“Peroni Cruda” chiude la mostra “Acqua e Birra per Roma Capitale”

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

E’ stato un eccezionale finissage  quello offerto dalla mostra dal titolo “Acqua e Birra per Roma Capitale” dove la birra Peroni Cruda, riconosciuta la migliore al mondo per l’anno 2018, è stata la vera  coprotagonista. Il periodo espositivo della piccola quanto interessante mostra che ha raccontato il legame tra la Città di Roma, la sua acqua e la  birra prodotta da oltre un secolo dalla Peroni quì in città, è terminato in bellezza.

Peroni Cruda 3                                                      Birra Peroni Cruda a Sant’Ivo alla Sapienza- Foto courtesy Ufficio Stampa Utopia

Acqua e birra in abbinamento hanno richiamato su di loro le attenzioni di questa rassegna ed insieme ci hanno offerto una dimostrazione del ruolo importante che rivestono nella vita dell’uomo e, per questo,  entrambe sono oggetto di cure e attenzioni. (Vedi la recensione sulla rassegna “Acqua e Birra per Roma Capitale” presente in altra pagina di questa rivista). Proprio la volontà di offrire sempre attraverso la ricerca un prodotto che sia sempre al top della qualità e della salubrità, è stata la politica produttiva  seguita dalla Birra Peroni.  Anche questo, fra tutti gli altri, è stato l’incentivo per produrre una  birra “non pastorizzata” che già all’esordio è stata la più pluripremiata della famiglia Peroni e, per l’occasione del finissage, anche la protagonista dell’ultima giornata della mostra. Le caratteristiche che distinguono Peroni Cruda hanno permesso a questa birra di essere nominata, tra gli altri riconoscimenti ottenuti, International Style Lager of The Year in occasione del New York International Beer Competition 2018.

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Distinguendosi tra le oltre 600 birre, provenienti da 14 Paesi che hanno preso parte all’ultima edizione della competizione nel cuore di Manhattan, Peroni Cruda è stata dunque riconosciuta quest’anno come miglior birra a livello internazionale della sua categoria. “Una birra speciale, dunque, per una location altrettanto prestigiosa, come quella dell’Archivio di Stato nel complesso di S. Ivo alla Sapienza che ha ospitato questa rassegna,” ha dichiarato Ludovica Lioy, Peroni Family Brand Manager, che nel proseguo ha affermato: “Peroni Cruda ha contributo a tenere alto in questi due anni l’onore del made in Italy nel mondo. La sua qualità, riconosciuta dai consumatori ma anche dai principali esperti del settore, deriva dall’ingrediente principale, il Malto 100% Italiano, e dal processo produttivo che, grazie alle basse temperature e alla microfiltrazione dei lieviti, garantisce un prodotto stabile nel tempo che mantiene, ad ogni assaggio, la stessa freschezza della birra come appena spillata in birrificio. Questo è il motivo per cui Peroni Cruda  è buona come appena fatta e rende il privilegio dei nostri mastri birrai un piacere per tutti”.  Una dichiarazione importante questa che indirizza i consumatori di birra a scegliere, senza esitazioni, Peroni Cruda quale miglior compagna di questa estate.

Rieti fra cammini ed eccellenze del territorio

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Nei primi anni del 1200 (1220?), Frate Francesco, ocpite nel territorio reatino ai piedi del monte Terminillo, proprio dove oggigiorno sorge il Convento Francescano La Foresta, fu rapito dal fascino che si sprigionava, allora come oggi, da queste terre in maniera così coinvolgente da lasciare una testimonianza poetica di notevole valore tanto letterario quanto emotivamente religiosa. Così ha scritto: “….Laudato sì,mì Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba…..” e concludeva il suo cantico con un appello rivolto agli uomini invitando tutti a servire le creature di Dio con grande umiltà: “ Laudate et benedicete mì Signore et ringratiate et serviateli cum grande humilitate”. (In appendice é trascritto per intero il Cantico delle Creature di Frate Francesco). Non é possibile, però, apprezzare e capire il paesaggio reatino, se il nostro occhio non é abituato a scorgere il segno che l’uomo ha lasciato. Le vigne ed i piantoni di olivi che a loro volta sembrano ai boschi che popolano i rilievi più alti in un’armonia quasi perfetta con le vette dei monti in cui spicca la maestosa mole del Terminillo.

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Antonio Di Carlo con alle spalle la vite di “Cesenese Nero” vecchia di oltre 150 anni.

Antonio Di Carlo, un giovane agricoltore titolare, insieme ai familiari, della cantine Le Macchie e del Ristorante La Foresta, forse anche per la condivisione con Frate Francesco di questi magnifici paesaggi, ha accolto per intero l’appello del fraticello ed ha iniziato a ricercare quanto di bello e di buono questa terra produce. Così ha scoperto, nel terreno di un vicino, una vecchia vite di oltre 150 anni di età appartenente ad un cultivar autoctono; “Cesenese Nero”, miracolosamente salvatasi dall’infezione provocata da un insetto dal nome scientifico Daktulosphaira vitifoliae, volgarmente conosciuta come fillossera, che colpì nella seconda metà dell’ottocento (1880 la sua prima apparizione in Italia) l’intera coltivazione vitinicola italiana annientandola completamente nel corso di vari anni. Da questa infezione si salvarono pochi vigneti, perlopiù quelli che avevano viti innestate su barbatelle americane – portainnesti – dalla radice amara, quali la “Vitis riparia” una delle specie americane resistenti alle radicicole. Questa tecnica é un mezzo preventivo di lotta biologica a tutti gli effetti ed é stato l’unico vero metodo di controllo efficace e applicabile su vasta scala. In definitiva questa tecnica ha rivoluzionato l’intera viticoltura europea risollevandone le sorti.  Attualmente quello che ha rappresentato nel XIX secolo una delle piaghe più terribili dell’agricoltura europea, é diventato un insetto pressochè innocuo, il cuiinteresse é ormai relegato ai soli ambiti storici, culturali e biologici. La coltivazione di viti non innestate su barbatella americana viene detta su “piede franco”. In Italia la coltivazione della vite du piede franco viene praticata in molte parti, principalmente sull’Etna, in alcuni vigneti valdostani, nella zona del Carignano del Sulcis rosso Doc, oltre le pochissime sopravvissute come il nostro cultivar Cesenese Nero che rappresenta oggi una rara e preziosa reliquia da custodire gelosamente.

