Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
“Turismo come ecosistema. Il turismo non è quanto cresce, ma come cresce. Il turismo non è solo produzione perchè il suo tempo é il tempo del mercato”. Questi i messaggi lasciati dalla Presidente Marina Lalli al termine del suo incarico quale preziosa eredità lasciata al subentrante Massimo Caputi per il mandato 2026-2030.
I lavori sono stati aperti dal Ministro al Turismo Gianmarco Mazzi che dopo i saluti d’obbligo ha confermato le intenzioni del governo al sostegno di questo importante settore dichiarando: “…..Noi dobbiamo sostenere il nostro turismo, come fanno gli altri Paesi. Su questo, forse, abbiamo da imparare da loro. Occorre un atteggiamento responsabile, dal momento che la comunicazione impatta su un settore trainante dell’economia nazionale”
Da comunicato stampa: “Tecnologia, sostenibilità, finanza e creatività, capace di attivare filiere produttive trasversali. Un mercato sempre più attrattivo per operatori e investitori internazionali che per essere competitivo necessita di strategie industriali e strumenti finanziari adeguati. Il settore resta esposto alle dinamiche globali e alle crisi geopolitiche, mentre la competizione internazionale si intensifica. Da qui l’esigenza di un approccio integrato che punti su infrastrutture digitali e sostenibili, innovazione dell’offerta e strumenti fiscali adeguati. Gli scenari della spesa turistica internazionale; gli investimenti globali e le opportunità per l’Italia, oltre che gli strumenti per attrarre capitali e sostenere la crescita delle imprese sono stati i temi al centro della tavola rotonda moderata da Dario Maltese, giornalista e conduttore del TG5, alla quale sono intervenuti: Chiara Caruso, Direttrice Fondo Turismo Cdp Real Asset SGR; Marina Lalli, Presidente Federturismo Confindustria; Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato Invitalia; Anna Roscio, Direttrice Sales & Marketing Imprese Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo; Stefano Sardo, Managing Director EMEA Certares e Luca Staglianò, General Manager, Merchant Services, American Express Italia.

Dagli interventi è emerso come negli ultimi anni si sia assistito a una crescente diversificazione delle fonti di finanziamento: ai tradizionali prestiti bancari si affiancano oggi fondi di investimento, partenariati pubblico-privati e modelli asset-light che aumentano la flessibilità delle imprese.
In questo contesto, finanza e credito assumono un ruolo sempre più strategico, diventando fattori abilitanti per lo sviluppo del turismo. Garantire un accesso più equo e consapevole alle risorse finanziarie significa sostenere un settore che contribuisce in modo determinante alla valorizzazione economica e culturale dei territori.
Tra le iniziative presentate, il sostegno nel triennio 2023/2025 a 16.500 imprese turistiche con oltre 4 miliardi di euro di investimenti da parte di Invitalia per supportare le imprese sfruttando diversi incentivi come i crediti d’imposta e i contratti di sviluppo rifinanziati con 550 milioni fino al 2029, per sostenere progetti turistici di grandi dimensioni..
In Italia, l’attrazione degli investimenti nel turismo è sostenuta principalmente da fondi strutturali, incentivi legati al PNRR e strumenti, con un forte focus su sostenibilità, digitalizzazione e riqualificazione delle strutture.
Tra le principali misure per il 2026 si segnala il Fondo Turismo che, con una dotazione di 109 milioni di euro, prevede contributi a fondo perduto fino al 30% (massimo 4,5 milioni di euro) e finanziamenti agevolati per interventi di riqualificazione, sostenibilità ed efficientamento energetico destinati a investimenti compresi tra 1 e 15 milioni di euro.
L’Italia si conferma, inoltre, tra i mercati leader nel settore dell’hospitality: nel 2025 gli investimenti nel real estate hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi anni, con il comparto alberghiero seconda asset class per capacità di attrazione dei capitali, subito dopo il retail.
Parallelamente cresce il peso dei pagamenti digitali, che stanno progressivamente superando l’uso del contante. Una trasformazione destinata a consolidarsi, in linea con le nuove esigenze dei turisti e con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema Paese.
La competitività del turismo si gioca sempre più su una visione sistemica, in cui digitalizzazione, sostenibilità, riqualificazione delle strutture e diversificazione dell’offerta risultano strettamente interconnesse. La sfida non è soltanto sostenere la crescita del settore, ma trasformarne il modello di sviluppo, rendendolo più equilibrato, resiliente e capace di generare valore diffuso per territori e comunità”.


