Le foto di Tina Modotti in mostra a Palazzo Merulana

A cura della redazione

Questa mostra che vede esposte nel Palazzo di Via Merulana le foto di Tina Modotti é la prima di  una rassegna che prevede altre due esposizioni fotografiche negli stessi spazi fino al 6 aprile con il preciso intento d’indagare, come scrivono i curatori,: “il rapporto tra la fotografia e l’arte in generale con il tema del desiderio, della passione e della bellezza stimolando la ricerca sulle motivazioni e le spinte più profonde che animano i sogni e le azioni quotidiane che puntano alla realizzazione di essi”. Questa che accoglie le opere della fotografa Tina Modotti che verrà inaugurata il prossimo 22 febbraio per proseguire fino al successivo 8 marzo, ha un titolo quanto mai intrigante: “Eros”, che, come ha affermato Maria Cristina Valeri, Presidente dell’associazione Roma Fotografia, organizzatrice di queste rassegne, “vuole delineare, attraverso la fotografia, i contorni e le sfumature della forza straordinaria che muove il mondo: il Desiderio”.  Temi insoliti specie se riferiti a una donna, un’artista oltre le definizioni, oltre il suo tempo degli anni venti dello scorso secolo, che li proietta in una nuova modernità e trova nel “Desiderio” la scintilla per muoversi verso un ideale imprescindibile, una passione irrinunciabile, una volontà tenace, nell’esplorazione di sé e della stessa vita per lei già immortale.

A questa esposizione seguirà la seconda rassegna dall’11 al 22 marzo con le foto di Chiara Caselli: immagini riferite alla contemporaneità intrisa di classicismo. Entrambe le rassegne hanno per protagoniste donne che rappresentano forza, indipendenza, coraggio, emancipazione, e diventano portatrici di un messaggio importante che Roma Fotografia vuole amplificare: la presenza incisiva, attenta, competente e innovativa delle donne in un settore spesso declinato al maschile come la fotografia.

Dal 25 marzo al 4 aprile è il turno di Stelle Silenti, mostra curata dall’Archivio Fotografico dell’Istituto Luce-Cinecittà, composta da 48 stampe fotografiche digitalizzate e restaurate dall’Archivio Fotografico Luce, dedicata al Cinema muto degli anni ’20. Il progetto deve il suo grande valore al Fondo Cinema Muto, costituito da fotogrammi cinematografici originali dei primi del 900 che riguardano scene tratte da film muti.

Queste mostre saranno accompagnate da incontri, workshop, laboratori didattici e un evento di chiusura  di particolare importanza:un incontro con Franco Fontana

Per informazioni e sul calendario completo delle varie iniziative è possibile consultare il sito internet www.roma-fotografia.it

 

Roma: Nuovo Macro Via Nizza– Museo per l’immaginazione preventiva

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

E’ stato presentato il 3 febbraio u.s. il progetto per il nuovo Macro di Via Nizza, con una veste museale completamente innovativa e un giovane nuovo direttore: Luca Lo Pinto. Una persona speciale che si distingue da  tutte le altre per una straordinaria “normalità”, che segue con rigore la sua strada senza scendere a compromessi e scorciatoie per arrivare ai risultati, ma con una grande esperienza maturata come direttore della  Kunsthalle Wien.

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Un progetto che prova a ripensare il museo in forma sperimentale e sempre più inclusivo, che parli ai giovani, un museo gratuito che può dare una diversa lettura. Da comuni stampa: il “Museo per l’Immaginazione Preventiva prende concretamente forma come un magazine tridimensionale, in cui ogni spazio del museo è ripensato come una specifica rubrica. L’architettura fluida che caratterizza il MACRO diventa così la griglia di un’impaginazione aperta a contenuti eterogenei e all’improvvisazione: un centro culturale polifonico dove una struttura editoriale si traduce in una forma vivente.La programmazione non sarà quindi scandita esclusivamente dalle mostre, ma da una serie di formati:

