Domenica 30 settembre 2018 – Giornata nazionale dei Borghi Autentici d’Italia all’insegna delle eccellenze del cibo e del vino delle varie località

Testo e Foto di Donatello Urbani

Per la terza volta l’Associazione Borghi Autentici d’Italia richiama l’attenzione dei turisti organizzando su ben 60 comuni rassegne, sagre e feste che, in linea con le indicazioni ministeriali , sono rivolte al cibo ponendo le loro attenzioni sull’enogastronomia dei vari territori. Infatti “Cibo e vino: orgoglio di comunità” è il tema scelto per questa terza Giornata Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia che si svolgerà il 30 settembre 2018 con una festa diffusa su tutto il territorio nazionale e che vede la partecipazione di oltre 60 piccoli e medi comuni aderenti all’Associazione Borghi Autentici d’Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, i comuni che parteciperanno all’evento racconteranno la storia dei loro sapori, attraverso una serie d’iniziative dedicate, tra street food, show cooking, mercatini autentici a km 0, convegni, mostre fotografiche ed eventi di carattere antropologico e storico. L’elenco aggiornato delle località dove si svolgeranno queste manifestazioni è riportato sul sito web www.borghiautentici.it oppure telefonando 0524.587185 o per e.mail associazione@borghiautenticiditalia.it.

Festival del medioevo – Per la quarta volta a Gubbio, dal 26 al 30 settembre 2018, prende vita un confronto tra storia e attualità sapientemente accompagnate da attrattive turistico-culturali.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Saper scrutare le vicende passate e confrontarle con le attuali, come vuole la saggezza popolare che in proposito ha coniato la massima: “La storia maestra di vita”. Su questa falsariga si sono mossi gli organizzatori del Festival del medioevo che negli ultimi giorni di settembre di ciascun anno – in questa occasione dal 26 al 30 – anima Gubbio, cittadina umbra conosciuta come  “la città di pietra”  per il fatto che giorno dopo giorno di ciascun anno vive la quotidianità in uno scenario rimasto incontaminato dal medioevo.

20180912_102810                                                            Gubbio: Scorcio con veduta della Cattedrale e del Palazzo Pretorio

Barbari. La scoperta degli altri” è il tema di questa quarta edizione che propone un viaggio tra i popoli e gli individui in mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia. Tutti concetti che nelle parole di Federico Fioravanti, padre e animatore di questa iniziativa, sono presenti come: “… gli altri, quelli diversi da noi, che parlano lingue oscure e appaiono come nemici. Diversi, lontani, misteriosi, mescolati dalle guerre e dai commerci e catapultati all’improvviso in mondi sconosciuti. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l’alterità e l’identità, l’amico e lo straniero, l’estraneo e il diverso. Una parola che  contiene in sé l’idea di un territorio definito, di una separazione. Ma indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare”.      20180912_102640Maestro della Croce di Gubbio (attivo fine XIII inizi XIV sec.). “Maestà” – 1310/1315. Tempera su tavola. Museo Civico di Gubbio

Oltre il nutrito calendario di conferenze sono da segnalare, per l’importanza che rivestono, un gran numero di eventi e mostre temporanee di notevole richiamo anche internazionale quali:

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Dall’alto: Grosso agontano di Ancona – Bolognino grosso – Fiorino stretto di Firenze –    Cassaforte domestica in legno del XIV/XV secolo

“Un giorno nel medioevo – La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV” allestita nelle Logge dei tiratori della lana – Piazza Quaranta Martiri -. La mostra, voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è frutto della collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e il Festival del Medioevo. Sono quasi cento i pezzi in esposizione che provengono da musei, Archivi di Stato, biblioteche, diocesi, istituzioni pubbliche e collezionisti privati. La mostra è arricchita da 18 brevi filmati e da mini lezioni di storia tenute da altrettanti autori del Festival del Medioevo. L’altra  rassegna di grande rilevanza é: “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi e Enrica Neri Lusanna, racconta il periodo d’oro della città dei Ceri, tra la fine del Duecento e la seconda metà del Trecento, attraverso eccezionali prestiti dall’Italia e dall’estero. L’ampia raccolta di opere d’arte esposte si articola in due diverse sedi Palazzo dei Consoli, Palazzo Ducale e Museo Diocesano sia pure con un unico biglietto consente di visitare le tre sezioni espositive ma anche tutte e tre le sedi museali. Costi: Intero 12,00 € – Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni – Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni – Biglietto famiglia 10,00 € per adulto + 5,00 € per bambino dai 6 ai 14 anni compiuti. Sconti: presentando il biglietto d’ingresso dell’altra mostra si ha diritto alla tariffa ridotta. Info sul sito: www.gubbioaltempodigiotto.it. Orari: dalle ore 10.00 alle 19.00 (le biglietterie chiudono alle ore 18.00). Disponibili: catalogo, audioguida, visite guidate.

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Palmerino di Guido (?): Croce dipinta                                                                                                         Giotto: Crocifissione (particolare)

A queste due importanti rassegne si aggiunge un nutrito calendario di eventi fra i quali: Visite guidate (prenotazione obbligatoria) Tutti i giorni, alle ore 10.00 e alle ore 15.00 alla scoperta dei tesori d’arte della Gubbio medievale. Info e prenotazioni: Servizio Turistico Associato – Via della Repubblica, 15 e mail info@iat. Gubbio.pg.it –  tel. 075 922 0693.  Rassegne di antichi mestieri in Piazzale Arturo Frondizi, 17 Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30 Gli antichi mestieri rivivono grazie ad una fedele ricostruzione storica: fabbri, sarti, calzolai, scalpellini, falegnami ceramisti e pittori, tra sapienza artigiana e innovazione. Dimostrazioni artistiche e scene di vita quotidiana. L’artigianato e i mestieri d’arte. Evento a cura della Fondazione Arti e Mestieri di Gubbio.

20180912_102414Gubbio: Absise della Chiesa di San Francesco – Maestro dei Crocifissi francescani – Guido di Pietro da Gubbio : “Storie di San Francesco”

