Federico II e “La Cripta di Santa Margherita” a Melfi

Donatello Urbani

A Melfi, cittadina della Basilicata che nel 2019  per un gioco di vicinanza ed appartenenza territoriale ha condiviso con Matera il titolo di capitale europea della cultura, la presenza del re normanno Federico II si avverte in ogni angolo del suo centro storico. Qui, infatti, si può rivivere appieno una inusitata pagina di storia e di arte, soprattutto attraverso l’immagine di  questo regnante, che  tuttora è “stupor mundi”, come lo definirono i suoi contemporanei. Una testimonianza di questo si trova in un recondito anfratto della sua ubertosa campagna, che si stende ai piedi del Vulture, monte che tanto ricorda il germanico Hohenstaufen, da cui il nome della celebre casata. Quell’ immagine che ha portato ad un’autentica riscoperta di un luogo forse dimenticato e che oggi è sempre più meta di migliaia di turisti e studiosi, soprattutto d’oltralpe é una cripta legata alla migrazione di ordini monastici dall’Oriente all’Italia meridionale, spinti dalla lotta iconoclasta nella loro terra, e rappresenta, dell’habitat rupestre del Vulture, l’esempio più significativo per l’impianto e la decorazione pittorica. Posizionata a circa tre chilometri dal centro, nei pressi del camposanto della città, percorrendo la statale 303, Melfi – Rapolla, è documentata già dal Medioevo, periodo questi, nel comune immaginifico, tetro e buio. La corte normanna rappresentava, per molti versi, una bella eccezione a questa tendenza generale. Infatti in questo luogo, vi è un’opposta rappresentazione: un vero trionfo del colore.

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L’inaspettata prova si presenta nella chiesa rupestre dedicata a S. Margherita di Antiochia, scavata interamente nel tufo, a due campate con volte a crociera ed ampio cenobio. Di colpo ci si ritrova in un immutato habitat del 1200, dove misticità e arte si fondono nella rappresentazione di una moltitudine di santi raffigurati ora in stile bizantino, ora, come per i martiri, in stile catalano. Tutti raffigurati con colori vivi e stupendi partire dalla struttura. Siamo in pieno secolo XIII. Basti guardare l’arco ogivale mediano che alla base si chiude quasi a botte, dandoci l’aspetto della carena di una barca capovolta. Elemento questo ancor più accentuato nell’ingresso alla cella dell’eremita, quanto mai orientaleggiante. Entrando colpisce il visitatore é un inusitato affresco che deve la sua originaria grande importanza e motivo di largo interesse quella di essere la prima raffigurazione del genere in Europa, nonché premessa al ciclo delle “danze macabre”, motivo caro alla teologia di quel tempo, (Jurgis BALTRUŠAITIS – “Il Medioevo Fantastico”), che in occasione dell’ottavo centenario della nascita di Federico II ha assunto particolare importanza per essere divenuta icona dell’evento.

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L’affresco denominato “Il monito dei morti”, presenta due scheletri che si ergono in posizione verticale dall’aspetto terrificante e ripugnante, dai teschi orripilanti ed il ventre brulicante di vermi, laddove una volta vi erano gli organi vitali. A questo “memento mori” si contrappongono tre viventi, tutti in abiti da falconiere. Il primo ha la veste scarlatta ornata di ermellino, segno di regalità, guantone e falco, al suo fianco non una spada ma una daga orientale ingemmata (quasi a sottolineare il suo particolare rapporto con il mondo arabo), una barba rada e rossa, in atteggiamento ieratico e cerca, con lo sguardo e con la mano sinistra, di allontanare gli scheletri. Gli è accanto una donna dall’aspetto nordico abbastanza alta con bionda capigliatura ed occhi cerulei. Ella abbraccia amorevolmente, quasi per proteggerlo, un adolescente, anch’egli dai biondi capelli. Tutti hanno al loro fianco una borsa da falconiere, quasi scomparsa nel primo personaggio, sulla quale campeggia un fior di loto a otto petali, numero particolare caro a chi lo volle tanto presente in Castel del Monte e che lo portò impresso nel suo anello sigillo, ritrovato nella sepoltura di Palermo. Da aggiungere la magicità del numero. Inferiore al nove, che è la divinità, ed in posizione orizzontale l’infinito, quale era il potere di un imperatore. D’altronde anche per i cristiani l’otto ha la sua simbologia. E’ la Pasqua. Questi alcuni degli elementi che portano ad affermare che nell’affresco è rappresentato Federico II, la terza moglie, Isabella d’Inghilterra, e Corrado, figlio della seconda moglie, Jolanda di Brienne Nella raffigurazione, al monito si unisce un messaggio consolatorio per il popolo: la vulnerabilità di Federico II e la sua famiglia, alla pari di ogni mortale.

