Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani
Voluta in origine per gli spazi dell’Uccelliera della Galleria Borghese, la videoinstallazione dell’artista e regista britannico Isaac Julien, All That Changes You. Metamorphosis, protagoniste le attrici di fama internazionale Sheila Atim e Gwendoline Christie che interpretano due enigmatiche figure celesti e profetiche, s’ispira al ciclo di affreschi realizzato da Giulio Romano per Palazzo Te a Mantova, ampliando il percorso espositivo della mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” in corso alla Galleria Borghese, attraverso il linguaggio immersivo dell’immagine in movimento.
Da comunicato stampa: “ Concepita originariamente come un’installazione a dieci schermi, All That Changes You. Metamorphosis prende avvio dalla straordinaria architettura di Palazzo Te per svilupparsi attraverso una costellazione di luoghi che attraversano tempi e immaginari differenti: dalla Cosmic House di Charles Jencks a Londra alle foreste secolari del Redwood National and State Park in California, fino ad alcuni significativi esempi di architettura contemporanea. Ogni spazio diventa un dispositivo narrativo che mette in dialogo storia, paesaggio e visione, facendo emergere la metamorfosi come principio che accomuna il mondo naturale, quello culturale e quello tecnologico.
La costruzione del film attinge inoltre a un articolato universo di riferimenti letterari e filosofici. Le riflessioni di Donna Haraway sulle relazioni multispecie, la narrativa visionaria di Naomi Mitchison e la fantascienza speculativa di Octavia E. Butler alimentano un racconto che supera una prospettiva esclusivamente antropocentrica, aprendo lo sguardo a forme di convivenza e immaginazione capaci di ripensare il rapporto tra il vivente e il pianeta.
Per la presentazione alla Galleria Borghese, Isaac Julien ha concepito una nuova configurazione dell’opera, adattata agli spazi dell’Uccelliera. Edificata nel XVII secolo come padiglione destinato a ospitare gli uccelli esotici della Villa, l’Uccelliera costituisce un luogo in cui architettura, giardino e paesaggio dialogano in modo inscindibile. In questo contesto, l’artista presenta una versione a canale unico dell’opera, nella quale l’immagine si moltiplica attraverso un sistema di specchi che ne frammenta e riflette continuamente la visione. L’intervento trasforma l’ambiente espositivo in uno spazio percettivo dinamico, dove il principio della metamorfosi si manifesta non solo nel racconto filmico ma anche nell’esperienza stessa dello sguardo, che si confronta con immagini in costante duplicazione, rifrazione e mutamento.
La nuova installazione stabilisce così un dialogo inedito con il contesto della Galleria Borghese e prolunga idealmente il percorso della mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti. Se il poema di Ovidio individua nella trasformazione una legge universale che attraversa uomini, divinità, animali e paesaggio, il lavoro di Isaac Julien ne propone una rilettura contemporanea, mostrando come il cambiamento continui a rappresentare una delle categorie fondamentali attraverso cui interpretare il presente e immaginare il futuro.
Roma – Galleria Borghese Piazzale Scipione Borghese, n.5 – Prenotazione obbligatoria al n. 06.32810 – www.galleriaborghese.it – dal martedi alla domenica dalle ore 9,00 alle 19,00