Inoltre nel Monastero di San Francesco tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30 I rievocatori della Mansio Templi Parmensis raccontano il “Mondo dei templari”, la vita quotidiana e la storia dei monaci-guerrieri nella seconda metà del XIII secolo, al di là della leggenda e di fantasiose interpretazioni storiche. Gli usi e i costumi in pace e in guerra, una fedele ricostruzione di una mansio, lo studio delle erbe medicamentose e le ricette originali di una cucina ricca di richiami orientali. In Piazza San Giovanni Sabato 29 settembre a partire dalle ore 16.00 fino al calar del sole ci sarà un’esibizione della Compagnia Arcieri Storici Castrum Collis Palumbi in una postazione di tiro libero posizionata in una delle piazze più belle di Gubbio. Mostra di archi e complementi con illustrazione dell’arceria storica . Evento realizzato in collaborazione con l’Associazione Quartiere di S. Giuliano.  A seguire in Piazza Grande Sabato 29 settembre dalle ore 17.30: “Corteo storico della Società Balestrieri di Gubbio”   e dalle ore 18.00 “Esibizione: tiro con la balestra antica all’italiana” Inoltre tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 19.00 “Tiro con la balestra per bambini”. Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 settembre annunciata da squilli di chiarine e rulli di tamburi, con numeri di squadra e solisti a una, due e tre bandiere è il turno degli Sbandieratori di Gubbio.. Vengono utilizzati i vessilli con gli stemmi dei quartieri eugubini: S. Martino, S. Giuliano, S. Pietro e S. Andrea. A cura del Gruppo Sbandieratori di Gubbio. In Piazzale Frondizi ci sarà l’opportunità di assistere alle esibizioni dei Falconieri del Re con falchi, poiane, aquile, gufi e barbagianni accompagnati da spiegazioni sulle origini e lo sviluppo della falconeria. Di grande effetto scenico saranno i cortesi storici dei vari quartieri cittadini – San Giuliano, San Pietro e Sant’Andrea – che si esibiranno nelle strade cittadine nei giorni di venerdi 28, sabato 29 e domenica 30 settembre. Trekking letterari e visite guidate alla conoscenza dei più importanti monumenti della città, quali l’apertura straordinaria, a cura del FAI alla Cappella del Rosario nei giorni 29 e 30 settembre, si aggiungono a questo nutrito programma che si completa con due iniziative di notevole richiamo culturale e turistico: l’allestimento in Piazza Quaranta Martiri nel chiostro del Monastero di San Francesco, delle “Botteghe dell’arte” dove rivivono i laboratori artistici e le occupazione della vita quotidiana  dei secoli passati. L’altra iniziativa è stata predisposta  all’interno della biblioteca comunale Sperelliana, dove, in notturna, sono previste varie tornate di “Giochi di Ruolo” ambientati nella Britannia e liberamente ispirate alla prima avventura del gioco “Lex Arcana”. I giocatori saranno impegnati nella ricerca dell’antico scudo sacro dell’ancile. Informazioni sulla partecipazione e prenotazioni al numero tel. 333.4767985 o per e.mail info@alkimiagubbio.it .

20180912_102459Gubbio:Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido?): Cappella Sforzolini – Chiesa di San Francesco

Indubbiamente le attrattive intorno alle quali ruota l’intera manifestazione  sono gli oltre duecento protagonisti tra storici, scrittori, artisti, architetti, scienziati e giornalisti che animeranno importanti attività turistiche e culturali fra le quali meritano una particolare segnalazione:

Mercoledi 26 settembre: alle ore 10.00 nella sala azzurra del Centro Santo Spirito, piazzale Arturo Frondizi, 17, Inaugurazione con Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e l’intervento di Federico Fioravanti, ideatore del Festival del Medioevo e Filippo Mario Stirati, Sindaco di Gubbio, alle quale seguiranno varie conferenze che occuperanno l’intera giornata a partire dalle ore 12.00  A queste seguirà alle Ore 21.30 nel chiostro del complesso monumentale di San Pietro in Piazza San Pietro lo spettacolo di Mario Pirovano con Johan Padan a la descoverta de le Americhe, uno dei testi più belli e coinvolgenti di Dario Fo interpretato dall’attore Mario Pirovano, allievo ed amico del grande autore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997 Costo biglietto: 10,00 € Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica 15. Per prenotazioni: 075 922 0693 – info@iat.gubbio.pg.it.

Giovedi 27 settembre – Saranno interessate sempre con conferenze ed intrattenimenti vari due diverse location: a)- Centro Santo Spirito, Sala Azzurra: a partire dalle ore  9.00; b) Complesso Monumetale di San Domenico – P.za Giordano Bruno – ore 9,30/12,00 focus “L’educazione all’ombra delle cattedrali”. TEATRO COMUNALE RONCONI Via Capitano del Popolo, 17: Ore 21.30 Alessandro Campi, Federico Fioravanti, Gianni Scipione Rossi e Roberto Segatori nel talk show “BAR BAR”: I linguaggi della politica nell’Italia del XXI secolo.

Venerdi 28 settembre 2018: nella sala Azzurra del Centro Santo Spirito in Piazzale Arturo Frondizi, 17 proseguono le conferenze e la presentazione di libri d’interesse storico a cura degli stessi autori. Nel chiostro del Complesso Monumentale di San Pietro alle ore 20,30 ci sarà un’esibizione degli allievi del Polo Musicale Al Fondino e, sempre alla stessa ora, 20,30, è stata organizzata nel Castello di Petroia una cena con i templari da prenotare www.petroia.it o tel.075920287.  Conclude la serata lo spettacolo a cura dell’Ensemble Micrologus del Centro Studi Europeo di Musica medievale  Adolfo Broegg  Fondation Royaumont alle ore 21.30 nella chiesa di Sant’Agostino in Via di Porta Romana, 7 Costo biglietto: 10,00 €. Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica, 15.Per prenotazioni:  075 922 06 93 –  info@iat.gubbio.pg.it .

Sabato 29 settembre 2018: nella sala azzurra del Centro Santo Spirito Piazzale Arturo Frondizi, 17 proseguo delle conferenze a partire dalle ore 9,15 alle quali seguiranno nel refettorio del Monastero di San Francesco  una Tolkien Session 2018 in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani sul tema: “Medioevo romantico: l’Età di Mezzo nell’Ottocento e nel “Signore degli Anelli” e nella sala trecentesca di Palazzo Pretorio in Piazza Grande si terrà a partire dalle 10,30 una tavola rotonda sulla mostra Gubbio al Tempo di Giotto –  Tesori d’arte nella terra di Oderisi  alla quale segue una lezione spettacolo sul “Mare e le cose. Piccole storie mediterranee” Ore 21.30 – Chiesa di sant’Agostino in Via di Porta Romana, 7 Costo biglietto: 10,00 €. Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica 15. Per prenotazioni: 075 922 0693 – info@iat.gubbio.pg.it.

Domenica 30 settembre 2018: sala azzurra del Centro Santo Spirito, a partire dalle ore 9,30 serie di conferenze  alle quali segue nel refettorio del Monastero di San Francesco un focus sul tema: “Barbari, Monete ed Economia”.

Maggiori notizie su gli eventi in programma sul sito www.festivaldelmedioevo.it

 

Terrazza Termini: è un’orchestra tutta italiana che accompagna ogni giornata, un teatro all’aperto dove vanno in scena le migliori specialità del nostro paese

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Si attendeva il completamento della Terrazza Termini da quando due anni fa,  il 28 giugno 2016, avevamo assistito all’inaugurazione del primo tratto. Già allora avevamo intravisto questo progetto come l’anello mancante per avere anche noi nella capitale d’Italia una stazione ferroviaria che tenesse il passo  ed il confronto con le altre capitali europee.  Ancora un anno di attesa e poi anche l’ampio parcheggio con una capacità di ricovero di ben 1.400 auto sarà ultimato e l’intera opera potrà dirsi conclusa felicemente.

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Questi  nuovi 3mila metri quadrati destinati , che si aggiungono ai precedenti 2.800 inaugurati nel 2016,  sono destinati ad ospitare spazi commerciali, servizi di accoglienza, sedute, tavoli, wi-fi free e una proposta gourmet fra le più complete atta a soddisfare le esigenze non solo dei viaggiatori ma anche della popolazione residente. Per la realizzazione di questo nuovo spazio si è reso necessario un investimento economico complessivo di circa 32 milioni di euro di cui 25,6 milioni di euro finanziati da fondi pubblici autorizzati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE); 6,4 milioni di euro a carico di Grandi Stazioni Rail. La “Terrazza Termini”, costruita in vetro e acciaio, è raggiungibile dalla cosiddetta Galleria gommata, accessibile da via Giolitti, via Marsala e Piazza dei Cinquecento. È collegata con gli spazi di stazione da otto ascensori, di cui quattro panoramici, quattro scale mobili e due gruppi di scale fisse che la collegano ai binari, alla metropolitana e alla Galleria gommata, da cui è possibile raggiungere direttamente le zone sosta di taxi e autobus. La struttura è inoltre dotata di impianti audio e video di ultima generazione per l’informazione ai viaggiatori e sistemi anti-incendio all’avanguardia. Per garantire elevati livelli di sicurezza è anche presente un sistema di videosorveglianza con 44 nuove telecamere ad alta definizione. Il sistema è collegato con la sala operativa della Polizia Ferroviaria e con la “control room” di Grandi Stazioni Rail.

