Dai francesi abbiamo appreso di come e quanto il vino testimoni la radice dove è nato e prodotto. “Terroir” è stata chiamata questa testimonianza e noi in Italia l’abbiamo sposata con piacere, dandogli anche una traduzione, non troppo letterale, in “biodiversità”. Proprio le biodiversità, non solo italiane, saranno uno dei principali temi che verranno dibattuti e su cui poggia l’ossatura principale di EXPO 2015.

Scoprire territori lontani attraverso un bicchiere di vino é quanto avvenuto nella residenza dell’Ambasciatore della Repubblica Sudafricana a Roma che in collaborazione con l’importatore italiano Afri Wines- www.afriwines.com- ha messo in degustazione i prodotti di due case vinicole, fra le circa 15 da lui rappresentate in Italia: “Cape Dreams” con Shiraz e Pinotage, entrambi  con oltre i 14 gradi a testimoniare i colori forti e le spettacolari asperità presenti nel paesaggio di origine e un eccellente Chardonnay / Sauvignon, prodotto dalla casa Linton Park Wines, significativamente battezzato “white Rhino” i cui proventi di vendita, nella misura del 10%, sono devoluti alla salvaguardia del rinoceronte delle praterie africane a rischio d’estinzione.

www.savetherhino.org

I vini di produzione Linton Park Wines con etichetta Rhino Park sono ben sei, tra bianchi e rossi, e tutti partecipano con l’identico contributo derivante dalla loro vendita, alla campagna promossa dall’associazione “Save The Rhino” in favore del rinoceronte delle praterie africane. In tutti i vini posti in assaggio, però, si sono avvertiti i profumi e i sapori di origine tropicale in maniera così forte ed evidente da avere netta la sensazione di bere un sorso di Africa.

L’occasione è stata buona per presentare anche i diversi punti di vendita ed assaggio dei vini sudafricani in Roma, che si trovano sparsi in tutta la città. Così in centro città si trova il Josephine Bistrot mentre ai Parioli zona nord ci sono:

The Dukes International Cafè  e il Larys  insieme ai ristoranti Il Garigliano  e Alghero .

Nella zona di Piazza Fiume si trovano i ristoranti:

Il Fellini, il Tribeca Cafe  , nonché il Ristorante Costa Paradiso .

In zona Eur:

Ristorante Il Fungo , L’Edera , Caffe
Tortuga , ai Fienaroli  , Ristorante Patanegra   e Ristorante Trecca

Quanto prima sarà possibile trovare nella Carta Vini anche quelli sudafricani negli uvaggi:
Chemin Blanc, Sauvignon Blanc, Cape Blend, Pinotage nei seguenti ristoranti: Enopoli srl , H10 Roma , Pinciano .

Sahara Ristorante, Enoteca e Prodotti Tipici, Clemente alla Maddalena, Il Ceppo, Il Vero Alfredo, Ristorante Maharaj, Ristorante Il Caminetto, Taverna Rossini, Insalata Ricca, Hostaria
Po.

“Affermarsi nel mercato enologico italiano è tanto affascinante quanto difficile”, sono le parole di Giuseppe Sorgini della Bottiglieria Romana  che proseguendo nel suo parere, ci dice: “Nel mercato italiano sono presenti  quanto di meglio per qualità e convenienza esista al mondo per riuscire a ritagliarsi uno spazio nella commercializzazione occorre avere prodotti  che abbiano un valido rapporto qualità/prezzo come è stato riconosciuto ai nostri vini, con varie menzioni, in occasione di rassegne enologiche internazionali malgrado la mancanza di un accordo commerciale tra Unione Europea e Sudafrica, che c’impone il pagamento di dazi dogali d’importazione”. Qui s’inserisce il sorriso di Jacqueline Ntombentle Mpongoshe, assistente nell’Ufficio Politico dell’Ambasciata Sudafricana a Roma, che, per l’occasione, in assenza per impegni istituzionali di S.E. l’Ambasciatore, svolge anche il ruolo di padrona di casa con quella grazia e fascino che conferisce quel tocco di attrazione tutta africana presente anche nei vini. Non pensavo che il terroir si estendesse anche alle persone.

Note: In prima pagina foto del territorio sudafricano. Foto courtesy dell’importatore Afri Wines