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Palazzo Bonaparte a Roma ospita fino al 26 marzo 2023 un’interessante mostra su Van Gogh

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Van Gogh: una straordinaria sensibilità alla luce e al colore che costituiscono la base della sua arte a favore del solo colore.

Van Gogh uomo e artista: trascurato e non amato in vita, esaltato e venerato dopo la morte tanto, come ha commentato il critico d’arte Costantino D’Orazio, da generare una vera e propria Van Gogh mania. Il merito nella realizzazione di questa inversione di tendenza si deve alla cognata Johanna Bonger, moglie dell’amato fratello Theo, unica erede, dopo la morte del marito, di un buon numero di quadri e disegni e centinaia di lettere scritte a suo marito dall’amato fratello, alcune di queste presenti in mostra.  Saggia, dotata di ottime doti manageriali e buona conoscenza delle arti, Johanna riesce, nell’arco di pochi anni, a creare un notevole interesse sulle opere del cognato Vincent che nel corso degli anni verranno vendute – 192 dipinti e 55 disegni – a cifre considerevoli.

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Su questo pittore di origine olandese e morto suicida nel 1890 a soli 37 anni, esistono molte critiche, recensioni, testi e studi dei più svariati generi e questa rassegna con le sue circa 50 opere provenienti dal Museo Kroller- Muller, non intende tanto fornire una nuova immagine artistica ed umana quanto rinsaldarne la conoscenza. Dopo il lungo periodo post-covid 19 occorreva un’iniziativa culturale che fosse un’apripista di molte altre e, nello stesso tempo, ricordasse con le opere esposte anche il brutto e pesante periodo trascorso. In proposito la cocuratrice della mostra Francesca Villani commenta nel catalogo edito da Skira – pagine 208, di cui 142 a colori, €.35 – le opere di Van Gogh, realizzate in una “epica racchiusa nell’umanità sofferente”.

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Il percorso espositivo è suddiviso in 5 sezioni: alla prima introduttiva dedicata a Helene Kroller-Muller, fondatrice dell’omonimo museo, seguono 4 sezioni in cui le opere pittoriche, accompagnate da supporti video, ci introducono, in forma cronologica, nei luoghi di soggiorno in cui Van Gogh visse e che influirono maggiormente sulla sua vita artistica da quello olandese, dal soggiorno parigino, a quello ad Arles fino al St.Remy e a Auvers-Sur-Oise, dove ebbe fine la sua tormentata vita. La volontà, l’esplorazione dei luoghi che non sono più luoghi reali ma che diventano orizzonti mentali e non più fisici. Particolare enfasi, come scrivono i curatori, “è data al periodo del soggiorno parigino in cui l’artista si dedica ad un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante….. E’ di questo periodo l’Autoritratto a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza non sempre evidente nelle complesse corde dell’artista Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità”.

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Roma – Palazzo Bonaparte – P.za Venezia, n.5 (angolo Via del Corso), fino al 26 marzo 2023. Costi dei biglietti d’ingresso; intero €.18 – ridotto €.16 con inclusa l’audioguida; sono previste facilitazioni e gratuità. Informazioni tel. +39-06.8715111 sito www.mostrepalazzobonapartewww.arthemisia.it -

Carlo Crivelli. Le relazioni meravigliose – Macerata ricorda con una mostra diffusa sul territorio marchigiano un grande della pittura italiana.

Redazione

L’Accademia romana di San Luca ha ospitato, lo scorso 4 ottobre, la presentazione di una mostra su Carlo Crivelli, pittore di origine veneziana che operò quasi esclusivamente nel territorio marchigiano. La presenza di opere conservate e custodite sia in istituzioni culturali quali Palazzo Buonaccorsi in Macerata, città capofila di questa iniziativa, che religiose, quali nel Duomo di Ascoli Piceno il bellissimo polittico, è alla base di questa iniziativa. La presentazione è avvenuta con la partecipazione delle massime autorità cittadine maceratesi, dal Sindaco, Presidente anche della Provincia, al Rettore dell’Università e delle restauratrici.  Oltre la mostra, la presentazione ha interessato anche il più vasto progetto rivolto alla scoperta delle meraviglie della pittura di Carlo Crivelli (Venezia, 1430-1435 c. – Ascoli Piceno?, 1495) nel suo contesto di origine. Un percorso che parte da Palazzo Buonaccorsi di Macerata e prosegue in otto comuni delle Marche custodi di opere dell’artista o a esso collegate.

Scrivono in proposito i responsabili: “La mostra raccoglie sette dipinti, selezionati sulla base delle più aggiornate indagini scientifiche per mostrare le relazioni “meravigliose” tra opere, maestri coevi, musei e visitatori di oggi. Accanto alla Madonna con il Bambino di Macerata sono esposte opere di Carlo Crivelli provenienti dalla Pinacoteca Parrocchiale di Corridonia, dall’Accademia Carrara di Bergamo, dai Musei Vaticani, dal Poldi Pezzoli di Milano, dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma e un’opera inedita del fratello Vittore”.

