Irex Annual Report 2026. – Rinnovabili e accumuli sono la soluzione alla crisi energetica globale nel report 2026 di Althesys (TEHA Group).

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Cosa vuol dire condividere valore?“ Unire innovazione e capacità di sviluppo per anticipare i nuovi trend nel settore per le scelte di consumo.

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Il rapporto IREX di Althesys, svoltosi a Roma lo scorso 19 maggio 2026 nella prestigiosa sede del GSE – Gestore servizi elettrici -, ha evidenziato la tenuta degli investimenti nelle rinnovabili, nel 2025 arrivati a 51 miliardi di euro, seppur in fisiologico rallentamento dopo il picco toccato nell’anno precedente, accompagnati dal boom di quelli nelle batterie utility scale. Oltre il 40% degli investitori sono esteri malgrado l’accettabilità sociale e la burocrazia restino gli ostacoli da superare. Per Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e capo del team di ricerca: “La congiuntura difficile non frena la transizione energetica, che anzi va accelerata. Flessibilità, reti e accumuli saranno sempre più strategici”.

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Sta all’Europa battere un colpo per riportare il clima al centro delle relazioni internazionali, per portare il risultato a dama

Da comunicato stampa: “…in sintesi, il quadro delineato dall’Irex Annual Report 2026, è stato riepilogato nello studio di Althesys (TEHA Group) che, come ogni anno, monitora il settore elettrico, analizzando le strategie, delineando le tendenze future e suggerendo policy. Il report è stato presentato nel corso dell’evento “Liberare l’energia. Rinnovabili, reti, accumuli oltre la crisi globale” alla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Gse Vinicio Mosè Vigilante e del direttore di Irena Francesco La Camera”.

Principali temi discussi; da comunicato stampa:

“Le tendenze strategiche: Nel 2025 il mercato italiano delle rinnovabili ha segnato un calo fisiologico dopo il boom del 2024, ma ancora numeri importanti: 1.365 operazioni, 37,1 GW e 51 miliardi di euro.

Le autorizzazioni, avanti piano: Il permitting, nonostante i numerosi interventi normativi, resta un passaggio critico. Nel 2025 sono stati autorizzati 915 impianti per 17,5 GW (+4% sul 2024), mentre i nuovi progetti in iter calano del 31%, soprattutto per eolico onshore e agrivoltaico.

Accettabilità sociale e compensazioni: Oltre alle complessità autorizzative, i progetti sono frenati dall’accettabilità sociale, critica in vari territori. Il coinvolgimento delle comunità e la condivisione di valore a livello locale sono essenziali. Strumenti economici, come le compensazioni, il crowdfunding, la riduzione dei costi dell’energia (anche con un reale trasferimento ai consumatori dei prezzi zonali), sono alcune possibili vie, oltre alle mitigazioni ambientali.

I costi di produzione: L’aumento dei Capex e le difficoltà del permitting sono i fattori che hanno contribuito a rallentare le rinnovabili in Europa nel 2025 (installati 80,2 GW, -2% sul 2024). A dominare sono le aste, mentre cala l’interesse per i PPA.

Sicurezza elettrica: L’evoluzione della struttura industriale del settore, con le possibili dismissioni future di capacità flessibile, metterà a rischio l’adeguatezza del sistema elettrico italiano? Le simulazioni indicano un rischio di uscita dal mercato di 26,3 GW termoelettrici entro il 2030, perché non più economicamente sostenibili, rendendo determinante il capacity market.

Prezzi negativi e rendite di congestione: L’evoluzione industriale, con la crescita delle rinnovabili, e infrastrutturale del settore elettrico sta cambiando anche il funzionamento del mercato, con l’emergere dei prezzi negativi.

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In conclusione, il settore elettrico italiano sta cambiando sempre più rapidamente e la transizione verso le rinnovabili è la via per assicurare competitività e sicurezza in un contesto geopolitico e macroeconomico sempre più incerto e volatile. Il mercato italiano continua ad attrarre investitori, oggi in particolare nelle batterie, ma la sfida è accelerare, non solo mettendo in campo rapidamente strumenti come le aste del Fer-X e Fer-Z, ma migliorando ancora il permitting e l’accettabilità sociale degli impianti. L’adeguatezza del sistema, investendo nelle reti e negli accumuli, resta un elemento chiave per abilitare la trasformazione.

Che cos’è IREX - L’Irex è il think tank italiano di riferimento per l’industria delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica: dal 2008 analizza l’evoluzione dell’industria italiana delle rinnovabili nel contesto internazionale, esaminando le strategie aziendali, individuando i trend dei mercati, valutando le strategie-Paese e formulando proposte ai policy maker. L’osservatorio monitora il settore delle rinnovabili con il proprio Annual Report e realizza l’Indice Irex, che traccia le small-mid cap pure renewable quotate in Borsa. 

 Althesys è una società professionale di TEHA Group specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza. Opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility, nei quali assiste imprese e istituzioni.”

 

Bioviversita’: tema centrale nel Museo Civico di Zoologia di Roma con l’apertura al pubblico due nuovi spazi espositivi dedicati alla biodiversità in collaborazione con Sapienza Università.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

“Terroir”: amore per il territorio. Così i francesi interpretano la biodiversita’.

Un progetto per la digitalizzazione delle materie scientifiche per un’esperienza sensoriale unica. L’occasione dell’apertura delle nuove sale ha coinciso anche con un vero e proprio lifting  che ha interessato l’intero museo ed in particolare molti reperti già esposti e facenti parte della collezione permanente.