- MONO (Aritmici; Polifonia), monografie interdisciplinari;                           

- MEDIUM (Musica da Camera; In-Design; Studio Bibliografico;Palestra), sezioni dedicate ad ambiti e processi non convenzionali ma oggi centrali nelle pratiche artistiche contemporanee;

- RETROFUTURO, uno speciale display che ripensa la collezione attuale e funge da palinsesto dove esporre le opere di una collezione in fieri dedicata alle nuove generazioni;

- SOLO / MULTI, mostre monografiche, con l’eccezione di qualche collettiva, dedicate a figure fuori formato, coerenti all’attitudine interdisciplinare del museo;

- AGORÀ, il motore discorsivo del museo, con un programma d’incontri a loro volta scanditi in formati;

- EXTRA, che sviluppa sia una MACRO Academy che funga da software per attività di approfondimento e formazione sia uno spazio permanente dedicato all’attività didattica per i bambini.

Senza ignorare le origini e lo sviluppo dell’istituzione museale, credo sia necessario tentare di svincolarsi da modelli che risultano anacronistici rispetto alle complessità e porosità del linguaggio artistico contemporaneo. In un momento storico in cui il concetto di museo e la sua identità sono messi in continua discussione dai mutamenti sociali ed economici nonché dai linguaggi dell’arte stessa, è essenziale sperimentare modelli alternativi dove l’immaginazione possa essere il motore principale. Declinerò l’intera istituzione in una dimensione performativa: un grande stage in cui far convivere situazioni, mostre, progetti con dimensioni spaziali e temporali diversi mirando a coinvolgere il pubblico con una programmazione che sia insieme accessibile ma non d’intrattenimento, comprensibile ma non didascalica. Un’infrastruttura condivisa che possa essere uno spazio per la reciprocità, la convivialità e la messa in discussione del ruolo della produzione artistica e della sua ricezione. L’obiettivo è di mettere a punto una struttura museale elastica e interdisciplinare che pone al centro gli artisti e il loro pensiero. Un museo quale studio di produzioni di immaginari”.

Luca Lo Pinto Direttore artistico del MACRO

Auguri al nuovo Macro di Via Nizza

Roma – Palazzo Bonaparte – Mostra “I love Lego” fino al 19 aprile 2020

Mariagrazia Fiorentino

La mostra della Lego ci fa sentire tutti un po’ sognatori, tanto i bambini, come quelli che non lo sono più. In un gioco di colori e prospettive tra spettacolari diorami e creazioni artistiche con scenari minuziosamente riprodotti e ambienti realizzati in decine di metri quadrati con i mattoncini più famosi del mondo. Costruzioni e non solo. Attraverso una “caccia al personaggio” tra edifici e palazzi, tra galeoni e templi, il visitatore è invitato a cercare personaggi celebri e non, nascosti all’interno delle installazioni: da Harry Potter a Dart Fener.

Una mostra per tutta la famiglia per trascorrere insieme qualche ora spensierata in un mondo immaginario e contemporaneo al tempo stesso. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.mostrepalazzobonaparte.it

Roma – Palazzo della Cancelleria – Mostra di Leonardo

Mariagrazia Fiorentino

Nell’ambito della mostra di Leonardo – Il Genio e le Invenzioni – “Natale con Leonardo”  ben 65 macchine accompagnano i visitatori in questo luogo affascinante dove é conservata nei sotterranei una parte della falda acquifera che scorreva in questa zona e che veniva alimentata dal Canale Euripus. Nell’acqua é presente un sepolcro del 43 a.C. appartenuto ad Aulo Irzio, un tesoro nascosto della Roma sdotterranea visibile grall’apertura di questa mostra.

