Mud and Bones – Ossa e fango nella rappresentazione del passato

Testo e foto di Donatello Urbani

La dizione inglese del titolo può essere forviante nella lettura di questa mostra allestita nello spazio espositivo dell’Accademia di Romania, se fosse interpretata come punto di riferimento di stili artistici sorti e prosperati nel mondo anglosassone ed in particolare statunitense. Presentare eventi storici e politici legati ai passati regimi, in particolare quello comunista, è il tema presente in tutte le opere in esposizione che hanno la particolarità di essere state prodotte dal 2015 in poi da artisti nati negli anni 80 del passato secolo quando il  regime comunista, con i suoi campi di sterminio e le prigioni politiche, già non esisteva più dal  1989. L’opera principale a cui far riferimento è “Reeducation”, una grande tela di 7 metri per 3 realizzata nel 2015 da Mircea Ciutu, artista nato a Bucharest nel 1986, che con ampi riferimenti stilistici all’action painting, ci racconta, come affermato nel corso della conferenza stampa inaugurale, “la sua percezione sui campi di rieducazione istituiti da Nicolae Ceausescu”.

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Una stima postuma alla caduta del regime comunista indica in circa due milioni il numero di persone vittime della repressione incarcerate in una delle 44 prigioni oppure deportate in uno dei settanta campi di lavoro forzato. Di queste solopochi più di duecento hanno resistito eroicamente senza cedere alla rieducazione, tutte le altre, anche loro malgrado, furono costrette a chinare la testa davanti ai persecutori. Un omaggio postumo a questi eroi, facendo un processo alle intenzioni dell’artista, penso sia la lettura verace di questa opera. Identica interpretazione può essere vista nelle due opere di Remus Ilisie, sia in “From dust till dust” del 2016, serie di due ready made con terra, spine, elmetto e stivali della prima guerra mondiale.

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Di rimando nella installazione luminosa “The golden Skulls” l’omaggio in questa occasione è reso alla comunità di Rosia Montanà che ha combattuto contro le miniere d’oro che nuociono tanto alla salute quanto al territorio abitato dalla popolazione. L’altra opera esposta dal titolo Black-Holes è un video di 2,15’ realizzata nel 2015 da Vanessa Gageos, artista nata a Cluj-Napoca nel 1986, in cui la realtà quotidiana, “con la politica e le retoriche politiche”,(come affermato nel corso della conferenza stampa), “nel loro recinto dorato, sfuggono di mano e diventano fango, travolte e triturate dalla macina che tutto inghiotte (simboleggiante forse la guerra)”.

Roma – Accademia di Romania – Piazzale Josè de San Martin, n.1 fino al 31 gennaio con ingresso gratuito. Sono previste visite guidate ed attività didattiche, per questo si consiglia di consultare il sito http://www.accademiadiromania.it

Indonesia, una comunità di valori che unisce i nostri due paesi

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Si è tenuto il 16 gennaio c.m. presso l’Ambasciata dell’Indonesia a Roma un convegno sulle relazioni commerciali, culturali e diplomatiche del governo indonesiano per il 2019 in occasione del 70^ anniversario delle relazioni diplomatiche fra i due paesi: Indonesia e Italia,  alla presenza di S.E. Sig.ra Esti Andayani, Ambasciatore della Repubblica dell’Indonesia in Italia, prima donna ambasciatrice presso lo Stato italiano. Dopo la dettagliata presentazione dei molteplici aspetti politici ed economici che hanno caratterizzato la vita della Repubblica Indonesiana nello scorso anno, presentata dalla stessa Ambasciatrice, si sono succedute varie relazioni, tutte di notevole spessore, svolte da  Francesca Manenti, analyst Cesi, Francesca Dionisi Vici, V.P. International Affairs ENI, Simona Martorelli, Head of International relations RAI, Jacopo Cappucio, Indonesia Meet Italy Association.

