oMariagrazia Fiorentino – Foto cuortesy Enciclopedia Libera Wikipedia

Roma è da sempre il più grande museo all’aperto del mondo, ogni angolo conserva tracce di una cultura millenaria, una città che riserva continue emozioni, in questo contesto è inserito l’Altare della Patria, monumento storico a Vittorio Emanuele II. Lo stesso, inoltre, raccoglie le bandiere di guerra dei reparti delle unità navali radiate dal Quadro del Naviglio dello Stato, nonche quelle delle Forze Armate che parteciparono ai combattimenti in terra, mare e cielo dall’Unità d’Italia fino all’epoca attuale, il sacrario del Milite Ignoto e molto altro. La luce che spesso lo invade, le architetture, i marmi e i bronzi dorati ne fanno un unicum al mondo.

Da comunicato stampa: “Il progetto di restauro delle sculture del Vittoriano costituisce motivo di grande orgoglio per il nostro Istituto. Si tratta di opere di notevole pregio artistico, storico e anche simbolico, perché materializzano valori fondanti del nostro Risorgimento e, insieme, della nostra Costituzione. Preservarle e valorizzarle è nostro imprescindibile dovere, in particolare nei confronti delle nuove generazioni. Una responsabilità sociale e culturale che ha trovato in Bulgari piena condivisione e che rappresenta un esempio vincente di collaborazione fra pubblico e privato, in grado di creare valore condiviso a beneficio della collettività”, afferma Edith Gabrielli, Direttrice del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia.

“Il legame tra Bulgari e Roma è imprescindibile”. Commenta Jean-Christophe Babin, Ceo del Gruppo Bulgari. “La città eterna è per Bulgari non sono il luogo in cui il brand nacque 140 anni fa, ma anche una inesauribile fonte di ispirazione per tutte le creazioni della Maison. Monumenti, Palazzi, architetture che osserviamo quotidianamente e che dobbiamo preservare in omaggio alla Storia di questa meravigliosa città. L’impegno di Bulgari nel Restauro delle opere scultoree del Vittoriano è un onore oltre che un dovere a far sì che Roma preservi opere così importanti rendendole il più possibile fruibili al pubblico. Siamo orgogliosi di poter contribuire ed essere da esempio a chi, come noi, comprende il valore inesauribile di tanta bellezza”.

Diretto da Edith Gabrielli ed eseguito da Susanna Sarmati, il progetto di restauro – articolato in tre fasi e che vedrà la sua conclusione entro il mese di settembre 2024 –coinvolge le sculture in marmo raffiguranti il Mare Adriatico di Emilio Quadrelli e il Mar Tirreno di Pietro Canonica, le sculture in bronzo dorato raffiguranti Il Pensiero di Giulio Monteverde e L’Azione di Francesco Jerace e i pennoni di Gaetano Vannicola con le Vittorie di Edoardo Rubino e Edoardo De Albertis.

In linea con il continuo e proficuo dialogo che il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia preserva da sempre con la propria comunità, il cantiere di restauro sarà concepito come un cantiere “aperto”; in tal modo cittadini e turisti potranno osservare gli operatori dal vivo, salire sui ponteggi in occasione di visite guidate nonché verificare il procedere dell’intervento attraverso un “diario del restauro” pubblicato sul sito dell’Istituto con cadenza settimanale.

I lavori di restauro in dettaglio prevedono: “Introduzione –  Il progetto di restauro delle sculture del Vittoriano rappresenta un importante esempio di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. Il Vittoriano, che domina il centro di Roma, è un simbolo della Repubblica e della nostra identità nazionale e, al tempo stesso, una grande opera d’arte e d’architettura. Il restauro delle sculture del prospetto principale del Vittoriano è il frutto della condivisione di obiettivi tra il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia e Bulgari che, con il suo sostegno finanziario tramite l’Art Bonus, conferma il forte legame con la città di Roma ed il suo inestimabile patrimonio. Un’iniziativa, dunque che non solo preserva e valorizza il patrimonio storico-culturale, custode della nostra identità nazionale, ma che rappresenta anche un esempio di collaborazione strategica tra settore pubblico e privato volto alla creazione di valore condiviso anche a beneficio delle future generazioni. Il progetto e gli obiettivi Il progetto coinvolge le sculture in marmo raffiguranti il Mare Adriatico di Emilio Quadrelli e il Mar Tirreno di Pietro Canonica, e sculture in bronzo dorato raffiguranti Il Pensiero di Giulio Monteverde e L’Azione di Francesco Jerace e i pennoni di Gaetano Vannicola con le Vittorie di Edoardo Rubino e Edoardo De Albertis. Il restauro, diretto da Edith Gabrielli e eseguito da Susanna Sarmati, mira a garantire la conservazione delle opere e a restituire loro la piena leggibilità, compresa la finitura dorata degli elementi in bronzo. Il cantiere sarà concepito, sul modello di quello dell’Altare della Patria, come un cantiere “aperto”, in modo che cittadini e turisti abbiamo la possibilità di osservare gli operatori dal vivo, di salire sui ponteggi in occasione di visite guidate e di verificare il procedere dell’intervento attraverso un “diario del restauro”, ovvero un report video pubblicato ogni settimana sul sito istituzionale del VIVE. I lavori avranno inizio il 4 marzo 2024 e si articoleranno in tre fasi, concludendosi il 25 settembre 2024. L’intero costo è sostenuto da Bulgari mediante l’Art Bonus e secondo i termini della convenzione firmata il 29 dicembre 2023. 2 Le opere da restaurare Le fontane con il Mare Adriatico di Emilio Quadrelli e il Mar Tirreno di Pietro Canonica Le personificazioni dell’Adriatico e del Tirreno, ispirate ai modelli romani collocati da Michelangelo nel vicino Campidoglio, sovrastano le due fontane ai lati dell’ingresso. Ai lati dell’ingresso principale si trovano due fontane: la fontana ad oriente con Il Mare Adriatico è del milanese Emilio Quadrelli (1863-1925); la fontana ad occidente con Il Mar Tirreno del piemontese Pietro Canonica (1869-1959). Incaricati nel 1908, i due artisti consegnarono le opere nel 1911, in tempo per l’inaugurazione del monumento il 4 giugno 1911. Il modello delle due figure sono le statue di fiumi che, in antico nelle Terme di Costantino, nel Rinascimento furono collocate da Michelangelo sulla piazza del Campidoglio, ai piedi della scalinata del Palazzo Senatorio,

