Italian Tourism Awards 2026 – The night of excellence – Teatro dell’Opera di Roma 2 dicembre 2026.

Testo e Foto Donatello Urbani

Giovedì 9 luglio 2026 a Roma, all’Hotel Quirinale, sono stati presentati gli Italian Tourism Awards: il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle eccellenze del comparto turistico: “dall’ospitalità alla ristorazione, fino all’innovazione digitale, il tour operating e alla promozione delle destinazioni che valorizzano il Sistema Paese”, come riportato nel comunicato stampa. Particolare attenzione è stata riservata alle nuove categorie inserite nella premiazione, ai riconoscimenti speciali e alla presentazione della Giuria e del Comitato Tecnico, tra cui erano presenti importanti personalità di settore, alcune delle quali presenti in sala.

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Da comunicato stampa: “La settima edizione degli Italian Tourism Awards si terrà il prossimo 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di Mhr, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e network territoriale, avrà la conduzione di Gabriella Carlucci nella serata definita “The night of excellence”. La presidenza di giuria è affidata a Palmiro Noschese che guiderà un gruppo di giurati di eccellenza tra cui Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef Carlo Cracco, la vice presidente della Andrea Boccelli Foundation, Veronica Berti Boccelli.

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Il mondo dell’hotellerie, dell’impresa e dei media è rappresentato da Aldo Melpignano, managing director Borgo Egnazia, da Giuseppe De Martino, general manager The St. Regis e Westin Excelsior Rome, da Carmela Colaiacovo a.d. di Tourist Spa che gestisce il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio, da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School.

Insieme a loro ci saranno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, l’ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS Media Group. Il premio vanta prestigiosi patrocini tra cui quello dell’Enit, del Comune di Roma e della Regione Lazio oltre a numerosi sponsor, partner e partner tecnici.

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Deborah Garlando ha auspicato molte candidature al premio, che prevede 13 categorie oltre a 3 premi speciali. “La mia passione per il turismo – ha rimarcato la manager – è evidente anche per il grande impegno profuso in questa organizzazione. Questo premio è nato con l’intento di dare voce a un palcoscenico d’eccellenza a chi, ogni giorno, costruisce il valore del nostro sistema paese. Mi auguro che la serata finale non sia solo una celebrazione, ma una vera e propria mappa del turismo del futuro”. Per Palmiro Noschese, l’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere. “Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci ha sottolineato che gli Italian Tourism Awards premiano chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro paese: accoglienza, bellezza, autenticità ed eccellenza”.

Un appello a non mancare la notte della premiazione: 2 dicembre 2026 – Teatro dell’Opera di Roma ha concluso l’incontro.

 

Roma -1 e 2 luglio 2026 – L’ EcoForum promosso da Legambiente premia i Comuni campioni nel riciclaggio nel corso di un interessante confronto con i principali attori coinvolti oltre il PNRR sull’economia circolare.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La raccolta differenziata non va in vacanza.

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L’economia circolare rappresenta, al momento attuale, una delle leve strategiche della politica governativa nell’intento di ridurre la dipendenza dalle materie prime, affrontare la transizione ecologica e rafforzare l’autonomia del Paese. Questi sono stati i temi nei quali si è incentrata la discussione nelle tavole rotonde della prima giornata di questa XIII edizione di EcoForum, manifestazione promossa da Legambiente, mentre la seconda giornata è stata riservata esclusivamente alla premiazione di una folta rappresentanza dei 675 comuni che hanno raggiunto l’ambita meta del 65% di riciclo dei rifiuti urbani su 7894 comuni presenti nel territorio nazionale.

20260702_134256 Percentuale, come ha ricordato nel suo intervento il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, è ancora lontana per molte, troppe, amministrazioni comunali, in particolare nei grandi comuni. Il Veneto si classifica al primo posto nella classifica con 165 comuni (rifiuti free). Anche la Campania occupa una posizione di prestigio con 73 comuni ricicloni.