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                            Alcuni reperti di recente opera di restauro e manutenzione

Le due  nuove Sale della Biodiversità sono, come scritto nel comunicato stampa: “ vere e proprie wunderkammer (camera delle meraviglie), dove il visitatore potrà osservare una selezione dell’immenso patrimonio delle collezioni del Museo: si tratta di reperti mai esposti che rappresentano una ricchezza impareggiabile, sia per numero che per biodiversità, delle specie esistenti sulla terra. In cinque grandi vetrine sono allestiti esemplari appartenenti alla collezione malacologica (conchiglie marine), alla collezione ornitologica (uccelli), alla collezione erpetologica (pesci, anfibi e rettili) e a quella teriologica (mammiferi), mentre una parete della sala espone la collezione entomologica (insetti). Pannelli didattici completano l’esposizione.

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Innovativo è poi l’allestimento della nuova sala multimediale interattiva, denominata “Bioverso”, che attraverso proiezioni immersive, sottofondi sonori e paesaggi virtuali, è in grado di proiettare il visitatore in una dimensione sensoriale, cognitiva e dal contenuto emozionale, consentendogli di connettersi e di esplorare virtualmente le collezioni del museo, la loro storia e peculiarità.

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Con le sue importanti collezioni scientifiche e l’intensa attività di ricerca e didattica che svolge, il Museo Civico di Zoologia rappresenta un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della biodiversità. Termine, quest’ultimo, coniato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, per indicare la natura vivente e la sua diversità a tutti i livelli di organizzazione biologica, dalle molecole agli organismi, fino agli ecosistemi. Conservare la biodiversità del Pianeta, con i circa 1,8 milioni di specie animali attualmente conosciute, significa assicurare la stessa sopravvivenza dell’uomo.

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Le raccolte del Museo, che comprendono circa quattro milioni di esemplari, documentano infatti la varietà del mondo animale e rappresentano una risorsa fondamentale per studiosi e cittadini. La diversità nel mondo animale è anche il filo conduttore del percorso espositivo del museo, che attraverso le varie sezioni tematiche che caratterizzano le sue sale, corredate da varie ricostruzioni ambientali e con la possibilità di utilizzare strumenti interattivi, mette in gioco le capacità di osservazione e riflessione del visitatore.

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Il percorso esplora il ruolo della riproduzione sessuale come motore della biodiversità, analizzando gli adattamenti strutturali, fisiologici e comportamentali che permettono alle specie di sopravvivere in ambienti estremi. Si passa poi ad analizzare alcuni ecosistemi, come le barriere coralline, così ricche di diversità, e di come gli ambienti più vicini a noi abbiano sviluppato molte forme di vita. Ed ancora come gli organismi vengono classificati e rappresentati in base a un ordine tassonomico. Approfondisce inoltre l’anatomia scheletrica e le strategie di nutrimento e movimento, sottolineando l’urgenza di conservare le specie più minacciate del pianeta. Del percorso fa parte anche la spettacolare Sala della Balena, situata al piano inferiore dell’edificio, con il grande scheletro di balenottera lungo 16 metri. La sala è utilizzata anche per ospitare mostre temporanee ed eventi.

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                                                 Foto Ufficio stampa Zetema

Breve storia del Museo:

Istituito nel 1932, il Museo Civico di Zoologia è parte integrante del Sistema Musei Civici di Roma Capitale. Ha sede nell’edificio, completato nel 1910, che ospitava il ristorante dell’allora Giardino Zoologico. Il Museo custodisce collezioni di rilievo internazionale, costantemente preservate e arricchite, che rappresentano un patrimonio scientifico in continua evoluzione, reso pubblico e condiviso attraverso un’intensa opera di divulgazione e formazione. Da circa vent’anni, grazie a un dipartimento educativo dedicato, il Museo ha consolidato un legame privilegiato con le scuole, diventando una tappa fondamentale dei loro percorsi didattici. L’offerta culturale, che include mostre temporanee, incontri e presentazioni, è pensata per un pubblico eterogeneo (famiglie, bambini, anziani e persone con disabilità), con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica e sensibilizzare alla tutela della natura”. Un museo da assaporare lentamente per i visitatori da uno a cento anni,

Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18 – 00197 Roma. Informazioni  Tel. 060608 – www. Musei in Comune

 

Festival delle Destinazioni – 1^ Edizione – Nasce il turismo 5.0 –: nuovo hub per la promozione del territorio italiano con l’obiettivo di mettere in rete tutti gli attori del sistema turistico nazionale per adottare un nuovo messaggio “Humanitas”.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Roma , 19 maggio 2026, Nazionale Spazio Eventi,  prima edizione del Festival delle Destinazioni.

Perchè partendo dal micro si arriva al macro. 

Da comunicato stampa: “L’evento, nato dalla visione dell’ideatore Paolo Garlando, marketing e project manager dedito a turismo, sport ed eventi, rappresenta il primo appuntamento internazionale di carattere B2B interamente dedicato alla costruzione e alla promozione dell’identità dei territori italiani attraverso le azioni sinergiche di istituzioni, enti di promozione, DMO e aziende. Ad aprire la riflessione è stato il senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà di dialogo tra privati e apparato pubblico. Sul fronte delle misure governative, l’onorevole Gianluca Caramanna, del ministero del Turismo, ha illustrato i provvedimenti più recenti legati al territorio seguita da un’analisi netta sulla gestione dei presentata da Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale. Altrettanto centrale è il ruolo dei grandi eventi regionali nello sviluppo a lungo termine, come evidenziato da Debora Massari, assessore al turismo della regione Lombardia, quanto un approccio integrato che richieda una pianificazione condivisa, auspicata da Paolo Giuntarelli, della direzione affari della presidenza turismo della regione Lazio, che ha annunciato: “Il prossimo 3 giugno verrà lanciata una nuova campagna di comunicazione insieme al nuovo brand Lazio”. A dare solidità a questa visione d’insieme è stata Alessandra Priante, presidente di Enit, la quale ha ricordato che la stabilità del comparto si fonda sul capitale umano”; punto centrale per un nuovo volto del turismo 5 punto zero rivolto tanto ai clienti, collaboratori e quanti gravitano su questo settore.

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Su questo fronte, Sandro Pappalardo, presidente di ITA Airways, ha illustrato i piani di espansione e la gestione delle criticità internazionali, al quale ha fatto seguito l’intervento di Tommaso Tanzilli, presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha illustrato come lo sviluppo delle rotte interne e del turismo a passo lento trovi un pilastro nel trasporto ferroviario.

Da comunicato stampa: “Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha fatto notare che il turismo rappresenta l’industria più digitalizzata in assoluto, spiegando che l’utente oggi dialoga direttamente con i sistemi di intelligenza artificiale superando i tradizionali motori di ricerca. Sul piano operativo, Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo Confindustria, ha anticipato che la rivoluzione tecnologica ridurrà la centralità delle competenze puramente tecniche, premiando invece le soft skills provenienti da percorsi di studi umanistici. L’evoluzione richiede un’infrastruttura digitale diffusa, elemento evidenziato da Pietro Piccinetti, presidente di Infratel, il quale ha insistito sulla necessità di attivare le reti esistenti in sinergia con le comunità locali per ottimizzare la gestione dei dati territoriali. A chiudere il quadro della percezione dell’esperienza è stata Alice Ungaro per Bes Time Tourism Plan Machine, che ha illustrato un modello innovativo incentrato sulla valorizzazione e condivisione del tempo del viaggio. Sostenibilità, turismo lento e benessere. Il rispetto dell’ambiente e il benessere della persona ridefiniscono l’attrattività delle destinazioni. Valerio Lucciarini De Vincenzi, presidente della rete comuni sostenibili, ha evidenziato come siano già 200 i comuni italiani associati che applicano strategie mirate a valorizzare l’autenticità locale. Un successo analogo è registrato dal comparto open air, con Ubaldo Fusco, vice presidente nazionale di FAITA-Feder Camping, che ha quantificato il settore in 68 milioni di presenze, sottolineando l’evoluzione dei campeggi verso formule premium come il glamping. Le aree protette dimostrano un’analoga capacità di dialogo, come raccontato da Guido Guarino, consulente CETS per l’ente parco nazionale del Vesuvio, che ha descritto la creazione di un forum permanente per coinvolgere la popolazione residente. Il benessere si conferma una leva economica fondamentale, con Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, che ha valutato in 2,5 miliardi di euro il fatturato delle strutture termali, richiamando gli operatori alla trasparenza e alla qualità dell’offerta. A sostenere questa rete diffusa intervengono i presidi territoriali descritti da Pasquale Ciurleo, presidente nazionale di EPLI (Ente Pro Loco Italiane), il quale ha evidenziato il bisogno di formare e professionalizzare i volontari delle 7000 pro loco italiane. Infine, il turismo attivo trova la sua massima espressione nelle parole di Luigi Menna, presidente FIAB, che ha ricordato il primato europeo dell’Italia nel cicloturismo, sollecitando un adeguamento delle competenze ricettive per l’accoglienza su due ruote. Borghi e destinazioni minori come volano economico. Le mete interne e i piccoli centri rappresentano la vera sfida per il futuro economico del paese. Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha ricordato che le imprese turistiche garantiscono un gettito fiscale di 4,8 miliardi di euro alle casse comunali, auspicando che le istituzioni supportino l’integrazione infrastrutturale tra grandi attrattori e aree interne. Un esempio di questa progettualità è l’inaugurazione del primo borgo artituristico in provincia di Macerata, annunciata da Irene Floris, portavoce di Confartigianato turismo organizzato, volto a tutelare le antiche tradizioni artigiane. Anche la micro-economia fieristica gioca un ruolo cruciale, come rilevato da Renato Pujatti, vice presidente di AEFI, che ha ricordato come le fiere territoriali generino 22,5 miliardi di fatturato occupando 90 mila persone. Per garantire la sostenibilità di questi flussi, Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha spiegato che le imprese alberghiere devono agire insieme per stimolare la ripetibilità del viaggio nelle mete meno congestionate, assecondando una domanda flessibile. La necessità di infrastrutture adeguate all’accesso a queste aree è stata ribadita dall’esperto Giancarlo Dell’Orco, mentre Antonio Bufalari, segretario generale di Assonautica Italiana, ha indicato nell’economia del mare (un comparto da 216miliardi di valore aggiunto) e nella mappatura dei percorsi nautici una straordinaria opportunità di riscatto per i piccoli borghi costieri. Alleanze pubblico-privato e sviluppo locale. Il superamento dei vecchi modelli di promozione richiede una forte sinergia operativa. Francesco Tapinassi, direttore Toscana Turistica, ha evidenziato lo scollamento tra la promozione pubblica dell’ispirazione e la conversione in prodotto reale, indicando in organismi come Toscana Promozione l’anello di congiunzione ideale. In tal senso, Giancarlo De Venuto, presidente Assohotel Confesercenti Puglia, ha identificato nelle DMO il braccio operativo fondamentale per dare concretezza a queste visioni. La stabilità di queste relazioni poggia sulla capacità imprenditoriale locale, come sottolineato da Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo Langhe Monferrato Roero, mentre Josep Ejarque, ceo di FTourism, ha lanciato una provocazione ricordando che la bellezza da sola non è più sufficiente e che la separazione tra pubblico e privato va definitivamente superata per competere in un mercato dominato dagli algoritmi.

