Testo e foto di Donatello Urbani

Oltre la banalità e l’ordinario quotidiano. Differenziare un evento, ancor di più se questo è una cerimonia matrimoniale, sfruttando al meglio il luogo dove questi si svolgono è stato l’intendimento perseguito da Don Ferdinando del Drago con l’apertura del meraviglioso Palazzo del Drago, ricco dio storia e grande fascino.

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Attrattive queste non solo turistiche bensì fedeli testimoni del passaggio dei secoli che lo rendono estremamente interessante e assolutamente predisposto per accogliere eventi e matrimoni di altissimo profilo”, come ha rilevato la moderatrice della conferenza stampa convocata per l’occasione, Dott.ssa Erika Gottardi,  nel presentare i vari relatori. Significative sono state anche le parole della Dr.ssa Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico scientifico del Buy Wedding in Italy e membro del comitato scientifico presso l’Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourism che ha esposto con chiarezza come la cultura abbia bisogno di essere “spettacolarizzata” per una valorizzazione dei beni e delle bellezze dei territori che sia al passo con i tempi.

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Il Destination Wedding è una necessità evidente per un mercato in continua evoluzione che vuole vivere emozioni ed esperienze, avanzare proposte autentiche e supportate da figure professionali di altissimo prestigio come Stefania Marchetti, capace di progettare, costruire e realizzare eventi unici che trasmettano il respiro della nostra cultura, l’amore per la vita, la passione ed il gusto italiano che gli stranieri cercano nel nostro Paese. “Dobbiamo cambiare approccio valorizzando la nostra cultura e il Destination Wedding è una ulteriore occasione per fare economie e per esportare i nostri valori storico culturali ed il più autentico e prezioso Made in Italy – ha affermato la Dr. ssa Stefania Marchetti, filologa, ideatrice di eventi a tema storico e location manager di Palazzo del Drago, al termine della conferenza.

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Il Palazzo del Drago sorge nel cuore del borgo vecchio di Bolsena ed attualmente è la residenza privata del Principe Ferdinando Fieschi Ravaschieri Del Drago. Il piano nobile del palazzo, quello destinato ad accogliere gli eventi pubblici, si articola in una successione di saloni affrescati che si aprono su  logge e terrazze con vedute sul lago, una cappella e giardini. Dalla nostra guida Maria Pace Guidotti apprendiamo che fu “costruito verso la metà del XVI secolo, fra il 1533 e il 1561, per volontà del Cardinale Diacono di S. Agata, Tiberio Crispo, figlio di Giovanni Battista Crispo e Silvia Ruffini, la famosa amante del Cardinale Alessandro Farnese”.

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Il Cardinale si servì dei migliori artisti,quali Prospero Fontana, alcuni dei quali lavorarono per lui anche a Perugia e Castel  S.Angelo a Roma. Le strutture murarie si devono agli architetti Simone Mosca e Raffaello da Montelupo. Questa prestigiosa residenza ha potuto ospitare nel corso della sua lunga vita papi quali Paolo III, Alessandro Farnese. In suo onore fu costruita una loggia – Loggia Paolina – e affrescato un salone con scene dedicate alla storia di Alessandro Magno, accompagnate da altre che riproducono le storie di Amore e Psiche e della fondazione di Roma intercalate da grottesche. Tra le altre grandi personalità che vissero o soggiornarono nel palazzo si annoverano Margherita d’Austria, Orazio Spada, Balthus e Cy Twombly. Sempre dalla nostra guida apprendiamo che “negli anni successivi alla morte del Crispo, il Palazzo divenne proprietà delle famiglie Cozza e Caposavi. A metà del XVII secolo, il palazzo fu acquistato dalla famiglia Spada che ne rimase proprietaria per 224 anni. Nel 1894 il palazzo passò ai Principi del Drago, che ne sono tutt’ora proprietari. Il complesso fu danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e sottoposto a grandi opere di restauro e ristrutturazione negli anni Sessanta e Settanta, per volontà del Principe Giovanni del Drago”.  Fra gli apporti notevoli dei Principi del Drago c’è una formella realizzata da Luca della Robbia, di grande interesse artistico. Attualmente abbelisce la cappella di famiglia conferendole un tono di alta classe e raffinata bellezza, pronta ad accogliere anche cerimonie matrimoniali con rito religioso. Limitarsi ad una presentazione del palazzo senza rivolgere lo sguardo intorno al territorio ricco di storia e cultura sarebbe una grande limitazione. L’intero interland di Bolsena é oggi un importante punto di sosta per i camminatori/pellegrini che percorrono la Via Francigena. Lungo tutto il percorso questi si trovano s stretto contatto con un excursus sulla storia dell’arte che parte dagli Etruschi con le tombe dipinte della vicina Tarquina e, passando per il Palazzo del Drago, arriva alla land-art dei nostri giorni con opere di artisti contemporanei posizionate ai bordi del cammino.