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Vigneto e campionatura della produzione della “Camtina Le Macchie”

Da questa vite annualmente sono tolti circa 300 tralci che in appositi vivai, controllati e custoditi dalla Regione Lazio, vengono prodotte altrettante piante di vite, tutte di piede franco, che messe a dimora sui terreni di questa zona, hanno consentito la commercializzazione del vino IGP Cesenese Lazio che, nelle bottiglie sotto il nome L’Ultimo Baluardo, rappresenta il prodotto di punta della Cantina Le Macchie. Le particolari condizioni climatiche presenti  in questi terreni localizzati ai piedi del monte Terminillo, ad un’altezza superiore ai 500 mt. sul livello del mare, hanno dato buoni risultati anche nella produzioni di vini bianchi, gewuirztraminer, riesling e malvasia oltre ad un rosato Lazio IGP prodotto da vitigni Sangiovese e Montepulciano. A margine di questa campagna di ricerca di cloni autoctoni e specie di vitigni da impiantare su questi terreni di montagna, c’è l’aspetto sociale che ne è derivato dal momento che non solo tutto questo ha fermato l’esodo dei giovani verso la città ma addirittura ha messo in atto un movimento di ritorno verso la campagna grazie a queste nuove forme di fare agricoltura  e agriturismo.

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Ristorante “La Fioresta: Due rivisitazioni di piatti delle cucina contadina: gricia e anatra arrosto.

Il ristorante “La Foresta” offre con la sua affermazione commerciale estesasi anche extra provincia reatina, un’importante testimonianza di come anche la cucina che ha radici nella gustosa cultura contadina trovi una grande interpretazione nei piatti predisposti da chef  una volta rivisitati nei gusti della più esigente clientela. Restando in tema territorio non può passare inosservata l’offerta turistica della Città di Rieti. In questi ultimissimi anni con lo svilupparsi dei “cammini” sui percorsi religiosi quali quelli di San Francesco (La Verna/Roma)  e di San Benedetto (Subiaco, Cascia, Norcia, Cassino) o di puro trekking: (Monti Sibillini e Riserva Naturale dei Monti Cervia e Navegna – vedi la nostra recente recensione su questa testata-), Rieti è divenuta punto centrale per gli slow travel (turismo lento) assumendo il prestigioso ruolo di “Capitale dei cammini”. Le attrattive culturali e turistiche presenti in città non sono assolutamente da trascurare. Un’interessante proposta turistico/culturale, nata di recente, offre la scoperta di una città sotterranea preesistente a quella attuale elevatasi sopra le prime costruzioni per impedirne l’allagamento nel corso delle piene del fiume Velino e più vicina alla rocca dove sorgeva l’originario centro abitato. Lungo le sponde del fiume Velino si era sviluppata una città che viveva di attività acquatiche sia nel trasporto di materiali su chiatte dal fondo piatto, sia quelle vere proprie offerte dallo scorrere dell’acqua, quali la macinatura di cereali e di sfruttamento della forza idraulica.

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Due immagini di Rieti Sotterranea

Lungo parte di questi spazi, oggi ipogei, in prevalenza ricavati nei fornici della strada sopraelevata, sono stati allestiti veri e propri percorsi turistici da parte di volontari che curano anche la parte ludica e didattica con visite guidate. Interessanti anche gli spazi dove sono state collocate delle opere d’arte sonore che rendono le visite guidate veri propri percorsi culturali interattivi dove è richiesta la partecipazione diretta dei visitatori invitati a percuotere e far suonare le opere esposte.

Informazioni e maggiori notizie : per il Ristorante La Foresta s.r.l. – Rieti 02100 Via Foresta, n.51 Tel. 0746.220455, oppure 0746.228837; fax 0746.222000; mobile 333.2504160; la Cantina Le Macchie – Castelfranco di Rieti – Via Casanuova, n.5 Rieti 02100; e.mail info@cantinalemacchie.it; sito web: www.cantinalemacchie.it. Per le visite guidate alla città di Rieti e nei maggiori luoghi turistici del territorio, tutte da prenotare via e.mail rietidascoprire@vodafone.it; sito web: www.rietidascoprire.it; telefono mobile 347.7279591.

20180621_170000 Ricostruzione di Rieti Sotterranea presente nel libro di Rita Giovannelli. I fornici della strada sopraelevata hanno originato la città ipogea

Per una conoscenza più approfondita dei percorsi turistici nella città si consiglia il libro scritto da Rita Giovannelli “RIETI Sotterranea – la magia di una scoperta” , ricco di numerose foto a colori a cura di Massimo Renzi e d’immagini con ricostruzioni storiche,  pagine 112 costo €.9,50 presente nelle migliori librerie oppure da richiedere direttamente all’autrice agli indirizzi dell’Associazione Rieti da scoprire sopra riportati.

Cantico delle Creature:                                   

« Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

 

Land of Garda, Identità, Organizzazione, Governace – Un nuovo progetto per fare turismo con una particolare attenzione a quello italiano

Donatello Urbani

Messo a punto dalla Camera di Commercio di Verona il progetto “Land of Garda, Identità, Organizzazione, Governace” sarà presentato a  Lazise il 18 giugno nel corso di un  Convegno dove si parlerà delle  varie esperienze regionali e, soprattutto, di quella del Lago di Costanza che vede coinvolti tre stati (Germania. Austria e Svizzera) con il desiderio di applicarlo anche in Italia e la malcelata aspirazione di offrire un’opportunità turistica di buon richiamo al mercato nazionale. “Una potenzialità, quella del lago di Garda, non ancora espressa compiutamente se si  considera che la sola sponda veneta, nel 2017, ha ospitato circa 14 milioni di turisti, in  prevalenza stranieri, che posizionano la Città di Verona al 5° posto nella top ten delle destinazioni turistiche italiane”, come ha dichiarato Paolo Artelio , presidente del Consorzio Lago di Garda Veneto.  Il convegno programmato, infatti, vuole essere un primo incontro e  punto di partenza per una riflessione condivisa su quale possa essere il futuro della destinazione turistica, partendo dalla conoscenza di esperienze virtuose, espresse da altri territori, sia italiani che esteri che hanno intrapreso campagne di promozione per un serio rilancio del turismo interno.  Al di là del fatto che il Lago di Garda bagni le rive di tre Regioni (Lombardia, Veneto e Trentino), questo deve essere considerato un prodotto unico, ha detto ancora Artelio , di grande fascino e molto frequentato soprattutto da una clientela estera, principalmente di lingua tedesca. Lo scorso anno, infatti, sulla sola sponda veronese del Lago di Garda sono  state registrate 5,9 milioni di presenze di turisti provenienti dalla Germania (oltre la metà del totale), seguita a distanza da Olanda, Regno Unito, Austria e Danimarca, mentre i turisti italiani provengono principalmente da Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Piemonte. Ma quello che stiamo registrando è un forte incremento anche per il 2018 dell’ordine del 4,5% di arrivi e del 4% di presenze per il turismo estero e del 3,5% per quello nazionale ”. Dati questi  confermati anche dal Direttore Generale dell’Enit, Gianni Bastianelli, che ha affermato: “Dopo un 2017 straordinario nel corso del quale abbiamo registrato la più forte crescita dal dopoguerra, i primi segnali dell’anno ci inducono a pensare che l’onda non si debba fermare. E questo ci responsabilizza. Se l’Enit sta pensando a due operazioni  specifiche da tenere proprio nella zona del Lago di Garda, riguardanti il turismo montano e quello lacustre che già oggi assorbe il 10% dell’intero movimento vacanziero, è perché i segnali che ci giungono vanno in questa direzione. Oggi il turista privilegia il rapporto con la natura, il benessere psico-fisico e l’enogastronomia: tre aspetti che pongono il  nostro Paese all’avanguardia del turismo mondiale”. La DMO Lago di Garda, nata nel 2015 in seguito all’entrata in vigore della Legge Regionale 11/2013 ha introdotto un nuovo concetto di destinazione turistica, intesa come contesto geografico nel quale il turista trova tutte le prestazioni (infrastrutture, servizi, risorse) necessarie al proprio soggiorno.  Un primo tangibile riscontro di tutto questo è stato raggiunto  con la pista ciclabile/podistica, in avanzato stato di realizzazione, che consentirà la percorribilità dell’intera circonferenza del Lago di Garda con diramazioni nell’entroterra verso località di interesse artistico, archeologico, enogastronomico e naturalistico. In questo senso, la DMO – Destination Management Organization – assume il ruolo di moderna forma di presidio del territorio e delle risorse che lo compongono, definendo la governance turistica della destinazione stessa e la pianificazione strategica unitaria delle attività dei diversi soggetti coinvolti. Quella del Lago di Garda è costituita da soggetti pubblici (21 Comuni del Lago di Garda e del suo entroterra, Provincia di Verona e Camera di Commercio di Verona, quest’ultima come ente coordinatore) e privati (tra cui il Consorzio Lago di Garda Veneto).  Il piano strategico nazionale per il turismo, che la passata legislazione non ha avuto il tempo di approvare, sarà il completamento dei vari piani regionali dando così armonia nazionale a tutte le programmazioni regionali, molte già operanti e messe in campo con l’obbiettivo di rendere stabile economicamente e omogeneo nell’operatività l’intero comparto turistico nazionale.

Premio Roma – Concorso per i migliori formaggi e migliori pani e prodotti da forno tradizionali.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il concorso “Premio Roma” nelle intenzioni delle istituzioni promotrici: Camera di Commercio di Roma e ARSIAL (Azienda Speciale per la promozione Agricola Laziale) già fin dalle prime edizioni erano rivolte tutte all’affermazione delle eccellenze agricole territoriali sia nella promozione commerciale che nello stimolo al miglioramento delle qualità.

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Questo è anche chiaramente indicato nel regolamento che, oltre ai vincoli che i partecipanti devono rispettare, indica quanto si propone in:

a) di valorizzare i migliori formaggi provenienti dai diversi ambiti del territorio regionale del Lazio per favorirne la conoscenza e rafforzarne la presenza nei mercati nazionali ed esteri, premiando i prodotti di qualità che possano al tempo stesso riscuotere l’apprezzamento dei consumatori;
b) di far emergere i formaggi più innovativi provenienti dal territorio della regione Lazio favorendo nel contempo un confronto tra le imprese locali e quelle esterne al territorio;
c) di stimolare i casari verso un percorso di costante miglioramento della qualità del prodotto al fine di intercettare stili alimentari diversificati;
d) di favorire lo sviluppo delle startup e, più in generale, dell’imprenditoria giovanile nei settori di interesse.  Sono risultati premiati, nelle singole categorie i seguenti caseifici:

Sezione Nazionale ed internazionale  –  Tipologia Formaggi affinati

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Premiazione della Cooperativa Agricola “La Poiana” –  a destra: Premiazione De Vierhoekhoeve (Belgio) per “Karmeliet Beer Cheese”

1° classificato: Cooperativa Agricola La Poiana (CN): per il “Pecorino delle Barme”

2° classificato: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM) per il Pecorino Affinato nelle Foglie di Noce

3° classificato: Quesos Artesanos Villarejo, S.L. (Spagna)  Villarejo Rosemary Curado en Romero

  • Tipologia formaggi ottenuti da latte crudo di animali al pascolo semibrado:

1° classificato: Barone G. R. Macrì s.r.l. (RC) per il Caprino di Modi

2° classificato: Industrias Lácteas Cerrón, S.L. (Spagna)  per “Alma de Cerrón”

3° classificato: Mausitxa, E.Z. (Spagna) per Idiazabal DOP “Mausitxa”

  • Tipologia formaggi a caglio vegetale o microbico

1° classificato: Arteserena, S.L. (Spagna)  per il “Cremositos del Zújar”

2° classificato: Azienda Agricola La Mascionara (AQ) per il “Caciofiore Aquilano”

3° classificato: Quesería Los Casareños, S.L. (Spagna)  per la Torta del Casar DOP “Flor de la Dehesa”;

  • Tipologia formaggi innovativi per tecnologia di produzione, ingredienti o funzionalità

1° classificato: De Vierhoekhoeve (Belgio) per il “Karmeliet Beer Cheese”

2° classificato: Argiolas Formaggi s.r.l. (CA)  per il “Colle CLA”

3° classificato: Società Agricola Cascina Aris s.s. (AT)  per il “Canapino”;

Sezione Roma e Lazio  –  Tipologia paste filate fresche:

1° classificato: Terra Mia s.r.l. (RM)per la “Mozzarella di Latte di Bufala”

2° classificato: D’Angelo Giancarlo (RM) per la “Mozzarella di Bufala Buona”

3° classificato: Azienda Agricola F.lli Nesta Enzo e Massimo (RI)  per il “Fior di Latte”

3° classificato: Casearia Casabianca s.r.l. (LT)  per la “Treccia di Bufala Campana DOP”

  • Tipologia formaggi freschi:

1° classificato: Azienda Agricola Gentili (RM) per il “Il Gentile”

2° classificato: La Quercia s.r.l. (RM) per il “Pecorino La Deliziosa”

3° classificato: Azienda Agricola Tinte Rosse (RM) per il formaggio “Abbondio”

3° classificato: Alchimista Lactis (RM)  per la “Formaggella Francigena”;

  • Tipologia formaggi stagionati:

1° classificato: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM) per il “Pecorino Stagionato”

2° classificato: La Quercia s.r.l. (RM) per il “Pecorino Gran Riserva Cacio Ercole”

3° classificato: D’Angelo Giancarlo (RM)  per il “Caciocavallo di Bufala Buona”

  • Tipologia ricotta fresca

1° classificato: Terra Mia s.r.l. (RM) per la “Ricotta di Bufala”

2° classificato: Azienda Agricola Tinte Rosse (RM) per la “Ricotta di Capra”

3° classificato: Fattoria Colle S. Nicola (RM) per la “Ricotta Vaccina”.

Miglior formaggio prodotto da giovane imprenditore: Azienda Agricola Gentili (RM) Il Gentile;

Miglior formaggio prodotto da nuova impresa: Alchimista Lactis (RM) Formaggella Francigena;

Miglior formaggio d’interesse per i mercati nazionali ed esteri:  Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM)

Pecorino Stagionato.

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Identici sono sia le motivazioni che le finalità promotrici del concorso riservato ai panificatori; anche questo si propone di :
a) di valorizzare i migliori pani e prodotti da forno provenienti dai diversi ambiti del territorio regionale del Lazio per favorirne la conoscenza e rafforzarne la presenza nei mercati nazionali ed esteri, premiando i prodotti di qualità che possano al tempo stesso conseguire l’apprezzamento dei consumatori;
b) di far emergere i prodotti da forno più innovativi provenienti dal territorio della regione Lazio nonché dal territorio nazionale al fine di favorire un confronto tra le imprese locali e quelle esterne alla regione in una ottica di qualificazione costante delle produzioni;
c) di stimolare i panificatori verso un percorso di costante miglioramento della qualità del prodotto al fine di intercettare stili alimentari diversificati;
d) di favorire lo sviluppo delle startup e, più in generale, dell’imprenditoria giovanile nei settori di interesse.

Vincitori della XII^ edizione del Concorso Pane “Premio Roma” 2018 sono:

  • Sezione Roma e Lazio – Tipologia biscotteria tradizionale dolce secca da forno

1) classificata; Pasticceria di Russo Antonietta (LT) con “Crostatine alle Visciole”

2) classificata: Baldassarra Angelica &C. s.n.c. (FR) con “Fini Fini con Pistacchi, Mandorle e

Nocciole”

3) classificato: RPS Pane s.r.l. (VT) con i “Tozzetti alle Nocciole”;

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Premiazioni: Forno a Legna Santino Boccarisi (LE) per “Pane ai Cereali” – A destra Forno “Pane al Pane” (CS) per “Pane casareccio bio

–  Tipologia pani prodotti con lievito madre:

1) classificato: Panificio Frontoni Alessandro s.r.l. (RM) con il “Pane rustico integrale”

2) classificato: Baldassarra Angelica &C. s.n.c. (FR) per il “Pane con le noci”

2) classificato: Pane & Dolci di Scorsoni Aronne (RM) per il “Casareccio integrale”;

3) classificato: il Pane di Onelia Holding s.r.l. (LT) per la “Pagnotta di pane”;

– Tipologia Pizza bianca di Roma:

1) classificato: De Carolis e F. s.r.l. (RM) per la  “Pizza Bianca di Roma”

2) classifiato: Cuore di Grano s.r.l. per la “Pizza Bianca di Roma”

3) classificato: Albanesi 2011 s.r.l. per la “Pizza Bianca di Roma”

– Miglior prodotto da Forno d’interesse per i Mercati esteri: Pane & Dolci di Scirsone Aronne (RM) per il “Casareccio Integrale”

– Sezione nazionale – Tipologia Pani Tradizionali e Storici di Frumento Duro:

1) classificato: Trepì (PE) per il “Pane Marrucino” (Marucino –n.d.a.)

1) classificato: Rosa Maria Vittoria e Del Rosso Angelo e C. s.n.c. (CB) per il “Pane di Grano Duro Senatore Cappelli  Integrale a Lievitazione Naturale”

2) classificato: Dolce & Salato di Zanesi Patrik (MI) con “Pane 100% Semola di Senatore Cappelli”

3) classificato: Panificio Giulio Bulloni & Figli s.r.l. (NU) con il “Pane Guttiatu”;

– Tipologia Pani Tradizionali di Frumento Tenero:

1) classificato: Panificio Moderno s.n.c. (TN) con il “Pantrentino”

2) classificato: Pane al Pane s.r.l.s. (CS) con il “Pane Casereccio Bio”

3) classificato: Tecchioli s.n.c. (TN) con il “Pantrentino”

– Tipologia Pani Innovativi per Tecnologia di produzione, Funzionalità o impiego di Cereali Minori: 1) classificato: Forno a legna di Santino Baccarisi (LE) con il “Pane ai Cereali”

2) classificato: Dolce & Salato di Zanesi Patrik (MI) con il “Pane Antico al Farro e Ardito”

3) classificato: Panificio Fiorentini s.n.c. (VT) con il “Pane all’Avena con Semi di Canapa”

Maggiori notizie  sia sulle norme che regolano la partecipazione che sulle passate edizioni si possono trovare sul sito web www.concorsipremioroma.it

 

Creta: Leader del turismo greco

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il giardino della residenza dell’Ambasciatore della Repubblica Ellenica  a Roma si è offerto ad  ospitare un’iniziativa turistica promozionale organizzata da varie istituzioni cretesi con la sponsorizzazione dell’Ente Ellenico per il Turismo in Italia. Il turismo insulare, peraltro comune a tutte le isole del Mar Mediterraneo, fa perno su varie caratteristiche nelle quali l’enogastronomia gioca un ruolo d’importanza primaria.

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In questa occasione è stata apportata una simpatica variante chiamando quattro  ristoratori, alcuni di origine greca che operano nella nostra città, a proporre sapori e profumi  di una delle cucine più significative dell’arte culinaria europea: quella greca ed in particolare quella cretese. Per esperienza diretta ho trovato proprio nei ristoranti greci emigrati all’estero l’originale testimonianza della cucina nazionale.  Spesso in quelli presenti in patria per venire incontro ai gusti dei viaggiatori/turisti stranieri troviamo pietanze indirizzate verso gusti internazionali. Diversamente in quelli presenti all’estero predomina il desiderio dei ristoratori di proporre ai clienti tutto quanto in fatto di gusto, profumo e bontà hanno acquisito e dovuto lasciare in patria che hanno ricevuto in eredità nelle cucine sia familiari oppure acquisite nelle scuole professionali.

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Alcune proposte dal ristorante 2Ippokrates” – Roma Via Piave, n.30 – Tel. 06.64824179 – www.ippokrates.it (anche in immagine iniziale)

Una fantasia di gusti, sapori e accattivanti profumi sono stati i veri protagonisti di questa bella serata che ha avuto un coronamento eccezionale in pregiati vini, indiscusso vanto del territorio greco insieme a olio e miele. Altrettanto simpatico è stato il fuori programma finali: un estratto di erbe cretesi offerto come souvenir finale che mi ha accompagnato lungo tutto il ritorno notturno  a casa nel breve cammino a piedi lungo le deserte strade della città.

WOW – Wonderful Outdoor Week – Progetto ambizioso per scoprire il turismo outdoor tra le Langhe e le Alpi in provincia di Cuneo.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il progetto WOW – Wonderful, Outdoor, Week – messo a punto dalla Provincia di Cuneo, insieme alle sue due aziende turistiche locali, l’ATL del Cuneese e l’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, e alla Fondazione CRC ed alla Camera di Commercio di Cuneo, si propone di offrire ai turisti  la scoperta del proprio territorio compreso tra le Langhe e le Alpi attraverso la valorizzazione e l’incentivazione delle attività legate al turismo outdoor, quello riferito al turismo fuori porta.

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Entrambe le foto sono courtesy dell’Ufficio Stampa dell’ATL Cuneo

Le parole di Paolo Buongioanni, magistrale interprete di Presidente della locale Azienda di Promozione Turistica, riassumono  chiaramente l’intendimento che sottintende questo ambizioso progetto: “Gli splendidi paesaggi che offrono le colline vitate, i noccioleti e i boschi di Langhe e Roero, le città d’arte e le vedute mozzafiato delle montagne alpine rappresentano, infatti, luoghi perfetti e unici per il turista appassionato di sport e outdoor. Un territorio che merita di essere scoperto e gustato nelle varie declinazioni dello sport all’aria aperta: camminata, running, trekking, nordic walking trail-ultratrail, ciclismo, mtb, e-bike, handbike, pesca sportiva, rafting, moto, volo in mongolfiera, arrampicata, corsa in montagna, insomma…Sport per tutti!”.  Un cospiquo quanto allettante calendario di eventi, raduni, convegni ecc. è possibile trovare consultando il sito www.wowoutdoor.it .

Entracque (29)Foto courtesy dell’Ufficio Stampa dell’ATL Cuneo

Altrettanto importanti sono state le parole spese in favore del turismo lento, quello che interessa da vicino quanti, per età o condizioni d’impossibilità fisica, non si sentono più attratti dalle attività sportive che richiedono impegno fisico. Muoversi in ambienti incontaminati, privi di smog ed inquinamenti vari, gioca una forte attrattiva specie nelle persone di  seconda, terza e quarta età. Fuori porta, inoltre, si possono visitare perle culturali di primissima importanza sparse tra chiese, monasteri, santuari e abbazie così come tra i tanti musei  che pur non eccellendo in vastità espongono collezioni di grande interesse anche etnoantropologico che testimoniano, oltre la cultura, la vita quotidiana della popolazione locale.

IMG_20180516_192323Paolo Buongioanni ascolta divertito la testimonianza della motociclista/enduro Monica Dorigatti “Cromilla” sulle emozioni avvertite nel percorso della “Via del sale”

Una particolare presentazione è stata riservata alla “Via del Sale”, quella che, negli anni passati, collegava il mare al territorio interno del cunese. Di recente è stata recuperata ed offerta al turismo trekking, biking ed enduro motociclistico.  Nelle testimonianze di alcuni che hanno già percorso questa antica via, il percorso  è stato presentato tanto difficile quanto  affascinante e carico di emozioni.

Non che la città di Cuneo meriti di essere trascurata; tutt’altro! Una passeggiata fra i  tesori artistici, il verde dei parchi, dei giardini e dei lunghi viali, le ampie piazze, le belle chiese gotiche e barocche, i palazzi medievali  del centro storico, il richiamo dei lunghi portici e delle vetrine di Via Roma e Corso Nizza che conducono alla vastissima e centrale Piazza Galimberti, fanno di Cuneo una città unica. Cuneo, costruita su di un altopiano tra i fiumi Stura e Gesso, è, nel contempo, capoluogo della Provincia Granda e capitale di prelibatezze gastronomiche con formaggi come il Raschera delle Valli Monregalesi, il Castelmagno della Val Grana e il “Tumin del Mel” della Valle Varaita, con i suoi vini unici al mondo, con le castagne e i marrons glacés, con i funghi e le lumache della Val Vermenagna che degnamente esaltano sua maestà imperiale il tartufo bianco di Alba e, a loro volta, beneficiano della compagnia di eccellenze enologiche quali il Barolo, la Barbera, Freisa. Brachetto e molti altri, ottimi anche i bianchi, solo per citarne alcuni.

Miglior pensiero conclusivo della presentazione non si può trovare se non nelle parole di Beppe Artuffo, Presidente del Comitato per il Turismo Outdoor in Provincia di Cuneo: “Il turismo outdoor completa pienamente l’offerta turistica della nostra area, destagionalizzando le iniziative principali dei singoli territori, montano e collinare, rappresentando quindi un collante utile per uno sviluppo turistico a 360°. Le attività degli educational risultano fondamentali per far sì che operatori e giornalisti conoscano direttamente le nostre eccellenze”.

MATTARELLO – Un anello in più si aggiunge alla catena di ristorazione che fa della cucina romana il proprio cult

Testo e Foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Lo slogan che annuncia l’apertura a Romaper giovedi 18 maggio, del nuovo locale a Via Bari, nei pressi di Piazza Bologna, è in linea perfetta con quella seguita nella cucina “Ce semo presi anche Piazza Bologna”. Non solo la scritta ma le pietanze stesse, senza contare l’ambiente che già negli arredi si rifà alle classiche “Hostariae”, ci regalano un pezzo di romanità esaltando una filone, quello della ristorazione che troppo spesso ha parlato, e non solo specie nelle porzioni, americano.

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Mi aspettavo, quando ho fatto una previsita all’apertura ufficiale, di trovarmi di fronte la famosa sequenza di Alberto Sordi in cui sentenzia: “Maccaroni, m’avete provocato e mò ve magno!”. Forse arriverà in seguito ed affiancherà a pieno merito e diritto le specialità della cucina romana scritte sulle pareti a scanso di buoni equivoci. Un tocco di modernità però si respira nella distribuzioni dei locali proprio nell’area prevista e  destinata all’accoglienza della clientela giovanile che la signora Rita Suatoni, uno dei soci della catena, tiene a mostrarmi con un certa soddisfazione, quasi come una vittoria personale.

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Inoltre a dirigere la cucina c’è un giovane chef: Giulio Burtone,  che è facile vedere ed assistere alla cottura/preparazione delle pietanze attraverso la grande apertura che consente una visione a 360 gradi e scambiare con lui qualche parola, se non troppo indaffarato. L’aria cordiale e popolare non poteva non trovare riscontro anche dei prezzi. La controprova è sempre possibile andandoli a trovare!

