Roma, Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette, in mostra “Libri d’Artista di Vittorio Fava”. Magicamente ricreata la fantastica biblioteca del Principe Giovanni Torlonia Junior.

Testo e foto di Donatello Urbani

Ciascun oggetto, anche il più insignificante, racchiude dentro di se un messaggio artistico. Vittorio Fava con un’operazione di recupero di svariati oggetti, i più disparati possibili, ha reso attuale questo concetto inserendo tanto nella copertina che nelle pagine interne di 20 libri, tutti sfogliabili e artisticamente animati, disegni, scritte, collage di merletti, bottoni, frammenti di ceramica, legno, medaglie, monete.

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I libri sono stati realizzati dal Maestro in vari anni, alcuni  proprio per questa circostanza, per stabilire un continuo dialogo con la Casina delle Civette, e riproporre quella ambientazione  e spirito culturale, presente all’interno già con la loro disposizione su leggii, appositamente realizzati dall’Artista, per  ricreare anche visivamente quella fantastica biblioteca che il Principe Giovanni Torlonia Jr. avrebbe potuto avere nella sua fascinosa Casina. Quali saranno state le letture del Principe? A questa domanda rispondono i curatori: “Trattati d’arte, di alchimia, di zoologia – alla luce di civette, lumache, serpenti e pipistrelli raffigurati nella casa –, botanica, visto il suo amore per le piante; ci sarà stato il libro dell’ospite. Cosa è rimasto di tutti questi libri? Nulla. Ed ecco che Vittorio Fava ha ricostruito la biblioteca perduta”. Certamente il Principe Giovanni Torlonia, che tante ore trascorreva nella sua Casina, tra studi esoterici e riflessioni filosofiche, avrà consultato dei libri e quelli presentati da Vittorio Fava avrebbero riscontrato la sua benevola predilezione.

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L’idea della mostra è maturata nell’artista lo scorso anno, come ha tenuto a precisare la Direttrice della casina delle Civette Maria Grazia Massafra, quando ha realizzato il “Codice della Civetta diurna” per partecipare alla mostra “Tre civette sul comò” nello scorso gennaio 2017. “Anche in questa circostanza  aveva presentato la sua opera disposta su un leggio in legno da lui costruito, nella Hall della Casina. Il pubblico si fermava incuriosito, chiedeva spiegazioni, era affascinato… Da qui l’idea di disporre nella Casina dei libri in rapporto con gli spazi e con i gusti e le predilezioni dell’antico proprietario”. Il percorso espositivo che occupa per intero tutti i locali della Casina presenta opere che trovano nella loro collocazione un motivo di dialogo in più; così nel Fumoir c’è il “Grande Libro della Musica”, mentre nella Stanza del Chiodo, dominata dalla bellissima vetrata di Cambellotti, c’è un libro dedicato a questo artista. La camera da letto del Principe, di cui era ben nota la predilezione per l’alchimia e l’esoterismo, ospita i libri “Cleopatra alchimista” e il “Grande Libro dell’Alchimia”, con una adeguata seggiola per poterlo consultare. Nella Stanza della Fata, c’è un libro sulle loro sorellastre, le Streghe. Nel Bagno del Principe, dove sopravvive un frammento dell’antico rivestimento di ceramica, vi è il “Libro della Ceramica”.

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Tutti i libri hanno un loro preciso messaggio sono tutti da consultare, leggere e scoprire il messaggio che vogliono regalarci. Interessante, quanto singolare, il libro posto nella Hall, il “Libro dell’Ospite”. Questo libro presenta pagine bianche dove, chi vorrà, potrà scrivere un suo pensiero sulla mostra, sui libri, sulla Casina sulle Civette…, lasciando, facoltativamente, la sua mail. Tra i testi di coloro che avranno scritto lasciando anche la loro mail, una giuria, formata dall’artista e dalle due curatrici, individuerà i più belli, che saranno letti e premiati il giorno prima della chiusura della mostra.
In occasione della mostra, i visitatori potranno partecipare alle seguenti iniziative gratuite. È necessario essere in possesso del biglietto del museo da acquistare presso il Casino Nobile:
Sabato 30 giugno – e  Domenica  2 settembre – ore 16.30: Visita guidata della mostra con l’artista che legge alcuni suoi testi (domenica gratuita).
Sabato 8 settembre – ore 16.30: Intervista all’artista con Giorgio Di Genova, Fiammetta Iori, Maria Grazia Massafra e Stefania Severi.
Sabato 29 settembre – ore 11.30: Lettura dei testi più interessanti lasciati dai visitatori sul Libro dell’Ospite e premiazione del migliore (premio piccolo libro) e del secondo e terzo classificato (premio un libretto-biglietto da visita).La giuria, il cui giudizio è insindacabile, è composta da Vittorio Fava, Maria Grazia Massafra e Stefania Severi.
Roma Musei di Villa Torlonia, Museo della Casina delle Civette, via Nomentana 70, Roma fino al 30 settembre 2018 dal martedì alla domenica con orario ore 9.00-19.00. Biglietti d’ingresso € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese. Info  060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)  www.museivillatorlonia.it; www.museiincomune.it

Nei Albertì – Divergenze al centro. Roma Villino Pignatelli Via Boncompagni, 12

Mariagrazia Fiorentino. Testo e foto

“O ci sono altre creature più intelligenti dell’uomo, oppure l’uomo è la creatura più intelligente dell’universo?” E’ un pensiero che fa riflettere! Queste opere di Nei Albertì rispecchiano questo pensiero. In mostra una decina di opere tra sculture e installazioni, esemplificative del processo creativo dell’artista, tra cui due site specific di grandi dimensioni che invadono i due saloni dello spazio del Villino Pignatelli, palazzo storico neorinascimentale nel cuore di Roma. La mostra sarà l’occasione anche per visitare il villino, immerso in una grande corte di giardini esotici, sculture, fontane, scorci inaspettati e nascosti, raramente aperto al pubblico.

