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Agricoltura Biodinamica: perché é una cosa seria. Il sistema agroecologico che può contribuire all’autosufficienza alimentare e alla mitigazione dei danni climatici.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Noi abbiamo avuto la terra in eredità dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”

La sede romana dell’Associazione Stampa Estera ha accolto l’8 aprile u.s. una conferenza stampa intesa alla presentazione da parte di autorevoli personalità del mondo scientifico e agricolo dell’iniziativa: “’Progettiamo il Futuro” come percorso d’innovazione e preparatorio al centenario della nascita dell’Agricoltura Biodinamica ad opera di Rudolf Steiner nel giugno1924.

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La presentazione è stata curata da Carlo Triarico, Presidente  dell’Associazione Biodinamica, che ha affermato: ”Abbiamo ritenuto opportuno avviare un itinerario d’incontri di studio e di co-progettazione in giro per l’Italia per determinare insieme agli agricoltori e ai cittadini   come   l’agricoltura biodinamica possa contribuire efficacemente all’autosufficienza alimentare. Partendo dalle tecniche fondanti che la rendono un sistema produttivo a bassissimo impatto ambientale e un metodo che contribuisce alla mitigazione dei danni climatici e dei rischi ambientali”.

L’agricoltura biodinamica è il metodo fondatore dell’agricoltura biologica (gli standard biodinamici hanno anche ispirato il Regolamento CE n. 2092/91 sull’agricoltura biologica). Sempre Triarico sottolinea che “ … la   biodinamica offre una via sostenibile, basata sull’economia circolare, le filiere corte e organiche. È un metodo agroecologico caratterizzato da bassa intensità energetica in grado di ripristinare terreni asfittici restituendo loro la fertilità, d’incrementare la biodiversità agraria e naturale, di migliorare ambiente e alimentazione, di favorire il benessere animale e di coltivare anche aree marginali e aride, portandole alla produttività. Tutto questo è alla base dell’autosufficienza alimentare italiana ed europea”. Le esperienze biodinamiche nel Sud del mondo hanno permesso la rinascita d’intere   aree desertificate. Non solo, la biodinamica contribuisce a un settore, quello del biologico, che vede l’Italia in posizione avanzata rispetto al resto d’Europa, con il 16% di coltivazioni contro l’8% della media UE. Un settore che merita di essere sostenuto anche in virtù della   sua forza di volano economico.

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La conferenza ha voluto dar voce anche  alle testimonianze d’imprenditori del settore biodinamico che hanno portato esempi di applicazioni biodinamiche di successo in Italia e in aree di crisi, talvolta in collaborazione e sinergia con la FAO. “La Transizione agricola che ci attende è verso un’economia generativa e circolare, in cui si garantiscono ecosistemi e comunità verdi. Molto di quanto descritto si ritrova già nell’approccio biodinamico che, al pari del biologico, rientra nel filone dell’agro-sostenibilità e rispecchia molto quell’ecologia integrale richiamata dall’enciclica papale, d’interconnessioni tra uomo e natura“ dichiara Raffaella Pergamo, ricercatrice CREA, centro di Politiche e Bioeconomia.

Una sana agricoltura sarà possibile solo se ci saranno bravi e coscienti agricoltori, sostenuti da un commercio lungimirante ed equo e da consumatori consapevoli e attenti.

Il tour “Progettiamo il Futuro”, che prevede una serie d’incontri di studio e di coprogettazione, toccherà Roma, Milano, Padova, Torino, Bologna, Bolzano, Firenze, Napoli, Pescara, Bari, Palermo e altre città ancora. La prossima tappa sarà a Roma il 9 aprile, presso l’azienda agricola Agricoltura Nuova, via Val di Perna n. 315. La partecipazione è gratuita, è necessario iscriversi tramite invio di e-mail a: info@biodinamica.org.

 

 

Sadhguru, fondatore della Isha Foundation e noto autore di best seller per il New York Times, è giunto a Roma nel corso del suo viaggio in moto in 24 nazioni per promuovere la campagna ‘Save Soil’ .

Mariagrazia Fiorentino –  Foto Donatello Urbani

Bisogna viaggiare per capire, l’avventura della conoscenza non finisce mai.

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Isha Foundation, organizzazione senza scopo di lucro gestita da volontari fondata nel 1992, opera a livello globale in oltre 300 centri supportati da oltre nove milioni di volontari ottenendo uno speciale status consultativo con il Consiglio sociale ed Economico delle Nazioni Unite.  Attraverso la sua fondazione, Sadhguru ha  avviato diversi progetti sociali in India e nell’autunno del 2017,ha lanciato Rally For Rivers, una campagna nazionale per attuare cambiamenti politici sostenibili e a lungo termine per rivitalizzare i fiumi dell’India gravemente impoveriti. È diventata la più grande campagna ambientale della storia con oltre 162 milioni di sostenitori.

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Attualmente, Sadhguru e la Isha Foundation sono impegnate in un nuovo progetto: “Conscious Planet”, con lo scopo di creare un mondo in cui un gran numero di persone spingano comunità e governi verso politiche ambientalistiche e sostenibili. Per rendere popolare la causa ambientale, e dare voce al movimento globale per affrontare la crisi del suolo, Sadhguru guiderà una moto per oltre 30.000 chilometri, attraverso 24 nazioni, dal Regno Unito, all’Europa, il Medio Oriente per concludersi in India. La tappa romana con relativi incontri, conferenze e interviste è stata organizzata dalla Rappresentanza Diplomatica Indiana in Italia. Quello che uno porta nella propria vita sono esperienze uniche, maturate nelle persone che s’incontrano