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Rinascimento Marchigiano – Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma –

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Il complesso monumentale di San Salvatore in Lauro, sede del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma –P.za San Salvatore in Lauro –  accoglie una significativa testimonianza di quanto sia stato catastrofico nel 2016 il sisma che ha colpito la terra marchigiana. In mostra un notevole gruppo di opere d’arte, tra pittura e scultura che dicono di quanto amore sia stato riservato alla cultura e quanto grande sia stato lo sforzo profuso e condiviso con altri settori, taluni di vitale importanza per la vita civile.

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Nicola di Pier Gentile da Filetta di Amatrice detto Il Filotesio: “Redentore” – 1515/1520 – Affresco staccato dalla chiesa di S.Margerita ad Ascoli Piceno

Dietro ciascuna delle opere esposte ci sono sacrificio, tanto impegno e ricerca scientifica prestata da molti tecnici, tutti marchigiani che hanno lavorato in stretta collaborazione con le Università di Camerino ed Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche avvalendosi anche d’innovative analisi diagnostiche.  Vederle oggi esposte già restaurate, sia pure con evidenti segni  per lo shock subito, non possono che suscitare un plauso e tanta ammirazione.

20200218_130643                                             Vittore Crivelli: “Madonna adorante il Bambino ed angeli musicanti” – Tempera su tavola

Il titolo “Rinascimento Marchigiano”, infatti vuole indicare proprio come in questa esposizione si possa vedere essenzialmente una rinascita,. Non solo culturale, dell’intera regione dopo un sisma che ha particolarmente infierito  nelle provincie di Macerata ed Ascoli Piceno provocando danni  superiori a tutte le restanti provincie del centro Italia

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                       Jacobello del Fiore: “Storie di Santa Lucia” – Lucia riceve l’Eucarestia – Lucia trafitta alla gola dal pugnale del boia

La mostra si avvale di un percorso itinerante concepito in tre tappe che hanno preso il via proprio nella zona del cratere, ad Ascoli Piceno presso il Forte Malatesta ed ora prosegue a Roma presso la sede del Pio Sodalizio dei Piceni e si concluderà nell’estate 2020 a Senigallia, sulla riviera adriatica. Le opere esposte come scrivono i due curatori Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, nel bellissimo catalogo: “vanno dal ‘400 al ‘700., alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico, altre invece dal grande valore storico-artistico. Tra queste crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco che ancora oggi si trovano all’interno delle chiese come oggetti di culto da parte dei fedeli. Non mancano però nomi importanti come Iacobello del Fiore con la serie delle scene della vita di Santa Lucia provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, Vittore Crivelli con la Madonna Orante, il Bambino con Angeli Musicanti di Sarnano, Cola da Amatrice di cui spicca la Natività con i Santi Girolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca dalla sacrestia della chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno.”

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Scuola Marchigiana del XVIII sec. “Sportelli di armadio a muro” raffioguranti le tre cvirtù teologali: Fede-Speranza-Carità-, più una quarta (coniagata per l’occasione): Povertà volontaria. Particolari le 5 serrature le cui chiavi erano tenute da 5 diverse persone.

L’obbiettivo della mostra è anche quello di rendere fruibili le opere restaurate da qui in futuro come spiega Pierluigi Moriconi della Soprintendenza dei Beni Architettonici delle Marche e curatore dell’esposizione: “Terminate le mostre le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in 8  depositi e li saranno sempre a disposizione del pubblico previo contatto con la Soprintendenza”. Grazie alla presenza di queste opere nella capitale, sarà possibile ammirare una parte del prezioso patrimonio disseminato nel territorio marchigiano che è stato danneggiato dal terremoto, recuperato, portato a nuova vita e con questa mostra reso di nuovo fruibile.

Roma- Pio Sodalizio dei Piceni – Piazza San Salvatore in Lauro fino al 5 luglio 2020 con ingresso gratuito dal lunedi al sabato nelle ore 10,00/13,00 e 16,00/19,00.

Il Commissario Montalbano – Ritorna in TV da lunedi 9 marzo p.v. ed eccezionalmente nelle sale cinematografiche il 24-25 e 26 febbraio 2020.

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Tutti i precedenti 34 episodi trasmessi in oltre venti anni dalla prima rete televisiva nazionale avevano goduto di una doppia paternità: una biologica di Andrea Camilleri ed una mediatica del regista Alberto Sironi. Come vuole la legge di natura, venuti a mancare i genitori, i figli subentranti hanno proseguito l’opera genitoriale. Così la coregia è passata nelle mani di Luca Zingaretti, storica personificazione della figura del commissario  Salvatore (Salvo) Montalbano, mentre la sceneggiatura è stata curata da altri storici collaboratori di Camilleri: Francesco Bruni, Salvatore Mola e Leonardo Marini. Questa operazione ha fornito sufficienti e valide garanzie per una lunga vita a questa saga televisiva, quasi immortale, come affermato dal produttore Carlo Degliesposti.

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Gli ultimi due romanzi di Camilleri, uno già uscito e l’altro dicono chiuso nella cassaforte dell’Editore Sellerio,  sono pronti per essere trasferiti in vari episodi per una nuova serie televisiva. Nelle parole di Luca Zingaretti, sia pure espresse da un attore con una lunga esperienza, è stato avvertito il complesso legame, non solo professionale, che lo legava ai due padri: “… è la prima volta senza Camilleri e senza Sironi del quale ho proseguito la regia nel modo più fedele possibile e con tanta malinconia”. Per la prima volta i due episodi che andranno in onda il 9 e il 16 marzo p.v. saranno presenti dal 24 al 26 febbraio 2020 nelle sale cinematografiche ed il cui ricavato sarà tutto devoluto in beneficienza. I racconti che hanno ispirato questi due episodi sono stati tratti da “Salvo amato …, Livia mia”  e “Il vecchio ladro”. Un terzo episodio tratto dal racconto “La rete di protezione”, edito da Sellerio Editore come gli altri due, é già pronto per essere trasmesso in data da definire. Il Commissario Montalbano è divenuto già da vario tempo un appuntamento molto apprezzato dal pubblico italiano e di questo Camilleri ne era pienamente consapevole: “Molti italiani”, affermava in un’intervista concessa diverso tempo fa a Vincenzo Mollica, “si riconoscono in lui, un personaggio medio la cui lealtà primeggia su tutti”.

VINO 4.0 – Convegno di Gambero Rosso sulle strategie di confronto tra Distribuzione, Comunicazione, Promozione, del vino italiano

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Nell’area congressuale dello Sheraton Hotel & Conference Center di Roma Eur  si è concluso con successo il Global Summit di Gambero Rosso  che ha avuto per tema “Vino 4.0 Distribuzione, Comunicazione, Promozione Strategie e Protagonisti a Confronto. Nei vari panel sono state analizzate le strategie da mettere in atto per la promozione del vino italiano in Italia e nel mondo con l’obiettivo di incrementare i prezzi di vendita, aumentando così il margine per l’intero settore.  Una giornata interamente dedicata ai protagonisti del comparto enologico, che si è concluso con la presentazione della prima guida Enoteche d’Italia 2020 e il grande wine tasting  “Anteprima Fiere Vino”. Come affermato da vari relatori: “In uno scenario sempre più competitivo, il vino italiano continua a conquistare i mercati. Con una produzione che nel 2019 ha raggiunto i 46,6 milioni di ettolitri, l’Italia mantiene il primato mondiale, con una progressione in volume sulle esportazioni a 15,7 milioni di ettolitri (+12% rispetto al 2018) e una progressione in valore che ha raggiunto 4,6 miliardi di euro (+4%) (fonte Ismea 2019). Dalla grande distribuzione alle enoteche di qualità, dalla ristorazione ai nuovi mercati online, senza dimenticare le rilevanti opportunità di internazionalizzazione: il vino italiano si conferma nell’olimpo delle scelte dei consumatori”.   In apertura del summit il Presidente di Gambero Rosso, Paolo Cuccia, ha dichiarato: “Un Global Summit per analizzare e comprendere i trend di mercato, le esigenze di produzione, distribuzione e consumatori del vino Made in Italy: con Vino 4.0 Gambero Rosso si conferma attento osservatore e promotore di una delle più grandi ricchezze del nostro Paese. I consumi di vino di qualità sono in aumento e ci è sembrato doveroso fare un punto con i principali protagonisti del comparto. Ringrazio gli oltre 50 Relatori che con entusiasmo hanno aderito e contribuito alla riuscita di questa giornata interamente dedicata a loro, con l’obiettivo di rafforzare la promozione, in Italia e all’estero, e trovare strategie di valorizzazione e aumentare così i margini di vendita”.  Al termine del Global Summit è stata presentata la prima edizione della Guida Enoteche d’Italia 2020, l’unica guida alle migliori enoteche e ai migliori punti vendita tradizionali, della GDO e online per il vino in Italia. Più di 300 gli indirizzi presenti in guida per un acquisto consapevole. Sono stati inoltre premiati 54 esercizi. La guida sarà costantemente aggiornata ed è consultabile, in anteprima con libero accesso fino al 1° marzo, al link https://www.gamberorosso.it/enoteche e successivamente inclusa nell’abbonamento di Gambero Rosso Premium. La guida sarà presentata in formato cartaceo in occasione del Vinitaly 2020.

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Il Grande Wine Tasting di presentazione di “Anteprima Fiere Vino”, con oltre 150 vini in degustazione, ha concluso la giornata. Giunto alla sua settima edizione, “Anteprima Fiere Vino” è nato per consentire alle etichette e le cantine della Guida Vini d’Italia di raggiungere territori, Ho.Re.Ca. e consumatori con degustazioni e seminari in tutto il territorio italiano. Sarà possibile partecipare al Tour dal 28 febbraio al 4 aprile in oltre 30 enoteche su tutto il territorio nazionale. Il calendario è presente sul sito www.gamberorosso.it

 

La vita promessa – II^ Parte – Torna da domenica 23 febbraio p.v. per tre serate su RAI 1 la saga dei Rizzo con mamma Carmela – Luisa Ranieri – sempre più protagonista

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Trent’anni fa usciva il film di Sergio Leone “C’era una volta in America”, un vero capolavoro, tanto che a distanza di tempo è tuttora una guida per i registi contemporanei. Su questa falsariga si muove anche Ricky Tognazzi nelle serie televisiva “La Vita promessa – II^ parte” , tanto da avvalersi  dell’identica colonna sonora. Ispirarsi a tal maestro non è certo una colpa, anzi può essere assunto a pieno titolo e “menarlo a vanto”. L’intera saga della famiglia Rizzo, che sembra aver trovato in America la vita promessa, si svolge nella Little Italy newyorkese post crisi 1929, in piena espansione economica del “new deal” ed emancipazione civile. Anche mamma Carmela, che gestisce con successo un nuovo ristorante, è coinvolta in questo nuovo corso: parla inglese, ha imparato a scrivere ed a guidare l’auto però, come ha affermato la sua interprete la brava Luisa Ranieri: “…. non ne facciamo un santino. E’ una donna ingombrante che vuole dire la sua sui figli, i nipoti, le nuore e per troppo amore si fanno errori”.

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Deve, inoltre, sostenere tremende battaglie che affronta con coraggio e con determinazione reagisce a situazioni difficili e alle minacce mantenendo uniti i suoi figli “come le dita di una mano”. Un personaggio simile non poteva che avere un ruolo da protagonista di una serie predestinata al successo ed incollare davanti alla TV milioni di telespettatori. Tra i vari interpreti principali Thomas Trabacchi nei panni di Amedeo Ferri, Miriam Dalmazzo per Rosa Canuto, e Arturo Muselli per Cesare Vitale.

ZERO ZERO ZERO – La nuova serie TV di Sky Original

Mariagrazia Fiorentino

Una nave portacontainer con un prezioso carico di cocaina che dal Messico deve arrivare in Calabria, attraverso un percorso che lascia dietro di se quanto di peggio può offrire la malavita, oltre qualsiasi sentimento ed i pur minimi segni del vivere civile. Una documentazione dura, cruda di un commercio ingiustificato anche dai notevoli profitti che possono derivare. Zero Zero Zero parla dell’aspetto forse meno esplorato del mondo del narcotraffico: quello del grande business, degli scambi finanziari che coinvolgono fornitori, intermediari e acquirenti di tonnellate di droga.

Una produzione girata in tre continenti: America, Europa e Africa – il coinvolgimento di oltre mille persone di troupe, più di dieci mila comparse, con 148 giorni di riprese per un viaggio “on the road” in otto episodi per il nuovo progetto di Sky Original firmato da Stefano Sollima. Ha debuttato il 14 febbraio u.s.  su Sky Atlantic e Now TV alle 21,15 ed è disponibile on demand e su Sky Q satellite anche in 4 K HDR.

Le foto di Tina Modotti in mostra a Palazzo Merulana

A cura della redazione

Questa mostra che vede esposte nel Palazzo di Via Merulana le foto di Tina Modotti é la prima di  una rassegna che prevede altre due esposizioni fotografiche negli stessi spazi fino al 6 aprile con il preciso intento d’indagare, come scrivono i curatori,: “il rapporto tra la fotografia e l’arte in generale con il tema del desiderio, della passione e della bellezza stimolando la ricerca sulle motivazioni e le spinte più profonde che animano i sogni e le azioni quotidiane che puntano alla realizzazione di essi”. Questa che accoglie le opere della fotografa Tina Modotti che verrà inaugurata il prossimo 22 febbraio per proseguire fino al successivo 8 marzo, ha un titolo quanto mai intrigante: “Eros”, che, come ha affermato Maria Cristina Valeri, Presidente dell’associazione Roma Fotografia, organizzatrice di queste rassegne, “vuole delineare, attraverso la fotografia, i contorni e le sfumature della forza straordinaria che muove il mondo: il Desiderio”.  Temi insoliti specie se riferiti a una donna, un’artista oltre le definizioni, oltre il suo tempo degli anni venti dello scorso secolo, che li proietta in una nuova modernità e trova nel “Desiderio” la scintilla per muoversi verso un ideale imprescindibile, una passione irrinunciabile, una volontà tenace, nell’esplorazione di sé e della stessa vita per lei già immortale.

A questa esposizione seguirà la seconda rassegna dall’11 al 22 marzo con le foto di Chiara Caselli: immagini riferite alla contemporaneità intrisa di classicismo. Entrambe le rassegne hanno per protagoniste donne che rappresentano forza, indipendenza, coraggio, emancipazione, e diventano portatrici di un messaggio importante che Roma Fotografia vuole amplificare: la presenza incisiva, attenta, competente e innovativa delle donne in un settore spesso declinato al maschile come la fotografia.

Dal 25 marzo al 4 aprile è il turno di Stelle Silenti, mostra curata dall’Archivio Fotografico dell’Istituto Luce-Cinecittà, composta da 48 stampe fotografiche digitalizzate e restaurate dall’Archivio Fotografico Luce, dedicata al Cinema muto degli anni ’20. Il progetto deve il suo grande valore al Fondo Cinema Muto, costituito da fotogrammi cinematografici originali dei primi del 900 che riguardano scene tratte da film muti.

Queste mostre saranno accompagnate da incontri, workshop, laboratori didattici e un evento di chiusura  di particolare importanza:un incontro con Franco Fontana

Per informazioni e sul calendario completo delle varie iniziative è possibile consultare il sito internet www.roma-fotografia.it

 

Il Cacciatore – II^ Stagione – Su RAI Due in prima serata da mercoledi 19 febbraio 2020 per quattro serate, per la regia di Davide Marengo

Mariagrazia Fiorentino

“Liberamente ispirata alla vera storia del magistrato Alfonso Sabella, raccontata nel suo libro, Cacciatore di Mafiosi, segue le vite e gli uomini che, nel bene e nel male, hanno scritto una pagina indelebile della storia d’Italia. Da un lato gli uomini della giustizia, costretti a vivere all’ombra del pericolo mentre cercano di preservare un barlume di umanità e proteggere le persone che amano, dall’altro i boss,  belve in fuga, ferite, ma capaci di rispondere alle minacce con una violenza implacabile.” Interpreti principali Francesco Montanari, Miriam Dalmazio, Francesco Foti, Francesca Inaudi, Edoardo Pesce, Alessio Praticò, Veronica Lucchesi, Gaetano Bruno.

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Davide Marengo scrive: ….”La Sicilia diventa una terra di frontiera contesa tra forze contrastanti, dove personaggi crepuscolari si affrontano consci che solo chi è in grado di adattarsi ai cambiamenti del loro tempo resterà in piedi, mentre gli altri verranno catturati o cadranno in battaglia”. Il film si ambienta in una terra che è di tutti e di nessuno, un film sull’ironia, il dramma umano, la commedia, la speranza e che ci tiene incollati fino all’ultima inquadratura

Bibi Film e RAI Cinema presentano “Lontano – Lontano”: Scritto e diretto da Gianni Di Gregorio. In uscita il 20 febbraio 2020

Mariagrazia Fiorentino

Lontano – Lontano è un film ambientato principalmente a Roma –   Trastevere, pieno di colpi di scena e di amicizie, ma anche colmo di umanità vera che fa sorridere per 90 minuti.

Per cambiare vita non si è mai troppo vecchi. Questo almeno sperano Attilio, Giorgetto e il Professore, tre uomini sulla settantina, variamente disastrati che un giorno decidono di mollare la vecchia vita di quartiere e andare a vivere all’estero. All’estero dove?. Interpreti principali: E.Fantastichini, G.Colangeli, G. Di Gregorio.”

Un film decisamente da non perdere.

Presentate le linee guida della XVII Quadriennale di Roma

A cura della redazione

La prima edizione si svolse nell’anno 1931 e, come per la futura che prenderà il via il prossimo 1 ottobre  2020, fu ospitata nel Palazzo delle Esposizioni. I lunghi percorsi compiuti nelle passate 16 edizioni non sempre sono stati lineari comunque è innegabile che abbiano sempre rappresentato una finestra importante dalla quale intravedere  i maggiori artisti che nei successivi anni avrebbero degnamente rappresentato l’arte italiana tanto in patria che all’estero. Non appena chiusi i battenti della XVI^ edizione, viene reso noto un bando per la nomina del direttore artistico, incarico fino adesso mai nominato, che progetti e realizzi la programmazione culturale nel triennio 2018/2020 in vista proprio della 17^ Quadriennale d’arte. Sul tavolo dell’omonima Fondazione arrivano sette progetti e dopo un’accurata selezione, viene affidato l’incarico a Sara Cusolich che chiama a coadiuvarla nel impegnativo compito e con il preciso incarico di curare l’esposizione, Stefano Collicelli Cagol. Nell’agosto 2019 viene chiamato alla presidenza della Quadriennale Umberto Croppi, già assessore alle politiche culturali di Roma Capitale. Queste le principali direttrici che la 17^ Quadriennale si prefigge nel prossimo quadriennio:

  • Ritornare al suo spirito originario di strumento in cui gli artisti siano al centro della sua attività, coinvolti nella costruzione dei suoi indirizzi e degli eventi prodotti.
  • Diventare un punto di riferimento per il sostegno della produzione artistica e la selezione di talenti, offrendo ad artisti e collezionisti occasioni dirette di incontro.
  • Costruire una rete stabile, a partire dalla prossima mostra di ottobre, di relazioni e coordinamento con le altre istituzioni del contemporaneo, sia pubbliche che private, con le fondazioni, le gallerie, le associazioni, gli studi, le scuole, non solo nell’ambito delle arti visive, ma anche della musica, della danza, del teatro.
  • Consolidare e creare attività di relazioni con istituzioni internazionali, a partire da quelle presenti nella Capitale, con uno sguardo costantemente rivolto alle aree del mondo che costituiscono ormai nodi imprescindibili per la valorizzazione degli artisti.
  • Espandere le azioni di ricerca e studio e diffusione della conoscenza, cooperando con le università, le accademie, gli istituti di formazione, anche attraverso il potenziamento dell’attività editoriale.
  • Essere protagonista dell’unico caso di rigenerazione urbana in corso a Roma con la nuova sede dell’Arsenale Clementino, i cui lavori di ristrutturazione e progettazione sono già in fase avanzata.
  • Diventare uno dei principali punti di riferimento per aziende e fondazioni bancarie, nel potenziare l’utilizzo dell’arte nella cultura d’impresa e nelle politiche di formazione e aggiornamento professionali.
  • Promuovere delle azioni per individuare un partner che consenta un ampliamento delle attività secondo le linee qui definite; avviare una campagna di ricerca di partner minori, a partire dalle singole persone, ma anche costituire una comunità più direttamente coinvolta nella vita della Fondazione; predisporre un piano di membership, con focus immediato la mostra del 2020, che faciliti una raccolta di fondi mirata, in aggiunta alle sponsorizzazioni in senso stretto.

Fra le novità di maggior rilievo, come affermato dalla sottosegretaria On.le Lorenza Bonaccorsi c’è quella che interessa l’Arsenale Clementino a Porta Portese, complesso monumentale che il MiBACT ha destinato alla Fondazione.

Nel prossimo mese di maggio sarà nuovamente convocata una conferenza stampa per rendere noti in maniera dettagliata tutte le caratteristiche che interesseranno questa importante manifestazione.

 

Opere di Jim Dine in mostra al Palazzo dell’Esposizioni dall’11 febbraio al 2 giugno Roma, 2020 –

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

Non è certo la prima mostra d’arte contemporanea ad essere ospitata nel Palazzo delle Esposizioni; grazie però al suo attuale direttore – Cesare Pietroiusti, – in questi anni  segnati dalla sua gestione, queste si sono notevolmente moltiplicate, per nostra fortuna e di quanti amano l’arte al passo della contemporaneità. Fino al prossimo 2 giugno avremo la bella opportunità di conoscere da vicino l’arte di  Jim Dine, (Cincinnati, USA, 1935 – un americano appassionato dell’Europa e amante di Roma -), in una mostra che accoglie circa 80 opere promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, ideata e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e curata da Daniela Lancioni.

20200210_110345_001                                                                                                        Harvest (Recolte) 1984

Si tratta di un’ampia mostra antologica realizzata in stretta collaborazione con un artista che in più di mezzo secolo ha esplorato tecniche e soggetti,  dove un esaustivo apparato iconografico restituisce la memoria visiva dei celebri happening raccontati dalla voce dello stesso Jim Dine. Una selezione di video interviste, infine, permetterà di familiarizzare con la figura dell’artista.

20200210_114525                                                                                                     Long Island Landscape – 1963

Come ha tenuto a precisare il Direttore Pietroiusti:”Il Palazzo delle Esposizioni presenta uno dei maggiori protagonisti dell’arte americana, il cui lavoro, radicale e innovativo, ha avuto un grande impatto sulla cultura visiva contemporanea, in particolare su quella italiana degli anni Sessanta. Nonostante la sua popolarità, Jim Dine rimane un artista difficilmente catalogabile in virtù soprattutto della sua volontà d’indipendenza e del suo rifiuto a identificarsi nelle categorie della critica, della storia dell’arte e del mercato. Sono esemplari l’autonomia e la libertà con le quali da sempre si rapporta al panorama dei valori accertati”.

20200210_113934                                                                                                             Head – 1959

Il percorso espositivo è stato ordinato secondo un criterio prevalentemente cronologico e distribuito nelle sei sale che coronano la hall centrale. I primi lavori sono piccoli dipinti su tela e acquarelli datati 1959,in ciascuno dei quali campeggia una testa isolata dal corpo (Head). Lo stesso soggetto è presente nell’ultima sala a conclusione della visita ingigantito in un dittico del 2016 (Two Large Voices Against Everything).

20200210_114256                                                                                                            Shoe – 1961

Segue un focus dedicato agli happening. Per la realizzazione di questa sezione, scrivono i curatori della mostra, “è stata condotta un’approfondita ricerca delle fonti iconografiche negli archivi che detengono le immagini dei maggiori fotografi attivi negli anni Cinquanta e Sessanta sulla scena artistica downtown di New York: Robert R. McElroy, Fred W. McDarrah e Peter Moore.

20200210_115019_001                                                                                                       Black Venus – 1951

Le immagini fotografiche reperite sono esposte insieme a un commento audio appositamente registrato dall’artista per la mostra romana”. Ampio spazio nelle sale successive è stato dedicato ai dipinti datati tra il 1960 e il 1963, attraverso i quali è offerta la possibilità di familiarizzare con i temi noti dell’arte di Dine, dagli strumenti di lavoro, recuperati nella ferramenta del nonno, alla tavolozza del pittore  e gli indumenti di lavoro. Il fil rouge è il colore che si trasforma in diverse metamorfosi.

20200210_114802                                                                                              A Thin Kindergarten Picture – 1974

Proseguendo nel percorso s’incontrano alcune opere considerate i suoi capolavori, come Window with an Axedel 1961, Black Shoveldel 1962, Four Roomsdel 1962,costituito da quattro grandi tele e da elementi dislocati nello spazio, e Two Palettes in Black with Stovepipe (Dream)del 1963. Significativi, inoltre, cinque degli otto lavori presentati alla Biennale di Venezia del 1964, presenti circa a metà del percorso espositivo.

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Un’intera sala è stata dedicata ai noti Cuori di Jim Dine mentre in una successiva è presente il grande cuore di paglia (Straw Heart) insieme alla mano verde (Green Hand). Nell’ultima delle sei sale intorno alla  del Palazzo delle Esposizionisarà si trova esposta Black Venus del 1991 (scultura derivata dal modello della Venere di Milo,cui Jim Dine lavora a partire dalla fine degli anni Settanta) e altre opere diversamente riconducibili a modelli dell’arte del passato.

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La mostra proseguirà con una selezione di opere degli anni più recenti e terminerà con una folla di Pinocchi, sculture in legno realizzate a partire dai primi anni Duemila. Scrivono in proposito i curatori: “… questa reiterata presenza svelerà la predilezione di Jim Dine per il personaggio di Carlo Collodi, creatura meravigliosa portatrice dell’antica metamorfosi dell’inanimato che prende vita”. La rassegna è accompagnata da un catalogo edito da Quodlibet costo €.28.00 pagine 304. Attività collaterali affiancheranno la mostra: concerti, conferenze, rassegna cinematografica, laboratori e visite guidate bilingue anche per non vedenti e molto altro.

Roma:Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 fino al 2 giugno2020 con orari:domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso Informazioni e prenotazioni: Singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 0639967500; www.palazzoesposizioni.it Biglietti:intero€12,50; ridotto€10,00.

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