Significativa dell’eccellente ospitalità tutt’ora presente nel territorio marchigiano, è la scelta effettuata, già oltre 500 anni fa, da Carlo Crivelli in fuga da Venezia perché condannato per concubinaggio con la moglie di un marinaio, di eleggere le Marche a nuova residenza, territorio oltretutto sensibile all’arte e alla sua protezione. Questo messaggio nel corso degli anni non è venuto mai meno ed è la miglior credenziale per gli odierni turisti interessati a buoni servizi e valide motivazioni ed esperienze culturali.

Macerata – Palazzo Buonaccorsi – mostra “Carlo Crivelli. Le relazioni meravigliose” fino al 12 febbraio 2023. Maggiori notizie sul sito www.musei.macerata.it

Bassano del Grappa ricorda con la mostra “Io Canova – Genio europeo” il grande scultore

Donatello Urbani

Quindici kilometri, circa, separano Possagno, cittadina veneta che ha dato i natali nel 1757 ad Antonio Canova e qui ricordato con una vasta quanto importante gipsoteca, da Bassano del Grappa, dove é conservato presso la Biblioteca Civica il più cospicuo “corpus” di documenti: 6685 manoscritti e circa 2000 disegni riguardanti questo grande artista. Una sinergia fra queste due cittadine, voluta da entrambe anche in funzione turistico/culturale, ha dato vita alla mostra “Io Canova – Genio europeo”, allestita nei Musei Civici di Bassano del Grappa, che, fra l’altro, cade nel duecentesimo anno dalla scomparsa dell’artista ed integra, come ha ricordato Vittorio Sgarbi, nel corso della conferenza stampa di presentazione, anche quella non avvenuta del centenario a causa di eventi politici e della marcia fascista su Roma.

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La rassegna, come scrivono i curatori, vuole restituire: “un’immagine inedita del grande scultore, affascinante ed attualissima, svelando l’uomo, il collezionista, il diplomatico, il protettore delle arti: una tra le personalità più significative del mondo culturale e politico a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.” Il linguaggio artistico canoviano svolto nei due secoli che videro profonde ed importanti trasformazioni, superò i ristretti confini nazionali ed ebbe notevole riscontro nel mondo intero, dalle Americhe alla Russia. Da non far passare inosservato anche il rapporto di Canova con Roma. La città lo accolse ventenne, lo ospitò per quasi tutti i restanti anni della vita colmandolo di onori e gloria.

 

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                                  Francois-Xavier Fasbre: “Ritratto di Antonio Canova” – 1812 ca. olio su tela- Musée Fabre – Montpellier

L’arte romana, prevalentemente antica, ebbe una grande influenza sull’artista e nella realizzazione di una delle più significative opere scultoree: “Le tre grazie”, Canova s’ispirerà a una scultura del II secolo d.C. che, sapientemente restaurata, viene in questi giorni esposta nei Musei Vaticani.

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                 Antonio Canova: “Endemione dormiente”- 1819/1822 – Gesso e base in legno – R%avenna, Accademia di Belle Arti

L’intero percorso espositivo si articola in tre diverse prospettive che ci presentano questo personaggio in “L’uomo e l’artista”, “Canova e l’Europa”, “Canova nella storia”, quest’ultimo dedicato al rapporto con Napoleone e i Bonaparte ed i viaggi compiuti nel 1815 a Parigi per recuperare le opere d’arte trafugate da Napoleone nel corso della campagne militari in Italia e a Londra, per giudicare i marmi del Partenone e la loro esatta attribuzione  al grande scultore greco Fidia.

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                                                 Antonio Canova: “Autoritratto” – 1812 – gesso – Bassano del Grappa – Museo Civico

Evento importante questo che gli amanti del turismo esperenziale non possono assolutamente mancare. L’occasione offerta da questa rassegna, infatti, giustifica un’escursione in una terra dove sono presenti eccellenti servizi turistici abbinati ad un evento culturale di primaria importanza.

Bassano del Grappa – Mostra nei Musei Civici – P.za Garibaldi, 34 – “Io Canova – Genio Europeo” dal 15 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023. Ingressi €.12,00 intero ed €.10,00 , ridotto. Prenotazioni ed acquisto biglietti shop.midatiket.it/iocanova. Info: tel.+39.0424.519 901, sito www.museibassano.it

 

 

 

ROMICS XXIX Edizione – Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games – Fiera di Roma dal 6 al 9 ottobre 2022

Redazione – Foto Donatello Urbani e Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

Un nuovo format attende i visitatori di questa edizione autunnale di Romics, con entertainment e contenuti speciali e diversi percorsi di partecipazione tutti rivolti ai propri generi d’interesse. Una kermesse, come scrivono i curatori: “ininterrotta con eventi in contemporanea nei 5 padiglioni con oltre 250 espositori pronti ad accogliere il pubblico negli oltre 70.000 mq espositivi. Romics è uno spazio internazionale per industrie e professionisti creativi con una formula di edutainment e B2B. Ad accompagnare la XXIX edizione, la suggestiva illustrazione della Romics d’Oro Yoshiko Watanabe con Sakina, lo spirito dell’airone, rappresentato attraverso questa forte e allo stesso tempo dolce figura femminile, simbolo di una possibilità di equilibrio tra luce e ombra, tra bene e male, aldilà di ogni eccesso”.

