“Sposarsi in Italia” – Nel nuovo rapporto presentato dal Convention Bureau Italia e Italy for Weddings
Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
Ciascun territorio porta con se le proprie differenze ed ognuno dispone di un suo potenziale……
La ricerca commissionata al Centro Studi Turistici di Firenze dal Convention Bureau Italia e Italy for Weddings, presentata a Roma, presso il The St. Regis Hotel da Carlotta Ferrari e da Tobia Salvadori, rispettivamente direttore e presidente di questo Convention, ha evidenziato innanzitutto una crescita record dell’indotto. “Il 2025 segna un traguardo storico per il settore, che ha superato la soglia di 1,1 miliardi di euro di fatturato, registrando un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente. Le coppie straniere che scelgono l’Italia come destinazione d’elezione per sposarsi sono salite a circa 16.700 eventi (+9,8%), generando oltre 3 milioni di pernottamenti. Numeri che certificano il ruolo di Italy for Weddings non solo come osservatore, ma come acceleratore di un driver turistico fondamentale, capace di attivare una filiera complessa che va dall’accoglienza di lusso ai servizi professionali specializzati”.

Punti salienti del rapporto – da comunicato stampa – :
- “La domanda estera si conferma estremamente solida. Gli Stati Uniti consolidano la loro posizione di leader assoluto, rappresentando da soli il 31,7% delle richieste totali, seguiti da Regno Unito e Germania. Sebbene il mercato americano rimanga trainante, è fisiologico attendersi una stabilizzazione. Per questo, l’ente sta guidando gli operatori verso i mercati a lungo raggio alternativi: segnali estremamente positivi arrivano infatti da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina, nazioni su cui Italy for Weddings sta concentrando le azioni promozionali per intercettare un nuovo dinamismo verso il Bel Paese;
- La Toscana rimane la regione più ambita, seguita nell’ordine da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le aree specifiche, il podio spetta al Lago di Como, alla Costiera Amalfitana e al Chianti. A differenza del turismo di massa, il destination wedding valorizza le destinazioni secondarie e il sistema diffuso di alta gamma: borghi medievali, ville in campagna e vigneti vengono preferiti ai centri urbani affollati, portando ricchezza sui territori in modo capillare. Interessante notare anche i frutti del lavoro sulla destagionalizzazione: sebbene i mesi estivi restino dominanti, crescono le celebrazioni nei periodi alternativi. In particolare, l’ultimo trimestre dell’anno ha registrato un sensibile aumento della quota di eventi, dimostrando che l’Italia è attrattiva tutto l’anno;
- Metà delle coppie ricorre al Wedding Planner. L’eccellenza del servizio è garantita da una filiera sempre più qualificata. Quasi la metà delle coppie straniere (46,8%) decide di affidarsi a un Wedding Planner professionista per gestire la complessità organizzativa. Per quanto riguarda la tipologia di rito, la celebrazione simbolica resta la formula più amata (65,4%), seguita dai riti civili e religiosi, permettendo una maggiore libertà creativa nella scelta di location uniche. La spesa media per evento ha raggiunto i 67.000 euro (+8,9%), confermando il posizionamento high-spending del settore;
- Il rapporto analizza anche il “Domestic Destination Wedding”, ovvero i matrimoni degli italiani celebrati fuori dalla propria regione di residenza. Questo segmento ha generato un fatturato di 369 milioni di euro (+6,5%), coinvolgendo circa 800.000 persone per un totale di 8.500 eventi. Con un budget medio di 43.400 euro, anche gli italiani riscoprono i borghi e le eccellenze dei territori limitrofi”.
Non sono mancati riferimenti anche a specifiche caratteristiche quali l’avvento dell’intelligenza artificiale già comunemente usata come strumento operativo: il 66% delle DMO la usa per la creazione di contenuti e il 51% per l’analisi dei dati oltre un approfondito esame sulle attuali sfide finanziarie presenti nel contesto economico nazionale. Dagli interventi del Ministro del Turismo Daniela Santanchè, e dall’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, sono state poste in evidenza alcune future iniziative quali una diversificazione delle residenze comunale utilizzate nelle cerimonie civili ed una sempre maggior ruolo delle istituzioni culturali in questo settore.