La cripta, ignorata dagli studiosi dell’ottocento (Schultz, Lenormant, Diehel e Bertaux), è scoperta e studiata solo nel 1899 da Giambattista Guarini, unitamente al pittore Luigi Rubino, che dota il testo, pubblicato su “Napoli Nobilissima”, dei disegni degli affreschi. Oggi la chiesa rupestre di S. Margherita è uno dei monumenti più studiati e visitati del Meridione. In particolare, da circa dieci anni, vi è un risvegliato interesse, dovuto proprio alla sensazionale scoperta dell’immagine di Federico II. A favorire il flusso di visitatori l’opera della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Matera, che ha reso leggibili gli affreschi. A questa si è aggiunta quella di alcuni volontari che l’hanno inclusa nel Distretto Culturale dell’Habitat Rupestre della regione, dando vita al progetto “per una migliore conservazione, valorizzazione e fruibilità della cripta, nella quale con chiarezza emerge la figura di Federico II”. Alla raffigurazione dell’imperatore, al centro di una sempre crescente attenzione di studiosi e mass-media, si unisce quella di altri stupendi affreschi. A iniziare da Santa Margherita, raffigurata sull’altare principale, con le “storielle” della vita a sinistra e del martirio a destra (la Santa viene flagellata, scorticata con una pettine di ferro, calata nell’olio bollente e decapitata); da S. Paolo alla sua sinistra e S. Pietro alla sua destra; al Cristo Pantocratore, attorniato da angeli, di alta scuola bizantina, sull’archivolto absidale, ai quattro evangelisti.  Completano il ciclo: S. Nicola (il cui manto presenta dei sorprendenti elementi decorativi, un insieme di puntini a grappolo, vera sigla del Maestro dell’Ordine dei Templari); S. Basilio, lateralmente a destra, figura particolarmente emblematica per i monaci basiliani;  S. Guglielmo, che a Melfi maturò l’idea di un suo ordine; S. Elisabetta, a sinistra in alto e S. Vito, in basso. Sull’arcata principale, a destra, una suggestiva raffigurazione di S. Lorenzo sulla graticola, il suo aguzzino, il sovrano che ordina il martirio, l’angelo benedicente e un meraviglioso cielo stellato.  La ricorrenza del santo, 10 agosto, è legata alla notte delle stelle cadenti e, in uno squarcio della volta celeste, appare la mano benedicente di Dio. Di fronte S. Lucia e S. Caterina con ricchi abiti bizantini. Sempre a destra, sulla parete di fondo, in alto la lapidazione di S. Stefano. Qui allo sguardo dolce del Santo si contrappone il ghigno degli aguzzini. In basso è riconoscibile S. Benedetto ed accanto, nei frammenti residui, una natività con una Madonna “dormiente” e sulla parete a fianco un’Annunciazione. Al disopra il martirio di S. Andrea, immagine di altra particolare suggestione. Sulla parete opposta, nella prima cappella, partendo da destra, altre raffigurazioni di santi di grande effetto pittorico: S. Bartolomeo, scorticato vivo, in una sorprendente rappresentazione anatomica; S. Michele Arcangelo, che insieme a quello raffigurato sull’altare, mostra un particolare culto micaelico in una perfetta iconografia bizantina e un rinnovato motivo d’interesse rappresentato dal globo nella mano sinistra dei santi, segnato, rispettivamente, da una croce nera teutonica ed una rossa, a conferma della presenza dei Templari. Inoltre S. Michele, con Raffaele e Gabriele completano, nella simbologia cristiana la SS.Trinità, mentre la sfera con croce la redenzione operata da Cristo. A seguire una stupenda Madonna in trono con bambino, S. Giovanni evangelista e altra raffigurazione di S. Margherita. Sulla parete a fianco, S. Giovanni Battista e un bellissimo Cristo in trono. E, quasi a chiudere a cerchio questo viaggio nel tempo, la scena de “Il monito dei morti”.

