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Vendemmia 2019: L’Italia si conferma primo produttore con 46 milioni di ettolitri.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Le buone notizie, un po’ più raramente di quelle cattive, non sono mai sole. Così la buona notizia che interessa la prossima campagna di vendemmia delle uve si accompagna con l’altra che rileva la collaborazione  formatasi per la prima volta tra Unione Italiana Vini, Ismea e Assoenologi che uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle Previsioni Vendemmiali 2019. L’indagine è stata messa a punto armonizzando le metodologie consolidate nel tempo da UIV/ISMEA da una parte e da Assoenologi dall’altra, mettendo a sistema una fitta rete territoriale di osservatori privilegiati del settore, la valutazione comparata delle indicazioni sia quantitative che qualitative e la successiva elaborazione statistica rispetto alle serie storiche ufficiali degli anni precedenti. Le rilevazioni effettuate prevedono una produzione nazionale di vino per il 2019 di 46 milioni di ettolitri, con una riduzione del 16% rispetto all’annata record del 2018, quando erano stati sfiorati i 55 milioni di ettolitri (dati Agea, sulla base delle dichiarazioni di produzione). Il dato stimato risulta da una media tra un’ipotesi minima di 45 milioni di ettolitri e una massima di oltre 47 milioni, che comunque risulterebbe inferiore alla media degli ultimi 5 anni. Nonostante una vendemmia meno generosa, l’Italia dovrebbe mantenere anche per il 2019 la leadership mondiale, perché né la Francia (43,4 milioni di ettolitri – stima al 19 agosto del Ministero Agricoltura francese) né la Spagna (forse 40 milioni di ettolitri) sembrerebbero in grado di superarla. L’aria respirata alla conferenza stampa di presentazione delle previsioni vendemmiali 2019 alla quale sono intervenuti: Ernesto Abbona (presidente di UIV), Raffaele Borriello (direttore generale di ISMEA), Riccardo Cotarella (presidente di Assoenologi), Fabio Del Bravo (dirigente ISMEA) e Ignacio Sanchez Recarte (segretario generale del Comité Européen des Entreprises Vins) era pervasa da una certa soddisfazione anche grazie alla qualità delle uve che promettono in prodotto di primissima qualità.

Maggiori notizie sul dossier con i dettagli regionali si possono trovare sul link: https://www.dropbox.com/sh/2s75n1fojoiw0wj/AABIwJXUX7mXKdAYobuaqu8Ha?dl=0

Viterbo – “Tessere la Speranza – Il culto della madonna vestita nella Tuscia” – Un mostra nel Monastero di Santa Rosa fino al 26 ottobre 2019 documenta tradizione e fede religiosa nella Tuscia.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

La devozione religiosa per la Madonna ha generato nella Tuscia dei primi anni del 1700 un vero e proprio culto popolare. Sono questi gli anni della controriforma in cui i dettami del Concilio di Trento – 1543/1565 – che avevano al centro la venerazione per la Madonna, impegnavano il clero nella sua attuazione fra la popolazione, spesso facendo leva, come nel caso del circondario viterbese, anche nelle rievocazione di antichi culti spesso precristiani, come quello della filatura e tessitura di stoffe sia pure per uso domestico, oppure dei “penati”-  antenati – già presente nell’antica Roma.

20190904_102120Viterbo-  Monastero di Santa Rosa” Santa che fila”. Affresco del sec.XV^ rinvenuto nel corso dei lavori di allestimento di questa rassegna

Questo culto degli antenati prevedeva la realizzazione di piccole statue in terracotta da porre all’ingresso dell’abitazione sperando che svolgessero un’azione di protezione e tutela verso tutti i membri della famiglia che comunque erano la loro propaggine vivente. La realizzazione di simulacri religiosi e la loro venerazione rientrava quindi in un’antica tradizione non del tutto svanita fra la popolazione così come il tessere per loro abiti pregiati, spesso arricchiti con fili di oro e argento, degni del personaggio più importante della comunità.   “Il gesto ripetitivo della tessitura è spesso considerato metafora della preghiera, da secoli nel viterbese dove molto presente è il culto della Madonna vestita, la devozione si manifesta anche nella cura e nel dono dell’abito al simulacro vestito”, scrivono i curatori nel bellissimo catalogo, ricco d’immagini e apporti scientifici di notevole interesse, edito da Gangemi Editore International pagine 143 costo in mostra €.30,00.

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Valentano (Diocesi Viterbo) “Madonna della Coroncina”                   Vallerano (Diocesi Civita Castellana) “Madonna del Rosario”

L’abito ha un ruolo di primaria importanza sia nella tradizione che nella cultura popolare. Le stesse sacre scritture ci dicono dell’invitato al banchetto nuziale allontanato per non aver indossato l’abito prescritto. In questa rassegna giocano pertanto un ruolo di primaria importanza tanto il culto per la Madonna, “Regina Coelis”, tanto gli abiti che competono ad un simulacro di così grande importanza. La mostra allestita nella suggestiva cornice del Monastero di Santa Rosa a Viterbo espone preziosi corredi settecenteschi e ottocenteschi e narra la riscoperta e i complessi restauri di Madonne e abiti dimenticati e abbandonati sia in luoghi di culto che nelle abitazioni di privati. Proprio intorno a questi tre soggetti si articola il percorso espositivo che, per l’occasione, inizia con un’esposizione di apertura, nel prestigioso refettorio, di reliquie con una particolare attenzione a quelle di Santa Rosa la cui festa ricorre il 3 e 4 settembre.

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Alla vestizione dei manichini con sottogonne, abiti, scarpe ed abbellimenti vari provvedevano solo le donne. La partecipazione degli uomini era probita. Foto a destra: parrucca in fili di seta naturale in perfetta accociatura settecentesca destinata alla Madonna del Carmelo, di Vetralla (VT)

Nelle successive ed attigue sale sono esposte gli altri protagonisti: abiti e manichini, che sono al centro di questa rassegna. La prima sezione è dedicata al culto attivo, come riporta il catalogo, “a quegli esempi di grande devozione verso i simulacri vestiti ancora presenti sul territorio e ne espone i corredi: abiti, corpetti, scarpine, bustini”, che riflettono ed offrono uno spaccato di come in quegli anni era interpretato il bello e l’eleganza al massimo grado. La seconda sezione si concentra sui ritrovamenti di manichini e suppellettili varie dismessi da tempo ed abbandonati. Proprio da uno di questi, nel 2016: una Madonna settecentesca rinvenuta in pessima condizioni nella Pieve di Vallerano (VT), e del relativo intervento conservativo, è partita l’idea di realizzare una rassegna che offrisse un’ampia documentazione di quello che era stato uno spaccato di vita vissuta dalla comunità. Così, in parallelo al rinvenimento, sono stati riattivati nella popolazione locale antichi culti dei quali si conservavano ancora ricordi e memorie.