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Senza figure professionali adeguate non è possibile attuare alcuna strategia di sviluppo. Claudio Pisapia, segretario generale Federcomtur, ha delineato i tratti del manager di destinazione come perno della pianificazione locale, mentre Giulio Contini, direttore di scuola italiana di ospitalità, ha difeso la validità dei percorsi formativi basati sull’apprendimento pratico. Anche il settore MICE richiede un forte aggiornamento, come spiegato da Gabriella Gentile, presidente Federcongressi & eventi, focalizzata sulla necessità di formare specialisti nell’analisi dei dati. La mediazione culturale e sociale resta l’obiettivo primario per il mondo accademico: se Paolo Casetti, docente di destination management, ha ricordato la comune necessità di scambio tra residenti e viaggiatori, Carmen Bizzarri, professoressa di geografia economica all’università europea di Roma, ha chiarito che la formazione deve comporre le esigenze delle comunità con quelle dei turisti. Un concetto riaffermato da Palmiro Noschese, presidente di confassociazioni tourism food hospitality, il quale ha ribadito che l’eccellenza nell’ospitalità e l’intercettazione dei nuovi trend legati alla longevità dipendono interamente dalla centralità del capitale umano. Passioni verticali, grandi eventi e culturaI segmenti tematici ad alta specializzazione e le passioni personali muovono flussi economici di enorme rilievo. Serena Ranieri, presidente Federmep, ha illustrato lo sviluppo del destination wedding, arrivato a superare il miliardo di euro di fatturato nel 2025 con una crescita del 19,6%. Il prestigio del made in Italy è stato riaffermato da Massimo Cicatiello, delegato Mille Miglia negli USA, che ha descritto la storica corsa come uno strumento di promozione globale pronto a espandersi in Brasile. La combinazione tra congressi e attività all’aria aperta si rivela altrettanto vincente nelle parole di Onorio Rebecchini, consigliere del Convention Bureau Roma e Lazio, così come la ricerca di esperienze genuine viene promossa da Nevio D’Arpa, ceo di BTM Italia, attraverso l’organizzazione di fam trip dedicati. Lo sport attivo genera ricadute quantificabili, come spiegato da Giuseppe D’Amico, vice presidente della federazione italiana vela, che ha stimato in 200 milioni di euro l’indotto delle regate. Questa valorizzazione dell’identità nazionale passa anche attraverso l’agroalimentare, con Marco Bruschini, direttore comunicazione, promozione e valorizzazione al Ministero dell’Agricoltura, che ha annunciato la mappatura di percorsi Dop e Igp e una campagna internazionale contro l’italian sounding. Infine, il potere dell’audiovisivo come generatore di flussi è stato analizzato dal produttore Guglielmo Ariè, che ha citato il caso del commissario Montalbano, capace di aumentare del 60% i turisti italiani e dell’87% gli stranieri nei luoghi delle riprese.  La chiusura dei lavori è stata affidata alla sintesi dell’ideatore del festival, Paolo Garlando, il quale ha tracciato il bilancio dell’evento e gli obiettivi tecnologici futuri del comparto.”

Info su www.festivaldelledestinazioni.it

 

“Dalla testa ai piedi – Il corpo nella collezione Würth” – Mostra all’Art Forum Würth di Capena fino all’11 settembre 2027 con ingresso gratuito.

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una mostra ad ampio respiro progettata per guidare il visitatore all’interno di uno spazio immersivo capace di attivare un’esperienza di osservazione lenta, riflessiva e sensoriale. L’esposizione vuole essere uno spazio di ascolto, riflessione e meditazione culturale; una lettura privilegiata per comprendere la complessità del presente.

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                                      Alfred Hrdlicka  (1928-2009): ” Ritratto di Reinhold Würth” – ll versione – 1996

L’Art Forum Würth giunse a Capena nel 2006 insieme al centro logistico e distribuzione di prodotti destinati ai professionisti nei settori del’automotive, dell’artigianato, dell’edilizia e dell’industria. L’iniziativa nasce dalla visione del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth, figura guida che, come si legge nel comunicato stampa: “….ha trasformata l’azienda fondata dal padre Adolf nel 1945 in un gruppo internazionale leader nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio e il montaggio…..Fin dalla sua apertura (l’Art Forum Würth – n.d.r.) è stato concepito come uno spazio aperto e permeabile in cui l’arte diventa parte della vita quotidiana e dove la cultura è accessibile a tutti. Mostre, programmi didattici, laboratori creativi, percorsi di arteterapia, concerti ed eventi hanno contribuito a renderlo un luogo riconosciuto per la capacità di favorire un dialogo costante tra impresa, arte e societa’…”

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Il corpo umano assunto a soggetto della rassegna testimonia quanto l’essere umano fosse al centro delle attenzioni nelle dinamiche commerciali, sociali e culturali del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth.

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                                                   Alberto Magnelli (1888 – 1971): “Gli sposi” – 1914 – olio su tela 

L’esposizione vuole illustrare le dinamiche del collezionismo nel mercato internazionale avvenute nel 20^ secolo sullo sfondo dei cambiamenti radicali avvenuti.

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                                               Wilhelm Thony (1888 – 1949): “Nudo femminile” – 1914 – olio su tela

Da comunicato stampa: “ … “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, è una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità.

20260515_121322                      Giorgio De Chirico (1888-1978) – “Metamorfosi” 1929 – Porfolio di 4 (in mostra 6) litografie a colori

La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario.

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Katsura Funakoshi (1951-2024): “Parole trasmesse” – 2006 e  “Non immagine di corna” 2007  – Legno di canfora verniciato

A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.

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                                                        Sandro Chia (1946): “Ozio bucolico”  1996  – Olio su tela

Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.

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                                            Andreas Lau (1964 – 2024): “M8″   2015 – Tempera all’uovo su tessuto di ortica

Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.

L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio”.

Art Forum Würth Capena – Viale della Buona Fortuna, 2 – 00060 Capena (Rm). Info:  Tel. +39 0690103800 – Cell: +39 3317541611 –  email art.forum@wuerth.it – sito web www.artforumwuerth.it – Tutte le attività dell’Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl. Ingresso gratuito – Orario di apertura al pubblico: lunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi –  festivi chiuso.

Rose e Rosè per una pausa sensoriale e artistica a Roma fra le boutique di Via Borgognona

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Anche in questa occasione la quarta edizione di Rose Rosè trasforma Via Borgognona, come afferma Licia Gargiulo, addetta stampa della rassegna, “in un elegante percorso sensoriale dove il lusso incontra la cultura contemporanea”.