Una-sala-del-museo-archeologico

Ma per il visitatore, nell’uscire dalla cripta, c’è ancora un qualcosa,  non del tutto fortuito. Alle spalle dell’affresco troneggia la sagoma imponente del castello di Federico II, oggi sede di uno dei più interessanti musei archeologici nazionali, che, con la sua mole, domina prepotentemente l’intero centro abitato e, quasi certamente, è stata fonte  d’ispirazione all’ignoto eremita di questa singolare raffigurazione, dove la grandezza dell’imperatore si annienta di fronte alla morte.

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Associazione Pandolea: le Donne dell’Olio – Premiati i vincitori della IV^ Edizione del Premio Letterario Ranieri Filo della Torre

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’olivo, in tutte le sue manifestazioni: dall’albero all’olio passando per le olive, é da tempo immemorabile fonte d’ispirazione preferita dagli artisti, in particolare scrittori e poeti. Neppure Pablo Neruda si è salvato dal contagio, per nostra fortuna, e ci ha lasciato una lirica di grande valore, sia artistica che letteraria, dedicata all’olio di oliva:

“Il prodigio,

la capsula perfetta

dell’uliva

che riempie il fogliame

con le sue costellazioni:

più tardii recipienti,

il miracolo, l’olio.

     lo amo

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Il bando lanciato dall’Associazione Pandolea – Le Donne dell’Olio – per il premio Ranieri Filo della Torre,  personaggio di primo piano nell’olivicultura italiana, giunto quest’anno alla IV^ edizione, oltre  scrittori e poeti coinvolgeva anche studenti e ricercatori di scienze agricole. In occasione della premiazione avvenuta nella sede centrale della Confederazione Italiana Agricoltori – CIA – ben 14 tesi di laurea hanno affiancato testi letterari e poesie. Inframezzati  nelle parole di saluto e ringraziamento dei partecipanti e dei premiati, alcuni pensieri sull’olio  extravergine di oliva hanno raccolto consensi e plauso fra i partecipanti: “… olio dolce sulla pelle e forte nella gola…. Olio che sa di casa….”.

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Una premiazione speciale, inoltre, ha interessato Rosaria Marino, direttrice dell’area sicurezza alimentare della ASLRoma 1, la scrittrice Antonella Lattanzi e Stefano Magno, chirurgo senologo della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma che per l’occasione ha definito “l’olio uno dei pilastri della dieta mediterranea, un vero farmaco nutricentrico, una sapienza millenaria che viene dai nostri antenati”. Un “tocco” d’internazionalità  è stato offerto dalla premiazione, anch’essa speciale, del sindaco di Agrinio – Grecia – Giorgios Papanastasiou. L’invito rivolto dalla presidente di Pandolea, Loriana Abbruzzetti, per la prossima V^ Edizione, ha  seguito la conferma che questa avrà carattere internazionale  e vedrà coinvolti artisti provenienti da tutti i paesi dove la cultura dell’olio di oliva e la coltivazione dell’olivo rivestono primaria importanza.

I testi selezionati e premiati sono stati raccolti in un libro: “50 sfumature di olio. Poesie e racconti”, pubblicato da ZINES Agra Editrice, pagine 128 costo €.14,00.

Per ulteriori notizie sito www.pandolea.it – e.mail info@pandolea.it – tel.339.5373175.

 

VINO 4.0 – Convegno di Gambero Rosso sulle strategie di confronto tra Distribuzione, Comunicazione, Promozione, del vino italiano