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La Madonna nella fota di destra é un prestito, inclusi i vari accessorisottoveste, scarpe ecc., di una famiglia privata

La terza sezione, come riporta il catalogo, “è dedicata alla particolare e complessa realtà del culto domestico. E’ questa forse la parte più suggestiva dell’intera rassegna. Significativi sono stati gli apporti spontanei offerti dalla popolazione che conservava nelle  proprie abitazioni simulacri che oltre tutto testimoniano una memoria storica delle vicende familiari che negli anni si erano sviluppate in parallelo con quelle pubbliche. Importanti, come ha fatto rilevare S.E. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo, le così dette reliquie da contatto destinate alla devozione personale spesso portate appese al collo. Negli enclopi sono custodite reliquie riferenti alla vita dei santi e dei martiri.

20190831_122732                   Inaugurazione della mostra: a sinistra la dott.ssa Alfonsina Russo e a destra la dott.ssa Margherita Eichberg

La mostra intende concludere la serie di esposizioni di “Tessere la Speranza”, nata da un’idea dell’allora Soprintendente Alfonsina Russo, e iniziata a Roma con una prima mostra tenutasi nella Basilica dell’Ara Coelis e a Palazzo Patrizi Clementi nel 2016, poi proseguita con molta competenza e tanta dedizione dall’attuale Soprintendente Margherita Eichberg,  giungendo sino a Lisbona.  In tutto questo un ruolo molto importante è stato svolto anche da Suor Francesca Pizzaia, Madre Superiora delle Suore Francescane Alcantarine e custodi del Monastero di Santa Rosa di Viterbo, nume tutelare di questa rassegna, come rilevato nel corso dell’inaugurazione,  che ha saputo conservare per le nuove generazioni la devozione popolare del territorio nel segno della fede.

Viterbo – Monastero di Santa Rosa fino al 26 ottobre 2016 tutti i giorni con ingresso gratuito, ad offerta libera, e orari di visita: 9:30 – 12:30,     15:30 – 18:30 – Informazioni: Tessili Antichi – Tel. 334 8834417 – 333 3215200. Social:

@SoprArcheologia  –      @SoprArcheologia         @soprarcheologia

#CultodellaMadonna   #Viterbo  #Madonnevestite   #TesserelaSperanza

Caserta – “Da Artemisia ad Hackert. – Storia di un antiquario collezionista alla Reggia”.- Il meglio della collezione d’arte di un importante antiquario in esposizione per la prima volta in una location pubblica.

Testo di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani – Foto courtesy Ufficio Stampa Esseci, Padova

I rapporti tra antiquari privati e soprintendenze pubbliche non hanno quasi mai goduto di reciproca collaborazione e simpatia. I pochi episodi di collaborazione – è ancora viva la memoria della bella mostra antiquaria allestita al Palazzo di Venezia – hanno costituito sia per i cultori che per gli amanti dell’arte e del bello delle opportunità imperdibili per conoscere e apprezzare di persona tante opere d’arte non sempre disponibili alla portata personale. Questa mostra allestita nella Reggia di Caserta si prefigge proprio di offrire ai visitatori un’unica opportunità per avvicinare il mondo del collezionismo privato e delle Gallerie d’arte a quello dei Musei, intesi come luoghi deputati alla fruizione e alla valorizzazione culturale per visitatori sempre più eterogenei. Essa si propone di mostrare il legame esistente tra le opere presenti già all’interno della collezione reale, esposte nelle sale della Reggia e i dipinti custoditi dalla Lampronti Gallery, nonché di esaltare il fascino della pittura del ‘600 e ‘700 nella sua globalità, come scrivono i curatori.

Canaletto.-Prigioni.-Vedute.-150x150                                                                    Canaletto – “Prigioni”

In occasione di questa mostra sarà esposto, per la prima volta a Caserta, il Porto di Salerno di Jakob Philipp Hackert, – foto in evidenza, -che è il “pezzo” mancante della serie dei Porti realizzata da Hackert per il re Ferdinando IV di Borbone. E’ questa, quindi, una buona occasione per mostrare l’intera serie di dipinti comprensiva delle rappresentazioni dei 12 porti presenti allora nel Regno delle due Sicilie, che di recente sono state  restaurate. Il percorso espositivo si articola in cinque aree tematiche differenti: pitture caravaggesche; pittura del ‘600; vedute; paesaggi e nature morte oltre ulteriori quadri di vedute di Napoli e della Campania che formano la collezione permanente della Reggia di Caserta. Inoltre un’ulteriore sala sarà dedicata al progetto “Immagini in cerca di autore”, una vera e propria sezione di quadri di autori ignoti, la cui attribuzione sarà oggetto di studio e dibattito da parte di studiosi e ricercatori. La finalità culturale, nonché quella didattico-scientifica rientra, come precisato nel corso della conferenza stampa, nelle attività di collaborazione con le università e gli istituti di cultura campani e con la rete di musei italiani che già da diverso tempo la Reggia di Caserta ha intrapreso.  La finalità culturale sarà quindi promossa attraverso la realizzazione di giornate-studio, che vedranno coinvolti esperti del mondo accademico, con approfondimenti su tematiche quali: il mercato dell’arte; il legame tra il collezionismo privato e gli enti pubblici; la pittura napoletana del XVII e XVIII secolo.

Bellotto-veduta-venezia-150x150                                                                       Belotto: “Veduta veneziana”

In tutto questo il ruolo di primo attore spetta a Cesare Lampronti attuale rappresentante  della terza generazione di una consolidata famiglia di antiquari, che vanta nel suo curriculum oltre cinquant’anni di esperienza nel mercato internazionale dell’arte. La Galleria Lampronti fu fondata a Roma nel 1914 da suo nonno Cesare, specialista in pitture italiane del XVII e XVIII secolo, con un particolare riguardo per le vedute, i paesaggi e le nature morte, che spaziano dal Caravaggio al Canaletto e ai loro seguaci. Passata dolorosamente attraverso le vicende storiche che hanno caratterizzato il secolo scorso la Galleria Lampronti attualmente svolge la sua attività a Londra in 44 Duke Street, St. James’s SW1Y6DD- www.cesarelampronti.com.