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Nel corso delle varie giornate verranno Insigniti del prestigioso Romics d’Oro: Jordi Bernet, Fabricio Baessa, Yoshiko Watanabe, Filippo Scòzzari e Jama Jurabaev. ai quali saranno riservati altrettanti spazi espositivi per accogliere le loro più importanti e significative opere.

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Gino Strada

Altri spazi espositivi ospiteranno varie mostre fra le quali “Andiamo Avanti Noi”, sulla preziosa eredità lasciata da Gino Strada di trasmettere una cultura di diritti e di pace, con opere realizzate da importanti autori quali Milo Manara, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare, Mauro Biani, Roberto Hikimi Blefari, Paolo Campana-Ottokin, Cecilia Campironi, Anna Laura Cantone, Alberto Casagrande, Stefano Disegni e molti altri. Un un’installazione farà immergere il lettore nel processo creativo della serie rivelazione di casa Shūeisha; la mostra racconterà come nasce questa folle avventura a base di azione sopra le righe, alieni, spettri e momenti romantici. La casa editrice sarà protagonista, inoltre, di un incontro sul mangaka e presenterà le hit del nuovo catalogo.
Infine, una mostra dedicata al tema “vedere un film prima di girarlo” con materiali inediti di Freaks Out, in collaborazione con Goon Film e Passion4Fun. Inoltre Topolino dedica a Romics una cover esclusiva e a tiratura limitata, acquistabile anche “in loco”.  Un Paperino gladiatore ci trasporta nell’antica Roma, con focus su una delle tante anime della manifestazione e di Topolino: l’arte del fumetto. Un appuntamento da non mancare è per sabato 8 ottobre presso il Pala 8 – Sala Grandi Eventi e Proiezioni- con Cristina D’Avena, la voce più amata delle sigle di cartoni animati, oltre quella di Alice Pasquini, in arte Alicè,  un’artista contemporanea le cui opere sono esposte sulle superfici urbane, nelle gallerie e nei musei di centinaia di città in tutto il mondo. È un’artista poliedrica che ha sperimentato diverse tecniche, generi e medium espressivi. Lo storyboard artist Marco Valerio Gallo, il regista Gabriele Mainetti, insieme a Massimo Rotundo saranno i protagonisti dell’incontro La celebrazione del cinema attraverso le arti figurative, organizzato dalla testata Passion4Fun, durante il quale si racconterà il dietro le quinte della nascita di un film, dall’idea allo storyboard. Il fumettista Alessandro Barbucci, ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta del fumetto Young Adult partendo dal suo suggestivo racconto edito Tunuè Le Sorelle Gremillet titolo vincitore del Premio Romics Libri a Fumetti – Miglior libro per Ragazzi 2022.

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Di grande interesse anche “Gli eventi speciali”: Sabato 8 ottobre al via la prima edizione del nuovo premio rivolto alla musica, MUSICOMICS – Premio Romics Musica per Immagini, realizzato con il patrocinio di SIAE (che assegnerà il Premio alla Miglior Colonna Sonora per un film d’Animazione italiano) e Nuovo IMAIE (che assegnerà il Premio alla Miglior interpretazione musicale per una sigla tv e un Premio alla miglior performance di doppiaggio per un film musicale). Tra le iniziative in programma la casa editrice Astorina festeggerà i primi 60 anni di Diabolik insieme a Tito Faraci, Riccardo Nunziati, Antonio Muscatiello ed Andrea Agati, curatore della fanzine Diabolikando nel panel Diabolik. Silver ideatore di Lupo Alberto, una delle serie a fumetti italiana più famosa, si confronterà con Lorenzo La Neve, Dottor Pira e Fran, sulla nascita della rivista Tutto un altro lupo che contiene storie del Lupo e di Cattivik disegnate da una nutrita schiera di nuovi autori e autrici; un evento speciale per festeggiare i 50 anni di Lady Oscar nell’incontro Tutti per Lady Oscar… I 50 anni di un manga “rivoluzionario”, uno show al quale prenderanno parte volti noti della cultura italiana, sportivi, musicisti, professionisti accomunati dall’amore per Oscar; un ricordo speciale della figura di Luca Boschi autore, disegnatore, critico e saggista, che ha segnato la storia del fumetto italiano a cavallo tra i due millenni. Da segnalare, fra i tanti in programma, anche un incontro dedicato alla figura di Pasolini: Pasolini. Il privilegio del pensare – Verso le nuove generazioni, un percorso originale per avvicinare e scoprire la figura di Pier Paolo Pasolini, soprattutto verso le nuove generazioni, una riflessione che vuole mettere al centro l’umanità di Pasolini, la sua forte e “prepotente” necessità di esprimersi attraverso tutte le arti e ogni forma di comunicazione. Avanti con i tempi, Pasolini fece uno straordinario uso di tutti i media, con un approccio potente all’aspetto iconico nelle arti e nella vita e alla multimedialità. Interverranno lo scrittore e regista Italo Moscati, Enzo Lavagnini storico del cinema e Massimo Rotundo illustratore e fumettista. Di nuovo su il sipario per il Romics Cosplay Award. Torna sul palco del Pala Romics la prestigiosa sfilata cosplay. Romics da oltre venti anni è il festival di riferimento del mondo cosplay e durante la XXIX edizione dopo una lunga attesa di tre anni, il Romics Cosplay Award, selezionerà il miglior cosplay singolo, il miglior gruppo cosplay e la migliore coppia che si aggiudicherà la selezione per il World Cosplay Summit 2023 (Nagoya – Giappone). Il mondo del gioco invade i padiglioni di Romics: quattro giorni tra carte collezionabili, escape room, puzzle games, videogiochi, retrogames attendono il pubblico di Romics per una sfida continua. Al Pala 9 tante iniziative e prodotti per tutti gusti, a partire dal card game con Game Trade che presenta il nuovissimo gioco di carte di One Piece che uscirà il prossimo dicembre. Al Pala 6 Lega E-Sport con un’area interamente dedicata al Free to Play e ai tornei con sfide su pc con il gioco Valorant della Riot Games; tante postazioni PC e PlayStation 5 con Call of Duty WarZone e Yu-Gi-Oh Master Du. Grandi sfide invece su Nintento Switch con Mario Kart e Mario Strikers e Pokémon Unite.  Immancabile il videogioco rivelazione Fortnite su PlayStation 4 PRO. Gli amanti della musica non potranno resistere alle sfide di Just Dance su Nintento Switch e Guitar Hero su XBOX e PlayStation.