L’iniziativa è dovuta all’Associazione Matrix e da MKTG Advisor  che presenta, da comunicato stampa:”un programma ricco di appuntamenti pensati per offrire ai visitatori un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e sofisticato. Il cuore del progetto resta il fascino del vino rosé, raccontato nelle sue molteplici sfumature e interpretazioni attraverso un format innovativo che ridefinisce il concetto stesso di spazio retail: non più semplice luogo commerciale, ma ambiente di relazione, esperienza e cultura.

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                                                                    Foto: Courtesy Ufficio Stampa Licia Gargiulo

Protagonista assoluto sarà il Cerasuolo d’Abruzzo, prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010 e oggi protagonista di un momento di grande valorizzazione nazionale e internazionale. Freschezza, profumi fruttati, versatilità e identità territoriale accompagneranno gli ospiti in un percorso sensoriale capace di raccontare tutta la contemporaneità del vino rosé italiano”.

Diciotto cantine: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Ciavolich, Talamonti, Cantina Dazio, Torre Zambra, Marramiero, Guardiano Farchione, Barone Cornacchia, Citra, Casal Thaulero, Valle Martello, Colle Moro, Tenuta I Fauri, Biagi, Terre D’Erce e Tenuta Terraviva, tutte appartenenti al Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, sono state ospitate, dal 13 al 17 maggio 2026, in altrettante boutique che a loro volta si sono trasformate non solo in semplice luogo commerciale ma ambienti di relazione, esperienza e cultura.

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In una sala del Ristorante Nino espone una serie di opere ispirate al mondo animale, la pittrice Betta – Elisabetta Serena di Lapigio – che rimandano al vivere libero e ai colori presenti natura  come i due fenicotteri rosa con un preciso rimando al Cerasuolo d’Abruzzo, vino simbolo per eccellenza dei rosè.

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Nel variegato percorso espositivo sono presenti, come scrive, Barbara Di Castri: “….. numerosi ritratti di cani, in diverse pose, accanto a una più ampia  rappresentazione del mondo animale raccontato con sensibilità e rispetto…..”.

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Bellisima iniziativa che accompagna una passeggiata nel cuore di Roma con un sorso di un ottimo vino ed il fiore regina della primavera: la rosa.

 

Medicina Estetica – 47^ Congresso SIME 2026 – Società Italiana di Medicina Estetica – Roma EUR – Centro Congressi La Nuvola – 15 – 16 e 17 maggio 2026

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Una medicina che cammina con i tempi. Da comunicato stampa: “la nuova era della medicina estetica globale è più scientifica, più consapevole e decisamente più ‘real’. “Fedeli alla nostra vision, anche l’edizione 2026 del nostro congresso evolve in linea con la nostra identità: meno show, più contenuto scientifico. Abbiamo scelto da sempre di crescere in qualità, non in spettacolarizzazione”, racconta Emanuele Bartoletti, presidente SIME. E i numeri gli danno ragione: sempre più medici stranieri arrivano in Italia per un congresso che ha fatto della solidità scientifica il suo tratto distintivo”.

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Tavole rotonde, conferenze, workshops sui maggiori temi che interessano questa importante branca della medicina si sono alternati ad interessanti incontri organizzati dai vari sponsor e case produttrici di medicinali. Meritano una particolare segnalazione: da comunicato stampa:

“Dalla ‘faccia Instagram’ alla Quiet Beauty”. I must beauty 2026 dicono stop ai volumi eccessivi e sì ai risultati naturali, rigenerativi e personalizzati. Un trend globale, quello della ‘Quiet Beauty’ e medicina rigenerativa, accolto con entusiasmo dalle persone sempre più orientate a migliorare la qualità della pelle che trasformare i lineamenti;

“Rigenerazione, esosomi e… hype vs evidenze scientifiche”. Tra i temi più caldi del congresso hanno trovato ampio spazio la medicina rigenerativa, PRP, polinucleotidi ed esosomi;

“Non invasivo, personalizzato, ‘invisible’”. Le parole chiave che si rincorrono in tutto il mondo sono queste tre;

“AI, longevità e medicina estetica ‘inside-out’”. Tra i mega-trend internazionali dei quali si discuterà nei tre giorni congressuali emergono l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella diagnosi, l’approccio ‘skin longevity’ e la salute cellulare, i trattamenti combinati (stacking therapies);

“Le quote azzurre della medicina estetica”. Il mercato globale maschile è in forte crescita e diventerà mainstream entro il 2026, con il ricorso a trattamenti discreti e di mantenimento;

“Social media: dalla giungla alla regolamentazione” momento clou del congresso è stata la tavola rotonda su medicina estetica e social media”.

Altri interessanti temi hanno trovato spazi ed interventi di autorevoli relatori. Tre giorni veramente intensi a tutto vantaggio dello “star bene”.

 

Innovation Day Energia 2026 – Promozione e innovazione nel settore cleantech e rafforzamento dell’ecosistema regionale della transizione energetica

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

La seconda edizione di Innovation Day Energia 2026, Roma 7 maggio 2026 sala Auditorium – INAIL. Si e’ svolto un convegno con contenuti ad altissimo livello, perche’ il futuro non dipenderà solo da nuove idee ma dalla nostra necessità di produrre risorse energetiche! Il nostro paese non ha il nucleare dobbiamo sviluppare le energie rinnovabili.

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Da comunicato stampa -: “Una giornata di confronto ad alto valore strategico che ha coinvolto istituzioni, grandi gruppi industriali, startup e PMI innovative (selezionate con avviso pubblico), investitori e centri di ricerca, con l’obiettivo di mettere a sistema competenze e tecnologie e creare nuove opportunità di mercato attraverso un fitto calendario di b2b tra gruppi industriali e startup.