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Pastry & Food Experience Rinaldini                                                            L’angolo della Norcineria Mancini con la porchetta di Ariccia

Il tutto è stato pensato in funzione del viaggiatore, sia in partenza che in arrivo, senza disdegnare il residente in città, sia romano che turista di passaggio, dove qui può trovare un punto di socializzazione o di relax. L’atmosfera che si respira è oltremodo accogliente e cosa assolutamente da non disprezzare è accompagnata da proposte enogastronomiche altrettanto attraenti. In questi nuovi 3/mila metri quadrati è possibile trovare  eccellenze e nomi famosi. I nuovi sei ristoranti aperti in quest’area accolgono marchi della ristorazione noti a livello nazionale ed internazionale. Per  Rinaldini  la “Pasticceria è gioia”, con i suoi noti MacaRal. La novità dell’estate è “hydRah”, acque rinfrescanti e detox con frutta fresca, disponibili in comode bottigliette pronte da bere, un vero elisir di vitalità per chi è sempre in viaggio. L’obbiettivo è quello di soddisfare i gusti, spesso differenti, delle persone collegando la pasticceria alla moda, la tradizione al futuro, il cibo alle sensazioni.  Come scrisse il grande Carlo Goldoni “viva la cioccolata e colui che l’ha inventata”.

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Pasticceria siciliana                                                                                                                     Il dischetto messo a punto da Bottega Portici

Altro esercizio sorprendente é la Bottega Portici che “per la prima volta esce fuori dai confini dell’Emilia Romagna scegliendo la Stazione Termini di Roma”, come ha dichiarato Bacchi Reggiani che conclude affermando: “questa non poteva non omaggiare la città eterna con alcune delle tradizioni romane che diventeranno proposte di pasta del giorno. Questa apertura precede quelle di Franciacorta e Milano che arriveranno subito dopo l’estate.“ Una formula semplice ed innovativa è stata messa in piedi per l’occorrenza da Bottega Portici a tutto vantaggio del viaggiatore che spesso a poco tempo disponibile per consumare un pasto in condizioni di confort migliori di quelle offerte all’interno del treno.

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Protagonisti indiscussi: tortellini, tortelloni, tagliatelle alla bolognese e molto altro che saranno piacevoli compagni di viaggio, gustose attese, sorprendenti arrivi, ma anche bontà da regalare o portare a casa per prepararle a proprio piacimento.  Il cliente dopo il pagamento riceve un dischetto in cui viene caricato l’ordine che nell’arco di pochi minuti s’illumina per avvertire che il pasto scelto è pronto. Al cliente la scelta di gustarlo all’interno della Bottega o in qualsiasi altro luogo grazie alla comoda “cup” e alle posate completamente compostabili, perfette per il “take away”. Specialità romane per eccellenza sono offerte dalla nota norcineria Mancini di Ariccia che con i suoi 130 anni di storia propone l’originale ricetta a marchio IGP, della famosa porchetta di Ariccia che risale alla tradizione contadina fatta con ingredienti semplici e naturali. Inoltre è offerta la possibilità di acquisti a portar via “take away” con le confezioni sotto vuoto che consentono di trasferire in famiglia, una volta rientrati a casa, un sapore tipico romano.

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Per gli amanti di gusti e sapori esotici non c’è che da scegliere fra un dolce tipico della Sicilia: il famoso “cannolo”,  oppure andare dall’altra parte del mondo con il “Sushi Daily”, il brand di proprietà dell’azienda Kelly Deli che sta rivoluzionando il modo di concepire e gustare le specialità della cucina giapponese con un concept innovativo di Sushi Kiosk , aperto dalle 7,00 alle 23,00, con prodotti freschissimi di prima qualità nella duplice opzione take away o consumo al tavolo. Molte altre sono le novità che sorprenderanno i visitatori di questa “Terrazza Termini delle Meraviglie”.

Recanati città della cultura

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Malgrado i buoni risultati ottenuti in questi ultimi anni, affidare alla cultura lo sviluppo socioeconomico di una cittadina di periferia può rappresentare ancor oggi una scommessa come nel caso messo in piedi dalla città di Recanati (AN) che può vantare di aver dato i natali a due importanti figure della cultura nazionale: il poeta Giacomo Leopardi ed il tenore lirico Beniamino Gigli. 20180720_163003

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Il poeta Giacomo Leopardi                                                                                                                                          Il tenore Beniamino Gigli

In questa politica si sono mossi gli amministratori comunali di Recanati  provvedendo prima al restauro del monumento funebre di Beniamino Gigli, che ha rappresentato vanto e gloria per l’Italia negli anni 1939/45, e renderlo successivamente meta ed attrazione turistica per gli estimatori presenti in molte parti del mondo. Tiene ad affermare il nipote, omonimo del più famoso nonno, nel corso di una breve cerimonia al termine dei lavori di manutenzione e restauro: “Dopo anni di diatribe in cui la tomba versava in pessime condizioni per le infiltrazioni di acqua che avevano danneggiato la struttura e gli affreschi all’interno, finalmente l’amministrazione comunale ha restituito alla cittadinanza e al mondo il monumento funebre della famiglia ideato e realizzato dal fratello di Gigli, Catervo. Fu lo stesso Beniamino che intorno al 1930 commissionò l’opera al fratello per dare degna sepoltura ai loro genitori. Catervo Gigli, che si era diplomato in Belle Arti a Roma, trasse l’ispirazione dall’arte egizia per far edificare il Mausoleo Funebre. Il monumento ha infatti una forma piramidale a base quadrata ed è interamente realizzato in conci di travertino. Le spoglie dell’artista sono conservate nel sarcofago marmoreo posto di fronte all’ingresso. L’interno è completamente dipinto a tempera a secco dal maestro recanatese Arturo Politi su cartoni del maestro Biagio Biagetti e all’esterno, ai lati del portale, due statue bronzee, realizzate dallo stesso Catervo, raffigurano le virtù teologali: Fede (donna che porta la croce) e Carità (donna con bambino)”.

