realtà di Paesi Terzi.

  • - Riconoscere un giusto prezzo per gli agricoltori nel mercato dei prodotti biologici.

Gli agricoltori biologici chiedono maggiore trasparenza riguardo ai costi di produzione necessari per produrre il biologico e vogliono che il prezzo dei prodotti bio sia stabilito in modo autonomo rispetto a quelli convenzionali. Per fare questo, è necessaria l’istituzione di una Commissione Unica Nazionale (CUN) per i prezzi dei prodotti biologici, basata sui costi di produzione aggiornati e raccolti da ISMEA. Gli agricoltori biologici ritengono importante favorire accordi di filiera per garantire un giusto reddito che tenga conto delle specificità e vincoli propri del metodo biologico che devono essere comunicati ai cittadini in modo più efficace per far comprendere i valori e i benefici del bio, partendo dal lavoro degli agricoltori e allevatori.

  • - Fissare norme e standard di autoproduzione per i mezzi tecnici per l’agricoltura bio.

L’agricoltura biologica si basa sull’agroecologia e sulla circolarità, di fatto limitando l’uso di mezzi tecnici come i fertilizzanti e i biostimolatori. Per garantire rese produttive adeguate e requisiti qualitativi, è necessario l’uso di questi mezzi, sia tramite autoproduzione aziendale o in circuiti organizzati di agricoltori biologici, per aumentare la circolarità della pratica del metodo biologico nel pieno rispetto della sicurezza e della legalità, sia attraverso regole chiare e certezza nell’utilizzo di mezzi tecnici acquistati anche in relazione al rischio di contaminazioni con sostanze non ammesse. Nel contesto della strategia Farm to Fork, gli agricoltori biologici e biodinamici chiedono un quadro normativo coerente e stabile, che semplifichi le condizioni e garantisca parità a livello europeo. Vogliono utilizzare mezzi tecnici verificati senza contaminazioni non ammesse e senza costi aggiuntivi a carico degli stessi agricoltori. I principi della riduzione degli input esterni, della circolarità e delle filiere corte dovrebbero essere applicati anche all’uso dei mezzi tecnici, con possibilità di deroga in caso di assenza di rischi sanitari e ambientali.

  • - Fare dell’allevamento biologico il modello di riferimento della zootecnia italiana

Il Green Deal europeo e la crescente sensibilità dei cittadini verso il benessere animale e il contrasto al cambiamento climatico stanno ridimensionando l’allevamento intensivo. L’allevamento biologico certificato rappresenta la forma più avanzata e sostenibile, ma alcune sfide minacciano la sua crescita, come le dinamiche di prezzo dei prodotti convenzionali, la confusione informativa e la scarsa presenza nella GDO. Gli agricoltori chiedono che l’allevamento biologico diventi il modello di riferimento per l’intera zootecnia italiana, in linea con le politiche europee e la transizione ecologica e sociale. Ritengono che il metodo di allevamento biologico sia e debba rimanere lo standard più elevato di benessere animale. Chiedono inoltre una campagna di comunicazione pubblica per evidenziare i vantaggi dell’allevamento biologico e prevenire confusione tra i consumatori riguardo ad altri standard di sostenibilità.

 

 

 

 

 

 

 

Nestlé – Dolcezze e bontà italiane con la mostra: “110 anni di eccellenza in Italia. Un’impresa che si racconta” dedicata ai Baci Perugina e S.Pellegrino.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Prodotti selezionati e tanta tradizione sono le grandi opportunità che non potranno mai essere copiate, paragonate e tanto meno appetibili economicamente dalle invincibili holding che tendono ad appiattire e globalizzare le nostre locali culture, tradizioni e ricette. Perché la bellezza di un prodotto ha un valore sensoriale per uno sviluppo sempre sostenibile e rappresenta un equilibrio in cui ritroviamo noi stessi.

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In questa logica si ricorda un compleanno di tutto rispetto: 110 anni di presenza in Italia del Gruppo Nestlé. Quando nel 1913 venne depositata a Milano l’etichetta “Farina Lattea Nestlé” questa giovane azienda produceva e vendeva due prodotti ancora presenti nelle nostre tavole: il latte in polvere e il latte condensato, come ha ricordato Marco Travaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé, nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra dedicata ai Baci Perugina e S.Pellegrino, allestita nell’atrio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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Oggi Nestlé è un Gruppo Internazionale presente in molti paesi. In Italia conta 10 stabilimenti, 74 punti di vendita e da lavoro a circa 4.600 persone che a loro volta generano, per ciascun lavoratore, indirettamente 8 posti di lavoro in Italia per un totale di 43.040 addetti. Nel 2022 Nestlé ha determinato la creazione di 1.257 milioni di euro di salari lungo la filiera, ha contribuito a versare 1.537 milioni di euro di tasse nel nostro paese, pari allo 0,3% delle entrate fiscali italiane e ha elargito donazioni per un valore pari a 3,4 milioni di euro.