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Tra le macchine presenti il paracadute, i galleggianti, fatti di otri di pelle gonfi d’aria, la vita di Archimede, il rivoluzionario carro armato, la camera degli specchi, la città ideale, il progetto di Leonardo di una città conmoda e spaziosa caratterizzata da architetture razionali e funzionali, strade ordinate, alte e forti mura, con lo spazio cittadino articolato su diversi livelli. Due nuove grandi attrazioni sono state aggiunte: la realtà aumentata ed il video mapping in 3D sulle invenzioni e sull’affascinante mondo dell’autonomia. Il 2019 é l’anno centenario della morte di un grande italiano così scriveva Padrea Mariano da Torino, uno dei primi divulgatori scientifici della nascente televisione italiana. “Egli  ebbe una personalità veram,ente spiccata, vulcanica che spinta da un ardente ansia di conoscere si é rivolta ad ogni campo dello scibile e dell’operabile: dalla pittura alla meccanica, dall’industria , ast5ronomia, anatoomia e fisiologia, zoologia e botanica, lasciando attonito chiunque lo studi per la genialità delle sue invenzioni e per aver saputo conciliare im modo unico e singolare sciena ed arte”.  Al via la settima edizione el concorso scolastico 201\972020 “Sfida il grande genio”, organizzato dall mostra di Leonardo. IL concorso che da anni viene indetto al fine di dare uno stimolo creativo ai giovani é riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che hanno visitato la mostra. Le domande di partecipazione potranno essere inviate a info@mostradiloenardo.com entro il 31 gennaio 2020.

Roma – Museo Napoleonico: Mostra “Aspettando l’Imperatore Monumenti Archeologia e Urbanistica nella Roma di Napoleone 1809-1814 – Realtà e utopia della nuova Roma imperiale napoleonica nelle collezioni del Museo Napoleonico e del Museo di Roma19 dicembre 2019 – 31 maggio 2020

Mariagrazia Fiorentino

Nello splendido spazio del Museo Napoleonico è stata allestita una piccola mostra che vuole mettere in evidenza la forte identità di Napoleone e i suoi progetti. La mostra curata da Marco Pupillo costituisce una preziosa fonte d’informazione per gli studi storici/artistici e archeologici, attraverso un percorso segnato da 4 sezioni. “Fogli di grande formato e di forte impatto visivo, realizzati con grande cura dei particolari testimoniano una breve stagione di grande effervescenza creativa…”.

Le opere incontrano gli spazi del museo, interpretandone la storia, mettendosi in dialogo con le caratteristiche peculiari del luogo e danno l’incipit a questo percorso.

Ingresso gratuito. Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00. Giorni 24 e 31 dicembre ore 10.00 – 14.00. La biglietteria chiude mezz’ora prima. Giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio.

Il Giardino delle Meraviglie – Opere dell’artista canadese Garth Speight in mostra fino al 19 gennaio 2020 alla Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia

Testo e foto di Donatello Urbani

Chi meglio di un artista con origini canadesi può parlarci delle bellezze della natura? Le opere di Garth Speight hanno per obbiettivo proprio l’esaltazione delle bellezze della natura e quelle esposte alla Casina delle Civette hanno  tutte soggetti naturalistici molti dei quali ispirati al Parco di Villa Torlonia e alla location stessa che le ospita.

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L’ispirazione infatti non si limita al solo parco ma si estende anche alla Casina stessa che a sua volta ospita al proprio interno opere vitree della scuola romana del liberty floreale. Le vetrate volute dal principe Alessandro Torlonia per abbellire la sua dimora, ordinate a Duilio Cambellotti, Paolo Paschetto ed altri e realizzate nella vetreria romana Cesare Picchiarini, trovano un loro corrispondente nelle opere di Garth Speight e completano il percorso museale all’interno di uno stile artistico che, per una serie di ragioni avverse, ha avuto in Italia vita difficile e breve.