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Nell’area congressuale dello Sheraton Hotel & Conference Center di Roma Eur  si è concluso con successo il Global Summit di Gambero Rosso  che ha avuto per tema “Vino 4.0 Distribuzione, Comunicazione, Promozione Strategie e Protagonisti a Confronto. Nei vari panel sono state analizzate le strategie da mettere in atto per la promozione del vino italiano in Italia e nel mondo con l’obiettivo di incrementare i prezzi di vendita, aumentando così il margine per l’intero settore.  Una giornata interamente dedicata ai protagonisti del comparto enologico, che si è concluso con la presentazione della prima guida Enoteche d’Italia 2020 e il grande wine tasting  “Anteprima Fiere Vino”. Come affermato da vari relatori: “In uno scenario sempre più competitivo, il vino italiano continua a conquistare i mercati. Con una produzione che nel 2019 ha raggiunto i 46,6 milioni di ettolitri, l’Italia mantiene il primato mondiale, con una progressione in volume sulle esportazioni a 15,7 milioni di ettolitri (+12% rispetto al 2018) e una progressione in valore che ha raggiunto 4,6 miliardi di euro (+4%) (fonte Ismea 2019). Dalla grande distribuzione alle enoteche di qualità, dalla ristorazione ai nuovi mercati online, senza dimenticare le rilevanti opportunità di internazionalizzazione: il vino italiano si conferma nell’olimpo delle scelte dei consumatori”.   In apertura del summit il Presidente di Gambero Rosso, Paolo Cuccia, ha dichiarato: “Un Global Summit per analizzare e comprendere i trend di mercato, le esigenze di produzione, distribuzione e consumatori del vino Made in Italy: con Vino 4.0 Gambero Rosso si conferma attento osservatore e promotore di una delle più grandi ricchezze del nostro Paese. I consumi di vino di qualità sono in aumento e ci è sembrato doveroso fare un punto con i principali protagonisti del comparto. Ringrazio gli oltre 50 Relatori che con entusiasmo hanno aderito e contribuito alla riuscita di questa giornata interamente dedicata a loro, con l’obiettivo di rafforzare la promozione, in Italia e all’estero, e trovare strategie di valorizzazione e aumentare così i margini di vendita”.  Al termine del Global Summit è stata presentata la prima edizione della Guida Enoteche d’Italia 2020, l’unica guida alle migliori enoteche e ai migliori punti vendita tradizionali, della GDO e online per il vino in Italia. Più di 300 gli indirizzi presenti in guida per un acquisto consapevole. Sono stati inoltre premiati 54 esercizi. La guida sarà costantemente aggiornata ed è consultabile, in anteprima con libero accesso fino al 1° marzo, al link https://www.gamberorosso.it/enoteche e successivamente inclusa nell’abbonamento di Gambero Rosso Premium. La guida sarà presentata in formato cartaceo in occasione del Vinitaly 2020.

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Il Grande Wine Tasting di presentazione di “Anteprima Fiere Vino”, con oltre 150 vini in degustazione, ha concluso la giornata. Giunto alla sua settima edizione, “Anteprima Fiere Vino” è nato per consentire alle etichette e le cantine della Guida Vini d’Italia di raggiungere territori, Ho.Re.Ca. e consumatori con degustazioni e seminari in tutto il territorio italiano. Sarà possibile partecipare al Tour dal 28 febbraio al 4 aprile in oltre 30 enoteche su tutto il territorio nazionale. Il calendario è presente sul sito www.gamberorosso.it

 

Presentate le linee guida della XVII Quadriennale di Roma

A cura della redazione

La prima edizione si svolse nell’anno 1931 e, come per la futura che prenderà il via il prossimo 1 ottobre  2020, fu ospitata nel Palazzo delle Esposizioni. I lunghi percorsi compiuti nelle passate 16 edizioni non sempre sono stati lineari comunque è innegabile che abbiano sempre rappresentato una finestra importante dalla quale intravedere  i maggiori artisti che nei successivi anni avrebbero degnamente rappresentato l’arte italiana tanto in patria che all’estero. Non appena chiusi i battenti della XVI^ edizione, viene reso noto un bando per la nomina del direttore artistico, incarico fino adesso mai nominato, che progetti e realizzi la programmazione culturale nel triennio 2018/2020 in vista proprio della 17^ Quadriennale d’arte. Sul tavolo dell’omonima Fondazione arrivano sette progetti e dopo un’accurata selezione, viene affidato l’incarico a Sara Cusolich che chiama a coadiuvarla nel impegnativo compito e con il preciso incarico di curare l’esposizione, Stefano Collicelli Cagol. Nell’agosto 2019 viene chiamato alla presidenza della Quadriennale Umberto Croppi, già assessore alle politiche culturali di Roma Capitale. Queste le principali direttrici che la 17^ Quadriennale si prefigge nel prossimo quadriennio:

  • Ritornare al suo spirito originario di strumento in cui gli artisti siano al centro della sua attività, coinvolti nella costruzione dei suoi indirizzi e degli eventi prodotti.
  • Diventare un punto di riferimento per il sostegno della produzione artistica e la selezione di talenti, offrendo ad artisti e collezionisti occasioni dirette di incontro.
  • Costruire una rete stabile, a partire dalla prossima mostra di ottobre, di relazioni e coordinamento con le altre istituzioni del contemporaneo, sia pubbliche che private, con le fondazioni, le gallerie, le associazioni, gli studi, le scuole, non solo nell’ambito delle arti visive, ma anche della musica, della danza, del teatro.
  • Consolidare e creare attività di relazioni con istituzioni internazionali, a partire da quelle presenti nella Capitale, con uno sguardo costantemente rivolto alle aree del mondo che costituiscono ormai nodi imprescindibili per la valorizzazione degli artisti.
  • Espandere le azioni di ricerca e studio e diffusione della conoscenza, cooperando con le università, le accademie, gli istituti di formazione, anche attraverso il potenziamento dell’attività editoriale.
  • Essere protagonista dell’unico caso di rigenerazione urbana in corso a Roma con la nuova sede dell’Arsenale Clementino, i cui lavori di ristrutturazione e progettazione sono già in fase avanzata.
  • Diventare uno dei principali punti di riferimento per aziende e fondazioni bancarie, nel potenziare l’utilizzo dell’arte nella cultura d’impresa e nelle politiche di formazione e aggiornamento professionali.
  • Promuovere delle azioni per individuare un partner che consenta un ampliamento delle attività secondo le linee qui definite; avviare una campagna di ricerca di partner minori, a partire dalle singole persone, ma anche costituire una comunità più direttamente coinvolta nella vita della Fondazione; predisporre un piano di membership, con focus immediato la mostra del 2020, che faciliti una raccolta di fondi mirata, in aggiunta alle sponsorizzazioni in senso stretto.

Fra le novità di maggior rilievo, come affermato dalla sottosegretaria On.le Lorenza Bonaccorsi c’è quella che interessa l’Arsenale Clementino a Porta Portese, complesso monumentale che il MiBACT ha destinato alla Fondazione.

Nel prossimo mese di maggio sarà nuovamente convocata una conferenza stampa per rendere noti in maniera dettagliata tutte le caratteristiche che interesseranno questa importante manifestazione.

 

Albergatore Day – XVI^ edizione promossa da Federalbeghi Roma

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il centro congressi “La Nuvola” a Roma EUR ha accolto venerdi 24 e sabato 25 gennaio u.s. la XII edizione dell’Albergatore Day, il più grande evento nella Capitale dedicato al turismo, all’ospitalità, al food ed alle offerte formative per i giovani che intendono professionalmente cimentarsi in questi settori. Di grande interesse sono stati tanto i convegni quanto le tavole rotonde in cui sono stati dibattuti ed affrontati i principali temi che interessano il settore come nella tavola rotonda svolta il primo giorno che ha avuto per tema: “Operatori ed Istituzioni al bivio: la scelta non più rinviabile tra turismo low-cost e turismo di qualità. Il fenomeno dell’overtourism e la guerra scomoda tra turisti e residenti”.

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Molte le novità sia nelle attrezzature alberghiere che nelle varie forme di ospitalità riservate ai clienti. Da segnalare fra quest’ultime quelle offerte dal Comitato Alberghi Storici di Federalbeghi Roma, riassunte nelle parole del Presidente: “ ….agli ospiti verrà offerta una corsia preferenziale per prenotazioni ed agevolazioni per concerti, ingresso a musei e luoghi storici, visite turistiche in città; ogni albergo storico predisporrà un menù legato all’antica Roma oltre ad allestimenti dedicati per la prima colazione; il gruppo degli Alberghi Storici creerà sinergie con le altre associazioni storiche a Roma e in Italia, come locali, botteghe, dimore, negozi; in ognuno degli Alberghi Storici si organizzerà a turno una piccola mostra d’arte, supportata da istituzioni museali e accompagnata da storici dell’arte”.