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La mostra “110 anni di eccellenza in Italia. Un’impresa si racconta” vuole evidenziare tutto questo attraverso due marchi iconici di italianità e protagoniste indiscusse della storia del Gruppo Nestlé in Italia: Baci Perugina e S.Pellegrino.

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I Baci Perugina, come affermato in conferenza stampa: “nacquero grazie al genio creativo di Luisa Spagnoli e da sempre sono i messaggeri di amore ed emozioni che con il loro valore storico rappresentano per il Gruppo Nestlé l’appartenenza al territorio ed il radicamento ad esso: sin dalla sua nascita, infatti, Baci Perugina ha sempre rispettato la sua tradizione, con la stessa ricetta di sempre, ma ha anche saputo sperimentare e rinnovarsi continuamente, ad esempio, con le sue edizioni limitate. Allo stesso modo l’acqua S.Pellegrino – definita lo champagne delle acque minerali – sinonimo di convivialità, fine dining, con le sue radici italiane e la sua anima internazionale, rappresenta al meglio il saper vivere all’italiana in tutto il mondo”.

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In mostra per I Baci Perugina alcuni prodotti e materiale pubblicitario che hanno accompagnato le varie campagne commerciali così come per S.Pellegrino viene esposto un manifesto del 1950 che reclamizza l’acqua S.Pellegrino “antiurica e anticatarrale ottima per la tavola” e la foto in bianco e nero del famoso fotografo statunitense Elliot Erwitt, edita per una campagna del 2004.

Roma – Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Via Veneto, 33 – Mostra “110 anni di eccellenza in Italia. Un’impresa si racconta” fino al 28 luglio 2023 dal lunedi al venerdi dalle ore 15,30 alle 18,00 con ingresso gratuito.

 

LuceLabCinecittà – Nuovi strumenti di formazione e aggiornamento per lavoratori e aspiranti professionisti nel settore dell’audiovisivo inserito nel PNRR 2022/2026

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Cos’è il cinema? Quanto lo fai un baraccone …- talvolta però diventa poesia.” Lina Wertmüller,

Proprio  per consentire alla cinematografia  italiana, dal baraccone fino alla poesia, di conservare il buon nome e il grande prestigio che gode in tutto il mondo che Cinecittà e Archivio Luce, sotto il coordinamento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, hanno messo a punto un nuovo progetto, sotto il nome di LuceLabCinecittà, rivolto alla formazione e aggiornamento per lavoratori, manager, studenti e aspiranti professionisti del settore.

Il progetto interesserà:

Corsi di alta formazione per figure manageriali altamente specializzate e capaci di operare a livello internazionale destinati a giovani
laureati e giovani professionisti che vogliono aggiornare o raffinare le proprie competenze.
Dipartimento tecnico con l’obiettivo di preparare giovani artigiani sugli importanti mestieri tradizionali per formare nuove maestranze tecnico-artistiche in grado di soddisfare i crescenti volumi produttivi degli Studi, del mercato nazionale dell’audiovisivo e dello spettacolo attraverso l’istituzione di 8 botteghe:
Nel 2023:
Bottega artigiana falegnameria
Bottega artigiana di pittura e decorazione
Bottega make-up and hair
Bottega sartoria e taglio costume
Nel 2024:
Bottega artigiana di carpenteria metallica
Bottega artigiana di tintura, invecchiamenti, elaborazione costumi
Bottega artigiana attrezzeria e props
Bottega artigiana laboratorio plastico

Master in virtual production: due edizioni di uno stesso master, per un totale di 30 studenti che partiranno nel 2023. Il corso avrà una durata di circa 8 mesi per 510 ore complessive di formazione, I master sono rivolti alla formazione delle seguenti figure:

Ad artist,
Background,
Motion capture technician,
Unreal specialist,
Unreal technical artist,
Ledwall in-camera background artist,
Media producer

Valorizzazione degli archivi storici. Il progetto formativo, che sarà attivato nel 2024 mira ad aggregare conoscenze eterogenee, partendo da discipline tradizionali, per la valorizzazione della conoscenza.