Romics – da giovedì 6 ottobre a domenica 9 ottobre dalle ore 10:00 alle 20:00. Fiera Roma, Via Portuense 1645, 00148 Roma (RM), ingresso Nord ed ingresso Est (tutti i giorni). Ingresso: L’accesso alla manifestazione sarà consentito esclusivamente ai visitatori che avranno acquistato preventivamente il biglietto. I biglietti sono acquistabili solo sul sito www.romics.it o presso i rivenditori autorizzati Vivaticket. Aggiornamenti: www.romics.it https://www.facebook.com/RomicsOfficialhttps://www.instagram.com/romicsofficial Contatti Mail:  info@romics.it; Tel: 06.93956069

 

Lucio Dalla – Anche se il tempo passa- Mostra all’Ara Pacis di Roma nel decennale della scomparsa e l’ottantesimo della nascita

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Quando ero un bambino avrei voluto salire in punta di piedi su un albero e mettermi dietro una foglia, con la certezza di non essere visto dagli altri, per guardare il mondo da quel mio nascondiglio segreto”.

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                                                                                                   Lucio Dalla con la madre e il padre

Il mondo culturale bolognese negli anni in cui Lucio scriveva questo pensiero, era quanto di più animato possibile e degno della massima attenzione, specie musicalmente, e quando, ancora giovanissimo, scese dall’albero e toccò terra, la strada da percorrere che lo attendeva era tutt’altro che facile, tempestata d’insidie e difficoltà. Così commenta Lucio in proposito: “Il presente è come sabbia, fugge via e scivola. Il domani te lo immagini, lo costruisci è un’incognita”.

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                                                                   Dario Ballantini: “Da Balla a Dalla” – Acrilico su carta fotografica

La mostra magistralmente curata da Alessandro Nicosia, frutto di un anno e mezzo di lavoro e ricerca negli archivi, curatore anche del catalogo – Editore Skira pag.231 costo €.39 -, con il supporto della Fondazione Dalla, racconta, come scrivono i curatori: “ il ruolo di Lucio Dalla nel cruciale passaggio culturale dagli anni Sessanta in poi, la modernità del suo pensiero, l’eclettismo del suo agire. Dalla, protagonista di una continua ricerca espressiva di sonorità, innovatore e precursore di stili, esponente di spicco del movimento sperimentale, è ancora oggi senza uguali.

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                                                        I vari dischi d’oro e di Platino riconosciuti a Dalla nel corso della sua carriera

Non è certo un’impresa facile raccontare in un’esposizione cinquant’anni di storia. Tutto nasce da una lunga ricerca di materiali, molti dei quali esposti per la prima volta, che documentano l’intero cammino umano di uno dei più amati artisti italiani. Un cantore di vita e suoni che con graffiante ironia e sguardo poetico ha conquistato il cuore di tutti; non solo musicista ma anche attore, scrittore, regista teatrale, amante dello sport, curioso e appassionato cultore di innumerevoli interessi”.

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Lungo l’intero percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni: Famiglia-Infanzia-Amicizie-Inizi musicali, Dalla si racconta, Il clarinetto, Il museo Lucio Dalla, la sua musica, il cinema, il teatro, la televisione, Universo Dalla, Dalla e Roversi, Dalla e Roma, sono esposti numerosi  oggetti, documenti, foto, copertine dei dischi, locandine dei film a cui ha partecipato, manifesti e la ricca collezione di cappelli e berretti, materiale tutto per consentire al visitatore di scoprire Lucio nella sua intimità ed il fascino della sua musica. Interessante, anche perché inedita, è la sezione “Dalla e Roma”, che vuole ricordare, come scrivono i curatori:” una passionale corrispondenza d’amore, anni memorabili per il cantautore. L’Urbe è luogo dal potere magnetico per la sua poetica visionarietà, è ispiratrice di canzoni scritte tra i vicoli nelle “notti dei miracoli”, è magico ritrovo dello spirito del cantore. Nel quartiere di Trastevere, in Vicolo del Buco 7, dove abitò fino alla metà degli anni ‘80, campeggia una targa con una strofa de La sera dei miracoli, canzone simbolo del suo legame con la città. “Mi stupisco sempre più del rapporto che c’è tra me e Roma. Una città unica al mondo, un palcoscenico straordinario che unisce tutte le classi sociali, in cui non c’è contrasto, c’è voglia di stare insieme” – aveva dichiarato l’artista”.

