Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La mostra dal titolo “Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al barocco totale” pone il visitatore di fronte ad un’inedita quanto affascinante relazione tra Oriente e Occidente nel segno del “barocco globale”. L’operazione inizia nel secolo di Gian Lorenzo Bernini (1598- 1680), ingegno assoluto del Barocco europeo, mentre negli stessi anni in Asia si afferma la figura di Öndör Gegeen Zanabazar (1635-1723), parimenti prodigiosa.

Dal comunicato stampa: “…..Nato nel cuore della steppa asiatica, all’interno di uno dei più vasti imperi mai edificati dall’umanità, Eshidorji apparteneva alla nobile discendenza di Gengis Khan. Divenuto celebre con il suo nome spirituale, Zanabazar, fu riconosciuto come Öndör Gegeen, “Sua Santità l’Illuminato”: primo Khutuktu Jetsundamba, titolo della massima autorità religiosa della scuola Gelug del buddismo tibetano in Mongolia, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha.

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Capo spirituale di eccezionale carisma, Zanabazar fu anche un brillante linguista e, soprattutto, il più grande scultore mongolo dell’età moderna. A lui e ai suoi discepoli si devono opere profondamente ispirate a viaggi e soggiorni nei monasteri tibetani, venerate come oggetti sacri nei luoghi di culto e nei templi da lui fondati in tutta la Mongolia. Tra queste, le raffigurazioni delle Tara si distinguono per l’altissimo valore estetico: manifestazioni femminili del Buddha, divinità legate alla protezione, alla liberazione e agli stati interiori dell’essere.

Zanabazar seppe diffondere il buddismo in Mongolia su una scala senza precedenti, rendendolo accessibile ai fedeli comuni. Il suo intento era quello di creare sculture capaci di parlare direttamente allo sguardo e all’animo: forme naturali, armoniose, “calde alla vista”, come le definirebbero i mongoli.

Bernini e Zanabazar hanno lasciato un’impronta indelebile nelle rispettive culture, l’uno in Europa, l’altro in Asia. Entrambi hanno inaugurato nuovi linguaggi artistici, elaborando visioni innovative e metodi inediti per reinterpretare temi e soggetti tradizionali, dando vita a modelli destinati a influenzare profondamente le generazioni successive. Due mondi lontani, un’unica forza creativa capace di cambiare la storia dell’arte.

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Le due opere in mostra – una raffinata Tara verde e un autoritratto-scultura in bronzo dello stesso Zanabazar in trono – provengono dal Chinggis Khaan National Museum di Ulan Bator e sono presentate al pubblico in un contesto di dialogo e confronto senza precedenti. Per la prima volta opere di questo artista raggiungono l’Europa e l’Italia, per la prima volta nella storia i visitatori di un museo occidentale possono godere di queste presenze e della loro contiguità estetica e formale con il nostro patrimonio artistico, testimoniando un incontro inedito e pieno di potenzialità.

Il progetto nasce idealmente dalla mostra “Barocco Globale. Il mondo a Roma all’epoca di Bernini” (4 aprile-13 luglio 2025), realizzata in collaborazione con le Scuderie del Quirinale e curata da Francesca Cappelletti e Francesco Freddolini. L’esposizione aveva messo in luce il carattere profondamente transculturale della Roma seicentesca, plasmata da scambi commerciali, relazioni diplomatiche e viaggi di artisti e religiosi, rivelando una fitta rete di connessioni che anticipava la globalizzazione contemporanea”.

Muovendo da questa intuizione, la Galleria Borghese ha sviluppato un progetto che non ha precedenti e che esplora la complessità delle relazioni tra figure e manufatti apparentemente lontanissimi per contesto storico, geografico e tecnico, ma sorprendentemente affini nello spirito creativo e nella capacità di incidere sul futuro delle arti in questi due remoti quadranti del mondo: anche e soprattutto questo è lo spirito del “barocco globale”.

Per il pubblico si tratta di un’occasione unica: ammirare opere solitamente conservate a decine di migliaia di chilometri di distanza, riunite per la prima volta come espressioni di un medesimo momento storico.”

Roma – Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese, n.5 – Mostra “Zanabazar alla Galleria Borghese. Dalla Mongolia al Barocco Totale” fino al 22 febbraio 2026 dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00. Obbligatoria la prenotazione del biglietto d’ingresso al n. 06.32810 dal lunedi al venerdi dalle 9,30 alle 18,00 – nel sito web www.galleriaborghese.it – I turni d’ingresso sono ogni ora.