L’Innovation Day Energia 2026 ha infatti permesso a 20 startup/pmi di presentare con un Pitch le proprie soluzioni innovative, candidate su un’apposita piattaforma on line, e di incontrare i Gruppi Industriali presenti, tra cui Eni, Enel, Edison, Maire, Pietro Fiorentini e Gruppo Ferrovie dello Stato.

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Le startup/pmi selezionate coprono tutti i settori della filiera energetica: produzione, stoccaggio, gestione delle reti, digital energy.

Secondo i più recenti dati di settore, il Lazio si conferma tra le regioni trainanti per la nuova capacità fotovoltaica in Italia, avendo guidato la classifica nazionale nel biennio 2024-2025 con oltre 1.100 MW di nuova potenza installata. A supporto di questa crescita, la Regione ha attivato il bando “Energia Solare per le Imprese 2026”, con 20 milioni di euro a fondo perduto, e ha inserito la transizione energetica tra i settori target delle recenti misure di finanza agevolata che hanno messo in campo 275 milioni.

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Un ruolo centrale è stato inoltre attribuito alle Comunità Energetiche Rinnovabili, per le quali la Regione ha stanziato 14 milioni di euro, con l’obiettivo di rendere cittadini e imprese protagonisti della produzione e condivisione dell’energia, riducendo i costi e rafforzando la coesione territoriale.

La transizione energetica rappresenta anche una leva occupazionale strategica: le stime le stime indicano un potenziale occupazionale significativo entro il 2030 nei settori delle rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle tecnologie cleantech. Dopo i saluti istituzionali rivolti dal Direttore Centrale organizzazione digitale-INAIL  Paolo Guidelli hanno aperto i lavori Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio; Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato di GSE – Gestore dei Servizi Energetici; Giorgio Boneschi, direttore generale di Elettricità Futura.

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In un contesto internazionale segnato da tensioni sui mercati energetici e forti pressioni sui costi di approvvigionamento, l’Innovation Day Energia 2026 assume un valore strategico ancora più rilevante. L’evento rappresenta infatti un momento cruciale di confronto e coordinamento del sistema regionale, in cui istituzioni, imprese e mondo dell’innovazione si incontrano per rafforzare lo sviluppo competitivo del settore energetico del Lazio.

In questa fase complessa, investire in innovazione, integrazione delle filiere e nuove soluzioni tecnologiche significa utilizzare la transizione energetica come volano di sviluppo economico, trasformando le crisi globali in opportunità di crescita strutturale”……..

La mattinata è proseguita con contributi di scenario e approfondimento sui nuovi orizzonti del cleantech, con il keynote speech di Veronica Jorio, Head Institutional Affairs Area Centro ENEL, Andrea Augieri, co‑founder & CEO di Suprema; Roberto Pagliucci, co‑founder & CFO di Rise Teche la presentazione del Rapporto Cleantech a cura di Michele Torsello, Cleantech for Italy.

Il confronto tra ricerca, industria e finanza è stato al centro del panel “Tecnologie che cambiano il futuro: sfide e soluzioni a confronto”, con la partecipazione di Flavio Rosa, ingegnere progettista del Centro di Ricerca CITERA di Sapienza Università di Roma; Alessandro Braga, innovation manager di Veolia; Marco Girotto, head of Innovation & Marketing di Geoside (Gruppo Italgas); Alberto Curti, senior analyst Venture di Deep Ocean Capital; Francesca Calenne, coordinatore Rete Spazio Attivo Colleferro e Latina di Lazio Innova.

La tavola rotonda “Trend, tecnologie e innovazione: protagonisti a confronto” ha visto la partecipazione dei principali attori industriali e infrastrutturali del settore energia come Laura D’Angelo, direttore Venture Strategy & Development di Eniverse Venture (Gruppo ENI); Leonardo Senatori, Biomethane Business Unit manager di Pietro Fiorentini S.p.A.; Davide Dotti, Business Innovation director – Strategy, Corporate Development & Innovation di Edison; Marco Pietrucci, head of Artificial Intelligence & Venture di Ferrovie dello Stato Italiane.

Ampio spazio anche alle imprese innovative, con la presentazione delle 20 soluzioni selezionate nell’ambito della Call4Innovation Open Energy Lab – II edizione, seguita da sessioni di incontro tra startup, PMI e grandi aziende per favorire lo sviluppo di progetti pilota e collaborazioni industriali.

L’Innovation Day Energia 2026, organizzato in collaborazione con Mito Technology, rientra nelle iniziative finanziate dal progetto “Potenziamento Rete Spazio Attivo” nell’ambito del Programma FESR Lazio 2021‑2027 – OS1.3, e si conferma come una piattaforma operativa per trasformare l’innovazione in sviluppo economico, occupazione qualificata e valore sociale per il territorio”.

 

 

Assaggi – Quinta Edizione del Salone dell’Enogastronomia Laziale – Viterbo dal 16 al 18 maggio 2026 – Protagonisti i “Pizzicotti alla nocciola con ragù bianco alla porchetta”

Donatello Urbani – Foto Mariagrazia Fiorentino

Show-cooking, degustazioni guidate, esperienze sensoriali, talk e momenti di approfondimento, animeranno questa rassegna nella prestigiosa cornice del Complesso di Santa Maria in Gradi: location che da sola vale il viaggio a Viterbo.

Da comunicato stampa: “La manifestazione sarà inaugurata il 16 maggio alle ore 10 dall’attore Claudio Amendola che sarà poi protagonista alle 12 del talk “Cuore e assione” con Francesca Rocchi, presidente di Slow Food Roma, in cui parleranno di cinema e tradizione culinaria. Amendola racconterà il percorso che lo ha portato dietro i fornelli, dalla passione per la cucina alle radici della romanità. Alle ore 13 seguirà lo show coking “La carbonara di Frezza” insieme a Mimmo Rossi, in collaborazione con Osteria Frezza, progetto gastronomico dell’attore.

Le giornate di sabato 16 e domenica 17 maggio saranno aperte a tutto il pubblico e si concluderanno con lo show-cooking di Giorgione, celebre personaggio televisivo, ma prima di tutto un cuoco, che proporrà la sua versione dei “Maltagliati alla Norcina”, omaggio alla tradizione rurale italiana e alla convivialità. Lunedì 18 maggio, giornata interamente dedicata ai professionisti del settore, il gastronomo parteciperà ad un incontro sempre insieme a Francesca Rocchi, sul valore culturale del cibo, portando la sua visione di una cucina autentica, stagionale e profondamente legata al territorio, come racconta nel suo programma Giorgione Orto e Cucina su Gambero Rosso Channel”.

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Significativo nella conferenza stampa di presentazione, l’intervento di Domenico Merlani, segretario generale della Camera di Rieti e Viterbo, che ha identificato in questa rassegna il promotore del turismo e dei prodotti agricoli del territorio laziale troppo spesso messi in ombra dalla centralità della capitale. I prodotti dei territori della Sabina e della Tuscia, in particolare, troveranno una unione in molti piatti della cultura culinaria locale frutto della sapienza e dedizione ai fornelli di tantissime nonne come nel caso dei “Pizzicotti alla nocciola con ragù bianco di porchetta” sintesi di due prodotti simbolo del territorio: la nocciola e la porchetta.

Informazioni: Assaggi 2026 – Salone dell’Enogastronomia Laziale – dal 16 al 18 maggio 2026
Complesso di Santa Maria in Gradi – Via Santa Maria in Gradi, 4 – Viterbo. Orari di apertura al pubblico: Sabato 16 Maggio dalle 10.00 alle 19.30; Domenica 17 Maggio dalle 11.00 alle 19.30; Lunedi 18 Maggio dalle 10.00 alle 14.00 apertura riservata agli operatori professionali. Info su www.assaggisalone.com – email: info@assaggisalone.com, segreteria@assaggisalone.com

Per i professionisti del settore food & beverage l’accesso è gratuito, previa registrazione.

Per il pubblico generico il costo del biglietto di ingresso – €.2,00 –  è convertito in un buono acquisto spendibile presso uno dei produttori del Salone durante l’evento.

 

 

 

 

 

World Press Photo 2026 – In mostra le foto vincitrici della 69° edizione – Palazzo Esposizioni Roma fino al 29 giugno 2026

Donatello Urbani

La vincitrice dell’edizione 2026, selezionata tra 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi   provenienti da 141 Paesi, é quella della statunitense Carol Guzy con lo scatto “Separati dall’ICE” per il Miami Herald. Protagonista il momento in cui Luis, un migrante ecuadoriano, viene fermato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) dopo l’udienza presso il tribunale per l’immigrazione dello Jacob K. Javits Federal Building di New York del 26 agosto 2025.

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Le figlie sconvolte di Luis si aggrappano al padre mentre viene arrestato.

Da comunicato stampa: “Insieme alla foto vincitrice, sono stati selezionati i due progetti finalisti. La foto Emergenza umanitaria a Gaza di Saber Nuraldin, (EPA Images), scattata il 27 luglio 2025, mostra civili palestinesi che si arrampicano su un camion di aiuti umanitari nel tentativo di procurarsi della farina. Il camion è entrato nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Zikim, durante quella che l’esercito israeliano ha definito una “sospensione tattica” delle operazioni per consentire il passaggio degli aiuti.

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Per la giuria questa immagine rende visibile la portata e l’urgenza della carestia nel secondo anno di questa guerra a Gaza. La composizione diretta costringe lo spettatore a fermarsi, offrendo una prova visiva della fame e della distruzione che circonda la scena. La fotografia mette lo spettatore di fronte alla realtà della situazione, evidenziandone al tempo stesso le implicazioni collettive e globali.

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Il secondo finalista è Victor J. Blue con lo scatto “I processi delle donne Achi” per The New York Times Magazine.

Doña Paulina Ixpatá Alvarado, una delle querelanti, detenuta e aggredita per 25 giorni nel 1983, è ritratta insieme ad altre donne Achi fuori da un tribunale a Città del Guatemala il 30 maggio 2025. Quel pomeriggio, tre ex membri delle pattuglie di autodifesa civile sono stati condannati a 40 anni di carcere per stupro e crimini contro l’umanità.

Per oltre quarant’anni, un gruppo di donne indigene Maya Achi di Rabinal ha continuato a vivere nelle stesse comunità degli uomini che le avevano violentate, talvolta come vicine di casa. La guerra civile in Guatemala ha portato al genocidio di migliaia di persone Maya Achi per mano dell’esercito e di forze paramilitari locali sostenute dallo Stato, che hanno utilizzato la violenza sessuale come arma sistematica per sottomettere le comunità indigene.

Nel 2011, 36 donne hanno rotto il silenzio, avviando e vincendo una battaglia legale durata 14 anni contro i loro aggressori. La loro resilienza collettiva sta trasformando un’eredità di impunità legata alla guerra in una storica conquista di giustizia….

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Chantal Pinzi, unica fotografa italiana tra i premiati quest’anno, ha conquistato il premio nella categoria Stories per la regione Africa. Il suo progetto, ‘Farīsāt: Gunpowder’s Daughters’, racconta di un gruppo di donne in Marocco che partecipano alla Tbourida, una storica tradizione equestre patriarcale. Per secoli, la Tbourida è stata un’attività esclusivamente maschile, ma le cavallerizze hanno lottato costantemente per l’inclusione da quando la riforma del codice di famiglia marocchino ha rafforzato i diritti legali delle donne.

Oggi, sette gruppi interamente femminili si esibiscono su un totale di circa 300 partecipanti. Queste farīsāt (cavaliere) sostengono costi personali significativi, finanziando i propri cavalli, i costumi e i permessi per la polvere da sparo. La loro perseveranza è una potente affermazione del giusto posto delle donne nel patrimonio culturale marocchino.”

