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Il Patrimonio immobiliare di Roma è entrato nel radar dei grandi capitali internazionali e Forbes Global Properties scommette sulla Capitale e sul Lazio scegliendo Rivolta Immobiliare come Exclusive Member, unico member del network sul territorio.

Redazione

L’eccellenza immobiliare di Roma merita un palcoscenico globale, un settore in piena evoluzione dove le iniziative sono numerose in diversi ambiti internazionali.

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Da comunicato stampa: ……la membership Rivolta International Realty, è nuova realtà dedicata al real estate di lusso e alla promozione internazionale delle proprietà più prestigiose del territorio. «….. La sfida non è soltanto attrarre capitali, ma farli diventare recupero del patrimonio, lavoro e sviluppo per il territorio, ha sottolineato il dottor Sergio Rivolta Lippo, Presidente del Gruppo Rivolta. L’annuncio è stato dato oggi nella Sala della Stampa Estera di Palazzo Grazioli a Roma, con gli interventi del dottor Sergio Rivolta Lippo, Presidente del Gruppo Rivolta, Michael Jalbert, CEO di Forbes Global Properties, Marcus Benussi, Managing Director di Forbes Global Properties, Luca Rivolta Lippo e Marco Rivolta Lippo, rispettivamente Vicepresidente e General Manager del Gruppo Rivolta. Ha moderato Gianni Todini, Direttore di Askanews.it. Roma vanta uno straordinario patrimonio di proprietà immobiliari e i settant’anni di conoscenza ed esperienza di Rivolta nel mercato locale rappresenteranno un valore importante per i membri del nostro network e per la nostra platea globale di acquirenti di alto profilo». Forbes Global Properties è il partner immobiliare esclusivo di Forbes Media per il segmento del real estate di lusso: un network internazionale di società immobiliari indipendenti accuratamente selezionate per invito, le cui proprietà vengono presentate sulle piattaforme editoriali del gruppo. Non è un franchising: i membri mantengono marchio, autonomia e radicamento locale e accedono a una rete che conta 600 uffici in 39 paesi e più di 20.000 professionisti immobiliari, oltre a una piattaforma da oltre 160 milioni di visite mensili, all’accesso a una rete internazionale di High Net Worth Individuals (HNWIs, persone con almeno 1 milione di dollari di patrimonio investibile), family office e investitori qualificati nei mercati in cui la rete è già attiva, compresi quelli asiatici. (Fonte: Forbes Global Properties; Forbes Audience & Communities 2025-2026). «Forbes Global Properties è un Membership Network di società di intermediazione immobiliare indipendenti. Poter aderire al network di Forbes Global Properties, significa far parte di un club d’eccellenza dove la cura e la privacy del cliente sono preordinati rispetto a qualsiasi altra attività. Forbes esiste ed è conosciuta da più di 100 anni per l’autorevolezza, l’etica, la validazione e la fiducia che esprime e riceve.

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Nel confronto europeo, Roma mantiene quotazioni competitive: nelle zone prime del Centro storico e del Tridente i valori medi richiesti sono compresi tra 8.300 e 11.000 euro al metro quadrato, contro 22.000-32.000 euro nelle aree prime parigine e 30.000-55.000 euro nelle zone più esclusive di Londra. Il divario non rappresenta automaticamente una previsione di crescita, ma evidenzia un margine di accessibilità che si somma all’unicità del patrimonio. Restano, tuttavia, criticità note: tempi autorizzativi, complessità amministrativa, disponibilità limitata di immobili integralmente riqualificati e una promozione internazionale finora poco coordinata.

Le opportunità legate alla crescente attrattività del mercato romano si estendono, inoltre, ben oltre la compravendita immobiliare. Secondo una mappatura elaborata da Rivolta International Realty, una grande operazione può coinvolgere circa 28 comparti produttivi, professionali, artigianali e di servizio: dal restauro alla progettazione, dall’impiantistica all’interior design, fino a domotica, sicurezza, manutenzione e servizi specialistici. La prospettiva delineata guarda ai prossimi dieci anni, lungo tre orizzonti. Nel breve periodo, tra uno e tre anni, le priorità riguardano semplificazione amministrativa, promozione internazionale e avvio di programmi di rigenerazione. Nel medio periodo, tra tre e sette anni, l’obiettivo è accelerare il recupero dei grandi complessi pubblici e rafforzare la qualità dell’offerta. Nel lungo periodo, tra sette e dieci anni, Roma può consolidarsi come destinazione internazionale per gli investimenti e hub mediterraneo del real estate di pregio. La visione è quella di accompagnare Roma in una nuova fase, nella quale la crescente centralità internazionale del suo mercato immobiliare di pregio possa tradursi in un’opportunità di valorizzazione duratura per la città e il suo patrimonio”.

Maggiori notizie su http://www.rivoltarealty.com

 

ROMICS – 37^ Edizione – Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games dal 1 al 4 ottobre 2026, Fiera Roma

Testo e foto Donatello Urbani e Ufficio Stampa Maurizio Quattrini

Presentazione in grande stile per una manifestazione che in prevalenza richiama giovani con linguaggi contemporanei anticipatori del futuro e, come da comunicato stampa: “ rende per quattro giorni Roma la capitale dei linguaggi dell’immaginario, con un programma ricco di iniziative, ospiti di rilievo internazionale, anteprime esclusive e spazi per il pubblico di ogni età. Una grande manifestazione con oltre 400 espositori, con eventi in contemporanea che si svolgono nei cinque padiglioni, in uno spazio espositivo di oltre 70.000 mq.“

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Eventi di rilievo sono la consegna dei Romics d’oro, prestigioso riconoscimento ai grandi protagonisti del fumetto, del cinema d’animazione e games a:

Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice italiana, celebre per il suo contributo ultraventennale alle storie di Dylan Dog (Bonelli Editore) e per la sua prolifica carriera nella narrativa thriller.