IMG_20190116_121542                                                                 L’intervento della Dott.ssa Francesca Manenti, analyst Cesi,

A Roma, insieme a Napoli e Firenze, un ricco calendario di eventi culturali farà da supporto alla “Settimana Indonesiana” che dal 21 al 30 settembre celebrerà  l’istituzione delle relazioni diplomatiche fra le due repubbliche. La moda e i tessuti saranno parte attiva in occasione di speciali manifestazioni  di moda quali Alta Roma dove  con la collaborazione della Koefia Academy verranno presentati modelli realizzati con tessuti batik.

Per tutti gli eventi in programma consultare il sito www.kemlu.go.id/rome. Terima Kasih

 

Discreto Continuo – Alberto Bardi. Dipinti dal 1964 al 1984 Una grande mostra antologica al Casino dei Principi di Villa Torlonia per ricordare l’artista e l’uomo di cultura

Testo e foto di Donatello Urbani

Il centenario della nascita di Alberto Bardi, uomo di cultura a tutto tondo, viene ricordato nella sua città d’adozione, Roma, con una mostra al Casino dei Principi di Villa Torlonia, visibile fino al 31 marzo 2019 dal titolo “Discreto Continuo – Alberto Bardi. Dipinti 1964 – 1984”. E’ questa  la prima grande antologica che la città di Roma dedica al pittore, dopo quella realizzata nel Museo di Roma in Palazzo Braschi nel 1985, l’anno seguente alla sua scomparsa. In mostra oltre settanta opere, tra le più rappresentative della lunga attività dell’artista, che iniziò ad avvicinarsi alla pittura sin da giovane, affiancando la carriera di pittore alla sua attività politica e di uomo di cultura.

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Per comprendere a fondo le opere di questo artista è necessario partire dalla sua vicenda politica che lo vide figura di primo piano nella guerra di liberazione dal nazifascismo. Ci dicono i suoi cronisti: “L’8 settembre del 1943 Bardi si unì alle prime formazioni partigiane, assumendo il comando dell’8^  brigata Garibaldi, con il nome di “Falco”. In seguito, prese il comando della 28^ Brigata GAP “Mario Gordini”, con cui nel dicembre del ’44 guidò la liberazione di Ravenna, al fianco di Bulow, nome di battaglia di Arrigo Boldrini. Alla fine della guerra, si riavvicinò alla sua prima grande passione, la pittura, frequentando lo studio di Teodoro Orselli e iniziando la collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Ravenna, di cui divenne uno degli insegnanti. Ben presto fu trasferito a Terni, Faenza e infine a Venezia, dove entrò in contatto con l’ambiente artistico della città, frequentando, tra gli altri, Emilio Vedova, Armando Pizzinato e Giuseppe Santomaso. Nel 1961 si trasferì stabilmente a Roma e iniziò a frequentare la Casa della Cultura di cui, a partire dal 1967, divenne Direttore, mantenendo questo incarico fino alla morte, il 29 luglio 1984. Sotto la sua guida, la Casa della Cultura fu un grande centro di riferimento del dibattito intellettuale internazionale, grazie al quale Bardi entrò in contatto con le tendenze artistiche della Capitale, incontrando personaggi come Gastone Novelli, Giulio Turcato e soprattutto Achille Perilli e il critico d’arte Nello Ponente”.

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Partendo proprio da queste note biografiche inizia il percorso espositivo di questa mostra allestita al Casino dei Principi di Villa Torlonia. I primi anni sessanta in cui Bardi muove i primi passi, sono anni di grande interesse artistico in Italia e fedele a  queste tendenze, dopo le prime esperienze figurative, la sua ricerca si pone, come scrivono i curatori: “A metà degli anni Settanta, Bardi passò a una pittura più gestuale, in cui le figure si scompongono e le pennellate si fanno più rapide e aggressive, per passare poi, verso la fine del decennio, a un ulteriore cambiamento in senso strutturalista; una pittura astratto-geometrica, basata sulla proiezione di forme essenziali e di colori riportati alla loro funzione primaria, entrando in una nuova fase, considerata dalla critica la più interessante e affascinante, ossia quella delle textures ottenute con un procedimento innovativo, attraverso un sistema di matrici castellate”.

davPreziosa in proposito è la ricostruzione del suo atelier che offre un prezioso contributo alla lettura delle opere che vi erano prodotte alla stregua di quanto offrono, esposti per la prima volta, alcuni dipinti su fogli di giornale (soprattutto L’Espresso), realizzati da Bardi nella seconda metà degli anni ’60. Sono pennellate rapide, di getto, nel tentativo di sintetizzare colori, gesto e istinto creativo. Chiude la mostra un’ampia documentazione fotografica, relativa agli anni in cui l’artista ricoprì il ruolo di Direttore della Casa della Cultura di Roma.Il catalogo della mostra, curato da Claudia Terenzi, è pubblicato dalla casa editrice 900 Libri con l’art direction di Riccardo Pieroni.