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La terza virtù teologale: la Speranza, è presente all’interno del monumento ai piedi del Cristo Risorto che come scritto (in lingua latina) testimonia a tutti i suoi fedeli la speranza della resurrezione dai morti e la vita eterna. Aprire questo monumento ai turisti è nei programmai dell’amministrazione comunale che per bocca dell’Assessore Comunale alla Cultura ne garantisce la fruibilità negli orari di normale apertura del cimitero (vedi quanto riferito dettagliatamente a fondo pagina). Da qui inizia un vero percorso culturale denominato “Quattro passi con Beniamino Gigli” che conduce i turisti a scoprire i luoghi percorsi nei primi anni della sua formazione artistica, nella Cattedrale cittadina dove era prezioso componente della Schola Cantorum, oppure nei luoghi dove anche dopo i numerosi successi era solito ritornare per salutare gli amici e spesso esaudiva con piacere le loro richieste di: “Cantaci qualcosa Beniami”.  Una vera full immersion sulle memorie ed i successi ottenuti da Gigli in vita si trova nel museo appositamente allestito in uno storico palazzo cittadino. Qui non si rivive solo la vita artistica di uno dei maggiori rappresentati italiani, bensì questa è una bella occasione per gettare uno sguardo importante sulla vita culturale della nostra nazione nel periodo compreso fra la due guerre mondiali quando l’Italia era per tutti l’indiscusso punto di riferimento del “bel canto”.

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A tutto questo si accompagna un intenso programma culturale, per un pubblico vasto ma esigente e curioso proteso a soddisfare una pluralità d’interessi e di desideri verso la musica, verso la conoscenza, lavorando per mantenere sempre alto il livello delle proposte e rivolgendo l’attenzione sia per i maestri consacrati, sia per i talenti emergenti. Punti di forza di questo programma sono vari percorsi organizzati, assistiti culturalmente e accompagnati dalle più significative interpretazioni di Beniamino Gigli, tutti all’interno del centro abitato, un vero gioiello architettonico che conserva ancora quasi intatte presenze di epoca rinascimentale. A Giacomo Leopardi sono riservati altri due percorsi: il primo attraverso  il “natio borgo selvaggio” che a distanza di due secoli dalla presenza del poeta ha lasciato intatte le testimonianze architettoniche modificando di pari passo quelle sociali e di relazione in particolare con i visitatori, come richiesto dalle attuali buone regole di ospitalità.

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Il chiostro del covento delle Suore Clarisse                                Il panprama “Infinito” visibile dal giardino del convento delle Suore Clarisse

La seconda iniziativa leopardiana,curata dall’Ufficio Iat.Tipico.tps, che in date ben definite nei mesi da giugno a settembre, prevede un nutrito numero di visite guidate nel Convento delle Suore Clarisse facendo rivivere ambiente ed atmosfera identiche a quelle che suggerirono al poeta il componimento “L’Infinito”. E’ questo un raffinato incontro con la poesia leopardiana che conserva intatti tutti quei valori culturali ed etici che hanno per gli uomini validità ed importanza senza tempo.

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Lorenzo Lotto, pittore rinascimentale che ha trascorso vari periodi della sua vita a Recanati, è il protagonista di un altro percorso culturale che ha nel museo civico il suo centro animatore. Lotto vive a Recanati il periodo più ricco e florido della sua attività artistica ed in questa città, tanto per committenti religiosi quanto laici,  lasciando opere di notevole interesse artistico quali L’Annunciazione dove i vecchi canoni artistici e teologici vengono ribaltati ed integrati con altri di nuova concezione teorica, oppure il polittico di San Domenico una delle pale d’altare giunte fortunatamente fino a noi, quasi integre. Inoltre nel museo cittadino sono ospitate mostre ed iniziative culturali temporanee come in questi giorni dove, in apposita ala del complesso della Villa Colloredo Mels, è possibile visitare, fino al prossimo 30 settembre, un’interessante mostra sulle opere di Marc Schagall.

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Chiesa di San Domenico vista da P.za Leopardi –                  Tre vini tipici del territorio: Uno spumante metodo classico – Un bianco fermo prodotto, voce popolare, da vitigno verdicchio trasferito a sud dal territorio originario – Un rosè spumante prodotto con uve “Vernaccia di Serrapetrona” lasciate in fermentazione per tre anni in lieviti.

Le marche sono il regno della pace e del silenzio, con i suoi paesaggi collinari, verdi ed incontaminati, una terra mistica, dove racchiudersi in preghiera e cercare la pace dell’anima. Scriveva Italo Calvino: “Ogni formaggio aspetta il suo cliente, si atteggia in modo da trarlo….in un arrendevole abbandono”. Il vino è viaggio, il vino è arte: “…e perché meno ammiri la parola, guarda il calor del sol che si fa vino, giunto all’amor che nella vite cola” (Dante – Purgatorio, canto XV).

Recanati (AN)- Orario di apertura del cimitero: dal 1 maggio al 1 settembre, dalle 7 alle 19-  dal 1 ottobre al 30 aprile successivo dalle 8 alle 17,30. Informazioni e notizie sui calendari delle manifestazioni ed attività culturali, inclusi i relativi costi di partecipazione, si possono avere  tel.  +39.071981471 – per e.mail recanati@sistemamuseo.it –oppure sui siti www.infinitorecanati.itwww.italytolive.it

 

FARA MUSIC FESTIVAL – La musica jazz anima l’estate della Sabina con le sue note.

Donatello Urbani

Da dodici anni Fara in Sabina (Rieti) propone ai suoi turisti estivi una pausa musicale da abbinare al soggiorno che comunque conserva nella lussureggiante bellezza di una natura , silenziosa e incontaminata lontana dalle correnti di traffico, la sua caratteristica fondamentale.  A tutto questo si aggiunge  una sana quanto saporita enogastronomia, grazie al miglior olio extravergine di oliva esistente al mondo.

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Significative in proposito le parole dell’Assessore Paola Trambusti che nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento ha dichiarato: “Il turista che sceglie per le proprie vacanze la nostra cittadina, non solo nei mesi estivi, ha scelto di allontanarsi dal turismo di massa mordi e fuggi preferendo trascorrere da noi una vacanza improntata alla salubrità,  al relax e alla cultura senza disdegnare la nostra semplice quanto saporita enogastronomia. I concerti proposti in questo Festival, tutti con ingresso gratuito, sono abbinati ad iniziative culturali quali visite guidate alle sedi dei più significativi monumenti culturali cittadini dal Museo del Silenzio all’interno di un Monastero di Clausura delle Clarisse, al Museo Archeologico che conserva prestigiosi reperti della civiltà sabina provenienti dagli scavi effettuati in  siti prestigiosi quali la città di Cures o Trebula Mutuesca.

800px-ItalyFaraSabinaConventoClarisse2                                                                           Fara in Sabina: Ingresso al Monastero delle Clarisse

Caratteristica di questa dodicesima edizione è averla abbinata alla rassegna “Borghi Swing” , manifestazione promossa dal Ministero dei Beni Culturali – Mibact – fra i sette borghi più musicali d’Italia, della quale Fara Sabina ne fa parte grazie proprio all’organizzazione di questo Festival. Inoltre, come per le precedenti edizioni, anche questa avrà una “Summer School” con corsi di specializzazione per giovani musicisti  e un riferimento con la cultura musicale di una nazione europea che per l’edizione 2019 sarà l’Austria. Spetta di diritto al direttore artistico Enrico Moccia presentare il cartellone dell’intera rassegna musicale che include: “ Il Fara Music Festival, 23/29 Luglio, XI Edizione. Tutti i concerti hanno  inizio alle ore 21:30, con ingresso gratuito, nel Piazzale Roma, parco antistante la pineta di Fara in Sabina, nei giorni:

23/07: GV3 Giuseppe Vitale Trio feat. Cutello Bros – Giuseppe Vitale (piano), Stefano Zambon (contrabbasso), Edoardo Battaglia (batteria).  Special guest Matteo Cutello (tromba) e Giovanni Cutello (sax);

24/07: George Garzone/Leo Genovese Quintet – George Garzone (sax) Leo Genovese (pianoforte) Daniele Germani (sassofoni), Stefano Battaglia (contrabbasso) e Juan Chiavassa (batteria);

20180615_120652                                                                                                Il maestro Gegè Telesforo

25/07: Gegè Telesforo Quartet – Gegè Telesforo (voce), Dario Deidda (basso), Stefano Costanzo (batteria) Marco De Gennaro (pianoforte).