Conservazione e restauro. I corsi sono finalizzati alla formazione di professionisti nel campo della tutela del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Queste, le figure professionali oggetto dei corsi:
Archivista di audiovisivi
Ricercatore documentalista
Ripresa e montaggio di materiali audiovisivi
Contenuti per la comunicazione in rete: Content manager, Curator, social
Media manager
Commercializzazione e gestione diritti: Business Developer
Tecnico della pellicola
Operatore allo scanner
Tecnico del suono

Corso specialistico di conservazione e documentazione videoarte. Obiettivi del corso, in partnership con il Museo MAXXI,
professionisti e la formazione di neoprofessionisti su conservazione,
restauro, documentazione, archiviazione e gestione dati nelle opere a
matrice analogica e digitale.

Per maggiori informazioni vai al sito: www.cinecitta.com

 

Roma: Conferenza Nazionale del XV Forum “Qualenergia” – La risposta delle rinnovabili Un’altra Energia! – Per il clima e la sostenibilità. E per la pace – 29-30 novembre 2022.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Il Forum organizzato da Legambiente, Editoriale Nuova Ecologia e Kyoto Club, ha voluto approfondire con incontri, dossier e faccia a faccia con esperti di settore, docenti universitari e giornalisti le problematiche della crisi energetica e non solo. Due giornate di confronto fra istituzioni, imprese, amministratori pubblici e mondo della ricerca su crisi climatica, transizione energetica e fonti rinnovabili. Un’opportunità per ragionare sui limiti delle risorse, rilancio dell’economia e mobilità sostenibile e fornire indicazioni utili agli operatori di settore. Elementi di riflessione anche per i cittadini, consumatori di energia, nuovi protagonisti delle scelte presenti e future.”

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Migliorare e proteggere l’ambiente è stato uno degli scopi di questo interessantissimo convegno, perché la condotta e le azioni degli altri influiscono sulla sopravvivenza di ognuno di noi.

La sensazione è che le cose siano arrivate ad un punto in cui è troppo tardi per fare qualcosa, che la strada già percorsa sia così mal ridotta che non c’è più alcuna possibilità di tracciarne una futura, un po’ diversa; tuttavia c’è sempre un punto sulla strada in cui si può tracciare un nuovo itinerario.

Non si può praticare il galateo a chi pratica il cannibalismo del suolo.

Ulteriori approfondimenti sui siti: www.forumqualenergia.it  www.legambiente.itwww.lanuovaecologia,itwww.kyotoclub.org