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Delle opere in esposizione, scrivono i curatori: “Le superfici incise a dare un effetto di rilievo e il colore che avviluppa le linee quasi geometriche sono gli ingredienti dei quadri, che con la luce possono apparire come delle vetrate multicolori o intricati mosaici. L’artista non propone solo dipinti ma anche ciò che li racchiude, le cornici che lui crea ad hoc per ogni quadro con il quale divengono un tutt’uno. E’ lui stesso ad affermare di voler pensare ai suoi quadri come finestre attraverso le quali guardare e non solo vedere”.

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Strumento indispensabile per una lettura precisa dell’esposizione è il catalogo, ricco di immagini a colori, pagine 50, edito da Edizione Athena Parthenos.  Nell’ambito della mostra ci saranno alcune lezioni sulla storia e la coltivazione di piante e fiori presenti nel parco della villa e nelle opere dell’artista a cura di esperti e collezionisti. Inoltre si terranno una serie di laboratori didattici per adulti e bambini su stampe vegetali. Kokedama e micro giardini tutte in date e orari indicati sul sito del museo.

Roma – Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia – Via Nomentana, 70 fino al 19 gennaio 2020 dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00. Biglietto d’ingresso intero €.6,00 – ridotto €.5,00. Sono previste gratuità ed agevolazioni varie riportate sul sito www.museivillatorlonia.itwww.museiincomune.it –  tel.060608.

The Dark Side – Chi ha paura del Buio? – Paure e bellezza in mostra al Museo Musja fino al 1 marzo 2020

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Lo spazio museale voluto da Ovidio Jacorossi nell’originale sede romana della famiglia accoglie, a cura del critico d’arte Danilo Eccher, un’esposizioni di arte contemporanea che ruota intorno alle paure, ai pregiudizi e luoghi comuni presenti fra gli esseri umani, fin dalla loro prima presenza sul pianeta, con il preciso intento di sdrammatizzarli e renderli innocui attraverso la bellezza dell’arte.

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Le opere esposte lungo il  tortuoso percorso che un tempo erano deposito e magazzino della famiglia Jacorossi, commercianti in prodotti per riscaldamento, sono state selezionate dal curatore sia per creare sui visitatori una suggestione sul tema della paura sia per portarlo di fronte alle tendenze dell’arte contemporanea facendogli vivere ed analizzare in prima persona, come scrive il curatore: “esperienze sensoriali a tattili, visioni teatrali e magiche, rituali e ambientazioni, ansie che precedono forme diverse ed inattese per poi dissolversi”.

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Il tutto ruota intorno al lato oscuro che è dentro di noi, quello che quotidianamente pone sulla strada di ognuno, difficoltà, pregiudizi, inciampi, paure, spesso fantasiose più che reali, che, se visti in oscurità, sembrano terribili ma una volta alla luce sole sono tante vicende che debbono essere attentamente riconosciute , accettate e vissute nel modo più naturale possibile. Così fra percorsi al buio e mostri in carta pesta spicca un lungo becco rosso dell’uomo uccello di Gino de Dominicis seguito dalle opere di altri 12 artisti, scelti da Eccher, con l’intento di sollecitare quel lato oscuro che si manifesta in tante paure ancestrali sempre presenti nell’animo umano sia pure in forme più o meno latenti.

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Una serie d’incontri tematici, coordinati  da Federico Vercellone, ordinario di Estetica al Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino, accompagneranno questa rassegna lungo tutto il periodo di esposizione previsto.