Per noi spettatori, anche se il tempo passa, il suo ricordo é ancora vivo, con la sua musica e le sue note evocative che sono impresse nella memoria e appartengono alla colonna sonora della nostra esistenza.

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Roma – Museo dell’Ara Pacis – Via di Ripetta, 180 – fino al 6 gennaio 2023. Info e prenotazioni tel. 06.0608 sito web www.mostraluciodalla.it – Prevendite https://museiincomuneroma.vitatiket.it/

Rientrato in Italia dagli Stati Uniti d’America il gruppo scultoreo di Orfeo e le Sirene insieme ad altri reperti archeologici.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Artefici di questa brillante, quanto complessa operazione, sono stati i Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto, in collaborazione con il District Attorney’s Office di Manhattan (New York – U.S.A.) e lo Homeland Security Investigations (H.S.I.). Il gruppo in terracotta, a grandezza quasi naturale, del IV secolo a.C, trafugato negli anni ‘70 da un sito archeologico tarantino e acquistato successivamente dal The Paul Getty Museum di Malibu (LosAngeles – U.S.A.), tornerà dopo l’esposizione romana nella sua terra d’origine ed entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Archeologico di Taranto (MArTA).

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Una grande vittoria questa che oltre le istituzioni coinvolte vede primeggiare l’arte, quella pura, intangibile, testimone ineguagliabile della bellezza e della cultura di una popolazione. Boris Pasternak, uno fra i maggiori scrittori russi e premio Nobel per la Letteratura, fa commentare in proposito al Dottor Zivago nell’omonimo romanzo: “L’arte non mi è mai sembrata un oggetto o un aspetto della forma, ma piuttosto una parte nascosta e misteriosa del contenuto. Per me questo è chiaro come la luce del giorno, lo sento con tutto me stesso, ma come esprimere e formulare questo concetto?  Le opere d’arte parlano in tanti modi: con l’argomento, la tesi, le situazioni, i personaggi. Ma soprattutto parlano per la presenza dell’arte……”. Scrivono in proposito i curatori del Museo dell’Arte Salvata: “ Il gruppo scultoreo in terracotta raffigura Orfeo – il mitico cantore che, con la sua voce, poteva domare persino Cerbero, il feroce cane degli Inferi – e due Sirene – spaventosi esseri mitologici dalla voce così incantevole da far impazzire i marinai che passavano accanto a loro. Secondo il mito, Orfeo avrebbe sconfitto le Sirene durante il viaggio di ritorno degli Argonauti, nei pressi di un’isola della Sicilia o dell’Italia del Sud. La vittoria di Orfeo sulle Sirene rappresenta simbolicamente il trionfo dell’armonia musicale, un concetto chiave del pensiero filosofico e politico pitagorico, particolarmente diffuso nelle città della Magna Grecia. L’opera è stata prodotta proprio in questo ambiente greco d’Occidente, più precisamente in un atelier di Taranto, dove in effetti sarebbe stata scoperta. Proveniente forse da un monumento funerario o da un santuario, si data alla fine del IV secolo a.C.” La dichiarazione di Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei completa quanto sopra: “….Il gruppo scultoreo rappresenta un mito antico e, forse, adornava la tomba di un adepto ai misteri orfici, colui che, conducendo una vita in purezza, assicurava all’anima una sopravvivenza ultraterrena. Le sirene, che guardano Orfeo, non sono come le immaginiamo oggi, ovvero donne con il corpo di pesce. Sono rappresentate come figure ibride di donna e di uccello, secondo l’iconografia più antica, che verrà superata da quella a noi più familiare soltanto nel Medioevo. Il gruppo era originariamente dipinto, e possiamo ipotizzare che, grazie alla pittura, vi fosse un intenso gioco di sguardi tra le sculture, che costituiscono davvero un esemplare unico perché raramente una scena mitica come questa veniva rappresentata in terracotta, non abbiamo paralleli nel mondo antico”.

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Dal Generale B. Roberto Riccardi, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, veniamo a conoscenza, nel corso della conferenza stampa, delle varie fasi di questa operazione denominata “Orpheus”.  “L’indagine, mirata a contrastare il traffico illecito di beni archeologici di provenienza italiana in ambito internazionale, è stata sviluppata a più riprese dalla Sezione Archeologia del Reparto Operativo TPC. Lo spunto si è avuto quando i militari hanno scoperto che un noto indiziato di reati contro il patrimonio culturale aveva messo in atto una serie di traffici di reperti archeologici, provento di scavo clandestino nella provincia di Taranto, avvalendosi di un’organizzazione con propaggini internazionali. Nel corso delle attività investigative si appurava che il noto trafficante aveva avuto un ruolo nelle vicende relative allo scavo clandestino e all’esportazione illecita del gruppo scultoreo denominato Orfeo e le Sirene avvenuto negli anni ‘70. In effetti, dalla documentazione individuata e dagli accertamenti svolti, veniva assodato che i preziosi reperti erano stati scavati e rinvenuti in frammenti presso un sito tarantino da alcuni tombaroli del posto, i quali li avevano ceduti ad un noto ricettatore locale, con contatti con la criminalità organizzata, che, a sua volta, li aveva ceduti ad un altro ricettatore, con contatti internazionali e titolare di una galleria d’arte in Svizzera. Le sculture, in frammenti, vennero affidate ad un altro soggetto specializzato nel trasferire beni culturali all’estero, che effettuò il trasporto in Svizzera, dove vennero affidati ad un restauratore che li ricompose e ridiede forma alle opere. Dopo un periodo di giacenza in Svizzera, in attesa di un compratore, le sculture furono acquistate (per 500 mila dollari) dal The Paul Getty Museum di Malibu (Los Angeles – U.S.A.) grazie all’intermediazione di un funzionario di una banca svizzera. Con Orfeo e le Sirene sono tornati a casa in questi giorni 142 oggetti recuperati negli Stati Uniti d’America, dei quali si era avuta la restituzione lo scorso luglio. Si tratta di beni databili tra il 2500 a.C. e il VI secolo d.C. risalenti alle civiltà romana, etrusca, apula e magnogreca. In occasione del viaggio che ha visto i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale toccare New York e Los Angeles, il 6 settembre ne sono stati restituiti all’Italia altri 58 che rientreranno nei prossimi mesi. Si tratta di un flusso importante di archeologia trafugata. Nello stesso filone ulteriori 201 reperti erano stati rimpatriati dagli USA a partire dallo scorso dicembre, una parte di essi costituisce l’esposizione con la quale il 15 giugno è stato aperto il Museo dell’Arte Salvata”.

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Roma – Museo dell’Arte Salvata, (all’interno del Museo Nazionale Romano) Via G. Romita (ex Planetario), dal 18 settembre al 15 ottobre 2022 per raggiungere definitivamente il Museo Archeologico di Taranto dove faranno parte delle collezioni esposte in maniera permanente.

PRIMI D’ITALIA – Festival nazionale dei primi piatti – Foligno (PG) da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre 2022

Donatello Urbani – Foto Donatello Urbani e  Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

La promozione del territorio affidata al principe della gastronomia italiana: “Il primo piatto”. Un week end di quattro giorni da leccarsi i baffi attende Foligno con degustazioni no stop nei Villaggi del gusto, chef stellati e tanti eventi dedicati ai buoni sapori accompagnati da quanto di meglio offre la produzione agricola della regione umbra, dai vini al tartufo, dagli olii ai tanti prodotti di nicchia.

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L’Umbria, una terra dove tutto il paesaggio agricolo è dominato dalle forme dell’olivo e dalla cultura della vite. La coltivazione dell’olivo ha radici millenarie, che ha saputo mantenere nel tempo il livello qualitativo del prodotto. Il dolce paesaggio collinare formato da boschi, querce è punteggiato da borghi, monasteri e castelli, invita alla scoperta delle tradizioni, delle bellezze artistiche e naturalistiche. In questo contesto vive Foligno con la Quintana e il Festival Nazionale dei Primi Piatti, giunto alla 23esima edizione.

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Circa 40 eventi collaterali accompagneranno questa manifestazione che vedrà inoltre la presenza di personalità di primo piano in vari settori dallo tre stelle Michelin Mauro Uliassi, all’attrice e modella Eleonora Pieroni, dal giornalista   e   conduttore Tiberio Timperi al frate influencer padre Enzo   Fortunato; passando per le pallavoliste di A1 della Bartoccini-Fortinfissi Perugia fino all’attrice Eleonora Giorgi. A illustrare i principali appuntamenti della kermesse e presentare le grandi stelle che giungeranno nella città umbra di Foligno è stato Aldo Amoni, presidente di Epta   Confcommercio Umbria, la società di servizi che da sempre promuove e organizza la manifestazione de I Primi d’Italia. Con lui anche Eleonora Pieroni, il Sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, il presidente della Camera di Commercio e di Confcommercio umbre Giorgio Mencaroni.

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“Tre momenti caratterizzeranno la prossima edizione dei Primi d’Italia. L’evento alla Caserma ‘Generale Ferrante Gonzaga del Vodice’, un luogo simbolico e fondamentale per la città di Foligno, anche dal punto di vista economico. Poi il G20 della pasta   durante il quale il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro coordinerà un incontro per riflettere sullo stato di salute del prodotto simbolo del Made in Italy: la pasta, al quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, delle più importanti aziende. E ancora il ritorno, dopo anni delle varie specialità regionali con undici villaggi del gusto. I quattro giorni dei Primi d’Italia offriranno agli ospiti che verranno a Foligno un panorama completo di tutto ciò che in qualche modo è legato a questo mondo” ha dichiarato Aldo Amoni. Pasta, riso, zuppe, gnocchi, polenta ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un gustoso primo, sono i protagonisti della maratona culinaria più appetitosa d’Italia. Per questo è attesissimo il ritorno dei Villaggi del gusto regionali. Quest’anno sono ben undici, di cui uno interamente gluten free. Qui si potranno assaggiare tantissime   ricette di primi piatti, tipiche delle varie regioni italiane, servite a costi contenuti: €.5,00 a porzione e orario continuato nelle suggestive taverne barocche cittadine sparse in tutto il centro storico. Le specialità pugliesi si potranno assaggiare alla taverna La Mora, i piatti sardi alla taverna Cassero. Con un grande spirito di solidarietà, il Lazio   sarà rappresentato dalla città di Amatrice, presente con suoi   primi alla Taverna Giotti. Ma i piatti romani saranno serviti anche alla taverna Contrastanga. E ancora: le specialità mantovane si potranno degustare alla Ammanniti; le umbre alla Pugili; quelle della costa marchigiana alla Spada; le maremmane alla Morlupo; le piemontesi alla Croce bianca; quelle della Alpi e le gluten free alla Badia.