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Una novità che ha richiamato su di sé attenzioni ed apprezzamenti è stato il piccolo robot prodotto dalla s.r.l. Valgarda, di Ponti sul Mincio, (MN), operante dal 1989 nel settore della ristorazione collettiva,– www.valgarda.cominfo@valgarda.it- programmabile per piatti veloci in cucina. Per l’occasione sfornava in continuo delle omelette preparate nel gusto del cliente, dal formaggio al bacon.   Altrettanto interessante l’offerta rivolta a quanti lavorano nel settore dell’accoglienza, concretizzando il concetto di pet hospitality. “Perché i miei cani non possono mangiare con me al ristorante?” afferma la titolare della Food for Dogs – info@foodfordogs.it –  “..pensavo una sera mentre mi preparavo ad uscire con amici e i miei due cani George e Ofelia. Pur facendo parte della mia famiglia al pari degli altri membri, quando viaggiavo o mi svagavo portandoli con me dovevo sempre organizzarmi portando la loro pappa. Nessuna struttura accogliente era in grado di far fronte all’esigenza del viaggiatore o del cliente con il cane. FOOD for DOGS nasce così, da un bisogno personale, con lo scopo di risolvere in maniera agevole e funzionale l’esigenza di nutrire il proprio pet fuori casa, con l’ambizione di promuovere un cambiamento di abitudini sia nei proprietari di cani, sia in chi lavora nel settore dell’accoglienza, concretizzando il concetto di pet hospitality”. “L’apertura al pubblico” ha affermato il Presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, “rappresenta un momento fondamentale di crescita nel rapporto sempre più stretto tra gli alberghi e la città”. Anche la prossima diciassettesima edizione è auspicabile percorra la strada del reciproco rispetto e della simpatia tra residenti e turisti.

Rivista ZEUSI

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino

E’ stata presentata il 30 gennaio u.s. a Roma presso Palazzo Firenze la rivista “ZEUSI” – Linguaggi contemporanei di sempre. ZEUSI è una rivista semestrale d’arte e cultura contemporanea prodotta dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, redatta dal suo Istituto di Storia dell’Arte ed edita da Arte’m. Intitolata al leggendario pittore greco, vissuto nella seconda metà del V sec. a.C., è una piattaforma critica e creativa aperta a quanti, tra storici dell’arte, artisti, architetti, esperti di cinema, scrittori, filosofi, giornalisti e studiosi di varia formazione hanno il desiderio di dare un profilo estetico e intellettuale al nostro tempo. Una rivista elegante che ha il merito di non essere cestinata dopo averla letta o sfogliata ma, conservata anche per la bellezza del volume che racchiude nelle sue pagine una comunicazione colta, estetica-filosofica. Il leggendario pittore greco Zeusi è il nume tutelare della rivista, perché, come narra l’antico mito, gli acini d’uva da lui dipinti ingannarono anche gli uccelli che tentarono di beccarli: Zeusi simboleggia quindi la potenza dell’illusione e il mistero dell’arte, di tutte le arti di ogni tempo. La rivista è in vendita presso librerie, musei, biblioteche, Università e Accademie di Belle Arti.

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FS Italiane Trenitalia e Scout d’Europa – Firmato un accordo commerciale per un viaggio sostenibile, conveniente e sicuro

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Per scoprire l’Italia in treno gli Scout d’Europa scelgono viaggiare in mobilità sicura, sostenibile e conveniente con il rilascio di biglietti con uno sconto del 20% sui treni regionali, regionali veloci e metropolitani grazie a un accordo commerciale con Trenitalia (Gruppo FS Italiane). La convenzione valida su tutto il territorio nazionale per gruppi scout (minimo di dieci persone) consente di usufruire del 20% di sconto sui biglietti di prima e seconda classe dei treni regionali, regionali veloci e metropolitani, tutti i giorni della settimana, è stata firmata da Sabrina De Filippis, Direttore Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia, e Laura Casiccio, Vice Presidente dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (Scout d’Europa – FSE). Come affermato dalla Dott.ssa Sabrina De Filippi, nel corso della conferenza stampa: “La convenzione rientra tra le iniziative promosse da Trenitalia per incentivare l’uso del treno anche da parte di piccoli e grandi gruppi. Un’azione che conferma l’impegno costante del Gruppo FS Italiane per la sostenibilità ambientale che si concretizza attraverso interventi per favorire lo “shift” modale dalla gomma al treno attraverso la mobilità collettiva, condivisa e integrata. Proponiamo, infatti, un viaggio all’insegna del confort e dell’accessibilità grazie al piano di rilancio che il Gruppo FS Italiane ha avviato già nei mesi scorsi per il trasporto regionale, che prevede un investimento economico complessivo di circa 6 miliardi di euro e 600 nuovi treni entro cinque anni, per il rinnovo dell’80% della flotta”.