Roma – Via dei Chiavari, n.7/8 fino al 1 marzo 2020 dal martedi al venerdi con orario 11/12,30  – 14,30/19; sabato e domenica orario continuato fino alle ore 20,00. Biglietto d’ingresso  intero €.13,00- ridotto €.11,00. Sono previste varie forme di agevolazioni: Informazioni tel.06.8210273 – 06.5077351 – email: info@musja.it – sito web: www.musja.it

Il Leone e la Montagna – Scavi italiani in Sudan – Esposti al Museo d’Arte Antica Giovanni Barracco fino al 19 gennaio 2010 preziosi reperti frutto delle campagne di scavo italiane in Sudan

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Questa piccola quanto interessante rassegna, allestita su due piani del Museo d’Arte Antica “Giovanni Barracco” e realizzata grazie alla collaborazione fra due istituzioni universitarie Italiane: la Sapienza di Roma e la Ca’ Foscari di Venezia, espone preziosi reperti frutto di campagne di scavo di missioni archeologiche italiane in Sudan sul sito del Jebel Barkal e fornisce un quadro quanto mai interessante ed aggiornato dell’area cerimoniale di epoca meroitica fiorita nell’antica città di Napata intorno al I^ secolo d.C. Come scrivono i curatori nel prezioso catalogo edito da Gangemi Editore: “Il sito fu frequentato dagli Egizi dalla seconda metà del II^ millennio a.C. e conosce una lunga storia legata al prestigio dei suoi edifici sacri e al connesso settore palaziale che testimonia del valore di Napata come città regale, dove i sovrani del regno di Kush – antico nome che per gli Egizi identifica la terra di Nubia come entità politica – sono incoronati e confermati nel loro potere”.

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L’ultimo di questi settori regali, datato al regno del sovrano meroitico Natakamani  (I^ sec. d.C.) costituisce l’area di scavo della Missione Italiana che iniziò la sua attività nel lontano 1973 sotto la direzione del prof. Sergio Donadoni, Università La Sapienza di Roma, e proseguita poi fino ad oggi da egittologi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Negli anni l’indagine ha delineato le caratteristiche proprie di un vasto spazio dominato da un grande palazzo regale e da varie strutture satelliti. Nel loro insieme tutti questi edifici rappresentano l’interpretazione meroitica di città regale di matrice ellenistica.

davMedaglione in terracotta smaltata con busto frontale di menade che regge due grappoli d’uva. Stile Ellenizzante

Lungo il percorso espositivo è possibile ammirare accanto a reperti originali, anche vari calchi, alcuni dei quali andati perduti a causa di una violenta inondazione. Interessante anche le ricostruzioni in 3D sia di strutture architettoniche che di alcuni oggetti di gran pregio che non è stato possibile esporre in questa rassegna.

Roma – Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco – Corso Vittorio Emanuele, n.66/A, fino al 19 gennaio 2020 nei giorni dal martedi alla domenica con orario 10,00/16,00 ed ingresso gratuito

 

Michelangelo a Colori – Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino. Jacopino del Conte – Galleria Nazionale di Arte Antica Palazzo Barberini Roma in esposizione fino al 20 gennaio 2020.

Mariagrazia Fiorentino

Una mostra quanto piccola ma estremamente interessante, con un nucleo di opere che vuole mettere a confronto il dialogo tra Michelangelo Buonarroti e gli artisti, evidenziando i temi sacri trattati dal maestro. “La mostra, attraverso l’esposizione delle riproduzioni di una serie di disegni di Michelangelo e una selezione di dipinti di alcuni dei suoi più importanti seguaci, intende mettere a fuoco quanto le idee del maestro toscano siano state principale fonte d’ispirazione per molti artisti durante il XVI^ secolo”.Curata da Francesca Parrilla e Massimo Pirondini con il coordinamento scientifico di Yuri Primarosa.

Sono previsti cicli di laboratori didattici gratuiti e visite guidate accompagnati dalla stessa curatrice. La mostra è corredata da catalogo con saggi dei curatori e schede critiche delle opere esposte.

Per conoscere ed avere ulteriori informazioni  sito web www.barberinicorsini.org oppure didattica@barberinicorsini.org

Caserta – “Da Artemisia ad Hackert. – Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”.- Il meglio della collezione d’arte di un importante antiquario in esposizione per la prima volta in una location pubblica.