Per saperne di più visitare il sito www.iprimiditalia.it

Una svolta per il mondo della musica: Nascono i Centri di Produzione Musica. Cinque sono di estrazione jazzistica.

A cura della Redazione

Il finanziamento Fus prevede sette Centri di Produzione Musica di cui cinque operano prevalentemente nell’ambito della musica jazz. Come affermato in conferenza stampa: “é un passaggio che rappresenta anni di confronto e dialogo con il Ministero della Cultura da parte degli organismi coinvolti e delle maggiori realtà di rappresentanza del settore, in primo luogo l’Associazione I-Jazz e la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano”.  Le istituzioni coinvolte sono: Centro Adriatico Produzione Musica Ets di stanza a Pescara, We-Start – Piemonte Orientale Music per iniziativa di Associazione Rest-Art di Novara, il Centro diretto dall’Associazione Time in Jazz di Berchidda, il Centro Produzione Musica di Roma, con Casa del jazz ed Auditorium Parco della Musica (Fondazione Musica per Roma), Toscana Produzione Musica Ets sull’asse Firenze-Pisa.

Alla Casa del Jazz, gestita dalla Fondazione Musica per Roma, spetta il compito di attivare il coordinamento dei cinque Centri, e sarà, quindi, il fulcro della rete del mondo del jazz italiano che si unisce e continua a fare sistema.

Gli interventi che si sono succeduti nel corso della conferenza di presentazione hanno tutti posto in risalto come :”la nascita di luoghi strettamente impegnati sulla produzione di opere nuove, infatti, avrà un impatto sulla qualità e quantità di nuovi progetti artistici, con una auspicabile e crescente presenza di nuovi talenti. La previsione che tutti i soggetti coinvolti fanno è quella di Centri forti e stabili nello strutturare spazi residenziali, supporto alla produzione e capacità di promuovere i nuovi progetti in Italia e all’estero, attenzione ai vari linguaggi musicali e artistici e alla multidisciplinarietà.

Maggiori dettagli ed informazioni sul sito Fondazione Musica per Roma

 

Arabia Saudita – Meta turistica per viaggiatori esigenti amanti dell’arte e della cultura.

Donatello Urbani

Migliore occasione non poteva esserci per una ripartenza turistica del dopo pandemia che presentare mete relativamente nuove, quali l’Arabia Saudita.

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Meta questa che rappresenta una vera novità in un contesto relativamente diverso da quelli presenti nelle precedenti proposte, considerando che è stata aperta al turismo solo nel 1998 in tutte le sue molteplici forme: da quello religioso al culturale, dal camping al naturalistico, solo per citarne alcune.

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Un’offerta di soggiorni ed escursioni dettagliate sono oggi reperibili nel catalogo di Kel12, decisamente il più attento tour operator italiano nel soddisfare le esigenze e i desideri dei viaggiatori post Covid 19. I notevoli introiti in valuta pregiata derivati dalle estrazioni petrolifere, hanno consentito ai governanti dell’Arabia Saudita investimenti importanti in moderne ed efficienti infrastrutture ed in servizi sociali tali da considerare questa nazione fra le mete meglio disponibili e più aperte al turismo, specie quello di alta classe.

digPer molti anni il turismo nell’Arabia Saudita è stato esclusivamente quello religioso e riservato ai soli fedeli islamici, ed ancor oggi alcune mete quali La Mecca e Medina hanno l’accesso precluso ai non seguaci del Profeta. Malgrado queste limitazioni le mete di maggior interesse che nel loro insieme rappresentano delle vere eccellenze turistiche, sono disponibili ai visitatori che possono cogliere sia testimonianze culturali di antiche civiltà, quella nabatea, oppure balneari con le splendide spiagge del Mar Rosso.

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Il pianeta “Arabia Saudita” malgrado si presenti oggi come qualcosa di diverso da quello europeo, può essere considerato un paese chiave per la conoscenza della vita e della mentalità presenti nelle varie realtà che stiamo vivendo.

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Per saperne di più consultare il sito web oppure il catalogo del Tour Operator Kel12 presente nelle agenzie di viaggio.