26/07: Tomasz Chyła Quintet – Tomasz Chyła (violino), Piotr Chęcki (sassofono), Szymon Burnos (piano ed elettronica), Krzysztof Słomkowski (contrabbasso), Sławek Koryzno (batteria).

27/07: Quantum Trio – Michal Jan Ciesielski (sax), Kamil Zawislak (piano) e Luis Mora Matus (batteria).

28/07: Mike Moreno Quartet – Mike Moreno (chitarra elettrica), Kendrick Scott (batteria), Matt Brewer (basso) e Aaron Parks (pianoforte).

29/07: Aaron Parks Trio – Aaron Parks (pianoforte), Matt Brewer (contrabbasso), Kendrick Scott (batteria).

In parallelo ai concerti principali si terrà la rassegna “Borghi Swing” che si svilupperà all’interno del Borgo di Fara in Sabina con set interamente acustici per un ritorno alle origini quando ancora l’ascolto non prevedeva amplificazioni. Un vero e proprio salto nel passato ma con uno sguardo verso il futuro per promuovere un territorio che da anni ormai ha aperto le porte al jazz e alla cultura. Tre le location di Fara all’interno delle quali si avvicenderanno gruppi jazz italiani under 35: la chiesa di Santa Chiara, costruita nel 1643, il Museo del Silenzio del Monastero delle Clarisse, del 1673. I concerti in programma avranno il seguente calendario:

28/07 – ore 18:15 – Ermanno Novali Piano Solo – Chiesa di Santa Chiara. A seguire alle  ore 19:30  Zadeno Trio – Monastero delle Clarisse;

29/07 – ore 11:15 – Cocoon -Chiesa di Santa Chiara  e alle ore 12:30 – PS3 (Pietro Santangelo Trio)  – Monastero delle Clarisse. A seguire alle ore 18:15 – Sidewalk Cat Quintet – Chiesa di Santa Chiara e alle ore 19:30 – Zarrinchang Trio – Monastero delle Clarisse”.

Maggiori notizie ed informazioni sul sito www.faramusic.it

“Peroni Cruda” chiude la mostra “Acqua e Birra per Roma Capitale”

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

E’ stato un eccezionale finissage  quello offerto dalla mostra dal titolo “Acqua e Birra per Roma Capitale” dove la birra Peroni Cruda, riconosciuta la migliore al mondo per l’anno 2018, è stata la vera  coprotagonista. Il periodo espositivo della piccola quanto interessante mostra che ha raccontato il legame tra la Città di Roma, la sua acqua e la  birra prodotta da oltre un secolo dalla Peroni quì in città, è terminato in bellezza.

Peroni Cruda 3                                                      Birra Peroni Cruda a Sant’Ivo alla Sapienza- Foto courtesy Ufficio Stampa Utopia

Acqua e birra in abbinamento hanno richiamato su di loro le attenzioni di questa rassegna ed insieme ci hanno offerto una dimostrazione del ruolo importante che rivestono nella vita dell’uomo e, per questo,  entrambe sono oggetto di cure e attenzioni. (Vedi la recensione sulla rassegna “Acqua e Birra per Roma Capitale” presente in altra pagina di questa rivista). Proprio la volontà di offrire sempre attraverso la ricerca un prodotto che sia sempre al top della qualità e della salubrità, è stata la politica produttiva  seguita dalla Birra Peroni.  Anche questo, fra tutti gli altri, è stato l’incentivo per produrre una  birra “non pastorizzata” che già all’esordio è stata la più pluripremiata della famiglia Peroni e, per l’occasione del finissage, anche la protagonista dell’ultima giornata della mostra. Le caratteristiche che distinguono Peroni Cruda hanno permesso a questa birra di essere nominata, tra gli altri riconoscimenti ottenuti, International Style Lager of The Year in occasione del New York International Beer Competition 2018.

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Distinguendosi tra le oltre 600 birre, provenienti da 14 Paesi che hanno preso parte all’ultima edizione della competizione nel cuore di Manhattan, Peroni Cruda è stata dunque riconosciuta quest’anno come miglior birra a livello internazionale della sua categoria. “Una birra speciale, dunque, per una location altrettanto prestigiosa, come quella dell’Archivio di Stato nel complesso di S. Ivo alla Sapienza che ha ospitato questa rassegna,” ha dichiarato Ludovica Lioy, Peroni Family Brand Manager, che nel proseguo ha affermato: “Peroni Cruda ha contributo a tenere alto in questi due anni l’onore del made in Italy nel mondo. La sua qualità, riconosciuta dai consumatori ma anche dai principali esperti del settore, deriva dall’ingrediente principale, il Malto 100% Italiano, e dal processo produttivo che, grazie alle basse temperature e alla microfiltrazione dei lieviti, garantisce un prodotto stabile nel tempo che mantiene, ad ogni assaggio, la stessa freschezza della birra come appena spillata in birrificio. Questo è il motivo per cui Peroni Cruda  è buona come appena fatta e rende il privilegio dei nostri mastri birrai un piacere per tutti”.  Una dichiarazione importante questa che indirizza i consumatori di birra a scegliere, senza esitazioni, Peroni Cruda quale miglior compagna di questa estate.

Rieti fra cammini ed eccellenze del territorio

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Nei primi anni del 1200 (1220?), Frate Francesco, ocpite nel territorio reatino ai piedi del monte Terminillo, proprio dove oggigiorno sorge il Convento Francescano La Foresta, fu rapito dal fascino che si sprigionava, allora come oggi, da queste terre in maniera così coinvolgente da lasciare una testimonianza poetica di notevole valore tanto letterario quanto emotivamente religiosa. Così ha scritto: “….Laudato sì,mì Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba…..” e concludeva il suo cantico con un appello rivolto agli uomini invitando tutti a servire le creature di Dio con grande umiltà: “ Laudate et benedicete mì Signore et ringratiate et serviateli cum grande humilitate”. (In appendice é trascritto per intero il Cantico delle Creature di Frate Francesco). Non é possibile, però, apprezzare e capire il paesaggio reatino, se il nostro occhio non é abituato a scorgere il segno che l’uomo ha lasciato. Le vigne ed i piantoni di olivi che a loro volta sembrano ai boschi che popolano i rilievi più alti in un’armonia quasi perfetta con le vette dei monti in cui spicca la maestosa mole del Terminillo.

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Antonio Di Carlo con alle spalle la vite di “Cesenese Nero” vecchia di oltre 150 anni.

Antonio Di Carlo, un giovane agricoltore titolare, insieme ai familiari, della cantine Le Macchie e del Ristorante La Foresta, forse anche per la condivisione con Frate Francesco di questi magnifici paesaggi, ha accolto per intero l’appello del fraticello ed ha iniziato a ricercare quanto di bello e di buono questa terra produce. Così ha scoperto, nel terreno di un vicino, una vecchia vite di oltre 150 anni di età appartenente ad un cultivar autoctono; “Cesenese Nero”, miracolosamente salvatasi dall’infezione provocata da un insetto dal nome scientifico Daktulosphaira vitifoliae, volgarmente conosciuta come fillossera, che colpì nella seconda metà dell’ottocento (1880 la sua prima apparizione in Italia) l’intera coltivazione vitinicola italiana annientandola completamente nel corso di vari anni. Da questa infezione si salvarono pochi vigneti, perlopiù quelli che avevano viti innestate su barbatelle americane – portainnesti – dalla radice amara, quali la “Vitis riparia” una delle specie americane resistenti alle radicicole. Questa tecnica é un mezzo preventivo di lotta biologica a tutti gli effetti ed é stato l’unico vero metodo di controllo efficace e applicabile su vasta scala. In definitiva questa tecnica ha rivoluzionato l’intera viticoltura europea risollevandone le sorti.  Attualmente quello che ha rappresentato nel XIX secolo una delle piaghe più terribili dell’agricoltura europea, é diventato un insetto pressochè innocuo, il cuiinteresse é ormai relegato ai soli ambiti storici, culturali e biologici. La coltivazione di viti non innestate su barbatella americana viene detta su “piede franco”. In Italia la coltivazione della vite du piede franco viene praticata in molte parti, principalmente sull’Etna, in alcuni vigneti valdostani, nella zona del Carignano del Sulcis rosso Doc, oltre le pochissime sopravvissute come il nostro cultivar Cesenese Nero che rappresenta oggi una rara e preziosa reliquia da custodire gelosamente.

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Vigneto e campionatura della produzione della “Camtina Le Macchie”

Da questa vite annualmente sono tolti circa 300 tralci che in appositi vivai, controllati e custoditi dalla Regione Lazio, vengono prodotte altrettante piante di vite, tutte di piede franco, che messe a dimora sui terreni di questa zona, hanno consentito la commercializzazione del vino IGP Cesenese Lazio che, nelle bottiglie sotto il nome L’Ultimo Baluardo, rappresenta il prodotto di punta della Cantina Le Macchie. Le particolari condizioni climatiche presenti  in questi terreni localizzati ai piedi del monte Terminillo, ad un’altezza superiore ai 500 mt. sul livello del mare, hanno dato buoni risultati anche nella produzioni di vini bianchi, gewuirztraminer, riesling e malvasia oltre ad un rosato Lazio IGP prodotto da vitigni Sangiovese e Montepulciano. A margine di questa campagna di ricerca di cloni autoctoni e specie di vitigni da impiantare su questi terreni di montagna, c’è l’aspetto sociale che ne è derivato dal momento che non solo tutto questo ha fermato l’esodo dei giovani verso la città ma addirittura ha messo in atto un movimento di ritorno verso la campagna grazie a queste nuove forme di fare agricoltura  e agriturismo.

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Ristorante “La Fioresta: Due rivisitazioni di piatti delle cucina contadina: gricia e anatra arrosto.

Il ristorante “La Foresta” offre con la sua affermazione commerciale estesasi anche extra provincia reatina, un’importante testimonianza di come anche la cucina che ha radici nella gustosa cultura contadina trovi una grande interpretazione nei piatti predisposti da chef  una volta rivisitati nei gusti della più esigente clientela. Restando in tema territorio non può passare inosservata l’offerta turistica della Città di Rieti. In questi ultimissimi anni con lo svilupparsi dei “cammini” sui percorsi religiosi quali quelli di San Francesco (La Verna/Roma)  e di San Benedetto (Subiaco, Cascia, Norcia, Cassino) o di puro trekking: (Monti Sibillini e Riserva Naturale dei Monti Cervia e Navegna – vedi la nostra recente recensione su questa testata-), Rieti è divenuta punto centrale per gli slow travel (turismo lento) assumendo il prestigioso ruolo di “Capitale dei cammini”. Le attrattive culturali e turistiche presenti in città non sono assolutamente da trascurare. Un’interessante proposta turistico/culturale, nata di recente, offre la scoperta di una città sotterranea preesistente a quella attuale elevatasi sopra le prime costruzioni per impedirne l’allagamento nel corso delle piene del fiume Velino e più vicina alla rocca dove sorgeva l’originario centro abitato. Lungo le sponde del fiume Velino si era sviluppata una città che viveva di attività acquatiche sia nel trasporto di materiali su chiatte dal fondo piatto, sia quelle vere proprie offerte dallo scorrere dell’acqua, quali la macinatura di cereali e di sfruttamento della forza idraulica.

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Due immagini di Rieti Sotterranea

Lungo parte di questi spazi, oggi ipogei, in prevalenza ricavati nei fornici della strada sopraelevata, sono stati allestiti veri e propri percorsi turistici da parte di volontari che curano anche la parte ludica e didattica con visite guidate. Interessanti anche gli spazi dove sono state collocate delle opere d’arte sonore che rendono le visite guidate veri propri percorsi culturali interattivi dove è richiesta la partecipazione diretta dei visitatori invitati a percuotere e far suonare le opere esposte.

Informazioni e maggiori notizie : per il Ristorante La Foresta s.r.l. – Rieti 02100 Via Foresta, n.51 Tel. 0746.220455, oppure 0746.228837; fax 0746.222000; mobile 333.2504160; la Cantina Le Macchie – Castelfranco di Rieti – Via Casanuova, n.5 Rieti 02100; e.mail info@cantinalemacchie.it; sito web: www.cantinalemacchie.it. Per le visite guidate alla città di Rieti e nei maggiori luoghi turistici del territorio, tutte da prenotare via e.mail rietidascoprire@vodafone.it; sito web: www.rietidascoprire.it; telefono mobile 347.7279591.

20180621_170000 Ricostruzione di Rieti Sotterranea presente nel libro di Rita Giovannelli. I fornici della strada sopraelevata hanno originato la città ipogea

Per una conoscenza più approfondita dei percorsi turistici nella città si consiglia il libro scritto da Rita Giovannelli “RIETI Sotterranea – la magia di una scoperta” , ricco di numerose foto a colori a cura di Massimo Renzi e d’immagini con ricostruzioni storiche,  pagine 112 costo €.9,50 presente nelle migliori librerie oppure da richiedere direttamente all’autrice agli indirizzi dell’Associazione Rieti da scoprire sopra riportati.