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“L’Artista esplora i concetti di spazio e volume, pieno e vuoto attraverso l’utilizzo di fili, metacrilato spandex, vetro, spingendosi fino all’origine della luce con l’utilizzo di un software leggero per le luci led spotlight. Le sue opere si compongono in reti colorate di ljcra semitrasparente che l’artista adatta tirandole, in relazione allo spazio alla ricerca di un equilibrio tra forma e dimensioni dell’ambiente circostante oppure le ingabbia in cubi trasparenti illuminati, dove il gioco di luci e fili variopinti si riverbera sulle pareti della teca. Nei  Albertì sembra voler focalizzare l’attenzione su due tematiche chiave che ricorrono sul suo lavoro: il tempo e il ritmo. Come lui stesso afferma “Corriamo sempre per guadagnare tempo, ma perdiamo un sacco di tempo nel correre.” La mostra è un invito a un percorso lento colmo di tensioni piene di mistero e di suspense, dove si possono percepire la paure e le gioie dell’atto creativo. Il racconto di Albertì è un dialogo appassionato ed elegante tra se stesso ed il mondo circostante, fatto di tensioni e distensioni, materiche e spirituali, in un andamento quasi ipnotico che tocca la sfera emotiva in profondità e trasmette la sensazione di un tempo senza tempo. L’illusione del suo mondo diventa realtà così da rendere possibile l’osmosi tra il pubblico e le sue opere, nel tentativo di ricreare un’esperienza con il proprio io profondo”.

E’ decisamente una mostra per palati raffinati ed esigenti che si rivela ad ognuno di noi in modo personale ed intimo e che ci aiuta a capire quanto immenso e meraviglioso sia il nostro animo.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, Maggiori Editori, con prefazione di Elena Francia Gabriele, saggio e intervista all’artista di Sveva Manfredi Zavaglia e Carlotta Monteverde.

Roma Villino Pignatelli Via Boncompagni, 12 dal 22 giugno al 22 luglio 2018 con ingresso gratuito. Orari mostra dal martedi al venerdi dalle 15 alle 19 su prenotazione al n°+39.348.7256902 e mail mostraneialbertiroma@gmail.com

L’altro sguardo. Fotografie italiane 1965 – 2018, Fino al 2 settembre in mostra al Palazzo delle Esposizioni

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Lo spazio che separa Milano da Roma non è risultato essere così grande da impedire ai pubblici amministratori della città capitale dello Stato di agganciarsi al carro che percorre  il capoluogo lombardo lungo l’accidentata strada della programmazione di mostre e attività culturali in genere. Così dopo i maestri delle arti visive giapponesi, Hiroshige e Hokusai, Roma ha accolto, nelle sale del Palazzo delle Esposizioni, una selezione di oltre duecento fotografie e libri fotografici provenienti dalla Collezione Donata Pizzi, costituita con lo scopo di promuovere la conoscenza delle più originali interpreti nel panorama fotografico italiano, dalla metà degli anni Sessanta a oggi, sia pure arricchita da nuove acquisizioni rispetto all’esposizione milanese.

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Agnese De Donato: Donne non si nasce, si diventa – 1970                                 Giovanna Borgese: Le ragazze di Prima Linea, Torino – 1981

Precisano le curatrici: “La collezione – unica nel suo genere in Italia – è composta da opere fotografiche realizzate da circa settanta autrici appartenenti a generazioni ed ambiti espressivi diversi: dai lavori pionieristici di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Paola Mattioli, Marialba Russo, sino alle ultime sperimentazioni condotte tra gli anni Novanta e il 2018 da Marina Ballo Charmet, Silvia Camporesi, Monica Carocci, Gea Casolaro, Paola Di Bello, Luisa Lambri, Raffaella Mariniello, Marzia Migliora, Moira Ricci, Alessandra Spranzi e numerose altre”. Le fotografie esposte furono presentate per la prima volta alla Triennale di Milano nel 2016 nell’ambito di un progetto nato in collaborazione con Mufoco – Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo. Sempre le curatrici scrivono sul catalogo , indispensabile strumento per seguire in piena conoscenza e consapevolezza quanto esposto: “In Italia l’ingresso massiccio di fotografe, fotoreporter e artiste nel circuito culturale risale agli anni Sessanta: in questo momento l’accesso delle donne al sistema dell’arte e del fotogiornalismo – ambiti rimasti a lungo appannaggio quasi esclusivo di presenze maschili – è favorita dai repentini cambiamenti socio-politici e dalle nuove istanze sollevate dal femminismo. Grazie anche alle conquiste di quella generazione oggi fotografe e artiste hanno acquisito posizioni di primo piano nella scena italiana e internazionale: il loro lavoro è presente in musei, gallerie, festival, riviste e pubblicazioni specializzate, nel nostro Paese e all’estero. Nonostante la decisa inversione di rotta, la disparità di genere è a tutt’oggi un problema esistente e la storia di molte fotografe è ancora da riscoprire e valorizzare. La consapevolezza di questa carenza nella cultura fotografica italiana, il riconoscimento della disattenzione delle istituzioni, del collezionismo e della critica hanno spinto Donata Pizzi a dare inizio alla raccolta esposta oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

