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Italian Tourism Awards 2026 – The night of excellence – Teatro dell’Opera di Roma 2 dicembre 2026.

Testo e Foto Donatello Urbani

Giovedì 9 luglio 2026 a Roma, all’Hotel Quirinale, sono stati presentati gli Italian Tourism Awards: il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle eccellenze del comparto turistico: “dall’ospitalità alla ristorazione, fino all’innovazione digitale, il tour operating e alla promozione delle destinazioni che valorizzano il Sistema Paese”, come riportato nel comunicato stampa. Particolare attenzione è stata riservata alle nuove categorie inserite nella premiazione, ai riconoscimenti speciali e alla presentazione della Giuria e del Comitato Tecnico, tra cui erano presenti importanti personalità di settore, alcune delle quali presenti in sala.

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Da comunicato stampa: “La settima edizione degli Italian Tourism Awards si terrà il prossimo 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di Mhr, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e network territoriale, avrà la conduzione di Gabriella Carlucci nella serata definita “The night of excellence”. La presidenza di giuria è affidata a Palmiro Noschese che guiderà un gruppo di giurati di eccellenza tra cui Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef Carlo Cracco, la vice presidente della Andrea Boccelli Foundation, Veronica Berti Boccelli.

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Il mondo dell’hotellerie, dell’impresa e dei media è rappresentato da Aldo Melpignano, managing director Borgo Egnazia, da Giuseppe De Martino, general manager The St. Regis e Westin Excelsior Rome, da Carmela Colaiacovo a.d. di Tourist Spa che gestisce il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio, da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School.

Insieme a loro ci saranno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, l’ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS Media Group. Il premio vanta prestigiosi patrocini tra cui quello dell’Enit, del Comune di Roma e della Regione Lazio oltre a numerosi sponsor, partner e partner tecnici.

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Deborah Garlando ha auspicato molte candidature al premio, che prevede 13 categorie oltre a 3 premi speciali. “La mia passione per il turismo – ha rimarcato la manager – è evidente anche per il grande impegno profuso in questa organizzazione. Questo premio è nato con l’intento di dare voce a un palcoscenico d’eccellenza a chi, ogni giorno, costruisce il valore del nostro sistema paese. Mi auguro che la serata finale non sia solo una celebrazione, ma una vera e propria mappa del turismo del futuro”. Per Palmiro Noschese, l’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere. “Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci ha sottolineato che gli Italian Tourism Awards premiano chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro paese: accoglienza, bellezza, autenticità ed eccellenza”.

Un appello a non mancare la notte della premiazione: 2 dicembre 2026 – Teatro dell’Opera di Roma ha concluso l’incontro.

 

Roma -1 e 2 luglio 2026 – L’ EcoForum promosso da Legambiente premia i Comuni campioni nel riciclaggio nel corso di un interessante confronto con i principali attori coinvolti oltre il PNRR sull’economia circolare.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La raccolta differenziata non va in vacanza.

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L’economia circolare rappresenta, al momento attuale, una delle leve strategiche della politica governativa nell’intento di ridurre la dipendenza dalle materie prime, affrontare la transizione ecologica e rafforzare l’autonomia del Paese. Questi sono stati i temi nei quali si è incentrata la discussione nelle tavole rotonde della prima giornata di questa XIII edizione di EcoForum, manifestazione promossa da Legambiente, mentre la seconda giornata è stata riservata esclusivamente alla premiazione di una folta rappresentanza dei 675 comuni che hanno raggiunto l’ambita meta del 65% di riciclo dei rifiuti urbani su 7894 comuni presenti nel territorio nazionale.

20260702_134256 Percentuale, come ha ricordato nel suo intervento il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, è ancora lontana per molte, troppe, amministrazioni comunali, in particolare nei grandi comuni. Il Veneto si classifica al primo posto nella classifica con 165 comuni (rifiuti free). Anche la Campania occupa una posizione di prestigio con 73 comuni ricicloni.