Stefano Bessoni, regista, illustratore italiano e maestro della stop-motion, celebre per il suo stile visionario che unisce fiaba, scienza, entomologia e anatomia.

Max Bunker, una delle colonne portanti del fumetto italiano, celebre per aver creato capolavori immortali come Alan Ford, Kriminal e Satanik.

Takeshi Koike, regista e animatore giapponese contemporaneo, celebre per il suo stile visivo audace e di grande impatto.

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Simone Legno, artista e illustratore romano, con uno stile ispirato alla cultura giapponese; co-fondatore e direttore creativo del marchio tokidoki™.

Sir Ian Livingstone, è un celebre autore e game designer britannico, pioniere assoluto dell’intrattenimento interattivo e dei giochi di ruolo.

Nella 37^ edizione il premio Romics Special, che rende omaggio alle nuove frontiere creative, viene assegnato a Laura Pérez e Dan Walker.

In evidenza anche le grandi esposizioni personali ed approfondimenti sugli artisti premiati fino alle mostre collettive, fra queste meritano grande attenzione: T’IMMAGINI PINOCCHIO. In occasione dei duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi. In mostra edizioni illustrate antiche e rare, bozzetti, sceneggiature, storyboard e costumi di scena del Pinocchio di Matteo Garrone, del film d’animazione di Enzo D’Alò insieme alle illustrazioni e alle animazioni in stop motion di Stefano Bessoni, materiali video e approfondimenti tematici.

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Notevoli anche le grandi mostre che Romics dedica a: Paolo Barbieri, tra gli illustratori italiani più riconoscibili e amati del panorama contemporaneo ee agli antagonisti, antieroi, supervillain o semplici “cattivi” con la rassegna dal titolo “Villain. Le radici del male” con protagonisti, come da comunicato stampa, i principali universi narrativi del fumetto statunitense in un multiforme carosello di materiali che unisce statue da collezione e albi rari, schede critiche, tavole e illustrazioni originali accompagnate dalle parole di alcuni degli artisti presenti a Romics con i loro malvagi negativi prediletti.

Particolare segnalazione merita MUSICOMICS – PREMIO ROMICS MUSICA PER IMMAGINI. La V edizione del Premio dedicato alle artiste e agli artisti che operano nel campo delle colonne sonore per cinema, tv e videogiochi.

Tra gli eventi di maggiore evidenza e da non perdere in questa edizione:

La mostra dedicata al grandissimo talento del britannico  Dan Walker che presenta i lavori con cui l’artista ha contribuito al successo di franchise quali: The Dark Knight, Spider-man, Mission Impossible, Harry Potter, Justice League e Doctor Who.

La collezione di cinque film firmata da Takeshi Koike per Lupin III.

Un percorso e una lettura transdisciplinare che segue la carriera e l’immaginario di Stefano Bessoni dai suoi lavori per l’editoria alla regia per film in live action e in animazione stop motion fino alle opere illustrate e alle mostre dedicate ai grandi maestri che lo hanno ispirato nel tempo, primi tra gli altri Tim Burton e Peter Greenaway.

Sabato 3 ottobre viaggeremo tra i cattivi più celebri di The Boys in un incontro con il fumettista statunitense Darick Robertson e il nordirlandese John McCrea.

Sempre sabato 3 ottobre. Mirka Andolfo, tra le disegnatrici e autrici italiane più poliedriche e innovative del panorama italiano del fumetto indipendente e americano,  sarà protagonista di un’intervista con performance live sul palco dedicata ad alcuni dei personaggi delle sue hit più conosciute e pubblicate in tutto il mondo.

Ancora sabato 3 ottobre si raccontano i dietro le quinte dello studio Coulier Creature FX per film quali Pinocchio (Matteo Garrone) e Bohemian Rapsody e con star hollywoodiane quali Meryl Streep, Emma Stone e Willem Dafoe.

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La forza della narrazione è al centro dell’incontro tra due voci d’eccezione della creatività italiana: Barbara Canepa, firma di universi cult come W.I.T.C.H. (Giunti Editore), Monster Allergy (Tunué), Sky Doll (Tunué) e Greenwood (Tunué) e Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog (Bonelli Editore) e autrice di romanzi per ragazzi, tra cui Il ritornante e Horror Game.

Zero Calcare sarà protagonista di un atteso dialogo aperto, pronto a prendere direzioni impreviste tra nuovi e vecchi racconti.

Nel Padiglione 7, l’Artist Alley ospita oltre 60 autori professionisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Valeria Abatzoglu, Fabio Celoni, Mauro De Luca, Valerio Forconi, Maurizio Di Vincenzo, Adriana Farina, Marco Gervasio, Francesco Guerrini, Cristiana Leone, Giuseppe Matteoni, Paolo Mottura, Federica Salfo e Eva Villa.

Contemporaneamente, il Padiglione 6 accoglie la Self Area, uno spazio in forte espansione che quest’anno vede la partecipazione di oltre 60 autori indipendenti e 26 collettivi. Un’area dinamica dedicata alle autoproduzioni di fumetto, illustrazione, giochi da tavolo e giochi di carte, che offre una vetrina d’eccezione a progetti originali e indipendenti.

Gli appuntamenti in programma:

Yoshiko Watanabe, Romics d’Oro 2022, e Tito Faraci, Romics d’Oro 2019, raccontano l’evoluzione del loro mestiere e le trasformazioni che hanno attraversato il fumetto, l’illustrazione, il cinema e l’animazione. In anteprima a Romics Simple&Madama presentano Frankenstein, il nuovissimo adattamento a fumetti della collana Da Puara!

Il lancio della quinta edizione del concorso Disegniamo il Maggio – Contest per illustratori per l’ideazione dell’immagine della campagna nazionale per la promozione della lettura de Il Maggio dei Libri 2027, organizzato e promosso da Romics, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura – Ministero della Cultura.