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Francesca Catastini: Mrdusa – 2014                           Agnese Purgatorio: Imparando a memoria – 2013/2016 (Collega digitale-Ink Jet)     

Le opere presenti lungo tutto il percorso espositivo , suddiviso in quattro sezioni, testimoniano momenti significativi della storia della fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio. I temi elaborati spaziano da quelli dedicati alla fotografia di reportage e di denuncia sociale (Dentro le storie); ai rapporti tra immagine fotografica e pensiero femminista (Cosa ne pensi tu del femminismo?); ai temi legati all’identità e alla rappresentazione delle relazioni affettive (Identità e relazione); e, infine, alle ricerche contemporanee basate sull’esplorazione delle potenzialità espressive del mezzo (Vedere oltre).

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Giada Ripa: Ragazza tatuata. illustratrice e tatto disigner – 2016                      Raffaela Marinello: Still in live – Ancora in vita – 2014       

In mostra é proposto, inoltre, il documentario Parlando con voi, con interviste a molte delle fotografe presenti in mostra, tratte dal libro omonimo di Giovanna Chiti e Lucia Covi (Danilo Montanari Editore), prodotto su idea di Giovanni Gastel da AFIP International – Associazione Fotografi Professionisti e Metamorphosi Editrice.

Roma – Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194 fino al 2 settembre 2018 con orario dalle 10 alle 20, nei giorni di venerdi e sabato fino alle 22,30. Chiuso il lunedi. Dal 24 luglio al 26 agosto l’ingresso è alle ore 12,00. Info e prenotazioni visite 06.39967500 e su www.palazzoesposizioni.it

La Casina delle Civette ospita la mostra: “Bosco Magico. Gli alberi sciamanici di Paolo Martellotti”.

Donatello Urbani

 Sculture e dipinti ci raccontano di antichi miti  e di alberi sciamanici. Ci parlano di storie, evocando suoni e luci con la mostra “Bosco magico. Gli alberi sciamanici di Paolo Martellotti” allestita alla Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia, dal 9 giugno al 30 settembre 2018. Lungo tutto il percorso espositivo si possono ammirare le ultime opere del Maestro: 30 sculture e 25 dipinti che l’artista, architetto e museografo di rango internazionale, ha sapientemente inserito nel prezioso contesto liberty dove architettura, arti applicate, natura coltivata, dialogano da sempre. Scrivono i curatori: “L’esposizione “Bosco magico. Gli alberi sciamanici di Paolo Martellotti” rappresentano bene l’universo artistico del Maestro. Martellotti ha arricchito il Giardino della Casina delle Civette con sculture in legno di tiglio, abete rosso, quercia, castagno, biancospino. Un intervento che salda cultura e natura. Scultura che cerca e trova le forme negli alberi prescelti. L’albero come parola a cui dare voce e non l’albero come legno da trasformare in altro da sé. La scultura come strumento per portare in superficie la personalità individuale di ogni albero. Anche la pittura di Martellotti entra in questo gioco di riflessi e specchi. I dipinti su tela (tempere, acrilici, collage, tecniche miste) sono esposti nella Dipendenza della Casina delle Civette che diventa la galleria di ritratti delle sculture.                                             15 Il Cavaliere inesistente                                                                                                     Il cavaliere inesistente

Quadri astratti e figurativi allo stesso tempo. Martellotti, in un gesto, questo sì, sciamanico, ha osato cogliere le espressioni della natura, indovinando i sentimenti nascosti degli alberi e svelandoli con le sue sculture”. Non è del tutto azzardato scoprire come il bel parco di Villa Torolonia abbini ai valori  e significati naturalistici presenti nella  rigogliosa vegetazione anche quelli presenti nella tradizione religiosa e rituale a Roma e nel Lazio in particolare. In proposito tornano alla mente, sia pure grazie a memorie storiche ed archeologiche, il ruolo avuto nelle popolazioni etrusche prima  e romane, poi,  dei santuari silvani definiti “lucus”, dove ai boschi si riconoscevano ruoli religiosi e si celebravano riti in loro onore per ottenere sia benevolenza che protezione. Sempre negli scritti dei curatori si legge: “I legni, nel loro divenire sculture, non perdono la loro essenza di albero, la loro qualità di esseri viventi. Martellotti rispetta la loro personalità storica e simbolica, e anche la loro fisicità. Un abete rosso ha un profumo, una durezza, una ramificazione, una nodosità diversi da un biancospino e diversi saranno anche gli strumenti, le tecniche e I colori con i quali l’Artista tratterà la materia”.