20260702_131530In relazione a questa tendenza ci sono alcune iniziative di grande interesse messe in opera da pubbliche amministrazioni in collaborazioni con istituzioni private che testimoniano la notevole importanza che riveste il riciclo dei rifiuti nella vita quotidiana della cittadinanaza. In questa edizione è stato premiato con una menzione speciale BEE il cane puliziotto, un labrador retriever addestrato nella raccolta della plastica dispersa nel territorio del Comune di Castelbuono (Palermo). I cani non sono nè uno “status simbol” nè un oggetto da esibire ma esseri viventi dotati di motivazioni e necessità che vanno rispettate e valorizzate. Le coppie composte da un conduttore umano e dal suo fedelissimo cane vengono impiegate in varie attività sia in ambito urbano che in ambienti naturali, come boschi che ne sono l’esempio concreto. Un progetto pilota che può essere replicato anche in altri comuni.

La prossima edizione di Ecomondo si svolgerà a Rimini – Expo Centre –  dal 3 al 6 novembre 2026. Per saperne di più consultare il sito web eco-forum.it

 

 

“Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna” – Fino al 27 settembre 2026 in mostra nei musei cittadini: VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia – Parco archeologico del Colosseo – Museo Nazionale Romano.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio stampa Esseci e Donatello Urbani

Reperti antichi, testimonianze di civiltà lontane incontrano una pittura frutto di un lavoro di vita dedicato allo studio di una forma, del colore, della luce e del movimento. Un confronto che invita il visitatore ad una riflessione profonda sul valore del passato e sulla continuità del pensiero artistico del presente. Comprendere un reperto significa conoscerne la storia, le circostanze del ritrovamento e il suo utilizzo come mezzo di scambio; allo stesso modo scoprire un’opera d’arte significa entrare nelle motivazioni per cui è stata generata, nel percorso intellettuale e umano dell’artista.

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Questa rassegna come ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli:…”è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale”.

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Da comunicato stampa: “Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE.

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Lastra di coronamento raffigurante Vittoria in volo con palma e trofeo, argilla rosata con rari inclusi di pozzolana, terzo venticinquennio del I secolo a.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. Un biglietto integrato, valido per tutta la durata della mostra, consentirà al pubblico di accedere ai tre siti e di attraversare in modo organico oltre due millenni di storia della città.

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Medaglione commemorativo del restauro della Curia Iulia a tre anni dalla proclamazione dell’impero, fusione / bronzo, 1939, Roma, collezione Amico Caporale Aurelio Mistruzzi

“Con Roma in moneta intendiamo sperimentare un nuovo modello di accesso al patrimonio. Il biglietto integrato tra tre musei dello Stato è concepito come uno strumento di valorizzazione: consente di attraversare tre collezioni e tre fasi della storia di Roma come parti di un’esperienza culturale coordinata. È una formula che potrà aprire la strada a ulteriori progetti condivisi tra gli istituti statali, rafforzando il ruolo del Dipartimento come spazio di coordinamento, progettazione e innovazione al servizio dei pubblici”, afferma Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.

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100 lire d’oro del 1923, per commemorare il primo anniversario della Marcia su Roma. Dritto/ VITTORIO EMANVELE III RE D’ITALIA. Testa nuda del re a sinistra; sotto il collo, il nome dell’autore A(ttilio) MOTTI, OTTOBRE 1923, Roma    Banca d’Italia – Palazzo Koch

“Questo complesso e articolato progetto espositivo prende avvio dal Medagliere custodito a Palazzo Massimo e dalla sede delle Terme di Diocleziano dove viene approfondito il periodo compreso tra la costruzione dell’identità repubblicana e l’autorappresentazione imperiale; attraverso il dialogo tra monete e testimonianze archeologiche, viene restituito oltre un millennio della storia di Roma”, dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.

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Tremisse di Giustiniano, moneta, 537-542 d.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – Medagliere

“Il Tempio di Romolo al Foro Romano ospita una parte molto particolare della mostra, indagando l’eredità medievale della monetazione romana che dal solidus, denarius e aes si evolve nelle più disparate forme, pur mantenendo a lungo, almeno per tutto l’Alto Medioevo, l’originaria denominazione imperiale. Un fenomeno di lunga durata lessicale che ha proprio qui le sue origini, se si pensa che la zecca di Roma si trovava a pochi passi dal tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio”, afferma Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.

