Recuperati dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale importanti beni d’arte, numerosi reperti archeologici e circa 350 monete di epoca magnogreca e romana.

Testo e foto di Donatello Urbani

Ciascun recupero ha una sua storia tutta particolare anche se tutti sono il frutto di tre distinte attività investigative come affermato nel corso della presentazione di beni trafugati e recuperati dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La prima di queste, coordinata dalla Procura della Repubblica di Spoleto, ha visto il recupero di due capitelli romanici trafugati nella cripta di S. Giovanni in Leopardis a Borgorose (RI) è frutto del costante monitoraggio che viene effettuato nel settore antiquario, grazie ai capillari controlli amministrativi su tutto il territorio nazionale.

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Una verifica eseguita presso un antiquario umbro, ha consentito di localizzare  i due capitelli variamente decorati, con motivi fitomorfi (foglie di acanto stilizzate con elementi stellari), zoomorfi ed antropomorfi. Entrambi fanno parte di quanto rimasto intatto di un importante complesso monastico benedettino del Cicolano, menzionato, per la prima volta nella Bolla papale di Anastasio IV del 21 gennaio 1153. Nel 1981 la cripta fu restaurata dal Comune di Borgorose, ma pochi anni dopo, nel dicembre 1984, subì un gravissimo ed irreparabile danno: ignoti, approfittando del pubblico disinteresse, spezzarono cinque colonne che sostenevano altrettanti capitelli, rubandoli e provocando così il crollo di parte delle volte e la rovina dell’intera struttura architettonica.  Il recente recupero alimenta la speranza di poter ricostruire, anche solo virtualmente, l’intero complesso monumentale, riconsegnando alla pubblica fruibilità di quel territorio, recentemente provato dagli eventi sismici, questi significativi frammenti di storia ed architettura che erano stati barbaramente aggrediti.

La seconda indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, nasce da un controllo in uno stand in occasione della fiera internazionale di antiquariato di Firenze. Tra i vari beni esposti vi era una scultura in marmo del XVIII Sec. raffigurante una testa di Giove, trafugata il 18.06.2013 dal complesso monumentale Villa Albani Torlonia di Roma. Le indagini, condotte,una volta  esaminati i singoli passaggi e la documentazione a corredo dell’opera, hanno consentito di risalire al ricettatore, personaggio già noto ai Carabinieri per fatti analoghi.

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La terza operazione si è sviluppata a partire dal 2011, a seguito d’indagini internazionali rivolte a contrastare il traffico illecito di beni numismatici di provenienza italiana, in particolare attraverso il monitoraggio delle aste. In questa occasione sono state individuate persone dedite alla commercializzazione di monete di natura archeologica, soprattutto verso gli U.S.A. e la Svizzera.  Confrontando i tabulati telefonici di una delle due sono stati accertati diversi collegamenti con pregiudicati siciliani gia noti  per reati simili. Lo sviluppo dell’attività investigativa, denominata “Principato”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e dal Ministero Pubblico di Lugano, ha permesso la perquisizione delle cassette di sicurezza intestate ad uno degli indagati, presso le sedi della UBS di Chiasso e Zurigo. Le operazioni consentivano di rinvenire 345 monete romane e magnogreche, 2 fibule in bronzo, 44 medaglie, 1 timbro in bronzo. Il valore dei reperti rimpatriati ammonta a circa cinquecentomila euro.

 

Berverly Pepper – Tra Todi ed il mondo- 8 dicembre 2018 / settembre 2019

Mariagrazia Fiorentino

La città di Todi celebra per un intero anno l’instancabile attività della grande scultrice americana “quale ambasciatrice dell’arte contemporanea nel mondo”, con mostre,eventi ed un parco di sue sculture.