Gocce nell’oceano – Mostra di Artisti coreani all’Istituto di Cultura Coreano a Roma

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“ARCOI”, – Associazione Artisti Coreani in Italia – ha promosso questa mostra con l’intento di offrire uno sguardo sull’arte dell’est asiatico, non solo quella presente in Corea, area in cui in aprile, come ha affermato la Direttrice del Centro Culturale Coreano di Roma, Ye Jin Chun, fioriscono i ciliegi mentre l’Europa si colora di verde. “Arte Meticciata”, come l’avrebbe definita Achille Bonito Oliva, nata all’ombra dei colori e dei profumi asiatici confusi con quelli presenti in Europa.

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Dalla sinistra la Presidente ARCOI che illustra l’esposizione alla Direttrice dell’Istituto Culturale Coreano e a S.E l’Ambasciatore della Repubblica Corea del Sud in Italia. 

Ancora più appropriate sono le parole della Direttrice dell’Istituto Culturale Coreano di Roma, Ye Jin Chun, che nel suo intervento inaugurale tenuto alla presenza del nuovo ambasciatore della Repubblica del Sud Corea e di un folto gruppo di persone, ha definito le opere esposte:” Singole gocce d’acqua che si uniscono per dar vita ad un immenso oceano, è questo il significato che si cela dietro il titolo della mostra, Gocce nell’Oceano”.

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                               L’artista Chun Mi Jin fotografata con  la sua opera: “Scattering n^1″ – tecnica mista su tela – cm.100 X 100

Diciassette artisti che dopo una prima formazione in patria sono partiti alla ricerca di una identità e di un linguaggio artistico capace di unire culture e tradizioni diverse. Nasce così un’arte dai colori delicati dei fiori di ciliegio fusi nel prorompente verde della primavera europea e significativamente espressi anche nell’opera “Scattering n^1” presentata dalla giovane artista Chun Mi Jin, laurea in Architettura all’Università di Stoccarda dopo l’altra conseguita alla Hong-ik University di Seul, che in proposito scrive: “Nel mio lavoro, colore e forma si soprappongono costantemente. Trasparenza, tenerezza e delicatezza rafforzano le illusioni del passato e del presente. Spazio, colore e forma sono separati ma sovrapposti, mescolati e combinati per mostrare un aspetto diverso dell’essenza originale. Le sottili emozioni ed i ricordi percepiti in uno spazio tridimensionale sono condensati su una tela bidimensionale per mostrare l’eternità mutevole”.

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 Shim Eun Ha: “Nuvola 3″ – 2020 – Marmo di Carrara – cm.30 X 37 X 45h – Interessanti le venature del marmo che offrono una vera animazione all’opera oltre la staticità propria della scultura.

Interessanti le opere che rimandano sia all’uso di materiali propri della nazione ospitante, quali il marmo di Carrara, contrapposte a quelle che ripensano materiali e forme artistiche della tradizione culturale della nazione d’origine. Due gli esempi più significativi. Il primo lo offre la scultrice Shim Eun Ha. Laurea in Scultura all’Hongik Università – Corea del Sud e all’Accademia di Belle Arti di Carrara, con la sua opera “Nuvola 3” che lei stessa definisce: “Volevo raffigurare un’espressione religiosa, naturale e umana attraverso la semplicità del corpo femminile. Cerco di rappresentare le linee originali della donna che racchiudono valori come la calma, l’attesa, l’amore, la pace e l’abbondanza. Sarei felice se il pubblico, a seconda del proprio stato d’animo, riuscisse a sentire una nuova forma naturale e simbolica oltre che la semplice forma fisica della donna.”

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                                                            Shin Yoo Sun: “Lucernario” 2021 – Cotone e viscosa – cm.60,5  X 155 

Diversa invece è l’opera di Shin Yoo Sun “Lucernario”, Università Femminile Ducksung – Moda e Costume- Istituto per l’Arte e il Restauro di Firenze e Laurea in Archeologia all’Università di Firenze, che lei stessa presenta come: “facente parte della serie di cornici, di porte e di finestre tradizionali, iniziata da qualche anno, che è stata realizzata con una rivisitazione del motivo decorativo tradizionale coreano “guyghyeopsal” combinata con la tecnica del “yeouijumumbo”, la cosiddetta “cathedral windows” e quella del “jogakbo”. L’opera ha una forma orizzontale, diversamente dalle precedenti, ispirandosi a un lucernario e riporta alla mente anche un soffitto a cassettoni italiano. A prima vista tale caratteristica potrebbe dare una doppia sensazione e creare vari sentimenti in base alla capacità d’immaginazione e alle esperienze   di ogni persona”.

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                           Hwang Da Sol: “Empty 1″ – 2020 – Acrilico, inchiostro di china su tela, luce di LED – cm.90 X 113 tela 70 X 100

Ciascuna opera comunque racchiude motivi d’interesse tanto artistici/culturali che sociali nell’intento non solo di esprimere un proprio linguaggio quanto un desiderio nel voler stabilire un punto di pacifica convivenza e convergenza e fondersi con culture e persone di altre terre come le gocce di un acquazzone primaverile cadute in pieno oceano.

Roma – Istituto Culturale Coreano – Via Nomentana n.12 – Mostra “Gocce nell’Oceano” dall’8 aprile al 13 maggio 2022 con ingresso gratuito dal lunedi al venerdi dalle ore 9,00 alle 17,00. Info sulle molte iniziative e attività programmate tel. 06.441633 e mail: info@culturacorea.it – sito web: www.culturascorea.it