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“Dicolab. Cultura al digitale” – Il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale. Eredità, traiettorie e strumenti presentati dalla scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali a Roma Martedì 23 giugno 2026 presso la Biblioteca Nazionale Centrale.
Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
Una continua attività di ricerca, una giornata ricca di idee, confronto e iniziative: “digitization, digitalization, transformation, sono le tre parole chiave della cultura al digitale”. Da comunicato stampa, “…..gli esiti di quattro anni di lavoro e di un investimento di 20 milioni di euro nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Accanto al bilancio delle attività svolte, l’incontro ha proposto una riflessione sulle traiettorie future del digitale applicato al patrimonio culturale e sulle competenze per cogliere le opportunità per il settore.
Un appuntamento per orientarsi nelle trasformazioni in corso e conoscere il patrimonio di risorse che Dicolab lascia a disposizione della comunità professionale: un patrimonio costruito superando i target europei con attività online e diffuse su tutto il territorio nazionale, che hanno coinvolto migliaia di professionisti della cultura e contribuito allo sviluppo di competenze, strumenti e pratiche sempre più centrali per il futuro del settore”.
I risultati, di tutto rispetto, sono stati:
- 300.000 iscrizioni ai corsi:
- 175 corsi multimediali sulla piattaforma di formazione a distanza della Scuola;
- 500 attività formative in presenza realizzate in 69 città italiane, per un totale di 6.500 presenze;
- 150.000 corsi completati;
- 700 istituti culturali che hanno collaborato alle realizzazione del progetto e delle sue iniziative;
- 200 docenti ed esperti coinvolti;
- 4,5 milioni di euro investiti in borse di ricerca negli istituti culturali;
- 500 esperienze di digitalizzazione censite.
Per maggiori notizie: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it
Foto in evidenza: Lectio magistralis di Gino Roncaglia, professore ordinario di Editoria Digitale, Digital Humanites e Filosofia dell’informazione Università Roma Tre
Assarmatori: Annual Meeting 2026 – Roma Grand Hotel Parco dei Principi
Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
“Esiste una forza invisibile, le navi: ambasciatrici nel mondo…..e una forza sospesa: il mare; una linfa vitale per far crescere l’Italia nella navigazione marittima…..”
Riapertura dello stretto di Hormuz, tregua di 60 giorni alle attività belliche e trattative per un armistizio definitivo. La notizia è giunta in contemporanea all’inizio dei lavori dell’Annual Meeting 2026 dell’associazione armatoriale, svoltasi a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi. La relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, non poteva non tenerne conto, tuttavia la notizia confermata davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione ha confermato che: “…. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione”.
Poi l’affondo: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle – ha proseguito Messina – Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anziché essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale”.
Da comunicato stampa: “Un deciso attacco alle politiche marittime europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, nel contempo, l’indicazione di una via chiara e davvero percorribile per azzerare davvero le emissioni: il ricorso alla propulsione nucleare. Sono i due temi portanti evidenziati dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina. Al centro dell’assemblea annuale dell’associazione armatoriale anche il tema del lavoro, con una rivendicazione specifica che riguarda l’occupazione italiana: “È un dato di fatto che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese – ha concluso il Presidente di Assarmatori – Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l’unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese”.
Il dibattito è stato animato inoltre dagli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dei videomessaggi di Raffaele Fitto, Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. C’è stato spazio anche per una tavola rotonda che ha visto protagonisti gli armatori Mariaceleste Lauro, CEO del Gruppo Lauro, Achille Onorato, CEO di Moby e Vincenzo Romeo, CEO di Nova Marine Carriers e per un’intervista con il Presidente di Assoporti Roberto Petri”.
Sito internet www.assarmatori.eu – dove al suo interno i visitatori possono trovare i numeri che costituiscono la forza della base associativa di Assarmatori, l’elenco degli eventi, le rassegne stampa, gli studi, gli approfondimenti e le ultime notizie da Roma, Genova e Bruxelles.