Reggia di Caserta – Viale Douhet, n.2/A dal 16 settembre 2019 al 16 gennaio 2020. Informazioni su orari, biglietti d’ingresso (previsto un ampio ventaglio di agevolazioni per visite alla mostra, alla Reggia ed al parco) tel.+39.0823.1491200 – sito www.reggiadicaserta.beniculturali.it – e.mail re-ce@beniculturali.it

Cannara (PG): “39^ Festa della cipolla” – Un appuntamento gourmet, e non solo, imperdibile per i buongustai, con un tuffo nella cultura della Regione Umbria.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

39….é febbre, ma da entusiasmo! Proprio così, non vediamo l’ora…” sono le parole del Presidente dell’Ente Festa della Cipolla, Roberto Damaschi. Il periodo coinvolto è dal 3 all’8 e dal 10 al 15 settembre prossimo.

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In questi giorni Cannara indossa l’abito della Festa e meritatamente assume rilevanza nazionale.  Questa cittadina di circa quattro mila abitanti é uno tra i borghi più noti dell’Umbria, ricco di storia e cultura ma che difficilmente incontra i grandi flussi turistici, tranne in un periodo ben preciso dell’anno, a inizio settembre, quando in meno di due settimane si riversano da tutta la regione oltre 70mila buongustai desiderosi di assaporare la vasta varietà di piatti a base di cipolla, prodotto locale tipico e apprezzato.

sdrDa sinistra: la produttrice Maria Olivia Filippucci, lo chef Gianfranco Vissani, il Presidente Roberto Damaschi, il Sindaco di Cannara Avv. Fabrizio Gareggia

Significative in proposito le parole del Sindaco, Avv. Fabrizio Gareggia: “Cannara offre al turista tutte le eccellenze tipiche della Regione Umbria: pregevole enogastronomia, in occasione della Festa della Cipolla sarà guidata dallo chef Gianfranco Vissani; insieme a importanti testimonianze culturali, specialmente archeologiche come Urvinum Hortense, nella frazione di Collemancio; infine notevoli presenze di fede religiosa, qui fu fondato il Terz’Ordine Francescano, grazie alla vicinanza con Assisi che dista soli Km. 3,00 dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli. Tutte queste peculiari caratteristiche hanno consentito alla nostra “Festa della Cipolla” di assumere, nel corso di quarant’anni importanza regionale ed infine nazionale, quale punto di riferimento per tutte le altre sagre e feste della cipolla presenti in Italia”.

Festa della cipolla di Cannara 2018 (4)                                                     Foto cuortesy dell’Ufficio stampa AVI News

Di non minor interesse è il corposo programma di eventi che accompagnano questa iniziativa e illustrato nel corso della conferenza stampa dal Presidente Roberto Damaschi: “Cerchiamo di proporre un calendario ricchissimo di eventi, di cultura e di serate di grande qualità. Oltre a una mostra mercato che si dipana nei vari angoli del paese, ogni sera si svolgono spettacoli musicali e di danza e si esibiscono noti comici e personaggi del mondo dello spettacolo come Massimo Bagnato e il mago illusionista Andrea Paris. Da segnalare, inoltre, domenica 8 settembre, il 2° memorial ‘Valter Baldaccini’, gara podistica già molto conosciuta in ambito sportivo, e domenica 15 settembre, un raduno storico di Alfa Romeo, con già 250 iscritti, e un’infiorata di autunno per le strade della città. Cannara mobilita in questi giorni di festa tutti i suoi abitanti. C’è l’impegno di tutta una comunità, tant’è che abbiamo oltre 600 volontari al lavoro ogni giorno. A fare la differenza è sicuramente questa dedizione e la grande cura dei dettagli ma non solo”. Altra iniziativa che merita una segnalazione particolare è l’enogastronomia che s’incentra oltre la cipolla anche sulla “Vernaccia”, vino passito che conclude in bellezza, accompagnato spesso dai dolci tipici, i saporiti piatti.

Festa della cipolla di Cannara 2018 (10)                                                      Foto cuortesy dell’Ufficio stampa AVI News

Sono sei i punti di ristoro che offrono speciali menu dove la cipolla di Cannara gioca un ruolo di primo piano. Oltre la Taverna dell’AVIS, associazione che raccoglie le donazioni di sangue, ci sono altre associazioni filantropiche che gestiscono i punti di ristoro: ‘Al cortile antico’ ‘El cipollaro’, ‘Il giardino fiorito’, ‘La taverna del castello’, ‘La locanda del curato’ e ‘Il rifugio del cacciatore’. In merito ai menu niente di meglio di quanto affermato dallo chef Gianfranco Vissani: “Per esempio – ha annunciato in anteprima –, in questa edizione è stato reinventato lo zuccotto toscano con colata di  cipolla al balsamico e la cassata siciliana con cipolla candita. Abbiamo, inoltre, ideato un involtino di vitella farcito con cipolla e salsa di datteri, e una zuppa di cipolla con birra, groviera, uovo poché e cotechino. L’Italia ci offre un’infinità di splendide eccellenze, come questa, che spesso neanche conosciamo. Tanta innovazione, quindi, ma anche tradizione tant’è che i piatti più in voga rimangono la pizza con la cipolla e le penne alla cipollara, una gricia con abbondante cipolla”.

Questa festa può essere la buona occasione per conoscere a fondo il prodotto cipolla, uno dei primi usati nella farmacopea dagli uomini, che trova applicazioni importanti, ad esempio nella cosmesi, anche al di fuori del piatto.

Per saperne di più consultare il sito www.festadellacipolla.com.

Barrea (AQ) ospita dal 30 agosto al 1 settembre 2019 la Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Dopo aver partecipato alla conferenza stampa di presentazione della Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia, mi sono domandato cosa differenziasse uno di questi da un altro qualsiasi borgo italiano presente in una qualunque parte del territorio nazionale. In sintesi cercavo una risposta che fosse anche il compendio di quanto proposto nella conferenza stampa e, nello stesso tempo, riuscisse a far colpo sul lettore.  Sfogliando le carte l’ho trovata nel comunicato: “luoghi dove tutti salutano tutti”. La presa è stata immediata e mi ha convinto che condensava ampiamente su di se quanto affermato dai vari relatori che nei loro interventi hanno posto  le attenzioni sull’importanza che riveste il paesaggio, per Borghi Autentici d’Italia in quanto: “Il paesaggio, se valorizzato piuttosto che consumato, rappresenta la condizione fondamentale per lo sviluppo e la qualità della vita delle comunità. E la questione della sua tutela, cura e valorizzazione va posta partendo da una sua accezione coerente a questa premessa: il Paesaggio come scenario di contesto della crescita sostenibile delle comunità locali. Una trasformazione che deve, però, conservare l’antico paradigma dell’armonia tra le diverse dimensioni del vivere (cultura, società e ambiente) e favorire lo sviluppo di modelli che sappiano incorporare il paesaggio stesso nella dimensione dell’ospitalità”.