Partnership Tra ENEA ed ENI per un megaprogetto sulla fusione nucleare.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani.
Il termine “fusione nucleare” può generare qualche paura, se non sospetto, su molte persone. Le immagini di quanto avvenuto in Giappone negli ultimi rigurgiti della seconda guerra mondiale ne sono una ampia e ben documentata ragione. L’esplosione dell’ordigno nucleare avvenuta in  Giappone fu grazie ad una fissione nucleare – l’energia viene generata a seguito dell’urto fra un neutrone  e i nuclei di atomi molto pesanti, quali l’uranio, che si rompono in frammenti più piccoli e producono rifiuti radioattivi che restano tali per decine di migliaia di anni. Mentre nella reazione di fusione l’energia viene prodotta all’interno di una macchina denominata Totomak che utilizza il litio, metallo pesante in grande quantità sulla terra, presente nel rivestimento, insieme al deuterio, un isotopo dell’idrogeno di cui è ricca l’acqua di mare e il trizio, generato direttamente all’interno della macchina in un ciclo chiuso che non consente fuoriuscite di energia e contaminazioni di alcuna natura.
Il progetto che prende il nome di  DTT – Divertor Tokamak Test, è stato ideato dall’ENEA in collaborazione con CNR, INFN, Consorzio RFX, CREATE e alcune tra le più prestigiose università italiane, ha come obiettivo la realizzazione di una macchina sperimentale che dovrà rispondere ad alcuni dei nodi più complessi sul cammino della fusione nucleare, il processo per produrre energia rinnovabile, sicura, inesauribile con lo stesso meccanismo che ‘accende’ gli astri. Una sfida questa che coinvolge migliaia di scienziati in tutto il mondo e che vede l’Italia in prima linea nei grandi programmi internazionali di ricerca – ITER, Broader  Approach e DEMO – . La macchina DTT sarà collocata presso il Centro ENEA di Frascati, all’interno di un polo scientifico e tecnologico all’avanguardia, aperto a ricercatori e scienziati di tutto il mondo. Si tratta di un progetto di frontiera per realizzare un impianto del valore di circa 600 milioni di euro al quale partecipano ENEA per il 74% – ENI per il 25% ed il Consorzio CREATE per il restanta l’1%. ENEA in questa operazione ha usufruito di un prestito di  250 milioni di euro dalla BEI – Banca Europea per gli Investimenti -, garantito dal Feis – Fondo europeo per gli investimenti – oltre i 60 milioni concessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico, gli 80 milioni concessi dal Ministero della Ricerca e delle Università, i 25 milioni della Regione Lazio ed altri 30 milioni da partner internazionali.  Oltre il valore finanziario/economico, sono importanti le sinergie messe insieme dalla grande ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e competitività industriale, nonché varie ricadute stimate in un fattore 4, ovvero oltre 2 miliardi di euro solo dal punto di vista economico. Nei sette anni di realizzazione è prevista la creazione di circa 1.500 nuovi posti di lavoro di cui 500 direttamente e altri 1.000 nell’indotto. Sono state già pubblicate ed aggiudicate le prime gare internazionali per i fili superconduttori ed è stata firmata la Convenzione con la Regione Lazio che ha vinto il bando per la localizzazione del progetto. Quest’anno saranno bandite le gare per la realizzazione dei componenti principali della macchina e i lavori di adattamento del sito. Fra i vantaggi della fusione vi sono:
– abbondanza ed economicità dei combustibili, facilità di estrazione, distribuzione geografica omogenea
– assenza di scorie
– rispetto dell’ambiente e zero impatto da estrazione dei combustibili
– assenza di emissioni di gas a effetto serra
– sicurezza intrinseca
– sviluppo di tecnologie innovative applicabili in numerosi campi.
Da non trascurare l’impegno che verrà profuso per consentire un ritorno di energie impiegate nel processo di produzione di energia elettrica pari, se non superiore, a quello impiegato. Al momento questo rapporto è pari allo 0,65 – di fronte ad 1 Kw. Impiegato il ritorno è Kw.0,65 – sia pure destinato ad essere incrementato grazie allo sviluppo tecnologico.  Tuttavia anche in presenza di questi risultati la ricerca sulla fusione, inoltre, ha già portato allo sviluppo di tecnologie innovative applicabili nel campo della salute, dei materiali hi-tech e della difesa del territorio.

Ferrovie dello Stato Italiane presenta il nuovo Polo Mercitalia

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le Ferrovie dello Stato Italiano presentano il primo servizio al mondo di alta velocità dedicato alle merci. Il Polo Mercitalia nasce nel 2017 quale Gruppo FS Italiane che operano nel “business” del trasporto delle merci e nella logistica con finalità indirizzate nell’ottimizzazione dei servizi del trasporto delle merci e relativi servizi.

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Ad oggi si compone di sette società che hanno in Mercitalia Logistics, la capogruppo e alla quale si riferiscono Mercitalia Rail, trasporto merci in Italia; TX Logistik, trasporto merci in Germania e in diversi paesi europei; Mercitalia Intermodal, trasporto combinato Strada/Rotaia in Italia; Mercitalia Shunting & Terminal, attività di primo e ultimo miglio ferroviario e uno dei maggiori gestori di “inland” in Italia; Mercitalia Maintenance, specializzata nella manutenzione di carri ferroviari; TERALP (Terminal Alp Transit), società che ha come finalità la realizzazione di infrastrutture terminalistiche all’avanguardia.

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Al momento il fatturato consolidato di questo Polo è di oltre un miliardo di euro l’anno ed occupa più di 5 mila addetti sia in Italia che all’estero e dispone, inoltre, di una delle flotte più importanti di locomotori e carri in Europa. Importante è anche l’investimento previsto che ammonta ad un miliardo di euro per i prossimi cinque anni. In relazione al piano d’investimenti previsti è stata presentata la prima di 40 locomotive E494 di ultima generazione, costruita negli stabilimenti di Vado Ligure (SV) da Bombardier, con una potenza di 6,4 MW ed una velocità massima di Km.140 orari dotata dei più moderni sistemi di sicurezza e confort per il personale.

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Il potenziamento ferroviario del trasporto merci riveste una particolare importanza per le sue caratteristiche di sostenibilità e ridotta emissione di CO 2 nell’atmosfera. E’ questo l’argomento principe in questi giorni dibattuto e supportato da manifestazioni tornate di grande attualità e che confermano, tra l’altro, anche la grande importanza delle scelte aziendali compiute dalle Ferrovie dello Stato Italiane.