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Festival del medioevo – Per la quarta volta a Gubbio, dal 26 al 30 settembre 2018, prende vita un confronto tra storia e attualità sapientemente accompagnate da attrattive turistico-culturali.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Saper scrutare le vicende passate e confrontarle con le attuali, come vuole la saggezza popolare che in proposito ha coniato la massima: “La storia maestra di vita”. Su questa falsariga si sono mossi gli organizzatori del Festival del medioevo che negli ultimi giorni di settembre di ciascun anno – in questa occasione dal 26 al 30 – anima Gubbio, cittadina umbra conosciuta come  “la città di pietra”  per il fatto che giorno dopo giorno di ciascun anno vive la quotidianità in uno scenario rimasto incontaminato dal medioevo.

20180912_102810                                                            Gubbio: Scorcio con veduta della Cattedrale e del Palazzo Pretorio

“Barbari. La scoperta degli altri” è il tema di questa quarta edizione che propone un viaggio tra i popoli e gli individui in mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia. Tutti concetti che nelle parole di Federico Fioravanti, padre e animatore di questa iniziativa, sono presenti come: “… gli altri, quelli diversi da noi, che parlano lingue oscure e appaiono come nemici. Diversi, lontani, misteriosi, mescolati dalle guerre e dai commerci e catapultati all’improvviso in mondi sconosciuti. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l’alterità e l’identità, l’amico e lo straniero, l’estraneo e il diverso. Una parola che  contiene in sé l’idea di un territorio definito, di una separazione. Ma indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare”.      20180912_102640Maestro della Croce di Gubbio (attivo fine XIII inizi XIV sec.). “Maestà” – 1310/1315. Tempera su tavola. Museo Civico di Gubbio

Oltre il nutrito calendario di conferenze sono da segnalare, per l’importanza che rivestono, un gran numero di eventi e mostre temporanee di notevole richiamo anche internazionale quali:

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Dall’alto: Grosso agontano di Ancona – Bolognino grosso – Fiorino stretto di Firenze –    Cassaforte domestica in legno del XIV/XV secolo

“Un giorno nel medioevo – La vita quotidiana nelle città italiane dei secoli XI-XV” allestita nelle Logge dei tiratori della lana – Piazza Quaranta Martiri -. La mostra, voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è frutto della collaborazione tra la Fondazione CariPerugia Arte e il Festival del Medioevo. Sono quasi cento i pezzi in esposizione che provengono da musei, Archivi di Stato, biblioteche, diocesi, istituzioni pubbliche e collezionisti privati. La mostra è arricchita da 18 brevi filmati e da mini lezioni di storia tenute da altrettanti autori del Festival del Medioevo. L’altra  rassegna di grande rilevanza é: “Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d’arte nella terra di Oderisi”, curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi e Enrica Neri Lusanna, racconta il periodo d’oro della città dei Ceri, tra la fine del Duecento e la seconda metà del Trecento, attraverso eccezionali prestiti dall’Italia e dall’estero. L’ampia raccolta di opere d’arte esposte si articola in due diverse sedi Palazzo dei Consoli, Palazzo Ducale e Museo Diocesano sia pure con un unico biglietto consente di visitare le tre sezioni espositive ma anche tutte e tre le sedi museali. Costi: Intero 12,00 € – Ridotto 10,00 € per gruppi (min. 15 persone), residenti, titolari di apposite convenzioni – Ridotto speciale 6,00 € scuole e ragazzi da 7 a 25 anni – Biglietto famiglia 10,00 € per adulto + 5,00 € per bambino dai 6 ai 14 anni compiuti. Sconti: presentando il biglietto d’ingresso dell’altra mostra si ha diritto alla tariffa ridotta. Info sul sito: www.gubbioaltempodigiotto.it. Orari: dalle ore 10.00 alle 19.00 (le biglietterie chiudono alle ore 18.00). Disponibili: catalogo, audioguida, visite guidate.

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Palmerino di Guido (?): Croce dipinta                                                                                                         Giotto: Crocifissione (particolare)

A queste due importanti rassegne si aggiunge un nutrito calendario di eventi fra i quali: Visite guidate (prenotazione obbligatoria) Tutti i giorni, alle ore 10.00 e alle ore 15.00 alla scoperta dei tesori d’arte della Gubbio medievale. Info e prenotazioni: Servizio Turistico Associato – Via della Repubblica, 15 e mail info@iat. Gubbio.pg.it –  tel. 075 922 0693.  Rassegne di antichi mestieri in Piazzale Arturo Frondizi, 17 Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30 Gli antichi mestieri rivivono grazie ad una fedele ricostruzione storica: fabbri, sarti, calzolai, scalpellini, falegnami ceramisti e pittori, tra sapienza artigiana e innovazione. Dimostrazioni artistiche e scene di vita quotidiana. L’artigianato e i mestieri d’arte. Evento a cura della Fondazione Arti e Mestieri di Gubbio.