IMG-20181129-WA0062-500x667Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, con l’artista Beverly Pepper nel corso della conferenza stampa nella sede della Stampa Estera

Un anno magico che darà alla città di Todi un gusto particolare, tiene a precisare Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria. Beverly, emozione, manualità ed interpretazione espressiva così l’artista diventa  padrona della materia di cui si serve a tal punto da poterla trattare come meglio gli aggrada, arrivando a raggiungere una sensazione d’inspiegabile libertà e d’immenso assoluto. Nelle opere di Beverly Pepper si avverte il vibrare e il pulsare sotto le dita che l’artista ha percepito nel realizzare il respiro e gli odori come se la materia prendesse vita.

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“Le celebrazioni della città a Beverly Pepper avranno infine il loro culmine il 14 settembre 2019 con l’inaugurazione del Parco di Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista nel mondo. Si tratta di un percorso naturalistico-urbano immerso nel verde, che collegherà il Tempio di Santa Maria della Consolazione con il centro storico, disegnato e progettato appositamente dall’artista e costellato da una serie di sue sculture donate alla città. Il progetto comprende la bonifica del parco e l’installazione definitiva delle sculture, per consentire l’interazione costante delle opere d’arte con il contesto paesaggistico.  Oltre alle venti sculture monumentali (realizzate in diversi materiali e in diversi periodi artistici) donate da Beverly Pepper alla città, non mancheranno le San Martino Altars e la riedizione delle Todi Columns. Le celebrazioni saranno accompagnate da due pubblicazioni: un catalogo che racconta la storia e la nuova installazione delle Todi Columns e un libro sul Parco di Beverly Pepper.”

Per saperne di più su tutti gli eventi in corso consultare il sito www.fondazioneprogettibeverlypepper.com

Daniel Buren per Palazzo De Angelis

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Lo stile eclettico/floreale/decò in architettura è quasi assente nella città di Roma malgrado le tante costruzioni messe in cantiere negli anni fine ottocento primi novecento, epoca in cui era di moda e  prosperava in tutte le altre città europee.  In realtà nel centro storico nelle vicinanze di Fontana di Trevi, Via Marco Minghetti, esiste una piccola isola con alcune costruzioni che si rifanno, sia pure molto velatamente, a questo stile: uno di questi è Palazzo De Angelis, dal nome dell’architetto che lo progettò per conto del Principe Maffeo Barberini Colonna Sciarra. Oggi questo palazzo è stato acquistato dall’impresa immobiliare Leggiero Real Estate S.p.A. con l’intento di destinarlo ad albergo di categoria 5* per il gruppo spagnolo Iberostar Hotels & Resort.

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Questi lavori di trasformazione prevedono anche un progetto di riqualificazione capace di richiamare artisticamente la zona e dare decoro ed abbellimento all’edificio. Progetto quanto mai necessario per la città considerando il grave stato di abbandono e degrado che in questi ultimi due anni ha pesato gravemente su Roma. Ben venga quindi qualcuno che, sia pure con fini commerciali, pensa a rendere più bella e vivibile la città. A compiere  questa operazione è stato chiamato l’artista francese Daniel Buren famoso per i “Lavori in situ” capaci di stabilire un dialogo fra l’opera progettata ed il luogo destinato ad accoglierla. E’ lo stesso artista che ci presenta quanto previsto in questa occasione: “Strisce alternate colorate, denominate strumento visivo, che permettono di rilevare i particolari del luogo in cui sono destinate impiegate in seno a dispositivi specifici e a volte complessi, tra pittura, scultura e architettura”. Nella tarda primavera 2019 l’intera opera sarà terminata e per quella data prevedere una visita a Roma e quanto mai opportuna non fosse altro per assistere di persona ad un interessante dialogo fra le tante opere d’arte antica  e moderna con questa contemporanea unica e nuova per  il suo genere nella città eterna.

Sidival Fila: le cuciture dell’autenticità.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

A ben vedere le opere di Sidival Fila sono un concentrato in tutte le loro sfaccettature dell’arte contemporanea. In questa ottica osservando le tele esposte alla Gallerja di Via della Lupa a Roma, appare evidente che é stata superata brillantemente la barriera imposta dall’uso dei materiali: ai pennelli sono subentrati ago e filo e la stessa immagine ha ceduto al colore parte del predominio assoluto che ha avuto fin dal nascere delle arti visive ponendo in risalto, come scrive il critico d’arte Bruno Corà: “linearismi fluidi di colore riferibili alla ”pittura d’azione” di Pollock.

