Mariagrazia Fiorentino – Foto Donatello Urbani

Donazione dell’opera “Dissociazione” e mostra temporanea di fino al 3 maggio 2026.

La cerimonia ufficiale di donazione si è tenuta venerdì 27 marzo 2026 alle ore 13.00 nella Sala delle Colonne, alla presenza del Ministri Giorgetti e Giuli nonché della direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini.

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Da comunicato stampa: “L’evento di donazione segna anche l’apertura della mostra temporanea allestita presso la GNAMC dal 27 marzo al 3 maggio 2026. La rassegna prevede l’esposizione di altre tre opere di Giorgio Celiberti, uno dei protagonisti dell’arte italiana contemporanea, sin dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1948 quando l’artista aveva appena diciannove anni.

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Giorgio Celiberti (Udine, 1929) partecipa alla Biennale di Venezia del 1948 a soli diciannove anni, dopo la formazione al liceo artistico e l’esperienza nello studio di Emilio Vedova. Soggiorni a Parigi, Bruxelles e Londra lo pongono a contatto con le avanguardie europee. Nel 1965 la visita al lager di Terezín segna una svolta decisiva nella sua poetica. La sua ricerca spazia tra pittura, scultura, incisione e interventi ambientali. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni internazionali, tra cui il Museo Würth, il MART e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Nel 2025 una sua stele è stata acquisita dal Parlamento Europeo per la collezione permanente di Bruxelles. Nel 2026 parteciperà alla sua sesta Biennale di Venezia.

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“Dissociazione” è un affresco di grandi dimensioni (cm 180×150) realizzato tra il 1991 e il 1994. L’opera rappresenta un momento significativo della ricerca artistica di Celiberti, in cui la tecnica dell’affresco – di tradizione antichissima – si coniuga con un linguaggio contemporaneo fatto di segni essenziali e materia densa. La superficie, caratterizzata da tonalità chiare e interventi grafici, riflette la tensione tra memoria e presente che attraversa tutta la poetica dell’artista”.

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Altrettanto significative dell’arte e dell’artista Giorgio Celiberti sono le tre opere temporaneamente esposte insieme all’opera donata che, nelle parole del curatore, sono: “….La figura stessa di Celiberti richiama qualcosa di arcaico e primitivo: nel suo volto e nei suoi gesti si avverte una dimensione quasi rituale che ricorda lo sciamano, il sacerdote o l’antico artefice di immagini. Questa dimensione di riflette anche nella sua arte che sembra riallacciarsi idealmente agli artisti delle grotte preistoriche di Lascaux e Altamira dove la pittura non aveva soltanto una funzione estetica ma anche magica e simbolica. Non a caso Celiberti utilizza spesso colori primari e segni essenziali, come se volesse recuperare un linguaggio originario capace di cogliere i paradigmi fondamentali della vita. Allo stesso tempo la sua ricerca si sviluppa attraverso una continua sperimentazione di materiali e tecniche che comprendono pittura, scultura, incisione e interventi ambientali. Bronzo, alluminio, pietra, ceramica e vetro diventano strumenti attraverso cui l’artista esplora il rapporto tra gesto, materia e memoria……Attraverso questi elementi emerge il tema centrale della sua ricerca: l’umanità nella sua forma più essenziale intesa come relazione tra individui e come misteriosa tensione tra cielo e terra, tra memoria e futuro, tra esperienza individuale e dimensione universale dell’esistenza.”

Roma GNAMC – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Piazzale delle Belle Arti, n.131-  fino al 3 maggio 2026 Info T + 39 06 32298221  – sito web gnamc.cultura.gov.it