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Su queste premesse è stata programmata a Barre, provincia dell’Aquila, la Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia, il cui programma dettagliato avrà il seguente svolgimento:

Venerdi 30 agosto 2019

Alle ore 15,30 – 18,30 quale pre-apertura alla Festa: Convegno sul tema: “La diversificazione del territorio italiano, riflesso nell’eterogenea identità culturale del nostro Paese, ci sollecita a considerare il paesaggio come “bene comune” e tema strategico”.

A seguire del convegno ci sarà la presentazione da parte di autevoli personalità del mondo del turismo della Guida realizzata nell’ambito del Progetto “In.ITinere – Cammini, percorsi e luoghi di eccellenza nel centro Italia” e presentazione dei progetti “Atlante dei Paesaggi Italiani” e “Borghi e Turismo slow” realizzati nell’ambito dell’Accordo di Programma tra Ministero del Turismo e Commissione Turismo e Industria Alberghiera delle Regioni e Province Autonome.

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A seguire viene proposto un ricco programma che prevede:

-Alle  ore 16.00 – 24.00: Apertura stand con street food e vendita e degustazione di prodotti dei territori delle nostre comunità, sintesi di un percorso di lavoro e fatica che ha creato il patrimonio identitario locale. Oltre agli stand dei borghi abruzzesi, saranno presenti le delegazioni regionali del Piemonte, del Molise e della Puglia.;

– Alle16.00 – 19.00: Giochi antichi: Animazione di uno spazio dedicato alle famiglie e ai bambini per la presentazione delle antiche tradizioni di gioco nei paesi abruzzesi, caratterizzate dall’uso di materie semplici e disponibili per tutti, da regole improntate alla lealtà e al rafforzamento dei legami sociali e dalla replicabilità nel tempo attraverso la trasmissione da generazione a generazione, con la presenza dell’Assessore Regionale al Turismo Mauro Febbo e dei Sindaci dei Borghi Autentici abruzzesi. Attività animate dalla Pro loco di Azzinano (Tossicia, Teramo) ed associazioni locali e gruppi di giovani di Barrea e del territorio.

– Alle 19.30 inaugurazione della festa:

– Alle 22,30 spettacolo musicale “Melodie nei borghi” con un programma musicale in omaggio a Modugno, Mina, alla canzone napoletana fino ai canti abruzzesi che rappresentano, come i borghi, un patrimonio culturale da preservare.

– Alle 21.30: Spettacolo teatrale “ORSITUDINE” della compagnia Lanciavicchio in cui si racconta l’orso, quello marsicano, che abita i nostri territori e che poco si conosce.

Sabato 31 agosto 2019

-Alle ore 10.00 – 24.00 apertura degli stand Street Food con vendita e degustazione di prodotti dei territori delle nostre comunità, sintesi di un percorso di lavoro e fatica che ha creato il patrimonio identitario locale. Oltre agli stand dei borghi abruzzesi, saranno presenti le delegazioni regionali del Piemonte, del Molise e della Puglia.

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-Alle10.30 – 13.30 – Convegno sul tema :”paesaggi e welfare di comunità: lavoro, accoglienza e inclusione”. Ne discutono eminenti personalità del settore dopo l’introduzione da parte di Bas Pedroli: Wageningen University and Research Centre, Paesi Bassi, Ex Direttore della

rete Europea di Università per la Convenzione Europea del Paesaggio UNISCAPE.

-Alle 10.00 – 19.00 – Giochi antichi  con animazione di uno spazio dedicato alle famiglie e ai bambini per la presentazione delle antiche tradizioni di gioco nei paesi abruzzesi, caratterizzate dall’uso di materie semplici e disponibili per tutti, da regole improntate alla lealtà e al rafforzamento dei legami sociali e dalla replicabilità nel tempo attraverso la trasmissione da generazione a generazione. Attività animate dalla Pro loco di Azzinano (Tossicia, Teramo) ed associazioni locali e gruppi di giovani di Barrea e del territorio.

– Alle 17.00 – 19.00: Film/documentario “IN QUESTO MONDO”. Il documentario racconta la vita delle donne pastore in Italia ed è il risultato di un viaggio di più di due anni, di circa 17.000 km percorsi e di 100 interviste rivolte a donne di ogni età.

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-Alle 17.00 – 24.00: Festival del “Saltarello” – Esibizione di gruppi di musica popolare che animano il paese e l’evento dei Borghi Autentici d’Italia. Il Festival del Saltarello è un progetto turistico-culturale finalizzato al recupero, rivalutazione e divulgazione delle forme musicali popolari legate al territorio. Accompagna le danze l’’Orchestra Popolare del Saltarello” che propone un repertorio di brani popolari abruzzesi, che va dalle canzoni più rappresentative della nostra tradizione alle Saltarelle, Spallate e Ballarelle utilizzando un organico formato da straordinari musicisti e un coinvolgente corpo di ballo che insieme faranno ripercorrere ai visitatori della Festa un viaggio lungo le antiche vie della Transumanza. Le esibizioni dei gruppi musicali si svolgeranno sul palco, per permettere alla giuria di qualità di scegliere il vincitore e stilare la classifica del Folk Contest e itineranti per animare il borgo e dare la possibilità alle persone di votare l’esibizione migliore e più coinvolgente.

Domenica 1 settembre 2019:

-Alle 10.00 – 24.00: Apertura degli stand con Street Food con la vendita e degustazione di prodotti dei territori delle nostre comunità, sintesi di un percorso di lavoro e fatica che ha creato il patrimonio identitario locale. Oltre agli stand dei borghi abruzzesi, saranno presenti le delegazioni regionali del Piemonte, del Molise e della Puglia.

-Alle 10.00 – 19.00: Giochi antichi con attività animate dalla Pro loco di Azzinano (Tossicia, Teramo) ed associazioni locali e gruppi di giovani di Barrea e del territorio.

– Alle 10.30 – 13.30: Alla scoperta del parco –  in collaborazione con l’Ente Parco. “il paesaggio del parco: racconto itinerante dei luoghi e delle comunità”. L’iniziativa si svolge con i seguenti orari: ore 10,00 Villetta Barrea, presso la sede del Parco. Presentazione del Parco e introduzione alla passeggiata. Interverranno: Presidente del Parco (carica in corso di nomina); Daniela D’Amico, Responsabile Ufficio Promozione e Rapporti Internazionali; Cinzia Sulli, Responsabile Area Scientifica. ore 11,00 Passeggiata da Villetta Barrea a Barrea accompagnati da: Aurelio Manzi Naturalista e storico del paesaggio; Alessia Brignardello Associazione Italiana Architettura del Paesaggio. ore 13,30 Arrivo a Barrea.

-Alle 14.00: InCanti a tavola – In collaborazione con l’Ente Parco. A Barrea, la passeggiata si concluderà, per i soli partecipanti, con “InCanti a Tavola”, una

grande tavolata imbandita con cibo proposto dal territorio del Parco che sarà animata con

l’esecuzione corale di alcuni brani della tradizione. L’animazione canora sarà affidata a

gruppi che partecipano al Festival del Saltarello.

-Alle 16.00 – 18.30: convegno sul tema: “ mobilità dolce per muoversi nel paesaggio in collaborazione con con AMoDo (Alleanza Mobilità Dolce)

-Alle 17.00 – 24.00: Festival del Saltarello –  Accompagna le danze l’Orchestra Popolare del Saltarello. Esibizione di gruppi di musica popolare che animano il paese e l’evento dei Borghi Autentici d’Italia.  La domenica è la giornata di chiusura del festival del Salterello, l’iniziativa coinvolge 12/14 gruppi che si esibiranno nel centro storico con laboratori di ballo tradizionale, sessione brevi concerti di jazz o word music anche nel Castello di Barrea.

-Alle 24: Premiazione del vincitore del Festival del Saltarello e chiusura dell’evento.

Le parole del Sindaco di Barrea, Andrea Scarnecchia, offrono la miglior sintesi a questa bella iniziativa: “Vi aspettiamo per offrirvi le nostre eccellenze come vuole la migliore tradizione dell’Abruzzo Forte e Gentile”:

Barrea (L’Aquila) – è raggiungibile in autostrada, in treno – stazione di Castel di Sangro o Alfedena Scontrone ed in Bus, autolinee regionali, da Roma, corse giornaliere, in partenza dalle stazioni ferroviarie di Termini e Tiburtina.

Musja – arte oltre il museo. Aprirà a Roma dal prossimo ottobre un museo privato nella strada che ha visto vicende e fortune della famiglia Jacorossi.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Ci sono i luoghi della memoria ed i luoghi di affezione ed insieme convivono e testimoniano vicende e fortune della popolazione investendo dettagliatamente e a pieno titolo l’intera sfera intima e personale di ciascuna persona. Uno di questi – Roma Via dei Chiavari, n.7 –  coinvolge la famiglia Jacorossi, giunta a Roma da Leonessa nel 1830 per commerciare in carbone, articoli per fuoco e riscaldamento, saponi e varechina.

20190723_131422(0)                                                         Il dott. Ovidio jacocorossi (sinistra) ed il curatore Danilo Eccher (destra)

Questo spazio nel cuore del centro storico di Roma, debitamente ristrutturato nel 2017 dall’architetto Carlo Iacoponi, offre oggi al dott. Ovidio, attuale capofamiglia e Amministratore Unico delle Società Inars e Fintermica 2 che operano nei settori immobiliare dell’arte e della cultura, la buona opportunità di trasformarlo in un museo di arte che rispecchi, attraverso le opere di artisti del ‘900 italiano, le idealità che furono alla base della vita civile e commerciale della sua famiglia. Scrive in proposito Danilo Eccher, storico e critico d’arte che cura questa iniziativa. “…Dopo il primo anno di vita come laboratorio di sperimentazione multidisciplinare, “Musia” diventa “Musja” (Museo Jacorossi) e in autunno cambia pelle, trasformandosi in museo privato, per offrire al pubblico un articolato programma artistico e culturale, all’interno di uno spazio che sarà interamente dedicato all’arte contemporanea. Il nuovo Museo raccoglie e custodisce, sin dalla rinnovata denominazione, la preziosa eredità culturale e la vasta collezione del fondatore Ovidio Jacorossi, le cui opere saranno esposte a rotazione in occasione di mostre dedicate o nell’ambito di progetti espositivi inediti, con uno sguardo sempre attento alle tendenze più innovative del panorama contemporaneo internazionale”. Gli oltre mille metri quadri di quello che un tempo fu bottega e retrobottega  della famiglia Jacorossi sono destinati ad accogliere, a rotazione con un programma espositivo triennale, le oltre 2.500 opere d’arte che oggi fanno parte della preziosa quanto importante collezione messa insieme da Ovidio Jacorossi. Di questa nel 2017 ebbe a scrivere Enrico Crispolti: “…un collezionare per passione ma praticato in termini di libera arrischiata creatività d’un impegno d’impresa…”.

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Sempre su questa collezione scrive di rimando Danilo Eccher: “Esiste un legame forte, indissolubile tra la storia della famiglia Jacorossi e il collezionismo d’arte. Nella fase di massima espansione industriale, il gruppo, su particolare impulso di Ovidio Jacorossi, inizia a interessarsi dell’arte del ‘900 italiano, con Roma come epicentro, nelle sue varie sfaccettature. Le acquisizioni di dipinti, sculture, fotografie, disegni, modernariato, design si susseguono con grande dinamismo. In particolare, presenti in collezione testimonianze dei movimenti simbolista e divisionista di fine ‘800 e inizi ‘900 fino al Futurismo, con l’Autoritratto di Giacomo Balla tra le opere più significative. Spazio anche alla Metafisica e al Surrealismo di Giorgio De Chirico e Fabrizio Clerici. Figurano inoltre tra gli autori: Arturo Martini, Mario Sironi e la Scuola Romana con Antonietta Raphäel, Mario Mafai e Corrado Cagli. Ancora, l’Astrattismo di fine anni ’40 e ’50, e gli anni ’60 raccontati attraverso i lavori della nuova Scuola Romana di Piazza del Popolo. Arte Povera e Arte Concettuale hanno tra gli esempi più rappresentativi opere di Pistoletto, di Luciano Fabro e di Gino Paolini. Presenti anche lavori legati al periodo della Transavanguardia e ai Nuovi Figurativi”. La  prima mostra in programma che animerà il nuovo museo Musja s’inaugura l’8 ottobre 2019, è parte integrante di una trilogia curata da Danilo Eccher, ed avrà per titolo: ““The Dark Side – Chi ha paura del buio”. Il tema posto all’attenzione dei visitatori verte “intorno al lato oscuro che appartiene all’uomo e alle vicende della vita, ai pensieri inespressi e i segreti dell’anima, ma anche sull’impegno di questa sfida, sul coraggio di attraversare il buio e sulla necessità di oltrepassare la paura”, come scrive il curatore. Compatibili con questa rassegna sono anche gli altri due momenti espositivi che, distribuiti nell’arco di più anni, sono rispettivamente dedicati alla “Paura della Solitudine” e alla “Paura del Tempo”. Di tutte queste rassegne la nostra testata darà nelle date opportune ampie recensioni.

Etruschi Maestri Artigiani – Nuove prospettive dai Musei Nazionali Archeologici di Cerveteri (RM) e Tarquinia (VT).