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Delle sue opere, comunque, è lo stesso artista a fornire un giudizio quanto mai chiarificatrice: Il primo quadro è uguale all’ultimo, e questo richiede all’osservatore attento un supplemento di fantasioso intelletto per scoprire in queste valori e significati che le rendono uniche e singolari, come vuole il titolo di questa esposizioni “cuciture dell’autenticità”. Una visita a questa rassegna ha in se, senza dubbio, stimoli a attrattive senza pari e sempre nuove.

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Roma – La Gallerja, Via della Lupa, 24 (Fontanella Borghese), fino al 19 gennaio 2019 dal martedi al sabato dalle ore 11,00 alle 13,30 e dalle 15,00 alle 19,30. Info tel. 06.68801662 – sito web: www.gallerja.it – e.mail: info@gallerja.it

IL Mosaico Parla Francese

Testo e foto di Giorgia Lattanzi

Nel cuore di Parigi l’Association 59 Rivoli presenta la seconda edizione del festival del Mosaico Contemporaneo, inaugurata il 1°novebre e terminata l’11 novembre del 2018. Manifestazione diretta dall’artista mosaicista italiano Luigi Laferla, che vede esposte le opere di sei mosaicisti : ANNECECILE  LOPEZ- TOYO HARU KII – LUCA NARDINI – ENZO TINARELLI – GIULIANO BABINI – MOREJE.

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Provengono da formazioni differenti: da Ravenna, a Spilimbergo, passando per il Giappone;  restituendo un confronto per il mosaico d’oggi. Regalando ai fortunati visitatori punti di vista fra loro lontani eppure comunicanti grazie al linguaggio internazionale che il mosaico finalmente inizia a parlare. Lo scrittore Carlo Levi affermava che “le parole sono Pietre” e in questa mostra sono state raccontate delle storie fatte di tessere di mosaico, tagliate a mano una ad una e poi ancora scaldate dalle mani dello stesso artista che ne sceglie le fattezze e le accosta una dopo l’altra sino a ricomporre quell’immagine che rispecchia il suo stato d’animo. Una superficie nuova dal sapore così antico.

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Si antico perchè il mosaico accompagna con discreto silenzio l’umanità fin dai tempi della scrittura, non a caso le prime forme di questa arte nascono nelle corti dei Re Sumeri, e da lì in poi ha penetrato in tutte le civiltà lasciandosi plasmare dai gusti degli uomini.

Inizio a descrivere le opere esposte partendo dall’unica donna, la Lopez i cui mosaici sono delle ricostruzioni di paesaggi naturali, dove la superficie musiva sembra fotografare dei deserti o delle valli rocciose o delle distese lunari e le singole tessere corrono tra le insenature dei piani che sembrano sprofondare in fossati e poi risalire e brillare alla luce del sole. Qui gli accostamenti dei materiali,  le pietre o le paste di vetro sono taglienti e si lasciano contemplare come un vero paesaggio osservato da un altezza lontana.

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Enzo Tinarelli cambia registro, le sue opere sono morbidi accostamenti di piani cromatici. Piatti ed omogenei e coloratissimi. Ricordano un pò le giocose vesti di un arlecchino poggiate su cornici di pietra.

Luca Nardini, giovane artista friulano mescola sapientemente l’arte del mosaico con quella della ceramica, creando opere molto originali e di inedita bellezza. Ispirato dai paesaggi naturali di una regione ancora per certi aspetti incontaminata, realizza elaborati che ricordano laghi incantati. I singoli frammenti in ceramica dalle colorazioni splendenti, sono utilizzati come tessere di mosaico, poggiati su fondi di malte color terra. C’ è anche un ritratto di una donna che somiglia ad una fata, che indossa un berretto pieno di gemme preziose e di piume.