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Nelle parole dello stesso artista si trovano valori e significati, non solo artistici, delle proprie realizzazioni: “ Lo scultore e l’artista non possono fare a meno dell’architetto che sa valutare l’ambiente in cui deve intervenire, rispettandolo eppure trasformandolo. E se di miti si vuole parlare è a quello di Apollo e Dafne che conviene rifarsi. E all’albero di marmo in cui Bernini trasforma la ninfa che rifiutò un dio. E’ il gesto demiurgico dell’arte che è barocco ed è contemporaneo. Semplicemente perché è umano  il Bosco è sacro perché ci racconta il momento della perdita dell’innocenza naturale e la scoperta del nostro saper trasformare e raccontare la natura”. L’universo artistico che le opere di Martellotti ci presenta è denso di riferimenti letterari, come ci indicano i titoli di alcune sculture: Il cavaliere inesistente, Domani nella battaglia, Il cavaliere nero, Il fuoco, Maternità, Il guerriero infelice, La mano dell’architetto, che insolitamente ci presenta una mano con sei dita. Il sesto, nelle parole dello stesso artista, indica il tocco artistico che deve essere sempre presente negli architetti nell’esercizio della loro professione.

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In occasione della mostra, i visitatori potranno partecipare alle seguenti iniziative, tutte a titolo gratuito abbinate all’acquisto del biglietto d’ingresso:

  • Sabato 16 giugno ore 11.30: ntervista con l’artista a cura di Maria Grazia Massafra.
  • Domenica 1° luglio ore 16.30: musica con Luca Bellanova. Organizzazione dell’Associazione Culturale Arte2o.
  • Domenica 2 settembre ore 11.30: passeggiata nel bosco con visita guidata dall’artista e Tiziana Gazzini.
  • Venerdì 7 settembre ore 17.00; forme interiori Incontro con la psicanalista Amalia Giuffrida.
  • Domenica 30 settembre ore 16.30: concerto per il “finissage” della band folk: “I lontano da qui”. Organizzazione dell’Associazione Culturale Arte2o.

La mostra si avvale di un catalogo edito da Futura Grafica 70 con testi di Maria Grazia Massafra, Antonio Pernici, Tiziana Gazzini.

Roma  – Musei di Villa Torlonia, Giardino e Dipendenza del Museo della Casina delle Civette, via Nomentana 70, Roma fino  30 settembre 2018 Da martedì a domenica ore 9.00-19.00. La biglietteria è presso il Casino Nobile. Costo dei biglietti d’ingresso € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto.

Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese. Per informazioni sito www.museivillatorlonia.itwww.museiincomune.it  telefoniche  al n° 060608 – tutti giorni dalle ore 9,00 alle 19,00

Take Me (I’m yours) – L’arte Concettuale in mostra Villa Medici – Accademia di Francia a Roma

Testo e foro di Donatello Urbani

“Super mercato dell’arte contemporanea”, questo è uno dei tanti commenti uditi nel corso della conferenza stampa d’inaugurazione di questa mostra tanto insolita per Roma quanto il titolo che la presenta “Take me (I’m yours)”. L’arte concettuale non è presente nella nostra città da vario tempo con rassegne di buon spessore e quella allestita in ben 17 sale dell’Accademia di Francia – Villa Medici a Roma – con l’esposizione di ben 89 opere d’arte è senza alcun dubbio un evento di grande importanza che offre uno sguardo completo su questo genere che investe l’arte nella sua totalità riservando, nel contempo, una particolare attenzione a stabile con il visitatore un dialogo attraverso varie forme.

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Marc Leschelier: “Costruttori non qualificati associati”, come riportato sul mattone che può essere murato nella costruzione o conservato

Come chiaramente affermato nel titolo ciascuna opera esposta deve, non solo essere toccata per stabilire un contatto diretto, ma anche assaggiata, se commestibile, oppure portata via e riproporre nella propria abitazione, oppure per strada, l’opera stessa, come  in una perpetuazione del ricordo dell’esposizione. Questo concetto, infatti, determina anche la data terminale che sarà solo quando le opere saranno tutte esaurite. Cosa che avverrà non contemporaneamente per tutte, offrendo così agli ultimi visitatori un’esposizione tutta da immaginare. “Take me (I’m your)”, afferma Chiara Parisi, curatrice insieme a Cristian Boltanski e Hans Ulrich Obrist della mostra, “è dedicata all’artista belga Jef  Geys, recentemente scomparso e sostenitore di un’arte concettuale rivoluzionaria, alla base della prima edizione della mostra. Concepita nel 1995 da Cristian Boltenski e Hans Ulrich Obrist per la Serpentine Gallery di Londra, Take me (I’m yours) ha avuto,  – grazie alla sua riproposizione nel 2015 a Parigi – numerose orchestrazioni, e ogni volta si arricchisce e si sviluppa, coinvolgendo un numero sempre maggiore di artisti invitati ad interrogarsi su questo format. Sarà questa la mia ultima collaborazione con Villa Medici  e per questa occasione ho desiderato chiudere con un evento di grande interesse culturale”.

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Autori vari: le cassette contengono opere, o riproduzioni di opere, che possono essere prese così come per il manifesto inneggiante all’Europa che lancia un messaggio extra i nazionalismi imperanti sorti come reazione alla globalizzazione.