Fontana_dell'Adriatico_-_Vittoriano,_Roma

Quadrelli rappresenta Il Mare Adriatico disteso con lo sguardo rivolto a oriente, mentre porta la mano destra alla fronte, quasi a proteggersi dalla luce, e appoggia la sinistra sulla testa del leone, simbolo di Venezia.

Vittoriano_-_panoramio_(3)

Canonica presenta Il Mar Tirreno sdraiato con il volto rivolto verso oriente. Una mano poggia sulla testa della Lupa capitolina, il più noto dei simboli di Roma, l’altra su un bassorilievo ornato della figura di Partenope, che allude invece alla città di Napoli. Nella mitologia greca, infatti, la sirena Partenope con il suo canto ammaliava i naviganti, i quali perdevano il controllo e finivano contro gli scogli. Quando Ulisse riuscì a passare indenne, Partenope si uccise. Il suo corpo fu portato dalle onde proprio sulle rive del golfo di Napoli dove divenne oggetto di venerazione. Le due fontane costituiscono, inoltre, un bell’esempio di ingegneria idraulica. Esse richiedevano un’enorme quantità di acqua e dunque il loro funzionamento risultava molto oneroso. Per risolvere il problema furono dunque installati due gruppi di motore-pompa che prendevano l’acqua dalla vasca inferiore e la sollevavano fino alla tazza superiore, garantendone così il ricircolo. Contestualmente si realizzò anche un serbatoio della capacità di 500 metri cubi per consentire il rapido riempimento delle fontane dopo le operazioni di pulizia e anche di alzare e abbassare la cancellata. Il Pensiero di Giulio Monteverde e L’Azione di Francesco Jerace Ai lati della cancellata svettano due gruppi in bronzo dorato, alti 10 metri.

Il_Pensiero_-_Vittoriano,_Roma

A oriente è posto Il Pensiero dello scultore piemontese Giulio Monteverde (1837-1917). Monteverde ricevette l’incarico nel 1907 e lo concluse nel 1910, in tempo dunque per la cerimonia di inaugurazione del Monumento il 4 giugno 1911 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, in occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Monteverde immaginò Il Pensiero con le ali spiegate, che poggia la mano sulla spalla de La Saggezza, raffigurata con l’elmo e lo scudo della dea classica Minerva. La Saggezza a sua volta tende la mano a Il Popolo Italiano che giace ai suoi piedi. Il gruppo si completa con La Discordia con il flagello che trascina lontano La Tirannia, riconoscibile per la chioma di serpi e, sulla parte posteriore, con Il Genio della guerra, rappresentato con le armi romane.

L'Azione_-_Vittoriano,_Roma

A occidente si trova L’Azione del calabrese Francesco Jerace (1853-1937). Jerace ottenne l’incarico sempre nel 1907 ma consegnò il lavoro solo nel 1912; il 4 giugno 1911 bisognò dunque collocare al suo posto un modello provvisorio, di pari forma e dimensioni. Jerace armonizza in quest’opera il proprio linguaggio realista con l’ispirazione classicista del Vittoriano. L’Azione di guerra appare come una donna con gli attributi dell’esercito piemontese, ossia l’elmo del re Carlo Alberto, la maglia con l’effigie dell’Ordine dell’Annunziata e la bandiera con l’iscrizione “Italia e Vittorio Emanuele”. La figura sovrasta un soldato garibaldino con accanto un ‘gabbione’ – ovvero la cesta che riempita di terra serviva nelle barricate da fortificazione temporanea – il leone di Venezia in atto di calpestare l’oppressore, una donna con la clava, un ragazzo che incita alla battaglia e La Giovane Italia con in fronte i simboli della Massoneria, compasso, squadra e sole splendente. Le Vittorie alate e i pennoni Una monumentale scalinata a due rampe collega l’ingresso del Vittoriano al primo terrazzamento sul quale insiste l’Altare della Patria. Alla fine del parapetto svettano due Vittorie alate in bronzo eseguite tra il 1908 e il 1911 da due scultori differenti.

Vittoria_alata_di_destra_-_Vittoriano,_Roma

La Vittoria situata sulla destra di chi guarda è del torinese Edoardo Rubino (1871-1954).

Vittoria_alata_di_sinistra_-_Vittoriano,_Roma

La Vittoria sulla sinistra spetta al genovese Edoardo De Albertis (1874-1950). L’iconografia è ripresa dal mondo classico: la Vittoria, dunque, è raffigurata come una giovane donna, con la palma in una mano e la corona d’alloro nell’altra. Entrambe le figure poggiano sulla prua di un’antica nave romana, ornata da una testa di lupo e munita di un rostro. 5 Alle spalle di ciascuna Vittoria svetta un pinnacolo in bronzo, eseguito da Gaetano Vannicola (1859-1923). Il pinnacolo, munito di una base decorata con festoni, culmina con un’aquila.