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Roma Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, via Nomentana 70, Roma, fino al 31 marzo 2019 con orario da martedì a domenica ore 9.00-19.00.  Biglietto d’ingresso al Casino Nobile e Mostra presso il Casino dei Principi € 8,00 biglietto intero per i residenti a Roma; € 7,00 biglietto ridotto per i residenti a Roma; € 9,00 biglietto intero per i non residenti a Roma; € 8,00 biglietto ridotto per i non residenti a Roma. Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile e Mostra presso il Casino dei Principi € 10,00 biglietto “integrato” intero per i residenti a Roma; € 8,00 biglietto “integrato” ridotto per i residenti a Roma; € 11,00 biglietto “integrato” intero per i non residenti a Roma; € 9,00 biglietto “integrato” ridotto per i non residenti a Roma. Ingresso con biglietto gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Ingresso gratuito per i possessori della MIC Card.Info Mostra 060608 www.museivillatorlonia.it; www.museiincomune.it

“Le stagioni Russe” si chiudono a Roma con due grandi mostre: “Trilogia dantesca”,di Alexey Blagovestnov e “Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevic” a Piazza San Pietro

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le stagioni russe è un progetto culturale internazionale che partito dal Giappone nel 2017 arriverà in Germania nel 2019 passando in questo anno 2018 per l’Italia. L’apertura delle Stagioni Russe che  si sono  svolte in Italia è avvenuta il 14 gennaio 2018 a Roma in occasione della tournée  del Teatro accademico statale Mariinskij diretto dal maestro V.A. Gherghiev. Le manifestazioni culturali  inserite nel calendario italiano sono state seguite da oltre sei milioni di persone ed hanno interessato spettacoli che hanno coinvolto compagnie russe di rilievo: musicali (che variano da musica classica al jazz), liriche, di balletto, drammatiche e tradizionali; mostre di opere provenienti dalle più importanti collezioni museali russe; programmi russi da presentare alle più grandi fiere e i festival; performances organizzate per le occasioni particolari e molto altro.

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Il Teatro russo “Bol’shoj” dopo più di 10 anni è tornato con la tournée alla Scala di Milano dove ha presentato due spettacoli: “La Bayadère” e “La bisbetica domata”. I più memorabili eventi sono stati anche: esposizione delle opere di Marc Shagall provenienti dalla Galleria Tret’jakov, mostra “Il secolo dei musei. 100 capolavori delle residenze degli imperatori russi: Peterhof, Tsarskoje Selo, Gatcina, Pavlovsk”, per la prima volta il pubblico italiano ha assistito allo spettacolo sul ghiaccio “Romeo e Giulietta” andato sul palco storico dell’Arena di Verona e a una serie di eventi e mostre allestite dall’Accademia delle Belle Arti a nome di I.E. Repin. Il 19 dicembre 2018 si è tenuta una conferenza stampa presso il Centro Russo per la Scienza e la Cultura di Roma, dedicato alla chiusura delle “Stagioni russe” in Italia.

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All’evento hanno partecipato il Ministro della Cultura della Federazione Russa Vladimir Rostislavovich Medinsky, Ministro per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana Alberto Bonisoli, Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro, direttore principale dell’Orchestra Sinfonica del Bol’shoi di P.I. Čajkovskij, artista popolare dell’URSS Vladimir Ivanovich Fedoseev, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Federazione russa nella Repubblica italiana e nella Repubblica di San Marino, in sostituzione Sergey Sergeyevich Razov. Il seguito internazionale di questa iniziativa avverrà in Germania e in Russia il 7 gennaio 2019.  Alle 20, 00 si svolgerà la cerimonia d’apertura del progetto culturale internazionale «Le Stagioni Russe» alla Filarmonica di Berlino e alle 14:00, stessa location, avrà luogo la conferenza stampa dedicata all’apertura del progetto nella Repubblica Tedesca. Il seguito italiano, comunque, è di grande interesse culturale. Due importanti mostre saranno ancora visibili in particolare per i romani.