A questa affermazione ha fatto riscontro quella della Direttrice Muriel Mayette-Holtz: “ Luogo di promozione e di sperimentazione, ogni anno Villa Medici accoglie artisti e ricercatori, di nazionalità, generazioni  e disciplina diverse, offrendo loro l’opportunità di dedicarsi pienamente alla propria ricerca. La mostra accoglie anche i progetti dei borsisti residenti.” Scrivono inoltre i curatori: “Se da un lato il pubblico ha la possibilità inusuale di prendere possesso dei lavori in mostra, dall’altra gli artisti si riappropriano degli spazi storici di Villa Medici: dalle antiche Gallerie dei Cavalli alla Cisterna Romana, dall’Atelier di Balthus al giardino di fronte alla celebre facciata di Villa Medici e fare l’esperienza unica di scoprire le vestigia dell’antica Casa di Onorio, passando in quei luoghi ormai segreti e sotterranei abitati prima dell’arrivo dei Medici. La mostra include il progetto speciale Speaker’s Cormer dove la parola viene data a Roma. All’angolo degli oratori, secondo la tradizione inglese, chiunque può presentarsi senza essere annunciato e parlare di qualsiasi argomento desideri. Accompagna l’esposizione un box d’immagini che include un ampio apparato iconografico delle opere esposte ed un testo curatoriale inedito.”

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Tappeto di caramelle – Riproduzione del volto in estasi di S.Teresa. La riproduzione della maschera avviene una sola volta al giorno

Roma- Accademia di Francia Villa Medici – Viale Trinità dei Monti, n.1, dal martedi alla domenica dalle ore 12,00 alle 19,00. Costo del biglietto d’ingresso alla mostra e visita guidata ai giardini, €.12 (intero) €.6 (ridotto) – alla sola mostra €.6.  Per informazioni, facilitazioni e gratuità varie concesse visitare il sito www.villamedici.it oppure telefonando al 06.67611.

Loredana Salzano porta a Roma- Villa Pignatelli- un pezzo delle Isole Eolie con la mostra “Isola: Aeolian Islands”

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Un sottile “file rouge” lega la location di questa mostra abilmente curata da Sveva Manfredi Zavaglia, dal titolo- “Isola: Aeolian Islands”- con il quartiere dei villini Liberty, stile non troppo presente a Roma. Le opere artistiche che per l’occasione testimoniano i due stili, infatti, oltre il piacevole impatto visivo, sono entrambe insolite e meritano, pertanto, di essere osservati con buona attenzione. Completano questo dualismo le parole della stessa artista che dice: “E’ stimolante mettere di fronte in un dialogo ipotetico due realtà, due luoghi fisici ma soprattutto mentali e culturali un po’ agli antipodi eppure complementari. Le isole  con la loro attitudine mediterranea e Roma sempre caput mundi. Mi piaceva l’idea del confronto. Ma il principio fondamentale che volevo passasse è quello dell’isola come condizione e come metafora della donna. Un microcosmo ritenuto fragile. Ma, secondo me, ha proprio nella fragilità la sua forza. La forza delle isole minori (chiaro il riferimento al vivere e lavorare a Lipari- n.d.a.) è la forza delle donne. La fragilità deve tornare ad essere considerata un dono, un valore.

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Interno di Villa Pignatelli: L’installazione esposta “Cartina emotiva della trinacria” – A destra: “Smontato”-Tecnica mista su tela-2012

Da questa premessa parte la creazione delle sue opere, indipendentemente che siano pittoriche, scultoree o in ceramica, tutte cariche di colori intensi e della luce propria delle Isole Eolie dove si ergono ad indiscussi simboli  tanto la libertà, che la passione e la voglia di vivere. Non ci possono essere parole migliori di quelle che l’artista stessa vuole regalarci: “ Il mio modo di creare è circolare per cui non ha un inizio e una fina individuabile. Certe volte parte da un concetto e c’è uno studio che procede per schizzi. Altre volte è l’istinto puro che parte dalla materia o da una forma incrociata per caso per strada o sulla battigia. Di sicuro so che creo quasi sempre con il sottofondo della musica di Giovanni Sòllima. Credo che la musica sia una forma d’arte superiore e che abbia la capacità di armonizzare tutto”. Completa questa autopresentazione quanto scrive la curatrice: “…l’uso di materiali e sfumature di colori densi e materici. Come il blu intenso e sfacciettato del mare dove vive o il rosso esplosivo e magmatico affiancato alla figura del Vulcano; il tutto in perfetta armonia di contrasti e forme…..”

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“Ceneri di Pirandello”-2008, rivisitazioni- Installazione- Tecnica mista su tela  – “Nostra Signora dei vulcani”- 2018 tecnica mista su tela

Significativa in proposito la tela “Nostra Signora dei Vulcani” che, a buon diritto, avrebbe tutte le caratteristiche per essere assunta a immagine rappresentativa dell’intera rassegna.

Roma – Via Boncompagni, 12 – Villa Pignatelli –  fino al 28 maggio 2018 con ingresso gratuito. Visitabile su prenotazione al n°+39.348.7256902 dalle ore 15,00 alle 20,00 dal lunedi al venerdi.

 

Birra Peroni in mostra a Sant’Ivo alla Sapienza con “Acqua e Birra per Roma Capitale”

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Birra Peroni cresce con Roma. Una prova tangibile è offerta dalla mostra, visitabile gratuitamente fino al 15 giugno, presso la Biblioteca Alessandrina, nel Compresso di S. Ivo alla Sapienza- Archivio di Stato di Roma,  che si presenta ai visitatori con questa credenziale: “Acqua e Birra per Roma Capitale – Economia, demografia e alimentazione negli archivi storici di Acqua Marcia e Birra Peroni”. La bella rassegna  ha, come obbiettivo principale, quello di porre in risalto il rapporto tra la storica azienda Birra Peroni e l’Acqua Pia Antica Marcia entrambe presenti nella nostra città già sotto lo Stato Pontificio.