Cantico delle Creature:                                   

« Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male. Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

 

Land of Garda, Identità, Organizzazione, Governace – Un nuovo progetto per fare turismo con una particolare attenzione a quello italiano

Donatello Urbani

Messo a punto dalla Camera di Commercio di Verona il progetto “Land of Garda, Identità, Organizzazione, Governace” sarà presentato a  Lazise il 18 giugno nel corso di un  Convegno dove si parlerà delle  varie esperienze regionali e, soprattutto, di quella del Lago di Costanza che vede coinvolti tre stati (Germania. Austria e Svizzera) con il desiderio di applicarlo anche in Italia e la malcelata aspirazione di offrire un’opportunità turistica di buon richiamo al mercato nazionale. “Una potenzialità, quella del lago di Garda, non ancora espressa compiutamente se si  considera che la sola sponda veneta, nel 2017, ha ospitato circa 14 milioni di turisti, in  prevalenza stranieri, che posizionano la Città di Verona al 5° posto nella top ten delle destinazioni turistiche italiane”, come ha dichiarato Paolo Artelio , presidente del Consorzio Lago di Garda Veneto.  Il convegno programmato, infatti, vuole essere un primo incontro e  punto di partenza per una riflessione condivisa su quale possa essere il futuro della destinazione turistica, partendo dalla conoscenza di esperienze virtuose, espresse da altri territori, sia italiani che esteri che hanno intrapreso campagne di promozione per un serio rilancio del turismo interno.  Al di là del fatto che il Lago di Garda bagni le rive di tre Regioni (Lombardia, Veneto e Trentino), questo deve essere considerato un prodotto unico, ha detto ancora Artelio , di grande fascino e molto frequentato soprattutto da una clientela estera, principalmente di lingua tedesca. Lo scorso anno, infatti, sulla sola sponda veronese del Lago di Garda sono  state registrate 5,9 milioni di presenze di turisti provenienti dalla Germania (oltre la metà del totale), seguita a distanza da Olanda, Regno Unito, Austria e Danimarca, mentre i turisti italiani provengono principalmente da Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Piemonte. Ma quello che stiamo registrando è un forte incremento anche per il 2018 dell’ordine del 4,5% di arrivi e del 4% di presenze per il turismo estero e del 3,5% per quello nazionale ”. Dati questi  confermati anche dal Direttore Generale dell’Enit, Gianni Bastianelli, che ha affermato: “Dopo un 2017 straordinario nel corso del quale abbiamo registrato la più forte crescita dal dopoguerra, i primi segnali dell’anno ci inducono a pensare che l’onda non si debba fermare. E questo ci responsabilizza. Se l’Enit sta pensando a due operazioni  specifiche da tenere proprio nella zona del Lago di Garda, riguardanti il turismo montano e quello lacustre che già oggi assorbe il 10% dell’intero movimento vacanziero, è perché i segnali che ci giungono vanno in questa direzione. Oggi il turista privilegia il rapporto con la natura, il benessere psico-fisico e l’enogastronomia: tre aspetti che pongono il  nostro Paese all’avanguardia del turismo mondiale”. La DMO Lago di Garda, nata nel 2015 in seguito all’entrata in vigore della Legge Regionale 11/2013 ha introdotto un nuovo concetto di destinazione turistica, intesa come contesto geografico nel quale il turista trova tutte le prestazioni (infrastrutture, servizi, risorse) necessarie al proprio soggiorno.  Un primo tangibile riscontro di tutto questo è stato raggiunto  con la pista ciclabile/podistica, in avanzato stato di realizzazione, che consentirà la percorribilità dell’intera circonferenza del Lago di Garda con diramazioni nell’entroterra verso località di interesse artistico, archeologico, enogastronomico e naturalistico. In questo senso, la DMO – Destination Management Organization – assume il ruolo di moderna forma di presidio del territorio e delle risorse che lo compongono, definendo la governance turistica della destinazione stessa e la pianificazione strategica unitaria delle attività dei diversi soggetti coinvolti. Quella del Lago di Garda è costituita da soggetti pubblici (21 Comuni del Lago di Garda e del suo entroterra, Provincia di Verona e Camera di Commercio di Verona, quest’ultima come ente coordinatore) e privati (tra cui il Consorzio Lago di Garda Veneto).  Il piano strategico nazionale per il turismo, che la passata legislazione non ha avuto il tempo di approvare, sarà il completamento dei vari piani regionali dando così armonia nazionale a tutte le programmazioni regionali, molte già operanti e messe in campo con l’obbiettivo di rendere stabile economicamente e omogeneo nell’operatività l’intero comparto turistico nazionale.

Premio Roma – Concorso per i migliori formaggi e migliori pani e prodotti da forno tradizionali.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il concorso “Premio Roma” nelle intenzioni delle istituzioni promotrici: Camera di Commercio di Roma e ARSIAL (Azienda Speciale per la promozione Agricola Laziale) già fin dalle prime edizioni erano rivolte tutte all’affermazione delle eccellenze agricole territoriali sia nella promozione commerciale che nello stimolo al miglioramento delle qualità.

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Questo è anche chiaramente indicato nel regolamento che, oltre ai vincoli che i partecipanti devono rispettare, indica quanto si propone in:

a) di valorizzare i migliori formaggi provenienti dai diversi ambiti del territorio regionale del Lazio per favorirne la conoscenza e rafforzarne la presenza nei mercati nazionali ed esteri, premiando i prodotti di qualità che possano al tempo stesso riscuotere l’apprezzamento dei consumatori;
b) di far emergere i formaggi più innovativi provenienti dal territorio della regione Lazio favorendo nel contempo un confronto tra le imprese locali e quelle esterne al territorio;
c) di stimolare i casari verso un percorso di costante miglioramento della qualità del prodotto al fine di intercettare stili alimentari diversificati;
d) di favorire lo sviluppo delle startup e, più in generale, dell’imprenditoria giovanile nei settori di interesse.  Sono risultati premiati, nelle singole categorie i seguenti caseifici:

Sezione Nazionale ed internazionale  –  Tipologia Formaggi affinati

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Premiazione della Cooperativa Agricola “La Poiana” –  a destra: Premiazione De Vierhoekhoeve (Belgio) per “Karmeliet Beer Cheese”

1° classificato: Cooperativa Agricola La Poiana (CN): per il “Pecorino delle Barme”

2° classificato: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM) per il Pecorino Affinato nelle Foglie di Noce

3° classificato: Quesos Artesanos Villarejo, S.L. (Spagna)  Villarejo Rosemary Curado en Romero

  • Tipologia formaggi ottenuti da latte crudo di animali al pascolo semibrado:

1° classificato: Barone G. R. Macrì s.r.l. (RC) per il Caprino di Modi

2° classificato: Industrias Lácteas Cerrón, S.L. (Spagna)  per “Alma de Cerrón”

3° classificato: Mausitxa, E.Z. (Spagna) per Idiazabal DOP “Mausitxa”

  • Tipologia formaggi a caglio vegetale o microbico

1° classificato: Arteserena, S.L. (Spagna)  per il “Cremositos del Zújar”

2° classificato: Azienda Agricola La Mascionara (AQ) per il “Caciofiore Aquilano”

3° classificato: Quesería Los Casareños, S.L. (Spagna)  per la Torta del Casar DOP “Flor de la Dehesa”;

  • Tipologia formaggi innovativi per tecnologia di produzione, ingredienti o funzionalità

1° classificato: De Vierhoekhoeve (Belgio) per il “Karmeliet Beer Cheese”

2° classificato: Argiolas Formaggi s.r.l. (CA)  per il “Colle CLA”

3° classificato: Società Agricola Cascina Aris s.s. (AT)  per il “Canapino”;

Sezione Roma e Lazio  –  Tipologia paste filate fresche:

1° classificato: Terra Mia s.r.l. (RM)per la “Mozzarella di Latte di Bufala”

2° classificato: D’Angelo Giancarlo (RM) per la “Mozzarella di Bufala Buona”

3° classificato: Azienda Agricola F.lli Nesta Enzo e Massimo (RI)  per il “Fior di Latte”

3° classificato: Casearia Casabianca s.r.l. (LT)  per la “Treccia di Bufala Campana DOP”

  • Tipologia formaggi freschi:

1° classificato: Azienda Agricola Gentili (RM) per il “Il Gentile”

2° classificato: La Quercia s.r.l. (RM) per il “Pecorino La Deliziosa”

3° classificato: Azienda Agricola Tinte Rosse (RM) per il formaggio “Abbondio”

3° classificato: Alchimista Lactis (RM)  per la “Formaggella Francigena”;

  • Tipologia formaggi stagionati:

1° classificato: Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM) per il “Pecorino Stagionato”

2° classificato: La Quercia s.r.l. (RM) per il “Pecorino Gran Riserva Cacio Ercole”

3° classificato: D’Angelo Giancarlo (RM)  per il “Caciocavallo di Bufala Buona”

  • Tipologia ricotta fresca

1° classificato: Terra Mia s.r.l. (RM) per la “Ricotta di Bufala”

2° classificato: Azienda Agricola Tinte Rosse (RM) per la “Ricotta di Capra”

3° classificato: Fattoria Colle S. Nicola (RM) per la “Ricotta Vaccina”.

Miglior formaggio prodotto da giovane imprenditore: Azienda Agricola Gentili (RM) Il Gentile;

Miglior formaggio prodotto da nuova impresa: Alchimista Lactis (RM) Formaggella Francigena;

Miglior formaggio d’interesse per i mercati nazionali ed esteri:  Agricoltura Nuova S.C.S.A.I. (RM)

Pecorino Stagionato.

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Identici sono sia le motivazioni che le finalità promotrici del concorso riservato ai panificatori; anche questo si propone di :
a) di valorizzare i migliori pani e prodotti da forno provenienti dai diversi ambiti del territorio regionale del Lazio per favorirne la conoscenza e rafforzarne la presenza nei mercati nazionali ed esteri, premiando i prodotti di qualità che possano al tempo stesso conseguire l’apprezzamento dei consumatori;
b) di far emergere i prodotti da forno più innovativi provenienti dal territorio della regione Lazio nonché dal territorio nazionale al fine di favorire un confronto tra le imprese locali e quelle esterne alla regione in una ottica di qualificazione costante delle produzioni;
c) di stimolare i panificatori verso un percorso di costante miglioramento della qualità del prodotto al fine di intercettare stili alimentari diversificati;
d) di favorire lo sviluppo delle startup e, più in generale, dell’imprenditoria giovanile nei settori di interesse.

Vincitori della XII^ edizione del Concorso Pane “Premio Roma” 2018 sono:

  • Sezione Roma e Lazio – Tipologia biscotteria tradizionale dolce secca da forno

1) classificata; Pasticceria di Russo Antonietta (LT) con “Crostatine alle Visciole”

2) classificata: Baldassarra Angelica &C. s.n.c. (FR) con “Fini Fini con Pistacchi, Mandorle e

Nocciole”

3) classificato: RPS Pane s.r.l. (VT) con i “Tozzetti alle Nocciole”;

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Premiazioni: Forno a Legna Santino Boccarisi (LE) per “Pane ai Cereali” – A destra Forno “Pane al Pane” (CS) per “Pane casareccio bio

–  Tipologia pani prodotti con lievito madre:

1) classificato: Panificio Frontoni Alessandro s.r.l. (RM) con il “Pane rustico integrale”

2) classificato: Baldassarra Angelica &C. s.n.c. (FR) per il “Pane con le noci”

2) classificato: Pane & Dolci di Scorsoni Aronne (RM) per il “Casareccio integrale”;

3) classificato: il Pane di Onelia Holding s.r.l. (LT) per la “Pagnotta di pane”;

– Tipologia Pizza bianca di Roma:

1) classificato: De Carolis e F. s.r.l. (RM) per la  “Pizza Bianca di Roma”

2) classifiato: Cuore di Grano s.r.l. per la “Pizza Bianca di Roma”

3) classificato: Albanesi 2011 s.r.l. per la “Pizza Bianca di Roma”

– Miglior prodotto da Forno d’interesse per i Mercati esteri: Pane & Dolci di Scirsone Aronne (RM) per il “Casareccio Integrale”

– Sezione nazionale – Tipologia Pani Tradizionali e Storici di Frumento Duro:

1) classificato: Trepì (PE) per il “Pane Marrucino” (Marucino –n.d.a.)

1) classificato: Rosa Maria Vittoria e Del Rosso Angelo e C. s.n.c. (CB) per il “Pane di Grano Duro Senatore Cappelli  Integrale a Lievitazione Naturale”

2) classificato: Dolce & Salato di Zanesi Patrik (MI) con “Pane 100% Semola di Senatore Cappelli”

3) classificato: Panificio Giulio Bulloni & Figli s.r.l. (NU) con il “Pane Guttiatu”;

– Tipologia Pani Tradizionali di Frumento Tenero:

1) classificato: Panificio Moderno s.n.c. (TN) con il “Pantrentino”

2) classificato: Pane al Pane s.r.l.s. (CS) con il “Pane Casereccio Bio”

3) classificato: Tecchioli s.n.c. (TN) con il “Pantrentino”

– Tipologia Pani Innovativi per Tecnologia di produzione, Funzionalità o impiego di Cereali Minori: 1) classificato: Forno a legna di Santino Baccarisi (LE) con il “Pane ai Cereali”

2) classificato: Dolce & Salato di Zanesi Patrik (MI) con il “Pane Antico al Farro e Ardito”

3) classificato: Panificio Fiorentini s.n.c. (VT) con il “Pane all’Avena con Semi di Canapa”

Maggiori notizie  sia sulle norme che regolano la partecipazione che sulle passate edizioni si possono trovare sul sito web www.concorsipremioroma.it

 

Creta: Leader del turismo greco

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il giardino della residenza dell’Ambasciatore della Repubblica Ellenica  a Roma si è offerto ad  ospitare un’iniziativa turistica promozionale organizzata da varie istituzioni cretesi con la sponsorizzazione dell’Ente Ellenico per il Turismo in Italia. Il turismo insulare, peraltro comune a tutte le isole del Mar Mediterraneo, fa perno su varie caratteristiche nelle quali l’enogastronomia gioca un ruolo d’importanza primaria.

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In questa occasione è stata apportata una simpatica variante chiamando quattro  ristoratori, alcuni di origine greca che operano nella nostra città, a proporre sapori e profumi  di una delle cucine più significative dell’arte culinaria europea: quella greca ed in particolare quella cretese. Per esperienza diretta ho trovato proprio nei ristoranti greci emigrati all’estero l’originale testimonianza della cucina nazionale.  Spesso in quelli presenti in patria per venire incontro ai gusti dei viaggiatori/turisti stranieri troviamo pietanze indirizzate verso gusti internazionali. Diversamente in quelli presenti all’estero predomina il desiderio dei ristoratori di proporre ai clienti tutto quanto in fatto di gusto, profumo e bontà hanno acquisito e dovuto lasciare in patria che hanno ricevuto in eredità nelle cucine sia familiari oppure acquisite nelle scuole professionali.

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Alcune proposte dal ristorante 2Ippokrates” – Roma Via Piave, n.30 – Tel. 06.64824179 – www.ippokrates.it (anche in immagine iniziale)

Una fantasia di gusti, sapori e accattivanti profumi sono stati i veri protagonisti di questa bella serata che ha avuto un coronamento eccezionale in pregiati vini, indiscusso vanto del territorio greco insieme a olio e miele. Altrettanto simpatico è stato il fuori programma finali: un estratto di erbe cretesi offerto come souvenir finale che mi ha accompagnato lungo tutto il ritorno notturno  a casa nel breve cammino a piedi lungo le deserte strade della città.