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La prima di queste è presente nella bella sede di Palazzo Santa Croce a Piazza Cairoli del Centro Russo di Scienza e Cultura con una mostra che espone le sculture di Alexey Blagovestnov con 15 opere  di grandi dimensioni tra gessi e bronzi che illustrano un tema particolarmente caro a noi italiani: la “Trilogia dantesca, Inferno, Purgatorio, e Paradiso”. Primo tema affrontato è il «Paradiso» (Roma) ha precisi riferimenti al rinascimento italiano (Masaccio, Paolo Uccello, Cosmè Tura e Giorgione).

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Scrivono i curatori: “Le sculture esposte fanno parte della serie Boustrophedon  esaltano l’unione armoniosa tra l’uomo, l’arte e la natura”. Secondo tema proposto è il «Purgatorio» (Parigi), In questa seconda sala sono esposte le opere eclettiche come «Basilio il Benedetto», ispirate all’arte plastica di Rodin e Giacometti. Di queste opere scrivono i curatori: “Così anche  Il cavaliere di Khvalynsk ci ricorda Il cavaliere rosso di  Petrov-Vodkin, e Fra’ Angelico che rende omaggio al Beato Angelico”. Ultimo tema presente nella terza sala l’“Inferno” (Mosca) illustra un mondo di contrasti, tra colori e materiali diversi, come gesso e metallo («Caravaggio»).

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La seconda mostra di dipinti russi (Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevich) è stata allestita nel Braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani e presenta ben 54 opere tra le più famose dell’arte russa, fino al prossimo 16 febbraio 2019. La mostra è in parallelo con quella dei Musei Vaticani del 2016 con l’esposizione a Mosca di 42 quadri di straordinario valore  in una rassegna che prese il titolo di “Roma Aeterna. I capolavori della Pinacoteca Vaticana. Bellini, Raffaello, Caravaggio”. In questa  mostra sono presenti opere di proprietà della Galleria Tretjakov. Il percorso espositivo,  oltre a una selezione di pregevoli antiche icone,  presenta alcune delle più famose opere pittoriche che hanno fatto la storia  della cultura russa dell’Ottocento e inizio Novecento con autori quali Kramskoj, Perov, Ge, Nesterov, Vrubel’, Petrov-Vodkin, Kandinskij, per finire con il celebre Quadrato Nero di Malevich, l’opera che nel 1915 inaugurò la corrente astrattista dell’arte contemporanea russa.

Roma:  Centro Russo per la Scienza e la Cultura – Palazzo Santa Croce – Piazza Benedetto Cairoli,6;

Roma: Città del Vaticano – Braccio di Carlo Magno – Fino al 16 febbraio 2019 nei giorni giovedì e venerdì dalle ore 9,30 alle ore 17,30. Mercoledì dalle ore 13,30 alle ore 17,30. Sabato dalle ore 10,00 alle ore 17 domenica chiuso.  Ingresso gratuito

Coversation Piece / Part V – In mostra alla Fondazione Memmo -scuderie di Palazzo Ruspoli – cinque giovani artisti, italiani e stranieri, temporaneamente presenti a Roma

Testo e foto di Donatello Urbani

Il sottotitolo di questa mostra “Non v’è più bellezza, se non nella lotta”che ci rimanda a quanto scritto sul manifesto del Futurismo da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909, s’identifica nelle opere di questi artisti  che testimoniano, come scrivono i curatori: “una presa di posizione politica ed intellettuale, rivendicandone un’autonomia di libertà che tocca la sfera civile, ma anche come manifestazione del sé e dell’interiorità, legata a una dimensione più intima. Le opere in mostra sono sotto vari aspetti e in diverse eccezioni, manifesti di poetiche e pratiche  eterogenee, con le quale gli artisti sono in dialogo sia tra loro che con gli spazi della Fondazione Memmo e con Roma.

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Città da sempre paradigma della ricerca artistica, luogo privilegiato per la produzione di opere d’arte, oggetto o ispirazione di numerose teorie trasversali agli stili, alle epoche e al gusto.” Il primo impatto, una volta all’interno dell’area espositiva, si ha con le opere di Marinella Senatore rappresentate da stendardi da processione rivisitati in chiave contemporanea, striscioni con frasi che invitano alla lotta, poster con riflessioni poetiche sul concetto di rivoluzione e partecipazione popolare sovrastati tutti da una luminaria simile a quelle presenti nelle feste  dei piccoli centri del sud-Italia che inneggia a una corsa liberatoria “Renn lieber, renn” mentre una bicicletta, su cui sono stati installati dei megafoni si propone come mezzo per partecipare a un corteo di protesta.

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Di diverso contenuto le opere del giovane artista tedesco Julian Rosefeld, borsista all’Accademia Germanica, che propone una serie di gualdrappe che ci rimandano sia al luogo espositivo, scuderie di Palazzo Ruspoli, sia al monumento equestre a Marco Aurelio della Piazza del Campidoglio. In questa occasione l”adventus principis”, l’ingresso del principe vittorioso, primo cittadino dello stato, è rappresentato dal’”adventus primae legis” con l’ingresso nella comunità civile delle norme della costituzione, prima legge dello stato, riportate in chiare lettere sulle gualdrappe.

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I due artisti piacentini Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi hanno riportato su migliaia di fanzine, che vengono distribuite ai visitatori, la loro esperienza maturata  in Giamaica nel corso delle loro riprese sul Negus. Una grafic novel frammentaria, un manifesto personale sul culto “Rastafari” che l’anziano giamaicano aveva chiesto a questi due giovani artisti di diffondere il più possibile partecipandolo fra i loro concittadini una volta rientrati in patria.

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Le opere che Rebecca Digne, francese e borsista all’Accademia di Francia – Villa Medici -, ci presenta affrontano due diversi temi: un video che documenta il percorso che ha compiuto da Napoli a Marsiglia contrassegnato da una corda, e una serie di undici sculture della serie “A perdere”  come vuole la tecnica della cera persa, che fanno riflettere su due temi importanti: precarietà e trasformazione, specchio della precarietà e transitorietà delle nostre esistenze.

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Roma – Fondazione Memmo – Via Fontanella Borghese, 56/b fino al 24 marzo 2019 tutti i giorni dalle ore 11,00 alle 18,00 – martedi chiuso – . Informazioni; 06.68136598 –  e.mail : info@fondazionememmo.it sito www.fondazionememmo.it

Collecting Matta-Clark : La raccolta Berg. Opere, documenti e ephemera in mostra all’Accademia di San Luca fino al 25 febbraio 2019.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il percorso espositivo allestito in parte nelle sale al piano terra ed in parte sulla rampa di accesso ai piani superiori dell’Accademia di San Luca, propone opere originali, disegni, fotografie vintage, cibachrome, filmati originali e un’ampia serie di documenti quali cataloghi, libri d’artista e articoli di giornale: le ephemera, tutto proveniente dalla collezione di Harold Berg, cileno apolide di stanza a Barcellona che ha raccolto in più di dieci anni di appassionate ricerche i lavori dell’artista Gordon Matta-Clark (New York 1943 – 1978).

20181214_111517_001                         Gordon Matta-Clark:Jacks (trees and cars) – 1971/1972. Inchiostro nero e pennarelli colorati su carta

La mostra dal titolo Collecting Matta-Clark : La raccolta Berg,  si propone una doppia finalità: rendere omaggio a questo artista statunitense, valido esponente della beet generartion, e porre l’accento sulla pratica di come collezionare documenti e testimonianze relative alle arti figurative sia un’operazione dall’alto valore culturale e altamente responsabile. L’esposizione offre, inoltre, una  testimonianza  della vita presente nella SoHo di New York nei primi anni Settanta: dall’esperienza degli interventi sugli immobili dismessi al ristorante “Food”, fondato dallo stesso Matta-Clark con la sua compagna performer Carol Goodden, divenuto punto d’incontro della vivace scena artistica americana.

20181214_120344                                                  Matta-Clark con la sua compagna Carol Goodden sulla porta del ristorante a SoHo

Documento interessante è quello esposto proprio nella rampa di accesso ai piani superiori dell’Accademia di San Luca che elenca i clienti frequentatori del ristor-food a SoHo fra i quali figurano anche Yoko Ono  e John Lennon dei Beatles. Da non dimenticare poi  gli interessi di questi artisti  quali Laurie Anderson, Tina Girouard, Suzanne Harris, Jene Highstein, Bernard Kirschenbaun, Richard Landry. Jeffrey Lew, Richard Nonas e lo stesso Matta-Clark per la “Anarchitecture”  e le loro attenzioni al rapporto, come scrivono i curatori: “tra architettura, design e contesto sociale in nome di una prassi coinvolgente e liberatoria  basata su inedite relazioni spaziali e fisiche, dando una visione dell’arte e dell’architettura capace di schiudersi fino ad emanciparsi dal suo concreto”.

20181214_120626_001                                                                Gli elenchi dei clienti frequentatori del ristor Matta-Clark

Strumento indispensabile per avere una precisa cognizione dei temi trattati dalla mostra, è il catalogo, pagine  291 bilingue italiano-inglese , dove, insieme ad altri contributi di notevole interesse,  il cocuratore Gianni Dessì è autore di un’interessante introduzione che anticipa l’intervista rilasciata da Harold Berg al curatore Federico De Melis.

Roma – Accademia Nazionale di San Luca – Piazza dell’Accademia di San Luca, 77 con ingresso gratuito tutti i  giorni esclusa la domenica ed il 31 dicembre con orario dalle 10,00 alle 19,00. Informazioni tel. 06.6798850 e www.accademiasanluca.eu/itsegreteria@accademiasanluca.it

Roma – Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX

Mariagrazia Fiorentino

Il 14 dicembre u.s. é stata presentata presso lo stesso Museo la prima guida di approfondimento sulla storia del Villino Boncompagni – Ludovisi e dell’attuale utilizzo come Casa Museo.

Guida Boncompagni                                                        Foto courtesy Ufficio Stampa Polo Museale del Lazio Marco Sala –

Nel suo intervento la dott.ssa Edith Gabrielli, Direttore del Polo Museale del Lazio, ha tenuto a precisare: “…questa guida è come assaggiare un piatto prelibato…”. Il volume tratteggia la storia e le prospettive di una casa museo del XX secolo. Il villino legato nel 1970 da Alice Blanceflor Boncompagni Ludovisi de Bildt allo Stato italiano affinché fosse adibito a “scopi artistico – culturali di pubblica utilità”, ha aperto nel dicembre 1995 come Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX per dare compiuta attuazione alle volontà testamentarie della principessa. La collezione in esso contenuta, oltre a esporre in maniera permanente gli arredi originali, pone in rilievo l’arte decorativa dal 1900 al 1950, l’evoluzione della moda dalla fine del XIX secolo fino agli ultimi decenni del Novecento e ripercorre una storia per immagini della Moda, del Costume e delle loro trasformazioni a cavallo tra i due secoli attraverso dipinti a firma dei più importanti artisti dell’ Ottocento e del Novecento italiano. La guida è articolata in cinque sezioni che trattano della storia del villino e delle trasformazioni del rione Sallustiano, della collezione di porcellane a firma Meissen parte del lascito testamentario della principessa de Bildt, del nucleo di bronzi, ceramiche e vetri in stile Liberty e Decò, dei dipinti del XIX e XX secolo, degli abiti e accessori di Alta Moda.