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Atto di compravendita di acqua fra l’Acqua marcia e la Birra Peroni: 30 ance per 360 lire –    Fontanella denominata “Nasoneo

Tiene, in proposito,  a dichiarare Daniela Brignone, curatrice del progetto scientifico e dei testi del catalogo: “Questa mostra celebra la sua storia”. L’esposizione, infatti, vanta importanti testimonianze storiche che sottolineano la stretta connessione tra Birra Peroni e l’Acqua Pia Antica Marcia, azienda nata nel 1869 per gestire l’acquedotto romano e vendere l’acqua insieme a alcuni dei servizi idrici della capitale che, ancora oggi gestisce. “La storia di Birra Peroni è indissolubilmente legata all’Italia” , dichiara Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali di Birra Peroni. “L’azienda è nata oltre 170 anni fa, è cresciuta grazie ai talenti italiani e, con uno sguardo sempre rivolto all’innovazione, si è radicata nel territorio italiano espandendosi da Nord verso Sud, diventando parte integrante della vita economica e sociale del Paese. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma abbiamo l’occasione di mostrare una parte importante della crescita industriale e commerciale di Birra Peroni, nonché ripercorrere le tracce del legame con la città di Roma dove è presente con uno dei tre stabilimenti produttivi. Via dei due Macelli, Colosseo, la cittadella di Porta Pia e Tor Sapienza sono solo alcuni dei luoghi che hanno segnato la crescita dell’azienda che oggi più di ieri celebra l’Italia e gli italiani tra passato, presente, futuro, tradizione e innovazione.”

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A questo intervento ha fatto riscontro quanto dichiarato Paolo Buonora, Direttore Archivio di Stato di Roma: “L’idea della mostra nasce da due occasioni: l’acquisizione da parte degli Archivi di Stato del grande archivio dell’Acqua Marcia di Roma, che sarà presto una ricca sorgente d’informazione storica sulla città; l’attività di valorizzazione dell’Archivio Storico Birra Peroni, tutelato dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio e conservato con cura presso lo stabilimento romano sulla via Collatina. Il rapporto storico tra l’acqua e la birra s’innesta sulla crescita urbana e demografica della Capitale facendo sì che le Società dell’Acqua Marcia e Birra Peroni leghino indissolubilmente il proprio destino a quello della Città Eterna. L’Archivio di Stato di Roma ha promosso dunque questa mostra, assieme all’Archivio Storico Birra Peroni, nella convinzione di trovarsi di fronte a due casi di archivi d’impresa paradigmatici nel rapporto che hanno con la storia urbana.”

Roma – Biblioteca Alessandrina – Archivio di Stato di Roma, -Corso del Rinascimento, 40. Mostra “ACQUA E BIRRA PER ROMA CAPITALE – Economia, demografia e alimentazione negli archivi storici di Acqua Marcia e Birra Peroni”, visitabile gratuitamente  fino al 15 giugno 2018.

Sicilia: Il Grand Tour – Gli acquerelli di Fabrice Moireau in esposizione a Roma, Palazzo Cipolla

Testo e Foto di Donatello Urbani

A distanza di oltre due secoli le tappe del percorso tracciato da Goethe nel suo “Viaggio in Italia”, non hanno perso niente dell’atavica bellezza il cui fascino è tutt’ora fonte di attrazione per i moderni artisti viaggiatori. Le circa 400 opere: acquerelli a colori, esposte nella mostra dal significativo titolo “Sicilia: Il Grand Tour” nelle sale del piano rialzato di Palazzo Cipolla in Via del Corso a Roma, realizzate dal pittore francese noto per avere immortalato in precedenza i tetti di Parigi, oggi patrimonio della Fondazione Dragotto, sono indiscutibili testimonianze artistiche che hanno al centro l’esaltazione di “paesaggi disegnati dalla natura per rileggere ciò che l’antichità e l’arte avevano consolidato in monumenti d’immenso valore”, come scrivono i curatori.

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Il tutto nasce grazie al Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente onorario della Fondazione Cultura e Arte, benemerita istituzione con finalità culturali e umanitarie, che nel corso della conferenza stampa ha dichiarato che questa rassegna: “…è per me un meraviglioso viaggio nella memoria, un’immersione nei luoghi, negli scorci, nei paesaggi più belli e suggestivi della mia terra natia, …..un inno all’isola che indusse Federico II di Svevia ad affermare che era a tal punto felice di vivere in Sicilia, da non invidiare a Dio il Paradiso”. Non sembri un’esagerazione, ma è proprio quanto affermato dal Prof. Avv Emmanuele che si respira lungo tutto il percorso espositivo che trova un valido contributo anche in un libro di successo, edito con identico titolo della mostra dalla Fondazione Tommaso Dragotto, che raccoglie tutte le opere commentate dal magistrato scrittore Lorenzo Matassa.

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A tal proposito scrivono i curatori della mostra,: “Già nel titolo c’è il richiamo alle suggestioni di quel fenomeno, tra il Settecento e la prima metà dell’Ottocento, che portò in Sicilia viaggiatori stranieri e uomini di cultura accompagnati da artisti del paesaggio. Così accadde a Goethe che visitò l’isola nel 1787: Il suo diario, illustrato da Christoph Heinrich Kniep, divenne leggenda”. Una rassegna che non nasconde affatto le finalità che si sono proposte gli organizzatori: lasciare nei visitatori una tale impressione capace  di far possedere per tutta la vita il ricordo di questa magnifica terra.

Roma – Palazzo Cipolla Via del Corso, 320 fino al 22 luglio 2018, tutti i giorni dalle ore 10,00 alle 20,00. Biglietto d’ingresso intero €.7,00 ridotto €.5,00. Informazioni telefoniche 06.22761260 e sul sito web www.civita.it

Parco Archeologico del Colosseo e del Palatino- Forme nuove per visite slow.

Testo e foto di Donatello Urbani

Turista mordi e fuggi? Hai fatto il tuo tempo, adesso rischi di giungere fuori tempo massimo. I nuovi sette percorsi studiati dalla Sovrintendenza preposta, come indicati dal titolo “S.U.P.E.R. – Seven Unique Places to Experience in Rome” – che ruotano intorno ai più significativi monumenti presenti nelle aree archeologiche del Foro e del Palatino, con l’aggiunta del Colosseo,  sono ad ingressi contingentati con l’acquisto di un biglietto suppletivo dal costo di €.18- e richiedono almeno due giorni di tempo per visitarli. Il biglietto consente un itinerario che attraversa il Foro Romano e il Palatino arricchito da videoproiezioni, lightmapping, voci narranti e nuovi supporti divulgativi.

dav                                          Ricostruzione digitale delle decorazioni presenti in origine nel criptoportico neroniano

Il tutto risulta ben chiaro nelle parole della Sovrintendente Alfonsina Russo: “la delicatezza degli apparati decorativi e la necessità di godere appieno di un’esperienza immersiva non potranno  assorbire l’alto numero di visitatori che ogni anno accede al Parco archeologico del Colosseo. Il Museo Palatino e il Criptoportico neroniano riusciranno ad accogliere tutti i possessori del biglietto S.U.P.E.R.; per Casa di Livia e Casa di Augusto saranno previste delle prevendite on line e alle casse (+ 2 euro) con prenotazione dell’orario di accesso al fine di assicurare la visita, senza però esaurire tutti i posti; per tutti gli altri siti l’accesso sarà possibile fino ad esaurimento dei posti disponibili”. Il nuovo itinerario prevede infatti la visita dei seguenti monumenti (informarsi sugli orari, al momento stabiliti: estivo dal 1 aprile al 27 ottobre; invernale dal 28 ottobre al 31 marzo dell’anno seguente):

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  • Casa di Augusto – Uno di locali nella situazione attuale e nella ricostruzione digitale
  • Criptoportico neroniano; aperto tutti i giorni, capienza massima 35 persone, durata della visita 12’ minuti;
  • Museo Palatino; aperto tutti i giorni, capienza 225 persone, durata della visita 1 ora circa;
  • Casa di Augusto; solo di Lunedì, mercoledì, venerdì , domenica ore 9.00 – 14.00, capienza massima 23 persone, durata della visita 40’ minuti;
  • Casa di Livia, solo di Lunedì, mercoledì,  venerdì ore 9.00 -18.30; domenica ore 9.00 – 14.00 , durata della visita 30’ minuti, capienza massima 23 persone;
  • Aula Isiaca – Loggia Mattei; solo di Lunedì, mercoledì, venerdì ore 9.00 -18.30; domenica ore 9.00 – 14.00 , durata della visita 15’ minuti, capienza massima 15 persone
  • Tempio di Romolo, solo nei giorni di martedì, giovedì, sabato ore 9.00-18.30; domenica ore 14.00 – 18.30, durata della visita 15’, capienza massima 30 persone;
  • Santa Maria Antiqua, con Oratorio dei 40 martiri e Rampa di Domiziano; solo nei giorni di martedì, giovedì, sabato ore 9.00-18.30; domenica ore 14.00 (orario invernale dalle 13,00)– 18.30, durata della visita 30’ minuti, capienza massima 60 persone.
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Casa di Livia: Le decorazioni pittoriche di due diversi locali

Roma:  Parco archeologico del Colosseo, Palatino e Foro Romano. Costo del biglietto d’ingresso intero €.18,00, ridotto €.13,50, comprensivi della mostra in corso (riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente. Il biglietto è valido due giorni e consente un solo ingresso al Colosseo e due ingressi al Foro Romano-Palatino. Chiuso il 1 maggio, 25 dicembre, 1 gennaio e la prima domenica di ciascun mese che prevede l’ingresso gratuito. Informazioni, prenotazioni  e acquisto on line Tel. 06.39967700 oppure sul sito www.coopculture.it.

