Mariagrazia Fiorentino – Foto Ufficio stampa Esseci e Donatello Urbani
Reperti antichi, testimonianze di civiltà lontane incontrano una pittura frutto di un lavoro di vita dedicato allo studio di una forma, del colore, della luce e del movimento. Un confronto che invita il visitatore ad una riflessione profonda sul valore del passato e sulla continuità del pensiero artistico del presente. Comprendere un reperto significa conoscerne la storia, le circostanze del ritrovamento e il suo utilizzo come mezzo di scambio; allo stesso modo scoprire un’opera d’arte significa entrare nelle motivazioni per cui è stata generata, nel percorso intellettuale e umano dell’artista.
Questa rassegna come ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli:…”è un progetto espositivo di straordinaria rilevanza culturale che restituisce al pubblico oltre duemila anni di storia della Città Eterna attraverso uno degli strumenti più efficaci di rappresentazione della memoria e dell’identità collettiva. Ogni esemplare racconta una stagione della nostra civiltà, testimoniando il dialogo continuo tra arte, politica e società. L’iniziativa conferma la missione del Ministero della Cultura, tesa a promuovere una valorizzazione integrata del patrimonio, capace di mettere in rete musei, luoghi della cultura e comunità scientifica. Roma emerge così come laboratorio vivo di conoscenza, innovazione e partecipazione culturale”.
Da comunicato stampa: “Tre grandi musei dello Stato collaborano per la prima volta alla realizzazione di una mostra comune. Il percorso si articola in tre sezioni cronologiche: l’età antica al Museo Nazionale Romano, il Medioevo al Parco archeologico del Colosseo, l’età moderna e contemporanea al VIVE.
Lastra di coronamento raffigurante Vittoria in volo con palma e trofeo, argilla rosata con rari inclusi di pozzolana, terzo venticinquennio del I secolo a.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo
Le tre sezioni della mostra possono essere visitate sia in maniera autonoma sia secondo un percorso unitario. Un biglietto integrato, valido per tutta la durata della mostra, consentirà al pubblico di accedere ai tre siti e di attraversare in modo organico oltre due millenni di storia della città.
Medaglione commemorativo del restauro della Curia Iulia a tre anni dalla proclamazione dell’impero, fusione / bronzo, 1939, Roma, collezione Amico Caporale Aurelio Mistruzzi
“Con Roma in moneta intendiamo sperimentare un nuovo modello di accesso al patrimonio. Il biglietto integrato tra tre musei dello Stato è concepito come uno strumento di valorizzazione: consente di attraversare tre collezioni e tre fasi della storia di Roma come parti di un’esperienza culturale coordinata. È una formula che potrà aprire la strada a ulteriori progetti condivisi tra gli istituti statali, rafforzando il ruolo del Dipartimento come spazio di coordinamento, progettazione e innovazione al servizio dei pubblici”, afferma Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.
100 lire d’oro del 1923, per commemorare il primo anniversario della Marcia su Roma. Dritto/ VITTORIO EMANVELE III RE D’ITALIA. Testa nuda del re a sinistra; sotto il collo, il nome dell’autore A(ttilio) MOTTI, OTTOBRE 1923, Roma Banca d’Italia – Palazzo Koch
“Questo complesso e articolato progetto espositivo prende avvio dal Medagliere custodito a Palazzo Massimo e dalla sede delle Terme di Diocleziano dove viene approfondito il periodo compreso tra la costruzione dell’identità repubblicana e l’autorappresentazione imperiale; attraverso il dialogo tra monete e testimonianze archeologiche, viene restituito oltre un millennio della storia di Roma”, dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.
Tremisse di Giustiniano, moneta, 537-542 d.C., Roma, Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo – Medagliere
“Il Tempio di Romolo al Foro Romano ospita una parte molto particolare della mostra, indagando l’eredità medievale della monetazione romana che dal solidus, denarius e aes si evolve nelle più disparate forme, pur mantenendo a lungo, almeno per tutto l’Alto Medioevo, l’originaria denominazione imperiale. Un fenomeno di lunga durata lessicale che ha proprio qui le sue origini, se si pensa che la zecca di Roma si trovava a pochi passi dal tempio di Giunone Moneta sul Campidoglio”, afferma Simone Quilici, Direttore del Parco archeologico del Colosseo.
Untitled, 2000. Resina poliestere, cera, pigmenti e tuta. Vista dell’installazione: Non aver paura dell’amore alla Monnaie de Paris, dal 21 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017. Foto, Zeno Zotti. Per gentile concessione, Archivio di Maurizio Cattelan
“Untitled di Maurizio Cattelan è la spettacolare conclusione della mostra nella sezione del Vittoriano. Ovviamente non è tutto qui, anzi, gli altri periodi, dal Rinascimento al Barocco, fino al Novecento, godono di pari spazio e importanza. D’altro canto, la presenza di Cattelan e di altri grandi artisti contemporanei chiude il cerchio tra lo ieri e l’oggi, restituendo l’immagine di una città ancora capace di immaginare il futuro”, osserva Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.
Fibula gota, fusione, niello, doratura, Prima metà o secondo terzo VI secolo, Roma, Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi
Il percorso si articola in venticinque sottosezioni – otto al Museo Nazionale Romano, otto al Parco archeologico del Colosseo e nove al VIVE – dedicate ad altrettanti episodi cruciali nella storia di Roma e alle relative temperie culturali, inclusi l’elezione di Giulio Cesare dittatore, il rientro di papa Martino V dalla cattività avignonese e la breccia di Porta Pia. Ciascuna sottosezione prende avvio da una moneta e mette in relazione opere d’arte, testi di approfondimento e innovativi strumenti digitali, concepiti come supporti alla visita e strumenti di interpretazione.
Maestro di Velletri, Madonna con Bambino, tempera su tavola, inizio XV secolo, Roma, VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia
La mostra presenta oltre 160 opere, dall’antichità al contemporaneo. Le monete antiche provengono dal Medagliere del Museo Nazionale Romano, da poco riaperto al pubblico e interessato da un importante progetto di digitalizzazione finanziato con fondi PNRR; le monete contemporanee dal Museo della Zecca. Le opere d’arte sono concesse in prestito dai principali musei dello Stato italiano, dalla Soprintendenza Capitolina, dai Musei Vaticani, da numerosi musei civici, da archivi, fondazioni, gallerie e collezionisti privati.”
Accompagna la mostra una pubblicazione (tre volumi in cofanetto) che racconta Roma attraverso uno dei suoi strumenti più significativi: la moneta; edito da Silvana Editoriale a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi.
Una rassegna assolutamente da non perdere










