Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Al Portico d’Ottavia nel ghetto di Roma, una città nella città, dove storia, tradizione e buon cibo s’intrecciano ovunque in ogni sua antica pietra. “Il festival si caratterizza per la possibilità di degustare il carciofo nelle diverse varianti in cui può essere proposto – commenta Angelo Di Porto, ristoratore e Presidente Assoturismo Roma – dove le ricette del carciofo alla romana e alla giudia sono nate e si sono tramandate, aggiungendo un’atmosfera particolare all’esperienza sensoriale. Nei ristoranti che propongono la cucina giudaico-romana, infatti, si valorizza un patrimonio storico-culturale che evoca la cucina povera diventando un simbolo culturale oltre che un piacere per il palato”.

dav Interno alla “Taverna del Ghetto” la scritta in ebraico recita: “Bemedetto sei Tu Signore nostro Dio, Re dell’Universo, che ci hai santificato con i tuoi comandamenti, e ci hai comandato il lavaggio delle mani”

La “Taverna del Ghetto” si prepara a festeggiare il prossimo 2030 il centenario di attività e per questa iniziativa, propone un menu composto da: Antipasto – carciofo alla romana o alla giudia – primo – gricia o risotto entrambi ai carciofi – secondo – abbacchio o coratella e carciofi – dessert – gelato al carciofo – acqua ad un prezzo concordato fra i ristoratori di €.35,00.Per saperne di più www.tavernadelghetto.com – email latavernadelghetto@gmail.com

Da comunicato stampa: “oltre 20 ristoranti proporranno menù originali a base di carciofo, tra ricette tradizionali e rivisitazioni.

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Torna il Festival del Carciofo Romanesco nel centro di Roma: 4 giorni all’insegna della cultura, del gusto e della salute per il fegato. Il carciofo punto di riferimento del territorio romano”. “Associazioni, imprese e istituzioni e operatori insieme per rilanciare un turismo di qualità con le tradizioni culinarie locali e la valorizzazione del territorio” – come ha dichiarato Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale. A rendere ancor più caratteristica la manifestazione sarà il contesto circostante che evocherà la romanità più genuina, con gli stornelli e gli artisti di strada. Romani e turisti potranno così apprezzare i prodotti del territorio nelle loro diverse versioni: dalla vignarola con fave e asparagi, alle fettuccine sino alla pasta corta, passando per la pasta fresca ripiena; secondi come abbacchio, coratella, frittate, ma anche pesce come il baccalà, oltre ovviamente alle versioni tradizionali dei carciofi alla romana e alla giudia. A coronare le degustazioni i dessert con i gelati al gusto carciofo”.

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“Semo romani, ma romaneschi di più” è lo slogan, parafrasato dai versi del cantautore romano Lando Fiorini, che identifica il carciofo come punto di riferimento della Capitale. Il carciofo, infatti, è un prodotto del territorio laziale, e questa iniziativa è anche gemellata con la storica Sagra di Ladispoli che si tiene ad aprile il 5, 6 e 7 e il 13, 14 e 15. Ma il carciofo è anche un alimento cardine della dieta mediterranea, base di un corretto stile di vita per preservare la salute partendo dalla prevenzione. È un ottimo depurativo per il fegato se consumato crudo, come spiegano i nutrizionisti”.

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Ricerca e particolare attenzione all’innovazione hanno consentito di ottenere un prodotto di altissima qualità quali i carciofi romaneschi che hanno poche calorie, 22 calorie per 100 grammi di parte edibile, e sono un ortaggio molto ricco in fibre che modulano e rallentano l’assorbimento dei carboidrati semplici e riducono anche l’assorbimento di colesterolo con conseguente azione ipocolesterolemizzante. Inoltre, contengono elevate quantità di sali minerali, quali il potassio e il ferro. I carciofi devono molte delle loro proprietà nutrizionali benefiche alla cinarina, un polifenolo con elevate capacità anti-ossidanti, che sappiamo essere importanti per contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi sulle cellule del nostro organismo. L’azione epatoprotettrice del carciofo sembra sia dovuta proprio a questo polifenolo benefico per il fegato, la nostra centralina metabolica.

Una festa questa del tutto “sui generis” che ha tutta l’aria di offrire buon umore, buona cucina e un tocco di salubrità.