Canaletto: A Roma si ricordano i 250 anni dalla morte con una grande mostra retrospettiva

Testo e foto di Donatello Urbani

Giovanni Antonio Canal (Venezia 1697 -1768) noto come Canaletto, viene ricordato nel duecentocinquantesimo anno dalla morte con una grande retrospettiva negli spazi espositivi del Museo di Roma Palazzo Braschi a Piazza Navona. La mostra espone ben 42 dipinti, inclusi alcuni celebri capolavori, 9 disegni e 16 libri e documenti d’archivio. Canaletto è uno dei più noti artisti del Settecento europeo. Con il suo genio pittorico ha rivoluzionato il genere della veduta ‒ ritenuto fino ad allora secondario ‒ mettendolo alla pari con la pittura di storia e di figura, anzi, innalzandolo a emblema degli ideali scientifici e artistici dell’Illuminismo, come scrivono i curatori.

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Il ritorno del Bucintoro nel giorno dell’Ascensione  – 1729                                  Riva degli Schiavoni verso ovest da San Biagio – 1734/35

Descrisse nelle sue opere gli ultimi anni della Serenissima vissuti da gran parte della popolazione, arti incluse, nel rimpianto, più che nel ricordo, di un glorioso passato. Inizia la sua carriera nell’atelier del padre Bernardo dipingendo i fondali per il teatro, da poco tempo riformato da Carlo Goldoni con l’abbandono della “commedia dell’arte”. Questa attività lo porterà anche a Roma chiamato dai Capranica per  realizzare gli addobbi del teatro omonimo. Il soggiorno romano segnerà una tappa importante nella sua carriera artistica spingendolo a compiere un passo successivo oltre il “capriccio architettonico”, tema principale delle sue vedute,  dipingendo scene di rovine architettoniche che la città eterna gli metteva in bella mostra.

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Basilica di Massenzio, S.Francesca Romana e il Colosseo – 1753/54                        Veduta del Campidoglio e della Cordonata – 1755

Dalla giovinezza tra Venezia e Roma come uomo di teatro e impetuoso pittore di rovine romane, sempre negli scritti dei curatori, al suo ritorno da Roma come stella nascente sulla scena delle vedute veneziane.  Prosegue poi arrivando al successo internazionale, con le commissioni degli ambasciatori stranieri per le ampie tele che rappresentano le feste della Serenissima in loro onore – in mostra si può ammirare il magnifico Bucintoro di ritorno al Molo il giorno dell’Ascensione del Museo Pushkin – e l’entusiasmo dei turisti inglesi del Grand Tour. Per loro le luminose vedute di Venezia, così ricche di dettagli architettonici e di vita quotidiana, rappresentano i più incantevoli souvenir del viaggio”.  I nove anni trascorsi a Londra non segnarono il successo sperato. La luce ed i colori della terra inglese sono molto diversi e alquanto lontani da quelli della laguna veneta, contrariamente a quanto era avvenuto a Roma. Qui a Londra deve pubblicare annunci sulla stampa per rispondere ad alcune voci denigratorie. In mostra, prezioso documento storico/artistico di questo soggiorno, sono le due parti di un’unica, ampia tela, raffigurante Chelsea da Battersea Reach, tagliata prima del 1802 e riunita in questa mostra per la prima volta.

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Le due parti dell’unica tela in origine raffiguranti Chelsea, la Rotonda e Casa Ranelagh viste dal Tamigi – 1751 –

La parte sinistra proviene da Blickling Hall, National Trust, Regno Unito, quella destra dal Museo Nacional De Bellas Artes de la Habana, concessa eccezionalmente in prestito dal governo cubano. Il percorso espositivo é concepito come un vero e proprio dossier sulla personalità e la creatività di Canaletto, si snoda attraverso otto sezioni che raccontano, come scrivono i curatori, “ il suo rapporto con il teatro, il capriccio archeologico ispirato alle rovine dell’antica Roma, i primi successi a Venezia, gli anni d’oro, il rapporto con i suoi collaboratori e l’atelier e la presenza del nipote Bernardo Bellotto (con alcuni precisi confronti tra le versioni del maestro e dell’allievo della stessa veduta), le vedute di Roma e dell’Inghilterra, gli ultimi fuochi d’artificio al ritorno a Venezia. Completano il percorso espositivo alcuni documenti dell’Archivio di Stato di Venezia. La scelta è intesa a illustrare la genesi delle creazioni dell’artista, svelando il lavoro “dietro le quinte”, la sua capacità di catturare la realtà e di trasformarla con la fantasia, facendo così dissolvere l’immagine stereotipata di “Canaletto fotografo”.  Tornato a Venezia, viene eletto accademico delle Belle Arti con difficoltà. Infine, come accade a molti geni, la morte lo coglie in povertà.

Catalogo Silvana editore pagine 255 costo in mostra €.29,00

Museo di Roma a Palazzo Braschi Piazza Navona, 2; Piazza San Pantaleo, 10 fino al 19 agosto 2018 con orari dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19, chiuso  lunedì, 1 maggio Biglietti Biglietto “solo mostra”: intero € 11; ridotto € 9; Speciale Scuola € 4 ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni); Speciale Famiglia: € 22 (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni) Biglietto integrato Museo di Roma + Mostra (per non residenti a Roma): intero € 17; ridotto: € 13 Biglietto integrato Museo di Roma + Mostra (per residenti a Roma): intero € 16; ridotto € 12 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente, natale di Roma 21 aprile e nei giorni festivi. Info Tel. 060608 (dalle 9.00 alle 19.00) www.museodiroma.it; www.museiincomune.it – #CanalettoRoma.