Vivere la natura e la cultura nella Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il Lago dei Turano, bacino artificiale risalente agli anni ‘20/30 dello scorso secolo realizzato con finalità di produzione dell’energia elettrica, può essere considerato il cuore della Riserva Regionale Naturale dei Monti Navegna e Cervia che, malgrado non abbia una grande estensione, solo 3.600 (tremilaseicento) ettari, riveste una grande importanza nell’ecosistema regionale grazie alle sua collocazione geografica posta al centro del Lazio, regione fin troppo antropizzata. La grande rilevanza dell’ambiente naturalistico è offerta dalla presenza di numerose istituzioni  e testimonianze culturali presenti nei centri abitati dei quali alcuni, classificati tra i Borghi più Belli d’Italia, attendono solo di essere scoperti e valorizzati.

IMG_20180510_114556                                                                     Panoramica di Vallecupola (Rocca Sinibalda – Rieti)

Proprio sul turismo vengono riposte grandi speranze sia attraverso una campagna promozionale che nelle intenzioni dei pubblici amministratori dovrebbe contribuire ad arrestare la fuga delle popolazioni da questi territori  contribuendo al loro sviluppo economico, sia destagionalizzando le iniziative principali dei singoli territori, indipendentemente dalla loro collocazione montana, collinare o lacustre. “Solo facendoci conoscere possiamo suscitare interesse e venirci a trovare” è il pensiero riassunto in poche parole del Direttore delle Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia, dott. Luigi Russo che ci ha accompagnato in un possibile percorso turistico sul territorio.  L’inizio del nostro tour è a Rocca Sinibalda, la cittadina dominata dal Castello medievale che fra i suoi ultimi proprietari vanta la statunitense Caresse Crosby, Polly, inventrice del reggiseno e membro autorevole dell’avanguardia “generazione perduta”, colonia di artisti statunitensi emigrati nel dopoguerra in Europa.

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Strada di Vallecupola                                                                                                                                Portale di abitazione a Vallecupola

Di non minor interesse turistico/culturale è Vallecupola, la frazione del Comune di Rocca Sinibalda dal quale dista una decina di kilometri, abitata stabilmente nel periodo invernale solo da una coppia di coniugi. La signora conserva di questo Borgo la cultura, la storia e le leggende che amabilmente si presta a raccontarle ai turisti di passaggio. A Vallecupola ha sede la Biblioteca Angelo Di Mario, ospitata proprio nella omonima casa museo, sorte entrambe per volere di questo importante esponente della cultura nazionale.  Angelo Di Mario nacque in questa cittadina il 12 aprile 1925 e qui riposa dal 12 agosto 2013. Della sua attività culturale ed artistica si sono interessate le maggiori istituzioni mondiali e si estrinseca in centinaia di articoli su riviste specializzate, 5 libri sulla lingua etrusca, 13 libri di poesia e ben 500 sculture in bronzo e ceramica. La figlia, Maria Grazia, si è assunta l’onere di conservarne la memoria attraverso la gestione della Biblioteca, ricca di circa 6.000 tra volumi e riviste, di recente riconosciuta anche dalla Regione Lazio come Biblioteca Casa Museo. “Qui il visitatore”, tiene a dichiarare Maria Grazia Di Mario, “ha la possibilità d’incontrare  la vita personale ed artistica di mio padre”. I giorni di apertura sono il venerdi nelle ore 9,30/13,30 e 14,00/18,00; il sabato ore 9,00/19,00 e la domenica su prenotazione telefonica al 347.3628200 oppure per e.mail bibliotecadimario@libero.it.

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Sibilla Cumana e Re David- In basso la Crocifissione                                                                 Il Volto Santo

Un importante ciclo pittorico è presente nella chiesa parrocchiale di Vallecupola legato al culto religioso del “Volto Santo”, riprodotto nella semicupola del coro dietro l’altar maggiore. Le qualità pittoriche del soggetto principale: la figura del Cristo Trionfante, non sono delle più eccelse, contrariamente al restante ciclo di affreschi che presentano espliciti riferimenti michelangioleschi sia nelle Sibille affiancate dai Profeti  Progenitori: Abramo e David, sia in vari episodi riferiti alla vita terrena di Gesù presenti nel registro inferiore. Una significativa testimonianza della cultura diffusa presente in questo Borgo è offerta dai preziosi portali d’ingresso delle abitazioni scolpiti in pietra locale dove abbondano i riferimenti alla cultura e le credenze presenti nella popolazione, da quelle religiose a quelle apotropaiche passando per i simboli di benvenuto agli ospiti.  Il comprensorio naturalistico che gravita intorno al lago del Turano comprende borghi inclusi nell’associazione  tra I Borghi più Belli d’Italia, che annualmente pubblica un’interessante guida, già recensita anche in questa testata. Tutti questi borghi meriterebbero una menzione particolare, due di questi, forse perché meno noti, meritano una speciale attenzione: Collalto Sabino e Paganico Sabino.    sdr

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Murales di Paganico Sabino e, sulla foto di destra, una strada interna del borgo.                                                                                                                                                                                                                                                                 

Il maggior richiamo turistico messo in campo da Paganico Sabino è quello culturale, oltre quello naturalistico comune a tutti gli altri borghi della valle del Turano e del Salto. La realizzazione di itinerari della cultura, predisposti dalla pubblica amministrazione, intendono offrire ai visitatori un itinerario chiamato “I percorsi della nostra cultura” . Questi si snodano all’interno del centro storico e  sono assistiti da pannelli didattici che forniscono notizie storiche insieme a quelle sulla cultura, folclore e tradizioni locali. Ai piedi della Torre Portaia, struttura pertinente all’antico incastellamento nonché al borgo murato, è possibile avere notizie tanto sulla storia di Paganico quanto su una fonte storica importante  – “La Pietrascritta” –  che ne attesta inconfutabilmente la ultramillenaria vita civile e politica. Da qui inizia anche l’itinerario che conduce  al Belvedere della Rocca – “U Regolu” , chiamato dai locali – una balconata a sbalzo sulla gola dell’Obito che offre uno scorcio d’indiscusso fascino sulla valle sottostante. Lungo il percorso s’incotra “Jurmu” il “Murales del Pastore, un’ opera della street art, che allo stesso tempo è anche un documento della vita  che si svolge all’interno della comunità. Una immersione totale nella cultura e nel folclore locale è testimoniato da due eventi che affondano la loro radice nelle tradizione culturale, religiosa e folcloristica. Il “Ballo della Pantasima” o “Ballo delle Pantasime” e la “Moresca”.  Scrive Enrico Bonanni , cultore delle tradizioni locali, in una sua preziosa pubblicazione dal titolo “Il ballo delle Pantasime”: “Nel mese di agosto i festeggiamenti in onore della Madonna erano particolarmente sentiti da tutti quei pastori transumanti, i quali dopo aver svernato con le loro greggi nelle terre della campagna romana, tornavano in paese per riunirsi alle loro famiglie”. Volendo affiancare a questo culto ufficiale un altro recuperato dalla tradizione locale, con l’intento sia di marginalizzarlo che di andare oltre con la fantasia, si riscopre “La Pantasima” quale madonna pagana, così come dalla critica moderna è stata più volte definita. Nella differenzazione questa non poteva essere bella come la Madonna ufficiale ed allora le sue fattezze assumono le sembianze dell’orrido, dello spropositato e del grottesco insieme. Anzi più grottesca è la sua rappresentazione più alto sembra essere il grado di denigrazione che la comunità le riserva in quanto personificazione del male.  La festa terminerà con l’incendio della Pantasima dopo un ballo sfrenato accompagnato dall’ilarità di tutto il popolo. Altrettanto significativi della cultura popolare  sono le rievocazioni storiche di eventi realmente accaduti in terra Sabina nei secoli passati.