Trend e competenze del futuro: Look4ward – Build Your Future organizzato da Intesa Sanpaolo, un incontro dedicato agli studenti delle Scuole secondarie di II grado e delle Università in programma giovedì 1° ottobre. Un incontro speciale con la presentazione di Oceani di carta (Salani Editore) il romanzo a quattro mani di due grandi sceneggiatori: Enzo D’Alò, direttore della Gabbianella e il gatto e Giacomo Scarpelli, nominato agli Oscar. In collaborazione con Gallucci Editore il campione mondiale e olimpico Massimiliano Rosolino, impegnato a diffondere la cultura del nuoto e dello sport, presenta Il nuoto di Massimiliano Rosolino, il suo moderno e agevole manuale illustrato per scoprire tutto ciò che conta sul nuoto contemporaneo in dialogo con il telecronista sportivo Sandro Fioravanti.

Giovedì 1 ottobre Maicol & Mirco e Vitt Moretta raccontano La fine del mondo, la rivista mensile a fumetti pubblicata da Il Manifesto. Un incontro per scoprire un progetto editoriale che unisce grandi autori e nuovi talenti. Il Movie Village di Romics torna ad animarsi con le divertenti installazioni che propongono al pubblico esperienze immersive e ingaggianti legate ai titoli più attesi dell’autunno.

Tra gli appuntamenti più attesi confermati il Cosplay Kids, con la conduzione delle giovani cosplayer Saky Fury e Giorgia Piancatelli e il Romics Cosplay Award, che selezionerà, tra i tanti premi in palio, la coppia cosplay che rappresenterà l’Italia alla finale mondiale del World Cosplay Summit (Nagoya, 2027).

Sempre più ricco di appuntamenti è lo spazio dedicato alle famiglie e ai più piccoli: l’Area Kids ospita tantissimi laboratori creativi e di disegno alcuni dei quali realizzati in collaborazione con Sinnos Editore, Franco Cosimo Panini, BeccoGiallo e Tunué. L’area gaming di Romics torna protagonista con un’offerta ricca e trasversale, tra grandi classici, novità e titoli per tutti i gusti. Ampio spazio al free play, con numerose postazioni a disposizione del pubblico.

Riccardo Azzali fisico teorico, saggista e noto divulgatore scientifico italiano, celebre per il suo progetto di divulgazione online Filosofiascienza, sarà protagonista di un incontro speciale domenica 4 ottobre confronta i cattivi di film e fumetti con le vere minacce del futuro. Massimiliano Stazi, in arte Save a Gamer, uno dei maggiori divulgatori videoludici, presenta in anteprima a Romics domenica 4 ottobre il suo libro illustrato Sono solo videogiochi (Rizzoli).

Importanti le iniziative presenti in questa edizione dalla Regione Lazio. Presso lo stand regionale, nel Padiglione 6, il FabLab Lazio, in collaborazione con la Scuola di Fumetto, Illustrazione e Manga Pencil Art, proporrà un ricco programma di appuntamenti dedicati al mondo del fumetto, dell’illustrazione e del manga. In calendario otto incontri, distribuiti tra sessioni mattutine e pomeridiane, che vedranno protagonisti illustratori, fumettisti e mangaka professionisti. Nel corso dell’evento troverà spazio anche la presentazione di BellaXNoi”, la nuova Carta Giovani della Regione Lazio, pensata per offrire opportunità, agevolazioni e servizi dedicati alle giovani generazioni del territorio.

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                        L’intervento della Consigliera Delegata Città Metropolitana di Roma Capitale, Alessia Pieretti, 

In questa edizione prende avvio una collaborazione istituzionale con la Città Metropolitana di Roma Capitale, che si articolerà in due progetti ampiamente illustrati da Alessia Pieretti, Consigliera Delegata Città Metropolitana di Roma Capitale: il primo dedicato allo spazio, nell’anno in cui la Città Metropolitana guida la scena spaziale europea assumendo la presidenza della CVA (Communauté des Vega et Ariane), la prestigiosa rete europea che riunisce le istituzioni, le agenzie, i territori e le imprese direttamente legati allo sviluppo e alla produzione dei lanciatori Ariane e Vega; il secondo con al centro le scuole, attraverso un concorso rivolto agli studenti del territorio metropolitano con a tema la creatività e la rigenerazione urbana.”

Tutti gli ospiti che prenderanno parte alla 37^ edizione di Romics sono online su www.romics.it.

Fiera Roma, Via Portuense 1645, 00148 Roma, ingresso Nord ed ingresso Est (tutti i giorni). L’accesso alla manifestazione sarà consentito esclusivamente ai visitatori che avranno acquistato preventivamente il biglietto. I biglietti sono acquistabili esclusivamente dal sito www.romics.it o presso i rivenditori autorizzati Vivaticket.

Costo dei biglietti: Giovedì e venerdì € 12.00 (+ € 1.50 di commissione) – Sabato e domenica € 15.00 (+ € 1.50 di commissione)- Abbonamento 4 giorni € 40.00 (+ € 1.50 di commissione) Aggiornamenti: www.romics.it  – https://www.facebook.com/RomicsOfficial-https://www.instagram.com/romicsofficial – https://www.tiktok.com/@romicsofficial

 

 

L’indovino di Mouna Rebeiz – Mostra sui tarocchi Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma fino al al 29 novembre 2026.-

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Ventidue carte che rappresentano gli arcani maggiori compongono l’installazione “L’indovino” (The Soothsayer), di Mouna Rebeiz, artista di origini libanesi, realizzata in chiave site-specific per la sede del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Concepita tra la globalizzazione dell’Intelligenza Artificiale e le tradizioni simboliche dei tarocchi, già presentata a Venezia nel2022, in occasione della 59ª Biennale d’arte presso il Padiglione della Repubblica di San Marino, come riportato sul comunicato stampa, l’opera vuole: “…..interagire direttamente con il visitatore, indicando un percorso di conoscenza più profonda del sé.

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L’Indovino trae ispirazione dal Giulio Cesare di Shakespeare, dove l’aruspice etrusco Spurinna ammonisce Cesare a non recarsi il 15 marzo al Senato, predicendogli in caso contrario la morte. Ignorando la rivelazione dell’indovino, Cesare verrà ucciso nella più celebre congiura della storia romana. Proprio il legame con la tradizione divinatoria etrusca è all’origine dell’idea della curatrice Robert Semeraro di portare il progetto a Roma, collocandolo negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’arte della divinazione occupava infatti un ruolo centrale nella cultura etrusca e il Museo conserva ancora oggi importanti testimonianze e reperti legati alle pratiche degli aruspici e degli indovini.

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Il dialogo tra l’opera contemporanea di Mouna Rebeiz e il patrimonio archeologico del Museo assume inoltre un significato ancora più profondo alla luce della storica acquisizione da parte dello Stato Italiano della Tomba François di Vulci, uno dei più straordinari capolavori della pittura etrusca. Nei celebri affreschi della tomba compaiono infatti figure legate al tema della profezia e della divinazione, come Anfiarao e Cassandra, insieme a riferimenti alla pratica dell’ornitomanzia, a testimonianza della centralità che il rapporto con il sacro e con la previsione del fato rivestiva nel mondo antico. Centrata sulle potenzialità della mente umana di esplorare ciò che sfugge al controllo della ragione e degli algoritmi attraverso cui opera l’Intelligenza Artificiale, l’installazione sarà allestita nella sala semicircolare del museo in dialogo con i reperti archeologici che testimoniano l’antico sapere etrusco al quale appartenne Spurinna.

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L’indovino con il quattordicesimo arcano, mostrerà ai visitatori la propria profezia nel suggestivo Ninfeo sorto sull’antico acquedotto romano. La Temperanza, rappresentata da una donna che travasa l’acqua, offrirà ai visitatori uno spettacolo unico e irripetibile di pittura e musica ispirato all’opera Mythodea di Vangelis, alla quale Rebeiz ha dedicato un dipinto di più di sedici metri di altezza. Mythodea fu composta dal grande musicista greco per ricordare l’esplorazione della NASA su Marte, l’unico pianeta dove grazie alla presenza dell’acqua sembra esserci stata nel passato qualche forma di vita e che potrebbe rappresentare in futuro un rifugio per gli esseri umani. Il percorso di conoscenza terminerà nella sala dello zodiaco dove saranno allestiti pannelli esplicativi sulla Transizione Ecologica e informazioni sul risparmio delle risorse energetiche.

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Il progetto tecnico dell’allestimento è affidato allo Studio Palinsesto di Londra di Simonpietro Salini e Federico Lippi, mentre l’installazione Mythodea avrà la regia dell’artista visivo e regista sloveno Atej Tutta. La mostra avrà anche una propria dimensione virtuale attraverso il profilo Instagram @lindovino.exhibition. Il canale non si limiterà ad anticipare i contenuti dell’esposizione, ma consentirà di interagire con i Tarocchi di Mouna Rebeiz. L’intento della curatrice Roberta Semeraro è osservare, attraverso l’interazione dei followers, come l’Intelligenza Artificiale, programmata secondo logiche algoritmiche, si confronterà con un sapere fondato sulla casualità. Ogni mese verrà elaborato un report sull’interazione dei followers con l’account i cui risultati saranno condivisi con i visitatori nel corso della mostra, offrendo uno spunto di riflessione sull’influenza dell’Intelligenza Artificiale nei processi decisionali individuali e sul ruolo dei pregiudizi algoritmici nella formazione delle scelte.”

Roma – Museo Nazionale Etrusco – Info tel. 06 3226571-  Orari Martedì – domenica 8:30 – 19:30 (chiusura sale ore 19:00 – ultimo ingresso ore 18:30) Biglietto d’ingresso Intero € 13. Ridotto € 2 -

Teatro Olimpico – Presentata la nuova stagione oltre 50 spettacoli dal 24 settembre 2026 al 17 maggio 2027.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Un cartellone intenso ed eclettico tra comicità, satira contemporanea, danza, musica e prosa d’autore, “……pensato come un grande mosaico artistico in cui ciascun spettatore può comporre liberamente le tessere del proprio puzzle teatrale….” Nelle parole del Direttore Artistico Lucia Bocca Montefoschi.

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Inizia il 24 settembre: Maurizio Battista con una prima assoluta; il primo di 16 titoli e più di 40 appuntamenti unici scelti come ricorda il comunicato stampa”….. per consolidare quel profondo legame di fiducia che trasforma la sala in un punto di riferimento, tanto per il pubblico quanto per gli artisti….”. Una stagione per di9vertirci e sorprendere.

Roma – Teatro Olimpico – Piazza Gentile da Fabriano, n. 17 – www.teatroolimpico.it

All That Changes You. Metamorphosis – Installazione filmica di Isaac Julien in mostra alla Galleria Borghese fino al 25 ottobre 2026 (data valida anche per la mostra “Metamorfosi”)

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Voluta in origine per gli spazi dell’Uccelliera della Galleria Borghese, la videoinstallazione dell’artista e regista britannico Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis,  protagoniste le attrici di fama internazionale Sheila Atim e Gwendoline Christie che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche, s’ispira al ciclo di affreschi realizzato da Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova, ampliando il percorso espositivo della mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” in corso alla Galleria Borghese, attraverso il linguaggio immersivo dell’immagine in movimento.

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Da comunicato stampa: “ Concepita originariamente come un’installazione a dieci schermi, All That Changes You. Metamorphosis prende avvio dalla straordinaria architettura di Palazzo Te per svilupparsi attraverso una costellazione di luoghi che attraversano tempi e immaginari differenti: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra alle foreste secolari del Redwood National and State Park in California, fino ad alcuni significativi esempi di architettura contemporanea. Ogni spazio diventa un dispositivo narrativo che mette in dialogo storia, paesaggio e visione, facendo emergere la metamorfosi come principio che accomuna il mondo naturale, quello culturale e quello tecnologico.

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La costruzione del film attinge inoltre a un articolato universo di riferimenti letterari e filosofici. Le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni multispecie, la narrativa visionaria di Naomi Mitchison e la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler alimentano un racconto che supera una prospettiva esclusivamente antropocentrica, aprendo lo sguardo a forme di convivenza e immaginazione capaci di ripensare il rapporto tra il vivente e il pianeta.

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Per la presentazione alla Galleria Borghese, Isaac Julien ha concepito una nuova configurazione dell’opera, adattata agli spazi dell’Uccelliera. Edificata nel XVII secolo come padiglione destinato a ospitare gli uccelli esotici della Villa, l’Uccelliera costituisce un luogo in cui architettura, giardino e paesaggio dialogano in modo inscindibile. In questo contesto, l’artista presenta una versione a canale unico dell’opera, nella quale l’immagine si moltiplica attraverso un sistema di specchi che ne frammenta e riflette continuamente la visione. L’intervento trasforma l’ambiente espositivo in uno spazio percettivo dinamico, dove il principio della metamorfosi si manifesta non solo nel racconto filmico ma anche nell’esperienza stessa dello sguardo, che si confronta con immagini in costante duplicazione, rifrazione e mutamento.

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La nuova installazione stabilisce così un dialogo inedito con il contesto della Galleria Borghese e prolunga idealmente il percorso della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti. Se il poema di Ovidio individua nella trasformazione una legge universale che attraversa uomini, divinità, animali e paesaggio, il lavoro di Isaac Julien ne propone una rilettura contemporanea, mostrando come il cambiamento continui a rappresentare una delle categorie fondamentali attraverso cui interpretare il presente e immaginare il futuro.

Roma – Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese, n.5 – Prenotazione obbligatoria al n. 06.32810 – www.galleriaborghese.it  – dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00

Roma Storia Festival – 16 lezioni magistrali, inedite e gratuite, per raccontare la storia della Capitale

Redazione

Dal 24 al 27 settembre, il Roma Storia Festival dedica quattro giornate al grande racconto della storia nella Capitale con 16 lezioni magistrali, inedite e gratuite, tenute dai più autorevoli storici italiani, scrittori e studiosi.

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Da comunicato stampa: ““I giorni di Roma” è il tema di questa quinta edizione, un’altra importante occasione per ricordare il ricco e vitale intreccio tra le storie minute dei singoli protagonisti e la Storia nel suo più ampio dispiegarsi nei secoli; tra le vicende di una singola città e il respiro del mondo. La suggestiva cornice di piazza di Pietra, la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano e la Sala del Consiglio della Camera di Commercio ospiteranno gli appuntamenti in programma.

I protagonisti e i titoli delle lezioni magistrali sono: Luciano Canfora “7 dicembre 43 a.C. L’uccisione di Cicerone, quando il potere prescrive i suoi nemici”, Alberto Mario Banti “20 settembre 1870. La breccia di Porta Pia”, Benedetta Tobagi “1 marzo 1968. Valle Giulia”, Andrea Carandini “21 aprile 121 d.C. Adriano rifonda Roma e l’impero”. Un dialogo con Paolo Conti. Andrea Riccardi “16 ottobre 1978. L’elezione di Papa Wojtyla”, Lisa Roscioni “20 dicembre 1655. Cristina di Svezia, una regina alle porte di Roma, Fulvio Delle Donne “22 novembre 1220. L’incoronazione imperiale di Federico II”, Francesca Sgorbati Bosi “I giorni del Grand Tour”, Antonio Forcellino “20 settembre 1526. Il Sacco dei Colonnesi”, Andrea Giardina “28 ottobre 312 d.C. La battaglia di Ponte Milvio”, Amedeo Feniello “16 aprile 1209. San Francesco al Laterano”, Valeria Palumbo “10 marzo 1946. Il voto alle donne”, Giulia Albanese “31 ottobre 1922. La marcia su Roma”, Miguel Gotor “16 marzo 1978. Il sequestro Moro”, Francesca Cenerini “17 gennaio 38 a. C. Le nozze politiche tra Ottaviano e Livia”, Michela Ponzani “23 marzo 1944. Via Rasella”. Tutti gli incontri sono introdotti da Marta Bulgherini.

Venerdì alle 10.30 nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio è inoltre previsto un vivace momento di dibattito tra gli studenti del Liceo scientifico “Plinio Seniore” e quelli del Liceo scientifico “S. Cannizzaro” di Roma sul tema “25 dicembre 800 d.C. L’incoronazione di Carlo Magno, l’inizio dell’Europa?”. Introduce Graziano Perillo, coordina Chiara Mancini.

Gli eventi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per un ingresso prioritario, è possibile registrarsi sul sito www.romastoriafestival.it e presentarsi nei luoghi del Festival con un anticipo di almeno 15 minuti.”

Il programma completo e’ disponibile sul sito: www.romastoriafestival.it

 

 

 

 

 

RE41F – 41^ Edizione di Romaeuropa Festival – 8 settembre/15 novembre 2026 – Tre mesi di teatro, danza, musica e creazioni per l’infanzia in 18 spazi, con 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Il passo del mondo”. Il titolo riepiloga per intero finalità e contenuti di questo spazio internazionale ed europeo d’incontro, visione e immaginazione condivisa perché la cultura è un volano economico di occupazione e di ricerca essendo un bene comune che appartiene a tutti e l’arte e la musica sono belle e non hanno età, questa è   Romaeuropa Festival.

L’8 e il 9 settembre, all’Auditorium Conciliazione, l’opening di questa edizione prende forma in due serate, come riporta il comunicato stampa: “con due artiste italiane protagoniste della scena internazionale che rappresentano alcune delle traiettorie più interessanti della creazione italiana nel mondo.