20180912_102414Gubbio: Absise della Chiesa di San Francesco – Maestro dei Crocifissi francescani – Guido di Pietro da Gubbio : “Storie di San Francesco”

Inoltre nel Monastero di San Francesco tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30 I rievocatori della Mansio Templi Parmensis raccontano il “Mondo dei templari”, la vita quotidiana e la storia dei monaci-guerrieri nella seconda metà del XIII secolo, al di là della leggenda e di fantasiose interpretazioni storiche. Gli usi e i costumi in pace e in guerra, una fedele ricostruzione di una mansio, lo studio delle erbe medicamentose e le ricette originali di una cucina ricca di richiami orientali. In Piazza San Giovanni Sabato 29 settembre a partire dalle ore 16.00 fino al calar del sole ci sarà un’esibizione della Compagnia Arcieri Storici Castrum Collis Palumbi in una postazione di tiro libero posizionata in una delle piazze più belle di Gubbio. Mostra di archi e complementi con illustrazione dell’arceria storica . Evento realizzato in collaborazione con l’Associazione Quartiere di S. Giuliano.  A seguire in Piazza Grande Sabato 29 settembre dalle ore 17.30: “Corteo storico della Società Balestrieri di Gubbio”   e dalle ore 18.00 “Esibizione: tiro con la balestra antica all’italiana” Inoltre tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 19.00 “Tiro con la balestra per bambini”. Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 settembre annunciata da squilli di chiarine e rulli di tamburi, con numeri di squadra e solisti a una, due e tre bandiere è il turno degli Sbandieratori di Gubbio.. Vengono utilizzati i vessilli con gli stemmi dei quartieri eugubini: S. Martino, S. Giuliano, S. Pietro e S. Andrea. A cura del Gruppo Sbandieratori di Gubbio. In Piazzale Frondizi ci sarà l’opportunità di assistere alle esibizioni dei Falconieri del Re con falchi, poiane, aquile, gufi e barbagianni accompagnati da spiegazioni sulle origini e lo sviluppo della falconeria. Di grande effetto scenico saranno i cortesi storici dei vari quartieri cittadini – San Giuliano, San Pietro e Sant’Andrea – che si esibiranno nelle strade cittadine nei giorni di venerdi 28, sabato 29 e domenica 30 settembre. Trekking letterari e visite guidate alla conoscenza dei più importanti monumenti della città, quali l’apertura straordinaria, a cura del FAI alla Cappella del Rosario nei giorni 29 e 30 settembre, si aggiungono a questo nutrito programma che si completa con due iniziative di notevole richiamo culturale e turistico: l’allestimento in Piazza Quaranta Martiri nel chiostro del Monastero di San Francesco, delle “Botteghe dell’arte” dove rivivono i laboratori artistici e le occupazione della vita quotidiana  dei secoli passati. L’altra iniziativa è stata predisposta  all’interno della biblioteca comunale Sperelliana, dove, in notturna, sono previste varie tornate di “Giochi di Ruolo” ambientati nella Britannia e liberamente ispirate alla prima avventura del gioco “Lex Arcana”. I giocatori saranno impegnati nella ricerca dell’antico scudo sacro dell’ancile. Informazioni sulla partecipazione e prenotazioni al numero tel. 333.4767985 o per e.mail info@alkimiagubbio.it .

20180912_102459Gubbio:Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido?): Cappella Sforzolini – Chiesa di San Francesco

Indubbiamente le attrattive intorno alle quali ruota l’intera manifestazione  sono gli oltre duecento protagonisti tra storici, scrittori, artisti, architetti, scienziati e giornalisti che animeranno importanti attività turistiche e culturali fra le quali meritano una particolare segnalazione:

Mercoledi 26 settembre: alle ore 10.00 nella sala azzurra del Centro Santo Spirito, piazzale Arturo Frondizi, 17, Inaugurazione con Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e l’intervento di Federico Fioravanti, ideatore del Festival del Medioevo e Filippo Mario Stirati, Sindaco di Gubbio, alle quale seguiranno varie conferenze che occuperanno l’intera giornata a partire dalle ore 12.00  A queste seguirà alle Ore 21.30 nel chiostro del complesso monumentale di San Pietro in Piazza San Pietro lo spettacolo di Mario Pirovano con Johan Padan a la descoverta de le Americhe, uno dei testi più belli e coinvolgenti di Dario Fo interpretato dall’attore Mario Pirovano, allievo ed amico del grande autore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1997 Costo biglietto: 10,00 € Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica 15. Per prenotazioni: 075 922 0693 – info@iat.gubbio.pg.it.

Giovedi 27 settembre – Saranno interessate sempre con conferenze ed intrattenimenti vari due diverse location: a)- Centro Santo Spirito, Sala Azzurra: a partire dalle ore  9.00; b) Complesso Monumetale di San Domenico – P.za Giordano Bruno – ore 9,30/12,00 focus “L’educazione all’ombra delle cattedrali”. TEATRO COMUNALE RONCONI Via Capitano del Popolo, 17: Ore 21.30 Alessandro Campi, Federico Fioravanti, Gianni Scipione Rossi e Roberto Segatori nel talk show “BAR BAR”: I linguaggi della politica nell’Italia del XXI secolo.

Venerdi 28 settembre 2018: nella sala Azzurra del Centro Santo Spirito in Piazzale Arturo Frondizi, 17 proseguono le conferenze e la presentazione di libri d’interesse storico a cura degli stessi autori. Nel chiostro del Complesso Monumentale di San Pietro alle ore 20,30 ci sarà un’esibizione degli allievi del Polo Musicale Al Fondino e, sempre alla stessa ora, 20,30, è stata organizzata nel Castello di Petroia una cena con i templari da prenotare www.petroia.it o tel.075920287.  Conclude la serata lo spettacolo a cura dell’Ensemble Micrologus del Centro Studi Europeo di Musica medievale  Adolfo Broegg  Fondation Royaumont alle ore 21.30 nella chiesa di Sant’Agostino in Via di Porta Romana, 7 Costo biglietto: 10,00 €. Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica, 15.Per prenotazioni:  075 922 06 93 –  info@iat.gubbio.pg.it .

