Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Una mostra ad ampio respiro progettata per guidare il visitatore all’interno di uno spazio immersivo capace di attivare un’esperienza di osservazione lenta, riflessiva e sensoriale. L’esposizione vuole essere uno spazio di ascolto, riflessione e meditazione culturale; una lettura privilegiata per comprendere la complessità del presente.

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                                      Alfred Hrdlicka  (1928-2009): ” Ritratto di Reinhold Würth” – ll versione – 1996

L’Art Forum Würth giunse a Capena nel 2006 insieme al centro logistico e distribuzione di prodotti destinati ai professionisti nei settori del’automotive, dell’artigianato, dell’edilizia e dell’industria. L’iniziativa nasce dalla visione del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth, figura guida che, come si legge nel comunicato stampa: “….ha trasformata l’azienda fondata dal padre Adolf nel 1945 in un gruppo internazionale leader nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio e il montaggio…..Fin dalla sua apertura (l’Art Forum Würth – n.d.r.) è stato concepito come uno spazio aperto e permeabile in cui l’arte diventa parte della vita quotidiana e dove la cultura è accessibile a tutti. Mostre, programmi didattici, laboratori creativi, percorsi di arteterapia, concerti ed eventi hanno contribuito a renderlo un luogo riconosciuto per la capacità di favorire un dialogo costante tra impresa, arte e societa’…”

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Il corpo umano assunto a soggetto della rassegna testimonia quanto l’essere umano fosse al centro delle attenzioni nelle dinamiche commerciali, sociali e culturali del Dr. Prof. h.c. mult. Reinhold Würth.

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                                                   Alberto Magnelli (1888 – 1971): “Gli sposi” – 1914 – olio su tela 

L’esposizione vuole illustrare le dinamiche del collezionismo nel mercato internazionale avvenute nel 20^ secolo sullo sfondo dei cambiamenti radicali avvenuti.

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                                               Wilhelm Thony (1888 – 1949): “Nudo femminile” – 1914 – olio su tela

Da comunicato stampa: “ … “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, è una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità.

20260515_121322                      Giorgio De Chirico (1888-1978) – “Metamorfosi” 1929 – Porfolio di 4 (in mostra 6) litografie a colori

La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario.

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Katsura Funakoshi (1951-2024): “Parole trasmesse” – 2006 e  “Non immagine di corna” 2007  – Legno di canfora verniciato

A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.

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                                                        Sandro Chia (1946): “Ozio bucolico”  1996  – Olio su tela

Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.

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                                            Andreas Lau (1964 – 2024): “M8″   2015 – Tempera all’uovo su tessuto di ortica

Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.

L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio”.

Art Forum Würth Capena – Viale della Buona Fortuna, 2 – 00060 Capena (Rm). Info:  Tel. +39 0690103800 – Cell: +39 3317541611 –  email art.forum@wuerth.it – sito web www.artforumwuerth.it – Tutte le attività dell’Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl. Ingresso gratuito – Orario di apertura al pubblico: lunedì – venerdì: 10.00 – 17.00 sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi –  festivi chiuso.