Prima la danza (8 settembre) con Sofia Nappi e la sua compagnia KOMOCO; poi la musica (9 settembre) con Caterina Barbieri, ONCEIM – Orchestra di Nuova Creazione, Sperimentazione e Improvvisazione Musicale e Christian Marclay. Romaeuropa Festival prosegue per oltre due mesi in 18 spazi, presentando a Roma 100 spettacoli per 240 repliche e circa 1000 artisti dall’Italia, dall’Europa e dal mondo, per arrivare il 15 novembre al suo gran finale con un’intera giornata dedicata alla musica che culminerà nel Classical Rave Party di Enrico Melozzi. Un progetto speciale che parte dal mattino con i 100 Cellos fondati da Melozzi e Giovanni Sollima e prosegue fino alla notte con l’Orchestra Notturna Clandestina e una costellazione di musicisti, artisti e ospiti: da Niccolò Fabi, ad Alessandro Baricco, da Giovanni Sollima alla Banda dell’Esercito Italiano insieme a Giuseppe Andaloro, Alessandro Carbonare, Gloria Campaner, Marta Sollima, Miriam Prandi e Carlotta Dalia, fino alle incursioni di Elsa Lila, Anastasio, Fasma e tanti altri.

20260907_124949 Sofia Nappi e Enrico Melozzi presentano – centro della foto – nel corso della conferenza stampa i loro spettacoli di apertura e chiusura festival 

Fra gli eventi di rilevanza internazionale merita una particolare segnalazione  quello in programma all’Auditorium Conciliazione, dove il coreografo francese Benjamin Millepied, 14 settembre, nell’ambito delle celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, presenta in prima nazionale Summerland, nuova creazione per le danzatrici e i danzatori di Paris Dance nata dall’incontro con la cantautrice francese November Ultra con la sua voce e il suo universo musicale, sospeso tra bedroom pop, R&B, folk ed elettronica.

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Da comunicato stampa: “Numerose sono inoltre le collaborazione internazionali e i progetti speciali di questa edizione, tra cui il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, frutto della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto Culturale Coreano, Ambasciata di Norvegia, Institut Français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. E non ultimo Lazio Danza e Teatro, il progetto realizzato da Lazio Innova rivolto a danzatrici e danzatori under35 e promosso dalla Regione Lazio – Assessorato alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile –  e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento, RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un’occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni”.

Promozione e Box Office: Romaeuropa.net – 06.4555305 – email: promozione@romaeuropa.net

Matteo Maria Zuppi: Commemorazione funebre di Francesco Guccini

Donatello Urbani

Devo confessarlo: sono un fans tanto di S.E. Cardinale di Santa Romana Chiesa Matteo Maria Zuppi  quanto del poeta/cantautore Francesco Guccini, agnostico possibilista, per sua definizione. Questa “affinità elettiva” che ho scoperto fra i due personaggi che apparentemente appaiono diversi è stata confermata nell’amicizia intercorsa in vita tra i due ed ha trovato un profondo riscontro nella commemorazione funebre che il Cardinale ha rivolto all’amico Francesco in occasione del suo funerale laico tenuto nel paese natale alla presenza di soli familiari e amici.

Qui di seguito il testo pronunciato dal cardinale Zuppi.
«Non era un accordo così definito come quello che Francesco stabilì con Piero, circa l’impegno a tornare e a dare informazioni di prima mano sul dopo ma, una sera, parlando dell’ultimo saluto, Francesco disse che sarebbe stato contento della mia presenza, con annessi e connessi, per poi aggiungere che, qualora le parti si fossero invertite, lui avrebbe potuto, in Cattedrale o dove non so, presenziare con il suo saluto. Tocca a me. Credo, però, che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco: non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realtà hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita.
Dicevi di te di essere “agnostico possibilista”. In ricerca. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l’assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po’ più soli. Assenza ma anche presenza. Abbiamo letto tante osservazioni, emozioni, tutte personali e positive, piene di umanità. Avviene sempre così nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all’interiorità. La poesia e la musica generano sempre altra poesia e aiutano a far cantare il cuore. Te ne sei andato nelle «stanche, lunghe e oziose ore di agosto» (Canzone dei dodici mesi), con la discrezione e la riservatezza che sono sempre state tue, nascondendo in due sciocchezze quanto sei commosso e poi, in realtà, facendoci commuovere per come ti racconti. Abbiamo capito anche quello che stava urlando dentro di te per uscire, e abbiamo capito che bisogna scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà.
Anche il Signore non sopportava i dogmi e i pregiudizi che colpivano il prossimo, i nuovi protagonisti, i rampanti, i furbi e i prepotenti, i re, i militanti severi, la gente vuota, i preti che non sanno guardarsi nel cuore, i materialisti col chiodo fisso che Dio è morto e che l’uomo è solo in questo abisso, ma anche i giacobini visionari e i martiri dell’odio e del terrore, quelli che ti paralizzano dicendo che è per amore, i manichei che gridano o con noi o contro di noi. Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione. Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia è sempre regalare tutto di sé. Discrezione, garbo, eleganza antica, timidezza ma radici di sapienza antica, “cresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia”.
Alieno all’esibizione, eppure delicatissimo nel comunicare. Parlando e riparlando del tempo e dei giorni andati, e del mistero del tempo che ha una spiegazione nei nostri legami di amore per cui è sempre vero per tutti che “io non sono quando non ci sei”. È la migliore definizione di Dio, perché Dio si capisce solo nell’amore, interrogandoci su quale sapore nuovo abbia l’universo, perché la domanda della vita è sempre proprio questa. Che l’oggi restasse senza domani o che domani potesse tendere all’infinito? Non si è rassegnato ad essere cattivo e non hai smesso di sognare e di cercare le ali. Questa domanda per Francesco, e per tutti, è l’intuizione che è porta apertissima nel cuore: Dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto e dove troveremo il per sempre.
«E la mia vita cade in altra vita ed io mi sento solamente un punto, lungo la retta lucida e infinita di un meccanismo immobile e presunto» (Vite). In questi termini amavi parlare della tua vita, ma non era retorica, era l’umiltà, contrario dell’hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l’arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall’andatura precaria. Ci hai parlato dell’«eterno gocciolare del tempo», del «rintocco scaglioso dei momenti» (Vite), della «musica dell’oggi che se n’è andato dove è andato l’ieri» e non sapremo mai dove (Un altro giorno è andato). Il tempo è «come quel male a cui non si dà il nome, un’ossessione circolare fra la volontà ed il non potere» (Canzone per Anna). Ti sei domandato – e tutti noi con te – «ma il tempo, il tempo chi me lo rende?» (Lettera) e anche come essere nel tempo, ad esempio quando l’uomo deve imparare a vivere senza ammazzare, amarissima considerazione che ha trovato drammaticamente in questi tempi tante ulteriori domande. La precarietà della storia e del tempo ti ha sempre arrovellato, mistero e tormento, come l’orologio che enfatizza ogni secondo. Non hai mai avuto la presunzione di trovare risposte definitive: ogni giorno, dicevi, «son lì ad aspettarmi le mie domande, il mio niente, il mio male» (Canzone per Piero).
L’etica dell’umano, la dignità della politica, allergica ai dogmatismi vuoti, proprio perché etica e con al centro l’umano, per non avere «paura del diverso e del contrario, di chi lotta per cambiare, paura delle idee di gente libera, che soffre, sbaglia e spera» (Canzone per Silvia); con il tuo don Chisciotte tu “fiero del mio sognare e di questo eterno mio incespicare”, ci hai costretto a chiederci «dovrei tirarmi indietro perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro? Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità e accettare che sia questa la realtà?» per poi invitarci a «sputare il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte». Non smette di stupirci la vita, com’è fatta e come uno la gestisce, e i mille modi e i tempi, poi le possibilità, le scelte, i cambiamenti, il fato, le necessità. Ora Francesco, come hai detto con parole struggenti a Van Loon – babbo Ferruccio, avrai «tanto tempo per pensare»; avevi «i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente», troverai un tuo luogo, una tua storia, i tuoi libri, i vecchi amici e, finalmente, l’infinito (Van Loon).
Ma non ti mancherà il controcanto ironico che ti è sempre appartenuto e ti permetteva di comunicare leggerezza anche nelle circostanze più buie; e sorriderai ricordando agli amici che ritroverai e ti faranno una gran festa le parole che tu, come pochi altri, riuscivi a pronunciare con spirito pungente e insieme con garbo: «se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale, ma il bere non si paga e non fa male». E che Dio «ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi, cosa che a questo mondo han fatto in pochi» (Gli amici). Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell, shomèr ma mi-llailah, ma mi-lell: sono le voci che hai fatto tue, brusìo e infinita eco di Dio. È la nostra realtà: sospesa tra la notte che sta per finire, vegliare sempre, insistere, ridomandare, senza stancarci. “Ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà, che la risposta sull’avvenire è in una voce che chiederà: Shomèr ma mi-llailah”. Oggi incontri la risposta, che in realtà era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l’umanità che hai descritto nei tanti personaggi e incontri che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell’umano, scopre sempre la presenza di Dio. Traina, che so cara a Raffaella, agnostico lascio questa poesia postuma, che è anche una confessione di fede: “Quando starò davanti a te, Signore, se non perdonerai chi non si è unito al coro degli osanna, forse perdonerai chi ha confessato, Signore, di soffrire la tua assenza”. “Bisogna continuare a domandarsi, anche quando non c’è una risposta», dicevi. “Starem a veddre”.
Mi aiutano queste parole: “Stamane pensavo: il bambino nel ventre della madre sta caldo e probabilmente è felice. Crede che quel breve spazio tiepido sia un universo, ove nulla gli manchi. Dell’universo che conosciamo noi, che sospetto può avere lui? Nessuno? Ammettendo che ci si possa mettere in comunicazione col bambino che ancora non è nato, che nozioni potremmo dargli di quello che è un libro, una casa? Nemmeno la più piccola. Ci troviamo nella stessa situazione in rapporto al mondo dell’aldilà che si stende intorno a noi e che non raggiungiamo se non con la morte. In realtà stiamo anche noi dentro una cavità buia ove ci parliamo e noi non nasceremo che gridando, quando morremo. Allora scopriremo un universo d’una bellezza indicibile e passeggeremo liberamente in mezzo agli astri”.
Ecco, la fede dà parole e certezza a quell’intuizione dell’amore, del cuore, tutt’altro che palliativo, per cui “vogliamo ricordarti com’eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti. Che come allora sorridi”. La risposta è Dio che non solo è dentro di noi ma anche fuori, è un Tu, è l’amore senza il quale non siamo e che oggi nel suo mistero si rivela.
 “Tu sei, lo so, ma dove, chi può dirlo?  In me ti rassomiglia ciò che vedo…. Lasciamo creder dunque che sei qui.  E quando verrà l’ora del timore chiuderà questi miei occhi umani, aprimene, Signore, altri più grandi per contemplare la tua immensa face e la morte mi sia un più grande nascere”. (Eugenio Montale)
Francesco è morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell’umano, nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell’orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perché dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare. È anche il giorno della morte di Paolo VI. “Ecco, mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata dall’infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così incomplete, così nostalgiche e così chiare ormai per denunciare lì loro passato irrecuperabile e per irridere al loro disperato richiamo. La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, di un Dio creatore, che si chiama il Padre Nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a te, o Padre in quest’ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica luce; è una rivelazione naturale di una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell’invisibile Sole”. (Paolo VI)

 

Italian Tourism Awards 2026 – The night of excellence – Teatro dell’Opera di Roma 2 dicembre 2026.

Testo e Foto Donatello Urbani

Giovedì 9 luglio 2026 a Roma, all’Hotel Quirinale, sono stati presentati gli Italian Tourism Awards: il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle eccellenze del comparto turistico: “dall’ospitalità alla ristorazione, fino all’innovazione digitale, il tour operating e alla promozione delle destinazioni che valorizzano il Sistema Paese”, come riportato nel comunicato stampa. Particolare attenzione è stata riservata alle nuove categorie inserite nella premiazione, ai riconoscimenti speciali e alla presentazione della Giuria e del Comitato Tecnico, tra cui erano presenti importanti personalità di settore, alcune delle quali presenti in sala.

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Da comunicato stampa: “La settima edizione degli Italian Tourism Awards si terrà il prossimo 2 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma. Il premio, ideato e prodotto da Deborah Garlando, founder e ceo di Mhr, in collaborazione con Palmiro Noschese, strategic advisor per la luxury hospitality e Paolo Garlando, esperto di marketing turistico e network territoriale, avrà la conduzione di Gabriella Carlucci nella serata definita “The night of excellence”. La presidenza di giuria è affidata a Palmiro Noschese che guiderà un gruppo di giurati di eccellenza tra cui Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, lo chef Carlo Cracco, la vice presidente della Andrea Boccelli Foundation, Veronica Berti Boccelli.

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Il mondo dell’hotellerie, dell’impresa e dei media è rappresentato da Aldo Melpignano, managing director Borgo Egnazia, da Giuseppe De Martino, general manager The St. Regis e Westin Excelsior Rome, da Carmela Colaiacovo a.d. di Tourist Spa che gestisce il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio, da Luca Pirolo, professore associato presso la Luiss Business School.

Insieme a loro ci saranno Andrea Delfini, founder e ceo del gruppo Blastness, l’ideatrice del premio Deborah Garlando e Simona Tedesco, direttrice di Dove e direttrice editoriale dei progetti multimediali in RCS Media Group. Il premio vanta prestigiosi patrocini tra cui quello dell’Enit, del Comune di Roma e della Regione Lazio oltre a numerosi sponsor, partner e partner tecnici.

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Deborah Garlando ha auspicato molte candidature al premio, che prevede 13 categorie oltre a 3 premi speciali. “La mia passione per il turismo – ha rimarcato la manager – è evidente anche per il grande impegno profuso in questa organizzazione. Questo premio è nato con l’intento di dare voce a un palcoscenico d’eccellenza a chi, ogni giorno, costruisce il valore del nostro sistema paese. Mi auguro che la serata finale non sia solo una celebrazione, ma una vera e propria mappa del turismo del futuro”. Per Palmiro Noschese, l’Italia non è amata soltanto per ciò che possiede, ma per ciò che sa far vivere. “Dietro ogni esperienza memorabile c’è una persona capace di raccontare, accogliere, interpretare e creare emozione. Il capitale umano è la nostra vera opera d’arte: proteggerlo, formarlo e valorizzarlo significa difendere il futuro dell’ospitalità italiana”. Gabriella Carlucci ha sottolineato che gli Italian Tourism Awards premiano chi rende reale l’emozione che il mondo intero si aspetta quando pensa al nostro paese: accoglienza, bellezza, autenticità ed eccellenza”.

Un appello a non mancare la notte della premiazione: 2 dicembre 2026 – Teatro dell’Opera di Roma ha concluso l’incontro.

 

Roma -1 e 2 luglio 2026 – L’ EcoForum promosso da Legambiente premia i Comuni campioni nel riciclaggio nel corso di un interessante confronto con i principali attori coinvolti oltre il PNRR sull’economia circolare.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La raccolta differenziata non va in vacanza.

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L’economia circolare rappresenta, al momento attuale, una delle leve strategiche della politica governativa nell’intento di ridurre la dipendenza dalle materie prime, affrontare la transizione ecologica e rafforzare l’autonomia del Paese. Questi sono stati i temi nei quali si è incentrata la discussione nelle tavole rotonde della prima giornata di questa XIII edizione di EcoForum, manifestazione promossa da Legambiente, mentre la seconda giornata è stata riservata esclusivamente alla premiazione di una folta rappresentanza dei 675 comuni che hanno raggiunto l’ambita meta del 65% di riciclo dei rifiuti urbani su 7894 comuni presenti nel territorio nazionale.

20260702_134256 Percentuale, come ha ricordato nel suo intervento il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, è ancora lontana per molte, troppe, amministrazioni comunali, in particolare nei grandi comuni. Il Veneto si classifica al primo posto nella classifica con 165 comuni (rifiuti free). Anche la Campania occupa una posizione di prestigio con 73 comuni ricicloni.

20260702_131530In relazione a questa tendenza ci sono alcune iniziative di grande interesse messe in opera da pubbliche amministrazioni in collaborazioni con istituzioni private che testimoniano la notevole importanza che riveste il riciclo dei rifiuti nella vita quotidiana della cittadinanaza. In questa edizione è stato premiato con una menzione speciale BEE il cane puliziotto, un labrador retriever addestrato nella raccolta della plastica dispersa nel territorio del Comune di Castelbuono (Palermo). I cani non sono nè uno “status simbol” nè un oggetto da esibire ma esseri viventi dotati di motivazioni e necessità che vanno rispettate e valorizzate. Le coppie composte da un conduttore umano e dal suo fedelissimo cane vengono impiegate in varie attività sia in ambito urbano che in ambienti naturali, come boschi che ne sono l’esempio concreto. Un progetto pilota che può essere replicato anche in altri comuni.

La prossima edizione di Ecomondo si svolgerà a Rimini – Expo Centre –  dal 3 al 6 novembre 2026. Per saperne di più consultare il sito web eco-forum.it