Sabato 29 settembre 2018: nella sala azzurra del Centro Santo Spirito Piazzale Arturo Frondizi, 17 proseguo delle conferenze a partire dalle ore 9,15 alle quali seguiranno nel refettorio del Monastero di San Francesco  una Tolkien Session 2018 in collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani sul tema: “Medioevo romantico: l’Età di Mezzo nell’Ottocento e nel “Signore degli Anelli” e nella sala trecentesca di Palazzo Pretorio in Piazza Grande si terrà a partire dalle 10,30 una tavola rotonda sulla mostra Gubbio al Tempo di Giotto –  Tesori d’arte nella terra di Oderisi  alla quale segue una lezione spettacolo sul “Mare e le cose. Piccole storie mediterranee” Ore 21.30 – Chiesa di sant’Agostino in Via di Porta Romana, 7 Costo biglietto: 10,00 €. Prevendita: i biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento presso la sede del Servizio Turistico Associato di Gubbio, in via della Repubblica 15. Per prenotazioni: 075 922 0693 – info@iat.gubbio.pg.it.

Domenica 30 settembre 2018: sala azzurra del Centro Santo Spirito, a partire dalle ore 9,30 serie di conferenze  alle quali segue nel refettorio del Monastero di San Francesco un focus sul tema: “Barbari, Monete ed Economia”.

Maggiori notizie su gli eventi in programma sul sito www.festivaldelmedioevo.it

 

Un amore così grande – Un film di Cristian De Mattheis, prodotto da Michele Calì e Federica Andreoli, dal 20 settembre al cinema in 100 copie.

Mariagrazia Fiorentino

Un film che racconta la solitudine, ma riesce ugualmente a commuovere, emozionare, sognare.

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“Il protagonista Vladimir (Giuseppe Maggio) parte dalla Russia, San Pietroburgo, dopo aver perso la mamma (Daniela Giordano) alla volta dell’ Italia, Verona, alla ricerca del padre (Franco Castellano) che non aveva mai conosciuto. Quest’ultimo ha abbandonato la madre di Vladimir a San Pietroburgo quando lui aveva pochissimi anni. A Verona incontra Veronica (Francesca Loy), la figlia benestante di un’industriale (Jgor Barbazza), che di professione fa la guida turistica. Qui nasce il grande amore tra i due ragazzi. Un amore pieno di ostacoli e di insidie, una fra queste la nonna di Veronica (Fioretta Mari) che tenta di ostacolare i due con ogni mezzo. A Verona Vladimir incontra i ragazzi de “Il Volo” ed il loro manager (Riccardo Polizzy Carbonelli). Sarà proprio lui a convincere Ignazio, Piero e Gianluca che Vladimir è un vero talento della Lirica e che possiede una voce come poche che lui abbia sentito. Ma purtroppo gli eventi che si presenteranno dinanzi alla loro vita non sono ancora finiti, prima del trionfo dell’amore bisognerà aspettare e soffrire ancora per molto”.

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La cosa più bella di questo film è la dolcezza come dice il sottotitolo “La più bella storia d’amore degli ultimi anni”. Un plauso particolare a Francesca Loy per la sua freschezza interpretativa e un bravo a tutti i capitani di lungo e medio corso, fra i quali i Ragazzi del Volo.

Sutri (VT) “Festival d’autunno” – Mostre, rassegne, manifestazioni e l’inaugurazione di un museo sono al centro di un festival che coinvolge oltre Sutri anche l’intera Tuscia.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Anima e promotore di questa iniziativa che prenderà l’avvio il prossimo 15 settembre per proseguire fino al 13 gennaio 2019, è il Prof. Vittorio Sgarbi che, anche nella nuova veste di Sindaco di Sutri, ha voluto far perno sulle attrattive archeologiche e varie eccellenze d’arte presenti nel territorio, spesso bisognose d’ interventi di  manutenzione e conservazione, per richiamare l’attenzione anche sull’intera Tuscia viterbese.

20180904_110900(0)Roma: Sede della “Fondazione Roma” – Conferenza stampa di presentazione del  Festival d’Autunno da parte del Prof. On.le Vittorio Sgarbi, Sindaco di Sutri e del Prof. Avv. Barone Emmanuele F.M. Emmanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, main sponsor dell’iniziativa.

Il tutto ruota intorno all’inaugurazione di un museo allestito nell’ex palazzo vescovile, dismesso e non più utilizzato nell’originaria destinazione, che prende il nome proprio da un precedente vescovo di Sutri di origine germanica: “Museo di Palazzo Doebbing”. Nelle sale di questa prestigiosa residenza saranno ospitate ben dieci   rassegne temporanee che per contenuti e soggetti esposti hanno tematiche varie per non dire contrastanti fra loro. Testimonianza di questo si riscontra nella mostra “La bellezza di Dio” con l’esposizione di 34 opere che documentano l’importanza del patrimonio di arte sacra presente nel territorio diocesano di Civita Castellana che dialoga con quella dal titolo “Kouros”  dove sono presenti le opere fotografiche di due artisti Wilhem von Gloeden e Roberto Ferri orientate in prevalenza sul nudo maschile in relazione all’ispirazione del mondo classico.

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Il confronto fra i temi dopo quello sulla bellezza fra quella divina e quella umana si trasferisce  sulla socialità con “Idilio verde” di Pellizza da Volpedo, autore del conosciutissimo dipinto  “Il quarto stato” che agli inizi dello scorso secolo aprì le porte della pittura alle tematiche sociali, che si confronta con un dipinto di Giovanni Iudice dal titolo “Il nuovo quarto stato: migranti” che il curatore Sgarbi così definisce: “….pittore in equilibrio fra realismo magico e neorealismo…..”.