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Untitled, 2000. Resina poliestere, cera, pigmenti e tuta. Vista dell’installazione: Non aver paura dell’amore alla Monnaie de Paris, dal 21 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017. Foto, Zeno Zotti. Per gentile concessione, Archivio di Maurizio Cattelan

“Untitled di Maurizio Cattelan è la spettacolare conclusione della mostra nella sezione del Vittoriano. Ovviamente non è tutto qui, anzi, gli altri periodi, dal Rinascimento al Barocco, fino al Novecento, godono di pari spazio e importanza. D’altro canto, la presenza di Cattelan e di altri grandi artisti contemporanei chiude il cerchio tra lo ieri e l’oggi, restituendo l’immagine di una città ancora capace di immaginare il futuro”, osserva Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.

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Fibula gota, fusione, niello, doratura, Prima metà o secondo terzo VI secolo, Roma, Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi

Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.

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Maestro di Velletri, Madonna con Bambino, tempera su tavola, inizio XV secolo, Roma, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia

La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla Soprintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.”

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Accompagna la mostra una pubblicazione (tre volumi in cofanetto) che racconta Roma attraverso uno dei suoi strumenti più significativi: la moneta; edito da Silvana Editoriale a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.

Una rassegna assolutamente da non perdere

 

 

 

 

Air China celebra 40 anni della sua rotta storica Roma-Pechino

Redazione – Foto courtesy Ufficio Stampa S.p.A. ADR

Riceviamo e pubblichiamo: “Era il 30 giugno 1986 quando la compagnia di bandiera cinese inaugurava il volo Pechino-Roma con l’iconico Jumbo Jet, il Boeing 747-400 che ha segnato la storia dell’aviazione civile negli anni ’80. Questa storica rotta ha segnato un passo importante nei rapporti internazionali tra Italia e Cina, collegando le due capitali di antiche civiltà, Roma e Pechino.Le relazioni tra Italia e Cina affondano le loro radici sin dal II sec a.C., attraverso la Via della Seta e la complessa rete di carovane che testimoniano l’esistenza di scambi commerciali e culturali tra l’Impero Romano e la dinastia Han.

Air_China_1Da sinistra verso destra: Federico Scriboni, Director Aviation Business Development Aeroporti di Roma; Yan Zhifeng, General Manager Air China Roma; Li Xiaoyong, Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata Cinese in Italia; Xu Yuhong, Consigliera dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata Cinese in Italia

Air China in questi 40 anni ha incrementato costantemente l’offerta di voli e destinazioni.

Mr. Yan ZhiFeng, General Manager Air China Roma ha dichiarato: “Questo 2026 è segnato dall’energia dinamica del segno zodiacale del cavallo. L’operativo da Roma Fiumicino per la stagione estiva incrementerà l’offerta arrivando a circa 4000 posti settimanali in partenza. La connettività con il resto d’Italia risulta inoltre rafforzata grazie all’accordo con Ita Airways, il cui ingresso in Star Alliance – di cui Air China è membro dal 2007 – favorirà lo sviluppo di sinergie e un ampliamento del network, anche grazie alla consolidata Joint Venture tra Air China e Lufthansa Group”.

“Il 40° anniversario del collegamento Roma–Pechino di Air China rappresenta un importante traguardo che testimonia il valore di una collaborazione storica rafforzatasi anno dopo anno – ha dichiarato Federico Scriboni, Director Aviation Business Development di Aeroporti di Roma –. In questo lungo lasso di tempo il servizio ha accompagnato la crescita degli scambi tra Italia e Cina, contribuendo a rafforzare un legame profondo tra due Paesi ricchi di storia e cultura. Proseguiamo con entusiasmo lungo questo percorso, continuando a sostenere il collegamento attraverso un’esperienza aeroportuale di eccellenza, in grado di sorprendere giorno dopo giorno i nostri clienti”.

In aeroporto i passeggeri di Air China potranno usufruire dei servizi di eccellenza accedendo alle lounge Prima Vista e Ita Airways-Star Alliance.