L’artista giapponese Toyuharu Kii utilizza il bianco, e gioca sulle forme irregolari e morbide, contorni che spariscono nelle pareti e lasciano intravedere le ombre delle superfici musive che creano delicatissimi disegni. Delicate forme che lo spettatore può modellare a piacimento nel suo sguardo che corre tra le file di pietre che a tratti diventano frammenti di oro scintillante. Un grande mosaicista presente alla mostra, Verdiano Marzi, scorge la siluette di una donna.

Il mosaico è tante cose, è gioco e simulazione di altro ed altro ancora. Lo si può ammirare nelle cornici musive che racchiudono simulando dei muri i cieli dipinti.

C’è spazio anche per un istallazione che vede sprofondare un libro, simbolo di un umanesimo in via d’estinzione,  immerso nel cemento. Insieme al libro però galleggiano anche le tessere di vetro che sono le singole persone. Moltitudini che con il proprio colore tolgono il grigiore al cemento.

A patto che ci si voglia mettere in discussione e continuare a giocare !

Questo rito sociale non è fatto solo di “clic” o di società liquida, non ci si può nasconde dentro una realtà digitale e dimenticare lo scambio reale e la ricchezza del confronto diretto.

Ringrazio il mio amico Laferla per aver organizzato questa mostra dove il mosaico conquista uno spazio e chiama a sé l’attenzione di una critica che fatica un po’ a rimuovere la polvere sopra ad un arte si di origini antiche ma  carica di espressioni contemporanee.

 

Julien Friedler – Behind the World – In mostra al Vittoriano fino al 2 dicembre.

Testo e foto di Donatello Urbani

Un’installazione “La Foret des Ames” intorno alla quale ruotano 20 opere, tutte di grandi dimensioni, ci presentano il mondo di questo artista belga, Julien Friedler, giunto alla pittura dalla psicanalisi e da un’intensa attività letteraria. Una descrizione precisa dei valori e significati presenti in queste opere si trova nella dichiarazione che ha rilasciato la curatrice Dominique Stella: “Dipinti e installazione sono i portavoce di un immaginario ricolmo e costituiscono i segni visibili di una verità che l’artista sviluppa attraverso tematiche dal taglio del tutto personale. Julien Friedler si fa portatore  di una visione umanista, delineata tramite le opere ma anche con un’attività di condivisione che porta avanti attraverso l’associazione Spirt of  Boz che esprime l’urgenza di riconciliare azione e contemplazione nell’intento di promuovere un pensiero umanista e catartico. L’arte è per l’artista azione inclusiva di tutte le forme espressive, derivanti dalla propria o altrui esperienza e comporta sfaccettature contrapposte, le une d’ispirazione collettiva, le altre di meditazione individuale”.

20181108_115820                                                                                       Crocifissione – 2016. Acrilico su tela

Oltre le parole tutte le opere esposte devono essere viste di persona, ciascuna ha una propria lettura e solo questa riesce a stabilire un contatto con il vero spirito che ha portato l’artista a realizzarle. Infatti all’interno dell’ultima sala si chiede ai visitatori di rispondere per scritto, su un quaderno, ad alcune domande che una volta unite a quelle raccolte finora in tutto il mondo, costituiscono la materia di cui sono composte le nove colonne-contenitori dell’opera la Foret des Ames.

20181108_120223                                                                                       Il clown androgeno – Acrilico su tela

Un esauriente catalogo accompagna la rassegna edito da La Route de la Soie, curato dal Vittoriano.

Roma – Complesso del Vittoriano – Ala Brasini Via San Pietro in Carcere (Lato Fori Imperiali) fino al 2 dicembre 2018 con ingressi libero

Novembre In Arte – Nuovo evento alla Fiera di Roma dedicato all’arte moderna e contemporanea, all’artigianato, antiquariato e modernariato di qualità.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Numero zero per questo evento che nei padiglioni della Fiera di Roma fino al 2 dicembre 2019 si propone di presentare alla città di Roma una finestra importante sull’arte moderna e contemporanea con il prezioso coinvolgimento di importanti galleristi  italiani ed internazionali oltre un’interessante esposizione di oggetti di antiquariato e modernariato di valore anche culturale. Alta qualità e professionalità sono le note caratterizzanti questo nuovo evento che propone ai visitatori, attraverso gli oggetti esposti, pezzi di storia, tradizione e cultura nostrana sia pure in un mercato al quale si stanno avvicinando anche clienti giovani che amano l’arte e l’unicità.

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“Un appuntamento – commenta l’Amministratore unico e Direttore generale di Fiera Roma Pietro Piccinetti – del tutto nuovo per Roma e il suo territorio, che invece trova in questa città, simbolo per antonomasia di arte e bellezza, una cornice ideale. L’intera manifestazione si rivolge a un pubblico completo e variegato come collezionisti, professionisti del settore, investitori, buyers, addetti ai lavori, appassionati e un insieme di visitatori più orizzontale e curioso”. Il percorso espositivo di Novembre in Arte occupa ben due padiglioni nei quali  su uno sono raccolte  le collezioni d’arte moderna e contemporanea mentre nell’altro, che prende il nome di “Oltrel’Arte – L’Eredità del Futuro”, sono esposti oggetti di antiquariato e modernariato con una particolare attenzione al collezionismo e al vintage.

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Capri Otti: “25 novembre-Giornata internazionale contro la violenza sulle dinne”  –                            Mario Ceroli: “Les amis”

Sono circa 80 le gallerie del settore nazionale ed internazionale che nei loro stand espongono oltre 1000 incredibili e affascinanti opere di prestigiosi artisti come Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Mimmo Rotella, Mario Sironi, Vincenzo Balsamo, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Piero Dorazio, Enrico Castellani e di molti altri che hanno segnato la storia dell’arte moderna e contemporanea. Questo poi è affiancato da un ricco programma di attività culturali rappresentative del territorio e delle migliori esperienze nel campo delle arti visive, con una particolare cura sugli aspetti formativi e spazi dedicati alle Accademie, alle Fondazioni e alle altre forme del collettivo culturale Romano e Regionale. Tengono a precisare gli organizzatori: “ Ci siamo rivolti ad operatori, gallerie, editoria di settore  con l’intento di richiamare l’attenzione su progetti curatoriali e di talent scouting volti all’approfondimento e alla sperimentazione, e proporre in questa occasione un appuntamento unico per pubblico e operatori”.

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Fra gli eventi collaterali più significativi di Novembre in Arte, meritano una segnalazione:

-La rassegna “Mario Sironi. I piccoli studi e la grande decorazione” promossa da Edizioni Cinquantasei Bologna in collaborazione con Oltrel’Arte, composta da più di 80 opere, di cui la maggior parte inedita, che vanno dal 1915 agli anni Trenta ed é visitabile durante tutto il periodo di Novembre in Arte. L’esposizione ha per indiscusso protagonista il grande pittore italiano Mario Sironi (1885 – 1961) e il suo linguaggio, fatto di forme solide e cupe, intense ed evocative, le quali hanno dato vita a un’arte sintetica ma al contempo monumentale. La mostra s’incentra principalmente su opere di piccole dimensioni, molte personali (studi di pubblicità, di copertine e di grandi quadri; scorci di paesaggio e ritratti di proporzioni ridotte), conservate dalla famiglia e successivamente catalogate. Tutte, incluse alcune opere di grandi dimensioni, oltre alcuni studi  preparatori ai mosaici e agli affreschi della grande decorazione, in cui Mario Sironi eccelleva, interessano il periodo dell’ante seconda guerra mondiale in cui, come scrive Maurizio Cecchetti, uno dei nostri più quotati critici d’arte, “la nostra arte fu un vertice assoluto in Europa sia per ampiezza di talenti sia per risultati raggiunti”. Oggi la critica d’arte riconosce in Mario Sironi, una volta superata una ingiusta “damnatio memoriae” per i suoi legami con il regime fascista, mai sconfessati dall’artista, una figura fra le più interessanti e originali della pittura italiana ed europea del Novecento attribuendogli una posizione preminente in questo olimpo insieme a Boccioni, Balla, De Chirico e pochi altri. Accompagna questa rassegna un’interessante pubblicazione per le Edizioni Cinquantasei a cura di Fabio Benzi e Andrea e Andrea Sironi-Strausswald,  pag.190 costo €.25,00.