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L’esposizione prosegue nelle terrazze e nel giardino con i ferri battuti di Luciano e Ivan Zanoni per tornare subito dopo all’interno del palazzo con le foto ed i video dell’artista russa Eva e le tele di Italo Mus che, sempre il curatore Sgarbi scrive in proposito: “….hanno la forza di Sironi e l’intimità di de Pisis…”. Infine a Matteo Basilè è dedicata la mostra “Icone” e  Luigi Serafini ci presenta un monumento a Sutri intitolato “Altalena etrusca” quale ricostruzione di un ritrovamento archeologico finora mai effettuato, come scrivono i curatori. Dal 15 dicembre sarà esposto un interessante opera di Tiziano “Estasi di San Francesco”, proveniente dal Museo di Ascoli Piceno. Il Festival d’autunno di Sutri, comunque, non si esaurisce nell’inaugurazione del  Museo di Palazzo Doebbing, ma a partire dal 12 settembre prosegue con un interessante calendario d’intitolazione di strade che va oltre il 24 ottobre con alcune date da definire in cui si vuole dar lustro ad alcuni personaggi della recente storia d’Italia a partire da Pierpaolo Pasolini ed arrivare a Sergio Marchionne passando per Cesare Pavese, Federico Zeri, Paolo Borsellino, Giorgio Almirante, Gaetano Scirea, Francesco Cossiga e molti altri.

Sutri (VT) – Museo di Palazzo Doebbing dal 15 settembre 2018 al 13 gennaio 2019 con i seguenti orari di apertura: nel mese di settembre  tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00 – nel mese di ottobre e novembre  solo nei giorni di venerdi, sabato e domenica dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00 –  nei mesi di dicembre e gennaio apertura nei giorni di venerdi, sabato e domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00. Costo del biglietto d’ingresso intero €.8,00 sono previste riduzioni per gruppi, residenti a Sutri ed altre previste dalla legge. Informazioni e prenotazioni anche per visite guidate: tel. 0744.422848 – e sito web www.museopalazzodoebbing.it

VENDEMMIA 2018 – Stime e previsioni presentate al Ministero delle Risorse Agricole e Forestali.

Testo e foto Donatello Urbani

Il vino sempre più rappresentativo delle eccellenze del “Made in Italy”.Saggia è stata la politica fin qui seguita nell’indirizzare la commercializzazione dei vini a vantaggio di quelli assistiti da DOP – DOC e IGP che già nelle etichette offrono una paternità e identità chiare e inconfutabili a discapito di quelli sfusi. Comprensibile, quindi, la soddisfazione espressa sia dai rappresentanti del comparto vitivinicolo così come dal Ministro On.le Gian Marco Centinaio, chiamato a guidare insieme alle politiche agricole e forestale anche quelle turistiche, ambasciatrici per eccellenza dell’Italia.  E’ stato Ernesto Abbona, Presidente dell’Unione Italiana Vini, a fornire i dati previsionali della campagna vitivinicola in corso rilevati dalla propria associazione e confermati anche dai responsabili dell’ISMEA – Istituto per i Servizi del Mercato Agricolo e Alimentare – che indicano in oltre 49 milioni di ettolitri la produzione di vino e mosti, con un incremento  del 15% rispetto alla produzione dello scorso anno che riavvicina l’Italia alle medie pre 2017 e la pone al primo posto nella graduatoria mondiale dei produttori di vino malgrado gli incrementi fatti registrare anche dagli altri competitors. Questo incremento produttivo, comunque, non si presenta in maniera omogenea in tutto il territorio italiano. Nella realtà risultano favorevolmente privilegiate le regioni del nord Italia, mentre, quelle del sud, in particolare la Sicilia, pur registrando buoni incrementi, occupano le ultime posizioni.  Inoltre anche le previsioni commerciali sui mercati, in particolare esteri verso i quali anche le stime sono previste alquanto favorevoli. Più che giustificato il commento di un produttore che al termine degli interventi ha affermato: ”Un buon brindisi non sarebbe affatto fuori luogo”.

“COURBET e la natura” – A Ferrara – Palazzo dei Diamanti – dal 22 settembre 2018 con una mostra antologica

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

“ Il bello è nella natura”
Gustave Courbet

Fra Gustave Courbet e l’Italia non c’è mai stato un buon “feeling”. Il primo non era mai venuto in Italia, malgrado conoscesse bene l’arte pittorica italiana, di rimando in Italia sono state organizzate con gran parsimonia rassegne e  mostre di questo grande interprete dell’arte pittorica francese. Così dopo quasi cinquant’anni torna in Italia Gustave Courbet con una importante retrospettiva tutta incentrata su questo genio indiscusso dell’Ottocento e al suo rivoluzionario approccio alla pittura di paesaggio. Uomo dalla personalità forte e complessa, Courbet s’impose come padre del realismo, aprendo la strada alla modernità in pittura con lavori provocatori e antiaccademici la cui principale fonte d’ispirazione fu la natura.

20180713_111326Roma: Palazzo Farnese sede dell’Ambasciata della Repubblica Francese – Intrvento di S.E. l’Ambasciartore nel corso della conferenza stampa.

La mostra espone una cinquantina di tele che gli stessi curatori, Dominique de Font-Réaulx, Barbara Guidi, Maria Luisa Pacelli, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède, hanno presentato in una conferenza stampa tenutasi presso l’Ambasciata di Francia a Roma, nella quale hanno affermato: “Quanto esposto  a Ferrara nel prestigioso Palazzo dei Diamanti, rappresenta il meglio della produzione artistica di Courbert, con opere quali Buongiorno signor Courbet, l’autoritratto, L’uomo ferito o le celebri Fanciulle sulle rive della Senna, provenienti dai più importanti musei del mondo”.  Lungo le cinque sezioni in cui si articola il percorso espositivo il visitatore attraverserà i luoghi e i temi dell’impressionante e appassionata rappresentazione del mondo naturale di Courbet dove i veri protagonisti sono i panorami della sua terra natale, le spettacolari marine battute dalla tempesta, incontrate nelle sue peregrinazioni,  le misteriose grotte da cui scaturiscono sorgenti di torrenti, fino ai sensuali nudi immersi in una rigogliosa vegetazione  e alle sublimi scene di caccia della maturità.