La guida, edita da Artemide Edizioni, pag.95 costo €.20,00 si avvale di apporti scientifici e approfondimenti di notevole valore culturale,

Roma – Museo Boncompagni – Ludovisi Via Boncompagni, n. 18.  Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.00) Ingresso gratuito; chiuso il lunedì tel. +39 06 42824074

 

OPERA GOURMET A WEGIL: lo spazio creativo voluto dalla Regione Lazio per progetti culturali innovativi, eventi e mostre ha ospitato sabato 23 u.s. una cena gourmet ispirata a La Traviata di Giuseppe Verdi

Testi e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

A un anno dalla sua apertura questo nuovo hub culturale  voluto dalla Regione Lazio che ha riportato a nuova vita  un edificio di Trastevere in avanzato stato di decadenza grazie all’Art Bonus voluto dal precedente Ministro dei Beni Culturali e Turismo con il preciso intento di dare spazio a mostre , spettacoli, eventi enogastronomici, incontri e conferenze, ha offerto i suoi spazi a una riduzione dell’opera originale di Giuseppe Verdi “La Traviata” raccontata per flashback, nel rispetto del filo drammaturgico, in cui le parti ridotte sono raccontate dalla voce narrante del Dottore Grenvil attraverso le fonti letterarie. Il programma è iniziato,  alle 20.00, con un cocktail in attesa  delle 20,30, ora d’inizio dello spettacolo  diretto dal  maestro concertatore Andrea Deutsch Gottfried.

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Tutto parte con il ritrovamento da parte del dott. Grenvil di alcune lettere che lo portano a ricordare la storia struggente di Violetta, donna anticonformista, e del suo amore per i Germont: quello appassionato per Alfredo e quello filiale per il padre Giorgio. L’opera che ci ha presentato la compagnia FuoriOpera (fondata a Milano nel 2015) presenta, per la prima volta a Roma, pur in formato ridotto non ha perso niente in termini di accessibilità popolare, anzi ha aggiunto alle caratteristiche originali un’esperienza immersiva e coinvolgente, in cui il pubblico siede tutto intorno alla scena, senza barriere.

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Non si possono lasciar passare inosservate le valide interpretazioni degli artisti principali in cui Emanuela Eyebename Scirea, nelle vesti di Violetta, carica il personaggio di un fascino esotico quanto raffinato alla quale si accompagna la non minor interpretazione di Alessandro Mundula in Alfredo per il suo struggente romanticismo. Di tutti sono state apprezzate le eccellenti doti canore con frequenti applausi fuori scena protratti a fine rappresentazione per molto tempo che hanno coinvolto, meritatamente, anche il maestro concertatore Andrea Deutsch Gottfried a la pianista Yuka Gohda.

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Così, senza barriere, la serata “Opera Gourmet” si è conclusa con una cena ispirata a “La traviata”, con il preciso intento di tradurre la musica nel piatto grazie a un vario quanto saporito menu della cucina giudaico-romanesca, pietanze tutte gluten free e tutte vegetariane, escluso il tortino di aliciotti con indivia, preparato da Le Bonton Caterig,  alle quale hanno partecipato anche gli artisti offrendo ai partecipanti l’occasione d’intrattenersi con i personaggi per un corale brindisi e prolungare così piacevolmente questa bella l’esperienza.

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Anche i locali WeGil di via Ascianghi, 5 meritano una segnalazione: entro settembre 2019 sarà completata la prima fase dei lavori di ristrutturazione del piano interrato e del secondo piano, dove avrà sede la Scuola d’Arti Cinematografiche Gian Maria Volonté, un polo di formazione triennale gratuita dedicato ai ragazzi tra i 18 e i 29 anni che coinvolgerà importanti personalità del mondo del cinema e i cui allievi saranno selezionati tra giugno e settembre 2019 per avviare le attività tra settembre e ottobre. Saranno realizzate aule interdisciplinari, aule di montaggio audio/video, una sala mix cinematografica e un’aula magna per incontri e proiezioni. I lavori saranno completati entro marzo 2020 e nei nuovi spazi troverà sede il Polo di Formazione per i dipendenti regionali e per gli stakeholder della Regione Lazio come i comuni, le ASL e gli enti locali e la Scuola di Formazione Enogastronomica gestita daArsial con il supporto tecnico di Agro Camera – Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Quest’ultima sarà un polo di eccellenza nella formazione eno-gastronomica per i ragazzi degli istituti tecnici professionali e per l’aggiornamento degli addetti ai lavori e degli appassionati per valorizzare il paniere delle eccellenze del territorio, la cultura del cibo e la biodiversità della regione. Saranno realizzati: cooking show, laboratori tecnici, percorsi formativi e percorsi di aggiornamento per addetti ai lavori e operatori.

