Redazione

Le opere in mostra, circa 50 tutte facenti parte della preziosa collezione del  Kunsthistorisches Museum di Vienna, furono raccolte o commissionate tra il XVI e il XIX secolo da figure centrali della Casa d’Asburgo – dall’imperatore Rodolfo II all’arciduchessa Isabella Clara Eugenia, dall’arciduca Leopoldo Guglielmo fino all’imperatrice Maria Teresa, e organizzate in museo dall’imperatore Francesco Giuseppe con la valida collaborazione della moglie la regina Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, detta “Sissi”.

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Da comunicato stampa: “Il percorso espositivo si apre con una sezione introduttiva dedicata all’architettura del Kunsthistorisches Museum, il monumentale edificio progettato da Gottfried Semper e Carl Hasenauer e inaugurato nel 1891 nell’ambito del grande piano urbanistico voluto dall’imperatore Francesco Giuseppe I. Emblema dell’arte e della conoscenza, il museo viennese viene messo in dialogo con Palazzo Cipolla, sede romana della mostra, attraverso la figura del suo architetto Antonio Cipolla. Attivo negli stessi decenni e interprete sensibile della cultura storicista europea, Cipolla condivide con Semper e Hasenauer una concezione dell’architettura come spazio pubblico capace di trasmettere valori culturali e civili. La sezione accoglie anche alcuni documenti sul Palazzo provenienti dall’Archivio storico della Fondazione custoditi presso Palazzo Sciarra Colonna in virtù di un accordo di comodato con Unicredit che ne è proprietaria.

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Cuore della mostra è la pittura europea tra Cinque e Seicento, presentata nei suoi principali generi e declinazioni. La grande stagione fiamminga del XVII secolo trova spazio nelle opere di Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck e Jan Brueghel il Vecchio, testimoni di un linguaggio figurativo in cui l’eredità del Rinascimento, l’influenza italiana e l’osservazione della natura si fondono in composizioni di forte dinamismo e intensità cromatica. Anversa emerge come nodo centrale di una rete artistica internazionale, alimentata da botteghe, committenze di corte e scambi culturali transnazionali.

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Accanto ai grandi formati, la mostra dedica ampio spazio alla pittura di gabinetto e agli oggetti della Kunstkammer, le celebri “camere delle meraviglie” rinascimentali. Dipinti di piccolo formato, nature morte, paesaggi e oggetti preziosi rivelano un’estetica della precisione e dell’intimità, destinata a una fruizione raccolta e colta. Qui, opere di Gerard ter Borch, Gerard Dou, Jacob van Ruisdael dialogano con manufatti provenienti da una delle più straordinarie Kunstkammer d’Europa, concepita come microcosmo del sapere, in cui meraviglie naturali e creazioni dell’ingegno umano convivono secondo criteri analogici e conoscitivi.

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La sezione dedicata alla pittura olandese del Seicento riflette l’ascesa di una società borghese e protestante, in cui l’arte si orienta verso la vita quotidiana, la dimensione privata e l’osservazione del reale. Frans Hals rinnova il ritratto con una pennellata libera e immediata; Jan Steen trasforma la scena di genere in uno specchio vivace e teatrale dei comportamenti sociali. Johannes Lingelbach, attivo a Roma e vicino al gruppo dei cosiddetti Bamboccianti – artisti nordici che portarono nella capitale una pittura attenta alle scene popolari e alla vita quotidiana – trasferisce questi temi nel contesto della Roma barocca, immersi in una luce delicata e narrativa.

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Uno sguardo specifico è riservato alla pittura tedesca dell’età moderna, le cui radici affondano nella grande stagione rinascimentale di Lucas Cranach, figura centrale nella definizione di un linguaggio autonomo, caratterizzato da una forte stilizzazione e da un’eccezionale padronanza della linea e del disegno. Su questa eredità si inseriscono, in epoca successiva, artisti come Joachim von Sandrart e Jan Liss, le cui opere testimoniano l’assimilazione del Barocco italiano e della tradizione classica, in un continuo dialogo tra Nord e Sud dell’Europa.

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Il racconto converge poi sugli Asburgo come acquirenti, committenti e custodi dell’arte europea. Straordinari ritratti, insieme a opere di Giuseppe Arcimboldo, David Teniers il Giovane, Guillaume Scrots e Diego Velázquez illustrano una politica dell’immagine in cui il collezionismo diventa strumento di autorappresentazione e mediazione culturale…..

La pittura italiana costituisce il fulcro simbolico ed estetico della collezione viennese, in particolare grazie alle acquisizioni dell’arciduca Leopoldo Guglielmo, il cui gusto si orientò decisamente verso l’arte del XVI e XVII secolo. In mostra, capolavori di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci e Giovanni Battista Moroni attestano il ruolo centrale dell’Italia nello sviluppo della pittura europea, tra indagine del visibile, sperimentazione luministica e progressivo abbandono dell’idealizzazione.

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Emblema di questa svolta è l’Incoronazione di spine di Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno dei capolavori della mostra. Realizzata a Roma intorno al 1603 – 1605, l’opera concentra la scena della Passione in un drammatico momento di essenzialità, dove l’aderenza al reale e la tensione emotiva trasformano il tema religioso in un’esperienza umana universale”.

Da non perdere le conferenze di approfondimento organizzate alle ore 18:00  Sala Rebecchini, Palazzo Sciarra Colonna – Via Minghetti 22, Roma con ingresso libero fino ad esaurimento posti nei giorni di 15 aprile 2026 su “Le meraviglie degli Asburgo” con  Cäcilia Bischoff, curatrice della mostra, e Stefano Zuffi, storico dell’arte; 14 maggio 2026 tema: “Una direzione universale: scambi artistici tra Vienna e Roma” con Cecilia Mazzetti di Pietralata, professore associato in Storia dell’arte moderna presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale e 10 giugno 2026 tema: “Roma e Vienna. Architettura come dispositivo civile: memoria, funzione e trasformazione” con Margherita Guccione, Direttore scientifico Grande MAXXI, ed Elena Tinacci, coordinatrice Dipartimento, MAXXI Architettura e Design contemporaneo

Polo museale Palazzo Cipolla Via del Corso 320, Roma.  Mostra “Da Vienna a Roma. Le meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum fino al 5 luglio 2026 con orari nei giorni di lunedì dalle 15:00 alle 20:00 – martedì e mercoledì dalle 10:00 alle 20:00 – giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 21:00 – sabato e domenica dalle 9:00 alle 21:00 Costo biglietti d’ingresso intero Euro 18 – ridotto Euro 16. Sono previste riduzioni e gratuita’ info su https://museodelcorso.com/da-vienna-a-roma-meraviglie-degli-asburgo-dal-kunsthistorisches-museum/