Testo e Foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Alcuni decenni fa, non molti, questa mostra, presente in due distinte sedi – Cerveteri e Traquinia-, voluta e organizzata dal Polo Museale del Lazio, magistralmente diretto dalla Dott.ssa Edith Gabrielli, sarebbe stata presentata, molto probabilmente con un diverso titolo. Non più “Etruschi Maestri Artigiani” bensì “Etruschi, popolo misterioso”, ponendo in risalto proprio quell’alone di mistero che circondava questa popolazione, stabilitasi nell’Italia centrale, lì giunta forse per mare o per terra, molto probabilmente dalla Turchia, e dalla scrittura incomprensibile, quasi un rompicapo per gli studiosi.

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Le due sedi espositive: a sinistra: Museo Nazionale Archeologico di Tarquinia -  a destra il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri

Si deve alle ricerche di tanti studiosi, quali i prof. Andrea Cardarelli e Alessandro Naso, curatori di questa rassegna, se oggi sentiamo gli Etruschi molto vicini a noi, quasi facenti parte delle nostre famiglie, come affermato da Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri. Le finalità di questa mostra, infatti, messe in risalto la dott.ssa Gabrielli, sono, oltre ricordare nel migliore dei modi l’iscrizione delle due necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia  nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, anche l’ulteriore sensibilizzazione della popolazione locale ed, infine, quella di essere un buon richiamo turistico principalmente per gli stranieri proponendo loro interessi culturali oltre quelli balneari e di relax presenti nelle due cittadine. Utile strumento in questa operazione é il catalogo edito da ”arte’m” in forma di libro – pagine 228 costo €.19,00 – con pregevoli apporti di studiosi e ricco d’immagini quasi tutte a colori, che può essere letto in spiaggia e costituire allo stesso tempo una preziosa guida alla mostra.

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Museo di Tarquinia: Gioielli in oro rinvenuti nelle varie necropoli e Cavalli Alati” simbolo del Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia

Il percorso espositivo in entrambi i musei si propone di mettere in evidenza la sapienza artigianale degli Etruschi ed ha come obbiettivo principale quello di riscoprire e valorizzare le testimonianze lasciate da questo popolo con particolare riferimento alle zone di Tarquinia e Cerveteri e l’intenzione di spaziare anche su un più vasto orizzonte ambientale e paesaggistico. Scrive M. Torelli “Nell’arte degli Etruschi nel 1985” (…l’arte antica e quella etrusca non fa eccezione– è essenzialmente artigianato…).

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Il Prof. Cardarelli illustra il reperto – elmo – simbolo della rassegna – A destra riproduzione al naturale di elmo e spada etruschi

Le dichiarazioni dei  curatori  affermano, infatti, che : “si tratta di una straordinaria opportunità per evidenziare la stretta connessione tra le due antiche città etrusche, ma, soprattutto, per rinsaldare il legame naturale tra i musei e le rispettive necropoli. I nomi di Cerveteri e Tarquinia costituiscono senza ombra di dubbio sia per il vasto pubblico degli interessati sia per la ristretta cerchia degli specialisti, un riferimento immediato, quasi un sinonimo, agli Etruschi e alla loro cultura, tanti sono i reperti archeologici, le fonti storiche e le testimonianze epigrafiche accumulati in entrambe le città lungo il millenario sviluppo della civiltà etrusca.”

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Cerveteri- Museo Nazionale Etrusco: “Il cratere di Euphronios” – Il vaso proviene dal saccheggio di una tomba della necropoli di Greppe di Sant’Angelo avvenuto nel 1971. Da lì, nel giro di pochi giorni, venne trasferito in Svizzera e rivenduto al Museo Metropolitan di New York. Nel 2006, dopo lunghe vicessitudini giudiziarie, l’eccezionale reperto é stato restituito all’Italia dove é definitivamente tornato nel gennaio 2008. Il cratere rappresenta una delle pietre miliari della ceramica attica nello stile delle figure rosse, firmato da Euxitheos come ceramista e da Euphronios come ceramografo. Sul lato A, foto di sinistra, é rappresentata la morte di Sarpedonte, dove il sonno, in greco Hypnos, e la morte, in greco Thanatos, sollevano il corpo del principe dal campo di battaglia per ricondurlo nella sua terra, in Licia, per i funerali. Il trasporto é diretto da Hermes e ad affiancare il principe ucciso ci sono anche Leodamante a sinistra e Ippolito a destra. Sul lato B la scena presenta tre giovani in atto di armarsi alla presenza di due opliti, tutti i guerrieri sono identificati con i loro nomi: Hypeirochos, Hippasos, Medon, Akastos e Axippos.

Inoltre la Direttrice Gabrielli integra queste dichiarazioni affermando che: “Il Polo Museale del Lazio celebra questo importante anniversario nelle quattro sedi del Museo e della Necropoli di Cerveteri e del Museo e della Necropoli di Tarquinia, con questa mostra pensata nell’ottica di una fruizione integrata dell’intero sito UNESCO. L’esposizione, curata da Andrea Cardarelli e Alessandro Naso, rilegge le prestigiose raccolte già esistenti nei due musei, anche grazie ai confronti offerti dalla presenza d’importanti prestiti come alcuni capolavori ceramici conservati a Roma, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e alcuni celebri oggetti preziosi della Tomba Regolini Galassi, appartenenti alle collezioni dei Musei Vaticani, che per la prima volta tornano a Cerveteri, dove furono scoperti. Vengono proposti al pubblico una serie di reperti particolarmente significativi provenienti dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia, facendoli emergere dal percorso museale. In riferimento a questi obiettivi e con l’intento d’intraprendere un percorso scientifico complessivo in linea con le attuali tendenze della ricerca, si è deciso di porre l’attenzione sull’eccezionale rilevanza dell’artigianato etrusco e sulla straordinaria perizia raggiunta dagli artigiani nel corso del primo millennio a.C. nelle due città di Cerveteri e Tarquinia”.

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Cerveteri: Museo Etrusco – Corredo rinvenuto nella tomba Regolini/Galassi- Necropoli di Cerveteri: Tomba dei rilievi- Foto da Wikipedia

Le antiche conoscenze e tradizioni produttive sono pertanto il filo rosso della narrazione che si articola attraverso i due affascinanti percorsi espositivi presenti nei due musei dove alcuni oggetti delle collezioni permanenti sono integrati da preziosi prestiti provenienti dai più importanti musei nazionali.
Informazioni su entrambe le sedi espositive: Museo Nazionale Archeologico Cerite, Cerveteri - Museo Archeologico Nazionale, Tarquinia – Dal martedì alla domenica dalle ore 8:30 alle 19:30 fino al 31 ottobre 2019. Costo dei Biglietti d’ingresso: intero € 6,00 | ridotto € 2,00. Biglietti cumulativi validi due giorni: singolo Museo + Necropoli: Intero €.10,00 agevolato €.4,00 – Cumulativo per entrambi i musei + le due necropoli, valido sette giorni, intero €.15,00 , agevolato €.8,00. Sito web: https://www.art-city.it/mostre/mostratarquinia.html

 

Luca Signorelli e Roma: Oblio e riscoperte

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

I debiti, di qualsiasi natura essi siamo ma in particolar modo quelli derivati dalle arti visive, devono comunque e sempre essere onorati. Così Roma, metropoli particolarmente attenta alla propria onorabilità, con la mostra “Luca Signorelli e Roma: Oblio e riscoperte”, ospitata per la prima volta nei Musei Capitolini, si affranca da questo debito nei confronti di un grande artista, già assoluto protagonista della scena artistica di metà quattrocento, inizi cinquecento, per troppo tempo e a lungo ignorato, malgrado i ripetuti soggiorni testimoniati dalla presenza in città di varie opere d’arte. Malgrado i giudizi favorevoli di vari critici, Giorgio Vasari per primo, che scriveva: “…fu nei suoi tempi tenuto in Italia tanto famoso e l’opere sue in tanto pregio, quanto nessun altro in qualsivoglia tempo sia stato già mai…”, la sua fortuna fu oscurata in breve tempo dall’avvento di due grandi maestri della pittura: Michelangelo e Raffaello e, questo oscuramento proseguì fin quasi ai nostri giorni. Un primo tentativo di riabilitazione avvenne già nei primi decenni dell’ottocento grazie ad un gruppo di artisti inglesi – Preraffaelliti – che vollero ispirarsi, come diceva il loro movimento, ai pittori padri del rinascimento italiano che, in ordine di tempo, avevano preceduto  l’arte pittorica sia di Raffaello e di Michelangelo. Giustamente oggi Luca Signorelli (Cortona – AR – 1450 ca. 23 ottobre 1523) siede giustamente nell’olimpo dei grandi pittori di tutti i tempi. Il percorso espositivo di questa rassegna, organizzato in sette sezioni al secondo piano di Palazzo Caffarelli, inizia presentandoci due busti con due diverse raffigurazioni dell’artista. Furono realizzati nel XIX secolo da Pietro Tenerani e Pietro Pierantoni, ispirandosi a due precedenti modelli difformi dalla vera immagine del Signorelli che lui stesso ci presenta nell’affresco su laterizio del Museo dell’Opera del Duomo ad Orvieto.

20190718_123500Luca Signorelli: “Tegola di Orvieto” “Autoritratto e ritratto di Ser Nicolò di Angelo Franchi (recto). Affresco su laterizio. Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto

La seconda sala offre uno spaccato della Roma di Papa Sisto IV^ Della Rovere quando le antichità, qui rappresentate dallo “Spinario”, divennero un’inesauribile fonte d’ispirazione per gli artisti, compreso Luca Signorelli, come attestano le opere esposte nella terza sala ed eseguite, per committenti religiosi umbri, toscani e marchigiani, dopo aver subito l’influenza dell’arte classica romana. Di commovente effetto la pala, restaurata per l’occasione, del “Martirio di San Sebastiano” eseguita in origine per la chiesa di San Domenico di Città di Castello. Le parti più scenografiche della Cappella di San Brizio – Cappella Nova – del Duomo di Orvieto occupano per intero la quarta sezione mentre nella successiva, tre raffinate tavole, inclusa “La Madonna col Bambino”, rivelano la particolare sensibilità dell’artista sul tema della grazia e dell’amore materno.

20190718_120717                                               Madonna col Bambino e nudo maschile. Olio su tavola. Monaco Alte Pinakothek

Il racconto dei retroscena e dei protagonisti dei soggiorni romani del 1507 e 1513 di Luca Signorelli, caratterizzati, come scrivono i curatori nel bellissimo catalogo, De Luca d’Arte, pagine 143 costo di copertina €.32,00, “da bruschi passaggi tra successi e fallimenti”, sono il tema della sesta sezione, mentre l’ultima, la settima, la sezione è interamente dedicata alla riscoperta dell’artista tanto nelle arti figurative, a sua volta Signorelli sarà d’ispirazione tanto per artisti moderni, Franco Gentilini e Corrado Cagli, quanto nella letteratura critica e nel mercato antiquarioa tal punto che già nel 1903 la Direzione Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione tentò, con varie leggi, di arginare il fenomeno della dispersione di opere di sommo pregio appartenenti a privati con il preciso intento rivolto ad impedire la vendita della tavola “La Madonna con il Bambino tra Angeli e Santi” della collezione Tommasi di Cortona.

20190718_123822“Madonna col Bambino fra angeli e santi”. Olio su tavola trasportato su tela. Nella predella (non pertinente), “Storie di San Giovanni Battista”.  Roma- Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo

Roma – Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli – Piazza del Campidoglio, n.1 fino al 3 novembre 2019 tutti i giorni con orario dalle 9,30 alle 19,30. Costo biglietti d’ingresso integrato Musei Capitolini + Mostra €.14,00, ridotto €.12,00. Non residenti a Roma €.2,00 in più. Informazioni tel. 060608, (ore 9,00/19,00) – sito web www.museicapitolini.orgwww.museiincomune.it

 

Wedding Night Dream: Nuovi suggerimenti per il giorno più bello della vita

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Malgrado la dura legge della natura e le sue opere revisioniste, spesso disgregatrici, il giorno del matrimonio resta l’evento principe nella vita delle persone. Il territorio dove questo evento riscuote particolari attenzioni, è la Sabina, quello per intenderci, che comprende Mentana, Monterotondo, Guidonia, Fonte Nuova, Torrita Tiberina e la provincia di Rieti.

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E’ questa una regione che si sta aprendo al settore wedding in una declinazione eco e green che rispecchia le peculiarità del territorio, esaltando la propria attitudine all’accoglienza di matrimoni da tutto il mondo, maturata nel tempo e frutto anche di una tradizione che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Plutarco – Vite Parallele – nel descrivere la vita di Romolo e gli indirizzi da lui seguiti nella scelta della moglie – rimarrà folgorato da Ersilia, già moglie del Re Sabino Tito Tazio -, ci lascia una preziosa testimonianza sul valore che in Sabina riveste il matrimonio e in quale considerazione era presente nel sentire dell’intera popolazione.