Gustave Courbet Guistave Courbet: “L’onda” 1869. Olio su tela- Edinburgo national Gelleries of Scotland. Dono di Ser Alexander Maitland in memoria della moglie Rosalind, 1960. Foto courtesy Ufficio Stampa Esseci

Di grande interesse anche quanto scritto nel comunicato dagli stessi curatori: “Guardato come un maestro dagli impressionisti e venerato da Cézanne, Courbet sembra svelare forme in attesa di essere rese visibili, catturando i fenomeni naturali più elusivi e transitori. I paesaggi della regione natale, la Franca Contea, occupano un posto particolare nel cuore dell’artista: la vallata lussureggiante della Loue, gli altipiani aridi, i fiumi impetuosi, il sottobosco e i cieli immensi sono rielaborati in infinite e sorprendenti varianti. Motivo d’ispirazione sono stati anche i luoghi dove ebbe modo di soggiornare o che visitò nel corso della sua vita, come le coste mediterranee nei pressi di Montpellier, i paesaggi rocciosi della regione della Mosa in Belgio, le marine della Normandia, con le onde rigonfie prima di infrangersi sugli scogli, o i laghi svizzeri dipinti in esilio in un’atmosfera carica di nostalgia.

http://www.metmuseum.org/art/collection/search/436003Gustave Courbet: “Giovane bagnante” 1866 – Olio su tela. New York Metropolitanm Museum of Art. Lascito della Sig.ra H.O.Havemeyer. Foto courtesy Ufficio Stampa Esseci

A questi soggetti si aggiungono i dipinti che hanno per tema i nudi e gli animali nel paesaggio, dove Courbet dimostra ancora una volta di essere portatore di uno sguardo originale sul mondo, ma anche di essere consapevole della grande tradizione pittorica occidentale, studiata al Louvre”.Questa importante rassegna oltre presentarci le opere di “un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca traghettando l’arte francese dal sogno romantico alla pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura”, come scrivono i curatori, offre la grande opportunità per un’escursione turistico culturale in una delle città più interessanti presenti in Italia dove anche l’enogastronomia gioca un ruolo di primo piano.

Ferrara, Palazzo dei Diamanti dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019. Informazioni sia turistiche che sulla mostra, inclusi il servizio didattico  le prenotazioni di visite guidate: tel. 0532 244949, per e.mail diamanti@comune.fe.it oppure sul sito www.palazzodiamanti.it

“ESTONIA IN MUSICA” – Musica estone in festival in Italia per ricordare il centesimo anniversario dell’indipendenza della piccola Repubblica sul Mar Baltico.

Testo e foto di Donatello Urbani

Ben sei concerti sono previsti a Roma fra i quali  quello del cantautore folk-pop Silver Sepp, tenuto il 25 luglio nel suggestivo scenario del Teatro Marcello. E’ lo stesso artista a presentarsi al pubblico: “Sono cresciuto in un villaggio di pescatori nel sud-est dell’Estonia. Durante la mia infanzia ho vagato all’infinito nelle praterie vicino al mare e trascorrendo molto tempo con me stesso. In quel periodo sono stato attratto dai suoni che mi circondavano e dagli oggetti che li producevano — un vecchio pianoforte nella nostra fattoria, i chiodi che erano stati fissati sulla parete della stalla, una ruota scricchiolante della bicicletta di mio nonno. Studiando canto jazz all’Accademia di Cultura di Viljandi, mi sono avvicinato alla musica tradizionale estone. Volevo comprendere appieno la struttura delle melodie della mia lingua madre. Insieme ai miei amici abbiamo fondato due gruppi di musica popolare RO:TORO e Svjata Vatra, conosciuti come gruppi di musica tradizionale influenzata dalla contemporaneità. In seguito sono diventato cantante nel gruppo reggae-bhangra “Bombillaz” ottenendo nel contempo la laurea specialistica in Norvegia per aver partecipato al progetto che lega la danza tradizionale estone al palcoscenico moderno. Tre anni fa ho deciso che tutto quello che desideravo era comporre la mia musica. Ho cominciato a inventare gli strumenti musicali usando gli oggetti di uso quotidiano che trovavo a casa, nella mia fattoria. Ho scoperto la musicalità delle bacinelle che fluttuavano sull’acqua, delle ruote della bicicletta che somigliavano al suono delle campane, ho costruito un’arpa fatta di chiodi infissi sulla vecchia base della rete da pesca, il suono dei tubi dell’acqua che mormorano e sembrano di esplodere. Cercando in me stesso, ho trovato la voce che racconta storie di grandi desideri, della pace dell’anima, dello sbocciare della primavera, della crescente stanchezza dell’essere, del ritorno a casa e dei grandi cambiamenti”.