20260702_131530In relazione a questa tendenza ci sono alcune iniziative di grande interesse messe in opera da pubbliche amministrazioni in collaborazioni con istituzioni private che testimoniano la notevole importanza che riveste il riciclo dei rifiuti nella vita quotidiana della cittadinanaza. In questa edizione è stato premiato con una menzione speciale BEE il cane puliziotto, un labrador retriever addestrato nella raccolta della plastica dispersa nel territorio del Comune di Castelbuono (Palermo). I cani non sono nè uno “status simbol” nè un oggetto da esibire ma esseri viventi dotati di motivazioni e necessità che vanno rispettate e valorizzate. Le coppie composte da un conduttore umano e dal suo fedelissimo cane vengono impiegate in varie attività sia in ambito urbano che in ambienti naturali, come boschi che ne sono l’esempio concreto. Un progetto pilota che può essere replicato anche in altri comuni.

La prossima edizione di Ecomondo si svolgerà a Rimini – Expo Centre –  dal 3 al 6 novembre 2026. Per saperne di più consultare il sito web eco-forum.it

 

 

“Roma in moneta. Arte e potere nella storia della città eterna” – Fino al 27 settembre 2026 in mostra nei musei cittadini: VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia – Parco archeologico del Colosseo – Museo Nazionale Romano.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio stampa Esseci e Donatello Urbani

Reperti antichi, testimonianze di civiltà lontane incontrano una pittura frutto di un lavoro di vita dedicato allo studio di una forma, del colore, della luce e del movimento. Un confronto che invita il visitatore ad una riflessione profonda sul valore del passato e sulla continuità del pensiero artistico del presente. Comprendere un reperto significa conoscerne la storia, le circostanze del ritrovamento e il suo utilizzo come mezzo di scambio; allo stesso modo scoprire un’opera d’arte significa entrare nelle motivazioni per cui è stata generata, nel percorso intellettuale e umano dell’artista.

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Questa rassegna come ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli:…”è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale”.

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Da comunicato stampa: “Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE.

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Lastra di coronamento raffigurante Vittoria in volo con palma e trofeo, argilla rosata con rari inclusi di pozzolana, terzo venticinquennio del I secolo a.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. Un biglietto integrato, valido per tutta la durata della mostra, consentirà al pubblico di accedere ai tre siti e di attraversare in modo organico oltre due millenni di storia della città.

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Medaglione commemorativo del restauro della Curia Iulia a tre anni dalla proclamazione dell’impero, fusione / bronzo, 1939, Roma, collezione Amico Caporale Aurelio Mistruzzi

“Con Roma in moneta intendiamo sperimentare un nuovo modello di accesso al patrimonio. Il biglietto integrato tra tre musei dello Stato è concepito come uno strumento di valorizzazione: consente di attraversare tre collezioni e tre fasi della storia di Roma come parti di un’esperienza culturale coordinata. È una formula che potrà aprire la strada a ulteriori progetti condivisi tra gli istituti statali, rafforzando il ruolo del Dipartimento come spazio di coordinamento, progettazione e innovazione al servizio dei pubblici”, afferma Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.

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100 lire d’oro del 1923, per commemorare il primo anniversario della Marcia su Roma. Dritto/ VITTORIO EMANVELE III RE D’ITALIA. Testa nuda del re a sinistra; sotto il collo, il nome dell’autore A(ttilio) MOTTI, OTTOBRE 1923, Roma    Banca d’Italia – Palazzo Koch

“Questo complesso e articolato progetto espositivo prende avvio dal Medagliere custodito a Palazzo Massimo e dalla sede delle Terme di Diocleziano dove viene approfondito il periodo compreso tra la costruzione dell’identità repubblicana e l’autorappresentazione imperiale; attraverso il dialogo tra monete e testimonianze archeologiche, viene restituito oltre un millennio della storia di Roma”, dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.

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Tremisse di Giustiniano, moneta, 537-542 d.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – Medagliere

“Il Tempio di Romolo al Foro Romano ospita una parte molto particolare della mostra, indagando l’eredità medievale della monetazione romana che dal solidus, denarius e aes si evolve nelle più disparate forme, pur mantenendo a lungo, almeno per tutto l’Alto Medioevo, l’originaria denominazione imperiale. Un fenomeno di lunga durata lessicale che ha proprio qui le sue origini, se si pensa che la zecca di Roma si trovava a pochi passi dal tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio”, afferma Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.

