“Dicolab. Cultura al digitale” – Il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale. Eredità, traiettorie e strumenti presentati dalla scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali a Roma Martedì 23 giugno 2026 presso la Biblioteca Nazionale Centrale.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una continua attività di ricerca, una giornata ricca di idee, confronto e iniziative: “digitization, digitalization, transformation, sono le tre parole chiave della cultura al digitale”. Da comunicato stampa, “…..gli esiti di quattro anni di lavoro e di un investimento di 20 milioni di euro nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Accanto al bilancio delle attività svolte, l’incontro ha proposto una riflessione sulle traiettorie future del digitale applicato al patrimonio culturale e sulle competenze per cogliere le opportunità per il settore.

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Un appuntamento per orientarsi nelle trasformazioni in corso e conoscere il patrimonio di risorse che Dicolab lascia a disposizione della comunità professionale: un patrimonio costruito superando i target europei con attività online e diffuse su tutto il territorio nazionale, che hanno coinvolto migliaia di professionisti della cultura e contribuito allo sviluppo di competenze, strumenti e pratiche sempre più centrali per il futuro del settore”.

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I risultati, di tutto rispetto, sono stati:

  • 300.000 iscrizioni ai corsi:
  • 175 corsi multimediali sulla piattaforma di formazione a distanza della Scuola;
  • 500 attività formative in presenza realizzate in 69 città italiane, per un totale di 6.500 presenze;
  • 150.000 corsi completati;
  • 700 istituti culturali che hanno collaborato alle realizzazione del progetto e delle sue iniziative;
  • 200 docenti ed esperti coinvolti;
  • 4,5 milioni di euro investiti in borse di ricerca negli istituti culturali;
  • 500 esperienze di digitalizzazione censite.

Per maggiori notizie: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it

Foto in evidenza: Lectio magistralis di Gino Roncaglia, professore ordinario di Editoria Digitale, Digital Humanites e Filosofia dell’informazione Università Roma Tre

 

 

Assarmatori: Annual Meeting 2026 – Roma Grand Hotel Parco dei Principi

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Esiste una forza invisibile, le navi: ambasciatrici nel mondo…..e una forza sospesa: il mare; una linfa vitale per far crescere l’Italia nella navigazione marittima…..”

Riapertura dello stretto di Hormuz, tregua di 60 giorni alle attività belliche e trattative per un armistizio definitivo. La notizia è giunta in contemporanea all’inizio dei lavori dell’Annual Meeting 2026 dell’associazione armatoriale, svoltasi a Roma al Grand Hotel Parco dei Principi. La relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, non poteva non tenerne conto, tuttavia la notizia confermata davanti a una platea di oltre 700 persone, rappresentativa del cluster marittimo e portuale, dell’imprenditoria, della politica e dell’amministrazione ha confermato che: “…. Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, tuttavia, rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione”.

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Poi l’affondo: “L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle – ha proseguito Messina – Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati. I danni generati al settore dell’automotive sono evidenti, per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anziché essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa Direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale”.

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Da comunicato stampa: “Un deciso attacco alle politiche marittime europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e, nel contempo, l’indicazione di una via chiara e davvero percorribile per azzerare davvero le emissioni: il ricorso alla propulsione nucleare. Sono i due temi portanti evidenziati dal Presidente di Assarmatori, Stefano Messina. Al centro dell’assemblea annuale dell’associazione armatoriale anche il tema del lavoro, con una rivendicazione specifica che riguarda l’occupazione italiana: “È un dato di fatto che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese – ha concluso il Presidente di Assarmatori – Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l’unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese”.

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Il dibattito è stato animato inoltre dagli interventi del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, dell’Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dei videomessaggi di Raffaele Fitto, Vice Presidente esecutivo della Commissione europea e di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. C’è stato spazio anche per una tavola rotonda che ha visto protagonisti gli armatori Mariaceleste Lauro, CEO del Gruppo Lauro, Achille Onorato, CEO di Moby e Vincenzo Romeo, CEO di Nova Marine Carriers e per un’intervista con il Presidente di Assoporti Roberto Petri”.

Sito internet www.assarmatori.eu – dove al suo interno i visitatori possono trovare i numeri che costituiscono la forza della base associativa di Assarmatori, l’elenco degli eventi, le rassegne stampa, gli studi, gli approfondimenti e le ultime notizie da Roma, Genova e Bruxelles.

 

Sala Umberto – Roma – Presentata la Stagione 2026-2027

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Il teatro é l’arte del racconto, che ti consente di entrare nella vita altrui; perché la modernità non é nella trasposizione o nello stravolgimento dei personaggi, ma farlo rivivere in un concetto più attuale, una scuola di alta formazione per le arti performative é la strada giusta da seguire.

“L’energia primordiale dell’amore” sarà il tema centrale per tutti gli spettacoli di questa nuova Stagione Teatrale della Sala Umberto, come ha tenuto a precisare nel corso della presentazione il direttore artistico Alessandro Longobardi.

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La stagione inizia con:

Francesco Montanari con “Storia di un cinghiale – Qualcosa su Riccardo III” dal 7 al 18 ottobre 2026

Giulio Corso e Federica De Benedittis in “Cime tempestose” dal romanzo di Emily Bronte, nell’adattamento di Gianni Clementi, dal 20 al 25 ottobre 2026;

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Francesco De Gregori in “Never green (perfette sconosciute)” dal 25 ottobre al 15 novembre 2026;

Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia, Lucia Vasini in “Breaking Brecht, sing n song cabaret – Lo strano caso di Bertol Brecht”  dal 26  al 29 novembre 2026;

Stefano Braschi, Sara Drago, Marisa Grimaldo, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Bruno Ricci, Michele Sinisi, Lorenzo Terenzi e Adele Tiranti in “Tartufo”. Capolavoro di  Moliere rielaborato da Michele Sinisi. Dal 1 al 2 Dicembre 2026;

Stivalaccio Teatro in “Arlecchino muto per spavento”. Dal 3 al 6 Dicembre 2026;

Carlo Buccirosso in “L’esorcismo di Don Tonino”. Dal 9 Dicembre 2026 al 10 Gennaio 2027;

Federico Mecozzi in “Traiettorie impercettibili”.  L’11 Gennaio 2027;

Gianfranco Gallo in Captivo”. Dal 13 al 24 Gennaio 2027;

Gianpiero Ingrassia, Paolo Triestino, Claudia Campagnola in “Ciò che vide il maggiordomo”. Dal 27 al 31 Gennaio 2027;

La compagnia “Centouno”: Luca Latino, Flavio Moscatelli, Ezio Passacantilli in “Figli maschi”. Dal 16 al 28 Febbraio 2027;

Marco Bocci, Pia Lanciotti in “Io Charles”. Dal 2 al 14 Marzo 2027;

Raffaele Magliuolo in “ The origins Live Tour”. Il 23 Marzo 2027;

Paolo Kessisoglu in “Sfidati di me”. Dal 1 al 4 Aprile 2027;

Ilaria Falini, Denis Fasolo, Gianluca Gobbi, Riccardo Livermole, Federica Sandrini, Beatrice Schiros, Leone Tarchiani, Paolo Livolsi, Debora Zuin, in “L’ultima domenica di agosto”. Dal 6 al 11 Aprile 2027.

Sono in attesa di definizione altri spettacoli che, quanto prima integreranno questa programmazione.

Maggiori notizie, prenotazione spettacoli e acquisto biglietti su www.salaumberto.com

 

 

 

 

 

“Lazio Danza e Teatro” – Progetto per la valorizzazione, la formazione e la professionalizzazione dei giovani talenti del territorio nei settori della danza classica, della danza contemporanea e del teatro, promosso dalla Regione Lazio e realizzato attraverso Lazio Innova

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

L’iniziativa presentata lo scorso 4 giugno al Teatro dell’Opera di Roma, come affermato dall’Assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre: “rappresenta un intervento strategico in grado di coniugare cultura e politiche giovanili, concepito per selezionare e accompagnare giovani ballerini, performer e attori di età compresa tra i 14 e i 35 anni in un percorso strutturato di crescita artistica e professionale, dalla scoperta del talento fino all’esperienza diretta del palcoscenico e al confronto con i principali contesti nazionali e internazionali”.

Da comunicato stampa: “Il programma si articola in tre call:

  • Danza classica (10 ballerini): curata dal Teatro dell’Opera di Roma, prevede una masterclass di 6 giorni diretta da Eleonora Abbagnato, un periodo di formazione di 5 giorni presso l’Hong Kong Ballet e una residenza artistica di perfezionamento di 6 giorni;
  • Danza contemporanea (1 coreografo e 19 danzatori): a cura della Fondazione Romaeuropa, include un percorso di mentoring di 3 settimane in collaborazione con la Peparini Academy e una residenza formativa di 6 giorni a Londra, presso lo Studio Wayne McGregor;
  • Teatro (1 regista e 9 interpreti/performer): prevede una residenza formativa e un percorso di mentoring di 2 settimane con la Fondazione Romaeuropa con la guida della regista Fabiana Iacozzilli, una masterclass di 6 giorni sul teatro di prosa e musicale con la direzione artistica di Serena Autieri, una masterclass con 2 appuntamenti tenuta da Daniele Cipriani, impresario e produttore nonché direttore artistico del Festival dei Due Mondi e uno stage formativo a Spoleto nel dietro le quinte del Festival, ove sperimentare i diversi linguaggi artistici dello spettacolo dal vivo.

Dopo una prima fase di scouting e costruzione di una rete di partnership con accademie, teatri, festival, compagnie di prestigio in Italia e all’estero e artisti di fama internazionale, finalizzata ad attivare collaborazioni e scambi di alto livello, si è conclusa con successo la fase di selezione dei giovani talenti.

Le audizioni e i provini per danza classica e contemporanea, insieme alle selezioni per il teatro, hanno coinvolto numerosi candidati e confermato l’elevato livello qualitativo dei partecipanti. Le selezioni, condotte da comitati tecnici e artistici composti da professionisti ed esperti del settore, hanno portato all’individuazione dei giovani più meritevoli sulla base di rigorosi criteri tecnici, espressivi e interpretativi.

I giovani selezionati accedono ora a percorsi formativi d’eccellenza che includono, per la danza, masterclass e training intensivi anche in ambito internazionale con étoile, coreografi, maestri e produttori di fama mondiale, favorendo l’incontro tra culture e linguaggi artistici differenti; e, per il teatro, residenze ed esperienze formative oltre a masterclass in Italia con grandi nomi dello spettacolo volte a rafforzare le capacità interpretative degli attori e le competenze direzionali del regista.

Elemento centrale del programma è rappresentato dalle esperienze artistiche e formative all’estero e dagli scambi internazionali, che consentono ai partecipanti di confrontarsi con modelli formativi avanzati, ampliare il proprio orizzonte professionale e costruire reti di relazioni fondamentali per lo sviluppo della carriera, rafforzando al contempo il ruolo del Lazio nel dialogo culturale internazionale.

Il percorso si completa con la realizzazione di eventi e spettacoli finali, che vedranno i giovani protagonisti calcare palcoscenici di prestigio con spettacoli di danza classica, contemporanea e teatrali inseriti in festival e rassegne di rilievo nazionale e internazionale quali il Romaeuropa Festival, offrendo concrete opportunità di visibilità davanti a operatori, istituzioni e stakeholder”. Dall’8 settembre al 15 novembre 2026  dove la cultura s’incontra insieme alla tradizione e all’innovazione. Per saperne di piu’ Romaeuropa.net

 

 

 

Festival Collega-Menti – IV edizione dal 2 al 4 ottobre 2026 – Udine, Gorizia, Pordenone, Gemona – a cura dell’Università di Udine. Lo stress da lavoro e la trappola digitale: alla ricerca dell’equilibrio perduto.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“E’ fantasia dei friulani che la loro terra, con le montagne della Carnia, le colline dell’udinese, la pianura, i paesaggi lagunari, lungo la costa, le diverse razze (etnie) e i colori vivaci di un tempo più antico del nostro sia per sé stessa un universo nella sua varietà”. Scriveva Guido Piovene nel 1957 nel suo “Viaggio in Italia”

Da comunicato stampa: “Ogni società si distingue per la sua intelligenza collettiva e per la capacità di progettare il proprio futuro: una sfida continua che richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità da parte di tutti. Collega-menti propone una lettura della realtà incrociando saperi e discipline, prospettive e punti di vista diversi, chiamando la scienza a confrontarsi con un presente in continuo movimento e in continua trasformazione. E le chiede di farlo in modo chiaro, aperto e trasparente, perché la scienza o è di tutti o non è. Da un’idea di Multiverso. Comitato di coordinamento: Monica Anese, Andrea Lucatello, Laura Morandini, Maria Cristina Nicoli, Elisabetta Scarton, Norma Zamparo.

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L’equilibrio non è uno stato statico ma il risultato di una conquista quotidiana e faticosa, costantemente messo sotto pressione. Questo non vale solo per l’uomo, ma per tutto ciò che lo circonda: “sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta” spiega la giornalista e divulgatrice Barbara Gallavotti nella sua veste di direttrice scientifica del Festival Collega-Menti che si svolgerà a Udine, Gemona, Pordenone e Gorizia dal 2 al 4 ottobre prossimi. “Lo sanno bene medici e biologi, che puntano i riflettori sull’equilibrio ormonale, su quello tra attività fisica e sedentaria, fra sonno e veglia, nell’alimentazione e in molto altro. Gli ecologi ci dicono che un ecosistema è sano quando le specie che lo abitano sono in equilibrio tra loro, cosi come devono essere in equilibrio molti fattori perché il pianeta sia accogliente per tutti i viventi che lo abitano.

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Il Friuli Venezia Giulia, un viaggio nella bellezza da tanti punti di vista, per scoprire un mondo di prospettive, sguardi e approfondimenti dalla scienza all’antropologia all’ambiente e alla tecnologia, una creatività interna unica di idee, sorprese, talento.” Mandi…Mandi .

Per saperne di più http:// qui.uniud.it – www.festivalcollega-menti

 

Matera e la “Festa della Bruna 2026”

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

L’identità di una città riepilogata in una festa. La “Festa della Bruna 2026” ha le sue fondamenta sulla fede religiosa per poi spaziare su tutto quanto rappresenta e si condensa su una città già proclamata capitale della cultura europea. “Un appuntamento di rilievo nazionale per una delle celebrazioni popolari più antiche e identitarie del Mediterraneo. Un momento dal forte valore simbolico e istituzionale che accompagna il cammino verso il 2 luglio, giorno in cui Matera rinnova da 637 anni il proprio legame con Maria SS. della Bruna” nella dichiarazione rilasciata dal presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna Bruno Caiella nel corso della conferenza stampa tenuta alla Cancelleria Vaticana con la presentazione nazionale del programma e alla quale hanno partecipato le maggiori autorità cittadine e della regione.

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Da comunicato stampa: “L’appuntamento romano assume un significato ancora più importante nell’anno in cui Matera è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo e in cui si è ufficialmente aperto il percorso verso la candidatura della Festa della Bruna a Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Un riconoscimento, quello per la festa, che guarda non soltanto alla continuità storica della celebrazione, ma anche al suo valore culturale, sociale e identitario, capace ancora oggi di coinvolgere un intero popolo attorno ai simboli mariani”.

La Festa della Bruna è la principale ricorrenza religiosa e folkloristica di Matera, celebrata in onore della Madonna della Bruna, patrona della città. Nata nel 1389 a seguito del rinvenimento di una immagine della Vergine Maria dipinta su lastra di rame, annerita nel tempo e da qui il termine la Bruna. La festività mescola fede e antichi riti di ringraziamento, fondendosi con la celebrazione della Visitazione di Maria ad Elisabetta.

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I momenti salienti della celebrazione si susseguono secondo un programma secolare:

  • La Processione dei Pastori: Inizia alle 04:30 del mattino con la celebrazione della messa. Successivamente il quadro in rame raffigurante la Madonna attraversa i rioni antichi, accompagnato dal suono festoso di bande musicali e petardi.
  • La Cavalcata: In mattinata, i “Cavalieri della Bruna”, adornati con armature e mantelli sgargianti, scortano l’Arcivescovo e l’effige di Gesù Bambino dalla Cattedrale fino alla Chiesa parrocchiale del rione Piccianello.
  • Il Carro Trionfale: A Piccianello l’effige della Madonna viene collocata su un monumentale e colorato carro in cartapesta, realizzato in questa occasione dall’artista Francesca Cascione che evidenzia il tema evangelico: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14).
  • Lo “Strazzo” (Assalto al Carro): È il momento più intenso e spettacolare dell’evento. A tarda sera, dopo aver compiuto tre giri cerimoniali in Piazza Duomo, il carro viene letteralmente preso d’assalto e distrutto dalla folla in Piazza Vittorio Veneto. I frammenti del carro in cartapesta vengono contesi e portati a casa come simbolo di buon auspicio per l’anno a venire.

Oltre un mese di celebrazioni tra tradizione, riti popolari e nuove forme di partecipazione con inizio Venerdì 12 Giugno Ore 20.30 presso il Cineteatro “Gerardo Guerrieri” – Piazza Vittorio Veneto – Matera per concludersi il successivo 6 luglio con la processione per il ritorno dell’immagine della Bruna nella chiesa di San Francesco d’Assisi.

Da comunicato stampa: “Il programma 2026 comprenderà oltre un mese di appuntamenti religiosi, culturali e popolari dedicati alla tradizione mariana e alla valorizzazione del patrimonio immateriale legato alla Festa. Accanto ai momenti più solenni della tradizione troveranno spazio anche iniziative rivolte alle nuove generazioni e nuovi strumenti di coinvolgimento della comunità, in un dialogo continuo tra memoria, partecipazione popolare e linguaggi contemporanei. Tra gli appuntamenti in calendario la “Bruna Passion Week”, contenitore culturale dedicato ai più giovani tra podcast, dj set e la mostra “Come al 2 di luglio”. Spazio anche al ritorno del “Fantabruna”, il gioco online ispirato ai protagonisti della festa, e all’avvio dell’app “La mia Bruna”, segno di quanto le nuove generazioni continuino a vivere la Festa in maniera autentica e profondamente identitaria anche attraverso linguaggi contemporanei. Confermata inoltre la rassegna “Storie di donne”, dedicata alle esperienze, al lavoro e alle iniziative delle donne che contribuiscono ogni giorno alla crescita culturale e sociale di Matera, ampliando ulteriormente il significato della Festa come momento collettivo di partecipazione. Nel calendario 2026 anche un percorso dedicato a “Maria, Madre dell’incontro” che attraverso appuntamenti musicali e culturali intende proporre la Festa della Bruna come occasione di dialogo, accoglienza e incontro tra popoli e culture diverse. Tra gli eventi previsti l’esibizione della “Bondeko Chorale”, espressione della comunità congolese, la Festa dei Popoli con la musica dei “Balkan Lab” e il musical “Forza Venite Gente” dedicato alla figura di San Francesco, nell’anno dell’ottavo centenario del suo transito”.

Per maggiori informazioni consultare il programma dettagliato, gli orari delle messe e gli eventi collaterali direttamente sul portale ufficiale della Festa della Bruna.

 

Bioviversita’: tema centrale nel Museo Civico di Zoologia di Roma con l’apertura al pubblico due nuovi spazi espositivi dedicati alla biodiversità in collaborazione con Sapienza Università.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Terroir”: amore per il territorio. Così i francesi interpretano la biodiversita’.

Un progetto per la digitalizzazione delle materie scientifiche per un’esperienza sensoriale unica. L’occasione dell’apertura delle nuove sale ha coinciso anche con un vero e proprio lifting  che ha interessato l’intero museo ed in particolare molti reperti già esposti e facenti parte della collezione permanente.

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                            Alcuni reperti di recente opera di restauro e manutenzione

Le due  nuove Sale della Biodiversità sono, come scritto nel comunicato stampa: “ vere e proprie wunderkammer (camera delle meraviglie), dove il visitatore potrà osservare una selezione dell’immenso patrimonio delle collezioni del Museo: si tratta di reperti mai esposti che rappresentano una ricchezza impareggiabile, sia per numero che per biodiversità, delle specie esistenti sulla terra. In cinque grandi vetrine sono allestiti esemplari appartenenti alla collezione malacologica (conchiglie marine), alla collezione ornitologica (uccelli), alla collezione erpetologica (pesci, anfibi e rettili) e a quella teriologica (mammiferi), mentre una parete della sala espone la collezione entomologica (insetti). Pannelli didattici completano l’esposizione.

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Innovativo è poi l’allestimento della nuova sala multimediale interattiva, denominata “Bioverso”, che attraverso proiezioni immersive, sottofondi sonori e paesaggi virtuali, è in grado di proiettare il visitatore in una dimensione sensoriale, cognitiva e dal contenuto emozionale, consentendogli di connettersi e di esplorare virtualmente le collezioni del museo, la loro storia e peculiarità.

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Con le sue importanti collezioni scientifiche e l’intensa attività di ricerca e didattica che svolge, il Museo Civico di Zoologia rappresenta un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità. Termine, quest’ultimo, coniato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, per indicare la natura vivente e la sua diversità a tutti i livelli di organizzazione biologica, dalle molecole agli organismi, fino agli ecosistemi. Conservare la biodiversità del Pianeta, con i circa 1,8 milioni di specie animali attualmente conosciute, significa assicurare la stessa sopravvivenza dell’uomo.

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Le raccolte del Museo, che comprendono circa quattro milioni di esemplari, documentano infatti la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. La diversità nel mondo animale è anche il filo conduttore del percorso espositivo del museo, che attraverso le varie sezioni tematiche che caratterizzano le sue sale, corredate da varie ricostruzioni ambientali e con la possibilità di utilizzare strumenti interattivi, mette in gioco le capacità di osservazione e riflessione del visitatore.

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Il percorso esplora il ruolo della riproduzione sessuale come motore della biodiversità, analizzando gli adattamenti strutturali, fisiologici e comportamentali che permettono alle specie di sopravvivere in ambienti estremi. Si passa poi ad analizzare alcuni ecosistemi, come le barriere coralline, così ricche di diversità, e di come gli ambienti più vicini a noi abbiano sviluppato molte forme di vita. Ed ancora come gli organismi vengono classificati e rappresentati in base a un ordine tassonomico. Approfondisce inoltre l’anatomia scheletrica e le strategie di nutrimento e movimento, sottolineando l’urgenza di conservare le specie più minacciate del pianeta. Del percorso fa parte anche la spettacolare Sala della Balena, situata al piano inferiore dell’edificio, con il grande scheletro di balenottera lungo 16 metri. La sala è utilizzata anche per ospitare mostre temporanee ed eventi.

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                                                 Foto Ufficio stampa Zetema

Breve storia del Museo:

Istituito nel 1932, il Museo Civico di Zoologia è parte integrante del Sistema Musei Civici di Roma Capitale. Ha sede nell’edificio, completato nel 1910, che ospitava il ristorante dell’allora Giardino Zoologico. Il Museo custodisce collezioni di rilievo internazionale, costantemente preservate e arricchite, che rappresentano un patrimonio scientifico in continua evoluzione, reso pubblico e condiviso attraverso un’intensa opera di divulgazione e formazione. Da circa vent’anni, grazie a un dipartimento educativo dedicato, il Museo ha consolidato un legame privilegiato con le scuole, diventando una tappa fondamentale dei loro percorsi didattici. L’offerta culturale, che include mostre temporanee, incontri e presentazioni, è pensata per un pubblico eterogeneo (famiglie, bambini, anziani e persone con disabilità), con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica e sensibilizzare alla tutela della natura”. Un museo da assaporare lentamente per i visitatori da uno a cento anni,

Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18 – 00197 Roma. Informazioni  Tel. 060608 – www. Musei in Comune

 

Festival delle Destinazioni – 1^ Edizione – Nasce il turismo 5.0 –: nuovo hub per la promozione del territorio italiano con l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori del sistema turistico nazionale per adottare un nuovo messaggio “Humanitas”.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Roma , 19 maggio 2026, Nazionale Spazio Eventi,  prima edizione del Festival delle Destinazioni.

Perchè partendo dal micro si arriva al macro. 

Da comunicato stampa: “L’evento, nato dalla visione dell’ideatore Paolo Garlando, marketing e project manager dedito a turismo, sport ed eventi, rappresenta il primo appuntamento internazionale di carattere B2B interamente dedicato alla costruzione e alla promozione dell’identità dei territori italiani attraverso le azioni sinergiche di istituzioni, enti di promozione, DMO e aziende. Ad aprire la riflessione è stato il senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di dialogo tra privati e apparato pubblico. Sul fronte delle misure governative, l’onorevole Gianluca Caramanna, del ministero del Turismo, ha illustrato i provvedimenti più recenti legati al territorio seguita da un’analisi netta sulla gestione dei presentata da Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale. Altrettanto centrale è il ruolo dei grandi eventi regionali nello sviluppo a lungo termine, come evidenziato da Debora Massari, assessore al turismo della regione Lombardia, quanto un approccio integrato che richieda una pianificazione condivisa, auspicata da Paolo Giuntarelli, della direzione affari della presidenza turismo della regione Lazio, che ha annunciato: “Il prossimo 3 giugno verrà lanciata una nuova campagna di comunicazione insieme al nuovo brand Lazio”. A dare solidità a questa visione d’insieme è stata Alessandra Priante, presidente di Enit, la quale ha ricordato che la stabilità del comparto si fonda sul capitale umano”; punto centrale per un nuovo volto del turismo 5 punto zero rivolto tanto ai clienti, collaboratori e quanti gravitano su questo settore.

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Su questo fronte, Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways, ha illustrato i piani di espansione e la gestione delle criticità internazionali, al quale ha fatto seguito l’intervento di Tommaso Tanzilli, presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha illustrato come lo sviluppo delle rotte interne e del turismo a passo lento trovi un pilastro nel trasporto ferroviario.

Da comunicato stampa: “Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha fatto notare che il turismo rappresenta l’industria più digitalizzata in assoluto, spiegando che l’utente oggi dialoga direttamente con i sistemi di intelligenza artificiale superando i tradizionali motori di ricerca. Sul piano operativo, Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo Confindustria, ha anticipato che la rivoluzione tecnologica ridurrà la centralità delle competenze puramente tecniche, premiando invece le soft skills provenienti da percorsi di studi umanistici. L’evoluzione richiede un’infrastruttura digitale diffusa, elemento evidenziato da Pietro Piccinetti, presidente di Infratel, il quale ha insistito sulla necessità di attivare le reti esistenti in sinergia con le comunità locali per ottimizzare la gestione dei dati territoriali. A chiudere il quadro della percezione dell’esperienza è stata Alice Ungaro per Bes Time Tourism Plan Machine, che ha illustrato un modello innovativo incentrato sulla valorizzazione e condivisione del tempo del viaggio. Sostenibilità, turismo lento e benessere. Il rispetto dell’ambiente e il benessere della persona ridefiniscono l’attrattività delle destinazioni. Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente della rete comuni sostenibili, ha evidenziato come siano già 200 i comuni italiani associati che applicano strategie mirate a valorizzare l’autenticità locale. Un successo analogo è registrato dal comparto open air, con Ubaldo Fusco, vice presidente nazionale di FAITA-Feder Camping, che ha quantificato il settore in 68 milioni di presenze, sottolineando l’evoluzione dei campeggi verso formule premium come il glamping. Le aree protette dimostrano un’analoga capacità di dialogo, come raccontato da Guido Guarino, consulente CETS per l’ente parco nazionale del Vesuvio, che ha descritto la creazione di un forum permanente per coinvolgere la popolazione residente. Il benessere si conferma una leva economica fondamentale, con Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, che ha valutato in 2,5 miliardi di euro il fatturato delle strutture termali, richiamando gli operatori alla trasparenza e alla qualità dell’offerta. A sostenere questa rete diffusa intervengono i presidi territoriali descritti da Pasquale Ciurleo, presidente nazionale di EPLI (Ente Pro Loco Italiane), il quale ha evidenziato il bisogno di formare e professionalizzare i volontari delle 7000 pro loco italiane. Infine, il turismo attivo trova la sua massima espressione nelle parole di Luigi Menna, presidente FIAB, che ha ricordato il primato europeo dell’Italia nel cicloturismo, sollecitando un adeguamento delle competenze ricettive per l’accoglienza su due ruote. Borghi e destinazioni minori come volano economico. Le mete interne e i piccoli centri rappresentano la vera sfida per il futuro economico del paese. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha ricordato che le imprese turistiche garantiscono un gettito fiscale di 4,8 miliardi di euro alle casse comunali, auspicando che le istituzioni supportino l’integrazione infrastrutturale tra grandi attrattori e aree interne. Un esempio di questa progettualità è l’inaugurazione del primo borgo artituristico in provincia di Macerata, annunciata da Irene Floris, portavoce di Confartigianato turismo organizzato, volto a tutelare le antiche tradizioni artigiane. Anche la micro-economia fieristica gioca un ruolo cruciale, come rilevato da Renato Pujatti, vice presidente di AEFI, che ha ricordato come le fiere territoriali generino 22,5 miliardi di fatturato occupando 90 mila persone. Per garantire la sostenibilità di questi flussi, Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha spiegato che le imprese alberghiere devono agire insieme per stimolare la ripetibilità del viaggio nelle mete meno congestionate, assecondando una domanda flessibile. La necessità di infrastrutture adeguate all’accesso a queste aree è stata ribadita dall’esperto Giancarlo Dell’Orco, mentre Antonio Bufalari, segretario generale di Assonautica Italiana, ha indicato nell’economia del mare (un comparto da 216miliardi di valore aggiunto) e nella mappatura dei percorsi nautici una straordinaria opportunità di riscatto per i piccoli borghi costieri. Alleanze pubblico-privato e sviluppo locale. Il superamento dei vecchi modelli di promozione richiede una forte sinergia operativa. Francesco Tapinassi, direttore Toscana Turistica, ha evidenziato lo scollamento tra la promozione pubblica dell’ispirazione e la conversione in prodotto reale, indicando in organismi come Toscana Promozione l’anello di congiunzione ideale. In tal senso, Giancarlo De Venuto, presidente Assohotel Confesercenti Puglia, ha identificato nelle DMO il braccio operativo fondamentale per dare concretezza a queste visioni. La stabilità di queste relazioni poggia sulla capacità imprenditoriale locale, come sottolineato da Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo Langhe Monferrato Roero, mentre Josep Ejarque, ceo di FTourism, ha lanciato una provocazione ricordando che la bellezza da sola non è più sufficiente e che la separazione tra pubblico e privato va definitivamente superata per competere in un mercato dominato dagli algoritmi.

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Senza figure professionali adeguate non è possibile attuare alcuna strategia di sviluppo. Claudio Pisapia, segretario generale Federcomtur, ha delineato i tratti del manager di destinazione come perno della pianificazione locale, mentre Giulio Contini, direttore di scuola italiana di ospitalità, ha difeso la validità dei percorsi formativi basati sull’apprendimento pratico. Anche il settore MICE richiede un forte aggiornamento, come spiegato da Gabriella Gentile, presidente Federcongressi & eventi, focalizzata sulla necessità di formare specialisti nell’analisi dei dati. La mediazione culturale e sociale resta l’obiettivo primario per il mondo accademico: se Paolo Casetti, docente di destination management, ha ricordato la comune necessità di scambio tra residenti e viaggiatori, Carmen Bizzarri, professoressa di geografia economica all’università europea di Roma, ha chiarito che la formazione deve comporre le esigenze delle comunità con quelle dei turisti. Un concetto riaffermato da Palmiro Noschese, presidente di confassociazioni tourism food hospitality, il quale ha ribadito che l’eccellenza nell’ospitalità e l’intercettazione dei nuovi trend legati alla longevità dipendono interamente dalla centralità del capitale umano. Passioni verticali, grandi eventi e culturaI segmenti tematici ad alta specializzazione e le passioni personali muovono flussi economici di enorme rilievo. Serena Ranieri, presidente Federmep, ha illustrato lo sviluppo del destination wedding, arrivato a superare il miliardo di euro di fatturato nel 2025 con una crescita del 19,6%. Il prestigio del made in Italy è stato riaffermato da Massimo Cicatiello, delegato Mille Miglia negli USA, che ha descritto la storica corsa come uno strumento di promozione globale pronto a espandersi in Brasile. La combinazione tra congressi e attività all’aria aperta si rivela altrettanto vincente nelle parole di Onorio Rebecchini, consigliere del Convention Bureau Roma e Lazio, così come la ricerca di esperienze genuine viene promossa da Nevio D’Arpa, ceo di BTM Italia, attraverso l’organizzazione di fam trip dedicati. Lo sport attivo genera ricadute quantificabili, come spiegato da Giuseppe D’Amico, vice presidente della federazione italiana vela, che ha stimato in 200 milioni di euro l’indotto delle regate. Questa valorizzazione dell’identità nazionale passa anche attraverso l’agroalimentare, con Marco Bruschini, direttore comunicazione, promozione e valorizzazione al Ministero dell’Agricoltura, che ha annunciato la mappatura di percorsi Dop e Igp e una campagna internazionale contro l’italian sounding. Infine, il potere dell’audiovisivo come generatore di flussi è stato analizzato dal produttore Guglielmo Ariè, che ha citato il caso del commissario Montalbano, capace di aumentare del 60% i turisti italiani e dell’87% gli stranieri nei luoghi delle riprese.  La chiusura dei lavori è stata affidata alla sintesi dell’ideatore del festival, Paolo Garlando, il quale ha tracciato il bilancio dell’evento e gli obiettivi tecnologici futuri del comparto.”

Info su www.festivaldelledestinazioni.it

 

Rose e Rosè per una pausa sensoriale e artistica a Roma fra le boutique di Via Borgognona

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Anche in questa occasione la quarta edizione di Rose Rosè trasforma Via Borgognona, come afferma Licia Gargiulo, addetta stampa della rassegna, “in un elegante percorso sensoriale dove il lusso incontra la cultura contemporanea”.

L’iniziativa è dovuta all’Associazione Matrix e da MKTG Advisor  che presenta, da comunicato stampa:”un programma ricco di appuntamenti pensati per offrire ai visitatori un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e sofisticato. Il cuore del progetto resta il fascino del vino rosé, raccontato nelle sue molteplici sfumature e interpretazioni attraverso un format innovativo che ridefinisce il concetto stesso di spazio retail: non più semplice luogo commerciale, ma ambiente di relazione, esperienza e cultura.

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                                                                    Foto: Courtesy Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Protagonista assoluto sarà il Cerasuolo d’Abruzzo, prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010 e oggi protagonista di un momento di grande valorizzazione nazionale e internazionale. Freschezza, profumi fruttati, versatilità e identità territoriale accompagneranno gli ospiti in un percorso sensoriale capace di raccontare tutta la contemporaneità del vino rosé italiano”.

Diciotto cantine: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Ciavolich, Talamonti, Cantina Dazio, Torre Zambra, Marramiero, Guardiano Farchione, Barone Cornacchia, Citra, Casal Thaulero, Valle Martello, Colle Moro, Tenuta I Fauri, Biagi, Terre D’Erce e Tenuta Terraviva, tutte appartenenti al Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, sono state ospitate, dal 13 al 17 maggio 2026, in altrettante boutique che a loro volta si sono trasformate non solo in semplice luogo commerciale ma ambienti di relazione, esperienza e cultura.

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In una sala del Ristorante Nino espone una serie di opere ispirate al mondo animale, la pittrice Betta – Elisabetta Serena di Lapigio – che rimandano al vivere libero e ai colori presenti natura  come i due fenicotteri rosa con un preciso rimando al Cerasuolo d’Abruzzo, vino simbolo per eccellenza dei rosè.

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Nel variegato percorso espositivo sono presenti, come scrive, Barbara Di Castri: “….. numerosi ritratti di cani, in diverse pose, accanto a una più ampia  rappresentazione del mondo animale raccontato con sensibilità e rispetto…..”.

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Bellisima iniziativa che accompagna una passeggiata nel cuore di Roma con un sorso di un ottimo vino ed il fiore regina della primavera: la rosa.

 

Assaggi – Quinta Edizione del Salone dell’Enogastronomia Laziale – Viterbo dal 16 al 18 maggio 2026 – Protagonisti i “Pizzicotti alla nocciola con ragù bianco alla porchetta”

Donatello Urbani – Foto Mariagrazia Fiorentino

Show-cooking, degustazioni guidate, esperienze sensoriali, talk e momenti di approfondimento, animeranno questa rassegna nella prestigiosa cornice del Complesso di Santa Maria in Gradi: location che da sola vale il viaggio a Viterbo.

Da comunicato stampa: “La manifestazione sarà inaugurata il 16 maggio alle ore 10 dall’attore Claudio Amendola che sarà poi protagonista alle 12 del talk “Cuore e assione” con Francesca Rocchi, presidente di Slow Food Roma, in cui parleranno di cinema e tradizione culinaria. Amendola racconterà il percorso che lo ha portato dietro i fornelli, dalla passione per la cucina alle radici della romanità. Alle ore 13 seguirà lo show coking “La carbonara di Frezza” insieme a Mimmo Rossi, in collaborazione con Osteria Frezza, progetto gastronomico dell’attore.

Le giornate di sabato 16 e domenica 17 maggio saranno aperte a tutto il pubblico e si concluderanno con lo show-cooking di Giorgione, celebre personaggio televisivo, ma prima di tutto un cuoco, che proporrà la sua versione dei “Maltagliati alla Norcina”, omaggio alla tradizione rurale italiana e alla convivialità. Lunedì 18 maggio, giornata interamente dedicata ai professionisti del settore, il gastronomo parteciperà ad un incontro sempre insieme a Francesca Rocchi, sul valore culturale del cibo, portando la sua visione di una cucina autentica, stagionale e profondamente legata al territorio, come racconta nel suo programma Giorgione Orto e Cucina su Gambero Rosso Channel”.

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Significativo nella conferenza stampa di presentazione, l’intervento di Domenico Merlani, segretario generale della Camera di Rieti e Viterbo, che ha identificato in questa rassegna il promotore del turismo e dei prodotti agricoli del territorio laziale troppo spesso messi in ombra dalla centralità della capitale. I prodotti dei territori della Sabina e della Tuscia, in particolare, troveranno una unione in molti piatti della cultura culinaria locale frutto della sapienza e dedizione ai fornelli di tantissime nonne come nel caso dei “Pizzicotti alla nocciola con ragù bianco di porchetta” sintesi di due prodotti simbolo del territorio: la nocciola e la porchetta.

Informazioni: Assaggi 2026 – Salone dell’Enogastronomia Laziale – dal 16 al 18 maggio 2026
Complesso di Santa Maria in Gradi – Via Santa Maria in Gradi, 4 – Viterbo. Orari di apertura al pubblico: Sabato 16 Maggio dalle 10.00 alle 19.30; Domenica 17 Maggio dalle 11.00 alle 19.30; Lunedi 18 Maggio dalle 10.00 alle 14.00 apertura riservata agli operatori professionali. Info su www.assaggisalone.com – email: info@assaggisalone.com, segreteria@assaggisalone.com

Per i professionisti del settore food & beverage l’accesso è gratuito, previa registrazione.

Per il pubblico generico il costo del biglietto di ingresso – €.2,00 –  è convertito in un buono acquisto spendibile presso uno dei produttori del Salone durante l’evento.