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Nel successivo intervento è stato affermato dalla Vice-Presidente Laura Casiccio che: “Questa convenzione rientra tra i valori che sono stati sposati pienamente dall’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (della Federazione dello Scautismo Europeo – FSE). Nata a Roma nel 1976 siamo impegnati nella formazione religiosa, morale e civica dei giovani, attraverso il metodo autentico e nello spirito del movimento scout, ideato e realizzato dal fondatore dello scautismo Lord Baden Powell, nella tradizione dello scautismo cattolico italiano. Gli Scout d’Europa sono presenti in quasi tutto il territorio nazionale con 204 gruppi per un totale di oltre 20mila persone, tra bambini, giovani e adulti che scelgono il treno, per i loro spostamenti, nel segno della sostenibilità, della sicurezza e del rispetto dell’ambiente, per scoprire le bellezze del territorio”. Un’identica convenzione sarà a breve stipulata anche con l’AGESCI, altra associazione scautistica cattolica presente in Italia.

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Roma – Teatro dei Dioscuri al Quirinale: Mostra fotografica di Gianfranco Ayala “Sicilia sotto sopra” dal 29 gennaio al 1 marzo 2020 con ingresso gratuito.

Mariagrazia Fiorentino

“La scoperta di un fotografo segreto. Uno scrigno d’immagini tenuto chiuso per 70 anni. Oggi aperto per restituire una storia antica, e uno sguardo sorprendente”.

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Per Ayala la fotografia è l’Amùri per la vita, per i vicoli, per il territorio, per la sua Caltanissetta. Immagini della sua terra “buona” che affonda le radici nella tradizione. Questa mostra vuole rendere omaggio ad un artista meno conosciuto dal grande pubblico- Racconta la storia di Ayala, neurologo e docente di livello internazionale, che per volere della famiglia ha studiato medicina a Torino e poi è emigrato in America. Ayala è un fotografo di strada con un occhio attento alla quotidianità della vita, con una passione sconfinata per la fotografia ed il cinema documentario. Scatti, immagini di vita vissuta che parlano alla mente e al cuore.

Catalogo bilingue a cura di Enrico Menduni con i contributi di Istituto-Luce, Cinecittà, edito da 40due Edizioni pagine 127 costo €.20,00.

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Indonesia – Una terra con una popolazione amica desiderosa d’incontrare gli italiani

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Malgrado le buone relazioni diplomatiche che da 70 anni intercorrano tra le due repubbliche: Italiana e Indonesiana, confermate anche da un importante interscambio commerciale e da tante notizie che spesso occupano giornali e televisioni, la conoscenza reciproca tra le due popolazioni presenta tutt’ora qualche lacuna.

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Lodevole, pertanto, l’iniziativa che annualmente prende l’Ambasciata  di questa repubblica del sud-est asiatico, convocando presso la sede diplomatica romana, giornalisti imprenditori ed operatori turistici e commerciali per fornire spunti di approfondimento politici, commerciali, economici con precisi riferimenti anche  alle condizioni socio-economiche e culturali della popolazione della Repubblica Indonesiana. I buoni rapporti, non solo diplomatici, stabiliti con  tutte le nazioni, dei quali la relazione presentata da S.E. l’Ambasciatrice in Italia Sig.ra  Esti Andayani ha fornito un’ampia documentazione, hanno consentito agli oltre 260 milioni di abitanti distribuiti in circa 17 mila isole, importanti tassi di crescita, non solo economici cresciuti del 5% negli ultimi anni, che hanno generato fra l’altro un’apprezzabile sicurezza interna, condizione essenziale per affermare anche una buona presenza turistica.