Sul fronte sostenibilità il vettore di bandiera promuove e investe attivamente nel carburante sostenibile (SAF). In stretta collaborazione con l’Amministrazione dell’aviazione civile cinese AIR CHINA partecipa a programmi pilota volti ad aumentare la produzione e l’utilizzo di SAF, riducendo le emissioni di carbonio e raggiungendo gli obiettivi globali di sostenibilità.

Non solo Cina, molti passeggeri scelgono Air China anche per destinazioni su Estremo Oriente e Oceania.

In quest’ottica, buone nuove anche sul turismo «outgoing»: quest’anno infatti è stata confermata la proroga dell’esenzione del visto di ingresso in Cina per Italiani e altre nazionalità consolidando così l’apertura al turismo internazionale.”

 

 

 

 

Made in China – Documentario realizzato nella Cina dell’AI dalla Fondazione Innovation Bridge per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni.

Donatello Urbani

Se avessi avuta l’opportunità di dare un titolo al documentario “Made in China”, sarebbe stato “Il Milione 2026” sulla falsariga di quello scritto con lo stesso titolo da Rustichello da Pisa (1296/1298). Il titolo originale dato da Rustichello all’opera fu “Le Devisement dou Monde” ed è un resoconto dei viaggi in Asia di Marco Polo  intrapresi, tra il 1271 e il 1295, insieme al padre Nicolò e allo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori veneziani, nella Cina – il Regno di mezzo – di Kublai Kan, al quale prestarono servizio per quasi 17 anni.

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Il documentario “Made in China”, è stato promosso da Innovation Bridge, Fondazione frusinate guidata da Giancarlo De Leonardo, per l’occasione nelle vesti di Marco Polo, nell’intento di promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni, è stato realizzato dal regista Fabio Masi, nuovo Rustichello, e racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese.

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Il Presidente Giancarlo De Leonardo, il regista Fabio Masi (RAI) e Corrado Tatangelo (testo e riprese)

Da comunicato stampa: “….Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione.

In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.

Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.

“La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale”, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge”.

A questa si è aggiunta l’osservazione del regista Fabio Masi: “Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”.

Una stretta relazione intercorre tra il documentario e l’opera letteraria: entrambi sono pervasi da una profonda ammirazione per un mondo di li a qualche anno sarebbe entrato nella vita quotidiana della popolazione anticipandone usi, costumi e cultura.

Il documentario andrà in onda su RAI 3 Blob l’11 luglio 2026 alle ore 20,00.

*Fonte: Aon, Human Capital Trends Study 2026

**Fonte: Politecnico di Milano, Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI

Raffaello e Pontormo in mostra “La Visitazione all’Aquila” fino al 27 settembre 2026 – Castello cinquecentesco – Museo Nazionale d’Abruzzo

Redazione

Da comunicato stampa: “L’Aquila si prepara a vivere uno dei momenti più significativi del suo percorso di Capitale della Cultura 2026 grazie al Museo Nazionale d’Abruzzo….. L’evento espositivo, sostenuto dal Comune dell’Aquila, avrà la durata di 3 mesi, e costituisce uno dei principali progetti scientifici e culturali del 2026.

Dal punto di vista museografico, la mostra sarà integrata all’interno del percorso espositivo del Castello cinquecentesco, con l’allestimento di due sale dedicate. L’inserimento all’interno del percorso permanente consentirà di stabilire un dialogo diretto tra l’evento temporaneo e le collezioni del Museo, rafforzando la coerenza narrativa complessiva dell’itinerario di visita…..

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Si tratta di un appuntamento dalla portata internazionale e di grande valore scientifico. Il capolavoro del maestro urbinate, oggi custodito al Museo del Prado di Madrid, viene esposto al fianco della celebre “Visitazione di Carmignano” del Pontormo, di proprietà della Diocesi di Pistoia.

La mostra nasce dall’esigenza di riportare idealmente dopo quasi 400 anni all’Aquila uno dei capitoli più significativi della storia artistica e di mecenatismo cittadina, l’opera realizzata da Raffaello per la cappella Branconio della chiesa di San Silvestro…..,”

Un evento culturale assunto come emblema da una città, prossima capitale della cultura 2026, votata alla rinascita dopo il terribile terremoto già collocato nell’archivio dei ricordi.