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Mario Sironi: “Il porto” 1921. Inchiostro su carta di quaderno                    –                Grigorij Rytchov: “Sii forte” 1926. Lotografia

– La mostra “Oltre il muro. Tempere originali del cinema dell’ex Unione Sovietica”  allestita in apposito stand nell’ambito di Oltrel’Arte  anch’essa visitabile fino al 2 dicembre, in cui sono messe in risalto opere che hanno interessato l’arte cinematografica sovietica attraverso l’esposizione di 10 manifesti politico-propagandistici. E’ stata questa una delle forme espressive più importanti dell’arte del regime comunista. Le opere, di forte impatto visivo, sono provenienti dalla vasta collezione della Galleria d’Arte Cinquantasei (Bologna), per la maggior parte tempere su carta e cartoncino. Sempre per gli appassionati di cinema saranno inoltre trasmessi a rotazione 5 film in lingua originale sottotitolati in italiano.

– Il workshop della restauratrice Sara Penco in un affascinante focus dedicato al restauro. Il 1 dicembre nello stand n. B21 del padiglione n.5, dalle 17.00 alle 20.00, si svolgerà il workshop “Testimonianza sul restauro di opere d’arte a cura di Sara Penco” nel quale si racconterà e verranno mostrati dal vivo le tecniche di come avviene un restauro in tutte le sue fasi e quali sono le complessità dell’opera. Il 29 novembre dalle ore 18.00 alle 20.00, la stessa Sara Penco terrà una dimostrazione di restauro adatta ai bambini con il workshop “Il Restauro spiegato a mio figlio” che vedrà un intervento dal vivo su un dipinto antico e il coinvolgimento dei più piccoli in alcune prove di pulitura. Per partecipare ai workshop è obbligatoria la prenotazione a info@sistemapenco.com.  Il focus sul restauro sarà dimostrato anche attraverso opere quali la “Pietà”, dipinto michelangiolesco datato 1573 e ripreso dalla “Pietà di Ragusa” di Michelangelo e “Il martirio di San Lorenzo”, opera riconducibile a Danil Seiter di Vienna che lavorò a Torino durante il periodo barocco. Inoltre, i visitatori potranno usufruire di una consulenza e di un preventivo gratuito, previa prenotazione presso lo stand della restauratrice, sullo stato di conservazione delle opere d’arte in loro possesso. Sono necessarie le immagini (fronte e retro) professionali (o comunque di buona qualità da mostrare anche su tablet) del dipinto da sottoporre ad esame. Durante l’esame verrà esaminato lo stato di conservazione dell’opera ed i precedenti interventi di restauro con le indicazioni sulla tipologia di intervento da eseguire. Consigliata la prenotazione per e.mail: info@sistemapenco.com

Fiera di Roma, Via Portuense 1645/1647, Roma fino  al 2 dicembre 2018 con orarti dal 26 al 29 novembre dalle 15.00 alle 20.00 dal 30 novembre al 2 dicembre dalle 10.00 alle 20.00. Biglietto d’ingresso  dal 26 al 29 ingresso gratuito dal 30 novembre al 2 dicembre 5 euro

 

Dalla Terraferma alla Terra Promessa. Aliya Bet dall’Italia a Israele, 1945/1948.

Mariagrazia Fiorentino

Nel cuore del quartiere ebraico di Roma presso la Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia, 28, alla presenza del Ministro Plenipotenziario, Vice Ambasciatore di Israele in Italia, Ofra Farhi, del Ministro degli Esteri Italiano, Moavero  e del Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Mario Venezia, è stata inaugurata questa rassegna, curata da Fiammetta Martegani e  Rachel Bonfil con l’allestimento dello studio Nicosia. “Per questi reduci, ricordare è un dovere, essi non vogliono dimenticare e soprattutto non vogliono che il mondo dimentichi, perché hanno capito che la loro esperienza non è stata priva di senso e che i lager non sono stati un incidente, un imprevisto della storia. “Primo Levi Se questo è un uomo 1976” -. La mostra racconta attraverso circa 70 fotografie la storia dei profughi sopravvissuti alla shoah e il loro viaggio, che passa per l’Italia, per raggiungere la terra promessa, ovvero il nascente stato d’Israele.

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Nella mostra é raccontato il ruolo dell’Italia che risultò essere la principale terra di partenza europea per le navi dei migranti verso la Terra d’Israele; questo avvenne anche grazie al beneplacito e al sostegno diretto e indiretto di figure di rilievo, a vari livelli, delle gerarchie istituzionali italiane. “In coda al treno viaggiava con noi verso l’Italia un vagone nuovo, stipato di giovani ebrei, ragazzi e ragazze, provenienti da tutti i paesi dell’Europa Orientale…….Una nave li attendeva a Bari…..ci sentivamo immensamente liberi e forti, padroni del mondo e del loro destino:” – Primo Levi La tregua, 1963 –

La mostra dopo Roma andrà in diverse città italiane. Catalogo Gangemi Editore International . pag.159.

Roma – Casina dei Vallati, fino al 13 gennaio 2019 con ingresso gratuito. Dalla domenica al lunedì ore 10.00 – 17.00; venerdì ore 10.00 – 13.00; chiuso sabato e festività ebraiche.

Ennio Calabria: Verso il tempo dell’essere – In mostra a Palazzo Cipolla – Fondazione Roma – opere dal 1958 al 2018-

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

L’uomo è il tema dominante, salvo rare eccezioni, delle circa ottanta opere in mostra nel bellissimo spazio espositivo di Palazzo Cipolla in Via del Corso a Roma, sede della Fondazione Roma, realizzate in sessant’anni ,1958 al 2018, da Ennio Calabria . In tutte, infatti, si percepisce, oltre la costante ricerca della forma, l’intenzione dell’artista di rappresentare la figura umana, dalla solitudine individuale rispetto al tempo e alla società fino ad arrivare, come ha affermato il curatore Gabriele Simongini: “a una lucidissima speculazione filosofica e antropologica”.

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L’Uomo e la Croce – 2016 – Acrilico, Tecnica mista su tela                        Una vittoria del Vietnam in Occidente- 1973. Olio su tela

In una carrellata lunga sessant’anni si ritrovano, tradotte per immagini su tela oppure su carta per i pastelli e manifesti, le vicende storiche e sociali che furono parte integrante della vita dei giovani ventenni nel 1958: dal desiderio di ricerca di un lavoro giusto ed onesto espresso nelle Feste del Primo Maggio, ai primi approcci alla vita politica nelle manifestazioni contro la guerra in Vietnam fino all’incontro con “L’uomo e la Croce” del 2016 dove Cristo, solo e senza la presenza della Madre, o della Maddalena e S.Giovanni, come vuole l’iconografia ufficiale,  si contrae negli spasmi della sofferenza sia per il dolore fisico che psicologico per una morte immeritata. “Dare valore alla dimensione sovrastrutturale” è la versione espressa con le parole che lo stesso artista ci offre per immagini nelle sue opere. Sempre Simongini afferma in proposito: “In pratica Calabria con sorprendenti ed altissimi scatti inventivi, in quest’ultimo periodo, ha dipinto e sta dipingendo quadri che riescono a dare immagine al processo di mutamento della nostra società e dell’uomo di oggi, indicando quasi profeticamente le sue possibili metamorfosi future”. Questa importante rassegna, promossa dalla Fondazione Internazionale Terzo Pilastro e realizzata da Poema in collaborazione con l’Archivio Calabria, si avvale di una esposizione in senso cronologico molto particolare: parte dalle opere più recenti per arrivare a quelle realizzate per prime. Questo percorso artistico a ritroso facilita enormemente il visitatore nella comprensione delle opere stesse ed un meritato plauso va rivolto al curatore Gabriele Simongini per l’intuizione offerta.

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L’intervento del curatore Gabriele Simongini                                              Giovannu Paolo II^. Il vero nel falso. 2005. Acrilico su tela

Un valido apporto alla comprensione delle opere è offerto dal catalogo pubblicato da Silvana Editoriale con apporti, oltre quello del curatore Gabriele Simongini, del Prof. Emmanuele F.M. Emanuele,  di Claudio Crescentini, Paola Di Gianmaria, Ida Mitrano e un’intervista all’artista realizzata da Marco Bussagli insieme alla riproduzione, molte in tavole a colori, di tutte le opere esposte e una selezione di scritti commentati da Tiziana Caroselli – pag.255 costo €.28,00 in mostra €.24,00. Un evento culturale questo che va oltre la solita mostra d’arte e che, come si usa dire in tante occasioni per sottolinearne l’eccezionalità, “vale la pena di un viaggio a Roma”.

Roma – Palazzo Cipolla – Via del Corso, 320, fino al 27 gennaio 2019 tutti giorni, escluso il lunedi, dalle ore 10,00 alle 20,00. Costo del biglietto d’ingresso intero €.7,00 ridotto €.5,00

Roma Fumettara – Celebra con una mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma il 25^ compleanno della Scuola Romana del Fumetto.

Donatello Urbani

I fumettari della Scuola Romana del Fumetto, avevano già richiamata su di loro l’attenzione dei francesi con una mostra a Parigi e proprio grazie a questa attenzione è nata la mostra romana. Partecipano con le loro opere più significative circa 70 autori ispirate, meglio ancora dettate o suggerite, dalla città di Roma.

STEFANO SIMEONEGABRIELE DELL'OTTO BATMAN CASTEL S ANGELO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Significativa in proposito è la locandina dell’evento, opera di Massimo Rotundo, dove un Super Eroe sta per lanciarsi  sulla città dall’alto del Colosseo nel tentativo, speriamo non velleitario, di risolvere le numerose difficoltà in cui versa la città. Su questa falsa riga si muovono tutti gli artisti presenti in mostra, alcuni, i più ottimisti, esaltano le bellezze di Roma, altri, i più pessimisti, mettono in primo piano le tante criticità, peccato che in questi ultimi due anni siano in numero superiore alle bellezze, ricorrendo anche al sarcasmo, altri, infine, assumono un atteggiamento imparziale all’invito della locandina ricorrendo alla storia con illustrazione di alcuni eventi significativi , come Romolo e Remo allevati dalla Lupa oppure al mito di Capitan Totti.  Dietro tutte queste opere c’è una prestigiosa realtà: la Scuola Romana del Fumetto, dove tutti gli artisti si sono formati ed hanno appreso l’arte di parlare per immagini.

STEFANO SIMEONE - TUTTIGIUSEPPE DI MAIO - VACANZE ROMANE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le parole di Massimo Rotundo, socio fondatore, inquadrano bene questo fenomeno nella sua complessa realtà : “Così se Milano, dalla seconda metà del 900, si è affermata come la capitale economica del fumetto, Roma è senza dubbio la capitale del fumetto d’autore”.  In questa rassegna la Scuola Romana è l’indiscussa protagonista e in questa occasione celebra i suoi primi 25 anni di gloriosa attività  ponendo all’attenzione dei visitatori una caratteristica importante dei romani:  lo spirito “rugantineggiante” che in tutte le epoca ha caratterizzato la meravigliosa popolazione di questa città.- Prezioso per una visita esauriente il catalogo a cura di Alessandro Ruggeri con la collaborazione di Stefano Santarelli e Massimo Vincenti ricco d illustrazioni pag. 100  €.14,50.

Roma – Palazzo delle Esposizioni – Via Milano, n.11 (traversa di Via Nazionale) fino al 6 gennaio 2019 con ingresso gratuito. Informazioni al n. tel. 06.3996.7500 – www.palazzoesposizioni.it