Made in China – Documentario realizzato nella Cina dell’AI dalla Fondazione Innovation Bridge per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni.
Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
Se avessi avuta l’opportunità di dare un titolo al documentario “Made in China”, sarebbe stato “Il Milione 2026” sulla falsariga di quello scritto con lo stesso titolo da Rustichello da Pisa (1296/1298). Il titolo originale dato da Rustichello all’opera fu “Le Devisement dou Monde” ed è un resoconto dei viaggi in Asia di Marco Polo intrapresi tra il 1271 e il 1295 insieme al padre Nicolò e allo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori veneziani, nella Cina – il Regno di mezzo – di Kublai Kan, al quale prestarono servizio per quasi 17 anni.
Il documentario “Made in China”, promosso da Innovation Bridge, Fondazione frusinate guidata da Giancarlo De Leonardo, per l’occasione nelle vesti di Marco Polo, nell’intento di promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni, è stato realizzato dal regista Fabio Masi, novello Rustuchello, e racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese.
Da comunicato stampa: “….Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione.
In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.
Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.
“La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale”, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge”.
A questa si è aggiunta l’osservazione del regista Fabio Masi: “Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”.
Una stretta relazione intercorre tra il documentario e l’opera letteraria: entrambi sono pervasi da una profonda ammirazione per un mondo di li a qualche anno sarebbe entrato nella vita quotidiana della popolazione anticipandone usi, costumi e cultura.
*Fonte: Aon, Human Capital Trends Study 2026
**Fonte: Politecnico di Milano, Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI