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Una conferma di questo giunge anche dalla presenza di turisti italiani in Indonesia che ha raggiunto nell’anno 2018 la considerevole cifra di 94.288 presenze con un incremento sul 2017 del 4,7%. Buone ambasciatrici delle offerte turistiche indonesiane sono state varie iniziative turistico-culturali intraprese essenzialmente grazie alla dinamicità degli organismi diplomatici indonesiani presenti in Italia, dall’ambasciata ai consolati passando attraverso la preziosa opera dei tre consolati onorari di Napoli, Genova e Firenze. Nel corso del 2019 fra i vari eventi a carattere turistico culturale che hanno riscontrato maggior successo, oltre le celebrazioni organizzate per la ricorrenza del 70^ anniversario per l’istituzione delle relazioni diplomatiche fra le due Repubbliche, nonché la partecipazione alle classiche borse del turismo quali TTI a Rimini, BIT a Milano ed altre,  sono stati lo spettacolo musicale svolto il 21 giugno a Roma in Piazza della Rotonda al Pantheon, nel corso della “Festa della Musica”, il Festival del Cinema Indonesiano e l’inaugurazione del “Gamelan Bali Puspa Sari 2.0” dove la formazione musicale di Gamelam  composta da giovani italiani, hanno sperimentato, nel sano spirito culturale, la cultura e l’amicizia che intercorre fra i due popoli.

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Di grande importanza, inoltre, è stata la partecipazione alla “Rome Fashion Week”, dove hanno sfilato 46 opere di design di moda, tutti studenti dell’Accademia Koefia, una delle più prestigiose ed antiche presenti in Italia, realizzate con tessuti tradizionali indonesiani, – fra i quali il batik occupa una posizione di rilievo, – forniti dall’Ambasciata Indonesiana a Roma. Alcune di queste iniziative saranno ripetute nel corso del 2020 e potranno essere seguite, anche per un’eventuale partecipazione, sul sito web dell’Ambasciata Indonesiana https://kemlu.go.id/rome/.

Festival ITALIA IN THE WORLD – La VI^ edizione dedicata all’Australia

Mariagrazia Fiorentino – Donatello Urbani

Raccontare i successi degli italiani nel mondo e le eccellenze del “made in Italy” attraverso micro-documentari ( della durata di 2 min.), è la scommessa di questa edizione che da Premio“Italia in the world” si trasforma in Festival con identiche finalità. Infatti l’obbiettivo è quello di sviluppare la cultura cinematografica ed audiovisiva attraverso la promozione dell’Internazionalizzazione, volta alla valorizzazione del Sistema Italia dal punto di vista turistico, culturale e commerciale. Signigicativo, in proposito, il video presentato nel corso della conferenza stampa che termina con la frase: “…racconta anche tu una storia che renda lustro al tuo pase”.

L’edizione 2020 sarà dedicata all’Australia, che a causa dei devastanti incendi che l’hanno colpita, ha subito il drammatico tentativo da parte dell’uomo, di essere distrutta nel suo ecosistema, con angoscianti conseguenze per tutto il mondo. Il Festival Italia in the world oltre a raccontare l’eccellenza dal punto di vista etico, culturale e sociale, intende preservare e diffondere il valore ambientale e storico del nostro pianeta, attraverso la partecipazione delle scuole italiane nel mondo. E proprio per questa VI edizione è stato scelto come testimonial il “Re dei diamanti”: il grande orafo artista italo-australiano Nicola Cerrone. Nato a Lanciano, in Abruzzo, vive in Australia dall’età di 12 anni ed ha sapito trasformare il suo sogno in realtà. Grazie a lui, l’Australia non è più solo uno dei maggiori fornitori di “minerali preziosi”, ma anche il luogo dove si realizzano opere d’arte compiute. Le Sue creazioni vanno dal “Ciborio” del Papa realizzato in occasione della giornata internazionale della gioventù alla corona di “MissItalia nel Mondo”. Più recente è la creazione del trofeo per il premio equestre più ambito d’Australia. La sua ultima creazione, Trofeo Globo Tricolore, rappresenta il mondo realizzato con diamanti, rubini e smeraldi. . La premiazione sarà prevista nell’ambito della grande kermesse Internazionale del Concorso Ippico di Piazza di Siena a Roma dal 28 al 31 maggio 2020, grazie alla collaborazione con la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri).