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U.S. Embassy Rome – Nello Petrucci “Over the sky” – dal 3 al 29 giugno 2019

Mariagrazia Fiorentino

Così il nostro artista potrebbe ben condividere quanto Kandinsky scriveva della propria pittura definendola “un pezzo di ghiaccio entro cui brucia una fiamma”. Nello Petrucci espone alcune delle sue opere, pensate come omaggio alla storia e cultura visiva americana in un parallelo tra l’antico (Pompei) e la città di New York. E’ dopo il 2018, anno della sua residenza artistica presso il  3World Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale “The Essence of lightness” che ha iniziato a formulare un pensiero visivo della resistenza che pone il classico come principio della permanenza della memoria identitaria dei popoli.

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“Il percorso espositivo inizia con un dittico che rappresenta due figure antitetiche, la morte e la resurrezione, la caduta e l’ascesi, desunte da una ripresa delle torri gemelle durante l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001. Delle due anime l’artista insegue l’anima che sale, incominciando quindi un viaggio che va al di sopra della città, in un luogo sospeso dove vige ancora la libertà di superare i limiti della dimensione fisica e temporale”. L’artista compone forme visibili nello spazio della superficie pittorica, come il musicista compone forme sonore nello spazio musicale. Ed è proprio nella costruzione dello spazio poetico che la pittura trova la sua analogia con la musica, e nel movimento, nella dinamica e nelle pulsazioni del ritmo, della composizione delle opere.

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Nella sua biografia si legge “…solo con lo strappo provo una certa forma di liberazione, in quel momento la mia coscienza si separa dal mio pensiero, e man mano ricompongo un puzzle di sensazioni e mistiche osservazioni dello specchio del mondo”. Scrive Francesca Barbi Marinetti nella prefazione al catalogo “Petrucci offre una via che è, appunto, di leggerezza. La leggerezza del sovrastare la realtà a volo d’eccello, per esonerarci dalla schiacciante brutalità e violenza del presente, consentendoci di rimettere in moto speranza e ricerca”. Nello Petrucci se lo si vuole ritagliare in un contesto culturale che lo rappresenti, possiamo definirlo un talento con una mente aperta ai confini del sapere con un cuore di un profeta alla ricerca della spiritualità più profonda e con gli occhi aperti al futuro.

Per maggiori approfondimenti sull’artista, visitare i siti www.nellopetrucci.com e  www.contempli.com. Accompagna la mostra il catalogo bilingue curato da Marcello Francolini edito da Carlo Cambi Editori, pag.97 costo €.18,00

“Luigi Boille. Luoghi di luce, scrittura del silenzio”: I Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi – ospitano fino al 3 novembre 2019 la prima grande antologica di un’artista figura preminente nell’arte contemporanea italiana.

Testo e foto di Donatello Urbani

Una selezione di circa ottanta opere, narrano il percorso artistico del maestro a partire dal 1958, anno in cui raggiunge una piena maturità, fino al 2015 in cui scompare. La mostra è la prima grande antologica dedicata a Luigi Boille in una sede istituzionale romana – Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, città dove ha compiuto i suoi studi e punto di partenza per la sua attività artistica.

20190621_112403                                                                                          Victoire – 1959. Olio su tela di sacco

Dopo il diploma di pittura all’Accademia di Belle Arti e la laurea in Architettura, nel 1950 Boille si trasferisce a Parigi, dove entra in contatto con l’École de Paris. Scrivono i curatori Claudia Terenzi e Bruno Aller: “sono gli anni in cui lavora le sue tele con la trementina, infiammandole con il gas, controllando colore ed effetti di superficie. I contatti più importanti sono quelli che ha con i critici come Michel Tapié che lo inserisce nel gruppo dell’Art autre e Pierre Restany che parla di riconciliazione dell’intelligenza con il puro istinto nella pittura di Boille in quegli anni parigini. Alla fine degli anni Cinquanta si assiste a una breve ma evidente convergenza con la scuola di New York”. Le influenze internazionali che acquisisce rimarranno per sempre presenti nelle sue opere.

20190621_112744                                                                                           Dittico Zen – 2011. Olio su tela

Difficile ritrovarvi i colori e le forme artistiche proprie della città di Roma, vissute negli anni della giovinezza,  come si può rilevare nelle opere presenti nell’ultima parte della rassegna “Luigi Boille. Luoghi di luce, scrittura del silenzio”  realizzate negli anni 1997-2015, in cui il segno si fa rarefatto e si staglia su ampie campiture di colore. In queste opere, più che nelle altre realizzazioni,  il segno è una sintesi dello spazio in cui i gialli, i verdi, i viola si accompagnano a profondissimi blu, rossi cosmici, neri accesi e silenziosi bianchi.

20190621_112639                             Grigio leggenda – 1973 –     Nero continuum. 1975 – Arabesco rosso cosmico. 1975. Tutti olio su tela

Scrivono sempre i curatori nel bel catalogo ricco di contributi scientifici, pagine 160, €.25,00: “in uno spazio indeterminato che vibra su un colore di fondo, un segno, ovvero una grafia, una scrittura surreale si accosta alla filosofia zen, a cui Boille, in varie fasi si è avvicinato, attratto dalla cultura giapponese, con un occhio particolare al gruppo Gutai”.  Il percorso espositivo che si articola nella varie sale si compone di una serie di opere su carta che vanno dal 1958 al 2015, a partire da una sezione che raccoglie i dipinti realizzati tra il 1964 e il 1966, periodo in cui su invito del curatore Lawrence Alloway, Boille rappresenta l’Italia al “Guggenheim International Award” di New York (1964), insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana. Interessanti sono le opere realizzate nel 1966,  anno in cui l’artista prende parte alla XXXIII Biennale di Venezia con cinque grandi tele,  tutte esposte in questa mostra.

20190621_112502                                                                                        Aldebaran – 1966. Olio su tela

Si prosegue poi con le opere realizzate dal’72 al 2000, con una sala interamente dedicata al giallo, “colore spesso utilizzato da Boille, sempre dagli scritti dei curatori,  in cui vibrazioni  e segni sottili rendono ancora più intensa la luminosità.  Segue una selezione di opere realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta dove il segno s’intensifica su una vasta gamma di colori, un segno sottile, quasi rarefatto in un continuum che invade la tela, e in altre il segno emerge in rilievo come materia nelle Centralità e nelle Tracce di Luce, mentre, all’inizio degli anni ’90, i segni diventano più spessi, più dinamici”. Una rassegna di grande interesse che propone per intero l’opera di un “pittore puro” come lo definì Giulio Carlo Argan.

Roma – Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi – Via Nomentana, 70 fino al 3 novembre 2019 dal martedi alla domenica nell’orario 9,99/19,00. Biglietto d’ingresso  per residenti a Roma: intero €.8,00, ridotto €.7,00, integrato con la Casina delle Civette, intero €.10,00, ridotto €.8,00; non residente €.1,00 in più. Gratuità come previste dalla legge. Informazioni: www.museivillatorlonia.it – Tel. 060608 tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00

Roma – Museo Carlo Bilotti: Frank Holliday in Rome dal 20 giugno al 13 ottobre 2019.

Mariagrazia Fiorentino

“ Stò lì e metto la pittura sulla tela. Immagino che ci sia un processo, ma non una formula, ho l’impressione di ciò che voglio, ma devo trovarlo…..Uso i colori ad olio un solvente che mi è ispirato dalla pittura di Tiziano…..” – (Frank Holliday)

Artista statunitense, ma che ha saputo respirare a pieno l’aria, la vita, le tradizioni romane, ispirandosi anche ai maestri della storia dell’arte italiana. Nel suo piccolissimo studio in Via del Leonetto, in occasione del suo soggiorno “monastico” romano nel 2016, ha realizzato 36 opere di grande formato. Allievo di Andy Warhol “timido e riservato, che non amava mostrarsi in pubblico,” e amico di Rivers Larry. Questa esposizione romana si è voluta inserire in un contesto unico perché nello stesso Museo Bilotti sono presenti un’opera di Warhol e una di Rivers Larry. La notte e il giorno, opera gigantesca, i colori e il cielo di Roma sono predominanti in tutte le sue opere.

p (34)                                                                                     Nights of the Tiber – 2016 – Olio su tela

Come ricorda l’artista nell’intervista inedita con Anney Bonney, girata da Eric Marciano, a Roma dipingeva la mattina e a pranzo andava a guardare qualche tela di Caravaggio. Particolarmente emozionante per lui era entrare in quello splendido spazio tranquillo, prescelto, della Cappella Contarelli – che aveva più o meno le dimensioni del suo studio romano. Stava in piedi davanti ai dipinti del ciclo pittorico su San Matteo e si lasciava invadere dalla loro potenza; poi tornava allo studio per continuare a lavorare. Osservando le opere d’arte in Italia Frank Holliday ha scoperto che ci sono tre “zone”: il paradiso, che di solito è luminoso, arioso e senza peso – qualcosa che non possiamo avere ma di cui possiamo farci un’idea. Poi c’è la terra e, quindi, l’inferno. E l’inferno è la forza di gravità, che cerca sempre di aggrapparsi a noi per tirarci giù. E noi siamo incastrati tra i due. L’artista ha osservato a lungo come il Bernini abbia affrontato il problema della gravità nelle sue opere, trovandolo geniale e avvertendo nei suoi lavori l’attrazione del peso della terra e la ricerca della spiritualità nella pietra. Nei suoi dipinti del “ciclo romano” – puntualizza il curatore della mostra Cesare Biasini Selvaggi – Frank Holliday ha scandagliato proprio questo spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, quella dimensione di mezzo. La sua grande maestria sta nel dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale, nel dipingere cioè la realtà nella sua irrealtà, cercando l’aldilà in questo mondo e questo mondo nel pensiero dell’aldilà. La bellezza del colore controbilancia la solidità del gesto pittorico, in un susseguirsi di paradossi dove luci e ombre, cadute e ascese, assenze e presenze diventano inscindibili.

p (35)                                                                                            Jealous Sky – 2016. Olio su tela

Una mostra da non perdere. Catalogo bilingue, italiano/inglese,  edito da Carlo Cambi Editore pag.215, con importanti approfondimenti a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

Roma Museo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese con ingresso gratuito. Per orari, ingressi e informazioni, consultare il sito www.museocarlobilotti.iwww.museincomune.it – tel.060608, tutti i giorni dalla 9,00 alle 19,00

Lessico Italiano – Volti e storie del nostro Paese – Con questa mostra inizia un nuovo percorso espositivo per una nuova valorizzazione del Vittoriano.

Testo e foto di Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

Madre di questo progetto inteso a valorizzare in tutti i suoi molteplici aspetti il Vittoriano, monumento identitario della nazione italiana, è stata la Direttrice del Polo Museale del Lazio Dott.ssa Edith Gabrielli. Attualmente l’intera struttura accoglie varie e diverse istituzioni culturali quindi, la prima mossa che si è resa necessaria, è stato un accordo fra queste che consentisse, come affermato dal Ministro Bonisoli: “un ulteriore risultato che contribuisca a realizzare a pieno il grande e illuminato progetto per restituire il Complesso monumentale del Vittoriano, nella sua interezza all’interno della storia del paese”.

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L’intero progetto, come ha spiegato la Dott.ssa Edith Gabrielli, ruota interno e tre diverse direttrici. La prima, come indicato dal Ministro Bonisoli, è il consenso tra le diverse istituzioni  per una fruibilità unitaria; la seconda è stata quella di dotare questo percorso di appositi strumenti che consentissero una comprensibile, agevole e facile percorrenza di tutto il monumento ricorrendo all’installazione di pannelli analogici e di una moderna App scaricabile sui telefoni cellulari. Terza ed ultima direttrice è stata l’istituzione di un sito web in grado di fornire, fra le varie notizie, anche approfondimenti sui molteplici aspetti offerti dalle tante e varie opere d’arte presenti nel monumento, incluse le testimonianze storiche e patriottiche presenti nei tanti cimeli custoditi al suo interno, quali il sacello del Milite Ignoto.

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Alcuni spazi di questo complesso, inoltre, sono destinati ad accogliere esposizioni d’arte temporanee principalmente rivolte alle varie forme culturali  della nostra nazione con una particolare attenzione all’arte contemporanea. Apre la strada alle rassegne temporanee  “Lessico italiano – volti e storie del nostro paese”, allestita al piano terra del complesso del Vittoriano. La lingua italiana, come recita il titolo, è il punto di partenza dal quale dipartono tutti gli altri elementi che sono alla base di “essere e sentirsi italiani” come scrivono i curatori. La mostra infatti intende illustrare, attraverso un percorso suddiviso in sette sezioni tematiche, di come con “il senso di unità, solidarietà e comune appartenenza sia possibile superare le sfide più difficili”,  sempre nelle parole dei curatori. La moneta del I^ sec. a.C. con incisa una figura femminile assistita dalla Nike – la Vittoria alata – e la scritta “Italia”,  apre il percorso ai visitatori. In questa prima sezione sono esposte anche altre testimonianze sull’identità italiana. La lingua italiana è quanto trattato nella seconda sezione.

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Luigi Ontani:”ErmEstetica del Pavon Dante”-1985-Ceramica Policroma – Francesco Ciusa: “La madre dell’ucciso”-1907. Bronzo

Quattro tra i maggiori poeti/scrittori: Dante, Petrarca, Boccaccio e il Cardinale Bembo, ci accompagnano attraverso percorsi che pongono in risalto simboli e origine del nostro “parlare italiano” che pur nelle loro differenti molteplicità formano un unico lessico. Le successive due sezioni  pongono in risalto le  fondamenta su cui poggia l’intero stato e le finalità perseguite dagli organi costituzionali che sono chiamati a  garantire: pace e difesa della patria, dal Parlamento eletto a suffragio universale al Presidente della Repubblica. Significative sono le testimonianze esposte nella successiva quinta sezione quali la toga del giudice Rocco Chinnici, prestata per l’occasione dalla famiglia, vittima della criminalità organizzata e da lui combattuta nell’intento di garantire a tutti i suoi concittadini diritti e libertà.

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La toga del giudice Rocco Chinnici –                                                                                   Tuta dell’astronauta Samantha Cristoforetti

Una vera e propria traduzione del primo articolo della nostra Carta Costituzione attraverso i più svariati reperti, è il tema della sesta sezione. “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Queste non sono state solo parole per i molti emigranti costretti a trovare lavoro in altre nazioni come documentano le varie valigia di fibra e cartone legate con lo spago che hanno accompagnato tanti nostri concittadini nelle loro emigrazioni.

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Quale tipo di comunità sono gli italiani? La risposta è fornita da più persone da Cristoforo Colombo al Generale Umberto Nobile passando per Matteo Ricci e Leonardo da Vinci e da tutti quelli che con la loro arte, i propri volti, le  proprie storie e nel loro quotidiano lavoro hanno riconosciuto e ritrovato una caratteristica comune a tutti  quei cittadini che si sono identificati nel “Lessico  italiano”.

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La rassegna è assistita da un catalogo curato dalla Dott.ssa Edith Gabrielli edito per Silvana Editoriale.

Roma – Complesso del Vittoriano – Piazza dell’Ara Coeli (lato destro guardando l’Altare della Patria) con ingresso gratuito. Per maggiori notizie sulla durata, giorni e orari di apertura e chiusura, percorso espositivo, servizi didattici e attività varie consultare il sito e la App predisposti

Il Consorzio Vino Chianti rafforza le sue già importanti posizioni nel mondo dell’enologia attraverso nuove campagne promozionali

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino e Donatello Urbani

I vini rossi toscani Dop sono leader nelle esportazioni soprattutto nei paesi extra Ue. I dati che emergono da una ricerca del Wine Monitor Nomisma, commissionata dal Consorzio Vino Chianti e presentata oggi a Roma presso la sede del MIPAAFT vedono un aumento delle esportazioni del vino Chianti prodotto in Toscana conquistare la vetta della classifica per valore rispetto a quelli veneti e piemontesi nei principali mercati, compresi Giappone e Cina, con un valore nel 2018 pari rispettivamente a 14,2 e 10,0 milioni di euro. Infatti, dal 2013 al 2018,  l’export del Riosso Toscano DOP ha fatto registrare un più 17% negli Usa (più 12% il dato nazionale) e ben +47% in Svizzera (è del 16% la crescita italiana). Bene anche il Canada, con un aumento del 16% contro il 10% della media nazionale. “Una fotografia che ci dà la misura e l’importanza che i vini Dop toscani hanno sul mercato internazionale – ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti –  e su cui costruire un programma di promozione e valorizzazione lungimirante e strategico.

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Proprio per consolidare la posizione acquisita e dare nuovo slancio ai progetti in corso in paesi dalle potenzialità interessanti, come la Cina, abbiamo avviato percorsi di formazione per aumentare le competenze di professionisti del settore e rafforzare la consapevolezza dell’alta qualità dei nostri prodotti”. In questa prospettiva un ruolo decisivo nella formazione di esperti che possano valorizzare il vino Chianti docg è devoluto alla Chianti Academy, la prima scuola dedicata a professionisti del settore già avviata in Cina e ora anche in America Latina. Afferma in proposito il presidente del Consorzio Vino Chianti, Busi: “I partecipanti avranno l’opportunità di conoscere la storia e la cultura legata alla denominazione, la catena di produzione e le politiche di tutela del prodotto e naturalmente gli abbinamenti con il cibo, oltre che le strategie di marketing e di comunicazione del prodotto. Le lezioni sono abbinate a degustazioni specifiche delle 30 diverse etichette del Consorzio rappresentative di tutte le tipologie esistenti. Dopo gli esami finali i partecipanti all’Academy riceveranno la qualifica di Chianti Wine Expert rilasciata dal Consorzio Vino Chianti. Alla prima edizione in Cina sono stati 240 gli studenti iscritti nelle quattro città coinvolte: Shenzhen, Guangzhou, Shanghai e Beijing”. A margine della conferenza stampa ho rilevato con piacere la soddisfazione provata da diversi produttori aderenti al Consorzio Vino Chianti Docg nel rappresentare  all’estero il nostro paese con un prodotto che riesce a riscuotere consensi e stima per la sua alta qualità. In Italia si coltivano e si producono cose buone.

 

 

Italia e Canada unite dalla musica jazz

Testo e foto Donatello Urbani

Un ponte fatto di note musicali unirà la due nazioni Italia e Canada nei prossimi giorni: 24 e 25 giugno 2019 grazie a una Spotlight on Italy presente nel TD – Toronto Jazz Festival. La particolarità, in questa occasione, è rappresentata dal percorso che compie la musica jazz che é in senso inverso alla sua patria naturale dove è nato e cresciuto: L’America. Infatti parte dall’Italia per approdare al Toronto Jazz Festival dove sei band di giovani talenti italiani sono presenti con le loro musiche in uno dei più prestigiosi festival internazionali grazie al progetto Nuova Generazione Jazz finanziato dal Mibac – Ministero dei Beni Culturali – con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura a Toronto e dell’Associazione dei Musicisti Italiani di Jazz.

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La presenza italiana della cultura musicale italiana in questa rassegna non si esaurisce ai soli concerti jazz ma include anche quelli diretti dal Maestro Nicola Piovani dove sono previste presenze importanti musicisti italiani e canadesi sia della musica improvvisata che dell’avant-jazz. Il buon nome che la cultura italiana poggia su tanti settori in cui quello musicale gioca un ruolo di primo attore.

Maggiori notizie sul sito dell’Associazione “i-jazz” www.italiajazz.it – oppure tel. +39.055.240397 o e.mail segreteria@i-jazz.it

Ebraica – Festival Internazionale di Cultura – Roma Antico Quartiere Ebraico dal 22 al 26 giugno 2019 “Space – The Final Frontier”.

Mariagrazia Fiorentino

E’ stata presentata a Roma presso il Museo Ebraico alla presenza dell’addetta culturale dell’Ambasciata d’Israele in Italia, Sig. M. Seguev,  la dodicesima edizione del Festival della Cultura Ebraica, si presenta più scoppiettante che mai. Inizia con sabato 22 “Notte della Cabbalà”. Tutto il quartiere ebraico di Roma sarà l’artefice di eventi. Promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Raffaella Spizzichino, Marco Panella, Ariela Piattelli, con la supervisione di Ruth Dureghello. Il Festival vuole proporsi come cambiamento e innovazione.

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Tra le varie attività la “conversazione sullo spazio” con il Rabbino Capo Riccardo Di Segni e l’astronauta Umberto Guidoni, in ricordo del cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna.  Il pranzo di famiglia sarà un ulteriore appuntamento “la tradizione orale nella cucina giudaico/romanesca”. Il cinema dedicato a Kubrick. Il Festival si concluderà con l’incontro dell’autore israeliano Eshkol Nevo e lo spettacolo Einstein and Me.

Per saperne di più su tutti gli eventi che sono gratuiti: programmi, orari e luoghi, inclusa la visita al Museo Ebraico, consultare il sito www.ebraicafestival.it

FS Italiane rinnova la sua flotta di “InterCity” con più confort con nuovi servizi a bordo treno e maggior puntualità per i viaggiatori di Trenitalia

Testo e foto di Mariagrazia Fiorentino press.eurintuni@virgilio.it e Donatello Urbani donatello.urbani@gmail.com

Il trasporto ferroviario ha subito, in questi ultimi anni, profonde trasformazioni e molte di queste, sono state attuate da Trenitalia del Gruppo FS Italiane. Proprio in questi giorni sono stati presentati i nuovi treni InterCity Giorno e Notte.

20190613_122340                                                                               Interno di una carrozza di seconda classe

Nel 2018 ben 14 milioni di viaggiatori hanno raggiunto le circa 200 città servendosi dei 108 treni che giornalmente circolano nelle rete italiana. Le maggiori novità hanno interessato sia i locomotori con il nuovo modello E414 capaci di garantire puntualità negli orari di arrivo/partenza, sia le carrozze tanto di prima che di seconda classe, rinnovate con nuovi tessuti, spazi dedicati al trasporto bici, la presenza a bordo di un pulitore viaggiante capace di garantire pulizia e decoro per tutta la durata del viaggio e l’installazione di distributori di snack e bevande. Questi nuovi servizi sono già utilizzati dai viaggiatori nella tratta Roma/Reggio Calabria.

20190613_122445                                                                            Interno di una carrozza di prima classe

Tutto questo, come ricordato dagli A.D. di FS Italiane, Gianfranco Battisti e di Trenitalia, Orazio Iacono, “ hanno l’obbiettivo d’invogliare sempre più persone a scegliere il treno, mezzo ecologico per eccellenza,  per i loro spostamenti a media e lunga percorrenza, lasciando l’auto a casa con enormi benefici per l’ambiente, la qualità dell’aria tanto nelle città che nelle varie aree extraurbane del paese”.

Il Ciclo della vita, nascere e rinascere”presente a Roma con una mostra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Testo e foto di Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

 L’occasione per allestire in un museo archeologico una mostra sul ciclo della vita, dalla nascita alla morte, è stata offerta dall’assegnazione del “Premio 2019 – Eccellenze in sanità” nella straordinaria cornice del Ninfeo dell’Ammannati della splendida Villa Giulia, sede del Museo Nazionale Etrusco, promosso dalla Fondazione San Camillo-Forlanini.

20190612_123951                                                               Giovane sposa con alcuni oggetti del corredo naziale

Al centro di questo progetto espositivo, che affronta il tema dell’intreccio fisiologico dei diversi momenti della vita, è richiamare l’attenzione della nostra società su temi che hanno un ruolo importante su l’uomo fin dalla sua prima apparizione sulla terra quali la procreazione e la nascita. Le testimonianze archeologiche ci informano che i passaggi fisiologici erano fortemente percepiti dalle genti dell’Italia antica tanto da essere posti sotto la protezione degli dei e sanciti da riti e cerimonie corali.

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Affermano i curatori nel coerso della conferenza stampa: “In questa prospettiva sono in mostra le forme della religiosità popolare degli Etruschi e delle popolazioni vicine, per le quali la fecondità dei suoli e la fertilità umana sono alla base della sopravvivenza della specie. Il racconto è affidato ai doni offerti alle divinità che presidiavano alle nozze e alla fertilità sia femminile che maschile, sollecitate e favorite dal coinvolgimento dell’eros, che proteggevano la maternità in tutte le sue fasi, dal momento del concepimento alla crescita dei figli”.

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 Medea nell’atto di donare l’immortalità al marito Giasone – Nel secondo vaso il vecchio soldato di 106 anni narra la sua esperienza ad Eracle

Il percorso espositivo si articola in due sale poste al piano nobile. Nella prima il tema dominante è quello della natalità. Nelle varie vetrine sono esposti oltre una variegata gamma di uteri in terracotta che rivelano anche le conoscenze e le pratiche degli Etruschi in ambito anatomico, varie testimonianze di quanta attenzione era riservata nel mondo etrusco sia alla vita coniugale che alla procreazione. Nella seconda sala i temi trattati interessano la sconfitta della malattia, della vecchiaia e della morte. Prestigiosi vasi destinati al consumo del vino nei banchetti aristocratici ci narrano dei vani sortilegi della maga Medea per soddisfare il sogno dell’eterna giovinezza, dell’impossibilità di Eracle di sconfiggere la vecchiaia, dell’immortalità raggiunta da Arianna attraverso la fedeltà dell’amore coniugale di Dioniso o dallo stesso Eracle quale premio per il suo spendersi contro il male a favore dell’umanità. In questa ottica, s’inserisce il progetto di ricerca scientifica promosso dalla Fondazione San Camillo-Forlanini che, come recita il titolo, si pone: “L’Obbiettivo 120 anni nell’analisi dei centenari italiani”. Una meta ambiziosa il cui raggiungimento in buona salute, rappresenta, senza ombra di dubbio, un’aspirazione comune a tutti.

Roma – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia  Piazzale di Villa Giulia, 9 Roma fino al 6 ottobre 2019. Info su orari di apertura, costi del biglietto d’ingresso e attività didattiche Tel. 063226571, per e.mail  Mn-etru.comunicazione@beniculturali.it e sul sito www.villagiulia.beniculturali.it

La Notte Romantica: 22 giugno – Un’iniziativa suggestiva promossa dall’Associazione del Borghi più Belli d’Italia.

Testo e foto di Donatello Urbani – donatello.urbani@gmail.com

La Notte Romantica che per il quarto anno ricorre il sabato successivo al solstizio d’estate, è anche il giorno successivo alla “Notte delle Streghe” che la credenza popolare vuole  il 21 giugno. Quest’anno, per uno scherzo del calendario, la notte Magica delle Streghe precede di sole 24 ore la Notte Romantica voluta dall’Associazione fra i Borghi più Belli d’Italia legando le due ricorrenze in uno stretto vincolo cronologico. Tutto sommato romanticismo e magia da sempre hanno uno stretto legame: insieme percorrono lo stesso sentiero dell’amore e dell’innamoramento.

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Ricorda Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione fra i Borghi più belli d’Italia, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sede romana dell’ENIT: “Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, tutti i 293 Borghi riuniti nella nostra Associazione, saranno illuminati a lume di candela e offriranno un ricchissimo programma di manifestazioni, iniziative ed eventi: attraverso il teatro, la musica, la danza, il cinema, mostre concorsi vari a tanto altro, l’amore e il romanticismo saranno rappresentati e celebrati nelle piazze, nei palazzi e nelle vie dei Borghi. Due i momenti caratterizzanti e unificanti: la degustazione nei ristoranti del dessert “Pensiero d’amore”, appositamente creato per la manifestazione dallo chef stellato Donato Episcopo, e l’ormai tanto atteso “Bacio di Mezzanotte”, coronato dal lancio nel cielo di migliaia di palloncini, a suggellare il successo di un evento che riesce ogni anno ad andare oltre le più rosee aspettative”. Elemento indispensabile per una scelta oculata della programmazione di questa escursione è la guida edita dalle Società Editrice Romana per questa associazione in distribuzione nelle librerie e nelle più importanti edicole e della quale questa redazione ha pubblicato un’esauriente recensione nella rubrica “Dove soggiornare”.

L’elenco dei Borghi partecipanti alla notte romantica è disponibile sul sito www.borghipiubelliditalia.it.