Da non perdere, insieme alle varie attività collaterali predisposte anche per i più piccoli,  la visione dell’apparato multimediale, realizzato dalla s.r.l. Kaos, che offre una chiave di lettura innovativa della mostra, restituendo al pubblico, come scritto nel comunicato stampa: “….il contesto storico, familiare e culturale nel quale nacque uno dei più importanti capolavori del Rinascimento legati alla città dell’Aquila.”

Info: Mostra: “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo” fino al 21 settembre 2026. Nelle giornate di lunedi sono previste aperture straordinarie. Costo biglietto d’ingresso al Museo e mostra: intero €.12,00 – ridotto gruppi €.10, 00 – minimo 10 – massimo 25 partecipanti – €.2,00  come da agevolazioni d’ingresso previste dalla normativa per determinate categorie.

 

“Dicolab. Cultura al digitale” – Il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale. Eredità, traiettorie e strumenti presentati dalla scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali a Roma Martedì 23 giugno 2026 presso la Biblioteca Nazionale Centrale.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una continua attività di ricerca, una giornata ricca di idee, confronto e iniziative: “digitization, digitalization, transformation, sono le tre parole chiave della cultura al digitale”. Da comunicato stampa, “…..gli esiti di quattro anni di lavoro e di un investimento di 20 milioni di euro nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Accanto al bilancio delle attività svolte, l’incontro ha proposto una riflessione sulle traiettorie future del digitale applicato al patrimonio culturale e sulle competenze per cogliere le opportunità per il settore.

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Un appuntamento per orientarsi nelle trasformazioni in corso e conoscere il patrimonio di risorse che Dicolab lascia a disposizione della comunità professionale: un patrimonio costruito superando i target europei con attività online e diffuse su tutto il territorio nazionale, che hanno coinvolto migliaia di professionisti della cultura e contribuito allo sviluppo di competenze, strumenti e pratiche sempre più centrali per il futuro del settore”.

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I risultati, di tutto rispetto, sono stati:

  • 300.000 iscrizioni ai corsi:
  • 175 corsi multimediali sulla piattaforma di formazione a distanza della Scuola;
  • 500 attività formative in presenza realizzate in 69 città italiane, per un totale di 6.500 presenze;
  • 150.000 corsi completati;
  • 700 istituti culturali che hanno collaborato alle realizzazione del progetto e delle sue iniziative;
  • 200 docenti ed esperti coinvolti;
  • 4,5 milioni di euro investiti in borse di ricerca negli istituti culturali;
  • 500 esperienze di digitalizzazione censite.

Per maggiori notizie: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it

Foto in evidenza: Lectio magistralis di Gino Roncaglia, professore ordinario di Editoria Digitale, Digital Humanites e Filosofia dell’informazione Università Roma Tre

 

 

Assarmatori: Annual Meeting 2026 – Roma Grand Hotel Parco dei Principi

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Esiste una forza invisibile, le navi: ambasciatrici nel mondo…..e una forza sospesa: il mare; una linfa vitale per far crescere l’Italia nella navigazione marittima…..”

Riapertura dello stretto di Hormuz, tregua di 60 giorni alle attività belliche e trattative per un armistizio definitivo. La notizia è giunta in contemporanea all’inizio dei lavori dell’Annual Meeting 2026 dell’associazione armatoriale, svoltasi a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi. La relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, non poteva non tenerne conto, tuttavia la notizia confermata davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione ha confermato che: “…. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione”.

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Poi l’affondo: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle – ha proseguito Messina – Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anziché essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale”.

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Da comunicato stampa: “Un deciso attacco alle politiche marittime europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, nel contempo, l’indicazione di una via chiara e davvero percorribile per azzerare davvero le emissioni: il ricorso alla propulsione nucleare. Sono i due temi portanti evidenziati dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina. Al centro dell’assemblea annuale dell’associazione armatoriale anche il tema del lavoro, con una rivendicazione specifica che riguarda l’occupazione italiana: “È un dato di fatto che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese – ha concluso il Presidente di Assarmatori – Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l’unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese”.

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Il dibattito è stato animato inoltre dagli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dei videomessaggi di Raffaele Fitto, Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. C’è stato spazio anche per una tavola rotonda che ha visto protagonisti gli armatori Mariaceleste Lauro, CEO del Gruppo Lauro, Achille Onorato, CEO di Moby e Vincenzo Romeo, CEO di Nova Marine Carriers e per un’intervista con il Presidente di Assoporti Roberto Petri”.

Sito internet www.assarmatori.eu – dove al suo interno i visitatori possono trovare i numeri che costituiscono la forza della base associativa di Assarmatori, l’elenco degli eventi, le rassegne stampa, gli studi, gli approfondimenti e le ultime notizie da Roma, Genova e Bruxelles.

 

Sala Umberto – Roma – Presentata la Stagione 2026-2027

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Il teatro é l’arte del racconto, che ti consente di entrare nella vita altrui; perché la modernità non é nella trasposizione o nello stravolgimento dei personaggi, ma farlo rivivere in un concetto più attuale, una scuola di alta formazione per le arti performative é la strada giusta da seguire.

“L’energia primordiale dell’amore” sarà il tema centrale per tutti gli spettacoli di questa nuova Stagione Teatrale della Sala Umberto, come ha tenuto a precisare nel corso della presentazione il direttore artistico Alessandro Longobardi.

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La stagione inizia con:

Francesco Montanari con “Storia di un cinghiale – Qualcosa su Riccardo III” dal 7 al 18 ottobre 2026

Giulio Corso e Federica De Benedittis in “Cime tempestose” dal romanzo di Emily Bronte, nell’adattamento di Gianni Clementi, dal 20 al 25 ottobre 2026;

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Francesco De Gregori in “Never green (perfette sconosciute)” dal 25 ottobre al 15 novembre 2026;

Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia, Lucia Vasini in “Breaking Brecht, sing n song cabaret – Lo strano caso di Bertol Brecht”  dal 26  al 29 novembre 2026;

Stefano Braschi, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Bruno Ricci, Michele Sinisi, Lorenzo Terenzi e Adele Tiranti in “Tartufo”. Capolavoro di  Moliere rielaborato da Michele Sinisi. Dal 1 al 2 Dicembre 2026;

Stivalaccio Teatro in “Arlecchino muto per spavento”. Dal 3 al 6 Dicembre 2026;

Carlo Buccirosso in “L’esorcismo di Don Tonino”. Dal 9 Dicembre 2026 al 10 Gennaio 2027;

Federico Mecozzi in “Traiettorie impercettibili”.  L’11 Gennaio 2027;

Gianfranco Gallo in Captivo”. Dal 13 al 24 Gennaio 2027;

Gianpiero Ingrassia, Paolo Triestino, Claudia Campagnola in “Ciò che vide il maggiordomo”. Dal 27 al 31 Gennaio 2027;

La compagnia “Centouno”: Luca Latino, Flavio Moscatelli, Ezio Passacantilli in “Figli maschi”. Dal 16 al 28 Febbraio 2027;

Marco Bocci, Pia Lanciotti in “Io Charles”. Dal 2 al 14 Marzo 2027;

Raffaele Magliuolo in “ The origins Live Tour”. Il 23 Marzo 2027;

Paolo Kessisoglu in “Sfidati di me”. Dal 1 al 4 Aprile 2027;

Ilaria Falini, Denis Fasolo, Gianluca Gobbi, Riccardo Livermole, Federica Sandrini, Beatrice Schiros, Leone Tarchiani, Paolo Livolsi, Debora Zuin, in “L’ultima domenica di agosto”. Dal 6 al 11 Aprile 2027.

Sono in attesa di definizione altri spettacoli che, quanto prima integreranno questa programmazione.

Maggiori notizie, prenotazione spettacoli e acquisto biglietti su www.salaumberto.com

 

 

 

 

 

Il cambio ai vertici di Federturismo Confindustria presentato a Roma alll’Assemblea Pubblica 2026 insieme alle strategie per trasformare l’industria turistica in un asset strutturale per l’economia del Paese entro il 2030

Donatello Urbani

AL Museo MAXXI di Roma si è tenuta lo scorso 11 giugno  l’Assemblea Pubblica 2026 di Federturismo Confindustria che visto la successione a Marina Lalli  di Massimo Caputi alla presidenza per il quadriennio 2026-2030 coadiuvato dai vicepresidenti Nicola Biscotti, Amministratore unico di ACAPT e Presidente ANAV; Nicola Vladimiro Ciccarelli, Presidente del Gruppo Swadeshi Hotels e Vicepresidente di Confindustria Alberghi; Stefano Fiori, Amministratore unico del Gruppo Univers S.r.l. e già Vicepresidente di Federturismo; Piero Formenti, titolare di Zar Formenti e Presidente di Confindustria Nautica; Valeria Ghezzi, Amministratore delegato di Funivie Seggiovie San Martino S.p.A. e Presidente ANEF; Gianluca Scavo, Amministratore delegato di AIM Group International e Presidente del Gruppo Turismo Assolombarda e Gianpiero Strisciuglio, Amministratore delegato e Direttore generale di Trenitalia e Presidente Agens.

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L’appuntamento ha visto la partecipazione dei Ministri Tajani, Urso e Mazzi insieme ai leader politici, ai Sindaci e ai Presidenti di Regione.

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Da comunicato stampa: “L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, amministratori locali, esponenti del mondo imprenditoriale e i principali stakeholder del comparto, in un confronto dedicato alle prospettive del turismo italiano e alle politiche necessarie per accompagnarne la crescita nei prossimi anni.

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Hanno aperto i lavori il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la Presidente del MAXXI Maria Emanuela Bruni. Il tema della trasformazione del turismo da comparto dei servizi a industria orientata al 2030 è stato al centro degli interventi di Marina Lalli, Past President di Federturismo.

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Uno dei momenti centrali dell’Assemblea è stato il confronto dedicato al rapporto tra turismo, crescita e competitività del Paese, che ha visto la partecipazione di esponenti delle principali forze politiche e del sistema produttivo. Al dibattito hanno preso parte Antonio Misiani (PD), Gianluca Caramanna (FdI), Deborah Bergamini (FI) e Stefano Patuanelli (M5S), insieme al Vice Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, Leopoldo Destro.

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Ampio spazio è stato dedicato al ruolo dei territori, con gli interventi di Gaetano Manfredi, Presidente ANCI e Sindaco di Napoli, dei Sindaci Enrico Trantino (Catania) e Pierluigi Biondi (L’Aquila) e della Vice Presidente di Federturismo, Valeria Ghezzi. Il contributo delle amministrazioni locali ha arricchito il dibattito sul ruolo dei territori, delle destinazioni e delle comunità nello sviluppo del turismo italiano dei prossimi anni, considerato che il 90% dei turisti vivono solo il 10% del territorio.

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A seguire, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha evidenziato il ruolo del turismo come leva strategica per la proiezione internazionale del Paese e per il rafforzamento del brand Italia nel mondo.

La dimensione internazionale del settore, invece, è stata approfondita da Manfredi Lefebvre d’Ovidio, Presidente del World Travel & Tourism Council e, in seguito, Raffaele Fitto, Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea per la Coesione e le Riforme, ha richiamato l’attenzione sulle opportunità di crescita ancora inesplorate per il sistema turistico italiano nell’ambito di una cooperazione Regioni – Stato – Europa.

È seguito l’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha illustrato come la competitività e l’internazionalizzazione del turismo italiano possano trainare le eccellenze del nostro Paese. Hanno concluso Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, che ha esaltato il ruolo dell’industria turistica nel sistema Paese, e il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

Il turismo italiano è una filiera che genera valore lungo tutto il territorio nazionale e contribuisce in maniera determinante all’immagine dell’Italia nel mondo. Per questo è necessario che venga considerato e sostenuto come una vera industria strategica del Paese. La sfida al 2030 è costruire un modello di sviluppo in cui occupazione stabile, sostenibilità e crescita procedano insieme, rafforzando la competitività dell’intero sistema Italia. Intanto lanciamo oggi un Patto di fine Legislatura sulla semplificazione delle attività turistiche”, ha dichiarato Massimo Caputi, Presidente di Federturismo Confindustria”.