IMG_20180516_160422Scena della Moresa a Paganico Sabino:”La Resa dei Turchi”-Foto tratta dalla pubblicazione “Rituali carnevaleschi” di Anastasio Spagnoli

Così nel periodo del carnevale avvengono queste rievocazioni con feste  e giochi. Anche in questo caso abbiamo un’ ampia documentazione nel trattato di Anastasio Spagnoli  dal titolo “Rituali Carnevaleschi a Paganico Sabino” anch’esso edito, come il precedente, a cura  delle amministrazioni regionali, provinciale e comunali. Come rileva l’autore, fra questi rituali  assumono particolare importanza quello delle danze armate dove i Mori sono identificati come demoni e, nella rappresentazione,  l’eroica popolazione da vita ad una specie di rivincita sulle scorribande dei Saraceni realmente avvenute in Sabina tra l’876 ed il 916, che furono causa di  morti e distruzioni delle quali si conserva ancor oggi una triste memoria. Anche in questo caso alla base di tutto c’è il desiderio di sconfiggere il male conservandone memoria con un gioco rituale che ne impedisca il ritorno grazie anche al coinvolgimento della popolazione locale nei ruoli di personaggi che ne furono i principali protagonisti nel riscatto.

IMG_20180510_162700                                                                               Salone di rappresentanza del Castello di Collalto Sabino

Collalto Sabino è definito un  nido d’aquila dalla guida dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia dell’edizione 2018 nella quale può vantare una bella recensione. La descrizione infatti prosegue presentandoci: “Le strade di pietra antica, le strade strette, i vicoli immersi in un silenzio irreale”,  posti in una cornice quasi da leggenda intorno al castello baronale. Questi  così come oggi ci appare, dopo essere stato ristrutturato dal barone Alfonso Soderini  nel XVI secolo, prima di quelli più recenti del secolo scorso, è indiscutibilmente la maggior attrazione turistica e la più importante testimonianza storica di questo borgo. Il passato, in particolare quello medievale, è annualmente rievocato attraverso  l’arte del duello affiancandosi a quelle che promuovono le specialità culinarie locali  inframezzate a  diverse rassegne musicali come la bella manifestazione “Borgosound”. Da non trascurare al fine turistico anche i percorsi naturalistici attraverso la Riserva Naturale Regionale Monte Cervia e Monte Navegna. Indiscusso è il vanto di essere il “Paese di Babbo Natale” testimoniato ai visitatori, grandi e piccoli,  dal fascino offerto dalla presenza della neve, immancabile in quel periodo, e dalle note melodiose delle zampogne. Per l’occasione si accompagnano i turisti a scoprire il borgo con le sue tante cantine ricche di buon cibo,di prodotti locali specie quelli del bosco, come la castagna,  e delle creazioni artigianali.

Comune a tutti questi caratteristici borghi è l’aver puntato sul turismo per valorizzare e porre in primo piano la cultura e le tradizioni che affondano le loro radici nei lontani tempi passati conservati con grande amore e riproposti anche con l’intendo di voler ricordare al turista di visitare questi luoghi con rispetto, senza far rumore, e con “piede leggero e sostenibile” come recita un’antica massima.

Gelato Festival Europa 2018- Ulteriore tappa per selezionare i campioni verso la finale mondiale

Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La prima delle nove tappe per la selezione  europea dei partecipanti al Festival del Gelato 2018 che si terrà a Firenze nel prossimo mese di settembre, si è svolta proprio a Firenze dal  20 al 22 aprile al piazzale Michelangelo. In questo stage  inaugurale della kermesse si sono confrontati i migliori maestri gelatieri con l’intento di essere inclusi fra i selezionati alla gara finale che si terrà sempre a Firenze nel prossimo mese di settembre con la proclamazione del miglior artigiano gelatiere  e miglior gelato dell’anno.  Successivamente la manifestazione raggiungerà la nostra città dove si tratterrà da sabato 28 aprile a martedì 1 maggio negli spazi di Villa Borghese(via delle Magnolie) .

Gelato 2018 foto                                                                                                          Partecipanti all’edizione 2017

Le gelaterie presenti nella tappa romana sono: Il Re Sole di Roma, Gran Caffé di Ostia, Tempesta di gusti di Roma, I golosoni di Roma, Il gelatiere di Cerveteri, Accademia di Roma, Nonno Lillo di Roma, Fortini Caffè di Roma, Caffé del Mar di Vieste, Biancaneve e i sette nani di Palermo, Gelatario di Roma, Gelarmony arte del gelato siciliano di Roma, Palazzo del freddo di Roma, Mastrobattista di Latina e Gelateria daRe di Roma. Nell’occasione sarà presente anche la Sindaca Virginia Raggi. I partner strategici di questa golosa iniziativa  sono Carpigiani, la più importante industria di macchine per produrre gelato e Sigep – Italian Exhibition Group – la maggiore manifestazione del comparto freddo/gelateria che annualmente si svolge nei padiglioni di Rimini Fiera.  In questa occasione, unica per scoprire i segreti del mondo del gelato, fra golosi assaggi,sono offerte interessanti possibilità  di assistere ad iniziative a tema, laboratori didattici e alla produzione del gelato nel più grande laboratorio mobile al mondo: Buontalenti , sistemato in tre grandi food truck da 13 metri. Un biglietto da 10 euro (ridotto per i bimbi sotto il metro), disponibile anche in prevendita sul sito (www.gelatofestival.it/biglietto), darà diritto all’assaggio di tutti i gelati in gara, più quelli degli sponsor e alla partecipazione alle attività del villaggio.

Gelato 2018

Dopo Roma il festival si sposta a  Torino in piazza Vittorio Veneto dove si tratterrà da sabato 5 a domenica 6 maggio, e si concluderà a Milano in piazza Castello nei giorni di sabato 12 e domenica 13 maggio negli spazi sia della Milano Food Week che del circuito Milano Food City. Le successiva tappe sono all’estero in una partnership con il gruppo  McArthurGlen, i cui outlet ospiteranno alcune delle tappe fuori dai nostri confini.  Il tour estero parte infatti con lo stage al McArthurGlen outlet di Berlino (1-2 giugno), continua a Varsavia (9-10 giugno), a Covent Garden a Londra (23-24 giugno) e termina al McArthurGlen outlet di Parndorf (Vienna) il 6 e 7 luglio. Il programma continentale culminerà con la All Star a Firenze (14-16 settembre), la gara dei campioni, che riunisce e mette a confronto su un unico palco tutti i vincitori delGelato Festival dal 2010 ad oggi, prima di varcare l’Atlantico per l’edizione americana, in 8 tappe tra la West Coast e –per la prima volta –la East Coast. L’obbiettivo finale di tutta la campagna è stata illustra Achille Sassoli, Market Development Director di Carpigiani Group, nel corso di una conferenza stampa: “… partito a gennaio a SIGEP, ci porterà verso il Gelato Festival World Masters  nel 2021, voluto dai Concessionari Carpigiani che hanno già organizzato 22 Challenge in 10 paesi e tre continenti con il coinvolgendo di quasi 500 maestri gelatieri. Questa partnership e i suoi sviluppi a livello mondiale, su mercati per noi chiave, confermano la nostra volontà di fornire il miglior supporto possibile a tutti i gelatieri, i primi portavoce del prodotto che sta conquistando il mondo del food con la sua artigianalità e creatività.”

gelato 2018 - foto 1Firenze: Piazzale Michelangelo che sarà sede della selezione finale dei candidati italiani nrl prossimo mese di settembre

La World Masters 2021 sarà la sfida che vedrà impegnati i migliori gelatieri artigianali del pianeta con centinaia di prove in quattro anni su cinque continenti, con giurie tecniche e popolari per aggiudicarsi il titolo di campione mondiale. I primi 8 classificati di ciascuna tappa del Gelato Festival Europa 2018 conquisteranno il diritto a proseguire nella sfida verso la finale. Non si tratta solo del principale torneo individuale internazionale di categoria, ma di un progetto di posizionamento strategico del gelato artigianale e di tutta la filiera, con l’obiettivo di coinvolgere nella sfida 5.000 chef gelatieri da tutto il mondo e generare un +15% di indotto per il settore, con un media value globale per il made in Italy stimato in 50 milioni di euro.

Nel tour fra le maggiori città italiane ed estere, sono coinvolti 150 gelatieri in 8 stage, per poi tornare a Firenze a metà settembre con la “All Star”,  la sfida finale tra i vincitori di tutte le precedenti edizioni della kermesse. Come da tradizione l’appuntamento, che in ogni città vedrà la presenza di 16 tra i migliori gelatieri artigianali della Penisola selezionati tra oltre mille candidati, ognuno dei quali porterà in assaggio le proprie specialità. Intesa Sanpaolo è il Top Sponsor di Gelato Festival 2018 in Italia. La partnership non si esaurirà nelle tappe delle piazze dove Intesa Sanpaolo è partner del concorso, ma continuerà nelle filiali e negli eventi sul territorio organizzati con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze italiane e la cultura del saper fare.  I maestri gelatieri che si distingueranno ai Festival saranno chiamati a portare il loro know-how artigianale e i gusti premiati in un ricco programma di appuntamenti che si svilupperà durante tutto l’anno.  La varie manifestazioni organizzate offriranno ai buongustai di tutto il mondo, in particolare alle famiglie, una buona occasione per un giorno di vera festa all’insegna dello stare insieme e del buon sapore.

La Cipolla Bianca di Margherita Igp si propone promotore del territorio di produzione.

Donatello Urbani – Foto courtesy Ufficio Stampa Morganti Tempestini

La buona accoglienza che ha riservato l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche alle sollecitazioni degli amministratori locali hanno reso possibile ad una eccellenza che arriva dalle terre pugliesi, quali la Cipolla Bianca di Margherita Igp, fosse il simbolo rappresentativo del luogo di produzione. Le peculiarità del prodotto, che ha ottenuto due anni fa il marchio d’indicazione geografica protetta, sono state spiegate durante la conferenza stampa, alla presenza di Leo Bertozzi segretario generale di Aicig, Giuseppe Castiglione presidente del Consorzio di Valorizzazione e Tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp, Ruggiero Piazzolla agronomo, Antonio Russo produttore. Presente anche lo chef Salvatore Riontino che nell’occasione ha preparato alcune ricette a base della specialità pugliese. «La nostra cipolla è rimasta sempre la stessa negli ultimi due secoli – ha commentato Giuseppe Castiglione -viene prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Ba), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). La nostra cipolla è versatile, si presta bene per ogni tipo di ricetta, dagli antipasti ai primi piatti, dai secondi alle zuppe, fino alla confettura a base di cipolla da abbinare con i formaggi. Cotta si abbina a numerose ricette, in particolare ai secondi piatti, anche se cruda esprime al meglio il suo sapore”. Tutte queste peculiari caratteristiche  non potevano restare sconosciute ed hanno interessato i più importanti operatori commerciali ad iniziare dalla grande distribuzione. Prova tengibile sono stati gli incrementi di produzione di questi ultimi anni che hanno raggiunto livelli considerevoli  arrivando a toccare ben 22.164 quintali, con un incremento del 30% in più sulla produzione del 2016. “Siamo convinti che con le opportunità offerte dal marchio Igp, “nelle parole del segretario Giuseppe Castiglioni,  “si possano aprire nuovi mercati. L’obiettivo per il 2018 è mantenere questa percentuale di crescita».

cassa con marchio

Le proprietà salubri che vengono riconosciute alle cipolle sono note fin dall’antichità come testimoniano i resti d’insediamenti umani risalenti ad oltre 5000 anni a.C.. Interessanti sono anche le credenze che hanno accompagnato nei secoli questo prodotto. I gladiatori romani strofinavano i loro muscoli con le cipolle credendo che li irrobustisse e li facesse crescere mentre fra la popolazione  era comune credere che cibandosene si combattesse l’infertilità, proprietà riconosciutagli anche per gli animali. Grazie, però, ai nostri chef quella che da sempre é considerata una componente complementare  nel cucinare le pietanze, recita oggi la parte di attore principale e a pieno titolo è entrata a far parte come componente fondamentale nelle nuove diete alimentari per il suo alto potere nutrizionale e le poche calorie contenute.