Maggiori informazioni sulle attività della Compagnia Fuori Opera su Facebook Fuori Opera   ed e.mail info@fuoriopera.it

Roma Palazzo Barberini – Presentazione dei risultati del progetto “WeACT3”.

Mariagrazia Fiorentino

In un luogo affascinante per l’arte e la cultura, nel salone dipinto da Pietro da Cortona il 13 c.m., con l’Associazione Civita, nella figura del Presidente Gianni Letta,  insieme alle Gallerie Nazionali di Arte Antica sono stati presentati i risultati del progetto WeACT3 – La tecnologia per arte, cultura, turismo, territorio, un’iniziativa di partenership pubblico-privato volta alla valorizzazione delle Gallerie alla presenza del Ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli. Nel suo intervento il ministro ha tenuto ad evidenziare che “quando le energie si mettono insieme pubblico e privato si hanno risultati stupefacenti”.

image006 Sarà possibile utilizzare l’applicazione in varie soluzioni, monitorare la sicurezza degli edifici, la digitalizzazione e utilizzare al meglio le risorse. Ne hanno parlato esperti di gestione del prodotto e giovani, dove la creatività e la voglia di avere dei risultati è stata fondamentale. Un progetto comune in cui innovazione, tecnologia sono determinanti. Il Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, Flaminia Gennari Santori, nel ringraziare tutti per la fattiva collaborazione ha voluto menzionare Maria Bonmassar per la preziosa collaborazione avuta in questo progetto.

Per saperne di più www.weact3.itwww.civita.it

Roma Tiburtina – Gettate le premesse di un importante polo con interessanti ritorni turistici che sta per nascere intorno alla stazione ferroviaria.

Testo e foto di Donatello Urbani

Tramite la società FS Sistemi Urbani, controllata al 100% dalle Ferrovie dello Stato Italiano, viene posto in vendita il patrimonio divenuto non più funzionale all’esercizio ferroviario anche a seguito dell’ammodernamento delle linea ferroviaria. In questa operazione sono coinvolte aree e fabbricati, fino ad oggi pertinenti alle principali stazioni presenti sia nelle grandi città che in molti centri abitati di provincia, ubicate per le più in zone centrali e di forte richiamo commerciale oppure turistico come nel caso delle aree pertinenti la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina messa in vendita in questi giorni e per la quale le offerte di acquisto dovranno pervenire entro le ore 12 del 15 marzo 2019 partendo da una base d’asta di €.12.450.000,00. L’area interessata ha un’estensione di mq.7.200, adiacente all’ingresso lato nomentana della stazione di Roma Tiburtina già inclusa in un piano di rigenerazione urbana concordato con l’amministrazione comunale di Roma Capitale.

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L’Accordo di Programma tra  le due amministrazioni prevede la  trasformazione di  un settore urbano di 92 ettari intorno alla Nuova Stazione  Alta Velocità di Roma Tiburtina. Sono previsti: Servizi privati (direzionale, commerciale e ricettivo) per complessivi 150.900 m2 di diritti edificatori: Nuovi servizi di stazione per circa 50.000 m2; Nuova viabilità, Parcheggi pubblici per100.000 m2; Verde pubblico su un’area di circa 7 ettari. Il Gruppo FS, di concerto con Roma Capitale, cura lo sviluppo del piano urbanistico, oltre la valorizzazione e la vendita dei lotti edificabili. Il primo lotto è stato già venduto a BNL che ha già inaugurato la nuova sede nazionale. Il secondo lotto è stato venduto all’Università Sapienza che sta realizzando laboratori di ricerca di ingegneria. Le buone prospettive di crescita turistica che la città di Roma lascia intravedere necessitano di opportuni supporti capaci di renderli prima appetibili e successivamente fattibili ed è quanto previsto in questa proposta che le racchiude tutte in sé, senza ombra di dubbio.