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Untitled, 2000. Resina poliestere, cera, pigmenti e tuta. Vista dell’installazione: Non aver paura dell’amore alla Monnaie de Paris, dal 21 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017. Foto, Zeno Zotti. Per gentile concessione, Archivio di Maurizio Cattelan

“Untitled di Maurizio Cattelan è la spettacolare conclusione della mostra nella sezione del Vittoriano. Ovviamente non è tutto qui, anzi, gli altri periodi, dal Rinascimento al Barocco, fino al Novecento, godono di pari spazio e importanza. D’altro canto, la presenza di Cattelan e di altri grandi artisti contemporanei chiude il cerchio tra lo ieri e l’oggi, restituendo l’immagine di una città ancora capace di immaginare il futuro”, osserva Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.

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Fibula gota, fusione, niello, doratura, Prima metà o secondo terzo VI secolo, Roma, Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi

Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.

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Maestro di Velletri, Madonna con Bambino, tempera su tavola, inizio XV secolo, Roma, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia

La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla Soprintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.”

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Accompagna la mostra una pubblicazione (tre volumi in cofanetto) che racconta Roma attraverso uno dei suoi strumenti più significativi: la moneta; edito da Silvana Editoriale a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.

Una rassegna assolutamente da non perdere

 

 

 

 

Air China celebra 40 anni della sua rotta storica Roma-Pechino

Redazione – Foto courtesy Ufficio Stampa S.p.A. ADR

Riceviamo e pubblichiamo: “Era il 30 giugno 1986 quando la compagnia di bandiera cinese inaugurava il volo Pechino-Roma con l’iconico Jumbo Jet, il Boeing 747-400 che ha segnato la storia dell’aviazione civile negli anni ’80. Questa storica rotta ha segnato un passo importante nei rapporti internazionali tra Italia e Cina, collegando le due capitali di antiche civiltà, Roma e Pechino.Le relazioni tra Italia e Cina affondano le loro radici sin dal II sec a.C., attraverso la Via della Seta e la complessa rete di carovane che testimoniano l’esistenza di scambi commerciali e culturali tra l’Impero Romano e la dinastia Han.

Air_China_1Da sinistra verso destra: Federico Scriboni, Director Aviation Business Development Aeroporti di Roma; Yan Zhifeng, General Manager Air China Roma; Li Xiaoyong, Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata Cinese in Italia; Xu Yuhong, Consigliera dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata Cinese in Italia

Air China in questi 40 anni ha incrementato costantemente l’offerta di voli e destinazioni.

Mr. Yan ZhiFeng, General Manager Air China Roma ha dichiarato: “Questo 2026 è segnato dall’energia dinamica del segno zodiacale del cavallo. L’operativo da Roma Fiumicino per la stagione estiva incrementerà l’offerta arrivando a circa 4000 posti settimanali in partenza. La connettività con il resto d’Italia risulta inoltre rafforzata grazie all’accordo con Ita Airways, il cui ingresso in Star Alliance – di cui Air China è membro dal 2007 – favorirà lo sviluppo di sinergie e un ampliamento del network, anche grazie alla consolidata Joint Venture tra Air China e Lufthansa Group”.

“Il 40° anniversario del collegamento Roma–Pechino di Air China rappresenta un importante traguardo che testimonia il valore di una collaborazione storica rafforzatasi anno dopo anno – ha dichiarato Federico Scriboni, Director Aviation Business Development di Aeroporti di Roma –. In questo lungo lasso di tempo il servizio ha accompagnato la crescita degli scambi tra Italia e Cina, contribuendo a rafforzare un legame profondo tra due Paesi ricchi di storia e cultura. Proseguiamo con entusiasmo lungo questo percorso, continuando a sostenere il collegamento attraverso un’esperienza aeroportuale di eccellenza, in grado di sorprendere giorno dopo giorno i nostri clienti”.

In aeroporto i passeggeri di Air China potranno usufruire dei servizi di eccellenza accedendo alle lounge Prima Vista e Ita Airways-Star Alliance.

Sul fronte sostenibilità il vettore di bandiera promuove e investe attivamente nel carburante sostenibile (SAF). In stretta collaborazione con l’Amministrazione dell’aviazione civile cinese AIR CHINA partecipa a programmi pilota volti ad aumentare la produzione e l’utilizzo di SAF, riducendo le emissioni di carbonio e raggiungendo gli obiettivi globali di sostenibilità.

Non solo Cina, molti passeggeri scelgono Air China anche per destinazioni su Estremo Oriente e Oceania.