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Il programma di musiche proposte dall’artista, arrangiamenti della musica popolare suonate con gli strumenti inventati, é stato: Intro Kus me lähme vasta ööda (Tradiz estone arrangiato) – Mu Jumal kuis nii varjul oled  – Pahad põdrad Teomehe nädalapäevad (Tradiz estone arrangiato) Kikas kireja”. I prossimi appuntamenti sono previsti a partire dal 17 settembre con Kristi Kapten (pianoforte), per proseguire il 19 settembre con Siiri Sisask (cantautrice), il 24. Settembre con Ksenia Kuchukova (soprano) e Helin Kapten (pianoforte). Per concludere l´edizione di 2018 il 29 dicembre, con Hortus Musicus e con il maestro Andres Mustonen (musica barocca). E’ questa una buona occasione per fare conoscenza con compositori contemporanei estoni di diversi orientamenti – dalla musica tradizionale rivisitata, alla produzione più vicina alla “classica”, agli autori – come Tõnu Kõrvits , Lepo Sumera, Eduard Tubin, Silver Sepp e Siiri Sisask e con concertisti e cantanti come Kristi Kapten, Ksenia Kuchukova e Helin Kapten, fino a direttori d’orchestra come  Andres Mustonen e il suo gruppo di musica barocca “Hortus Musicus”.

Maggiori informazioni sul sito web www.estoniaeilbaltico.center

Un marito metà – Nelle sale dal prossimo 30 agosto

Testo e foto di Donatello Urbani

Con l’avvento dei social la “condivisione” è divenuta una pratica di uso comune. Tutto è condivisibile con il nostro prossimo, anche se sconosciuto.  Fotografie, onomastici, compleanni, pensieri, esibizioni anche le più riservate e personali  che in precedenza erano esclusività strettamente personali sono divenuti tutti di dominio pubblico.

20180717_114215Così una madre di famiglia parigina, Sandrine, interpretata da Valèrie Bonneton,  che scopre le infedeltà del marito, Jean, Didier Bourdon, pensa di condividere in una sorta di affidamento congiunto lo stesso marito con la sua amante, Virginie, Isabelle Carrè. Ciascuna di loro per una settimana veste i panni della moglie e nell’altra attende il ritorno del capofamiglia al desco familiare. Le due donne impongono e Jean un bizzarro triangolo amoroso  con un nuovo stile di vita che ben presto si rivelerà  per tutti un incubo carico di imprevedibili conseguenze anche per i  figli della coppia originaria, costretti a malavoglia a sopportare nuovi rapporti con i genitori e un nuovo stile di vita.

20180717_114849Mentre i tre principali protagonisti si troveranno di fronte situazioni inizialmente insperate, una particolare attenzione merita  il ruolo delle protagoniste femminili: Sandrine nel trovarsi single a settimane alterne e Virginie a convertire il ruolo di amante con quello di moglie. Pellicola divertente dal sapore prettamente estivo che in maniera ironica pone lo spettatore di fronte a situazioni che possono realmente accadere nei nostri giorni come avvenuto  alla regista Alexandra Leclère.

Il Jazz Italiano per le Terre del sisma.

Donatello Urbani

In soli quattro anni questa rassegna ha coinvolto oltre 2.500 musicisti che hanno tenuto ben 400 concerti in 18 palcoscenici nelle varie località del centro Italia colpite in vari anni dal sisma, come ha affermato Paolo Fresu, direttore artistico dell’iniziativa e Presidente della Federazione Nazionale “Jazz Italiano”. Capitale ideale di questa manifestazione è la città de L’Aquila, città duramente colpita da disastrosi movimenti tellurici che hanno interessato in varie riprese, quasi per intero, l’Italia Centrale. Dal 2019, infatti, L’Aquila diverrà la capitale del jazz italiano con un festival autonomo che dialogherà anche con le altre cittadine interessate dal sisma in particolare con Amatrice, Camerino e Scheggino come avvenuto per la manifestazione di quest’anno. A questa iniziativa hanno aderito e collaborato varie istituzioni ad iniziare dal MIBAC, SIAE, IJI – Federazione Nazionale Jazz – oltre a varie altre che operano territorialmente, quali la Casa del Jazz di Roma. Significativo quanto affermato nel corso  della conferenza stampa da Paolo Fresu: “Questo evento rappresenta una novità assoluta per il panorama culturale nazionale. Un messaggio forte di vicinanza arrivato al cuore della popolazione colpita dal sisma che attraverso la vitalità della nostra musica ha vissuto insieme a noi ed al numeroso pubblico giornate che rimarranno nella storia del nostro paese.

il jazz italiano per le terre del sisma

Il programma della manifestazione prevede:

  • 30 agosto 2018: Nella città di Camerino nella Rocca Borgesca alle ore 19,30 – In caso di pioggia il concerto si terrà in Via Le Mosse all’Auditorium Benedetto XIII -. Si esibiranno Alberto Napolioni Quartet ; Pescara Jazz Messanger; Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura;
  • 31 agosto 2018: a Scheggino alle ore 19,00 in Piazza Carlo Urbani – in caso di pioggia nella sala Polivalente – si esibiranno Tommaso Perazzo (vincitore del premio Urbani), piano solo; Karima e Caludio Jr De Rosa Quartet;
  • 1 settembre 2018 ad Amatrice alle ore 18,00 nel parcheggio ex Area ANPAS, villa San Cipriano di Amatrice: si esibiranno il Corpo Bandistico di Accumoli; John De Leo trio; Night Dreamers; Beatrice Arrigoni Trio.
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A partire dal 1 settembre fino al giorno 2 settembre 2018 i concerti si terranno tutti nella città de L’Aquila con happening estemporanei in tutto il centro storico che sarà addobbato per l’occasione:

  • 1 settembre 2018: in Piazza Chiarino Dj Set; alle ore 21,30 nella Piazzetta del Sole al Jazz Club gestito da Italia Jazz Club si esibirà la Jazza Band Resident con Piero Odorici, Roberto WiewRossi, Nico Menci ed Adam Pache;
  • 2 settembre 2018: nelle seguenti location e negli orari indicati si esibiranno:

alle ore 10,00 nella Basilica di San Bernardino: 100 Cellos Feat Govanni Sollima;

alle ore 12,00  nella Casa dello Studente: Joe Barbieri “Origami”;

in orari vai, concerti di piano solo, nella Chiesa di San Giuseppe Artigiano con:

ore 14,00: Vittorio Solimene; ore 14,50: Livio Minafra; ore 15,40: Andrea Pozza; ore 16,30 Francesco Scaramuzzino.

Nella Piazza Duomo si esibiranno varie Band a partire, e a seguire, nelle ore: 15,00 con la Big Band del Conservatorio di Musica “A.Casella”  di L’Aquila diretta da Massimiliano Caporale; ore 17,00: Dino Plasmati & LJP Big Band “Growing Up”; ore 18,00 Bomporti Jazz Band con la Big  Band del Conservatorio di Trento Agora Tà con Barbara Casini, voce, Paolo Silvestri, direzione e arrangiamenti; ore 19,00 Duccio Bertini e Rainbow Jazz Orchestra – “A Wiew on Stardards” con speciale Guest Stefano Cocco Cantini;

nel Corso Vittorio Emanuele, n.95 nel Palazzo Di Paola nei seguenti orari: 15 – Giampoalo Ascolese, Mauro Zazzarini con “Big Bag”; 16,00: Emanuele Primavera EP4tet; 17,00: Salvatore Maltana Melodromum Ensemble; 18,00: Lorena Fontana Quartetto; 19,00: Alessandro Giachero Trio;

Scalinata di San Bernardino – ore 15,30: Daniele di Gregorio e Lorenzo Tucci Duo; 16,30: Annalisa Marianella; 17,30: “Secondo” (su Casadei); 18,30: Pippo Martino “Essential Team”; 19,30: Marco Zurzolo;

all’Auditorium del Parco Esterno – “Spazio Infanzia” – dalle ore 12,00 alle 14,45: Laboratorio “Nati nelle note” – Sviluppo della musicalità per neonati e bambini 0/5 anni. Un solo accompagnatore per ogni partecipante – max 15 partecipanti per gruppo. Prenotazione al 328.4781160. Gruppo gattonanti (0/15 mesi), h.12 (45 minuti), gruppo misto (3/5 anni) h.13,00 (45 minuti), gruppo camminanti (16/36 mesi) h.14 (45 minuti); ore 15,30: Alessandro Sanna, Melania Longo e Sonia Peana in “Una casa-La mia casa”, ore 17,00: Orchestra Stabile IC Villasanta diretta da Felice Clemente;

Auditorium del Parco – Spazio interno – alle ore 15,00: Alessandro Scala, ore 16,00: Joe Pisto 5et, ore 17,00: Gianni Cazzola, ore 18,00: Enzo Favata, ore 19,00: Carla Marcotulli;

Piazza Chairino – ore 15,30: Giacomo Tantillo 4et “Water Trumpet”, 16,30: Alessandro Paternesi P.O.V. Quintet, ore 17,30: Andrea Polinelli “Vision for Sylvian”, ore 18,30: Tiziano Bianchi Quartet “Now and Then”, ore 19,30: Cinzia Tedesco.

Informazioni al n° 055.240397 e sui social

TURISMO CAMPER: presentati a Roma i numeri del 2017 con incrementi notevoli: +43% produzione, +20% nuove immatricolazioni, export all’ 85% e del primo semestre 2018 con un +16% nel mercato del nuovo e +13% nella produzione.

Donatello Urbani

Con la stagione estiva già programmata dagli amanti del turismo all’aria aperta è stata  presentata a Roma la VII edizione del Rapporto Nazionale sul Turismo in Libertà in Camper e in Caravan che ha fatto il punto sull’intero settore. Come ha rilevato nel suo intervento il presidente Simone Niccolai, Presidente di APC-Associazione Produttori Caravan e Camper, alla presenza del ministro del Turismo e della Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e Antonio Cellie Amministratore delegato di Fiere di Parma: “Dopo gli ultimi24 mesi tutti in positivo, il 2017 si è dimostrato un anno di un ancor più deciso consolidamento per tutta l’industria italiana degli autocaravan, con un vero exploit nella produzione (+43% rispetto al 2016), passata da 15.143 unità nel 2016 a ben 21.712 unità prodotte nello scorso anno. Decisamente positivo anche il dato sulle immatricolazioni (5.099 nuove immatricolazioni), che hanno permesso di registrare un ragguardevole +20% rispetto ai già ottimi dati del 2016. Il nostro Paese quindi, con oltre 7.000 persone impiegate nel settore (dirette ed indotto) e un fatturato annuo superiore a un miliardo di euro, si conferma tra i migliori produttori a livello europeo”.

A questo trend si aggiungono, come riportato sul dettagliato rapporto, gli incoraggianti dati statistici del 2018: +16% circa del nuovo e un+13% della produzione autocaravan nel primo semestre 2018. Nel dettaglio, le regioni del Nord Italia si confermano come il principale bacino d’utenza del settore,incrementando ulteriormente nel 2017 la propria quota e raggiungendo il 59,5% del totale del mercato: nuove immatricolazioni più trasferimenti netti di proprietà. E questa percentuale sale addirittura al 77,1% se restiamo alle sole immatricolazioni totali. Il Centro contribuisce al 26,8% del mercato nuovo ed usato degli autocaravan e al 31,9% delle caravan, con un rapporto usato/nuovo superiore rispetto al Nord. Nel Sud ed Isole si registra una crescita dell’11% del nuovo per le caravan, mentre gli autocaravan si attestano ai valori del 2016 con il 6,1%. Il mercato dell’usato, in crescita negli ultimi tre anni, nel 2017 ha registrato una leggera battuta d’arresto con 28.532 trasferimenti netti di proprietà pari a -4,2% rispetto all’anno precedente, per un rapporto usato reale/nuovo di 5,6, ovvero 56 camper usati ogni 10 nuovi camper immatricolati (mentre era 7,0 nel 2016).Impennata anche per le esportazioni di autocaravan passate da 12.912 unità nel 2016 a ben 18.414 nel 2017, a testimonianza dell’indiscussa eccellenza creativa e qualitativa della produzione italiana di Veicoli Ricreazionali.

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Trend positivo anche a livello europeo con incremento di tutti i parametri dell’intero settore.  La grande ripresa del settore si è riflessa anche in un’altra straordinaria edizione del Salone del Camper, quella del 2017 appunto, promosso da APC insieme a Fiere di Parma, che ha registrato oltre 132.000visitatori nei 9 giorni di manifestazione (+4,3% rispetto all’edizione 2016) e più di 700 veicoli presentati dagli oltre 300 espositori nei 138.000 mq di area espositiva totale come ha rilevato Antonio Cellie.

 

ARMI E POTERE nell’Europa del Rinascimento. In mostra la collezione di armi Odescalchi, in programma dal 26 luglio all’11 novembre, nella doppia sede di Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo, a Roma.

Donatello Urbani

La mostra tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo espone circa 160 pezzi tra armature intere, armi da difesa e da offesa, armi da fuoco, elmetti, spade, corsaletti, balestre e schiniere. La Direttrice del Polo Museale del Lazio, Dott.ssa Edith Gabrielli, ha ricordato nel corso della conferenza stampa come le armi, importanti lungo l’intero corso della storia dell’Uomo, assunsero nel Rinascimento e ancor più nel Rinascimento italiano una valenza pressoché totalizzante. Con l’aprirsi delle guerre d’Italia, nel 1494, gli stati della Penisola divennero luoghi di scontro e di contese per le grandi potenze internazionali, prime fra tutte la Spagna e la Francia.

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In qualche modo si può dire che nel Rinascimento le armi fecero veramente la Storia. Dal tipo di armi o dalla loro qualità potevano dipendere e di fatto dipesero accadimenti storici di notevole  portata, dal conflitto tra Occidente e Impero Ottomano alla battaglia di Pavia. Le armi, allora come del resto oggi, furono all’origine di notevoli progressi nel settore scientifico o tecnologico, nel commerciale, come nei settori della medicina e della farmacopea. Il sistema di valori che le armi sottendevano si spinse comunque ben oltre il loro uso concreto, ossia ferire, uccidere il nemico o, all’opposto, difendersi. Esse assolvevano a una pluralità di intenti e di significati (iconografici, simbolici, rituali, iconici). In una società che ne faceva costantemente uso, perché le guerre erano endemiche, ma anche perché le si usava sia nell’arte venatoria, sia nei tornei e nei bagordi, autorappresentazioni spettacolari e a volte truculente del ceto aristocratico e combattente. È in questo contesto che s’inserisce, prepotente, la storia dell’arte. Il nucleo centrale della mostra è costituito dalla collezione Odescalchi.

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Al contrario di quanto spesso creduto, l’armeria Odescalchi non è di origine dinastica: essa nasce dalla passione del principe Ladislao (1846-1922), personaggio dai multiformi interessi. A lui si deve la fondazione di Ladispoli, così battezzata in suo nome. Grazie ai contatti instaurati con diversi antiquari italiani ed europei, tra cui l’inglese Samuel James Whawell e il francese Louis Bacherau, Ladislao riunì un cospicuo numero di armi provenienti per lo più dall’Europa occidentale, alle quali si aggiunsero piccoli gruppi non omogenei del medio e dell’estremo Oriente. Alla sua morte, la collezione venne riordinata dal nipote Innocenzo nel palazzo romano di Piazza SS. Apostoli: forte di circa duemila pezzi, nel 1959, poco dopo la morte di Innocenzo,essa venne quasi interamente donata al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. In mostra la collezione Odescalchi è presente con i pezzi di maggiore rilievo, molti dei quali finora mai esposti.

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Una splendida occasione per‘ritrovare’ e valorizzare una raccolta per troppo tempo confinata nei depositi.Sia Castel Sant’Angelo che Palazzo Venezia custodiscono nuclei di armi storiche pressoché unici al mondo. Proprio queste straordinarie collezioni – restaurate e riordinate per l’occasione – unite a una serie di prestiti internazionali, fanno conoscere allo specialista e al normale visitatore un fenomeno rimasto per molto tempo noto a pochissimi.Il catalogo, edito da Silvana editoriale, si avvale inoltre del contributo di Massimo Carlo Giannini, professore di storia moderna presso l’Università degli Studi di Teramo.

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Roma -Castel Sant’Angelo- L a mostra è aperta tutti i giorni  con orario 9.00 – 19.00. Fino al 9 settembre dal giovedì alla domenica 9.00 – 23.30. La biglietteria chiude mezz’ora prima.

A Palazzo Venezia la mostra è visitabile dal martedì alla domenica 8.30 – 19.30La biglietteria chiude un’ora prima. Costi dei Biglietti d’ingresso: Nel periodo di ArtCity è istituito un biglietto unico che consente un ingresso a Castel Sant’Angelo e uno a Palazzo Venezia con la visita delle due sezioni della mostra. Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia, unico intero € 15,00 – unico ridotto € 7,50. Solo Palazzo Venezia intero € 10,00 – ridotto € 5,00. L’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese in entrambi i siti. Informazioni  e prenotazioni +39 06 32810410 (dal lunedì al venerdì ore 9 -18 e il sabato ore 9 – 13)