Testo di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani – Foto courtesy Ufficio Stampa Esseci, Padova

I rapporti tra antiquari privati e soprintendenze pubbliche non hanno quasi mai goduto di reciproca collaborazione e simpatia. I pochi episodi di collaborazione – è ancora viva la memoria della bella mostra antiquaria allestita al Palazzo di Venezia – hanno costituito sia per i cultori che per gli amanti dell’arte e del bello delle opportunità imperdibili per conoscere e apprezzare di persona tante opere d’arte non sempre disponibili alla portata personale. Questa mostra allestita nella Reggia di Caserta si prefigge proprio di offrire ai visitatori un’unica opportunità per avvicinare il mondo del collezionismo privato e delle Gallerie d’arte a quello dei Musei, intesi come luoghi deputati alla fruizione e alla valorizzazione culturale per visitatori sempre più eterogenei. Essa si propone di mostrare il legame esistente tra le opere presenti già all’interno della collezione reale, esposte nelle sale della Reggia e i dipinti custoditi dalla Lampronti Gallery, nonché di esaltare il fascino della pittura del ‘600 e ‘700 nella sua globalità, come scrivono i curatori.

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In occasione di questa mostra sarà esposto, per la prima volta a Caserta, il Porto di Salerno di Jakob Philipp Hackert, – foto in evidenza, -che è il “pezzo” mancante della serie dei Porti realizzata da Hackert per il re Ferdinando IV di Borbone. E’ questa, quindi, una buona occasione per mostrare l’intera serie di dipinti comprensiva delle rappresentazioni dei 12 porti presenti allora nel Regno delle due Sicilie, che di recente sono state  restaurate. Il percorso espositivo si articola in cinque aree tematiche differenti: pitture caravaggesche; pittura del ‘600; vedute; paesaggi e nature morte oltre ulteriori quadri di vedute di Napoli e della Campania che formano la collezione permanente della Reggia di Caserta. Inoltre un’ulteriore sala sarà dedicata al progetto “Immagini in cerca di autore”, una vera e propria sezione di quadri di autori ignoti, la cui attribuzione sarà oggetto di studio e dibattito da parte di studiosi e ricercatori. La finalità culturale, nonché quella didattico-scientifica rientra, come precisato nel corso della conferenza stampa, nelle attività di collaborazione con le università e gli istituti di cultura campani e con la rete di musei italiani che già da diverso tempo la Reggia di Caserta ha intrapreso.  La finalità culturale sarà quindi promossa attraverso la realizzazione di giornate-studio, che vedranno coinvolti esperti del mondo accademico, con approfondimenti su tematiche quali: il mercato dell’arte; il legame tra il collezionismo privato e gli enti pubblici; la pittura napoletana del XVII e XVIII secolo.

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In tutto questo il ruolo di primo attore spetta a Cesare Lampronti attuale rappresentante  della terza generazione di una consolidata famiglia di antiquari, che vanta nel suo curriculum oltre cinquant’anni di esperienza nel mercato internazionale dell’arte. La Galleria Lampronti fu fondata a Roma nel 1914 da suo nonno Cesare, specialista in pitture italiane del XVII e XVIII secolo, con un particolare riguardo per le vedute, i paesaggi e le nature morte, che spaziano dal Caravaggio al Canaletto e ai loro seguaci. Passata dolorosamente attraverso le vicende storiche che hanno caratterizzato il secolo scorso la Galleria Lampronti attualmente svolge la sua attività a Londra in 44 Duke Street, St. James’s SW1Y6DD- www.cesarelampronti.com.

Reggia di Caserta – Viale Douhet, n.2/A dal 16 settembre 2019 al 16 gennaio 2020. Informazioni su orari, biglietti d’ingresso (previsto un ampio ventaglio di agevolazioni per visite alla mostra, alla Reggia ed al parco) tel.+39.0823.1491200 – sito www.reggiadicaserta.beniculturali.it – e.mail re-ce@beniculturali.it