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Il rispetto di questi valori e l’esaltazione di questi elementi caratteristici della Sabina, sono stati alla base dello spettacolare evento “Wedding Night Dream”, andato in scena giovedì 18 luglio e realizzato per sancire questo nuovo partenariato tra la Wedding Planner e Event Designer Barbara Vissani, La Vie En Blanc Atelier per gli abiti e la residenza “La Torretta”, con le sue affascinanti strutture ricettive. Una sfilata ed un gala, accompagnata da un dinner, hanno saputo evidenziare le idilliache atmosfere agresti e i delicati cromatismi di questa terra, esaltati dalle dardeggianti luci del tramonto che hanno colorato di romantiche sfumature rosate un momento memorabile. Il defilée a bordo piscina, magistralmente coordinato da Regina Scerrato, è stato l’evento clou della serata ed ha visto protagoniste 20 creazioni della Maison di Giorgia Albanese, che è stata presentata come: “autentica custode di una tradizione di quattro generazioni di donne della moda che ha scelto questo territorio spinta da motivazioni imprenditoriali ma anche dal sentimento che lega la sua famiglia alla Sabina dagli inizi del secolo scorso”.

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Il defilée degli abiti, definito dalla brava presentatrice dell’evento Erika Gottardi, ” in cui prevalevano le eleganti sfumature dell’argento, ha esaltato nella giusta misura  i pregiati tessuti, i pizzi valenciennes e chantilly, fino all’autentico un coupe de théâtre” dell’ultima uscita di una modella/sposa sulla falsariga della “Nascita di Venere”, – già immortalata nel celebre dipinto di Sandro Botticelli – , dalle acque cristalline della maestosa piscina. Spettacolari sono state le creazioni in morbido tulle con pizzi rebrodé o in impalpabile georgette in seta arricchiti da preziose stole ricamate in argento”. Interessanti sono gli studi e le particolari ricerche che la maison effettua sui tessuti, alcuni con caratteristiche futuribili – “Wearable Art” – destinati,, in un domani sempre più vicino, ad accogliere, registrare e trasmettere stati di salute o emotivi presenti nei protagonisti della cerimonia.

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Dopo un variegato antipasto cocktail di benvenuto a bordo piscina – da non mancare pane, possibilmente bruscato, con olio della Sabina -,  e la sfilata degli abiti da sposa, gli chef di Pepe Catering, storica realtà della ristorazione in Sabina diretta da Daniele Pepe, hanno deliziato i palati con delicati ravioli con fonduta di burrata, pistacchio e zafferano, gustosi paccheri con speck melanzane e provola, ai quali hanno fatto seguito uno squisito filetto di bovino con granella di pistacchio, rucola su crostino, tortino di verdure e ventaglio di zucchine.

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Un buffet di dolci, frutta tagliata e golosità varie, a bordo piscina, è stato il degno epilogo di questa magica notte.

ENIT – Agenzia nazionale per il Turismo – si prepara al centenario presentando un bilancio consuntivo e preventivo triennale di un settore trainante l’economia nazionale alla presenza del Ministro

Testo e foto della redazione

“L’Italia si scopre autentica: punta sull’identità territoriale e cresce del 6,5% la spesa degli stranieri nel bel paese”. Con questo incipit si è aperta la conferenza stampa nella sede ENIT di Roma, alla presenza del Ministro Gian Marco Centinaio, nella soddisfazione, come affermato dal Presidente Giorgio Palmucci, di presentare risultati più che soddisfacenti ottenuti negli anni passati con tutte le buone premesse per un loro ulteriore balzo in avanti grazie alle nuove strategie messe in campo dall’Italia che puntano sulla crescita a valore e sulla sostenibilità del turismo, declinata per segmenti e mercati: azioni dedicate al lusso, al turismo leisure sia active che slow, e alla Meeting Industry”. Sono oltre 600 gli eventi Enit programmati nel mondo (+5% rispetto al 2018) tra cui il Centenario Enit, che verrà ricordato per un anno intero  dall’11 novembre 2019 all’11 novembre 2020,  insieme alle celebrazioni legate a Leonardo da Vinci, alla partecipazione al Giro d’Italia e altri eventi sportivi e fiere internazionali come il Seatrade, il World Routes e la Settimana della cucina. “E’ cambiata la visione e l’approccio all’industria del turismo, valorizzato oggi da tutto il Sistema Italia, – commenta il presidente Enit Giorgio Palmucci –  che ha finalmente l’attenzione che merita: un settore che muove 428,8 milioni di presenze e 41,7 miliardi di euro di spesa dei turisti stranieri in Italia nel 2018. Finalmente si può parlare di programmazione reale e strutturata che non proceda a tentativi senza un coordinamento tra i vari livelli territoriali e gli stakeholder pubblici e privati, ma che sviluppi sinergia, qualità dell’offerta ed efficientamento della filiera turistica in rete”. Sta premiando, quindi, un approccio pragmatico al mercato sia in termini di presenze estere: l’Italia, con oltre 216,5 milioni di pernottamenti totalizzati nel 2018 (+2,8%), supera la Francia (140,7 mln di notti, +5,4%) e cresce a differenza della Spagna (301 mln di notti, -1,6% in flessione rispetto al 2017), che in termini d’introiti. Un ruolo fondamentale è svolto dall’enogastronomia, cruciale per attrarre nuove esperienze di viaggio tra visitazione culturale, sportiva, active e slow. A ciò si aggiunge lo storytelling dei grandi eventi: dalla montagna (Cortina 2021 e Milano-Cortina 2026) alla cultura dei personaggi storici italiani, fino agli appuntamenti internazionali dell’agroalimentare come Vinitaly o del design come il Salone del Mobile, vetrine indiscusse per il segmento alto di gamma. ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo promuove l’Italia come meta di viaggi e vacanze dal 1919 e festeggerà a novembre i primi 100 anni. Dal 2016, grazie ad una nuova struttura aziendale che consente l’ottimizzazione delle risorse, ha incrementato l’efficienza e l’efficacia delle azioni e degli strumenti promozionali adottando un severo approccio di marketing sul quale si basa la pianificazione a breve e medio termine.

Momento importante di questa nuova politica sarà il primo Meeting Nazionale sul Turismo che si terrà a Ferrara i prossimi 13 e 14 settembre 2019. Una vera propria agorà del turismo italiano, che, sulla falsariga di quanto avvenuto negli anni passati con il Piano Strategico Nazionale per il Turismo, vedrà la partecipazione di tutti gli attori del settore: Ministero, Enit, Regioni ed enti locali, associazioni di categoria e professionisti in una due giorni ricca di dibattiti, tavole rotonde e sessioni tematiche. Al termine della due giorni sarà presentato il “Programma operativo 2019-2020” a cura del Dipartimento Turismo del Mipaaft.