Una rassegna che offre uno sguardo sul nostro tempo, storie familiari e “momenti ed eventi che hanno fatto notizia tra prospettive globali e punti di vista profondamente personali e intimi, offrendo una comprensione stratificata del mondo in cui viviamo”, come affermato in conferenza stampa.

INFORMAZIONI: Palazzo Esposizioni Roma Via Nazionale 194, Roma www.palazzoesposizioniroma.it Facebook: @PalazzoEsposizioni | Instagram: @palazzoesposizioni | Twitter: @Esposizioni. Fino al 29 giugno 2026 con orari dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. BIGLIETTI Intero € 15,00 – ridotto dai 19 ai 26 anni e over 65 € 12,00 – ragazzi dai 7 ai 18 anni € 7,00 Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni. Il biglietto è valido per tutte le mostre in corso. Primo mercoledì del mese: ingresso gratuito per gli under 30 (dalle 14.00 a chiusura). Il Palazzo Esposizioni Roma è accessibile alle persone con ridotta capacità motoria o sensoriale da tre ingressi privi di barriere architettoniche.

Cerimonia di assegnazione del Premio SPES 2026 al Consigliere Ugo Zampetti, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Italiana

Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Un premio speciale conferito in una location altrettanto speciale: Roma Casino dell’Aurora a Palazzo Pallavicini Rospigliosi.

Il premio SPES “Speranza”, ideato da Giuseppina Rubinetti, avvocato e Capo della Segreteria tecnica del Ministro della Giustizia, è stato istituito dalla Fondazione AISES (Accademia per l’Innovazione, lo Sviluppo Economico e la Sicurezza), nell’ambito delle attività della SPES Academy “Carlo Azeglio Ciampi” ̶  viene conferito nella sua prima edizione, al Consigliere Ugo Zampetti, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Italiana, “per aver dato un nome e un volto a quell’impegno silenzioso che sorregge le istituzioni” come recitano le motivazioni.

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Da comunicato stampa: “La laudatio è stata tenuta dall’Ambasciatore Giampiero Massolo prima dell’intervento conclusivo del premiato.

Il riconoscimento al Consigliere Zampetti si identifica con un’opera realizzata del maestro Emilio Isgrò, figura di spicco dell’arte contemporanea internazionale, chiamata a tradurre in forma estetica l’essenza stessa dell’impegno civile.

La giuria è composta da: Alessandra Dal Verme, direttrice dell’Agenzia del Demanio, Andreina Draghi storica dell’arte e Consigliere di Amministrazione della Fondazione AISES, Maria Latella, giornalista, Emma Marcegaglia, imprenditrice, Presidente e Amministratore Delegato di Marcegaglia Spa, Renata Cristina Mazzantini, architetto e Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Daria Perrotta, Ragioniera Generale dello Stato, Maria Teresa Sempreviva, prefetto e Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, e dalla Presidente Giuseppina Rubinetti, avvocato e Capo della Segreteria tecnica del Ministro della Giustizia.

“Il Premio SPES 2026, riveste una grande importanza perché, nell’80° della Repubblica italiana, intende sottolineare il significato del servizio reso alla Repubblica, e in particolare dell’attività svolta nell’ambito delle sue più alte istituzioni”, ha affermato Ugo Zampetti.

“Il Premio SPES nasce per porre al centro un’idea esigente di servizio alla Repubblica, che non si esaurisce nell’esercizio di una funzione, ma si misura nella qualità dell’impegno, nella continuità e nella responsabilità con cui esso viene svolto. La scelta di una Giuria interamente femminile richiama simbolicamente il primo voto delle donne nel 1946, quale passaggio fondativo della Repubblica, e intende sottolineare il valore della partecipazione e della responsabilità nella costruzione della vita istituzionale. Il Premio si propone di riconoscere percorsi caratterizzati da misura, rigore e senso delle istituzioni, offrendo anche alle nuove generazioni un riferimento credibile di impegno pubblico. In questa prospettiva, la figura individuata per la prima edizione, il Consigliere Ugo Zampetti, interpreta in modo coerente e riconoscibile questi tratti. Il Premio si identifica in un’opera d’arte, realizzata per questa edizione da Emilio Isgrò, nella convinzione che i valori cui si ispira appartengano anche a una dimensione immateriale”, ha dichiarato Giuseppina Rubinetti.

“Il Premio SPES nasce nell’ambito delle attività della SPES Academy della Fondazione AISES, come esito di una proposta che abbiamo condiviso con convinzione, con l’obiettivo di valorizzare il tema del servizio alla Repubblica all’interno di un percorso di alta formazione. La SPES Academy, intitolata a Carlo Azeglio Ciampi, si propone infatti come uno spazio di riflessione e di crescita sui principi della cultura istituzionale e della responsabilità pubblica, di cui il Premio rappresenta una naturale estensione. L’individuazione di Ugo Zampetti si inserisce coerentemente in questa prospettiva”, ha dichiarato Valerio De Luca.
“Il Premio SPES ci offre una rara occasione per conoscere pubblicamente il pensiero e l’attività di un grand commis dello Stato, come Ugo Zampetti. Al di là del silenzio e della discrezione proprie del suo ruolo, emerge la sua opera assidua tesa a rafforzare la fiducia tra cittadini e Istituzioni. I suoi strumenti sono l’imparzialità dell’Amministrazione e la trasparenza dei suoi processi, così come la cultura come fattore di identità e collante tra le generazioni. Le riforme attuate degli apparati amministrativi della Camera dei Deputati e del Quirinale restano testimonianza duratura di questo modo di operare. Riflesso anche nell’apertura del Palazzo del Quirinale all’arte contemporanea, cifra della modernità che ha costantemente caratterizzato l’attuale Presidenza della Repubblica”, ha concluso l’Ambasciatore Giampiero Massolo”.