In quest’ottica, buone nuove anche sul turismo «outgoing»: quest’anno infatti è stata confermata la proroga dell’esenzione del visto di ingresso in Cina per Italiani e altre nazionalità consolidando così l’apertura al turismo internazionale.”

 

 

 

 

Made in China – Documentario realizzato nella Cina dell’AI dalla Fondazione Innovation Bridge per promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni.

Donatello Urbani

Se avessi avuta l’opportunità di dare un titolo al documentario “Made in China”, sarebbe stato “Il Milione 2026” sulla falsariga di quello scritto con lo stesso titolo da Rustichello da Pisa (1296/1298). Il titolo originale dato da Rustichello all’opera fu “Le Devisement dou Monde” ed è un resoconto dei viaggi in Asia di Marco Polo  intrapresi, tra il 1271 e il 1295, insieme al padre Nicolò e allo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori veneziani, nella Cina – il Regno di mezzo – di Kublai Kan, al quale prestarono servizio per quasi 17 anni.

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Il documentario “Made in China”, è stato promosso da Innovation Bridge, Fondazione frusinate guidata da Giancarlo De Leonardo, per l’occasione nelle vesti di Marco Polo, nell’intento di promuovere la diffusione della cultura tecnologica e dell’innovazione, favorendo la transizione digitale di persone, imprese e istituzioni, è stato realizzato dal regista Fabio Masi, nuovo Rustichello, e racconta la missione realizzata dalla Fondazione tra Pechino, Shanghai, Shenzhen e Hong Kong alla scoperta dei principali hub dell’innovazione cinese.

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Il Presidente Giancarlo De Leonardo, il regista Fabio Masi (RAI) e Corrado Tatangelo (testo e riprese)

Da comunicato stampa: “….Nel corso del viaggio, imprenditori, esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e rappresentanti del mondo economico hanno visitato alcuni dei più avanzati ecosistemi industriali e tecnologici del Paese, tra cui quelli di Xiaomi, Alibaba, BYD e Geely, confrontandosi con un modello di sviluppo che negli ultimi anni ha reso la Cina uno dei principali protagonisti mondiali dell’innovazione.

In Italia solo il 33% delle aziende dichiara di aver implementato soluzioni di AI* e il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire in questa tecnologia avviando solamente nel 7% dei casi percorsi strutturati di formazione dedicati**. Il nostro Paese, dunque, fa ancora fatica a collegare la trasformazione digitale alla capacità competitiva futura. Il risultato è un ritardo nell’adozione delle tecnologie emergenti rispetto al panorama internazionale.

Attraverso il racconto del viaggio e delle esperienze vissute dai partecipanti, il documentario invita imprese e istituzioni a interrogarsi sulla necessità di accelerare la transizione digitale del Paese.

“La vera lezione che ci portiamo a casa da questo viaggio è che l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di visione. In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con “Made in China” vogliamo condividere questa esperienza e aprire un dibattito su come anche l’Italia possa affrontare con maggiore coraggio la sfida della trasformazione digitale. La competitività dei prossimi anni dipenderà dalla nostra capacità di investire nelle competenze e nell’innovazione come fattori di crescita economica e sociale”, ha dichiarato Giancarlo De Leonardo, presidente di Innovation Bridge”.

A questa si è aggiunta l’osservazione del regista Fabio Masi: “Con questo documentario abbiamo voluto accompagnare lo spettatore in un viaggio lungo la nuova Via della Seta, sulle tracce di Marco Polo, nel cuore della più grande trasformazione culturale del nostro tempo. “Made in China” però non è soltanto la fotografia di una Cina ipertecnologica e proiettata nel futuro: è soprattutto il racconto umano di chi quel futuro lo osserva per la prima volta e ne rimane profondamente trasformato. Sguardi diversi, competenze differenti, sensibilità spesso contrastanti si intrecciano in un confronto continuo con una realtà che mette in discussione certezze economiche e perfino identitarie”.

Una stretta relazione intercorre tra il documentario e l’opera letteraria: entrambi sono pervasi da una profonda ammirazione per un mondo di li a qualche anno sarebbe entrato nella vita quotidiana della popolazione anticipandone usi, costumi e cultura.

Il documentario andrà in onda su RAI 3 Blob l’11 luglio 2026 alle ore 20,00.

*Fonte: Aon, Human Capital Trends Study 2026

**Fonte: Politecnico di Milano, Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI